NOALE: A TAVOLA CON L’OLTREPÒ PAVESE

foto la corte delle tre lune noale

Una cena a tema con l’azienda Marchesi di Montalto e i vini dell’Oltrepò Pavese in uno dei borghi più belli della provincia di Venezia. L’appuntamento è per giovedì 11 settembre alle 20.30 al ristorante La Corte delle 3 lune di Largo San Giorgio 6/b a Noale e le prenotazioni sono già aperte. A conduzione familiare, i titolari hanno saputo scegliere un posto “coccolo” nella città dei Tempesta, il vecchio palazzo Zorzi-Bonaldi, con la possibilità di pranzare o cenare in una corte dove non c’è rumore e traffico; in cucina la possibilità di mangiare Rane fritte ed Escargot ma anche piatti vegetariani e della tradizione veneta, sempre attenti alla ricerca di prodotti freschi e di stagione. La serata inizierà con l’antipasto di Doppia sfoglia con Tortello di zucca e Asiago, lo Strudel di funghi di bosco e caciotta nostrana su vellutata di porcini. Il tutto accompagnato dal Metodo Classico “Organza” Docg Pinot Nero-Riesling. Si proseguirà con il Risotto di Monsaltus e provolone padano, Gnocchi fatti in casa con finferli e guanciale di Sauris lievemente affumicato: in tavola arriverà il Riesling Monsaltus Doc 2013. Per secondola Guancetta di manzo irlandese brasata al Ca’ Nuè con polentina Marano e Biancoperla e patatine al forno, servito con Pinot Nero Ca’ Nuè Doc 2013. E per finire, Nonna papera di pere e cioccolato su crema di cannella, accompagnato dal Passirè passito 2004. Il costo della serata sarà di 32 euro. Per informazioni chiamare lo 041-4433967 o inviare una e-mail a ristorante3lune@gmail.com. Chiuso il mercoledì. Enoteca le Cantine dei Dogi è un riferimento nel mondo enogastronomico, perché oltre alla distribuzione a ristoranti e Wine Bar propone i suoi prodotti anche tramite il canale e-commerce, novità che sta riscuotendo un grande successo. L’azienda Marchesi di Montalto, invece, è nata nel 2005 pur avendo alle spalle una realtà famigliare importante nell’ambito enologica. La produzione si basa su due vitigni principi della zona, Pinot nero e Riesling Renano disposti su 100 ettari. I cavalli di battaglia sono i Metodi Classici, proprio perché il primo, in questo territorio, trova uno dei migliori posti della terra dove maturare ed esprimere la propria tipicità. Il Riesling, oramai quasi tutto Renano, prosegue il progetto “Valle del Riesling”; in questa zona, come nella Mosella, il vitigno esprime al massimo le sue caratteristiche di mineralità e freschezza.

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A SANDRIGO TORNANO DI SCENA IL BACCALA’ E I SUOI SAPORI

foto festa del baccalà sandrigo1

Pensi a Vicenza e ti viene in mente il baccalà. Nel 1987 a Sandrigo, cittadina quasi al centro della provincia, è stata fondata la Confraternita del Bacalà per difendere la cucina locale. In questi anni sono stati fatti degli studi per stabilire una ricetta codificata, si è lavorato con degli esperti per stabilire i migliori abbinamenti di prodotti e di vino e il questo piatto è riconosciuto tra i cinque alimenti della tradizione italiana nel circuito EuroFir, finanziato dall’Unione europea.

E non poteva essere che Sandrigo a ospitare l’omonima festa dedicata a questo pesce, in programma dal 16 al 29 settembre prossimi per l’edizione numero 27, dedicata nell’occasione alla Via Quarenissima, progetto turistico basato sulla rotta del veneziano Pietro Querini nel 1431 che diede inizio alla fortunata tradizione del Baccalà in Veneto. Viaggio che è oggi anche un progetto turistico e culturale europeo promosso da Pro Sandrigo e la stessa Confraternita del Bacalà e sostenuto dalle Regione Veneto, dalla Contea norvegese della Nordland e dai Comuni di Sandrigo e di Rost, l’isola norvegese dell’arcipelago delle Lofoten dove si pesca il merluzzo che dopo essere stato essiccato con il gelido vento diventa stoccafisso.

