21 AGOSTO, SERATA DI “SPUNCIOTI” ALL’ANTICA TRATTORIA AL BOSCO DI SAONARA (PADOVA)

“Spunciar” in dialetto veneto significa pungere. Ma in cucina sta anche per “bucare con lo stuzzicadente” e mangiare qualcosa senza l’aiuto delle posate. Così si mangiava in osteria e Antica Trattoria al Bosco di via Valmarana 13 a Saonara (Padova) vuol far rivivere quella stagione. Venerì 21 agosto 2020 sarà proposta una serata “Spuncioni e Vin sfuso ma bon”. Saranno serviti Soppressa e pan biscotto, Ovi duri e giardiniera, Doppion e Polpette. E poi Nervetti con fagioli e cipolla, Risi e fasoi, Porchetta in morsa, Peperonata e patate “roste”, Crema fritta, Zaeti e Pevarini, Caffèè e’ e “rasentin”. Costo  promozionale della serata 40 euro. Ci si deve prenotare allo 049-640021.

QUANDO IL VINO AIUTA LA LAGUNA. SERATA A VENISSA IL 23 LUGLIO

Osteria Venissa Contemporanea

Come il vino ti cambia la vita, recita il titolo del libro di Laura Donadoni che verrà presentato a Venissa (Venezia) giovedì 23 luglio. In effetti il vino è molto di più del succo d’uva fermentato, il vino racconta le storie di popoli e luoghi, come quella dei romani che lasciarono Altino per spostarsi nelle isole della laguna portando la vite e la cultura del vino anche nella Venezia Nativa. E il vino oltre a questo può essere un modo per avvicinare le persone nei momenti difficili, come quello dell’acqua alta di novembre che ha messo in ginocchio Venezia creando diversi danni ai pescatori di Burano, con perdite di reti e danni a pontili e ormeggi. Per aiutare a tutelare questa tradizione, Venissa subito dopo l’acqua alta ha messo in vendita alcune delle sue rarissime bottiglie raccogliendo oltre 5 mila euro da destinare alla Cooperativa dei pescatori di Burano per la riparazione della darsena che aveva subito grossi danni. A sostenere questa iniziativa, è stata proprio Laura Donadoni, che ha contribuito alla raccolta fondi acquistando una delle 8 magnum, e ha deciso di condividerla con gli stessi pescatori proprio il 23 luglio alle 18, in occasione della presentazione del suo nuovo libro “Come il vino ti cambia la vita”, edito da Cairo. La presentazione si terrà a Venissa, che da sempre sostiene l’agricoltura nelle isole e lo sviluppo sostenibile della laguna, dopo la presentazione del libro e la consegna dell’assegno alla Cooperativa ci sarà una cena con l’autrice all’Osteria Contemporanea di Venissa.

Parte del ricavato sarà devoluto, assieme a quanto raccolto dalla vendita delle magnum di Venissa, alla cooperativa dei pescatori di Burano.

La cena a base di pesce di laguna, prevede 4 portate e vini di Venissa abbinati, a un costo di 75 euro a persona. Per info e prenotazioni: Venissa, 041-5272281 e info@venissa.it.

ARQUÀ PETRARCA (PADOVA), APRE IL TAVERN

Nel meraviglioso borgo di Arquà Petrarca (Padova) inizia la nuova avventura del ristorante Tavern. In questo luogo incantato, che da sempre ammalia poeti e viaggiatori, Roberto Veronese ha voluto unire la propria esperienza e la passione per l’enogastronomia con le risorse straordinarie del territorio. Nel menu, infatti, la maggior parte degli ingredienti provengono da piccole realtà locali per raccontare i Colli Euganei e il Veneto attraverso le loro eccellenze. All’ombra dei tigli del giardino del Tavern gli ospiti potranno godere di un sontuoso panorama, che spazia dai dolci pendii vulcanici fino alla pianura. Lo splendido panorama euganeo non abbandona mai gli ospiti del Tavern, il cui sguardo può posarsi su questo angolo di paradiso anche dalla sala interna e dalla terrazza.

