SE SARAH PREMIA UNA CANTINA BIO: NELL’ISOLA DI PONZA

Una vigna delle Antiche Cantine Migliaccio

Il Premio “La Vigna di Sarah BIO per l’agricoltura eroica” va alle Antiche Cantine Migliaccio, Isola di Ponza. La consegna del premio venerdì 13 settembre 2019 nel corso della Vendemmia Notturna, sotto la luna piena, nell’azienda agricola “La Vigna di Sarah” di Cozzuolo, nel territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Sarah Dei Tos celebra così la sua prima vendemmia totalmente biologica. Vittorio Veneto. Un’antica storia di “viticoltura eroica” unisce le Isole Ponziane, nel Mar Tirreno, con le colline di Conegliano e Valdobbiadene, inserite tra i siti italiani del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Territorio unico del Veneto, dove nasce il Prosecco Superiore DOCG, che l’azienda agricola “La Vigna di Sarah” produce dalla uva Glera coltivata con metodo biologico a Cozzuolo di Vittorio Veneto (Treviso), sotto la conduzione di Sarah Dei Tos, la giovane imprenditrice del vino che ha creato il Premio “La Vigna di Sarah BIO per l’agricoltura eroica” . Quest’anno, sulla base delle segnalazioni raccolte tra i giornalisti della stampa specializzata, la terza edizione va all’azienda agricola Antiche Cantine Migliaccio, fondata nel 2000 nell’Isola di Ponza da Emanuele Vittorio con la moglie Luciana Sabino. La storia delle “Antiche Cantine Migliaccio” risponde alla visione di agricoltura eroica, intesa da Sarah Dei Tos in senso molto ampio, nella duplice valenza del premio: valorizzare l’eccellenza di un prodotto agricolo – o agroalimentare – creato con impegno e passione in situazioni “straordinarie”, seguendo sistemi biologici ed ecosostenibili; esaltare il grande valore delle persone che, con il proprio ingegno, danno origine a produzioni preziose per la tutela della biodiversità e per la continuità di attività agricole tramandate da tradizioni familiari. Emanuele Vittorio e Luciana Sabino, con la collaborazione dell’enologo Vincenzo Mercurio, mantengono viva a Ponza una viticoltura di antiche tradizioni (la cui origine risale alla prima metà del 1700, ad opera dell’ischitano Pietro Migliaccio), abbinata a moderne tecniche enologiche. Un lavoro straordinario e appassionato, condotto su terreni terrazzati di tufo e sabbia d’origine vulcanica, dalle forti pendenze e contenuti dai tipici muri a secco di pietra lavica. Il recupero di vecchi vigneti ha portato alla produzione di vini particolarissimi, grazie al luogo magico in cui nascono: il Fieno di Ponza IGT Lazio Bianco, Rosato e Rosso e il Biancolella. La consegna del premio si terrà venerdì 13 settembre 2019 , nell’ambito della quinta Vendemmia Notturna. La data coincide con l’ultima Luna piena dell’estate, che illuminerà i vigneti e gli ulivi del Col di Luna, su cui sorge l’agriturismo “La Vigna di Sarah”. Già il nome del sito è evocativo della scelta di Sarah di legare la raccolta dell’uva Glera al fascino di un’antica tradizione che segue le fasi della Luna, riavvicinando alla natura questo fondamentale atto dell’annata agricola. “E’ una iniziativa che per primi, nella denominazione del Prosecco Superiore, abbiamo lanciato cinque anni fa, per sfruttare le più fresche temperature della notte, in modo da rallentare il processo di fermentazione delle uve appena raccolte, con cui verrà prodotto lo spumante Grappoli di Luna – dice Sarah Dei Tos – Inoltre, quella di quest’anno sarà la nostra prima vendemmia con la certificazione totalmente biologica. Siamo felici di celebrare questo importante traguardo premiando un simbolo della viticoltura eroica, le Antiche Cantine Migliaccio”.

Sarah Dei Tos

 

ANCHE DUE GIAPPONESI IN FINALE NEL PANETTONE WORLD CHAMPIONSHIP

I Maestri del Lievito Madre

Quale sarà il migliore panettone tradizionale artigianale al mondo? Per ora sono 32 i pasticceri che si contengono il titolo per il miglior panettone artigianale tradizionale. Tra le iscrizioni straniere primeggia il Giappone con due candidati al titolo, ambedue di Tokyo, ma le selezioni oltreconfine sono ancora in corso. Si è conclusa, durante la Notte dei Maestri del Lievito Madre a Parma, la prima trance del Panettone World Championship. Il gruppo Maestri del Lievito Madre ha organizzato la prima edizione del “Campionato mondiale del panettone” ed ha invitato i migliori pasticceri italiani e del mondo a questo importante momento di dialogo, confronto e crescita. Incalzati dalla giornalista Atenaide Arpone di DB Information il gruppo Maestri del Lievito Madre ha spiegato le finalità: «L’obiettivo del contest è di far conoscere l’eccellenza a livello internazionale del panettone tradizionale artigianale, mettendo a confronto fra loro le differenti culture di chi produce il panettone partendo dal lievito madre, vero fattore identitario e caratteristico di ogni territorio. È un momento di dialogo e confronto reale, per accrescere le competenze e la responsabilità ». Ecco i 32 i pasticceri fino ad ora selezionati che il 20 ottobre 2019 ad HostMilano per il titolo di miglior panettone tradizionale al mondo:

