VITTORIA FIVI: L’AGEA ELIMINA LA DICHIARAZIONE CARTACEA

Matilde Poggi a un convegno di Slow Food

L’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura ha accolto l’istanza di FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, di rinunciare alla richiesta di compilare la dichiarazione di giacenza in cartaceo. AGEA otterrà il dato direttamente dal database del SIAN, evitando così un inutile doppione. Lo ha comunicato l’Agenzia stessa con un addendum alla circolare 62281 del 31 luglio 2017. FIVI aveva scritto ad AGEA in agosto che era pronta alla disobbedienza civile nel caso in cui non fossero state accolte le proprie richieste. “Siamo molto soddisfatti di questo risultato – dichiara Matilde Poggi, presidente FIVI – e siamo grati al direttore di AGEA per aver voluto accogliere le nostre richieste. Ci tengo a sottolineare che questa è una vera semplificazione che va a vantaggio di tutti i produttori di vino italiani, piccoli, medi e grandi. Stupisce vedere come FIVI, che rappresenta i piccoli vignaioli indipendenti, sia stata l’unica ad avere il coraggio di muoversi in questo senso. Nessun’altra associazione di categoria ha ritenuto opportuno alzare la voce per chiedere di cancellare questo adempimento ormai inutile visto il passaggio al sistema telematico di tenuta dei registri”. Una vittoria di Fivi, dico io. In attesa del solito boom al mercato dei vini Fivi a Piacenza il 25 e 26 novembre prossimi.

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DAL 14 AL 16 OTTOBRE 2017 MILANO GOLOSA: LE NOVITÀ DAGLI ARTIGIANI DEL GUSTO

Tre giorni per conoscere e scoprire una cucina concreta e popolare attraverso il racconto degli artigiani del gusto presenti a Milano Golosa 2017 a Palazzo del Ghiaccio (Milano). Cibovagando tra i corridoi i visitatori potranno immergersi in un viaggio tra le migliori specialità regionali dello stivale selezionate dal Gastronauta, Davide Paolini. Prodotti della tradizione raccontati dai casari, panettieri, salumieri, mastri birrai, vignaioli, pasticceri presenti in fiera. L’appuntamento è dal 14 al 16 ottobre 2017 a Milano (via Piranesi 14). Più di 200 gli espositori artigiani presenti per proporre il lato migliore della gastronomia e delle materie prima di qualità della penisola. Molte quest’anno le novità in degustazione. La prima arriva da Capannoli, nel cuore della Toscana, dove l’Azienda Arcenni si dedica all’elicicoltura. Qui allevano chiocciole Helix Aspersa Muller con metodo a ciclo biologico completo in habitat naturale, all’aperto seguendo un’alimentazione priva di pesticidi, mangimi e additivi chimici. A Milano Golosa porteranno le chiocciole trasformate e declinate in diversi modi: chiocciole al naturale al ragù, patè di chiocciole, chiocciole al tartufo e chiocciole ai porri. Da Fermo arriva invece il Salumificio Mezzaluna che presenta il ciauscolo, patrimonio gastronomico collegato all’identità culinaria dei Monti Sibillini, tra Marche e Umbria. Più che un insaccato si può definire una crema di salame da spalmare direttamente sul pane. Quest’anno presente anche la comunità di San Patrignano che, oltre a essere un progetto di recupero e di ragazzi, è una realtà produttiva a filiera corta che trasforma materie prime di qualità in formaggi, insaccati e lievitati. Il mandorlato di Modigliana, riconosciuto dal 2010 come prodotto agroalimentare tradizionale dell’Emilia Romagna, sarà quest’anno per la prima volta a Milano Golosa con l’Azienda Modigliantica di Modigliana (Forlì Cesena). Un dolce dal sapore antico, la cui produzione è affidata a una ricetta segreta che non prevede l’utilizzo di uova, latte, burro, margarina, burro di cacao e nessun conservante. A Milano Golosa presente anche nelle versioni classico, amarena, pera, caffè. Altra ricetta antica è infine quella del Dolcelatte recuperata da Officine Dolcelatte di Luserna (Trento). Una crema di latte di montagna, proveniente dalle malghe trentine, ideale come dolce su pane, panettone e fette biscottate, ma anche abbinata ai formaggi o da sola con un vino da meditazione. Prima volta a Milano Golosa anche per il pasticcere Angelo Grippa di Eboli (Salerno) e per i suoi lievitati ai profumi e ai sapori della Piana del Sele: dal Pan del Sele con nespole, more selvatiche e fragole della Piana al Juvulese con albicocche juvulesi ebolitane candite al Tre Impasti un po’ panettone, un po’ babà con uva passa del territorio e bagna al rum. Lardo e carne di suino, sale dolce di Cervia, erbe aromatiche sono invece gli ingredienti della ventricina dell’Azienda Fracassa di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo). Un salume che ben si abbina con il Nero di Troia e i taralli di Terrasolata di Trani (Barletta Andria Trani) o con l’Aglianico del Vulture di Cantina di Venosa (Potenza), novità vinicole della manifestazione. Ancora tra gli stand di Milano Golosa si confermano tanti i produttori con curiosità e prodotti selezionati: dai salumi di maiali “tranquilli” ed extrapesanti di Bettella alla coppa piacentina del salumificio La Rocca; dal Jamón Ibérico Pata Negra 100 per cento Bellota de La Fenice ai culatelli di Antica Corte Pallavicina; dalla mortadella Artigianquality al capocollo Santoro, dai formaggi firmati Val d’Aveto ai filetti di tonno Colimena, alla birra Follina e del Birrificio Italiano; dai fichi imbottiti e ricoperti di cioccolato delle Premiata Ditta Colavolpe alle confetture e al cioccolato Stringhetto; dai lievitati di Infermentum ai panettoni siciliani di Bonfissuto; dalla Martarè di Villa Marta ai gelati Giavazzi; dalle focacce della pasticceria Tabiano agli intramontabili Krumiri Rossi. L’evento sarà aperto al pubblico sabato 14 ottobre (dalle 12 alle 20.30), domenica 15 ottobre (dalle 10 alle 20.30) e lunedì 16 ottobre (dalle 9 alle 17). Tanti gli eventi che coinvolgeranno anche altri luoghi – ristoranti ed enoteche del centro – con il programma di Fuori Milano Golosa. Il biglietto d’ingresso, come nelle passate edizioni sarà di 10 euro a persona, 5 euro per i bambini dai 6 ai 12, bambini minori di 6 anni gratuito. Il programma sarà presto disponibile sul sito della manifestazione (www.milanogolosa.it).