Nel menu tutti i sapori della straordinaria gamma di emozioni del Veneto, dal mare alla terra, passando per la tradizionale “corte” tipicamente veneta: le carni dell’azienda Martini di Solesino, le lumache di Valbona, l’oca di Michele Littamé di Sant’Urbano, pollo e faraona di Scodellaro di Candiana e il pesce della tradizione del Tavern. Dalla cantina i vini vulcanici dei colli Euganei, del nord Italia e lo Champagne. Non possono mancare il Brodo di Giuggiole, le confetture, il liquore Estregone dell’azienda Scarpon di Arquà Petrarca e l’olio del Frantoio Evo del Borgo di Arquà Petrarca.

Ci sarà anche una proposta per i più piccoli, ideale per le famiglie che vogliono trascorrere una giornata sui Colli Euganei all’insegna della tranquillità e della buona cucina. Il “Cestino degli ulivi” è la proposta enogastronomica per una merenda o un aperitivo all’aria aperta, immersi nella bellezza euganea. Tra gli ulivi del Tavern di Arquà gli ospiti potranno concedersi un piacevole momento di relax, degustando un calice di Serprino e sfiziose specialità culinarie create per l’occasione. E per chi lo desidera c’è la possibilità di pernottare nello Chalet Serenella per una vacanza sui Colli Euganei.

Con lo stile e la convivialità di sempre il Tavern di Arquà aprirà le porte al pubblico venerdì 17 luglio sia a pranzo che cena. Info 335-7154503.

NIENTE FUOCHI AL REDENTORE DI VENEZIA MA HOSTARIA IN CERTOSA DA ALAJMO CONFERMA LA CENA

Hostaria in Certosa

 

Il 2020 non porta i consueti fuochi d’artificio nella notte più lunga dell’anno di Venezia, quella del Redentore – stavolta in calendario sabato 18 luglio – per evitare assembramenti da coronavirus. La festa attesa da veneziani, e non solo, affonda le sue radici nel 1577, anno in cui ebbe termine l’epidemia di peste che colpì la città. Ma la famiglia Alajmo non si arrendere e nel nuovo locale aperto da poche settimane nell’isola davanti al Lido, proporrà la cena organizzata sulla terrazza e anche sul pontone galleggiante, garantendo la giusta privacy e il rispetto della distanza senza però limitare lo spirito di convivialità.

Questo il menu; si partirà con l’apertivo a base di Cicchetto di polenta gialla e baccalà mantecato, Tartelletta di pizza e Cocktail del Redentore by Lucas Kelm. Si proseguirà con il Carpaccio di scampi, salsa di cozze e vongole, insalatina croccante al limone e Scartosso fritto di Calamari e verdure, i Mezzi paccheri con guazzetto di pesce, Veneziana con battuta di carne cruda e caviale, Astice alla griglia con patate schiacciate al limone, Torta Venezia e Focaccia del Redentore. Il costo è di 115 euro a persona (bevande escluse) per tavoli sulla terrazza del Ristorante.

Per i supplementi per i tavoli speciali in Pontone: tavolo da 8 con salotto privato e una bottiglia di Champagne Alajmo (250 euro), tavolo fino a 4 persone (50 euro a tavolo), tavolo oltre le 4 persone (10 euro a persona). Per prenotare 347-0787755.

Ci sarà anche la possibilità di un menu take-away per chi preferisse cenare nella propria barca. Saranno proposti Insalata di anguria, melone, cetrioli, sedano e basilico, Cozze gratinate, Cicchetto di polentina e baccalà, Pasta fredda alla Norma (mezzi paccheri, crema di melanzane, pomodoro, burrata, basilico) Catalana di calamari, gamberi, astice, scampi con ortaggi. In totale, 50 euro a persona. E poi Torta Leone a 12 euro e la Focaccia Mediterranea e 30 euro.

Si accettano ordini fino alle 12 di sabato 18 luglio con ritiro a partire dalle 16 fino alle 19.

