VENERDÌ 20 SETTEMBRE, GRAN GRIGLIA GOURMET DI FINE ESTATE A POLVERARA

Gran Griglia Gourmet di fine estate a Polverara (innamorarsi di gusto nella bassa campagna padovana) Alla Posa degli Agri, venerdì 20 settembre alle 20 un evento dedicato ai tagli di carne pregiati, ai vini friulani e alle eccellenze della campagna veneta, italiana ed europea. Sarà un evento speciale per veri gourmet e appassionati di carni alla griglia, di prodotti artigianali dell’agricoltura padovana, dei Colli Euganei e dei grandi vini rossi provenienti dal Colli Orientali  dei Friuli. Dall’olio Istriano Mate, uno degli oli più blasonati in Europa al pane del forno di casa, dalle primizie stagionali provenienti dall’orto di proprietà alle produzioni apistiche della fattoria,  dall’allevamento della famosa Gallina di Polverara (una vera e propria razza riconosciuta ufficialmente), ai grandi tagli di carne selezione Black Angus allevato nel Veneto dell’azienda Pantano Carni che garantisce ben 60 giorni di frollatura dry aged (per intenderci la frollatura non sottovuoto a temperatura e umidità controllate).

Il menù curato dall’emergente chef Andrea Alan Bozzato è stato studiato per promuovere la campagna e i suoi gusti unici, un evento che dà il via a un intenso programma che unirà cucina gourmet, interessanti ricerche di piccoli produttori, allevatori, artigiani del gusto regionali, italiane e internazionali e produzioni della “fattoria di casa” che fanno de La Posa degli Agri il primo vero ristorante e resort di campagna in Europa.

Alla serata interverranno Aleksandra Vekic, produttrice croata dell’olio più blasonato a livello Europeo, il famoso olio Mate prodotto nel frantoio istriano di Zambrattia, il produttore definito “l’istrione friulano del vino” Paolo Rodaro con i suoi famosi vini rossi dei Colli Orientali del Friuli-Venezia Giulia (premio Best Gourmet Miglior Vino Rosso in Alpe Adria 2019), la famiglia Scarpon Callegaro produttori del famoso infuso di artemisia chiamato Estregone, un amaro-liquore prodotto in pochissime bottiglie nei Colli Euganei ad Arquà Petrarca (Padova). La speciale serata enogastronomica sarà presentata dall’editore e critico enogastronomico Maurizio Potocnik esperto di cucina vini e prodotti della macroregione europea dell’Alpe Adria.

Costo a persona 65 euro, vini compresi. Richiesta prenotazione (049-9772532).

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VENDEMMIA SOLIDALE, LA PIOGGIA NON FERMA LA FESTA

Vendemmia bagnata, vendemmia fortunata. La pioggia non ha fermato la solidarietà e i sorrisi alla cantina Le Manzane di San Pietro di Feletto (Treviso), nel cuore delle terre del Prosecco Superiore, dove ieri 500 persone hanno sfidato il maltempo per partecipare della grande festa dell’uva giunta ormai all’ottava edizione. Tra gli ospiti d’onore Sammy Basso, l’ex cestista italiano Riccardo Pittis, il campione 2017 della Tiramisù World Cup Andrea Ciccolella, il governatore del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale Federico Caner.

«Abbiamo raccolto 4-5 quintali di glera – spiega il proprietario Ernesto Balbinot – in settimana provvederemo comunque, con i nostri ragazzi, a raccogliere l’uva necessaria e a destinarla alle dovute finalità della vendemmia solidale. Il ricavato di quest’anno sarà devoluto alla onlus Revert per la ricerca sulla Sla, grazie ad un progetto sviluppato in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re». Dopo la vendemmia, la festa è continuata sotto la tensostruttura noleggiata per l’occasione con l’aperitivo a base di Prosecco Superiore Docg accompagnato da uno sfizioso cicchetto, il “Bocconcino di baccalà dorato con zucchine” offerto da Alberto e Marco Stocco di Ca’ del Poggio che hanno ospitato sabato sera, nell’elegante sala panoramica del ristorante, una cena conviviale di buon auspicio per la vendemmia. Ad animare la festa il gruppo Segnali Caotici con Alberto Ceschin e il giocoliere/equilibrista Manuele Pascal. La giornata si è conclusa con il pranzo in “caneva” e la gara di tiramisù. Andrea Ciccolella, campione 2017 della Tiramisù World Cup, ha decretato la vittoria della versione classica su quella innovativa (ganache di cioccolato, pan di Spagna al posto dei savoiardi e amaretti), preparate dalla Pasticceria Alpago di Conegliano, dopo un ex aequo della giuria sorteggiata tra i partecipanti alla vendemmia solidale.

L’associazione Revert Onlus nasce nel 2003 per finanziare, promuovere e incentivare la ricerca per arginare i danni provocati dalle malattie neurodegenerative. «Al momento – hanno spiegato Angelo Righetti, membro del consiglio direttivo di Revert e Maurizio Gelati, responsabile della Banca delle Cellule Staminali di Terni – la sperimentazione clinica sui pazienti affetti da Sla, condotta dal prof. Angelo Vescovi, è una delle più avanzate nel panorama scientifico internazionale. Revert è la prima associazione non profit al mondo ad aver effettuato trapianti di cellule staminali cerebrali prive di problematiche etiche perché sono derivate da feti abortiti spontaneamente».

La vendemmia solidale è stata presentata, nei giorni scorsi, alla Mostra del Cinema di Venezia, a bordo e attorno all’Edipo Re, la storica imbarcazione che Pier Paolo Pasolini ha condiviso con il pittore Giuseppe Zigaina.

ASIAGO, MADE IN MALGA 2019 RADDOPPIA: DUE FINE SETTIMANA

Con l’inizio di settembre, torna Made in Malga, l’iniziativa nazionale dedicata ai formaggi di montagna e in programma ad Asiago (Vicenza). Stavolta gli organizzatori, per l’ottava edizione hanno deciso di fare le cose in grande, coprendo due weekend: da venerdì 6 a domenica 8 settembre e gli stessi giorni della settimana ma dal 13 al 15, ossia sette giorni dopo.

Made in Malga 2019 ad Asiago offrirà ai visitatori una quantità sorprendente di occasioni per trascorrere giornate intense e “gustose”: dalla mostra mercato dei produttori ai laboratori con formaggi, vini e birre artigianali; dai laboratori dell’artigiano all’osteria di montagna con piatti tipici; dalle escursioni sulle montagne dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni alle proiezioni di film a tema.

Inoltre, i due fine settimana lunghi saranno caratterizzati da altrettante manifestazioni, dei veri e propri “eventi nell’evento”: dal 6 all’8 settembre si svolgerà il quinto Mountain Wine Festival, il Salone Internazionale del Vino di Montagna e della Viticoltura Estrema; dal 13 al 15 settembre prenderà il via la prima edizione della Mountain Beer Cup, il Gran Premio delle Birre Artigianali di Montagna.

Sabato 14 settembre sfilata per le vie del centro del “Bovaro del bernese” il cane da mandria delle fattorie svizzere e degli alpaca.

Sabato 6 settembre il via all’evento. Il mercato sarà già aperto dalle 10. L’inaugurazione ufficiale con le autorità è alle 12 in piazza Carli per il brindisi di benvenuto agli espositori con il formaggio dell’Altopiano ospitante Asiago Dop prodotto della montagna.

«La tradizione casearia di Asiago 7 Comuni ha radici antiche – ricorda il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern – con una produzione di formaggi di altissima qualità che, con il nome di Asiago, contribuisce a portare in tutto il mondo uno dei prodotti più apprezzati del made in Italy, promuovendo l’economia turistica dell’intero territorio altopianese. Made in Malga è un evento ormai legato ad Asiago 7 Comuni».

Made in Malga si rivolge a tutti gli amanti dei formaggi d’alpeggio e delle bontà della montagna. I banchi dei produttori trovano ospitalità nei negozi di Asiago creando un percorso gastronomico tra le vie del centro. Un percorso a tappe dove scoprire, assaggiare e acquistare le bontà prodotte ad alta quota. Un modo diverso, creativo per vivere Asiago: immersi nelle bellezze naturali dell’Altopiano scoprire l’originalità e la qualità delle attività commerciali della città.

L’iniziativa è organizzata dal Guru del Gusto di Campodasergo (Padova) e dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago con la collaborazione delle Comunità dell’Altopiano.

DOMENICA 8 SETTEMBRE A LE MANZANE (TREVISO) SI VENDEMMIA PER LA SLA

È tempo di vendemmia alla cantina Le Manzane, nel cuore delle terre del Prosecco Superiore. Si prepara il vino che verrà e anche quest’anno sarà due volte buono perché con i fondi raccolti si aiuta la ricerca sulla Sla. Torna domenica 8 settembre 2019 la vendemmia solidale, una grande festa aperta a tutti in programma, dalle 9 alle 16, tra i vigneti della tenuta di San Pietro di Feletto (Treviso). Il ricavato della manifestazione, giunta all’ottava edizione, sarà devoluto alla onlus Revert per la cura della sclerosi laterale amiotrofica, grazie ad un progetto sviluppato in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re.

La vendemmia è un rito dal fascino ancestrale, una delle esperienze più vere e suggestive che si possano vivere: domenica 8 settembre tutti possono trasformarsi in vignaioli per un giorno e trascorrere una giornata tra le Colline del Prosecco Superiore – proclamate il 7 luglio di quest’anno Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco – in un’atmosfera magica e d’altri tempi, godendosi lo spettacolo tra i filari e i profumi che sprigiona l’uva appena raccolta in una rilassante domenica settembrina.

La giornata inizierà con la vendemmia, proseguirà con la musica dal vivo e i giochi di strada per i più piccoli, l’aperitivo a base di Prosecco Superiore Docg accompagnato da uno sfizioso finger food di pesce, una ghiotta merenda in “caneva” e si concluderà con il momento più atteso da tutti i golosi, una sfida dedicata al tiramisù, il dolce italiano più famoso al mondo, nato a pochi chilometri di distanza dalle Colline del Prosecco Superiore. Chi vincerà? La ricetta originale o la ricetta creativa? Sarà una giuria, sorteggiata tra i partecipanti alla vendemmia solidale, a decretare quale sarà il tiramisù più buono con un presidente d’eccezione: il Campione del Mondo di Tiramisù 2017, il feltrino Andrea Ciccolella. Alla fine l’irresistibile dolce al cucchiaio sarà servito a tutti.

La sclerosi laterale amiotrofica (Sla) è una malattia ad evoluzione progressiva che colpisce le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Ne sono affette 7 mila persone in Italia. Ogni anno si contano 3 nuovi malati ogni 100 mila persone, pari a circa 1.500 nuovi casi.

L’associazione Revert Onlus nasce nel 2003 per finanziare, promuovere e incentivare la ricerca per trovare una cura alle malattie neurodegenerative. Al momento la sperimentazione clinica su pazienti affetti da Sla, condotta dal professor Angelo Vescovi, è una delle più avanzate nel panorama scientifico internazionale. Revert è la prima associazione non profit al mondo ad aver effettuato trapianti di cellule staminali cerebrali prive di problematiche etiche.

L’edizione 2019 della vendemmia solidale sarà presentata venerdì 6 settembre 2019 a Isola Edipo, rassegna che si svolge tra la fine di agosto e i primi dieci giorni di settembre al Lido di Venezia durante la Mostra del Cinema, a bordo e attorno all’Edipo Re, la storica imbarcazione che Pier Paolo Pasolini ha condiviso con il pittore Giuseppe Zigaina. I vini della cantina Le Manzane saranno presenti al Social Food Festival, uno spazio degustazione nel cuore della mostra con prodotti a kilometro etico come il prosecco solidale che sarà stappato durante la festa finale della Biennale.

In sette edizioni sono stati raccolti 65 mila euro. I fondi sono stati destinati a progetti di ricerca o per aiutare persone in difficoltà.

L’evento è aperto a tutti.

I  posti in cantina sono limitati e su prenotazione. Per iscrizioni telefonare allo 0438 486606 o scrivere a info@lemanzane.it.

WARDAGARDA 2019: ARRIVA CHEF ALESSANDRO BORGHESE

Alessandro Borghese

La quarta edizione di WardaGarda si arricchisce della presenza di Chef Alessandro Borghese, atteso sabato 7 settembre alle ore 16 alla tavola rotonda Olio Garda Dop: lo conosci veramente? Nei libri, al ristorante, in televisione. Lo chef conduttore di Alessandro Borghese 4 Ristoranti e Alessandro Borghese Kitchen Sound aprirà la due giorni dedicata alla scoperta dell’olio Garda Dop e del suo entroterra, in programma sabato 7 e domenica 8 settembre a Corte Torcolo di Cavaion Veronese (Verona). Oltre a Chef Alessandro Borghese, durante l’incontro interverrà il professore dell’Università degli Studi di Verona Gian Maria Varanini, studioso di storia medievale che nelle sue ricerche sull’olio, sul vino e sui prodotti caseari ha sempre coniugato aspetti riguardanti la storia alimentare con temi economici, sociali e ambientali. Varanini è anche l’autore di un volume dedicato alla storia dell’olivicoltura sul Garda. Paolo Forelli del locale Speckstube di Malcesine (Verona) e Simone Gottardello, chef del ristorante Evo di Bardolino (Verona), racconteranno invece la loro esperienza nell’utilizzo dell’olio Garda Dop nella ristorazione. Modererà la conferenza Luigi Caricato, oleologo e direttore della rivista OlioOfficina.

WardaGarda è la manifestazione dedicata all’olio Garda Dop e promossa dal Consorzio Olio Garda Dop con il contributo della Regione Veneto e della Pro Loco di Cavaion Veronese. Oltre alla conferenza, durante la manifestazione ci saranno anche un mercatino enogastronomico dove poter acquistare e conoscere i prodotti Dop e Igp del territorio regionale, una mostra fotografica, degustazioni e cucina del territorio a cura della Pro Loco e musica dal vivo. L’obiettivo è la valorizzazione dell’olio gardesano e dei prodotti veneti certificati, oltre che la promozione del turismo responsabile sul lago di Garda e nel suo entroterra, dove gli uliveti sono parte fondamentale del paesaggio. Il festival prende il nome da Warda, termine longobardo da cui deriva il toponimo Garda. Deve la sua origine alle fortificazioni di avvistamento con funzioni difensive sulle colline che circondano il lago, gli stessi rilievi su cui da secoli si coltiva l’olivo.

Per altre informazioni: https://wardagarda.it/

50 TOP PIZZA 2019: I MASANIELLI DI FRANCESCO MARTUCCI E PEPE IN GRANI DI FRANCO PEPE SONO LE MIGLIORI PIZZERIE D’ITALIA E DEL MONDO

Inedito ex aequo al vertice di 50 Top Pizza, la prima e più importante guida on-line di settore giunta alla sua terza edizione. Le migliori pizzerie d’Italia e del mondo del 2019 sono due: I Masanielli di Francesco Martucci (Caserta) e Pepe in Grani di Franco Pepe (Caiazzo, Caserta). Una prima volta da numero uno per Martucci, la terza, consecutiva, per Pepe. In terza piazza 50 Kalò di Ciro Salvo (Napoli). Il pizzaiolo partenopeo fa inoltre incetta di riconoscimenti internazionali grazie alla sua sede londinese: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, dopo il primo posto in 50 Top Europe, si aggiudica infatti anche il Premio Città di Napoli Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia.

 

L’annuncio è giunto al termine della cerimonia di premiazione svoltasi martedì 23 luglio nello storico e suggestivo Teatro Mercadante di Napoli, gremito come non mai dai protagonisti del movimento pizza d’Italia e del resto del globo. Una serata emozionante, atto conclusivo della lunga cavalcata 2018/19 di 50 Top Pizza che con i suoi ispettori ha passato in rassegna mille insegne in tutta Italia, giudicando il progetto pizzerie in toto, dalla qualità della proposta cibo all’insieme dei servizi offerti al cliente.

 

A essere rappresentate in classifica sono ben 14 regioni da Nord a Sud dello Stivale, per un quadro complessivo che sottolinea la crescita qualitativa media nell’intero Paese. Naturale il dominio della Campania nella top 50, con ben 18 insegne presenti. Oltre a Napoli, madrepatria della pizza, la provincia di Caserta si conferma l’eldorado del disco di pasta più amato dagli italiani.Lusinghiera la performance del Lazio (con 7 pizzerie) e della Lombardia (6), con Roma e Milano a farla da padrone. Seguono il Veneto (4), ormai altra scuola conclamata, l’Emilia Romagna (3), il Piemonte, la Toscana e la Sicilia (tutte a quota 2). Con un locale infine Liguria, Marche, Abruzzo, Basilicata, Puglia e Sardegna.

 

Equa distribuzione geografica anche per gli ambitissimi premi speciali. Il Premio Olitalia Pizzaiolo dell’anno 2019 è andatoa Pier Daniele Seu di Seu Pizza Illuminati (Roma), il quale, con la pizza Crucifere, crema di senape e nocciole, si aggiudica anche il Premio Pizza Vegana dell’anno. Il Premio San Pellegrino& Acqua Panna Giovane Pizzaiolo dell’anno 2019 va a Lorenzo Sirabella di Dry Milano, mentre la Pizzeria Da Lioniello, di Succivo (Caserta), vince il Premio Solania Pizzeria Novità dell’anno 2019. Il Premio D’amico Pizza dell’anno 2019 è per la Cosacca di Francesco&Salvatore Salvo (Napoli).

Di seguito tutti gli altri premi speciali assegnati.

Premio Olitalia Migliore Proposta dei Fritti 2019: Sbanco (Roma);

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Miglior Servizio di Sala 2019: Pizzaria La Notizia 94 (Napoli);

Premio Birrificio Valsugana Migliore Carta delle Birre 2019: ‘O Scugnizzo (Arezzo);

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Migliore Carta Dei Vini 2019: Berberè (Castel Maggiore, Bologna);

Premio Solania Migliore Carta degli Oli Extra Vergine d’Oliva 2019: ‘O Fiore Mio (Faenza, Ravenna);

Premio D’Amico Migliore Proposta Gluten Free 2019: Sara Palmieri – 10 Diego Vitagliano Pizzeria (Napoli);

Premio Pastificio Di Martino Frittatina di Pasta dell’anno 2019: Carlo Sammarco Pizzeria 2.0 (Frattamaggiore, Napoli);

Premio Birrificio Valsugana Miglior Asporto 2019: Saporè (San Martino Buon Albergo, Verona);

Premio Mandara Identità Territoriale 2019: Pupillo Pura Pizza (Priverno, Latina);

Premio San Pellegrino& Acqua Panna Innovazione e Sostenibilità Ambientale 2019: Pizzeria Da Ezio (Alano di Piave, Belluno);

Premio Scugnizzonapoletano Performance dell’anno 2019: Cocciuto (Milano);

Premio Kimbo Modello d’Ispirazione 2019: Gino Sorbillo di Gino Sorbillo ai Tribunali (Napoli);

Premio Pastificio Di Martino Valorizzazione del Made in Italy2019: Eataly;

Premio Benemerito della Pizza 2019: Massimo Di Porzio, Raffaele Biglietto, Sergio Miccù;

Targa al Merito per l’Associazionismo 2019: Gruppo Piccola Napoli;

Premio Speciale Valorizzazione della Pizza Napoletana Tradizionale nel Mondo 2019: Associazione Mani d’Oro per il trofeo Pulcinella;

Premio Satira 2019: Vincenzo Pagano

 

«Siamo davvero orgogliosi e felici – sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere che la cerimonia di premiazione di 50 Top Pizza sia diventata in soli tre anni uno dei momenti più attesi dall’intero movimento. Un evento seguito con passione tanto dagli addetti ai lavori quanto dal pubblico di consumatori».

 

Riflettori puntati anche sui riconoscimenti internazionali, con i migliori pizzaioli del “resto del mondo” presenti per ritirare i premi ai locali dei cinque continenti. Di seguito l’elenco di tutti i vincitori.

Premio Solania Migliore Pizzeria in Africa 2019: Massimo’s (Città del Capo, Sudafrica);

Premio Birrificio Valsugana Migliore Pizzeria in Sud America 2019: San Paolo (Buenos Aires, Argentina);

Premio D’amico Migliore Pizzeria in Brasile 2019: Bráz Quintal (San Paolo);

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Migliore Pizzeria in Oceania 2019: 400 Gradi (Brunswick, Australia);

Premio San Pellegrino&Acqua Panna Migliore Pizzeria in Asia 2019: Kytaly (Hong Kong)

Premio Olitalia Migliore Pizzeria in Giappone 2019: Pizza Studio Tamaky (Tokyo)

50 Top Europe 2019 Premio Fior d’Agerola: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London (Londra, Inghilterra);

50 Top North America 2019 Premio Pastificio Di Martino: Razza Pizza Artigianale (Jersey City, Stati Uniti);

Premio Città di Napoli Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia 2019: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London (Londra, Inghilterra);

 

MARTEDÌ 23 LUGLIO A NAPOLI: CONSEGNA DEI PREMI ALLE MIGLIORI 50 PIZZE

Denis Lovatel

L’attesa sta per finire. Martedì 23 luglio, nello storico e suggestivo Teatro Mercadante di Napoli (in piazza Municipio), andrà in scena la cerimonia di premiazione delle migliori 50 pizzerie d’Italia e del mondo. La serata sarà l’atto conclusivo della cavalcata 2019 di 50 Top Pizza, la prima e più importante guida on-line di settore giunta quest’anno alla sua terza edizione.

Ad essere giudicato, in completo anonimato dagli ispettori della guida, è stato il progetto pizzerie in toto, quindi non solo la qualità della pizza e degli altri prodotti proposti, ma l’insieme dei servizi offerti al cliente, la sala, l’ambiente, la carta delle birre,dei vini e degli oli.

A salire sul palco del Mercadante, per ricevere tre importanti riconoscimenti,saranno sicuramente Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati – Roma), premiato per la Migliore Pizza Vegana (crucifere, crema di senape e nocciole), Sara Palmieri (10 Diego Vitagliano – Napoli) aggiudicatasi il Premio D’Amico per la Migliore Proposta Gluten Free, e Denis Lovatel (Ezio – Alano di Piave, Belluno), a cui va il Premio San Pellegrino Innovazione e Sostenibilità.

Riflettori puntati anche sulle pizzerie del “resto del mondo”. A Napoli infatti verranno premiati anche i migliori locali di Africa, Asia, Oceania, Sud America, Brasile e Giappone. Riconoscimenti anche all’insegna che propone la Migliore Pizza in Stile Napoletano nel Mondo (Italia esclusa) e alla pizzeria distintasi per la Valorizzazione del Made in Italy. Un focus su ciò che accade al di là dei nostri confini che quest’anno è stato ancor più attento grazie ai due spin off, con rispettivi ranking, riguardanti i continenti Europa e Nord America. A piazzarsi sui gradini più alti del podio sono stati, per 50 Top Europe, 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, e, per 50 Top North America, Razza Pizza Artigianale (Jersey City,New Jersey – Stati Uniti), del pizzaiolo Dan Richer. Entrambi i vincitori, già annunciati nelle scorse settimane a Milano e New York, saranno presenti alla cerimonia in scena nel Teatro Mercadante.

«Sarà come ormai di consueto – sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere– una grande festa della pizza. Un momento atteso, emozionante per noi quanto per i pizzaioli. Al di là dei singoli premi questa cerimonia vuole riconoscere e porre in evidenza il grande lavoro svolto da tutti gli addetti ai lavori. Un movimento che negli ultimi anni è riuscito a operare, compatto, in direzione di un miglioramento qualitativo che appareoggi lampante e che riguarda l’intero territorio nazionale e non solo, come testimoniato dagli enormi passi in avanti fatti dalle pizzerie di tutto il mondo».

A condurre la serata del 23 luglio saranno Paolo Notari e, novità di quest’anno, Fatima Trotta, conduttrice della trasmissione Made in Sud. Sarà possibile seguire la diretta dell’evento, a partire dalle 20.15, sul sito web www.50toppizza.it e sui canali social di 50 Top Pizza, FineDiningLovers e Luciano Pignataro Wine Blog.

20 E 21 LUGLIO “ALL’OMBRA DEL BORGO” PER IL RILANCIO DELLA VITICOLTURA BELLUNESE CON I VITIGNI RESISTENTI

Quaranta cantine, due enoteche e un’area food con le eccellenze a km 0 delle Dolomiti. E’ stata presentata venerdì mattina, nella Sala Affreschi di Palazzo Piloni, sede dell’amministrazione provinciale di Belluno, “All’Ombra del Borgo”, prima edizione della manifestazione dedicata al mondo del vino (ombra nel dialetto locale significa bicchiere di vino) in programma sabato 20 e domenica 21 luglio nel nuovo comune di Borgo Valbelluna (Belluno).

Nella cornice della medioevale piazza centrale di Mel, entrata a far parte nel 2018 dei Borghi più belli d’Italia, si alterneranno personaggi di spicco del settore vitivinicolo con focus, all’interno di due talk show che si svolgeranno sabato e domenica dalle 18.00 alle 19.30, sulle prospettive e sulle strategie di azione per avviare la cultura enoica e la vitivinicoltura di qualità e sull’utilizzo dei vitigni resistenti che interpretano al meglio proprio la filosofia della sostenibilità, alla base del rilancio della viticoltura bellunese. La kermesse è organizzata dalla Pro Loco Zumellese e Vinoway Italia, in collaborazione con Ais Belluno, Piwi Veneto, Confraternita del Formaggio Piave, Associazione Mele a Mel – La Fiorita, Consorzio Sinistra Piave, Consorzio Coste del Feltrino e il patrocinio del Comune di Borgo Valbelluna.