FINALISTI 

1 – Francesco Elmi – Regina di Quadri – Bologna

2 – Stefano Lorenzoni – Arte Dolce – Monte San Savino (AR)

3 – Roberto Cosmo – Pasticceria Cosmo – Giussano (MB)

4 – Giorgia Grillo – Nero Vaniglia – Roma

5 – Alessandro Slama – Ischia Pane – Ischia (NA)

6 – Massimo Vitali – Pasticceria Vitali – Cesenatico (FC)

FINALISTI MAESTRI DEL LIEVITO MADRE

7 – Marco Avidano – Pasticceria Avidano – Chieri (TO)

8 – Mario Bacilieri – Pasticceria Bacilieri – Marchirolo (VA)

9 – Maurizio Bonanomi – Pasticceria Merlo – Pioltello (MI)

10 – Renato Bosco – Saporè – San Martino Buon Albergo (VR)

11 – Roberto Cantolacqua Ripani – Pasticceria Mimosa – Tolentino (SA)

12 – Emanuele Comi – Pasticceria Comi – Missaglia (LC)

13 – Salvato De Riso – Sal De Riso – Tramonti (SA)

14 – Dennis Dianin – D&G Patissserie –  Selvazzano (PD)

15 – Francesco Favorito – Gluten-free buono per tutti – Terni

16 – Salvatore Gabbiano – Pasticceria Gabbiano – Pompei (NA)

17 – Fabrizio Galla – Tre Colombe – San Sebastiano del Po (TO)

18 – Stefano Gatti – Il Fornaio – Viareggio (LU)

19 – Emanuele Lenti – Pregiata Forneria Lenti – Grottaglie (TA)

20 – Daniele Lorenzetti – Pasticceria Lorenzetti – San Giovanni Lupatoto (VR)

21 – Grazia Mazzali – Pasticceria Mazzali – Governolo (MN)

22 – Luca Montersino – Pasticceria Montersino – Treiso (CN)

23 – Alfonso Pepe – Pasticceri Pepe – Sant’Egidio del Monte Albino (SA)

24 – Paolo Sacchetti – Sacchetti Paolo – Prato (PO)

25 – Vicenzo Santoro – Pasticceria Martesana Milano

26 – Anna  Sartori – Pasticceria Sartori – Erba (CO)

27 – Attilio Servi – Attilio Servi Pasticceria – Pomezia (RM)

28 – Valter Tagliazzucchi – Pasticceria Gianberlano – Pavullo nel Frignano  (MO)

29 – Vincenzo Tiri – Tiri 1957 – Acerenza (PZ)

30 – Carmen Vecchione – Dolciarte – Avellino (AV)

FINALISTI STRANIERI

31 – Hiroki Sato – Donq – Tokyo

32 – Yahei Suzuki – Piatto Suziki – Tokyo

Ad ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, nel cuore della Food Valley, si è riunita la giuria tecnica dei Maestri del Lievito Madre che hanno scelto i finalisti della prima edizione del Panettone World Championship. La selezione, si è svolta a porte chiuse, nella prestigiosa sede nella Reggia di Colorno. La giuria tecnica designata dal gruppo Maestri del Lievito Madre, è stata presieduta da Maurizio Bonanomi (Pasticceria Il Merlo, Milano), ed era composta dai Maestri: Marco Avidano (Pasticeria Avidano, Chieri – Torino), Maurizio Bonanomi (Pasticceria Merlo, Pioltello – Milano), Mario Bacilieri (Pasticceria Bacilieri, Marchirolo, Varese), Emanuele Lenti (Pregiata Forneria Lenti, Grottaglie, Taranto), Grazia Mazzali (Pasticceria Mazzali, Governolo – Mantova), Anna Sartori (Pasticceria Sartori, Erba – Como), Carmen Vecchione (Dolciarte, Avellino).  La giuria tecnica ha selezionato i migliori panettoni artigianali tradizionali che concorreranno per la finale. La valutazione è stata fatta assegnando un punteggio da 0 a 10 a ciascuno dei cinque seguenti parametri: – caratteristiche visive: eleganza della forma, omogeneità dell’impasto, colore della crosta e dell’impasto, alveolatura…; – caratteristiche olfattive primarie: equilibrio olfattivo, intensità complessiva, molteplicità dei profumi, finezza (come eleganza nei profumi), persistenza; – caratteristiche gustative: attributi reologici (sensazioni alla masticazione), intensità di gusto, ricchezza di gusti, complessità dei sapori, equilibrio gustativo, persistenza, naturalezza, finezza gustativa; – consapevolezza del partecipante: conduzione lievito, metodo d’impasto, scelta degli ingredienti, metodo di cottura; – esperienza complessiva: coerenza, personalità e struttura. L’incoronazione dei vincitori e la consegna dei premi sarà ospitata il 20 ottobre 2019 alla 41esima edizione di HostMilano, il Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale (in programma dal 18 al 22 ottobre 2019 alla Fiera di Milano, Rho). I panettoni saranno assaggiati e giudicati da due differenti giurie: una giuria tecnica, formata dai più noti e qualificati pasticceri nazionali ed esteri, ed una giuria critica, formata da giornalisti ed esperti gourmet.  HostMilano è da 40 edizioni leader assoluto nel settore Ho.Re.Ca., foodservice, retail, GDO e hotellerie, HostMilano, a fieramilano dal 18 al 22 ottobre 2019, è la manifestazione organizzata da Fiera Milano leader per l’innovazione nell’ospitalità professionale a livello mondiale. Molto più di un’esposizione di macchine, soluzioni e format, HostMilano è un hub di competenze e cultura di settore unico al mondo, organizzata nelle tre macro-aree: Ristorazione Professionale con Pane, Pizza, Pasta; Caffè-Tea con Bar, Macchine per Caffè, Vending e Gelato-Pasticceria; Arredo-Tavola e Tecnologia.

