INCONTRI

SFIDA DI BIRRE

Inghilterra e Irlanda, due storiche produttrici di birra saranno messe a confronto in una serie di match all’ultimo bicchiere. Riprende l’Abc della Birra, oggi 19 aprile, al ristorante Abc Montecchia a Selvazzano Dentro (PD). La cena è stata studiata da Max Alajmo dove ad ogni piatto verranno abbinate contemporaneamente una birra inglese ed una irlandese per scoprirne differenze e similitudini. Questo il menu: aperitivo – Beer Rossini. A tavola: Bruschette con purè di fave e spinacini; Bruschette con burrata, piselli e culaccia abbinate a Marston’s Old Empire IPA e O’hara Irish Pale Ale; Pizza peperone e fumo; pasta al peperone e fumo, peperoni e zucchine alla scapece, provola, ricotta e speck; Maxcalzone mediterraneo mozzarella di bufala, pomodoro fresco, fagiolini olive taggiasche, capperi e origano abbinati a Sharp’s Doom Bar e O’hara Irish Red; Coscette e alette di pollo caramellate con misticanza all’aneto e chips di patate abbinate a Porterhouse Wrassler XXXX Stout e Marston’s Pearl Jet Stout; chiude il dessert: Gratin di fragole con crema soffiata alla vaniglia e lavanda. Costo a persona 50 euro comprensivo di degustazione e birre (45 euro per i possesori di Alajmo card). Info e prenotazioni: tel.  049 8055323 – mail abcmontecchia@alajmo.it.

IL MALANOTTE DI BONOTTO

Proseguono gli incontri dedicati al vino, promossi dalla condotta di Treviso  di Slow Food. Apppuntamento, giovedì 26 aprile al ristorante Il Cammello a Preganziol (TV). Protagonista della serata saraà la Tenuta Bonotto delle Tezze di Vazzola (TV) con la degustazione del Malanotte del Piave, in pratica una verticale, delle annate 2009 – 2010 – 2011 – 2012 – 2013. Per l’azienda a spiegare il vino ottenuto da uve raboso sarà Antonio Bonotto. Conclusa la degustazione patròn Ismaele proporrà:Flan di carote e zenzero con fonduta di Taleggio e cotechino alla plancia; Gnochi di papate fatti in casa con crema di formaggi e speck; Stinco di maialino da latte, cotto a bassa temperatura per 24 ore con verdure trifolate e patate al forno. Costo a persona 40 euro tutto comprteso (soci Slow Food 35 euro). Info e prenotazioni: cell. 380 6415374 – mail  onorio@slowfoodtreviso.it.