Si potrà degustare il Bacalà nei chioschi gastronomici allestiti nelle piazze del paese (nei giorni feriali dalle 19, il sabato dalle 18 e la domenica dalle 11 e dalle 18): tra le proposte il classico Bacalà alla Vicentina con Polenta oppure piatti a base di stoccafisso, come i Bigoli al Torcio con il Bacalà, gli Gnocchi di Posina al Bacalà o il risotto di bacalà. Ogni serata sarà accompagnata da musica dal vivo o spettacoli di danza.

Primo appuntamento martedì 16 con il Gran Galà del Bacalà (su prenotazione 0444-658148 oppure info@prolocosandrigo.it).

Altra iniziativa importante domenica 28 settembre con la Cerimonia di investitura della Confraternita del Bacalà dalle 10.30 nel piazzale del Municipio. Si tratta di un momento folcloristico che vedrà il nuovo Priore impartire la benedizione con un grande stoccafisso e accogliere i nuovi confratelli nel gruppo. A seguire ci sarà una sfilata dei cavalieri del Bacalà a cui si uniranno i rappresentanti di altre confraternite enogastronomiche e i soci dei Bacalà Club. Presente una delegazione di pescatori di Rost.

In occasione della manifestazione è possibile visitare Villa Sesso Schiavo (con guida su prenotazione al pomeriggio o entrata libera negli orari di apertura degli stand gastronomici dalle 18 alle 21) e il mercatino di artigianato e gastronomia nei week end.

TORNA MADE IN MALGA AD ASIAGO: I GRANDI FORMAGGI D’ALPEGGIO

Made in Malga 2013: il casaro fa una tosella in diretta

Made in Malga 2013: il casaro fa una tosella in diretta

Rieccolo e come sempre in grande stile: Made in Malga, tre giorni pieni a inizio settembre dedicati ai formaggi di montagna, un week end intero: 5, 6 e 7 settembre ad Asiago (VI). Dove per Asiago s’intende l’intero centro della capitale dell’Altopiano coinvolto in questa manifestazione che vuole far scoprire i grandi formaggi italiani d’alpeggio. E per il secondo anno consecutivo sarà allestito un Circuito Made in Malga in 40 tappe che coinvolgono negozi, bar, ristoranti e alberghi della città dove si potranno gustare  il formaggio Asiago Dop Prodotto della Montagna Fresco e Stagionato, insieme a Fontina, Castelmagno d’Alpeggio, Caciocavallo Podolico delle Piccole Dolomiti Lucane, Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse, formaggi dell’Alto Sebino, Morlacco, Bastardo del Grappa… e tanti altri. La manifestazione ha in calendario anche laboratori di degustazioni guidate con l’abbinamento a  birre i vini di montagna, incontri, escursioni in malga e tanta musica! Infine nei ristoranti cene a tema con piatti dedicati ai formaggi di montagna. Ecco in sintesi gli appuntamenti di Made in Malga:  Evento inaugurale 5 settembre ore 17.30 – Teatro  Millepini- Asiago: Tavola Rotonda “Tradizione e futuro della vita in alpeggio: voci a confronto”.  Quale futuro attende l’agricoltura di montagna? E quali scenari si aprono alle giovani generazioni che scelgono di continuare la tradizione millenaria dell’alpeggio? a cura del Consorzio Tutela Formaggio Asiago  con proiezione in prima nazionale del documentario “Capindo la late. Transumare di persone e bestie attraverso il tempo sull’Altopiano di Asiago 7 Comuni”  realizzato dall’Università degli Studi di Padova, Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di scienze storiche, geografiche e dell’antichità.  Il Circuito Made in Malga:  sabato 6 settembre  dalle ore 12 alle 19, domenica 7 dalle ore 10 alle 19. Laboratori con i vini e birre di montagna. Stand Gastronomico con i piatti tipici della montagna: tosela, pastin, speck,  formaggio Asiago Dop e polenta di mais sponcio. Lo stand apre venerdì 5 settembre alle ore 15.30.  Escursioni: dal venerdì 5 alla domenica 7 settembre ogni giorno una visita guidate in malga a passeggio o in mountain bike. E tanta musica:  venerdì 5: musica live in Città: in 4 piazze di Asiago 4 gruppi dall’aperitivo al dopo cena; sabato 6 ore 18.30 in Piazza Carli: Dj Set per l’aperitivo, alle 21 Gaggia & Visonà “80-90 Story” con la partecipazione di Lady Helen; domenica ore 18.30  in Piazza Carli : Irene Guglielmi & Movida Band. Se volete avere qualche dettaglio in più potete sfogliare il numero di agosto di Carta da Formaggio, fanzine digitale (www.cartadaformaggio.it), curata da Alberto Marcomini e dai Guru del Gusto, organizzatori e vera anima di Made in Malga.10401905_670225926404226_8915644399368125194_n

