FORMAGGIO IN VILLA 2017, AL VIA LE ISCRIZIONI PER ITALIAN CHEESE AWARDS

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Sta finendo il 2016 ma già si pensa all’anno successivo e Formaggio in Villa si trasferirà da Mogliano (Treviso) a Santa Maria di Sala (Venezia), in Villa Farsetti, dal 22 al 25 aprile. Tra le iniziative degli organizzatori, Alberto Marcomini e Guru del Gusto, ci saranno i visitatori a giudicare i prodotti selezioni per le nomine di chi, il 21 ottobre, vincerà nelle singole categorie nella finale di Bergamo.

Guru del Gusto ha varato il regolamento per l’edizione 2017 di Italian Cheese Awards; nella prima fase e una prima scrematura preliminare dei formaggi avverrà a gennaio e febbraio 2017. Solo 10 formaggi per categoria saranno accreditati alla fase successiva e questo è il calendario delle commissioni per valutare: 12 gennaio Categoria Freschissimo, 19 gennaio Fresco, 26 gennaio Pasta molle, 2 febbraio Semi-stagionato, 9 febbraio Stagionato, 16 febbraio Stagionato oltre 24 mesi, 23 febbraio Pasta filata, 2 marzo Pasta filata stagionata, 9 marzo Erborinato e Aromatizzato.

La seconda selezione si terrà proprio a Santa Maria di Sala con le nomination dei 10 formaggi per categoria; le degustazioni saranno aperte al pubblico che potrà esprimere un giudizio sui formaggi in gara. Giudizio che la commissione esaminatrice terrà presente per l’assegnazione delle 3 nomination per categoria.

Infine, i tre formaggi per categoria che hanno ottenuto la nomination avranno accesso alla finale, ma solo uno riceverà la statuetta dorata simbolo del primo premio.

La premiazione Italian Cheese Awards 2017 si terrà a ottobre e saranno assegnati questi riconoscimenti: al miglior derivato del latte, al miglior formaggio di montagna, Formaggio dell’anno, alla carriera, “Donne del latte”, alla migliore selezione di formaggi, per le attività di ristorazione (ristoranti, wine bar, enoteche, osterie) che hanno la miglior proposta di formaggi al pubblico, Cheese Bar dell’anno e per le attività innovative di somministrazione che propongono formaggio.

Per informazioni e iscrizioni segreteria@gurudelgusto.it.

 

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PREMIO ALTAGAMMA: VENISSA AL TOP DELL’OSPITALITA’

L'isola di Mazzorbo con il complesso e i vigneti di Venissa e sullo sfondo Burano (foto Nevio Doz)

L’isola di Mazzorbo con il complesso e i vigneti di Venissa e sullo sfondo Burano (foto Nevio Doz)

