ESTATE 2022, TUTTO ESAURITO NEGLI AGRITURISMI. CIA: CHIUSE LE PRENOTAZIONI PER FERRAGOSTO

In agriturismo, vicino a piccoli borghi ben serviti, vivendo esperienze in azienda agricola e mangiando prodotti freschi di campi e allevamenti locali, da riportare anche a casa. Questa l’estate 2022 per oltre 7 milioni di italiani, più del 30 per cento dei connazionali previsti in vacanza tra luglio e settembre prossimo. Sono per lo più famiglie e comitive, in viaggio dai 4 ai 7 giorni e spesso con cani e gatti al seguito. A dirlo è Cia-Agricoltori Italiani in ricognizione tra le strutture aderenti a Turismo Verde, la sua Associazione per la promozione agrituristica che, da Nord a Sud Italia, evidenzia una stagione partita in ritardo, ma vicina ai numeri pre-pandemia (più di 8 milioni di presenze nel 2019), e con le prenotazioni per il pranzo di Ferragosto già chiuse da un mese.

Lungo la penisola – spiega Cia (Confederazione italiana agricoltori) – la ripresa del turismo, con 22 milioni di italiani in viaggio, al mare (44 per cento), nei centri rurali (21 per cento) e in montagna (15 per cento), si fa sentire soprattutto nelle strutture agrituristiche con disponibilità di camere, agricampeggio e in zone già vocate alla ricettività. La domanda resta, in alcuni casi e specie nell’entroterra, ancora instabile. A incidere di più le disdette causa Covid, tra il 10 e il 20 per cento, che si spera di recuperare con le prenotazioni last minute.

Inoltre -aggiunge Cia- anche negli agriturismi c’è il ritorno degli stranieri (l’Italia ne stima per l’intera estate circa 33 milioni, il triplo rispetto al 2021). Già da maggio gli americani e ora, soprattutto, inglesi (più 36 per cento) e tedeschi (più 32 per cento). In buona parte, si tratta di riconferme e passaparola, con prenotazioni di clienti storici e amici. Stessa cosa per il turismo interno. In aumento i viaggi alla riscoperta dell’origini, come dall’Olanda al Molise.

In generale – secondo Cia – la tenuta del settore agrituristico, e delle sue 25 mila imprese, è ancora assicurata dalla natura stessa del comparto, sensibile alle esigenze dei cittadini, come ampiamente dimostrato in pandemia, e pronto a soddisfare, in modo innovativo, sempre nuovi bisogni. Tra le tendenze che si consolidano, Cia evidenzia la vacanza sostenibile e sicura, a contatto con la natura e gli animali, imparando a fare la pasta e a curare gli alveari, condividendo il lavoro agricolo come la lavorazione del formaggio. Infine, andando alla ricerca dei mercati contadini per fare provviste utili al rientro, come raccontano da la Spesa in Campagna, Associazione Cia per la vendita diretta.

“L’aumento dei costi produttivi, di luce e gas in particolare -dichiara il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini- è ancora troppo sulle spalle delle aziende agrituristiche ed è anche per loro che stiamo sollecitando un’azione di governo realmente incisiva e prima delle elezioni a settembre. Sulla stagione turistica in corso, ci sono previsioni più che positive e ci auguriamo -conclude Fini- che portino alla fine buoni risultati anche alle nostre strutture”.

50 TOP PIZZA: 48H E GNOCCHI BAR DI MELBOURNE LA MIGLIORE PIZZA DELL’ASIA-PACIFIC

48h Pizza e Gnocchi Bar a Melbourne in Australia è la Migliore Pizzeria in Asia – Pacific per il 2022. Nella cerimonia che si è svolta per la prima volta dal vivo in Asia, presso l’hotel The Peninsula Bangkok, 50 Top Pizza, la più influente guida di settore, ha svelato la classifica 50 Top Pizza Asia – Pacific 2022.

Al secondo posto Bottega a Pechino, che è anche Migliore Pizzeria in Cina e,a completare il podio, al terzo posto, The Pizza Bar on 38th a Tokyo in Giappone, che ha ricevuto il titolo di Migliore Pizzeria in Giappone.

Segue, in quarta posizione, Pizzeria Peppe – Napoli sta’ ca” a Tokyo, al quinto posto Peppina a Bangkok, che è anche Migliore Pizzeria in Thailandia. Sesto posto per Pizza Massilia, sempre a Bangkok, seguita in settima posizione da Pizza Strada a Tokyo. In ottava posizione, Fiata by Salvatore Fiata ad Hong Kong, che si aggiudica anche il titolo di Migliore Pizzeria in Hong Kong. Nona posizione per Dante’s Pizzeria Napoletana ad Auckland, decima posizione per Pizzeria Mazzie a Bangkok.

Le prime 15 pizzerie della classifica hanno ricevuto il tanto atteso biglietto d’oro, invito che comunica la loro presenza in 50 Top Pizza World 2022, la classifica mondiale che sarà svelata il 7 settembre a Palazzo Reale di Napoli.

50 Top Pizza,per l’area Asia Pacifico, – che include l’Asia, il Giappone e l’Oceania, considerati come un’unica regione – ha affidato la direzione a Vittoria Dell’Anna che, insieme a 4 coordinatori locali, ha dato vita a una squadra strutturata di 150 ispettori, permettendo di supervisionare l’intera area in modo più profondo.

La cerimonia di premiazione e tutte le attività in loco sono state organizzate da Virgilio – Creating Value, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Thailandia.

A LE MANZANE, DOMENICA 11 SETTEMBRE LA VENDEMMIA SOLIDALE A FAVORE DI ENPA  

Aperta per vendemmia. La cantina Le Manzane invita tutti gli amanti degli animali a partecipare numerosi alla tradizionale giornata di raccolta dell’uva a scopo benefico che si svolgerà domenica 11 settembre, dalle 9 alle 16, nella tenuta di San Pietro di Feletto, in provincia di Treviso.

L’undicesima edizione della Vendemmia Solidale, Festa e Beneficenza nella Terra del Prosecco Superiore, è stata ideata in collaborazione con la locale sezione dell’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali.

Il ricavato della manifestazione servirà per acquistare la strumentazione diagnostica del nuovo ambulatorio sociale di Ponzano Veneto che sarà allestito all’interno di un piccolo prefabbricato fornito all’Enpa dalla locale sezione Ana, Associazione Nazionale Alpini. Il servizio è rivolto alle persone meno abbienti (individuate su base Isee del proprietario o su segnalazione del Comune): ai loro piccoli amici, cani e gatti, saranno donati cibo e cure ambulatoriali.

Partita nel 2012, la Vendemmia Solidale vede ogni anno centinaia di partecipanti darsi appuntamento alla cantina Le Manzane per vivere in festa questo antico e affascinante rito contadino immersi nello splendido scenario delle Colline del Prosecco Superiore, dal 2019 Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. 

La manifestazione inizierà con la vendemmia e proseguirà con le visite in cantina, alcuni momenti di intrattenimento per i più piccoli, la musica italiana dal vivo della Magirus Band e di Alberto Ceschin, l’aperitivo con Prosecco Superiore Docg, i prodotti della Distilleria Fratelli Brunello e gli sfiziosi “cicchetti” di pesce di Ca’ del Poggio. A seguire ci sarà una lotteria con estrazione di premi: in palio anche un’opera della maestra orafa e jewelry designer Marinella Inzirillo. La mattinata terminerà con una ghiotta merenda in “caneva”. Durante la giornata saranno presenti gli educatori sociali Enpa a disposizione per dare consigli e suggerimenti su come comportarsi con i nostri amici a quattro zampe.

CUCINARE IN CAMPER, RICETTE ON THE ROAD

Come preparare un buon piatto, nonostante gli spazi ridotti e l’attrezzatura minimale di un camper? Ad insegnarlo ai camperisti saranno gli chef dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, la più antica associazione italiana fra ristoratori, protagonisti anche quest’anno (dopo il successo dell’anno scorso) di una serie di attesi Show cooking in programma al Salone del Camper di Parma, la principale fiera italiana dedicata al caravanning e al turismo en plein air.

Saranno loro, dal 10 al 18 settembre, ad animare Cucinare in Camper: 9 giorni di Show cooking durante i quali gli chef di altrettanti ristoranti – coordinati dal segretario generale dell’associazione Luciano Spigaroli del Cavallino Bianco di Polesine Parmense – insegneranno, passo dopo passo, come preparare ricette semplici e sfiziose, valorizzando i prodotti locali che i camperisti possono facilmente trovare durante loro viaggi. Piatti gustosi e raffinati, ma nello stesso semplici e veloci da realizzare quando si sta viaggiando in camper e si hanno poco spazio e tempo.

Gli Show cooking sono in programma ogni giorno alle 12, 13.30 e 15 nello spazio del Buon Ricordo, denominato appunto Cucinare in Camper. Gli chef, attingendo alla tradizione gastronomica della propria regione, insegneranno come cucinare ottimi piatti non banali, gestendo al meglio la cambusa e gli spazi necessariamente ridotti di un camper. Il tutto si concluderà con la degustazione dei piatti preparati.  I posti sono limitati e vanno prenotati online sul sito http://www.salonedelcamper.it. Inoltre, alle 16 si terranno incontri dedicati al racconto, alla didattica, ad approfondimenti legati al mondo del food e del turismo enogastronomico, organizzati in collaborazione con l’associazione Gastronomi Professionisti e raccontati dalla viva voce dei protagonisti con cui il pubblico potrà dialogare.

All’interno dello spazio Buon Ricordo saranno presenti anche i partner che da anni affiancano e sostengono l’associazione nel suo percorso di valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy e della cucina tradizionale italiana: Bellomo, Confagricoltura, Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Consorzio Franciacorta, Consorzio Parmigiano Reggiano, Coppini Arte Olearia, Filette Prime Water, Illy Caffè, La Giardiniera del Cerreto, Raggio di Sole, Tenuta Margherita, Zanussi Professional.

LA TIRAMISÙ WORLD CUP CERCA GIUDICI GOLOSI PER TIRAMISÙ DA CAMPIONI

Sei pronto ad assaggiare i tiramisù più buoni del mondo? La Tiramisù World Cup è alla ricerca dei giudici che dovranno decretare chi vincerà la “sfida più golosa dell’anno”…e servono quindi giudici esperti (e golosi!) per la gara che si svolgerà a Treviso dal 7 al 9 ottobre 2022.

Si riaprono le candidature per la giuria popolare della Tiramisù World Cup che, nella fase delle selezioni, dovrà assaggiare e votare i tiramisù preparati dai duecento concorrenti in gara, il prossimo autunno a Treviso.

Per potersi aggiudicare un posto da giudice, sarà sufficiente superare il test che, come ogni anno, viene proposto dalla Tiramisù World Cup, quest’anno insieme a La Cucina Italiana: quindici domande sul dessert italiano più famoso al mondo, fra storia e regolamento di gara (approvato dall’Accademia della Cucina Italiana e consultabile sul sito www.tiramisuworldcup.com) con quesiti riferiti a casi concreti che si possono verificare durante la competizione.

«Pur rimanendo la grande festa del Tiramisù, abbiamo visto che – di anno in anno – il livello delle ricette in gara si sta decisamente alzando – commenta Francesco Redi di Twissen, organizzatore della rassegna -. Ecco perché anche la selezione per diventare giudici popolari sta diventando…per autentici golosi!».

Chi riuscirà a superare il test online verrà assegnato ad una delle due categorie di gara: quella della ricetta originale del dolce al cucchiaio (zucchero, uova, mascarpone, savoiardi, caffè e cacao) oppure a quella creativa (con la possibilità di aggiungere fino a tre ingredienti e di sostituire il biscotto).

Coloro che riusciranno ad assicurarsi un posto al tavolo della giuria potranno godere di alcuni benefit durante le giornate della rassegna come una visita guidata alla scoperta delle bellezze della città di Treviso, la partecipazione gratuita agli happening collegati all’evento e una scontistica privilegiata per assaggiare anche i Tiramisù dei Campioni delle edizioni passate che saranno proposti al pubblico alla Loggia dei Cavalieri, nel cuore della città.

La Cucina Italiana, il mensile di gastronomia con la cucina in redazione attivo dal 1929, è media partner della manifestazione Tiramisù World Cup 2022. Racconta la golosa kermesse e i suoi protagonisti attraverso la rivista, il sito web e i social. Da settembre, la storica testata organizza attività digital di warm up per coinvolgere la fanbase in attesa del contest a Treviso. Alla finale a Treviso, sarà presente in giuria la redattrice esperta Laura Forti, la quale sarà incaricata di scegliere il miglior tiramisù per La Cucina Italiana. A chi non piacerebbe vedere la propria ricetta di tiramisù sulla prestigiosa testata con quasi un secolo di storia alle spalle?

Sono partner storici scelti dalla Tiramisù World Cup 2022 i savoiardi Vicenzovo di Matilde Vicenzi, il caffè Hausbrandt, il mascarpone della Lattebusche, le uova Amadori, lo zucchero di Italia Zuccheri, il cacao Campagnoli & Rodriguez e anche la Dolcefreddo Moralberti.

La Tiramisù World Cup ha scelto di brindare ai propri appassionati con la cantina La Marca Spumanti e Vini.

50 TOP PIZZA 2022: VINCE I MASANIELLI. SECONDO 50 KALÒ, TERZO 10

È stata presentata al Teatro Mercadante di Napoli, 50 Top Pizza Italia 2022, la classifica delle migliori pizzerie d’Italia stilata da 50 Top Pizza, la guida più influente del mondo della pizza, ideata e curata da Barbara Guerra, Albert Sapere Luciano Pignataro. La serata è stata condotta da Federico Quaranta e seguita in diretta streaming da migliaia di persone sulle pagine Facebook di 50 Top Pizza, 50 Top Italy e Luciano Pignataro Wine Blog.

I Masanielli – Francesco Martucci, a Caserta, si conferma per il quarto anno consecutivo la migliore pizzeria d’Italia. Al secondo posto della classifica 50 Kalò di Ciro Salvo a Napoli e, a completare il podio, al terzo posto 10 Diego Vitagliano Pizzeria, sempre a Napoli.

Segue in quarta posizione I Tigli a San Bonifacio (Verona), al quinto posto Francesco & Salvatore Salvo a Napoli, sesto Seu Pizza Illuminati a Roma, settimo La Notizia 94 a Napoli, ottavo posto per 180g Pizzeria Romana a Roma, al nono Dry Milano a Milano, al decimo la nuova pizzeria casertana Cambia-Menti di Ciccio Vitiello.

Una guida Italia che vede più di 500 insegne divise in Pizzerie Top (le prime 50) Grandi Pizzerie (dalla posizione 51 alla 100) Pizzerie Eccellenti e Pizze in Viaggio – da taglio e asporto. Le Pizzerie Eccellenti saranno rese note mercoledì 27 luglio, alle ore 12.00, sul sito di 50 Top Pizza, www.50toppizza.it,  e sul Luciano Pignataro Wine&Food Blog. Tutte le guide firmate 50 Top sono consultabili e fruibili in maniera gratuita per tutti i lettori.

Tra le prime 100 pizzerie svetta la Campania con 30 insegne, al secondo posto il Lazio con 13 insegne, che batte di poco la Lombardia con 12. A seguire Toscana (dieci), Puglia e Veneto (cinque), Piemonte e Sardegna (quattro), Sicilia (tre), Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria, Marche (2), infine Calabria, Molise, Trentino-Alto Adige e Umbria (uno).

GIAVERA DEL MONTELLO, I RISTORATORI DI “INTAVOLANDO” PROTAGONISTI DELLO SHOW DEL GUSTO

Fare squadra nella ristorazione è vincente. Lo hanno confermato le oltre trecento persone  che,  lunedì 25 luglio, hanno risposto all’invito di “Intavolando nel Parco”, la grande festa del gusto organizzata dall’associazione di dieci chef – ristoratori “Intavolando”, nel parco del ristorante “La Cucina di Crema” a Giavera del Montello (Treviso), messo a disposizione di tutto il gruppo da Valter Crema. L’evento ha inaugurato la nuova stagione del sodalizio, che ha allargato i propri confini geografici, per valorizzare l’alta ristorazione quale luogo di promozione della storia e della cultura veneta, nonchè principale veicolo di conoscenza della viticoltura e della piccole produzioni locali rappresentative di un vasto territorio, che comprende i colli asolani, il Montello, le colline di Conegliano Valdobbiadene culla del Prosecco Superiore Docg e le terre del Piave tra la ricca campagna trevigiana e la vallate del bellunese, con “incursioni” nel vicino Friuli e in altre province del Veneto.

Sapori di terra e di mare, vini, spumanti, cibi dolci e salati, formaggi artigianali, salumi d’autore, olio d’oliva,  grappe e liquori, più la maestrìa dei cuochi, che hanno preparato le loro creazioni  in diretta nelle varie isole dislocate nel parco. Questo il mix della serata, accolta con ampio successo. Novepiatti sono stati abbinati a vini  veneti e friulani di varie tipologie, raccontati dagli stessi vignaioli, mentre una ricetta è stata “gemellata” ad una birra artigianale. L’iniziativa è stato vissuto come un vero happening, con gli ospiti liberi di girare da una proposta ad un’altra, senza “copione” prestabilito, seguendo solo il richiamo dei proprio palato e occhio. “Intavolando nel Parco” ha offerto un’occasione di incontro ravvicinato tra il pubblico e i professionisti del mondo del gusto, ravvivato dalla raffinata selezione musicale del dj Alfredo Azzetto e condotto dall’attenta regia di Maurizio Potocnik, editore ed enogastronomo.

Questi gli attori che hanno dato vita allo show dei sapori: Ristoranti di Intavolando La Cucina di Crema (Giavera del Montello), Andreetta (Rolle di Cison di Valmarino), La Pergola da Livio (Saccol di Valdobbiadene), Locanda La Candola (Farra di Soligo),  Hotel da Tullio (Arfanta di Tarzo), Locanda da Condo (Col San Martino), Osteria Jodo (Maser), Da Ugo (Bigolino di Valdobbiadene), Al Traghetto (Roncadelle di Ormelle), Locanda Solagna (Quero Vas). Vignaioli e birrai Casa Roma (San Polo di Piave), La Reggenza (Refrontolo), Agostinetto Maria Vittoria (San Pietro di Barbozza), Andreola (Col San Martino), Podere Gelisi (San Quirino – Pordenone), Ceschin Giulio (San Pietro di Feletto), Birrificio 32 Via dei Birrai (Pederobba), Colle Regina (Farra di Soligo), Cantina San Nicolò (San Polo di Piave), Conte Manlio della Frattina (Frattina – Pordenone). Ospite speciale la selezione dellaStrada del Vino Montello e Colli Asolani  con le cantine Pat del Colmel, Costa, Villa Sandi, Tenuta Amadio, Colli Asolani, Tenuta Baron, Cirotto, Montelliana e Bresolin. Food e spirits d’autore Dai Rossi azienda agricola  Zandonà Alfonsina salumi e sopresse artigianali (Maser), Casa San Nicolò salumi e prodotti gourmet (San Polo di Piave), Olio di Maser Callegari Michele (Crespignaga), Latteria Perenzin formaggi dal 1898 (San Pietro di Feletto), Dersut Caffè (Conegliano), Distillerie Bonotto Umberto (Mestrino – Padova) con la grappa Bonollo Of.

La festa del gusto quest’estate prosegue in ognuno dei dieci ristoranti di “Intavolando” (da seguire nella pagina Facebook e Instagram dell’associazione). In attesa di incontrare ancora il pubblico delle grandi occasioni, nel corso di un evento autunnale che esalterà sapori e cibi di stagione.

PROSEGUE LA TOURNEE DI CHEF IN GREEN

Chef in Green, ideato e guidato da Roberta Candus, dopo aver consolidato negli anni un evento che coniuga alta cucina e puro piacere sportivo, torna il 25 luglio sul green del Golf Club di Asolo (Treviso).

Uno dei circoli più attesi di un format che nel 2022 si propone in una formula rivisitata, coordinata dalla storica ideatrice in collaborazione con Move Golf Forward. Un team più strutturato ma    fedele all’ambizione di avvicinare chef qualificati e l’intero mondo della ristorazione a uno sport come il golf che naturalmente favorisce le relazioni sociali e che richiede attenzione e disciplina, la stessa che si ritrova nelle cucine. Al di là del gioco, intuizione, lavoro di squadra e piacere della sfida assicurano uno stimolante affiatamento fra chef e operatori del settore.

Un cambio di marcia che Roberta Candus così sintetizza: “Ripartire vuol dire anche sapersi rinnovare, ricaricarsi, trovare nuovi spunti. Ed è in questa chiave che Chef in Green intende quest’anno ridare slancio al suo format, per suggerire novità che sappiano ispirare gli chef che da tanti anni mi seguono. Una ricerca costante dettata da una curiosità che fa parte del mio Dna.

Dopo le tappe a Garlenda (Savona), al Golf Club dei Laghi di Travedona Monate (Varese) e al Matilde Golf di Reggio Emilia, Chef in Green tocca ora prestigiose località di villeggiatura tra lago e montagna: il 25 luglio il Golf club di Asolo, 1° agosto il Golf Club Lanzo d’Intelvi (Como) e il 29 il Golf Folgaria (Trento). Chiusura in settembre, il 5 al Golf Club La Margherita di Carmagnola (Torino) con un appuntamento organizzato in stretta sinergia con la Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, il 12 settembre sul campo del Valtellina Golf Club di Caiolo (Sondrio) e, infine, il 19 settembre al Molinetto Country Club di Cernusco sul Naviglio (Milano).Nulla  però esclude che il circuito possa ampliarsi a includere altre gare. Ben cinque i campi da golfpresenti per la prima volta nel circuito di Chef in Green: tre in Lombardia (Golf club di Vigevano, il Green valtellinese di Caiolo, il club di Cernusco sul Naviglio), uno in Piemonte (Carmagnola) ed uno in Trentino Alto  Adige (Folgaria).