ALL’AUCHAN DI MESTRE SBARCA OFFICINE ITALIA. E SI MANGIA SINO A TARDA ORA

Officine Italia a Mestre

Una proposta adatta a tutti, amanti del buon gusto e della natura, del valore dell’artigianalità e del benessere delle persone. Ha aperto al primo piano del Centro commerciale Auchan di Mestre Officine Italia, un progetto che unisce ristorazione di qualità, botteghe di produzione artigianale e vendite di eccellenze enogastronomiche. Il locale, nuovo nella sua concezione, darà lavoro a 50 persone, soprattutto giovani, resterà aperto fino all’1 di notte, fornendo così una valida alternativa per l’aperitivo e la cena anche dopo l’orario di chiusura del centro commerciale e della galleria Auchan e si basa su un concetto che intende puntare alla massima valorizzazione della manualità partendo dalla trasformazione delle materie prime da agricoltura sostenibile e biologica. A puntare su Mestre con questa che è una prima apertura nazionale è il Gruppo Ethos, azienda ristorativa leader nella ristorazione assieme al gruppo Gallerie Commerciali Italia, filiale italiana di Immochan (Auchan Holding). Per portare avanti una missione di questo tipo, il progetto si fonda su basi solide e concrete: Gruppo Ethos e Gallerie Commerciali Italia sono realtà impegnate in progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa e accomunate dalla ricerca di soluzioni che migliorino il benessere delle persone. «Da ristoratori appassionati, consideriamo la nostra professione come l’esaltazione del lavoro artigianale – spiega l’amministratore delegato del Gruppo Ethos Beppe Scotti – perché per noi la ristorazione è anche cultura, ed è un veicolo con il quale possiamo contribuire a diffondere uno stile di vita rispettoso del benessere delle persone e dell’ambiente. Il nostro obiettivo è elevare l’offerta gastronomica e culturale nell’ambito delle food court all’interno delle Gallerie Commerciali. La nostra è una grande sfida: i consumi nell’ambito alimentare stanno andando in questa direzione, siamo certi sarà un successo». In totale, a disposizione dei clienti ci sono 2.150 metri quadrati al primo piano del centro, di questi 150 per il mercato delle eccellenze enogastronomiche, 250 coperti, otto laboratori di produzione, ossia cucina, griglia a carbone vegetale, pizzeria, il mercato, le botteghe del gelato, del pane, del pasticcere e del caffè. «L’obiettivo è di proporre una ristorazione su misura del cliente – aggiunge l’amministratore delegato di Gallerie Commerciali Italia Auchan Holding Edoardo Favro – e da una recente indagine di Trade Lab è emerso che il 75 per cento dei frequentatori dei centri commerciali consuma prodotti nelle aree di ristorazione, ma in generale, un cliente su cinque segnala insoddisfazione per i tempi di attesa e un’offerta inadeguata alle aspettative. Il progetto di Gallerie Commerciali Italia e del Gruppo Ethos va esattamente in questa direzione: Officine Italia risponde al piacere di vivere la tavola o di fermarsi per una pausa golosa anche in un centro commerciale, e che le eccellenze non necessariamente si associano a un costo elevato o a una difficile reperibilità. L’intento è dare un’offerta di qualità, articolata e piacevole dalla colazione al dopocena». 

