14 E 15 DICEMBRE, LA TIRAMISÙ WORLD CUP DIVENTA JUNIOR

Al via nel pomeriggio di 14 dicembre, le selezioni della Tiramisù World Cup Junior riservata ai “piccoli chef” di età compresa fra gli otto e i tredici anni di età. Anche per loro, due categorie: la ricetta originale (uova, mascarpone, zucchero, savoiardi, caffè e cacao) e la ricetta creativa (con la possibilità di aggiungere fino a tre ingredienti e di sostituire il biscotto). Semifinali e finali nella mattinata di domenica 15 dicembre a Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier.

Sono già “armati” di savoiardi e mascarpone i giovanissimi concorrenti che si sfideranno per realizzare il “tiramisù più buono del mondo” nella gara riservata ai ragazzi. La competizione comincerà all’Istituto “Lepido Rocco” a Lancenigo di Villorba alle 14, quando scenderanno in campo i partecipanti iscritti alla categoria “originale” del dolce al cucchiaio più famoso del mondo; a seguire, dalle 16, sarà la volta degli iscritti per la ricetta creativa.

Coloro che riusciranno a superare questa fase approderanno alle semifinali di domenica mattina (inizio ore 9) e i più bravi raggiungeranno le finali che si terranno a partire dalle 11, sempre a Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier (Treviso).

NATALE 2019, PROSECCO SOLIDALE: LE MANZANE PER LA SLA

Un’idea-regalo che riscalda il cuore e sostiene una buona causa, da mettere sotto l’albero a Natale o da stappare con parenti e amici durante le festività: la cantina Le Manzane presenta il Prosecco Solidale 2019. Il nuovo Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore Extra Dry Limited Edition è frutto della vendemmia benefica dello scorso 8 settembre tra i filari di Glera della tenuta di San Pietro di Feletto (Treviso). Parte dei proventi, infatti, serviranno ad aiutare la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica dell’Associazione Revert, grazie ad un progetto sviluppato in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re.

Le bottiglie, impreziosite da un bindello dedicato alla onlus e da un’etichetta in Braille, vengono commercializzate per il Natale 2019 nel formato da 0,75 litri e sono acquistabili nelle enoteche e nei negozi specializzati, al Wine Shop “PaperCigno” della cantina Le Manzane e su ordinazione telefonando allo 0438-486606 o scrivendo a info@lemanzane.it. E’ prevista la spedizione per un minimo di sei bottiglie. Consigliata la prenotazione.

Ma tante sono le proposte per un brindisi in compagnia a Natale e a Capodanno o per un pensiero speciale da fare a chi si ama: dalle confezioni regalo ai formati speciali. Nel punto vendita della tenuta di San Pietro di Feletto sono disponibili, oltre al Prosecco Superiore e alle altre referenze della cantina Le Manzane, anche “I vini degli Amici di Ernesto”, una scelta di etichette provenienti dalle principali regioni vitivinicole italiane e altri prodotti tipici selezionati.

Il Wine Shop “Papercigno” si trova a San Pietro di Feletto (Treviso) in via Maset, 47/b lungo la strada provinciale 635 tra Conegliano e Tarzo. Durante le festività, fino al 6 gennaio, il punto vendita della cantina è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12 e dalle 13.30 alle 18.30, il sabato dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 12. Chiuso il 25 e 26 dicembre. Degustazioni guidate per gruppi su prenotazione.

Le Manzane è un’azienda, a conduzione familiare, fortemente radicata nel territorio trevigiano come produttrice da più di 30 anni. Distribuisce sia in Italia che all’estero raggiungendo 34 Paesi. L’export rappresenta attualmente il 65 per cento del fatturato aziendale.

21 NOVEMBRE, IL CONCORSO PANETTHON TORNA AL PERCHÈ

Daniele Gaudioso

È già tempo di “re panettone”. Il ristorante Perché di Roncade (Treviso) torna a ospitare Panetthòn, la sfida regionale fra panettoni artigianali che in realtà è una gara di solidarietà. Lo farà giovedì 21 novembre alle ore 20, organizzando la cena di presentazione dei panettoni prodotti da pasticcerie delle province di Belluno, Treviso e Venezia.

