LA CHEF DEL SEGNAVENTO IN SEMIFINALE A CUOCHI D’ITALIA

Patrizia Delponte

Patrizia Delponte chef veneziana presso Al Segnavento di Zelarino in comune di Venezia, protagonista delle ultime puntate della trasmissione televisiva Cuochi d’Italia condotta da Alessandro Borghese per aver eliminato tre cuochi rappresentanti le regioni Liguria, Emilia-Romagna e Marche si è classificata per la semifinale del programma. Rappresentando le eccellenze dei prodotti e della tradizione della cucina veneta, nonché della propria azienda, dopo 8 edizioni è riuscita a portare il Veneto nella fase finale del programma televisivo e giovedì 28 febbraio (ore 19.30) la vedremo all’opera ai fornelli per guadagnarsi la finale. Pattychef ha conquistato il pubblico ed i giudici con la sua simpatia e con un utilizzo sempre azzeccato delle materie prime proposte o che le sono state sottoposte, risultando l’unica concorrente dell’ottava edizione ad aver ricevuto più di un 10 come votazione, guadagnando complessivamente dei voti altissimi. Patrizia, conduce l’azienda agricola di famiglia proponendo Al Segnavento in via Gatta a Zelarino la conoscenza di prodotti regionali senza dimenticare la contemporaneità della cucina. “Cuochi d’Italia” è arrivata alla sua VIII edizione. Viene seguita da oltre 500.000 telespettatori di media e vede 20 cuochi provenienti da tutte le regioni d’Italia sfidarsi preparando piatti della propria tradizione culinaria. Alessandro Borghese è assistito nella conduzione dagli chef stellati Gennaro Esposito e Cristiano Tomei che

assaggiando le pietanze esprimono il loro gradimento ai piatti giudicando l’operato dei cuochi.
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DUE NEODIPLOMATI VENEZIANI ALLA SFIDA CHEF TALENT

Il Chef Talent 2017

Chi l’anno scorso si è aggiudicato le borse di studio di Chef Talent, oggi sta sostenendo il suo tirocinio formativo nei tristellati Le Calandre di Rubano (PD), con lo chef Massimiliano Alajmo e l’Osteria Francescana di Modena con lo chef Massimo Bottura.  La chance, dunque, è di quelle importanti perché permette di accedere, gratuitamente, al Master della Cucina Italiana, il corso di alta formazione per futuri cuochi che si tiene a Creazzo (VI), al Centro Formazione Esac-Confcommercio, e che ha nel suo corpo docente 25 chef per 33 stelle Michelin. Per nove neodiplomati segnalati tra i migliori studenti degli istituti alberghieri veneti, venerdì 26 ottobre si apre, dunque, una finestra sulla grande cucina. Sfidandosi in una prova pratica di preparazione di tre piatti, che verrà valutata da una giuria di esperti, potranno aggiudicarsi le due borse di studio messe a disposizione da Banca Mediolanum e dall’azienda Rader Spa di Altavilla Vicentina (realtà leader nelle materie prime alimentari). A contendersi la possibilità di partecipare gratuitamente il Master della Cucina Italiana, che inizierà il 14 gennaio 2019, saranno anche due neodiplomati degli istituti alberghieri veneziani: Christian Punter di Marghera (VE), proveniente dal Barbarigo di VeneziaNicola Saba di San Donà di Piave (VE) diplomatosi al Cornaro di Jesolo (VE). Allo Chef Talent si sfideranno con altri 7 giovani provenienti dagli istituti alberghieri delle province di Belluno, Treviso, Verona e Vicenza (Vincenzo Lo Buglio di Caldogno proveniente dall’Almerico da Schio di Vicenza e Sebastiano Tronco di Creazzo, dall’Artusi di Recoaro Terme). Segnalati dai loro rispettivi istituti, ora per loro si potrebbe aprire la porta di uno dei corsi di alta formazione per cuochi più ambiti in tutto il panorama nazionale, che ha tra i propri docenti grandi nomi della cucina, della pasticceria e dell’enogastronomia, come, solo per citarne alcuni, gli chef Massimiliano Alajmo,Norbert Niederkofler, Fulvio Pierangelini, Giancarlo Perbellini, Ciccio Sultano, Pino Cuttaia, Nicola Portinari, i pasticceri Gianluca Fusto, Corrado Assenza, Emmanuele Forcone e Loretta Fanella e tra le materie teoriche il manager Raffaele Alajmo, lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari, il maitre e sommelier Alessandro Tomberli. Non a caso, dunque, le richieste per frequentare il Master della Cucina Italiana sono molte e in questi giorni si è nel pieno delle iscrizioni per far parte della “brigata” di allievi che potranno frequentare l’edizione 2019 (info mastercucinaitaliana.it). Due posti, però, saranno già riservati a loro: ai due giovani che avranno saputo distinguersi nel corso di Chef Talent e che saranno già certi di far parte di una ristretta “brigata di allievi” di appena 20 selezionati aspiranti cuochi.