FASE 3: COLDIRETTI, CRISI RISTORANTI COSTA 8 MILIARDI IN CIBI E VINO. CON IL CROLLO DEL TURISMO TREMA L’AGROALIMENTARE VENETO

Il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha un effetto negativo a valanga sul Made in Italy con una perdita di fatturato di oltre 8 miliardi per i mancati acquisti in cibi e bevande nel 2020 per l’emergenza Coronavirus. L’impatto drammatico ricade inevitabilmente sull’agroalimentare veneto – spiega Coldiretti – quello regionale vale 5,8 miliardi ed è fatto di tipicità e denominazioni tanto da piazzare la regione tra le prime d’Italia per produzioni blasonate che non solo incrementano l’appeal turistico ma sono la base del patrimonio enogastronomico locale. A peggiorare la situazione è il calo di 8,2 milioni di arrivi e oltre 28 milioni di presenze e una contrazione della spesa turistica pari a quasi 3 miliardi di euro rispetto all’anno scorso: secondo le statistiche, il Veneto è tra le regioni che risentirà maggiormente dell’impatto dell’emergenza sanitaria sul sistema turismo. 

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nel commentare le dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova sul fatto che «stiamo lavorando per cercare di mettere insieme vari ministeri e individuare misure che diano sostegno a strutture che acquistano Made in Italy».

I consumi extradomestici per colazioni, pranzi e cene fuori casa sono stimati in calo del 40%. Una drastica riduzione dell’attività che, secondo l’associazione di categoria, pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. 

In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.  La spesa alimentare fuori casa prima dell’emergenza coronavirus era pari al 35 per cento del totale dei consumi a tavola degli italiani​.

AL RISTORANTE PERCHÉ DI RONCADE TANTE ISOLE PICNIC NEL PARCO CON BONTÀ DA ASPORTO “A METRI ZERO”

Perché, il ristorante con l’area picnic intorno. Dove sicurezza fa rima con piacevolezza e il mangiar fuori – doppiamente inteso – diventa puro divertimento.

Hakuna Matata… senza pensieri, come nel film Il Re Leone, così si chiama l’originale spazio pic nic del Perché. La nuova area realizzata dal ristorante-pizzeria di Roncade (Treviso) è suddivisa in piccole “isole”, ciascuna delle quali dotata di tavoli, panche e ombrelloni bianchi. Isole dove ogni gruppo familiare o di amici può disporre di ampio spazio per poter gustare le prelibatezze della cucina e della pizzeria del Perché. L’area è stata allestita nel parco del locale, all’ombra della grande volta ‘che griglia i tramonti’ (espressione coniata dal poeta Gigi Cerantola), originale opera in metallo bianco pensata dall’architetto Toti Semerano e premiata – insieme al progetto del Perché – alla Triennale di Architettura di Milano.

La nuova area pic-nic, che sorge nel parco del Perché ed è contigua allo spazio giochi del ristorante, permetterà di poter consumare in piena libertà e in mezzo al verde i piatti da asporto appena acquistati nel locale, per vivere in modo nuovo l’esperienza di un pranzo all’aria aperta e a “metri zero”. Ovvero appena fuori dal locale.

Hakuna Matata è un’opportunità che durerà tutta l’estate, una risposta creata sulle ali della fantasia alla nuova domanda di spazi all’aperto, opportunamente distanziati e accompagnati da un servizio innovativo. Esigenza  che si è imposta nella fase di riapertura dei locali all’indomani del post emergenza Covid-19.

Per i bambini, Hakuna Matata sarà un modo coinvolgente di coniugare il picnic con il gioco, in tutta sicurezza e in mezzo al verde. Venerdì 3 luglio apre anche il grande terrazzo sotto la volta, dove sarà possibile cenare, mangiare la pizza o più semplicemente prendere un drink nel dopocena. Il menù estivo del Perché, elaborato dallo chef Luca Boldrin, presenta un’ampia proposta di piatti d’autore, leggeri e gustosi. C’è anche qualche pizza novità.