Venissa vince la seconda edizione del “Premio Giovani Imprese – Believing in the Future”, ideato e promosso dalla Fondazione Altagamma. L’azienda entra così a far parte come Honorary Member della Fondazione che riunisce i più grandi marchi del made in italy, da Bottega Veneta  e Versace al Bulgari Hotel, da Ornellaia, Ferrari e Riva a Moroso. Venissa è stata selezionata dall’advisory board composto da Davide Paolini (giornalista gastronomico), Antonio Cristaudo (Pittimmagine), Stefania Lazzaroni (Fondazione Altagamma), Piero Lissoni (designer), Sara Maino (Vogue Italia), Cristina Morozzi (Istituto Marangoni Design), Walter De Silva (designer), Ettore Mocchetti (Traveller), Luca Martines (Yoox Net-à-Porter Group). Il premio come Giovane Impresa nel campo dell’hotellerie è stato assegnato dalla giuria composta da Andrea Illy e tutto il Board di Fondazione Altagamma, oltre ai partner del Progetto: Franca Sozzani, Direttore Responsabile de L’Uomo Vogue e Vogue Italia, Raffaele Jerusalmi, CEO di Borsa Italiana, Harald J. Wester, CEO di Maserati, Bruno Busacca, Dean di SDA Bocconi. Matteo Bisol, che ha ritirato il premio per Venissa, afferma con orgoglio: “Essere premiati dal gotha del Made in Italy ci riempie di soddisfazione. La Venezia Nativa è un arcipelago di isole uniche, cariche di fascino e di storia, sempre più amate dai viaggiatori di tutto il mondo. Questo premio, ricevuto per l’hotellerie, si somma ad altri due riconoscimenti ricevuti nell’ultimo mese: le Super Tre Stelle di Veronelli assegnate al nostro vino Venissa 2012, ormai noto tra i grandi collezionisti e appassionati di tutto il mondo, e la stella Michelin assegnata al Ristorante Venissa, che anche quest’anno è stato l’unico ristorante al mondo a ricevere questo riconoscimento con un laboratorio di quattro chef al comando della cucina.” Il Venissa Wine Resort, premiato dalla Fondazione Altagamma, è considerata una delle location più “cool” di Venezia, tanto che ora ci vogliono mesi per prenotare una camera. La famiglia Bisol, che crede molto nella Venezia Nativa, ora si sta concentrando su un nuovo progetto: un Albergo Diffuso che si chiamerà “Casa Burano” e che Gianluca Bisol descrive così: “All’esterno le case hanno mantenuto l’anima dell’isola, con le facciate colorate come da tradizione; all’interno sono state arredate con il contributo delle migliori aziende di design del Veneto, che hanno affiancato gli artigiani locali nelle ristrutturazioni. Le case sono diffuse nell’Isola, in più edifici, per far vivere all’ospite l’atmosfera magica del paese e favorire il contatto con gli abitanti locali, persone splendide con una vita e valori di altri tempi”.

Matteo Bisol

Matteo Bisol

REVOLUTION BISTROT. ARTE, VINO E BUON CIBO

ELEONORA CASAGRANDE

ELEONORA CASAGRANDE

Fino al 6 gennaio 2017 negli spazi del Revolution Bistrot di Conegliano (TV) si potrà ammirare ‘Voltare Pagina’ una rassegna di opere di Damson, eclettica artista di origine australiana da molti anni residente nel nostro paese. In mostra il corpo che si trasforma disponendosi alla vita feconda, facendosi luogo di nascita ed amore. Un passaggio profondo di cui ogni opera porta traccia. Per l’occasione il bistrot ideerà alcuni piatti ispirati all’estro e alla forza creativa dell’artista. Revolution, da tutti ormai riconosciuto come il bistrot di Conegliano, è un accogliente ristorantino il cui nome suggerisce dinamismo e desiderio di distinzione. Avviato nel 2012 da Tonino Ronchi e dalla moglie Eleonora Casagrande, socia responsabile della gestione, si ispira ai celebri locali parigini. Situato in pieno centro ma in una suggestiva piazzetta interna pedonale con ampio plateatico per la bella stagione, dopo un’accurato restyling ha portato in città una ventata di Mitteleuropa. Nei suoi spazi dai toni eleganti ma al tempo stesso innovativi e dall’approccio volutamente friendly è possibile consumare un rapido break, darsi appuntamento per un aperitivo con gli amici o concedersi il tempo per una cena sfiziosa e ricercata nel segno dell’eccellenza a portata di tutti. Dal martedì alla domenica le proposte food seguono la stagionalità, garanzia di attenta cura nella selezione delle materie prime e nella loro preparazione con un’occhio alla sapiente combinazione dei vari ingredienti, dal semplice sandwich fino al piatto di tradizione locale. Ricca è inoltre l’offerta di vini di produttori del territorio, personalmente selezionati dai titolari, tra coloro che lavorano con dedizione ed amano la ricerca, alle quali si aggiunge l’ambiziosa proposta di referenze di champagne, oltre a vini alsaziani e di borgogna, riesling tedeschi, qualche etichetta di vini biologici e biodinamici, alcune birre e un’accurata selezione di distillati. La mostra di Damson, al secolo Melissa Wauchope, è visitabile con ingresso libero dal martedì alla domenica negli orari di apertura del locale: 11-15 e 17.30-01.00.   Info e prenotazioni: tel. 0438 369323 – http://www.ristoranterevolution.it. Chiusura: lunedì.