Sono una quarantina i maestri pasticceri che hanno deciso di mettersi in gioco iscrivendosi alla quarta edizione di Panetthòn, singolare concorso  ideato da Daniele Gaudioso, medico oculista padovano e accademico della cucina che nel corso degli anni si è affermato come una vetrina di qualità e di rigore nel rispetto dei valori tradizionali e salutistici del prodotto “panettone”. Al concorso sono ammessi solo panettoni rigorosamente privi di emulsionanti, conservanti, mono e digliceridi degli acidi grassi (quelli classificati come E471) e di tutti quegli additivi che vengono usati per una conservazione più lunga nel tempo dei prodotti alimentari. ​Panettoni classici, con uvetta e canditi, prodotti con materie prime di altissima qualità, che hanno una durata limitata ma che in cambio presentano una bontà senza paragoni.

L’etichetta “solidale” definisce le finalità benefiche del concorso, il cui ricavato è stato destinato ai progetti della Onlus padovana “Amici di Adamitullo” che da dieci anni in Etiopia garantisce il sostegno alle attività scolastiche ed educative di circa mille bambini e adolescenti frequentanti la Missione salesiana di Adamitullo, piccolo paese a tre ore di auto dalla capitale Addis Abeba.

La giuria – composta da esperti del settore e giornalisti enogastronomici – selezionerà poi nel corso di una degustazione rigorosamente alla cieca prevista il 24 novembre – i 12 pasticceri veneti che accederanno alla serata finale del 4 dicembre, che sarà ospitata nelle storiche sale del Caffè Pedrocchi di Padova.

Ma anche al Perché è previsto un piccolo concorso interno: tutti i presenti potranno votare il proprio panettone preferito. La degustazione dei panettoni bellunesi, trevigiani e veneziani avverrà al termine di una cena, la cui quota di partecipazione è di 25 euro, parte dei quali saranno devoluti al progetto Adamitullo.

Queste la pasticcerie partecipanti alla serata. Per la provincia di Belluno, Centelghe a Farra d’Alpago, Officine la fabbria del buon gusto a La briciola, entrabe di Belluno.

Per il Trevigiano, Pasticceria Pollesel di Orsago – Conegliano – Treviso), Pasticceria Villa dei cedri di Valdobbiadene, Panificio Bosco, Pasticceria Max e Battistuzzi di Treviso, Infine per Venezia, in corsa ci sono Milady di Marghera e Pasticceria Zizzola di Noale.

Info e prenotazioni allo 0422-849015.

TIRAMISÙ WORLD CUP 2019, VOLANO IN BRASILE FABIO PEYLA DI COMO E SARA ARRIGONI DI BERGAMO

Fabio Peyla e Sara Arrigoni

Lui è Fabio Peyla,addetto marketing di 40 anni di Uggiate Trevano (Como), ed è Campione del Mondo con la sua ricetta originale del Tiramisù. Lei è Sara Arrigoni, insegnante di Paladina (Bergamo) di 27 anni ed è Campione del Mondo con la sua ricetta creativa al mojito (ma rigorosamente non alcolica). Sono loro a trionfare nella terza edizione della Tiramisù World Cup, la competizione che premia “chi fa davvero il Tiramisù più buono del mondo”.

Ora voleranno in Brasile, ospiti dell’Ambasciata italiana a Curitiba per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, bandiere del Belpaese del dolce al cucchiaio più popolare e amato da tutti. «Ancora non ci posso credere – dice emozionata Sara Arrigoni – perché ho provato tante ricette e alla fine questa è quella che i miei amici e famigliari hanno giudicato essere la migliore. È stato il terzo anno di partecipazione e finalmente ho vinto».

Fabio Peyla aveva prenotato per restare una sola notte a Treviso, ma alla fine è dovuto rimanere per le semifinali e anche per la finalissima della “sfida più golosa dell’anno”: «Ho avuto il supporto e il calore della mia famiglia che mi ha sostenuto e che ringrazio immensamente. Sono riuscito a vincere, dopo tanti, tantissimi Tiramisù preparati in tutte le ultime settimane per migliorare sempre più».