 

PUNTO ZERO: I VINI ROSSI DEI COLLI BERICI SI FANNO GRANDI

Da sx Marcella, Andrea, Anna Paola e Carolina de’ Besi con la prima pietra della futura cantina autografata dai partecipanti alla presentazione

Biodiversità: un modo di essere, di rapportarsi con l’ambiente, con il proprio territorio, con i propri campi. E’ quel che mi ha colpito l’altro giorno quando di buon mattino la famiglia de’ Besi ha ospitato me e altri giornalisti del settore enogastronomico nella sua tenuta, Punto Zero, di 45 ettari fra Sarego e Lonigo nei Colli Berici. Boschi, piante officinali, alberi da frutto, api, capre e pecore: un piccolo eden. L’evento (per altro orchestrato quanto a cibi con la solita bravura dalla trattoria Isetta di Grancona, prima merenda con sopressa, asiago dolce e pan biscotto, poi pranzo di 4 portate) è stato organizzato per presentare la nuova cantina che sarà pronta per la prossima vendemmia. Così nel 2018 uve e vini saranno ospitati in un ambiente che ben si inserisce nel paesaggio circostante: 385 mq. divisi in tre locali, un’area per la vinificazione con cisterne in acciaio, una barricaia per l’affinamento in legno e una zona dedicata all’appassimento delle uve. Vi sarà quindi spazio per una sala degustazioni e una foresteria per accogliere ospiti. Un progetto che segue la costruzione delle barchesse per il ricovero degli attrezzi agricoli e completa il piano di sviluppo dell’azienda inziato nel 1994 con l’acquisto dei terreni. “Vogliamo essere pronti per la prossima vendemmia – spiega Marcella de’ Besi, titolare insieme al marito Andrea e alle figlie Carolina e Anna Paola – il 2018 sarà un anno importante perché segnerà un decennio dall’incontro con l’enologo Celestino Gaspari (scuola Quintarelli Giuseppe, e ora alla Zymè di San Pietro in Cariano) e dall’inizio del progetto che ora viene portato a compimento. Vogliamo farci interpreti di questo territorio ancora troppo poco conosciuto e che merita di essere valorizzato con un nuovo slancio. Vogliamo che per i Colli Berici sia finalmente un ritorno al futuro. La forza e l’eleganza dell’architettura, che ancora vive in queste colline, sono un perfetto racconto dell’identità dei vini che qui si producono: vigorosi e importanti. Abbiamo scelto di puntare alla massima qualità, attraverso impianti fitti, basse rese di produzione per ettaro e utilizzando in parte la tecnica dell’appassimento: una novità per questo territorio”. Novità che, a gustare i vini di Punto Zero, appare già in stato avanzato di compimento. Le varietà coltivate sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Syraz, Carmenere, Tai Rosso, Pinot Bianco, incrocio Manzoni e altre varietà a bacca rossa. Vendemmia rigorosamente a mano. E così prima di sederci a tavola abbiamo degustato i vini di Punto Zero. Si è partiti con Trasparenza Pinot Bianco IGP 2016: fresco, floreale con sentori di acacia, frutta bianca, sapido con una sensibile mineralità di buona persistenza. Insomma un gran “bel bicchiere”. Ma è stato sui rossi che Punto Zero ha dimostrato l’autentica rivoluzione che sta attuando nella vinificazione rispetto alle consuetudini della zona. Idea Cabernet Sauvignon 2015: un classico semplice e diretto come i cabernet dei Colli Berici, fragola, frutti rossi al naso, leggermente speziato, fresco e floerale, di buona persistenza. Ed ecco gli appassimenti. Dimezzo 2013: blend di Cabernet Sauvignon 50%, Merlot 30% e Cabernet Franc 20 %. Per il Sauvignon vendemmia tardiva, mentre il Merlot resta in appassimento per circa un mese. L’affinamento di svolge in barrique di rovere francese nuove per 24 mesi. Vinificazione delle uve separata con assemblaggio prima dell’ingresso in barrique. Un grande vino: pieno, denso di profumi di frutti a bacca rossa, di spezie, minerale, sapido, in bocca esplode complesso e ricco, persistente mentre nel contempo conferma le suggestioni olfattive. Punto Merlot 2012: Merlot in purezza con leggero appassimento in plateaux di circa un mese, 36 mesi di affinamento in barrique di rovere francese nuove. Sarà perché il merlot è il mio vino preferito, ma non vi ho trovato nemmeno un difetto come nel successivo Punto 2011. E’ che la tecnica dell’appassimento non solo arricchisce ma esalta i profumi, il timbro di questo nobile rosso. Di grande beva. E infine Virgola ovvero Syrah 2013 e 2012: il “re” della cantina. Anche il Syrah, in purezza, subisce l’appassimento in barrique di rovere francese nuove per circa un mese. Un rosso importante, quello che segna il discrimine di chi sa fare vino, un capolavoro. Esplosione di frutta rossa, di sottobosco, di spezie, di grande sapidità. Un vino da bere ora come fra 20 anni. Insomma, una visita questa cantina la merita davvero se siete degli appassionati enoici. E se la gentilezza dei proprietari  vi fa visitare la tenuta (chiedete comunque di fare un giro, ne vale la pena: senza rompere nulla veh!) state attenti ai sassi per terra che facilmente potrete imbattervi in un fossile. Buona scampagnata.