Un viaggio nel gusto, calice alla mano, per conoscere le tipicità e le eccellenze dei terroir bellunesi e italiani, scoprire vitigni autoctoni locali come la Pavana e la Bianchetta, vini rari e ricercati con produzioni di poche migliaia di bottiglie, da viticoltura eroica, di montagna, di mare, di collina e di piccole realtà emergenti gestite da giovani vignaioli bellunesi. In degustazione vini bianchi e rossi, macerati, passiti e spumanti da metodo classico.

Una sorta di grande cantina con due enoteche, aperte dalle 17 alle 24 con produttori e sommelier ai banchi d’assaggio, e due degustazioni guidate, una dedicata ai vini Piwisabato dalle 19.30 alle 21, e una ai grandi vini italiani domenica dalle 19.30 alle 21 premiati alla Vinoway Wine Selection 2019 con le migliori produzioni delle aziende italiane tra cui Barolo, Sforzato di Valtellina, Lagrein, Primitivo di Manduria, Fiano e Sauvignon. E poi spettacoli musicali con gruppi jazz in collaborazione con i maestri della Scuola di Musica Arte Nuova sia sabato che domenica dalle 21. Infine un’area food con i prodotti del territorio tra cui i formaggi come il Piave Dop e un erborinato, le confetture locali in abbinamento, i salumi bellunesi, i prodotti da forno, dolci sfiziosità artigianali e il sidro di mele della Valbelluna.

«Questo evento nasce per creare sinergie, sviluppare le grandi potenzialità inespresse a livello agricolo e turistico e colmare il gap comunicativo necessario per promuovere, con un’unica voce corale, tutto il comparto enogastronomico della provincia di Belluno», ha spiegato Alessandro Ren, vicepresidente di Vinoway Italia, associazione con sede a Mel che organizza eventi in tutta Italia per far conoscere l’inestimabile patrimonio di eccellenze vitivinicole e di tipicità locali, simbolo e orgoglio del Belpaese.

Ma si può fare vitivinicoltura di qualità nel Bellunese? «Di sicuro le varietà resistenti sono una soluzione e un’opportunità per la provincia di Belluno – ha dichiarato Nicola Biasi, uno dei giovani enologi più apprezzati del panorama nazionale (nel 2015 si è aggiudicato il premio Next in Wine dei Preparatori d’Uva Simonit&Sirch) – dove la viticoltura è abbastanza difficile per due motivi: principalmente per le condizioni climatiche perché piove molto e quindi la gestione della difesa dalle malattie diventerebbe onerosa sia in termini economici che ambientali; l’altro problema è che l’uva fa abbastanza fatica a maturare. Le varietà resistenti sono “tendenzialmente” più precoci, servono meno trattamenti e, arrivando facilmente a maturazione, danno vini di qualità».

«Piwi – ha continuato Alex Limana, produttore di Mel – significa “vitigni resistenti alle crittogame”. Queste tipologie innovative di vite sono rinomate per la loro resistenza alle malattie funginee, che permette un minor numero di trattamenti e dunque minor impatto per l’ambiente a livello atmosferico e naturale. Esse offrono una soluzione a chi tende la mano ad una viticoltura naturale, biologica, sostenibile e libera da interventi fitosanitari: una viticoltura senza chimica ed un terreno sgravato dagli innumerevoli passaggi dei trattori nei filari per effettuare la copertura fitosanitaria, che comportano a loro volta inquinamento atmosferico e compattamento del terreno. Questa la testimonianza che oggi fare agricoltura biologica, naturale, senza chimica e sostenibile, non è più un sogno, bensì “la realtà Piwi”».

RISTORANTE PERCHÉ DI RONCADE (TREVISO): SOTTO LA VOLTA STREGATI DALLA LUNA

Anna Maria Pellegrino

Il 19 luglio al ristorante “Perché” di Roncade una  speciale cena-evento per ricordare i cinquant’anni dal primo sbarco dell’uomo sul corpo celeste

Sarà un viaggio fra storia, musica e curiosità astrologiche condotto da Claudio Campagnolo e Anna Maria Pellegrino, con menu a “stelle e strisce”.

Mezzo secolo fa Neil Armstrong fu il primo uomo a lasciare la propria impronta sul suolo lunare. Un piccolo passo per lui, un grande passo per l’umanità. Per  “celebrare” quell’evento il ristorante “Perché” di Roncade (Treviso), di via Mezza Brusca, Strada Trevisomare, propone venerdì 19 luglio, con inizio alle 20, una serata sotto la spettacolare volta bianca del locale – opera firmata dall’architetto Toti Semerano – con tanti ingredienti: video storici dedicati alla missione Apollo 11, canzoni dedicate alla Luna, aneddoti astrologici raccontati dal giornalista e conduttore televisivo Claudio Campagnolo – un esperto e grande appassionato di astrologia – e una cena con menu dalle varie “contaminazioni” americane studiato da Anna Maria Pellegrino, esperta di cucine del mondo e volto noto della trasmissione “Geo” di Rai 3.

Una serata culturale dedicata alla magia e ai misteri della Luna, il corpo celeste che danza da sempre intorno alla Terra e ne condiziona non poco la natura, influenzando più di quanto possiamo immaginare anche le nostre vite. Claudio Campagnolo aiuterà i presenti a scoprire – anche in modo curioso e divertente – il significato della presenza della Luna nel momento della nostra nascita, influenza che cambia in base alla posizione in cui si trova il corpo celeste durante il suo perenne transito fra i segni zodiacali.

La serata inizierà alle 20 con un aperitivo sotto la grande volta in acciaio bianco che ha fatto meritare al “Perché” un premio alla Triennale di Milano di Architettura. Poi i video dedicati al primo indimenticabile allunaggio, la presentazione della serata da parte di Renato Malaman, giornalista e viaggiatore. Seguirà le cena firmata e “raccontata” da Anna Maria Pellegrino. Cena realizzata a “quattro mani” con Luca Boldrin del ristorante “Perché”. Negli intermezzi fra un piatto e l’altro tanti brani musicali dedicati alla Luna e le affascinanti escursioni astrologiche tracciate da Claudio Campagnolo, con il coinvolgimento diretto del pubblico che diventerà così protagonista della serata. Insieme alla luna.

Info: 0422-849015, info@ristoranteperche.com oppure http://www.ristoranteperche.com.

NOTTE BIANCA DEL GUSTO: LE TERRE DEL PROSECCO SUPERIORE GUARDANO AL FUTURO

Giuria Fascetta d’Oro 2019

Ritrovarsi insieme per fare una riflessione sul cammino percorso e sulle sfide che attendono il territorio. Da questa idea nasce il meeting “Partecipare e cooperare per fare comunità” che aprirà il programma della Notte Bianca del Gusto 2019, evento promosso e organizzato da Primavera del Prosecco Superiore e Latteria Soligo per far vivere al pubblico la vera essenza di queste terre.

Sabato 6 luglio, infatti, il pubblico potrà assistere al convegno dedicato al futuro del territorio che si svolgerà a Pieve di Soligo, a partire dalle 16.30, nella Sala Polifunzionale Ascopiave, messa a disposizione da Ascotrade.

Un appuntamento che ripercorrerà la storia di queste colline e del loro sviluppo economico, in cui non sono mai venuti meno i grandi valori del lavoro e della solidarietà. Un approccio pressoché unico che ha dato vita a realtà produttive di primaria importanza, dimostrazione di come la collaborazione possa essere lo strumento più utile per creare benessere.

Un cammino che non si ferma ma che prosegue nella consapevolezza delle tante sfide che attendono questo territorio, in cui solo la costruzione di un’efficace rete di collaborazioni potrà essere il motore per lo sviluppo del benessere e della coesione sociale, come ha efficacemente dimostrato la prima fase degli Stati Generali del Turismo nell’Alta Marca Trevigiana. Una esperienza che sta definendo il Progetto di Sviluppo Merketing Territoriale e che rappresenta un’iniziativa innovativa di coinvolgimento di tutti gli attori della comunità, che hanno dimostrato grande apprezzamento per il progetto.

L’incontro del 6 luglio sarà, dunque, un momento di verifica e di comunicazione che punterà i riflettori sul valore di una storia comune che ha dato vita a realtà economiche importanti, ancor oggi presenti sul territorio ed impegnate a lavorare secondo gli stessi principi fondanti.

I protagonisti dell’economia locale, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, daranno così vita ad un confronto appassionato, che getterà le basi di una vera cooperazione. Un grande “gioco di squadra” per lo sviluppo del futuro economico e sociale di queste terre.

E alle 19.00 la sede Ascopiave sarà lo scenario in cui si svolgerà Il “Gran Galà della Primavera del Prosecco Superiore” con i riconoscimenti del VI Concorso Enologico Nazionale Fascetta d’Oro che premierà le migliori etichette tra le oltre 200 presentate in esposizione e degustazione nelle 16 Mostre della Primavera del Prosecco Superiore.

Un programma, quello della Notte Bianca del Gusto, come sempre volto a valorizzare l’intero territorio delle colline trevigiane e il loro prezioso patrimonio culturale.

Info e programma completo: http://www.primaveradelprosecco.it

MESTRE (VENEZIA), APRE PIZZERIA PLIP. IL 27 GIUGNO PIZZA ALLE FAMIGLIE DEL QUARTIERE

A destra, David Marchiori

«Vogliamo condividere l’apertura della nuova Pizzeria Plip con le persone del quartiere», Chef David Marchiori spiega lo spirito che ha mosso le differenti iniziative che accompagneranno l’apertura della nuova pizzeria che aprirà definitivamente al pubblico giovedì 27 giugno (a cena poi da venerdì 28 tutti i giorni a pranzo e cena, escluso il martedì).

Prima di tutto è stato lanciato un appello, dal profilo facebook dell’Osteria Plip, per ospitare 100 persone mercoledì 26, dalle 19 alle 20.30, per assaggiare la pizza accompagnata da una birra. Risultato: tantissimi iscritti in un solo giorno e liste chiuse in poche ore.

Poi, Chef Marchiori assieme al suo team ha proposto anche un altro modo per festeggiare assieme alle persone l’apertura della nuova pizzeria. «Giovedì 27 giugno, suoneremo il campanello di 100 famiglie del quartiere e consegneremo gratuitamente la pizza. Abbiamo lanciato il messaggio nel nostro profilo facebook di stare attenti e aprire a chi suonerà nelle ore serali. Un incaricato consegnerà una pizza a domicilio gratis».

Si aggiunge così un nuovo spazio di aggregazione a quelli già esistenti, ricavati dal recupero della ex Plip, l’edificio che un tempo ospitava la Centrale della Produzione del Latte Igienicamente Preparato (altrimenti detta Plip). Oltre all’Osteria Plip e al Me.Me Agrimercato al piano terra, al Me.Me Auditorum dove vengono ospitati concerti e spettacoli, si aggiunge una nuova offerta ristorativa.

Gli impasti per le pizze sono scelti per due tipi di pizze: il classico, preparato con un 3 grammi di lievito di birra su un chilo di impasto e con una maturazione che varia da un minimo di 60 ad un massimo di 72 ore e la pala tonda, con doppio impasto e doppia cottura.

Entrambi gli impasti contengono una percentuale la Mora, farina integrale di grano tenero ottenuta da macinazione gentile a tutto corpo. Mantiene le frazioni esterne più nobili del chicco (farinaccio, tritello, cruschello, germe di grano), a granulometria fine e dal sapore dolce, in modo da preservare l’autenticità originaria del grano.

La nuova Pizzeria Plip, con entrata separata rispetto all’Osteria, si trova al primo piano di Me.Me. Agrimercato in via San Donà, 195. Giovedì 27 la pizzeria sarà aperta nelle ore serali e poi da venerdì 28 sarà aperta tutti i giorni a pranzo e a cena, escluso il martedì. (Info e Prenotazioni 347-9944257).

 

13 GIUGNO JESOLO, TERRAZZAMARE, RITORNA LA “CHAMPIONS LEAGUE EUROPEA DEL GUSTO”.

Il faro della Città di Jesolo testimone ancora una volta dell’evento enogastronomico più atteso dell’anno che si svolgerà dalle 18 alle 24 al TerrazzaMare Marcandole di Jesolo, uno dei luoghi più suggestivi della riviera adriatica. È l’ottavo meeting di alta cucina con la cerimonia di consegna dei premi dove, davanti ad un pubblico formato principalmente da giornalisti italiani e internazionali, sfileranno i venti premiati della ventitreesima edizione della Guida Best Gourmet edita da Club Magnar Ben e coordinata da una squadra composta da quindici esperti e giornalisti di prim’ordine in fatto di enogastronomia.

Tra migliori cucine, chef, piatti, vini e prodotti, l’ottavo Meeting sarà un’occasione unica per vedere tutti assieme tanti personaggi che hanno saputo valorizzare non solo tecniche di cucina, ricette tradizionali o innovative, ma anche prodotti, vini, dalle grandi maison spumantistiche Italiane come Ferrari della famiglia Lunelli, ai piccoli produttori che stanno divenendo “interpreti” di una rinascita del vino come Alessandro Winkler ed il suo Boschera, oppure i prosciutti d’autore come Bagatto del Crudo di San Daniele. Piccoli e grandi artigiani del gusto, uniti dalla sola determinazione della ricerca alla qualità e sostenibilità dell’ambiente.

A seguire saranno dodici i fuoriclasse del gusto per la consueta Gran Cena di Gala che quest’anno prevede il tema-sfida “Jesolo contro Alpe Adria”, un interessante e divertente confronto tra cucine di mare e di terra composto di due compagini territoriali ciascuna formata da tre elementi (due ristoranti e un pasticcere) e relativi vini e Gin.

Così per la Città di Jesolo il gusto è stato affidato alla squadra formata da “Cucina da Omar” con Omar e Valli Zorzetto, dallo chef Roberto Bardella e la brigata di cucina del “TerrazzaMare Marcandole” e dal Maestro pasticcere Mauro Pinel della omonima “Pasticceria Pinel”, mentre per la macroregione il gusto e la ricerca sono stati affidati allo stellato trentino Alessandro Gilmozzi del ristorante El Molin, a Ilija Pejic dell’omonimo ristorante nel Golf Club di Tarvisio (Udine) nel cuore del territorio tipico mitteleuropeo e a Dario Loison di Pasticceri Loison dal 1934 azienda artigianale storica del vicentino.

Tanti i vini selezionati in degustazione per il brindisi: il “Corderie” Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Magnum Astoria, il Ferrari Riserva Lunelli 2009 Trento Doc, il “Rosato” bio con il fondo di Alessandro Winkler, la “Malvasia Particella Mappale 366” di Vignaioli Specogna, il “Brut Nature Metodo Classico Rodaro Pas Dosé” di Rodaro Winery, Ribolla Gialla Extra Brut il Metodo Classico Villa Parens, il Amandum Friulano Dai Moras.

In abbinamento alla cena il “Mon” Saten Brut Villa Franciacorta di Moticelli Brusati – Brescia, il nuovissimo “Geck” Gewürztramier Trentino Doc – di Astoria, fresco di lancio al Vinitaly, il “Friulano 2016” di Paolo Rodaro Winery, il “Duality” Sauvignon – Vignaioli Specogna del Collio, il Gran Rosè Dosage Zero 2015 Metodo Classico e il Gran Finalè – Ribolla Gialla Raccolta Tardiva 2014 di Villa Parens. Infine Gilbach.Gin di Alessandro Gilmozzi con Gin&Tonic realizzato dai bartender di TerrazzaMare Marcandole.

L’appuntamento è creato dall’enogastronomo editore Maurizio Potocnik, che negli anni è divenuto la chermesse più cool in fatto di enogastronomia dell’Alpe Adria, la macroregione nel cuore dell’Europa che comprende 4 nazioni tra Italia-Austria-Slovenia-Croazia.

Una panoramica completa di questa formidabile macroregione che non ha eguali al mondo! Sono partner istituzionali dell’evento, il ristorante TerrazzaMare Marcandole e Marcandole di Salgareda, l’Azienda Astoria Wines di Giorgio Polegato, il Comune Città di Jesolo e l’assessorato al Turismo, l’Associazione Jesolana Albergatori Aja con il Presidente Alberto Maschio, sempre in prima fila per la promozione dell’accoglienza della spiaggia più gettonata e ora anche più gourmet d’Italia.

BREGANZE DOC: TUTTI I SAPORI DELLA VESPAIOLONA 2019

La Strada del Torcolato e dei vini di Breganze si prepara per la dodicesima edizione della Vespaiolona. La notte bianca e rossa, organizzata in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Doc Breganze, torna venerdì 21 giugno e coinvolge quest’anno dodici cantine del territorio breganzese, nel Vicentino. A partire dalle 18 di martedì 4 giugno saranno aperte le prevendite online su sito http://www.vespaiolona.it per acquistare i kit pass Vespaiolona.

Il costo per ciascun pacchetto è di 26 euro e comprende il pass, il trasporto in autobus tra le diverse cantine, il calice, la tracolla portabicchiere targata Vespaiolona 2019 e sei assaggi dei vini della Doc Breganze. Ogni partecipante potrà acquistare online un massimo di sei ingressi e le vendite rimarranno aperte fino all’esaurimento dei 4500 disponibili. L’accesso alle cantine sarà consentito solo ai partecipanti muniti di kit.

Le cantine che apriranno le porte ai visitatori durante la Vespaiolona 2019 saranno: Ca’ Biasi, Cantina Beato Bartolomeo, Col Dovigo, Firmino Miotti, IoMazzucato, La Costa, Le Colline di Vitacchio, Le Vigne di Roberto, Maculan, Transit Farm, Vigneti dell’Astico, Vitacchio Emilio. Qui si potranno degustare i vini della Doc Breganze come l’autoctonono Vespaiolo, nella sua declinazione ferma e spumantizzata, il vino passito Torcolato o i rossi bordolesi.

A partire dalle 19.30 di venerdì fino alle 2 di sabato, ci saranno inoltre spettacoli di intrattenimento in tutte le aziende, oltre a ricche proposte gastronomiche in abbinamento ai calici. Da Vitacchio Emilio si potranno trovare lo spiedo di quaglie della Confraternita della Quaglia di Levà e un piatto tipico con sopressa artigianale e formaggi di montagna, mentre da Firmino Miotti ci sarà Bamburger con hamburger di carne, vegetariani e vegani con ingredienti freschi del territorio e golosi dolci al Vespaiolo e al Torcolato. Da Transit Farm si assaggeranno invece i piatti di Shelter, che preparerà gnocchi pomodoro e burrata e ragù del cortile, hamburger di scottona e vegetariani, arancini e arrosticini mentre a La Costa saranno serviti ravioli ripieni di baccalà e olive nere, roast beef di manzo con verdure saltate e il gelato artigianale di Emè. Si passa quindi a Le Vigne di Roberto, con la tartare di Angus e la tagliata di bisteccona delle Macellerie del Gusto Da Renato di Schio e Malo, fino al piatto rustico e alle patate al salto proposti da Ca’ Biasi e ai piatti di Col Dovigo, con pizza gourmet, spiedo al cartoccio, risotto con porcini e formaggio castelgrotta e frittelle di mele come dessert. Appuntamento da Maculan per assaggiare invece lo gnocco fritto del ristorante Fuori Modena, mentre nella vicina Piazza Mazzini ci saranno burritos di carne e verdure e code di gambero fritte a cura di Osteria Bell Tower e Non Solo Pane, in abbinamento ai vini dei Vigneti dell’Astico.

Alcune cantine avranno invece come proposte piatti a base di pesce: alla Cantina Beato Bartolomeo la Pro Loco di Bolzano Vicentino preparerà frittura di avannotti con crema di mais e avannotti in saor su letto di misticanza. IoMazzucato proporrà perle di stoccafisso con dadini di polenta fritta e coni ai sapori del territorio, a cura della Pro Loco Sandrigo mentre a Le Colline di Vitacchio si potranno assaggiare la frittura mista di pesce, le linguine ai frutti di mare e le cozze saltate a cura del Comitato Festeggiamenti di Maragnole.

Il programma completo della Vespaiolona è disponibile sul sito http://www.stradadeltorcolato.it e http://www.breganzedoc.it. Per ulteriori informazioni, è possibile contattatare l’Associazione Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze allo 0445-300595 o 333-1938773 o tramite email stradadeltorcolato@gmail.com.

PASQUA ALLA PASTICCERIA FILIPPI, TRA PRODOTTI E INGREDIENTI DI ECCELLENZA

Andrea Filippi

C’è un posto nel Vicentino, a Zanè, per la precisione, dove si propone il dolce 100 per cento olio evo, senza derivati dal latte e solo con materie prime d’eccellenza. L’obiettivo è portare in tavola prodotti sempre più digeribili e con pochi grassi. E per Pasqua diventa l’ideale. Parliamo della Pasticceri Filippi, nata nel 1972, dove mamma Maria e papà Giuliano s’impegnarono nella produzione dei primi dolci da forno a lievitazione naturale, con un occhio di riguardo per la scelta e la qualità degli ingredienti. E in questi giorni precedenti le feste, diventa l’ideale portare a tavola un dolce, dove nell’impasto si sostituiscono il burro e i derivati del latte con olio di extravergine di oliva di alta qualità e senza l’uso di aromi artificiali.

La pasta madre è l’ingrediente più importante, l’impronta distintiva che rende autentici e unici i prodotti Filippi. È realizzata con lievito naturale costituito da diversi ceppi di lieviti e proprio per questo non c’è modo di averne una identica a un’altra. Quella di Filippi è tenuta in vita e custodita gelosamente da più di quarant’anni: viene rinfrescata di giorno in giorno dal 1972 per creare dei lievitati dal sapore inconfondibile.

Qui si usano solo uova fresche prodotte da galline allevate a terra e all’aperto in un’azienda cruelty-free di un’azienda del veneziano.

L’azienda ha deciso di tornare a usare il miele, un dolcificante naturale, dosandolo in combinazione con lo zucchero in modo da abbassare le dosi di quest’ultimo. Il miele proviene da una azienda specializzata in provincia di Padova, le cui api, trattate con metodi biologici, bottinano sui pendii del Parco Regionale dei Colli Euganei. Un prodotto locale che nasce dall’amore e dal rispetto per la natura e dalla salvaguardia del territorio. Il miele dei Colli Euganei è soprattutto miele di acacia, di castagno, di erica e di lavanda.

L’olio è l’ingrediente che ha reso celebre la pasticceria, la prima a realizzare dei dolci natalizi e pasquali 100% olio evo senza l’utilizzo del latte e dei suoi derivati. Quello scelto da Filippi nasce nei Frantoi Cutrera nel cuore dei Monti Iblei, nella Sicilia sud orientale, ed è un blend: un olio extra vergine di oliva che risulta dalla spremitura di olive di diverse varietà (moresca, biancolilla, Nocellara, Cerasuola e Tonda Iblea) coltivate a ridosso del Mediterraneo, a 150-250 metri sopra il livello del mare. Le olive vengono raccolte a mano, portate nel frantoio e molite lo stesso giorno con centrifuga a freddo per garantire un olio di grande qualità, più volte premiato anche dalla Guida Flos Olei.

La lavorazione effettuata a temperatura controllata, la conservazione a 13/14 gradi in recipienti di acciaio inox in assenza di ossigeno e l’uso dell’azoto durante il processo d’imbottigliamento, consegnano un olio eccellente e con caratteristiche chimiche e qualità organolettiche che si mantengono costanti per più di 18 mesi.

«La scelta di ingredienti – spiega Andrea Filippi a capo dell’azienda con il fratello Lorenzo – ci ha permesso di creare una dolce di grande dirigibilità e leggerezza, mantenendo intatta la bontà grazie alle materie prime d’eccellenza e al rispetto dei tempi di preparazione necessari per fare un ottimo prodotto. Il 100 per cento olio evo è ormai diventato il nostro lievitato distintivo, perfetto anche per tutti i golosi intolleranti al lattosio che non vogliono rinunciare a un dolce pasquale di alta qualità, all’insegna della geniunità degli ingredienti e della tradizione».

Da Filippi si usa latte intero fresco che ogni mattina viene consegnato direttamente dalla latteria del paese: una cooperativa che nel tempo è stata capace di riunire una serie di produttori di cui un terzo produce latte di montagna e una ventina circa pratica l’agricoltura biologica certificata. Rifornirsi “sotto casa” è sinonimo di freschezza assoluta ed è anche un modo di collaborare attivamente alla crescita delle economie locali.

Per trovare il burro ideale, la Pasticceria ha invece varcato le Alpi. Nei paesi nord europei il metodo utilizzato per la produzione di burro è la centrifugazione, universalmente riconosciuto come il migliore per separare la crema di latte senza alterarne le qualità organolettiche.