Christian Punter

Nicola Saba

 

AQUA CRUA: ARRIVANO LE UOVA DI PASQUA DI GIULIANO BALDESSARI

Novità in casa Aqua Crua per la Pasqua 2018: alle classiche colombe quest’anno Giuliano Baldessari ha deciso di affiancare le uova di cioccolato.
Le uova di Aqua Crua sono proposte in edizione limitata, solo 100 pezzi, nel formato da 200 grammi e realizzate con una speciale selezione di cioccolato al 70 per cento proveniente dalla Papua Nuova Guinea, ottenuto da un cacao fine e raro con sentori tendenti all’affumicato e all’acido e aromatizzate al sale di Maldon e cassia, una spezia orientale conosciuta come cannella cinese. La sorpresa all’interno di ognuna è una ricetta di Baldessari.
La colomba di Aqua Crua, riproposta dopo il successo dell’anno scorso, è preparata con cura artigianale tutte le settimane secondo la ricetta di famiglia di Giuliano. Arricchita con canditi artigianali è aromatizzata in modo naturale con fave di tonka e cassia, che le conferiscono un sapore deciso ed esotico ma per niente stucchevole.
La colomba e le uova sono disponibili nel ristorante o acquistabili on line nello shop di Aqua Crua (https://aquacrua.jimdo.com/) entro il 25 marzo. Il costo della colomba da mezzo chilo è di 15 euro, 10 euro le uova da 200 grammi. Spese di spedizione 6,50 euro, gratuite a partire da 10 pezzi. Le spedizioni partono tutte le settimane il lunedì e si assicurano quelle solo degli ordini eseguiti entro venerdì sera.

 

AD ALESSIO LONGHINI IL PREMIO “ADAMO DIGIUNO”

 

Il giovane cuoco asiaghese, neo stellato, ha ricevuto la prima edizione del riconoscimento istituito dal ristorante “Perché” il 7 febbraio a Roncade (Treviso).
“Il futuro è dei cuochi” e il locale ha deciso di premiare il più promettente fra le nuove leve: Alessio Longhini. Infatti da quest’anno è stellato Michelin con il ristorante Stube Gourmet dell’Hotel Europa di Asiago (premiato dalla stessa “guida rossa” come cuoco emergente dell’anno) e ha ricevuto nel locale trevigiano il premio “Adamo Digiuno”, prima edizione. La manifestazione è organizzata dal “Perché” in collaborazione con la guida “Venezie a tavola” edita da Venezie Post. Il nome “Adamo Digiuno” si ispira alla celebre frase di Brillat Savarin: “La cucina è l’arte più antica perché Adamo è nato digiuno”.
Dopo il grande successo dell’evento dedicato all’Armenia con la scrittrice Antonia Arslan (svoltosi il 27 gennaio con protagonista anche il giornalista -viaggiatore Renato Malaman) e la cena tipica armena presentata da Anna Maria Pellegrino, il “Perché” ha proposto un altro evento culturale, focalizzato in questo caso soprattutto sulla cucina.
Alessio Longhini, rivelazione dell’anno per le guide nazionali, è stato in realtà “scoperto” quattro anni fa dalla guida “Venezie a tavola”, da cui ottenne il riconoscimento di miglior cuoco emergente del Triveneto.
Al “Perché” Longhini riceverà il premio, realizzato con la consueta leggerezza e un pizzico di ironia dall’artista leccese Valentina D’Andrea, per il suo talento: esempio di cuoco che ha struttura, sguardo aperto sull’orizzonte e profondità di ricerca. Dopo la consegna preparerà con Luca Boldrin, cuoco del “Perché”, una cena a “quattro mani” per i presenti.

