INIZIA COL BOTTO AL TAVERN IL TOUR DEI FLYING CEFF

Da sx Anna Maria Farina, Fausto Arrighi, Davide Di Corato, Monica Baratella e Renzo Cogo

Da sx Anna Maria Farina, Fausto Arrighi, Davide Di Corato, Monica Baratella e Renzo Cogo

Si è avviato in pompa magna il tour dei The Flying Ceff, alias due giornalisti da sempre avvezzi alla grande cucina, Fausto Arrighi e Davide Di Corato, dal bel ristorante Tavern di Monselice (PD). Sale gremite per l’evento e bisogna dire che le attese di tanta partecipazione non sono andate deluse. Serata anche varia viste alcune preziose incursioni enogastronomiche prima della cena-evento creata dai due Ceff. L’aperitivo: un gradevolissimo cocktail con il Limoncello Villa Massa, la casa toscana che produce questo nettare usando soltanto i limoni della penisola sorrentina e quelli coltivati a Capri, e acqua brillante. Giusto per aprire palato e stomaco ad assaggi più impegnativi, ché all’entrata del ristorante, Remo Pasquini, falegname di Bovolone e arredatore di cantine private di successo mondiale, ma anche costruttore di morse tutte in legno affettava autentiche prelibatezze dell’emiliano Salumificio Leoni, ovvero il culatello arrosto Cuor d’Oro e la pancetta piccante. Difficile non sostare a lungo  e tornare più volte dal simpatico Remo, mentre un cameriere, ben presto sostituito direttamente dal paròn della cantina Prime Alture di Casteggio nell’Oltrepo Pavese, Roberto Lechiancole, mesceva calici di “Io per te”, ovvero un metodo classico di Pinot Nero piacevolissimo e fruttato. Da lì’ passare ai finger food,  i soli creati dagli chef del Tavern, Monica Baratella e Renzo Cogo, è stato un attimo. Cicchetteria piacevole, gustosa, leggera e bella da vedere: che la dice lunga su come si possa mangiare da queste parti. Ed ecco  il primo piatto dei due giornalisti Ceff, l’antipasto di polpo di roccia su vellutata di patate, capperi, olive nere e pomodorino secco, piatto che nel menu si intitolava “Mille mani su di voi” (?) e che ha soddisfatto i palati, visto che il polpo era cotto giusto, mentre alla delicatezza della vellutata facevano sapido contrasto capperi e pomodorino, quest’ultimo straosannato dai commensali. Ha fatto centro anche il “Velluto verde mare”, ovvero la passatina di ceci con gambero rosso di Porto Santo Spirito, piatto in sè delicato e non privo di una semplice raffinatezza. Ed eccoci al primo, ovvero il risotto, in questo caso chicchi di vialone nano, con carpaccio di canocchia, fois gras e bollicine, riso “tirato” con le bollicine di Prime Alture (un po’ eccedenti), per il resto di cottura perfetta. A mio parere un piatto non centratissimo negli abbinamenti dei sapori (crostaceo e fegato). Ma, come si dice, è la mia opinione. Ed ecco “Neanche Kubrik se lo sogna” (????): cubo di rana pescatrice in porchetta, ovvero coda di rospo cotta negli odori e circondata da cavoletti di Bruxelles: piatto gustoso che ha degnamente chiuso la fatica dei due Ceff. Alla fine chiusura con la Scassata di Anna Maria Farina, dolce dolce dolce. A ben vedere una chiusura “In Fondo” regale. Resta da raccontare che alla rana pescatrice ha fatto perfetta compagnia il rosso Schioppettino della cantina del Conte D’Attimis-Maniago, che alla vellutata di ceci è giovata molto la freschezza bionda della Curmi di 32 Via dei Birrai, mentre al polpo è stato saggiamente abbinato l’Umbria Bianco, un blend di Trebbiano, Grechetto e Malvasia della cantina Castello delle Regine.

Il Limoncello di Villa Massa in compagnia della dolce coppa di Anna Maria Farina

Il Limoncello di Villa Massa in compagnia della dolce coppa di Anna Maria Farina

Remo Pasquini serve il culatello Leoni a Roberto Lechiancole e signora dell'azienda Prime Alture

Remo Pasquini serve il culatello Leoni a Roberto Lechiancole e signora dell’azienda Prime Alture

I saporiti finger food di Monica e Renzo

I saporiti finger food di Monica e Renzo

Il polpo di roccia su vellutata di patate, capperi olive nere e pomodorino secco

Il polpo di roccia su vellutata di patate, capperi olive nere e pomodorino secco

Passatina di ceci con gambero rosso di Porto Santo Spirito

Passatina di ceci con gambero rosso di Porto Santo Spirito

Il risotto con carpaccio di canocchie, fois gras e bollicine "Io per te" di Prime Alture

Il risotto con carpaccio di canocchie, fois gras e bollicine “Io per te” di Prime Alture