Virgola, ovvero il Syrah

 

 

DEDNO: JOSKO GRAVNER E IL SOGNO DI UN GIARDINO VITATO

Si trova a Dedno, in Slovenia, il vigneto di 8 ettari che Josko Gravner sta preparando con passione e tenacia da 17 anni. Un progetto che prevede anche tre stagni e un importante lavoro di architettura del paesaggio a completamento dei vigneti, per realizzare un vero e proprio giardino vitato che non comprenda solo viti, coerentemente alla filosofia del produttore goriziano. Un lavoro lungo e difficile, reso ancor più impegnativo dalla forte pendenza dei terreni, che ha spesso costretto Gravner a realizzare diversi lavori solo a mano. Ma che sta quasi giungendo al termine. Il 2017 ha infatti visto l’impianto delle viti portainnesto, che saranno innestate a gemma direttamente in campo tra due anni, quando si saranno adattate alle nuove condizioni e l’apparato radicale si sarà sufficientemente sviluppato. Una storia lunga e travagliata, iniziata nel 2000 con la sistemazione in una prima parte dei drenaggi e i terrazzamenti, la maggior parte dei quali sono crollati dopo un’imponente pioggia nel 2001. È stato necessario quindi sistemare i drenaggi e rifare interamente i terrazzamenti, prima di piantare i primi due ettari a ribolla nel 2010. La seconda parte dei lavori è iniziata nel 2006 e questa volta i drenaggi sono stati fatti con estrema cura sin dall’inizio: scavi profondi anche 4-6 metri, fino ad arrivare alla roccia, 230 camion di ghiaia necessari per avvolgere i chilometri di tubi interrati per far sì che l’acqua defluisca senza fare danni. Le viti piantate quest’anno, dopo tre anni di sovescio, entreranno in piena produzione durante la stagione 2024/25, e il vino che da esse verrà ricavato finirà in bottiglia nel 2032. Dati tecnici:  superificie totale: circa 8 ettari; portainnesto: 110R, BerlandierixRupestris; sesto d’impianto: 145×80 cm; densità: 7500 piante/ha.

