LO STORICO “12 APOSTOLI” DI VERONA CAMBIA MARCIA

È una delle istituzioni gastronomiche della città di Romeo e Giulietta ma nella vita serve anche cambiare, rinnovarsi, guardare avanti. La famiglia Gioco da cent’anni apre con gioia e impegno le porte del ristorante di Verona, il “12 Apostoli”. Locale oggi rinnovato nello spirito e negli ambienti di sala, condotta dal giovane Filippo Gioco, e di cucina, guidata dallo chef veronese Mauro Buffo. L’importante eredità ha spinto tutti a sviluppare insieme un progetto di rinascimento, che considera l’attività storica non un museo, quanto il fulcro privilegiato di un percorso di ricerca e di scoperta gastronomica, che dalle proprie solide radici e dal proprio fertile territorio vuole aprirsi al mondo per esplorare le nuove tendenze, cercando di proporne una propria, italiana e scaligera, con variazioni (mai gratuite o condizionate dalle mode). In sala dominano dodici isole tonde tovagliate in bianco, che si stagliano con eleganza tra gli affreschi tenuti in penombra, grazie alla luce soffusa al centro di ogni tavolo, quasi come ingrediente nel piatto. Una quarantina di posti a disposizione e il locale è aperto tutti i giorni, eccetto domenica sera e l’intera giornata di lunedì. In cucina Mauro Buffo, tornato a casa dopo molto aver visto e molto intrapreso, si propone di modellare un progetto gastronomico a tutto tondo, legato all’armonia tra gli ingredienti e le persone. Nato all’ombra del castello di Soave, giovanissimo inizia l’esperienza in cucina nella brigata di Fabio Tacchella, salvo a vent’anni suonati trovarsi nel cuore della “Nuova grande cucina italiana”, sotto la guida del Maestro Gualtiero Marchesi. Si sposta poi a Padova, accolto amorevolmente da Massimiliano Alajmo al ristorante Le Calandre, che pone indispensabili basi per finire in Spagna alla corte del rivoluzionario, Ferran Adriá, dove rimane ben quattro, intensissimi anni. Approdato a New York, dopo una fruttuosa esperienza da David Bouley, stimolato da un ambiente che sente congeniale, inizia la carriera di chef al ristorante Falai. Tornato in Italia come executive chef al Vigilius di Lana, completa il ritorno alle origini approdando ai “12 Apostoli”. Tre i percorsi di degustazione proposti dallo chef. Il menù Sostrati, che vuole raccontare la gloriosa storia della città attraverso i suoi piatti di riferimento; il menù Bagliori, una passeggiata, mano nella mano allo chef, nel territorio e nella stagionalità; il menù Divagazioni che, come in un gioco, vuol far riscoprire i paradigmi della cucina italiana. In cantina, tra preziosi reperti archeologici, dove riposano le etichette selezionate con cura ed entrate in Carta vini a multipli di 12, si trova il rifugio dedicato al momento del dolce, da gustare attorno a un grande tavolo sociale.

