NON TI TOLLERO E CENA DI GALA AL TEATRO FRASCHINI DI PAVIA. RACCOLTA FONDI

L’associazione  Il Mondo delle Intolleranze  scende in campo contro la sensibilità al nichel, promuovendo il progetto di ricerca scientifica  “Non ti tollero”. Lo studio verrà svolto in collaborazione dal dottor Michele Di Stefano del Policlinico San Matteo, e membro del comitato scientifico dell’associazione, e dalla professoressa Hellas Cena della Fondazione Maugeri di Pavia. L’obiettivo è approfondire la conoscenza sulle reazioni avverse al nichel in ambito diagnostico e terapeutico, oltre che migliorare la qualità di vita dei pazienti. Per finanziare tale attività, è stato organizzato da Il Mondo delle Intolleranze (con il patrocinio della Provincia di Pavia, dell’Ordine dei Medici della Provincia di Pavia, DI CE.S.P.I. e dell’ordine T.S.R.M. e P.S.T.R.P.), il primo momento di fundraising a favore dello studio scientifico, “Non ti tollero – Cena di gala”, in programma per il 29 settembre, a partire dalle ore 19 al Teatro Fraschini di Pavia, nella splendida Sala del Ridotto. Sarà l’occasione per esporre in modo dettagliato il progetto e mettere in luce la sua finalità nobile, ovvero acquisire informazioni su una malattia ancora poco nota per definire strategie diagnostiche e terapeutiche mirate a migliorare la qualità di vita dei pazienti con reazioni avverse al nichel. Per partecipare alla serata, è possibile effettuare la prenotazione tramite il sito www.nontitollero.info o il sito www.ilmondodelleintolleranze.it. «Fin dalla sua fondazione nel 2012, Il Mondo delle Intolleranze promuove l’informazione sul tema delle intolleranze alimentari e ora, con il progetto “Non ti tollero”, l’associazione diventa promotore di uno studio scientifico importantissimo finalizzato a migliorare la qualità di vita di chi ogni giorno deve fare i conti con la presenza del nichel, non solo nel cibo, ma anche in molti oggetti di uso quotidiano», spiega Tiziana Colombo, alias Nonna Paperina, food specialist nonché fondatrice e presidente de Il Mondo delle Intolleranze. Ospiti d’onore: Vittorio Grigolo, Maria Teresa Ruta, Stefano Bressani e Paola Lo Pane.

TRIVENETO, AL VIA LA DECIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL BACCALÀ

Daniele Tagliapietra, Luca Padovani e Franco Favaretto

E sono dieci. Il Festival del Baccalà si prepara a presentare la sua decima edizione: un vero e proprio tributo allo stoccafisso, al merluzzo nordico conservato per essicazione, che nel nord Italia, ed in particolare nelle aree a dominazione veneziana, viene chiamato bacalà o baccalà.

Il Festival triveneto del Baccalà è una competizione itinerante, organizzata dalla Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina e dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati, che coinvolge i più importanti ristoranti del Triveneto: gli chef delle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige possono partecipare proponendo le ricette più creative e innovative a base di stoccafisso. L’azienda Tagliapietra di Mestre (Venezia), tra le leader in Italia nell’importazione, lavorazione e commercio di prodotti ittici e in particolare del merluzzo, assegna così alla migliore ricetta il Trofeo Tagliapietra: un premio che sarà consegnato in occasione del galà finale, in programma per sabato 16 maggio 2020, e che rimarrà nelle mani dello chef autore del miglior piatto per un anno intero. Al vincitore sarà inoltre offerta la possibilità di viaggiare, accompagnato, in Norvegia per scoprire le Isole Lofoten, patria dello stoccafisso.

