NASCE “IL TIRAMISÙ – DOLCE DI TREVISO”: UN PROGETTO CHE PORTA NEL MONDO L’AUTENTICO DOLCE TREVIGIANO

Simbolo della cucina italiana, tanto da essere tra le cinque parole della cucina italiana più conosciute all’estero, il Tiramisù è un’autentica bandiera della sua città natale, Treviso.

Merito di una ricetta unica, codificata dall’Accademia del Tiramisù, a base di savoiardi, caffè espresso, mascarpone, uova e zucchero.

Ma cosa rende ogni Tiramisù diverso e unico? La preparazione della crema, che richiede abilità, dosaggi precisi e ingredienti freschissimi, dai quali dipende la bontà del risultato finale e che costituisce la vera differenza tra la preparazione originale e le infinite varianti e imitazioni.

Da questa intuizione nasce “Il Tiramisù – Dolce di Treviso”, un progetto non solo imprenditoriale, ma anche di valorizzazione turistica e culturale della Marca Trevigiana e del Veneto a livello internazionale.

L’idea è di tre giovani imprenditori trevigiani: Elisa Menuzzo, esperta di psicologia del lavoro, risorse umane, marketing e comunicazione, Debora Oliosi, proveniente dall’ambito informatico e specializzatasi successivamente in digital communication& marketing, turismo e valorizzazione del territorio, e Alberto Curtolo, laureato in economia e gestore di attività commerciali nel settore del food&beverage.

Dall’incontro di queste professionalità, nel 2019 nasce l’idea di creare un prodotto “100 per cento originale trevigiano” che potesse rappresentare la città di Treviso in Italia e all’estero.

I tre soci hanno quindi iniziato a studiare la possibilità di produrre su scala industriale la crema del Tiramisù, seguendo alla lettera la ricetta originale, utilizzando ingredienti freschi e senza l’utilizzo di conservanti e aromi artificiali, che risultasse identica nell’aspetto e nel gusto a quella preparata nelle cucine delle nonne e delle mamme trevigiane.

Con l’aiuto di esperti e professionisti, in primis il tecnologo alimentare Enzo Cangiulli, noto a livello internazionale come consulente specializzato nel settore creme, si è giunti alla definizione della ricetta, che a partire da gennaio 2020 sarà prodotta nellostabilimento di Quinto di Treviso. Una produzione, dunque, assolutamente trevigiana, che intende portare con orgoglio la bandiera di Treviso nel mondo oltre che creare lavoro e offrire una “nuova chiave” per il turismo.

La crema diventa così il centro di un progetto ampio e articolato: dal laboratorio trevigiano, unico centro di produzione, sarà distribuita ai punti vendita dove il Tiramisù verrà assemblato al momento secondo le preferenze del cliente, o proposto già assemblato nella versione tradizionale a base di savoiardi e caffè. E ancora, la crema sarà consegnata a ristoranti, bar, catering, gastronomie e negozi di specialità alimentari per consentire a gestori, chef e negozianti di proporre ai propri clienti l’autentico Tiramisù trevigiano.

Il primo obiettivo dell’azienda è l’apertura di punti vendita “Il Tiramisù – Dolce di Treviso” nelle principali città italiane ed europee. E come non pensare a Venezia, capoluogo del Veneto e “porta” di Treviso per milioni di turisti da tutto il mondo, come prima tappa di questo entusiasmante percorso?

Il 18 gennaio 2020, in Campo Santi Apostoli, aprirà i battenti il primo negozio, seguito poi da quelli di Verona, Firenze, Milano e Roma oltre che, naturalmente, Treviso, in uno splendido palazzo del centro storico. Contestualmente avverrà l’espansione del brand in Europa nelle principali città di Germania, Regno Unito e degli altri Stati dell’Unione, e l’apertura del canale Ho.Re.Ca. rivolto a ristoranti, bar, caffetterie e gastronomie che – grazie appunto alla crema pronta – potranno proporre ovunque il Tiramisù originale trevigiano assemblato al momento.

È chiaro, a questo punto, che “Il Tiramisù – Dolce di Treviso” diviene un importante volano di promozione turistica del territorio trevigiano, sorretto dalla convinzione che la Marca Trevigiana abbia tutte le carte in regola per essere maggiormente valorizzata. Convinzione che va incontro anche alle esigenze della stessa amministrazione lagunare, alla ricerca di motivazioni forti per indurre i troppi turisti a visitare il territorio circostante e ridurne così l’eccessiva concentrazione nel nostro capoluogo regionale. Tutta la comunicazione aziendale è tesa, perciò, a indurre il turista a incuriosirsi di Treviso.

L’apertura del negozio in Campo Santi Apostoli a Venezia costituisce il “modello” per il format dei successivi punti vendita. Il concetto di partenza è stato ricreare la “cucina della nonna”, calda e accogliente, la stessa nonna che sapeva preparare il Tiramisù “della nonna”, appunto. Unico e indimenticabile.

Studiato nei minimi dettagli, con uno stile “anni Sessanta” per ricreare l’atmosfera del periodo in cui il Tiramisù ha visto la sua diffusione, con dettagli e foto d’epoca della città di Treviso e dei capoluoghi veneti, il negozio propone “Il Tiramisù – Dolce di Treviso” in diverse ricette.

L’idea principale è quella di offrire al consumatore un’autentica esperienza: un vero “Maestro del tiramisù” sarà, infatti, a sua disposizione per assemblare il dolce al momento, secondo i suoi gusti, grazie alle diverse possibili combinazioni di bagne e guarnizioni.

Diversi anche i formati disponibili: dal “vojesso” (cucchiaio monoporzione) alla crema in bicchiere, dalla porzione mono da 150 grammi alla maxi da 250 grammi, fino alle teglie da asporto.

Ingrediente fondamentale per l’autentica ricetta trevigiana, il caffè: per garantire un risultato di assoluta qualità, è stata coinvolta Hausbrandt, storica azienda fondata a Trieste oltre un secolo fa e oggi stabilitasi a Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso. L’azienda fornirà a tutti i punti vendita una miscela studiata appositamente per armonizzarsi al meglio con gli ingredienti del Tiramisù.

Nei punti vendita sarà esposto inoltre Do ciacoe, un inedito “quotidiano” dalla grafica rétro che racconta le origini del dolce, ma anche tante notizie storiche sulla città di Treviso, aneddoti, mappe e consigli per visitare la città e i suoi dintorni. Uno strumento originale che intende incentivare il turista a visitare la splendida Marca Trevigiana e ripercorrere le tappe che hanno visto i natali del Tiramisù.

Per un’atmosfera ancor più vintage, nei negozi sarà trasmessa musica anni Sessanta, ovviamente attraverso apparecchi d’epoca, grazie alla “Radio Il Tiramisù”, una web radio di proprietà del Brand.

Tutte le scelte di packaging e di servizio sono ecocompatibili e compostabili, a partire dalla sac à poche che contiene la crema, in cotone riutilizzabile, fino a bicchieri, cucchiaini, teglie. Un obiettivo impegnativo ma fondamentale che l’azienda ha portato avanti con determinazione.

PRIMA DEL TORCOLATO 2020: 25 ANNI DI FESTA PER IL VINO SIMBOLO DI BREGANZE

Prima del Tortolato 2019

Il fiore all’occhiello della tradizione vitivinicola di Breganze sarà celebrato domenica 19 gennaio 2020 con la venticinquesima edizione della Prima del Torcolato. Con il suo colore giallo oro e il suo dolce sapore, il Torcolato sarà ancora una volta al centro della festa più importante per il Consorzio Tutela Vini Doc Breganze e per la Strada del Torcolato e dei vini di Breganze. Per portare in alto nel mondo il nome del vino più rappresentativo della Doc, nel 2020 è stata scelta Alessandra Viero, nota giornalista televisiva vicentina, cresciuta a Bassano del Grappa, e conduttrice di programmi di punta e telegiornali delle reti Mediaset. Sarà lei l’Ambasciatrice del Torcolato nel mondo 2020.

La festa dedicata alla spremitura dei primi grappoli appassiti di uva Vespaiola, conferiti da tutte le cantine del Consorzio, si svolgerà dalle 14.30 alle 17 nella piazza principale del Paese. Sotto la sovraintendenza della Magnifica Fraglia del Torcolato si terrà l’investitura dei nuovi confratelli della Fraglia e la nomina dell’Ambasciatore del Torcolato. Per celebrare l’anniversario dei venticinque anni della festa, la cerimonia in piazza sarà arricchita dal taglio di un grande panettone al Torcolato da gustare tutti insieme.

Nella stessa giornata in programma anche l’appuntamento con il Fruttaio Tour, che si svolgerà in due momenti diversi, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19 nelle dieci cantine aderenti: Ca’ Biasi, Cantina Beato Bartolomeo da Breganze, Col Dovigo, IoMazzuccato, Le Colline di Vitacchio, Le Vigne Di Roberto, Cantina Maculan, Miotti Firmino (solo turno pomeridiano, ore 17-19), Transit Farm e Vitacchio Emilio. Qui i visitatori saranno condotti alla scoperta dei luoghi dove nasce il Torcolato. In ogni cantina, inoltre, saranno proposti abbinamenti curiosi e ricercati, capaci di evidenziare la versatilità di questo passito.

Nel corso dell’intera giornata sarà inoltre possibile visitare la mostra-mercato dei prodotti tipici della Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze, a cura dell’Associazione Pedemontana Vicentina e Ogd Pedemontana Veneta e Colli, e salire fino alla cima della Torre Diedo, il campanile della città, tra i più alti d’Italia per un brindisi ad alta quota.

 

CAPODANNO, TUTTO ESAURITO NEGLI AGRITURISMI

Agriturismi per tutti i gusti: per le feste natalizie, per i ritiri sportivi, per un’escursione mordi e fuggi. Secondo Coldiretti la campagna è stata scelta da 260 mila italiani che hanno prenotato pure il cenone di Capodanno spinti dalla tendenza di ricercare la buona tavola ma soprattutto la quiete e la bellezza del paesaggio rurale, lontano dalla città e dal traffico. In Veneto, nelle oltre 600 fattorie con ristorazione e alloggio di Terranostra si registra il tutto esaurito per l’ultima notte del 2019. Coldiretti sottolinea che sempre più giovani decidono di passare del tempo distanti dal caos e a contatto con la natura e le aziende agrituristiche sembrano essere l’ideale anche per l’offerta ricreativa, soprattutto anche per la possibilità di portare l’amico a quattro zampe che in una cascina, masseria o casale trova sempre il suo posto dedicato. L’Italia – ricorda Coldiretti – può contare su una proposta capillare diffusa lungo tutta la penisola con oltre 23 mila aziende agricole autorizzate all’esercizio dell’agriturismo che sono in grado di offrire un potenziale di più di 253 mila posti letto e quasi 442 mila coperti per il ristoro, oltre a 11.700 mila piazzole per la sosta prolungata di camper e a oltre 1500 attività di fattoria didattica per i più piccoli. Con gli arrivi di fine anno le presenze stimate ammontano al valore record di oltre 13 milioni.

A livello regionale – precisa il presidente dei cuochi contadini Diego Scaramuzza – oltre ai menu a chilometri zero, sono molte le opportunità promosse dagli operatori agricoli: dall’agricampeggio all’agritata, dalle escursioni guidate sotto le stelle alle passeggiate con le ciaspole o insieme ai muli, agli alpaca. I principi dell’accoglienza sono sacri – commenta Scaramuzza – e sono praticati secondo la tradizione contadina. Per le nuove generazioni l’impatto è curioso e per le famiglie la riscoperta dei prodotti dimenticati oppure di ricette perdute è sempre un piacere.

Da segnalare l’ultima tendenza tra le strutture – conclude Scaramuzza – ovvero l’ospitalità di gruppi e associazioni sportive che possono praticare ritiri propedeutici all’attività agonistica o elaborare percorsi del relax. Recuperare le forze e la forma psicofisica tra piante officinali, verde spontaneo e territorio curato è molto più salutare.

TORNA LA CENA-EVENTO DELLA CONFRATERNITA, APERTE LE ISCRIZIONI AL PREMIO “MUSETO D’ORO 2020”

Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio Abate, patrono dei norcini e protettore dei macellai, molto venerato nelle zone rurali italiane. E non a caso, esattamente due anni fa, in questa data, è nata a Riese Pio X, nel Trevigiano, presso l’azienda vinicola La Caneva dei Biasio, l’“Ingorda Confraternita del Museto”, un ente finalizzato a tutelare la storia e la tradizione dell’insaccato fatto col muso di maiale. La Confraternita organizza eventi, incontri e rassegne enogastronomiche, come il recente festival “Porcomondo” che ha riportato all’attenzione collettiva anche la Martondea, con il suo rito dimenticato e i suoi gusti antichi.

Adesso, però, è tempo di pensare al maiale e i norcini di mezzo veneto stanno preparando i loro museti migliori. In questi giorni stanno arrivando decine di candidature per iscriversi al concorso della Confraternita, il “Museto d’Oro” è un riconoscimento davvero autorevole per le piccole produzioni locali.

A gennaio 2019 fu lungo l’elenco dei partecipanti. Da Riese Pio X c’erano Gildo Cremasco, Luciano Ceccato (vincitore della prima edizione, quella del 2018), Silvio Daminato, Michele Favretto, Galdino Massaro, Roberto Daminato, la Macelleria Cirotto e l’Affinatura formaggi e salumi di Roberto Martini e da Vallà la Società geografica dei Viaggiatori; da Castelfranco Veneto presenti l’Agriturismo Moro di Barban e la Macelleria Targhetta, mentre da Maser arrivavano Claudio Reginato, Lino Ganeo, Nobili Ricercatori del Gusto e l’azienda agricola Costa del Sol. C’erano anche l’agriturismo Ai Bagolari di Castello di Godego, la società agricola Genesi da Fanzolo di Vedelago, l’agriturismo La Baita di Crespano del Grappa e l’azienda agricola Rossi di Musano di Trevignano. Da Montebelluna giunsero i The Kings of the Macha (che vinsero il premio), da Spresiano Pierluigi De Meneghi e da Asolo l’azienda agricola di Berton Gilberto; c’erano poi la Macelleria Breda di Sarmede, l’azienda agricola Fratelli Miatello da Morgano, l’azienda San Martino di Pederobba e l’azienda Guizzo Giancarlo da Guia di Valdobbiadene, infine Girolamo Ceron da Trevignano, Silvano Zacchello da Resana e Sandro Stefanuto da Villotta di Chions, in provincia di Pordenone.

E se questo era il passato, adesso c’è molta attesa per l’edizione 2020. Chi vuole partecipare può far riferimento alla mail confraternitamusetto@gmail.com o chiamare il numero 346-3090181. Ricordiamo che sono anche iniziate ad arrivare le prime adesioni per la cena-evento con show e degustazioni, l’appuntamento è molto atteso e non sarà possibile ospitare più di trecento persone. La festa del museto, raduno ufficiale annuale dei soci della Confraternita, inizia alle 19.30 di venerdì 17 gennaio alla Caneva dei Biasio (via Cendrole 7, Riese Pio X, Treviso) e prevede una cena di museto, pasta e fagioli e vino abbinato (il costo è di 25 euro su prenotazione al numero 0423 483153).

TIRAMISÙ WORLD CUP JUNIOR: VINCONO DANIELE FABRIS, 10 ANNI, E DEVA MARTON, 9 ANNI

Deva Marcon

Sono davvero giovanissimi i due nuovi Campioni della Tiramisù World Cup Junior 2019, seconda edizione della “sfida più golosa dell’anno”, aperta ai piccoli chef.

Ecco i loro nomi: Deva Marton (classe 2010) di Fossò di Venezia, in gara per la ricetta originale, e Daniele Fabris (classe 2009) di Sant’Angelo di Piove di Sacco (Padova) con un Tiramisù realizzato con panna, torrone e fave di Tonka, per la ricetta creativa del dolce.

Dopo le selezioni che si erano tenute nella giornata di sabato, presso la Scuola di Formazione Professionale Fondazione “Lepido Rocco” di Lancenigo di Villorba (Treviso), la splendida cornice di Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier è stata il teatro delle semifinali e delle finalissime di domenica per entrambe le ricette del dolce, originale e creativa.

I ragazzi hanno dato prova di possedere già la manualità degli adulti, muovendosi con dimestichezza fra savoiardi, uova e mascarpone, e impugnando fruste e cucchiai “da adulti”.

Nella due-giorni di gare l’entusiasmo e la passione dei giovanissimi pasticceri, accompagnati al tavolo da un adulto, hanno fatto divertire gli stessi partecipanti e il pubblico che ha assistito alla competizione e fatto il tifo per loro.

«Con dei Campioni così – scherza Francesco Redi di Twissen, ideatore e organizzatore della rassegna – il futuro del Tiramisù è assicurato. Le iscrizioni per la TWC 2020 sono già aperte e siamo al lavoro per un’edizione che nasce per stupire e crescere ancora di più».

A decretare i due Campioni di quest’anno, è stata una giuria composta dai nomi “celebri” della Tiramisù World Cup: Sara Arrigoni (Campione Twc 2019, ricetta creativa), Fabio Peyla (Campione Twc 2019, ricetta originale), Diletta Scandiuzzi (Campione Twc 2018, ricetta originale), Marco Bertolo (Campione Twc 2018, ricetta originale), Riccardo Landonio (Campione Twc Junior 2018, ricetta creativa).

Per la ricetta creativa, erano giunti in finale anche Cristina Pulos, classe 2010, di Zoppola (Pordenone) con un Tiramisù con la Mastica di Chio e Ambra Arvedi, classe 2010, di Casier (Treviso) con un Tiramisù con pistacchi salati, mandorlato e sciroppo d’acero.

Per la ricetta originale, erano giunti in finale Mattia Carraro, classe 2009, di Lasi (Verona) e Miguel Fantuz, classe 2009, di Codognè (Treviso).

 

50 TOP ITALY, ECCO I MIGLIORIRISTORANTI D’ITALIA 2020. BOTTURA ANCORA IL RE

Arriva un altro pemio per Osteria Francescana a Modena di Massimo Bottura: per la categoria Oltre 120 euro è la migliore d’Italia. Il riconoscimento arriva da 50 Top Italy, la guida on-line (www.50topitaly.it), consultabile gratuitamente, dedicata al meglio della ristorazione italiana, che nei giorni scorsi al Teatro Eliseo di Roma ha comunicato la classifica dei I Migliori Ristoranti Italiani 2020

Un progetto firmato Lsdm (storico congresso di cucina d’autore in scena dal 2008 a Paestum) e curato dai suoi ideatori, Barbara Guerra e Albert Sapere, insieme al giornalista Luciano Pignataro.

La serata, condotta da Federico Quaranta, noto conduttore di programmi televisivi e radiofonici e profondo conoscitore del mondo dell’enogastronomia, ha visto salire sul palcoscenico di uno dei templi della cultura italiana, gremito da un folto pubblico di addetti ai lavori, le top ten delle quattro categorie previste dalla guida: ristorazione Oltre 120 euro e Fino a 120 euro, Trattoria/Osteria e LowCost.

I gradini più altidei quattro podi, dunque, sono stati occupati da: Osteria Francescana, a Modena, dello chef Massimo Bottura; L’Argine a Vencò, a Dolegna del Collio (Gorizia), guidato da Antonia Klugmann; Antica Osteria del Mirasole, a San Giovanni in Persiceto (Bologna), di Franco Cimini; Panificio Bonci, a Roma, di Gabriele Bonci.

A seguire, in seconda e terza posizione, per la categoria Oltre 120 euro: Uliassi, a Senigallia (Ancona), dello chef Mauro Uliassi, e il ristorante St. Hubertus, a San Cassiano (Bolzano), di NorbertNiederkofler; nella fascia Fino a 120 euro: Lido 84, a Gardone Riviera (Brescia), di Riccardo Camanini, e 28 Posti, a Milano, di Marco Ambrosino; per la categoria Trattoria/Osteria: Trippa, a Milano, di Diego Rossi, e Roscioli Salumeria con Cucina, a Roma, dei fratelli Alessandro e Pierluigi Roscioli; in LowCost: Anikò, a Senigallia (Ancona), guidato da Moreno Cedroni, e Generi  Alimentari Da Panino, a Modena, di Giuseppe Palmieri.

«Ne esce fuori – sottolineano i tre curatori – uno spaccato della ristorazione italiana valido e veritiero. Un settore che, malgrado diverse difficoltà, risulta godere di ottima salute. Questo lo dobbiamo in primis alla fortuna di vivere in un Paese dove ogni singolo territorio custodisce un paniere di eccellenze alimentari unico e prezioso. Non a caso a essere rappresentate dalla guida sono quasi tutte le regioni italiane, dal Nord al Sud della Penisola. Il resto lo fanno il lavoro, la passione, le competenze e l’estro delle donne e degli uomini di questo comparto. La divisione in categorie della guida testimonia inoltre la volontà di proporre un progetto dalla parte del lettore».

Sono dunque 200 in totale, 50 per categoria, gli indirizzi recensiti da 50 Top Italy: oltre alle quattro top ten, le posizioni dalla 50esima all’undicesima annunciate nelle settimane precedenti sul sito 50topitaly.it.A dare i voti, nel pieno rispetto dell’anonimato, dell’autonomia e, ovviamente, pagando il conto, una giuria composta da 130 ispettori. Rivoluzionario il metodo di giudizio, con grande rilievo dato al servizio e all’accoglienza, elementi fondamentali di una ristorazione attenta alla propria clientela.

A ritirare il premio nel corso della serata sono stati anche i rappresentanti dei primi tre classificati (già annunciati) de I Migliori Ristoranti Italiani nel Mondo 2019, sezione internazionale della guida, curata da Guido Barendson, che ha visto trionfare il ristorante Passerini a Parigi, dello chef Giovanni Passerini. Seconda e terza posizione per Don Alfonso 1890 Toronto in Canada, e Heinz Beck Restaurant Tokyo in Giappone.

Diversi infine i Premi Speciali conferiti a importanti personaggi del mondo dell’enogastronomia italiana e internazionale. Tra i più significativi:

Premio S.Pellegrino& Acqua Panna Cuoco Del Futuro 2020 assegnato a Davide Guidara del Sum Restaurant di Catania;

Premio Birrificio Valsugana Sala Contemporanea 2020 dato a Giuseppe Palmieri, maître e sommelier dell’Osteria Francescana;

Premio Mulino Caputo Pasticceria Contemporanea 2020 al ristorante Il Pagliaccio di Roma;

Premio Pastificio Dei Campi Primo Piatto dell’Anno2020 al ristorante Tosca di Ginevra (Svizzera), per gli Gnudi ricotta e spinaci, burro alla salvia e coulis di pomodoro.

E ancora:

Premio Olitalia Modello d’Ispirazione 2020 allo chef Umberto Bombana, di 8 ½ Bombana, Hong Kong (Cina);

Premio D’Amico Costanza nel Tempo all’Estero 2020 ad Acquarello, Monaco Di Baviera (Germania);

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Cultura del Vino all’Estero 2020 al Restaurant Era Ora, Copenaghen(Danimarca);

Premio Olitalia Ospitalità Italiana nel Mondo 2020 al Don Alfonso 1890 Toronto (Canada);

Premio Emme Prodotti Tipici Ospitalità Alberghiera 2020 al Baglioni Hotels;

Premio D’Amico Valorizzazione del Made In Italy 2020 a Orlando Food Sales;

Premio Mulino Caputo Miglior Servizio Italiano nel Mondo 2020 a Heinz Beck Restaurant Tokyo (Giappone);

Premio Pastificio Dei Campi Formare il Futuro 2020 ad Alma la Scuola Internazionale di Cucina Italiana;

Premio Mandara Cultura del Vino in Italia 2020 al Ristorante Consorzio, Torino;

Premio Mulino Caputo Format dell’anno 2020, a Exit gastronomia urbana, Milano;

Premio Kimbo Filiera Controllata 2020 al Panificio Bonci, Roma;

Premio Mandara Innovazione e Sostenibilità 2020, al St. Hubertus, San Cassiano (Bolzano);

Premio Olitalia Comunicare il Vino 2020 ad Alessandro Scorsone;

Premio Emme Prodotti Tipici Costanza nel Tempo in Italia 2020 a Oasis Sapori Antichi, Vallesaccarda (Avellino);

Premio Birrificio Valsugana Riso all’Italiana 2020 a Supplizio, Roma;

Premio Pastificio Dei Campi Famiglia Italiana 2020, La Tradizione, Vico Equense (Napoli).

Per finire i già annunciati:

Premio San Pellegrino&Acqua Panna Valorizzazione del Territorio 2020 al ristorante Duomo, Ragusa;

Premio Emme Prodotti Tipici Accoglienza In Italia 2020 al Pashà Ristorante, Conversano (Bari);

Premio D’Amico Cucina Mediterranea 2020 al 28 Posti, Milano;

Premio Birrificio Valsugana Servire Il Vino In Italia 2020 a Maurizio Paparello, di Roscioli Salumeria con Cucina, Roma;

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Servire il Vino all’Estero 2020 a Salvatore Salerno, de Il Lago, Ginevra (Svizzera).

È stata inoltre conferita una Targa alla Memoria di Lella Granito, compianta patronne dell’Osteria Nonna Rosa di Vico Equense (Napoli) e moglie dello chef Peppe Guida.

 

PANETTHON 2019, VINCE LE SABLON DI PADOVA

Il miglior panettone artigianale del Veneto è di Le Sablon di Padova. Il 4 dicembre, al Caffè Pedrocchi di Padova, la pasticceria si è aggiudicata il Panetthon 2019, la sfida solidale con i migliori prodotti della regione (rigorosamente privi di emulsionanti, E471). Al secondo posto è giunto Merryday, sempre di Padova e a chiudere il podio troviamo Il Chiosco di Lonigo (Vicenza). La giuria tecnica era presieduta da Daniele Gaudioso, mentre la consulenza tecnica è affidata a Dario Loison, noto pasticcere di Costabissara (Vicenza). Gli altri nove finalisti erano Antichi sapori di Isola della Scala (Verona), Arte della pasticceria di Albignasego (Padova), Bacelle di Galzignano Terme (Padova), Celso di Padova, Gardellin di Curtarolo (Padova), Infermentum di Stallavena (Verona), Lorenzetti di San Giovanni Lupatoto (Verona), Milady di Marghera (Venezia) e Saporè di San Martino di Buonalbergo (Verona).