 

 

 

NOTE DIVINE E CASA CALDART FANNO CENTRO

Il brindisi finale delle Divine

Il brindisi finale delle Divine

Chi non c’era ha mancato davvero una bella serata. Perché a Casa Caldart si è mangiato benissimo, bevuto altrettanto, chiacchierato, e, alla fine, danze per tutti a chiusura di Note Divine. E che la serata promettesse scintille lo si è visto già all’inizio quando, come noi che arrivavamo da lontano rispetto a Bigolino di Valdobbiadene (TV), si faceva fatica a trovare un posto a sedere. Sala gremita del ristorante Caldart, buone più di 150 persone attorno ai tavoli delle degustazioni di vini (Giorgio Cecchetto, ma promoter la moglie Cristina, superaboso Piave, Ida Agnoletti montelliana Doc con i suoi rossi e il suo Manzoni, Daniela Caldart con le grandi bollicine da Prosecco della sua Dea Rivalta, e Igor Branko da Cormons, che subito ha spopolato con i suoi pinot grigio, friulano e un blend bianco di raro fascino). Era questa più o meno l’occasione dell’incontro: donne del vino+uno ed è stato sotto il profilo enologico assai interessante. Però, bisogna dirlo, la cena servita a buffet da Casa Caldart è stata davvero grandiosa non solo per quantità (finger foood a profusione senza soluzione di continuità) ma soprattutto per qualità. Non è facile mantere il livello alto su tutti i 13 finger food serviti a centinaia eppure è successo. Aperitivi golosi, perfetti negli accostamenti dei sapori, davvero accattivanti. Giusto per la cronaca, eccoveli: tartare di manzo con valerianella e frutti di bosco; crema fredda di borlotti con radicchietto e “frise” (vale a dire rilettura micro di radici e fasioi con ciccioli, caldo-freddo suggestivo);  burratina in carrozza con basilico e crema di melanzane; lonzetta di filetto San Marco con formaggio Cantadour al rafano e melone; sfilacci di capriolo con noci, bacon su insalatina  novella; zucca estiva in saor di cipolla di Tropea con polpettine di melanzane; girello di vitello con emulsione di erbe aromatiche e finferli; fiori di zucca ripieni di ricotta e verdure in tempura; gazpacho con ricotta di bufala e vele croccanti; insalatina di calamaretti con cetrioli e datterini; baccalà cotto a bassa temperatura con finta maionese e olive taggiasche (un must, baccalà dissalato alla perfezione); piovra con patate e sedano; insalatina di avocado e gamberetti con uova mimosa. Niente male, vero? E poi ha fatto il suo ingresso un perfetto risotto alle verdure con cialde al parmigiano, fragrante, al dente (nonostante il numero dei commensali): piacevolissimo. A chiudere una selezione di mini dolci, anche questi, quasi innumerevoli, buoni, buonissimi. Ma l’ora ormai era tarda ed era ragionevole risparmiarsi. Anche perché durante le degustazioni non era possibile trattenersi dall’assaggiare i formaggi di alta qualità proposti da Valsana. Che dire? Serata riuscitissima grazie alla passione di Cristiana Sparvoli, che sta già pensando al prossimo fine estate/autunno con altre Note Divine, magari allargate.