Annunci

ASPARAGUS 2018 CENA A 4 MANI ALLA TAVERNA DI COLLOREDO

Ivan Bombieri executive chef de La Taverna

Il 2018 vede il ristorante La Taverna di Colloredo di Monte Albano partecipare alla bella manifestazione Asparagus promossa dal Ducato dei Vini Friulani, venerdì 20 aprile, a partire dalle 20 con una serata speciale. Quest’anno La Taverna ha pensato ad un “omaggio” molto particolare. Da tempo il ristorante è entrato a far parte dell’Associazione CHIC (Charming Italian Chef), nata nel 2009 e presieduta da Raffaele Geminiani. Nonostante quanto il nome possa far pensare, CHIC è molta sostanza e per nulla modaiola. Riunisce più di cento associati (50 stelle Michelin) tra Chef e Ristoratori accomunati da pochi ed importanti principi: Semplicità (Umiltà nel proprio lavoro, essere al servizio del cliente, dare equilibrio ed emozione), Sostenibilità (Rispetto per l’ambiente e l’utilizzo delle risorse naturali; ricerca della qualità; attenzione alle tecnologie e al loro impatto; valorizzazione filiera di prodotto), Salubrità (Promuovere una corretta alimentazione; valorizzare la qualità delle materie prime, le cotture delicate, gli accostamento di ingredienti). Tutto ciò avviene tramite eventi in tutta Italia insieme ai vari partners del settore che appoggiano l’Associazione, ma oltre a queste date particolari sono gli stessi soci che tra loro amano confrontarsi proponendo serate “a 4 mani” invitandosi vicendevolmente nelle proprie strutture. All’inizio del 2018 sono bastati pochi minuti e una telefonata per proporre la Manifestazione Asparagus quale migliore occasione per una “cena a 4 mani” tra lo chef Andrea Alfieri (membro del Consiglio direttivo dell’Associazione) e Ivan Bombieri (neo executive chef de La Taverna). L’adesione di Andrea è stata immediata. Per chi non conoscesse Andrea Alfieri ecco un breve estratto delle sue esperienze: Classe 1974, Milanese e grande esperienza sul campo sia nelle cucine sia dietro la “cattedra”. Dirige in prima persona lo “YAR”, il “Sempione 42” e il “Chiostro di Andrea” di Milano: A Madonna di Campiglio sarà executive chef del ristorante Majestic Gourmet del Majestic Mountain Charme Hotel e poi al timone della cucina stellata dell’Alpen Suite Hotel e dei suoi tre ristoranti. Anche quando termina le sue esperienze spesso rimane come consulente come a Madonna di Campiglio, “Il Chiostro di Andrea”, l’Osteria del Brunello e il Bento Sushi restaurant (questi ultimi sempre a Milano). E’ stato docente al Culinary Institute School of America e all’Istituto Alberghiero Olivetti di Monza. Ivan Bombieri arriva nelle cucine di Colloredo di Monte Albano all’inizio del novembre scorso. Si tratta della sua prima esperienza come executive chef di un Ristorante Stellato. Ma non arriva per caso, i meriti sono conquistati sul campo. Prima formazione classica all’Istituto Alberghiero A.Berti di Verona poi subito nelle cucina dei ristoranti vicini (La Stua e Antica Bottega). Dal 2006 al 2008 è con lo chef Michele Motta a La Cantina di San Rocchetto. Nel 2010 inizia l’esperienza nelle cucine dei grandi Alberghi con l’importante passaggio dal 2011 al 2013 all’Alpen Royal Hotel***** di Selva di Val Gardena. La cucina è nelle mani di Felice Lo Basso (1 stella Michelin) e Ivan passa da capopartita degli antipasti a quella dei primi. Dal 2013 al 2015 è nelle brigate dello chef Andrea Migliaccio, cucinando nelle varie sedi operative: Zermatt, Milano e soprattutto all’Hotel Capri Palace (5 stelle lusso e ristorante 2 stelle michelin). L’ultimo periodo è con Italo Bassi al Ristorante ConfFusion a Verona e a Porto Cervo. Le cene a 4 mani prevedono menù particolari dove gli chef si alternano nella preparazione dei piatti. Spesso accade che alcuni siano creati insieme, addirittura frutto di felici improvvisazioni. Partecipare è molto facile, basta prenotare nel Ristorante di riferimento. Esperienze rare e divertenti che non solo permettono al cliente di provare gusti e stili diversi, ma di approfittare dell’alternanza degli chef presenti in sala per scambiare impressioni e pareri. Per ASPARAGUS 2018  il menù sarà così composto: grande aperitivo di benvenuto  (solo finger food): Frittatina di urtizzons (bruscandoli); Tartella salata di Montasio DOP con bavarese al gorgonzola e asparagi verdi; Crème brûlée salata di asparagi con croccante di frutta secca; Uovo di quaglia in camicia con asparago di Tavagnacco gratinato alla polenta; Punte di asparagi in tempura; Punte di asparagi verdi al bacon. Antipasti (Ivan Bombieri): Carpaccio di tonno scottato con maionese agli asparagi, asparagi croccanti, spugna di erbe primaverili e uova di salmone; Andrea Alfieri: Crudo di cervo, asparagi, salsa bolzanina e cenere di cipolle. Primo piatto: Ivan Bombieri con “sorpresa” di Andrea Alfieri: Tortelli ripieni di zabaione di formaggio Asìno, caviale di tartufo nero e asparagi verdi. Secondi piatti (Ivan Bombieri): Tuorlo d’uovo marinato, nuvola di albumi montati, asparagi di Tavagnacco e cicciole; Andrea Alfieri: Maialino da latte, variazione di asparagi, salsa alle croste di grana padano. Pre dessert (Ivan Bombieri): Sorbetto dolce agli asparagi; dessert (Ivan Bombieri): Dolce sorpresa di Primavera. Vini in abbinamento: Rribolla Gialla Spumante – Cantine di Cormons; Piere Sauvignon 2015 – Vie di Romans; Friulano 2016 – Terre del Faet; Schiopettino 2015 – Antioco Broilo; Ramandolo 2016 – Giovanni Dri. Costo della cena a persona (bevande incluse): 90 euro. Info e prenotazioni: tel. 0432889045 – mail ristorantelataverna@yahoo.it.