La selezione delle ricette presentate dagli chef al Festival si articola su diversi step che rendono ancor più entusiasmante la competizione: i ristoratori (massimo cinque per ogni provincia) che hanno regolarmente presentato la propria candidatura devono dare vita a una serata, nel proprio ristorante, scegliendo una data dal 14 ottobre 2019 al 30 marzo 2020 (vedi calendario), nella quale propongono ai clienti e a una rappresentanza del comitato tre piatti (un antipasto, un primo e un secondo) a base di stoccafisso. I clienti votano il piatto preferito della serata, mentre i delegati del comitato, dopo aver raccolto tutte le schede, provvedono a inviarle alla segreteria del Festival che, sulla base delle votazioni dei clienti, indicherà al comitato stesso la ricetta scelta durante la serata.

Tutte le ricette più votate vengono così valutate, il 6 aprile 2020 e unicamente sulla carta, da una giuria tecnica, composta da soli chef, che ne seleziona dodici. Queste dodici sono realizzate dagli stessi autori lunedì 20 aprile al Baccalàdivino di Mestre dove una giuria, questa volta composta da chef e membri del comitato esecutivo, porta a cinque il numero dei finalisti. Questi partecipano al pranzo del galà finale in programma all’Isola di San Servolo a Venezia: qui i piatti vengono nuovamente presentati e valutati, sulla base di cinque parametri (presentazione del piatto, valorizzazione del prodotto, tecnica, degustazione, innovazione e creatività), da una giuria tecnica composta da sette membri coordinati dallo chef Franco Favaretto che ne decreta il vincitore assoluto.

Il Festival del baccalà è online su http://www.festivaldelbaccala.it.

CON GLI 812 OSPITI ALLA CENA DI GALA, È INIZIATA LA FESTA DEL BACALÀ DI SANDRIGO

Con la cena di gala di martedì 17 settembre, è tornato l’immancabile appuntamento organizzato dall’Associazione Pro Loco Sandrigo (Vicenza) con la pietanza simbolo della cucina vicentina. La 32esima edizione della Festa del Bacalà si terrà sino al 6 ottobre 2019 e per il secondo anno consecutivo, gli stand gastronomici si troveranno nel campo sportivo Arena vicino a piazza Santi Filippo e Giacomo, dove saranno invece allestiti il palco per gli eventi e gli spettacoli, oltre ai mercatini. Protagonista indiscusso della kermesse il bacalà, servito in diverse variazioni durante i tre fine settimana della manifestazione, uno in più rispetto le precedenti edizioni, tutte le sere a cena e le domeniche anche a pranzo.
La festa ha avuto l’inizio ufficiale il 17 settembre con il Gran Galà del Bacalà, quest’anno caratterizzato da allestimenti ancora più scenografici e suggestivi: vi hanno partecipato 812 persone, con biglietti esauriti da settimane e venduti in pochi giorni. Il tema era l’impresa di Antonio Pigafetta e Ferdinando Magellano, a 500 anni dalla circumnavigazione del globo. Nel menù della serata, ideato da esperti gastronomi, hanno prevalso, oltre ovviamente allo stoccafisso, il baccalà, il merluzzo e alcuni richiami all’Oriente, in particolare all’Indonesia, come omaggio agli avventurieri che scoprirono le Isole Molucche. La preparazione è stata affidata a trenta chef vestiti di grigio e giallo a richiamare i colori dello stoccafisso e della polenta.
Il 2019, come ogni anno dispari, sarà caratterizzato anche dalle Giornate italo-norvegesi, istituite per celebrare l’incontro tra la tradizione veneta e quella nordica attraverso iniziative culturali e istituzionali. Sarà presente una folta delegazione norvegese, composta da pescatori, commercianti ma anche da uomini di cultura, in rappresentanza del Paese da cui proviene il pescato che la festa celebra.
Inoltre non mancheranno i consueti appuntamenti con il banco d’assaggio enologico Bacco&Bacalà, realizzato in collaborazione con Ais Veneto, in programma domenica 22 settembre a Villa Mascotto di Ancignano, e la Cerimonia di Investitura dei nuovi confratelli, con la sfilata dei figuranti,  prevista per domenica 29 settembre nella Piazza centrale di Sandrigo.