Scorzone di limoni di Sicilia, scorzone di arance Washington di Calabria, pesche, amarene d’Istria e Serbia, albicocche tonde di Costigliole Saluzzo. Tutti i frutti che usa la Pasticceria Filippi non sono trattati con solfiti o conservanti di alcun tipo. Il processo di canditura avviene a cielo aperto, senza pressioni meccaniche. È un processo molto lungo, che richiede settimane, ma permette di mantenere le bucce molto morbide e la forte carica aromatica dei frutti, dal profumo inconfondibile. L’uvetta o uva passa arriva invece dall’Australia, e adesso è una delle migliori che il mercato possa offrire, soprattutto per uso di pasticceria. Ha un colore ambrato e acini con una buccia molto sottile che ne aumenta la scioglievolezza e arriva in Pasticceria senza nessun trattamento o additivo.

La Pasticceria non usa nessun aroma artificiale e questo rende la vaniglia un ingrediente particolarmente importante per arrotondare e completare il gusto dei prodotti. La polvere di vaniglia di Filippi, del tipo Planifolia Bourbon, proviene da coltivazioni biologiche e certificate dal commercio equo e solidale del Madagascar. Essa è ottenuta dalla macinazione di baccelli interi non trattati, che presentano un tenore di vanillina superiore a quello di altre bacche disponibili sul mercato.

Il cacao utilizzato nei prodotti della Pasticceria giunge dalla provincia di Oulaidon, in Costa d’Avorio. Fa parte di un progetto di filiera equosolidale seguito direttamente dalla rete ChocoFair Cote d’Ivore, che si occupa di tutelare la biodiversità delle piantagioni promiscue e lo sviluppo della lavorazione a pietra del cacao per il miglioramento colturale. Il cacao è fermentato “a scivolo” per sei giorni su foglie di banano e l’essiccazione dura tra i sette e i dieci giorni. Risulta particolarmente profumato grazie anche allo scambio di pollini con le piante selvatiche di arancio mango, caffè selvaggio e cardamomo, tra cui è coltivato.

La Pasticceria Filippi è una Certified B Corporation o B Corp, un nuovo tipo di azienda che volontariamente rispetta i più alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza. Le B Corp vanno oltre l’obiettivo del profitto, con riflessi positivi sul dipendente, le comunità in cui operano e l’ambiente. In questo modo il business diventa una forza rigeneratrice per la società e per il pianeta.

GOURMANDIA 2019: UN VIAGGIO NEL MONDO DELLA LIEVITAZIONE E GRANDI CHEF

Davide Paolini, il Gastronauta ideatore di Gourmandia

 Gourmandia, l’evento dedicato al cibo e agli artigiani del gusto giunto alla sua quarta edizione, sta per tornare: dal 13 al 15 aprile 2019, per la prima volta, all’Ex Area Pagnossin, a pochi passi dall’aeroporto di Treviso, appuntamento con oltre180 espositori provenienti da tutta Italia, chef stellati della cucina italiana e con una serie di talk dedicati alle eccellenze enogastronomiche. Un viaggio tra sapori, tradizione e innovazione: tanti gli eventi durante la tre giorni, a cominciare dagli show cooking con i volti noti dell’alta ristorazione italiana. Ad aprire le danze, sabato 13 aprile alle ore 13, sarà Luigi Biasetto dell’omonima pasticceria padovana, che spiegherà come nasce la sua celebre colomba pasquale. A seguire, alle 14, ci sarà lo show cooking di Andrea Berton, del Ristorante Berton di Milano, dove il protagonista assoluto sarà il merluzzo: lo chef cucinerà dei ravioli di patate in brodo di merluzzo e il trancio con crema di zafferano. Alle 17 sarà la volta di Tessa Gelisio, volto noto della televisione italiana, che preparerà per l’occasione un menù dedicato ai sapori della Sardegna, abbinando i piatti ai vini prodotti dalla conduttrice. Domenica 14 aprile spazio ai profumi della Thailandia: alle 11 lo chef Francesco Brutto del Ristorante Undicesimo Vineria di Treviso preparerà la sua versione del Miang Khan, un piatto dove si intrecciano la cultura culinaria asiatica, quella italiana e quella messicana, dando vita ad un piatto dal sapore sorprendente. Il testimone passerà poi a Max Alajmo de Le Calandre di Rubano (Padova), che alle 12 tratterà un tema intrigante della sua cucina di chef tristellato: il sapore del gusto. Uno sguardo anche ai sapori e ai colori della cucina partenopea, con lo show cooking diGennaro Esposito del Ristorante La Torre del Saracino di Vico Equestre (Napoli), che interverrà alle ore 18. Lunedì 15 aprile alle ore 11 sarà Alessandro Dal Degan a salire sul palco: lo chef del ristorante La Tana Gourmet di Asiago (Vicenza) preparerà il piatto Orzo, Terra e Acqua. Seguirà, alle ore 12, lo show cooking di Philippe Léveillé del Ristorante Miramonti L’Altro di Concesio (Brescia). Infine ci saranno due momenti dedicati alle premiazioni: domenica alle ore 10 Davide Paolini assegnerà i premi ai locali storici di Treviso e provincia, mentre alle ore 14.30 verrà decretato il vincitore de Il Mèjo Panéto, contest indetto dall’Accademia del Panino Italiano. In giura ci saranno il panificatore Giovanni Polo, Raffaella Lenarduzzi, direttore esecutivo Palagurmé, il direttore dell’Accademia del Panino Italiano Barbara Rizzardini, Daniele Reponi, creativo e storyteller del Panino, Riccardo Soncini, esperto di scienze e culture gastronomiche e Davide Paolini.

I LIEVIATI

Michele Basso della pizzeria Arrigoni & Basso di Zero Branco

Tre giorni per scoprire il mondo dei lievitati tra pane, pizza e dolci di tutta Italia: Gourmandia 2019, in programma dal 13 al 15 aprile nell’area Ex Pagnossin di via Noalese 94 a Treviso, svela i segreti dei migliori impasti creati dalle mani esperte di chef, pizzaioli e pasticceri rinomati. Spazio anche alla sperimentazione con sapori inediti e accostamenti insoliti e curiosi. Protagonisti dell’iniziativa, giunta alla sua quarta edizione e per la prima volta a Treviso, saranno anche gli artigiani del gusto, con una grande selezione di prodotti di qualità, nuove scoperte del Gastronauta da assaggiare e acquistare.

Ad aprire le danze con gli eventi dedicati ai lievitati, sabato 13 aprile alle 13, sarà Denis Lovatel della Pizzeria da Ezio di Alano di Piave (Belluno), che per Molino Rachello sarà il protagonista, assieme alla sua celebre pizza tonda crunch, di Sapori di Oasi #1: Identità di Montagna. Alle 15, invece, sarà la volta di Nicola Fiasconaro della Pasticceria Fiasconaro di Castelbuono (Palermo), che delizierà i visitatori con la sua celebre colomba pasquale. Domenica 14 aprile, alle 10.30, Massimo Alverà della Pasticceria Alverà di Cortina d’Ampezzo (Belluno) porterà il suo Dolce della Rinascita, nocciole e gianduia, preparato con le farine di Molino Quaglia. Alle 12.10, sempre per Molino Quaglia, seguirà il Brunch del nostro territorio, a cura di Alberto Arrigoni della Pizzeria Arrigoni & Basso di Zero Branco (Treviso), sempre per Molino Quaglia. Alle 13, appuntamento con Spinaci e Salmerino: Enrico Dal Farra de Officine – La Fabbrica del Buon Gusto di Santa Giustina (Belluno) realizzerà con le farine di Molino Quaglia una pizza tonda con impasto a lievitazione mista, gel di segale integrale, semi di lino, sesamo, girasole e granella di nocciole con spinacio “cotto non cotto”, salmerino in bassa temperatura e crema di pomodorino secco bio, basilico, mandorle e olio Evo Bio. La pizza sarà la protagonista anche di Sapori di Oasi #2: Ritorno alla natura: qui lo chef Michele Potenza e Leonardo Spagnolo prepareranno una pizza in teglino gourmet a quattro mani. Per gli impasti utilizzeranno le farine di Molino Rachello. Alle 16.20, per Molino Quaglia, spazio ai dolci di Massimo Albanese della Pasticceria Max di Treviso.

Lunedì 15 aprile, alle 10.30, appuntamento con la Colomba Pasquale – Edizione Speciale 2019 di Davide Lucian, della Pasticceria Lucian di Mezzana (Trento) per Molino Quaglia. Per la sua preparazione Davide si è ispirato ai profumi della primavera: un impasto classico arricchito con arance, limone, cedro e mandarini canditi, legati da succo di zenzero e infusione di alloro. Alle 12, toccherà ai Sapori di Oasi #3: Alle Radici del Gusto, dove la raffinata creatività di Andrea Valentinetti, premiato chef del Ristorante Radici “Terra e Gusto” di Padova, si unisce all’estroso talento di Andrea Rossetti e alle mani esperte di Michael Sartor, tecnico pizzaiolo di Molino Rachello, per una demo dedicata alla pizza gourmet. Alle 12.10 Ruggero Ravagnan, della Pizzeria Gregoris di Mestre (Venezia), preparerà due gustose ricette in cui il protagonista assoluto sarà il pane preparato con farine di Molino Quaglia: il pane con burro e sarde di Pellestrina e pane con humus di ceci, peperoni e kefir. Alle 13, sarà la volta di Nuvola, Profumi di Primavera, in cui Angelo Di Lieto della Pizzeria La Fenice di Belluno delizierà i visitatori con una pizza realizzata con farine tipo 1 e tipo 0 di Molino Quaglia. Il topping sarà composto da crema di asparagi verdi, stracciatella pugliese di latte Trentino, asparagi bianchi di Cimadolmo, pancetta cotta la Giovanna (Capitelli), mimosa d’uovo, zest di sfusato d’Amalfi e pepe nero. Sempre per Molino Quaglia, alle 13.50, Massimo Frighetto e Michele Colpo della Pizzeria Premiata Fabbrica di Bassano del Grappa (Vicenza) prepareranno la loro pizza Bassanese con asparagi Dop di Bassano, uova, mozzarella, piselli di Borso, fragole fermentate e germogli di pisello. Ultimo appuntamento di Gourmandia con i lievitati sarà Sapori di Oasi #4, alle 14: qui lo chef Martino Scarpa e Mattia Pivetta si avvicenderanno per una degustazione di pizze in pala realizzate con farine italiane coltivate in Oasi di Molino Rachello, sapientemente farcite con ingredienti freschi provenienti dalla laguna. Gli orari d’ingresso di Gourmandia saranno sabato 13 dalle 12 alle 20, domenica 14 dalle 10 alle 20 e lunedì dalle 10 alle 17. Ingresso 10 euro per gli adulti, i bambini (dai 6 ai 12 anni), 5 euro. I. e nfo: gourmandia.gastronauta.it | info@gastronauta.it

GRILL E ARTE: IN RIVIERA, IL QUARTO ATTO DEL PROGETTO BOX

Box Caffè Stra

Scoprire tutta la versatilità della cottura alla griglia in uno spazio ispirato all’arte di Giorgio de Chirico. Tutto questo è Box in Riviera, il nuovo ristorante aperto a Stra (Venezia) da Marco Benetazzo, nei rinnovati spazi di una villa Liberty di inizio Novecento. Si va ad aggiungere ai tre locali di Padova: Box Caffè, Box Pizza e Box in Galleria. «Box in Riviera è una sfida completamente nuova nello stile Made in Box. – spiega Marco Benetazzo – La proposta della cucina si concentra prevalentemente sul grill, dove proponiamo con diverse tecniche di cottura i migliori tagli di carne dal mondo, ma anche pesce e piatti vegetariani». L’ambiente è stato completamente ristrutturato dallo Studio Parisotto più Formenton di Padova, secondo le linee stilistiche dell’arte metafisica di Giorgio De Chirico. «Abbiamo voluto creare un’atmosfera in cui la bellezza della cucina incontrasse quella dell’arte. – prosegue Benetazzo – Box in Riviera vuole essere un posto dove mangiare in un ambiente caldo e accogliente, con allestimenti puliti e di ispirazione minimalista, circondati da opere di pittori e scultori che si possono anche acquistare. Un ristorante che è anche una galleria d’arte».

L’idea di cucina che Box in Riviera propone è affidata alla creatività dello chef Riccardo Maffini, già responsabile degli altri locali Box, fondata sul giusto equilibrio tra semplicità delle materie prime e sperimentazione negli abbinamenti.

A completare la proposta del ristorante una selezione sempre aggiornata di pizze, che portano sulla Riviera del Brenta la passione per i lievitati di Box. A pranzo è a disposizione un menu più informale e agile con la possibilità di scegliere tra sei piatti proposti dalla cucina, ogni giorno diversi.

DOMENICA 24 MARZO, ARQUÀ PETRARCA (PADOVA): IL VINO È DONNA

Una giornata con le eccellenze vinicole dei Colli Euganei e Berici.  La Cantina Loreggian di Arquà Petrarca ospiterà la quinta edizione de Il Vino è Donna, l’evento dedicato a più di quarantacinque etichette dei Colli Euganei e Berici, tre vini per ognuna delle 15 cantine. L’appuntamento è per domenica 24 marzo 2019 dalle 15 alle 19 per incontrare le produttrici, assaggiare i loro vini e scoprire le loro realtà.  I vini in degustazione sono artigianali e territoriali e si caratterizzano per il profondo legame con il proprio terroir e la storia della vignaiola che li produce.

Come i vini, anche la cucina de Il Vino è Donna si distingue per il rapporto con il territorio: durante tutta la manifestazione si potranno assaggiare i piatti di Silvia Benardini dell’Enoristorante Ser Petracco di Arquà Petrarca. Ad accompagnare i vini delle Donne dei Colli Euganei e Berici ci saranno anche i formaggi di Franca Giora e Stefania Pavera del Caseificio Valdolmo di Pernumia.

Come ogni anno, Il Vino è Donna è un evento benefico. Quest’anno, il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Giovanni Celeghin di Pernumia, che sostiene la ricerca sui tumori cerebrali, finanziando progetti di ricerca in collaborazione con diversi ospedali e Università del Bel Paese.

Ad allietare questa giornata benefica ci sarà la voce di Michela Parolin, che con il suo progetto Michela Parolin Project, presenterà i brani che hanno caratterizzato la sua formazione musicale. Un repertorio che attraversa i classici del jazz & soul ai brani che hanno segnato la storia della musica italiana e internazionale.

I Colli Euganei vanno scoperti senza fretta in tutto relax. ViaggiareCuriosi ha realizato un itinerario di circa due ore da percorrere a piedi alla scoperta del Monte Calbarina e del Lago Termale della Costa con partenza alle 15 dalla Cantina Loreggian.

Queste le donne del vino. Per i Colli Euganei, nel Padovano: Catia Bolzonella di Ca’ della Vigna, Selvazzano Dentro, Elena Cardin di Cantina Terra Felice, Arquà Petrarca, Elisa Dilavanzo e Benedetta Marchetti di Maeli Wine, Torreglia, Elisa Meneghini di Azienda Agricola Nevio Scala, Lozzo Atestino, Francesca Callegaro di Azienda Agricola I Reassi, Rovolon, Francesca Salvan di Salvan – Vigne del Pigozzo, Due Carrare, Linda Zanovello di Ca’ Lustra – Zanovello, Cinto Euganeo, Lisa Loreggian di Vini Loreggian, Arquà Petrarca, Mariagrazia Ambrosin e Marzia Miotto de Il Pianzio, Galzignano Terme, MariaGioia Rosellini di Ca’ Orologio di Baone, Silvia Gardina di Quota 101, Torreglia. Per i Colli Berici, nel Vicentino: Alessandra Piovene di Società agricola Piovene Porto Godi Alessandro di Toara di Villaga, Anna e Silvia Dal Maso di Dal Maso Azienda Agricola, Montebello Vicentino, Carolina de’ Besi di PuntoZero, Lonigo, Cecilia Caporali e Marcella Biasin di Cà Rovere, Alonte.

Il contributo per la degustazione è di 10 euro a persona (cinque assaggi di vino, bisaccia, calice e mappa cantine), un altro carnet di tre campioni, 5 euro. Le proposte culinarie partono da 3 a 5 euro ciascuna, mentre il prezzo per l’escursione sul Monte Calbarina è di 10 euro (su prenotazione a ViaggiareCuriosi).

GIANCARLO BELLINO È IL NUOVO EXECUTIVE CHEF DELL’ANTINOO’S LOUNGE & RESTAURANT DI VENEZIA

Giancarlo Bellino

L’Antinoo’s Lounge & Restaurant presenta la sua nuova cucina confermando come Executive Chef, Giancarlo Bellino, già sous chef del ristorante del Sina Centurion Palace, cinque stelle lusso della Sina Hotels. Una nuova sfida, un interessante passaggio di testimone per continuare a dare ampio spazio e risalto all’offerta culinaria per gli ospiti internazionali dell’hotel, ma riservata anche ai clienti esterni che scelgono il ristorante affacciato sul Canal Grande. «Sarà un ritorno al passato: semplicità e schiettezza senza forzature», anticipa l’Executive Chef che assicura: «la contemporaneità dei piatti, rispettosi dello stile del Sina Centurion Palace, sarà dato dalla lavorazione e dalla scelta della materia prima».

Giancarlo Bellino, classe 1983, pugliese di San Paolo di Civitate (Foggia) ma profondamente legato all’Abruzzo, ha ricoperto il ruolo di Sous-chef all’Antinoo’s Lounge & Restaurant dal 2013. «Ho accolto questa proposta con grande entusiasmo – spiega – lavorare all’Antinoo’s Lounge & Restaurant è un grande onore. Si tratta di una realtà di lusso che offre la possibilità di vivere Venezia tra eleganza, charme e alta cucina».

Prima di approdare al ristorante del Sina Centurion Palace è stato Sous-chef al “The Westin Europa & Regina” a Venezia e vanta esperienze professionali all’Hotel “Villa San Michele” a Firenze, al “Grand Hotel Park” a Gstaad (Svizzera).

«Entusiasmo, voglia di fare, umiltà e creatività: sono queste le caratteristiche che ci hanno spinto a confermare come Executive Chef, Giancarlo Bellino – spiega il general manager, Paolo Morra -. Io e la proprietà della Sina Hotels abbiamo piena fiducia in lui e nella nuova brigata, un team affiatato, motivato e volenteroso. Ringraziamo chef Massimo Livan per il lavoro svolto con impegno e dedizione in questi anni e siamo pronti a guardare al futuro».

La cucina sarà animata da uno spirito nuovo che, se da una parte rispetterà la continuità con il passato, dall’altra punterà ad affermarsi come esperienza polisensoriale e non soltanto come un momento edonistico di soddisfazione gastronomica. Una cucina che considera il cibo attraverso una griglia sensoriale in cui l’alimento viene consumato su diversi livelli e la cucina si declina in differenti sfaccettature. «Il mio ruolo è di percepire la potenza emozionale racchiusa nel cibo, dando a esso la giusta interpretazione – spiega Chef Bellino – Per me la cucina ha un valore conviviale e comunicativo: è possibile trasmettere emozioni anche attraverso la preparazione di piatti semplici che sono legati alla tradizione, alla memoria di un territorio, oppure di un momento storico». Chef Bellino non abbandonerà la cucina gourmet, così come continuerà a curare il lato estetico e l’impiattamento nel rispetto della contemporaneità dello stile del Sina Centurion Palace: ma punterà ad una cucina apparentemente semplice nella scelta degli ingredienti, al massimo tre per ogni ricetta oltre alle guarnizioni, capace di far vivere al commensale, al momento del gusto, una vera esperienza tale da poter riconoscere il processo che lega le diverse fasi di composizione di un piatto. «La mia cucina sarà semplice, intesa come profondamente rispettosa nella lavorazione, nella scelta ed esaltazione delle singole materie prime. I piatti saranno contemporanei: nel rispetto dell’identità del Sina Centurion Palace e sarà una cucina attenta alla tradizione e alla cultura italiana».

Dalla tradizione alle ultime interpretazioni gourmet: l’Executive Chef ha studiato una nuova carta che sarà inaugurata proprio con la primavera: consistenze di verdure primaverili con uova di montagna e parmigiano liquido; tartare di pomodoro appassito con stracciatella di Andria e frisella soffiata; bianco di capasanta con mayonnaise di spinaci e caviale pregiato Italiano; linguine tiepide con mazzancolle, lime e salicornia; risotto di baccalà, piselli e basilico.

Anche la sala si arricchisce di una nuova figura professionale: il maître Nicola Nardo è affiancato da Matteo Molinari, che vanta esperienze professionali in ristoranti stellati, italiano e internazionali.

All’Antinoo’s Lounge & Restaurant, cinquanta posti, si può assaporare il gusto contemporaneo di Venezia scegliendo tra la white e la red room. Nella sala bianca, pareti forme geometriche in rilievo, sulle tonalità candide del bianco, creano un quadro naturale all’ambiente raffinato, dove nulla è lasciato al caso e il commensale è avvolto dallo spettacolo della luce naturale di una portafinestra affacciata sul Canal Grande. In estate si può godere del panorama dalla terrazza esterna. Oppure, si può scegliere di essere avvolti dalle calde tonalità del rosso, seduti sul divano ondulato della sala rossa, dalla quale è possibile ammirare lo spettacolo di Venezia. Il bar Antinoo è il lounge bar dal design contemporaneo enfatizzato dal color porpora; una vera e propria cornice rende il bar come un quadro da ammirare seduti sull’originale divano ondulato.

ESCE LA 23ESIMA EDIZIONE DELLA GUIDA MAGNAR BEN BEST GOURMET 2019

Maurizio Potocnik

Ritorno alle origini. La cucina moderna fa un passo indietro, i grandi chef si confrontano con la storia e i suoi piatti. Il miglior piatto dell’anno il Filetto alla Rossini. Questa è la nuova tendenza della ristorazione nella macroregione europea dell’Alpe Adria, lo dice Maurizio Potocnik che con il suo team di giornalisti expertise, ogni anno, da ventitré anni, pubblica la guida dei migliori ristoranti, vini e prodotti tra il Nord Est Italia, Austria, la Slovenia e la Croazia. Il successo degli ultimi anni di questa guida, che si può definire allo stesso tempo locale e internazionale, è quello di dialogare con la ristorazione, con i produttori, di condividere, di essere volano per le cucine più interessanti, raccontare delle grandi e piccole aziende del vino, promuovere i piccoli produttori artigianali del gusto. «Sono entusiasta di questo lavoro» dice Maurizio Potocnik fondatore della guida «negli anni abbiamo saputo cogliere sempre il meglio dell’espressione enogastronomica di questo territorio unico al mondo, il nostro punto di forza è sicuramente la profonda esperienza sul campo, e una assidua e costante ricerca che si traduce in visite, visite che sono la vera nostra forza rispetto alle altre guide nazionali che per ovvie ragioni di budget non possono permettersi di visitare tutti I locali recensiti e pubblicati. Negli anni abbiamo rafforzato il nostro team di giornalisti ed expertise per garantire al nostro lettore una visita “sicura”, un racconto aggiornato su cosa potrà mangiare, bere, gustare, emozionandosi, senza sorprese sgradevoli. Infatti, nella guida a ogni locale è dedicata un’intera pagina, così come per il vino e i prodotti selezionati, per ogni ristorante addirittura in molti casi sono pubblicate le fotografie dei piatti degustati, così anche per le degustazioni sensoriali di vini e prodotti». Come ogni anno la guida valorizza più di 400 ristoranti tra cucina moderna e tradizionale, trattorie, osterie con cucina, locande, hotel; la ristorazione nel suo ensemble a 360 gradi per tutte le tasche e per tutti i gusti all’insegna del “ristorare” nel vero senso della parola, poichè ristorare non significa solamente cucinare bene, ma anche accogliere bene, consigliare bene, essere ambasciatori di un territorio e comunicarlo al meglio, considerando che questo è un territorio particolarmente ricco di cultura enogastronomica. La guida pubblica nella sua ventitreesima edizione anche 90 grandi vini e 70 prodotti d’autore di piccoli artigiani del gusto. Una panoramica ricca e piena di informazioni utili per chi in questo territorio vuole avere un’esperienza, vivere emozioni e gustarsi la vita, il cibo, il vino, al meglio, del resto si dice che “chi sa mangiare sa amare”. Sono venti quest’anno gli Awards Best of Alpe Adria 2019 pubblicati in guida, tra i quali dieci dedicati alle cucine, cinque dedicati ai migliori vini e altrettanti ai migliori prodotti artigianali. Tra la cucina creativa, citiamo quella del ristorante El Molin del trentino Alessandro Gilmozzi, oppure quella tradizionale che quest’anno vince con il miglior piatto, uno storico Filetto alla Rossini (Tournedos) realizzato dallo chef Giovanni Rugolotto del ristorante Hostaria San Benedetto di Montagnana. Tante novità anche tra nuovi emergenti, bistrò, agriturismo, piatti non cucinati, menù gourmet a prezzi accessibili, cestini di pane e ristoranti da hotel. E, ancora, riconoscimenti tra i vini a metodo classico, bianchi, autoctoni, rossi e prodotti d’autore tra prosciutti, pesci, confetture, panificazioni e dolciaria.