L’ARGINE A VENCO’: UN’ESPERIENZA FANTASTICA DI SAPORI

Ti siedi a tavola e hai la sensazione di essere all’aperto, seduto sull’argine tra l’orto e i vigneti, solo un attimo e ti accorgi di essere in cucina, tra Lei e la sua brigata. Lei è Antonia Klugmann, la chef stellata, che ti sta accompagnando in un’esperienza nuova, prodotti freschissimi ( i vegetali, per gran parte arrivano dal suo orto lì accanto) usati con sapienza, con delicatezza, come nel suo carattere, delicata ma precisa e sicura negli accostamenti. L’ambiente, L’Argine a Vencò a Dolegna del Collio (GO), è piccolo, 15 posti, atmosfera rilassante, nei piatti sapori di mare e di terra con giochi di note dolci e acide, gusti puliti con un sapiente uso delle erbe aromatiche. Nella sua cucina Antonia trasmette tutta la sua passione con accostamenti unici ma affascinanti legati alla stagionalità. Due gli elementi fondamentali, materia e spirito, gli elementi e Lei, in un gioco di ricordi del territorio e della famiglia che Antonia trasferisce nei piatti. Vini in abbinamento prevalentemente del territorio. Due menù con la possibilità dell’accostamento dei vini ai piatti e un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ho avuto il privilegio di poter assaggiare un menù che rappresenta la sua filosofia di cucina e posso affermare che è stata un’esperienza fantastica.

Luciano Favro

Piatto entrèe dello chef: insalata arrostita con 2 salse, una di alici e acciughe, l’altra di uva e lamponi, sopra uvetta e prugne

Cetriolo croccante fermentato in salamoia, ostrica cruda con la propria acqua, cozze e vongole spadellate con salsa di senape, cumino, acetosella e finocchietto selvatico

Zucca Hokkaïdö cotta al forno, intera, con olio di semi di zucca, gelato di latte crudo e miele e sale di Pirano; (caldo e freddo)

 

Lingua salmistrata bollita, caco fermentato e salsa di caco, purè di nocciola, fagiolini nelle due consistenze (liquida e croccante) erba pimpinella e polvere di alloro

Riso carnaroli con centrifuga di spinaci , finta besciamella al parmigiano, foglie di spinaccino a crudo, olio al ginepro e spruzzatina finale di grappa

 

Ravioli ripieni di patè di fegato, ragù di cuore di manzo battuto a coltello, cime di rapa, crema di cime di rapa e emulsione di olio e cime di rapa

Faraona petto e coscia arrostiti, uva alla brace, bietola sbollentata, salsa al pepe, fondo fatto con le ossa e brodo, finocchio al limone

Pera cotta croccante, meringa all’italiana, fiore di menta, polvere di rosmarino

Sorbetto di abete, more, salsa di more e biscotto alle more, ganache di cioccolato bianco con burro al tartufo nero e tartufo grattugiato con spolverata di foglie essiccate di abete

ROBINOT, VIGNAIOLO E FOTOGRAFO

“Energie!!!” è il motto di Jean Pierre Robinot, noto per i suoi vini della Loira e per saper diluire nelle bottiglie anche un pizzico dell’energia che sprigiona la terra. Meno noto (per ora) per saper catturare quest’energia con la macchina fotografica. Jean Pierre dice “L’astrazione è per me una grande vibrazione del vivente. La luce della notte è il mio universo, la maniera di proiettarmi nel cosmo”. Benedetta e Luca Fullin sono lieti di presentarlo nelle vesti di artista fotografo astratto al suo primo vernissage italiano che si terrà presso il Local a Venezia, venerdì 21 Luglio alle 12  dove è stata allestita una mostra temporanea di alcune delle sue opere. E poi tutti in festa con i vini, offerti da Robinot, e con stuzzichini preparati dallo chef Matteo Tagliapietra