CANTINA MIRABELLA COMPIE 40 ANNI E SI REGALA IL NUOVO ROSÉ RISERVA

Alessandro, Teresio e Alberto Schiavi

Quando nel 1979 Teresio Schiavi e Giacomo Cavalli piantarono sulle colline di Paderno Franciacorta il primo vigneto dell’azienda, il Mirabella, diedero ufficialmente inizio a una realtà familiare che nel 2019 celebra quarant’anni di amore per il vino. Alessandro e Alberto Schiavi, oggi con il padre alla guida dell’Azienda Mirabella, hanno ideato il nuovo DØM Rosé Franciacorta Dosaggio Zero Riserva per festeggiare la doppia ricorrenza dei quarant’anni della Cantina e del settantantesino compleanno di Teresio. La scelta di un nuovo Rosé è radicata nella storia di Mirabella, tra le prime in Franciacorta a vinificarlo nel 1982 con un taglio inedito composto da Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Bianco. L’ultimo nato si propone come una sintesi dell’evoluzione della Cantina, unendo le origini pavesi di Teresio e il territorio franciacortino. Le uve che compongono il DØM Rosé sono state selezionate e raccolte a mano dai vigneti storici di Mirabella, i Cru di Paderno: Pinot Nero per il 60 per cento, Pinot Bianco per il 25 per cento e per il 15 per cento Chardonnay.

«I successi nella vita meritano di essere festeggiati – afferma Teresio Schiavi – e questi quarant’anni sono per me l’occasione di ringraziare e ricordare tutti coloro che hanno contribuito alla nascita e alla continuazione dell’azienda: da Giacomo Cavalli, Francesco Bracchi, Angelo Del Bono, Giuseppe Chitarra, i figli Alessandro e Alberto e tutti i collaboratori. Pensando al domani nutro due speranze: la prima è che i miei nipoti custodiscano e tramandino la tradizione di Mirabella; la seconda che il patrimonio di conoscenze ed esperienze enologiche acquisite anno dopo anno si esprima sempre più in un’innovazione consapevole, rispettosa dell’uomo e della Natura.  Quest’ultima, più che una speranza, la sento come un dovere».

Dalle origini al presente, padre e figli sono accomunati dalla continua ricerca di domare un’uva capricciosa sia in vigna che in cantina come il Pinot Nero o l’amato enfant terrible Pinot Bianco, per ricavarne una narrazione autentica del territorio.

Alessandro Schiavi, enologo della Cantina, descrive così il nuovo Rosé: «Sorprendente e carnoso, si apre nel bicchiere con i colori di un tramonto dalla velatura antica. Il Pinot Nero regala note pungenti di sinuosa speziatura che virano in una brezza fumosa, elegante e netta. La rotondità golosa delle bacche rosse selvatiche viene rincorsa dalla dolce effervescenza del pompelmo rosa. Chiude materico, denso e appagante». L’affinamento è sui lieviti per almeno 100 mesi, per poi riposare in bottiglia almeno 6 mesi dopo la sboccatura. La presentazione del DØM Rosé Riserva chiude un anno denso di eventi, inaugurato con il lancio del cofanetto speciale dei tre monovitigni. Mirabella Franciacorta è già pronta ad affrontare il 2020 con altre novità che riguarderanno sia i vini che la cantina.

VENEZIANO, INIZIA LA VENDEMMIA DEL PROSECCO: QUANTITÀ INFERIORE

Anche nel veneziano è partita in questi giorni la vendemmia delle uve glera. Un migliaio gli ettari nella provincia dedicati alla coltivazione di questa varietà, 300 aziende agricole concentrate per lo più nel Veneto Orientale senza trascurare un numero crescente di aziende nel miranese che hanno i diritti per l’impianto di queste uve. «Possiamo già esporci nel dire che la quantità di produzione è sicuramente inferiore di almeno un 15% rispetto le precedenti annate, dove la scorsa non fa sicuramente testo per i numeri da record. Purtroppo per alcuni nostri produttori colpiti dagli episodi di grandine di fine luglio e agosto la percentuale si abbassa fino a un 50 per cento in meno con gravi conseguenze economiche. Tuttavia la qualità delle uve quest’anno si attesta tra le migliori garantendo una produzione di grande eccellenza» dichiara il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla.