Alcuni finger food

Alcuni finger food…

e alcuni mini (?) dolci

e alcuni mini (?) dolci

OPERAZIONE VIGNE FIORITE E BIODIVERSITA’ AD ASTORIA VINI

_MG_3033-1Chi passa  lungo via Crevada, la strada provinciale che collega Conegliano a Pieve di Soligo, l’ha già notata da qualche giorno ma ha probabilmente pensato che fosse solo un prato fiorito. Molto bello, ma niente di più. In realtà quello che si vede dalla strada è un ambizioso progetto di riqualificazione ambientale degli ecosistemi: aderisce a “Vignes fleuries”, uno specifico protocollo francese utilizzato nei vigneti, che finora ha pochissime applicazioni in Italia. A realizzarlo è stata Astoria Vini, che lungo questa collina coltiva 40 ettari di vigneto. Da qui arrivano buona parte delle uve per i vini dell’azienda e in particolare per il Prosecco DOCG, esportato da Astoria in tutto il mondo. L’obiettivo è creare un ecosistema che favorisca lo sviluppo di una flora e fauna integrata con i vigneti, arricchendo il terreno e al contempo svolgendo la funzione di ricettacolo del entonomofauna, attirando cioè quegli insetti in grado di combattere in modo naturale i parassiti che attaccano le uve. Già nel primo anno consentirà la riduzione del 40% sui trattamenti antiparassitari. Il tipo di mix di sementi utilizzate è un’esclusiva e si chiama appunto “Astoria”, realizzato sulla base delle caratteristiche del terreno e delle esigenze della cultura vinicola. Deve infatti adattarsi al terreno, resistere alle variazioni climatiche tipiche della zona e della specifica esposizione del terreno, oltre che garantire una copertura continuata in tutte le fasi dell’anno. È un progetto a cui tengo molto, l’idea l’ho avuta dopo aver visitato alcuni vitigni francesi in cui questo sistema era adottato. – dichiara Giorgio Polegato – Due anni fa, quando per motivi di sicurezza abbiamo dovuto tagliare gli alberi che davano sulla strada, ho colto l’occasione per realizzarlo. È stato uno studio non facile: perché questo metodo sia efficace non basta replicarlo da altre esperienze, ma va calato nell’ecosistema in cui deve essere realizzato. Ci abbiamo investito tanto tempo, con il lavoro dello Studio Artenatura di Ruggero De Conti: i risultati per i vigneti arriveranno col tempo ma intanto fa piacere vedere la gente che si ferma a fotografare i fiori lungo la strada. La lotta per il mantenimento della biodiversità e il recupero della flora autoctona, che nel trevigiano è particolarmente ricca, è uno degli obiettivi promossi sia dalle associazioni ambientaliste che dai consorzi di tutela. Non è un caso se il protocollo vignes fleuries è utilizzato già da 15/20 anni dai viticoltori transalpini. Siamo fieri di aver creato un angolo fiorito che fa bene al nostro vigneto e contribuisce ad abbellire il territorio che ci circonda: ora il frontestrada – conclude Polegato – è un degno biglietto da visita dell’azienda. Ci auguriamo che anche altri nostri colleghi produttori seguano il nostro esempio nella lotta biologica naturale agli insetti. E il risultato è quello che si vede nella foto sopra che è il primo risultato di un progetto iniziato nell’estate del 2012 quando a seguito di segnalazioni da parte ufficiale sulla pericolosità degli alberi per la circolazione stradale su via Crevada fui necessario tagliarli per evitare che cadessero in strada. A quel punto le scarpate che dividono i vigneti avevano bisogno di una risistemata e così Astoria Vini decise di ripristinare l’area interessata aderendo ad un protocollo francese di rivegetazione per l’inserimento della biodiversità nel vigneto adiacente. I tecnici Astoria e i collaboratori dello studio Artenatura hanno proceduto in primo luogo a un intervento generale di pulizia dalla vegetazione precedente, utilizzando dei presìdi totalmente compatibili  il cui utilizzo è ammesso anche in agricoltura biologica in modo da non danneggiare il terreno in vista delle future semine. Poi nel gennaio 2013 hanno avuto inizio le operazioni vere e proprie con la preparazione del terreno e l’idrosemina per la collocazione di piante selvatiche a vegetazione estiva come papavero, centaurea, cardo e finocchio selvatico. Si tratta di piante ad alta valenza biologica, a forte attrattività di biodiversità e a bassa manutenzione. Nel contempo si è sistemato il terreno per le semine successive. Con la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno è stato il momento di piantare delle siepi di piante autoctone, che hanno parzialmente sostituito la vegetazione arborea preesistente. Arbusti di cottinus, ginestra selvatica, cornus sanguinea, prunus spinosa, ipomea,  berberis vulgaris, sambuco, ligustro vulgaris, viburnum opulus, rosa canina, biancospino, maggiociondolo, eovonimus europeano, cornus mas, budleia. Nelle scarpate più scoscese e rocciose hanno trovato posto piante ad ampia copertura sempreverde, come i salici e la ginestra selvatica. Quest’anno per evitare che le forti piogge, sempre più frequenti, facciano franare il terreno, si è deciso infine per l’inserimento di una varietà di salici, piantati nei punti ad alta umidità proprio per assorbire l’acqua.