 

 

 

 

I GRANDI VINI DI DOMINI VENETI ARRIVANO NELL’E-COMMERCE

DANIELE ACCORDINI

DANIELE ACCORDINI

Se c’è una dote che non difetta a Cantina Valpolicella Negrar è la costante capacità d’innovare. Negli anni ’30 del secolo scorso, chi la fondò ebbe l’ambizione di arrivare direttamente al consumatore con il prodotto imbottigliato, cinquant’anni prima di tutte le altre cantine cooperative in Veneto. Oggi, è tra le prime cantine – cooperative e non – della Valpolicella ad avviare un servizio eCommerce, in questo caso per la linea di vini top Domìni Veneti (www.dominiveneti.it), con l’obiettivo di intercettare direttamente quel pubblico eterogeneo – appassionati di tecnologia, nativi digitali, utenti social, collezionisti, gourmand – che ama comprare vino on line. Un pubblico sempre più numeroso anche in Italia, visto che, nell’ambito del commercio elettronico, il comparto cibo e generi alimentari è segnalato nel 2016 tra i settori emergenti (+30%, dati Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, ottobre 2016). Web wine shopper disposti a pagare la qualità a prezzi superiori rispetto al consumatore tradizionale. “Pur consapevoli che non potremo essere profittevoli da subito, siamo determinati a giocare un ruolo di primo piano nella vendita on line, opportunità commerciale che riteniamo avrà sempre più importanza nel mercato del vino. Indagini di settore, infatti, rivelano il desiderio del consumatore privato di acquistare direttamente dal produttore e con le comodità di servizio offerte dall’eCommerce anche a prezzi superiori a quelli del mercato tradizionale”, commenta il direttore ed enologo Daniele Accordini. Una cantina sempre più social(e). L’ultimo scorcio del 2016, dunque, vede Cantina Valpolicella Negrar inaugurare il nuovo sito http://www.dominiveneti.it con relativo shop on line, destinato al mercato italiano. Il sito è dedicato alla linea che identifica la produzione di vini pregiati, frutto di un incessante progetto viticolo-enologico, per la maggior parte cru, con marchio di denominazione di origine. “Coinvolgeremo il pubblico attraverso una maggiore attività sui social media e l’aggiornamento costante di un blog che consenta di avvicinare il consumatore al nostro mondo”, spiega la responsabile marketing Natascia Lorenzi, che ha seguito la progettualità della nuova iniziativa di vendita. Il nome Domìni Veneti fa riferimento ai territori appartenenti alla Repubblica di Venezia nel ‘500, di cui la Valpolicella era parte integrante. Si tratta di una produzione ricercata ed esclusiva, che contempla i vini del territorio, da quelli frutto della millenaria tecnica dell’appassimento, il Recioto e l’Amarone, il cui nome è stato coniato nella bottaia di Cantina Valpolicella Negrar nel 1936, al Ripasso, al Valpolicella Classico, fino a comprendere i vini di altre zone veronesi Doc, come il Lugana, il Bardolino, il Custoza e il Soave.