Con un aumento del 17 per cento delle esportazioni il Prosecco conquista nel 2019 il primato di vino italiano più consumato all’estero grazie all’alta qualità e capacità produttiva con le pregiate bollicine che, sottolinea la Coldiretti, sono protagoniste di un vero a proprio boom negli Usa ma anche in Francia. Si parla di un aumento del 50 per cento delle vendite in Francia spingendo l’export del Prosecco al record storico di sempre sui mercati mondiali, per un valore complessivo di ben 458 milioni nel primo semestre del 2019. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat presentata in occasione del distacco del primo grappolo di uva Glera dell’anno per il Prosecco nella Tenuta Astoria a Refrontolo (Treviso), dopo l’avvenuta iscrizione del sito veneto “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco.

Il gradimento dei cugini d’Oltralpe è significativo del successo conquistato anche nei confronti della concorrenza dello champagne. A pesare sul successo mondiale del Prosecco – spiega la Coldiretti – è però il proliferare nei diversi continenti di falsi di ogni tipo con le imitazioni diffuse in tutti i Paesi, dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata la vendita anche del Whitesecco e del Crisecco.

«Occorre tutelare le esportazioni di vino Made in Italy di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali – afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – che, oltre alla perdita economica, è soprattutto grave il danno di immagine che mette a rischioulteriori e nuove opportunità di penetrazione dei mercati».

Un riconoscimento che certifica l’importanza di un territorio dallo straordinario valore storico, culturale e paesaggistico in grado di esprimere una produzione che ha saputo conquistare apprezzamenti su scala mondiale.  La produzione del Prosecco scenderà dunque quest’anno attorno alle 400 milioni di bottiglie con l’uva raccolta sugli oltre 24 mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

VENERDÌ 20 SETTEMBRE, GRAN GRIGLIA GOURMET DI FINE ESTATE A POLVERARA

Gran Griglia Gourmet di fine estate a Polverara (innamorarsi di gusto nella bassa campagna padovana) Alla Posa degli Agri, venerdì 20 settembre alle 20 un evento dedicato ai tagli di carne pregiati, ai vini friulani e alle eccellenze della campagna veneta, italiana ed europea. Sarà un evento speciale per veri gourmet e appassionati di carni alla griglia, di prodotti artigianali dell’agricoltura padovana, dei Colli Euganei e dei grandi vini rossi provenienti dal Colli Orientali  dei Friuli. Dall’olio Istriano Mate, uno degli oli più blasonati in Europa al pane del forno di casa, dalle primizie stagionali provenienti dall’orto di proprietà alle produzioni apistiche della fattoria,  dall’allevamento della famosa Gallina di Polverara (una vera e propria razza riconosciuta ufficialmente), ai grandi tagli di carne selezione Black Angus allevato nel Veneto dell’azienda Pantano Carni che garantisce ben 60 giorni di frollatura dry aged (per intenderci la frollatura non sottovuoto a temperatura e umidità controllate).

Il menù curato dall’emergente chef Andrea Alan Bozzato è stato studiato per promuovere la campagna e i suoi gusti unici, un evento che dà il via a un intenso programma che unirà cucina gourmet, interessanti ricerche di piccoli produttori, allevatori, artigiani del gusto regionali, italiane e internazionali e produzioni della “fattoria di casa” che fanno de La Posa degli Agri il primo vero ristorante e resort di campagna in Europa.