 

50 TOP PIZZA 2019: I MASANIELLI DI FRANCESCO MARTUCCI E PEPE IN GRANI DI FRANCO PEPE SONO LE MIGLIORI PIZZERIE D’ITALIA E DEL MONDO

Inedito ex aequo al vertice di 50 Top Pizza, la prima e più importante guida on-line di settore giunta alla sua terza edizione. Le migliori pizzerie d’Italia e del mondo del 2019 sono due: I Masanielli di Francesco Martucci (Caserta) e Pepe in Grani di Franco Pepe (Caiazzo, Caserta). Una prima volta da numero uno per Martucci, la terza, consecutiva, per Pepe. In terza piazza 50 Kalò di Ciro Salvo (Napoli). Il pizzaiolo partenopeo fa inoltre incetta di riconoscimenti internazionali grazie alla sua sede londinese: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, dopo il primo posto in 50 Top Europe, si aggiudica infatti anche il Premio Città di Napoli Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia.

 

L’annuncio è giunto al termine della cerimonia di premiazione svoltasi martedì 23 luglio nello storico e suggestivo Teatro Mercadante di Napoli, gremito come non mai dai protagonisti del movimento pizza d’Italia e del resto del globo. Una serata emozionante, atto conclusivo della lunga cavalcata 2018/19 di 50 Top Pizza che con i suoi ispettori ha passato in rassegna mille insegne in tutta Italia, giudicando il progetto pizzerie in toto, dalla qualità della proposta cibo all’insieme dei servizi offerti al cliente.

 

A essere rappresentate in classifica sono ben 14 regioni da Nord a Sud dello Stivale, per un quadro complessivo che sottolinea la crescita qualitativa media nell’intero Paese. Naturale il dominio della Campania nella top 50, con ben 18 insegne presenti. Oltre a Napoli, madrepatria della pizza, la provincia di Caserta si conferma l’eldorado del disco di pasta più amato dagli italiani.Lusinghiera la performance del Lazio (con 7 pizzerie) e della Lombardia (6), con Roma e Milano a farla da padrone. Seguono il Veneto (4), ormai altra scuola conclamata, l’Emilia Romagna (3), il Piemonte, la Toscana e la Sicilia (tutte a quota 2). Con un locale infine Liguria, Marche, Abruzzo, Basilicata, Puglia e Sardegna.

 

Equa distribuzione geografica anche per gli ambitissimi premi speciali. Il Premio Olitalia Pizzaiolo dell’anno 2019 è andatoa Pier Daniele Seu di Seu Pizza Illuminati (Roma), il quale, con la pizza Crucifere, crema di senape e nocciole, si aggiudica anche il Premio Pizza Vegana dell’anno. Il Premio San Pellegrino& Acqua Panna Giovane Pizzaiolo dell’anno 2019 va a Lorenzo Sirabella di Dry Milano, mentre la Pizzeria Da Lioniello, di Succivo (Caserta), vince il Premio Solania Pizzeria Novità dell’anno 2019. Il Premio D’amico Pizza dell’anno 2019 è per la Cosacca di Francesco&Salvatore Salvo (Napoli).

Di seguito tutti gli altri premi speciali assegnati.

Premio Olitalia Migliore Proposta dei Fritti 2019: Sbanco (Roma);

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Miglior Servizio di Sala 2019: Pizzaria La Notizia 94 (Napoli);

Premio Birrificio Valsugana Migliore Carta delle Birre 2019: ‘O Scugnizzo (Arezzo);

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Migliore Carta Dei Vini 2019: Berberè (Castel Maggiore, Bologna);

Premio Solania Migliore Carta degli Oli Extra Vergine d’Oliva 2019: ‘O Fiore Mio (Faenza, Ravenna);

Premio D’Amico Migliore Proposta Gluten Free 2019: Sara Palmieri – 10 Diego Vitagliano Pizzeria (Napoli);

Premio Pastificio Di Martino Frittatina di Pasta dell’anno 2019: Carlo Sammarco Pizzeria 2.0 (Frattamaggiore, Napoli);

Premio Birrificio Valsugana Miglior Asporto 2019: Saporè (San Martino Buon Albergo, Verona);

Premio Mandara Identità Territoriale 2019: Pupillo Pura Pizza (Priverno, Latina);

Premio San Pellegrino& Acqua Panna Innovazione e Sostenibilità Ambientale 2019: Pizzeria Da Ezio (Alano di Piave, Belluno);