GRANDE FESTA E SOLD OUT PER I 25 ANNI DE LA LOCANDA DI PIERO

Renato Rizzardi nella sua cucina

E’ stato un vero e grande successo la festa “25 – Buon compleanno Locanda di Piero” e del suo chef Renato Rizzardi, e neanche il maltempo ha disturbato la serata, tutt’altro: l’aria fresca e frizzante ha reso più piacevole l’atmosfera di una bella serata fra amici. Il sold-out, in parte previsto dalle ondate di prenotazioni pervenute, ha confermato il grande affetto da parte di amici, clienti, giornalisti e appassionati che non hanno voluto mancare alla festa. La prima parte della serata è stata scandita dai sette piatti storici che hanno fatto la memoria dei 25 anni della Locanda di Piero. Assaggiati confortevolmente a mo’ di finger food ecco uscire dalle cucine del ristorante in ordine cronologico: 1992, Le origini della storia – Misticanza di nervetti, rucola e fagioli borlotti; 1996, I miei sapori – Tartara di manzo con cous cous vegetale all’acqua di pomodoro e burrata; 1998, La tradizione del Veneto rivisitata – Pralina di baccalà con chutney di mango e peperone rosso; 2000, Ever Green – La nostra Nizzarda, ventresca di tonno cotto a bassa temperatura con patate cornette, fagiolini e olive nere; 2005, Un mio capolavoro – Mc trota con la miglior ketchup del mondo; 2010, L’amore per il classico e il territorio – La parmigiana di melanzane e Asiago con gazpacho; 2017, Il futuro del piatto veloce\ – Il club sandwich con pollastra affumicata, maionese all’aglio fatta in casa, pomodoro confit e guanciale affumicato, e due inediti dessert preparati con i Panettoni Loison: 2017 Affogato di Rum e Panettone Classico; 2017 Operà al Panettone al Mandarino, marmellata e cioccolato fondente. Memorabile il momento ludico con la Masterclass di Renato sulla “pasta ripiena fatta in casa”, preparando per tutti gli ospiti presenti i suoi inimitabili “Tortelloni alla fonduta di Asiago”, andati letteralmente a ruba. Grande onore agli amici partner della serata che con il loro contributo hanno permesso di divulgare la qualità eccellente dei prodotti del nostro territorio: Birrificio Il Maglio con le birre artigianali; Cantina Fongaro e i suoi Spumanti Metodo Classico; Macelleria Nogara e i salumi della tradizione; La Capreria e i suoi inimitabili formaggi di capra; Pasticceria Loison con il dolce gusto che fa storia; Distilleria Schiavo e lo spirito di aperitivi e distillati; Ristoranti che passione il network che seleziona le buone tavole di Veneto e Lombardia; Fanceat il portale che consegna a casa i menu di ristoranti stellati e gourmet. E infine il momento clou della serata, la presentazione della biografia di Renato Rizzardi dal titolo “Moto Perpetuo”. Antonio di Lorenzo, curatore della prefazione, ha dipinto il suo come un percorso in continua crescita ed evoluzione. Sì perché Renato, a cinquant’anni e passa, si sente ancora come uno stagista, e questo stato riflette in pieno quel “so di non sapere” di Socrate: come a dire che c’è sempre da imparare! Il desiderio di crescere spinge Renato Rizzardi verso nuove conoscenze, proprio come in un moto perpetuo, alla ricerca del piatto perfetto. Lui ha maturato questo status con Sergio Olivetti, partner nel lavoro e nella vita, condividendo tutti i giorni un modus vivendi di basso profilo e ottime prestazioni, perché gli ingredienti delle sue ricette che assicurano alti risultati sono solo due: signorilità e modestia. L’intero ricavato della vendita del libro è devoluto in beneficenza alla Fondazione “Città della Speranza”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GRANDE FESTA, PREMI E UN GIRO IN LAGUNA DA SOGNO

 