Rispetto alle passate edizioni, le gare si svolgono in un’unica giornata (ad eccezione della tappa al Matilde Golf di Reggio Emilia), così da dare maggiore dinamicità all’evento. Ogni gara propone novità, nuovi partner, sorprese per gli chef e per i soci. Molti gli show cooking, le degustazioni ed i momenti ludico- didattici di informazione per i soci dei circoli iscritti alla gara e di formazione per gli chef partecipanti. Così da conoscere quali sono le caratteristiche di un particolare ingrediente, le tecniche di lavorazione, abbinamenti ed interpretazioni dei vari chef.

A seconda degli appuntamenti, alcuni chef partecipano solo come giocatori, seguendo in campo i preziosi consigli di golfisti esperti e appassionati, mentre altri si misurano in cucina, con show cooking e cene a più mani per gli ospiti dei golf club. Una formula “mista” che conferma lo spirito di squadra che è alla base della manifestazione.

CHEF CARLO CRACCO AFFIDA A CUZZIOL BEVERAGE LA DISTRIBUZIONE ESCLUSIVA DEI SUOI DISTILLATI NEL TRIVENETO

Cuzziol Beverage, azienda leader per la distribuzione di distillati, birre e bevande nel Triveneto di Santa Lucia di Piave (Treviso) è onorata di accogliere nella propria selezione la collezione di distillati creati dallo chef Carlo Cracco: “Cracco distillati”. L’elegante e raffinata collezione include tre distillati, Il Gin Organico, Il Limoncello Organico e L’Amaro Banco Organico, realizzati dopo un lungo periodo di studi ed esperimenti, con materie prime biologiche e processi sostenibili alla premiata Distilleria Quaglia nell’astigiano. Una collezione nata con lo scopo di servire a fine pasto un prodotto di alta qualità, espressione del gusto e della filosofia di Carlo Cracco, nonché degna conclusione di piatti di alta cucina. Domenico De Conti, Responsabile Vendite Cuzziol Beverage, nell’annunciare l’incarico riporta il pensiero dello chef sull’operazione Cracco Distillati: “Sono molto orgoglioso di tornare nella mia regione d’origine per presentare questo progetto. Ho speso la mia vita alla ricerca del meglio negli ingredienti e nella preparazione delle mie ricette, per trasformare il gusto di ogni piatto in autentico piacere. Mi sono, infatti, spesso chiesto come, a fine di una cena, armonizzare le diverse sensazioni organolettiche perché restino un’esperienza memorabile e il loro metabolismo lasci solo il ricordo del piacere”.

E mercoledì 20 luglio, il Terrazzamare di Jesolo (Venezia) ospiterà una serata con lo stesso Cracco, dove ci saranno un accompagnamento musicale, un angolo dove poter acquistare le bottiglie di distillati e poter incontrare lo chef. Si partirà con un aperitivo, per proseguire al tavolo con il Crudo di gambero rosso, ristretto di cuor di bue grigliato e stracchino, il Fusillo integrale con battuta di mazzancolle, nduja e bottarga di muggine, il Baccalà cotto a bassa temperatura caponata mediterranea, tapenade di olive e cappero soffiato. Chiusura di Mousse al mascarpone e agrumi.

Costo della serata 150 euro (telefono 0421-370336).

«L’eccellenza dei distillati ideati dallo chef Cracco si sposa alla perfezione con l’atmosfera estiva che si respira al Terrazzamare. Come in un cocktail ben riuscito, troviamo in questa location tutti gli ingredienti indispensabili: eleganza, cura nei dettagli e professionalità» dice Domenico Conti responsabile vendite di Cuzziol Beverage. Gli fa eco Roberto Bardella, proprietario del Terrazzamare. «Quando abbiamo conosciuto Carlo Cracco questa primavera da Cuzziol Beverage, subito ci è venuta l’idea di creare un evento insieme a lui. La cucina di mare che proponiamo si presta ad abbinamenti insoliti. Abbiamo creato un menù speciale per mettere in risalto i distillati dello chef. Ogni piatto quindi è accompagnato da un cocktail e gli abbinamenti sono stati creati in collaborazione con lo chef».

Il Gin Organico

Distillato limpido e cristallino, perfetto esempio di stile raffinato, nato per modernizzare la tradizione. Bottiglia da 70 centilitri 43 per cento di volume. Ingredienti: Alcol Bio, bacche di ginepro, salvia sclarea, bucce di limone, acqua, altre botaniche.

Il Limoncello Organico

Liquore ottenuto dall’infusione di fragranti bucce di limone fresco, agrumi e piante aromatiche. Bottiglia da 70 centilitri 30 per cento di volume Tipico liquore italiano ottenuto dall’infusione di bucce di limoni freschi in alcol da cereali. I sentori agrumati vengono accompagnati da lievi note aromatiche di altri agrumi, lemongrass e zucchero caramellato. Ingredienti: Alcol Bio, Limone fresco Bio, Pompelmo bucce, Cedro, Bergamotto Scorze infuso, Succo limone, Zucchero bianco Bio, Acqua.

L’Amaro Bianco Organico

Liquore ottenuto dalla distillazione di infusi di fragranti erbe e piante aromatiche. Bottiglia da 70 centilitri 30 per cento di volume. Ingredienti: Acqua, alcol, zucchero, Distillato di erbe aromatiche, (biologico). Ibisco fiori, achillea millefoglie, capolini fioriti, liquirizia radice, rosa damascena boccioli, assenzio romano piemonte, genziana radice, china rossa corteccia, coriandolo semi, camomilla fiori, vaniglia madagascar, arancio amaro scorze, angelica radice, timo serpillo.

19 LUGLIO, IL VIAGGIO DI SINA CHEFS’ CUP CONTEST FA TAPPA ALL’ANTINOO’S LOUNGE DEL CENTURION PALACE DI VENEZIA

Martedì 19 luglio 2022, alle ore 20.00, l’Antinoo’s Lounge & Restaurant, il ristorante del Sina Centurion Palace, cinque stelle lusso della Sina Hotels affacciato sul Canal Grande, ospiterà la quarta tappa del contest che rende protagonisti gli chef stellati fra i più famosi del panorama nazionale. Un appuntamento dedicato all’eccellenza della cucina della Serenissima. Saranno, infatti, gli chef Stefano Vio di Zanze XVI e Valerio Dallamano di Wistèria, entrambi ristoranti stellati di Venezia, assieme allo chef resident Giancarlo Bellino, ad accompagnare il percorso dei commensali. Ed è il viaggio il tema scelto per l’ottava edizione del contest: tour di sette tappe, nelle maggiori città italiane, che per ciascun appuntamento rende protagonista una coppia di chef stellati. Il viaggio, che alimenta e ispira i cuochi nella preparazione dei loro piatti, racchiude il desiderio di libertà, di scoprire luoghi e nuove culture, di conoscere la tradizione, la storia e la cucina di popoli stranieri. Sentimenti riaccesi in seguito alla pandemia che ha alimentato il desiderio di esplorare nuove mete per viaggiare in libertà. Sono dodici gli chef stellati che hanno il compito di interpretare il tema proponendo ricette e piatti ispirati a ricordi, emozioni, sensazioni, colori e sapori vissuti durante i loro viaggi. Le cene sono ospitate all’interno dei ristoranti del gruppo Sina Hotels. Da Perugia a Roma, da Venezia a Torino Sina Chefs’ Cup Contest si compone di sette appuntamenti alla scoperta dei luoghi, le città, le opere d’arte che hanno influenzato gli chef stellati protagonisti di questa nuova edizione. Le cene, aperte al pubblico, offrono la possibilità di assistere dal vivo gli chef stellati nella preparazione delle ricette che li hanno ispirati. Le proposte culinarie sono poi presentate a una giuria costituita, in ogni tappa, da tre esperti del settore (critici enogastronomici, giornalisti, nutrizionisti…) e da una giuria garante composta da tre persone presente a tutte le tappe il cui peso del voto è pari a quello di un unico giurato. Per la tappa veneziana la giuria è costituita da Fausto Arrighi, già direttore della Guida Michelin e oggi consulente per ristoranti e hote, Claudio De Min giornalista gastronomico de Il Gazzettino, Annamaria Pellegrino, cuoca e narratrice gastronomica, docente di cucina e cultura del cibo, autrice televisiva. Gli chef si alterneranno nella preparazione del menu. Chef Vio accompagnerà il pubblico alla scoperta del suo antipasto composto da ricciola, gobbetti e green curry Giancarlo Bellino preparerà i ravioli di spigola con salsa di burro e caviale e come secondo piatto la “Seppiolina nostrana”, ovvero seppia alla plancia con salse al nero, fegato, aglio dolce, prezzemolo e n’duja. Il compito di chiudere il viaggio spetterà a chef Dallamano che presenterà la sua René Magritte il dessert che racchiude il tema del viaggio dei figli dell’uomo tra realtà e il mistero. In vetta alla classifica provvisoria ci sono gli chef Enrico Marmo (Ristorante Balzi Rossi) e Massimo Viglietti con 95 punti su 100. Il secondo posto con 94/100 se lo dividono le coppie di chef Vincenzo Guarino del Castello di Postigliano (Sellano – Perugia) e Giancarlo Polito della Locanda del Capitano (Montone-Perugia); gli chef Alessandro Rossi de Il Gabbiano 3.0 (Marina di Grosseto-Grosseto) e Maurizio Bardotti dell’Osteria Passo dopo Passo a Fizzano, Castellina in Chianti (Siena).

Dopo la tappa veneziana Sina Chefs Cup Contest proseguirà il suo tour al Sina Villa Medici di Firenze, il 20 settembre, con gli chef stellati Senio Venturi de L’Asinello (Castelnuovo Berardenga – Siena) e Riccardo Agostini de Il Pilastrino (Pennabilli – Rimini). L’11 ottobre il Sina Bernini Bristol di Roma ospiterà l’ultimo appuntamento, prima della finale, fra gli chef Giovanni Vanacore di Palazzo Alvino (Ravello) e Luigi Lionetti del ristorante Le Monzù dell’Hotel Punta Tragara (Capri). La finale si svolgerà l’8 novembre al Sina de La Ville di Milano. La giuria presente ad ogni tappa esprimerà il suo giudizio riguardo ai piatti proposti in relazione all’aderenza al tema scelto, alla complicità di coppia e di squadra, alla bontà del piatto, al rapporto fra qualità e prezzo, al valore estetico e artistico. Al termine di ogni evento sarà aggiornata la classifica relativa alle sei coppie di chef sul sito dedicato all’evento www.chefscupcontest.wordpress.com.

VIGNAIOLI INDIPENDENTI: NUMERI DA RECORD PER L’UNDICESIMA EDIZIONE DEL MERCATO DEI VINI

Tre padiglioni e oltre 850 espositori da tutta Italia: sono questi i numeri record della prossima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che si terrà da sabato 26 a lunedì 28 novembre 2022 a Piacenza Expo.

I tre padiglioni messi a disposizione dal polo fieristico consentiranno di accogliere tutti gli associati Fivi che hanno fatto richiesta di partecipazione e che l’ultimo fine settimana di novembre racconteranno in prima persona il loro lavoro e la loro filosofia, invitando a degustare e acquistare i vini in assaggio. Una tensostruttura dedicata accoglierà l’area della gastronomia, dove gli artigiani del cibo completeranno la rassegna con le loro proposte.

“Il Mercato di Piacenza nasce con la volontà di incontrare il pubblico e promuovere la nostra identità di Vignaioli Indipendenti. È la nostra festa, prima ancora di essere una fiera: per questo motivo abbiamo ritenuto giusto che potessero partecipare tutti i soci che ne hanno fatto richiesta, aumentando gli spazi espositivi – dichiara Lorenzo Cesconi, presidente Fivi – Dopo due anni complessi, con un’edizione rinviata e una condizionata dalla pandemia, con questo undicesimo Mercato vogliamo dare un segno di speranza ancora più forte: i Vignaioli sono un elemento centrale nell’economia e nella cultura italiana, e il Mercato dei Vini è l’evento che meglio di qualsiasi altro racconta e mette in luce questa centralità”.

Come già nella passata edizione si riconferma l’innovativo elemento introdotto nel 2019, con l’aggiunta, al tradizionale week-end di Mercato, del lunedì come giornata dedicata principalmente agli operatori professionali del settore commerciale e del canale Ho.Re.Ca. Verrà inoltre potenziato il servizio di biglietteria online. «Sono tante le novità di questa edizione, frutto di un grande investimento in termini organizzativi e della felice collaborazione con Piacenza Expo: il Mercato dei Vini è una manifestazione che, anno dopo anno, si conferma in continua crescita e che ha raggiunto risultati importanti – prosegue Cesconi – Ma non è solo una questione di numeri: il pubblico ama il Mercato per l’atmosfera unica e irripetibile che si respira, e i Vignaioli hanno a cuore questo evento perché è quello che più li rappresenta con coerenza».

STAJNBECH, TRA VENEZIA E TRIESTE UNO SCRIGNO DI ECCELLENZA ITALIANA DOVE SI COLTIVANO ARMONIE

Stajnbech è un’azienda vitivinicola a conduzione familiare situata a Pramaggiore (Venezia), tra Venezia e Trieste, nel cuore di una terra dal ricco passato, anticamente chiamata il Vigneto della Serenissima. Risale al 1990 il primo vigneto piantato da Giuliano Valent e Adriana Marinatto, che poi nel 1991 fondano la cantina.Nata dall’ambizione di raccontare una storia in un bicchiere di vino, questa realtà veneta si distingue per la cura meticolosa riservata a ogni fase della produzione. Da sempre, infatti, Giuliano e Adriana hanno scelto di puntare alla qualità, ricercando costantemente l’eccellenza; questo applicando una filosofia che crede nel valore di un prodotto sincero e genuino, e nella passione per il proprio lavoro. Uno stile perfettamente racchiuso nel motto della famiglia Valent: “Coltiviamo Armonie” che esprime a pieno lo spirito che muove questa realtà veneta. Le armonie per Stajnbech sono quelle della natura ma anche delle persone che condividono i medesimi valori di professionalità, dedizione, impegno e cordialità, uniti all’amicizia e al senso dicondivisione, tutti elementi che risuonano tra vigneti, cantina e azienda come in una grande sinfonia corale. L’area in cui sorge la cantina, al confine tra Veneto e Friuli, gode di un clima temperato che unito al suolo ricco di argille grigie consentono alla vite la sua massima espressione. Dai 17 ettari di uve di proprietà, rigorosamente selezionate, si producono vini artigianali di altissima qualità, ottenuti ponendo molta attenzione al rispetto dell’ambiente sotto il segno dell’ecocompatibilità, in vigneto come in cantina. I vini si distinguono per la spiccata personalità che sanno esprimere e raccontano le tradizioni enologiche del Veneto coniugandole con i gusti internazionali. Un vero e proprio passaporto per il mondo. Le linee di produzione si dividono in Superiorie Classici ai quali si aggiungono anche le bollicine conun Prosecco Doc, un Rosèe alcuni distillati della tradizione. Tra i vini più rappresentativi, capaci di coniugare l’espressione più tipica delterritorio con i trend internazionali troviamo, tra gli altri; il 150 Lison Classico Docg, da uve 100 per cento Tocai Friulano, il Bosco della Donna 100 per cento Sauvignon, il Malbec e il Pinot Nero. Negli anni, Stajnbech si è affacciata con successo al mercato internazionale, e oggi ha un posizionamento ben definito. L’approccio alla comunicazione è sempre molto equilibrato, con uno stile basato su valori condivisi con quelli dell’impresa; concretezza, rispetto, impegno. La personalità dei vini ha conquistato nel tempo un pubblico di esperti e intenditori raccogliendo importanti consensi ai più prestigiosi concorsi enologici. Stajnbech fa parte dei Vignaioli Indipendenti (Fivi) e aderisce al Sqnpi, una strategia di lotta integratacontro le patologie della vite che salvaguarda l’ecosistema. La sostenibilità è un elemento

cardine della filosofia aziendale e passando per il rispetto dell’ambiente, della manodopera e della salute della clientela, si rivela nella qualità rispettosa dei prodotti. Oggi Giuliano e Adriana sono affiancati dalla figlia Rebecca, classe 1995, enologa, nata e cresciuta in cantina ma con alle spalle anche un’esperienza in California, dove ha potuto arricchire la sua personale conoscenza di questo mondo. Rebecca rappresenta la terza generazione, il futuro nel quale Giuliano e Adriana credono e al quale affidanola naturale prosecuzione della tradizione di famiglia con l’intraprendenza, l’energia e la visione innovativa dei giovani.

NELL’EDIZIONE DELLA RIPARTENZA, IL “VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE DOCG SPUMANTE BRUT 2021” DELLA CANTINA RIVE DEL BACIO  SI AGGIUDICA LA GRAN FASCETTA D’ORO 2022

Una scelta non facile, data l’alta qualità degli oltre 200 prodotti in concorso, ma alla fine i commissari della giuria hanno eletto il miglior vino spumante dell’anno delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

La premiazione, avvenuta in occasione del Gran Galà della Primavera del Prosecco Superiore, per la prima volta si è svolta a Pieve di Soligo (Treviso), all’Auditorium Battistella Moccia. Una location che ha offerto la perfetta cornice alla serata che si è rivelata densa di emozioni e di novità, e ha segnato il punto per ripartire dopo la pandemia di Covid.

Il concorso è stato reso ancora più spumeggiante dalla partecipazione di 81 aziende e 221 campioni presentati, suddivisi in 19 tipologie enologiche, numeri che danno già l’idea di quanto sia stato difficile il compito della giuria. Al termine delle degustazioni, effettuate, come di consueto, con il supporto tecnico di Assoenologi – Organismo ufficialmente autorizzato dal Ministero delle Politiche agricole e forestali – ai primi tre vini classificati di ciascuna delle 19 categorie la giuria ha conferito, rispettivamente, i premi Fascetta d’Oro, Fascetta d’Argento e Fascetta di Bronzo.

La Gran Fascetta d’Oro è invece assegnata al vino spumante “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg” della Cantina Rive del Bacio (azienda Reghini Celestino) di Valdobbiadene (Treviso) che in assoluto ha ottenuto il miglior punteggio.

La casa spumantistica di Valdobbiadene che si è aggiudicata la Gran Fascetta d’Oro, ha conquistato anche un’opera d’arte che rappresenta un omaggio al talento e alla cultura delle terre del Prosecco Superiore. Una creazione sapientemente disegnata e forgiata dalle mani del “Fabbro Artistico” Valentino Moro.

Primavera del Prosecco Superiore e Consorzio Agrario di Treviso e Belluno hanno indetto quest’anno la prima edizione del Premio “La scelta più green”, dedicato alle realtà vitivinicole del Conegliano Valdobbiadene che hanno deciso di rendere più sostenibile la loro produzione. A conquistare il prestigioso riconoscimento, consegnato da Antonio Maria Ciri, direttore del Consorzio Agrario, sono state la Tenuta Rivaluce di San Pietro di Barbozza che, oltre alla certificazione Sqnpi, ha adottato numerose soluzioni sostenibili in tutti i processi aziendali e la Cantina Vald’Oca – Cantina Produttori di Valdobbiadene per l’adozione di pratiche sostenibili su più livelli, in particolare per aver introdotto il Bilancio di Sostenibilità.

Al termine delle premiazioni, i festeggiamenti sono proseguiti con La Notte Bianca del Gusto “Pieve di Sera” presso il cortile del Palazzo Vaccari e in Piazza Caduti nei Lager. Un momento di grande festa e un’occasione imperdibile per tutto il pubblico che in questo contesto ha potuto degustare i vini vincitori dell’ottavo Concorso Enologico Nazionale Fascetta d’Oro liberamente abbinati a prodotti e piatti tipici del territorio con l’accompagnamento musicale del Dj set di Umberto Ravazzolo.

JESOLO (VENEZIA), APRE LA TRATTORIA DALL’OSTE

Portare la bistecca alla Fiorentina in riva al mare è una di quelle sfide che soltanto i più autorevoli protagonisti nel settore della carne potevano raccogliere. Non è un caso, se al Lido di Jesolo (Venezia) apre la Trattoria dall’Oste, stabilmente riconosciuta come la prima steak house italiana dalla classifica mondiale “101 World Steak”. A debuttare in Veneto portando il suo know how nella selezione e nella cottura delle carni è il colosso fiorentino che con le sue 100mila bistecche annue rappresenta il ristorante che serve i maggiori volumi di carne nel nostro Paese, nonché al 21° posto mondiale tra le migliori bisteccherie del pianeta.

La sede scelta per l’apertura al Lido di Jesolo è in via Bafile, sul lungomare, dove già nell’estate 2021 era stato aperto un temporary shop. Qui residenti e turisti possono assaggiare l’autentica bistecca alla Fiorentina, proveniente da diverse razze bovine certificate. Anche sulle sponde dell’Adriatico la “ciccia” sarà il fiore all’occhiello della Trattoria dall’Oste, con la carne di manzo che non solo è declinata nelle varianti più diverse – dalla tartara al tartufo al battuto al coltello con l’uovo fino al carpaccio salmistrato servito con una riduzione di Chianti – ma soprattutto con un’attenzione estrema alla varietà bovine italiane ed estere. Insieme a Chianina, Marchigiana o Romagnola, il menu della Trattoria dall’Oste Jesolo comprende infatti il Black Angus, le più pregiate razze serbe o spagnole (inclusa la Rubia gallega) fino al Wagyü, sia quello italiano (prodotto in Italia da una sola azienda, la Canegra di Venezia) sia il Kobe giapponese, della rara qualità Miyazaki premiata tre volte consecutive come miglior carne di tutto il Giappone. Un carnet di diverse razze scottone da raccontare prima ancora di far degustare.

«La nostra sfida – spiegano i responsabili della Trattoria dall’Oste – era portare la carne di qualità in un territorio tradizionalmente vocato alla cucina di pesce, portando a Jesolo le nostre competenze su elementi come tagli, cotture, pezzature e frollature. Ma non basta, perché alla base di una buona bistecca alla fiorentina c’è sempre un’enorme passione per la carne di qualità, quella curiosità che tutte le mattine ci spinge a metterci in auto e macinare chilometri per ricercare gli allevamenti etici e sostenibili, a rivolgerci ai fornitori e ai selezionatori più qualificati. Sappiamo che questo lavoro di ricerca e analisi costa tempo e denaro, ma lo consideriamo un investimento culturale che siamo sicuri conquisterà i palati del Veneto».