La tre-giorni in quello che è stato ribattezzato “Palazzo dei Tiramisù”, nel cuore di Treviso, ha avuto un grandissimo successo di pubblico, con il coinvolgimento di centinaia di concorrenti e giudici provenienti da ogni dove: «Siamo orgogliosi di questa edizione, che è andata oltre le migliori aspettative – dice Francesco Redi, ideatore e organizzatore della Tiramisù World Cup. Il mio ringraziamento va ai partecipanti, ai sostenitori, ai nostri partner, al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, per la sensibilità dimostrata nel credere da subito alla nostra manifestazione; un grazie a Treviso e al suo Comune per averci dato la possibilità di ospitare le gare in piazza dei Signori».

Oltre ai Campioni del Mondo, erano arrivati in finale anche Eleonora Andronico di Gemona (ma romana d’origine, ndr.) e Beatrice Castellan di Valdobbiadene (ma residente a Imola, ndr.).

Per la ricetta creativa, al tavolo delle finali, condotte da Filippo Ferraro di Rds 100 per cento Grandi Successi, anche Rossella Favaretto di Mestre (pepe e pere), Camilla Favaretto di Feltre (amaretti, formaggio e lamponi).

TIRAMISÙ WORLD CUP 2019 ARRIVA LA FINALE

Conto alla rovescia per scoprire chi “fa davvero il Tiramisù più buono del mondo”, edizione 2019. Da piazza dei Signori a Treviso, nel cuore della Marca trevigiana, domani pomeriggio (dalle 15) la finalissima della Tiramisù World Cup. L’atto conclusivo vedrà come presidente di giuria Roberto Lestani, presidente della Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria, che decreterà i due Campioni che andranno in Brasile per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo.

Ancora poche ore e si concluderà anche questa edizione della “sfida più golosa dell’anno”, che ha visto seicento “chef” (rigorosamente non-professionisti), sfidarsi a colpi di mascarpone e savoiardi. Domani mattina, sempre nella green-house allestita per l’occasione in piazza dei Signori a Treviso, alle 9 ci sarà la semifinale per la ricetta originale del Tiramisù (sei ingredienti: zucchero, uova, mascarpone, savoiardi, caffè e cacao) e alle 11 la semifinale per la ricetta creativa (con la possibilità di sostituire il biscotto ed aggiungere fino a tre ingredienti).

Dopo la selezioni di venerdì, ecco gli ultimi concorrenti che hanno staccato il biglietto per la fase finale delle gare.

Questi i concorrenti che accedono alle semifinali di domenica mattina (ore 9) per la ricetta originale: Fabio Peyla di Como, Beatrice Castellan di Valdobbiadene, Stefano Serafini di Feltre, Nicola Ottaviani di Verona, Paola Pederiva di Montebelluna e Daniela Favaro di Carbonera (Treviso).

Questi i concorrenti che accedono alle semifinali per la ricetta creativa (ore 11):

Luana Garbo di Rovigo (pasta mandorle, scaglie di mandorle e lamponi), Erika Luis di Udine (liquirizia e cioccolato bianco), Gianluca Muneretto (liquirizia e limone) di Treviso, Rossella Favaretto di Mestre (pepe e pere), Stefano Serafini di Feltre (lamponi e figlia d’oro), Paola Morelli di Milano (lamponi e cioccolato bianco).

 

TIRAMISÙ WORLD CUP 2019 I PRIMI SEMIFINALISTI DA TREVISO

È cominciato il lungo fine settimana della “sfida più golosa dell’anno” in piazza dei Signori a Treviso. Tante le ricette presentate e qualche sorpresa fra i concorrenti, giunti da tutta Italia. Sabato 2 novembre la seconda giornata di selezione; domenica 3 novembre, semifinali e finale nel “Palazzo del Tiramisù”, la green-house allestita per l’occasione nel cuore della città.

C’è chi è arrivato dalla Cina e chi dalla Francia, chi si è ritrovato iscritto a sorpresa da un parente o da un amico e chi ha partecipato per il terzo anno consecutivo. La Tiramisù World Cup è nuovamente nel cuore della Marca a regalare entusiasmo e passione per il dolce italiano più popolare al mondo. Per una concorrente cinese che non è però riuscita ad accedere alle semifinali, tre concorrenti hanno invece staccato il biglietto per le semifinali sia nella ricetta creativa che in quella originali: Silvia Zanini di Pieve di Soligo e Sara Arrigoni di Bergamo, Giuseppe Franco di Pordenone.