Premio Scugnizzonapoletano Performance dell’anno 2019: Cocciuto (Milano);

Premio Kimbo Modello d’Ispirazione 2019: Gino Sorbillo di Gino Sorbillo ai Tribunali (Napoli);

Premio Pastificio Di Martino Valorizzazione del Made in Italy2019: Eataly;

Premio Benemerito della Pizza 2019: Massimo Di Porzio, Raffaele Biglietto, Sergio Miccù;

Targa al Merito per l’Associazionismo 2019: Gruppo Piccola Napoli;

Premio Speciale Valorizzazione della Pizza Napoletana Tradizionale nel Mondo 2019: Associazione Mani d’Oro per il trofeo Pulcinella;

Premio Satira 2019: Vincenzo Pagano

 

«Siamo davvero orgogliosi e felici – sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere che la cerimonia di premiazione di 50 Top Pizza sia diventata in soli tre anni uno dei momenti più attesi dall’intero movimento. Un evento seguito con passione tanto dagli addetti ai lavori quanto dal pubblico di consumatori».

 

Riflettori puntati anche sui riconoscimenti internazionali, con i migliori pizzaioli del “resto del mondo” presenti per ritirare i premi ai locali dei cinque continenti. Di seguito l’elenco di tutti i vincitori.

Premio Solania Migliore Pizzeria in Africa 2019: Massimo’s (Città del Capo, Sudafrica);

Premio Birrificio Valsugana Migliore Pizzeria in Sud America 2019: San Paolo (Buenos Aires, Argentina);

Premio D’amico Migliore Pizzeria in Brasile 2019: Bráz Quintal (San Paolo);

Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Migliore Pizzeria in Oceania 2019: 400 Gradi (Brunswick, Australia);

Premio San Pellegrino&Acqua Panna Migliore Pizzeria in Asia 2019: Kytaly (Hong Kong)

Premio Olitalia Migliore Pizzeria in Giappone 2019: Pizza Studio Tamaky (Tokyo)

50 Top Europe 2019 Premio Fior d’Agerola: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London (Londra, Inghilterra);

50 Top North America 2019 Premio Pastificio Di Martino: Razza Pizza Artigianale (Jersey City, Stati Uniti);

Premio Città di Napoli Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia 2019: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London (Londra, Inghilterra);

 

MARTEDÌ 23 LUGLIO A NAPOLI: CONSEGNA DEI PREMI ALLE MIGLIORI 50 PIZZE

Denis Lovatel

L’attesa sta per finire. Martedì 23 luglio, nello storico e suggestivo Teatro Mercadante di Napoli (in piazza Municipio), andrà in scena la cerimonia di premiazione delle migliori 50 pizzerie d’Italia e del mondo. La serata sarà l’atto conclusivo della cavalcata 2019 di 50 Top Pizza, la prima e più importante guida on-line di settore giunta quest’anno alla sua terza edizione.

Ad essere giudicato, in completo anonimato dagli ispettori della guida, è stato il progetto pizzerie in toto, quindi non solo la qualità della pizza e degli altri prodotti proposti, ma l’insieme dei servizi offerti al cliente, la sala, l’ambiente, la carta delle birre,dei vini e degli oli.

A salire sul palco del Mercadante, per ricevere tre importanti riconoscimenti,saranno sicuramente Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati – Roma), premiato per la Migliore Pizza Vegana (crucifere, crema di senape e nocciole), Sara Palmieri (10 Diego Vitagliano – Napoli) aggiudicatasi il Premio D’Amico per la Migliore Proposta Gluten Free, e Denis Lovatel (Ezio – Alano di Piave, Belluno), a cui va il Premio San Pellegrino Innovazione e Sostenibilità.

Riflettori puntati anche sulle pizzerie del “resto del mondo”. A Napoli infatti verranno premiati anche i migliori locali di Africa, Asia, Oceania, Sud America, Brasile e Giappone. Riconoscimenti anche all’insegna che propone la Migliore Pizza in Stile Napoletano nel Mondo (Italia esclusa) e alla pizzeria distintasi per la Valorizzazione del Made in Italy. Un focus su ciò che accade al di là dei nostri confini che quest’anno è stato ancor più attento grazie ai due spin off, con rispettivi ranking, riguardanti i continenti Europa e Nord America. A piazzarsi sui gradini più alti del podio sono stati, per 50 Top Europe, 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, e, per 50 Top North America, Razza Pizza Artigianale (Jersey City,New Jersey – Stati Uniti), del pizzaiolo Dan Richer. Entrambi i vincitori, già annunciati nelle scorse settimane a Milano e New York, saranno presenti alla cerimonia in scena nel Teatro Mercadante.

«Sarà come ormai di consueto – sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere– una grande festa della pizza. Un momento atteso, emozionante per noi quanto per i pizzaioli. Al di là dei singoli premi questa cerimonia vuole riconoscere e porre in evidenza il grande lavoro svolto da tutti gli addetti ai lavori. Un movimento che negli ultimi anni è riuscito a operare, compatto, in direzione di un miglioramento qualitativo che appareoggi lampante e che riguarda l’intero territorio nazionale e non solo, come testimoniato dagli enormi passi in avanti fatti dalle pizzerie di tutto il mondo».