La premiazione del ristorante Omar di Jesolo come miglior piatto dell’anno

Tutti presenti “i campioni del 2017” arrivati da gran parte delle regioni e degli stati che compongono l’Alpe Adria tra l’Italia, la Slovenia, l’Austria e la Croazia, 10 premi alla ristorazione, 9 ai vini e 2 premi speciali per consegna dei riconoscimenti della guida enogastronomia Best Gourmet Alpe Adria – Magnar Ben 2017. “Una grande emozione” – dice Maurizio Potocnik, editore della guida, coaudiovato da un importante team giornalistico – “aver potuto assaggiare i piatti, – i vini e poi incontrare chi li ha realizzati e prodotti, poter ascoltarli, ognuno con la sua storia, un pensiero uno stile non solo in cucina, in vigna o in cantina, ma anche uno stile di vita è una grande emozione, un vero arricchimento personale mio e di tutta la platea presente. Tra i premi alla ristorazione, tra cucina moderna, tradizionale, cucina d’hotel, trattorie, osterie, miglior piatto, anche un premio speciale alla carriera alla spumeggiante Lucia Gius, la cuoca trentina che dopo una vita ai fornelli di Maso Cantanghel, lo scorso anno si è ritirata dal mondo della ristorazione. Alle ore 21 nell’unica terrazza panoramica con vista sull’Adriatico, quella del Terrazza Mare Marcandole, sul faro e fiume Sile è andata in scena Seven, una delle cene più interessanti dell’anno e di tutto il panorama territoriale. 70 gli ospiti, sette i giovani chef che hanno dato vita ad un percorso tra Istria e Garda, tra Adriatico, fiumi e orti ad un menù di 7 portate e 7 abbinamenti: Luca Cesaro di Terrazza Mare Marcandole (VE) con il tonno marinato alle erbe, rapa rossa e maionese alla soia abbinato allo “Zero infinito” di Pojer e Sandri, Andrea Nardin chef dell’ Antico Veturo (PD) che ha presentato un carpaccio d’orata, piselli, mandorla fresca, albicocca, erbe spontanee e acqua di pomodoro ai lamponi abbinato al Superiore di cartizze “Zero” di Duca di Dolle, lo chef Marko Gorela dell’ Istrian Tapas – LifeClass Hotel di Porto Rose (SLO) con il piatto “L’inspirazione del pescatore Stane” realizzato con branzino Fonda con tartara di cetriolo bruciato, olio d’oliva al limone di Lisjak, cocomero con grappa al ginepro e agrumi, gel di tuorlo d’uovo con aceto Mate, gazpacho di limoni canditi abbinato al Ferrari Perlè 2010 TrentoDoc. E ancora il giovane chef Marco Pirillo di Marcandole (TV) con il risotto con zucchine gialle, carpaccio di cappesante, caviale Giaveri (caviale prodotto a Treviso) e riduzione di crostacei abbinato al vino Amandum Friulano 2013 di dai Moras, lo chef Carlo Nappo del Podere dell’Angelo (PN) con il riso servito al tavolo, la stracciatella di Visinale, agrumi, mare, orto e le sue acidità abbinato al vino Filò di Arianna di Tenuta Roveglia, lo chef trevisano Marco Parenzan del ristorantino enoteca Makallè (TV) con il piatto dell’anguilla del Sile croccante, crema di burrata, lamponi ed erbe aromatiche del suo orto abbinato al vino macerato OrangeOne di Paraschos. Chiude in bellezza lo chef Dimitri Mattiello del Dimitri Restaurant (VI), vincitore dell’Award “Ristorante emergente” con il dessert freschezza al pompelmo rosa con collezione dell’orto 2017 abbinato al Gi Gin Mule di Fred Jerbis 43 (PN) un Gin realizzato in Friuli con ben 42 botaniche ed preparato per l’occasione con la Scortese Organic ginger beer di Bevande Futuriste. Tra i vari interventi tra giornalisti, ospiti e produttori anche lo chef sloveno Tomaz Kavcic ormai riconosciuto tra i più famosi chef d’Europa ed alcuni direttori dei programmi televisivi italiani dedicati al mondo della ristorazione e del vino.

PRESS EDUCATIONAL: I SEGRETI DELLA LAGUNA

MIchel Toulouze nella “sua” Sant’Erasmo: grande verticale del suo bianco Orto di Venezia

E venerdì 16 giugno tutto il giorno fra barene, gabbiani e belle sorprese. Una giornata in una tipica imbarcazione lagunare “il bragosso” condotta magistralmente al timone da Francesco Burlando organizzata da Club Magnar Ben e l’amministrazione del comune Città di Jesolo. Tante curiosità e dettagli su questa estensione unica al mondo con 550 km quadrati dei quali solo l’ 8% sono occupati da isole, l’11% permanentemente coperta da acqua e l’80% composta da piane di marea e paludi di acqua salata. Una vera e propria attrazione per turisti che affollano Venezia e Jesolo, divenuta patrimonio dell’Unesco dal 1987. Isole ai più sconosciute, silenzi ancestrali, barene, canali, erbe spontanee, percorsi naturalistici in bicicletta, una ricca e affascinante storia secolare da scoprire parte in barca, parte a piedi, come abbiamo fatto noi partiti per acque tra Treporti e Lio Piccolo all’agriturismo Le Saline in direzione nord della laguna sopra l’isola di Torcello, poi una breve sosta all’isola di Mazzorbo con visita al vigneto di Dorona a Venissa, ed ancora vigneti e cantina nella più grande isola veneziana quella di S. Erasmo, famosa per le “castraure” ovvero i carciofi violetti di S. Erasmo. Qui un unico vino prodotto in poco meno di 18.000 esemplari chiamato Orto di Venezia (Award miglior vino bianco Alpe Adria 2017). Ad aspettarci, oltre ad animali da cortile immersi nella spontanea ruralità, Michel Thoulouze, l’imprenitore della televisione francese che dopo aver girovagato il mondo, nell’isola di S. Erasmo ha trovato la sua dimensione e il gusto di fare vino, questo davvero speciale e prodotto con uve dei suoi vigneti isolani di Malvasia Istriana, Fiano d’Avellino e Vermentino, tre vitigni “di mare” per un vino che racchiude sapidità unito ad un ricco “suk” di profumi di fiori di mandorla, di liquirizia, buccia d’arancia, miele di barena e masala lagunare.