Questi i concorrenti che accedono alle semifinali di domenica mattina (ore 9) per la ricetta originale: Silvia Zanini di Pieve di Soligo, Renata Giacomini di Treviso, Gianluca Signoretti di Preganziol, Barbara Marcon di Treviso, Sara Arrigoni di Bergamo, Giuseppe De Donna di Torino.

Questi i concorrenti che accedono alle semifinali per la ricetta creativa: Elisabetta Zanette (arance e amaretti) di San Donà di Piave, Barbara De Col (zenzero e menta) di Belluno, Sara Arrigoni (al mojito analcolico) di Bergamo, Giuseppe Franco (yogurt ai frutti di bosco e panna) di Pordenone, Susanna  Pistolato (caramello salato e amaretto) di Venezia, Camilla Paludetto (formaggio, amaretti e lamponi).

RISTORANTE SAN MARTINO DI SCORZÈ, ECCO IL MENU DELL’AUTUNNO-INVERNO 2019

Michela Berto e Raffaele Ros

Creare un menu all’altezza di ogni situazione è un lavoro di eccellenza a cui il Ristorante San Martino di Scorzè (Venezia) di Raffaele Ros e Michela Berto si dedica da sempre, la ricerca creativa ha affinato uno stile che si fa distinguere.

Dal martedì al venerdì a pranzo il San Martino agevola chi ha poco tempo, con proposte contraddistinte dalla qualità di sempre. Così, per chi ha poco tempo, ma non rinuncia alla qualità Il San Martino propone un menu dinamico con “la semplicità del territorio”. E così come antipasti si può scegliere tra l’Insalata di radicchio rosso Igp di Treviso, cicorie e semi, Code di gamberoni a vapore, spuma di topinanbur e succo del frutto della passione, Bresaola di tonno, misticanza di verdure e pompelmo, Terrina di bollito di carne e radicchio marinato in agrodolce e Acquatelle in tempura su fondente di san Pietro e limone candito. Come primi, Ros propone Praline di zucca e ricotta infornata, Zuppa di pancotto con gallina, e brodo, Tagliatelle ai funghi, Risotto al radicchio rosso Igp di Treviso e Pasta di grano duro ai crostacei. Si può proseguire con il pesce e la carne con il Filetto di cefalo di Caorle arrosto con insalatina, Polletto in umido alla cacciatora con polenta, Merluzzo fresco in guazzetto di pomodoro confit, Tagliata di bavetta di manzo cotta rosa, con verdure al timo, Selezione di cinque formaggi stagionati e erborinati. Per finire il dolce con i Sorbetti alla frutta e gelati.

Si può passare al Menu Gourmet, che viene spesso rivisto e integrato durante tutto l’anno affiancando proposte culinarie sia del territorio che internazionali. Non mancano le selezioni degustative, veri percorsi per gli appassionati, ogni piatto pensato e realizzato con dedizione è una sfida anche estetica alla ricerca di una cucina di alta qualità. Così come antipasto si può partire con i Funghi, castagne e zabaione, Sgombro marinato, ceci, melanzana e gelato di ostrica, Scampo Reale del Conero, alla “Busara”, Lingua di vitello croccante, zucca allo zenzero e salsa verde, “Granseola”. Come paste e minestre si possono degustare le Morbidelle di zucca e Tartufo Bianco, Risotto con le cipolle di “Cavasso e Val di Cosa” astice e limone salato (2014), Eliconi alla crema d’ostriche e caviale di storione del Sile, Bottoni di zucca, cremoso di crostacei e bottarga di San Pietro (2018), Sfoglia ripiena al mascarpone al burro ai funghi, Pasta da gnocchi farcita di stufato di manzo. Come pesce e carne, Calamaretti e seppetti su crema di pane bruciata e pinoli (1997),  Piccione e cicoria, San Pietro dorato e carciofi, Fegato di vitello con cipolla e porcini, Anatra e fico fermentato(petto cotto rosa, sandwich di fegato grasso e petto affumicato), Scampi e calamari fritti, salsa tartara e misticanza, Selezione di otto formaggi stagionati e erborinati, marmellate e composte.