La guida è disponibile in libreria e on-line nelle piattaforme digitali nazionali e internazionali a 23 euro acquistabile anche sul bookshop ufficiale: http://www.magnarben.it/bookshop – 400 ristoranti, trattorie, osterie, locande, konobe, gostilne, 90 Best Wines, 70 prodotti, 20 Hotel Relax & Gourmet, 20 Awards Best of Alpe Adria 2019 di cucina, vini e prodotti, 630 pagine a colori con fotografie.

La presentazione ufficiale si terrà giovedì 31 gennaio dalle 18.30 all’Eat’s di Conegliano (Treviso), partner ufficiale della guida per l’anno 2019. All’evento che raccoglie i migliori vini e prodotti, parteciperanno gli chef Lorenzo Cogo del Garibaldi El Coq di Vicenza, a rappresentare la Slovenia Tomaz Kavcic del Pri Lojzetu Villa Zemono, lo chef Tino Vettorello del Ristorante Tre Panoce di Conegliano, lo chef Stefano Basello del Fogolar Là di Moret di Udine con il suo pane di cortecce e licheni degli alberi abbattuti in Carnia l’ottobre scorso, Gaetano Catalano head bartender di TerrazzaMare Marcandole di Jesolo che proporrà un cocktail con Monologue il nuovissimo Gin di Tomaz Kavcic. Tra Fumi e profumi del Vipacco, panificazioni eccellenti, oli, formaggi, composte e radicchi pregiati la cena diretta da Maurizio Potocnik chiuderà con l’arrivo dei Cramars, un’autentica sopresa in viaggio da Venezia alla Carnia.

ECCO I 12 MIGLIORI PANETTONI DEL VENETO. DOMENICA 2 DICEMBRE LA FINALE

Saporè di San Martino Buon Albergo (Verona), Il Chiosco di Lonigo (Vicenza) e pasticceria Olivieri 1822 di Arzignano (Vicenza) sono arrivati sul podio alla prima semifinale del 27 novembre a I Tigli a San Bonifacio; pasticceria Marisa di Arsego di San Giorgio delle Pertiche (Padova), pasticceria Celso di Padova e ristorante Val Pomaro di Arquà Petrarca (Padova) si sono qualificati nel corso della seconda serata il 28 novembre da Osterie Moderne a Campodarsego; Battistuzzi di Conegliano (Treviso), pasticceria Centeleghe di Farra D’Alpago (Beluno) e la pizzeria Rocca d’Asolo di San Vito di Altivole (Treviso) si sono guadagnati la finale il 29 novembre da Ezio ad Alano di Piave; l’Osteria Zero di Zero Branco (Treviso), la pasticceria Fabris di Fontanelle (Treviso) e la pasticceria Max di Treviso sono stati i migliori della semifinale di ieri sera al Perché a Roncade.

Panetthòn è una sfida solidale fra i migliori panettoni artigianali del Veneto. Quelli prodotti senza additivi l’emulsionante E471 e con materie prime di alta qualità. Panettoni “classici”, con uvetta e canditi, che hanno una durata limitata ma che in cambio presentano una bontà senza paragoni. L’etichetta “solidale” definisce le finalità benefiche del concorso, il cui ricavato sarà destinato a due progetti: all’Amici di Adamitullo dell’omonima onlus creata da don Cesare Bullo che in Etiopia garantisce il sostegno ad attività scolastiche e educative rivolte alle comunità locali, e all’associazione Co-Meta di Padova che da qualche anno sostiene attività di cooperazione sociale rivolte ai bambini in Burkina Faso.

Panetthòn è l’evoluzione di un’iniziativa ideata nove anni fa da Daniele Gaudioso, medico oculista, giornalista gourmet e collaboratore della guida ristoranti del Gambero Rosso. Un’iniziativa che per anni Gaudioso ha organizzato tra le mura domestiche. La crescita di interesse del concorso già lo scorso anno ha indotto gli organizzatori (Gaudioso e alcuni suoi amici: i giornalisti Paolo Brinis e Renato Malaman, oltre al consulente gastronomico Federico Menetto) a proporre l’iniziativa in un ristorante. Dall’anno scorso il grande salto: la sfida è diventata regionale.

Quattro le serate che hanno portato alla selezione dei dodici panettoni che parteciperanno domenica 2 dicembre alla finale nel nuovo Risto-Pizza Om Osterie Meccaniche di Abano Terme (Padova). La prima semifinale si è tenutaai Tigli di San Bonifacio (Verona), alla corte di Simone Padoan, il 27 novembre dove sono stati messi a confronto i migliori panettoni vicentini e veronesi; la seconda si è tenuta il 28 novembre al ristorante Osterie Moderne di Padova ove i panettoni partecipanti erano di Padova e Rovigo; il 29 novembre Panetthònè stato – in occasione della terza tappa – per la prima volta di scena nel bellunese, alla Pizzeria da Ezio di Alano di Piave, del celebrato pizzaiolo-gourmet Denis Lovatel, dove sono stati valutati i panettoni presentati da pasticceri delle province di Belluno e Treviso. Il 30 novembre si è svolta la quarta e ultima “eliminatoria” al ristorante Perché di Roncade (Treviso) – altro locale fedelissimo dell’evento – dove sono stati degustati i panettoni provenienti dai laboratori artigianali delle province di Treviso e Venezia.
La finale è in programma domani, domenica 2 dicembre alle Osterie Meccaniche di Abano della famiglia Legnaro, e decreterà il miglior panettone artigianale del Veneto. Ovvero preparato senza utilizzare mono e di gliceridi degli acidi grassi, quelli classificati come E471.
Durante le serate di qualificazionea decretare i prodotti più meritevoli è stata una giuria tecnica di giornalisti ed esperti del settore. Il giudizio del pubblico, durante la finale, avrà il suo peso nel verdetto conclusivo.
La manifestazione è sostenuta anche dal Consorzio Vini di Arcole (Verona) e dall’agenziadi marketing IdeaFood&Beverage con sede a Padova e Milano.

CANTINA COLLALTO, UN VINO DEDICATO ALLA SUA PRINCIPESSA.

Principessa Isabella

Si chiama Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Collalto Docg “Isabella” Brut Millesimato e il nome non è un caso. È dedicato alla principessa Isabella Collalto de Croÿ e alla sua famiglia che, da oltre mille anni, 1060 per la precisione, ha saputo preservare le terre attorno al castello di San Salvatore a Susegana, nel Trevigiano. Su questa collina, ben oltre 1.000 anni fa, si sono insediati gli antenati della principessa Isabella, dal cui nome hanno preso poi il titolo di Conti di Collalto.
Si chiama “Rive” perché ricorda le colline; le uve, Glera, sono selezionate e arrivano da un’amena collina, di origine morenica, che si trova proprio a nord del borgo, la collina di Collato. Il vigneto è di oltre un ettaro e si trova proprio sul cucuzzolo ed è circondato da un boschetto che funge da protezione.
Il prodotto sarà messo in commercio in questi giorni (vendemmia 2017), ha un grado alcolico di 12 gradi e il vino è lavorato seguendo il metodo Martinotti-Charmat. Dopo un lungo periodo di sosta sui lieviti seguente la presa della spuma e la successiva stabilizzazione tartarica, il vino è filtrato e imbottigliato.
Di colore giallo paglierino tenue, porta con sé profumi floreali, fruttati, freschi ed è l’ideale per un piatto di pesce, fritture, piatti della tradizione veneta come i nervetti, le cervella fritte o i bigoli in sala.
Venerdì 30 novembre, alle 19.30, l’azienda agricola Conte Collalto presenterà al pubblico proprio il suo nuovo gioiello. Per l’occasione, sarà organizzata una cena in cantina con degustazione guidata da Fabio Guerra, noto giornalista, sommelier, docente Slow Food. Questo il menu della serata:
come aperitivo saranno serviti delleFoglie di borraggine, Fiori di zucchina e salvia,
Polpettine di melanzane e crocchette con cuore di formaggio, Panciotte con patate pancetta e rosmarino, Frittelline con ricotta forte di pecora e pomodoro, Frittelline prezzemolo e formaggio, Frittelline con cacio e peperoni, Olive in pastella e porro. L’antipato, invece, sarà il Tortino ai chiodini su crema di zucca. Come primi, saranno proposti il Risotto al Brut Rive di Collalto “Isabella”, pepe rosa e crudità di Radicchio di Treviso e Scrigni con burrata e porcini. Si proseguirà con il secondo Suprema di faraona lardellata con patate al forno e spadone gratinato, il dessert Torta di mandorle con crema inglese.
La cena ha un costo di 40 euro a persona.
Posti limitati. Per informazioni e prenotazioni chiamare lo 0438-435811 oppure scrivere a info@cantine-collalto.it

PANETTHÒN 2018, IL 2 DICEMBRE LA SFIDA SOLIDALE TRA I MIGLIORI PANETTONI DEL VENETO

Daniele Gaudioso

Torna il 2 dicembre Panetthòn, la sfida solidale che premia i migliori panettoni classici del Veneto. Il concorso, nato 9 anni fa da un’idea di Daniele Gaudioso, giornalista gourmet e collaboratore della guida ristoranti del Gambero Rosso, negli anni è cresciuto, si è strutturato e dal 2017 coinvolge le diverse province in una sfida che si è allargata all’intera regione.
Quattro serate previste per le semifinali: il 27 novembre a I Tigli a San Bonifacio (Verona) si sfideranno i panettoni dei pasticceri di Verona e Vicenza, il 28 novembre a Osterie Moderne a Campodarsego (Padova) quelli di Padova e Rovigo, il 29 alla pizzeria Da Ezio ad Alano di Piave (Belluno) quelli dell’alto trevigiano e del bellunese e il 30 novembre per l’ultima semifinale la giuria valuterà al Perché di Roncade (Treviso) i panettoni della provincia di Treviso e Venezia.
In gara solo panettoni “classici” con uvetta e canditi lavorati senza l’utilizzo di emulsionanti, quindi senza mono e di gliceridi degli acidi grassi (classificati come E471), prodotti con materie prima di alta qualità.
Al fianco di Gaudioso e degli altri organizzatori – i giornalisti Paolo Brinis, Renato Malaman e il consulente Federico Menetto – una giuria tecnica di giornalisti ed esperti del settore selezionerà, nel corso delle quattro semifinali, i dodici panettoni che si sfideranno nella finale del 2 dicembre dalle 15.45 al Ristorante Osterie Meccaniche Abano Terme (Padova). Nel corso della serata conclusiva, alle degustazioni parteciperà anche il pubblico che sarà chiamato a esprimere il proprio giudizio per decretare i vincitori.
Panetthòn è un evento solidale e sostiene la onlus Padovana Amici di Adamitullo e l’Associazione di volontariato Co-Meta. Parte del ricavato delle semifinali sarà devoluto all’associazione Co-Meta per la realizzazione di un centro per bambini malnutriti a Korsimoro, in Burkina Faso mentre l’importo totale raccolto nel corso della serata finale andrà a sostegno del progetto di Amici di Adamitullo per garantire la formazione scolastica all’interno della Missione Salesiana dei bambini etiopi di Adamitullo, piccolo paese a tre ore da Addis Abeba.

DUE DONNE VINCONO LA TIRAMISU’ WORLD CUP 2018

Francesca Piovesana e Diletta Scandiuzzi con Giuseppe Vicenzi

Si è chiusa la Tiramisù World Cup 2018, tenutasi a Treviso e nelle colline del Prosecco dall’1 al 4 novembre. A trionfare nella finalissima che si è tenuta in piazza Borsa, per la ricetta originale è stata Diletta Scandiuzzi (34 anni), cantante lirica di Treviso, mentre per la ricetta creativa ha vinto Francesca Piovesana (44 anni), fisioterapista di Casier, che ha aggiunto zenzero e cannella.
È stata soprattutto una grande festa per tutti i partecipanti e per il folto pubblico che è accorso ad assistere alle gare, presso la Camera di Commercio.
Fra i sessanta semifinalisti che avevano superato le selezioni di Conegliano, Pieve di Soligo e Valdobbiadene, solo in sei erano giunti alla finalissima, rigorosamente tre per la ricetta originale e tre per quella creativa. Una sfida quasi tutta in rosa con cinque donne e un solo uomo a contendersi i due ambiti titoli di Campione del Mondo di Tiramisù 2018 e Campione del Mondo di Tiramisù creativo 2018.
Increduli le vincitrici «Mi pare di essere in un sogno – dice Diletta Scandiuzzi, che sul palco ha trattenuto a stento lacrime di gioia. È un hobby che mi ha portata fin qui, già essere arrivata in finale era una vittoria». «Mi sono divertita un sacco è un’emozione bellissima: ho partecipato per gioco ed è andata benissimo», è invece la voce di Francesca Piovesana, mamma di tre figli, che ha voluto ringraziare la famiglia che l’ha sostenuta.
Al secondo e al terzo posto troviamo Moira Bardini di Ponzano Veneto, e Lisa Luison di Scorzé; per la ricetta creativa: Franco Norbiato di Spinea e Gioia Zaghini di Cesena.
«Un grazie di cuore a tutti per questa incredibile edizione – dice Francesco Redi di Twissen, organizzatore della Tiramisù World Cup 2018 e nell’entusiasmo di questa esperienza, un pensiero va alle nostre terre bellunesi che stanno attraversando un periodo davvero difficile. Come nel 2017, anche in questa edizione abbiamo avuto ai “tavoli di partenza” una variegata rappresentanza straniera, oltre che italiana, di partecipanti. E’ un segnale importante, che indica come la popolarità e l’attrattività del prodotto è davvero internazionale, così come l’abbinamento di quest’anno con il prosecco. La novità di quest’anno è stata l’introduzione di un doppio campione, uno per la ricetta originale del dolce e uno per quella creativa: l’impegno dei partecipanti è stato alto, segno che la sfida è un gioco, sì, ma che non manca la voglia di fare bene».
La giuria finale era composta da Roberto “Loli” Linguanotto, “padre nobile” del Tiramisù, Andrea Ciccolella, Campione della Tiramù Cup 2017, Matteo Berti, direttore didattico di Alma (scuola voluta da Gualtiero Marchesi), Angelo Gala della Ficgo, Dania Sartorato di Fipe, Federico Caner, assessore della Regione Veneto, Lavinia Colonna Preti, assessore del Comune di Treviso.
A sorpresa, a loro si è aggiunto il signor Giuseppe Vicenzi, nipote di Matilde e presidente del Gruppo Vicenzi, che porta tutt’ora il nome della sua fondatrice: «Questa manifestazione è l’estrema celebrazione della passione per il Tiramisù e riporta alla mia memoria ricordi lontani di quando bambino, in piedi su una cassetta della frutta, guardavo ammirato mia nonna Matilde preparare il Tiramisù. Inzuppava i savoiardi nella bagna preparata col caffè e il suo ingrediente segreto, un bicchierino di marsala. Ritrovo qui quella grande passione e sono onorato di partecipare anche quest’anno con i miei savoiardi Vicenzovo».

DAL CALCIO ALLA VIGNA, LA NUOVA VITA DI NEVIO SCALA

Da sinistra, Claudio Scala, Nevio Scala e Stefano Edel

Il campo lo ha sempre avuto nel sangue. Il campo da calcio, intanto, dove si è fatto conoscere e apprezzare con diverse casacche come Milan, Roma, Fiorentina, Inter, tanto per citarne alcune. Siamo tra gli anni Sessanta e Settanta, anche se è molto più conosciuto per quanto ha fatto in panchina, a Parma soprattutto, dove in sette anni ha vinto coppe nazionali, internazionali, prima delle esperienze all’estero tra Ucraina, Turchia e Germania, dove con il Borussia Dortmund si è tolto la soddisfazione di vincere la Coppa Intercontinentale.
Ma campo si può anche intendere terra, perché le sue origine contadine non le hai mai negate, anzi ne va orgoglisamente fiero, e ora ha un’azienda vitivinicola, che porta il suo nome, a Lozzo Atestino, paese padovano dov’è nato nel 1947. Con il figlio Claudio, punta tutto sul biologico e una cena al Perché di Roncade (Treviso), è stata l’occasione non solo per conoscere i suoi vitigni ma anche la sua passione per il vino. Lavora in stretta collaborazione con Stefano Menti, dell’azienda agricola Giovanni Menti, ed esperto di agricoltura biodinamica.
«Già dal 1929 – spiega Scala – la mia famiglia aveva la terra ma eravamo in affitto. Poi, grazie al calcio, siamo riusciti ad acquistarla ed eccoci qui». E, infatti, l’attività è parte di un progetto più ampio nato dalla volontà di rilanciare l’azienda di famiglia situata ai piedi dei colli Euganei, nella pianura bonificata da stagni e paludi a partire dal lontano basso medioevo. Si lavora in fase di conversione biologica; qui si adottano pratiche agronomiche che non prevedono l’uso di prodotti di sintesi chimica e sono inserite in un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Si punta, invece, tali risorse all’interno di un modello di sviluppo sostenibile nel tempo, economicamente, biologicamente, ma anche socialmente come parte della responsabilità d’impresa. I seminativi, a rotazione per una gestione equilibrata delle risorse, includono frumento, orzo e farro, colza, medicaio, soia, canapa, pisello proteico, favino; sono previste colture intermedie per il reintegro delle sostanze nutritive come i sovesci – di brassicacee, leguminose, graminacee e essenze mellifere – che vengono interrati per la produzione di humus.
Il vigneto è composto attualmente da circa 3,4 ettari di garganega impiantati nel maggio 2015, poco più di mezzo ettaro di merlot, mezzo di cabernet franc, messi a dimora nel maggio 2016, 1,1 ettari di malvasia istriana e altro mezzo di merlot impiantati nel marzo 2017. Nel 2018 sono state piantate 4200 barbatelle di moscato bianco e giallo e 2000 innesti di marze di vecchie varietà autoctone – Turchetta, Recantina, Pataresca, Corbinona – recuperate da vigneti dei colli Euganei. «Ci siamo convertiti al biologico – spiega Claudio Scala – che consideriamo un punto di partenza, dove la base è rispetto per la terra».
E al Perché sono stati portati il Gargànte, Dilètto e Còntame.
Come ha spiegato lo stesso Claudio Scala parlando dei tre prodotti, la prima vendemmia della Garganega è stata fatta nell’agosto 2016 e ha portato alla vinificazione di tre differenti partite d’uva a progressivo stato di maturazione. Le prime sono state mostate per una base spumante che è andata a comporre il rifermentato in bottiglia sui soli lieviti indigeni, pertanto è stata scelta una vendemmia anticipata per ottenere la freschezza che caratterizza il nostro “sur lie”. Fatti salvi travasi in luna calante per la pulizia del vino e per limitare fenomeni di riduzione, nessun ulteriore intervento è stato fatto in cantina fino all’imbottigliamento avvenuto nel marzo 2017. La rifermentazione – e quindi la presa di spuma – è avvenuta in bottiglia dopo aver aggiunto alla base del mosto delle uve appassite. Con la prima annata sono state prodotte 4150 bottiglie. Il nome scelto è Gargànte, dalla radice della Garganega e per allusione ai piaceri della gola: intende essere un vino gioioso e giocoso, ma anche sincero e terreno, sole uve Garganega e niente più.
Il secondo vino in ordine cronologico di produzione è il bianco fermo pensato come quotidiano, un bicchiere di accompagnamento del pasto che più ci aggrada, con attenzione al bere in maniera genuina e moderata. Arrivate in cantina le uve Garganega di seconda vendemmia vengono pigiate a 0,8 bar, il mosto fermenta spontaneamente e rimane in vasca di cemento vetrificato fino al suo imbottigliamento nel maggio 2017. Rimane a riposo in bottiglia per almeno sei mesi prima della commercializzazione. Con la prima annata sono uscite 4230 bottiglie.
E nella cena al Perché, presentata dai giornalisti de Il Mattino di Padova Renato Malaman e Stefano Edel, il Gargànte è stato accompagnato all’aperitivo di benvenuto, con la pizza Gourmet, con Mortadella e Casatella.
Il Dilètto (questo il nome del nostro secondo vino) nasce da una prova effettuata in cantina da sola uva Garganega, con quantità minime di solforosa per proteggerlo e preservare la sua nota salina, così atipica per la nostra zona. Al Perché è stato abbinato al primo piatto, un Risotto Carnaroli di Grumolo della Abbadesse con salsiccia e dadolata di zucca.
Il Cóntame (in dialetto veneto significa ‘raccontami’), è il vino più meditativo, riflessivo, ma allo stesso tempo ciarliero. Vuole raccontarsi ma soprattutto invitare alle chiacchiere, sincere come il vino che le accompagna. È un vino macerato sulle bucce – con la tipica colorazione ambrata dei cosiddetti vini Orange – ora ancora in vasca, ove rimarrà almeno fino a febbraio 2017 e poi in bottiglia per ulteriori sei mesi. Nella serata trevigiana si è potuto degustare a fianco dei Bocconcini di coniglio in oliocottura ai chiodini servito con purè di patate.
Il futuro dell’azienda Nevio Scala sarà una nuova cantina, progettata dall’altro figlio, Sasha, di professione architetto, dove sarà un luogo sempre più a fianco dell’agricoltura sostenibile.

ALBA VITAE 2018: LA MAGNUM DI ZÝMĒ CHE FA DEL BENE

Da lunedì 22 ottobre Ais Veneto mette in vendita 300 esclusive bottiglie di Kairos 2015. Il ricavato sarà devoluto in beneficienza all’associazione Abeo Onlus Verona Il vino come frutto della cura dell’uomo e come atto di solidarietà: Ais Veneto presenta l’ottava edizione di Alba Vitae, il vino in tiratura limitata con cui ogni anno sostiene un progetto sociale a favore della vita.

Quest’anno il vino selezionato per l’esclusiva bottiglia in formato magnum è il Kairos 2015 dell’azienda Zýmē: in vendita da lunedì 22 ottobre, aiuterà a sostenere l’associazione Abeo onlus Verona, che si occupa dei bambini emopatici oncologici. Kairos nasce nella cantina Zýmē di Celestino Gaspari a San Pietro in Cariano (Verona), che coltiva le sue uve secondo pratiche agronomiche ecosostenibili, nel rispetto dell’equilibrio dell’ambiente e della natura. Il vino è creato dall’unione  di ben quindici uve, provenienti da quattro vitigni bianchi e undici rossi. «Kairos – spiega il presidente di Ais Veneto Marco Aldegheri – è la rappresentazione dell’armonia che più uve, totalmente differenti, trovano nel vino. È anche un perfetto esempio di unione di intenti, che accomuna Abeo onlus Verona e Ais Veneto, due realtà in cui tante persone diverse condividono un ideale comune. Il progetto Alba Vitae ci permette di dare una speranza e un aiuto concreto a un’associazione meritevole come Abeo. Siamo fiduciosi che anche quest’anno saranno in tanti ad acquistare le nostre magnum, portando a casa una preziosa bottiglia da conservare in cantina o regalare alle persone più care, con la certezza che il ricavato sosterrà un progetto meritorio». Abeo onlus Verona, che raccoglie fondi e organizza attività di sostegno per il Reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale Donna Bambino di Borgo Trento a Verona. Si sta ora impegnando nel progetto di ristrutturazione di Villa Fantelli. Qui troveranno spazio aree a misura di bambino, ma anche mini-appartamenti dedicati alle famiglie dei piccoli pazienti. L’esclusiva versione sarà in vendita a partire da lunedì 22 ottobre fino a fine gennaio. Sarà possibile acquistare Alba Vitae al costo simbolico di 70 euro tramite la pagina internet di Ais Veneto (www.aisveneto.it) e il canale e-commerce Spaghetti & Mandolino.

A SCUOLA DI VINI NATURALI CON METERI

Meteri fa scuola di vini naturali. La nuova divisione dell’azienda dedicata alla formazione presenta il primo corso per professionisti della ristorazione, in partenza il 15 ottobre 2018 all’auditorio di via Banchina dell’Azoto a Marghera (Venezia). Il percorso formativo durerà per quattro lunedì, dalle 9.30 alle 18.30, e sarà interamente dedicato ai vini di terroir, raccontati da tre docenti d’eccezione: Matteo Bressan, sommelier del ristorante La Peca (Lonigo), Andrea Lorenzon, titolare del ristorante Covino (Venezia), e Paolo Vizzari, critico e narratore enogastronomico. Durante i corsi di Meteri, rivolti al personale delle aziende di ristorazione, gli insegnanti e il personale di servizio alterneranno momenti di formazione tecnica e pratica, con tasting e simulazioni. Una delle quattro giornate sarà inoltre dedicata alla visita ad un’azienda vitivinicola. In degustazione ci saranno sessanta vini, tutti scelti da Meteri, che da anni si occupa della selezione e distribuzione dei migliori vini di terroir. “La cucina contemporanea e i suoi clienti – spiega Raffaele Bonivento, ideatore di Meteri – sono curiosi, ricercano originalità; la risposta sono vini buoni, espressivi e con una forte identità, come quelli fermentati naturalmente. Vini che il personale di sala deve essere adeguatamente preparato a presentare e offrire. Non esistono programmi formativi rivolti agli operatori di settore e focalizzati sulle etichette naturali, per questo abbiamo deciso di creare una nuova divisione aziendale dedicata alla formazione, che si occuperà della creazione e della gestione dei corsi. Quello che partirà in ottobre sarà il primo di una serie numerosa: stiamo già lavorando ad altri corsi per i prossimi mesi, tutti contraddistinti da lezioni non didascaliche, ma giocose e dinamiche, in pieno stile Meteri”. La quota di iscrizione al corso, 963,80 euro iva compresa, comprende trentadue ore di insegnamento, il materiale tecnico con dispense e video delle lezioni, sessanta vini in assaggio, pranzi e coffee break, il servizio navetta dalla stazione ferroviaria di Mestre e una visita didattica in cantina. Maggiori informazioni sul sito www.meteri.it, tramite email info@meteri.it o al numero 324 6803134.