Alla serata interverranno Aleksandra Vekic, produttrice croata dell’olio più blasonato a livello Europeo, il famoso olio Mate prodotto nel frantoio istriano di Zambrattia, il produttore definito “l’istrione friulano del vino” Paolo Rodaro con i suoi famosi vini rossi dei Colli Orientali del Friuli-Venezia Giulia (premio Best Gourmet Miglior Vino Rosso in Alpe Adria 2019), la famiglia Scarpon Callegaro produttori del famoso infuso di artemisia chiamato Estregone, un amaro-liquore prodotto in pochissime bottiglie nei Colli Euganei ad Arquà Petrarca (Padova). La speciale serata enogastronomica sarà presentata dall’editore e critico enogastronomico Maurizio Potocnik esperto di cucina vini e prodotti della macroregione europea dell’Alpe Adria.

Costo a persona 65 euro, vini compresi. Richiesta prenotazione (049-9772532).

VENERDÌ 13 SETTEMBRE A ISTRANA (TREVISO), INCONTRO TRA I FORMAGGI VENETI E QUELLI UMBRO-MARCHIGIANI.

Si avvicina la data di inizio della 42esima Festa dell’Agricoltura di Istrana (Treviso). Dal 12 al 22 settembre a Sala di Istrana si susseguono degustazioni e seminari relativi al Veneto e non.

Nello specifico, venerdì 13 settembre alle 20, i prodotti caseari dell’Appennino umbro-marchigiano incontreranno quelli della tradizione veneta, in occasione del seminario enogastronomico “I formaggi per una vicinanza di intenti”. La degustazione, guidata dal coordinatore de Le Fattorie dei Sapori Veneti Giancarlo Coghetto e dal sommelier Silvano Favarin, si svolge in tre parti.

Alcune delle aziende partecipanti al Progetto de Le Fattorie dei Sapori Veneti (Tre Comuni di Istrana e Vaka Mora di Sala di Istrana) e alcuni produttori umbro-marchigiani presenteranno i prodotti più significativi del loro territorio, tutti formaggi di fattoria al naturale. Tra questi, si possono, infatti, assaggiare Agros, il formaggio fresco a latte crudo de Le Fattorie dei Sapori Veneti, il Pecorino dei Monti Sibillini, la ricotta salata della Valnerina e ancora il Formaggio del Conte di latte vaccino crudo a pasta gessata e il Casec, formaggio a latte crudo affinato in foglie di castagno e con stagionatura tre mesi. Ad accompagnare il tutto, i vini Asolo e Montello.

Per info e prenotazioni sulla degustazione, visita la pagina Facebook de Le Fattorie dei Sapori Veneti.

Come commenta Giancarlo Coghetto, coordinatore tecnico del gruppo Le Fattorie dei Sapori Veneti, «l’Appennino umbro-marchigiano e la Regione Veneto sono due meravigliosi territori che hanno molto in comune, a partire dal rispetto della tradizione e della volontà di valorizzare i prodotti al naturale, sinceri e genuini. In particolar modo, Le Fattorie dei Sapori Veneti hanno deciso di fare squadra e crescere insieme, con l’ambizioso obiettivo di far conoscere i formaggi e i salumi di fattoria e di diffonderne l’attenzione e l’interesse anche oltre i confini regionali».

Non è, infatti, il primo gemellaggio che Le Fattorie dei Sapori Veneti hanno con delle aziende da fuori regione: lo scorso maggio, Roma ha fatto da sfondo alla degustazione guidata che ha visto come partecipanti i formaggi delle Aziende trevigiane Ca’ Donadel e Cà Bastian, entrambe nel network de Le Fattorie dei Sapori Veneti e di alcuni produttori della Campagna Romana, portando così allo scambio di sapere e di opinioni tra la delegazione dell’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggio (Onaf) di Treviso e quella di Roma.