LA BOTTAIA DELLA CANTINA VALPOLICELLA NEGRAR

EVOO DAYS: A SCUOLA DI OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA

L’olio extravergine di oliva italiano è il più apprezzato al mondo. Per capire come produrne di più migliorando ulteriormente la qualità e per comunicarlo e venderlo bene, Veronafiere presenta gli EVOO Days, il nuovo progetto per la filiera oleicola nazionale. Ideati da Veronafiere nascono gli EVOO Days, forum per la formazione e il networking della filiera dell’olio extravergine di oliva di qualità. La prima edizione è in programma il 20 e 21 febbraio 2017 a Verona durante Sol d’Oro Emisfero Nord (www.solagrifood.com), il più autorevole concorso oleario internazionale. «È il nostro contributo alla celebrazione in Italia della Giornata Mondiale dell’Olio di Oliva promossa dal Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) – afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -, ed è un’iniziativa che completa il progetto perseguito con Sol d’Oro, che è quello di premiare le migliori produzioni oleicole internazionali offrendo nel contempo ai produttori di tutto il mondo un momento di confronto per progredire nella qualità». Tre i focus degli EVOO Days, che vedranno la partecipazione anche di relatori esteri: il miglioramento dell’oliveto e della qualità dell’olio nazionale, con seminari per approfondire le tecniche che permettono di passare da un’olivicoltura tradizionale a una intensiva utilizzando gli impianti già esistenti; l’export, con workshop su Usa, Giappone e Taiwan; il marketing, per vendere e comunicare meglio il prodotto, partendo dall’ideazione del packaging fino all’utilizzo dei social, passando per una efficace partecipazione alle fiere.

80 ANNI. FRANCO CESARI FESTEGGIA CON L’AMARONE BOSAN RISERVA

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Il 2016 è un anno importante le per la cantina Gerardo Cesari, che festeggia infatti due anniversari: quello di Franco Cesari, presidente dell’azienda, e del suo vino più rappresentativo, l’Amarone. Per celebrare questi ottant’anni di storia, la cantina di Cavaion Veronese ha realizzato un’etichetta celebrativa che vestirà uno dei suoi vini di punta: l’Amarone Bosan 2007.
Le bottiglie dell’edizione limitata saranno firmate personalmente da Franco Cesari, in un gesto di attenzione verso chi deciderà di stappare uno di vini che incarnano maggiormente la filosofia dell’azienda. Una sorta di impegno siglato di proprio pugno, un ringraziamento a chi ha scelto, continua a scegliere o sceglierà le sue produzioni. Classe 1936, Franco Cesari è entrato nell’azienda fondata dal padre Gerardo agli inizi degli anni Sessanta. «Ho creduto da subito nelle potenzialità della Valpolicella e dei suoi vini. L’impegno e un po’ di fortuna, come in tutte le cose, hanno fatto il resto – spiega – .» Allo sviluppo dell’azienda di Cavaion Veronese, divenuta in tutto il mondo un marchio sinonimo di vini di qualità, si accompagna infatti l’affermazione della Valpolicella come territorio simbolo di enologia di altissimo livello. Se oggi questo angolo del Veneto è un’area vocata apprezzata in tutto il mondo, non si può dire che lo fosse quando Franco Cesari, imprenditore illuminato e uomo tenace, decise di esportare l’Amarone negli Stati Uniti. La Gerardo Cesari fu una delle prime aziende ad aprire la strada in questo mercato, mossa dalla voglia di valorizzare il proprio territorio e le proprie origini. Frutto di ricerca e di lavoro agronomico ed enologico decennale, l’Amarone Bosan nasce da un vigneto situato nella zona più elevata della Valpolicella. La densità di impianto, la potatura accurata, il diradamento e la cernita, forniscono un’uva che, dopo un attento appassimento, ci dona questo grande vino, completato dall’affinamento in botte di rovere grande, in barrique e dal lungo riposo in bottiglia. Ottimo con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati, è un eccellente vino da meditazione.