VENDEMMIA PER SAMMY BASSO DOMENICA ALLA CANTINA LE MANZANE

Vivere una giornata da veri vignaioli. Domenica 9 settembre, dalle 9 alle 16, tornerà la vendemmia solidale alla cantina Le Manzane, la grande festa della raccolta dell’uva organizzata per il settimo anno consecutivo dalla tenuta di San Pietro di Feletto (Treviso). Il ricavato della manifestazione sarà devoluto all’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso onlus. L’evento prevede degustazioni, merenda in “caneva”, momenti di intrattenimento e visite in cantina.
La vendemmia solidale ospiterà per la prima volta l’invasione pacifica del lungo e colorato serpentone dei ciclisti della Prosecco Cycling. In cantina sarà allestito un ristoro speciale a base di Prosecco e scampi che lancerà la scalata al Muro di Ca’ del Poggio. Una tappa due volte “buona”, visto che la Prosecco Cycling devolverà un euro per ogni partecipante alla onlus di Sammy Basso.
In un luogo magico come le colline del Prosecco Superiore, la raccolta dell’uva è̀ il momento in cui le fatiche di un anno trascorso tra le colline si trasformano in nettare. Ma non solo perché alla cantina Le Manzane, ogni fine estate, la vendemmia diventa una grande festa aperta a tutti per una buona causa: i fondi raccolti domenica, insieme alla vendita delle bottiglie a Natale, serviranno a finanziare la ricerca sulla sindrome da invecchiamento precoce, la malattia genetica rarissima che ha colpito Sammy.
A 22 anni Sammy Basso è il più longevo al mondo tra i malati di progeria. Vive con la sua famiglia a Tezze sul Brenta, un piccolo comune in provincia di Vicenza. La progeria o Sindrome di Hutchinson-Gilford, il cui nome deriva dal greco e significa “prematuramente vecchio”, è caratterizzata dalla comparsa di un invecchiamento precoce nei bambini. Secondo le stime i casi sono solo 150 in tutto il mondo. Per promuovere la ricerca sulla sua malattia, nell’ottobre del 2005, Sammy ha fondato l’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso onlus (A.I.Pro.Sa.B.). Il 17 luglio di quest’anno si è laureato con 110 e lode in Scienze Naturali all’Università degli Studi di Padova presentando una tesi su una nuova terapia messa a punto fra Spagna e Italia per rallentare il decorso della malattia.

ROSSO 14 JESOLO, CAMBIA FACCIA, CAMBIA FILOSOFIA

Ivan Rorato

C’è una nuova situazione nel cuore di Jesolo Lido, a due passi da piazza Drago. È stato mantenuto il nome, Rosso 14, sono cambiati i proprietari e la filosofia. Da inizio estate il locale, diretto da Sonia Miatton con in cucina lo chef Ivan Rorato, punta sul territorio, a degli abbinamenti creativi con piatti equilibrati e prodotti stagionali. Si propone di tenere aperto tutto l’anno, a parte il normale periodo di ferie previsto, comunque, per l’inverno, per essere un punto di riferimento non solo per i turisti ma anche per gli jesolani, chi viene sul posto per lavoro e chi abita attorno tra Veneziano e Trevigiano. Un posto, per una sessantina di coperti, ideale per trascorrere un pranzo di lavoro o una serata in compagnia a due passi dal mare. Anche gli arredi sono curati nei particolari, con la possibilità di mangiare all’aperto nel plateatico attorno durante la bella stagione. Un ambiente dove cucina, vino, birra, trovano il giusto equilibrio, dove si incontrano i gusti del mare e della laguna. Il menu propone piatti per tutti i gusti, dal pesce alla carne, ben presentati e, perché no, pure abbondanti. Una cucina capace di stupire per concretezza e creatività, in un piacevole viaggio tra le stagioni e i prodotti territoriali. Un luogo, dove dall’antipasto al dolce tutto è stato studiato e preparato per offrire un’esperienza gastronomica unica. Essendo stato aperto all’inizio del pieno della stagione estiva, una vera e propria inaugurazione non è stata fatta; per questo dal locale stanno pensando a tre serate, venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 settembre per intrattenere i clienti e gli ospiti.

ASIAGO: DA VENERDÌ 7 A DOMENICA 9 SETTEMBRE TORNA MADE IN MALGA

La fine dell’estate coincide con Made in Malga. Anche in questo 2018, Asiago (Vicenza) ospiterà da venerdì 7 a domenica 9 settembre la mostra mercato dove protagonisti saranno ancora una volta i formaggi e i prodotti della montagna protagonisti con degustazioni, laboratori, escursioni e incontri nelle attività commerciali del centro cittadino. Inoltre ogni negozio, boutique, bar, wine bar e ristorante del Circuito Made in Malga ospiterà un produttore con le sue specialità. L’iniziativa è organizzata dal Guru del Gusto di Campodasergo (Padova) e dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago con la collaborazione delle Comunità dell’Altopiano.
Previsti decine tra laboratori e degustazioni, alcuni dei quali saranno a pagamento dai 10 ai 20 euro. Si parlerà dei migliori Riesling della Germania e, in particolare, quelle delle zone più fresche della Mosel-Saar-Ruwer (Mosella). Poi spazio ai formaggi e ai vini della Valtellina e si assaggeranno anche il verticale di Parmigiano Reggiano e bollicine d’alta quota, tipo gli spumanti metodo classico. Un altro appuntamento servirà a scoprire i tesori enologici “all’ombra della Cordigliera delle Ande. Il Sud America ha un grande potenziale produttivo. Grazie al clima e a un suolo favorevole alla coltivazione si ottengono vini di pregio esportati in tutto il mondo. I vitigni più rappresentativi sono il Malbec, Tannat e il Carmenère. Si producono anche varietà internazionali: Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay. Altro verticale del Parmigiano Reggiano abbinato a una selezione di Vermouth e un itinerario tra cantine centenarie e sapori unici di una Spagna che sorprende. A nord con vini eleganti e sapidi della Galizia. A sud-est con il Priorato dove si producono vini concentrati, intensi e pieni, con caldi accenti di frutta e note minerali di ardesia. Infine un “Tour de France” per conoscere vini e formaggi prodotti ad alta quota. Al termine una degustazione una selezione di vini dello Jura, Alta Savoia e Côtes du Rhône. Per informazioni, inviare una e mail all’indirizzo segreteria@gurudelgusto.it.
In occasione di Made in Malga la Città di Asiago ospiterà la quarta edizione del “Mountain Wine Festival”, il Salone del Vino di Montagna dove il pubblico avrà la possibilità di conoscere e degustare più di 200 vini italiani ed esteri ottenuti da vigneti coltivati in zone montane, in condizioni estreme o in forte pendenza. I banchi d’assaggio, come la scorsa edizione, saranno posizionati negli spazi verdi e fioriti dei Giardini di piazza Carli. Presenti vini d’alta quota prodotti in Italia, Austria, Spagna, Francia, Germania, Georgia, Libano, Slovenia, Uruguay e Argentina. La manifestazione avrà in calendario anche laboratori con approfondimenti e degustazioni guidati da esperti.
Questi gli orari dei banchi d’assaggio e della vendita: venerdì dalle 10.30 alle 19, sabato dalle 9.30 alle 19 e domenica dalle 10 alle 19. Ingresso libero.
In piazza Carli ci sarà l’osteria di montagna (aperta venerdì e sabato dalle 10.30 alle 23 e domenica dalle 10.30 alle 19) con alcune proposte molto accattivanti, dai piatti tipici della montagna, alle birre artigianali all’immancabile formaggio.

CALABRIA, UNA TERRA DA SCOPRIRE E DA AMARE. A FICO BOLOGNA, UN FINE SETTIMANA CON L’ECCELLENZA TERRITORIALE

Carmelo Fabbricatore e alla sua sinistra Federico Quaranta

Una regione poco conosciuta, frequentata sì dal grande turismo ma non abbastanza rispetto ad altre zone del Sud Italia. Ma la Calabria vuole dare una svolta, vuole mostrarsi in tutto il suo splendore, complice i prodotti della sua ricca terra, che portano in tavola prelibatezze e tante possibilità per divertirsi cucinando. La Regione Calabria attraverso il progetto “L’evoluzione della tradizione” ha organizzato un fine settimana, sabato e domenica, a Fico Eataly World di Bologna presentando peperoncino, cedro, fico dottato, patata della Sila, caciocavallo siano, vino e olio dell’Alto Crotonese, pecorino Crotonese, nduja, cipolla rossa, bergamotto, tutti rigorosamente Dop, Doc e Igp.
L’intervento mirava, attraverso il coinvolgimento degli operatori calabresi, ossia produttori, associazioni di categoria, consorzi di tutela, a raccogliere il consenso dei compratori e consumatori italiani e stranieri e rendere concrete le opportunità che possono scaturire dall’introdurre innovazioni quando si producono, trasformano e commercializzano i frutti della terra. È stata anche l’occasione per discutere e affrontare il tema del rilancio di questa regione, che non vuole restare fuori dal giro enogastronomico della penisola.
L’iniziativa è stata curata dall’Accademia Nazionale del Peperoncino con il Re del Peperoncino, Gianni Pellegrino. Presentatore e testimonial d’eccezione dei cooking show e delle degustazioni è stato il conduttore televisivo e radiofonico Federico Quaranta, che ha spiegato alcuni segreti della cucina calabra, accompagnando la realizzazione dei piatti dello chef Carmelo Fabbricatore, presidente provinciale dell’associazione regionale Cuochi. Così ai presenti sono state proposte quattro situazioni, due il sabato (a pranzo e prima di cena) e altrettanto la domenica. Il primo giorno, sono stati serviti dei Carnaroli di Sibari con caciocavallo podalico, guanciale croccante e fragranza di cedro di Calabria oltre a Caciocavallo piastrato e nduja. Nel pomeriggio è toccato alla degustazione dei prodotti dell’eccellenza enogastronomica calabrese e incontri con testimonial e ospiti. Alle 18 nuovo Cooking Show con Pasta e patate Igp silane con lamelle di pecorino crotonese e polvere di peperoncino e Pecorino crotonese piastrato e polvere di peperoncino Domenica si è partiti con l’assaggio dei prodotti dell’eccellenza enogastronomica calabrese e altri incontri a tema, che hanno accompagnato allo Cooking Show con la Lagana e ceci con olio extravergine Igp al peperoncino calabrese e Caciocavallo piastrato e crema di funghi porcini. Chiusura, prima con la degustazione di altre proposte e lo Cooking Show finale con Fileja con spada di Scilla e nduja di Spilinga e assaggi di Pecorino crotonese e nduja di Spilinga.
Certamente, un fine settimana dove la Calabria ha voluto dare il meglio di sé e ci è riuscita: la strada è stata tracciata.

FESTA DEL BACALÀ A SANDRIGO: UN 2018 RICCO DI NOVITÀ

Da venerdì 21 settembre a lunedì 1 ottobre torna a Sandrigo (Vicenza) per la trentunesima edizione la Festa del Bacalà alla vicentina. Nuovo il posto, in un’area verde vicina a piazza San Filippo e Giacomo, precedente sede diventata ormai troppo piccola per accogliere i numerosi visitatori.
Per supportare al meglio l’organizzazione della festa è stato creato il nuovo sito http://www.festadelbaccala.com dove sarà possibile acquistare direttamente online i biglietti per i due eventi principali della Festa: il Gran Galà del Bacalà e Bacco & Baccalà. L’evento di apertura sarà il Gran Galà del Bacalà, martedì 18 settembre: una cena di gala organizzata in collaborazione con il Gruppo Ristoratori della Confraternita dedicata quest’anno al sessantacinquesimo anniversario di Fondazione della Pro Loco di Sandrigo. 800 posti a disposizione, 30 chef, 50 camerieri, 35 sommelier e 40 cavalieri del Bacalà renderanno la serata indimenticabile.
Domenica 23 settembre tornerà a Villa Mascotto di Ancignano di Sandrigo la quarta edizione di Bacco & Baccalà, il banco d’assaggio organizzato in collaborazione con Ais Veneto con la partecipazione di oltre 50 cantine con più di 150 etichette in degustazione, anche straniere e da quest’anno con un angolo dedicato alle birre artigianali. Degustazione illimitata e tre proposte culinarie da assaggiare incluse nel biglietto d’ingresso: la pizza al Bacalà, il Bacalà mantecato e il Bacalà alla Vicentina con la polenta.
Domenica 30 settembre l’appuntamento sarà per la cerimonia di investitura dei nuovi confratelli della Venerabile Confraternità del Bacalà, che il Priore Galliano Rosset benedirà con un grande stoccafisso, alla presenza di una delegazione di abitanti dell’isola di Rost, gemellata con il comune di Sandrigo.
Gli stand gastronomici saranno attivi da venerdì 21 a domenica 23 e poi da giovedì 28 a lunedì 1 ottobre. Accanto al classico Bacalà alla Vicentina, preparato anche in versione gluten free, si potranno gustare molti altri piatti. Dal filetto di merluzzo panato servito con patatine per i bambini, al bacalà mantecato su crostini croccanti, alle perle di stoccafisso. Non mancheranno i classici primi conditi con il bacalà: bigoli, gnocchi, risotto e, da quest’anno, anche i gargati. Riconfermata anche la Lofoten Fisk Suppe, la tradizionale zuppa delle Isole Lofoten, preparata con verdure, salmone e merluzzo norvegese. Per preparare tutti i piatti viene utilizzato solo stoccafisso proveniente esclusivamente dalle Isole Lofoten, essiccato naturalmente all’aria nelle rastrelliere, che riesce a conservare e mantenere intatte le sue proprietà nutrizionali: potassio, sodio, calcio, fosforo e Omega 3, povero di grassi e calorie.
Accanto al tradizionale abbinamento con i vini vespaiolo, tai rosso e durello, quest’anno sarà possibile gustare durante i dieci giorni di festa anche due birre artigianali, Brezza e Mistica, create appositamente per la Festa del Bacalà dal Birrificio Campo Biondo di Terrassa Padovana. Sempre online sul sito http://www.festadelbaccala.com sarà possibile da quest’anno prenotare i pacchetti turistici ideati appositamente per godersi al meglio la Festa del Bacalà alla vicentina. La proposta formulata per due persone prevede, al costo di 210 euro una notte in camera matrimoniale in hotel o bed and breakfast convenzionati, la cena del sabato sera in un ristorante scelto dalla Venerabile Confraternita del Bacalà, pranzo per due sotto i chioschi della Festa la domenica, un piccolo tour con guida naturalistica alla scoperta dei luoghi più caratteristici della zona e un piccolo omaggio a ricordo dell’esperienza.
Tutte le informazioni e il programma completo della Festa sul sito http://www.festadelbaccala.com.

ELEONORA ANDRIOLO, QUANDO LA CUCINA DI TRADIZIONE VA A BRACCETTO CON LE TERRE LONTANE

Lo staff di Acchiappagusto con Eleonora Andriolo (in primo piano a sinistra)

La sua cucina rispecchia il suo modo di essere: caparbia, determinata, tenace, coraggiosa e vivace. Un amore totalizzante quello di Eleonora Andriolo, iniziato più di dieci anni fa, quando, dopo aver messo definitivamente nel cassetto il diploma di ragioneria, si è dedicata alla realizzazione del suo sogno: diventare cuoca. Lei è giovane, 27 anni e ha la consapevolezza delle responsabilità e delle fatiche che dovrà affrontare. «È ciò che ho scelto e oramai è parte di me e della mia vita. Lo so: stare in cucina è faticoso, talvolta logorante. Non mi faccio scoraggiare. Sono determinata, forse un po’ folle, ma attraverso i miei piatti riesco a raccontare ciò che mi circonda: è un atto con cui dono una parte di me stessa agli altri» spiega la giovane chef seduta a uno dei tavoli della terrazza del suo ristorante Acchiappagusto Emozioni dei Sapori in via Santa Giustina 9 ad Arcugnano, nel cuore dei Colli Berici, nel Vicentino. Il ristorante è stato avviato assieme al padre Flavio quattro anni fa e, dal 2018, è guidato in maniera indipendente da Eleonora assieme a una squadra tutta al femminile: in sala ci sono la sorella Sofia, Marta Sofia, la compagna del padre Flavio. Trenta posti a sedere e una bellissima terrazza panoramica che si affaccia sui Colli Berici. «Non serviamo più di trenta persone a servizio» continua Eleonora.
Nel 2015, ha frequentato numerosi corsi di alta cucina, per poi, nel 2016, impegnarsi in uno stage prolungato al ristorante stellato Esplanade di Desenzano del Garda (Brescia) dove ha affiancato lo chef Massimo Fezzardi in cucina. Il 2018 è stato dedicato alla pasticceria e decide d’affinare le sue conoscenze frequentando un corso di alta pasticceria con la pluripremiata chef pâtissière Cècile Farkas Moritel. La passione per questo mestiere è nata molti anni fa nella cucina di nonna Elvi, dove Eleonora, allora bambina, trascorreva lunghi pomeriggi mentre mamma e papà erano al lavoro. È stato poi il padre, Flavio Andriolo, 55 anni, imprenditore orafo e di seguito ristoratore a trasmettere a Eleonora la dedizione per la cucina. La giovane cuoca ha affiancato il padre per lungo tempo nel ristorante di famiglia, l’Antica Osteria Ca’ D’Oro, nel cuore di Vicenza. Ha seguito passo dopo passo l’attività di ristorazione, iniziando con il servizio in sala. Dal cuore industriale del Veneto, l’attività della famiglia Andriolo si spostò in Austria per una breve esperienza con un piccolo ristorante a Villach. Poi, la scelta di tornare nei luoghi d’origine e, da qui, la ricerca di uno spazio adatto per creare l’Acchiappagusto Emozioni dei Sapori. La cucina di Eleonora Andriolo è attenta alla tradizione veneta, vicentina e veneziana ma ha anche il sapore di terre lontane, luoghi scelti come meta nei suoi viaggi di formazione. Dai suoi viaggi sono nati piatti come La mia Marrakech, risotto alla barbabietola con tartufo, carcadè e crema di Vezzena e Orchidea framboise, una torta monoporzione a base di mousse di vaniglia del Madagascar e lamponi, o ancora la Battuta di scampi di Manfredonia al lime con granita di bergamotto e prosecco. Nel rispetto della territorialità Eleonora Andriolo presta molta attenzione all’origine della materia prima, preferendo servirsi da piccoli artigiani del gusto presenti nel territorio circostante: la verdura, l’insalata e la valeriana da Ivano Scalco che ha dieci serre a Gambugliano, il miele per accompagnare i formaggi e guarnire i dolci è Oromel, prodotto a pochi metri dal ristorante ad Arcugnano. Le trote sono pescate al Lago di Fimon a pochi chilometri di distanza. Tra le 140 etichette della carta dei vini spiccano le selezioni italiane e un posto di riguardo è riservato alle etichette della Strada dei Vini dei Colli Berici. Non mancano incursioni extraterritoriali, come il pesce dall’Adriatico, dalla Sardegna oppure dalla vicina Chioggia. E, da non dimenticare, Eleonora ha anche un orto di proprietà sotto il ristorante e a portata di mano ci sono gli odori dell’orto.

L’Orchidea Framboise

INCANTATI DAL GUSTO DELLA MACROREGIONE PIÙ BELLA AL MONDO

Una kermesse che ogni anno sorprende con personaggi del mondo del cibo e del vino, con chef, piatti, vini e prodotti che raccontano un territorio unico. Così è andato l’ottavo meeting enogastronomico di alta cucina di Club Magnar Ben Best Gourmert a Jesolo a Terrazza Mare Marcandole (Venezia), un luogo incantevole rilanciato alla grande dalle famiglie Rorato e Bardella, attraversato dal Sile, accarezzato dall’Adriatico, illuminato dal faro.

Maurizio Potocnik, fondatore della Guida Magnar Ben Best Gourmet ha guidato la manifestazione con amorevole ritmo tra le parole e i racconti di personaggi come Mateja Gravner figlia di Josko padre dei vini naturali, l’effervescenza con stile del 91 enne “pioniere” dei vini friulani Marco Felluga, e ancora tanti eccellenti premiati accorsi da Trento, da Brescia, dalla Slovenia, dalla Croazia, dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia. Per Maurizio Potocnik «mettere assieme tanta bontà e cultura del territorio è una grande sfida, ma ne vale la pena, vale la pena promuovere questa macroregione che ha tanto da raccontare in fatto di cultura, turismo, arte, paesaggio, cucina e agricoltura, io non riesco proprio a trovare dei territori che possano competere con questo nel mondo».

Dopo la cerimonia degli Awards Best of Alpe Adria che ha visto sfilare 15 campioni come Gravner (Gravner), Marco Felluga (Russiz Superiore), Tino Vettorello (Tre Panoce), Leandro Luppi (Vecchia Malcesine), Carlo Nappo (Podere dell’Angelo), Tadej Gasparin (Pikol), Michele Vallotti (Trattoria La Madia), Gabriele Gallieni (Re della Busa-Hotel Palace), Fabiana Mihajlovic (Konoba Buscina), Ivan e Sandro Uanetto (Trattoria Da Nando), Stefano Miozzo (Al Borgo 1964) , Claudio e Lorenzo Roncaccioli (FuoriModena), Flavia Kavcic (Pri Lojzetu – Villa Zemono), Mario Suban (Antica Trattoria da Suban), l’evento è proseguito con il ricco Buffet curato da Marcandole con la degustazione del Prosecco Superiore di Astoria, Partner dell’evento assieme a Aja (Associazione Jesolana Albergatori) e Bianco Treviso Concessionaria Lexus.

Alle 21 ancora emozioni con una “grande classica” di Club Magnar Ben Editore: La Gran Cena di Gala 2018”, quest’anno dedicata al mondo femminile in cucina e in tavola, un percorso raffinato e gustoso tra mare, orti e terra partito con il “Bellini in the sunset” realizzato con il succo di pesca bio di Marisa Saggio (Zolla14 Organic Farm Project) e il Casa Vittorino – Prosecco Docg Superiore Rive di Refrontolo Docg Millesimato Brut (Astoria Wines) promosso dalla bella e giovane Giorgia Polegato, a seguire la giovanissima chef Valeria Pierfederici di Terrazza Mare Marcandole con ricciola-anguria-lampone e salse bio di Erica Fontana (Fontana Bio), piatto abbinato elegantemente al Metodo Classico Trè Volti Brut di Angela Maculan (Maculan).

Sorprende per gusto e morbidezza il tradizionale guazzetto dell’osteria realizzato dall’osteria Arcadia con Arcadia e Pamela e le cozze Dop di Scardovari (speciali), con crostone di pane di casa all’olio istriano Trasparenza Marina Mate di Aleksandra Vekic, (da una sponda all’altra dell’alto Adriatico), piatto abbinato con successo al Metodo Classico Rosè de Noirs Dosage Zero Millesimo 2014 rappresentato da Elisabetta Puiatti (Villa Parens).

Ancora emozioni a tavola con la chef padovana Silvia Moro del Ristorante Aldo Moro di Montagnana che ha presentato il “raviolo inverso”, intenso e raffinato e rifinito con 21 erbette abbinato superbamente al Rosa Bruna Rosato di Raboso Spumante Metodo Classico di Cecchetto rappresentato da Cristina Garetto.

Gabriella Cottali e Sara Devetak della storica Locanda Devetak hanno ben rappresentato il territorio del Carso italiano ai confini con la Slovenia con il petto di faraona e il lardo profumato con le erbe coltivate nell’orto di casadalla figlia Sara, abbinato al Friulano Amandum 2016 di Dai Moras rappresentato da Elisabetta Lupi.

Hanno chiuso la serata tra sorprese, dolcezze e bellezza la “padrona di casa ”Roberta Rorato con il “pink dessert” servito piacevolmente con uno rinfrescante short drink, il “Casta Rosa” delle Distillerie Castagner rappresentato da Giulia Castagner, un prodotto innovativo che promuove la grappa per il settore mixology.

BOX CAFFÈ A PADOVA: LA CUCINA GIOVANE CHE AMA I CLASSICI

Un’idea di cucina semplice con alla base grande materia che ripropone i classici della tradizione italiana. È questa l’idea di cucina di Marco Benetezzo, una solida formazione alle spalle con esperienze in diversi ristoranti stellati della penisola, mente e artefice del terzetto di locali simbolo della giovane ristorazione padovana: Box Caffè in Prato, Box Pizza e Box Caffè in Galleria. Tre realtà diverse, ma che hanno come unico obiettivo quello di proporsi come locali dove trovare cibo di qualità, sano e goloso, e dove bere bene, in un ambiente elegante e con uno stile ricercato, ma informale.