LE MERAVIGLIE DI LIO PICCOLO

Da sx: Daniele Zennaro, Walter Nardin, Maurizio Potocnik e Gabriele Bisetto

Ancora un viaggio nel tipico bragosso veneziano e l’ultima interessante sosta nel cuore della laguna a Lio Piccolo, dove un lembo di terra corre tra canali e valli da pesca (ora non più possibile). Un’atmofera quasi surreale al calar del sol tra l’acqua salmastra, varietà d’uccelli insoliti, orti, e giuggiole, si le famose giuggiole (dette in veneziano “zizole”) quelle del “brodo” tanto per capirci, la piccola chiesa dedicata a Santa Maria della Neve e la decadenza del palazzetto seicentesco Boldù quasi a vigilare la natura intorno ed il suo lento fluire. Ad attenderci, Gabriele Bisetto, esperto di piante spontanee delle barene, il maestro vignaiolo Walter Nardin con il suo vino naturale “Nata Bianca” (incrocio Manzoni sui lieviti prodotto sul Piave) e lo chef veneziano Daniele Zennaro, uno dei pochi cuochi che conoscono profondamente e hanno studiato le erbe spontanee delle barene lagunari ed il loro utilizzo in cucina abbinato al pesce povero dell’alto Adriatico, Ballarin Gian Pietro dell’Associazione Borgo Lio Piccolo che ha portato un bel vassoio di frutti del posto (eccellenti). Dall’aperitivo al santonico, si eleva in bocca la sapidità della minutina fritta in pastella (erba stella) assieme alla salsa dei go (uno dei pesci poveri della laguna), si morde un rinfrescante “tacos Veneziano” fatto con radicchio di Chioggia il pesce lotregano con il finocchio di mare e la portulaca (strepitoso), oppure le sarde arrostite con la misticanza di tarassaco, bieta selvatica, carletti, spinaci di mare con olio e semi di canapa. La tagliatella con margarote (conchiglia con 2 valve, a forma di cuore), salicornia e fiori di malva stupisce per cromie e gusti e il dolce finale con i petali di magnolia in tempura con aceto balsamico di ciliegie. Bravissimo al solito Daniele Zennaro. Insomma una laguna sorprendente, ricca, curiosa e gustosa come nessun altro luogo al mondo, in Alpe Adria naturalmente!

Le tagliatelle con le margarote

I frutti colorati e fragranti di Lio Piccolo (attendendo le zizole)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIAPRE LO STORICO VECIO MORER A CIMADOLMO. CHEF MICHELE POTENZA