4 DICEMBRE, IN DODICI PRONTI ALLA SFIDA FINALE DI PANETTHON 2019

Caffè Pedrocchi

Ancora poche ore e al Caffè Pedrocchi di Padova sarà eletto il miglior panettone artigianale del Veneto. Dalle due selezioni precedenti, sono rimasti in dodici a giocarsi il titolo: Antichi sapori di Isola della Scala (Verona), Arte della pasticceria di Albignasego (Padova), Bacelle di Galzignano Terme (Padova), Celso di Padova, Chiosco di Lonigo (Vicenza), Gardellin di Curtarolo (Padova), Infermentum di Stallavena (Verona), Le Sablon di Padova, Lorenzetti di San Giovanni Lupatoto (Verona), Merryday di Padova, Milady di Marghera (Venezia) e Saporè di San Martino di Buonalbergo (Verona). Si tratta di una sfida solidale e i migliori prodotti della regione (rigorosamente privi di emulsionanti, E471) si sfidano per raggiungere la vetta della classifica e divenire così il Panetthòn dell’anno. Gli esperti giudicano alla cieca e qualche ottimo pasticcere è rimasto escluso. La giuria tecnica sarà presieduta da Daniele Gaudioso, mentre la consulenza tecnica è affidata a Dario Loison, noto pasticcere di Costabissara (Vicenza).

21 NOVEMBRE, IL CONCORSO PANETTHON TORNA AL PERCHÈ

Daniele Gaudioso

È già tempo di “re panettone”. Il ristorante Perché di Roncade (Treviso) torna a ospitare Panetthòn, la sfida regionale fra panettoni artigianali che in realtà è una gara di solidarietà. Lo farà giovedì 21 novembre alle ore 20, organizzando la cena di presentazione dei panettoni prodotti da pasticcerie delle province di Belluno, Treviso e Venezia.

Sono una quarantina i maestri pasticceri che hanno deciso di mettersi in gioco iscrivendosi alla quarta edizione di Panetthòn, singolare concorso  ideato da Daniele Gaudioso, medico oculista padovano e accademico della cucina che nel corso degli anni si è affermato come una vetrina di qualità e di rigore nel rispetto dei valori tradizionali e salutistici del prodotto “panettone”. Al concorso sono ammessi solo panettoni rigorosamente privi di emulsionanti, conservanti, mono e digliceridi degli acidi grassi (quelli classificati come E471) e di tutti quegli additivi che vengono usati per una conservazione più lunga nel tempo dei prodotti alimentari. ​Panettoni classici, con uvetta e canditi, prodotti con materie prime di altissima qualità, che hanno una durata limitata ma che in cambio presentano una bontà senza paragoni.

L’etichetta “solidale” definisce le finalità benefiche del concorso, il cui ricavato è stato destinato ai progetti della Onlus padovana “Amici di Adamitullo” che da dieci anni in Etiopia garantisce il sostegno alle attività scolastiche ed educative di circa mille bambini e adolescenti frequentanti la Missione salesiana di Adamitullo, piccolo paese a tre ore di auto dalla capitale Addis Abeba.

La giuria – composta da esperti del settore e giornalisti enogastronomici – selezionerà poi nel corso di una degustazione rigorosamente alla cieca prevista il 24 novembre – i 12 pasticceri veneti che accederanno alla serata finale del 4 dicembre, che sarà ospitata nelle storiche sale del Caffè Pedrocchi di Padova.

Ma anche al Perché è previsto un piccolo concorso interno: tutti i presenti potranno votare il proprio panettone preferito. La degustazione dei panettoni bellunesi, trevigiani e veneziani avverrà al termine di una cena, la cui quota di partecipazione è di 25 euro, parte dei quali saranno devoluti al progetto Adamitullo.

Queste la pasticcerie partecipanti alla serata. Per la provincia di Belluno, Centelghe a Farra d’Alpago, Officine la fabbria del buon gusto a La briciola, entrabe di Belluno.

Per il Trevigiano, Pasticceria Pollesel di Orsago – Conegliano – Treviso), Pasticceria Villa dei cedri di Valdobbiadene, Panificio Bosco, Pasticceria Max e Battistuzzi di Treviso, Infine per Venezia, in corsa ci sono Milady di Marghera e Pasticceria Zizzola di Noale.

Info e prenotazioni allo 0422-849015.

TIRAMISÙ WORLD CUP 2019, VOLANO IN BRASILE FABIO PEYLA DI COMO E SARA ARRIGONI DI BERGAMO

Fabio Peyla e Sara Arrigoni

Lui è Fabio Peyla,addetto marketing di 40 anni di Uggiate Trevano (Como), ed è Campione del Mondo con la sua ricetta originale del Tiramisù. Lei è Sara Arrigoni, insegnante di Paladina (Bergamo) di 27 anni ed è Campione del Mondo con la sua ricetta creativa al mojito (ma rigorosamente non alcolica). Sono loro a trionfare nella terza edizione della Tiramisù World Cup, la competizione che premia “chi fa davvero il Tiramisù più buono del mondo”.

Ora voleranno in Brasile, ospiti dell’Ambasciata italiana a Curitiba per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, bandiere del Belpaese del dolce al cucchiaio più popolare e amato da tutti. «Ancora non ci posso credere – dice emozionata Sara Arrigoni – perché ho provato tante ricette e alla fine questa è quella che i miei amici e famigliari hanno giudicato essere la migliore. È stato il terzo anno di partecipazione e finalmente ho vinto».

Fabio Peyla aveva prenotato per restare una sola notte a Treviso, ma alla fine è dovuto rimanere per le semifinali e anche per la finalissima della “sfida più golosa dell’anno”: «Ho avuto il supporto e il calore della mia famiglia che mi ha sostenuto e che ringrazio immensamente. Sono riuscito a vincere, dopo tanti, tantissimi Tiramisù preparati in tutte le ultime settimane per migliorare sempre più».

La tre-giorni in quello che è stato ribattezzato “Palazzo dei Tiramisù”, nel cuore di Treviso, ha avuto un grandissimo successo di pubblico, con il coinvolgimento di centinaia di concorrenti e giudici provenienti da ogni dove: «Siamo orgogliosi di questa edizione, che è andata oltre le migliori aspettative – dice Francesco Redi, ideatore e organizzatore della Tiramisù World Cup. Il mio ringraziamento va ai partecipanti, ai sostenitori, ai nostri partner, al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, per la sensibilità dimostrata nel credere da subito alla nostra manifestazione; un grazie a Treviso e al suo Comune per averci dato la possibilità di ospitare le gare in piazza dei Signori».

Oltre ai Campioni del Mondo, erano arrivati in finale anche Eleonora Andronico di Gemona (ma romana d’origine, ndr.) e Beatrice Castellan di Valdobbiadene (ma residente a Imola, ndr.).

Per la ricetta creativa, al tavolo delle finali, condotte da Filippo Ferraro di Rds 100 per cento Grandi Successi, anche Rossella Favaretto di Mestre (pepe e pere), Camilla Favaretto di Feltre (amaretti, formaggio e lamponi).

ALBA VITAE, NEL MALANOTTE 2010 LA SOLIDARIETÀ DI AIS VENETO

Antonio Bonotto delle Tezze e Wladimiro Gobbo (Delegato Ais Treviso)

 

Ais Veneto rinnova il suo impegno nel sociale con la bottiglia di Alba Vitæ 2019, l’iniziativa benefica che ogni anno nel periodo natalizio si occupa di mettere in vendita una tiratura limitata di alcuni dei migliori vini della Regione, per sostenere una realtà sociale del territorio. L’azienza coinvolta per questa nona edizione è Bonotto delle Tezze con il suo Malanotte Docg 2010, imbottigliato in formato magnum e di cui saranno disponibili solo 700 bottiglie.

Il ricavato delle vendite verrà devoluto alla Fondazione Oltre il Labirinto, che si dedica a bambini, ragazzi e adulti affetti da autismo. Il Malanotte è legato all’omonimo borgo medievale situato a Tezze di Piave, non lontano da Conegliano (Treviso). Si tratta di un vino monovitigno prodotto a partire dai grappoli dell’autoctono raboso Piave, fulcro del lavoro di Bonotto delle Tezze che da anni si impegna nella sua valorizzazione. Le uve del Malanotte 2010 sono state raccolte manualmente durante una vendemmia tardiva e parte di queste – tra il 15 per cento e il 30 per cento – sono state fatte appassire in fruttaio. Particolarità di questa edizione limitata è l’affinamento del vino per otto anni tra botti grandi, piccole e acciaio, il doppio rispetto ai tempi minimi previsti dal disciplinare. «Per Ais Veneto questo appuntamento è diventato un’importante occasione di dialogo con il territorio regionale – commenta Marco Aldegheri, presidente di Ais Veneto – che non passa solo attraverso la valorizzazione della migliore tradizione enologica veneta, ma anche attraverso il sostegno a iniziative meritevoli come quella della Fondazione Oltre il Labirinto. Il progetto di Alba Vitæ è cresciuto molto in questi nove anni e ogni edizione è stata in grado di innescare una grande gara di solidarietà, che siamo fiduciosi si ripeterà anche in questa occasione».

Con i fondi raccolti dalla vendita delle magnum di Malanotte 2010 l’associazione Sommelier potrà finanziare la costruzione di un laboratorio polifunzionale, adibito a punto di appoggio e di lavoro per le attività organizzate da Oltre il Labirinto negli spazi di Alternativa Ambiente di Vascon di Carbonera.

«Alla maggiore età i ragazzi con autismo sono meno tutelati e supportati dai servizi socio-sanitari – afferma il Direttore della Fondazione Mario Paganessi – ma con questi laboratori li aiutiamo ad acquisire delle competenze professionali per poter iniziare una vita di autonomia. Oggi facciamo un altro passo in avanti, grazie a questa iniziativa di Ais Veneto».

L’edizione limitata del Malanotte 2010 sarà acquistabile da venerdì 18 ottobre fino a fine gennaio al costo simbolico di 50 euro, tramite la pagina web di Ais Veneto (www.aisveneto.it) e ritirandolo presso la sede di una delle sette delegazioni provinciali.

PASSERINI A PARIGI È IL MIGLIOR RISTORANTE ITALIANO NEL MONDO

Giovanni Passerini

Finalmente l’attesa è finita. Dopo mesi di lavoro nel nostro Paese e nei vari continenti, si apre il sipario su 50 Top Italy, la guida on-line consultabile gratuitamente, dedicata al meglio della ristorazione italiana fuori e dentro i confini nazionali. E l’apertura in grande stile vede appunto protagonisti i massimi interpreti della cucina tricolore all’estero. Una vera e propria mappatura globale del Made in Italy di qualità nel mondo: questo è quanto emerge da I Migliori Ristoranti Italiani nel Mondo 2019, primo step del progetto firmato Lsdm (storico congresso di cucina d’autore in scena dal 2008 a Paestum) e curato dai suoi ideatori, Barbara Guerra e Albert Sapere, insieme al giornalista Luciano Pignataro.

Al primo posto dello speciale ranking rivolto agli esponenti della cucina italiana nei vari continenti, c’è il ristorante Passerini a Parigi, dello chef romano Giovanni Passerini, talento che ormai da tempo ha valicato le Alpi alla conquista dei gourmet francesi. Seguono sul podio Don Alfonso 1890, a Toronto, e Heinz Beck, a Tokyo. Locali guidati da due delle più prestigiose firme della ristorazione italiana, ovvero la famiglia Iaccarino, che da Sant’Agata sui Due Golfi ha rivoluzionato il concetto di cucina mediterranea, e lo stesso Heinz Beck, tedesco trapiantato a Roma, anima di un tempio della gastronomia come La Pergola. Quarta e quinta posizione per Acquarello, a Monaco di Baviera, e 8 ½ Bombana, in quel di Hong Kong, ristoranti guidati da due grandi chef emigrati da tempo, cioè Mario Gamba e Umberto Bombana.

La top 50 vede primeggiare l’Europa, grazie alla presenza di ben 18 insegne del Vecchio Continente, seguita dal Nord America, a 16, (14 negli Stati Uniti e 2 in Canada) e dall’Asia, a 10. Ma, a conferma della fama globale della cucina italiana, a essere toccati sono tutti i continenti: sono 3 infatti i locali in America Latina (2 in Brasile e 1 in Messico), 1 in Australia, 1 in Sud Africa, 1 negli Emirati Arabi. Il primato cittadino spetta a New York, dove sono presenti ben 7 ristoranti alfieri del Made in Italy; staccate, a quota 4, Parigi e Honk Kong, e poi, a 2, Londra, Copenaghen, Singapore, Tokyo, Bangkok e Washington. Particolare il caso di Ginevra, cittadina svizzera che può annoverare fino a 3 luoghi dove trovare dell’ottimo cibo italiano.

Tutti i locali presenti in guida sono in grado di offrire, per cucina, stile e veridicità dei prodotti, uno spaccato della cultura italiana. Ma non solo, altra caratteristica comune e fondamentale è quella di possedere una filosofia gastronomica per chi propone mangiare italiano all’estero,che potremmo definire 2.0. E quindi una cucina con delle radici ben salde nella tradizionema al tempo stesso aperta a nuovi orizzonti, disponibile alla contaminazione reciproca e che riesce a fare un uso intelligente dei prodotti del territorio di accoglienza.

Di tutto ciò hanno tenuto conto i 350 ispettori di 50 Top Italy nel mondo coordinatida Guido Barendson; hanno fatto le loro valutazioni rispettando l’anonimato e l’autonomia.

Sale l’attesa, nel frattempo, per scoprire i nomi al vertice delle 50 migliori insegne del Belpaese, divise in quattro fasce di prezzo, grande novità e particolarità di questa guida. Infatti, la ristorazione italiana sarà divisa in: Low Cost, Trattoria/Osteria, ristorazione fino a 120 euro e oltre 120 euro. L’evento finale si svolgerà Lunedì 2 dicembre presso il Teatro Eliseo di Roma.

RISTORANTE SAN MARTINO DI SCORZÈ, ECCO IL MENU DELL’AUTUNNO-INVERNO 2019

Michela Berto e Raffaele Ros

Creare un menu all’altezza di ogni situazione è un lavoro di eccellenza a cui il Ristorante San Martino di Scorzè (Venezia) di Raffaele Ros e Michela Berto si dedica da sempre, la ricerca creativa ha affinato uno stile che si fa distinguere.

Dal martedì al venerdì a pranzo il San Martino agevola chi ha poco tempo, con proposte contraddistinte dalla qualità di sempre. Così, per chi ha poco tempo, ma non rinuncia alla qualità Il San Martino propone un menu dinamico con “la semplicità del territorio”. E così come antipasti si può scegliere tra l’Insalata di radicchio rosso Igp di Treviso, cicorie e semi, Code di gamberoni a vapore, spuma di topinanbur e succo del frutto della passione, Bresaola di tonno, misticanza di verdure e pompelmo, Terrina di bollito di carne e radicchio marinato in agrodolce e Acquatelle in tempura su fondente di san Pietro e limone candito. Come primi, Ros propone Praline di zucca e ricotta infornata, Zuppa di pancotto con gallina, e brodo, Tagliatelle ai funghi, Risotto al radicchio rosso Igp di Treviso e Pasta di grano duro ai crostacei. Si può proseguire con il pesce e la carne con il Filetto di cefalo di Caorle arrosto con insalatina, Polletto in umido alla cacciatora con polenta, Merluzzo fresco in guazzetto di pomodoro confit, Tagliata di bavetta di manzo cotta rosa, con verdure al timo, Selezione di cinque formaggi stagionati e erborinati. Per finire il dolce con i Sorbetti alla frutta e gelati.

Si può passare al Menu Gourmet, che viene spesso rivisto e integrato durante tutto l’anno affiancando proposte culinarie sia del territorio che internazionali. Non mancano le selezioni degustative, veri percorsi per gli appassionati, ogni piatto pensato e realizzato con dedizione è una sfida anche estetica alla ricerca di una cucina di alta qualità. Così come antipasto si può partire con i Funghi, castagne e zabaione, Sgombro marinato, ceci, melanzana e gelato di ostrica, Scampo Reale del Conero, alla “Busara”, Lingua di vitello croccante, zucca allo zenzero e salsa verde, “Granseola”. Come paste e minestre si possono degustare le Morbidelle di zucca e Tartufo Bianco, Risotto con le cipolle di “Cavasso e Val di Cosa” astice e limone salato (2014), Eliconi alla crema d’ostriche e caviale di storione del Sile, Bottoni di zucca, cremoso di crostacei e bottarga di San Pietro (2018), Sfoglia ripiena al mascarpone al burro ai funghi, Pasta da gnocchi farcita di stufato di manzo. Come pesce e carne, Calamaretti e seppetti su crema di pane bruciata e pinoli (1997),  Piccione e cicoria, San Pietro dorato e carciofi, Fegato di vitello con cipolla e porcini, Anatra e fico fermentato(petto cotto rosa, sandwich di fegato grasso e petto affumicato), Scampi e calamari fritti, salsa tartara e misticanza, Selezione di otto formaggi stagionati e erborinati, marmellate e composte.

Per i Percorsi degustativi (bevande escluse) troviamo il “Vintage”con “I benvenuti dai Ragazzi di cucina” come la Terrina di bollito radicchio e mostarda, “Sopa Coada”,  Risotto al radicchio, Anatra e fico fermentato, Granatina di wasabi e bergamotto, Come un caffè corretto all’amaretto e la Piccola pasticceria, tutto a 70 euro.

Oppure c’è “Tra crudo e cotto in zona Fao 37.2.1 e oltre…”. Dopo l’entrée, Spigola , daikon, finocchio e pomelo, Crudo di mazzancolle, melograno, zampette croccanti su maionese di capperi, Capasanta, purea di albicocca essiccata e gelato di corallo, Seppia e lemongrass, Sgombro marinato, ceci, melanzana e gelato di ostrica, Scampo temperato nel lardo liquido, cremoso di Cannellini e banana fermentata, Ostica in tempura, zabaione al vermouth, Passata di vongole e granatina di succo di prezzemolo, Ricci di mare, castagna e tartufo bianco, Sampietro dorato e carciofi Calamaretti e seppetti su crema di pane bruciata e pinoli. E poi Granatina di wasabi e bergamotto, La mela e la Piccola pasticceria. Prezzo finale 120 euro.

Infine “I Classici”. Dopo l’ingresso, Cocktail di gamberetti di Laguna, gelato alle erbe, spuma calda di patata, mela friulana e zenzero, Focaccina di patate, capesante e porcini, Passata di lenticchie nere, mazzancolle cotte e crude, ricci di mare, Risotto con le cipolle di “Cavasso e Val di Cosa” astice e limone salato, Calamaretti e seppetti su crema di pane bruciata, pinoli, Merluzzo erbe e olive, Granatina di wasabi e bergamotto, Gelato alla vaniglia Thaitiennee Piccola pasticceria per chiudere. Il tutto a 85 euro.

Come dolci troviamo Tutto Nocciola (Gelato, mousse, biscotto e nocciole sabbiate), Terra terra (Foglie di radicchio candite, sorbetto di rapa rossa, guscio di cioccolato bianco, il Cioccolato (Ganache al cioccolato, ananas candito, basilico, e mandorle), La mela (Semifreddo alla mela, mela allo zafferano), Caffè corretto all’amaretto (Spumone freddo al caffè e amaretto, croccante al cacao, gelato allo yogurt) e il Gelato alla vaniglia Thaitienne.

A pranzo può essere richiesto sia il Menu Gourmet che quello Dinamico.

TRIVENETO, AL VIA LA DECIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL BACCALÀ

Daniele Tagliapietra, Luca Padovani e Franco Favaretto

E sono dieci. Il Festival del Baccalà si prepara a presentare la sua decima edizione: un vero e proprio tributo allo stoccafisso, al merluzzo nordico conservato per essicazione, che nel nord Italia, ed in particolare nelle aree a dominazione veneziana, viene chiamato bacalà o baccalà.

Il Festival triveneto del Baccalà è una competizione itinerante, organizzata dalla Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina e dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati, che coinvolge i più importanti ristoranti del Triveneto: gli chef delle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige possono partecipare proponendo le ricette più creative e innovative a base di stoccafisso. L’azienda Tagliapietra di Mestre (Venezia), tra le leader in Italia nell’importazione, lavorazione e commercio di prodotti ittici e in particolare del merluzzo, assegna così alla migliore ricetta il Trofeo Tagliapietra: un premio che sarà consegnato in occasione del galà finale, in programma per sabato 16 maggio 2020, e che rimarrà nelle mani dello chef autore del miglior piatto per un anno intero. Al vincitore sarà inoltre offerta la possibilità di viaggiare, accompagnato, in Norvegia per scoprire le Isole Lofoten, patria dello stoccafisso.

La selezione delle ricette presentate dagli chef al Festival si articola su diversi step che rendono ancor più entusiasmante la competizione: i ristoratori (massimo cinque per ogni provincia) che hanno regolarmente presentato la propria candidatura devono dare vita a una serata, nel proprio ristorante, scegliendo una data dal 14 ottobre 2019 al 30 marzo 2020 (vedi calendario), nella quale propongono ai clienti e a una rappresentanza del comitato tre piatti (un antipasto, un primo e un secondo) a base di stoccafisso. I clienti votano il piatto preferito della serata, mentre i delegati del comitato, dopo aver raccolto tutte le schede, provvedono a inviarle alla segreteria del Festival che, sulla base delle votazioni dei clienti, indicherà al comitato stesso la ricetta scelta durante la serata.

Tutte le ricette più votate vengono così valutate, il 6 aprile 2020 e unicamente sulla carta, da una giuria tecnica, composta da soli chef, che ne seleziona dodici. Queste dodici sono realizzate dagli stessi autori lunedì 20 aprile al Baccalàdivino di Mestre dove una giuria, questa volta composta da chef e membri del comitato esecutivo, porta a cinque il numero dei finalisti. Questi partecipano al pranzo del galà finale in programma all’Isola di San Servolo a Venezia: qui i piatti vengono nuovamente presentati e valutati, sulla base di cinque parametri (presentazione del piatto, valorizzazione del prodotto, tecnica, degustazione, innovazione e creatività), da una giuria tecnica composta da sette membri coordinati dallo chef Franco Favaretto che ne decreta il vincitore assoluto.

Il Festival del baccalà è online su http://www.festivaldelbaccala.it.

VENERDÌ 20 SETTEMBRE, GRAN GRIGLIA GOURMET DI FINE ESTATE A POLVERARA

Gran Griglia Gourmet di fine estate a Polverara (innamorarsi di gusto nella bassa campagna padovana) Alla Posa degli Agri, venerdì 20 settembre alle 20 un evento dedicato ai tagli di carne pregiati, ai vini friulani e alle eccellenze della campagna veneta, italiana ed europea. Sarà un evento speciale per veri gourmet e appassionati di carni alla griglia, di prodotti artigianali dell’agricoltura padovana, dei Colli Euganei e dei grandi vini rossi provenienti dal Colli Orientali  dei Friuli. Dall’olio Istriano Mate, uno degli oli più blasonati in Europa al pane del forno di casa, dalle primizie stagionali provenienti dall’orto di proprietà alle produzioni apistiche della fattoria,  dall’allevamento della famosa Gallina di Polverara (una vera e propria razza riconosciuta ufficialmente), ai grandi tagli di carne selezione Black Angus allevato nel Veneto dell’azienda Pantano Carni che garantisce ben 60 giorni di frollatura dry aged (per intenderci la frollatura non sottovuoto a temperatura e umidità controllate).

Il menù curato dall’emergente chef Andrea Alan Bozzato è stato studiato per promuovere la campagna e i suoi gusti unici, un evento che dà il via a un intenso programma che unirà cucina gourmet, interessanti ricerche di piccoli produttori, allevatori, artigiani del gusto regionali, italiane e internazionali e produzioni della “fattoria di casa” che fanno de La Posa degli Agri il primo vero ristorante e resort di campagna in Europa.

Alla serata interverranno Aleksandra Vekic, produttrice croata dell’olio più blasonato a livello Europeo, il famoso olio Mate prodotto nel frantoio istriano di Zambrattia, il produttore definito “l’istrione friulano del vino” Paolo Rodaro con i suoi famosi vini rossi dei Colli Orientali del Friuli-Venezia Giulia (premio Best Gourmet Miglior Vino Rosso in Alpe Adria 2019), la famiglia Scarpon Callegaro produttori del famoso infuso di artemisia chiamato Estregone, un amaro-liquore prodotto in pochissime bottiglie nei Colli Euganei ad Arquà Petrarca (Padova). La speciale serata enogastronomica sarà presentata dall’editore e critico enogastronomico Maurizio Potocnik esperto di cucina vini e prodotti della macroregione europea dell’Alpe Adria.

Costo a persona 65 euro, vini compresi. Richiesta prenotazione (049-9772532).

VENDEMMIA SOLIDALE, LA PIOGGIA NON FERMA LA FESTA

Vendemmia bagnata, vendemmia fortunata. La pioggia non ha fermato la solidarietà e i sorrisi alla cantina Le Manzane di San Pietro di Feletto (Treviso), nel cuore delle terre del Prosecco Superiore, dove ieri 500 persone hanno sfidato il maltempo per partecipare della grande festa dell’uva giunta ormai all’ottava edizione. Tra gli ospiti d’onore Sammy Basso, l’ex cestista italiano Riccardo Pittis, il campione 2017 della Tiramisù World Cup Andrea Ciccolella, il governatore del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale Federico Caner.