Il cubo di rana pescatrice in porchetta

Il cubo di rana pescatrice in porchetta

I cue Ceff con la Ceffa e a sinistra i titolari del Tavern Alessandra Cabella e Roberto Veronese

I due Ceff con la Ceffa e a sinistra i titolari del Tavern Alessandra Cabella e Roberto Veronese

 

 

 

 

 

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IL PINOT GRIGIO VERSO LA SUPER DOC DELLE VENEZIE

I partecipanti alla nascita dell'Ats per il PInot Grigio

I partecipanti alla nascita dell’Ats per il PInot Grigio

«Siamo ad un passo dalla super Doc, che punta a riunire 23 mila ettari di vigneti di Pinot Grigio nella denominazione di origine controllata Delle Venezie e già conosciuta come la più estesa d’Italia». È il commento del presidente di Coldiretti Martino Cerantola presente alla nascita dell’Ats (Associazione temporanea di scopo). Del totale della superficie, 20 mila ettari sono localizzati nel Nordest e 10 mila concentrati solo in Veneto, per questo l’associazione di categoria ha da subito creduto in questa operazione trovando l’appoggio delle istituzioni, a partire da quello della Regione schieratasi a fianco dei produttori locali. «Si tratta di un vanto per la produzione enologica veneta – spiega Coldiretti – che potrà annoverare tra le eccellenze un altro vino blasonato. L’operazione esalta blasonato il lavoro e la capacità professionale dei vitivinicoltori impegnati ogni giorno nel valorizzare la qualità del vino italiano nel mondo e mette l’accento su un esempio di impegno politico condiviso. Ora al comitato promotore spetta seguire tutto l’iter amministrativo.

GOLOSITALIA & ALIMENT LA GRANDE FIERA DEL FOOD

22PhGekGEK_1585Appuntamento al centro Fiera del Garda di Montichiari (Brescia) dal 27 febbraio al 1 marzo con Golositalia & Aliment, la grande fiera dedicata al food e alle attrezzature professionali. La quinta edizione si annuncia già da record: 5 padiglioni, 6 aree tematiche (food, wine, beer, bio-vegan-gluten free, professional technology & restaurant e franchising), un calendario di 120 eventi, 620 espositori e 72.000 visitatori previsti. Numeri che attestano il successo di Golositalia, una start up ormai consolidata se si pensa che nella prima edizione gli espositori erano un centinaio. “Questa è la dimostrazione – spiega Mauro Grandi, ideatore e direttore di Golositalia – che gli eventi fieristici ancora oggi funzionano quando sanno aggiornarsi e rinnovare la propria proposta”. Il particolare format di Golositalia & Aliment infatti, unico tra gli eventi dedicati al cibo in Italia, riesce a coniugare l’interesse degli operatori di settore con quello del grande pubblico. I professionisti della ristorazione e della distribuzione organizzata possono trovare tutte le ultime tendenze del settore e le ultime novità tra le attrezzature professionali. Il pubblico degli appassionati trova a Golositalia una panoramica completa delle produzioni tipiche regionali e delle eccellenze gastronomiche italiane e internazionali, con la possibilità di acquistarle direttamente. Un ricco programma di seminari, corsi, degustazioni e dimostrazioni offre ai visitatori sia occasioni di crescita e aggiornamento professionale sia opportunità di sperimentare nuovi sapori e nuove tecniche in cucina. Si va dai corsi di pasticceria salutistica alle tecniche per ridurre sale e zucchero in cucina. Si parlerà di marketing e ottimizzazione delle risorse e di packaging e di fotografia del cibo, ma anche di alimentazione consapevole e benessere, così come di food art e pittura su porcellana. Da quest’anno Golositalia si avvale del titolo di Fiera Internazionale, grazie al riconoscimento dato dalla Regione Lombardia e alla presenza di espositori da vari paesi esteri. Si potranno degustare e acquistare, ad esempio, prodotti della pasticceria senza glutine siriana, le Ostriche del Mar Cantabrico, Patanegra e Jamon Iberico, e le birre dell’unico birrificio artigianale di Malta. Tra gli espositori esteri anche la Camera di Commercio di Budapest, che proporrà un’originale degustazione di vini e prodotti tipici dello street food ungherese.
Tra le novità dell’edizione 2016 anche un’area franchising rivolta a chi intende aprire una nuova attività abbattendo il rischio d’impresa grazie all’appoggio di un franchisor.
Tre i concorsi che si svolgeranno durante Golositalia & Aliment 2016. Il Trismoka Challenge, tappa ufficiale del Campionato Italiano Baristi Caffetteria, che porta baristi professionisti e studenti in una competizione sportiva per migliorare le proprie capacità. Quindi si svolgerà la seconda edizione del concorso Il più Goloso, dedicato a tutti, professionisti e non: dovranno preparare un dolce che sarà esaminato dal maestro pasticcere Iginio Massari. Infine la prima edizione del concorso La stella della cucina senza glutine, indetto dall’Associazione Cuochi Milano e provincia in collaborazione con Associazione Cuochi Bresciani in memoria dello chef Piergiovanni Vivenzi, dove i concorrenti dovranno preparare un piatto con pasta fresca ripiena senza glutine e senza lattosio. Golositalia & Aliment è aperta da sabato 27 febbraio a martedì 1 marzo dalle 9 alle 19. Sabato 27, domenica 28 e lunedì 29 febbraio i padiglioni 6-7-8 sono aperti fino alle 22 con tante proposte per cenare in fiera. Si spazia dalla pizza gourmet al ristorante tipico altoatesino a numerose proposte di street food. Il biglietto di ingresso è di € 7; ridotto scuole € 5; gratuito per disabili, bambini fino ai 10 anni e per gli operatori che si registrano sul sito. Entrata gratuita ai musei di Montichiari esibendo il biglietto d’ingresso a Golositalia. Per maggiori info:  http://www.golositalia.it