COCOFUNGO 41: TRA I SAPORI DEL PIAVE E QUELLI DEL FUTURO LA STORICA RASSEGNA INAUGURA CON IL “DEBUTTO” DE LE CALANDRINE, MARTEDÌ 19 SETTEMBRE

I ristoratori del Gruppo Cocofungo

Quarantuno anni di storia non sono pochi. Nell’ambito delle numerose rassegne gastronomiche italiane solo CocoFungo può vantarne una così lunga. Una storia che, va ricordato, nacque nel 1976: quando i menù erano scritti a macchina e non cambiavano quasi mai, mentre la scuola alberghiera era spesso scelta solo da chi non eccelleva negli studi. Quando la cucina regionale rischiava di sparire travolta dalle farfalle-panna-e-salmone e da cocktail-di-gamberetti, e le trattorie rustiche sembravano un’eroica trincea contro l’invasione delle pietanze preconfezionate. Quando a occuparsi di cucina erano solo i cuochi (non ancora “chef”) e non tutti gli studiosi – o sedicenti tali – delle più diverse discipline, e il vino era bianco o nero. Ecco: è proprio in quegli anni che nacque CocoFungo, per valorizzare le tradizioni e sollecitare la creatività di un gruppo di ristoratori che, non a caso, hanno preferito scrivere la storia della gastronomia trevigiana e veneta (portando spesso la loro esperienza e visione dei sapori oltreconfine), invece di seguire le mode. La cucina, da allora, è molto cambiata. Tante sono state le rassegne inventate e molte quelle che hanno esaurito il loro compito e il loro entusiasmo. Ma CocoFungo, invece, si appresta a iniziare la sua quarantunesima edizione con una rinnovata passione per la sua “mission”: elaborare piatti come racconti, per offrire serate emozionanti. Anche CocoFungo, nel frattempo, è mutato. Anzitutto è spesso cambiato il Gruppo che nel 1976 seguì l’idea di Giuseppe Maffioli (il compianto “Bepo” amico della cucina, del teatro e della cultura) e Fernando Raris (appassionato “scienziato” della tavola) di dare vita a una serie di appuntamenti gastronomici sul tema dei funghi per salvaguardare le tradizioni rinnovandole. E anche quest’anno CocoFungo registra un’ideale staffetta tra il Ristorante da Celeste di Venegazzù, che – come annunciato già da tempo – ha concluso la sua partecipazione al Gruppo con la quarantesima edizione, e il parco ristorante Le Calandrine di Cimadolmo, che debutta nella rassegna inaugurandone la 41ma edizione con due serate, martedì 19 e mercoledì 20 settembre. Tutte le date saranno in provincia di Treviso, eccetto una, in Germania. Il tema che i ristoratori hanno deciso di svolgere quest’anno è caro a tutti coloro che, come loro, amano la Marca Trevigiana: i sapori del Piave. In realtà i contenuti affrontati in ogni menu saranno due: oltre al piatto dedicato ai sapori del Piave che ciascuno chef ha elaborato per la rassegna, ogni serata proporrà anche la personale interpretazione di una zuppa. Un piatto popolare, così come sono popolari le tradizioni del Piave. Ma che nelle abili mani degli chef di CocoFungo diventerà una pietanza-gourmet, una preparazione dallo spirito antico che può diventare una cifra stilistica della cucina del futuro. All’uscita di uno dei fondatori della rassegna, corrisponde l’ingresso di un locale all’altezza dei prestigiosi colleghi in questa kermesse: Le Marcandole di Salgareda, che proporrà la sua serata il 27 settembre, Miron di Nervesa della Battaglia, che da riconosciuto “Re dei funghi” gli dedicherà quattro serate, da giovedì 5 a domenica 8 ottobre. A seguire Barbesin di Castelfranco Veneto, con data unica venerdì 13 ottobre, Der Katzlmacher di Monaco di Baviera, con l’ambasciatore di CocoFungo in Germania che dedicherà alla rassegna le serate di mercoledì 18 e giovedì 19 ottobre, Castelbrando a Cison di Valmarino venerdì  20 ottobre e Da Gigetto di Miane, con tre appuntamenti fissati per lunedì 23, giovedì 26 e venerdì 27 ottobre. Per informazioni, consultare il sito http://www.cocofungoradicchio.it.