«Abbiamo raccolto 4-5 quintali di glera – spiega il proprietario Ernesto Balbinot – in settimana provvederemo comunque, con i nostri ragazzi, a raccogliere l’uva necessaria e a destinarla alle dovute finalità della vendemmia solidale. Il ricavato di quest’anno sarà devoluto alla onlus Revert per la ricerca sulla Sla, grazie ad un progetto sviluppato in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re». Dopo la vendemmia, la festa è continuata sotto la tensostruttura noleggiata per l’occasione con l’aperitivo a base di Prosecco Superiore Docg accompagnato da uno sfizioso cicchetto, il “Bocconcino di baccalà dorato con zucchine” offerto da Alberto e Marco Stocco di Ca’ del Poggio che hanno ospitato sabato sera, nell’elegante sala panoramica del ristorante, una cena conviviale di buon auspicio per la vendemmia. Ad animare la festa il gruppo Segnali Caotici con Alberto Ceschin e il giocoliere/equilibrista Manuele Pascal. La giornata si è conclusa con il pranzo in “caneva” e la gara di tiramisù. Andrea Ciccolella, campione 2017 della Tiramisù World Cup, ha decretato la vittoria della versione classica su quella innovativa (ganache di cioccolato, pan di Spagna al posto dei savoiardi e amaretti), preparate dalla Pasticceria Alpago di Conegliano, dopo un ex aequo della giuria sorteggiata tra i partecipanti alla vendemmia solidale.

L’associazione Revert Onlus nasce nel 2003 per finanziare, promuovere e incentivare la ricerca per arginare i danni provocati dalle malattie neurodegenerative. «Al momento – hanno spiegato Angelo Righetti, membro del consiglio direttivo di Revert e Maurizio Gelati, responsabile della Banca delle Cellule Staminali di Terni – la sperimentazione clinica sui pazienti affetti da Sla, condotta dal prof. Angelo Vescovi, è una delle più avanzate nel panorama scientifico internazionale. Revert è la prima associazione non profit al mondo ad aver effettuato trapianti di cellule staminali cerebrali prive di problematiche etiche perché sono derivate da feti abortiti spontaneamente».

La vendemmia solidale è stata presentata, nei giorni scorsi, alla Mostra del Cinema di Venezia, a bordo e attorno all’Edipo Re, la storica imbarcazione che Pier Paolo Pasolini ha condiviso con il pittore Giuseppe Zigaina.

ASIAGO, MADE IN MALGA 2019 RADDOPPIA: DUE FINE SETTIMANA

Con l’inizio di settembre, torna Made in Malga, l’iniziativa nazionale dedicata ai formaggi di montagna e in programma ad Asiago (Vicenza). Stavolta gli organizzatori, per l’ottava edizione hanno deciso di fare le cose in grande, coprendo due weekend: da venerdì 6 a domenica 8 settembre e gli stessi giorni della settimana ma dal 13 al 15, ossia sette giorni dopo.

Made in Malga 2019 ad Asiago offrirà ai visitatori una quantità sorprendente di occasioni per trascorrere giornate intense e “gustose”: dalla mostra mercato dei produttori ai laboratori con formaggi, vini e birre artigianali; dai laboratori dell’artigiano all’osteria di montagna con piatti tipici; dalle escursioni sulle montagne dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni alle proiezioni di film a tema.

Inoltre, i due fine settimana lunghi saranno caratterizzati da altrettante manifestazioni, dei veri e propri “eventi nell’evento”: dal 6 all’8 settembre si svolgerà il quinto Mountain Wine Festival, il Salone Internazionale del Vino di Montagna e della Viticoltura Estrema; dal 13 al 15 settembre prenderà il via la prima edizione della Mountain Beer Cup, il Gran Premio delle Birre Artigianali di Montagna.

Sabato 14 settembre sfilata per le vie del centro del “Bovaro del bernese” il cane da mandria delle fattorie svizzere e degli alpaca.

Sabato 6 settembre il via all’evento. Il mercato sarà già aperto dalle 10. L’inaugurazione ufficiale con le autorità è alle 12 in piazza Carli per il brindisi di benvenuto agli espositori con il formaggio dell’Altopiano ospitante Asiago Dop prodotto della montagna.

«La tradizione casearia di Asiago 7 Comuni ha radici antiche – ricorda il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern – con una produzione di formaggi di altissima qualità che, con il nome di Asiago, contribuisce a portare in tutto il mondo uno dei prodotti più apprezzati del made in Italy, promuovendo l’economia turistica dell’intero territorio altopianese. Made in Malga è un evento ormai legato ad Asiago 7 Comuni».

Made in Malga si rivolge a tutti gli amanti dei formaggi d’alpeggio e delle bontà della montagna. I banchi dei produttori trovano ospitalità nei negozi di Asiago creando un percorso gastronomico tra le vie del centro. Un percorso a tappe dove scoprire, assaggiare e acquistare le bontà prodotte ad alta quota. Un modo diverso, creativo per vivere Asiago: immersi nelle bellezze naturali dell’Altopiano scoprire l’originalità e la qualità delle attività commerciali della città.

L’iniziativa è organizzata dal Guru del Gusto di Campodasergo (Padova) e dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago con la collaborazione delle Comunità dell’Altopiano.

DOMENICA 8 SETTEMBRE A LE MANZANE (TREVISO) SI VENDEMMIA PER LA SLA

È tempo di vendemmia alla cantina Le Manzane, nel cuore delle terre del Prosecco Superiore. Si prepara il vino che verrà e anche quest’anno sarà due volte buono perché con i fondi raccolti si aiuta la ricerca sulla Sla. Torna domenica 8 settembre 2019 la vendemmia solidale, una grande festa aperta a tutti in programma, dalle 9 alle 16, tra i vigneti della tenuta di San Pietro di Feletto (Treviso). Il ricavato della manifestazione, giunta all’ottava edizione, sarà devoluto alla onlus Revert per la cura della sclerosi laterale amiotrofica, grazie ad un progetto sviluppato in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re.

La vendemmia è un rito dal fascino ancestrale, una delle esperienze più vere e suggestive che si possano vivere: domenica 8 settembre tutti possono trasformarsi in vignaioli per un giorno e trascorrere una giornata tra le Colline del Prosecco Superiore – proclamate il 7 luglio di quest’anno Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco – in un’atmosfera magica e d’altri tempi, godendosi lo spettacolo tra i filari e i profumi che sprigiona l’uva appena raccolta in una rilassante domenica settembrina.

La giornata inizierà con la vendemmia, proseguirà con la musica dal vivo e i giochi di strada per i più piccoli, l’aperitivo a base di Prosecco Superiore Docg accompagnato da uno sfizioso finger food di pesce, una ghiotta merenda in “caneva” e si concluderà con il momento più atteso da tutti i golosi, una sfida dedicata al tiramisù, il dolce italiano più famoso al mondo, nato a pochi chilometri di distanza dalle Colline del Prosecco Superiore. Chi vincerà? La ricetta originale o la ricetta creativa? Sarà una giuria, sorteggiata tra i partecipanti alla vendemmia solidale, a decretare quale sarà il tiramisù più buono con un presidente d’eccezione: il Campione del Mondo di Tiramisù 2017, il feltrino Andrea Ciccolella. Alla fine l’irresistibile dolce al cucchiaio sarà servito a tutti.

La sclerosi laterale amiotrofica (Sla) è una malattia ad evoluzione progressiva che colpisce le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Ne sono affette 7 mila persone in Italia. Ogni anno si contano 3 nuovi malati ogni 100 mila persone, pari a circa 1.500 nuovi casi.

L’associazione Revert Onlus nasce nel 2003 per finanziare, promuovere e incentivare la ricerca per trovare una cura alle malattie neurodegenerative. Al momento la sperimentazione clinica su pazienti affetti da Sla, condotta dal professor Angelo Vescovi, è una delle più avanzate nel panorama scientifico internazionale. Revert è la prima associazione non profit al mondo ad aver effettuato trapianti di cellule staminali cerebrali prive di problematiche etiche.

L’edizione 2019 della vendemmia solidale sarà presentata venerdì 6 settembre 2019 a Isola Edipo, rassegna che si svolge tra la fine di agosto e i primi dieci giorni di settembre al Lido di Venezia durante la Mostra del Cinema, a bordo e attorno all’Edipo Re, la storica imbarcazione che Pier Paolo Pasolini ha condiviso con il pittore Giuseppe Zigaina. I vini della cantina Le Manzane saranno presenti al Social Food Festival, uno spazio degustazione nel cuore della mostra con prodotti a kilometro etico come il prosecco solidale che sarà stappato durante la festa finale della Biennale.

In sette edizioni sono stati raccolti 65 mila euro. I fondi sono stati destinati a progetti di ricerca o per aiutare persone in difficoltà.

L’evento è aperto a tutti.

I  posti in cantina sono limitati e su prenotazione. Per iscrizioni telefonare allo 0438 486606 o scrivere a info@lemanzane.it.

WARDAGARDA 2019: ARRIVA CHEF ALESSANDRO BORGHESE

Alessandro Borghese

La quarta edizione di WardaGarda si arricchisce della presenza di Chef Alessandro Borghese, atteso sabato 7 settembre alle ore 16 alla tavola rotonda Olio Garda Dop: lo conosci veramente? Nei libri, al ristorante, in televisione. Lo chef conduttore di Alessandro Borghese 4 Ristoranti e Alessandro Borghese Kitchen Sound aprirà la due giorni dedicata alla scoperta dell’olio Garda Dop e del suo entroterra, in programma sabato 7 e domenica 8 settembre a Corte Torcolo di Cavaion Veronese (Verona). Oltre a Chef Alessandro Borghese, durante l’incontro interverrà il professore dell’Università degli Studi di Verona Gian Maria Varanini, studioso di storia medievale che nelle sue ricerche sull’olio, sul vino e sui prodotti caseari ha sempre coniugato aspetti riguardanti la storia alimentare con temi economici, sociali e ambientali. Varanini è anche l’autore di un volume dedicato alla storia dell’olivicoltura sul Garda. Paolo Forelli del locale Speckstube di Malcesine (Verona) e Simone Gottardello, chef del ristorante Evo di Bardolino (Verona), racconteranno invece la loro esperienza nell’utilizzo dell’olio Garda Dop nella ristorazione. Modererà la conferenza Luigi Caricato, oleologo e direttore della rivista OlioOfficina.

WardaGarda è la manifestazione dedicata all’olio Garda Dop e promossa dal Consorzio Olio Garda Dop con il contributo della Regione Veneto e della Pro Loco di Cavaion Veronese. Oltre alla conferenza, durante la manifestazione ci saranno anche un mercatino enogastronomico dove poter acquistare e conoscere i prodotti Dop e Igp del territorio regionale, una mostra fotografica, degustazioni e cucina del territorio a cura della Pro Loco e musica dal vivo. L’obiettivo è la valorizzazione dell’olio gardesano e dei prodotti veneti certificati, oltre che la promozione del turismo responsabile sul lago di Garda e nel suo entroterra, dove gli uliveti sono parte fondamentale del paesaggio. Il festival prende il nome da Warda, termine longobardo da cui deriva il toponimo Garda. Deve la sua origine alle fortificazioni di avvistamento con funzioni difensive sulle colline che circondano il lago, gli stessi rilievi su cui da secoli si coltiva l’olivo.

Per altre informazioni: https://wardagarda.it/

50 TOP PIZZA 2019: I MASANIELLI DI FRANCESCO MARTUCCI E PEPE IN GRANI DI FRANCO PEPE SONO LE MIGLIORI PIZZERIE D’ITALIA E DEL MONDO

Inedito ex aequo al vertice di 50 Top Pizza, la prima e più importante guida on-line di settore giunta alla sua terza edizione. Le migliori pizzerie d’Italia e del mondo del 2019 sono due: I Masanielli di Francesco Martucci (Caserta) e Pepe in Grani di Franco Pepe (Caiazzo, Caserta). Una prima volta da numero uno per Martucci, la terza, consecutiva, per Pepe. In terza piazza 50 Kalò di Ciro Salvo (Napoli). Il pizzaiolo partenopeo fa inoltre incetta di riconoscimenti internazionali grazie alla sua sede londinese: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, dopo il primo posto in 50 Top Europe, si aggiudica infatti anche il Premio Città di Napoli Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia.

 

L’annuncio è giunto al termine della cerimonia di premiazione svoltasi martedì 23 luglio nello storico e suggestivo Teatro Mercadante di Napoli, gremito come non mai dai protagonisti del movimento pizza d’Italia e del resto del globo. Una serata emozionante, atto conclusivo della lunga cavalcata 2018/19 di 50 Top Pizza che con i suoi ispettori ha passato in rassegna mille insegne in tutta Italia, giudicando il progetto pizzerie in toto, dalla qualità della proposta cibo all’insieme dei servizi offerti al cliente.

 

A essere rappresentate in classifica sono ben 14 regioni da Nord a Sud dello Stivale, per un quadro complessivo che sottolinea la crescita qualitativa media nell’intero Paese. Naturale il dominio della Campania nella top 50, con ben 18 insegne presenti. Oltre a Napoli, madrepatria della pizza, la provincia di Caserta si conferma l’eldorado del disco di pasta più amato dagli italiani.Lusinghiera la performance del Lazio (con 7 pizzerie) e della Lombardia (6), con Roma e Milano a farla da padrone. Seguono il Veneto (4), ormai altra scuola conclamata, l’Emilia Romagna (3), il Piemonte, la Toscana e la Sicilia (tutte a quota 2). Con un locale infine Liguria, Marche, Abruzzo, Basilicata, Puglia e Sardegna.

 

Equa distribuzione geografica anche per gli ambitissimi premi speciali. Il Premio Olitalia Pizzaiolo dell’anno 2019 è andatoa Pier Daniele Seu di Seu Pizza Illuminati (Roma), il quale, con la pizza Crucifere, crema di senape e nocciole, si aggiudica anche il Premio Pizza Vegana dell’anno. Il Premio San Pellegrino& Acqua Panna Giovane Pizzaiolo dell’anno 2019 va a Lorenzo Sirabella di Dry Milano, mentre la Pizzeria Da Lioniello, di Succivo (Caserta), vince il Premio Solania Pizzeria Novità dell’anno 2019. Il Premio D’amico Pizza dell’anno 2019 è per la Cosacca di Francesco&Salvatore Salvo (Napoli).

Di seguito tutti gli altri premi speciali assegnati.

Premio Olitalia Migliore Proposta dei Fritti 2019: Sbanco (Roma);

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Miglior Servizio di Sala 2019: Pizzaria La Notizia 94 (Napoli);

Premio Birrificio Valsugana Migliore Carta delle Birre 2019: ‘O Scugnizzo (Arezzo);

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Migliore Carta Dei Vini 2019: Berberè (Castel Maggiore, Bologna);

Premio Solania Migliore Carta degli Oli Extra Vergine d’Oliva 2019: ‘O Fiore Mio (Faenza, Ravenna);

Premio D’Amico Migliore Proposta Gluten Free 2019: Sara Palmieri – 10 Diego Vitagliano Pizzeria (Napoli);

Premio Pastificio Di Martino Frittatina di Pasta dell’anno 2019: Carlo Sammarco Pizzeria 2.0 (Frattamaggiore, Napoli);

Premio Birrificio Valsugana Miglior Asporto 2019: Saporè (San Martino Buon Albergo, Verona);

Premio Mandara Identità Territoriale 2019: Pupillo Pura Pizza (Priverno, Latina);

Premio San Pellegrino& Acqua Panna Innovazione e Sostenibilità Ambientale 2019: Pizzeria Da Ezio (Alano di Piave, Belluno);

Premio Scugnizzonapoletano Performance dell’anno 2019: Cocciuto (Milano);

Premio Kimbo Modello d’Ispirazione 2019: Gino Sorbillo di Gino Sorbillo ai Tribunali (Napoli);

Premio Pastificio Di Martino Valorizzazione del Made in Italy2019: Eataly;

Premio Benemerito della Pizza 2019: Massimo Di Porzio, Raffaele Biglietto, Sergio Miccù;

Targa al Merito per l’Associazionismo 2019: Gruppo Piccola Napoli;

Premio Speciale Valorizzazione della Pizza Napoletana Tradizionale nel Mondo 2019: Associazione Mani d’Oro per il trofeo Pulcinella;

Premio Satira 2019: Vincenzo Pagano

 

«Siamo davvero orgogliosi e felici – sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere che la cerimonia di premiazione di 50 Top Pizza sia diventata in soli tre anni uno dei momenti più attesi dall’intero movimento. Un evento seguito con passione tanto dagli addetti ai lavori quanto dal pubblico di consumatori».

 

Riflettori puntati anche sui riconoscimenti internazionali, con i migliori pizzaioli del “resto del mondo” presenti per ritirare i premi ai locali dei cinque continenti. Di seguito l’elenco di tutti i vincitori.

Premio Solania Migliore Pizzeria in Africa 2019: Massimo’s (Città del Capo, Sudafrica);

Premio Birrificio Valsugana Migliore Pizzeria in Sud America 2019: San Paolo (Buenos Aires, Argentina);

Premio D’amico Migliore Pizzeria in Brasile 2019: Bráz Quintal (San Paolo);

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Migliore Pizzeria in Oceania 2019: 400 Gradi (Brunswick, Australia);

Premio San Pellegrino&Acqua Panna Migliore Pizzeria in Asia 2019: Kytaly (Hong Kong)

Premio Olitalia Migliore Pizzeria in Giappone 2019: Pizza Studio Tamaky (Tokyo)

50 Top Europe 2019 Premio Fior d’Agerola: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London (Londra, Inghilterra);

50 Top North America 2019 Premio Pastificio Di Martino: Razza Pizza Artigianale (Jersey City, Stati Uniti);

Premio Città di Napoli Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia 2019: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London (Londra, Inghilterra);

 

MARTEDÌ 23 LUGLIO A NAPOLI: CONSEGNA DEI PREMI ALLE MIGLIORI 50 PIZZE

Denis Lovatel

L’attesa sta per finire. Martedì 23 luglio, nello storico e suggestivo Teatro Mercadante di Napoli (in piazza Municipio), andrà in scena la cerimonia di premiazione delle migliori 50 pizzerie d’Italia e del mondo. La serata sarà l’atto conclusivo della cavalcata 2019 di 50 Top Pizza, la prima e più importante guida on-line di settore giunta quest’anno alla sua terza edizione.

Ad essere giudicato, in completo anonimato dagli ispettori della guida, è stato il progetto pizzerie in toto, quindi non solo la qualità della pizza e degli altri prodotti proposti, ma l’insieme dei servizi offerti al cliente, la sala, l’ambiente, la carta delle birre,dei vini e degli oli.

A salire sul palco del Mercadante, per ricevere tre importanti riconoscimenti,saranno sicuramente Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati – Roma), premiato per la Migliore Pizza Vegana (crucifere, crema di senape e nocciole), Sara Palmieri (10 Diego Vitagliano – Napoli) aggiudicatasi il Premio D’Amico per la Migliore Proposta Gluten Free, e Denis Lovatel (Ezio – Alano di Piave, Belluno), a cui va il Premio San Pellegrino Innovazione e Sostenibilità.

Riflettori puntati anche sulle pizzerie del “resto del mondo”. A Napoli infatti verranno premiati anche i migliori locali di Africa, Asia, Oceania, Sud America, Brasile e Giappone. Riconoscimenti anche all’insegna che propone la Migliore Pizza in Stile Napoletano nel Mondo (Italia esclusa) e alla pizzeria distintasi per la Valorizzazione del Made in Italy. Un focus su ciò che accade al di là dei nostri confini che quest’anno è stato ancor più attento grazie ai due spin off, con rispettivi ranking, riguardanti i continenti Europa e Nord America. A piazzarsi sui gradini più alti del podio sono stati, per 50 Top Europe, 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, e, per 50 Top North America, Razza Pizza Artigianale (Jersey City,New Jersey – Stati Uniti), del pizzaiolo Dan Richer. Entrambi i vincitori, già annunciati nelle scorse settimane a Milano e New York, saranno presenti alla cerimonia in scena nel Teatro Mercadante.

«Sarà come ormai di consueto – sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere– una grande festa della pizza. Un momento atteso, emozionante per noi quanto per i pizzaioli. Al di là dei singoli premi questa cerimonia vuole riconoscere e porre in evidenza il grande lavoro svolto da tutti gli addetti ai lavori. Un movimento che negli ultimi anni è riuscito a operare, compatto, in direzione di un miglioramento qualitativo che appareoggi lampante e che riguarda l’intero territorio nazionale e non solo, come testimoniato dagli enormi passi in avanti fatti dalle pizzerie di tutto il mondo».

A condurre la serata del 23 luglio saranno Paolo Notari e, novità di quest’anno, Fatima Trotta, conduttrice della trasmissione Made in Sud. Sarà possibile seguire la diretta dell’evento, a partire dalle 20.15, sul sito web www.50toppizza.it e sui canali social di 50 Top Pizza, FineDiningLovers e Luciano Pignataro Wine Blog.

20 E 21 LUGLIO “ALL’OMBRA DEL BORGO” PER IL RILANCIO DELLA VITICOLTURA BELLUNESE CON I VITIGNI RESISTENTI

Quaranta cantine, due enoteche e un’area food con le eccellenze a km 0 delle Dolomiti. E’ stata presentata venerdì mattina, nella Sala Affreschi di Palazzo Piloni, sede dell’amministrazione provinciale di Belluno, “All’Ombra del Borgo”, prima edizione della manifestazione dedicata al mondo del vino (ombra nel dialetto locale significa bicchiere di vino) in programma sabato 20 e domenica 21 luglio nel nuovo comune di Borgo Valbelluna (Belluno).

Nella cornice della medioevale piazza centrale di Mel, entrata a far parte nel 2018 dei Borghi più belli d’Italia, si alterneranno personaggi di spicco del settore vitivinicolo con focus, all’interno di due talk show che si svolgeranno sabato e domenica dalle 18.00 alle 19.30, sulle prospettive e sulle strategie di azione per avviare la cultura enoica e la vitivinicoltura di qualità e sull’utilizzo dei vitigni resistenti che interpretano al meglio proprio la filosofia della sostenibilità, alla base del rilancio della viticoltura bellunese. La kermesse è organizzata dalla Pro Loco Zumellese e Vinoway Italia, in collaborazione con Ais Belluno, Piwi Veneto, Confraternita del Formaggio Piave, Associazione Mele a Mel – La Fiorita, Consorzio Sinistra Piave, Consorzio Coste del Feltrino e il patrocinio del Comune di Borgo Valbelluna.

Un viaggio nel gusto, calice alla mano, per conoscere le tipicità e le eccellenze dei terroir bellunesi e italiani, scoprire vitigni autoctoni locali come la Pavana e la Bianchetta, vini rari e ricercati con produzioni di poche migliaia di bottiglie, da viticoltura eroica, di montagna, di mare, di collina e di piccole realtà emergenti gestite da giovani vignaioli bellunesi. In degustazione vini bianchi e rossi, macerati, passiti e spumanti da metodo classico.

Una sorta di grande cantina con due enoteche, aperte dalle 17 alle 24 con produttori e sommelier ai banchi d’assaggio, e due degustazioni guidate, una dedicata ai vini Piwisabato dalle 19.30 alle 21, e una ai grandi vini italiani domenica dalle 19.30 alle 21 premiati alla Vinoway Wine Selection 2019 con le migliori produzioni delle aziende italiane tra cui Barolo, Sforzato di Valtellina, Lagrein, Primitivo di Manduria, Fiano e Sauvignon. E poi spettacoli musicali con gruppi jazz in collaborazione con i maestri della Scuola di Musica Arte Nuova sia sabato che domenica dalle 21. Infine un’area food con i prodotti del territorio tra cui i formaggi come il Piave Dop e un erborinato, le confetture locali in abbinamento, i salumi bellunesi, i prodotti da forno, dolci sfiziosità artigianali e il sidro di mele della Valbelluna.

«Questo evento nasce per creare sinergie, sviluppare le grandi potenzialità inespresse a livello agricolo e turistico e colmare il gap comunicativo necessario per promuovere, con un’unica voce corale, tutto il comparto enogastronomico della provincia di Belluno», ha spiegato Alessandro Ren, vicepresidente di Vinoway Italia, associazione con sede a Mel che organizza eventi in tutta Italia per far conoscere l’inestimabile patrimonio di eccellenze vitivinicole e di tipicità locali, simbolo e orgoglio del Belpaese.

Ma si può fare vitivinicoltura di qualità nel Bellunese? «Di sicuro le varietà resistenti sono una soluzione e un’opportunità per la provincia di Belluno – ha dichiarato Nicola Biasi, uno dei giovani enologi più apprezzati del panorama nazionale (nel 2015 si è aggiudicato il premio Next in Wine dei Preparatori d’Uva Simonit&Sirch) – dove la viticoltura è abbastanza difficile per due motivi: principalmente per le condizioni climatiche perché piove molto e quindi la gestione della difesa dalle malattie diventerebbe onerosa sia in termini economici che ambientali; l’altro problema è che l’uva fa abbastanza fatica a maturare. Le varietà resistenti sono “tendenzialmente” più precoci, servono meno trattamenti e, arrivando facilmente a maturazione, danno vini di qualità».

«Piwi – ha continuato Alex Limana, produttore di Mel – significa “vitigni resistenti alle crittogame”. Queste tipologie innovative di vite sono rinomate per la loro resistenza alle malattie funginee, che permette un minor numero di trattamenti e dunque minor impatto per l’ambiente a livello atmosferico e naturale. Esse offrono una soluzione a chi tende la mano ad una viticoltura naturale, biologica, sostenibile e libera da interventi fitosanitari: una viticoltura senza chimica ed un terreno sgravato dagli innumerevoli passaggi dei trattori nei filari per effettuare la copertura fitosanitaria, che comportano a loro volta inquinamento atmosferico e compattamento del terreno. Questa la testimonianza che oggi fare agricoltura biologica, naturale, senza chimica e sostenibile, non è più un sogno, bensì “la realtà Piwi”».

RISTORANTE PERCHÉ DI RONCADE (TREVISO): SOTTO LA VOLTA STREGATI DALLA LUNA

Anna Maria Pellegrino

Il 19 luglio al ristorante “Perché” di Roncade una  speciale cena-evento per ricordare i cinquant’anni dal primo sbarco dell’uomo sul corpo celeste

Sarà un viaggio fra storia, musica e curiosità astrologiche condotto da Claudio Campagnolo e Anna Maria Pellegrino, con menu a “stelle e strisce”.