A condurre la serata del 23 luglio saranno Paolo Notari e, novità di quest’anno, Fatima Trotta, conduttrice della trasmissione Made in Sud. Sarà possibile seguire la diretta dell’evento, a partire dalle 20.15, sul sito web www.50toppizza.it e sui canali social di 50 Top Pizza, FineDiningLovers e Luciano Pignataro Wine Blog.

20 E 21 LUGLIO “ALL’OMBRA DEL BORGO” PER IL RILANCIO DELLA VITICOLTURA BELLUNESE CON I VITIGNI RESISTENTI

Quaranta cantine, due enoteche e un’area food con le eccellenze a km 0 delle Dolomiti. E’ stata presentata venerdì mattina, nella Sala Affreschi di Palazzo Piloni, sede dell’amministrazione provinciale di Belluno, “All’Ombra del Borgo”, prima edizione della manifestazione dedicata al mondo del vino (ombra nel dialetto locale significa bicchiere di vino) in programma sabato 20 e domenica 21 luglio nel nuovo comune di Borgo Valbelluna (Belluno).

Nella cornice della medioevale piazza centrale di Mel, entrata a far parte nel 2018 dei Borghi più belli d’Italia, si alterneranno personaggi di spicco del settore vitivinicolo con focus, all’interno di due talk show che si svolgeranno sabato e domenica dalle 18.00 alle 19.30, sulle prospettive e sulle strategie di azione per avviare la cultura enoica e la vitivinicoltura di qualità e sull’utilizzo dei vitigni resistenti che interpretano al meglio proprio la filosofia della sostenibilità, alla base del rilancio della viticoltura bellunese. La kermesse è organizzata dalla Pro Loco Zumellese e Vinoway Italia, in collaborazione con Ais Belluno, Piwi Veneto, Confraternita del Formaggio Piave, Associazione Mele a Mel – La Fiorita, Consorzio Sinistra Piave, Consorzio Coste del Feltrino e il patrocinio del Comune di Borgo Valbelluna.

Un viaggio nel gusto, calice alla mano, per conoscere le tipicità e le eccellenze dei terroir bellunesi e italiani, scoprire vitigni autoctoni locali come la Pavana e la Bianchetta, vini rari e ricercati con produzioni di poche migliaia di bottiglie, da viticoltura eroica, di montagna, di mare, di collina e di piccole realtà emergenti gestite da giovani vignaioli bellunesi. In degustazione vini bianchi e rossi, macerati, passiti e spumanti da metodo classico.

Una sorta di grande cantina con due enoteche, aperte dalle 17 alle 24 con produttori e sommelier ai banchi d’assaggio, e due degustazioni guidate, una dedicata ai vini Piwisabato dalle 19.30 alle 21, e una ai grandi vini italiani domenica dalle 19.30 alle 21 premiati alla Vinoway Wine Selection 2019 con le migliori produzioni delle aziende italiane tra cui Barolo, Sforzato di Valtellina, Lagrein, Primitivo di Manduria, Fiano e Sauvignon. E poi spettacoli musicali con gruppi jazz in collaborazione con i maestri della Scuola di Musica Arte Nuova sia sabato che domenica dalle 21. Infine un’area food con i prodotti del territorio tra cui i formaggi come il Piave Dop e un erborinato, le confetture locali in abbinamento, i salumi bellunesi, i prodotti da forno, dolci sfiziosità artigianali e il sidro di mele della Valbelluna.

«Questo evento nasce per creare sinergie, sviluppare le grandi potenzialità inespresse a livello agricolo e turistico e colmare il gap comunicativo necessario per promuovere, con un’unica voce corale, tutto il comparto enogastronomico della provincia di Belluno», ha spiegato Alessandro Ren, vicepresidente di Vinoway Italia, associazione con sede a Mel che organizza eventi in tutta Italia per far conoscere l’inestimabile patrimonio di eccellenze vitivinicole e di tipicità locali, simbolo e orgoglio del Belpaese.

Ma si può fare vitivinicoltura di qualità nel Bellunese? «Di sicuro le varietà resistenti sono una soluzione e un’opportunità per la provincia di Belluno – ha dichiarato Nicola Biasi, uno dei giovani enologi più apprezzati del panorama nazionale (nel 2015 si è aggiudicato il premio Next in Wine dei Preparatori d’Uva Simonit&Sirch) – dove la viticoltura è abbastanza difficile per due motivi: principalmente per le condizioni climatiche perché piove molto e quindi la gestione della difesa dalle malattie diventerebbe onerosa sia in termini economici che ambientali; l’altro problema è che l’uva fa abbastanza fatica a maturare. Le varietà resistenti sono “tendenzialmente” più precoci, servono meno trattamenti e, arrivando facilmente a maturazione, danno vini di qualità».

«Piwi – ha continuato Alex Limana, produttore di Mel – significa “vitigni resistenti alle crittogame”. Queste tipologie innovative di vite sono rinomate per la loro resistenza alle malattie funginee, che permette un minor numero di trattamenti e dunque minor impatto per l’ambiente a livello atmosferico e naturale. Esse offrono una soluzione a chi tende la mano ad una viticoltura naturale, biologica, sostenibile e libera da interventi fitosanitari: una viticoltura senza chimica ed un terreno sgravato dagli innumerevoli passaggi dei trattori nei filari per effettuare la copertura fitosanitaria, che comportano a loro volta inquinamento atmosferico e compattamento del terreno. Questa la testimonianza che oggi fare agricoltura biologica, naturale, senza chimica e sostenibile, non è più un sogno, bensì “la realtà Piwi”».