FRANCO CESARI

IN CARNIA MERCATINI & PRESEPI FANNO DA CORNICE AGLI SPORT INVERNALI

LO ZONCOLAN E LE SUE PISTE DA SCI

LO ZONCOLAN E LE SUE PISTE DA SCI

Fra le vette innevate della Carnia, in Friuli Venezia Giulia, antiche tradizioni, folclore, buona tavola si coniugano con sci e sport invernali sulle piste dello Zoncolan, circondato dai caratteristici borghi di Sutrio, Ravascletto, Ovaro. Facili piste da discesa, adatte alle famiglie, anche a Sauris, dove si snodano anche lunghe piste da fondo. Patria di questo sport, a cui ha dato campioni olimpionici come i fratelli Di Centa, la Carnia offre ai fondisti un gran numero di tracciati, che si snodano in splendidi paesaggi e spesso ricalcano i sentieri delle escursioni estive: fra i più conosciuti, quelli dei laghetti di Timau a Paluzza, quelli di Pian di Casa a Prato Carnico e quelli di Forni Avoltri, dove si pratica anche il biathlon nel Centro Nazionale. I 10 percorsi più belli da fare con le ciaspole e gli sci d’alpinismo sono illustrati in una mappa, in distribuzione negli uffici d’informazione turistica e negli Alberghi Diffusi di Sutrio (www.albergodiffuso.org), Comeglians (www.albergodiffuso.it), Ovaro (www.albergodiffusozoncolan.it), Lauco (www.albergodiffusolauco.it), dove gli escursionisti potranno alloggiare godendo della genuina atmosfera che questo genere di struttura sa dare, alloggiando in abitazioni ricavate dalla sapiente ristrutturazione di vecchi edifici rurali. Da gennaio Carnia Welcome propone pacchetti per Settimane bianche e week sulla neve, consultabili sul sito http://www.carnia.it

FESTE E TRADIZIONI

UNO DEI PRESEPI DI SUTRIO

UNO DEI PRESEPI DI SUTRIO

In dicembre i caratteristici paesi di queste montagne incuneate fra Slovenia ed Austria, si animano con Mercatini e Presepi, che fanno da preludio e contorno al Natale. Ad Arta Terme, domenica 11 dicembre torna il tradizionale Mercatino di Santa Lucia, che anima le vie del paese con bancarelle con prodotti tipici artigianali e agroalimentari. A pranzo si potrà gustare nei ristoranti e nelle trattorie di Arta “Il Mangja di Sante Luzie” con piatti tipici della tradizione. Non mancheranno giochi ed attività per bambini, che nel pomeriggio riceveranno dolciumi e doni consegnati proprio da Santa Lucia. A Sutrio, il paese degli artigiani del legno ai piedi dello Zoncolan, da domenica 18 dicembre all’8 gennaio ecco Borghi e Presepi, lungo i quali si possono ammirare decine di straordinari presepi allestiti nei cortili delle sue case più antiche e belle e lungo le strade del centro, in una sorta di percorso sacro tra le vie del paese, che per l’occasione sono addobbate con grandi alberi di Natale in legno da riciclo, realizzati dagli artigiani del paese. A realizzare i presepi esposti sono gli artigiani di Sutrio e dei paesi della Carnia, ma molti provengono anche da altre regioni italiane (ad iniziare dall’Alto Adige) e straniere, fra cui la Slovenia, la Carinzia, la Germania. A fare da cornice, scene di Presepe vivente con rappresentazioni dei vari momenti della Natività, degustazione di specialità tradizionali, musica. Cuore di Borghi e Presepi è il Presepio di Teno, un’opera eseguita nel corso di ben 30 anni di lavoro da Gaudenzio Straulino (1905-1988), maestro artigiano di Sutrio. L’opera, che riproduce in miniatura gli usi e i costumi tradizionali del paese, animati con ingranaggi meccanici, regala uno straordinario spaccato etnografico sulle tradizioni, la vita, i lavori, le usanze della montagna carnica. Il 18 dicembre, giorno apertura della manifestazione, sarà acceso il Falò della Pace, che brillerà fino all’8 gennaio. Il ricavato delle offerte sarà devoluto alle zone terremotate. In segno di solidarietà ed amicizia verso le popolazioni colpite dal sisma, gli artigiani di Sutrio hanno realizzato un presepio artistico che si potrà ammirare fino alla fine dell’evento e sarà successivamente regalato ad uno dei paesi colpiti dal terremoto. Info: tel. 0433.466220 – info@carnia.ithttp://www.carnia.it

