BOX CAFFÈ A PADOVA: LA CUCINA GIOVANE CHE AMA I CLASSICI

Un’idea di cucina semplice con alla base grande materia che ripropone i classici della tradizione italiana. È questa l’idea di cucina di Marco Benetezzo, una solida formazione alle spalle con esperienze in diversi ristoranti stellati della penisola, mente e artefice del terzetto di locali simbolo della giovane ristorazione padovana: Box Caffè in Prato, Box Pizza e Box Caffè in Galleria. Tre realtà diverse, ma che hanno come unico obiettivo quello di proporsi come locali dove trovare cibo di qualità, sano e goloso, e dove bere bene, in un ambiente elegante e con uno stile ricercato, ma informale.

Box Caffè, sorto dove negli anni venti c’era un’autorimessa per auto, si trova a Prato della Valle nel cuore di Padova, in una delle piazze più belle d’Italia. È il primo dei tre locali a essere stato aperto, un bistrot dall’arredo semplice ma al contempo originale, con pareti in mattoni, bancone di legno e luci soffuse. In poco tempo si è affermato come luogo di riferimento per chi ama la buona cucina e apprezza la spontaneità di questa formula. “Quando abbiamo aperto questo primo locale – dichiara Marco Benetazzo – volevamo proporre qualcosa di diverso dal solito locale per giovani. Volevamo che al centro della nostra cucina ci fossero i grandi classici della gastronomia italiana, anzi dell’alta cucina. Il mio modello e riferimento in questo è stato sicuramente Da Vittorio a Brusaporto: una cucina semplice ma perfetta, realizzata con grandi materie”.

Nel menu di Box Caffè si trovano i piatti della cucina tradizionale della Penisola reinventati mantenendo l’equilibrio tra semplicità e ricerca dal giovane chef Riccardo Maffini, un passato alle Calandre oltre che al Gabbani di Lugano, con materie prime d’eccellenza e un’esecuzione ai massimi livelli. La Carbonara-Box, la Tartare di manzo, l’Hamburger gourmet con carne piemontese, il Tiramisù preparato con caffè espresso. E poi lo gnocco fritto servito con crudo e burrata, l’Orecchio di elefante o i freschissimi crudi di pesce. Questi alcuni esempi dei piatti realizzati dalla cucina.

La cantina conta oltre 500 etichette selezionate da Marco, spesso introvabili, con predilezione per la Francia, Champagne e Borgogna soprattutto, ma anche un’ampia scelta di vini naturali. Sempre varia la proposta al calice, con etichette che sorprendono ma che garantiscono sempre il miglior rapporto qualità-prezzo.

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A CENA CON LA CILIEGIA DI MAROSTICA