Le Fattorie dei Sapori Veneti portano avanti la sfida, iniziata un paio di anni fa, della produzione di formaggi di fattoria al naturale, riprendendo l’idea del pastore-casaro e ritornando alle origini della tecnica casearia, basato sulla lavorazione del latte crudo con i suoi fermenti naturali selvaggi, ottenuto esclusivamente in allevamenti di proprietà e trasformato grazie a caglio e sale all’interno della stessa azienda.  Il progetto Le Fattorie dei Sapori Veneti raggruppa 26 imprese agroalimentari venete e due operatori della ristorazione e ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti al naturale, sinceri e genuini; di associarli al produttore, entità umana oltre che produttiva ed economica; di proporre prodotti di pregio complementari o alternativi alle produzioni standardizzate industriali. https://www.fattoriedeisaporiveneti.it/

Il progetto si è sviluppato anche grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale di Istrana e alla Festa dell’Agricoltura che negli ultimi anni ospita il Concorso dei Formaggi di Fattoria.

PRATO DI CANZIO: IL VINO RITROVATO DI CASA MACULAN

Maria Vittoria, Fausto e Angela Maculan

L’azienda Agricola Maculan di Breganze (Vicenza) ha scelto di riscoprire Prato di Canzio, blend di uve a bacca bianca già prodotto tra il 1978 e il 1996, che ritorna sul mercato con il millesimo 2017. Si tratta di un’etichetta storica, tra le più rappresentative della Cantina, che riuscì a conquistare, tra gli altri, anche il gusto di Gualtiero Marchesi che ne volle un’etichetta personalizzata con il nome del suo ristorante e lo considerava tra i suoi vini preferiti.

La produzione fu interrotta nel 1996 in risposta a una tendenza dell’epoca che privilegiava i vini monovarietali. Oggi la riscoperta, da leggere come l’occasione di reinterpretare le proprie origini con il gusto odierno, per capire in che modo vent’anni di esperienza possano cambiare l’idea di un vino. «Le differenze tra Prato di Canzio 2017 e le annate storiche – spiega Maria Vittoria Maculan, enologo – sono diverse infatti, a partire dalle uve che compongono il blend. È aumentata la quota di uva Vespaiola, varietà autoctona che ha il pregio di donare freschezza, e l’uso del legno, oggi più ponderato. Il risultato è un vino ampio e profondo, che conserva una grande bevibilità». Prato di Canzio 2017 è composto per il 50% da uve Chardonnay, per il 30% da Vespaiola e per il restante 20% da Sauvignon. La vinificazione delle tre uve è differente: in acciaio per Sauvignon e Vespaiola mentre la fermentazione dello Chardonnay avviene all’interno di barrique di rovere francese. In fase di affinamento solo lo Chardonnay trascorre 5 mesi in barrique sui lieviti, mentre le altre due affinano in acciaio, finendo per riposare un anno in bottiglia.

Il nome Prato di Canzio è legato all’antica storia di Cantium, legionario romano al quale, terminata la carriera militare, fu lasciato in ricompensa un appezzamento di terra a metà tra la collina e la pianura. Da Pratum Cantium a Pre-Cantio, quindi Breganze, il paese in cui Maculan coltiva le sue vigne, ai piedi dell’Altopiano di Asiago. “Riteniamo che in un grande vino fattori naturali e umani si uniscano in modo complementare – aggiunge Angela Maculan, responsabile commerciale della Cantina – Prato di Canzio è la sintesi perfetta di questo pensiero: l’incontro tra i frutti dei pendii vulcanici e di tufo della Doc con la storia e la competenza umana che ha abitato Breganze dalle origini a oggi”.

VENDEMMIA SOLIDALE, LA PIOGGIA NON FERMA LA FESTA

Vendemmia bagnata, vendemmia fortunata. La pioggia non ha fermato la solidarietà e i sorrisi alla cantina Le Manzane di San Pietro di Feletto (Treviso), nel cuore delle terre del Prosecco Superiore, dove ieri 500 persone hanno sfidato il maltempo per partecipare della grande festa dell’uva giunta ormai all’ottava edizione. Tra gli ospiti d’onore Sammy Basso, l’ex cestista italiano Riccardo Pittis, il campione 2017 della Tiramisù World Cup Andrea Ciccolella, il governatore del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale Federico Caner.