Mezzo secolo fa Neil Armstrong fu il primo uomo a lasciare la propria impronta sul suolo lunare. Un piccolo passo per lui, un grande passo per l’umanità. Per  “celebrare” quell’evento il ristorante “Perché” di Roncade (Treviso), di via Mezza Brusca, Strada Trevisomare, propone venerdì 19 luglio, con inizio alle 20, una serata sotto la spettacolare volta bianca del locale – opera firmata dall’architetto Toti Semerano – con tanti ingredienti: video storici dedicati alla missione Apollo 11, canzoni dedicate alla Luna, aneddoti astrologici raccontati dal giornalista e conduttore televisivo Claudio Campagnolo – un esperto e grande appassionato di astrologia – e una cena con menu dalle varie “contaminazioni” americane studiato da Anna Maria Pellegrino, esperta di cucine del mondo e volto noto della trasmissione “Geo” di Rai 3.

Una serata culturale dedicata alla magia e ai misteri della Luna, il corpo celeste che danza da sempre intorno alla Terra e ne condiziona non poco la natura, influenzando più di quanto possiamo immaginare anche le nostre vite. Claudio Campagnolo aiuterà i presenti a scoprire – anche in modo curioso e divertente – il significato della presenza della Luna nel momento della nostra nascita, influenza che cambia in base alla posizione in cui si trova il corpo celeste durante il suo perenne transito fra i segni zodiacali.

La serata inizierà alle 20 con un aperitivo sotto la grande volta in acciaio bianco che ha fatto meritare al “Perché” un premio alla Triennale di Milano di Architettura. Poi i video dedicati al primo indimenticabile allunaggio, la presentazione della serata da parte di Renato Malaman, giornalista e viaggiatore. Seguirà le cena firmata e “raccontata” da Anna Maria Pellegrino. Cena realizzata a “quattro mani” con Luca Boldrin del ristorante “Perché”. Negli intermezzi fra un piatto e l’altro tanti brani musicali dedicati alla Luna e le affascinanti escursioni astrologiche tracciate da Claudio Campagnolo, con il coinvolgimento diretto del pubblico che diventerà così protagonista della serata. Insieme alla luna.

Info: 0422-849015, info@ristoranteperche.com oppure http://www.ristoranteperche.com.

NOTTE BIANCA DEL GUSTO: LE TERRE DEL PROSECCO SUPERIORE GUARDANO AL FUTURO

Giuria Fascetta d’Oro 2019

Ritrovarsi insieme per fare una riflessione sul cammino percorso e sulle sfide che attendono il territorio. Da questa idea nasce il meeting “Partecipare e cooperare per fare comunità” che aprirà il programma della Notte Bianca del Gusto 2019, evento promosso e organizzato da Primavera del Prosecco Superiore e Latteria Soligo per far vivere al pubblico la vera essenza di queste terre.

Sabato 6 luglio, infatti, il pubblico potrà assistere al convegno dedicato al futuro del territorio che si svolgerà a Pieve di Soligo, a partire dalle 16.30, nella Sala Polifunzionale Ascopiave, messa a disposizione da Ascotrade.

Un appuntamento che ripercorrerà la storia di queste colline e del loro sviluppo economico, in cui non sono mai venuti meno i grandi valori del lavoro e della solidarietà. Un approccio pressoché unico che ha dato vita a realtà produttive di primaria importanza, dimostrazione di come la collaborazione possa essere lo strumento più utile per creare benessere.

Un cammino che non si ferma ma che prosegue nella consapevolezza delle tante sfide che attendono questo territorio, in cui solo la costruzione di un’efficace rete di collaborazioni potrà essere il motore per lo sviluppo del benessere e della coesione sociale, come ha efficacemente dimostrato la prima fase degli Stati Generali del Turismo nell’Alta Marca Trevigiana. Una esperienza che sta definendo il Progetto di Sviluppo Merketing Territoriale e che rappresenta un’iniziativa innovativa di coinvolgimento di tutti gli attori della comunità, che hanno dimostrato grande apprezzamento per il progetto.

L’incontro del 6 luglio sarà, dunque, un momento di verifica e di comunicazione che punterà i riflettori sul valore di una storia comune che ha dato vita a realtà economiche importanti, ancor oggi presenti sul territorio ed impegnate a lavorare secondo gli stessi principi fondanti.

I protagonisti dell’economia locale, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, daranno così vita ad un confronto appassionato, che getterà le basi di una vera cooperazione. Un grande “gioco di squadra” per lo sviluppo del futuro economico e sociale di queste terre.

E alle 19.00 la sede Ascopiave sarà lo scenario in cui si svolgerà Il “Gran Galà della Primavera del Prosecco Superiore” con i riconoscimenti del VI Concorso Enologico Nazionale Fascetta d’Oro che premierà le migliori etichette tra le oltre 200 presentate in esposizione e degustazione nelle 16 Mostre della Primavera del Prosecco Superiore.

Un programma, quello della Notte Bianca del Gusto, come sempre volto a valorizzare l’intero territorio delle colline trevigiane e il loro prezioso patrimonio culturale.

Info e programma completo: http://www.primaveradelprosecco.it

MESTRE (VENEZIA), APRE PIZZERIA PLIP. IL 27 GIUGNO PIZZA ALLE FAMIGLIE DEL QUARTIERE

A destra, David Marchiori

«Vogliamo condividere l’apertura della nuova Pizzeria Plip con le persone del quartiere», Chef David Marchiori spiega lo spirito che ha mosso le differenti iniziative che accompagneranno l’apertura della nuova pizzeria che aprirà definitivamente al pubblico giovedì 27 giugno (a cena poi da venerdì 28 tutti i giorni a pranzo e cena, escluso il martedì).

Prima di tutto è stato lanciato un appello, dal profilo facebook dell’Osteria Plip, per ospitare 100 persone mercoledì 26, dalle 19 alle 20.30, per assaggiare la pizza accompagnata da una birra. Risultato: tantissimi iscritti in un solo giorno e liste chiuse in poche ore.

Poi, Chef Marchiori assieme al suo team ha proposto anche un altro modo per festeggiare assieme alle persone l’apertura della nuova pizzeria. «Giovedì 27 giugno, suoneremo il campanello di 100 famiglie del quartiere e consegneremo gratuitamente la pizza. Abbiamo lanciato il messaggio nel nostro profilo facebook di stare attenti e aprire a chi suonerà nelle ore serali. Un incaricato consegnerà una pizza a domicilio gratis».

Si aggiunge così un nuovo spazio di aggregazione a quelli già esistenti, ricavati dal recupero della ex Plip, l’edificio che un tempo ospitava la Centrale della Produzione del Latte Igienicamente Preparato (altrimenti detta Plip). Oltre all’Osteria Plip e al Me.Me Agrimercato al piano terra, al Me.Me Auditorum dove vengono ospitati concerti e spettacoli, si aggiunge una nuova offerta ristorativa.

Gli impasti per le pizze sono scelti per due tipi di pizze: il classico, preparato con un 3 grammi di lievito di birra su un chilo di impasto e con una maturazione che varia da un minimo di 60 ad un massimo di 72 ore e la pala tonda, con doppio impasto e doppia cottura.

Entrambi gli impasti contengono una percentuale la Mora, farina integrale di grano tenero ottenuta da macinazione gentile a tutto corpo. Mantiene le frazioni esterne più nobili del chicco (farinaccio, tritello, cruschello, germe di grano), a granulometria fine e dal sapore dolce, in modo da preservare l’autenticità originaria del grano.

La nuova Pizzeria Plip, con entrata separata rispetto all’Osteria, si trova al primo piano di Me.Me. Agrimercato in via San Donà, 195. Giovedì 27 la pizzeria sarà aperta nelle ore serali e poi da venerdì 28 sarà aperta tutti i giorni a pranzo e a cena, escluso il martedì. (Info e Prenotazioni 347-9944257).

 

13 GIUGNO JESOLO, TERRAZZAMARE, RITORNA LA “CHAMPIONS LEAGUE EUROPEA DEL GUSTO”.

Il faro della Città di Jesolo testimone ancora una volta dell’evento enogastronomico più atteso dell’anno che si svolgerà dalle 18 alle 24 al TerrazzaMare Marcandole di Jesolo, uno dei luoghi più suggestivi della riviera adriatica. È l’ottavo meeting di alta cucina con la cerimonia di consegna dei premi dove, davanti ad un pubblico formato principalmente da giornalisti italiani e internazionali, sfileranno i venti premiati della ventitreesima edizione della Guida Best Gourmet edita da Club Magnar Ben e coordinata da una squadra composta da quindici esperti e giornalisti di prim’ordine in fatto di enogastronomia.

Tra migliori cucine, chef, piatti, vini e prodotti, l’ottavo Meeting sarà un’occasione unica per vedere tutti assieme tanti personaggi che hanno saputo valorizzare non solo tecniche di cucina, ricette tradizionali o innovative, ma anche prodotti, vini, dalle grandi maison spumantistiche Italiane come Ferrari della famiglia Lunelli, ai piccoli produttori che stanno divenendo “interpreti” di una rinascita del vino come Alessandro Winkler ed il suo Boschera, oppure i prosciutti d’autore come Bagatto del Crudo di San Daniele. Piccoli e grandi artigiani del gusto, uniti dalla sola determinazione della ricerca alla qualità e sostenibilità dell’ambiente.

A seguire saranno dodici i fuoriclasse del gusto per la consueta Gran Cena di Gala che quest’anno prevede il tema-sfida “Jesolo contro Alpe Adria”, un interessante e divertente confronto tra cucine di mare e di terra composto di due compagini territoriali ciascuna formata da tre elementi (due ristoranti e un pasticcere) e relativi vini e Gin.

Così per la Città di Jesolo il gusto è stato affidato alla squadra formata da “Cucina da Omar” con Omar e Valli Zorzetto, dallo chef Roberto Bardella e la brigata di cucina del “TerrazzaMare Marcandole” e dal Maestro pasticcere Mauro Pinel della omonima “Pasticceria Pinel”, mentre per la macroregione il gusto e la ricerca sono stati affidati allo stellato trentino Alessandro Gilmozzi del ristorante El Molin, a Ilija Pejic dell’omonimo ristorante nel Golf Club di Tarvisio (Udine) nel cuore del territorio tipico mitteleuropeo e a Dario Loison di Pasticceri Loison dal 1934 azienda artigianale storica del vicentino.

Tanti i vini selezionati in degustazione per il brindisi: il “Corderie” Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Magnum Astoria, il Ferrari Riserva Lunelli 2009 Trento Doc, il “Rosato” bio con il fondo di Alessandro Winkler, la “Malvasia Particella Mappale 366” di Vignaioli Specogna, il “Brut Nature Metodo Classico Rodaro Pas Dosé” di Rodaro Winery, Ribolla Gialla Extra Brut il Metodo Classico Villa Parens, il Amandum Friulano Dai Moras.

In abbinamento alla cena il “Mon” Saten Brut Villa Franciacorta di Moticelli Brusati – Brescia, il nuovissimo “Geck” Gewürztramier Trentino Doc – di Astoria, fresco di lancio al Vinitaly, il “Friulano 2016” di Paolo Rodaro Winery, il “Duality” Sauvignon – Vignaioli Specogna del Collio, il Gran Rosè Dosage Zero 2015 Metodo Classico e il Gran Finalè – Ribolla Gialla Raccolta Tardiva 2014 di Villa Parens. Infine Gilbach.Gin di Alessandro Gilmozzi con Gin&Tonic realizzato dai bartender di TerrazzaMare Marcandole.

L’appuntamento è creato dall’enogastronomo editore Maurizio Potocnik, che negli anni è divenuto la chermesse più cool in fatto di enogastronomia dell’Alpe Adria, la macroregione nel cuore dell’Europa che comprende 4 nazioni tra Italia-Austria-Slovenia-Croazia.

Una panoramica completa di questa formidabile macroregione che non ha eguali al mondo! Sono partner istituzionali dell’evento, il ristorante TerrazzaMare Marcandole e Marcandole di Salgareda, l’Azienda Astoria Wines di Giorgio Polegato, il Comune Città di Jesolo e l’assessorato al Turismo, l’Associazione Jesolana Albergatori Aja con il Presidente Alberto Maschio, sempre in prima fila per la promozione dell’accoglienza della spiaggia più gettonata e ora anche più gourmet d’Italia.

BREGANZE DOC: TUTTI I SAPORI DELLA VESPAIOLONA 2019

La Strada del Torcolato e dei vini di Breganze si prepara per la dodicesima edizione della Vespaiolona. La notte bianca e rossa, organizzata in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Doc Breganze, torna venerdì 21 giugno e coinvolge quest’anno dodici cantine del territorio breganzese, nel Vicentino. A partire dalle 18 di martedì 4 giugno saranno aperte le prevendite online su sito http://www.vespaiolona.it per acquistare i kit pass Vespaiolona.

Il costo per ciascun pacchetto è di 26 euro e comprende il pass, il trasporto in autobus tra le diverse cantine, il calice, la tracolla portabicchiere targata Vespaiolona 2019 e sei assaggi dei vini della Doc Breganze. Ogni partecipante potrà acquistare online un massimo di sei ingressi e le vendite rimarranno aperte fino all’esaurimento dei 4500 disponibili. L’accesso alle cantine sarà consentito solo ai partecipanti muniti di kit.

Le cantine che apriranno le porte ai visitatori durante la Vespaiolona 2019 saranno: Ca’ Biasi, Cantina Beato Bartolomeo, Col Dovigo, Firmino Miotti, IoMazzucato, La Costa, Le Colline di Vitacchio, Le Vigne di Roberto, Maculan, Transit Farm, Vigneti dell’Astico, Vitacchio Emilio. Qui si potranno degustare i vini della Doc Breganze come l’autoctonono Vespaiolo, nella sua declinazione ferma e spumantizzata, il vino passito Torcolato o i rossi bordolesi.

A partire dalle 19.30 di venerdì fino alle 2 di sabato, ci saranno inoltre spettacoli di intrattenimento in tutte le aziende, oltre a ricche proposte gastronomiche in abbinamento ai calici. Da Vitacchio Emilio si potranno trovare lo spiedo di quaglie della Confraternita della Quaglia di Levà e un piatto tipico con sopressa artigianale e formaggi di montagna, mentre da Firmino Miotti ci sarà Bamburger con hamburger di carne, vegetariani e vegani con ingredienti freschi del territorio e golosi dolci al Vespaiolo e al Torcolato. Da Transit Farm si assaggeranno invece i piatti di Shelter, che preparerà gnocchi pomodoro e burrata e ragù del cortile, hamburger di scottona e vegetariani, arancini e arrosticini mentre a La Costa saranno serviti ravioli ripieni di baccalà e olive nere, roast beef di manzo con verdure saltate e il gelato artigianale di Emè. Si passa quindi a Le Vigne di Roberto, con la tartare di Angus e la tagliata di bisteccona delle Macellerie del Gusto Da Renato di Schio e Malo, fino al piatto rustico e alle patate al salto proposti da Ca’ Biasi e ai piatti di Col Dovigo, con pizza gourmet, spiedo al cartoccio, risotto con porcini e formaggio castelgrotta e frittelle di mele come dessert. Appuntamento da Maculan per assaggiare invece lo gnocco fritto del ristorante Fuori Modena, mentre nella vicina Piazza Mazzini ci saranno burritos di carne e verdure e code di gambero fritte a cura di Osteria Bell Tower e Non Solo Pane, in abbinamento ai vini dei Vigneti dell’Astico.

Alcune cantine avranno invece come proposte piatti a base di pesce: alla Cantina Beato Bartolomeo la Pro Loco di Bolzano Vicentino preparerà frittura di avannotti con crema di mais e avannotti in saor su letto di misticanza. IoMazzucato proporrà perle di stoccafisso con dadini di polenta fritta e coni ai sapori del territorio, a cura della Pro Loco Sandrigo mentre a Le Colline di Vitacchio si potranno assaggiare la frittura mista di pesce, le linguine ai frutti di mare e le cozze saltate a cura del Comitato Festeggiamenti di Maragnole.

Il programma completo della Vespaiolona è disponibile sul sito http://www.stradadeltorcolato.it e http://www.breganzedoc.it. Per ulteriori informazioni, è possibile contattatare l’Associazione Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze allo 0445-300595 o 333-1938773 o tramite email stradadeltorcolato@gmail.com.

PASQUA ALLA PASTICCERIA FILIPPI, TRA PRODOTTI E INGREDIENTI DI ECCELLENZA

Andrea Filippi

C’è un posto nel Vicentino, a Zanè, per la precisione, dove si propone il dolce 100 per cento olio evo, senza derivati dal latte e solo con materie prime d’eccellenza. L’obiettivo è portare in tavola prodotti sempre più digeribili e con pochi grassi. E per Pasqua diventa l’ideale. Parliamo della Pasticceri Filippi, nata nel 1972, dove mamma Maria e papà Giuliano s’impegnarono nella produzione dei primi dolci da forno a lievitazione naturale, con un occhio di riguardo per la scelta e la qualità degli ingredienti. E in questi giorni precedenti le feste, diventa l’ideale portare a tavola un dolce, dove nell’impasto si sostituiscono il burro e i derivati del latte con olio di extravergine di oliva di alta qualità e senza l’uso di aromi artificiali.

La pasta madre è l’ingrediente più importante, l’impronta distintiva che rende autentici e unici i prodotti Filippi. È realizzata con lievito naturale costituito da diversi ceppi di lieviti e proprio per questo non c’è modo di averne una identica a un’altra. Quella di Filippi è tenuta in vita e custodita gelosamente da più di quarant’anni: viene rinfrescata di giorno in giorno dal 1972 per creare dei lievitati dal sapore inconfondibile.

Qui si usano solo uova fresche prodotte da galline allevate a terra e all’aperto in un’azienda cruelty-free di un’azienda del veneziano.

L’azienda ha deciso di tornare a usare il miele, un dolcificante naturale, dosandolo in combinazione con lo zucchero in modo da abbassare le dosi di quest’ultimo. Il miele proviene da una azienda specializzata in provincia di Padova, le cui api, trattate con metodi biologici, bottinano sui pendii del Parco Regionale dei Colli Euganei. Un prodotto locale che nasce dall’amore e dal rispetto per la natura e dalla salvaguardia del territorio. Il miele dei Colli Euganei è soprattutto miele di acacia, di castagno, di erica e di lavanda.

L’olio è l’ingrediente che ha reso celebre la pasticceria, la prima a realizzare dei dolci natalizi e pasquali 100% olio evo senza l’utilizzo del latte e dei suoi derivati. Quello scelto da Filippi nasce nei Frantoi Cutrera nel cuore dei Monti Iblei, nella Sicilia sud orientale, ed è un blend: un olio extra vergine di oliva che risulta dalla spremitura di olive di diverse varietà (moresca, biancolilla, Nocellara, Cerasuola e Tonda Iblea) coltivate a ridosso del Mediterraneo, a 150-250 metri sopra il livello del mare. Le olive vengono raccolte a mano, portate nel frantoio e molite lo stesso giorno con centrifuga a freddo per garantire un olio di grande qualità, più volte premiato anche dalla Guida Flos Olei.

La lavorazione effettuata a temperatura controllata, la conservazione a 13/14 gradi in recipienti di acciaio inox in assenza di ossigeno e l’uso dell’azoto durante il processo d’imbottigliamento, consegnano un olio eccellente e con caratteristiche chimiche e qualità organolettiche che si mantengono costanti per più di 18 mesi.

«La scelta di ingredienti – spiega Andrea Filippi a capo dell’azienda con il fratello Lorenzo – ci ha permesso di creare una dolce di grande dirigibilità e leggerezza, mantenendo intatta la bontà grazie alle materie prime d’eccellenza e al rispetto dei tempi di preparazione necessari per fare un ottimo prodotto. Il 100 per cento olio evo è ormai diventato il nostro lievitato distintivo, perfetto anche per tutti i golosi intolleranti al lattosio che non vogliono rinunciare a un dolce pasquale di alta qualità, all’insegna della geniunità degli ingredienti e della tradizione».

Da Filippi si usa latte intero fresco che ogni mattina viene consegnato direttamente dalla latteria del paese: una cooperativa che nel tempo è stata capace di riunire una serie di produttori di cui un terzo produce latte di montagna e una ventina circa pratica l’agricoltura biologica certificata. Rifornirsi “sotto casa” è sinonimo di freschezza assoluta ed è anche un modo di collaborare attivamente alla crescita delle economie locali.

Per trovare il burro ideale, la Pasticceria ha invece varcato le Alpi. Nei paesi nord europei il metodo utilizzato per la produzione di burro è la centrifugazione, universalmente riconosciuto come il migliore per separare la crema di latte senza alterarne le qualità organolettiche.

Scorzone di limoni di Sicilia, scorzone di arance Washington di Calabria, pesche, amarene d’Istria e Serbia, albicocche tonde di Costigliole Saluzzo. Tutti i frutti che usa la Pasticceria Filippi non sono trattati con solfiti o conservanti di alcun tipo. Il processo di canditura avviene a cielo aperto, senza pressioni meccaniche. È un processo molto lungo, che richiede settimane, ma permette di mantenere le bucce molto morbide e la forte carica aromatica dei frutti, dal profumo inconfondibile. L’uvetta o uva passa arriva invece dall’Australia, e adesso è una delle migliori che il mercato possa offrire, soprattutto per uso di pasticceria. Ha un colore ambrato e acini con una buccia molto sottile che ne aumenta la scioglievolezza e arriva in Pasticceria senza nessun trattamento o additivo.

La Pasticceria non usa nessun aroma artificiale e questo rende la vaniglia un ingrediente particolarmente importante per arrotondare e completare il gusto dei prodotti. La polvere di vaniglia di Filippi, del tipo Planifolia Bourbon, proviene da coltivazioni biologiche e certificate dal commercio equo e solidale del Madagascar. Essa è ottenuta dalla macinazione di baccelli interi non trattati, che presentano un tenore di vanillina superiore a quello di altre bacche disponibili sul mercato.

Il cacao utilizzato nei prodotti della Pasticceria giunge dalla provincia di Oulaidon, in Costa d’Avorio. Fa parte di un progetto di filiera equosolidale seguito direttamente dalla rete ChocoFair Cote d’Ivore, che si occupa di tutelare la biodiversità delle piantagioni promiscue e lo sviluppo della lavorazione a pietra del cacao per il miglioramento colturale. Il cacao è fermentato “a scivolo” per sei giorni su foglie di banano e l’essiccazione dura tra i sette e i dieci giorni. Risulta particolarmente profumato grazie anche allo scambio di pollini con le piante selvatiche di arancio mango, caffè selvaggio e cardamomo, tra cui è coltivato.

La Pasticceria Filippi è una Certified B Corporation o B Corp, un nuovo tipo di azienda che volontariamente rispetta i più alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza. Le B Corp vanno oltre l’obiettivo del profitto, con riflessi positivi sul dipendente, le comunità in cui operano e l’ambiente. In questo modo il business diventa una forza rigeneratrice per la società e per il pianeta.

GOURMANDIA 2019: UN VIAGGIO NEL MONDO DELLA LIEVITAZIONE E GRANDI CHEF

Davide Paolini, il Gastronauta ideatore di Gourmandia

 Gourmandia, l’evento dedicato al cibo e agli artigiani del gusto giunto alla sua quarta edizione, sta per tornare: dal 13 al 15 aprile 2019, per la prima volta, all’Ex Area Pagnossin, a pochi passi dall’aeroporto di Treviso, appuntamento con oltre180 espositori provenienti da tutta Italia, chef stellati della cucina italiana e con una serie di talk dedicati alle eccellenze enogastronomiche. Un viaggio tra sapori, tradizione e innovazione: tanti gli eventi durante la tre giorni, a cominciare dagli show cooking con i volti noti dell’alta ristorazione italiana. Ad aprire le danze, sabato 13 aprile alle ore 13, sarà Luigi Biasetto dell’omonima pasticceria padovana, che spiegherà come nasce la sua celebre colomba pasquale. A seguire, alle 14, ci sarà lo show cooking di Andrea Berton, del Ristorante Berton di Milano, dove il protagonista assoluto sarà il merluzzo: lo chef cucinerà dei ravioli di patate in brodo di merluzzo e il trancio con crema di zafferano. Alle 17 sarà la volta di Tessa Gelisio, volto noto della televisione italiana, che preparerà per l’occasione un menù dedicato ai sapori della Sardegna, abbinando i piatti ai vini prodotti dalla conduttrice. Domenica 14 aprile spazio ai profumi della Thailandia: alle 11 lo chef Francesco Brutto del Ristorante Undicesimo Vineria di Treviso preparerà la sua versione del Miang Khan, un piatto dove si intrecciano la cultura culinaria asiatica, quella italiana e quella messicana, dando vita ad un piatto dal sapore sorprendente. Il testimone passerà poi a Max Alajmo de Le Calandre di Rubano (Padova), che alle 12 tratterà un tema intrigante della sua cucina di chef tristellato: il sapore del gusto. Uno sguardo anche ai sapori e ai colori della cucina partenopea, con lo show cooking diGennaro Esposito del Ristorante La Torre del Saracino di Vico Equestre (Napoli), che interverrà alle ore 18. Lunedì 15 aprile alle ore 11 sarà Alessandro Dal Degan a salire sul palco: lo chef del ristorante La Tana Gourmet di Asiago (Vicenza) preparerà il piatto Orzo, Terra e Acqua. Seguirà, alle ore 12, lo show cooking di Philippe Léveillé del Ristorante Miramonti L’Altro di Concesio (Brescia). Infine ci saranno due momenti dedicati alle premiazioni: domenica alle ore 10 Davide Paolini assegnerà i premi ai locali storici di Treviso e provincia, mentre alle ore 14.30 verrà decretato il vincitore de Il Mèjo Panéto, contest indetto dall’Accademia del Panino Italiano. In giura ci saranno il panificatore Giovanni Polo, Raffaella Lenarduzzi, direttore esecutivo Palagurmé, il direttore dell’Accademia del Panino Italiano Barbara Rizzardini, Daniele Reponi, creativo e storyteller del Panino, Riccardo Soncini, esperto di scienze e culture gastronomiche e Davide Paolini.