Se la situazione lo consentirà, a fine estate gli ampi spazi all’aperto del ristorante Perché ospiteranno un raduno motociclistico, dedicato all’impresa di un biker padovano – Luciano Fasolo di Rovolon – che a 71 anni e da solo ha raggiunto Vladivostok in Siberia, in sella sua Moto Guzzi Sp 1000 del 1983.

GRUPPO ALAJMO, A VENEZIA APRE HOSTARIA IN CERTOSA

Da sinistra Massimiliano Alajmo, Silvio Giavedoni, Raffaele Alajmo, Alberto Sonino

Hostaria in Certosa, il nuovo pop-up restaurant estivo del Gruppo Alajmo apre sull’Isola La Certosa a Venezia in collaborazione con Vento di Venezia, la società fondata da Alberto Sonino che gestisce l’isola ed il Venezia Certosa Marina. Un locale informale con un menu di piatti semplici per un’estate in laguna, abbinato a un servizio giovane, simpatico e tipicamente Alajmo. La genesi dell’Hostaria ha inizio meno di due mesi fa nel pieno della pandemia. «È una storia incredibile», racconta Raffaele Alajmo. «Fino a sabato 25 aprile alle 9 del mattino non esisteva nemmeno l’idea, poi mi arriva un sms di Alberto Sonino e da qui ha inizio il concept di un nuovo format, un locale che nasce anche dal contributo delle idee di molti del nostro staff  animati dalla voglia di ripartire, di far rivivere Venezia, di animare la laguna ed accogliere i nostri ospiti». L’Hostaria in Certosa è aperta 7 giorni su 7, dalle 9 a mezzanotte, dalla colazione del mattino, al tramezzino, allo spritz, al pranzo, al gelato soft nel pomeriggio, all’aperitivo, alla cena e al dopo cena con i cocktail del bartender del Gruppo, Lucas Kelm. La struttura, che può ospitare circa un centinaio di persone all’aperto e una trentina all’interno, più lounges e salottini vari, sorge alla fine del pontile del vaporetto e presenta i tratti di una moderna Hostaria dal design semplice ma curato con molti dettagli nautici a partire dalle divise del personale realizzate con materiali tecnici che ricordano quelle utilizzate dagli equipaggi degli yacht. Sui tavoli le lampade di Davide Groppi creano intimità e scaldano l’atmosfera alla sera. È inoltre disponibile un servizio di take-away gestito tramite una piattaforma digitale integrata sul sito Alajmo che consente di prenotare, ordinare e pagare con facilità, effettuando il ritiro direttamente dalla propria barca comodamente ormeggiata presso uno stallo dedicato.

«Fino ad poco più di un decennio fa», spiega Alberto Sonino, «la Certosa era una delle molte isole demaniali abbandonate della laguna. Nel recente passato ha ospitato attività Militari mentre in antichità vi sorgeva un magnifico complesso monastico. Strategicamente posizionata in adiacenza al centro di Venezia, tra il Lido e l’Arsenale, la Certosa è oggetto di un programma di rigenerazione urbana gestito dalla società Vento di Venezia che, attraverso un partenariato pubblico-privato col Comune di Venezia, ha bonificato l’isola e sta progressivamente trasformando lo stabilimento industriale militare dismesso in un grande parco naturale, attrezzato con servizi per gli ospiti e la nautica da diporto, ideale per passeggiate nel verde attraverso il variegato paesaggio naturale e gli scorci mozzafiato sulla laguna, picnic in famiglia e con amici: un’oasi aperta a tutti tra laguna, bocca di porto e centro storico».

L’isola è soprattutto una destinazione di yachting ed offre servizi per la nautica da diporto a partire da un porto turistico, con oltre trecento ormeggi per imbarcazioni di ogni dimensione, integrato ad una struttura alberghiera con spazi per convegni ed eventi, attività artigianali di costruzione e riparazione delle unità navali, scuola nautica, shipchandler, servizi di locazione e noleggio di kaiak e natanti tradizionali con propulsione elettrica.