Una “Notte Rossa”, in onore della rossa ciliegia di Marostica in apertura (sabato 26 maggio) e in chiusura una camminata alla scoperta di questo ed altri piccoli frutti della zona (domenica 17 giugno). Nel mezzo, domenica 27 maggio, l’evento clou: la tradizionale Mostra Mercato della Ciliegia di Marostica IGP, arricchita da giochi e laboratori sensoriali, compreso un workshop di Esac Formazione sulla cucina antispreco dal titolo “Vivere e beneficiare di una ristorazione sostenibile” che si terrà dalla 10.30 nella stand di Confcommercio Vicenza. Tra i tanti “omaggi” a questo succulento frutto non può mancare, ovviamente, anche quello della cucina e così i ristoratori di Marostica della Confcommercio, in collaborazione con il Comune, portano in tavola le tante varietà della Ciliegia di Marostica IGP (in queste colline se ne coltivano ben 20 tipologie) per una rassegna gastronomica unica nel suo genere, alla quale contribuiscono ben 12 locali della zona. Il via, giovedì 24 maggio, è al ristorante La Rosina di Marostica con la serata intitolata “Bianco e Rosso”. La location più originale sarà però quella prevista giovedì 31 maggio, con la “Regina Rossa” che si troverà certamente a suo agio al Castello Inferiore di Marostica, nella “Regalis Coena” curata dal Macaronicum Collegium di “A Tavola con Merlin Cocai”. Ad accompagnarla, comunque, sarà un altro nobile esponente della tavola locale: il “Principe Bianco”, vale a dire l’Asparago Bianco di Bassano Dop, protagonista anch’esso nel menu studiato per l’occasione. Un’altra serata di gala è prevista venerdì 9 giugno alla trattoria Caissa di Marostica, con tanti piatti a base di Ciliegia di Marostica Igp. Dal 20 maggio al 17 giugno, questo straordinario frutto sarà nei menu di tanti altri locali oltre a quelli già citati; per la zona di Marostica si potrà, infatti, gustare a L’Angelo e il Diavolo L’Osteria di Apo, L’Osteria Madonnetta, L’Osteria Nuova, il Ristorante Castello Superiore e  il Ristorante Lunaelaltro. Poi a Molvena all’Agriturismo Collalto e al ristorante Da Battista Bottega Veneta; a Bassano del Grappa da Pulierin Enotavola; a Romano d’Ezzelino al ristorante al Pioppeto, fino ad uscire dalla provincia, in quel di Asolo, dove anche Villa Razzolini Loredan omaggerà la Ciliegia di Marostica IGP. Per gli chef dei ristoranti aderenti, la rassegna è l’occasione per fare di questo frutto un ingrediente “tutto pasto”, sfruttandone la dolcezza garantita dal microclima ideale della zona, ma anche la versatilità. Basterà infatti consultare i menu presenti sul sito ristoratoridivicenza.it per scoprire come la Ciliegia di Marostica IGP possa entrare da protagonista in antipasti, primi e secondi piatti, oltre che, ovviamente, nel dessert.

 

CHAMPAGNE LUXURY ALLE OSTERIE MODERNE

Lunedì 21 maggio, oggi, a partire dalle ore 20, alle Osterie Moderne di Sant’Andrea di Campodarsego (PD) 11° edizione di Champagne Luxury, champagne da sogno tutti in una notte e per per la cronaca ecco cosa si potrà assaggiare per la serie Luxury TrendyLa Balorée ’12  Blanc de Blancs   – C. Bouchard; Quinte-Essence Extra Brut – Frank Pascal; V.P. Extra Brut – Grand Cru – Egly-Ouriet; Les Pierrières Blanc de Blancs Extra Brut – Ulysse Collin;  Le Nombre D’or “Sablé Blanc des Blancs” – Nature Aubry;  Extrait Extra-Brut – vendemmia 2008 aprile  – Vouette & Sorbée; L’Aphrodisiaque Non Dosé – 1er Cru – David Léclapart; Blanc de Noirs Vieilles Vignes “Les Crayères”  Grand Cru – Egly-Ouriet; Rosé Grand Cru – Jacques Selosse; Substance Blanc de Blancs Extra Brut Grand Cru – Jacques Selosse. E per Luxury Classic: Grande Cuvée – Krug; Belle Epoque  Millesimato 2011 – Perrier-Jouët; Clos des Goisses Extra Brut  2008 – Philipponnat; Dom Perignon ’06  – Moet & Chandon; Cuvée Sir Winston Churchill ’04  – Pol Roger; Salon ’04;
Dom Ruinart ’04 – Ruinart; Grande Année ‘04 – Bollinger; Grande Année Rosé  ‘04 – Bollinger; Rosé  – Krug; R.D. ‘02 – Bollinger; Dom Ruinart Rosè ’90 – Ruinart.  Per dirla tutta più di trenta grandi bollicine. Costo a persona: 180 euro solo su prenotazione (posti limitati). Info e prenotazioni: tel. 049-5565236 – info@osteriemoderne.it

 

 

 