I LIEVIATI

Michele Basso della pizzeria Arrigoni & Basso di Zero Branco

Tre giorni per scoprire il mondo dei lievitati tra pane, pizza e dolci di tutta Italia: Gourmandia 2019, in programma dal 13 al 15 aprile nell’area Ex Pagnossin di via Noalese 94 a Treviso, svela i segreti dei migliori impasti creati dalle mani esperte di chef, pizzaioli e pasticceri rinomati. Spazio anche alla sperimentazione con sapori inediti e accostamenti insoliti e curiosi. Protagonisti dell’iniziativa, giunta alla sua quarta edizione e per la prima volta a Treviso, saranno anche gli artigiani del gusto, con una grande selezione di prodotti di qualità, nuove scoperte del Gastronauta da assaggiare e acquistare.

Ad aprire le danze con gli eventi dedicati ai lievitati, sabato 13 aprile alle 13, sarà Denis Lovatel della Pizzeria da Ezio di Alano di Piave (Belluno), che per Molino Rachello sarà il protagonista, assieme alla sua celebre pizza tonda crunch, di Sapori di Oasi #1: Identità di Montagna. Alle 15, invece, sarà la volta di Nicola Fiasconaro della Pasticceria Fiasconaro di Castelbuono (Palermo), che delizierà i visitatori con la sua celebre colomba pasquale. Domenica 14 aprile, alle 10.30, Massimo Alverà della Pasticceria Alverà di Cortina d’Ampezzo (Belluno) porterà il suo Dolce della Rinascita, nocciole e gianduia, preparato con le farine di Molino Quaglia. Alle 12.10, sempre per Molino Quaglia, seguirà il Brunch del nostro territorio, a cura di Alberto Arrigoni della Pizzeria Arrigoni & Basso di Zero Branco (Treviso), sempre per Molino Quaglia. Alle 13, appuntamento con Spinaci e Salmerino: Enrico Dal Farra de Officine – La Fabbrica del Buon Gusto di Santa Giustina (Belluno) realizzerà con le farine di Molino Quaglia una pizza tonda con impasto a lievitazione mista, gel di segale integrale, semi di lino, sesamo, girasole e granella di nocciole con spinacio “cotto non cotto”, salmerino in bassa temperatura e crema di pomodorino secco bio, basilico, mandorle e olio Evo Bio. La pizza sarà la protagonista anche di Sapori di Oasi #2: Ritorno alla natura: qui lo chef Michele Potenza e Leonardo Spagnolo prepareranno una pizza in teglino gourmet a quattro mani. Per gli impasti utilizzeranno le farine di Molino Rachello. Alle 16.20, per Molino Quaglia, spazio ai dolci di Massimo Albanese della Pasticceria Max di Treviso.

Lunedì 15 aprile, alle 10.30, appuntamento con la Colomba Pasquale – Edizione Speciale 2019 di Davide Lucian, della Pasticceria Lucian di Mezzana (Trento) per Molino Quaglia. Per la sua preparazione Davide si è ispirato ai profumi della primavera: un impasto classico arricchito con arance, limone, cedro e mandarini canditi, legati da succo di zenzero e infusione di alloro. Alle 12, toccherà ai Sapori di Oasi #3: Alle Radici del Gusto, dove la raffinata creatività di Andrea Valentinetti, premiato chef del Ristorante Radici “Terra e Gusto” di Padova, si unisce all’estroso talento di Andrea Rossetti e alle mani esperte di Michael Sartor, tecnico pizzaiolo di Molino Rachello, per una demo dedicata alla pizza gourmet. Alle 12.10 Ruggero Ravagnan, della Pizzeria Gregoris di Mestre (Venezia), preparerà due gustose ricette in cui il protagonista assoluto sarà il pane preparato con farine di Molino Quaglia: il pane con burro e sarde di Pellestrina e pane con humus di ceci, peperoni e kefir. Alle 13, sarà la volta di Nuvola, Profumi di Primavera, in cui Angelo Di Lieto della Pizzeria La Fenice di Belluno delizierà i visitatori con una pizza realizzata con farine tipo 1 e tipo 0 di Molino Quaglia. Il topping sarà composto da crema di asparagi verdi, stracciatella pugliese di latte Trentino, asparagi bianchi di Cimadolmo, pancetta cotta la Giovanna (Capitelli), mimosa d’uovo, zest di sfusato d’Amalfi e pepe nero. Sempre per Molino Quaglia, alle 13.50, Massimo Frighetto e Michele Colpo della Pizzeria Premiata Fabbrica di Bassano del Grappa (Vicenza) prepareranno la loro pizza Bassanese con asparagi Dop di Bassano, uova, mozzarella, piselli di Borso, fragole fermentate e germogli di pisello. Ultimo appuntamento di Gourmandia con i lievitati sarà Sapori di Oasi #4, alle 14: qui lo chef Martino Scarpa e Mattia Pivetta si avvicenderanno per una degustazione di pizze in pala realizzate con farine italiane coltivate in Oasi di Molino Rachello, sapientemente farcite con ingredienti freschi provenienti dalla laguna. Gli orari d’ingresso di Gourmandia saranno sabato 13 dalle 12 alle 20, domenica 14 dalle 10 alle 20 e lunedì dalle 10 alle 17. Ingresso 10 euro per gli adulti, i bambini (dai 6 ai 12 anni), 5 euro. I. e nfo: gourmandia.gastronauta.it | info@gastronauta.it

GRILL E ARTE: IN RIVIERA, IL QUARTO ATTO DEL PROGETTO BOX

Box Caffè Stra

Scoprire tutta la versatilità della cottura alla griglia in uno spazio ispirato all’arte di Giorgio de Chirico. Tutto questo è Box in Riviera, il nuovo ristorante aperto a Stra (Venezia) da Marco Benetazzo, nei rinnovati spazi di una villa Liberty di inizio Novecento. Si va ad aggiungere ai tre locali di Padova: Box Caffè, Box Pizza e Box in Galleria. «Box in Riviera è una sfida completamente nuova nello stile Made in Box. – spiega Marco Benetazzo – La proposta della cucina si concentra prevalentemente sul grill, dove proponiamo con diverse tecniche di cottura i migliori tagli di carne dal mondo, ma anche pesce e piatti vegetariani». L’ambiente è stato completamente ristrutturato dallo Studio Parisotto più Formenton di Padova, secondo le linee stilistiche dell’arte metafisica di Giorgio De Chirico. «Abbiamo voluto creare un’atmosfera in cui la bellezza della cucina incontrasse quella dell’arte. – prosegue Benetazzo – Box in Riviera vuole essere un posto dove mangiare in un ambiente caldo e accogliente, con allestimenti puliti e di ispirazione minimalista, circondati da opere di pittori e scultori che si possono anche acquistare. Un ristorante che è anche una galleria d’arte».

L’idea di cucina che Box in Riviera propone è affidata alla creatività dello chef Riccardo Maffini, già responsabile degli altri locali Box, fondata sul giusto equilibrio tra semplicità delle materie prime e sperimentazione negli abbinamenti.

A completare la proposta del ristorante una selezione sempre aggiornata di pizze, che portano sulla Riviera del Brenta la passione per i lievitati di Box. A pranzo è a disposizione un menu più informale e agile con la possibilità di scegliere tra sei piatti proposti dalla cucina, ogni giorno diversi.

DOMENICA 24 MARZO, ARQUÀ PETRARCA (PADOVA): IL VINO È DONNA

Una giornata con le eccellenze vinicole dei Colli Euganei e Berici.  La Cantina Loreggian di Arquà Petrarca ospiterà la quinta edizione de Il Vino è Donna, l’evento dedicato a più di quarantacinque etichette dei Colli Euganei e Berici, tre vini per ognuna delle 15 cantine. L’appuntamento è per domenica 24 marzo 2019 dalle 15 alle 19 per incontrare le produttrici, assaggiare i loro vini e scoprire le loro realtà.  I vini in degustazione sono artigianali e territoriali e si caratterizzano per il profondo legame con il proprio terroir e la storia della vignaiola che li produce.

Come i vini, anche la cucina de Il Vino è Donna si distingue per il rapporto con il territorio: durante tutta la manifestazione si potranno assaggiare i piatti di Silvia Benardini dell’Enoristorante Ser Petracco di Arquà Petrarca. Ad accompagnare i vini delle Donne dei Colli Euganei e Berici ci saranno anche i formaggi di Franca Giora e Stefania Pavera del Caseificio Valdolmo di Pernumia.

Come ogni anno, Il Vino è Donna è un evento benefico. Quest’anno, il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Giovanni Celeghin di Pernumia, che sostiene la ricerca sui tumori cerebrali, finanziando progetti di ricerca in collaborazione con diversi ospedali e Università del Bel Paese.

Ad allietare questa giornata benefica ci sarà la voce di Michela Parolin, che con il suo progetto Michela Parolin Project, presenterà i brani che hanno caratterizzato la sua formazione musicale. Un repertorio che attraversa i classici del jazz & soul ai brani che hanno segnato la storia della musica italiana e internazionale.

I Colli Euganei vanno scoperti senza fretta in tutto relax. ViaggiareCuriosi ha realizato un itinerario di circa due ore da percorrere a piedi alla scoperta del Monte Calbarina e del Lago Termale della Costa con partenza alle 15 dalla Cantina Loreggian.

Queste le donne del vino. Per i Colli Euganei, nel Padovano: Catia Bolzonella di Ca’ della Vigna, Selvazzano Dentro, Elena Cardin di Cantina Terra Felice, Arquà Petrarca, Elisa Dilavanzo e Benedetta Marchetti di Maeli Wine, Torreglia, Elisa Meneghini di Azienda Agricola Nevio Scala, Lozzo Atestino, Francesca Callegaro di Azienda Agricola I Reassi, Rovolon, Francesca Salvan di Salvan – Vigne del Pigozzo, Due Carrare, Linda Zanovello di Ca’ Lustra – Zanovello, Cinto Euganeo, Lisa Loreggian di Vini Loreggian, Arquà Petrarca, Mariagrazia Ambrosin e Marzia Miotto de Il Pianzio, Galzignano Terme, MariaGioia Rosellini di Ca’ Orologio di Baone, Silvia Gardina di Quota 101, Torreglia. Per i Colli Berici, nel Vicentino: Alessandra Piovene di Società agricola Piovene Porto Godi Alessandro di Toara di Villaga, Anna e Silvia Dal Maso di Dal Maso Azienda Agricola, Montebello Vicentino, Carolina de’ Besi di PuntoZero, Lonigo, Cecilia Caporali e Marcella Biasin di Cà Rovere, Alonte.

Il contributo per la degustazione è di 10 euro a persona (cinque assaggi di vino, bisaccia, calice e mappa cantine), un altro carnet di tre campioni, 5 euro. Le proposte culinarie partono da 3 a 5 euro ciascuna, mentre il prezzo per l’escursione sul Monte Calbarina è di 10 euro (su prenotazione a ViaggiareCuriosi).

GIANCARLO BELLINO È IL NUOVO EXECUTIVE CHEF DELL’ANTINOO’S LOUNGE & RESTAURANT DI VENEZIA

Giancarlo Bellino

L’Antinoo’s Lounge & Restaurant presenta la sua nuova cucina confermando come Executive Chef, Giancarlo Bellino, già sous chef del ristorante del Sina Centurion Palace, cinque stelle lusso della Sina Hotels. Una nuova sfida, un interessante passaggio di testimone per continuare a dare ampio spazio e risalto all’offerta culinaria per gli ospiti internazionali dell’hotel, ma riservata anche ai clienti esterni che scelgono il ristorante affacciato sul Canal Grande. «Sarà un ritorno al passato: semplicità e schiettezza senza forzature», anticipa l’Executive Chef che assicura: «la contemporaneità dei piatti, rispettosi dello stile del Sina Centurion Palace, sarà dato dalla lavorazione e dalla scelta della materia prima».

Giancarlo Bellino, classe 1983, pugliese di San Paolo di Civitate (Foggia) ma profondamente legato all’Abruzzo, ha ricoperto il ruolo di Sous-chef all’Antinoo’s Lounge & Restaurant dal 2013. «Ho accolto questa proposta con grande entusiasmo – spiega – lavorare all’Antinoo’s Lounge & Restaurant è un grande onore. Si tratta di una realtà di lusso che offre la possibilità di vivere Venezia tra eleganza, charme e alta cucina».

Prima di approdare al ristorante del Sina Centurion Palace è stato Sous-chef al “The Westin Europa & Regina” a Venezia e vanta esperienze professionali all’Hotel “Villa San Michele” a Firenze, al “Grand Hotel Park” a Gstaad (Svizzera).

«Entusiasmo, voglia di fare, umiltà e creatività: sono queste le caratteristiche che ci hanno spinto a confermare come Executive Chef, Giancarlo Bellino – spiega il general manager, Paolo Morra -. Io e la proprietà della Sina Hotels abbiamo piena fiducia in lui e nella nuova brigata, un team affiatato, motivato e volenteroso. Ringraziamo chef Massimo Livan per il lavoro svolto con impegno e dedizione in questi anni e siamo pronti a guardare al futuro».

La cucina sarà animata da uno spirito nuovo che, se da una parte rispetterà la continuità con il passato, dall’altra punterà ad affermarsi come esperienza polisensoriale e non soltanto come un momento edonistico di soddisfazione gastronomica. Una cucina che considera il cibo attraverso una griglia sensoriale in cui l’alimento viene consumato su diversi livelli e la cucina si declina in differenti sfaccettature. «Il mio ruolo è di percepire la potenza emozionale racchiusa nel cibo, dando a esso la giusta interpretazione – spiega Chef Bellino – Per me la cucina ha un valore conviviale e comunicativo: è possibile trasmettere emozioni anche attraverso la preparazione di piatti semplici che sono legati alla tradizione, alla memoria di un territorio, oppure di un momento storico». Chef Bellino non abbandonerà la cucina gourmet, così come continuerà a curare il lato estetico e l’impiattamento nel rispetto della contemporaneità dello stile del Sina Centurion Palace: ma punterà ad una cucina apparentemente semplice nella scelta degli ingredienti, al massimo tre per ogni ricetta oltre alle guarnizioni, capace di far vivere al commensale, al momento del gusto, una vera esperienza tale da poter riconoscere il processo che lega le diverse fasi di composizione di un piatto. «La mia cucina sarà semplice, intesa come profondamente rispettosa nella lavorazione, nella scelta ed esaltazione delle singole materie prime. I piatti saranno contemporanei: nel rispetto dell’identità del Sina Centurion Palace e sarà una cucina attenta alla tradizione e alla cultura italiana».

Dalla tradizione alle ultime interpretazioni gourmet: l’Executive Chef ha studiato una nuova carta che sarà inaugurata proprio con la primavera: consistenze di verdure primaverili con uova di montagna e parmigiano liquido; tartare di pomodoro appassito con stracciatella di Andria e frisella soffiata; bianco di capasanta con mayonnaise di spinaci e caviale pregiato Italiano; linguine tiepide con mazzancolle, lime e salicornia; risotto di baccalà, piselli e basilico.

Anche la sala si arricchisce di una nuova figura professionale: il maître Nicola Nardo è affiancato da Matteo Molinari, che vanta esperienze professionali in ristoranti stellati, italiano e internazionali.

All’Antinoo’s Lounge & Restaurant, cinquanta posti, si può assaporare il gusto contemporaneo di Venezia scegliendo tra la white e la red room. Nella sala bianca, pareti forme geometriche in rilievo, sulle tonalità candide del bianco, creano un quadro naturale all’ambiente raffinato, dove nulla è lasciato al caso e il commensale è avvolto dallo spettacolo della luce naturale di una portafinestra affacciata sul Canal Grande. In estate si può godere del panorama dalla terrazza esterna. Oppure, si può scegliere di essere avvolti dalle calde tonalità del rosso, seduti sul divano ondulato della sala rossa, dalla quale è possibile ammirare lo spettacolo di Venezia. Il bar Antinoo è il lounge bar dal design contemporaneo enfatizzato dal color porpora; una vera e propria cornice rende il bar come un quadro da ammirare seduti sull’originale divano ondulato.

ESCE LA 23ESIMA EDIZIONE DELLA GUIDA MAGNAR BEN BEST GOURMET 2019

Maurizio Potocnik

Ritorno alle origini. La cucina moderna fa un passo indietro, i grandi chef si confrontano con la storia e i suoi piatti. Il miglior piatto dell’anno il Filetto alla Rossini. Questa è la nuova tendenza della ristorazione nella macroregione europea dell’Alpe Adria, lo dice Maurizio Potocnik che con il suo team di giornalisti expertise, ogni anno, da ventitré anni, pubblica la guida dei migliori ristoranti, vini e prodotti tra il Nord Est Italia, Austria, la Slovenia e la Croazia. Il successo degli ultimi anni di questa guida, che si può definire allo stesso tempo locale e internazionale, è quello di dialogare con la ristorazione, con i produttori, di condividere, di essere volano per le cucine più interessanti, raccontare delle grandi e piccole aziende del vino, promuovere i piccoli produttori artigianali del gusto. «Sono entusiasta di questo lavoro» dice Maurizio Potocnik fondatore della guida «negli anni abbiamo saputo cogliere sempre il meglio dell’espressione enogastronomica di questo territorio unico al mondo, il nostro punto di forza è sicuramente la profonda esperienza sul campo, e una assidua e costante ricerca che si traduce in visite, visite che sono la vera nostra forza rispetto alle altre guide nazionali che per ovvie ragioni di budget non possono permettersi di visitare tutti I locali recensiti e pubblicati. Negli anni abbiamo rafforzato il nostro team di giornalisti ed expertise per garantire al nostro lettore una visita “sicura”, un racconto aggiornato su cosa potrà mangiare, bere, gustare, emozionandosi, senza sorprese sgradevoli. Infatti, nella guida a ogni locale è dedicata un’intera pagina, così come per il vino e i prodotti selezionati, per ogni ristorante addirittura in molti casi sono pubblicate le fotografie dei piatti degustati, così anche per le degustazioni sensoriali di vini e prodotti». Come ogni anno la guida valorizza più di 400 ristoranti tra cucina moderna e tradizionale, trattorie, osterie con cucina, locande, hotel; la ristorazione nel suo ensemble a 360 gradi per tutte le tasche e per tutti i gusti all’insegna del “ristorare” nel vero senso della parola, poichè ristorare non significa solamente cucinare bene, ma anche accogliere bene, consigliare bene, essere ambasciatori di un territorio e comunicarlo al meglio, considerando che questo è un territorio particolarmente ricco di cultura enogastronomica. La guida pubblica nella sua ventitreesima edizione anche 90 grandi vini e 70 prodotti d’autore di piccoli artigiani del gusto. Una panoramica ricca e piena di informazioni utili per chi in questo territorio vuole avere un’esperienza, vivere emozioni e gustarsi la vita, il cibo, il vino, al meglio, del resto si dice che “chi sa mangiare sa amare”. Sono venti quest’anno gli Awards Best of Alpe Adria 2019 pubblicati in guida, tra i quali dieci dedicati alle cucine, cinque dedicati ai migliori vini e altrettanti ai migliori prodotti artigianali. Tra la cucina creativa, citiamo quella del ristorante El Molin del trentino Alessandro Gilmozzi, oppure quella tradizionale che quest’anno vince con il miglior piatto, uno storico Filetto alla Rossini (Tournedos) realizzato dallo chef Giovanni Rugolotto del ristorante Hostaria San Benedetto di Montagnana. Tante novità anche tra nuovi emergenti, bistrò, agriturismo, piatti non cucinati, menù gourmet a prezzi accessibili, cestini di pane e ristoranti da hotel. E, ancora, riconoscimenti tra i vini a metodo classico, bianchi, autoctoni, rossi e prodotti d’autore tra prosciutti, pesci, confetture, panificazioni e dolciaria.

La guida è disponibile in libreria e on-line nelle piattaforme digitali nazionali e internazionali a 23 euro acquistabile anche sul bookshop ufficiale: http://www.magnarben.it/bookshop – 400 ristoranti, trattorie, osterie, locande, konobe, gostilne, 90 Best Wines, 70 prodotti, 20 Hotel Relax & Gourmet, 20 Awards Best of Alpe Adria 2019 di cucina, vini e prodotti, 630 pagine a colori con fotografie.

La presentazione ufficiale si terrà giovedì 31 gennaio dalle 18.30 all’Eat’s di Conegliano (Treviso), partner ufficiale della guida per l’anno 2019. All’evento che raccoglie i migliori vini e prodotti, parteciperanno gli chef Lorenzo Cogo del Garibaldi El Coq di Vicenza, a rappresentare la Slovenia Tomaz Kavcic del Pri Lojzetu Villa Zemono, lo chef Tino Vettorello del Ristorante Tre Panoce di Conegliano, lo chef Stefano Basello del Fogolar Là di Moret di Udine con il suo pane di cortecce e licheni degli alberi abbattuti in Carnia l’ottobre scorso, Gaetano Catalano head bartender di TerrazzaMare Marcandole di Jesolo che proporrà un cocktail con Monologue il nuovissimo Gin di Tomaz Kavcic. Tra Fumi e profumi del Vipacco, panificazioni eccellenti, oli, formaggi, composte e radicchi pregiati la cena diretta da Maurizio Potocnik chiuderà con l’arrivo dei Cramars, un’autentica sopresa in viaggio da Venezia alla Carnia.

ECCO I 12 MIGLIORI PANETTONI DEL VENETO. DOMENICA 2 DICEMBRE LA FINALE

Saporè di San Martino Buon Albergo (Verona), Il Chiosco di Lonigo (Vicenza) e pasticceria Olivieri 1822 di Arzignano (Vicenza) sono arrivati sul podio alla prima semifinale del 27 novembre a I Tigli a San Bonifacio; pasticceria Marisa di Arsego di San Giorgio delle Pertiche (Padova), pasticceria Celso di Padova e ristorante Val Pomaro di Arquà Petrarca (Padova) si sono qualificati nel corso della seconda serata il 28 novembre da Osterie Moderne a Campodarsego; Battistuzzi di Conegliano (Treviso), pasticceria Centeleghe di Farra D’Alpago (Beluno) e la pizzeria Rocca d’Asolo di San Vito di Altivole (Treviso) si sono guadagnati la finale il 29 novembre da Ezio ad Alano di Piave; l’Osteria Zero di Zero Branco (Treviso), la pasticceria Fabris di Fontanelle (Treviso) e la pasticceria Max di Treviso sono stati i migliori della semifinale di ieri sera al Perché a Roncade.

Panetthòn è una sfida solidale fra i migliori panettoni artigianali del Veneto. Quelli prodotti senza additivi l’emulsionante E471 e con materie prime di alta qualità. Panettoni “classici”, con uvetta e canditi, che hanno una durata limitata ma che in cambio presentano una bontà senza paragoni. L’etichetta “solidale” definisce le finalità benefiche del concorso, il cui ricavato sarà destinato a due progetti: all’Amici di Adamitullo dell’omonima onlus creata da don Cesare Bullo che in Etiopia garantisce il sostegno ad attività scolastiche e educative rivolte alle comunità locali, e all’associazione Co-Meta di Padova che da qualche anno sostiene attività di cooperazione sociale rivolte ai bambini in Burkina Faso.

Panetthòn è l’evoluzione di un’iniziativa ideata nove anni fa da Daniele Gaudioso, medico oculista, giornalista gourmet e collaboratore della guida ristoranti del Gambero Rosso. Un’iniziativa che per anni Gaudioso ha organizzato tra le mura domestiche. La crescita di interesse del concorso già lo scorso anno ha indotto gli organizzatori (Gaudioso e alcuni suoi amici: i giornalisti Paolo Brinis e Renato Malaman, oltre al consulente gastronomico Federico Menetto) a proporre l’iniziativa in un ristorante. Dall’anno scorso il grande salto: la sfida è diventata regionale.

Quattro le serate che hanno portato alla selezione dei dodici panettoni che parteciperanno domenica 2 dicembre alla finale nel nuovo Risto-Pizza Om Osterie Meccaniche di Abano Terme (Padova). La prima semifinale si è tenutaai Tigli di San Bonifacio (Verona), alla corte di Simone Padoan, il 27 novembre dove sono stati messi a confronto i migliori panettoni vicentini e veronesi; la seconda si è tenuta il 28 novembre al ristorante Osterie Moderne di Padova ove i panettoni partecipanti erano di Padova e Rovigo; il 29 novembre Panetthònè stato – in occasione della terza tappa – per la prima volta di scena nel bellunese, alla Pizzeria da Ezio di Alano di Piave, del celebrato pizzaiolo-gourmet Denis Lovatel, dove sono stati valutati i panettoni presentati da pasticceri delle province di Belluno e Treviso. Il 30 novembre si è svolta la quarta e ultima “eliminatoria” al ristorante Perché di Roncade (Treviso) – altro locale fedelissimo dell’evento – dove sono stati degustati i panettoni provenienti dai laboratori artigianali delle province di Treviso e Venezia.
La finale è in programma domani, domenica 2 dicembre alle Osterie Meccaniche di Abano della famiglia Legnaro, e decreterà il miglior panettone artigianale del Veneto. Ovvero preparato senza utilizzare mono e di gliceridi degli acidi grassi, quelli classificati come E471.
Durante le serate di qualificazionea decretare i prodotti più meritevoli è stata una giuria tecnica di giornalisti ed esperti del settore. Il giudizio del pubblico, durante la finale, avrà il suo peso nel verdetto conclusivo.
La manifestazione è sostenuta anche dal Consorzio Vini di Arcole (Verona) e dall’agenziadi marketing IdeaFood&Beverage con sede a Padova e Milano.

CANTINA COLLALTO, UN VINO DEDICATO ALLA SUA PRINCIPESSA.