L’Hostaria completa l’opportunità che diportisti e visitatori hanno di vivere Venezia e la laguna con la propria barca, sia per un breve passaggio che per una permanenza più lunga che consente di vivere la propria barca come pied-à-terre veneziano.

«Il desiderio di ritrovarsi in un ambiente libero in mezzo alla laguna ci consente di proporre una cucina facile, immediata, comprensibile che rassicuri tutti i palati e che racconti, attraverso la semplicità, la bellezza del nostro territorio», spiega Massimiliano Alajmo.

Il menù prevede piatti realizzati con ingredienti locali come: i moscardini all’aglio, olio, limone e prezzemolo con patate bollite; la tartare di ricciola con insalatina e salsa tartara; gli spaghetti alle vongole, olio extravergine, peperoncino, sedano e pomodoro; o lo scartosso di calamari, cipolla e fiori di zucchina, fritti.

Non mancano piatti di carne come il vitello in salsa tonnata con fagiolini e capperi all’aceto balsamico; e il Sandwich del Timoniere, un hamburger con patate fritte; e le preparazioni allo spiedo come il galletto alla senape e spezie rosse allo spiedo e la faraona alla salvia e rosmarino, tutte e due con patate arrostite.

Per chi cerca un pranzo o cena a base di verdura, troverà l’insalata di melone, anguria, cetrioli, sedano e basilico; riso bianco e nero, curry, peperoncino, curcuma, verdure estive, e passata di carote; la parmigiana di melanzane MariaPia; e una grigliata di verdure con olio e basilico.

Tra i dessert, gelati soft, granite, dolci del laboratorio di pasticceria, MammaRita Lab, come la Torta Leone, la Torta Venezia e la Focaccia Mediterranea all’olio extravergine di oliva con origano, capperi, olive, peperoncino e limone canditi.

È stato inoltre creato un piccolo orto che, per il momento, fornisce erbe aromatiche e alcune varietà di pomodori. Un appezzamento che con il tempo verrà ampliato e sarà in grado di rifornire, in parte, il ristorante.

La proposta beverage prevede una selezione di vini curata dai nostri sommelier, birre artigianali realizzate in esclusiva per Alajmo dal birrificio Baladin, un’ampia proposta di apertivi e cocktails, oltre al caffè di Gianni Frasi, celebre torrefattore veronese del Laboratorio di Torrefazione Giamaica Caffè che ha creato una miscela unica in esclusiva per tutti i locali Alajmo.

Hostaria in Certosa è aperta tutti i giorni dalle 9 a mezzanotte, la cucina è attiva dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 22.30. Per prenotare 347-0787755.

RISTORANTE VALBRUNA: TUTTO SUI 4 NUOVI MENU E SUGLI AMBIENTI RINNOVATI

Davide Tangari

In un ambiente ristrutturato ecco i tre nuovi percorsi degustazione, Terra – Acqua – Davide, più il temporary Italia Centopercento “limited edition” per le prime 40 prenotazioni. Pausa al ristorante per luglio e agosto per far posto alla Summer Edition del Bistrot, con nuovi Cocktail, Tapas, Bbq e Pizze in collaborazione con la Premiata Fabbrica Pizza.

Ecco in sintesi tutte le novità al Ristorante Valbruna di Limena (Padova): Maggiore spazio tra i tavoli in ambiente green in linea con una filosofia eco-friendly, Sliding door per assicurare maggior comfort e tranquillità per gli ospiti, Ambienti igienizzati e sanificati con sanificatore a ozono, Bagni rinnovati e a uso esclusivo per il Dining.

E poi quattro nuovi menu degustazione: Acqua, Terra, Davide, Italia Centopercento.

Davide Tangari e la sua brigata hanno voluto realizzare delle proposte in linea con il momento di rinascita che stiamo vivendo, assicurando sempre l’alta qualità degli ingredienti utilizzati e dando spazio anche a piatti vegetariani (grazie anche alla disponibilità dell’orto a pochi metri dal ristorante).