Con 120 posti a sedere e una ventina di impiegati, a Jesolo arriva una sorta di “università” della bistecca, dove poter compiere un viaggio a 360° intorno alla carne. «Crediamo che la qualità sia un valore – racconta ancora la Trattoria dall’Oste – e che il cliente possa essere accompagnato a orientarsi in un mondo in cui la chianina è spesso celebrata come la razza migliore in assoluto, quando per ogni razza esistono pregi e difetti a seconda della grassezza delle carni, dell’età e del sesso. È per venire incontro alle curiosità dei commensali, per guidarli nella scelta della carne più vicina ai loro gusti, che anche a Jesolo proponiamo una “carta delle bistecche” sulla falsariga delle steakhouse di respiro internazionale, dove indichiamo le carni certificate provenienti dai diversi Paesi».

IL SALVAVITA IN CANTINA: MACULAN PROMUOVE L’ENOTURISMO IN SICUREZZA

L’azienda agricola Maculan diventa ufficialmente cantina cardio-protetta. Sabato 2 luglio, nella sede di Breganze (Vicenza), si è svolta la presentazione ufficiale del nuovo defibrillatore semiautomatico, che potrà essere utilizzato dal personale interno adeguatamente formato. «Promuovere l’enoturismo è importante, viverlo in sicurezza è fondamentale – ha dichiarato Fausto Maculan – Con questo progetto desideriamo mettere al centro il benessere degli ospiti, dei nostri collaboratori e della comunità. Il dispositivo, infatti, è mobile e può essere trasportato non solo all’interno dell’edificio ma anche nelle vicinanze dell’azienda che affaccia sulla piazza di Breganze. Saranno così tutelati i collaboratori della cantina, ma anche tutti i vendemmiatori stagionali, concorrendo alla sicurezza di migliaia di persone all’anno».

All’evento di inaugurazione hanno preso parte autorità locali ed esperti di settore. A fare gli onori di casa Angela Maculan, responsabile commerciale e promotrice dell’iniziativa insieme alla sorella Maria Vittoria e al padre Fausto. «Come azienda abbiamo deciso di formare una squadra di collaboratori al corretto utilizzo del defibrillatore, organizzando un corso interno di Pblsd (acronimo di Pediatric and Basic Life Support – early Defibrillation) relativo all’impiego del dispositivo su adulti e bambini al di sopra degli otto anni». In rappresentanza dell’amministrazione locale Francesca Poncato, assessore del Comune di Breganze con deleghe a Edilizia, Promozione del territorio e Attività produttive, che ha sottolineato il valore di un’iniziativa privata volta al benessere pubblico. A seguire l’intervento di Angelo Ramondo, cardiologo e professore alla Scuola di Specializzazione di Cardiologia, Pediatria e Fisioterapia di Vicenza, che si è soffermato sull’importanza di un intervento tempestivo in caso di arresto cardiaco. «I primi 10 minuti sono essenziali. Se si interviene entro 5 minuti dall’arresto le possibilità di sopravvivenza aumentano del 50 per cento, mentre ogni minuto che passa le probabilità diminuiscono del 10 per cento».

Infine il formatore e consulente in tema di sicurezza aziendale Fabio Moro della Società Nazionale Salvamento Mestre, coinvolto da Maculan per la formazione interna dei propri collaboratori, il quale ha illustrato alcuni punti e passaggi fondamentali nelle operazioni di primo soccorso su soggetti adulti e in età pediatrica, questi ultimi particolarmente delicati e che necessitano di un intervento ancor più immediato in caso di arresto cardiaco.

FESTA DEL BACALÀ DI SANDRIGO: DUE SETTIMANE PER SCOPRIRE IL TESORO DELLE LOFOTEN

Le ultime due settimane di settembre le strade di Sandrigo (Vicenza) si vestiranno dei colori della bandiera norvegese per ospitare la 35esima edizione della Festa del Bacalà alla Vicentina, che rappresenta un momento di incontro tra la cittadina di Sandrigo e la comunità di Røst, piccola isola dell’arcipelago norvegese delle Lofoten dove si pesca e viene essiccato il merluzzo utilizzato per preparare il piatto. Negli anni questa festa è diventata un punto di riferimento della tradizione gastronomica vicentina e ha contribuito a far conoscere e apprezzare a moltissime persone la pietanza che ormai in tutto il mondo rappresenta questo territorio. La volontà di proporre solo il meglio ai visitatori ha portato la Pro Sandrigo a stringere un accordo con Torrfisk Fra Lofoten, associazione di 23 produttori con cui condivide la passione per la ricerca della qualità: dal 2022 lo stoccafisso utilizzato sarà unicamente l’Igp del Consorzio, partner della Festa.

Anche quest’anno è previsto un ricco programma: martedì 13 settembre il Gran Galà del Bacalà, esclusiva cena solo su prenotazione, anticiperà l’apertura degli stand che saranno attivi dal 15 al 18 e dal 22 al 26 settembre nelle piazze del paese dove, oltre al tradizionale piatto, si potranno gustare molte altre ricette tipiche e innovative a base di bacalà: i bigoli, gli gnocchi di zucca, i ravioli, la pizza gourmet, il bacalà in tempura, il risotto, il sushi con il bacalà e tante altre proposte. In abbinamento i vini del territorio della Cantina Beato Bartolomeo da Breganze e di IoMazzucato.

Domenica 18 settembre tornerà Bacco & Bacalà, l’appuntamento organizzato in collaborazione con Ais Veneto a Villa Mascotto di Sandrigo dove si potranno degustare oltre 120 etichette di vino e birre da accompagnare al bacalà.

Domenica 25 alle 10.30, invece, la Confraternita del Bacalà celebrerà in Piazza Garibaldi l’investitura dei nuovi Confratelli che sarà anticipata dal Corteo del Doge con sbandieratori e figuranti. Nella stessa piazza alle 19.30 verrà portato in scena da una compagnia norvegese un abstract dell’opera Querini, la più grandiosa opera lirica dedicata alla storia di Pietro Querini e alla scoperta dello stoccafisso.

Durante la manifestazione mercatini solidali, dei sapori e delle tradizioni, workshop, mostre e concerti completeranno la proposta per il pubblico.

Programma completo e info sul sito http://www.festadelbaccala.com

ASIAGO DOP, AMBASCIATORE DELL’ECCELENZA ITALIANA IN CINA

A poco più di un anno dall’entrata in vigore degli accordi di riconoscimento e protezione in Cina, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago coglie il nuovo trend di ripartenza e punta a mostrare la qualità di Asiago Dop avviando una nuova fase promozionale. Il piano prende il via con la partecipazione a “Food & Wine Journey: Introducing Italian Culinary Excellence”, il primo grande evento dedicato al food and wine italiano post lockdown di Shanghai, ideato e promosso da Ice. L’attività proseguirà con “Asia Enjoys European Quality Food“, progetto triennale di promozione co-finanziato dalla Unione europea del valore di 4,7 milioni di euro, dedicato a valorizzare la specialità in Cina, oltre a Giappone, Corea del Sud e Vietnam.

Nel 2021 i consumatori cinesi hanno acquistato formaggi per 237 mila tonnellate, il 24,8 per cento in più rispetto al 2020. Proprio per cogliere questa nuova ripartenza – segnata dalla ripresa dei consumi nel canale foodservice, passato da 123 a 156 mila tonnellate (più 26,8 per cento rispetto 2020) e nel canale retail, in crescita del più 21,2 per cento rispetto al 2020 (elaborazione Confcooperative e FondoSviluppo su dati Euromonitor International) – il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, a partire dal 24 giugno prossimo partecipa a “Food & Wine Journey: Introducing Italian Culinary Excellence”, il primo grande evento ideato e promosso da Ice, in collaborazione con Wine to Asia e Camera di Commercio Cina-Italia e dedicato a far conoscere 26 prestigiose Dop, dal food al wine italiano, riconosciute in Cina. La nuova stagione del Consorzio Tutela Formaggio Asiago in Cina punta ad aumentare la consapevolezza di consumatori e professionisti cinesi sull’importanza e il prestigio dell’Asiago Dop, riconosciuto e tutelato nello Stato dal marzo 2021. L’evento vedrà il formaggio Asiago protagonista di tre esclusive serate con la partecipazione di selezionati buyer, media, importatori e distributori cinesi a Xiamen, Dongguan e Shenzhen. La manifestazione inizia venerdì 24 giugno al Ristorante Casa Mia di Xiamen – una delle città più sofisticate della Cina meridionale – per proseguire il 27 giugno a Dongguan, al Ristorante Bonacasa e concludersi a Shenzhen, il 29 giugno, al The Langham hotel.

«Tornare a guardare lontano e far ripartire progetti ad ampio spettro, in un’ottica di sistema, è di vitale importanza – afferma il direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Flavio Innocenzi. -La crescita sui mercati esteri richiede anni e, ora, è il momento di ripartire. In questo modo potremo garantire alle nostre produzioni gli sbocchi di mercato necessari a supportare la redditività e la crescita futura.” Per cogliere gli ampi margini di crescita presenti, nel 2022, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago avvierà una grande azione di promozione, inizialmente pianificata per il 2021 e sospesa a causa della pandemia, denominata “Asia Enjoys European Quality Food». Il piano triennale co-finanziato dall’Unione europea, del valore di oltre 4,7 milioni di euro, è realizzato in una logica di sistema di valorizzazione del Made in Italy di qualità insieme al Consorzio per la Tutela dell’Asti, il Consorzio Provolone Valpadana Dop, l’Istituto per la valorizzazione dei salumi italiani (Ivsi) e l’Associazione Interregionale Produttori Olivicoli Verona ed è dedicato a promuovere la specialità in Cina, oltre a Giappone, Corea del Sud e Vietnam, puntando sulla comune storia di attenzione al cibo e sull’importanza della convivialità.

SINA CENTURION PALACE, IL VIAGGIO A VENEZIA COMINCIA DALL’ANIMA

“Il latte dei sogni” non è soltanto il titolo di uno dei libri di Leonora Carrington, scrittrice surrealista anglomessicana, che, nel secolo scorso, fu tra le protagoniste di quel movimento artistico. “Il latte dei sogni” è anche il tema della 59esima edizione della Biennale d’Arte di Venezia. Un’esposizione internazionale “diffusa”, con opere disseminate, oltre che nei padiglioni dei Giardini di Sant’Elena, in vari luoghi della città, cortili di antichi edifici, palazzi e parchi, spazi acquei.

All’appuntamento con la Biennale, l’arte e la cultura non poteva mancare il Sina Centurion Palace. Il cinque stelle lusso, appartenente alla Sina Hotels, affacciato sul Canal Grande, è la location prediletta dagli amanti del design, dell’arte moderna e contemporanea, con opere distribuite negli spazi esterni e interni, immerse nella classicità del palazzo ottocentesco. Una collezione che ora, con la Biennale in corso, si arricchisce ulteriormente. Al Sina Centurion Palace si possono ammirare sculture come “Margot”, di Bruno Catalano, autore franco-marocchino, che evolve dall’argilla al bronzo e scolpisce personaggi sempre più grandi, realizzando notevoli prodezze tecniche; “San Marco 2” del veneziano Ludovico De Luigi, famoso per l’esecuzione di enormi cavalli di bronzo, ispirati alla famosa quadriglia della Basilica di San Marco e anche dipinti di autori del calibro di Alia Ali, Nadia Cascini, Gavin Rain. Tutte opere fornite da gallerie prestigiose come Bugno Art Gallery, Galleria Ravagnan, 193 Gallery.

Contribuiscono ad impreziosire l’architettura dell’edificio, collocato nel sestiere di Dorsoduro vicino alle Gallerie dell’Accademia e alla Collezione Guggenheim, culla del contemporaneo, altre opere di grande valore: le sculture di Andrea Roggi, ‘La Sorgente del nostro Amore’ e ‘Le Radici, il “Futuro del Mondo’ collocate nella corte interna assieme alla scultura “Hubert” di Catalano; l’opera del britannico Tony Cragg, noto in tutto il mondo, Premio Imperiale 2007, con la sua scultura, “Runner”, che si affaccia sul Canal Grande. Ed infine altri dipinti di Attasit Pokpong, “Immagination 2” e “My Lady 2”, stella nascente della scena contemporanea tailandese. Il Sina Centurion Palace, diretto dal general manager Paolo Morra, con affaccio e attracco diretto sul Canal Grande raccoglie e racconta la sua anima di hotel design che esposto opere d’arte di artisti di fama internazionale: da Tony Cragg a Philippe Shangti, da Richard Orlinski a Gavin Rain.

Il Sina Centurion Palace ha esposto le opere d’arte conosciute in tutto il mondo: Mimmo Paladino, Tony Cragg e Silvio Vigliaturo per Berengo Studio 1989; Bruno Catalano, Andrea Roggi, Andrea Vizzini e Ludovico De Luigi con la Galleria Ravagnan; Gavin Rain e Maurizio Galimberti in collaborazione con la Galleria Bugno; Richard Orlinski e Philippe Shangti con la Galleria Bel Air Fine Art, Helidon Xhixha.

L’Hotel, con accesso diretto al Canal Grande grazie dal pontile privato, è situato nell’opera ottocentesca anticamente conosciuta come Palazzo Genovese, a Dorsoduro, nell’area di uno dei chiostri del monastero di San Gregorio (seconda metà del 1100), tra le zone più antiche di Venezia. Realizzato nel 1892 dall’Architetto Trigomi Mattei in stile gotico-veneziano, Palazzo Genovese, fu costruito in mattoni con l’aggiunta della pietra d’Istria, seguendo l’architettura della città e riproponendo così i colori della tradizione, il rosso e il bianco. In particolare, la sua struttura ricorda il classico schema delle “case a torricelle”, tipiche delle famiglie dei mercanti: un corpo centrale affiancato da due blocchi laterali con una maestosa “porta da acqua”. Le numerose finestre che si affacciano sul Canal Grande creano un gioco di chiaroscuri, mentre la facciata posteriore è arricchita da numerosi rilievi scultorei.

Completa il fascino del palazzo di grande charme, il ristorante Antinoo’s Lounge & Restaurant (due cappelli de Le Guide de L’Espresso 2022) dal quale si può godere una vista mozzafiato dalla terrazza panoramica sul centro storico di Venezia. All’Antinoo’s Lounge & Restaurant, cinquanta posti, si può assaporare il gusto contemporaneo di Venezia proposto dall’ececutive Chef Giancarlo Bellino scegliendo tra la white e la red room. Nella sala bianca, pareti forme geometriche in rilievo, sulle tonalità candide del bianco, creano un quadro naturale all’ambiente raffinato, dove nulla è lasciato al caso e il commensale è avvolto dallo spettacolo della luce naturale di una portafinestra affacciata sul Canal Grande.

In estate si può godere del panorama dalla terrazza esterna. Oppure, si può scegliere di essere avvolti dalle calde tonalità del rosso, seduti sul divano della sala rossa, dalla quale è possibile ammirare lo spettacolo di Venezia. Il bar Antinoo è il lounge bar dal design contemporaneo enfatizzato dal color porpora; una vera e propria cornice rende il bar come un quadro da ammirare seduti sull’originale divano ondulato.

DAL 23 GIUGNO, CHIARETTO DI BARDOLINO: AL VIA LA TERZA EDIZIONE DI 100 NOTE IN ROSA

Torna 100 Note in Rosa, la rassegna ideata e promossa dal Consorzio di Tutela del Chiaretto e dal Bardolino e dal Consorzio del formaggio Monte Veronese Dop che coinvolge i wine bar e i ristoranti della città di Verona, della provincia e del lago di Garda con decine di concerti live di giovani artisti emergenti.

La manifestazione, giunta quest’anno alla sua terza edizione, prevede un fitto calendario di appuntamenti musicali nei plateatici dei locali aderenti all’iniziativa. Ogni esibizione dal vivo sarà accompagnata dall’Aperitivo di Verona, a base di Chiaretto di Bardolino, il vino rosa della sponda orientale del lago di Garda, leader italiano del settore, accompagnato dal formaggio Monte Veronese, in un abbinamento tutto all’insegna della territorialità.

Darà il via alla rassegna, alla Tenuta San Martino di Legnago (Verona), l’evento È gradito l’abito rosa, una serata per dare il benvenuto all’estate e per scoprire le migliori espressioni di Chiaretto di Bardolino. Un ricco buffet accoglierà gli ospiti a partire dalle 19.30, assieme alle note della musica dal vivo. Alle 20, invece, è in programma una masterclass dedicata alle grandi annate di Chiaretto di Bardolino a confronto con alcuni rosé francesi.

Quest’anno, inoltre, 100 Note in Rosa è anche parte integrante del programma del Mura Festival di Verona, dove il Chiaretto di Bardolino sarà il protagonista dell’appuntamento domenicale a San Bernardino con gli Aperitivi musicali al Tramonto, accompagnati di volta in volta da diversi musicisti. Gli eventi della rassegna 100 Note in Rosa sono in programma per tutta l’estate, con una coda nel primo autunno. I musicisti interessati a esibirsi durante 100 Note in Rosa possono inviare la candidatura a Doc Servizi di Verona, alla quale è affidata la direzione artistica della manifestazione e che, assieme a Studioventisette, supporta i locali nella realizzazione delle serate. Gli appuntamenti saranno condivisi sui profili social del Chiaretto di Bardolino e del formaggio Monte Veronese, dove verranno puntualmente pubblicati luoghi e date dei concerti di 100 Note in Rosa.

“BIGOI E POLLO, ORA COME ALLORA”, ALL’ANTICA TRATTORIA SANTIMARIA

Appuntamento venerdì 17 giugno alle 20.30 all’Antica Trattoria Santimaria di Boccon di Vo’ (Padova) si terrà una serata all’insegna di un “ritorno al passato, con “Bigoi e pollo, ora come allora”. Una cena basata sulla tradizione, condotta dal giornalista Renato Malaman. L’iniziativa si svolgerà nel giardino della trattoria e saranno serviti, per cominciare, la Sopressa, le cipolle rosse e la polenta. Si proseguirà con i “bigoi al torcio” e il pollo alla brace, con il sugo e la polenta “brustoeà”. Per finire, il dolce della casa, bevande, caffè. L’ingresso 40 euro. Telefono 049-9940060.

Gli ospiti dell’Antica Trattoria Santimaria possono scegliere fra vari tipi di pasta fatta in casa… gnocchi, fettuccine o i “bigoli” (la pasta tipica del Veneto simile a spaghetti di grandi dimensioni), conditi con ottimi sughi di stagione. Per quanto riguarda le carni il piatto più rinomato della cucina è senza dubbio il pollo alla brace, con o senza salsa. La ricetta, consegnata con passione da una generazione all’altra e apprezzata da decenni, ripropone in chiave originale uno degli elementi tipici della tradizione gastronomica veneta e padovana in particolare, la cosiddetta “corte padovana”, caratteristica dell’antica civiltà rurale nonché delle grandi corti benedettine. La famiglia Santimaria, grazie all’intuizione del signor Palmino e della signora Bertilla, ha dato un’interpretazione particolarmente riuscita e apprezzata di questo prodotto della gastronomia locale, il pollo, concentrandovi ed elaborando un sapere secolare. in alternativa al pollo si possono gustare le costate di manzo e le tagliate.

DINNER SHOW DEI 21 SOLISTI DEL GUSTO DI FRIULI VENEZIA GIULIA VIA DEI SAPORI

Torna il 28 giugno a Grado (Udine) l’evento di alta cucina più glam dell’estate, la Cena Spettacolo di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il noto gruppo delle 21 star della ristorazione, che – secondo un format di successo collaudato ormai da una ventina di anni – mettono in scena in luoghi di grande suggestione quanto di più raffinato propone in tavola il Friuli Venezia Giulia. L’appuntamento è alle 19.30 sul Lungomare Nazario Sauro: adare all’evento un fascino particolare sarà il tramonto del sole, che si vedrà lentamente calare all’orizzonte, alle spalle delle postazioni dei ristoratori.

Il Dinner Show sarà una sorprendente cena con un raffinatissimo menu in omaggio alla cucina dell’estate, liberamente interpretata dagli chef dei ristoranti del gruppo, i “Solisti del Gusto” che cucineranno in diretta, davanti al pubblico piatti di alta creatività creati appositamente per la serata: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Carnia di Venzone, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Nando di Mortegliano,  Enoteca di Buttrio, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine.

Con loro, per la serata, saranno presenti con le loro postazioni Mandracchio Bistrot di Grado, Osteria da Alvise di Sutrio, Raviolo Factory e Valle del Lovo.

Accanto a loro altrettanti vignaioli, che proporranno il perfetto abbinamento cibo-vino. L’ouverture – così come la chiusura con i dolci, i gelati, il caffè e i distillati – sarà affidata ai 19 artigiani del gusto, ovvero piccoli e grandi produttori agroalimentari di livello assoluto, uniti a ristoratori, vignaioli e ai partner tecnici attorno al progetto di valorizzazione del cibo, dei prodotti e del territorio del Friuli Venezia Giulia, delle cui eccellenze enogastronomiche il gruppo è portabandiera.

I dettagli del menu saranno consultabili sul sito www.friuliviadeisapori.it. La Cena Spettacolo inizierà alle 19.30. È gradito l’abito elegante.

Il costo è di 70 euro e i biglietti si possono acquistare nei ristoranti del gruppo oppure alla segreteria del consorzio (info@friuliviadeisapori.it, Tel 0432 530052 di mattina).  In caso di maltempo l’evento si terrà il 29 giugno.