DAL 4 AL 6 NOVEMBRE 2017 TORNA GUSTUS: VINI E SAPORI DEI COLLI BERICI A VICENZA PER L’OTTAVA EDIZIONE

Colli Berici Vicenza

Novità in vista per la nuova edizione di Gustus – Vini e Sapori dei Colli Berici, l’iniziativa organizzata dal Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza e dalla Strada dei Vini dei Colli Berici, che tornerà a Vicenza sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 novembre 2017. Nella sua ottava edizione il banco d’assaggio per la prima volta sarà, infatti, aperto al pubblico anche il lunedì, per dare la possibilità a un maggior numero di operatori del settore enogastronomico di conoscere i vini e i prodotti tipici dell’area berica. Non solo. A ospitare l’evento, quest’anno, non sarà più un ambiente palladiano, ma Spazio Scarpa: open space progettato dal designer e architetto veneziano Carlo Scarpa. Lo spazio è situato alla Biblioteca Internazionale La Vigna, Istituto culturale e di documentazione specializzato nel settore agricolo e vitivinicolo, all’interno di Palazzo Brusarosco Zaccaria (Contrà Porta Santa Croce, 1-5).

Più di venti aziende partecipanti, per un totale di oltre ottanta etichette, questi sono i numeri di Gustus. Tre giorni in cui si darà particolare risalto ai vini autoctoni dei Colli Berici, come il Tai Rosso e la Garganega, senza però dimenticare Cabernet, Carmènere e Merlot che nei Colli Berici hanno trovato una loro identità. Spazio inoltre alle specialità gastronomiche del territorio: grappe e distillati, miele, formaggi, salumi e olio extra vergine di oliva che sarà possibile assaggiare durante la manifestazione grazie alle aziende dell’Associazione Strada dei Vini Colli Berici.

Tre le degustazioni a tema. Sabato alle 18 il primo appuntamento, dove saranno presentati i Colli Berici Doc bianco e rosso, tipologie oggetto di una recente modifica a livello di disciplinare di produzione. Per domenica, alle ore 17, è prevista invece Grenaches du Monde – tutte le sfumature del Tai Rosso, degustazione comparata di alcuni vini che hanno partecipato al Concorso Grenaches du Monde 2017, tenutosi in Sardegna lo scorso febbraio. Lunedì alle 18 l’ultimo incontro con Merlot on the Rocks – Verticale di Merlot Colli Berici Doc dal 2001 al 2015, dedicato a questo vitigno che nei Colli Berici ha trovato le condizioni ideali per esprimersi al meglio.

L’evento sarà aperto al pubblico sabato 4 novembre (dalle 17 alle 22), domenica 5 novembre (dalle 16 alle 20) e lunedì 6 novembre (dalle 16 alle 20). Il costo del biglietto è di 20 euro per l’intero e di 15 per il ridotto. L’ingresso ridotto è riservato a tutti coloro che acquisteranno il biglietto in prevendita su Faberest e per i Soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar, Ristoranti Che Passione.

Il programma completo sarà disponibile su http://www.gustus.stradavinicolliberici.it.

TORNA IL FESTIVAL TRIVENETO DEL BACCALÀ: APPUNTAMENTO DAL 3 SETTEMBRE AL 4 DICEMBRE

Nella foto Franco Favaretto, Dagfinn Arntsen ed Ermanno Tagliapietra

 

L’ottava edizione del Festival Triveneto del Baccalà – Trofeo Tagliapietra sposta l’asticella un po’ più su. Oltre all’esclusione, secondo il Regolamento, di tutte le ricette tipiche della tradizione lasciando spazio solo a proposte innovative e originali, ogni ristorante in gara dovrà presentare tre piatti – antipasto, primo e secondo – di cui due con stoccafisso e uno con baccalà salato, per creare maggiore omogeneità e per stimolare ancora di più la fantasia degli chef.