BOLLICINE E NON SOLO. A MOGLIANO ARRIVA LA SOPRESSA

Il 19 e 20 maggio la Condotta di Treviso di Slow Food organizza, per il secondo anno consecutivo, in collaborazione con il comune di Mogliano Veneto (TV): Bollicine 2018
L’evento dedicato ai vini spumanti si terrà in piazza Caduti sabato e domenica dalle 18.00 alle 22.00. Saranno presenti aziende vinicole provenienti da tutta Italia, ed i visitatori, oltre i vini, potranno degustare piatti tipici proposti da ristoranti del territorio: Trattoria Bimbari, Il Cammello, Il Pesce di Stefano e Silvana, Proloco Mogliano Veneto, Il Turbine. Contributo d’ingresso con bicchiere e porta bicchiere: 5 euro; degustazioni: 2-3 euro. Ma non solo perché l’evento si arricchisce quest’anno di un ulteriore evento. Saranno presenti, infatti, sotto l’egida de Le Fattorie dei Sapori Veneti (ben 26 associati e 2 ristoranti) alcune aziende familiari che faranno conoscere una delle specialità della tradizione veneta: la sopressa con la S maiuscola. La sopressa è un salume tradizionale, insaccato nel budello naturale bovino legato con spago, che per sua natura presenta diametri differenziati e con le tipiche nervature; quella di buona qualità è ottenuta da carni suine di maiali pesanti, di cui si utilizzano tutti i tagli, anche quelli commercialmente più pregiati, come la coscia. In occasione della manifestazione di Mogliano, le aziende proporranno al pubblico il “Panino d’autore” con sopressa al naturale delle Fattorie dei Sapori Veneti e pane a lunga lievitazione del panificio Bosco, e sarà proclamato il miglior salame e la miglior sopressa di fattoria della stagione 2017/2018, selezionati da una giuria eccezionalmente composta da alcuni dei massimi esperti di prodotti di salumeria tradizionale trevigiana (salumieri, venditori al dettaglio, tecnici del settore). Le aziende dell’ambizioso progetto affrontano, così, la sfida dei “salumi di fattoria al naturale”, dopo aver lanciato lo scorso anno quella per la produzione dei “formaggi di fattoria al naturale” ritornando alle origini della tecnica casearia (latte crudo con i suoi fermenti naturali selvaggi, ottenuto esclusivamente in allevamento di proprietà e trasformato grazie al caglio e sale nella stessa azienda), con la creazione dei prodotti Agros e Kaliera. S come Soppressa, Speciale e Senza conservanti. I “salumi di fattoria al naturale” sono, infatti, quelli ottenuti da carne di suini pesanti allevati in azienda, lavorati secondo tradizione e senza aggiunta di conservanti, i cosiddetti “al sale e pepe”. “Un impegno serio nei confronti dei consumatori, supportato dai tecnici della Associazione Veneta Allevatori (AVA) – dichiara Ludovico Giustiniani, Presidente AVA – per consentire agli allevatori di poter differenziare le produzioni, offrire salumi genuini, ottenuti nel rispetto di rigide pratiche igienico sanitarie che consentono di non utilizzare i conservanti e che possono soddisfare le richieste di una sana e variegata alimentazione. Genuinità che parte da capi allevati nel rispetto del benessere animale e di una corretta alimentazione”.

 

NUOVA OPPORTUNITÀ A PADOVA: SI CHIAMA RISTORANTE 19.94

Una nuova realtà nel panorama padovano che presenta una cucina dall’anima classica in un ambiente moderno. Un ristorante risultato del percorso di Stefano Agostini, partito da Casa Vecia, una Stella Michelin di Abano (Padova).
La vita è fatta di percorsi e soste che s’intrecciano, persone e destini che si contaminano, innescando così idee e progetti che diventano inaspettate realtà. E così che è nato il Ristorante 19.94, un punto di riferimento nuovo nel panorama cittadino che vuole essere una voce fuori dal coro, proponendo una cucina dall’anima classica in un ambiente moderno e innovativo.
19.94 è in realtà una data: 1994, un anno che accomuna due anniversari di nascita. Quelli dei protagonisti di questo palco. Per Stefano Agostini 1994 è l’anno di apertura di Casa Vecia dove ha esordito a soli 22 anni conquistando notevoli e prestigiosi riconoscimenti tra cui la Stella Michelin. Per Alessandro Rotolo è la sua data di nascita 1 settembre 1994; lui è un giovane imprenditore friulano, la cui famiglia è presente nel mondo vitivinicolo di qualità da oltre 20 anni, con le cantine Volpe Pasini e Schiopetto.
Oggi Stefano Agostini sostiene che “Per essere contemporanei oggi bisogna fare un passo indietro”, spiegando che la sua cucina è al servizio dell’ospite, senza renderlo vittima di tecnologie e tecnicismi funzionali, spesso, all’ego dello chef.
La cantina del 19.94 conta su quasi 500 etichette (esclusi i magnum).