Menu Italia Centopercento. Omaggio all’Italia di oggi, in linea allo stato d’animo che stiamo vivendo, un personalissimo tributo al nostro Paese in formato temporary di tre portate, una “Limited edition” solo per le prime 40 prenotazioni.

Menu Terra Sei portate che proseguono il percorso del menu precedente: include piatti vegetariani come l’“Insalata di Tempeh di ceci, crema di zucchine, verdure croccanti”, piatti consolidati come le “Tagliatelle con ragù di corte e Vermouth Cocchi” o ingredienti insoliti e graditi come la “Costatina di asino alla brace con radice di luce al Whiskey Bourbon Bulleit”. In queste 2 ultime proposte tra gli ingredienti emerge l’uso sapiente dei distillati grazie anche al direttore di sala Christian Lorenzato.

Menu Acqua Costituito da sette portate, evoluzione del precedente menu “Mare”, abbraccia ingredienti di fiume come per il piatto “Avannotti di trota fritti, crescione, maionese al lime”, di mare con la “Ventresca di Tonno e taccole” completato al momento con una zuppetta tiepida di pomodori datterini, olive verdi e capperi, e spazia anche sul classico rassicurante come i “Bigoli al torchio, made in Valbruna, con salsa di acciughe, pinoli e uvetta, scalogno al lampone”.

Menu Davide Il menu personalissimo ed essenziale di Davide Tangari giunto al terzo step, dopo “La prima di Davide” e “La versione di Davide”. In questo percorso lo chef si è sentito libero di esprimere la sua creatività, le sue esperienze e le sue innovazioni in un percorso di otto portate mixando con abilità classicismo e sapori nuovi. Ecco quindi lo “Sgombro con rapa di Chioggia, melograno, robiola vaccina, noci” piatto con cui Davide ha vinto le selezioni Nord del concorso nazionale Chef Emergente organizzato da Luigi Cremona, o gli innovativi “Nervetti con cozze, arachidi e cranberries”, ma anche lo Spaghetto Fracasso condito con un personalissimo Miso di Fave”.

Il Ristorante andrà in vacanza a luglio e agosto per far posto alla Summer Edition del Bistrot, con nuovi Cocktail, Tapas, Bbq e Pizze in collaborazione con la Premiata Fabbrica Pizza di Bassano del Grappa (Vicenza).

VILLA CORDEVIGO RIAPRE IL 18 GIUGNO: ALLA GUIDA DEL RISTORANTE OSELETA, STELLA MICHELIN, ORA C’È MARCO MARRAS

Marco Marras

 

Il Villa Cordevigo Wine Relais & Spa di Cavaion Veronese (Verona), primo hotel cinque stelle lusso del Garda Veronese, e il suo ristorante Oseleta, stella Michelin, si apprestano alla riapertura. L’albergo e l’annesso bistrot gastronomico riaprono agli ospiti il 18 giugno, mentre l’attività del ristorante riprenderà in estate con una significativa novità: dopo dieci anni, lo chef Giuseppe D’Aquino lascia l’Oseleta per dedicarsi a una nuova e diversa impresa professionale e ad assumere la guida delle cucine è Marco Marras, suo sous chef nell’ultima stagione, garantendo continuità allo stile che ha portato il ristorante ai vertici del panorama d’eccellenza gardesano.

«Giuseppe D’Aquino, con la sua professionalità e il suo riconosciuto talento – dice la direttrice del Villa Cordevigo Wine Relais&Spa, Lorenza Delibori, in rappresentanza delle famiglie Cristoforetti e Delibori, proprietarie della struttura – è stato fondamentale per il percorso che abbiamo intrapreso nel novembre del 2010, concretizzatosi con la stella Michelin nel 2013, gli auguriamo le migliori fortune per il nuovo impegno che, ne siamo certi, gli permetterà di conseguire ulteriori importanti traguardi nel suo infaticabile percorso di ricerca. A lui va il ringraziamento della proprietà e di tutto lo staff. Marco Marras è la persona ideale e il professionista perfetto per succedergli, anche per il fitto scambio di esperienze che ha coltivato accanto a Giuseppe».