Principessa Isabella

Si chiama Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Collalto Docg “Isabella” Brut Millesimato e il nome non è un caso. È dedicato alla principessa Isabella Collalto de Croÿ e alla sua famiglia che, da oltre mille anni, 1060 per la precisione, ha saputo preservare le terre attorno al castello di San Salvatore a Susegana, nel Trevigiano. Su questa collina, ben oltre 1.000 anni fa, si sono insediati gli antenati della principessa Isabella, dal cui nome hanno preso poi il titolo di Conti di Collalto.
Si chiama “Rive” perché ricorda le colline; le uve, Glera, sono selezionate e arrivano da un’amena collina, di origine morenica, che si trova proprio a nord del borgo, la collina di Collato. Il vigneto è di oltre un ettaro e si trova proprio sul cucuzzolo ed è circondato da un boschetto che funge da protezione.
Il prodotto sarà messo in commercio in questi giorni (vendemmia 2017), ha un grado alcolico di 12 gradi e il vino è lavorato seguendo il metodo Martinotti-Charmat. Dopo un lungo periodo di sosta sui lieviti seguente la presa della spuma e la successiva stabilizzazione tartarica, il vino è filtrato e imbottigliato.
Di colore giallo paglierino tenue, porta con sé profumi floreali, fruttati, freschi ed è l’ideale per un piatto di pesce, fritture, piatti della tradizione veneta come i nervetti, le cervella fritte o i bigoli in sala.
Venerdì 30 novembre, alle 19.30, l’azienda agricola Conte Collalto presenterà al pubblico proprio il suo nuovo gioiello. Per l’occasione, sarà organizzata una cena in cantina con degustazione guidata da Fabio Guerra, noto giornalista, sommelier, docente Slow Food. Questo il menu della serata:
come aperitivo saranno serviti delleFoglie di borraggine, Fiori di zucchina e salvia,
Polpettine di melanzane e crocchette con cuore di formaggio, Panciotte con patate pancetta e rosmarino, Frittelline con ricotta forte di pecora e pomodoro, Frittelline prezzemolo e formaggio, Frittelline con cacio e peperoni, Olive in pastella e porro. L’antipato, invece, sarà il Tortino ai chiodini su crema di zucca. Come primi, saranno proposti il Risotto al Brut Rive di Collalto “Isabella”, pepe rosa e crudità di Radicchio di Treviso e Scrigni con burrata e porcini. Si proseguirà con il secondo Suprema di faraona lardellata con patate al forno e spadone gratinato, il dessert Torta di mandorle con crema inglese.
La cena ha un costo di 40 euro a persona.
Posti limitati. Per informazioni e prenotazioni chiamare lo 0438-435811 oppure scrivere a info@cantine-collalto.it

PANETTHÒN 2018, IL 2 DICEMBRE LA SFIDA SOLIDALE TRA I MIGLIORI PANETTONI DEL VENETO

Daniele Gaudioso

Torna il 2 dicembre Panetthòn, la sfida solidale che premia i migliori panettoni classici del Veneto. Il concorso, nato 9 anni fa da un’idea di Daniele Gaudioso, giornalista gourmet e collaboratore della guida ristoranti del Gambero Rosso, negli anni è cresciuto, si è strutturato e dal 2017 coinvolge le diverse province in una sfida che si è allargata all’intera regione.
Quattro serate previste per le semifinali: il 27 novembre a I Tigli a San Bonifacio (Verona) si sfideranno i panettoni dei pasticceri di Verona e Vicenza, il 28 novembre a Osterie Moderne a Campodarsego (Padova) quelli di Padova e Rovigo, il 29 alla pizzeria Da Ezio ad Alano di Piave (Belluno) quelli dell’alto trevigiano e del bellunese e il 30 novembre per l’ultima semifinale la giuria valuterà al Perché di Roncade (Treviso) i panettoni della provincia di Treviso e Venezia.
In gara solo panettoni “classici” con uvetta e canditi lavorati senza l’utilizzo di emulsionanti, quindi senza mono e di gliceridi degli acidi grassi (classificati come E471), prodotti con materie prima di alta qualità.
Al fianco di Gaudioso e degli altri organizzatori – i giornalisti Paolo Brinis, Renato Malaman e il consulente Federico Menetto – una giuria tecnica di giornalisti ed esperti del settore selezionerà, nel corso delle quattro semifinali, i dodici panettoni che si sfideranno nella finale del 2 dicembre dalle 15.45 al Ristorante Osterie Meccaniche Abano Terme (Padova). Nel corso della serata conclusiva, alle degustazioni parteciperà anche il pubblico che sarà chiamato a esprimere il proprio giudizio per decretare i vincitori.
Panetthòn è un evento solidale e sostiene la onlus Padovana Amici di Adamitullo e l’Associazione di volontariato Co-Meta. Parte del ricavato delle semifinali sarà devoluto all’associazione Co-Meta per la realizzazione di un centro per bambini malnutriti a Korsimoro, in Burkina Faso mentre l’importo totale raccolto nel corso della serata finale andrà a sostegno del progetto di Amici di Adamitullo per garantire la formazione scolastica all’interno della Missione Salesiana dei bambini etiopi di Adamitullo, piccolo paese a tre ore da Addis Abeba.

DUE DONNE VINCONO LA TIRAMISU’ WORLD CUP 2018

Francesca Piovesana e Diletta Scandiuzzi con Giuseppe Vicenzi

Si è chiusa la Tiramisù World Cup 2018, tenutasi a Treviso e nelle colline del Prosecco dall’1 al 4 novembre. A trionfare nella finalissima che si è tenuta in piazza Borsa, per la ricetta originale è stata Diletta Scandiuzzi (34 anni), cantante lirica di Treviso, mentre per la ricetta creativa ha vinto Francesca Piovesana (44 anni), fisioterapista di Casier, che ha aggiunto zenzero e cannella.
È stata soprattutto una grande festa per tutti i partecipanti e per il folto pubblico che è accorso ad assistere alle gare, presso la Camera di Commercio.
Fra i sessanta semifinalisti che avevano superato le selezioni di Conegliano, Pieve di Soligo e Valdobbiadene, solo in sei erano giunti alla finalissima, rigorosamente tre per la ricetta originale e tre per quella creativa. Una sfida quasi tutta in rosa con cinque donne e un solo uomo a contendersi i due ambiti titoli di Campione del Mondo di Tiramisù 2018 e Campione del Mondo di Tiramisù creativo 2018.
Increduli le vincitrici «Mi pare di essere in un sogno – dice Diletta Scandiuzzi, che sul palco ha trattenuto a stento lacrime di gioia. È un hobby che mi ha portata fin qui, già essere arrivata in finale era una vittoria». «Mi sono divertita un sacco è un’emozione bellissima: ho partecipato per gioco ed è andata benissimo», è invece la voce di Francesca Piovesana, mamma di tre figli, che ha voluto ringraziare la famiglia che l’ha sostenuta.
Al secondo e al terzo posto troviamo Moira Bardini di Ponzano Veneto, e Lisa Luison di Scorzé; per la ricetta creativa: Franco Norbiato di Spinea e Gioia Zaghini di Cesena.
«Un grazie di cuore a tutti per questa incredibile edizione – dice Francesco Redi di Twissen, organizzatore della Tiramisù World Cup 2018 e nell’entusiasmo di questa esperienza, un pensiero va alle nostre terre bellunesi che stanno attraversando un periodo davvero difficile. Come nel 2017, anche in questa edizione abbiamo avuto ai “tavoli di partenza” una variegata rappresentanza straniera, oltre che italiana, di partecipanti. E’ un segnale importante, che indica come la popolarità e l’attrattività del prodotto è davvero internazionale, così come l’abbinamento di quest’anno con il prosecco. La novità di quest’anno è stata l’introduzione di un doppio campione, uno per la ricetta originale del dolce e uno per quella creativa: l’impegno dei partecipanti è stato alto, segno che la sfida è un gioco, sì, ma che non manca la voglia di fare bene».
La giuria finale era composta da Roberto “Loli” Linguanotto, “padre nobile” del Tiramisù, Andrea Ciccolella, Campione della Tiramù Cup 2017, Matteo Berti, direttore didattico di Alma (scuola voluta da Gualtiero Marchesi), Angelo Gala della Ficgo, Dania Sartorato di Fipe, Federico Caner, assessore della Regione Veneto, Lavinia Colonna Preti, assessore del Comune di Treviso.
A sorpresa, a loro si è aggiunto il signor Giuseppe Vicenzi, nipote di Matilde e presidente del Gruppo Vicenzi, che porta tutt’ora il nome della sua fondatrice: «Questa manifestazione è l’estrema celebrazione della passione per il Tiramisù e riporta alla mia memoria ricordi lontani di quando bambino, in piedi su una cassetta della frutta, guardavo ammirato mia nonna Matilde preparare il Tiramisù. Inzuppava i savoiardi nella bagna preparata col caffè e il suo ingrediente segreto, un bicchierino di marsala. Ritrovo qui quella grande passione e sono onorato di partecipare anche quest’anno con i miei savoiardi Vicenzovo».

DAL CALCIO ALLA VIGNA, LA NUOVA VITA DI NEVIO SCALA

Da sinistra, Claudio Scala, Nevio Scala e Stefano Edel

Il campo lo ha sempre avuto nel sangue. Il campo da calcio, intanto, dove si è fatto conoscere e apprezzare con diverse casacche come Milan, Roma, Fiorentina, Inter, tanto per citarne alcune. Siamo tra gli anni Sessanta e Settanta, anche se è molto più conosciuto per quanto ha fatto in panchina, a Parma soprattutto, dove in sette anni ha vinto coppe nazionali, internazionali, prima delle esperienze all’estero tra Ucraina, Turchia e Germania, dove con il Borussia Dortmund si è tolto la soddisfazione di vincere la Coppa Intercontinentale.
Ma campo si può anche intendere terra, perché le sue origine contadine non le hai mai negate, anzi ne va orgoglisamente fiero, e ora ha un’azienda vitivinicola, che porta il suo nome, a Lozzo Atestino, paese padovano dov’è nato nel 1947. Con il figlio Claudio, punta tutto sul biologico e una cena al Perché di Roncade (Treviso), è stata l’occasione non solo per conoscere i suoi vitigni ma anche la sua passione per il vino. Lavora in stretta collaborazione con Stefano Menti, dell’azienda agricola Giovanni Menti, ed esperto di agricoltura biodinamica.
«Già dal 1929 – spiega Scala – la mia famiglia aveva la terra ma eravamo in affitto. Poi, grazie al calcio, siamo riusciti ad acquistarla ed eccoci qui». E, infatti, l’attività è parte di un progetto più ampio nato dalla volontà di rilanciare l’azienda di famiglia situata ai piedi dei colli Euganei, nella pianura bonificata da stagni e paludi a partire dal lontano basso medioevo. Si lavora in fase di conversione biologica; qui si adottano pratiche agronomiche che non prevedono l’uso di prodotti di sintesi chimica e sono inserite in un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Si punta, invece, tali risorse all’interno di un modello di sviluppo sostenibile nel tempo, economicamente, biologicamente, ma anche socialmente come parte della responsabilità d’impresa. I seminativi, a rotazione per una gestione equilibrata delle risorse, includono frumento, orzo e farro, colza, medicaio, soia, canapa, pisello proteico, favino; sono previste colture intermedie per il reintegro delle sostanze nutritive come i sovesci – di brassicacee, leguminose, graminacee e essenze mellifere – che vengono interrati per la produzione di humus.
Il vigneto è composto attualmente da circa 3,4 ettari di garganega impiantati nel maggio 2015, poco più di mezzo ettaro di merlot, mezzo di cabernet franc, messi a dimora nel maggio 2016, 1,1 ettari di malvasia istriana e altro mezzo di merlot impiantati nel marzo 2017. Nel 2018 sono state piantate 4200 barbatelle di moscato bianco e giallo e 2000 innesti di marze di vecchie varietà autoctone – Turchetta, Recantina, Pataresca, Corbinona – recuperate da vigneti dei colli Euganei. «Ci siamo convertiti al biologico – spiega Claudio Scala – che consideriamo un punto di partenza, dove la base è rispetto per la terra».
E al Perché sono stati portati il Gargànte, Dilètto e Còntame.
Come ha spiegato lo stesso Claudio Scala parlando dei tre prodotti, la prima vendemmia della Garganega è stata fatta nell’agosto 2016 e ha portato alla vinificazione di tre differenti partite d’uva a progressivo stato di maturazione. Le prime sono state mostate per una base spumante che è andata a comporre il rifermentato in bottiglia sui soli lieviti indigeni, pertanto è stata scelta una vendemmia anticipata per ottenere la freschezza che caratterizza il nostro “sur lie”. Fatti salvi travasi in luna calante per la pulizia del vino e per limitare fenomeni di riduzione, nessun ulteriore intervento è stato fatto in cantina fino all’imbottigliamento avvenuto nel marzo 2017. La rifermentazione – e quindi la presa di spuma – è avvenuta in bottiglia dopo aver aggiunto alla base del mosto delle uve appassite. Con la prima annata sono state prodotte 4150 bottiglie. Il nome scelto è Gargànte, dalla radice della Garganega e per allusione ai piaceri della gola: intende essere un vino gioioso e giocoso, ma anche sincero e terreno, sole uve Garganega e niente più.
Il secondo vino in ordine cronologico di produzione è il bianco fermo pensato come quotidiano, un bicchiere di accompagnamento del pasto che più ci aggrada, con attenzione al bere in maniera genuina e moderata. Arrivate in cantina le uve Garganega di seconda vendemmia vengono pigiate a 0,8 bar, il mosto fermenta spontaneamente e rimane in vasca di cemento vetrificato fino al suo imbottigliamento nel maggio 2017. Rimane a riposo in bottiglia per almeno sei mesi prima della commercializzazione. Con la prima annata sono uscite 4230 bottiglie.
E nella cena al Perché, presentata dai giornalisti de Il Mattino di Padova Renato Malaman e Stefano Edel, il Gargànte è stato accompagnato all’aperitivo di benvenuto, con la pizza Gourmet, con Mortadella e Casatella.
Il Dilètto (questo il nome del nostro secondo vino) nasce da una prova effettuata in cantina da sola uva Garganega, con quantità minime di solforosa per proteggerlo e preservare la sua nota salina, così atipica per la nostra zona. Al Perché è stato abbinato al primo piatto, un Risotto Carnaroli di Grumolo della Abbadesse con salsiccia e dadolata di zucca.
Il Cóntame (in dialetto veneto significa ‘raccontami’), è il vino più meditativo, riflessivo, ma allo stesso tempo ciarliero. Vuole raccontarsi ma soprattutto invitare alle chiacchiere, sincere come il vino che le accompagna. È un vino macerato sulle bucce – con la tipica colorazione ambrata dei cosiddetti vini Orange – ora ancora in vasca, ove rimarrà almeno fino a febbraio 2017 e poi in bottiglia per ulteriori sei mesi. Nella serata trevigiana si è potuto degustare a fianco dei Bocconcini di coniglio in oliocottura ai chiodini servito con purè di patate.
Il futuro dell’azienda Nevio Scala sarà una nuova cantina, progettata dall’altro figlio, Sasha, di professione architetto, dove sarà un luogo sempre più a fianco dell’agricoltura sostenibile.

ALBA VITAE 2018: LA MAGNUM DI ZÝMĒ CHE FA DEL BENE

Da lunedì 22 ottobre Ais Veneto mette in vendita 300 esclusive bottiglie di Kairos 2015. Il ricavato sarà devoluto in beneficienza all’associazione Abeo Onlus Verona Il vino come frutto della cura dell’uomo e come atto di solidarietà: Ais Veneto presenta l’ottava edizione di Alba Vitae, il vino in tiratura limitata con cui ogni anno sostiene un progetto sociale a favore della vita.

Quest’anno il vino selezionato per l’esclusiva bottiglia in formato magnum è il Kairos 2015 dell’azienda Zýmē: in vendita da lunedì 22 ottobre, aiuterà a sostenere l’associazione Abeo onlus Verona, che si occupa dei bambini emopatici oncologici. Kairos nasce nella cantina Zýmē di Celestino Gaspari a San Pietro in Cariano (Verona), che coltiva le sue uve secondo pratiche agronomiche ecosostenibili, nel rispetto dell’equilibrio dell’ambiente e della natura. Il vino è creato dall’unione  di ben quindici uve, provenienti da quattro vitigni bianchi e undici rossi. «Kairos – spiega il presidente di Ais Veneto Marco Aldegheri – è la rappresentazione dell’armonia che più uve, totalmente differenti, trovano nel vino. È anche un perfetto esempio di unione di intenti, che accomuna Abeo onlus Verona e Ais Veneto, due realtà in cui tante persone diverse condividono un ideale comune. Il progetto Alba Vitae ci permette di dare una speranza e un aiuto concreto a un’associazione meritevole come Abeo. Siamo fiduciosi che anche quest’anno saranno in tanti ad acquistare le nostre magnum, portando a casa una preziosa bottiglia da conservare in cantina o regalare alle persone più care, con la certezza che il ricavato sosterrà un progetto meritorio». Abeo onlus Verona, che raccoglie fondi e organizza attività di sostegno per il Reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale Donna Bambino di Borgo Trento a Verona. Si sta ora impegnando nel progetto di ristrutturazione di Villa Fantelli. Qui troveranno spazio aree a misura di bambino, ma anche mini-appartamenti dedicati alle famiglie dei piccoli pazienti. L’esclusiva versione sarà in vendita a partire da lunedì 22 ottobre fino a fine gennaio. Sarà possibile acquistare Alba Vitae al costo simbolico di 70 euro tramite la pagina internet di Ais Veneto (www.aisveneto.it) e il canale e-commerce Spaghetti & Mandolino.

A SCUOLA DI VINI NATURALI CON METERI

Meteri fa scuola di vini naturali. La nuova divisione dell’azienda dedicata alla formazione presenta il primo corso per professionisti della ristorazione, in partenza il 15 ottobre 2018 all’auditorio di via Banchina dell’Azoto a Marghera (Venezia). Il percorso formativo durerà per quattro lunedì, dalle 9.30 alle 18.30, e sarà interamente dedicato ai vini di terroir, raccontati da tre docenti d’eccezione: Matteo Bressan, sommelier del ristorante La Peca (Lonigo), Andrea Lorenzon, titolare del ristorante Covino (Venezia), e Paolo Vizzari, critico e narratore enogastronomico. Durante i corsi di Meteri, rivolti al personale delle aziende di ristorazione, gli insegnanti e il personale di servizio alterneranno momenti di formazione tecnica e pratica, con tasting e simulazioni. Una delle quattro giornate sarà inoltre dedicata alla visita ad un’azienda vitivinicola. In degustazione ci saranno sessanta vini, tutti scelti da Meteri, che da anni si occupa della selezione e distribuzione dei migliori vini di terroir. “La cucina contemporanea e i suoi clienti – spiega Raffaele Bonivento, ideatore di Meteri – sono curiosi, ricercano originalità; la risposta sono vini buoni, espressivi e con una forte identità, come quelli fermentati naturalmente. Vini che il personale di sala deve essere adeguatamente preparato a presentare e offrire. Non esistono programmi formativi rivolti agli operatori di settore e focalizzati sulle etichette naturali, per questo abbiamo deciso di creare una nuova divisione aziendale dedicata alla formazione, che si occuperà della creazione e della gestione dei corsi. Quello che partirà in ottobre sarà il primo di una serie numerosa: stiamo già lavorando ad altri corsi per i prossimi mesi, tutti contraddistinti da lezioni non didascaliche, ma giocose e dinamiche, in pieno stile Meteri”. La quota di iscrizione al corso, 963,80 euro iva compresa, comprende trentadue ore di insegnamento, il materiale tecnico con dispense e video delle lezioni, sessanta vini in assaggio, pranzi e coffee break, il servizio navetta dalla stazione ferroviaria di Mestre e una visita didattica in cantina. Maggiori informazioni sul sito www.meteri.it, tramite email info@meteri.it o al numero 324 6803134.

VENDEMMIA PER SAMMY BASSO DOMENICA ALLA CANTINA LE MANZANE

Vivere una giornata da veri vignaioli. Domenica 9 settembre, dalle 9 alle 16, tornerà la vendemmia solidale alla cantina Le Manzane, la grande festa della raccolta dell’uva organizzata per il settimo anno consecutivo dalla tenuta di San Pietro di Feletto (Treviso). Il ricavato della manifestazione sarà devoluto all’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso onlus. L’evento prevede degustazioni, merenda in “caneva”, momenti di intrattenimento e visite in cantina.
La vendemmia solidale ospiterà per la prima volta l’invasione pacifica del lungo e colorato serpentone dei ciclisti della Prosecco Cycling. In cantina sarà allestito un ristoro speciale a base di Prosecco e scampi che lancerà la scalata al Muro di Ca’ del Poggio. Una tappa due volte “buona”, visto che la Prosecco Cycling devolverà un euro per ogni partecipante alla onlus di Sammy Basso.
In un luogo magico come le colline del Prosecco Superiore, la raccolta dell’uva è̀ il momento in cui le fatiche di un anno trascorso tra le colline si trasformano in nettare. Ma non solo perché alla cantina Le Manzane, ogni fine estate, la vendemmia diventa una grande festa aperta a tutti per una buona causa: i fondi raccolti domenica, insieme alla vendita delle bottiglie a Natale, serviranno a finanziare la ricerca sulla sindrome da invecchiamento precoce, la malattia genetica rarissima che ha colpito Sammy.
A 22 anni Sammy Basso è il più longevo al mondo tra i malati di progeria. Vive con la sua famiglia a Tezze sul Brenta, un piccolo comune in provincia di Vicenza. La progeria o Sindrome di Hutchinson-Gilford, il cui nome deriva dal greco e significa “prematuramente vecchio”, è caratterizzata dalla comparsa di un invecchiamento precoce nei bambini. Secondo le stime i casi sono solo 150 in tutto il mondo. Per promuovere la ricerca sulla sua malattia, nell’ottobre del 2005, Sammy ha fondato l’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso onlus (A.I.Pro.Sa.B.). Il 17 luglio di quest’anno si è laureato con 110 e lode in Scienze Naturali all’Università degli Studi di Padova presentando una tesi su una nuova terapia messa a punto fra Spagna e Italia per rallentare il decorso della malattia.

ROSSO 14 JESOLO, CAMBIA FACCIA, CAMBIA FILOSOFIA

Ivan Rorato

C’è una nuova situazione nel cuore di Jesolo Lido, a due passi da piazza Drago. È stato mantenuto il nome, Rosso 14, sono cambiati i proprietari e la filosofia. Da inizio estate il locale, diretto da Sonia Miatton con in cucina lo chef Ivan Rorato, punta sul territorio, a degli abbinamenti creativi con piatti equilibrati e prodotti stagionali. Si propone di tenere aperto tutto l’anno, a parte il normale periodo di ferie previsto, comunque, per l’inverno, per essere un punto di riferimento non solo per i turisti ma anche per gli jesolani, chi viene sul posto per lavoro e chi abita attorno tra Veneziano e Trevigiano. Un posto, per una sessantina di coperti, ideale per trascorrere un pranzo di lavoro o una serata in compagnia a due passi dal mare. Anche gli arredi sono curati nei particolari, con la possibilità di mangiare all’aperto nel plateatico attorno durante la bella stagione. Un ambiente dove cucina, vino, birra, trovano il giusto equilibrio, dove si incontrano i gusti del mare e della laguna. Il menu propone piatti per tutti i gusti, dal pesce alla carne, ben presentati e, perché no, pure abbondanti. Una cucina capace di stupire per concretezza e creatività, in un piacevole viaggio tra le stagioni e i prodotti territoriali. Un luogo, dove dall’antipasto al dolce tutto è stato studiato e preparato per offrire un’esperienza gastronomica unica. Essendo stato aperto all’inizio del pieno della stagione estiva, una vera e propria inaugurazione non è stata fatta; per questo dal locale stanno pensando a tre serate, venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 settembre per intrattenere i clienti e gli ospiti.

ASIAGO: DA VENERDÌ 7 A DOMENICA 9 SETTEMBRE TORNA MADE IN MALGA

La fine dell’estate coincide con Made in Malga. Anche in questo 2018, Asiago (Vicenza) ospiterà da venerdì 7 a domenica 9 settembre la mostra mercato dove protagonisti saranno ancora una volta i formaggi e i prodotti della montagna protagonisti con degustazioni, laboratori, escursioni e incontri nelle attività commerciali del centro cittadino. Inoltre ogni negozio, boutique, bar, wine bar e ristorante del Circuito Made in Malga ospiterà un produttore con le sue specialità. L’iniziativa è organizzata dal Guru del Gusto di Campodasergo (Padova) e dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago con la collaborazione delle Comunità dell’Altopiano.
Previsti decine tra laboratori e degustazioni, alcuni dei quali saranno a pagamento dai 10 ai 20 euro. Si parlerà dei migliori Riesling della Germania e, in particolare, quelle delle zone più fresche della Mosel-Saar-Ruwer (Mosella). Poi spazio ai formaggi e ai vini della Valtellina e si assaggeranno anche il verticale di Parmigiano Reggiano e bollicine d’alta quota, tipo gli spumanti metodo classico. Un altro appuntamento servirà a scoprire i tesori enologici “all’ombra della Cordigliera delle Ande. Il Sud America ha un grande potenziale produttivo. Grazie al clima e a un suolo favorevole alla coltivazione si ottengono vini di pregio esportati in tutto il mondo. I vitigni più rappresentativi sono il Malbec, Tannat e il Carmenère. Si producono anche varietà internazionali: Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay. Altro verticale del Parmigiano Reggiano abbinato a una selezione di Vermouth e un itinerario tra cantine centenarie e sapori unici di una Spagna che sorprende. A nord con vini eleganti e sapidi della Galizia. A sud-est con il Priorato dove si producono vini concentrati, intensi e pieni, con caldi accenti di frutta e note minerali di ardesia. Infine un “Tour de France” per conoscere vini e formaggi prodotti ad alta quota. Al termine una degustazione una selezione di vini dello Jura, Alta Savoia e Côtes du Rhône. Per informazioni, inviare una e mail all’indirizzo segreteria@gurudelgusto.it.
In occasione di Made in Malga la Città di Asiago ospiterà la quarta edizione del “Mountain Wine Festival”, il Salone del Vino di Montagna dove il pubblico avrà la possibilità di conoscere e degustare più di 200 vini italiani ed esteri ottenuti da vigneti coltivati in zone montane, in condizioni estreme o in forte pendenza. I banchi d’assaggio, come la scorsa edizione, saranno posizionati negli spazi verdi e fioriti dei Giardini di piazza Carli. Presenti vini d’alta quota prodotti in Italia, Austria, Spagna, Francia, Germania, Georgia, Libano, Slovenia, Uruguay e Argentina. La manifestazione avrà in calendario anche laboratori con approfondimenti e degustazioni guidati da esperti.
Questi gli orari dei banchi d’assaggio e della vendita: venerdì dalle 10.30 alle 19, sabato dalle 9.30 alle 19 e domenica dalle 10 alle 19. Ingresso libero.
In piazza Carli ci sarà l’osteria di montagna (aperta venerdì e sabato dalle 10.30 alle 23 e domenica dalle 10.30 alle 19) con alcune proposte molto accattivanti, dai piatti tipici della montagna, alle birre artigianali all’immancabile formaggio.