CENA A 4 MANI CON IL TARTUFO NERO ALLA TAVERNA

Janez Bratovz

A fine gennaio 2018 La Taverna viene invitata alla Gourmmet Cup in Slovenia, una bellissima manifestazione che vede importanti partecipazioni tra cui Ana Ros e Giuseppe Mancino. L’occasione in cui avviene la conoscenza tra Piero, Ivan e Nicola (quasi tutta La Taverna) e Janez Bratovz è durante il convegno nel Castello di Lubiana. L’ospitalità dello chef sloveno è incantevole e dopo qualche minuto i tre del ristorante friulano sono subito seduti al tavolo e il menù degustazione la fa da padrone. Bastano poche chiacchiere tra amici e le date sono presto fissate: il 18 aprile Ivan e La Taverna saranno in trasferta a Lubiana, mentre Janez Bratovž e il JB Restavracija sarà ospite a Colloredo il 18 di maggio per la cena dedicata al Tartufo nero. Due città diverse e distanti, rese vicine dai Castelli e dalla cucina. Janez Bratovž, è uno chef di raro talento, umile, generoso e poco avvezzo ai riflettori. Amato come pochi nella sua città e “venerato” dai suoi clienti stranieri. JB Restavracija nasce nel 2000, la “conduzione familiare” (la moglie Ema è la manager, la figlia Nina è un sommelier e il figlio Tomaz è in cucina) qui più che mai è un vanto. Professionisti preparati ancor prima che parenti e affini, inoltre nelle cucine non si contano le presenze di giovani cuochi in pellegrinaggio dal Maestro. JB Restavracija è stato il primo ristorante sloveno ad entrare nella classifica “S.Pellegrino’s Top 100 World’s Best Restaurant” ed è ormai riconosciuto come il tempio culinario di Lubiana. Ivan Bombieri approda nelle cucine di Colloredo di Monte Albano all’inizio dello scorso novembre. Si tratta della sua prima esperienza come Executive Chef di un ristorante stellato. Ma non arriva per caso, i meriti sono conquistati sul campo. Cena quindi a  4 mani alla Taverna e il tema non poteva che essere il tartufo di primavera. La cena vedrà protagonisti anche alcune novità enologiche che entreranno nella carta dei vini de La Taverna. Occasione migliore non poteva esserci, i vignaioli saranno presenti per festeggiare e rispondere alle curiosità degli ospiti. Si inizia alle 20 con il grande aperitivo di benvenuto. Ed ecco il menu: Improvvisazione sull’uovo (Janez&Ivan); Tortelli di ricotta e pistacchi con tartufo (Janez); Risotto alla parmigiana, sclopit e tartufo (Ivan); Sfera di animelle e tartufo (Janez); Spalla di maialino morbida e croccante, mousseline di patate, burro e tartufo (Ivan); Pre dessert; Cremoso al cioccolato bianco e Lemon Grass, Rabarbaro e gelato al Levistico (Ivan). Vini in abbinamento: Metodo Classico Brut Rosé Athesis DOC 2014 Kettmeir; Sauvignon 2014 Kmetija Hedele; Friulano Collio DOC 2016 Terre del Faet; Bergul Rosso DOC 2012 Lis Fadis; Ramandolo DOCG 2016 Giovanni Dri. Costo a persona: 90 euro. Info: http://www.ristorantelataverna.it – mail info@ristorantelataverna.it.