AMAN VENICE CELEBRA IL GIAPPONE

Dal 20 al 26 giugno, Aman Venice – lo straordinario hotel che sorge all’interno di Palazzo Papadopoli a Venezia – si trasforma in una destinazione gastronomica imperdibile, aprendo le porte di un ristorante pop up Teppanyaki, per un viaggio sensoriale alla scoperta dei sapori orientali. All’interno di Palazzo Kitchen otto ospiti potranno assistere lo chef Masashi Kawaguchi nella preparazione di carne e frutti di mare locali su una speciale piastra calda nel tradizionale stile Teppanyaki. Il menu, invece, sarà creato ispirandosi ai piatti di Aman Tokyo dal maestro del Teppan, chef Koji Aïda, proprietario di Aïda, unico ristorante giapponese stellato di Parigi, dove Masashi Kawaguchi ha lavorato come Deputy Chef. Palazzo Kitchen è uno spazio intimo e conviviale che affaccia sul giardino dell’hotel e offre esperienze gastronomiche uniche e inedite. Al suo interno ospita una cucina monoblocco Marrone più Mesubim, e l’unico Teppan – la piastra giapponese per la cottura Teppanyaki – di Venezia. Finemente decorata dal pittore Matteo Bertelli con motivi a foglie che creano un continuo con il giardino, vanta anche una cantina privata che custodisce pregiate etichette. Palazzo Kitchen propone un calendario di incontri esclusivi durante tutto l’anno, offrendo agli ospiti l’opportunità unica di trascorrere una serata in compagnia di visiting chef di fama internazionale, assistendo alla preparazione dei piatti e scoprendone i segreti, per una celebrazione della creatività culinaria e di una cucina stellata, sostenibile e a Km zero.

ll pop up andrà ad aggiungersi ad Arva, il ristorante di Aman Venice guidato dall’Executive Chef Matteo Panfilio, e Cook the Lagoon, un concetto di ristorazione che propone un menu degustazione fortemente legato alla sostenibilità e alla collaborazione con piccoli produttori locali, nel massimo rispetto per l’ecosistema locale.

Il ristorante pop up Teppanyaki di Aman Venice sarà disponibile dal 20 al 26 giugno e le prenotazioni possono essere effettuate online o in loco.

Lo chef Masashi Kawaguchi prenderà invece le redini di Palazzo Kitchen a partire da ottobre 2022.

A LE MANZANE L’UVA GLERA CRESCE CON LE API

Nasce il giardino delle api tra i filari della tenuta Le Manzane. «Un ritorno al passato – spiega Ernesto Balbinot, titolare della cantina di San Pietro di Feletto (Treviso) – perché una volta avevamo le arnie nei vigneti e le api facevano parte del nostro mondo agricolo».

Da qualche settimana in località Manzana di Vittorio Veneto (Treviso) sono state posizionate 5 casette colorate per i piccoli insetti, considerati da sempre delle vere proprie sentinelle ambientali custodi della biodiversità. Continua, dunque, l’impegno della cantina Le Manzane per la tutela dell’ambiente, come l’adozione della certificazione Sqnpi, il sistema di “Qualità sostenibile”: un patto con le future generazioni capace di segnare la strada per la realizzazione di scelte consapevoli e rispettose per la terra in cui viviamo e le persone che la abitano.

La cantina Le Manzane ha deciso, così, di aderire al progetto di ricerca Eno Bee per il reinserimento dell’ape in vigneto, mentre i ragazzi con disabilità dell’associazione “Casa Maria Adelaide da Sacco” onlus di Vidor (Treviso), coinvolti dal direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, Diego Tomasi, che ha anche sostenuto l’iniziativa, hanno colorato e dipinto le arnie. «Per poter aderire al modello Eno Bee – spiega Mariagrazia De Belli di Enomarket che ha seguito il progetto – le aziende devono principalmente dimostrare una sensibilità ambientale volta all’implementazione della biodiversità; le buone pratiche agricole e l’attenzione al produrre mettendo in primo piano l’ambiente sono le prerogative per una dimostrazione di sostenibilità. Le normative e le certificazioni di sistema come Sqnpi fanno il resto».

Api e vino, un binomio vincente. «Le api fanno bene al vigneto – continua Mariagrazia De Belli – perché implementano “l’entomofauna utile”, sono sentinelle ambientali e, in caso di grandinate a ridosso della raccolta, sanitizzano l’acino». «Avere le api in vigneto è vantaggioso – conferma Luca De Zanet, agrotecnico della cantina Le Manzane – perché sono dei buoni vettori di lieviti e quest’ultimi favoriscono la cicatrizzazione della buccia degli acini in caso di rottura a causa di eventi metereologici avversi. Evitano così una facile diffusione di patologie come il marciume acido. In più, in annate molto piovose, durante la fioritura, migliorano e contribuiscono all’impollinazione. Viceversa, il vigneto fa bene alle api perché mette loro a disposizione, fin dall’inizio della primavera, fiori ricchi di polline come il tarassaco e il trifoglio. Poi, se vengono seguite le pratiche consigliate dal sistema Sqnpi e viene attuato lo sfalcio dell’erba a filari alterni, le api troveranno sempre dei vigneti con piante ricche di fiori su cui nutrirsi». La cantina Le Manzane si trova a San Pietro di Feletto, a metà strada tra le Dolomiti e Venezia, nella fascia collinare della provincia di Treviso, nel cuore delle Colline del Prosecco Superiore, proclamate il 7 luglio 2019 Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

«Oltre ad aderire dal punto di vista tecnico-scientifico al progetto – conclude Ernesto Balbinot – c’è da parte mia la soddisfazione di reinserire un microcosmo o una parte di microcosmo che una volta già esisteva salvaguardando le api che sono degli insetti delicati tutelando contemporaneamente anche il nostro ambiente. E questa è la linea di condotta che l’azienda perseguirà nei prossimi anni».

L’azienda, a conduzione familiare, è fortemente radicata nel territorio trevigiano come produttrice da quasi 40 anni. La cantina, tra le più dinamiche e interessanti nel panorama enologico del Conegliano Valdobbiadene, distribuisce sia in Italia che all’estero raggiungendo 36 Paesi.

SBARCA FRANCO PEPE A VENEZIA. AL BELMOND HOTEL CIPRIANI NASCE LA COLLABORAZIONE CON LO CHEF RICCARDO CANELLA

Tra le tante novità previste per questa effervescente stagione al Cipriani, A Belmond Hotel dopo l’arrivo come Chef del giovane talento Riccardo Canella e del nuovo Manager del Bar Gabbiano, Riccardo Semeria, dal prossimo 3 Giugno sarà possibile gustare una speciale selezione di pizze, compresa una creazione esclusiva, in collaborazione con il pluripremiato Franco Pepe. Un approdo per la stagione che nasce dall’amicizia e profonda stima con Canella e rilancia, anche sul fronte pizza, la vivacità gastronomica che sta rinnovando Venezia. Franco Pepe rappresenta la terza generazione di una famiglia di panificatori. La prima attività fu avviata dal nonno nel 1938, a Caiazzo e da allora non si è mai più interrotta. Con l’esperienza di due generazioni alle spalle, in maniera eccellente, Franco ha saputo sperimentare e arricchire il valore della pizza, trovando una via personale che ha rivoluzionato la tradizione con rispetto e passione, riscuotendo innumerevoli riconoscimenti in tutto il mondo, tanto da essere il primo pizzaiolo italiano nominato Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. La “jam session” tra i due, invita l’ospite ad un vero e proprio viaggio nel gusto, che collega idealmente due territori dai sapori molto forti, la laguna di Venezia e l’alto casertano, dove il maestro pizzaiolo risiede. Questa unione, ha l’ obiettivo schietto, dettato dall’amore per il buon cibo e l’arte culinaria, di far provare agli ospiti del Cipriani quei sapori genuini che sono incomparabile espressione di italianità autentica. Per questo progetto che li vede lavorare fianco a fianco per la prima volta, Riccardo Canella e Franco Pepe, hanno deciso “in tandem” di firmare un menù di otto pizze d’autore, tre ideate da Chef Canella e altre cinque proposte dal maestro Pepe. Due traiettorie che chiudono il cerchio incontrandosi nella creazione esclusiva di una nuovissima Pizza Cipriani, come tributo alla tradizione di un classico della gastronomia con il Carpaccio di manzo con salsa Cipriani, mozzarella di bufala, olio al pepe rosa e caviale come ingredienti protagonisti. Immancabili le classiche di Franco Pepe, come ad esempio la famosa Margherita Sbagliata(Mozzarella di bufala campana Dop, passata di pomodoro riccio a crudo, riduzione di basilico, olio Evo), la Ritrovata (Passata di pomodoro San marzano Dop, piennolo del Vesuvio Dop, capperi disidratati, polvere di olive nere caiazzane, filetti di alici di Cetara, olio agliato, basilico fritto) e la Scarpetta (mozzarella di bufala campana Dop, fonduta di Grana Padano Dop 12 mesi, composta di tre pomodori a crudo, pesto di basilico liofilizzato, scaglie di Grana Padano Dop 24 mesi) affiancate in carta da altrettante ricette originali che esaltano eccellenze gastronomiche del territorio come: crudité di carciofi, asparagi bianchi di Bassano, baccalà mantecato, con un twist innovativo di spezie come curry veneziano, pepe del Madagascar e polvere di liquirizia.

Fino al 30 settembre gli ospiti potranno assaporare i risultati di questa inedita collaborazione a pranzo al Bar Gabbiano – il celebre bar dell’ hotel che ha contribuito a rendere famoso il Bellini originale, tuttora servito nella sua formula classica. «Sono felice di accogliere al Cipriani un autentico maestro come Franco Pepe che ha saputo esaltare un simbolo della tradizione italiana con una visione unica, tra qualità senza pari e creatività in continua evoluzione. Il suo successo in tutto il mondo ci rende orgogliosi e spero che l’ incontro di questi due talenti renda il Cipriani ancor più un luogo distintivo dell’alta cultura gastronomica». commenta Marco Novella, Managing Director

Il Bar Gabbiano è aperto tutti i giorni dalle 11 all’1.

Il menù per il pranzo con la pizza di Franco Pepe, sarà disponibile tutti i giorni dalle 12.30 alle 16. Per prenotazioni gli ospiti possono contattare il numero +39 041-2408517.

DAL 31 MAGGIO AL 5 GIUGNO, VINETIA TASTING IN TOUR: I VINI DELLA GUIDA AIS IN DEGUSTAZIONE A MONTAGNANA

I migliori vini del Veneto arrivano a Montagnana (Padova): dopo il successo di Vinetia Tasting – Il Veneto nel Calice è la volta di Vinetia Tasting in Tour, in programma dal 31 maggio al 5 giugno nel centro storico della città murata padovana. Nella Wine Lounge curata da Ais Veneto nell’ambito delle due manifestazioni Da Riva a Riva (dal 31 maggio al 3 giugno) e Montagnana Wine Festival (dal 3 al 5 giugno) sarà possibile degustare alcuni tra i migliori vini del Veneto selezionati nella guida online Vinetia.it, che ogni anno raccoglie le eccellenze enoiche regionali. Nel corso dei sei giorni, ogni sera, una delegazione provinciale illustrerà le caratteristiche salienti del territorio di appartenenza e accompagnerà gli ospiti nella degustazione dei vini di quell’area.

«Il viaggio alla scoperta della nostra regione non si ferma – spiega Marco Aldegheri, presidente di Ais Veneto – Dopo l’appuntamento di Treviso, i migliori vini del Veneto saranno in degustazione a Montagnana, città dove si incontrano le tre Province di Padova, Vicenza e Verona. Qui racconteremo la bellezza dei nostri territori attraverso il vino. I partecipanti avranno l’occasione di scoprire la cultura, la storia, la meraviglia che si cela dentro un calice».

Vinetia Tasting in Tour sarà ospite di Da Riva a Riva – Il nostro Veneto, evento che ha lo scopo di raccontare le eccellenze del territorio compreso tra il Delta del Po e il lago di Garda, e del Montagnana Wine Festival, la tre giorni dedicata alla produzione vitivinicola locale. Il costo d’ingresso del Montagnana Wine Festival è pari a 10 euro e comprende il calice, il braccialetto e cinque coupon.

Le degustazioni guidate di Vinetia Tasting in Tour avranno un costo di 10 euro e con l’acquisto del biglietto si avrà diritto a uno sconto di 50 euro per l’iscrizione ai corsi dedicato ai sommelier di Ais Veneto in partenza in autunno.

ANTICA TRATTORIA BALLOTTA, “DA PADOVA A CHIOGGIA”. ITINERARIO ENOGASTRONOMICO IN RICORDO DI MARIO STRAMAZZO

Come non allietarvi con l’evento estivo per eccellenza?

La corte dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (Padova) si vestirà per voi con cucine esterne, show cooking e le migliori cantine del territorio. Un percorso itinerante, nella cornice del nostro giardino estivo, dove potrete “vagare” in cerca del vostro gusto preferito. L’evento di lunedì 20 giugno ricorderà un amico, fratello e stimato compagno di avventure, il giornalista enogastronomico Mario Stramazzo, lui che ha sempre dedicato la sua vita e la sua passione per il cibo e il vino, che ha sempre promosso la realizzazione di eventi culturali dove clienti e amici potessero pasteggiare e sorseggiare prelibatezze in compagnia.

Il percorso itinerante avrà come tema culinario proprio la strada che egli percorreva sempre per venire dalla sua amata Chioggia fino a Torreglia, presenteremo le postazioni con gli ingredienti del territorio inerenti alla “Strada di Mario”. Sarà inoltre riconosciuto un premio a un giovane Chef emergente.

Il costo sarà di 60 euro a persona, tutto incluso.

Gradita la prenotazione (049-5212970).

LE SOSTE 2022, IL VOLUME MUST HAVE DEI GOURMET PRESENTATO A MILANO

Presentato a Milano il volume Le Soste 2022, l’edizione annuale che riunisce e racconta con parole e immagini la selezione dei migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro Paese e in Europa. Tra i relatori che sono saliti sul prestigioso palco della conferenza stampa, moderati da Roberto Perrone, si segnalano: Claudio Sadler (Presidente Le Soste) con un intervento sull’Associazione, Roberto Calugi (Direttore generale Fipe) che ha parlato della ristorazione italiana tra le difficoltà post covid e le sfide per il futuro, Mario Cucci (Editore Multiverso) con l’intervento “La Guida nei numeri e i Premi Le Soste”, Davide Oldani (Chef del ristorante D’O) è intervenuto sulla formazione all’interno del settore dell’alta ristorazione, Giuseppe Vaccarini (Presidente Aspi) con “Il lavoro Aspi verso la ristorazione”, Elio Ghisalberti (giornalista) con il suo contributo “Una soria lunga Quarant’anni” e Petra Cucci (Multiverso) con un intervento sui dati dei social e del sito. Claudio Sadler si è dichiarato entusiasta di poter celebrare i Quarant’anni de Le Soste come Presidente dell’Associazione e ha ricordato come l’identità della cucina italiana sia nata proprio tra le personalità che hanno contribuito alla fondazione de Le Soste sviluppando i concetti di cucina regionale, del territorio e della sostenibilità. L’intervento di Calugi ha fatto luce su tutti quelli che sono i punti di forza e le problematiche dell’alta ristorazione, sottolineando quanto questa sia uno dei motori del turismo in entrata in Italia. Davide Oldani ha evidenziato come la formazione sia la base per la costruzione di un futuro per l’alta ristorazione. La presenza di due classi dell’Istituto Don Gnocchi ha concesso anche di segnare come ormai non esista più il concetto di “cucina” e di “sala”, ma uno unico che contribuisce al buon funzionamento dell’azienda ristorante.

Le Soste 2022 conta un totale di 102 insegne, con ben 14 nuovi Soci: La Madernassa (Guarene, Cuneo), Il Cantinone (Madesimo, Sondrio), Lido 84 (Gardone Riviera, Brescia), Ristorante Andrea Aprea (Milano), Umberto De Martino (San Paolo d’Argon, Bergamo), 12 Apostoli (Verona), Piastrino (Pennabilli, Rimini), Enoteca Pinchiorri (Firenze), Il Piccolo Principe (Viareggio, Lucca), Aminta (Genazzano, Roma), Le Colline Ciociare (Acuto, Frosinone), Pipero (Roma), Shalai (Linguarossa, Catania) e Signum (Malfa Salina, Messina).

La tradizione dei premi

Un punto fermo dell’annuario Le Soste è rappresentato dai Premi, sette in quest’ultima edizione, conferiti in collaborazione tra l’Associazione e Aziende e Associazioni partner per valorizzare personalità o realtà imprenditoriali che si sono distinte nel panorama food&wine di eccellenza.

Premio Franco Ziliani – Le Soste all’Innovazione a Riccardo Camanini;

Premio Allianz/Le Soste alla Formazione a Davide Oldani;

Premio Best Wine Estates of Italy a Tenuta Scrafana;

Premio Franco Colombani a Valentina Bertini;

Premio Le Soste Ospitalità di Sala a Alberto Santini;

Premio Experience Pommery alla migliore selezione di Champagne a Ristorante La Madia;

Premio Le Soste per la Tutela del Patrimonio del Gusto a Gaetano e Alessandra Martini.

ASIAGO DIVENTA CITTÀ DEL FORMAGGIO 2022

Il costante impegno di valorizzazione e promozione del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, testimone dell’indissolubile legame tra formaggio Asiago e il suo territorio col riconoscimento ricevuto dalla città di Asiago di “Città del Formaggio 2022” da parte dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi (Onaf).

Nel corso della cerimonia di conferimento ad Asiago di “Città del Formaggio 2022” da parte di Pier Carlo Adami, Presidente nazionale Onaf, è stato ricordato quanto sia forte il legame tra Asiago Dop e il suo territorio, sugellato col dono del Consorzio Tutela Formaggio Asiago alla Città di due forme commemorative di Asiago Dop che verranno aperte nel corso della prossima edizione di Made in Malga, l’evento nazionale dei formaggi di montagna che tornerà nell’Altopiano di Asiago dal 2 al 4 e dal 9 all’11 settembre 2022 e l’annuncio di tre distinti concorsi caseari promossi dal Consorzio di Tutela e dedicati ad altrettante tipologie di formaggio di montagna, così da valorizzarne sempre più la produzione e la conoscenza presso il grande pubblico.

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago è stato il primo a credere nell’importanza della produzione di montagna. Nel 1996, grazie alla sua determinazione, Asiago Dop Prodotto della Montagna divenne la prima Dop italiana insignita dall’Unione Europea di questa menzione nelle due stagionature: Fresco e Stagionato, prodotte esclusivamente sopra i 600 metri d’altitudine seguendo un rigido disciplinare. Da allora l’attività è proseguita sia dal punto di vista produttivo che promozionale, anche con manifestazioni come Made in Malga, da un decennio promossa dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago e diventata un’indiscussa occasione di promozione che avvicina ogni anno oltre 70 mila appassionati di questa specialità ai suoi luoghi d’origine.

Grazie all’azione svolta dal Consorzio di Tutela in questi anni, il numero di produttori di Asiago Dop Prodotto della Montagna è andato gradualmente aumentando e le forme prodotte sono arrivate, nel 2021, a 69.553, il 4,2 per cento del totale, mentre, dal 2016, la tipologia Stravecchio di oltre 18 mesi è stata anche riconosciuta Presidio Slow Food. Un successo dai piccoli numeri e grande valore, che premia il lavoro duro, una paziente ed oculata gestione del territorio e la cura dei pascoli dedicata a preservare la peculiarità della montagna nel più importante sistema di malghe dell’intero arco alpino europeo.

Alla vigilia dell’apertura di una nuova stagione d’alpeggio, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago conferma la sua azione di valorizzazione del lavoro dei caseifici di montagna e delle malghe – sedici delle quali nel territorio di Asiago, neo Città Onaf del Formaggio 2022 – testimoniando il ruolo propulsore di questa produzione per il suo territorio, capace di coniugare sviluppo economico, crescita sostenibile, rispetto della natura e tutela della biodiversità.

CECCHETTO, CINQUE AZIONI PER DIVENTARE CLIMATE POSITIVE

Diventareclimate positive entro il 2026: Cecchetto, azienda vitivinicola trevigiana, ha scelto un nuovo modo di fare impresa, di affrontare la viticoltura e la vita in cantina. Un percorso virtuoso che porterà entro l’estate 2022 alla redazione di un Bilancio di Sostenibilità, uno strumento prezioso per quantificare l’impronta di un’impresa sull’ambiente, un riassunto di impegni e risultati nell’ambito della Corporate Social Responsibility, o responsabilità d’impresa.

In occasione delle Giornate mondiali delle Api (20 maggio) e della Biodiversità (22 maggio), la realtà di Tezze di Piave (Treviso) propone 5 azioni utili e concrete per ridurre le emissioni inquinanti e promuovere una crescita in equilibrio tra uomo e natura. Cinque passi per comprendere e contenere l’impatto ambientale delle attività produttive, che tutti possono fare propri, rimediando agli errori del passato e rendendo il mondo un posto migliore per le generazioni di oggi e di domani.

Tutelare il territorio e preservare la biodiversità

Essere climate positive significa catturare nell’atmosfera più emissioni di anidride carbonica rispetto a quanto rilasciato dall’azienda nello svolgimento delle attività produttive. Cecchetto, per contrastare l’inquinamento ambientale e preservare la biodiversità, cura un numero crescente di foreste e colonie d’api. Dal 2021, infatti, l’azienda è iscritta all’Associazione regionale apicoltori del Veneto e ospita nei suoi boschi e tra i suoi vigneti diverse arnie, dando dimora a migliaia di api. Inoltre, da gennaio 2022, le foreste di proprietà – tra cui il neo inaugurato bosco a Coste di Maser – vantano la certificazione Fsc, sinonimo di gestione del territorio secondo rigorosi standard internazionali.

Avviare una filiera controllata: energia pulita e stakeholder rispettosi dell’ambiente

Il controllo della filiera produttiva è fondamentale per misurare l’impatto ambientale di un’impresa ed efficientare le risorse impiegate e i processi. Dal 2018 l’azienda vinicola di Tezze di Piave si impegna da un lato a ridurre di anno in anno il 2,5 per cento delle emissioni di anidride carbonica, dall’altro a collaborare con operatori attenti alla causa ambientale. Un impianto fotovoltaico messo a dimora nel 2016, energia da sole fonti rinnovabili dal 2020, un parco macchine a basso impatto ambientale e accordi con fornitori e corrieri accuratamente selezionati sono le operazioni messe in campo da Cecchetto per difendere e custodire l’ecosistema, senza escludere la crescita in termini di produzione e fatturato dell’impresa.