 

 

LA TAVERNA A COLLOREDO MONTE ALBANO: UNA GRANDE PASSIONE

Piero Zanini con la brigata di cucina, Ivan Bombieri è al centro dietro Zanini

Location splendida. Dalla terrazza sul retro, dove d’estate c’è un bellissimo e protetto dehors, si vede la campagna circostante e la Provinciale che porta direttamente sotto il castello. Sotto c’è una grande sala riservata per i banchetti. Davanti si ammira il castello quello di Ippolito Nievo, della Pisana e di Carlino, per capirci. Sto scrivendo della Taverna, ristorante stellato dalla bellezza di 21 anni, che sta in Piazza Castello (castello che è in via di totale recupero dopo che il terremoto del 1976 lo ha spazzato via) a Colloredo Monte Albano provincia di Udine. A fianco della terrazza un grande orto che produce solo verdura di stagione ed erbe aromatiche. La facciata, proprio di fronte al castello, è quella che ti aspetti da un edificio che anticamente, fin dal 1300, ospitava l’orangerie, serre e ambienti per il personale di servizio. Si scende qualche gradino e subito si è nella sala, accogliente, calda, elegante, una quarantina di posti non di più. Camino, acceso. Dal 1979 questo ristorante è gestito con bella sapienza da Piero Zanini, con passione soprattutto.

Uno scorcio della cantina

Basterebbe, solo per renderne l’idea, la carta dei vini coltivata con ben 2.000 etichette, ma la quasi ineguagliabile sorpresa è che la cantina conta ben 30.000 bottiglie. E non fa meraviglia che il sancta sanctorum della cantina sia sopra un pozzo profondo 30 metri dove sono custoditi i vini più preziosi. Un colpo d’occhio che non ha uguali. Cantina dove Zanini organizza anche serate all’insegna di grandi vini, ma solo per 8 persone con menu adatto ai vini scelti. 21 anni di stelle Michelin senza soluzione di continuità: segno che Zanini ha un bel fiuto nel trovare i cuochi, visto che molti sono stati quelli che si sono avvicendati ai fornelli. Ora è la volta di un trentenne veronese, Ivan Bombieri, lunga esperienza nelle cucine di grandi alberghi di lusso, sì, ma anche una puntata all’Enoteca Pinchiorri di Firenze. Buona mano quella di Bombieri, con un occhio alla tradizione e quell’altro alla creatività. Ne escono piatti ben costruiti, senza stravolgimenti, dove si assaporano tutti gli ingredienti, per altro non eccessivi quanto a numero. Insomma una cucina equilibrata, piacevolissima.

Il polpo

Si inizia con la croccante armonia delle puntarelle che ben accompagnano il polpo al quale fa da contrappunto la nota acida della salsina di Schioppettino.

I tortelli

Golosissimi i tortelli ripieni di “polente cunciade” resi ancor più golosi da una fonduta di Montasio stravecchio (sei mesi).

L’agnello “360”

Morbidezza, sapore e varietà si trovano nell’agnello “360” proposto in vari tagli e una delicata mousse di fegato e frattaglie. 

Dessert all’altezza del resto a cominciare dalla crema di vaniglia, sedano rapa caramellato e gelato di valeriana, ancor più piacevole la bavarese ai cachi con amaretti, melagrana, miele, caco mela sciroppato e spugna alle nocciole. Vini ovviamente all’altezza: dal Franciacorta Brut Enrico Gatti con l’aperitivo (stuzzichini ineguagliabili), il friulano 2016 di Terre del Faet, il Pinot Noir 2014 di Frederic Magnien e il Moscato d’Asti di Cantina Bera. Un’ultima cosa. Chi volesse un pranzo o una cena rapida può approfittare della piccola sala attigua a quella del Camino, dove dallo scorso novembre funziona “Cence Mantil“, ovvero “senza tovaglia”, dove si possono incontrare e gustare appieno i piatti della tradizione friulana dal “muset e brovade” al “frico”. A prezzi contenuti.