 

 

 

ASPARAGUS 2018 CENA A 4 MANI ALLA TAVERNA DI COLLOREDO

Ivan Bombieri executive chef de La Taverna

Il 2018 vede il ristorante La Taverna di Colloredo di Monte Albano partecipare alla bella manifestazione Asparagus promossa dal Ducato dei Vini Friulani, venerdì 20 aprile, a partire dalle 20 con una serata speciale. Quest’anno La Taverna ha pensato ad un “omaggio” molto particolare. Da tempo il ristorante è entrato a far parte dell’Associazione CHIC (Charming Italian Chef), nata nel 2009 e presieduta da Raffaele Geminiani. Nonostante quanto il nome possa far pensare, CHIC è molta sostanza e per nulla modaiola. Riunisce più di cento associati (50 stelle Michelin) tra Chef e Ristoratori accomunati da pochi ed importanti principi: Semplicità (Umiltà nel proprio lavoro, essere al servizio del cliente, dare equilibrio ed emozione), Sostenibilità (Rispetto per l’ambiente e l’utilizzo delle risorse naturali; ricerca della qualità; attenzione alle tecnologie e al loro impatto; valorizzazione filiera di prodotto), Salubrità (Promuovere una corretta alimentazione; valorizzare la qualità delle materie prime, le cotture delicate, gli accostamento di ingredienti). Tutto ciò avviene tramite eventi in tutta Italia insieme ai vari partners del settore che appoggiano l’Associazione, ma oltre a queste date particolari sono gli stessi soci che tra loro amano confrontarsi proponendo serate “a 4 mani” invitandosi vicendevolmente nelle proprie strutture. All’inizio del 2018 sono bastati pochi minuti e una telefonata per proporre la Manifestazione Asparagus quale migliore occasione per una “cena a 4 mani” tra lo chef Andrea Alfieri (membro del Consiglio direttivo dell’Associazione) e Ivan Bombieri (neo executive chef de La Taverna). L’adesione di Andrea è stata immediata. Per chi non conoscesse Andrea Alfieri ecco un breve estratto delle sue esperienze: Classe 1974, Milanese e grande esperienza sul campo sia nelle cucine sia dietro la “cattedra”. Dirige in prima persona lo “YAR”, il “Sempione 42” e il “Chiostro di Andrea” di Milano: A Madonna di Campiglio sarà executive chef del ristorante Majestic Gourmet del Majestic Mountain Charme Hotel e poi al timone della cucina stellata dell’Alpen Suite Hotel e dei suoi tre ristoranti. Anche quando termina le sue esperienze spesso rimane come consulente come a Madonna di Campiglio, “Il Chiostro di Andrea”, l’Osteria del Brunello e il Bento Sushi restaurant (questi ultimi sempre a Milano). E’ stato docente al Culinary Institute School of America e all’Istituto Alberghiero Olivetti di Monza. Ivan Bombieri arriva nelle cucine di Colloredo di Monte Albano all’inizio del novembre scorso. Si tratta della sua prima esperienza come executive chef di un Ristorante Stellato. Ma non arriva per caso, i meriti sono conquistati sul campo. Prima formazione classica all’Istituto Alberghiero A.Berti di Verona poi subito nelle cucina dei ristoranti vicini (La Stua e Antica Bottega). Dal 2006 al 2008 è con lo chef Michele Motta a La Cantina di San Rocchetto. Nel 2010 inizia l’esperienza nelle cucine dei grandi Alberghi con l’importante passaggio dal 2011 al 2013 all’Alpen Royal Hotel***** di Selva di Val Gardena. La cucina è nelle mani di Felice Lo Basso (1 stella Michelin) e Ivan passa da capopartita degli antipasti a quella dei primi. Dal 2013 al 2015 è nelle brigate dello chef Andrea Migliaccio, cucinando nelle varie sedi operative: Zermatt, Milano e soprattutto all’Hotel Capri Palace (5 stelle lusso e ristorante 2 stelle michelin). L’ultimo periodo è con Italo Bassi al Ristorante ConfFusion a Verona e a Porto Cervo. Le cene a 4 mani prevedono menù particolari dove gli chef si alternano nella preparazione dei piatti. Spesso accade che alcuni siano creati insieme, addirittura frutto di felici improvvisazioni. Partecipare è molto facile, basta prenotare nel Ristorante di riferimento. Esperienze rare e divertenti che non solo permettono al cliente di provare gusti e stili diversi, ma di approfittare dell’alternanza degli chef presenti in sala per scambiare impressioni e pareri. Per ASPARAGUS 2018  il menù sarà così composto: grande aperitivo di benvenuto  (solo finger food): Frittatina di urtizzons (bruscandoli); Tartella salata di Montasio DOP con bavarese al gorgonzola e asparagi verdi; Crème brûlée salata di asparagi con croccante di frutta secca; Uovo di quaglia in camicia con asparago di Tavagnacco gratinato alla polenta; Punte di asparagi in tempura; Punte di asparagi verdi al bacon. Antipasti (Ivan Bombieri): Carpaccio di tonno scottato con maionese agli asparagi, asparagi croccanti, spugna di erbe primaverili e uova di salmone; Andrea Alfieri: Crudo di cervo, asparagi, salsa bolzanina e cenere di cipolle. Primo piatto: Ivan Bombieri con “sorpresa” di Andrea Alfieri: Tortelli ripieni di zabaione di formaggio Asìno, caviale di tartufo nero e asparagi verdi. Secondi piatti (Ivan Bombieri): Tuorlo d’uovo marinato, nuvola di albumi montati, asparagi di Tavagnacco e cicciole; Andrea Alfieri: Maialino da latte, variazione di asparagi, salsa alle croste di grana padano. Pre dessert (Ivan Bombieri): Sorbetto dolce agli asparagi; dessert (Ivan Bombieri): Dolce sorpresa di Primavera. Vini in abbinamento: Rribolla Gialla Spumante – Cantine di Cormons; Piere Sauvignon 2015 – Vie di Romans; Friulano 2016 – Terre del Faet; Schiopettino 2015 – Antioco Broilo; Ramandolo 2016 – Giovanni Dri. Costo della cena a persona (bevande incluse): 90 euro. Info e prenotazioni: tel. 0432889045 – mail ristorantelataverna@yahoo.it.