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TUTTI I SEGRETI DEL CIOCCOLATO SECONDO ROSSANA BETTINI

Rossana Bettini

Giovedì 14 dicembre, oggi, alle ore 17, al ristorante Il Palco di Mestre (Piazzetta Cesare Battisti, 13), Rossana Bettini, giornalista di vino e cibo e docente di Educazione del Gusto presenta il suo nuovo libro “È autentico cioccolato” (Linea Edizioni, 124 pagine, €20,00, con la prefazione di Oscar Farinetti e le ricche immagini di Fabio de Visintini). Insieme all’autrice presenteranno il libro il professore Massimo Donà e il professore Gianni Moriani, direttore e coordinatore del Master in Filosofia del Cibo e del Vino all’Università San Raffaele di Milano. A seguire, una degustazione di cioccolato. “È autentico cioccolato” porta il lettore alla scoperta del cioccolato, delle sue origini, della sua lavorazione e degli abbinamenti enologici, e fornisce le modalità per distinguere e scegliere quello buono e autentico, per l’appunto. L’ultimo libro di Rossana Bettini offre gli strumenti per distinguere un prodotto di qualità così da poter decidere con consapevolezza cosa acquistare e mangiare. «Si sa talmente poco del cioccolato, che ho deciso di scrivere un libro per parlare di questo prezioso prodotto e fornire una sorta di “cassetta degli attrezzi”, quell’insieme di strumenti necessari a riconoscere il cioccolato realmente buono e sano, per decodificarne le caratteristiche, per sapere quanto ne possiamo mangiare con buona pace della linea e godimento delle papille», sottolinea l’autrice Rossana Bettini. Nessuna mitologia, niente ricette, la ricerca della giornalista analizza soprattutto la lavorazione del prodotto, dal cacao all’amata tavoletta, smascherando molte false verità.

L’ARGINE A VENCO’: UN’ESPERIENZA FANTASTICA DI SAPORI

Ti siedi a tavola e hai la sensazione di essere all’aperto, seduto sull’argine tra l’orto e i vigneti, solo un attimo e ti accorgi di essere in cucina, tra Lei e la sua brigata. Lei è Antonia Klugmann, la chef stellata, che ti sta accompagnando in un’esperienza nuova, prodotti freschissimi ( i vegetali, per gran parte arrivano dal suo orto lì accanto) usati con sapienza, con delicatezza, come nel suo carattere, delicata ma precisa e sicura negli accostamenti. L’ambiente, L’Argine a Vencò a Dolegna del Collio (GO), è piccolo, 15 posti, atmosfera rilassante, nei piatti sapori di mare e di terra con giochi di note dolci e acide, gusti puliti con un sapiente uso delle erbe aromatiche. Nella sua cucina Antonia trasmette tutta la sua passione con accostamenti unici ma affascinanti legati alla stagionalità. Due gli elementi fondamentali, materia e spirito, gli elementi e Lei, in un gioco di ricordi del territorio e della famiglia che Antonia trasferisce nei piatti. Vini in abbinamento prevalentemente del territorio. Due menù con la possibilità dell’accostamento dei vini ai piatti e un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ho avuto il privilegio di poter assaggiare un menù che rappresenta la sua filosofia di cucina e posso affermare che è stata un’esperienza fantastica.

Luciano Favro

Piatto entrèe dello chef: insalata arrostita con 2 salse, una di alici e acciughe, l’altra di uva e lamponi, sopra uvetta e prugne

Cetriolo croccante fermentato in salamoia, ostrica cruda con la propria acqua, cozze e vongole spadellate con salsa di senape, cumino, acetosella e finocchietto selvatico

Zucca Hokkaïdö cotta al forno, intera, con olio di semi di zucca, gelato di latte crudo e miele e sale di Pirano; (caldo e freddo)

 

Lingua salmistrata bollita, caco fermentato e salsa di caco, purè di nocciola, fagiolini nelle due consistenze (liquida e croccante) erba pimpinella e polvere di alloro

Riso carnaroli con centrifuga di spinaci , finta besciamella al parmigiano, foglie di spinaccino a crudo, olio al ginepro e spruzzatina finale di grappa

 

Ravioli ripieni di patè di fegato, ragù di cuore di manzo battuto a coltello, cime di rapa, crema di cime di rapa e emulsione di olio e cime di rapa

Faraona petto e coscia arrostiti, uva alla brace, bietola sbollentata, salsa al pepe, fondo fatto con le ossa e brodo, finocchio al limone

Pera cotta croccante, meringa all’italiana, fiore di menta, polvere di rosmarino

Sorbetto di abete, more, salsa di more e biscotto alle more, ganache di cioccolato bianco con burro al tartufo nero e tartufo grattugiato con spolverata di foglie essiccate di abete