Box Caffè, sorto dove negli anni venti c’era un’autorimessa per auto, si trova a Prato della Valle nel cuore di Padova, in una delle piazze più belle d’Italia. È il primo dei tre locali a essere stato aperto, un bistrot dall’arredo semplice ma al contempo originale, con pareti in mattoni, bancone di legno e luci soffuse. In poco tempo si è affermato come luogo di riferimento per chi ama la buona cucina e apprezza la spontaneità di questa formula. “Quando abbiamo aperto questo primo locale – dichiara Marco Benetazzo – volevamo proporre qualcosa di diverso dal solito locale per giovani. Volevamo che al centro della nostra cucina ci fossero i grandi classici della gastronomia italiana, anzi dell’alta cucina. Il mio modello e riferimento in questo è stato sicuramente Da Vittorio a Brusaporto: una cucina semplice ma perfetta, realizzata con grandi materie”.

Nel menu di Box Caffè si trovano i piatti della cucina tradizionale della Penisola reinventati mantenendo l’equilibrio tra semplicità e ricerca dal giovane chef Riccardo Maffini, un passato alle Calandre oltre che al Gabbani di Lugano, con materie prime d’eccellenza e un’esecuzione ai massimi livelli. La Carbonara-Box, la Tartare di manzo, l’Hamburger gourmet con carne piemontese, il Tiramisù preparato con caffè espresso. E poi lo gnocco fritto servito con crudo e burrata, l’Orecchio di elefante o i freschissimi crudi di pesce. Questi alcuni esempi dei piatti realizzati dalla cucina.

La cantina conta oltre 500 etichette selezionate da Marco, spesso introvabili, con predilezione per la Francia, Champagne e Borgogna soprattutto, ma anche un’ampia scelta di vini naturali. Sempre varia la proposta al calice, con etichette che sorprendono ma che garantiscono sempre il miglior rapporto qualità-prezzo.

15 CAMPIONI DEL GUSTO E 15 DONNE TRA CUCINA E TAVOLA PER LA MACROREGIONE EUROPEA DELL’ALPE ADRIA

Giovedì 21 giugno a Jesolo al Terrazza Mare dalle 17.30 alle 24 saranno di scena il meglio in fatto di cucina, vini e prodotti della macroregione europea dell’Alpe Adria che si estende tra l’Italia nord-nord est, l’Austria, la Slovenia la regione istriana della Croazia. Lo staff giornalistico, guidato dall’editore Maurizio Potocnik al completo con ben sedici giornalisti ed esperti collaboratori, darà via alla cerimonia di consegna degli Awards Best of Alpe Adria 2018 della Guida Magnar Ben Best Gourmet, arrivata alla ventiduesima edizione. Sono quindici i campioni del gusto del 2018 tra ristoranti di cucina creativa, tradizionale, di hotel, trattorie, konobe, carte vini al ristorante, aziende vinicole, vini d’annata e produttori di nicchia nel settore del food e dell’agricoltura, compreso un award dedicato alla miglior “sala di ristorante”, ritenuta importantissima per la qualità globale di un pranzo o una cena.

L’evento, unico nel suo genere, sia per la formidabile location jesolana fronte faro (ora rilanciata alla grande del team delle famiglie Bardella/Rorato), sia per gli altissimi contenuti cultural-territoriali e per la visione dei valori enogastronomici di un territorio unico al mondo, rappresenta un percorso di ricerca che dura da ventidue anni, rivolto alla promozione della qualità a tavola partendo dall’agricoltura per arrivare all’ospitalità. Dopo la cerimonia delle premiazioni e il brindisi/buffet con i vincitori, l’evento proseguirà con la Gran Cena di Gala dell’Alpe Adria, da sempre tra le cene/evento più innovative in questo territorio che quest’anno prevede la spettacolare partecipazione di più di quindici donne tra cucina, vini e prodotti.

The Pink Night inizierà al calar del sol, quando il cielo sopra la laguna si tingerà di rosa, un emozionante percorso tra Adriatico, orti, vigneti e monti dove più di quindici donne saranno protagoniste indiscusse del gusto, incominciando dal “Bellini in the sunset” con il succo di pesca bio di Marisa Saggio di Zolla 14 Organic Farm Project e il Casa Vittorino – Prosecco Docg Superiore Rive di Refrontolo Docg Millesimato Brut di Astoria con Giorgia Polegato, a seguire la giovanissima chef Valeria Pierfederici di Terrazza Mare Marcandole con un piatto abbinato alle composte bio di Erica Fontana di Fontana Bio e al Metodo Classico Trè Volti Brut di Angela Maculan cantina Maculan. Sarà poi il turno poi di una famosa trattoria del delta Po, l’osteria Arcadia con Arcadia e Pamela e le cozze Dop di Scardovari abbinate all’olio istriano Trasparenza Marina Mate di Aleksandra Vekic e al Metodo Classico Rosè de Noirs Dosage Zero Millesimo 2014 di Elisabetta Puiatti della maison Villa Parens.

Ancora emozioni a tavola con la chef padovana Silvia Moro del Ristorante Aldo Moro di Montagnana abbinata a Cristina Garetto e il suo Rosa Bruna Rosato di Raboso Spumante Metodo Classico di Cecchetto Giorgio. Sarà poi il turno di Gabriella Cottali e Sara Devetak della storica Locanda Devetak che rappresenteranno il cortile e l’orto del Carso abbinate a Elisabetta Lupi e il Friulano Amandum 2016 di Dai Moras. Chiuderanno la serata tra sorprese, dolcezze e bellezza la “padrona di casa” Roberta Rorato con il “pink dessert” abbinato al “Casta Rosa” di Giulia Castagner delle Distillerie Castagner.

L’evento esclusivo, realizzato da Club Magnar Ben Editore in collaborazione con Terrazza Mare Marcandole, Aja-Associazione Jesolana Albergatori, Bianco-Concessionaria Lexus e Astoria Vini, vedrà la prima parte con cerimonia dei premi e buffet aperta al pubblico, mentre The Pink Night – Gran Cena di Gala dell’Alpe Adria è solo su invito.

RISTORANTE VILLA SELVATICO, UN’ESPERIENZA TRA STORIA E CUCINA RAFFINATA

Staff Villa Selvatico

Nella fertile e operosa pianura veneta, la bella cittadina di Roncade sorge a pochi chilometri da Treviso e dista una trentina di chilometri da Venezia, in un’area importante dal punto di vista storico artistico. È in queste terre che si possono ammirare splendide ville storiche che si sono sviluppate tra i secoli XV e XIX e che hanno conosciuto il massimo fulgore nel cinquecento grazie all’architetto Palladio che ha ideato un modello di villa ispirata ai canoni della classicità latina, e che oggi sono patrimonio dell’Unesco. Anche Roncade vanta una notevole presenza di storici edifici, tra cui primeggia la celebre Villa Giustinian, meglio nota come Castello di Roncade, di epoca rinascimentale pre palladiana, cinta da mura che richiamano i fortilizi medievali, e che oggi è dedita alla produzione di vino. È in questo contesto ricco di bellezze naturalistiche e storiche che s’inscrive anche Villa Selvatico, sull’asse viario strategico che collega Treviso al mare e a Venezia, una bella villa di inizio novecento circondata da un grande parco. Due edifici nascosti tra alberi secolari, uno ad accogliere sei camere per un piacevole pernottamento immersi in un’atmosfera di quiete e charme, e l’altra struttura completamente dedicata al ristorante su due piani. Le tre salette – una al piano terra, protetta dai Beni Culturali, e due al primo piano – sono piccoli scrigni di liberty veneto, con tavoli tondi ben distanziati, incorniciati tra gli stucchi veneti dai toni pastello alle pareti e affreschi originali sul soffitto, lampadari di vetro di Murano, con qualche pennellata di contemporaneità data dalle comode poltroncine di design della Calligaris e, specie al piano terra, da tele dell’artista trevigiano Rijo, con i suoi divertenti e colorati animali. L’ampio parco esterno in estate è il naturale prolungamento del ristorante, con vari spazi che possono essere adibiti a eventi privati, e dispone anche di un grande giardino d’inverno con riscaldamento a pavimento, luminoso e ideale per feste in tutte le stagioni. Una vera oasi nell’arte e nella natura a donare un momento di benessere, deliziati dall’originalissima cucina di chef Alessandro Rossi.

Classe 1991, Alessandro Rossi è uno chef che, nonostante la giovane età, può già vantare una carriera di successo. Dopo gli studi all’alberghiero di Chianciano Terme (Siena), compie importanti esperienze professionali a Firenze con Filippo Germasi, con Dal Degan, e con Stefano Ciavatti di Da Fino. All’inizio del 2015 torna a Firenze, alla Leggenda dei Frati, come socio di Filippo Saporito prima a San Giovanni d’Asso e poi nella prestigiosa location di Villa Bardini, nel centro di Firenze. Un anno e mezzo fondamentale per la crescita di Alessandro che assimila e si affranca dalla lezione dei suoi maestri costruendo un percorso proprio improntato sulla tradizione, con influenze classiche e forti venature creative, concentrato sulla ricerca di forme e consistenze e materie prime eccelse. Con l’arrivo della prima stella Michelin, a novembre 2016, lo chef si sposta a Pienza per aiutare l’amico ristoratore Maurizio Abbate a dare nuova verve al suo ristorante la Terrazza del Chiostro, con un indirizzo più gourmet, in una cittadina forse ancora poco ricettiva nei confronti di una cucina più alta visti i flussi turistici che ogni anno convogliano milioni di visitatori da tutto il mondo, attratti più dall’arte che da una ristorazione di qualità. Il nuovo progetto di Villa Selvatico inizia a svilupparsi già dalla tarda primavera del 2017, e dopo mesi d’intenso studio e ricerca, il 5 dicembre finalmente il ristorante apre le porte a tutti con una proposta culinaria davvero originale, sia a pranzo che a cena. Punto fermo di Alessandro è la sua brigata, sei ragazzi con cui lavora da tempo e che negli anni si è venuta saldando sempre più affiatata e coesa, anche grazie alla preziosa collaborazione con il sous chef Luca Grimaldi, a fianco dello chef dai tempi della Leggenda ei Frati, che vanta un fittissimo curriculum di esperienze anche all’estero, nord Europa e Stati Uniti in primis. Il menu approntato, che coniuga territorio e debordante fantasia, scevra dalle mode, parte da una base toscana che è insita nel dna dello chef, ma che si muove in terra veneta con disinvoltura e curiosità nell’esplorarne tradizioni e materie prime del ricco territorio veneto. Oltre alla Carta, chef Rossi ha approntato tre menu degustazione, uno da cinque portate a 60 euro, uno da sette portate a 75 euro, e il nove portate a 100 euro, tutti con la possibilità di un abbinamento vini ad hoc. L’inizio pasto è un biglietto di presentazione dello chef, che saluta la Toscana con una serie di appetizer tra cui il finto pomodorino ripieno di pappa al pomodoro, un wafer di arachidi con crema di rapa bianca, rapa rossa, kiwi fermentato e polvere di levistico, una spuma di pecorino di Pienza, arancia, lamponi ed erbe spontanee, una cialda di rapa rossa con ravanello marinato e pecorino di Pienza in crema. E c’è ancora tanta Toscana nel cestino del pane, con la lievitazione naturale nei panini al latte, nei grissini, panini all’olio, pane integrale e una focaccia ai sette cereali che arrivano accompagnati all’olio Ceccatelli biologico di Greve in Chianti e lardo di Colonnata lavorato a salsiccia da spalmare.

DUE GIOVANI SI METTONO IN GIOCO: A MIRANO (VENEZIA) APERTO VILLA TESSIER

Marco Pemaro e Francesco Marcato

Cambia gestione una storica attività di Mirano (Venezia). Il marchio nuovo della ristorazione, con cui prendere confidenza a Mirano, è in realtà un nome già noto: Villa Tessier, come la villa che lo ospita. Ha aperto i battenti al posto del Castellantico 21, a due passi dalla piazza, nell’omonima via, già ritrovo di molti avventori negli anni passati. Al loro fianco c’è Confcommercio del Miranese, che ha seguito i titolari nell’intraprendere questa avventura.

L’idea è venuta in menta a Francesco Marcato e Marco Pemaro, 33 e 34 anni, il primo di Spinea, l’altro di Mirano. Si sono conosciuti all’Istituto alberghiero di Castelfranco Veneto, sono diventati amici e Mirano l’hanno frequentata, come molti loro coetanei, per anni. Serate in compagnia, buon cibo e un bicchiere di vino, ma con una particolarità: alla caotica movida della piazza hanno preferito sempre un luogo appartato come il Castellantico 21. Un ambiente più rilassato, che quando c’è stata la possibilità di rilevare, i due amici non si son fatti pregare.

D’altronde la lunga gavetta e la maturità professionale raggiunta negli anni alla corte dei migliori chef del mondo è una valida garanzia per partire: Francesco ha lavorato a Bolzano, al Gritti di Venezia, in ristoranti stellati della Sardegna e all’Hilton-Stucky, sempre a Venezia. Anche Marco ha passato in rassegna grandi marchi della ristorazione, hotel di lusso, dove lavorano da 20 a 40 cuochi: Bulgari Hotel, Armani Hotel, Ceresio 7 a Milano.

Sul fatto che la competenza non manchi ai fornelli di Villa Tessier ci sono dunque pochi dubbi: ma Marco e Francesco non hanno voluto aprire un ristorante stellato a Mirano. Si è puntato a un luogo informale, con uno sguardo al territorio e alla stagionalità dei prodotti. Menù per tutti i palati, sia di carne che pesce, con un’unica ambizione.

Il tutto in un ambiente caratteristico come quello di Villa Tessier, affacciato sul parco della Villa miranese: 45 coperti all’interno, 50 nel tipico porticato esterno, dove c’è lo spazio anche per un aperitivo, separato dal ristorante, ma in continuità con esso, per potersi poi sedere comodamente a tavola e proseguire la serata.

Villa Tessier è aperto già da alcune settimane, l’inaugurazione ufficiale sarà però il 15 giugno.

 

CHEF A TAVOLA, CINQUE SITUAZIONI E ALTRETTANTE ESPERIENZE DA VIVERE

Sono cinque e ognuno, da par proprio, può vantare di aver frequentato colleghi stellati, ristoranti blasonati, autoapprendimento innescato da passione, anche geneticamente ereditata, e non ultima, e questa per tutti, un grande amore per la propria terra e le sue espressioni gastronomiche.
I loro nomi non sono ancora alla ribalta delle stelle e forse non è nemmeno quello che cercano, quanto, piuttosto, la soddisfazione di aver cucinato, e servito in tavola, un piatto che rimanga nella memoria dei loro commensali. Certi, questi ultimi, di aver assaporato un’istantanea delle espressioni più attuali di una cucina che nasce da quel variegato territorio che è il Veneto. La sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni, la sua cucina e i suoi giovani chef. Come Davide Di Rocco, del Fuel in Prato della Valle di Padova, Paolo Giraldo della Corteverdechiara di Correzzola, Andrea Valentinetti del Radici di Padova, Andrea Bozzato de La Posa degli Agri, restaurant & resort di Polverara, Roberto Zanca dell’Acquasalata Sabbia&Sale Feeling Beach, all’Isola Verde di Chioggia.
Saranno loro, tutti e cinque insieme che animeranno altrettante serate di “Che in tavola”, fra maggio e settembre, nei ristoranti dove ognuno di loro sta già calamitando gli attenti palati di esigenti gourmet. Che nelle date in calendario, troveranno il loro chef beniamino e gli altri suoi quattro amici e colleghi di fiamma, pronti a preparare e servire anche in tavola, questa la spruzzatina di piccante in più, ognuno la sua creazione culinaria. Questo perché, affermano coralmente, è giusto che cucina e sala diventino un tutt’uno e non ci siano due palcoscenici separati dove uno valga più dell’altro e viceversa ma dove il vero protagonista che va celebrato sia il palato dell’ospite commensale. Il via alla rassegna è per il 21 maggio al Fuel, poi il 4 giugno alla Corteverdechiara, il 18 giugno al Radici, il 2 luglio a La Posa degli Agri, il 16 luglio Acquasalata Sabbia&Sale e il 5 settembre con la grande festa finale, sulla spiaggia del Sabbia&Sale Feeling Beach. Da segnalare la partecipazione di “un tocco al vino” delle Vignaiole Euganee e Beriche. Una formazione veneta di donne del vino che scenderanno dai loro colli con i loro vini per dare manforte ai cinque chef nell’esaltare a tutto tondo la forza del cibo e del vino ma anche del vino e del cibo di un territorio veneto unico ed esclusivo. A ogni serata, infatti, saranno presenti le diverse etichette delle quattordici cantine che, di volta in volta, saranno abbinate ai cinque piatti che gli chef con le loro brigate serviranno in tavola.
Il costo di ogni serata è di euro 70 a persona, vini inclusi, previa prenotazione. Posti limitati e riservati. Info chefintavola@gmail.com oppure al 347-5395653. Per la serata finale, dress code, piedi scalzi.

TUTTO PRONTO PER FORMAGGIO IN VILLA A SANTA MARIA DI SALA (VENEZIA) DAL 28 APRILE ALL’1 MAGGIO

Appuntamento in Villa Farsetti a Santa Maria di Sala (Venezia), per Formaggio in Villa 2018, la rassegna nazionale dei migliori prodotti del settore oltre al Salone dell’alta salumeria realizzata da Alberto Marcomini, uno dei massimi esperti di formaggi in Italia. Da sabato a martedì 1 maggio, negli spazi interni ed esterni dell’edificio settecentesco ci saranno stand e spazi dedicati a importanti produttori, chef, esperti del settore. Ci saranno anche laboratori, degustazioni, oltre a uno sguardo alle nuove tendenze gastronomiche. Non mancheranno i punti dedicati all’olio, all’aceto, alle confetture, alle conserve, al cioccolato, dolci, vini e birre artigianali.
A Formaggio in Villa, tra i protagonisti ci sarà l’Asiago Dop, con diversi abbinamenti della specialità veneto-trentina con vino, cocktail, birre fino ad arrivare al pesce. Compagno ideale dell’aperitivo, spezza-fame di qualità per una pausa naturale e grande interprete della cucina italiana, Asiago Dop svela, a Formaggio in Villa, le sue infinite note di sapori e profumi. Ogni fetta di Asiago Dop risponde agli standard previsti dal Consorzio di tutela e, allo stesso tempo, è diversa dalle altre perché espressione di tanti fattori diversi, come la tradizione e cultura del produttore, tutti da scoprire negli stand dei nove soci presenti: Brazzale, Casearia Monti Trentini, Caseificio San Rocco, Lattebusche, Latteria Castelnovo, Latteria di Trissino, Latteria Villa, Latterie Vicentinee Toniolo Casearia.
Sabato 28 aprile, alle 15, il formaggio Asiago Dop incontrerà i cocktail in un laboratorio per conoscere da vicino il mondo del formaggio Asiago Dop, i luoghi, le tecniche per produrre e le stagionature. Qui,condotti da Roberto Pellegrini, barman di fama nazionale e con la collaborazione di Poli Distillerie 1898, la miscelazione si confronta con la cucina in un viaggio sensoriale originale per scoprire come abbinare Asiago Dop con il giusto cocktail.
A Formaggio in Villa è possibile anche esplorare l’abbinamento tra Asiago Dop e una selezione di birre d’alta qualità. Un connubio di grande interesse dove la birra, con l’effervescenza data dall’anidride carbonica, l’amaro e il tostato del luppolo è ideale per la degustazione della specialità veneto-trentina. Questo e molto altro sarà illustrato lunedì 30 aprile, alle 17.30, nella masterclass “E tu di che Asiago sei?” occasione per conoscere da vicino i segreti del mondo Asiago Dop e sperimentare le stagionature in abbinamento a birre artigianali del Birrificio Ofelia, unico birrificio veneto ad aver ricevuto il massimo riconoscimento nella guida Birre d’Italia 2019 di Slow Food. Per chi ama scoprire gusti nuovi, nel parco della Villa, dalle 10 alle 24, il Bistrot Asiago Dop delizierà con tante proposte della tradizione e insoliti incontri formaggio-pesce come il Cheeseburger di tonno e Asiago Dop Fresco o i Cappellacci ripieni di baccalà mantecato su fonduta di Asiago Dop oppure lo spiedino di gambero su crema di Asiago Dop.
Tutti i giorni, alle 19 alle 24, la notte si accende con Formaggio in Villa Night con musica dal vivo e deejay per provare abbinamenti e aperitivi all’aperto al Bistrot, al Cheese Bar e nel parco. Sabato e domenica, al primo piano di Villa Farsetti, si potranno assaggiare i cento migliori formaggi italiani, dieci per categoria in gara per ottenere le candidature. Lunedì 30, dal palco centrale di Formaggio in Villa, saranno comunicati i tre formaggi per gruppo che parteciperanno alla finale che si terrà nel mese di ottobre. esalta la versatilità della specialità veneto-trentina e celebra la sfida “impossibile” tra formaggio Asiago Dop cocktail, birra e pesce.
L’ingresso al mercato avverrà ogni giorno dalle 10 alle 20 (orario continuato) e si pagheranno 2,50 euro. Per i bambini sino ai 10 anni l’entrata sarà gratuita.

 

SOL&AGRIFOOD 2018, IL GUSTO DEGLI AFFARI

Oltre 300 espositori in crescita anche dall’estero su una superficie ampliata per dare più spazio a nuove aziende e potenziare le iniziative b2b. A pochi giorni dall’inaugurazione Sol&Agrifood in Fiera a Verona (15-18 aprile – http://www.solagrifood.com) presenta il programma di degustazioni e cooking show che fanno parte delle iniziative di promozione e valorizzazione in chiave commerciale delle produzioni agroalimentari non industriali realizzate con materie prime territoriali.
Un calendario degli eventi che è stato pensato per coinvolgere buyer e operatori dell’horeca in arrivo da tutto il mondo (56.500 nel 2017, il 27% esteri da 130 Paesi) in una serie di attività che li portino a capire la qualità e le peculiarità che danno valore aggiunto all’offerta in mostra, e li renda capaci di raccontarle ai propri clienti.
Nei cooking show, veri e propri workshop, s’impara a usare correttamente l’olio extravergine di oliva in cottura e a crudo e abbinato ai cibi per esaltare sapore e qualità salutistiche degli alimenti. All’opera in collaborazione con Associazione Interregionale Produttori Olivicoli (Aipo Verona) gli chef della Federazione Italiana Cuochi, l’attore/cuoco Andy Luotto e Giorgio Barchesi, meglio conosciuto come Giorgione, famoso cuoco grande appassionato dell’olio evo e testimonial di Sol&Agrifood.
Degustazioni tra story telling e curiosità. Nell’Agorà, lo spazio dedicato alle degustazioni rivolte ai buyer, in primo piano quest’anno la Toscana, con le sue produzioni di eccellenza, il Lazio e la Calabria con le sue unicità agroalimentari a base di cedro e bergamotto, la Campania con i limoni della Costiera amalfitana e la pasta di Gragnano, l’anello di Monaco dolce tipico mantovano, il Parmigiano Reggiano e altri formaggi e la ‘storia vera di Biancolilla Centinara, Pomodoro Corleonese e fiori di Origano’ nati dalla promessa di un bimbo italo-americano alla nonna di tornare nella terra di origine. Biancolilla Centinara è una varietà di olivo antica come alcune delle piante dell’azienda Bona Fortuna, che arrivano fino a mille anni di età, i Pomodori Corleonese sono generosi e pieni di gusto, mentre 10 sono le varietà di origano che crescono spontanee, di cui si selezionano solo i fiori con un macchinario innovativo per trattenere tutti gli oli essenziali e mantenere gusto e profumo intensi.
Tra i protagonisti esteri, curioso l’abbinamento proposto dall’Ucraina, che presenta alcune sue specialità: escargot, miele, noci e vino. Di lusso invece il cooking show che ha come protagonista lo Champagne Maxim Blin, interpretato dagli chef Italo Bassi e Marco Mainardi.
Birre per tutti i gusti. Birre da breakfast, da meditazione, strong e da brindisi tra vecchi e nuovi abbinamenti con il cibo sono le proposte di degustazione dei birrifici artigianali dell’area birre. E poi le Italian Grape Ale, anello di congiunzione tra birra e vino, con il momento clou per questa tipologia di birra con la degustazione evento di Teo Musso, che per Baladin ha chiesto a prestigiose cantine enologiche botti già usate per i loro vini da utilizzare per affinare le birre. Le botti saranno aperte per la prima volta durante il grand tasting di Sol&Agrifood.
Pizza tra tradizione e innovazione. Nell’Arena pizza all’opera i migliori pizzaioli per una magia che trasforma gli ingredienti base della cucina italiana – farina, pomodori pelati e mozzarella – in uno dei piatti più conosciuti e amati al mondo nelle versioni napoletana, al metro, ciabatta, in pala, gourmet, gastronomica e con il gelato.