Michele Potenza

Lo chef Michele Potenza, ha aperto mercoledì scorso il suo secondo ristorante in Veneto ( il primo presso la sede storica in Piazza San Marco della Compagnia della Vela – Venezia), il secondo a Cimadolmo in provincia di Treviso, una trattoria storica, chiamata Vecio Morer situata nel cuore delle grave del Piave tra i comuni di Cimadolmo e Maserada sul Piave, una volta proprietà del Conte Papadopoli.  “Sono rimasto affascinato da questo posto famoso e storico della marca trevigiana sviluppato in una casa colonica che fu osteria durante la Grande Guerra, un oasi di pace immersa in un bellissimo parco con imponenti alberi. Una nuova sfida dove curerò i piatti di pesce con grandi crudi oltre ad esaltare i prodotti ricchi che la terra offre, con gli asparagi verdi di Cimadolmo, il radicchio di Treviso, i carciofi, i funghi, etc. seguendo sempre la mia filosofia in cucina, lineare e salutista con cotture semplici per mantenere i sapori e rispettare la qualità dei prodotti, utilizzo di pochi grassi per piatti leggeri e equilibrati. Vorrei fare diventare il Vecio morer un punto di riferimento della buona cucina in questa zona, continuerò a curare molto il menu à la carte e gli eventi. L’Antica Trattoria “Al Vecio Morer” è un famoso ristorante storico della marca trevigiana sviluppato in una casa colonica che fu osteria durante la Grande Guerra e successivamente fu ristrutturata nel 1989, ad oggi elegante e raffinata. Sorge tra i due rami del fiume Piave, terra del buon vino, e tra i comuni di Maserada sul Piave e Cimadolmo, denominato “paese dell’asparago” per questa particolare produzione locale. Il nome al quanto curioso deriva dalla parola in versione dialettale di Gelso, imponenti alberi che si trovano nel parco del locale, una volta frequenti nelle pianure della provincia, utili per le sue foglie, alimento principale per bachi da seta. La cucina del “Vecio Morer” è sempre stata legata al territorio e lo chef Michele Potenza che ne ha ripreso la gestione da poco, ha deciso di mantenere questa linea. Ricordiamo che Michele Potenza è stato per 3 anni la star ai fornelli della “Prova del Cuoco” condotta da Antonella Clerici su Raiuno.

Il parco del Vecio Morer

 

 

 

FRANCESCO BRUTTO TORNA IN LAGUNA. A VENISSA

Francesco Brutto

Sarà Francesco Brutto ad interpretare la cucina di Venissa. Lo chef emergente coordinerà la brigata di giovani talenti che vivranno nove mesi nella Venezia Nativa. Lo chef Francesco Brutto, premiato dalla Guida Espresso 2017, sarà a capo della cucina di Venissa per la stagione 2017. Francesco è già stato ai fornelli del ristorante stellato di Venissa nel 2014 quando chef era Antonia Klugmann. Dopo quell’esperienza, il giovane chef, ha deciso di aprire il suo ristorante, Undicesimo Vineria a Treviso, in cui ha portato avanti una cucina molto coraggiosa, in grado di coniugare personalità e istinto ad un grande studio del piatto, che ha attirato l’attenzione di esperti e critici di tutto il mondo, fino alla proclamazione di Miglior Giovane Chef italiano 2017. Il giovane chef ritornerà quindi in Laguna, il progetto, nato dall’amicizia tra Matteo Bisol e Francesco, è ambizioso e coraggioso – “vogliamo portare in Laguna una cucina d’avanguardia – dice Matteo – Venissa deve diventare un riferimento nel panorama culinario. Anche il viaggio e il luogo unico dove si trova il nostro ristorante fanno parte dell’esperienza, vogliamo che il cliente si immerga nella Venezia Nativa, nei suoi profumi, per fargli vivere a pieno questo piccolo angolo di mondo.” Venissa, anche quest’anno, sarà una fucina di giovani e promettenti cuochi, coordinati e ispirati dal talento di Francesco Brutto. Con lui collaboreranno: Chiara Pavan, executive chef che nel 2016 è stata sous chef al ristorante stellato Zum Lowen, Simone Selva (nel 2016 El Coq) e Francesca Regaiolo (nel 2016 Feva). Sarà una cucina molto legata al territorio della Laguna, diversa da quella che lo chef continuerà a proporre nel suo ristorante trevigiano, scandita da una ricerca minuziosa e approfondita degli ingredienti del territorio e una grande attenzione alle erbe e al pescato locale. Oltre al ristorante stellato, Francesco interpreterà anche la cucina dell’Osteria Contemporanea di Venissa, creando un menù di incontro tra la tradizione lagunare e la sua idea di cucina. Il 2017 sarà quindi un anno molto importante per Venissa, e non solo per quanto riguarda la ristorazione: la famiglia Bisol ha infatti inaugurato quello che sarà il primo albergo diffuso di Venezia, Casa Burano, grazie al quale gli ospiti potranno soggiornare nelle tipiche case colorate dell’isola, che si trova proprio a due passi dal ristorante. Le due isole, Burano e Mazzorbo sono collegate da un ponte di legno, un “ponte” che collega una magica esperienza di soggiorno ad una cucina d’avanguardia.