CALABRIA, UNA TERRA DA SCOPRIRE E DA AMARE. A FICO BOLOGNA, UN FINE SETTIMANA CON L’ECCELLENZA TERRITORIALE

Carmelo Fabbricatore e alla sua sinistra Federico Quaranta

Una regione poco conosciuta, frequentata sì dal grande turismo ma non abbastanza rispetto ad altre zone del Sud Italia. Ma la Calabria vuole dare una svolta, vuole mostrarsi in tutto il suo splendore, complice i prodotti della sua ricca terra, che portano in tavola prelibatezze e tante possibilità per divertirsi cucinando. La Regione Calabria attraverso il progetto “L’evoluzione della tradizione” ha organizzato un fine settimana, sabato e domenica, a Fico Eataly World di Bologna presentando peperoncino, cedro, fico dottato, patata della Sila, caciocavallo siano, vino e olio dell’Alto Crotonese, pecorino Crotonese, nduja, cipolla rossa, bergamotto, tutti rigorosamente Dop, Doc e Igp.
L’intervento mirava, attraverso il coinvolgimento degli operatori calabresi, ossia produttori, associazioni di categoria, consorzi di tutela, a raccogliere il consenso dei compratori e consumatori italiani e stranieri e rendere concrete le opportunità che possono scaturire dall’introdurre innovazioni quando si producono, trasformano e commercializzano i frutti della terra. È stata anche l’occasione per discutere e affrontare il tema del rilancio di questa regione, che non vuole restare fuori dal giro enogastronomico della penisola.
L’iniziativa è stata curata dall’Accademia Nazionale del Peperoncino con il Re del Peperoncino, Gianni Pellegrino. Presentatore e testimonial d’eccezione dei cooking show e delle degustazioni è stato il conduttore televisivo e radiofonico Federico Quaranta, che ha spiegato alcuni segreti della cucina calabra, accompagnando la realizzazione dei piatti dello chef Carmelo Fabbricatore, presidente provinciale dell’associazione regionale Cuochi. Così ai presenti sono state proposte quattro situazioni, due il sabato (a pranzo e prima di cena) e altrettanto la domenica. Il primo giorno, sono stati serviti dei Carnaroli di Sibari con caciocavallo podalico, guanciale croccante e fragranza di cedro di Calabria oltre a Caciocavallo piastrato e nduja. Nel pomeriggio è toccato alla degustazione dei prodotti dell’eccellenza enogastronomica calabrese e incontri con testimonial e ospiti. Alle 18 nuovo Cooking Show con Pasta e patate Igp silane con lamelle di pecorino crotonese e polvere di peperoncino e Pecorino crotonese piastrato e polvere di peperoncino Domenica si è partiti con l’assaggio dei prodotti dell’eccellenza enogastronomica calabrese e altri incontri a tema, che hanno accompagnato allo Cooking Show con la Lagana e ceci con olio extravergine Igp al peperoncino calabrese e Caciocavallo piastrato e crema di funghi porcini. Chiusura, prima con la degustazione di altre proposte e lo Cooking Show finale con Fileja con spada di Scilla e nduja di Spilinga e assaggi di Pecorino crotonese e nduja di Spilinga.
Certamente, un fine settimana dove la Calabria ha voluto dare il meglio di sé e ci è riuscita: la strada è stata tracciata.

FESTA DEL BACALÀ A SANDRIGO: UN 2018 RICCO DI NOVITÀ

Da venerdì 21 settembre a lunedì 1 ottobre torna a Sandrigo (Vicenza) per la trentunesima edizione la Festa del Bacalà alla vicentina. Nuovo il posto, in un’area verde vicina a piazza San Filippo e Giacomo, precedente sede diventata ormai troppo piccola per accogliere i numerosi visitatori.
Per supportare al meglio l’organizzazione della festa è stato creato il nuovo sito http://www.festadelbaccala.com dove sarà possibile acquistare direttamente online i biglietti per i due eventi principali della Festa: il Gran Galà del Bacalà e Bacco & Baccalà. L’evento di apertura sarà il Gran Galà del Bacalà, martedì 18 settembre: una cena di gala organizzata in collaborazione con il Gruppo Ristoratori della Confraternita dedicata quest’anno al sessantacinquesimo anniversario di Fondazione della Pro Loco di Sandrigo. 800 posti a disposizione, 30 chef, 50 camerieri, 35 sommelier e 40 cavalieri del Bacalà renderanno la serata indimenticabile.
Domenica 23 settembre tornerà a Villa Mascotto di Ancignano di Sandrigo la quarta edizione di Bacco & Baccalà, il banco d’assaggio organizzato in collaborazione con Ais Veneto con la partecipazione di oltre 50 cantine con più di 150 etichette in degustazione, anche straniere e da quest’anno con un angolo dedicato alle birre artigianali. Degustazione illimitata e tre proposte culinarie da assaggiare incluse nel biglietto d’ingresso: la pizza al Bacalà, il Bacalà mantecato e il Bacalà alla Vicentina con la polenta.
Domenica 30 settembre l’appuntamento sarà per la cerimonia di investitura dei nuovi confratelli della Venerabile Confraternità del Bacalà, che il Priore Galliano Rosset benedirà con un grande stoccafisso, alla presenza di una delegazione di abitanti dell’isola di Rost, gemellata con il comune di Sandrigo.
Gli stand gastronomici saranno attivi da venerdì 21 a domenica 23 e poi da giovedì 28 a lunedì 1 ottobre. Accanto al classico Bacalà alla Vicentina, preparato anche in versione gluten free, si potranno gustare molti altri piatti. Dal filetto di merluzzo panato servito con patatine per i bambini, al bacalà mantecato su crostini croccanti, alle perle di stoccafisso. Non mancheranno i classici primi conditi con il bacalà: bigoli, gnocchi, risotto e, da quest’anno, anche i gargati. Riconfermata anche la Lofoten Fisk Suppe, la tradizionale zuppa delle Isole Lofoten, preparata con verdure, salmone e merluzzo norvegese. Per preparare tutti i piatti viene utilizzato solo stoccafisso proveniente esclusivamente dalle Isole Lofoten, essiccato naturalmente all’aria nelle rastrelliere, che riesce a conservare e mantenere intatte le sue proprietà nutrizionali: potassio, sodio, calcio, fosforo e Omega 3, povero di grassi e calorie.
Accanto al tradizionale abbinamento con i vini vespaiolo, tai rosso e durello, quest’anno sarà possibile gustare durante i dieci giorni di festa anche due birre artigianali, Brezza e Mistica, create appositamente per la Festa del Bacalà dal Birrificio Campo Biondo di Terrassa Padovana. Sempre online sul sito http://www.festadelbaccala.com sarà possibile da quest’anno prenotare i pacchetti turistici ideati appositamente per godersi al meglio la Festa del Bacalà alla vicentina. La proposta formulata per due persone prevede, al costo di 210 euro una notte in camera matrimoniale in hotel o bed and breakfast convenzionati, la cena del sabato sera in un ristorante scelto dalla Venerabile Confraternita del Bacalà, pranzo per due sotto i chioschi della Festa la domenica, un piccolo tour con guida naturalistica alla scoperta dei luoghi più caratteristici della zona e un piccolo omaggio a ricordo dell’esperienza.
Tutte le informazioni e il programma completo della Festa sul sito http://www.festadelbaccala.com.

ELEONORA ANDRIOLO, QUANDO LA CUCINA DI TRADIZIONE VA A BRACCETTO CON LE TERRE LONTANE

Lo staff di Acchiappagusto con Eleonora Andriolo (in primo piano a sinistra)

La sua cucina rispecchia il suo modo di essere: caparbia, determinata, tenace, coraggiosa e vivace. Un amore totalizzante quello di Eleonora Andriolo, iniziato più di dieci anni fa, quando, dopo aver messo definitivamente nel cassetto il diploma di ragioneria, si è dedicata alla realizzazione del suo sogno: diventare cuoca. Lei è giovane, 27 anni e ha la consapevolezza delle responsabilità e delle fatiche che dovrà affrontare. «È ciò che ho scelto e oramai è parte di me e della mia vita. Lo so: stare in cucina è faticoso, talvolta logorante. Non mi faccio scoraggiare. Sono determinata, forse un po’ folle, ma attraverso i miei piatti riesco a raccontare ciò che mi circonda: è un atto con cui dono una parte di me stessa agli altri» spiega la giovane chef seduta a uno dei tavoli della terrazza del suo ristorante Acchiappagusto Emozioni dei Sapori in via Santa Giustina 9 ad Arcugnano, nel cuore dei Colli Berici, nel Vicentino. Il ristorante è stato avviato assieme al padre Flavio quattro anni fa e, dal 2018, è guidato in maniera indipendente da Eleonora assieme a una squadra tutta al femminile: in sala ci sono la sorella Sofia, Marta Sofia, la compagna del padre Flavio. Trenta posti a sedere e una bellissima terrazza panoramica che si affaccia sui Colli Berici. «Non serviamo più di trenta persone a servizio» continua Eleonora.
Nel 2015, ha frequentato numerosi corsi di alta cucina, per poi, nel 2016, impegnarsi in uno stage prolungato al ristorante stellato Esplanade di Desenzano del Garda (Brescia) dove ha affiancato lo chef Massimo Fezzardi in cucina. Il 2018 è stato dedicato alla pasticceria e decide d’affinare le sue conoscenze frequentando un corso di alta pasticceria con la pluripremiata chef pâtissière Cècile Farkas Moritel. La passione per questo mestiere è nata molti anni fa nella cucina di nonna Elvi, dove Eleonora, allora bambina, trascorreva lunghi pomeriggi mentre mamma e papà erano al lavoro. È stato poi il padre, Flavio Andriolo, 55 anni, imprenditore orafo e di seguito ristoratore a trasmettere a Eleonora la dedizione per la cucina. La giovane cuoca ha affiancato il padre per lungo tempo nel ristorante di famiglia, l’Antica Osteria Ca’ D’Oro, nel cuore di Vicenza. Ha seguito passo dopo passo l’attività di ristorazione, iniziando con il servizio in sala. Dal cuore industriale del Veneto, l’attività della famiglia Andriolo si spostò in Austria per una breve esperienza con un piccolo ristorante a Villach. Poi, la scelta di tornare nei luoghi d’origine e, da qui, la ricerca di uno spazio adatto per creare l’Acchiappagusto Emozioni dei Sapori. La cucina di Eleonora Andriolo è attenta alla tradizione veneta, vicentina e veneziana ma ha anche il sapore di terre lontane, luoghi scelti come meta nei suoi viaggi di formazione. Dai suoi viaggi sono nati piatti come La mia Marrakech, risotto alla barbabietola con tartufo, carcadè e crema di Vezzena e Orchidea framboise, una torta monoporzione a base di mousse di vaniglia del Madagascar e lamponi, o ancora la Battuta di scampi di Manfredonia al lime con granita di bergamotto e prosecco. Nel rispetto della territorialità Eleonora Andriolo presta molta attenzione all’origine della materia prima, preferendo servirsi da piccoli artigiani del gusto presenti nel territorio circostante: la verdura, l’insalata e la valeriana da Ivano Scalco che ha dieci serre a Gambugliano, il miele per accompagnare i formaggi e guarnire i dolci è Oromel, prodotto a pochi metri dal ristorante ad Arcugnano. Le trote sono pescate al Lago di Fimon a pochi chilometri di distanza. Tra le 140 etichette della carta dei vini spiccano le selezioni italiane e un posto di riguardo è riservato alle etichette della Strada dei Vini dei Colli Berici. Non mancano incursioni extraterritoriali, come il pesce dall’Adriatico, dalla Sardegna oppure dalla vicina Chioggia. E, da non dimenticare, Eleonora ha anche un orto di proprietà sotto il ristorante e a portata di mano ci sono gli odori dell’orto.

L’Orchidea Framboise

INCANTATI DAL GUSTO DELLA MACROREGIONE PIÙ BELLA AL MONDO

Una kermesse che ogni anno sorprende con personaggi del mondo del cibo e del vino, con chef, piatti, vini e prodotti che raccontano un territorio unico. Così è andato l’ottavo meeting enogastronomico di alta cucina di Club Magnar Ben Best Gourmert a Jesolo a Terrazza Mare Marcandole (Venezia), un luogo incantevole rilanciato alla grande dalle famiglie Rorato e Bardella, attraversato dal Sile, accarezzato dall’Adriatico, illuminato dal faro.

Maurizio Potocnik, fondatore della Guida Magnar Ben Best Gourmet ha guidato la manifestazione con amorevole ritmo tra le parole e i racconti di personaggi come Mateja Gravner figlia di Josko padre dei vini naturali, l’effervescenza con stile del 91 enne “pioniere” dei vini friulani Marco Felluga, e ancora tanti eccellenti premiati accorsi da Trento, da Brescia, dalla Slovenia, dalla Croazia, dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia. Per Maurizio Potocnik «mettere assieme tanta bontà e cultura del territorio è una grande sfida, ma ne vale la pena, vale la pena promuovere questa macroregione che ha tanto da raccontare in fatto di cultura, turismo, arte, paesaggio, cucina e agricoltura, io non riesco proprio a trovare dei territori che possano competere con questo nel mondo».

Dopo la cerimonia degli Awards Best of Alpe Adria che ha visto sfilare 15 campioni come Gravner (Gravner), Marco Felluga (Russiz Superiore), Tino Vettorello (Tre Panoce), Leandro Luppi (Vecchia Malcesine), Carlo Nappo (Podere dell’Angelo), Tadej Gasparin (Pikol), Michele Vallotti (Trattoria La Madia), Gabriele Gallieni (Re della Busa-Hotel Palace), Fabiana Mihajlovic (Konoba Buscina), Ivan e Sandro Uanetto (Trattoria Da Nando), Stefano Miozzo (Al Borgo 1964) , Claudio e Lorenzo Roncaccioli (FuoriModena), Flavia Kavcic (Pri Lojzetu – Villa Zemono), Mario Suban (Antica Trattoria da Suban), l’evento è proseguito con il ricco Buffet curato da Marcandole con la degustazione del Prosecco Superiore di Astoria, Partner dell’evento assieme a Aja (Associazione Jesolana Albergatori) e Bianco Treviso Concessionaria Lexus.

Alle 21 ancora emozioni con una “grande classica” di Club Magnar Ben Editore: La Gran Cena di Gala 2018”, quest’anno dedicata al mondo femminile in cucina e in tavola, un percorso raffinato e gustoso tra mare, orti e terra partito con il “Bellini in the sunset” realizzato con il succo di pesca bio di Marisa Saggio (Zolla14 Organic Farm Project) e il Casa Vittorino – Prosecco Docg Superiore Rive di Refrontolo Docg Millesimato Brut (Astoria Wines) promosso dalla bella e giovane Giorgia Polegato, a seguire la giovanissima chef Valeria Pierfederici di Terrazza Mare Marcandole con ricciola-anguria-lampone e salse bio di Erica Fontana (Fontana Bio), piatto abbinato elegantemente al Metodo Classico Trè Volti Brut di Angela Maculan (Maculan).

Sorprende per gusto e morbidezza il tradizionale guazzetto dell’osteria realizzato dall’osteria Arcadia con Arcadia e Pamela e le cozze Dop di Scardovari (speciali), con crostone di pane di casa all’olio istriano Trasparenza Marina Mate di Aleksandra Vekic, (da una sponda all’altra dell’alto Adriatico), piatto abbinato con successo al Metodo Classico Rosè de Noirs Dosage Zero Millesimo 2014 rappresentato da Elisabetta Puiatti (Villa Parens).

Ancora emozioni a tavola con la chef padovana Silvia Moro del Ristorante Aldo Moro di Montagnana che ha presentato il “raviolo inverso”, intenso e raffinato e rifinito con 21 erbette abbinato superbamente al Rosa Bruna Rosato di Raboso Spumante Metodo Classico di Cecchetto rappresentato da Cristina Garetto.

Gabriella Cottali e Sara Devetak della storica Locanda Devetak hanno ben rappresentato il territorio del Carso italiano ai confini con la Slovenia con il petto di faraona e il lardo profumato con le erbe coltivate nell’orto di casadalla figlia Sara, abbinato al Friulano Amandum 2016 di Dai Moras rappresentato da Elisabetta Lupi.

Hanno chiuso la serata tra sorprese, dolcezze e bellezza la “padrona di casa ”Roberta Rorato con il “pink dessert” servito piacevolmente con uno rinfrescante short drink, il “Casta Rosa” delle Distillerie Castagner rappresentato da Giulia Castagner, un prodotto innovativo che promuove la grappa per il settore mixology.

BOX CAFFÈ A PADOVA: LA CUCINA GIOVANE CHE AMA I CLASSICI

Un’idea di cucina semplice con alla base grande materia che ripropone i classici della tradizione italiana. È questa l’idea di cucina di Marco Benetezzo, una solida formazione alle spalle con esperienze in diversi ristoranti stellati della penisola, mente e artefice del terzetto di locali simbolo della giovane ristorazione padovana: Box Caffè in Prato, Box Pizza e Box Caffè in Galleria. Tre realtà diverse, ma che hanno come unico obiettivo quello di proporsi come locali dove trovare cibo di qualità, sano e goloso, e dove bere bene, in un ambiente elegante e con uno stile ricercato, ma informale.

Box Caffè, sorto dove negli anni venti c’era un’autorimessa per auto, si trova a Prato della Valle nel cuore di Padova, in una delle piazze più belle d’Italia. È il primo dei tre locali a essere stato aperto, un bistrot dall’arredo semplice ma al contempo originale, con pareti in mattoni, bancone di legno e luci soffuse. In poco tempo si è affermato come luogo di riferimento per chi ama la buona cucina e apprezza la spontaneità di questa formula. “Quando abbiamo aperto questo primo locale – dichiara Marco Benetazzo – volevamo proporre qualcosa di diverso dal solito locale per giovani. Volevamo che al centro della nostra cucina ci fossero i grandi classici della gastronomia italiana, anzi dell’alta cucina. Il mio modello e riferimento in questo è stato sicuramente Da Vittorio a Brusaporto: una cucina semplice ma perfetta, realizzata con grandi materie”.

Nel menu di Box Caffè si trovano i piatti della cucina tradizionale della Penisola reinventati mantenendo l’equilibrio tra semplicità e ricerca dal giovane chef Riccardo Maffini, un passato alle Calandre oltre che al Gabbani di Lugano, con materie prime d’eccellenza e un’esecuzione ai massimi livelli. La Carbonara-Box, la Tartare di manzo, l’Hamburger gourmet con carne piemontese, il Tiramisù preparato con caffè espresso. E poi lo gnocco fritto servito con crudo e burrata, l’Orecchio di elefante o i freschissimi crudi di pesce. Questi alcuni esempi dei piatti realizzati dalla cucina.

La cantina conta oltre 500 etichette selezionate da Marco, spesso introvabili, con predilezione per la Francia, Champagne e Borgogna soprattutto, ma anche un’ampia scelta di vini naturali. Sempre varia la proposta al calice, con etichette che sorprendono ma che garantiscono sempre il miglior rapporto qualità-prezzo.

15 CAMPIONI DEL GUSTO E 15 DONNE TRA CUCINA E TAVOLA PER LA MACROREGIONE EUROPEA DELL’ALPE ADRIA

Giovedì 21 giugno a Jesolo al Terrazza Mare dalle 17.30 alle 24 saranno di scena il meglio in fatto di cucina, vini e prodotti della macroregione europea dell’Alpe Adria che si estende tra l’Italia nord-nord est, l’Austria, la Slovenia la regione istriana della Croazia. Lo staff giornalistico, guidato dall’editore Maurizio Potocnik al completo con ben sedici giornalisti ed esperti collaboratori, darà via alla cerimonia di consegna degli Awards Best of Alpe Adria 2018 della Guida Magnar Ben Best Gourmet, arrivata alla ventiduesima edizione. Sono quindici i campioni del gusto del 2018 tra ristoranti di cucina creativa, tradizionale, di hotel, trattorie, konobe, carte vini al ristorante, aziende vinicole, vini d’annata e produttori di nicchia nel settore del food e dell’agricoltura, compreso un award dedicato alla miglior “sala di ristorante”, ritenuta importantissima per la qualità globale di un pranzo o una cena.

L’evento, unico nel suo genere, sia per la formidabile location jesolana fronte faro (ora rilanciata alla grande del team delle famiglie Bardella/Rorato), sia per gli altissimi contenuti cultural-territoriali e per la visione dei valori enogastronomici di un territorio unico al mondo, rappresenta un percorso di ricerca che dura da ventidue anni, rivolto alla promozione della qualità a tavola partendo dall’agricoltura per arrivare all’ospitalità. Dopo la cerimonia delle premiazioni e il brindisi/buffet con i vincitori, l’evento proseguirà con la Gran Cena di Gala dell’Alpe Adria, da sempre tra le cene/evento più innovative in questo territorio che quest’anno prevede la spettacolare partecipazione di più di quindici donne tra cucina, vini e prodotti.

The Pink Night inizierà al calar del sol, quando il cielo sopra la laguna si tingerà di rosa, un emozionante percorso tra Adriatico, orti, vigneti e monti dove più di quindici donne saranno protagoniste indiscusse del gusto, incominciando dal “Bellini in the sunset” con il succo di pesca bio di Marisa Saggio di Zolla 14 Organic Farm Project e il Casa Vittorino – Prosecco Docg Superiore Rive di Refrontolo Docg Millesimato Brut di Astoria con Giorgia Polegato, a seguire la giovanissima chef Valeria Pierfederici di Terrazza Mare Marcandole con un piatto abbinato alle composte bio di Erica Fontana di Fontana Bio e al Metodo Classico Trè Volti Brut di Angela Maculan cantina Maculan. Sarà poi il turno poi di una famosa trattoria del delta Po, l’osteria Arcadia con Arcadia e Pamela e le cozze Dop di Scardovari abbinate all’olio istriano Trasparenza Marina Mate di Aleksandra Vekic e al Metodo Classico Rosè de Noirs Dosage Zero Millesimo 2014 di Elisabetta Puiatti della maison Villa Parens.

Ancora emozioni a tavola con la chef padovana Silvia Moro del Ristorante Aldo Moro di Montagnana abbinata a Cristina Garetto e il suo Rosa Bruna Rosato di Raboso Spumante Metodo Classico di Cecchetto Giorgio. Sarà poi il turno di Gabriella Cottali e Sara Devetak della storica Locanda Devetak che rappresenteranno il cortile e l’orto del Carso abbinate a Elisabetta Lupi e il Friulano Amandum 2016 di Dai Moras. Chiuderanno la serata tra sorprese, dolcezze e bellezza la “padrona di casa” Roberta Rorato con il “pink dessert” abbinato al “Casta Rosa” di Giulia Castagner delle Distillerie Castagner.

L’evento esclusivo, realizzato da Club Magnar Ben Editore in collaborazione con Terrazza Mare Marcandole, Aja-Associazione Jesolana Albergatori, Bianco-Concessionaria Lexus e Astoria Vini, vedrà la prima parte con cerimonia dei premi e buffet aperta al pubblico, mentre The Pink Night – Gran Cena di Gala dell’Alpe Adria è solo su invito.

RISTORANTE VILLA SELVATICO, UN’ESPERIENZA TRA STORIA E CUCINA RAFFINATA

Staff Villa Selvatico

Nella fertile e operosa pianura veneta, la bella cittadina di Roncade sorge a pochi chilometri da Treviso e dista una trentina di chilometri da Venezia, in un’area importante dal punto di vista storico artistico. È in queste terre che si possono ammirare splendide ville storiche che si sono sviluppate tra i secoli XV e XIX e che hanno conosciuto il massimo fulgore nel cinquecento grazie all’architetto Palladio che ha ideato un modello di villa ispirata ai canoni della classicità latina, e che oggi sono patrimonio dell’Unesco. Anche Roncade vanta una notevole presenza di storici edifici, tra cui primeggia la celebre Villa Giustinian, meglio nota come Castello di Roncade, di epoca rinascimentale pre palladiana, cinta da mura che richiamano i fortilizi medievali, e che oggi è dedita alla produzione di vino. È in questo contesto ricco di bellezze naturalistiche e storiche che s’inscrive anche Villa Selvatico, sull’asse viario strategico che collega Treviso al mare e a Venezia, una bella villa di inizio novecento circondata da un grande parco. Due edifici nascosti tra alberi secolari, uno ad accogliere sei camere per un piacevole pernottamento immersi in un’atmosfera di quiete e charme, e l’altra struttura completamente dedicata al ristorante su due piani. Le tre salette – una al piano terra, protetta dai Beni Culturali, e due al primo piano – sono piccoli scrigni di liberty veneto, con tavoli tondi ben distanziati, incorniciati tra gli stucchi veneti dai toni pastello alle pareti e affreschi originali sul soffitto, lampadari di vetro di Murano, con qualche pennellata di contemporaneità data dalle comode poltroncine di design della Calligaris e, specie al piano terra, da tele dell’artista trevigiano Rijo, con i suoi divertenti e colorati animali. L’ampio parco esterno in estate è il naturale prolungamento del ristorante, con vari spazi che possono essere adibiti a eventi privati, e dispone anche di un grande giardino d’inverno con riscaldamento a pavimento, luminoso e ideale per feste in tutte le stagioni. Una vera oasi nell’arte e nella natura a donare un momento di benessere, deliziati dall’originalissima cucina di chef Alessandro Rossi.