RISTORANTE PERCHÉ DI RONCADE (TREVISO): SOTTO LA VOLTA STREGATI DALLA LUNA

Anna Maria Pellegrino

Il 19 luglio al ristorante “Perché” di Roncade una  speciale cena-evento per ricordare i cinquant’anni dal primo sbarco dell’uomo sul corpo celeste

Sarà un viaggio fra storia, musica e curiosità astrologiche condotto da Claudio Campagnolo e Anna Maria Pellegrino, con menu a “stelle e strisce”.

Mezzo secolo fa Neil Armstrong fu il primo uomo a lasciare la propria impronta sul suolo lunare. Un piccolo passo per lui, un grande passo per l’umanità. Per  “celebrare” quell’evento il ristorante “Perché” di Roncade (Treviso), di via Mezza Brusca, Strada Trevisomare, propone venerdì 19 luglio, con inizio alle 20, una serata sotto la spettacolare volta bianca del locale – opera firmata dall’architetto Toti Semerano – con tanti ingredienti: video storici dedicati alla missione Apollo 11, canzoni dedicate alla Luna, aneddoti astrologici raccontati dal giornalista e conduttore televisivo Claudio Campagnolo – un esperto e grande appassionato di astrologia – e una cena con menu dalle varie “contaminazioni” americane studiato da Anna Maria Pellegrino, esperta di cucine del mondo e volto noto della trasmissione “Geo” di Rai 3.

Una serata culturale dedicata alla magia e ai misteri della Luna, il corpo celeste che danza da sempre intorno alla Terra e ne condiziona non poco la natura, influenzando più di quanto possiamo immaginare anche le nostre vite. Claudio Campagnolo aiuterà i presenti a scoprire – anche in modo curioso e divertente – il significato della presenza della Luna nel momento della nostra nascita, influenza che cambia in base alla posizione in cui si trova il corpo celeste durante il suo perenne transito fra i segni zodiacali.

La serata inizierà alle 20 con un aperitivo sotto la grande volta in acciaio bianco che ha fatto meritare al “Perché” un premio alla Triennale di Milano di Architettura. Poi i video dedicati al primo indimenticabile allunaggio, la presentazione della serata da parte di Renato Malaman, giornalista e viaggiatore. Seguirà le cena firmata e “raccontata” da Anna Maria Pellegrino. Cena realizzata a “quattro mani” con Luca Boldrin del ristorante “Perché”. Negli intermezzi fra un piatto e l’altro tanti brani musicali dedicati alla Luna e le affascinanti escursioni astrologiche tracciate da Claudio Campagnolo, con il coinvolgimento diretto del pubblico che diventerà così protagonista della serata. Insieme alla luna.

Info: 0422-849015, info@ristoranteperche.com oppure http://www.ristoranteperche.com.

IL FERROWINE JESOLO EXPERIENCE STORE APRE IN PIAZZA DRAGO

Dopo il negozio di Castelfranco Veneto, aperto nel 2014, questo secondo punto vendita diventa un’ulteriore pietra miliare nel percorso di crescita di Ferrowine, storica azienda specializzata nella vendita e distribuzione di prodotti beverage, fondata ormai 100 anni fa dalla Famiglia Ferro, che ancora oggi la dirige. Uno spazio da 600 metri quadrati a Jesolo lido, nella frequentata piazza Drago, dove i clienti sia privati che del canale HO.RE.CA. potranno trovare la stessa ampia offerta della sede originaria, in termini di vini, birre e spirits (4000 referenze in totale).

La novità principale di Jesolo è che qui gli ospiti avranno la possibilità di partecipare tutti i giorni a degustazioni e corsi organizzati da Ferrowine con i suoi specialist. Il negozio sarà aperto sette giorni su sette dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 23.

Ferrowine Jesolo è dunque un Experience Store: uno spazio in cui vivere tante esperienze, scoprire nuovi prodotti, approfondire la passione per il buon bere e imparare sempre qualcosa di nuovo. Nei mesi estivi, fino a settembre, Ferrowine organizzerà ogni giorno un momento di incontro per conoscere il mondo del vino, delle birre artigianali e degli spirit. Sommelier esperti e dai curricula importanti proporranno percorsi di avvicinamento, serate di formazione e incontri di approfondimento con i produttori.

Durante l’estate 2019 Ferrowine Jesolo proporrà ogni settimana le seguenti degustazioni; il lunedì con vini rossi italiani con approfondimento attraverso cinque vini, altrettante zone e produttori diversi. Il martedì le birre artigianali, alla scoperta dei micro birrifici e delle loro birre sempre nuove, mai banali, il mercoledì i vini bianchi italiani, con un viaggio sensoriale alla scoperta dei vitigni, delle cantine e delle zone di produzione dei grandi bianchi e il giovedì il mondo degli spirit, imparandoli a conoscere in tutta la sua fase.