CUCINARE: DA SABATO A PORDENONE LA GRANDE FIERA DEL GUSTO

Cucinare 2018 nei locali della Fiera di Pordenone da sabato 10 febbraio a martedì 13 con la bellezza di 130 tra degustazioni, show cooking e minicorsi di cucina: un appuntamento imperdibile e che quest’anno allarga anche i suoi orizzonti ad appuntamenti specifici dedicati al vino, alla birra artigianale, panificazione e cucina green per non dire di esposizione di prodotti fra cantine, birrifici, distillerie, salumifici, caseifici, oleifici, pastai, pasticcerie e prodotti ittici di mare e di acqua dolce. Insomma una galleria imponente nella quale primeggiano gli chef stellati e alcune star televisive dei fornelli, scelti voluti e “scritturati” da Fabrizio Nonis, anima della manifestazione.  E vediamole queste star. Si inizia sabato 10 (13-14,30: Arena Stars Cooking) con Diego Crosara, pasticcere di fama mondiale dell’Accademia Alma; sempre sabato (15-16,30) Federico Belluco chef (1 stella Michelin) del Dopolavoro Dining Room di Venezia. Domenica 11 (13,30-15) è la volta di Norbert Niederkofler (3 stelle) dell’hotel Rosa Alpina di San Cassiano; segue (15,30-17) Roberto Bobo Cerea (3 stelle) del ristorante Da Vittorio a Brusaporto. Lunedì 12 (13,30-15) : Matteo Metullio (2 stelle) del ristoramnte La Sirola di San Cassiano; lo seguirà (15,30-17) Simone Rugiati, che e volto televisivo di LA7. Martedì 13 febbraio (13,15-14): Terry Giacomello, chef (1 stella) del ristorante Inkiostro di Parma; dalle 14,30-15,30 show cooking di Piergiorgio Siviero (1 stella) del ristorante Lazzaro 1915 di Pontelongo; dalle 16 alle 17,30 sarà la volta di Giorgione (Giorgio Barchiesi), chef  del ristorante Alla Via di Mezzo e notissimo volto di Gambero Rosso Channel. Per maggiori informazioni consulta il sito: http://www.cucinare.pn

RAFFAELE ROS E GENNARO ESPOSITO, QUANDO VINCE LA NOSTALGIA DEL PASSATO, CHE GUARDA AL FUTURO

Gennaro Esposito e Raffaele Ros

Lunedì 5 febbraio 2018, al ristorante stellato “San Martino” in Scorzè (Venezia), dalle 20 gli chef Raffaele Ros (una stella Michelin) e l’ospite, il collega Gennaro Esposito due stelle Michelin del ristorante “Torre del Saracino” a Vico Equense (Napoli) e protagonista in televisione di Junior MasterChef Italia, daranno vita a una serata all’insegna della grande cucina. I due formano una coppia messa a punto già nel gennaio del 2012, sempre al “San Martino”, con una memorabile cena a quattro mani. Un successo che ha spinto i due protagonisti a collaborare nuovamente.
In questo nuovo incontro prepareranno piatti che valorizzano l’espressione del proprio territorio, esaltando con rigore, sapienza, attenzione al dettaglio e molta esperienza sul campo la bontà della pietanza.
Questo il menu della serata: Mise en Bouche, Crostacei, crema al limone e passion fruit La seppia, inchiostro e fegato con salsa verde e limone candito, Il “Cocktail” di gamberetti della Laguna Veneta, Minestra di pasta mista con crostacei e pesci di scoglio, Tortelli alla ricotta di malga e “Canocia”, Spigola di lenza crema di pane e “Castraure”, Cake al limone, cremoso all’olio extravergine di oliva e zenzero candito con gelato al kefir, Gelato alla vaniglia Thaitiensis.
La serata sarà in collaborazione con le aziende Ferghettina, Franciacorta a Adro (Brescia), Mario Schiopetto a Capriva del Friuli (Udine), Ronchi di Manzano a Manzano (Udine).
Il menu comprensivo di vini costerà 130 euro.
Per prenotazioni, chiamare i numeri 041-5840648 oppure 320-1609940.