«Abbiamo raccolto 4-5 quintali di glera – spiega il proprietario Ernesto Balbinot – in settimana provvederemo comunque, con i nostri ragazzi, a raccogliere l’uva necessaria e a destinarla alle dovute finalità della vendemmia solidale. Il ricavato di quest’anno sarà devoluto alla onlus Revert per la ricerca sulla Sla, grazie ad un progetto sviluppato in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re». Dopo la vendemmia, la festa è continuata sotto la tensostruttura noleggiata per l’occasione con l’aperitivo a base di Prosecco Superiore Docg accompagnato da uno sfizioso cicchetto, il “Bocconcino di baccalà dorato con zucchine” offerto da Alberto e Marco Stocco di Ca’ del Poggio che hanno ospitato sabato sera, nell’elegante sala panoramica del ristorante, una cena conviviale di buon auspicio per la vendemmia. Ad animare la festa il gruppo Segnali Caotici con Alberto Ceschin e il giocoliere/equilibrista Manuele Pascal. La giornata si è conclusa con il pranzo in “caneva” e la gara di tiramisù. Andrea Ciccolella, campione 2017 della Tiramisù World Cup, ha decretato la vittoria della versione classica su quella innovativa (ganache di cioccolato, pan di Spagna al posto dei savoiardi e amaretti), preparate dalla Pasticceria Alpago di Conegliano, dopo un ex aequo della giuria sorteggiata tra i partecipanti alla vendemmia solidale.

L’associazione Revert Onlus nasce nel 2003 per finanziare, promuovere e incentivare la ricerca per arginare i danni provocati dalle malattie neurodegenerative. «Al momento – hanno spiegato Angelo Righetti, membro del consiglio direttivo di Revert e Maurizio Gelati, responsabile della Banca delle Cellule Staminali di Terni – la sperimentazione clinica sui pazienti affetti da Sla, condotta dal prof. Angelo Vescovi, è una delle più avanzate nel panorama scientifico internazionale. Revert è la prima associazione non profit al mondo ad aver effettuato trapianti di cellule staminali cerebrali prive di problematiche etiche perché sono derivate da feti abortiti spontaneamente».

La vendemmia solidale è stata presentata, nei giorni scorsi, alla Mostra del Cinema di Venezia, a bordo e attorno all’Edipo Re, la storica imbarcazione che Pier Paolo Pasolini ha condiviso con il pittore Giuseppe Zigaina.

7 E 8 SETTEMBRE, LA GRANDE FESTA DEL VINO SBARCA A SANTA MARIA DI SALA (VENEZIA)

Dopo il formaggio in aprile, Villa Farsetti a Santa Maria di Sala (Venezia) torna a essere al centro dell’enogastronomia del Miranese e non solo. Sabato 7 e domenica 8 settembre, infatti, lo storico edificio ospita la Grande Festa del Vino, con una novantina di produttori provenienti tra l’Italia e l’estero ma ci sono anche cene e le immancabili degustazioni. L’iniziativa è organizzata dalla Enoteca Cantina dei Dogi di Mirano. Tra i banchi, sono disponibili oltre 7 mila bottiglie, per 350 etichette, da stappare di tutte le regioni della penisola ma anche provenienti da sette paesi europei e dodici dal resto del mondo. Si potrà bere pure il Sassicaia di Tenuta San Guido 2015, a novembre dello scorso anno considerato il miglior vino del mondo per Wine Spectator. In più, spazio a sei incontri con dei professionisti del settore (prenotando a info@lagrandefestadelvino.it) e agli assaggi di prodotti gastronomici di nicchia. L’orario di apertura al pubblica va dalle 10 alle 20, mentre il servizio di mescita si chiude mezz’ora prima. All’interno si può trovare anche un punto di ristoro. Ingresso 35 euro. Per ogni informazione, anche sui biglietti on-line: http://www.lagrandefestadelvino.it.