“I PERCORSI DEL SIMPOSIO”. A CAPRINO VERONESE IL 14 E 15 APRILE VA IN SCENA IL GUSTO

Villa Cariola

Molte realtà produttive artigianali del nostro paese presenteranno in esclusiva le loro specialità durante “I percorsi del Simposio”, la manifestazione enogastronomica a Caprino Veronese (Verona), in località Preele, nella dimora storica di Villa Cariola.
Tra sapori e profumi nostrani sarà possibile degustare e acquistare, direttamente dai produttori, le eccellenze dell’enogastronomia italiana. Le degustazioni guidate avranno un ruolo importante: lo champagne sarà raccontato da un esperto sommelier. Scopriremo tutte le novità della Compagnia del Cioccolato per mano del vice presidente Roberto Caraceni. Gli show cooking avranno come protagonisti chef e pastrychef come Claudio Gatti e lo stellato Tano Simonato, anche patron della due giorni.
Inoltre, l’angolo sigari con Fummelier di lungo corso, le confraternite veronesi che presenteranno prodotti e ricette naturali e di grande tradizione.
Altro fiore all’occhiello dell’evento sarà un Foodcontest tra scuole alberghiere che si sfideranno con i prodotti delle aziende espositrici: un laboratorio d’idee per coniugare l’eccellenza della materia prima e la creatività.
L’iniziativa è rivolta a tutti gli operatori e agli appassionati del settore enogastronomico. La manifestazione si terrà sabato 14 aprile con orario continuato dalle 10.30 alle 23.00 e domenica 15 aprile dalle 10 alle 20. L’ingresso sarà gratuito per gli operatori, mentre per i visitatori è previsto un biglietto d’ingresso di 10 euro con degustazione inclusa.

ECCO PONTE ROSSO, L’ULTIMA GEMMA DI CASA COLLALTO

Principessa Isabella Collalto

L’ultimo nato di casa Collalto è uno spumante Brut Nature Millesimato innovativo e moderno, ottenuto dalla Glera ricca di minerali coltivata nella caratteristica località di Ponte Rosso, vicino al Castello di San Salvatore. Si chiama Ponte Rosso e arriva in un anno particolare: nel 2018, l’azienda di Susegana (Treviso) ricorrono i 1060 di presenza ella famiglia nella Marca Trevigiana.
E si è voluta regalare un vino che sarà presentato alla prossima edizione di Vinitaly (15-18 aprile) a Verona, della vendemmia 2017, proposto in anteprima per alcuni ospiti nella cantina dell’azienda, nato da un lavoro di zonazione dei vigneti per valorizzare al meglio le particolarità delle diverse aree. Ponte Rosso è una località vicina al Castello di San Salvatore, dove il terreno è particolarmente argilloso. In passato, in quest’area veniva estratta l’argilla, di colore rosso, per produrre coppi e mattoni per le case della Corte dei Conti di Collalto. I mattoni realizzati con questa argilla erano di un colore così intenso che il ponte con i quali è stato costruito ha preso il nome di Ponte Rosso. La Glera generata da questa terra è ricca di minerali, perfetta per un Brut Nature, ben strutturato, minerale e austero come il nostro Ponte Rosso.
Al termine della degustazione, una cena per assaggiare altri prodotti di casa Collalto; così il Ponte Rosso ha accompagnato il Timballo di zucca su fonduta e tartufo nero e i Taglioni al Prosecco con pisellini novelli e Parma Croccante, seguiti da un Filetto di pesce bianco in mantello di lattuga, burro al lime, carote vichy e zecchinette con in tavola un Rosabianco Incrocio Manzoni Rosa.
Per finire, un Trio di sorbetti alla frutta, fragole e menta con il Violette Incrocio Manzoni Moscato e un Caffè con Grappa Prince Riserva 18 mesi barricata.

WINE EXPERIENCE A VILLA EMO (VEDELAGO) DOMENICA 11 MARZO: 300 MOTIVI PER NON MANCARE

Un ricco programma quello della nuova edizione di 300% Wine Experience. L’evento targato Ais Veneto coinvolge 100 produttori della Regione per un totale di 300 bottiglie e si terrà domenica 11 marzo 2018 a Villa Emo di Fanzolo di Vedelago (Treviso). Una giornata di laboratori, cocktail show e degustazioni guidate, come quelle dedicate al vino e al Vermouth. Alle 12 il convegno “Stile Veneto: arte, architettura, vino” con il critico d’arte Vittorio Sgarbi e la giornalista Mediaset Alessandra Viero.
Appuntamento alle 15 e alle 17 con due degustazioni d’eccellenza. La prima, condotta da Mauro Carosso di Ais Torino, sarà dedicata alla costruzione aromatica del Vermouth, di cui si potranno assaggiare sei esempi piemontesi. Nella seconda alla tecnica dell’appassimento: l’enologo Daniele Accordini della Cantina di Negrar presenta tre cru “Pruviniano” e tre esempi di Recioto della Valpolicella.
Quattro i cocktail show, che dalle 11 alle 17 vedranno protagonisti i miscelati più famosi. Il Gustofoso Michele di Carlo e il barman Fausto Argentesi ne realizzeranno due per ogni lezione: Negroni e Martini, Gin Tonic e Gin Fizz, Daiquiri e Magarita, Mojito e Cuba Libre.
A fare da cornice alle migliori etichette del Veneto, una serie di degustazioni guidate che si concentreranno sulle caratteristiche sensoriali del tè, sulla birra artigianale e sui distillati messicani. Spazio inoltre a sei laboratori sul mondo del caffè, le acque minerali, l’olio di oliva, il prosciutto crudo berico euganeo, i formaggi veneti, il cioccolato con i suoi cru e il sigaro Toscano. Al mondo della gastronomia saranno riservati tre banchi d’assaggio dedicati al tiramisù, il tipico dolce trevigiano, alla storia del pane e all’analisi delle differenze tra stoccafisso e bacalà. Novità di questa edizione sono i panini gourmet di Ais Veneto preparati con materie prime d’eccellenza, e il risotto con Nano Vialone Veronese, radicchio trevigiano e Monte Veronese.
300% Wine Experience 2018 ruota attorno al binomio vino e architettura e, durante la giornata, sarà possibile visitare Villa Emo, Patrimonio Unesco e uno dei migliori esempi di arte costruttiva palladiana. Alle 11, alle 14 e alle 16 la partenza delle tre visite guidate.
Le 100 aziende presenti al 300% Wine Experience sono state selezionate nel corso dell’anno dai degustatori di Ais Veneto e rappresentano una piccola percentuale degli oltre 500 produttori recensiti e pubblicati nella guida Vinetia.
Il biglietto d’ingresso, che comprende degustazioni illimitate al banco d’assaggio con calice in omaggio, è di 25 euro per l’intero e di 20 euro per il ridotto, riservato a coloro che acquisteranno il biglietto in prevendita sul sito http://www.aisveneto.it.

UN VIAGGIO NEL TEMPO CON IL RECIOTO DI CAVAZZA

Sono stati settanta, tra giornalisti, sommelier e ristoratori, che hanno partecipato alla giornata organizzata dall’azienda agricola Cavazza, nel Vicentino, un importante momento di confronto, che ha visto ben sette annate protagoniste di una straordinaria verticale di Recioto di Gambellara Classico Docg.
La famiglia Cavazza ha conservato le migliori annate di questo vino e durante la degustazione, condotta dall’esperto della Guida dei Vini del Gambero Rosso Nicola Frasson, sono emerse le peculiarità di ogni vendemmia, che a seconda dell’andamento climatico ha regalato vini completamente differenti, accomunati però da un unico filo conduttore: la modalità di produzione.
Da sempre la famiglia Cavazza segue le preziose indicazioni di Cassiodoro, che già nel quinto secolo descriveva l’Acinatico bianco, l’attuale Recioto di Gambellara, come un vino prezioso da servire alla mensa reale, i cui grappoli di Garganega dovevano provenire dalle pergole domestiche e conservate appese nei fruttai fino a inverno inoltrato.
Ancora oggi la famiglia Cavazza appende nel fruttaio i grappoli di Garganega (detti picai) ad appassire e non appena giunge il momento della maturazione, vengono pigiati con il torchio. Il prezioso succo diventerà poi il Recioto di Gambellara, un vino dal colore ambrato e dal sapore piacevolmente fruttato, dolce, che evolve nel corso del tempo.
Durante la degustazione, l’annata che ha maggiormente stupito il panel di assaggiatori è stata il 2000, sia per complessità, eleganza ed evoluzione. Anche il 2015, l’ultima annata appena imbottigliata si è distinta per la sua rotondità e per i suoi profumi esuberanti, che sicuramente avranno modo di evolversi per regalare un nettare di rara finezza.
Al termine della degustazione, la cantina è stata aperta ad amici e clienti, che hanno potuto assistere alla pigiatura delle uve Garganega passite e gustare i piatti preparati da tre chef del territorio: la terrina di fegatini di animali da cortile laccata al Recioto 2002 su composta di radicchio di Treviso e olio all’acetosella preparato da Alessio Longhin della Stube Gourmet Hotel Europa di Asiago, a cui è stato abbinato il Recioto Capitel 2002; la pancia di maiale con cremoso di cavolfiore alla brace, senape e capperi di Alessandro Dal Degan de La Tana di Asiago accompagnato dal Syrah Cicogna 2015 e infine il risotto al succo di cavolo nero con speck croccante della chef Paola Fabris dell’Antica Osteria del Castello di Gambellara, abbinato al Bocara 2016.

LO STORICO “12 APOSTOLI” DI VERONA CAMBIA MARCIA

È una delle istituzioni gastronomiche della città di Romeo e Giulietta ma nella vita serve anche cambiare, rinnovarsi, guardare avanti. La famiglia Gioco da cent’anni apre con gioia e impegno le porte del ristorante di Verona, il “12 Apostoli”. Locale oggi rinnovato nello spirito e negli ambienti di sala, condotta dal giovane Filippo Gioco, e di cucina, guidata dallo chef veronese Mauro Buffo. L’importante eredità ha spinto tutti a sviluppare insieme un progetto di rinascimento, che considera l’attività storica non un museo, quanto il fulcro privilegiato di un percorso di ricerca e di scoperta gastronomica, che dalle proprie solide radici e dal proprio fertile territorio vuole aprirsi al mondo per esplorare le nuove tendenze, cercando di proporne una propria, italiana e scaligera, con variazioni (mai gratuite o condizionate dalle mode). In sala dominano dodici isole tonde tovagliate in bianco, che si stagliano con eleganza tra gli affreschi tenuti in penombra, grazie alla luce soffusa al centro di ogni tavolo, quasi come ingrediente nel piatto. Una quarantina di posti a disposizione e il locale è aperto tutti i giorni, eccetto domenica sera e l’intera giornata di lunedì. In cucina Mauro Buffo, tornato a casa dopo molto aver visto e molto intrapreso, si propone di modellare un progetto gastronomico a tutto tondo, legato all’armonia tra gli ingredienti e le persone. Nato all’ombra del castello di Soave, giovanissimo inizia l’esperienza in cucina nella brigata di Fabio Tacchella, salvo a vent’anni suonati trovarsi nel cuore della “Nuova grande cucina italiana”, sotto la guida del Maestro Gualtiero Marchesi. Si sposta poi a Padova, accolto amorevolmente da Massimiliano Alajmo al ristorante Le Calandre, che pone indispensabili basi per finire in Spagna alla corte del rivoluzionario, Ferran Adriá, dove rimane ben quattro, intensissimi anni. Approdato a New York, dopo una fruttuosa esperienza da David Bouley, stimolato da un ambiente che sente congeniale, inizia la carriera di chef al ristorante Falai. Tornato in Italia come executive chef al Vigilius di Lana, completa il ritorno alle origini approdando ai “12 Apostoli”. Tre i percorsi di degustazione proposti dallo chef. Il menù Sostrati, che vuole raccontare la gloriosa storia della città attraverso i suoi piatti di riferimento; il menù Bagliori, una passeggiata, mano nella mano allo chef, nel territorio e nella stagionalità; il menù Divagazioni che, come in un gioco, vuol far riscoprire i paradigmi della cucina italiana. In cantina, tra preziosi reperti archeologici, dove riposano le etichette selezionate con cura ed entrate in Carta vini a multipli di 12, si trova il rifugio dedicato al momento del dolce, da gustare attorno a un grande tavolo sociale.

DAL 14 AL 16 OTTOBRE 2017 MILANO GOLOSA: LE NOVITÀ DAGLI ARTIGIANI DEL GUSTO

Tre giorni per conoscere e scoprire una cucina concreta e popolare attraverso il racconto degli artigiani del gusto presenti a Milano Golosa 2017 a Palazzo del Ghiaccio (Milano). Cibovagando tra i corridoi i visitatori potranno immergersi in un viaggio tra le migliori specialità regionali dello stivale selezionate dal Gastronauta, Davide Paolini. Prodotti della tradizione raccontati dai casari, panettieri, salumieri, mastri birrai, vignaioli, pasticceri presenti in fiera. L’appuntamento è dal 14 al 16 ottobre 2017 a Milano (via Piranesi 14). Più di 200 gli espositori artigiani presenti per proporre il lato migliore della gastronomia e delle materie prima di qualità della penisola. Molte quest’anno le novità in degustazione. La prima arriva da Capannoli, nel cuore della Toscana, dove l’Azienda Arcenni si dedica all’elicicoltura. Qui allevano chiocciole Helix Aspersa Muller con metodo a ciclo biologico completo in habitat naturale, all’aperto seguendo un’alimentazione priva di pesticidi, mangimi e additivi chimici. A Milano Golosa porteranno le chiocciole trasformate e declinate in diversi modi: chiocciole al naturale al ragù, patè di chiocciole, chiocciole al tartufo e chiocciole ai porri. Da Fermo arriva invece il Salumificio Mezzaluna che presenta il ciauscolo, patrimonio gastronomico collegato all’identità culinaria dei Monti Sibillini, tra Marche e Umbria. Più che un insaccato si può definire una crema di salame da spalmare direttamente sul pane. Quest’anno presente anche la comunità di San Patrignano che, oltre a essere un progetto di recupero e di ragazzi, è una realtà produttiva a filiera corta che trasforma materie prime di qualità in formaggi, insaccati e lievitati. Il mandorlato di Modigliana, riconosciuto dal 2010 come prodotto agroalimentare tradizionale dell’Emilia Romagna, sarà quest’anno per la prima volta a Milano Golosa con l’Azienda Modigliantica di Modigliana (Forlì Cesena). Un dolce dal sapore antico, la cui produzione è affidata a una ricetta segreta che non prevede l’utilizzo di uova, latte, burro, margarina, burro di cacao e nessun conservante. A Milano Golosa presente anche nelle versioni classico, amarena, pera, caffè. Altra ricetta antica è infine quella del Dolcelatte recuperata da Officine Dolcelatte di Luserna (Trento). Una crema di latte di montagna, proveniente dalle malghe trentine, ideale come dolce su pane, panettone e fette biscottate, ma anche abbinata ai formaggi o da sola con un vino da meditazione. Prima volta a Milano Golosa anche per il pasticcere Angelo Grippa di Eboli (Salerno) e per i suoi lievitati ai profumi e ai sapori della Piana del Sele: dal Pan del Sele con nespole, more selvatiche e fragole della Piana al Juvulese con albicocche juvulesi ebolitane candite al Tre Impasti un po’ panettone, un po’ babà con uva passa del territorio e bagna al rum. Lardo e carne di suino, sale dolce di Cervia, erbe aromatiche sono invece gli ingredienti della ventricina dell’Azienda Fracassa di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo). Un salume che ben si abbina con il Nero di Troia e i taralli di Terrasolata di Trani (Barletta Andria Trani) o con l’Aglianico del Vulture di Cantina di Venosa (Potenza), novità vinicole della manifestazione. Ancora tra gli stand di Milano Golosa si confermano tanti i produttori con curiosità e prodotti selezionati: dai salumi di maiali “tranquilli” ed extrapesanti di Bettella alla coppa piacentina del salumificio La Rocca; dal Jamón Ibérico Pata Negra 100 per cento Bellota de La Fenice ai culatelli di Antica Corte Pallavicina; dalla mortadella Artigianquality al capocollo Santoro, dai formaggi firmati Val d’Aveto ai filetti di tonno Colimena, alla birra Follina e del Birrificio Italiano; dai fichi imbottiti e ricoperti di cioccolato delle Premiata Ditta Colavolpe alle confetture e al cioccolato Stringhetto; dai lievitati di Infermentum ai panettoni siciliani di Bonfissuto; dalla Martarè di Villa Marta ai gelati Giavazzi; dalle focacce della pasticceria Tabiano agli intramontabili Krumiri Rossi. L’evento sarà aperto al pubblico sabato 14 ottobre (dalle 12 alle 20.30), domenica 15 ottobre (dalle 10 alle 20.30) e lunedì 16 ottobre (dalle 9 alle 17). Tanti gli eventi che coinvolgeranno anche altri luoghi – ristoranti ed enoteche del centro – con il programma di Fuori Milano Golosa. Il biglietto d’ingresso, come nelle passate edizioni sarà di 10 euro a persona, 5 euro per i bambini dai 6 ai 12, bambini minori di 6 anni gratuito. Il programma sarà presto disponibile sul sito della manifestazione (www.milanogolosa.it).

ALL’AUCHAN DI MESTRE SBARCA OFFICINE ITALIA. E SI MANGIA SINO A TARDA ORA

Officine Italia a Mestre

Una proposta adatta a tutti, amanti del buon gusto e della natura, del valore dell’artigianalità e del benessere delle persone. Ha aperto al primo piano del Centro commerciale Auchan di Mestre Officine Italia, un progetto che unisce ristorazione di qualità, botteghe di produzione artigianale e vendite di eccellenze enogastronomiche. Il locale, nuovo nella sua concezione, darà lavoro a 50 persone, soprattutto giovani, resterà aperto fino all’1 di notte, fornendo così una valida alternativa per l’aperitivo e la cena anche dopo l’orario di chiusura del centro commerciale e della galleria Auchan e si basa su un concetto che intende puntare alla massima valorizzazione della manualità partendo dalla trasformazione delle materie prime da agricoltura sostenibile e biologica. A puntare su Mestre con questa che è una prima apertura nazionale è il Gruppo Ethos, azienda ristorativa leader nella ristorazione assieme al gruppo Gallerie Commerciali Italia, filiale italiana di Immochan (Auchan Holding). Per portare avanti una missione di questo tipo, il progetto si fonda su basi solide e concrete: Gruppo Ethos e Gallerie Commerciali Italia sono realtà impegnate in progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa e accomunate dalla ricerca di soluzioni che migliorino il benessere delle persone. «Da ristoratori appassionati, consideriamo la nostra professione come l’esaltazione del lavoro artigianale – spiega l’amministratore delegato del Gruppo Ethos Beppe Scotti – perché per noi la ristorazione è anche cultura, ed è un veicolo con il quale possiamo contribuire a diffondere uno stile di vita rispettoso del benessere delle persone e dell’ambiente. Il nostro obiettivo è elevare l’offerta gastronomica e culturale nell’ambito delle food court all’interno delle Gallerie Commerciali. La nostra è una grande sfida: i consumi nell’ambito alimentare stanno andando in questa direzione, siamo certi sarà un successo». In totale, a disposizione dei clienti ci sono 2.150 metri quadrati al primo piano del centro, di questi 150 per il mercato delle eccellenze enogastronomiche, 250 coperti, otto laboratori di produzione, ossia cucina, griglia a carbone vegetale, pizzeria, il mercato, le botteghe del gelato, del pane, del pasticcere e del caffè. «L’obiettivo è di proporre una ristorazione su misura del cliente – aggiunge l’amministratore delegato di Gallerie Commerciali Italia Auchan Holding Edoardo Favro – e da una recente indagine di Trade Lab è emerso che il 75 per cento dei frequentatori dei centri commerciali consuma prodotti nelle aree di ristorazione, ma in generale, un cliente su cinque segnala insoddisfazione per i tempi di attesa e un’offerta inadeguata alle aspettative. Il progetto di Gallerie Commerciali Italia e del Gruppo Ethos va esattamente in questa direzione: Officine Italia risponde al piacere di vivere la tavola o di fermarsi per una pausa golosa anche in un centro commerciale, e che le eccellenze non necessariamente si associano a un costo elevato o a una difficile reperibilità. L’intento è dare un’offerta di qualità, articolata e piacevole dalla colazione al dopocena». 

 

TORNA IL FESTIVAL TRIVENETO DEL BACCALÀ: APPUNTAMENTO DAL 3 SETTEMBRE AL 4 DICEMBRE

Nella foto Franco Favaretto, Dagfinn Arntsen ed Ermanno Tagliapietra

 

L’ottava edizione del Festival Triveneto del Baccalà – Trofeo Tagliapietra sposta l’asticella un po’ più su. Oltre all’esclusione, secondo il Regolamento, di tutte le ricette tipiche della tradizione lasciando spazio solo a proposte innovative e originali, ogni ristorante in gara dovrà presentare tre piatti – antipasto, primo e secondo – di cui due con stoccafisso e uno con baccalà salato, per creare maggiore omogeneità e per stimolare ancora di più la fantasia degli chef.

Sono venticinque i ristoranti in gara per l’edizione 2017 della manifestazione enogastronomica itinerante che coinvolge alcuni tra i migliori ristoranti del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia e che vede chef e brigate sfidarsi per ideare la ricetta più innovativa. La manifestazione, presentata come da tradizione al ristorante Baccalàdivino di Mestre (Venezia), è organizzata dalla Dogale Confraternita del Baccalà mantecato, dalla Venerabile Confraternita del Baccalà alla vicentina, dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati in collaborazione con Tagliapietra, una delle aziende leader in Italia nell’importazione, lavorazione e commercio di prodotti ittici in particolare del merluzzo. Presente anche Dagfinn Arntsen, sindaco di Vaeroy, isola norvegese delle Lofoten gemellata con Venezia.

«Per questa nuova edizione – spiega il presidente del Comitato Organizzatore del Festival Triveneto del Baccalà Luca Padovani – abbiamo voluto stimolare ancora di più la capacità degli chef in gara. Oltre alla richiesta, secondo il Regolamento, di escludere tutte le ricette della tradizione per lasciare spazio solo alla creatività, abbiamo chiesto di proporre tre piatti, antipasto, primo e secondo, di cui due con stoccafisso e uno con baccalà salato. Sono certo che anche le ricette presentate durante questa manifestazione daranno grandi soddisfazioni a tutti in termini di fantasia, ricerca e sperimentazione».

Fino al 20 novembre 2017, data ultima delle cene in calendario al Festival, i giudici saranno i clienti che parteciperanno alle serate e potranno votare la ricetta a loro più gradita tra le tre in concorso. In seguito, la Segreteria del Festival, sulla base delle votazioni dei clienti, indicherà al Comitato Esecutivo la ricetta della serata scelta per la selezione provinciale. Successivamente, il Comitato Esecutivo indicherà il Ristorante che parteciperà alla preselezione regionale dalla quale usciranno i sei Ristoranti che con i loro piatti parteciperanno al Galà Finale.

Gli chef si sfideranno da settembre a novembre per aggiudicarsi la vittoria durante il Galà Finale che quest’anno si svolgerà nella Cantina Sociale di San Bonifacio (Verona), lunedì 4 dicembre 2017. Una Giuria Tecnica, tra i cui giurati figura di diritto chef Martino Scarpa dell’Osteria ai Do Campanili (Cavallino – Treporti), vincitore dell’edizione 2016, proclamerà la migliore ricetta, assegnando allo chef vincitore il Trofeo Tagliapietra e un viaggio alle Lofoten, isole norvegesi patria dello stoccafisso.

Per conoscere i ristoranti e le date, consultare il sito http://www.festivaldelbaccala.it.

Innovare rispettando la tradizione è anche l’obiettivo della terza edizione di Baccalando, il percorso ideato per i giovani che si affianca a quello più tradizionale del Festival Triveneto del Baccalà che prevede la proposta in chiave creativa e originale per cinque locali alla moda del Veneto, di cichéti, stuzzichini o finger food a base di baccalà. Ogni locale avrà il compito di presentare il proprio aperitivo a base di baccalà accompagnandolo a un drink alcolico o analcolico. L’aperitivo più innovativo sarà scelto durante le Preselezioni Regionali del Festival Triveneto del Baccalà, che si svolgeranno lunedì 27 novembre al Baccalàdivino di Mestre (Venezia), servito e premiato durante il Galà Finale del Festival, lunedì 4 dicembre. Al vincitore sarà offerto in premio un volo per due persone a Oslo, in Norvegia, patria del merluzzo.

Baccalando è organizzato da Marco Ridu.

Ecco i locali e le date di Baccalando per provincia. Gli appuntamenti, dalle 18, saranno accompagnati da deejay-set: Treviso al Gellius (Oderzo) il 29 settembre; a Padova all’Herb (Cittadella) il 6 ottobre, La Gineria il 27 ottobre. A Vicenza al Garibaldi il 13 ottobre e a Mirano (Venezia) all’Horteria il 20 ottobre.

«Il merluzzo sta vivendo una nuova stagione d’oro – spiega il patron del Baccalàdivino di Mestre e coordinatore della Giuria Tecnica Franco Favaretto – anche grazie a questa competizione che è andata consolidandosi in questi anni. Ogni edizione ci sorprende per innovazione e originalità e sono certo che questa ottava edizione sarà ancora più stimolante nell’ottica della valorizzazione in chiave creativa dello stoccafisso e del baccalà».