 

 

LA TAVERNA A COLLOREDO MONTE ALBANO: UNA GRANDE PASSIONE

Piero Zanini con la brigata di cucina, Ivan Bombieri è al centro dietro Zanini

Location splendida. Dalla terrazza sul retro, dove d’estate c’è un bellissimo e protetto dehors, si vede la campagna circostante e la Provinciale che porta direttamente sotto il castello. Sotto c’è una grande sala riservata per i banchetti. Davanti si ammira il castello quello di Ippolito Nievo, della Pisana e di Carlino, per capirci. Sto scrivendo della Taverna, ristorante stellato dalla bellezza di 21 anni, che sta in Piazza Castello (castello che è in via di totale recupero dopo che il terremoto del 1976 lo ha spazzato via) a Colloredo Monte Albano provincia di Udine. A fianco della terrazza un grande orto che produce solo verdura di stagione ed erbe aromatiche. La facciata, proprio di fronte al castello, è quella che ti aspetti da un edificio che anticamente, fin dal 1300, ospitava l’orangerie, serre e ambienti per il personale di servizio. Si scende qualche gradino e subito si è nella sala, accogliente, calda, elegante, una quarantina di posti non di più. Camino, acceso. Dal 1979 questo ristorante è gestito con bella sapienza da Piero Zanini, con passione soprattutto.

Uno scorcio della cantina

Basterebbe, solo per renderne l’idea, la carta dei vini coltivata con ben 2.000 etichette, ma la quasi ineguagliabile sorpresa è che la cantina conta ben 30.000 bottiglie. E non fa meraviglia che il sancta sanctorum della cantina sia sopra un pozzo profondo 30 metri dove sono custoditi i vini più preziosi. Un colpo d’occhio che non ha uguali. Cantina dove Zanini organizza anche serate all’insegna di grandi vini, ma solo per 8 persone con menu adatto ai vini scelti. 21 anni di stelle Michelin senza soluzione di continuità: segno che Zanini ha un bel fiuto nel trovare i cuochi, visto che molti sono stati quelli che si sono avvicendati ai fornelli. Ora è la volta di un trentenne veronese, Ivan Bombieri, lunga esperienza nelle cucine di grandi alberghi di lusso, sì, ma anche una puntata all’Enoteca Pinchiorri di Firenze. Buona mano quella di Bombieri, con un occhio alla tradizione e quell’altro alla creatività. Ne escono piatti ben costruiti, senza stravolgimenti, dove si assaporano tutti gli ingredienti, per altro non eccessivi quanto a numero. Insomma una cucina equilibrata, piacevolissima.