Utilizzare metodi di coltivazione sostenibili, con un uso responsabile dell’acqua

Altro aspetto da considerare sono i rischi legati alla crisi climatica. Eventi estremi di siccità, picchi di calore e bombe d’acqua rappresentano un pericolo da non sottovalutare per vigneti e siti produttivi. In questo senso, è possibile mitigare gli effetti di un clima sempre più instabile attraverso un uso responsabile dell’acqua e, in generale, delle risorse a disposizione dell’uomo. Cecchetto, ad esempio, ottimizza il consumo idrico in vigneto utilizzando la tecnologia di Idroplan e segue il protocollo della certificazione Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata(Sqnpi) per garantire un sistema agricolo di produzione basato su metodi agronomici e di difesa, che prediligono l’utilizzo di risorse e meccanismi di regolazione naturali, limitando l’impatto sull’ambiente.

Dire addio allo scarto: riciclo, riuso e soluzioni intelligenti per un’economia circolare

In un periodo storico in cui lo smaltimento dei rifiuti rappresenta una problematica non più trascurabile, risultano fondamentali il riciclo, il riuso e la rigenerazione delle materie prime e del territorio, anche nel mondo del vino. Cecchetto aderisce a progetti di riciclo sia per le bobine di carta siliconata delle etichette con RafCycle di Upm Raflatac, sia per i tappi di sughero con Etico di Amorim Cork Italia. Le bottiglie impiegate dall’azienda sono prodotte con almeno il 49 per cento di vetro riciclato e la totalità della carta, per il packaging, e del legno, per le barriques, è certificata Fsc. A completamento di questo impegno, da inizio anno è stata introdottaEad, Etichetta Ambientale Digitale, uno strumento che attraverso un semplice qrcode, apposto sul retro-etichetta dei vini, aiuta i consumatori a smaltire correttamente le componenti dell’imballaggio.

Comunicare una viticoltura sostenibile

Diventare un divulgatore della sostenibilità, raccontando che una viticoltura attenta all’ambiente è possibile, soprattutto se si punta alla valorizzazione delle produzioni locali e delle ricchezze del territorio. “I progetti scelti dalla nostra azienda – spiega Sara Cecchetto, responsabile sostenibilità della cantina – nascono dalla consapevolezza che è necessario non solo catturare le emissioni di anidride carbonica, ma anche proteggere la biodiversità, conservare le risorse idriche e favorire il coinvolgimento della comunità locale, con iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle azioni da intraprendere per contrastare gli effetti dell’inquinamento atmosferico”.

SABATO 21 E DOMENICA 22 MAGGIO, CHIARETTO DI BARDOLINO IN CANTINA: UN WEEKEND IN ROSA SUL LAGO DI GARDA

Ritorna anche quest’anno l’atteso appuntamento con Chiaretto di Bardolino in Cantina: un intero fine settimana dedicato al celebre vino rosa del lago di Garda Veronese, da trascorrere nelle cantine che lo producono. La manifestazione, organizzata dalla Strada del Vino Bardolino in collaborazione con il Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino e con il sostegno della Fondazione Bardolino Top, si svolgerà nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 maggio. Una ventina le aziende che hanno aderito all’iniziativa, con tante proposte diverse: dalla degustazione guidata alle passeggiate in vigneto, dalla visita in cantina alla musica live. Le realtà aderenti racconteranno la storia e le particolarità del territorio attraverso interessanti percorsi enogastronomici in cui il protagonista assoluto sarà il Chiaretto di Bardolino, sapientemente abbinato a deliziosi spuntini tipici. La manifestazione si inserisce nel programma delle iniziative collaterali al Palio del Chiaretto, evento organizzato dalla Fondazione Bardolino Top in programma il 27, 28 e 29 maggio a Bardolino.

«Chiaretto di Bardolino in Cantina torna dopo il successo delle precedenti edizioni – spiega Giorgia Marchesini, presidente della Strada del Vino Bardolino – Siamo felici di aprire le porte delle nostre aziende e far scoprire ai visitatori come nasce il vino rosa veronese. Si tratta del primo di una serie di eventi, sviluppati in sinergia con il Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino, che animeranno la stagione estiva sul lago di Garda». «Chiaretto di Bardolino in Cantina – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino –  rappresenta un momento d’incontro prezioso per raccontare il nostro territorio, dando ai visitatori l’opportunità di scoprire le ricchezze e le eccellenze del lago di Garda attraverso le parole dei produttori, veri custodi di questo luogo straordinario». Le cantine che apriranno le loro porte al pubblico durante il penultimo fine settimana di maggio sono: Aldo Adami, Bergamini, Cà Bottura, Casetto, Costadoro, Garda Natura, Gorgo, Guerrieri Rizzardi, Il Pignetto, La Rocca, Le Ginestre, Marchesini Family, Monte del Frà, Monte Zovo, Righetti Dante, Roccolo del Lago, Valetti. Chi è interessato a partecipare all’iniziativa può contattare autonomamente le singole realtà per prenotare e pianificare la propria esperienza enogastronomica in rosa: sul sito del Consorzio del Chiaretto di Bardolino (consorziobardolino.it) vengono riportate tutte le indicazioni per la prenotazione delle varie proposte di visita e di degustazione messe a disposizione dalle varie cantine.

ASOLO PROSECCO, PERFORMANCE BRILLANTE: PIÙ 33,4 PER CENTO NEI PRIMI QUATTRO MESI DEL 2022

L’Asolo Prosecco ha chiuso il primo quadrimestre 2022 con un ulteriore balzo in avanti: al 30 aprile, le bottiglie già certificate erano 8,6 milioni, il 33,4 per cento in più rispetto ai 6,4 milioni registrati alla fine di aprile del 2021. Se si fa il confronto con l’ultimo anno prima della pandemia, l’esplosione dell’Asolo Prosecco appare eclatante: il dato di fine aprile 2022 è superiore dell’85,8 per cento rispetto ai volumi certificati ad aprile 2019, quando le bottiglie di bollicine asolane sfioravano i 4 milioni, poco più della metà di oggi. È proprio sulla base di queste consistenti dinamiche di sviluppo della denominazione che il Consiglio di Amministrazione dell’Asolo Prosecco ha deciso di portare all’attenzione dell’Assemblea dei Soci di mercoledì 11 maggio la proposta di svincolo della riserva vendemmiale 2021: una scelta espansiva, ipotizzata per consentire a tutti i produttori di Asolo Prosecco di assecondare la forte domanda proveniente dal mercato.

«La denominazione sta vivendo una prolungata fase di grande salute – commenta il presidente del Consorzio, Ugo Zamperoni – sia per quel che riguarda il livello quantitativo che quello qualitativo. Le bollicine asolane vengono sempre più considerate e apprezzate a livello internazionale, ottenendo ottimi giudizi e punteggi elevati dalle riviste più prestigiose. Basti considerate che l’autorevole e storica testata inglese Decanter ha valutato un Asolo Prosecco con un punteggio record di 96/100, uno con 95/100, tre con 94/100, due con 93/100 e altri cinque con punteggi superiori a 90/100. Falstaff, la rinomata rivista di enologia e gastronomia in lingua tedesca, ha premiato sette Asolo Prosecco con 93/100, diciannove con 92/100, ventinove con 91/100 e nove con 90/100. Inoltre, quel che più conta, la crescita è distribuita in maniera uniforme su tutta la nostra filiera, dai piccoli produttori che coltivano le vigne per produrre il loro vino ai maggiori imbottigliatori. In più, con grande piacere, stiamo continuamente accogliendo nuovi produttori, che iniziano a produrre o a commercializzare Asolo Prosecco». L’Asolo Prosecco prosegue anche le campagne di sostegno alla ristorazione e di rilancio dell’enogastronomia: ad aprire la stagione turistica sarà la collaborazione con Taste Jesolo, un progetto del Consorzio JesoloVenice per promuovere il lato gourmet di una delle più celebri località balneari venete, attraverso azioni di comunicazione e un appuntamento dedicato agli amanti del gusto. Tra le azioni previste c’è una campagna di promozione digital su vasta scala attraverso contenuti video, immagini e racconti che affiancano le bollicine asolane agli chef e ai patron di undici ristoranti jesolani, tra cui Michelangelo, I Barbabolle, Da Guido, Jolà, Rossi Restaurant, Al Traghetto, Al Torcio, Da Omar, Flora, Amarmio e Terrazzamare. Da venerdì 27 a domenica 29 maggio andrà poi in scena la prima edizione di StreetWineJesolo, che porterà tra le strade e le piazze della località marittima i profumi e i sapori delle eccellenze enoiche del Nordest: ventiquattro cantine da Veneto e Friuli Venezia Giulia e uno stand firmato Asolo Prosecco, per un totale di circa 200 etichette in degustazione.

Durante lo stesso weekend, sabato 28 e domenica 29 maggio, l’Asolo Prosecco sarà impegnato anche in provincia di Vicenza: nella prestigiosa Villa Stecchini a Romano d’Ezzelino andrà in scena SloWino, un’occasione d’incontro e degustazione dove scoprire le raffinate bollicine asolane in un contesto d’eccezione. Durante l’evento sarà possibile partecipare a masterclass sul vino, scoprire i Giardini Sensoriali, un Orto Didattico e diversi luoghi di intrattenimento per grandi e piccini.

50 TOP PIZZA EUROPA 2022: PEPPE PIZZERIA PARIGI LA MIGLIORE

Peppe Pizzeria a Parigi fa il bis e, per il secondo anno consecutivo, è la Migliore Pizzeria d’Europa, Italia esclusa. Questo il risultato secondo la guida più influente nel mondo della pizza, 50 Top Pizza, annunciato ieri sera al Teatro San Babila di Milano. Un successo importante per Peppe Cutraro, patron di Peppe Pizzeria che si aggiudica anche l’ambito premio speciale Pizza Maker of the Year 2022 – Ferrarelle Award. Al secondo posto Fratelli Figurato di Riccardo e Vittorio a Madrid. Terzo gradino del podio per 50 Kalò London, pizzeria inglese di Ciro Salvo, che si è aggiudicata anche il premio speciale Made in Italy 2022 – Mammafiore Award.

Al quarto posto la pizzeria danese Bæst di Copenaghen, a cui vanno due premi speciali: Best Service 2022 – Goeldlin Award e Innovation and Sustainability 2022 – Ferrarelle Award. Per la quinta posizione si ritorna in Spagna, a Barcellona, con Sartoria Panatieri di Rafa Panatieri e Jorge Sastre, a cui va il premio speciale Pizza of the Year 2022 – Latteria Sorrentina Award (Cantabrian anchovies, tomato, escarole and kalama olive puree).

Il premio speciale Performance of the Year 2022 – Robo Award è stato assegnato a La Balmesina, pizzeria spagnola classificatasi al decimo posto, chiudendo un terzetto spagnolo nella Top Ten.

La Pizza è Bella Gourmet di Bruxelles, al dodicesimo posto in classifica, si aggiudica il premio speciale Best Pasta Omelette and Frying 2022 – Pastificio Di Martino Award. A Forno d’Oro di Lisbona, sedicesima in classifica, va il premio Best Wine List 2022 – Prosecco Doc Award. La pizzeria parigina 400° Laboratorio di Gennaro Nasti, posizione diciassette, ha conquistato invece il premio New Entry of the Year 2022 – Solania Award.  Alla pizzeria Futura Neapolitan Pizza a Berlino, posizione venticinque, va il Best Beer Service 2022 – Birrificio Fratelli Perrella Award.

Ventuno i Paesi europei presenti all’evento, Inghilterra e Spagna su tutti, presenti con 5 insegne e la Spagna riesce nell’impresa di posizionare tre pizzerie nella Top Ten. Con quattro insegne, Francia, Danimarca, Germania e Belgio. Tra le città, Londra con 5 insegne e Copenaghen con 4 sono le più presenti in guida.

Bæst a Copenaghen, in Danimarca, e Sartoria Panatieri a Barcellona, in Spagna, hanno ricevuto il Green Oven 2022, che certifica che sono pizzerie ad alta sostenibilità ambientale.

Le prime 25 posizioni della classifica Europa 2022, entrano di diritto nelle 100 migliori pizzerie al mondo, che si ritroveranno a Napoli il 7 settembre a Palazzo Reale. «È stato fantastico tornare in presenza – dicono i curatori di 50 Top Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro – un momento importante, di ritrovo e coesione, per la comunità della pizza del Vecchio Continente. Unico grande dispiacere, non aver avuto con noi gli amici pizzaioli russi e ucraini. A loro va il nostro pensiero di grande vicinanza e solidarietà, per il tragico momento che stanno vivendo. Siamo già pronti per la prossima tappa che sarà il 14 giugno, presso la Devozione nel Chelsea Market a New York, per presentare la guida Usa 2022».

GOPPION CAFFÈ ACCANTO A TEDXJESOLO

Goppion Caffè affianca nell’accoglienza TEDxJesolo, in programma sabato 14 maggio all’Auditorium dell’hotel Almar di Jesolo (Venezia): la storica torrefazione trevigiana sarà accanto agli organizzatori come partner tecnico dell’iniziativa. Il convegno, alla sua prima edizione sul litorale veneto, sarà dedicato agli “spazi”, intesi sia come luoghi da vivere sia come lo spazio che ciascuno di noi occupa nel pianeta, la human footprint, ovvero il consumo di risorse e l’impatto che ogni essere vivente ha sulla Terra. In quest’ottica, TEDxJesolo sarà un evento quanto più possibile sostenibile: l’anidride carbonica prodotta verrà compensata grazie ai crediti rilasciati da Valle Cavallino, un’oasi ricca di vegetazione e biodiversità a pochi chilometri dal lido veneziano. Per questo motivo Andrea Vidotti, licensee dell’evento, ha scelto di offrire durante la manifestazione Nativo, la miscela di Goppion composta da caffè 100 per cento Arabica biologico e certificato Fairtrade e Ccpb – Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici.

«Ci piace definire il nostro Nativo – spiega Paola Goppion, responsabile comunicazione e marketing di Goppion Caffè – come il caffè buono in tutti i sensi: buono con la terra, perché coltivato in maniera sostenibile e responsabile, e buono con l’uomo, perché chi lavora nelle piantagioni viene equamente retribuito. Goppion infatti è stata la prima azienda in Italia a tostare caffè da commercio equo e solidale importato dal Sud del Mondo per conto di Altro Mercato. Era il 1987 e dieci anni più tardi, nel 1997, da questa esperienza avrebbe visto la luce Nativo. Da molto tempo la nostra azienda ha adottato politiche rispettose dell’ambiente ed è per questo che abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di essere partner di TEDxJesolo. La nostra terra non è altro che un meraviglioso spazio condiviso ed è responsabilità di tutti averne cura».

TEDxJesolo, già tutto esaurito, si prefigge lo scopo di contaminare il litorale veneto con idee che meritano di essere condivise. L’obiettivo è di ospitare pensatori e innovatori, esperti e professionisti che sappiano ispirare con la loro visione. Numerosi gli speaker ospiti della manifestazione, tra cui figurano anche l’imprenditore nel campo della moda Brunello Cucinelli e la campionessa olimpica di short track Arianna Fontana.

MILANO CAPITALE DELLA PIZZA: IL 12 MAGGIO AL TEATRO SAN BABILA 50 TOP PIZZA SVELA LE MIGLIORI PIZZERIE EUROPEE PER IL 2022

Dopo due anni di attività svolte in streaming, si svolgerà per la prima volta in presenza il prossimo 12 maggio al teatro San Babila di Milano (Corso Venezia 2/a) la premiazione delle migliori pizzerie europee.

La classifica 50 Top Europe fa parte del network 50 Top Pizza, ideato e curato da Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, che seleziona in Italia e nel mondo le migliori pizzerie.

Per una notte Milano si trasformerà nella Capitale europea della pizza, con la presenza di pizzaioli di 50 nazioni del Vecchio Continente, che verranno a scoprire dal vivo la classifica finale del 2022 dalla posizione 50 fino al podio.

Saranno presenti i rappresentanti di Francia, Spagna, Inghilterra, Danimarca, Austria, Germania, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi, Portogallo, Irlanda, Finlandia, Polonia, Slovenia, Ungheria, Serbia, Repubblica di Macedonia del Nord, Croazia, Lettonia, Romania, Estonia della classifica di 50 Top Pizza.

«Non possiamo nascondere l’emozione e l’entusiasmo per questo evento – affermano i curatori di 50 Top Pizza – Dopo due anni di stop a causa della pandemia, si torna finalmente a poter condividere un momento di gioia insieme a tanti professionisti dell’arte bianca, che lasceranno per una sera i loro forni e giungeranno a Milano, per scoprire insieme questa importante classifica. È un momento di grande valore per noi di 50 Top Pizza e per tutto il settore, anche se la guerra ci ha portato a fare delle rinunce importanti. A seguito dell’aggressione della Russia all’Ucraina, è stato impossibile visitare e inserire la pizzeria Positano a Kiev e le tre russe presenti la scorsa edizione in classifica: Pizzeria 22 cm, Bottega Siciliana, R 14. Siamo molto dispiaciuti per questo, perché la comunità della pizza è molto coesa. Parliamo tutti la stessa lingua, senza barriere. Siamo vicini ai nostri amici pizzaioli che in questo momento stanno vivendo un momento drammatico».

ECCO IL TIRAMISÙ STAMPATO IN 3D: «UN’OPPORTUNITÀ IN PIÙ IN CUCINA». 

“Foodini”, il macchinario in grado di stampare il cibo tridimensionalmente è stato presentato oggi presso la Scuola Lepido Rocco di Lancenigo di Villorba (Treviso). L’invenzione è della spagnola Natural Machines, azienda di Barcellona, che ha scelto la Tiramisù World Cup (Twc) per testare e migliorare il proprio Tiramisù in 3D.

«Questi Tiramisù “stampati” sono più buoni dell’80 per cento di quelli che ho avuto occasione di mangiare nelle varie parti del mondo». Scherza (ma non troppo) Francesco Redi di Twissen, ideatore della Tiramisù World Cup, all’assaggio dei primi dolci realizzati questa mattina dall’invenzione della Natural Machines, l’azienda che ha scelto la Twc per presentare in Italia il proprio macchinario per la stampa del cibo in 3D. 

Fornito di tutti gli ingredienti necessari, infatti, “Foodini” è in grado di riprodurre un Tiramisù per il quale riceve la ricetta, ottenendo un dolce completamente commestibile che può essere ricreato in varie forme e dimensioni.

«“Foodini” è il frutto di un lungo lavoro e siamo grati alla Twc che collabora con noi per migliorare il nostro prodotto. Non si tratta di un macchinario che intende sostituire l’uomo in cucina – ha precisato Joan Caselles di Natural Machines – . “Foodini” è un attrezzo complementare e aperto a moltissimi utilizzi. Primo fra tutti – proprio per le caratteristiche e le tecniche di lavorazione di ingredienti freschi – quello in ambito ospedaliero per chi, per esempio, è affetto da disfagia».

Gli sviluppi possibili del macchinario, dagli utilizzi in cucina alle ricette, verranno ora studiati dai ragazzi della Scuola Lepido Rocco di Lancenigo, che custodirà il macchinario, perché «sono loro ad avere uno sguardo verso il futuro, con la curiosità di voler sperimentare quelli che saranno i nuovi scenari nell’ambito della pasticceria, della panificazione e molto altro», ha spiegato Alessandro Visentin, direttore generale della Fondazione Lepido Rocco. «I nostri studenti sono entusiasti di questa occasione che offre loro l’occasione di imparare e cimentare se stessi. Un sentito grazie alla Twc, con cui collaboriamo già da anni nella realizzazione dell’evento autunnale, e alla Natural Machines per avere scelto la nostra scuola», ha aggiunto Margherita Bergo, direttrice della sede di Lancenigo della Lepido Rocco.

«Questo macchinario, finalizzato alla lavorazione del cibo, viene fornito degli ingredienti per realizzare i piatti via file e questo apre a tantissime opportunità di internazionalizzazione anche per le micro-imprese di settore – ha concluso Redi – . Immaginate come un pasticcere di Treviso possa inviare dall’altra parte del globo una  propria ricetta così da veder replicata una sua creazione. In questo modo, ci saranno nuove opportunità di business legate al prodotto e al “marchio di fabbrica”».

A MARIANA EPURE IL PREMIO “ADAMO DIGIUNO”

La quinta edizione del Premio “Adamo Digiuno” si tinge di rosa. Il premio va a Mariana Epure, chef che negli ultimi due anni è stata protagonista di una crescita evidente. Il riconoscimento, che ogni anno viene assegnato a un giovane cuoco veneto emergente (su indicazione di un gruppo giornalisti della stampa enogastronomica), sarà consegnato giovedì 5 maggio 2022 al ristorante “Perché” di Roncade (Treviso).Locale che ha contribuito all’ideazione del premio e lo patrocina fin dalla sua istituzione.

Mariana Epure, 35 anni, è attualmente executive chef del ristorante “La Posata Bianca” di Abano Terme (Padova). Nata a Bucarest, la giovane cuoca vive a Pianiga (Venezia): è in Italia dal 2004 dopo studi di veterinaria nel suo paese. Ha iniziato a lavorare come lavapiatti, ma la sua grande passione per la cucina italiana l’ha portata a bruciare le tappe, nella formazione e nella professione. Nel suo curriculum spicca anche un’esperienza con Lionello Cera. Dopo il titolo di Lady Chef italiana attribuitole dalla Federazione Italiana Cuochi nel 2021, la giovane professionista ha avuto la soddisfazione di essere selezionata per Casa Sanremo, dove venivano preparati pranzi e cene per il Festival della canzone.