Sono venticinque i ristoranti in gara per l’edizione 2017 della manifestazione enogastronomica itinerante che coinvolge alcuni tra i migliori ristoranti del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia e che vede chef e brigate sfidarsi per ideare la ricetta più innovativa. La manifestazione, presentata come da tradizione al ristorante Baccalàdivino di Mestre (Venezia), è organizzata dalla Dogale Confraternita del Baccalà mantecato, dalla Venerabile Confraternita del Baccalà alla vicentina, dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati in collaborazione con Tagliapietra, una delle aziende leader in Italia nell’importazione, lavorazione e commercio di prodotti ittici in particolare del merluzzo. Presente anche Dagfinn Arntsen, sindaco di Vaeroy, isola norvegese delle Lofoten gemellata con Venezia.

«Per questa nuova edizione – spiega il presidente del Comitato Organizzatore del Festival Triveneto del Baccalà Luca Padovani – abbiamo voluto stimolare ancora di più la capacità degli chef in gara. Oltre alla richiesta, secondo il Regolamento, di escludere tutte le ricette della tradizione per lasciare spazio solo alla creatività, abbiamo chiesto di proporre tre piatti, antipasto, primo e secondo, di cui due con stoccafisso e uno con baccalà salato. Sono certo che anche le ricette presentate durante questa manifestazione daranno grandi soddisfazioni a tutti in termini di fantasia, ricerca e sperimentazione».

Fino al 20 novembre 2017, data ultima delle cene in calendario al Festival, i giudici saranno i clienti che parteciperanno alle serate e potranno votare la ricetta a loro più gradita tra le tre in concorso. In seguito, la Segreteria del Festival, sulla base delle votazioni dei clienti, indicherà al Comitato Esecutivo la ricetta della serata scelta per la selezione provinciale. Successivamente, il Comitato Esecutivo indicherà il Ristorante che parteciperà alla preselezione regionale dalla quale usciranno i sei Ristoranti che con i loro piatti parteciperanno al Galà Finale.

Gli chef si sfideranno da settembre a novembre per aggiudicarsi la vittoria durante il Galà Finale che quest’anno si svolgerà nella Cantina Sociale di San Bonifacio (Verona), lunedì 4 dicembre 2017. Una Giuria Tecnica, tra i cui giurati figura di diritto chef Martino Scarpa dell’Osteria ai Do Campanili (Cavallino – Treporti), vincitore dell’edizione 2016, proclamerà la migliore ricetta, assegnando allo chef vincitore il Trofeo Tagliapietra e un viaggio alle Lofoten, isole norvegesi patria dello stoccafisso.

Per conoscere i ristoranti e le date, consultare il sito http://www.festivaldelbaccala.it.

Innovare rispettando la tradizione è anche l’obiettivo della terza edizione di Baccalando, il percorso ideato per i giovani che si affianca a quello più tradizionale del Festival Triveneto del Baccalà che prevede la proposta in chiave creativa e originale per cinque locali alla moda del Veneto, di cichéti, stuzzichini o finger food a base di baccalà. Ogni locale avrà il compito di presentare il proprio aperitivo a base di baccalà accompagnandolo a un drink alcolico o analcolico. L’aperitivo più innovativo sarà scelto durante le Preselezioni Regionali del Festival Triveneto del Baccalà, che si svolgeranno lunedì 27 novembre al Baccalàdivino di Mestre (Venezia), servito e premiato durante il Galà Finale del Festival, lunedì 4 dicembre. Al vincitore sarà offerto in premio un volo per due persone a Oslo, in Norvegia, patria del merluzzo.

Baccalando è organizzato da Marco Ridu.

Ecco i locali e le date di Baccalando per provincia. Gli appuntamenti, dalle 18, saranno accompagnati da deejay-set: Treviso al Gellius (Oderzo) il 29 settembre; a Padova all’Herb (Cittadella) il 6 ottobre, La Gineria il 27 ottobre. A Vicenza al Garibaldi il 13 ottobre e a Mirano (Venezia) all’Horteria il 20 ottobre.

«Il merluzzo sta vivendo una nuova stagione d’oro – spiega il patron del Baccalàdivino di Mestre e coordinatore della Giuria Tecnica Franco Favaretto – anche grazie a questa competizione che è andata consolidandosi in questi anni. Ogni edizione ci sorprende per innovazione e originalità e sono certo che questa ottava edizione sarà ancora più stimolante nell’ottica della valorizzazione in chiave creativa dello stoccafisso e del baccalà».