Il polpo

Si inizia con la croccante armonia delle puntarelle che ben accompagnano il polpo al quale fa da contrappunto la nota acida della salsina di Schioppettino.

I tortelli

Golosissimi i tortelli ripieni di “polente cunciade” resi ancor più golosi da una fonduta di Montasio stravecchio (sei mesi).

L’agnello “360”

Morbidezza, sapore e varietà si trovano nell’agnello “360” proposto in vari tagli e una delicata mousse di fegato e frattaglie. 

Dessert all’altezza del resto a cominciare dalla crema di vaniglia, sedano rapa caramellato e gelato di valeriana, ancor più piacevole la bavarese ai cachi con amaretti, melagrana, miele, caco mela sciroppato e spugna alle nocciole. Vini ovviamente all’altezza: dal Franciacorta Brut Enrico Gatti con l’aperitivo (stuzzichini ineguagliabili), il friulano 2016 di Terre del Faet, il Pinot Noir 2014 di Frederic Magnien e il Moscato d’Asti di Cantina Bera. Un’ultima cosa. Chi volesse un pranzo o una cena rapida può approfittare della piccola sala attigua a quella del Camino, dove dallo scorso novembre funziona “Cence Mantil“, ovvero “senza tovaglia”, dove si possono incontrare e gustare appieno i piatti della tradizione friulana dal “muset e brovade” al “frico”. A prezzi contenuti.

CUCINARE: DA SABATO A PORDENONE LA GRANDE FIERA DEL GUSTO

Cucinare 2018 nei locali della Fiera di Pordenone da sabato 10 febbraio a martedì 13 con la bellezza di 130 tra degustazioni, show cooking e minicorsi di cucina: un appuntamento imperdibile e che quest’anno allarga anche i suoi orizzonti ad appuntamenti specifici dedicati al vino, alla birra artigianale, panificazione e cucina green per non dire di esposizione di prodotti fra cantine, birrifici, distillerie, salumifici, caseifici, oleifici, pastai, pasticcerie e prodotti ittici di mare e di acqua dolce. Insomma una galleria imponente nella quale primeggiano gli chef stellati e alcune star televisive dei fornelli, scelti voluti e “scritturati” da Fabrizio Nonis, anima della manifestazione.  E vediamole queste star. Si inizia sabato 10 (13-14,30: Arena Stars Cooking) con Diego Crosara, pasticcere di fama mondiale dell’Accademia Alma; sempre sabato (15-16,30) Federico Belluco chef (1 stella Michelin) del Dopolavoro Dining Room di Venezia. Domenica 11 (13,30-15) è la volta di Norbert Niederkofler (3 stelle) dell’hotel Rosa Alpina di San Cassiano; segue (15,30-17) Roberto Bobo Cerea (3 stelle) del ristorante Da Vittorio a Brusaporto. Lunedì 12 (13,30-15) : Matteo Metullio (2 stelle) del ristoramnte La Sirola di San Cassiano; lo seguirà (15,30-17) Simone Rugiati, che e volto televisivo di LA7. Martedì 13 febbraio (13,15-14): Terry Giacomello, chef (1 stella) del ristorante Inkiostro di Parma; dalle 14,30-15,30 show cooking di Piergiorgio Siviero (1 stella) del ristorante Lazzaro 1915 di Pontelongo; dalle 16 alle 17,30 sarà la volta di Giorgione (Giorgio Barchiesi), chef  del ristorante Alla Via di Mezzo e notissimo volto di Gambero Rosso Channel. Per maggiori informazioni consulta il sito: http://www.cucinare.pn