Per i Percorsi degustativi (bevande escluse) troviamo il “Vintage”con “I benvenuti dai Ragazzi di cucina” come la Terrina di bollito radicchio e mostarda, “Sopa Coada”,  Risotto al radicchio, Anatra e fico fermentato, Granatina di wasabi e bergamotto, Come un caffè corretto all’amaretto e la Piccola pasticceria, tutto a 70 euro.

Oppure c’è “Tra crudo e cotto in zona Fao 37.2.1 e oltre…”. Dopo l’entrée, Spigola , daikon, finocchio e pomelo, Crudo di mazzancolle, melograno, zampette croccanti su maionese di capperi, Capasanta, purea di albicocca essiccata e gelato di corallo, Seppia e lemongrass, Sgombro marinato, ceci, melanzana e gelato di ostrica, Scampo temperato nel lardo liquido, cremoso di Cannellini e banana fermentata, Ostica in tempura, zabaione al vermouth, Passata di vongole e granatina di succo di prezzemolo, Ricci di mare, castagna e tartufo bianco, Sampietro dorato e carciofi Calamaretti e seppetti su crema di pane bruciata e pinoli. E poi Granatina di wasabi e bergamotto, La mela e la Piccola pasticceria. Prezzo finale 120 euro.

Infine “I Classici”. Dopo l’ingresso, Cocktail di gamberetti di Laguna, gelato alle erbe, spuma calda di patata, mela friulana e zenzero, Focaccina di patate, capesante e porcini, Passata di lenticchie nere, mazzancolle cotte e crude, ricci di mare, Risotto con le cipolle di “Cavasso e Val di Cosa” astice e limone salato, Calamaretti e seppetti su crema di pane bruciata, pinoli, Merluzzo erbe e olive, Granatina di wasabi e bergamotto, Gelato alla vaniglia Thaitiennee Piccola pasticceria per chiudere. Il tutto a 85 euro.

Come dolci troviamo Tutto Nocciola (Gelato, mousse, biscotto e nocciole sabbiate), Terra terra (Foglie di radicchio candite, sorbetto di rapa rossa, guscio di cioccolato bianco, il Cioccolato (Ganache al cioccolato, ananas candito, basilico, e mandorle), La mela (Semifreddo alla mela, mela allo zafferano), Caffè corretto all’amaretto (Spumone freddo al caffè e amaretto, croccante al cacao, gelato allo yogurt) e il Gelato alla vaniglia Thaitienne.

A pranzo può essere richiesto sia il Menu Gourmet che quello Dinamico.

VENERDÌ 13 SETTEMBRE A ISTRANA (TREVISO), INCONTRO TRA I FORMAGGI VENETI E QUELLI UMBRO-MARCHIGIANI.

Si avvicina la data di inizio della 42esima Festa dell’Agricoltura di Istrana (Treviso). Dal 12 al 22 settembre a Sala di Istrana si susseguono degustazioni e seminari relativi al Veneto e non.

Nello specifico, venerdì 13 settembre alle 20, i prodotti caseari dell’Appennino umbro-marchigiano incontreranno quelli della tradizione veneta, in occasione del seminario enogastronomico “I formaggi per una vicinanza di intenti”. La degustazione, guidata dal coordinatore de Le Fattorie dei Sapori Veneti Giancarlo Coghetto e dal sommelier Silvano Favarin, si svolge in tre parti.

Alcune delle aziende partecipanti al Progetto de Le Fattorie dei Sapori Veneti (Tre Comuni di Istrana e Vaka Mora di Sala di Istrana) e alcuni produttori umbro-marchigiani presenteranno i prodotti più significativi del loro territorio, tutti formaggi di fattoria al naturale. Tra questi, si possono, infatti, assaggiare Agros, il formaggio fresco a latte crudo de Le Fattorie dei Sapori Veneti, il Pecorino dei Monti Sibillini, la ricotta salata della Valnerina e ancora il Formaggio del Conte di latte vaccino crudo a pasta gessata e il Casec, formaggio a latte crudo affinato in foglie di castagno e con stagionatura tre mesi. Ad accompagnare il tutto, i vini Asolo e Montello.