AMO: UN RISTORANTE NEL CUORE DELLA VENEZIA DEL LUSSO

Da sx: Philippe Starck, Raffaele Alajmo e Massimiliano Alajmo

Da sx: Philippe Starck, Raffaele Alajmo e Massimiliano Alajmo

La famiglia Alajmo, già proprietaria dei ristoranti Le Calandre, La Montecchia a Padova, del Caffè Stern a Parigi e del Grancaffè & Ristorante Quadri in Piazza San Marco a Venezia,  in collaborazione con il famoso interior designer Philippe Starck, ha inaugurato AMO. L’elegante ristorante veneziano situato nell’atrio del rinnovato T Fondaco dei Tedeschi, il primo centro commerciale di lusso a Venezia. Il lancio di AMO segna la nascita di un nuovo tipo di esperienza di ristorante. All’interno dello sfarzoso contesto del Fondaco, veneziani e visitatori internazionali potranno soddisfare ogni desiderio di acquisto, oltre che godere dei più esclusivi prodotti sul mercato. Al cuore di tutto c’è AMO, che con eleganza e filosofia si propone di rivelare la vera anima di ogni uomo e di ogni donna. In AMO, la semplicità degli ingredienti, l’onestà e la leggerezza della cucina si fondono insieme per liberare lo spirito, purificare l’anima e aprire il cuore. L’identità grafica di AMO è pensata per raccontare proprio questa storia. Con la sua grafica sovversiva, AMO riprende e fa proprie le iconiche maschere veneziane, famose per la loro malizia e capacità di celare le vere intenzioni di chi le indossa. Queste figure create ad hoc raffigurano diversi personaggi, dai veneziani moderni alla grande moltitudine di persone venute in città per goderne la magica bellezza, ognuno rappresentazione di stile, eleganza e fascino, a cui tutti noi oggi aspiriamo. «Questo concetto è rappresentato graficamente attraverso la ripresa in AMO delle tipiche maschere veneziane»afferma Raffaele Alajmo, che ha supervisionato lo sviluppo del nuovo ristorante. «Ma le nostre maschere sono l’opposto di ciò che ci si aspetta: strappano via le etichette e i limiti dell’esteriorità, rivelando così la vera essenza del sé». AMO è un’esperienza rivelatoria. L’onestà di questo spazio risiede nella sua eleganza e autenticità, dal cibo e dalle persone al suo interno, alla città di Venezia, in cui trova le sue radici. Una ricerca di identità che ha ispirato Starck a pensare il ristorante come una metafora di Venezia e della sua misteriosa ambiguità. «AMO è un’isola di mistero veneziano al centro dei tesori di tutto il mondo. Ogni pezzo di arredamento è un concentrato di spirito veneziano: i divani sono ispirati alle gondole, i vetri sono forgiati dai mastri vetrai di Murano, le pareti ritraggono fantasie ispirate al carnevale di Venezia», dice Philippe Starck. La notte, quando i negozi chiudono, AMO si trasforma in un luogo segreto, riservato e misterioso. Un angolo nascosto dove si incontra una curiosa e sofisticata tribù. L’intensità dei marmi scuri dei tavoli e del bar si accentua, le luci si affievoliscono e un rivestimento di pelle scura ricopre i divani fatti su misura, dagli insoliti e alti schienali per intime conversazioni, confidenze e segreti al riparo da sguardi indiscreti. AMO è una piazza, un punto centrale in cui giacciono tesori da tutto il mondo. Pezzi unici come la sedia in bronzo lucido di Boca de Lobo dal Portogallo, o i dipinti sulle pareti della caffetteria creati da Ara Starck, artista e figlia di Philippe Starck, che strutturano e definiscono lo spazio. Murales artistici che evocano la città, i suoi canali e la sua materia. La caffetteria accompagnerà gli ospiti durante la giornata a cominciare dalla colazione, dove una lista di preparazioni di caffè italiano si affiancherà a leggere e colorate preparazioni (con e senza farina) e ad una pasticceria in cui il burro lascia spazio all’olio d’oliva. Il bancone all’interno della caffetteria accoglierà i visitatori con torte monoporzione e macaron, oltre che con tramezzini gourmet, pizzette ed un cicchetto fritto del giorno. Il menù a pranzo e a cena includerà una vasta scelta di piatti di carne, pesce e verdure, tre tipi di pizza (al forno, al vapore, fritta) e classici Alajmo come il cappuccino di patate. «AMO sarà di natura sofisticatamente veneziana caratterizzato da sottili note di ironia», afferma lo chef Massimiliano Alajmo. «Collocando nell’atrio del Fondaco un ristorante dal cibo colorato, salutare e allegro, la nostra speranza è di avvicinare tra loro i visitatori, creando un senso di convivialità. Il nostro obiettivo è quello di servire cibo semplice ma gustoso all’interno di uno spazio di reale bellezza e cultura».
AMO, T Fondaco dei Tedeschi, San Marco 5556, tel. 041 2412823 – http://www.alajmo.it/amoamo@alajmo.it – Facebook e Instagram: @AMOVenice. Aperto dalle 10 alle 22.