 

ALLA SCOPERTA DELLE VERDURE DIMENTICATE: LA NUOVA FATICA LETTERARIA DI MORELLO PECCHIOLI INTERPRETATA DALLO CHEF DIMITRI MATTIELLO

Foto Morello Pecchioli e Dimitri Mattiello

Foto Morello Pecchioli e Dimitri Mattiello

 

Scorzonera, carciofo spinoso, radice amara, pastinaca, tarassaco. Sono alcune delle verdure scomparse dalle tavole contemporanee che hanno ripreso vita grazie a un menu pensato da Dimitri Mattiello, giovane patron del “Dimitri Restaurant” di Altavilla Vicentina, per celebrare il nuovo libro del giornalista veronese Morello Pecchioli, “Le verdure dimenticate” (Gribaudo editore, 200 pagine, euro 14,90), firma enogastronomica del quotidiano L’Arena e Premio Ischia nel 2016 per la narrazione enogastronomica. Sono 37 le verdure riscoperte, per ognuna delle quali si ripercorrono storia, aneddoti, leggende e alcune facili ricette per darne nuova vita. Ricette che sono state del tutto reinterpretate da Dimitri Mattiello, imprimendo la propria cifra stilistica, frutto di una profonda conoscenza delle tecniche sviluppata fin da giovanissimo nella cucina del ristorante di casa e perfezionata con numerose esperienze in Italia e all’estero. In totale sono 37 le verdure riscoperte, per ognuna delle quali si ripercorrono storia, aneddoti, leggende e alcune facili ricette per darne nuova vita. «Oggi – ha spiegato Pecchioli – stiamo diventando analfabeti del cibo. Queste verdure non sono né difficili da cucinare, né cattive nel gusto, semplicemente sono state sacrificate nel nome dell’omologazione dalla grande distribuzione». Così questi ortaggi antichi, quelli di stagionalità invernale, sono così tornati in vita in preparazioni spesso complesse e articolate. Lo scorzonera (pianta medioevale di cui si mangia la radice scura) è diventato una mousse su cui adagiare, dentro ad un guscio d’uovo, la quinoa al profumo di colatura di alici di Cetara. Il carciofo spinoso (parente selvatico e ben più gustoso del carciofo comune) è proposto in un carpaccio croccante abbinato a una tartare di manzo e maionese al miele. Si scioglie in bocca il maialino sulla vellutata di sedano rapa; mentre la pastinaca (conosciuta anche come carota bianca, diffusissima in tutta Europa prima dell’arrivo della patata) è abbinata a un tortello dal cuore di cappone biondo. Profuma di mare il risotto con i canestrelli e topinambur, probabilmente la meno dimenticata tra le verdure dimenticate. La radice amara e il tarassaco creano contrasto e danno spessore a un filetto di vitella proposto dopo una lunga cottura. Infine, chiude il percorso il cardo gobbo abbinato al cioccolato. Alcune di queste ricette – e altre scoperte grazie al libro di Pecchioli – entreranno nel prossimo menu del “Dimitri Restaurant”. «La difficoltà maggiore è stata quella di reperire le materie prime – spiega Dimitri Mattiello – che abbiamo dovuto cercare al di fuori dei circuiti consueti. La riscoperta di sapori che stiamo dimenticando, la ricchezza di profumi e la fragranza di queste verdure sono state assolutamente stimolanti. Devo ammettere di essermi divertito molto e spero che questo spirito si percepisca nei miei piatti».

EVOO DAYS: A SCUOLA DI OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA

L’olio extravergine di oliva italiano è il più apprezzato al mondo. Per capire come produrne di più migliorando ulteriormente la qualità e per comunicarlo e venderlo bene, Veronafiere presenta gli EVOO Days, il nuovo progetto per la filiera oleicola nazionale. Ideati da Veronafiere nascono gli EVOO Days, forum per la formazione e il networking della filiera dell’olio extravergine di oliva di qualità. La prima edizione è in programma il 20 e 21 febbraio 2017 a Verona durante Sol d’Oro Emisfero Nord (www.solagrifood.com), il più autorevole concorso oleario internazionale. «È il nostro contributo alla celebrazione in Italia della Giornata Mondiale dell’Olio di Oliva promossa dal Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) – afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -, ed è un’iniziativa che completa il progetto perseguito con Sol d’Oro, che è quello di premiare le migliori produzioni oleicole internazionali offrendo nel contempo ai produttori di tutto il mondo un momento di confronto per progredire nella qualità». Tre i focus degli EVOO Days, che vedranno la partecipazione anche di relatori esteri: il miglioramento dell’oliveto e della qualità dell’olio nazionale, con seminari per approfondire le tecniche che permettono di passare da un’olivicoltura tradizionale a una intensiva utilizzando gli impianti già esistenti; l’export, con workshop su Usa, Giappone e Taiwan; il marketing, per vendere e comunicare meglio il prodotto, partendo dall’ideazione del packaging fino all’utilizzo dei social, passando per una efficace partecipazione alle fiere.

CANTINA MIRABELLA COMPIE 40 ANNI E SI REGALA IL NUOVO ROSÉ RISERVA

Alessandro, Teresio e Alberto Schiavi

Quando nel 1979 Teresio Schiavi e Giacomo Cavalli piantarono sulle colline di Paderno Franciacorta il primo vigneto dell’azienda, il Mirabella, diedero ufficialmente inizio a una realtà familiare che nel 2019 celebra quarant’anni di amore per il vino. Alessandro e Alberto Schiavi, oggi con il padre alla guida dell’Azienda Mirabella, hanno ideato il nuovo DØM Rosé Franciacorta Dosaggio Zero Riserva per festeggiare la doppia ricorrenza dei quarant’anni della Cantina e del settantantesino compleanno di Teresio. La scelta di un nuovo Rosé è radicata nella storia di Mirabella, tra le prime in Franciacorta a vinificarlo nel 1982 con un taglio inedito composto da Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Bianco. L’ultimo nato si propone come una sintesi dell’evoluzione della Cantina, unendo le origini pavesi di Teresio e il territorio franciacortino. Le uve che compongono il DØM Rosé sono state selezionate e raccolte a mano dai vigneti storici di Mirabella, i Cru di Paderno: Pinot Nero per il 60 per cento, Pinot Bianco per il 25 per cento e per il 15 per cento Chardonnay.

«I successi nella vita meritano di essere festeggiati – afferma Teresio Schiavi – e questi quarant’anni sono per me l’occasione di ringraziare e ricordare tutti coloro che hanno contribuito alla nascita e alla continuazione dell’azienda: da Giacomo Cavalli, Francesco Bracchi, Angelo Del Bono, Giuseppe Chitarra, i figli Alessandro e Alberto e tutti i collaboratori. Pensando al domani nutro due speranze: la prima è che i miei nipoti custodiscano e tramandino la tradizione di Mirabella; la seconda che il patrimonio di conoscenze ed esperienze enologiche acquisite anno dopo anno si esprima sempre più in un’innovazione consapevole, rispettosa dell’uomo e della Natura.  Quest’ultima, più che una speranza, la sento come un dovere».

Dalle origini al presente, padre e figli sono accomunati dalla continua ricerca di domare un’uva capricciosa sia in vigna che in cantina come il Pinot Nero o l’amato enfant terrible Pinot Bianco, per ricavarne una narrazione autentica del territorio.

Alessandro Schiavi, enologo della Cantina, descrive così il nuovo Rosé: «Sorprendente e carnoso, si apre nel bicchiere con i colori di un tramonto dalla velatura antica. Il Pinot Nero regala note pungenti di sinuosa speziatura che virano in una brezza fumosa, elegante e netta. La rotondità golosa delle bacche rosse selvatiche viene rincorsa dalla dolce effervescenza del pompelmo rosa. Chiude materico, denso e appagante». L’affinamento è sui lieviti per almeno 100 mesi, per poi riposare in bottiglia almeno 6 mesi dopo la sboccatura. La presentazione del DØM Rosé Riserva chiude un anno denso di eventi, inaugurato con il lancio del cofanetto speciale dei tre monovitigni. Mirabella Franciacorta è già pronta ad affrontare il 2020 con altre novità che riguarderanno sia i vini che la cantina.

VENEZIANO, INIZIA LA VENDEMMIA DEL PROSECCO: QUANTITÀ INFERIORE

Anche nel veneziano è partita in questi giorni la vendemmia delle uve glera. Un migliaio gli ettari nella provincia dedicati alla coltivazione di questa varietà, 300 aziende agricole concentrate per lo più nel Veneto Orientale senza trascurare un numero crescente di aziende nel miranese che hanno i diritti per l’impianto di queste uve. «Possiamo già esporci nel dire che la quantità di produzione è sicuramente inferiore di almeno un 15% rispetto le precedenti annate, dove la scorsa non fa sicuramente testo per i numeri da record. Purtroppo per alcuni nostri produttori colpiti dagli episodi di grandine di fine luglio e agosto la percentuale si abbassa fino a un 50 per cento in meno con gravi conseguenze economiche. Tuttavia la qualità delle uve quest’anno si attesta tra le migliori garantendo una produzione di grande eccellenza» dichiara il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla.

Con un aumento del 17 per cento delle esportazioni il Prosecco conquista nel 2019 il primato di vino italiano più consumato all’estero grazie all’alta qualità e capacità produttiva con le pregiate bollicine che, sottolinea la Coldiretti, sono protagoniste di un vero a proprio boom negli Usa ma anche in Francia. Si parla di un aumento del 50 per cento delle vendite in Francia spingendo l’export del Prosecco al record storico di sempre sui mercati mondiali, per un valore complessivo di ben 458 milioni nel primo semestre del 2019. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat presentata in occasione del distacco del primo grappolo di uva Glera dell’anno per il Prosecco nella Tenuta Astoria a Refrontolo (Treviso), dopo l’avvenuta iscrizione del sito veneto “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco.

Il gradimento dei cugini d’Oltralpe è significativo del successo conquistato anche nei confronti della concorrenza dello champagne. A pesare sul successo mondiale del Prosecco – spiega la Coldiretti – è però il proliferare nei diversi continenti di falsi di ogni tipo con le imitazioni diffuse in tutti i Paesi, dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata la vendita anche del Whitesecco e del Crisecco.

«Occorre tutelare le esportazioni di vino Made in Italy di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali – afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – che, oltre alla perdita economica, è soprattutto grave il danno di immagine che mette a rischioulteriori e nuove opportunità di penetrazione dei mercati».

Un riconoscimento che certifica l’importanza di un territorio dallo straordinario valore storico, culturale e paesaggistico in grado di esprimere una produzione che ha saputo conquistare apprezzamenti su scala mondiale.  La produzione del Prosecco scenderà dunque quest’anno attorno alle 400 milioni di bottiglie con l’uva raccolta sugli oltre 24 mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

VENERDÌ 13 SETTEMBRE A ISTRANA (TREVISO), INCONTRO TRA I FORMAGGI VENETI E QUELLI UMBRO-MARCHIGIANI.

Si avvicina la data di inizio della 42esima Festa dell’Agricoltura di Istrana (Treviso). Dal 12 al 22 settembre a Sala di Istrana si susseguono degustazioni e seminari relativi al Veneto e non.

Nello specifico, venerdì 13 settembre alle 20, i prodotti caseari dell’Appennino umbro-marchigiano incontreranno quelli della tradizione veneta, in occasione del seminario enogastronomico “I formaggi per una vicinanza di intenti”. La degustazione, guidata dal coordinatore de Le Fattorie dei Sapori Veneti Giancarlo Coghetto e dal sommelier Silvano Favarin, si svolge in tre parti.

Alcune delle aziende partecipanti al Progetto de Le Fattorie dei Sapori Veneti (Tre Comuni di Istrana e Vaka Mora di Sala di Istrana) e alcuni produttori umbro-marchigiani presenteranno i prodotti più significativi del loro territorio, tutti formaggi di fattoria al naturale. Tra questi, si possono, infatti, assaggiare Agros, il formaggio fresco a latte crudo de Le Fattorie dei Sapori Veneti, il Pecorino dei Monti Sibillini, la ricotta salata della Valnerina e ancora il Formaggio del Conte di latte vaccino crudo a pasta gessata e il Casec, formaggio a latte crudo affinato in foglie di castagno e con stagionatura tre mesi. Ad accompagnare il tutto, i vini Asolo e Montello.

Per info e prenotazioni sulla degustazione, visita la pagina Facebook de Le Fattorie dei Sapori Veneti.

Come commenta Giancarlo Coghetto, coordinatore tecnico del gruppo Le Fattorie dei Sapori Veneti, «l’Appennino umbro-marchigiano e la Regione Veneto sono due meravigliosi territori che hanno molto in comune, a partire dal rispetto della tradizione e della volontà di valorizzare i prodotti al naturale, sinceri e genuini. In particolar modo, Le Fattorie dei Sapori Veneti hanno deciso di fare squadra e crescere insieme, con l’ambizioso obiettivo di far conoscere i formaggi e i salumi di fattoria e di diffonderne l’attenzione e l’interesse anche oltre i confini regionali».

Non è, infatti, il primo gemellaggio che Le Fattorie dei Sapori Veneti hanno con delle aziende da fuori regione: lo scorso maggio, Roma ha fatto da sfondo alla degustazione guidata che ha visto come partecipanti i formaggi delle Aziende trevigiane Ca’ Donadel e Cà Bastian, entrambe nel network de Le Fattorie dei Sapori Veneti e di alcuni produttori della Campagna Romana, portando così allo scambio di sapere e di opinioni tra la delegazione dell’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggio (Onaf) di Treviso e quella di Roma.

Le Fattorie dei Sapori Veneti portano avanti la sfida, iniziata un paio di anni fa, della produzione di formaggi di fattoria al naturale, riprendendo l’idea del pastore-casaro e ritornando alle origini della tecnica casearia, basato sulla lavorazione del latte crudo con i suoi fermenti naturali selvaggi, ottenuto esclusivamente in allevamenti di proprietà e trasformato grazie a caglio e sale all’interno della stessa azienda.  Il progetto Le Fattorie dei Sapori Veneti raggruppa 26 imprese agroalimentari venete e due operatori della ristorazione e ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti al naturale, sinceri e genuini; di associarli al produttore, entità umana oltre che produttiva ed economica; di proporre prodotti di pregio complementari o alternativi alle produzioni standardizzate industriali. https://www.fattoriedeisaporiveneti.it/

Il progetto si è sviluppato anche grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale di Istrana e alla Festa dell’Agricoltura che negli ultimi anni ospita il Concorso dei Formaggi di Fattoria.

PRATO DI CANZIO: IL VINO RITROVATO DI CASA MACULAN

Maria Vittoria, Fausto e Angela Maculan

L’azienda Agricola Maculan di Breganze (Vicenza) ha scelto di riscoprire Prato di Canzio, blend di uve a bacca bianca già prodotto tra il 1978 e il 1996, che ritorna sul mercato con il millesimo 2017. Si tratta di un’etichetta storica, tra le più rappresentative della Cantina, che riuscì a conquistare, tra gli altri, anche il gusto di Gualtiero Marchesi che ne volle un’etichetta personalizzata con il nome del suo ristorante e lo considerava tra i suoi vini preferiti.

La produzione fu interrotta nel 1996 in risposta a una tendenza dell’epoca che privilegiava i vini monovarietali. Oggi la riscoperta, da leggere come l’occasione di reinterpretare le proprie origini con il gusto odierno, per capire in che modo vent’anni di esperienza possano cambiare l’idea di un vino. «Le differenze tra Prato di Canzio 2017 e le annate storiche – spiega Maria Vittoria Maculan, enologo – sono diverse infatti, a partire dalle uve che compongono il blend. È aumentata la quota di uva Vespaiola, varietà autoctona che ha il pregio di donare freschezza, e l’uso del legno, oggi più ponderato. Il risultato è un vino ampio e profondo, che conserva una grande bevibilità». Prato di Canzio 2017 è composto per il 50% da uve Chardonnay, per il 30% da Vespaiola e per il restante 20% da Sauvignon. La vinificazione delle tre uve è differente: in acciaio per Sauvignon e Vespaiola mentre la fermentazione dello Chardonnay avviene all’interno di barrique di rovere francese. In fase di affinamento solo lo Chardonnay trascorre 5 mesi in barrique sui lieviti, mentre le altre due affinano in acciaio, finendo per riposare un anno in bottiglia.

Il nome Prato di Canzio è legato all’antica storia di Cantium, legionario romano al quale, terminata la carriera militare, fu lasciato in ricompensa un appezzamento di terra a metà tra la collina e la pianura. Da Pratum Cantium a Pre-Cantio, quindi Breganze, il paese in cui Maculan coltiva le sue vigne, ai piedi dell’Altopiano di Asiago. “Riteniamo che in un grande vino fattori naturali e umani si uniscano in modo complementare – aggiunge Angela Maculan, responsabile commerciale della Cantina – Prato di Canzio è la sintesi perfetta di questo pensiero: l’incontro tra i frutti dei pendii vulcanici e di tufo della Doc con la storia e la competenza umana che ha abitato Breganze dalle origini a oggi”.

7 E 8 SETTEMBRE, LA GRANDE FESTA DEL VINO SBARCA A SANTA MARIA DI SALA (VENEZIA)

Dopo il formaggio in aprile, Villa Farsetti a Santa Maria di Sala (Venezia) torna a essere al centro dell’enogastronomia del Miranese e non solo. Sabato 7 e domenica 8 settembre, infatti, lo storico edificio ospita la Grande Festa del Vino, con una novantina di produttori provenienti tra l’Italia e l’estero ma ci sono anche cene e le immancabili degustazioni. L’iniziativa è organizzata dalla Enoteca Cantina dei Dogi di Mirano. Tra i banchi, sono disponibili oltre 7 mila bottiglie, per 350 etichette, da stappare di tutte le regioni della penisola ma anche provenienti da sette paesi europei e dodici dal resto del mondo. Si potrà bere pure il Sassicaia di Tenuta San Guido 2015, a novembre dello scorso anno considerato il miglior vino del mondo per Wine Spectator. In più, spazio a sei incontri con dei professionisti del settore (prenotando a info@lagrandefestadelvino.it) e agli assaggi di prodotti gastronomici di nicchia. L’orario di apertura al pubblica va dalle 10 alle 20, mentre il servizio di mescita si chiude mezz’ora prima. All’interno si può trovare anche un punto di ristoro. Ingresso 35 euro. Per ogni informazione, anche sui biglietti on-line: http://www.lagrandefestadelvino.it.

VINO: COLDIRETTI, VENDEMMIA DOC SPINGE RECORD STORICO EXPORT. ITALIA PRIMO PRODUTTORE MONDIALE DAVANTI A FRANCIA E SPAGNA

A sostenere la vendemmia in piano svolgimento è il record storico delle esportazioni di vino Made in Italy che fanno registrare un aumento del 5,4% rispetto allo scorso anno quando avevano raggiunto su base annuale 6,2 miliardi di euro, la prima voce dell’export agroalimentare nazionale. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat relativi ai primi cinque mesi del 2019 in occasione della presentazione delle previsioni vendemmiali 2019 di Ismea, Assoenologi e Unione italiana vini che hanno rivisto le stime di inizio agosto all’avvio della raccolta delle uve.

Si stima – sottolinea la Coldiretti – una produzione di 46 milioni di ettolitri di vino, il 16% in meno dell`anno scorso con l’Italia che è il primo produttore mondiale davanti alla Francia che si ferma a 43,9 milioni di ettolitri e la Spagna a 40 milioni secondo i Ministeri agricoli dei due Paesi. A livello territoriale la produzione aumenta solo in Toscana (più 10%), è stabile in Valle d’Aosta e Molise mentre cala in Lombardia (meno 30%), Umbria (meno 24%), Emilia Romagna e Sicilia (meno 20%), Friuli Venezia Giulia (meno 18%), Veneto (meno 16%), Puglia (meno 16%), Trentino Alto Adige, Lazio, Piemonte e Marche (meno 15%) Sardegna (meno 13%), Abruzzo (meno 11%), Liguria e Basilicata (meno 10%), Campania (meno 6%) e Calabria (meno 3%).

In Italia le condizioni attuali – sottolinea Coldiretti – fanno ben sperare per una annata di buona/ottima qualità anche se l’andamento della raccolta dipenderà molto dal resto dal mese di settembre e ottobre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo, anche perché al momento appena il 15% delle uve è già in cantina contro il 40% dello scorso anno. A condizionare sono le anomalie climatiche del 2019, al caldo e siccità nei primi mesi primaverili sono seguite copiose precipitazioni, unite ad un significativo calo termico per buona parte del mese di maggio mentre nell’estate bollente si sono verificate a macchia di leopardo violente ondate di maltempo.

La produzione tricolore sarà destinata per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt – sottolinea la Coldiretti – con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento per i vini da tavola. Sul territorio nazionale – spiega la Coldiretti – ci sono 567 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria. Le prime quattro regioni per quantità prodotte – rileva la Coldiretti – sono il Veneto con una stima di 11,27 milioni di ettolitri, la Puglia con 8 milioni, l’Emilia Romagna con 7,4 milioni e la Sicilia con 3,76 milioni di ettolitri.

Un andamento spinto dall’ottimismo delle vendite all’estero che – sottolinea la Coldiretti – hanno raggiunto il record storico grazie all’incremento in valore del 3,7% negli Usa che sono di gran lunga il principale cliente, ma l’aumento è stato del 5,9% in Germania che si posiziona al secondo posto e del 5% nel Regno Unito al terzo posto. Un vero balzo del 12,2% – la Coldiretti – si registra in Francia storico concorrente del Made in Italy mentre la crescita è del 6,6% in Cina.

Il settore più dinamico – precisa la Coldiretti – è quello delle bollicine che fanno segnare un aumento del 7,5 % trainate dal prosecco, in vino italiano piu’ stappato all’estero, con oltre 1/4 delle vendite realizzato in Gran Bretagna (28%).

Per questo a preoccupare per il futuro – precisa la Coldiretti – sono gli effetti della Brexit con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ma anche la guerra commerciale che Trump ha minacciato di scatenare nei confronti dell’Europa con un aumento dei dazi fino al 100% del valore che colpirebbero anche il vino italiano le cui spedizioni in Usa valgono 1,5 miliardi nel 2018.

A livello nazionale vanno segnalati i dati positivi sui consumi degli italiani, sempre più consapevoli e attenti alla qualità e all’origine, con una spesa delle famiglie cresciuta del più 6,5% in valore nel primo trimestre del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea Nielsen.

Il vigneto Italia – sottolinea la Coldiretti – con i suoi 658 mila ettari coltivati offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio. L’esercito del vino – conclude Coldiretti – spazia dai viticoltori agli addetti nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (fecce, vinacce e raspi).

SEI CLASSICI PER SEI REGINE: OSTRICHE E BOLLICINE ALL’ANTEPRIMA DI CITTADELLARTEVINO

La seconda edizione di CittadellArteVino, manifestazione nata per unire la dimensione enologica e la sfera artistica, sarà preceduta da un’anteprima in programma il 28 settembre alle 18 in Villa Colombara a Cittadella (Padova) dal titolo Sei Classici per sei Regine. I partecipanti degusteranno ostriche e bollicine guidati da Alessandro Scorsone, Sommelier Master Class, Maestro cerimoniere di Palazzo Chigi, giornalista e responsabile della Guida Vini Buoni d’Italia, e dall’ostricoltore Pietro Nughes, selezionatore e importatore di ostriche da oltre dieci anni. Gli ospiti assaggeranno sei diversi tipi di molluschi in abbinamento a sei Metodo Classico dell’Azienda Agricola Nicola Gatta. Sulle colline calcaree di Gussago (Brescia), nella zona più orientale della Franciacorta, Nicola Gatta si dedica alla viticoltura biodinamica, senza l’utilizzo di diserbanti e prodotti chimici in vigna e solo fermentazioni spontanee con lieviti indigeni naturalmente presenti sulle bucce in cantina. Per quanto riguarda le “regine dei molluschi”, cinque delle sei varietà provengono dalla Francia: le due Fine de Claire, allevate da due diverse Maison nel bacino Marennes-Oléron sulla costa occidentale, saranno abbinate al Quattrocento Extra Brut e al Rosé de Noirs Nature; l’ostrica della selezione Les Huitres de Monsieur Jean Paul Huitres allevata in Normandia si degusterà con il Blanc de Blancs Nature; la varietà Marie Morganes di Brest, Bretagna, si accompagnerà al Blanc de Noirs Nature; la Perla de l’Imperatrice, Special originaria della zona di Cape Ferret, Gironda, sarà proposta con il Molener Extra Brut. L’ultima ostrica in degustazione, la varietà Regal allevata nella Clew Bay di West Port nel nordovest dell’Irlanda, sarà presentata con il Metodo Classico Ombra Cuvée Brut.

L’evento CittadellArteVino si terrà domenica 29 e lunedì 30 settembre in Villa Colombara. La proposta enologica sarà ampia e curata, grazie anche alla partnership con il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza, presente con un tavolo istituzionale. Grande attenzione sarà riposta all’offerta gastronomica: un’area esterna sarà riservata al giardino gourmet, con la presenza della Taverna degli artisti, J’adore Sushi Restaurant, Trattoria ai Mediatori e Zanco Food Project, cinque ristoratori pronti a deliziare tutti i palati, ognuno con la propria proposta e stile.  Sei Classici per sei Regine è una serata su prenotazione e a posti limitati.

Per info e prenotazioni visitare www.cittadellartevino.it/anteprima