Per il fine settimana, il venerdì, le bollicine, dedicato ai vini delle feste, il sabato le collaborazioni, con le proposte di abbinamento cibo-vino.

Nei mesi invernali, oltre a proseguire con gli appuntamenti dedicati ai privati, saranno programmate delle sessioni di formazione dedicate agli operatori HO.RE.CA. Le attività organizzate all’interno del nuovo spazio di Jesolo saranno rivolte soprattutto a tre tipi di clienti: professionisti del canale in commercio, con 400 strutture ricettive e 600 tra ristoranti, bar e birrerie; turisti da tutto il mondo, visto che ogni anno la località registra circa 5 milioni di presenze durante i soli mesi estivi; i residenti del litorale veneto: Jesolo è, inoltre, una località facilmente raggiungibile tutto l’anno, il pubblico privato di questa zona diventa un target molto interessante in quanto, in questo territorio di riferimento, non esistono altre realtà equiparabili a Ferrowine per il settore del vino, della birra, degli spirits e delle bevande in genere.

SINA CHEFS’ CUP CONTEST: IL 16 LUGLIO 2019, ALL’ANTINOO’S LOUNGE & RESTAURANT DI VENEZIA, PROTAGONISTI LO CHEF OLIMPICO TINO VETTORELLO E LO STELLATO MAURO BUFFO

Corte Sina Centurion Palace Venezia

Martedì 16 luglio l’Antinoo’s Lounge & Restaurant, il ristorante del Sina Centurion Palace, farà da palcoscenico alla Sina Chefs’ Cup Contest, la competizione tra coppie di chef stellati giunta alla settima edizione. Protagonisti della tappa veneziana saranno lo chef olimpico Tino Vettorello e lo chef stellato Mauro Buffo, chef resident sarà l’executive Chef Giancarlo Bellino.

Il tema di questa nuova edizione del contest è il design. Lo chef olimpico Tino Vettorello, del ristorante “Tre Panoce” di Conegliano Veneto (Treviso), cucinerà lo “Spago al prosecco… prosecco al spago” un primo piatto ispirato dalla “Sedia Acapulco”, la sedia messicana per eccellenza che deve il suo nome all’omonima città.  Lo chef stellato Mauro Buffo del ristorante 12 Apostoli di Verona proporrà “Cremoso al burro di arachidi, croccante di aglio nero e gel al ribes e mezcal”, un piatto ispirato all’arte e al design di Botero.  L’Executive chef Giancalo Bellino proporrà due ricette; antipasto “Vento d’Estate” (triglia, pecorino, fichi e mandorle) e come secondo piatto “Anguilla croccante con sorbetto all’aceto balsamico”. Il menu prevede quattro portate (vini e acqua inclusi) con show-cooking euro 110 per i possessori dell’Antinoo’s Card 85 euro).

Dopo la tappa di Romano Canavese, in provincia di Torino, la competizione arriva a Venezia. Prossime tappe Firenze il 24 settembre, Parma l’8 ottobre e Milano il 22 ottobre, con la finale a seguire. La nuova edizione della Chefs’ Cup trae ispirazione dal design, per poter creare inedite e originali: forme, colori, progettazione, stili, per una gara di show cooking a coppie in 9 tappe italiane, tutte aperte al pubblico, con l’idea che, oggi, l’enogastronomia è una vera e propria forma d’arte, con la possibilità da parte del pubblico, in questo caso, di fruire e digerire letteralmente le “opere d’arte” degli “artisti” chef.

Palcoscenico d’eccellenza della manifestazione, gli alberghi del gruppo Sina Hotels, che sin dagli esordi hanno abbracciato l’evento, quali interpreti della tradizione squisitamente italiana fatta di storia, cultura, arte, lusso ed eccellenza per delle cene esperienziali, durante le quali il pubblico potrà conoscere i cuochi e assistere dal vivo agli show cooking preparatori delle ricette in gara, grazie alla tecnologia messa a disposizione da Les Chefs Blancs, la scuola professionale di cucina e pasticceria.

Il brindisi delle serate è affidato alle bollicine italiane del prosecco spumante Frattina, marchio di qualità ed eccellenza della tradizione vitivinicola italiana che nasce dalla selezione di uve da alcuni tra i territori più vocati nelle zone di produzione della Docg al confine tra Veneto e Friuli, la cui particolare fermentazione consente di ottenere un vino spumante gradevolmente fruttato e dal gusto vivace.

La cena sarà accompagnata dall’acqua Ferrarelle Maxima, l’unica acqua effervescente naturale rinforzata con il gas della sua sorgente, creata proprio per l’alta ristorazione, nelle storiche sorgenti di Ferrarelle a Riardo.  Per concludere, il mirto Zedda Piras, il tipico liquore ottenuto solo con bacche fresche di mirto che da oltre un secolo e mezzo è simbolo della Sardegna. A terminare la cena il Caffè Goppion, brand conosciuto per la selezione dei caffè più pregiati del mondo per creare miscele di qualità eccellente.

Per gli appassionati, quest’anno la possibilità di “assaporare” le ricette direttamente dalla voce degli chef, in collegamento radio con il programma di Radio Godot “Foodie in Town”.