 

E’ IN EDICOLA ENOS VENETO: UN VIAGGIO NEL VINO E NON SOLO

 Da sx Dario Pennica, Silvia Locatelli, Antonino Padovese.

Da sx Dario Pennica, Silvia Locatelli, Antonino Padovese.

È stato presentato, a Padova, Enos. La nuova rivista trimestrale, dedicata alla cultura del vino veneto, è già in vendita (5 euro) in tutte le edicole della regione e in quelle dei principali aeroporti nazionali. La rivista sarà disponibile anche in versione digitale, arricchita da contenuti multimediali, sia sfogliabile per ogni dispositivo e per i principali sistemi operativi (IOS e Android), e attraverso un App per Ipad. Dal prossimo numero sarà interamente tradotta in lingua inglese e cinese (con abstract inglese quella cartacea). Il magazine costituisce il secondo tassello di un progetto molto più ampio e articolato che metterà in rete quattro regioni (Sicilia, Veneto, Piemonte e Toscana), individuate come quelle più interessanti, non solo per quantità e qualità della produzione vinicola, un settore in costante e rapida crescita, ma soprattutto per l’attrazione che suscitano nei confronti degli enoturisti. Enos Veneto arriva dopo l’esperienza maturata in Sicilia (dove la rivista è stata edita nel 2010), e precede le edizioni di Toscana e Piemonte che, in quest’ordine, arriveranno sul mercato nel corso del 2017.  Unico il portale (www.rivistaenos.it) che riunisce le quattro regioni (attive adesso solo Sicilia e Veneto). «Il magazine ha un formato luxury – spiega il direttore responsabile, Dario Pennica – perché si propone proprio come un pezzo unico da leggere, collezionare e conservare. La nostra società editrice insiste sulle riviste cartacee, pur dando l’ovvia attenzione al web che anzi è centrale nella nostra strategia di  diffusione internazionale, perché vi sono temi ed argomenti che per essere opportunamente trattati e valorizzati non possono fare a meno della carta; meglio se pregiata, piacevole anche al tatto oltre che alla vista, come quella scelta per Enos. Non prescindendo dalla buona scrittura. La cultura e la bellezza devono essere raccontate da chi è capace di accompagnare il lettore per mano alla scoperta delle attrazioni e dai segreti di questa e delle altre regioni. Che rappresentano al meglio il Paese». Per valorizzare le immagini è stato scelto il grande formato, capace di emozionare al pari e a volte in maniera maggiore dei video che scorrono su uno schermo. E la carta consente di sfogliare, leggere e rileggere. «Enos è uno strumento per raccontare storie che regalano emozioni – ha sottolineato Silvia Locatelli, responsabile relazioni esterne dell’edizione veneta – e nelle sue diverse edizioni regionali e attraverso internet, non è solo una rivista di vini, ma è un vero e proprio strumento multimediale articolato che punta alla promozione delle eccellenze naturali dell’Italia. Con i magazine regionali intendiamo rendere Enos un brand autorevole, meritevole della fiducia dei lettori, e con questa  reputazione dedicarci all’ e-commerce di prodotti e pacchetti turistici per gli enocultori italiani e stranieri». Il giornalista Antonino Padovese, che ha coordinato il numeroso gruppo di collaboratori, ha illustrato la linea editoriale: «Vogliamo compiere un percorso, quasi didattico, insieme ai nostri lettori che non saranno solo addetti ai lavori, ma