«Nell’accingermi a una nuova sfida professionale – afferma Giuseppe D’Aquino – ringrazio le famiglie Cristoforetti e Delibori per la fiducia accordatami in questi dieci anni di intensa attività a Villa Cordevigo e all’Oseleta. Sono lieto di aver contribuito a portare questa realtà ai vertici dell’accoglienza e della ristorazione veronese. Un sentito ringraziamento anche a tutti gli ospiti e amici che hanno contribuito a concretizzare ciò che poteva sembrare un sogno e, di cuore, a Verona, che mi ha accolto e ancora mi accoglie con grande affetto. I migliori auguri a Marco, certo che saprà far bene».

Capo partita all’Oseleta dal 2017 e poi secondo di Giuseppe D’Aquino dal 2019, Marco Marras, trentadue anni, originario di Bosa, in Sardegna, allievo del locale Istituto alberghiero, ha iniziato a lavorare nelle cucine a sedici anni all’hotel Cala di Volpe a Porto Cervo, per proseguire poi a Madonna di Campiglio, Ginevra, Portofino, Isola d’Elba, Miami, Hawaii e in Puglia, fino all’approdo nel Veronese. Dal 18 giugno il Bistrot Cordevigo, con il suo arioso dehor affacciato sui vigneti e sulla piscina, sarà lo spazio dove presenterà la propria idea di cucina.

«La scelta di aprire subito il Bistrot Cordevigo, posponendo la riattivazione dell’Oseleta – spiega Lorenza Delibori – risponde all’esigenza di garantire la disponibilità di un’area open air molto ampia, nella quale gli ospiti dell’hotel e la clientela che vorrà ritrovare la nostra offerta ristorativa potrà sentirsi a pieno agio e in totale relax in questa fase post lockdown. L’Oseleta tornerà ad arricchire la nostra proposta non appena le condizioni diverranno più favorevoli».

ALESSANDRO BREDA FA RIPARTIRE IL GELLIUS DI ODERZO (TREVISO)

Alessandro Breda

 

Riaprono le porte del Gellius. Da domani sera, venerdì 5 giugno, il ristorante stellato di Oderzo (Treviso) tornerà ad ospitare appassionati e gourmet di tutta Italia dopo tre mesi di chiusura. Erano infatti i primi giorni di marzo quando, per precauzione, in piena ondata Covid-19 lo chef e patron Alessandro Breda aveva deciso di chiudere il ristorante, l’annesso bistrot Nyù e il bar della piazza centrale della città.

«È il momento di ripartire – dichiara Breda – ma lo faremo a modo nostro, con molta prudenza. Garantiremo infatti solamente il servizio di cena al Gellius, mentre il Nyù sarà aperto solo a mezzogiorno, per pranzi e incontri di lavoro. Siamo felici perché il primo week-end è già praticamente sold out, ma stiamo con i piedi per terra e cerchiamo di fare un passo alla volta»,

Il locale riapre con tutte le precauzioni e attenzioni prescritte dalla normativa, ma senza rinunciare a coperti, grazie alle distanze fra i tavoli che erano già molto ampie per garantire un’esperienza ottimale ai clienti.

La riapertura del ristorante è l’ultimo tassello di un graduale ritorno alla normalità per le strutture del Gellius: il bar ha infatti già riaperto il 22 maggio dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 2, mentre sabato e domenica dalle 10.30 alle 2. È stato quindi seguito dal Nyù, dal 26 maggio aperto tutti i giorni in pausa pranzo, mentre il ristorante Gellius si appresta ad aprire le porte domani, dando appuntamento agli appassionati tutte le sere dal venerdì alla domenica. Nel rispetto delle normative post-Covid per tutti e tre i locali è preferibile la prenotazione al numero 0422-713577.