Per info e prenotazioni sulla degustazione, visita la pagina Facebook de Le Fattorie dei Sapori Veneti.

Come commenta Giancarlo Coghetto, coordinatore tecnico del gruppo Le Fattorie dei Sapori Veneti, «l’Appennino umbro-marchigiano e la Regione Veneto sono due meravigliosi territori che hanno molto in comune, a partire dal rispetto della tradizione e della volontà di valorizzare i prodotti al naturale, sinceri e genuini. In particolar modo, Le Fattorie dei Sapori Veneti hanno deciso di fare squadra e crescere insieme, con l’ambizioso obiettivo di far conoscere i formaggi e i salumi di fattoria e di diffonderne l’attenzione e l’interesse anche oltre i confini regionali».

Non è, infatti, il primo gemellaggio che Le Fattorie dei Sapori Veneti hanno con delle aziende da fuori regione: lo scorso maggio, Roma ha fatto da sfondo alla degustazione guidata che ha visto come partecipanti i formaggi delle Aziende trevigiane Ca’ Donadel e Cà Bastian, entrambe nel network de Le Fattorie dei Sapori Veneti e di alcuni produttori della Campagna Romana, portando così allo scambio di sapere e di opinioni tra la delegazione dell’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggio (Onaf) di Treviso e quella di Roma.

Le Fattorie dei Sapori Veneti portano avanti la sfida, iniziata un paio di anni fa, della produzione di formaggi di fattoria al naturale, riprendendo l’idea del pastore-casaro e ritornando alle origini della tecnica casearia, basato sulla lavorazione del latte crudo con i suoi fermenti naturali selvaggi, ottenuto esclusivamente in allevamenti di proprietà e trasformato grazie a caglio e sale all’interno della stessa azienda.  Il progetto Le Fattorie dei Sapori Veneti raggruppa 26 imprese agroalimentari venete e due operatori della ristorazione e ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti al naturale, sinceri e genuini; di associarli al produttore, entità umana oltre che produttiva ed economica; di proporre prodotti di pregio complementari o alternativi alle produzioni standardizzate industriali. https://www.fattoriedeisaporiveneti.it/

Il progetto si è sviluppato anche grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale di Istrana e alla Festa dell’Agricoltura che negli ultimi anni ospita il Concorso dei Formaggi di Fattoria.

RISTORANTE BUSATTO DI QUINTO DI TREVISO, 1919 – 2019: CENT’ANNI DI PASSIONE

«Grazie a tutti per aver accettato il nostro invito. Questo compleanno non è solo la nostra festa perché senza di voi, i nostri clienti che negli anni sono diventati amici, oggi non saremo qui a festeggiare».

Con queste parole Luca Busatto, affiancato dai genitori Enos e Maria, dalla sorella Silvia e dalla moglie Daria, ha ufficialmente aperto la serata dedicata al centenario del rinomato ristorante alle porte di Treviso. Una storia fatta di impegno, passione e buona cucina.

A Villa Brilli è andata in scena la vera tradizione della famiglia Busatto, quella dell’accoglienza, perché, come ha voluto sottolineare Enos: “il nostro più grande difetto è voler bene alla gente”. Lo ha dimostrato anche il saluto di Maria, anima del ristorante, che ha ringraziato pubblicamente i propri collaboratori, che da anni seguono il locale insieme alla famiglia, «perché senza il loro aiuto, la loro dedizione e la loro professionalità non saremmo arrivati fino a qui».

Perché Busatto è «un ristorante che è un patrimonio di tutti trevigiani e un esempio di come si possa guardare al futuro, valorizzando la tradizione», come evidenziato dal Sindaco di Treviso, Mario Conte, e dal Vicesindaco Andrea De Checchi, intervenuti alla serata, a cui hanno fatto eco le parole di Federico Capraro e Vincenzo Monaco, rispettivamente Presidente e Direttore di Ascom Confcommercio Treviso, che hanno consegnato nelle mani di Enos una speciale targa celebrativa, dimostrazione tangibile di “ammirazione e stima per l’impegno, la passione e la professionalità dimostrate in cento anni di attività del ristorante”.