soprattutto wine lovers ed appassionati di enogastronomia. Anche per questa ragione, ed essere comprensibili ai più, abbiamo scelto argomenti di più ampio respiro, scritti con linguaggio semplice e privo di termini tecnici che, ove indispensabili, vengono spiegati». Nel primo numero (68 pagine, interamente a colori), si ripercorre la storia della nascita della vite in Veneto: dai Paleoveneti all’Acinatico, racconta la storia dell’enologia in questa regione e lo sviluppo della bevanda magica nettare dell’anima le cui prime presenze della Vitis vinifera risalgono a fossili di 50 milioni di anni fa in lessinia, nel veronese. La vite cominciò ad essere coltivata 4000 anni fa tra Garda e Colli Euganei. In “Il legame con il territorio” di Mauro Pigozzo si analizzano le regole della qualità e il ruolo dei consorzi. «La vendemmia 2016 sfiora i dieci milioni di ettari prodotti, un primato nazionale in crescita per il Veneto. La qualità si sposa anche nell’attenzione della qualità con i disciplinari delle Doc e delle Docg, che vedono la nostra regione leader in Italia». Prosecco, Valpolicella, Amarone, ed altre varietà sono protagonisti delle pagine centrali. Elencato in una comoda mappa le 14  Docg del Veneto. La carrellata sui produttori si apre con Sandro Boscaini, l’imprenditore che ha rivoluzionato il vino emblema di Verona, divenuto un simbolo dell’Italia nel mondo. Completano gli argomenti, i servizi sulle tipicità ed  eccellenze venete nel settore food: salumi, formaggi, olio d’oliva, ortaggi, radicchio rosso di Treviso, il broccoletto di Custoza e gli asparagi bianchi tanto per citarne alcuni. Oltre ad uno “speciale” dedicato ai piatti – visti anche con l’occhio dello storico e attraverso la loro presenza nelle arti –  tipici delle festività natalizie, complete di ricette proposte da celebri chef: dal pesce servito alla vigilia di Natale al brodo di carne del 25 dicembre, dalle ricette portafortuna di capodanno ai dolci dell’Epifania per bambini. E tanto altro ancora. Enos è stato presentato alla stampa e ad un ristretto numero di “addetti ai lavori” presso il ristorante Fiorital a Padova, centro all’avanguardia dove poter vivere un’esclusiva experience di gusto dedicata al pesce proveniente da tutto il mondo che, grazie alle migliori tecnologie del freddo estremo del Deepfrozen applicate con tempestività al pescato migliore, mantiene inalterate tutte le caratteristiche nutrizionali del prodotto appena pescato. Le specialità di Fiorital tra cui mignon di mare, couscous di gamberi, pesce spada con melanzane, polpette di tonno e ricotta sono state degustate accompagnate dai vini Kebrilla Grillo Igt terre siciliane 2015, Taif zibibbo secco Igt terre siciliane 2015, Perricone Igt terre siciliane 2015, El aziz vendemmia tardiva di Grillo della cantina Fina di Marsala. «Si tratta di un primo esempio di contaminazione di colture e culture – hanno spiegato gli organizzatori – una delle prossime attività che svilupperemo per fare rete fra i diversi territori, abbattendo steccati e divisioni anche eno-gastronomiche ormai anacronistiche. Nella società globale dobbiamo sottolineare le nostre eccellenze, la storia, le tradizioni, ma aperti a tutti i mercati». Enos Veneto uscirà ogni tre mesi, nel 2017 a marzo, giugno, settembre, e dicembre. Info: www.rivistaenos.it