ASSAPORITO E GUGLIELMO VUOLO APRONO INSIEME A VERONA

Apre ufficialmente a Verona la nuova struttura che vede la collaborazione fra Assaporito di Marco Dolci e il maestro pizzaiolo napoletano Guglielmo Vuolo. Una “Bottega del Gusto” e una pizzeria che si sviluppano in un’unica struttura di 350 metri quadrati su due livelli rinnovata dall’architetto Luisa Masciantonio. In viale del Lavoro, a due passi dalla Fiera, Dolci e Vuolo portano tutto il gusto del sud, l’uno con una selezione di ingredienti gourmet e l’altro con la sua pizza che lo vede, da formatore e consulente, in giro in tutto il mondo.
Assaporito, la Bottega del Gusto è aperto dal mattino con le colazioni e proseguirà la sua attività come punto vendita di eccellenze del territorio campano: dal Pomodoro alla Mozzarella di bufala – con arrivi freschi due volte la settimana. Non mancano i fritti (crocchè, arancini e frittatine), il pane, la pasta di Gragnano e il caffè. A mezzogiorno e alla sera è attiva la pizzeria di Guglielmo Vuolo. «In questi anni abbiamo sempre cercato di soddisfare le richieste della nostra clientela, con una attenzione ai tanti meridionali in cerca dei sapori autentici di casa – dichiara Dolci, forte della sua esperienza più che decennale con Assaporito a Brescia – da oggi completiamo la nostra offerta grazie alla partnership con un artigiano di indiscusso valore: il Maestro Guglielmo Vuolo». Con la sua pizzeria di Verona, che si affianca al locale storico di Casalnuovo (Napoli) dove lavorano i suoi tre figli pizzaioli, Vuolo inizia le celebrazioni dei suoi cinquant’anni di attività. Pizzaiolo verace strettamente legato alla più squisita tradizione ma anche curioso ricercatore, a Verona porta le novità che ha maturato in questi anni. Ci sono, dunque, la Carta dei pomodori, una selezione di varietà rare e note da cui scegliere il proprio pomodoro preferito per condire la pizza, l’impasto all’acqua di mare, oltre alle pizze per la salute studiate con bioterapisti nutrizionali. La pizzeria è improntata all’interattività con il cliente, con alcuni posti a sedere direttamente a ridosso del bancone, per non perdersi nessun passaggio della preparazione delle pizze. Ma anche dal piano superiore, che ospita la sala, si può seguire il Maestro al lavoro, grazie a uno schermo che proietterà in tempo reale le immagini. Un modo nuovo di raccontare la pizza.

LO STORICO “12 APOSTOLI” DI VERONA CAMBIA MARCIA

È una delle istituzioni gastronomiche della città di Romeo e Giulietta ma nella vita serve anche cambiare, rinnovarsi, guardare avanti. La famiglia Gioco da cent’anni apre con gioia e impegno le porte del ristorante di Verona, il “12 Apostoli”. Locale oggi rinnovato nello spirito e negli ambienti di sala, condotta dal giovane Filippo Gioco, e di cucina, guidata dallo chef veronese Mauro Buffo. L’importante eredità ha spinto tutti a sviluppare insieme un progetto di rinascimento, che considera l’attività storica non un museo, quanto il fulcro privilegiato di un percorso di ricerca e di scoperta gastronomica, che dalle proprie solide radici e dal proprio fertile territorio vuole aprirsi al mondo per esplorare le nuove tendenze, cercando di proporne una propria, italiana e scaligera, con variazioni (mai gratuite o condizionate dalle mode). In sala dominano dodici isole tonde tovagliate in bianco, che si stagliano con eleganza tra gli affreschi tenuti in penombra, grazie alla luce soffusa al centro di ogni tavolo, quasi come ingrediente nel piatto. Una quarantina di posti a disposizione e il locale è aperto tutti i giorni, eccetto domenica sera e l’intera giornata di lunedì. In cucina Mauro Buffo, tornato a casa dopo molto aver visto e molto intrapreso, si propone di modellare un progetto gastronomico a tutto tondo, legato all’armonia tra gli ingredienti e le persone. Nato all’ombra del castello di Soave, giovanissimo inizia l’esperienza in cucina nella brigata di Fabio Tacchella, salvo a vent’anni suonati trovarsi nel cuore della “Nuova grande cucina italiana”, sotto la guida del Maestro Gualtiero Marchesi. Si sposta poi a Padova, accolto amorevolmente da Massimiliano Alajmo al ristorante Le Calandre, che pone indispensabili basi per finire in Spagna alla corte del rivoluzionario, Ferran Adriá, dove rimane ben quattro, intensissimi anni. Approdato a New York, dopo una fruttuosa esperienza da David Bouley, stimolato da un ambiente che sente congeniale, inizia la carriera di chef al ristorante Falai. Tornato in Italia come executive chef al Vigilius di Lana, completa il ritorno alle origini approdando ai “12 Apostoli”. Tre i percorsi di degustazione proposti dallo chef. Il menù Sostrati, che vuole raccontare la gloriosa storia della città attraverso i suoi piatti di riferimento; il menù Bagliori, una passeggiata, mano nella mano allo chef, nel territorio e nella stagionalità; il menù Divagazioni che, come in un gioco, vuol far riscoprire i paradigmi della cucina italiana. In cantina, tra preziosi reperti archeologici, dove riposano le etichette selezionate con cura ed entrate in Carta vini a multipli di 12, si trova il rifugio dedicato al momento del dolce, da gustare attorno a un grande tavolo sociale.