Il 5 maggio al “Perché” sarà assegnato anche il premio speciale per la comunicazione “La Voce di Adamo”: andrà a un ‘veterano’ dell’informazione enogastronomica, Luigi Costa. Vicentino, coordinatore veneto della guida “Ristoranti d’Italia” de L’Espresso, Costa è curatore anche della guida “Venezie a tavola” e collabora con varie testate giornalistiche. Il suo è quasi un ‘premio alla carriera’, per quanto la sua lunga esperienza sia tutt’altro che conclusa. Costa si è imposto per etica e rigore, elementi forti della sua professionalità. Un’esperienza preziosa da indicare come esempio ai giovani.

Condurranno la serata i giornalisti Renato Malaman e Antonio Di Lorenzo, che sono fra gli ideatori del premio. Anna Maria Pellegrino, cuoca e studiosa della cucina, volto noto della trasmissione “Geo”, cercherà di interpretare l’attuale momento di difficoltà e di cambiamento della ristorazione, che esce da due anni di pandemia.

Mariana Epure con il collega Luca Boldrin del “Perché” preparerà una cena a quattro mani per i presenti alla serata. I premi sono originali opere firmate dall’artista leccese Valentina D’Andrea. Info: 0422 849015.

AMAN VENICE PRESENTA IL NUOVO EXECUTIVE CHEF MATTEO PANFILIO

All’Aman Venice di Venezia arriva Matteo Panfilio con il ruolo di Executive Chef. Originario di Tortona (Alessandria). classe 1987, Panfilio si avvicina alla cucina in tenera età, osservando e aiutando la nonna a preparare i piatti tipici della tradizione italiana, dalla pasta ripiena agli spaghetti fatti a mano. Dopo alcune esperienze giovanili in Liguria, Panfilio diventa Sous Chef del Bellevue, il ristorante una stella Michelin all’interno del 5 stelle Hotel Metropole, a Taormina (Catania): qui ha modo di affinare la sua conoscenza delle materie prime – con particolare attenzione ai prodotti ittici – e le diverse tecniche di preparazione, selezionando ogni giorno i migliori prodotti direttamente dalle barche dei pescatori. Cresciuto in campagna, in una famiglia contadina, Panfilio ha inoltre sviluppato una profonda passione per le verdure umili, di cui si approvvigiona esclusivamente dai migliori produttori locali e che valorizza nei piatti con un approccio creativo e sperimentale, tratto distintivo della sua cucina. Dopo diversi anni in Italia, la carriera di Matteo lo porta a Londra, dove lavora sotto la direzione di acclamati chef stellati come Gordon Ramsey, Tristan Mason e Alberico Penati. Per tre anni collabora poi con gli Executive Chef del celebre Ristorante Da Vittorio per la creazione dei menu dei ristoranti stellati Da Vittorio Saint Moritz e Da Vittorio a Bergamo. Forte di una vasta esperienza maturata nelle cucine di tutta Europa, Matteo rientra in Italia e si trasferisce a Venezia, dove lavora nelle cucine del Gritti Palace Hotel, prima di entrare a far parte del team di Aman Venice nell’ottobre 2021 come Sous Chef. Nel suo nuovo ruolo di Executive Chef, Matteo proporrà un approccio consapevole e sostenibile, per un menu di impronta quasi esclusivamente locale e stagionale, portando la famosa filosofia “Cook the Mountain” dello chef 3 stelle Michelin Norbert Niederkofler – Executive Chef del St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina e Consultant Chef di Aman Venice dal 2019 – dalle Dolomiti alla Serenissima. Protagonisti saranno dunque prodotti inusuali ma caratteristici della regione – carciofi alla salicornia, selvaggina delle isole, asparagi e radicchio dell’entroterra – proposti in una chiave creativa e contemporanea, per un vero viaggio sensoriale alla scoperta della laguna.

PARTITO IL BIKE&WINE PRESS “LE FAMIGLIE STORICHE”: TOUR IN BICICLETTA TRA LE VIGNE E LE CANTINE DELL’ASSOCIAZIONE

Con l’arrivo della bella stagione riprendono a pieno ritmo le attività en plein-air in vigna, destinate non solo agli esperti ma anche a un pubblico di appassionati wine lover.

Quest’anno l’associazione Le Famiglie Storiche – dopo lunghi mesi in cui il turismo è stato forzatamente relegato a settore di secondo piano – ha pensato a una attività diversa per rilanciarlo, scegliendo una modalità e un mezzo molto amato per far conoscere la sua Valpolicella, le vigne da cui nascono i suoi migliori Amarone e le attività di enoturismo che la costellano: la bicicletta. Per questa attività Le Famiglie Storiche hanno scelto un compagno di viaggio d’elezione: Bike & Wine Press, format nato dalla mente vulcanica di due giornalisti-ciclisti, Andrea Guolo e Giambattista Marchetto, che hanno voluto rilanciare un comparto strategico come l’enoturismo, settore da 2,5 miliardi stimati di giro d’affari, “mettendo in sella” i giornalisti per attraversare l’Italia del vino e visitare le cantine presenti sui territori interessati, eliminando auto, pulmini, gas di scarico e file per i parcheggi, e vivendo con le e-bike l’esperienza del turismo del vino in totale armonia con la natura. In questo modo, anche i professionisti dell’informazione si possono mettere alla prova e sposare la causa del cambiamento sostenibile dei viaggi e della raccolta di informazioni necessarie per svolgere il proprio lavoro, diventando esempi e testimonial attivi di questa esperienza.

Il “Bike & Wine Press Le Famiglie Storiche” partito, dunque, il 19 aprile da L’Antica Bottega del Vino di Verona, locale storico di fama internazionale e proprietà dal 2010 delle Famiglie che ne hanno fatto luogo d’incontro privilegiato per la degustazione dei propri Amarone. Dal centro città i due giornalisti – ciclisti affrontano su e-bike un percorso di quattro giornate che li porterà a toccare cantine e vigne delle tredici famiglie appartenenti all’associazione, attraversando le tre zone vocate della Valpolicella (Classica, Valpantena e Orientale), lungo strade secondarie e paesaggi collinari fatti di marogne (i muretti a secco caratteristici del paesaggio vitivinicolo della zona), viti a pergola e guyot. A pedalare insieme a Guolo e Marchetto, che cantina dopo cantina degusteranno gli Amarone e vivranno documentando le wine experience studiate da ciascuna azienda per gli enoturisti che vengono in visita, alcuni membri delle Famiglie, che abitualmente nel tempo libero amano andare in bicicletta nella loro terra. Tra le soste previste (talune con pernotto) la corte cinquecentesca del relais dentro al parco naturale di Musella, la locanda e il glamping Brigaldara che sta nascendo in località Case Vecie, la spa presso l’Hotel Villa Quaranta, le possessioni dei conti Serego Aligheri, discendenti diretti di Dante, parte del mondo Masi, lo storico giardino all’italiana di Pojega proprietà Guerrieri Rizzardi, e ancora la raffinata Villa della Torre Allegrini, prezioso gioiello del Rinascimento Italiano. Pic-nic e light lunch in vigna, degustazioni in cantina accompagnate da taglieri di salumi e formaggi, visite di musei aziendali completeranno il tour trovando spunti di divertimento per ogni livello di conoscenza. “L’idea di organizzare un Bike & Wine Press nella Valpolicella de Le Famiglie Storiche ci è sembrata fin da subito molto affine allo spirito dell’enoturismo che facciamo vivere a chi viene a trovarci in vigna e in cantina – spiega Alberto Zenato, presidente de le Famiglie Storiche e lui per primo appassionato ciclista- perché invita a fare una lettura diversa del nostro territorio. Le tredici famiglie insieme rappresentano una diversità di sfumature della Valpolicella che danno una grande varietà d’interpretazione dello stesso vino Amarone: tappa dopo tappa si completa una rappresentazione che nel mondo non ha davvero eguali”.

GIN… E FORMAGGIO ASIAGO DOP: ACCOSTAMENTI FUORI DAL COMUNE

In tempi di pairing coraggiosi, nessuna sorpresa se il gin trova una propria collocazione accanto al formaggio Asiago Dop, portabandiera della nostra cultura gastronomica. A Cittadella (Padova), nel corso della decima edizione di “Formaggio in Villa”, la manifestazione dedicata ai migliori prodotti caseari italiani, una selezione di pregiate ed esclusive stagionature di Asiago Dop ha incontrato il gin Upperhand – il distillato toscano dall’anima irlandese prodotto nel Regno Unito da Claudia Gamberucci, erede della casata dei Lafferty’s – in una serie di cocktail fuori dagli schemi realizzati per l’occasione dal bartender Livio Carrubba.

In particolare, se Upperhand è stato servito sotto forma di un twist sul più classico gin tonic (con una tonica al cetriolo) per esaltare il confronto con un Asiago Dop Fresco con caglio vegetale di 20 giorni di stagionatura, realizzato con cardo o carciofo selvatico e dedicato a chi ha scelto uno stile di vita vegetariano, Asiago Dop Fresco Riserva, stagionato oltre 40 giorni per evidenziare l’evoluzione sensoriale del profumo di latte è stato al centro dell’abbinamento con un intrigante Sir Martinotti (Lafferty Gin, Mastica, Maraschino e Prosecco Docg Brut).

In un crescendo di sensazioni organolettiche, Asiago Dop Mezzano stagionato 6 mesi si è confrontato con l’Apricot cooler, un drink con Och Aye The Coo Whisky, marmellata d’albicocca, angostura all’arancia ed essenza di zenzero, mentre – proseguendo sull’esperienza di formaggi sempre più stagionati – nel cocktail The Irish Anhoneymous il gin Upperhand unito a succo d’ananas, miele di castagno e vermouth è stato abbinato all’Asiago Dop Vecchio (dai 10 ai 15 mesi), un campione di gusto e sapidità. Infine, a coronamento del pairing, l’Honey Milk il gin Lafferty con sciroppo di miele, moscatel e latte ha fatto da contraltare ad un maestoso Asiago Dop Stravecchio dell’estate 2018 Presidio Slow Food in un’esplosione di profumi e sapori.

«Quest’incontro tra una selezione di pregiate stagionature di Asiago Dop e distillati – dichiara il direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Flavio Innocenzi – testimonia l’anima più vera di Asiago Dop, quel Sì che esprime all’interno del suo nome e risponde al comune desiderio di stare insieme, di condividere il valore della ritrovata convivialità, delle passioni che ci uniscono e ci fanno stare bene”. Un legame, quello tra i distillati Lafferty’s e il formaggio Asiago Dop, che trova il proprio trait d’union nella storia personale dei titolari dell’azienda: moglie della produttrice Claudia Gamberucci è infatti il veneto Alberto Borin, un passato di campione di judo e un presente nel mondo degli spirits di qualità. “Per noi due – spiegano – unire i distillati a cui siamo legati con il più conosciuto formaggio del territorio veneto era una sfida tutt’altro che scontata, e siamo stati felici di scoprire che i punti di contatto sono stati numerosi e interessanti».

PASTICCERIA SCARPATO PRESENTA LA COLOMBA GOURMET

Per festeggiare la Pasqua 2022, Pasticceria Scarpato di Villa Bartolomea (Verona) dedica ai veri intenditori di prodotti d’alta pasticceria la Colomba Gourmet limited edition, un vero trionfo di aromi e sapori, frutto di un’altissima selezione degli ingredienti e una rigorosa lavorazione del suo lievito madre centenario, accudito e rinfrescato ogni giorno.

La nuova Colomba Gourmet della Pasticceria Scarpato sposa la ricetta dell’antica tradizione a una selezione d’ingredienti d’eccellenza dalla qualità senza compromessi. L’impasto, così unico, soffice e delicato, risultato di oltre 72 ore di lavorazione e quattro lievitazioni, incontra i succosi e profumati cubetti di scorzone di Sicilia, lavorati con una lenta canditura che conserva intatti gli aromatici oli essenziali e si unisce al migliore miele grezzo italiano, alla pregiata Vaniglia Bourbon e allo zucchero italiano daagricoltura sostenibile. Un dolce straordinario, dal sapore unico, distintivo e dall’aspetto intrigante, con la sua ricca e croccante glassatura fatta a mano con albume e amaretto arricchita da granella di zucchero e generose manciate dell’ineguagliabile qualità delle più pregiate mandorle d’Avola.

Tributo all’arte antica della pasticceria, la Colomba Gourmet limited edition, vera emozione da gustare, è racchiusa in un inconfondibile bauletto-scrigno dal color rosa antico con fregi stilizzati di foglie d’ulivo stampate in oro a caldo impreziosito da manici di nastro in raso di cotone. Un elegante shopper coordinato completa il raffinato dono per una Pasqua che coniuga bellezza e bontà.

La Pasqua 2022 della Pasticceria Scarpato invita ad un voluttuoso viaggio multisensoriale anche tra le altre proposte dedicate agli appassionati dei grandi lievitati. Sorprendenti esperienze di gusto con le speciali limited edition della collezione Spirits: la Colomba Caipiroska Vodka&Fragole, unione di una delicata crema alla vodka fatta in casa e golosi pezzetti di fragole fresche, la Colomba Gin Lemon, soffice impasto arricchito con crema artigianale profumata al Gin e scaglie di limoni di Sicilia canditi e la Colomba Rum&Cioccolato, con ghiotte gocce di cioccolato fondente e un’aromatica crema al Rum. Insuperabile la morbidezza della collezione Excellence, con l’intrigante Colomba al Cioccolato São Tomé, profumato impasto farcito con crema al cioccolato fondente monorigine dell’isola del cacao, la Colomba Dolcesale con caramello salato e gocce di cioccolato, esaltante gioco di contrasti e la Colomba al Pistacchio di Sicilia, vero tributo agli amanti dell’oro verde.

Tutti i prodotti della collezione Pasqua 2022 della Pasticceria Scarpato sono in vendita esclusivamente presso selezionati negozi specializzati.

VINITALY: COLDIRETTI, MAI COSÌ TANTO VINO ITALIANO ALL’ESTERO

È record storico per le esportazioni di vino italiano che registrano un balzo del 12 per cento in valore nel 2021, sotto la spinta delle riaperture della ristorazione a livello internazionale, ma è con la metà dei consumi all’estero è allarme per la carenza di bottiglie e il caos nei commercio provocati dalla guerra. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat in occasione del Vinitaly di Verona con l’esposizione di tutti i colori del vino portati dalle diverse regioni nell’esclusivo salone “Tutti i colori del vino” creato a Casa Coldiretti di fronte all’ingresso della struttura fieristica (Ingresso Cangrande), per scoprire la grande biodiversità e qualità dalle quali nascono le più prestigiose bottiglie del vino Made in Italy.

Lo scorso anno le esportazioni di vino italiano hanno raggiunto – sottolinea Coldiretti – il valore massimo di sempre con 7,1 miliardi, anche se questo record viene ora messo a rischio dagli effetti della guerra in Ucraina, tra sanzioni, blocchi, tensioni commerciali e aumento dei costi di produzione ma anche l’emergenza bottiglie con aumenti dei prezzi ma anche ordinativi a rischio con le consegne fortemente rallentate che potrebbero avere un impatto pesante sulle vendite all’estero che rappresentano la metà del totale. 

La guerra in Ucraina, infatti. mette a rischio quasi 150 milioni di euro di export di vino Made in Italy in Russia, che quest’anno avevano raggiunto il record storico con una crescita del 18 per cento rispetto al 2020, secondo l’analisi Coldiretti dati Istat. L’Italia è il primo Paese fornitore di vino in Russia, con una quota di mercato di circa il 30 per cento, davanti a Francia e Spagna. Oltre al Prosecco che nell’ultimo anno ha fatto registrare un boom del più 55 per cento, i vini più gettonati a Mosca sono l’Asti e i Dop toscani, siciliani, piemontesi e veneti. Le sanzioni europee e hanno preso di mira le vendite di prodotti vinicoli sopra il valore di 300 euro ad articolo andando a colpire una selezione ristretta di vini italiani, come ad esempio alcune bottiglie di Sassicaia, Barolo, Amarone, Brunello di Montalcino che possono in alcuni casi superare il limite ma a preoccupare sono la svalutazione del rublo e soprattutto – sottolinea la Coldiretti –con difficoltà nei pagamenti persino per gli ordini già effettuati. Alcune spedizioni sono state interrotte, mentre un certo numero di operatori ha ridotto il periodo di differimento dei pagamenti o l’ha annullato del tutto, e nei ristoranti russi è già allarme per le scorte di bottiglie Made in Italy, divenute sempre più popolari.  Difficoltà che non frenano la corsa delle bottiglie tricolori negli altri mercati – rileva Coldiretti –con gli Stati Uniti che hanno fatto registrare nel 2021 un aumento del 18 per cento delle esportazioni confermandosi come il primo mercato di riferimento. Aumentate addirittura del 29 per cento le vendite in Cina ma a trainare le bottiglie italiane oltre confine nel 2021 sono stati anche i consumatori europei. In Francia, nel regno dello Champagne, le etichette Made in Italy hanno fatto registrare un più 18 per cento, mentre la Germania è cresciuta del più 6 per cento, restando il Paese che acquista più vino tricolore nel Vecchio Continente. Subito dietro la Gran Bretagna dove le vendite di bottiglie Made in Italy si sono mostrate più forti anche delle difficoltà causate dalla Brexit, con un aumento delle esportazioni del 5 per cento, grazie soprattutto ai risultati del Prosecco.

Sul record del vino italiano pesa, infatti, l’irresistibile ascesa delle bollicine Made in Italy che nel 2021 sfondano quota 1,8 miliardi, con una crescita del 24 per cento, secondo l’analisi Coldiretti. I migliori risultati sui principali mercati sono soprattutto quelli negli Stati Uniti, con un aumento delle vendite in valore del 33 per cento, e quello francese, in aumento del 23 per cento.

«L’Italia può ripartire dai punti di forza con l’agroalimentare, come il vino, che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può svolgere un ruolo di traino per l’intera economia» ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che «per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia Made in Italy serve anche agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo. Una mancanza che ogni anno rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export al quale si aggiunge il maggior costo della “bolletta logistica” legata ai trasporti e alla movimentazione delle merci. Il Recovery Plan rappresenta dunque una occasione unica da non perdere per superare i ritardi accumulati e aumentare la competitività delle imprese sui mercati interno ed estero».

CRESCE IL CHIARETTO DEL BARDOLINO E PROPONE CORVINA MANIFESTO

Il Chiaretto di Bardolino ha chiuso il primo bimestre del 2022 con una crescita su base annua del 26,7 per cento e si prepara a riproporre il grande evento del vino rosa veronese: domenica 1 maggio l’Istituto Tusini di Bardolino, specializzato nella formazione di giovani operatori di cantina e vigneto, ospiterà la tredicesima edizione di Corvina Manifesto – L’Anteprima del Chiaretto di Bardolino, organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino. In degustazione ci saranno le nuove annate in commercio del vino rosa da uve Corvina che nasce sulla sponda orientale del lago di Garda. In larghissima parte, si tratterà di etichette della vendemmia 2021, la prima nella storia per la quale è obbligatoria la nuova menzione “Chiaretto di Bardolino”, entrata in vigore con il disciplinare approvato lo scorso anno, al posto della vecchia denominazione “Bardolino Chiaretto”. In aggiunta, saranno a disposizione alcune “selezioni” affinate uno o due anni in cantina, anch’esse di nuovo ingresso sul mercato.

Quest’anno, inoltre, nella sezione dedicata alla stampa, l’Anteprima sarà internazionale: per la prima volta, l’iniziativa vedrà tra i protagonisti i grandi vini rosé francesi, con la presenza dei produttori di Rosés de Terroirs, associazione recentemente nata in Francia, cui sono state invitate a far parte, uniche realtà non transalpine, anche due aziende del Chiaretto di Bardolino. Oltre alle masterclass sui vini di Rosés de Terroir, in programma una degustazione dedicata alla Aoc Tavel, denominazione della Valle del Rodano che nel 1936, prima al mondo, ha previsto esclusivamente vini rosé nel proprio disciplinare. Per il pubblico, saranno a disposizione i rosé della Côtes du Rhône del Domaine de l’Odylée, con la presenza della vignaiola indipendente Odile Couvert.

“Dopo due anni di stop forzato – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino – siamo davvero felici di poter presentare al pubblico la nostra nuova annata, nonché di ospitare il Consorzio del Tavel e i produttori di Rosés de Terroirs in una nuova sede, il centro di formazione professionale salesiano del Tusini, sulla Rocca di Bardolino, nel cuore dei nostri vigneti. Intanto, registriamo con grande soddisfazione la crescita a doppia cifra del Chiaretto di Bardolino: il nuovo nome, entrato ufficialmente in vigore dalla vendemmia 2021, sembra portare decisamente bene, visto che in due mesi abbiamo già collocato 1,4 milioni di bottiglie, con un incremento a doppia cifra”.

Oltre che una immancabile occasione di approfondimento sui vini rosa, con più di trenta produttori in presenza e di cento vini in degustazione, Corvina Manifesto – L’Anteprima del Chiaretto di Bardolino sarà anche un momento di svago per le famiglie, che avranno a disposizione un’area giochi gonfiabili per il divertimento dei più piccoli, gestita dai volontari che collaborano con la scuola salesiana, e un’area food, con proposte di cucina e la presenza del Consorzio di tutela del formaggio Monte Veronese Dop. La nuova sede collinare, infatti, si presta perfettamente all’accoglienza, incastonata com’è tra i filari, con un ampio loggiato e il piazzale che si affaccia dall’alto sullo splendido panorama del lago.

Il costo del kit di degustazione è di 10 euro per l’intero e di 8 euro per il ridotto, riservato ai soci Ais, Onav, Slow Food, Fisar e Fis. Ingresso libero per gli accompagnatori.

VERONA, VINITALY 2022, L’EDIZIONE PIÙ ATTESA DI SEMPRE

Un quartiere espositivo al completo, crocevia internazionale delle tendenze e del business per 4.400 aziende da 19 nazioni. Torna in presenza, dopo due anni di stop forzato, l’edizione più attesa di Vinitaly, a Veronafiere di Verona dal 10 al 13 aprile. E lo fa, per la rassegna numero 54 presentata oggi a Roma, incrementando ulteriormente il proprio posizionamento sui principali mercati della domanda di vino italiano, a partire da quelli più maturi fino agli emergenti. Infatti, i top compratori da 50 Paesi già accreditati a Vinitaly sfiorano quota 700, con in testa la delegazione dal Nord America. Una mappa, quella prevista dell’ingente piano di incoming realizzato dalla Spa veronese e da Ice Agenzia, che copre le aree più strategiche dall’Atlantico al Pacifico fino all’Europa e, da quest’anno, anche all’Africa; una campagna che nel corso dei mesi ha dovuto tener conto sia dell’evoluzione sanitaria che dell’inaspettato scenario geopolitico.