Classe 1991, Alessandro Rossi è uno chef che, nonostante la giovane età, può già vantare una carriera di successo. Dopo gli studi all’alberghiero di Chianciano Terme (Siena), compie importanti esperienze professionali a Firenze con Filippo Germasi, con Dal Degan, e con Stefano Ciavatti di Da Fino. All’inizio del 2015 torna a Firenze, alla Leggenda dei Frati, come socio di Filippo Saporito prima a San Giovanni d’Asso e poi nella prestigiosa location di Villa Bardini, nel centro di Firenze. Un anno e mezzo fondamentale per la crescita di Alessandro che assimila e si affranca dalla lezione dei suoi maestri costruendo un percorso proprio improntato sulla tradizione, con influenze classiche e forti venature creative, concentrato sulla ricerca di forme e consistenze e materie prime eccelse. Con l’arrivo della prima stella Michelin, a novembre 2016, lo chef si sposta a Pienza per aiutare l’amico ristoratore Maurizio Abbate a dare nuova verve al suo ristorante la Terrazza del Chiostro, con un indirizzo più gourmet, in una cittadina forse ancora poco ricettiva nei confronti di una cucina più alta visti i flussi turistici che ogni anno convogliano milioni di visitatori da tutto il mondo, attratti più dall’arte che da una ristorazione di qualità. Il nuovo progetto di Villa Selvatico inizia a svilupparsi già dalla tarda primavera del 2017, e dopo mesi d’intenso studio e ricerca, il 5 dicembre finalmente il ristorante apre le porte a tutti con una proposta culinaria davvero originale, sia a pranzo che a cena. Punto fermo di Alessandro è la sua brigata, sei ragazzi con cui lavora da tempo e che negli anni si è venuta saldando sempre più affiatata e coesa, anche grazie alla preziosa collaborazione con il sous chef Luca Grimaldi, a fianco dello chef dai tempi della Leggenda ei Frati, che vanta un fittissimo curriculum di esperienze anche all’estero, nord Europa e Stati Uniti in primis. Il menu approntato, che coniuga territorio e debordante fantasia, scevra dalle mode, parte da una base toscana che è insita nel dna dello chef, ma che si muove in terra veneta con disinvoltura e curiosità nell’esplorarne tradizioni e materie prime del ricco territorio veneto. Oltre alla Carta, chef Rossi ha approntato tre menu degustazione, uno da cinque portate a 60 euro, uno da sette portate a 75 euro, e il nove portate a 100 euro, tutti con la possibilità di un abbinamento vini ad hoc. L’inizio pasto è un biglietto di presentazione dello chef, che saluta la Toscana con una serie di appetizer tra cui il finto pomodorino ripieno di pappa al pomodoro, un wafer di arachidi con crema di rapa bianca, rapa rossa, kiwi fermentato e polvere di levistico, una spuma di pecorino di Pienza, arancia, lamponi ed erbe spontanee, una cialda di rapa rossa con ravanello marinato e pecorino di Pienza in crema. E c’è ancora tanta Toscana nel cestino del pane, con la lievitazione naturale nei panini al latte, nei grissini, panini all’olio, pane integrale e una focaccia ai sette cereali che arrivano accompagnati all’olio Ceccatelli biologico di Greve in Chianti e lardo di Colonnata lavorato a salsiccia da spalmare.

FESTEGGIARE SAN VALENTINO AI PIEDI DELL’ABBAZIA DI SANT’EUSTACHIO

San Valentino Rosé Giusti

Una cena elegante nella splendida cornice della Country House della cantina Giusti Wine è uno dei modi più romantici per festeggiare il giorno degli innamorati, venerdì 14 febbraio, a due passi dall’Abbazia di Nervesa della Battaglia (Treviso). Country House Abazia sorge su una collina, in una delle location più romantiche da cui godere di una vista mozzafiato sulla pianura trevigiana, i vigneti e i boschi del Montello.

Da qui, si scorge, immersa tra secolari castagni, la suggestiva Abbazia di Sant’Eustachio, che fa parte della tenuta, recentemente restaurata ed elegantemente illuminata anche la notte di San Valentino. Fondata come monastero benedettino nell’anno Mille grazie alla potente famiglia Collalto, l’abbazia divenne a metà del Cinquecento uno dei centri culturali più significativi d’Italia e meta di molti personaggi illustri, tra cui i letterati Pietro Aretino e Monsignor Giovanni Della Casa che qui scrisse il Galateo.

In abbinamento ai raffinati piatti proposti durante la serata, una selezione dei vini più rappresentativi della cantina Giusti Wine, come il delicato e fresco Giusti Rosé Spumante Brut, da uve Pinot Nero e Chardonnay, e l’Asolo Prosecco Superiore Docg (Brut ed Extra Dry) prodotto con le migliori uve Glera dei vigneti della zona del Montello e dei Colli Asolani, espressione autentica di un territorio vocato ai vini di qualità fin dai tempi della Serenissima. Gli altri vini in degustazione saranno il Longheri Pinot Grigio Igt Venezie e l’Antonio Igt Rosso del Veneto.

Il menù della serata sarà Amous bouche di benvenuto (Rosè Spumante Brut), Uovo croccante, bietoline ripassate emulsione al tartufo (Asolo Prosecco superiore Docg Brut), Gnocchetti di ricotta alla cannella con ragù d’anatra e petto affumicato (Longheri Pinot Grigio delle Venezie), Sorbetto di rosa e pompelmo, Stracotto di Manzo all’Antonio Rosso Veneto Igt, pera, rape viola e fondente di patata (Antonio Rosso Veneto Igt), Morbido al cioccolato bianco, pistacchi camomilla e lamponi (Sparkling Extra Dry), acqua caffè. Cena a persona 45 euro.

Per info e prenotazioni (entro il 12 febbraio): Anna, 348-8676589 oppure incoming@giustiwine.com.

ALLE TENUTE LA MONTINA DI MONTICELLI BRUSATI LA FESTA DEGLI INNAMORATI PROFUMA DI FRANCIACORTA

Festeggiare San Valentino in una delle location più romantiche e suggestive della Franciacorta, la storica Tenuta La Montina di Monticelli Brusati (Brescia), circondata dai vigneti: la terra delle più rinomate bollicine italiane è la cornice perfetta per trascorrere col proprio partner momenti indimenticabili. Tre le proposte per innamorati wine lovers e gourmet, pensate perché ciascuna coppia possa trovare il regalo perfetto da farsi.

Si inizia la sera del 14 febbraio con lo Charme Classico di una raffinata Cena gourmet con degustazione di Franciacorta, nei saloni della seicentesca Villa Baiana, elegante dimora d’epoca accanto alla cantina.  Gli chef di Villa Baiana proporranno un ricercato Menù, alle cui portate verrà abbinato il Franciacorta La Montina che meglio si sposa con i sapori e i profumi di ciascuna. A rendere assolutamente romantica l’atmosfera, le luci delle candele e gli splendidi decori fioriti.

La Festa degli innamorati continuerà anche durante il week end, con lo Charme Esperenziale delle visite guidate in cantina con degustazione di Franciacorta. Il 15 e 16 febbraio, per le coppie che volessero regalarsi una visita in cantina alla scoperta di come nasce il più pregiato fra i vini a Metodo Classico italiani, è in programma “Dolcetto e Franciacorta”. Un’esperienza di visita guidata da condividere, alla scoperta dell’affascinante e complesso mondo della cantina. Al termine del tour seguirà la degustazione di due tipi di vino Franciacorta: Extra Brut e Rosé Demi Sec, in abbinamento ad assaggi di salame bresciano e Grana Padano. Chiuderà la degustazione un goloso dolcetto, tutto da condividere. La prenotazione è necessaria e si può effettuare online oppure scrivendo a comunicazione@lamontina.it.

Già da ora, comunque, si potrà predisporre un regalo veramente unico e singolare per il proprio partner, ovvero una bottiglia di Franciacorta personalizzata, da regalare il giorno di San Valentino, oppure da sorseggiare durante la cena del 14 o la visita in cantina dei giorni successivi. È lo Charme su misura per chi volesse regalare gioia, formato bottiglia. Nomi, date, luoghi del cuore saranno incisi a laser sulla bottiglia della tipologia di Franciacorta preferito. Si potranno incidere le bottiglie di Franciacorta RossoNero, Quor e di tutti i grandi formati La Montina (Magnum 1,5L, Jèroboam 3L e Mathusalem 6L). Il tutto, tramite lo shop online de La Montina (www.lamontina.com/negozio) o recandosi all’Enoteca dell’azienda.

 

FORBES INCORONA LA DISTILLERIA CASTAGNER DI VAZZOLA

Roberto Castagner

Il 2020 si apre con un riconoscimento d’eccezione per Roberto Castagner, appassionato mastro distillatore trevigiano che ha saputo innovare il mondo della Grappa.

La Distilleria Castagner di Visnà di Vazzola (Treviso) appare infatti nelle pagine di “100 Eccellenze Italiane 2020” di Forbes Italia, lo speciale realizzato dalla celebre rivista di economia e finanza con il supporto degli specialisti di So Wine So Food. Una giuria molto qualificata che ha identificato le 100 eccellenze del Bel Paese tra vini, distillati, hotel, ristoranti e prodotti food.

Una rigorosa selezione di realtà distribuite su tutto il territorio nazionale, dunque, realizzata da una giuria di “superspecialisti del bello e del buono” sulla base di parametri specifici e di un comune denominatore: l’eccellenza del saper fare, dell’innovare, del rispetto della tradizione, della valorizzazione del territorio.

Temi che da oltre vent’anni la Distilleria Castagner affronta con autentica passione, facendo della distillazione “un affare di famiglia”. Fondata da Roberto Castagner, diplomatosi alla storica scuola enologica Cerletti di Conegliano, oggi il mastro distillatore è affiancato dalle figlie Giulia e Silvia e dal nipote Carlo, a cui ha trasmesso il proprio entusiasmo per un mestiere difficile quanto affascinante.

«Aprire l’anno con la notizia di essere tra le 100 eccellenze italiane scelte da Forbes non può che riempirmi di orgoglio – commenta Roberto Castagner – è una grandissima soddisfazione e una bellissima sorpresa, del tutto inaspettata. Un premio al lavoro quotidiano che porto avanti con tutti i miei collaboratori, con i quali ho festeggiato questo bellissimo risultato. Il nostro primo impegno è infatti la promozione e la valorizzazione della Grappa, un grande distillato tutto italiano che sta finalmente riscuotendo un meritato successo, anche oltre i confini nazionali».

Un lavoro, quello della distillazione, che richiede grande competenza, in cui progresso e innovazione devono andare di pari passo al rispetto della tradizione e dell’ambiente. «Per me la Grappa non è un prodotto ma una vocazione – conclude Castagner – una passione vera, fatta di sacrifici e di amore per questo mestiere, con l’ambizione di fare sempre meglio, dando vita a distillati che racchiudono cultura, storia e valori di un intero territorio. Il Veneto è la mia regione di appartenenza, Conegliano è la città dove mi sono diplomato e dove ha sede la mia distilleria; sapere di essere una delle due aziende trevigiane selezionate da Forbes (l’altra è Bisol, in totale 10 in tutto il Veneto) mi rende ancora più soddisfatto di aver contribuito a tenere alto il valore della mia terra».

I protagonisti delle eccellenze italiane, il 27 gennaio 2020, saranno convocati all’evento “Forbes Live”, serata di premiazione delle 100 eccellenze italiane al Ristorante Mediterraneo di Roma.

MUSETO D’ORO A DE MENEGHI, ALLEVA I MAIALI CON LA MUSICA

Il suo segreto è il rispetto per i maiali. Li alleva all’aperto, d’estate allestisce per loro anche una doccia fresca. Il cibo è tutto di sua produzione: mais, frumento e orzo. Ma l’ingrediente in più, quello che l’ha fatto vincere, è la musica: ha impostato un timer, ogni due ore la radiolina suona per venti minuti. “Me l’ha insegnato un veterinario trent’anni fa”, spiega Pierluigi De Meneghi, piccolo produttore locale 55enne di Spresiano (30 maiali all’anno, azienda aperta nel 2015 sul solco di una decennale tradizione famigliare), che di primo lavoro è quadro in una azienda metalmeccanica. “Diceva ai contadini che le mucche se ascoltano la musica fanno più latte. Ed è vero. Per questo faccio ascoltare loro la radio e li tengo puliti. Se il maiale sta bene, la sua carne è migliore. E a quel punto fare un buon museto è facile: io ci metto solo sale e pepe”.

È lui il vincitore del Museto d’Oro 2020, terza edizione del premio indetto dall’Ingorda Confraternita del Museto che venerdì 17 gennaio (Sant’Antonio Abate, protettore dei norcini) ha celebrato sua maestà il maiale nella propria sede, l’azienda vinicola Caneva dei Biasio di Riese Pio X, nel Trevigiano, che per l’occasione ha presentato la bottiglia ufficiale della Confraternita per il 2020: uno spumante di Raboso rosato. A premiare De Meneghi, l’assessore regionale Federico Caner in rappresentanza della giuria. Sul podio si sono poi classificati l’azienda agricola Rossi di Musano di Trevignano e Galdino Massaro di Riese Pio X che entrano nell’albo d’oro della competizione (il primo anno aveva vinto Luciano Ceccato, il secondo The Kings of the Macha). A dar colore alla serata la prima edizione del premio Miss Cotica. Si doveva scegliere tra le donne presenti la più bella “dentro”: le sue virtù dovevano essere quelle della simpatia e della goliardia. Si è registrato un ex aequo: hanno vinto Anna e Laura.

La notte degli oscar suini ha confermato così l’enorme interesse verso i prodotti locali, erano presenti anche le confraternite del Formaggio Piave e della Sopressa di Bassano a supportare i confratelli. Matteo Guidolin, Gran Norcino della Confraternita, è orgoglioso della riuscita dell’evento. “Ormai Riese Pio X è la capitale italiana del maiale”, dice anche nel ruolo di sindaco del Comune. “Promuovere il saper fare dei nostri artigiani del gusto sarà sempre più decisivo per il territorio”.

Appuntamento dunque al 17 gennaio 2021, sempre alla Caneva dei Biasio. A proposito: l’evento non è per tutti. La Confraternita rifugge i tristi, i magri e i vegani. E i museti “che non petano”.

 

APPUNTAMENTI

RANPUSSOLO

Osteria Barbagianni a Villaga (VI), 24 gennaio 2020: A Tavola con il Ranpussolo di Villaga, menu: primi piatti: Gnocchi di Ranpussolo e ricotta con salsa al pomodoro; Baguette al tastasale e Ranpussolo con salsa all’aceto balsamico; secondo: Bracioline marinate con Ranpussolo e patate al pesto di Ranpussolo; Insalata di Ranpussolo, soncino, sedano rapa e scamorzine affumicate; dessert: Gelato al Ranpussolo e mela verde. Costo della serata a persona 25 euro, bevande escluse. Per info e prenotazioni: tel. 0444888362 oppure info@albarbagianni.it.

LESSI&BOLLITI

Al ristorante La Taverna a Colloredo di Monte Albano (UD) fine settimana dei Lessi&Bolliti, dalla cena del venerdì al pranzo della domenica passando per la giornata di sabato, tutto dedicato ai Lessi e Bolliti  con il servizio classico al carrello e le salsse in abbinamento. Info e prenotazioni: tel. 0432 889 045 – info@ristorantelataverna.it

PORCA MERLA

All’Antica Trattoria al Bosco a Saonara (PD), venerdì 31 Gennaio, ore 20.30, cena di Porca Merla. Menù: Polpette della Corte fritte; Crostini con il lardo Toscano; Frittata con rosole e guanciale; Filetto di maiale rosa alla senape in grano con verze e mele croccanti; Pacote “Senatore Cappelli” con “fasoeti dell’ocio” e pasta di salame; Cotechino di maiale nostrano con lenticchie di Castelluccio; Costicine di maiale nostrano glassate al forno con Patate schiacciate al rosmarino e paprika; Morbidezza al limone di Sorrento e si beve Birre Follina: Follinetta – Chiara; Sanavalle – Speciale Bionda d’Abbazia; Giana – Doppio Malto. Info e prenotazione obbligatoria tel. 049/640021. Costo a persona 40 euro.

 

 

 

 

 

EATALY NEW YORK CELEBRA LE ECCELLENZE DOP E IGP ITALIANE

 

Il progetto “Uncommon Flavors of Europe” dei Consorzi di Tutela Formaggio Asiago, Speck Alto Adige e Pecorino Romano sarà protagonista di otto settimane di eventi a New York. A partire dal 15 gennaio 2020, Eataly New York celebra Asiago Dop, Speck Alto Adige Igp e Pecorino Romano Dop attraverso degustazioni, eventi speciali e menu dedicati nei punti vendita Eataly Flatiron.

Riconosciuto come uno dei dieci progetti italiani approvati dalla Commissione Europea all’interno del programma di promozione europeo “Enjoy, it’s from Europe” nel triennio 2017-2019 e dichiarato, nel gennaio 2018, caso di successo europeo, “Uncommon Flavors of Europe” ha perseguito lo scopo di rafforzare la riconoscibilità, da parte del consumatore, delle caratteristiche distintive del prodotto d’origine, in contrapposizione con i prodotti denominati “comuni”, ovvero generici nei mercati Stati Uniti e Canada.

Nella Grande Mela, “Uncommon Flavors of Europe” è stato celebrato da Eataly Flatiron con un menu speciale dedicato, corsi di formazione per il personale e una masterclass aperta al pubblico, in programma il 17 gennaio 2020. Dopo aver aperto la sua prima sede negli Stati Uniti nel 2010, Eataly è, infatti, il fornitore indiscusso del cibo italiano di eccellente qualità che si propone da sempre di valorizzare i piccoli produttori nelle attualisei sedi negli Stati Uniti e trentasette in tutto il mondo.

«Siamo felici che l’Asiago Dop sia disponibile da Eataly: gli acquirenti statunitensi potranno così assaporare il gusto del nostro prodotto proprio come fanno ogni giorno i consumatori in Italia», ha dichiarato Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago Dop.

«Eataly è il partner perfetto per contribuire a far conoscere gli straordinari sapori di Speck Alto Adige, Pecorino Romano e formaggio Asiago ai consumatori americani», ha aggiunto Danielle Caponi Bolla, fondatrice di Ponte Collaborative che ha il compito di coordinare il programma triennale. «Queste tre eccellenze agroalimentari italiane sono intrise di storia e sono tutt’oggi realizzateseguendo antiche tecniche e tradizioni. È un onore rappresentare le famiglie e gli agricoltori che danno vita a questi prodotti speciali e lavorare con Eataly per proporli al meglio».

Nell’ambito della campagna “Enjoy, it’s from Europe”, avviata dall’Unione Europea per promuovere le Denominazione di Origine Protetta (Dop) e le Indicazioni Geografiche (Igp) fornendo informazioni sul sistema di qualità, il programma “Uncommon Flavors of Europe”, giuntoal suoterzo anno di programmazione, si è distinto per un’intensa attività di informazione e promozione dei tre prodotti testimonial di qualità europea avviando un dialogo diretto con i consumatori attraverso il web, i social media, la stampa e la televisione. In particolare, nel triennio è stato realizzato un innovativo programma all’interno della grande distribuzione e nel mondo Ho.re.ca coinvolgendo i principali operatori del settore americani e canadesi.

Con oltre 5100 giornate promozionali in punti vendita delle maggiori catene e speciali azioni rivolte al trade, come con il concorso di successo Learn&Earn, che ha messo in palio viaggi in Italia e realizzato un road show informativo per operatori nei diversi stati americani, “Uncommon Flavors of Europe” ha mostrato l’importanza di comunicare in maniera unitaria il Made in Italy rafforzando il mercato dei prodotti agricoli europei di cui Formaggio Asiago Dop, Speck Alto Adige Igp e Pecorino Romano Dop sono rappresentanti d’eccellenza.

 

AIS VENETO: A VENEZIA 4 CORSI PER FORMARE I NUOVI ESPERTI DEL VINO

Dopo il successo del Congresso Nazionale dello scorso novembre, Ais Veneto punta sempre di più sulla formazione dei suoi associati e presenta 28 nuovi corsi dedicati ai futuri Sommelier in tutta la regione. Nella provincia di Venezia le lezioni prenderanno il via lunedì 27 gennaio 2020 e l’appuntamento sarà con un percorso formativo dedicato al primo livello, due al secondo e uno al terzo.

«Quella del Sommelier – spiega Marco Aldegheri, presidente di Ais Veneto – è sempre più una figura fondamentale non solo per il mondo della ristorazione e della produzione del vino, ma per l’intera filiera dell’accoglienza. Un ruolo chiave, come emerso dai tavoli di lavoro del recente Congresso Nazionale Ais che ha messo a fuoco il tema dell’enoturismo».

“Il turismo del vino – continua Aldegheri – è una grande opportunità per i nostri ragazzi e per i tanti appassionati, ci spinge oggi a investire in una proposta formativa coinvolgente in grado di fornire anche tutti gli strumenti professionali indispensabili per un operatore enoturistico”.

In questa direzione si spinge lo sforzo di Ais Veneto di proporre corsi in orari pomeridiani o mattutini, più adatti alle esigenze di coloro che cercano uno sbocco lavorativo grazie a questo tipo di formazione o che intendono qualificare le loro competenze se già inseriti nel settore.

Tra gli appuntamenti proposti per il nuovo semestre è stato infatti confermato il secondo livello pomeridiano a Venezia, in programma da lunedì 27 gennaio alle 15.30 all’Hotel Amadeus. Accanto a questo il Novotel Venezia Mestre Castellana ospiterà, con orario serale, un corso di primo livello in partenza il 29 gennaio e uno di secondo e terzo livello, entrambi previsti a partire dal 27 gennaio a partire dalle 20.30.

I nuovi corsisti, oltre alla selezione di strumenti didattici Ais, riceveranno un kit di essenze per allenare la memoria olfattiva. Avranno inoltre la possibilità di usufruire del finanziamento a interessi zero, dilazionando il pagamento del corso in sei rate mensili grazie al supporto di Consel/Banca Sella.

Si rinnova infine la collaborazione di Ais Veneto con Wset – Wine and Spirits Education Trust, ente inglese leader nella formazione internazionale su vino e distillati. Il corso di secondo livello, a cui hanno accesso con una tariffa vantaggiosa i Sommelier che hanno già concluso il percorso Ais, è in programma per il fine settimana dal 31 gennaio al 2 febbraio a Verona.

Tutte le informazioni relative ai corsi e all’iscrizione si trovano sul sito http://www.aisveneto.it/corsi

PIZZERIA PLIP A MESTRE SI CONFERMA BABY FRIENDLY: PIZZA GRATIS PER I BAMBINI SOTTO I 10 ANNI FINO AL 29 FEBBRAIO

Pizzeria Plip Mestre

Alla Pizzeria Plip i bambini sono i benvenuti. In merito alla polemica riguardante la presenza o meni dei bambini al ristorante Pizzeria Plip, inserita all’interno di Osteria Plip e di Me&Me Agrimercato a Mestre lancia un messaggio: «Qui bambini, assieme alle vostre famiglie, siete i benvenuti».

In seguito alla notizia della pizzeria in provincia di Sondrio che ha affisso un cartello all’ingresso vietando l’ingresso ai bambini maleducati è intervenuto in merito David Marchiori, chef patron dell’Osteria e della Pizzeria Plip di Mestre, Venezia: «Il problema va esteso a tutte le persone maleducate, non solo ai bambini. Non è educativo far passare il messaggio che i bambini siano una ”categoria molesta” per i ristoratori. Sono loro i clienti del futuro. Nel nostro locale i casi di disturbo da parte di bambini (così come anche i casi di adulti oppure di cani) molesti sono sempre più rari. Anzi, al contrario, proprio per incentivare le famiglie a vivere questo momento di condivisione assieme, abbiamo pensato di offrire la pizza a tutti i bambini che ci verranno a trovare fino a fine febbraio, per testimoniare che le persone educate di qualsiasi età sono le benvenute, anche perché non dimentichiamo che grazie a loro possiamo accendere il forno tutti i giorni. Da oggi fino al 29 febbraio, quindi, tutti i giorni i bambini sotto i dieci anni avranno la pizza offerta».

CONSORZIO VINI VENEZIA: CRESCONO DELL’80 PER CENTO LE RIVENDICAZIONI DI UVA NELLE CINQUE DENOMINAZIONI. PREMIATO IL TERRITORIO E L’ENTE DI TUTELA

Nella Cantina di Lonigo del Gruppo Collis, sono stati presentati, nel Vicentino, in occasione dell’incontro organizzato da Veneto Agricoltura, i dati consuntivi dell’ultima vendemmia 2019 e illustrate le risultanze definitive della raccolta di uva nelle diverse aree viticole del Veneto. Secondo i dati presentati sommando le cinque denominazioni tutelate dal Consorzio Vini Venezia – Doc Lison Pramaggiore, Piave Doc, Venezia Doc, Docg Lison e Malanotte del Piave – le rivendiche delle uve sono passate da 218.059 quintali del 2018 a 392 mila quintali del 2019, registrando quindi un più 79,8 per cento (da perfezionare con i dati delle due Docg). Dati importanti se si pensa che si tratta dell’annata con maggior rivendiche da quando è stato costituito, nel 2011, il Consorzio Vini Venezia. In particolare, la denominazione Venezia Doc registra un incremento del più 102 per cento rispetto al 2018, con 347 mila quintali d’uva rivendicata dai produttori divenendo quindi la sesta denominazione regionale per quantitativi d’uva, dopo Prosecco, Delle Venezie, Conegliano Valdobbiadene, Valpolicella e Soave. La Venezia Doc rappresenta la seconda denominazione per quantità di pinot grigio rivendicato (più 156 per cento rispetto a 2018). «Dati positivi e fortemente incoraggianti – racconta il Direttore del Consorzio Stefano Quaggio – che premiano i produttori e il lavoro che attraverso l’ente di tutela stiamo svolgendo per dare valore al territorio e accrescere la qualità dei nostri vini. Queste buone premesse ci rendono ancor più motivati nell’affrontare con entusiasmo e determinazione gli importanti appuntamenti in programma nei prossimi mesi. Il Consorzio Vini Venezia parteciperà da vero protagonista a ProWein 2020, la fiera di Düsseldorf che da sempre rappresenta uno degli eventi più attesi del mondo del vino, a Vinitaly di Verona che dal 19 al 22 aprile accoglierà milioni di esperti, professionisti e appassionati del settore. Stiamo inoltre già lavorando alla nuova edizione di Feel Venice, evento divenuto annuale dedicato all’enologia veneta».