L’ARGINE A VENCO’: UN’ESPERIENZA FANTASTICA DI SAPORI

Ti siedi a tavola e hai la sensazione di essere all’aperto, seduto sull’argine tra l’orto e i vigneti, solo un attimo e ti accorgi di essere in cucina, tra Lei e la sua brigata. Lei è Antonia Klugmann, la chef stellata, che ti sta accompagnando in un’esperienza nuova, prodotti freschissimi ( i vegetali, per gran parte arrivano dal suo orto lì accanto) usati con sapienza, con delicatezza, come nel suo carattere, delicata ma precisa e sicura negli accostamenti. L’ambiente, L’Argine a Vencò a Dolegna del Collio (GO), è piccolo, 15 posti, atmosfera rilassante, nei piatti sapori di mare e di terra con giochi di note dolci e acide, gusti puliti con un sapiente uso delle erbe aromatiche. Nella sua cucina Antonia trasmette tutta la sua passione con accostamenti unici ma affascinanti legati alla stagionalità. Due gli elementi fondamentali, materia e spirito, gli elementi e Lei, in un gioco di ricordi del territorio e della famiglia che Antonia trasferisce nei piatti. Vini in abbinamento prevalentemente del territorio. Due menù con la possibilità dell’accostamento dei vini ai piatti e un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ho avuto il privilegio di poter assaggiare un menù che rappresenta la sua filosofia di cucina e posso affermare che è stata un’esperienza fantastica.

Luciano Favro

Piatto entrèe dello chef: insalata arrostita con 2 salse, una di alici e acciughe, l’altra di uva e lamponi, sopra uvetta e prugne

Cetriolo croccante fermentato in salamoia, ostrica cruda con la propria acqua, cozze e vongole spadellate con salsa di senape, cumino, acetosella e finocchietto selvatico

Zucca Hokkaïdö cotta al forno, intera, con olio di semi di zucca, gelato di latte crudo e miele e sale di Pirano; (caldo e freddo)

 

Lingua salmistrata bollita, caco fermentato e salsa di caco, purè di nocciola, fagiolini nelle due consistenze (liquida e croccante) erba pimpinella e polvere di alloro

Riso carnaroli con centrifuga di spinaci , finta besciamella al parmigiano, foglie di spinaccino a crudo, olio al ginepro e spruzzatina finale di grappa

 

Ravioli ripieni di patè di fegato, ragù di cuore di manzo battuto a coltello, cime di rapa, crema di cime di rapa e emulsione di olio e cime di rapa

Faraona petto e coscia arrostiti, uva alla brace, bietola sbollentata, salsa al pepe, fondo fatto con le ossa e brodo, finocchio al limone

Pera cotta croccante, meringa all’italiana, fiore di menta, polvere di rosmarino

Sorbetto di abete, more, salsa di more e biscotto alle more, ganache di cioccolato bianco con burro al tartufo nero e tartufo grattugiato con spolverata di foglie essiccate di abete

NATALE 2017: IL PANETTONE TRASPARENTE DI GIULIANO BALDESSARI

Per il prossimo Natale, Giuliano Baldessari, chef del ristorante Aqua Crua a Barbarano Vicentino (Vicenza) e giudice di Top Chef Italia, propone il suo panettone, semplice e trasparente come la sua idea di cucina. Una nuova ricetta che nasce dall’evoluzione di quella del 2016, ma con una sostanziale novità: quest’anno le uova utilizzate saranno solo quelle delle galline di Aqua Crua, una trentina di esemplari che vivono in un’azienda agricola di Villaga (Vicenza). Anche quest’anno, il lievito madre è stato rinfrescato con la rugiada raccolta personalmente da Baldessari sulle montagne trentine la notte di San Giuseppe. Un rito antico, erede della tradizione celtica che attribuiva alla rugiada di quella notte proprietà miracolose. Lo stesso lievito viene utilizzato da Baldessari per la sua colomba pasquale e per il nuovo lievitato in fase di test, che sarà in vendita tutto l’anno. Il panettone sarà acquistabile solo nel formato da mezzo chilo in ristorante e sugli acquisti online del ristorante (http://aquacrua.jimdo.com). Il panettone arriva a casa sempre fresco. Viene prodotto il venerdì e le spedizioni partono tutte le settimane, il lunedì. Spese di spedizione 6,50 euro, gratuite a partire da dieci panettoni.