Tra le start-up novità nei 17 padiglioni, fissi e temporanei, specificamente dedicati alla 54esima edizione di Vinitaly, oltre all’area del ‘quarto colore del vino’ sugli Orange wine, quelle di “MicroMegaWines – Micro Size, Mega Quality”, la nuova sezione riservata alle produzioni di nicchia a tiratura limitata e di altissima qualità, di Organic Hall che implementa l’offerta di Vinitaly Bio e della Mixology, che dopo il numero zero di ottobre 2021, debutta ufficialmente con un proprio format.

Per quanto riguarda gli eventi, sono circa 30 i convegni in programma a Verona e 76 le super degustazioni che portano la firma anche di Vinitaly. In apertura di calendario (10 aprile), “Iconic Women in Italian Wine”, il tasting più inclusivo dell’anno guidato da una inedita coppia di giornaliste e critiche della stampa internazionale: Monica Larner e Alison Napjus, rispettivamente di Wine Advocate e Wine Spectator, per la prima volta insieme per raccontare la storia di 6 cantine italiane al femminile, oltre al walk around tasting dei Tre Bicchieri 2022 del Gambero Rosso. “Rossi autoctoni italiani, la forza della leggerezza. Un’opportunità contemporanea per un rinnovato successo sui mercati internazionali” è, invece, il tema scelto dal primo Master of Wine italiano, Gabriele Gorelli (11 aprile) che condurrà in tandem con la spagnola Almudena Alberca, MW. Il cambio generazionale è invece il focus del grand tasting “Di padre in figlio: il futuro del vino italiano”, la degustazione di Riccardo Cotarella e Luciano Ferraro che porta nei calici la storia di alcune tra le aziende più rappresentative del Belpaese in cui è in corso il passaggio del testimone e di “Young to Young”, le tre sessioni di degustazione organizzate da Paolo Massobrio e Marco Gatti. Confermato anche Vinitaly Tasting – The DoctorWine Selection (Daniele Cernilli – 10,11 e 12 aprile). Il giro del mondo nei calici prosegue con Tasting Ex… Press, gli appuntamenti con la stampa estera in collaborazione con Vinitaly. Tra questi la degustazione delle varietà di Champagne a cura della rivista francese Gilbert&Gaillaird mentre le grandi annate delle bollicine d’oltralpe sono interpretate da Sarah Heller, la più giovane Master of Wine asiatica, nel tasting di International Wine & Spirits Competition (programma e informazioni sulle degustazioni su www.vinitaly.com).

A Vinitaly spazio anche agli espositori esteri nell’International Wine Hall, il padiglione riservato alle produzioni internazionali. Presenti quest’anno Francia, Brasile, Slovenia, Argentina, Spagna, Serbia, Macedonia, Libano e Sud Africa. A queste si aggiungono le degustazioni nei 4.400 stand delle imprese che, ad oggi, hanno iscritto complessivamente oltre 17 mila etichette su VinitalyPlus, la piattaforma business di Veronafiere aperta tutto l’anno.

Di scena il 9 aprile anche OperaWine, l’evento di Vinitaly alle Gallerie Mercatali organizzato con Wine Spectator. Sono 130 i top produttori italiani in rappresentanza da tutte le regioni, selezionati dalla rivista americana per l’11esima tradizionale preview che annuncia il Salone internazionale dei vini e distillati. In contemporanea a Vinitaly (inaugurazione domenica 10 aprile alle ore 10.30, con focus dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly “Il vino italiano è pronto per le sfide del mercato americano?”) anche Sol&Agrifood, Enolitech e Vinitaly Design, mentre i wine lover sono attesi al fuorisalone Vinitaly and the city, in programma dall’8 all’11 aprile con un palinsesto di eventi e degustazioni nelle vie del centro e nei set più esclusivi di Verona.

FORMAGGIO IN VILLA FA DIECI: DALL’1 AL 4 APRILE A CITTADELLA (PADOVA)

La pandemia ha ritardato la decima edizione. Passato (si spera), il peggio del Covid, Formaggio in Villa torna cambiando posto ma il format. Nel 2019 si era in Villa Farsetti a Santa Maria di Sala (Venezia), da venerdì 1 a lunedì 4 aprile l’iniziativa sarà in Piazza Pierobon a Cittadella (Padova). Si tratta dell’evento nazionale dei migliori formaggi italiani e la manifestazione si rivolge a tutti gli amanti di questo prodotto, potranno assaggiarlo liberamente e acquistarlo. Infatti sui banchi ci saranno forme provenienti dall’Italia, dall’estero ma si potrà partecipare anche a degustazioni guidate da esperti con l’abbinamento di vini e birre artigianali. A disposizione, 140 espositori, che presenteranno oltre 200 formaggi di caseifici e affinatori diversi. E per il pubblico ci sarà la possibilità di votare il migliore.

All’interno, ci sarà pure il salone dell’Alta Salumeria, oltre a conoscere le nuove tendenze enogastronomiche.

L’ingresso sarà libero.

L’evento è organizzato da Guru Comunicazione.

Per informazioni segreteria@gurucomunicazione.it

www.formaggioinvilla.it

IL GRUPPO RISTORATORI “INTAVOLANDO” RILANCIA LA CUCINA VENETA TRADIZIONALE

Dopo una lunga pausa, dovuta all’emergenza sanitaria, ritorna sulla scena gastronomica lo storico gruppo di ristoratori di Intavolando nato nel 1996 per dare voce alla cultura, alla storia e alle tradizioni culinarie del territorio tra il Piave e le Prealpi venete orientali nelle colline del Prosecco Superiore. I nove ristoratori, tutti di lungo corso, con notevole esperienza di cucina e di accoglienza, a marzo daranno il via al calendario di eventi promozionali per valorizzare lo spirito della cucina tradizionale veneta e la volontà di fare conoscere uno dei territori più interessanti della provincia di Treviso, tra le colline del Prosecco Superiore, nel 2019 inserite nel patrimonio dell’Umanità Unesco e le terre del fiume Piave. Un territorio da sempre amato per le caratteristiche paesaggistiche, artistiche, vitivinicole e gastronomiche. Il gruppo ristoratori di Intavolando, ora composto da un nucleo di nove locali con l’obiettivo di raggiungere il numero di 10 associati entro il 2022, rinasce e si rinnova con la mission di promuovere e valorizzare la cucina veneta avendo come focus il rispetto della tradizione, la diffusione della cultura dell’ospitalità, l’accrescimento della consapevolezza del forte valore del territorio e del suo sviluppo turistico legato all’enogastronomia, elemento di fortissima attrazione per i viaggiatori del gusto.

Ogni ristoratore è inserito in un particolare contesto territoriale, turistico ed emozionale, in un percorso che da Maser ed Asolo attraversa il Montello fino a Giavera, raccoglie le panoramiche colline del Prosecco Superiore tra Bigolino e Saccol di Valdobbiadene, Farra di Soligo, Col San Martino, i borghi di Arfanta e Rolle e scende fino alla pianura dove scorre il Piave tra i sassosi greti di Ormelle e Cimadolmo, località famosa per gli asparagi bianchi Igp. Ogni località compresa nella geografia di “Intavolando” presenta delle note peculiarità agroalimentari, prodotti tipici stagionali quali funghi, patate, olio d’oliva, radicchio rosso. Paniere di eccellenze a cui si abbinano i vini per cui la Marca Trevigiana è nota, tra cui l’autoctono Raboso del Piave, i famosi tagli bordolesi del Montello, l’Incrocio Manzoni, la Sampagna, la Recantina e naturalmente il Cartizze e il Prosecco Superiore valorizzato dalle due Docg Valdobbiadene-Conegliano e Asolo Montello. Tesori enogastronomici che disegnano un territorio unico ed emozionante, in ogni stagione dell’anno, bello da visitare, buono da mangiare.

Questi i magnifici nove di “Intavolando”:

Ristorante Hotel da Tullio – Arfanta di Tarzo

Ristorante e B&B Da Andreetta – Rolle di Cison di Valmarino

Ristorante Osteria da Jodo – Maser

Ristorante da Ugo – Bigolino di Valdobbiadene

Ristorante La Pergola Da Livio – Saccol di Valdobbiadene

Ristorante Al Traghetto – Ormelle

Ristorante La Cucina di Crema – Giavera del Montello

Ristorante Locanda da Condo – Col San Martino di Farra di Soligo

Ristorante Locanda La Candola – Farra di Soligo

COLOMBA AL CARAMELLO SALATO: UNA RICETTA DI SUCCESSO FIRMATA LOISON

L’ISPIRAZIONE TRA CARAMEL AU BEURRE SALÉ, TOFFEE E DULCE DE LECHE

In Francia la ricetta del caramel au beurre salé è stato un colpo di genio del Maître Chocolatier e Caramélier Henri Le Roux, di Quiberon in Bretagna, quando nel 1977 ebbe l’azzeccatissima idea di aggiungere burro salato di Normandia e panna allo zucchero caramellato; nel mondo anglosassone sono tutti pazzi per il Toffee, il cui nome deriva dalla alterazione di “taffy”, la tipica caramella gommosa per bambini; tra Spagna Portogallo e soprattutto in America del Sud spopola il Dulce de Lece, nato per caso da una pentola piena di latte zuccherato lasciato incautamente sul fornello. Denominatori comuni sono sempre e comunque tre ingredienti: zucchero, burro e panna.

CARAMELLO SALATO: UNA RICETTA MADE IN LOISON

Il caramello salato che farcisce la Colomba Loison è realizzata su ricettazione di Dario Loison di Costabissara (Vicenza), in cui è stata fortemente ricercata la stabilità e l’equilibrio tra dolce e salato, quest’ultimo gusto garantito dal sale marino integrale di Cervia.

È un gusto che perpetua il grande successo invernale del caramello salato iniziato nel 2018 con il Panettone Nerosale, seguito nel 2019 con il Pandoro al Caramello salato. Ogni elemento di questa Colomba di Pasqua concorre ad accentuare la sua piacevolezza: dalla copertura di cioccolato bianco al caramello e Nocciole Piemonte Igp all’impasto arricchito da gocce di cioccolato al latte e crema di caramello al burro salato.

La copertura al cioccolato bianco è realizzata a mano e avviene dopo la cottura al forno.

La colomba al Caramello salato fa parte delle collezioni Genesi (un chilo) e Latta (750 grammi), linea Top, e interpreta il cosiddetto “Made in Loison” utilizzando i migliori ingredienti base: latte e burro di montagna lavorati freschi, uova di allevamenti sicuri, mandorle e zucchero italiani di prima scelta, sale marino integrale di Cervia oltre alla Vaniglia Mananara del Madagascar (presidio Slow Food).

WARSTEINER ITALIA TORNA IN PRESENZA ALLE FIERE DI SETTORE

È arrivato finalmente il momento del ritorno alle fiere di settore, dopo quasi due anni di eventi bloccati e fiere organizzate esclusivamente online. Il mondo del fuori casa potrà tornare ad incontrarsi dal vivo per programmare iniziative, lanciare nuovi prodotti e presentare le innovazioni create per cercare di uscire da un periodo che continua ad essere uno dei più pesanti per il settore del settore alberghi e ristoranti.

Il team di Warsteiner Italia è lieto di poter tornare finalmente in presenza alle fiere, prima Hospitality di Riva del Garda (Trento) dal 21 al 24 marzo seguita da Beer & Food Attraction di Rimini dal 27 al 30 marzo, per testimoniare la propria vicinanza a partner e clienti, presentando le innovazioni che sono state pensate per adattarsi alle nuove esigenze di mercato. Il ruolo delle fiere è centrale e strategico come spiega Luca Giardiello, amministratore delegato e country manager di Warsteiner Italia: «Non abbiamo mai smesso di dimostrare la nostra vicinanza al comparto del fuori casa, proponendo soluzioni alternative e nuovi strumenti anche in piena pandemia. Abbiamo partecipato alle edizioni web delle varie fiere lo scorso anno, ma non nascondo che siamo entusiasti di poter finalmente tornare ad incontrare i nostri partner e clienti. Poter tornare dal vivo alle fiere di settore è un traguardo che abbiamo desiderato da tempo, le possibilità di interazione e business che donano i rapporti di persona sono impagabili. Il nostro atteggiamento come azienda non cambia, anzi continuerà ad essere quello di proporre e stimolare con nuove soluzioni e progetti innovativi la ripartenza dei consumi del fuori casa. Siamo consapevoli del clima di incertezza che ci si prospetta ora davanti, legato a molteplici fattori non ultimo l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia e la conseguente minor capacità di acquisto del consumatore, ma non vogliamo smettere di essere propositivi e resilienti»

Un atteggiamento positivo e stimolante, quello della filiale italiana della storica birreria tedesca, che ha portato alla nascita di due progetti concreti per il sostegno del settore alberghi e ristoranti : Warsteiner Brewers Gold e Warsteiner Lovers.

L’innovazione di prodotto ha portato Warsteiner a lanciare in piena pandemia la prima specialità lager nel mercato italiano: un prodotto strategico che è stato pensato in esclusiva per il settore alberghi e ristoranti.

Brewers Gold è una birra d’avanguardia, non filtrata che prende il nome da una varietà di luppolo autoctono europeo dalle note floreali e speziate. Una birra leggermente ambrata, dalla beva irresistibile che unisce le caratteristiche delle lager a quelle delle speciali. Per quanto riguarda gli strumenti digitali invece, è stata creata Warsteiner Lovers (https://www.warsteinerlovers.it/) una piattaforma ad accesso libero, messa a disposizione di clienti e partner. La forza di questo strumento tecnologico risiede nella sua versatilità e nell’intuitività di utilizzo. Un portale dalla duplice anima: a disposizione dei locali clienti Warsteiner, che la utilizzano per promuovere la propria attività con un vasto bacino d’utenza e allo stesso tempo uno strumento immediato per l’appassionato che può avere una panoramica dell’offerta e trovare in pochi click il locale Warsteiner più vicino.

In fiera a Riva (Padiglione C3, Stand D03) sarà possibile assaggiare Brewers Gold e tutta la gamma di birre Warsteiner, oltre alle specialità birraie del gruppo: l’ampio portfolio comprende i marchi bavaresi di König Ludwig Schlossbrauerei Kaltenberg, la birra Oberbräu, le birre belghe Pater Linus e la birra inglese Thwaites. Sarà inoltre possibile esplorare le possibilità che offre Warsteiner Lovers, l’innovazione digitale messa a disposizione dal marchio tedesco, che ancora una volta rinnova l’impegno e l’attenzione che dedica a supporto dei propri clienti e dell’intero settore alberghi e ristoranti.

50 TOP PIZZA: STA PER TORNARE LA CLASSIFICA CHE PREMIA LE MIGLIORI PIZZERIE IN ITALIA E NEL MONDO

Sta per arrivare quel periodo dell’anno tanto atteso dagli amanti della pizza e dai pizzaioli di tutto il mondo per le cerimonie di premiazione delle classifiche di 50 Top Pizza.

Il lavoro è già iniziato e gli esperti gastronomi sono fuori in visita alle migliori pizzerie dell’Italia e del mondo per recensirle in anonimato.  Il risultato sarà la rinomata classifica 50 Top Pizza. 

Ogni singola pizzeria visitata sarà recensita, classificata e pubblicata in 50 Top Pizza, la più importante guida gratuita online di settore. 

L’edizione 2022 porterà tante novità importanti per la regione Asiatica che continuerà a essere una delle più interessanti per 50 Top Pizza, considerato che ora più di 150 esperti selezionati stanno dando i loro voti per determinare le migliori pizzerie nel continente.

La prima novità riguarda la distinzione geografica dell’area dove 50 Top Pizza opera. Infatti, l’Asia, il Giappone e l’Oceania non saranno più separate, ma saranno considerate come un’unica regione chiamata la nuova area Asiatica – Pacifico.  L’area includerà: il Giappone, la Corea del Sud, la Cina, Hong Kong, le Filippine, il Taiwan, il Singapore, l’Indonesia, il Vietnam, l’Australia, la Nuova Zelanda e la Thailandia.

L’Area Asiatica – Pacifico sta crescendo rapidamente e, per assicurare la miglior riuscita possibile nell’area, 50 Top Pizza ha dato il benvenuto ufficiale a Vittoria Dell’Anna come Capo Panel. Dell’Anna, che vanta una grande esperienza in Asia negli eventi di alta cucina e con i media in tutta la regione, sarà affiancata da 4 coordinatori locali.  Sono statiscelti tra media, influencer e rappresentanti del settore Food&Beverage di Giappone, Thailandia, Hong Kong e Australia.

Questi nuovi ruoli mirano a creare una squadra più strutturata per supervisionare l’intera area in modo più profondo, per diventare più forte a livello locale e per contribuire al successo della classifica.

«50 Top Pizza – dicono i curatori di 50 Top – si impegna a creare una guida minuziosa nonostante le difficoltà della pandemia che stiamo affrontando tutti, facendo uso dei nuovi coordinatori locali per valorizzare tutte le migliori pizzerie, senza lasciare nessun dettaglio indietro. Le classifiche saranno svelate a breve con una serie di eventi in città importanti come Milano, Madrid, New York, Bangkok e Napoli a cui stiamo lavorando con immutato impegno».

DA 50 TOP PIZZA A 50 TOP ITALY: SARÀ UN 2022 DI GRANDE VALORE PER LE CLASSIFICHE DI 50 TOP

Presentata al Dry Milano, la nuova stagione di 50 Top, il gruppo editoriale creato e curato da Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro che è diventato in pochissimo tempo il punto di riferimento della critica enogastronomica italiana e non solo.

Dopo due anni in cui le classifiche hanno avuto vita in streaming a causa della pandemia, in questa stagione si torna con gli eventi in presenza, una grande occasione per ripartire con immutato entusiasmo e importanti novità che celebreranno un 2022 davvero importante per il prosieguo e l’affermazione internazionale del brand 50 Top.

Per la prima volta nella storia di 50 Top che dal 2017 riflette la diversità del panorama della pizza in tutti i suoi stili, ci sarà una classifica ufficiale delle migliori pizzerie al mondo. Saranno infatti attive in ogni angolo del Pianeta, diverse figure che andranno a scovare il meglio del piatto più amato al mondo: la pizza. Cibo che è diventato senza dubbio, il simbolo della cultura gastronomica italiana in tutto il mondo. «Per noi – dicono i curatori del progetto 50 Top – stilare questa classifica era uno dei primi obiettivi da raggiungere dopo una prima affermazione in Italia. È una sfida molto importante a cui siamo particolarmente legati e che sappiamo potrà regalarci grandi soddisfazioni. C’è davvero una grande professionalità in giro nel bacino che sarà esaminato e siamo certi che verrà fuori il meglio, per continuare a essere un punto di riferimento per tutti gli appassionati di cibo».

50 Top Pizza è un network che comunica lo straordinario movimento della pizza nel mondo. Le classifiche che compongono la guida rappresentano annualmente lo Stato dell’Arte in questo settore. Dal 2017 il network riflette la diversità del panorama della pizza in tutti i suoi stili e in ogni angolo dei cinque continenti.

«Siamo molto orgogliosi di perpetuare negli anni questa guida, che è diventata per i pizzaioli e per i consumatori molto importante – affermano i curatori di 50 Top I suoi punti di forza, sono senza dubbio la fruibilità: tutte le guide firmate 50 Top sono completamente gratuite, tradotte in inglese e integrate ad un servizio di geolocalizzazione. Ma anche l’immediatezza: tutte le guide firmate 50 Top sono consultabili online e questo permette al lettore di essere aggiornato in tempo reale sulle informazioni che riguardano i locali presenti, e soprattutto Il metodo di giudizio, al servizio del lettore: I nostri “panel” sono formati da esperti gastronomi, con particolare sensibilità verso il mondo dell’enogastronomia. A loro è chiesto il vincolo di riservatezza e anonimato, sia nel compilare i sondaggi che portano a stilare le classifiche, sia nello step delle visite, le quali avvengono sempre pagando il conto. La 50 Top Pizza si impegna a creare una guida minuziosa nonostante le difficoltà della pandemia che stiamo affrontando tutti, facendo uso dei nuovi coordinatori locali per valorizzare tutte le migliori pizzerie senza lasciare nessun dettaglio indietro. Le classifiche saranno svelate a breve con una serie di eventi in città importanti come Milano, Madrid, New York, Bangkok e Napoli a cui stiamo lavorando con immutato impegno».

Ci sarà anche la classifica delle migliori pizze in viaggio, realizzata in Italia, in cui saranno premiate le migliori pizzerie da taglio e asporto del Bel Paese.

L’edizione 2022 porterà tante novità importanti anche per la regione Asiatica che continuerà ad essere una delle più interessanti per la 50 Top Pizza, considerato che ora più di 150 esperti selezionati stanno dando i loro voti per determinare le migliori pizzerie nel continente. La prima novità riguarda la distinzione geografica dell’area dove la 50 Top Pizza opera. Infatti, l’Asia, il Giappone e l’Oceania non saranno più separate, ma saranno considerate come un’unica regione chiamata la nuova area Asiatica Pacifico. L’area includerà: il Giappone, la Corea del Sud, la Cina, Hong Kong, le Filippine, il Taiwan, il Singapore, l’Indonesia, il Vietnam, l’Australia, la Nuova Zelanda e la Tailandia.