Partner d’eccezione di Sina Chefs’ Cup Contest si conferma Diners Club, la prima carta di credito al mondo e in Italia con oltre 60 anni di storia, nata proprio nell’alta ristorazione per offrire privilegi unici ed esclusivi ai propri Soci, come in questa occasione per cui i soci in cui ci saranno agevolazioni e incontri dedicati con gli chef.

BOX IN RIVIERA: ANGELO SABBADIN È IL NUOVO SOMMELIER

Angelo Sabbadin

Cresce la squadra del progetto Box. Alla guida della sommellerie di Box in Riviera, il ristorante aperto lo scorso dicembre a Stra (Venezia) da Marco Benetazzo, arriva Angelo Sabbadin, già giudice al Decanter World Wine Awards (Dwwa) e con numerose esperienze in ristoranti di alta cucina alle spalle.

Diplomato sommelier nel 1997 e nominato Sommelier dell’anno 2011 secondo la Guida de l’Espresso, Sabbadin si unisce alla squadra di cui fa parte anche lo chef Riccardo Maffini, con il quale ha condiviso la formazione a Le Calandre. Il sommelier padovano dirigerà la sala e la cantina del locale, che conta oltre 500 etichette selezionate negli anni dal patron di Box Marco Benetazzo. Vini spesso introvabili, con una predilezione per i territori dello Champagne e della Borgogna, che si affiancano a un’ampia scelta di etichette naturali.

Nel locale di Stra le proposte di Maffini si concentrano sulla versatilità della cottura alla griglia nell’alta cucina, presentando piatti che si fondano sul giusto equilibrio tra gusto, semplicità delle materie prime e sperimentazione negli abbinamenti. Tra le proposte del ristorante si possono trovare i migliori tagli di carne da tutto il mondo, pesce e piatti vegetariani.

Box in Riviera è l’ultimo atto del progetto iniziato nel 2006 da Marco Benetazzo con l’apertura di Box Caffè, in Prato della Valle a Padova, e che comprende anche Box Pizza e Box in Galleria, sempre in centro a Padova.

Il locale di Stra, nato dalla ristrutturazione di una villa Liberty di inizio Novecento, si caratterizza per uno stile ispirato alla Metafisica e all’arte di Giorgio De Chirico e ospita al suo interno un’esposizione di opere di artisti contemporanei che è possibile anche acquistare.

IL VALDOBBIADENE PROSECCO DOCG SUPERIORE SPUMANTE EXTRA DRY 2018 DELLA CANTINA BASTÌA INDOSSA LA GRAN FASCETTA D’ORO 2019

Premiati Gran Fascetta d’oro

È stata la cantina Bastìa di Michele Rebuli a sbaragliare l’agguerrita concorrenza aggiudicandosi il premio più ambito della Primavera del Prosecco Superiore.

La Gran Fascetta d’Oro 2019 è infatti andata al Valdobbiadene Prosecco docg Superiore Spumante Extra Dry 2018 firmato dell’azienda di Saccol di Valdobbiadene.

Lo hanno decretato i 20 giudici delle 4 commissioni di degustazione del sesto Concorso Enologico promosso dal Comitato Organizzatore con Assoenologi – Organismo ufficialmente autorizzato dal Ministero delle Politiche agricole – cui è spettato il non facile compito di valutare tutti i vini pervenuti.

Basti pensare che alla sesta edizione del Concorso Enologico le cantine partecipanti sono state 63 e le etichette in concorso ben 174, suddivise nelle 16 categorie in gara. I commissari hanno valutato tutti i vini in gara, compilando un totale di 870 schede di valutazione, 12.975 giudizi e utilizzando 950 calici… il tutto in un’unica giornata.

I risultati arrivati dalle commissioni hanno confermato nuovamente come, nell’area storica del Prosecco, l’eccellenza sia davvero di casa: il 75 per cento dei vini in concorso ha infatti superato lo sbarramento di 83 punti su 100, corrispondenti al giudizio “ottimo” – secondo il metodo di valutazione “Union Internationale des Oenologues” – e vedendosi assegnato di diritto il Diploma di Merito, che permette di concorrere agli altri riconoscimenti in palio.

Ai primi tre vini classificati di ciascuna categoria sono infatti assegnati, rispettivamente, i premi Fascetta d’Oro, Fascetta d’Argento e Fascetta di Bronzo. Per la Sezione Vini Spumanti viene inoltre attribuito il premio speciale “Gran Fascetta d’Oro” al vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg che in assoluto ha ottenuto il miglior punteggio.

Un premio che è un riconoscimento all’antica sapienza enologica delle colline del Conegliano Valdobbiadene Docg, la cui cerimonia di premiazione si terrà questa sera nel corso del Gran Galà della Primavera del Prosecco Superiore ospitato presso la Sala Polifunzionale Ascopiave di Pieve di Soligo, messa a disposizione da Ascotrade.

La casa spumantistica di Valdobbiadene che si è aggiudicata la Gran Fascetta d’Oro, ha conquistato anche un’opera d’arte che rappresenta un omaggio al talento e alla cultura delle terre del Prosecco Superiore. Una creazione sapientemente disegnata e forgiata dalle mani del “Fabbro Artistico” Valentino Moro.

Giunto alla dodicesima edizione anche il concorso giornalistico la cui premiazione si è svolta come di consueto all’interno del Gran Gala della Primavera del Prosecco Superiore.