Al Giorgio Polegato di Astoria Vini, il sindaco di Refrontolo Loredana Collodel, e ai lati i responsabili di Artenatura.

Al centro Giorgio Polegato di Astoria Vini, il sindaco di Refrontolo Loredana Collodel, e ai lati i responsabili di Artenatura.

 

 

 

SENZA PAROLE O UNA SOLTANTO: PACE

Io l’ho ricevuta da Gino Bortoletto, anima da sempre di Slow Food in Veneto e oltre,  e ho deciso di metterla nel blog Il Coquinario, anche se non parla di cibo e di vino o affini, ma di pace. Con quel che sta succedendo a due passi da noi, non solo nel vicinissimo Oriente ma anche in Europa, la pace è forse la cosa più necessaria per tutti. La lettera che qui segue è stata mandata a Gino Bortoletto da Michele Rumiz, responsabile della rete Slow Food Balcani. Leggetela e soprattutto ricordatela.

Emad Asfour

Emad Asfour

 

Due giorni fa, a Gaza, sotto le bombe, se n’è andato Emad Asfour, delegato di Terra Madre nel 2012. Emad lavorava per il YDA, una delle poche realtà capaci di lavorare sia nella Cisgiordania che nella Striscia di Gaza. Faceva parte di un gruppo di giovani palestinesi che avevano dato vita ad un’organizzazione non governativa nata per educare i giovani ad essere i leader di domani, a recuperare la fiducia in se stessi nonostante le quotidiane umiliazioni dell’occupazione. Aveva organizzato anche un Terra Madre Day nel 2010, a Gaza, e credeva che Slow Food fosse uno strumento unico per parlare di sovranità alimentare e di tutela delle tradizioni gastronomiche palestinesi.  Emad aveva 36 anni, ed era quasi un anziano in questa terra dove più della metà della popolazione è minorenne. Due giorni prima di morire aveva visto sparire suo padre sotto le bombe. Emad era un uomo giusto. Immaginate la valle del Tanaro. Immaginate che in quella lingua di territorio che va da Bra ad Asti vivano più di un milione e mezzo di persone. Immaginate che nessuno di voi possa uscire dalla valle da 7 anni, se non in rarissime occasioni, e unicamente da un solo confine. Immaginate di spiegare a vostro figlio che quella lassù in cima è La Morra, ma che lui non ci potrà mai andare. Immaginate ora che piovano bombe. Tante. Su Pollenzo e in piazza Roma, tra i portici di Cherasco e sulle torri di Alba, sulle scuole e le chiese. Immaginate di ricevere una telefonata in cui avete 2 minuti per lasciare la vostra abitazione. O immaginate che lo dicano ai vostri nonni, ai vostri genitori. Immaginate di trovare per strada miliziani che vi intimano, armi alla mano, di non lasciare le vostre abitazioni. Che lanciano razzi dalla vostra via. E ora ditemi cosa direste a chi vi chiede di sedervi a un tavolo e parlare di pace.