L’Area Asiatica Pacifico sta crescendo rapidamente e per assicurare la miglior riuscita possibile nell’area, la 50 Top Pizza ha dato il benvenuto ufficiale a Vittoria Dell’Anna come Capo Commissione. Dell’Anna che vanta una grande esperienza in Asia negli eventi di alta cucina e con i media in tutta la regione sarà affiancata da 4 coordinatori locali.  Sono stati scelti tra i media, influencer e rappresentanti del settore alimenti e bevande del Giappone, della Tailandia, dell’Hong Kong e dell’Australia.  Questi nuovi ruoli mirano a creare una squadra più strutturata per supervisionare l’intera area in modo più profondo, per diventare più forte a livello locale e per contribuire al successo della classifica.

Di grande valore la classifica 50 Top Italy, un network molto importante e atteso per comunicare lo straordinario movimento della cucina italiana nei ristoranti di tutto il mondo: una mappa del mangiare bene in Italia e nel mondo, ma soprattutto una guida pensata per gli italiani e per i turisti che in milioni frequentano il nostro Paese o, che in generale, cercano e amano la cucina italiana.

I Migliori Ristoranti Italiani, saranno suddivisi per fascia di prezzo, con una sezione dedicata alle tipologie di locali più ricercati dal grande pubblico:

I 50 Migliori Ristoranti Italiani nel Mondo verranno premiati con un evento streaming il prossimo 19 dicembre, a chiusura di un anno che speriamo possa restare nella memoria di tutti come l’anno della ripartenza e della rinascita, nel settore dell’enogastronomia.

FERRAGOSTO: COLDIRETTI, PICNIC PER 6 MILIONI DI ITALIANI

Resiste la tradizione del picnic con circa 6 milioni di italiani che hanno scelto di trascorrere il giorno di Ferragosto all’aria aperta con grigliate sul posto o piatti portati da casa, nelle località risparmiate dal maltempo. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè dalla quale si evidenzia che un italiano su due (50 per cento) ha deciso di non restare comunque a casa per il “capodanno” d’estate per raggiungere parenti/amici, andare in vacanza o per fare una semplice gita in campagna, in montagna o al mare.

Ma è anche il giorno delle grigliate dalle Dolomiti al mare dove centinaia di famiglie hanno passato la Festa dell’Assunta ai fornelli rispettando l’ambiente grazie al tutor dell’agrigrill. Un abc divulgato dagli operatori agricoli che presidiano i fuochi su aree attrezzate consigliando la legna e fornendo carni verdure ovvero gli ingredienti essenziali per il pasto migliore all’aria aperta.

È il caso dell’area ristoro Candaten a Sedico in provincia di Belluno dove si radunano famiglie e vacanzieri per gustare carne e prodotto a chilometro zero come a Codevigo in provincia di Padova a ridosso dell’unico sbocco al mare della provincia. Qui gli agricoltori mettono a disposizione tavoli e panche per stare in sicurezza.

Non ci sono età per questa passione – spiega Chiara Bortolas vice presidente regionale di Donne Impresa Coldiretti – le conoscenze esperte riguardano la scelta della legna adatta alla griglia più aromatizzata e saporita. Il segreto è conoscere le essenze del territorio”.

Sono circa mezzo milione – continua la Coldiretti – i turisti che hanno scelto di trascorrere il Ferragosto 2022 in agriturismo all’insegna della buona tavola e del relax all’aria aperta, garantendosi comunque protezione all’interno delle strutture in caso di maltempo, con un aumento del 10 per cento anche grazie al ritorno degli stranieri, sulla base delle indicazioni di Terranostra e Campagna Amica.

Molti agriturismi – precisa la Coldiretti – si sono attrezzati per la giornata di Ferragosto con l’offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali a chilometri zero di Campagna Amica.

Quest’anno con il propagarsi degli incendi particolare attenzione deve essere rivolta alle grigliate. La prima regola da seguire nel bosco è – afferma la Coldiretti – quella di evitare di accendere fuochi non solo nelle zone boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento. Inoltre – conclude la Coldiretti – non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente.

PREZZI, IN SPIAGGIA TORNANO FRITTATA E PARMIGIANA

Il caro prezzi e le difficoltà economiche legate agli effetti dell’inflazione e della guerra in Ucraina spingono il ritorno del pranzo al sacco in spiaggia che consente alle famiglie di risparmiare qualcosa senza rinunciare alla tintarella. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ che ha tracciato la classifica dei menu più gettonati sotto l’ombrellone da chi sceglie il fai da te per far fronte agli aumenti. La crescita dell’inflazione non risparmia, infatti, i servizi di ristorazione con i menu al ristorante rincarati in media di quasi il 5 per cento a luglio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre per le pizzerie si sale al più 5,4 per cento, i self service al più 5 per cento e i bar al 4,6 per cento, per una media generale del 4,8 per cento, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

In testa alle preferenze per l’ora di pranzo in spiaggia c’è così – sottolinea la Coldiretti – l’insalata di riso o pollo o mare portata da casa e scelta dal 33 per cento dei vacanzieri, seguita dalla semplice macedonia con il 20 per cento e dalla caprese a base di mozzarella e pomodoro che è un must per il 13 per cento. Ma tra i piatti preferiti – continua la Coldiretti – resistono anche le ricette più radicate della tradizione popolare dalla frittata di verdure o pasta (6 per cento) alla parmigiana (5 per cento) fino alle polpette (4 per cento).

Oltre che dal caro prezzi, la scelta degli alimenti da consumare in spiaggia è legata anche dalla svolta salutista di una considerevole percentuale di italiani – precisa la Coldiretti – alla ricerca della forma fisica oltre che la praticità. Il cibo resta comunque un ingrediente importante della vacanza in Italia dove circa 1/3 della spesa turistica – stima la Coldiretti – viene proprio destinata alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche.

Non a caso il cibo rappresenta addirittura per il 17 per cento degli italiani la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 56 per cento costituisce uno dei criteri su cui basare la propria preferenza e solo un 4 per cento dichiara di non prenderlo per niente in esame secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

Una tendenza sostenuta dal fatto che l’Italia – ricorda Coldiretti – può contare sul maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (316), 526 vini Dop/Igp e 5.450 prodotti alimentari tradizionali e con Campagna Amica la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori.

“L’Italia è il solo Paese al mondo che può vantare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare che peraltro ha contribuito a mantenere nel tempo un territorio con paesaggi di una bellezza unica”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “la difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico, ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole nazionali e un motore trainante della vacanza Made in Italy”.

AIS VENETO, AL VIA I CORSI DA SETTEMBRE PER DIVENTARE SOMMELIER

Per l’autunno 2022 Ais Veneto amplia l’offerta formativa in tutte le province della regione con un nuovo calendario dei corsi per diventare Sommelier, dedicato a chi vuole approfondire la conoscenza del mondo del vino. A partire dal 5 settembre si potrà scegliere se seguire le lezioni in aula oppure in streaming, con la formula #SmartAISVeneto già consolidata negli scorsi anni. Nati durante la pandemia come soluzione in risposta al distanziamento sociale, i corsi online continuano ad avere successo soprattutto tra chi ha poco tempo. I dati raccolti da Ais Veneto mostrano come la maggior parte degli iscritti scelga questa modalità grazie alla possibilità di rivedere la registrazione delle lezioni. In questo modo si ottimizzano i tempi senza rinunciare alla qualità della formazione che da sempre contraddistingue Ais: i risultati di chi ha affrontato il percorso a distanza, infatti, sono gli stessi di chi ha scelto di frequentare le lezioni in presenza. Alla flessibilità e all’interattività tipiche della formazione online è unita l’indispensabile attività di training che si sviluppa nelle sessioni di degustazione dal vivo.

Alle lezioni sulla cultura e sulla conoscenza del vino, da ottobre si aggiungeranno anche due corsi per diventare Sommelier della birra, rispettivamente nelle città di Treviso e Verona. Sono oltre mille i posti disponibili per i corsisti che seguiranno le lezioni in presenza, cento per i corsi online, settanta quelli riservati a chi vuole diventare Sommelier della birra.

Per quel che riguarda i corsi rivolti agli appassionati del vino, nel primo livello è possibile studiare elementi di viticoltura, enologia e del servizio che rappresentano le basi della professione del Sommelier, a partire dalla corretta temperatura di servizio dei vini fino all’organizzazione e alla gestione della cantina. Il tutto costantemente accompagnato da prove teoriche e pratiche sulla tecnica di degustazione.

Il secondo livello prende in esame le più importanti zone vitivinicole italiane ed estere e consente di cogliere il legame indissolubile tra vino e territorio. Il perfezionamento continuo della tecnica di degustazione diventa così elemento distintivo per apprezzare ogni singola sfumatura ed esprimere un giudizio professionale e oggettivo.

Nel terzo livello viene affrontata la tecnica della degustazione del cibo e del suo abbinamento al vino attraverso prove di assaggio con le diverse tipologie di alimenti e di preparazioni, concludendo il percorso con una cena didattica in cui mettere alla prova ciò che si è appreso. Scopo dei due percorsi dedicati alla birra, invece, è imparare a degustare la bevanda individuandone le caratteristiche peculiari, conoscere le tecniche di abbinamento ai cibi, formare esperti e figure professionali in un mondo, quello brassicolo, sempre più in espansione.

ASIAGO DOP STELLATO AL GREAT TASTE AWARDS 2022

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago raccoglie due prestigiosi riconoscimenti al Great Taste Awards, l’evento mondiale dedicato alle migliori produzioni food & drink, con l’Asiago Dop Stagionato Stravecchio di 24 mesi e l’Asiago Dop Fresco Riserva.

Nell’ambito dell’azione di valorizzazione delle lunghe stagionature, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha promosso la partecipazione al Great Taste Awards, organizzato dalla Guild of Fine Food, con due campioni di qualità: Asiago Dop Fresco Riserva, maturato per oltre 40 giorni e Asiago Dop Stravecchio di 24 mesi. L’edizione 2022 di una tra le più riconosciute ed ambite competizioni internazionali ha messo in gara 14.205 prodotti – di cui 117 formaggi a latte vaccino – da 110 paesi che sono stati giudicati con una rigorosa selezione alla cieca da un panel di oltre 500 esperti: critici gastronomici, chef, ristoratori, buyer, giornalisti e influencer.

Tra i soli otto prodotti italiani a latte vaccino premiati, Asiago Dop Stravecchio di 24 mesi ha conquistato il Great Taste due stelle, una valutazione che viene raggiunta da meno del 10 per cento dei partecipanti agli Awards, con un giudizio molto lusinghiero: “Questo glorioso formaggio ha un sapore robusto, persistente e complesso che inizia bene e si trasforma per finire sensazionalmente! (..) Dal sapore intenso, decisamente sapido, con note di fieno di prato, noci (..) è un esempio meraviglioso di formaggio estremamente invitante”. Prodotto 100 per cento naturale, senza lisozima, naturalmente privo di lattosio, Asiago Dop Stravecchio nasce secondo un rigido disciplinare di produzione che prevede un’attenta selezione del latte lavorato, dopo la parziale scrematura, seguendo tecniche tradizionali. Un formaggio di alta qualità, che, nella tipologia Stagionato, rappresenta circa il 17 per cento della produzione totale di Asiago Dop e si propone in tre diverse stagionature: Mezzano, Vecchio e Stravecchio.

Risultato positivo anche per Asiago Dop Fresco Riserva, introdotto nell’ultima modifica del disciplinare, nel 2020, premiato con il Great Taste una stella ed apprezzato per il suo sapore di latte delicato e fresco, con una “dolcezza cremosa di grande effetto”. Un prodotto che, per le sue caratteristiche,  si distingue per la sua stagionatura prolungata rispetto all’Asiago Dop Fresco e una produzione limitata, dal gusto unico, che, con la sua maturazione oltre i 40 giorni, arricchisce il sapore di latte con note rotonde e distintive.

«Le competizioni internazionali – afferma Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, – rappresentano l’occasione per testimoniare quale sia, oggi, l’alta qualità raggiunta dalla nostra produzione casearia. La partecipazione al Great Taste Awards conferma la nostra attenzione per i mercati internazionali dove da tempo siamo presenti e, allo stesso, offre un importante stimolo alla crescita del turismo gastronomico nei nostri territori, visto che, molti appassionati del nostro formaggio realizzano veri e propri tour per conoscere da vicino i luoghi di produzione». Proprio la promozione del territorio attraverso  la valorizzazione della denominazione sarà al centro anche della decima edizione di Made in Malga, la rassegna nazionale dei formaggi e delle produzioni di montagna promossa dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago nell’Altopiano di Asiago e dei Sette Comuni dal 2 al 4 e dal 9 all’11 settembre. Un’occasione per conoscere da vicino i produttori del formaggio Asiago Dop Prodotto della Montagna e l’attività di malghesi e caseifici di montagna nel territorio a maggiore presenza di malghe attive d’Europa.

CALDO: COLDIRETTI, AL VIA LA RACCOLTA DELLE MELE IN ITALIA

Con il caldo al via la raccolta delle mele in Italia con una produzione che in controtendenza all’andamento generale è stimata in aumento del 5 per cento rispetto allo scorso anno, per un totale che supera i 2,1 milioni di tonnellate nel 2022 per quello che è il frutto nazionale più consumato nel nostro Paese. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Prognosfruit in occasione dell’inizio della raccolta per le varietà più precoci come la Gala, la prima ad essere staccata. Con le continue ondate di caldo di questa estate rovente e temperature sempre alte anche di notte – evidenzia Coldiretti – i frutti rischiano scottature e in più faticano a prendere il classico colore rosso brillante di alcune varietà, soprattutto sugli alberi molto esposti al sole, facendo perdere una delle caratteristiche di scelta per l’acquisto da parte dei consumatori. La siccità e il caldo hanno poi in parte ridotto le dimensioni delle mele rispetto agli anni passati, ma – sottolinea Coldiretti – la qualità è invece cresciuta, con frutti più dolci e succosi.

L’andamento del raccolto – continua la Coldiretti – varia lungo la Penisola, visti anche i problemi causati da siccità e maltempo in alcune regioni del Nord. In Alto Adige, dove si raccoglie quasi metà delle mele Italiane, la produzione è in calo (meno 3 per cento) a circa 912 mila tonnellate, trend in discesa (meno 1 per cento) anche per il Trentino con 507 mila tonnellate, mentre si registrano incrementi importanti in altre regioni: più 47 per cento in Veneto con 215 mila tonnellate, più 21 per cento in Lombardia con 23 mila tonnellate, più 20 per cento in Piemonte con 225 mila tonnellate e più 12 per cento in Emilia Romagna con 175 mila tonnellate.

L’Italia si classifica così – sottolinea la Coldiretti – al secondo posto tra i paesi produttori dell’Unione Europea dove la produzione è stimata in 12,2 milioni di tonnellate in calo dell’1 per cento rispetto allo scorso anno, con in testa la Polonia con poco meno di 4,5 milioni di tonnellate in crescita del 5 per cento, mentre al terzo posto dietro all’Italia si piazza la Francia con circa 1,5 milioni tonnellate (più 6 per cento).

Il 2022 è un anno molto pesante – spiega Coldiretti – segnato da drammatico aumento dei costi, con punte del più 250 per cento legato alle tensioni internazionali con la guerra in Ucraina. Uno tsunami che si è abbattuto sulle aziende agricole con aumenti delle spese che vanno dal più 110 per cento per il gasolio fino al più 250 per cento dei concimi, ai quali aggiungere imballaggi, etichette e logistica.

L’Italia – precisa la Coldiretti – può vantare un’ampia gamma varietale nell’offerta di mele grazie al rilevante patrimonio di biodiversità lungo tutta la Penisola con ben 6 mele italiane a denominazione di origine riconosciute dall’Unione europea: Mela Val di Non Dop, Mela Alto Adige Igp, Mela del Trentino Igp, Melannurca Campana Igp, Mela Valtellina Igp, Mela Rossa Cuneo Igp. Dal punto di vista delle varietà – sottolinea la Coldiretti – in Italia calano i raccolti della Golden Delicious (meno 5 per cento), delle Fuji (meno 3 per cento), delle Jonagold (meno 18 per cento) e delle Braeburn (meno 15 per cento, crescono invece le Red Delicious (più 7 per cento), le Granny Smith (più 18 per cento) e le Gala (più 2 per cento). In crescita anche le mele bio che rappresentano ormai il 9 per cento del raccolto totale nazionale. Per chi non ha la possibilità di acquistare le mele direttamente dal produttore in azienda o nei mercati di Campagna Amica, attenzione alle etichette che – rileva la Coldiretti – devono obbligatoriamente riportare per legge l’origine (luogo di coltivazione) e la varietà delle mele.

Il successo delle mele in Italia è anche legato alle riconosciute proprietà salutistiche – ricorda Coldiretti – che ne fanno un sinonimo di salute e benessere. Il famoso detto popolare “una mela al giorno leva il medico di torno” ha un fondamento di verità: diversi studi dimostrano che può essere considerata a pieno titolo un farmaco naturale. Ma, oltre che dai detti tradizionali, la popolarità della mela è dimostrata anche dalla sua presenza nella cultura, dal “frutto del peccato” di biblica memoria alla mela che, cadendo, ispirò allo scienziato inglese Isaac Newton la legge della gravità.

Un patrimonio nazionale che va tutelato anche – sottolinea Coldiretti – dalla minaccia dalla cimice asiatica, l’insetto importato dalla Cina ed è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali nel nostro Paese – spiega la Coldiretti – è favorita dalle alte temperature e dalla loro polifagia, potendosi spostare su numerosi vegetali, coltivati e spontanei.

CANTINE DI VERONA 4.0: PRONTO IL NUOVO IMPIANTO DI IMBOTTIGLIAMENTO DI CANTINA DI CUSTOZA

Cantine di Verona continua la sua crescita e presenta il nuovo impianto di imbottigliamento di Cantina di Custoza, inaugurato venerdì 29 luglio nella sede di Sommacampagna (Verona). La realizzazione della linea, tra le più grandi della provincia scaligera e prevista nel piano di sviluppo economico e commerciale della società post fusione, rientra nel progetto di finanziamento 4.0 ed è dotata di tutte le più moderne tecnologie di controllo.

L’impianto consentirà l’incremento della capacità di imbottigliamento, che si attesta in 10 mila bottiglie all’ora, e la possibilità di completare la filiera con mezzi propri, producendo internamente anche vini spumanti e frizzanti, la cui gestione fino a questo momento veniva affidata a terzi con impianto mobile.

La progettazione della linea di imbottigliamento è stata affidata allo staff tecnico di Cantine di Verona composto dal direttore generale Luca Degani e dagli enologi Luca Oliosi e Michele Peroni. «La linea di imbottigliamento che abbiamo inaugurato è un altro importante passo per affrontare al meglio le sfide commerciali che ci attendono come gruppo – dichiara Luigi Turco, presidente di Cantine di Verona – Potremo così presentarci sui mercati con maggiore forza, per essere ancora di più ambasciatori delle denominazioni vinicole veronesi». Cantine di Verona è presente in circa 40 Paesi, per un export che complessivamente vale 32,5 milioni di euro.

«Dal punto di vista tecnologico questa linea soddisfa appieno tutte le nostre necessità commerciali, consentendoci di produrre sia vini fermi che spumanti e frizzanti nei più diversi formati – continua il direttore generale Luca Degani – Inoltre, con le nuove tecnologie applicate, riusciamo a garantire uno standard elevatissimo sia dal punto di vista della sicurezza alimentare sia da quello dell’integrità del prodotto. Abbiamo ottimizzato anche la fase dei lavaggi dell’impianto, riducendo al minimo i consumi di acqua, bene sempre più prezioso, allo scopo di adottare pratiche ancora più sostenibili».

VICENZA, A OTTOBRE TORNA GUSTUS

Sabato 8 e domenica 9 ottobre 2022 torna Gustus – Vini e Sapori di Vicenza: un fine settimana alla scoperta dei vini delle Doc Colli Berici, Vicenza e Gambellara, per approfondire la storia e l’identità vitivinicola del territorio. Ad accogliere la dodicesima edizione della rassegna sarà, per il secondo anno consecutivo, il Conservatorio di Musica “Arrigo Pedrollo” di Vicenza: protagoniste, tra il suggestivo chiostro e le sale affrescate dell’istituto, 25 aziende locali con una selezione di oltre 100 etichette.

Durante le due giornate i produttori racconteranno i loro vini e la loro storia attraverso degustazioni guidate da esperti e banchi d’assaggio aperti al pubblico. Gustus offrirà così agli appassionati la possibilità di conoscere vitigni e vini autoctoni come Tai Rosso e Garganega, i bianchi Pinot Grigio e Sauvignon e i grandi rossi a base di Cabernet, Merlot e Carménère.

«Gustus è un appuntamento che combina vino e arti in un’esperienza unica – dichiara Giovanni Ponchia, girettore dei Consorzi Tutela Vini Colli Berici e Vicenza e Gambellara – Rappresenta un’opportunità per scoprire i prodotti enologici e le particolarità del territorio berico in un’ambientazione incantevole e con l’intrattenimento musicale dei giovani talenti del Conservatorio ‘Arrigo Pedrollo’. Siamo quindi felici di annunciare che anche la dodicesima edizione si terrà in questo prestigioso istituto, che saprà impreziosire l’evento con un’atmosfera coinvolgente».

Durante le due giornate, infatti, gli studenti del Conservatorio accompagneranno con una proposta musicale il banco d’assaggio, aperto al pubblico dalle 17 alle 22 di sabato e dalle 17 alle 21 di domenica.

Si conferma inoltre l’intento benefico della manifestazione, come già era avvenuto nel 2021: parte del ricavato finanzierà il restauro de La Crocifissione, affresco del pittore vicentino Giovanni Vajenti Speranza terminato nel 1526 e custodito nella Sala Concerti del Conservatorio Marcella Pobbe. L’opera raffigura Cristo con i due ladroni ai lati e sotto la Vergine, l’apostolo Giovanni e la Maddalena.

Il biglietto della rassegna sarà acquistabile all’ingresso al prezzo di 20 euro oppure in prevendita sul sito di Gustus a 15 euro a partire dal 15 settembre: comprenderà un calice, un coupon per degustazioni libere e un piatto di tipicità gastronomiche. La riduzione è riservata anche a tutti i soci Ais, Onav, Fisar, Fis e Slow Food che decidano di acquistare il biglietto all’ingresso dell’evento.