La serata di gala è stata così l’occasione per ripercorrere le tappe salienti di un secolo di storia: dalla prima frasca, nata nel 1919 ad opera di Giuseppe e Giuseppina – genitori di Enos – divenuta osteria nel 1930, trattoria nel 1948 e ristorante nel 1995 con l’imponente restauro di Villa Brilli, da sempre sede del locale.

Una storia che durante la serata è stata raccontata anche attraverso il cibo, come hanno potuto scoprire i tanti ospiti intervenuti che si sono trovati dinnanzi ad un buffet che era una vera “macchina del tempo gastronomica”: dai semplici e gustosissimi affettati dell’angolo “frasca”, con la tradizionale porchetta, ai cicchetti del tavolo “osteria”, tra cui gli immancabili folpetti in umido, dai tipici piatti della “trattoria” come trippa e anguilla, alle raffinate e buonissime presentazioni del corner “ristorante”, in cui spiccavano il crudo di mare e la celebra frittura di Enos.

La serata è poi proseguita a tavola, con un menu che ha messo in luce tutta la bravura della famiglia Busatto, per culminare con l’immancabile taglio della torta ed il brindisi celebrativo.

Una serata di festa che gli ospiti potranno ricordare anche grazie all’omaggio consegnato dai padroni di casa al momento dei saluti: il libro Cibo, terra e amore. 100 anni del ristorante Busatto curato da Bruna Graziani e impreziosito, in ogni copia, da una dedica personale di Enos e Maria.

Un piccolo gesto che descrive, meglio di ogni parola, quel senso di vera ospitalità che si prova solamente varcando la soglia del ristorante Busatto.

#LIFE IN ROSÉ: BOSCO DEL MERLO-PALADIN E LILT INSIEME PER LA PREVENZIONE

Casa Paladin di Annone Veneto (Venezia), a sostegno della Campagna Nastro Rosa Lilt e delle molteplici attività promosse da Lilt (sezione trevigiana dell’Associazione Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) organizza tre appuntamenti conviviali con il pubblico, all’insegna del piacere e del gusto della vita.

Il sodalizio tra Casa Paladin e Lilt ha radici profonde e nasce dalla accentuata sensibilità al sociale, che da sempre, la Casa vinicola di Annone Veneto promuove e trasferisce in tutti i suoi prodotti. Un modo di fare viticoltura nel rispetto della terra e dell’ambiente in cui nascono e crescono i suoi frutti, un approccio guidato da una pratica responsabile della sostenibilità, la quale viene sintetizzata nel Progetto 4V: Vite, Verde, Vino, Vita. Ogni “V” introduce all’altra, ma non c’è n’è una prima delle altre. Nella quarta “V” è racchiusa l’intera filosofia, di Casa Paladin e del suo marchio Bosco del Merlo, espressa e veicolata da prodotti pensati non semplicemente come prodotti di grande qualità, ma veri e propri comunicatori dei valori della persona legati al suo benessere fisico e psicologico.

Proprio da qui nasce la convergenza con lo scopo di Lilt e la decisione di essere partner attivo in iniziative che ne sostengano attivamente l’immenso ed importante impegno dell’associazione.

Impegno concreto che sta alla base degli incontri conviviali proposti per brindare insieme, con due vini che ben trasmettono l’immagine della femminilità elegante e libera: Pinot Grigio Rosé e Rosé Brut Bosco del Merlo – il cui ricavato delle vendite sarà destinato a sostenere le varie attività di Lilt Treviso, contribuendo a migliorare la vita di moltissime donne.

Tre speciali appuntamenti a cui tutte e tutti sono invitati, un’occasione per unire il piacere di una degustazione di questi nuovi vini all’impegno sociale per la salute ed il benessere delle donne.

Ecco le date degli incontri, durante i quali, i nuovi vini e le attività di Lilt Treviso saranno presentati dalla nuova generazione di Casa Paladin: mercoledi 12 Giugno alla Locanda Ponte Dante, aperitivo dalle ore 18, giovedi 20 giugno alla Trattoria del Spin, aperitivo sempre dalle 18 e giovedi 27 giugno all’Antica Osteria Righetto (Quinto di Treviso), cena con menu dedicato all’evento (gradita la prenotazione).

Per tutti i dettagli sulle varie serate, si contattare i locali coinvolti o la nostra sede ad Annone Veneto 0422-768167.