DEGUSTO: SE LA CENA DI QUARESIMA E’ UN TRIONFO DI SAPORI

Matteo Grandi

Matteo Grandi

E’ stata una cena organizzata  per il mercoledì delle ceneri, insomma si mangiava di magro, ed era riservata alla stampa per la presentazione del menu di Quaresima. Ciò non toglie che al Degusto Cuisine a San Bonifacio (VR) il menu non solo ha soddisfatto i palati, ma ha inoltre confermato ancora una volta come Matteo Grandi sia uno chef che può (e deve) aspirare a traguardi sempre più importanti. Giovanissimo, poco meno di 26 anni, questo ragazzone veronese ha già fatto il giro del mondo quanto a cucine. Ha imparato quella francese e quella orientale, facendosi le ossa presso gli chef più titolati, insomma si è aperto alla grande cucina internazionale, ma lui, che quando era un ragazzino la nonna lo teneva impegnato facendogli nuovere le mani impastando, è rimasto legato alle sue origini, per dirla, al territorio. E lo si è visto anche in questa occasione davvero fortunata, e infatti Matteo ha dimostrato per l’ennesima volta la sua brava ed elegante versatilità. E allora raccontiamo. Dall’inizio.

GLI ANTIPASTI

Tuorlo, carciofo e liquirizia

Tuorlo, carciofo e liquirizia

La sarda

La sarda

Il primo  è stato un’esibizione di tecnica: tuorlo d’uovo marinato e fritto, carciofo e liquirizia. Piacevolissimo, di raro equilibrio, gustoso e nel contempo raffinato. Secondo antipasto, grande strizzatina d’occhio alla tradizione (che crescerà nel prosieguo dei piatti), ovvero la sarda impanata alla quale facevano corredo salsa di pomodoro e polvere di nero di seppia. Anche questo piatto ha avuto il pregio, pur con il gusto prepotente del pesce azzurro, di rimanere all’interno di una sapidità senza sbavature. Perfetto.

I PRIMI

Si è passati quindi ai primi e qui il ritorno alla tradizione è stato davvero prepotente. Sentite: raviolo con cime di rapa, scopeton (per chi non masticasse il dialetto, dicasi aringa affumicata) e brodo di yuzu (un agrume orientale grande come un’arancia, giallo come il limone, sapore di mandarino e profumo di bergamotto). Mai accostamento fu più appropriato: l’aringa sbriciolata sopra i ravioli è stata domata sia dal ripieno che dal brodo dello yuzu. Piatto bello da vedere, perfetto nell’insieme. E adesso l’altro primo, ovvero i bigoli sarde e pane, quasi bigoi in salsa,adagiati su una pearà di brodo di vongole ma anche in questo caso ha prevalso la capacità di rendere il piatto altamente digeribile, senza snaturarne l’assunto di partenza. Insomma: obiettivo centrato.

Raviolo con cime di rapa, scopeton e brodo di Yuzu

Raviolo con cime di rapa, scopeton e brodo di Yuzu

Bigoli sarde e pane

Bigoli sarde e pane

IL SECONDO

Bacalà alla vicentina controcorrente

Bacalà alla vicentina controcorrente

E arriviamo a quello che per me è stato il must della cena (anche se poi ce n’è stato un altro fuori programma e fuori Ceneri): bacalà alla vicentina controcorrente. Il che, sapendo quanto pesi la tradizione a proposito dello stoccafisso, svela che Matteo ha tanto coraggio, ben risposto. Niente stocco, merluzzo dissalato e cotto dalla parte della pelle diventata un sapido croccante e poi sotto, ecco la sfida!, la “vicentina”, ovvero una crema fatta di latte, parmigiano, acciughe, profumo di aglio, cipolla fermentata, polvere di cappero. Lo so che i puristi storceranno il naso, gli angoli della bocca, faranno smorfie, inorridiranno per lesa maestà, ma qui si è fatto un passo avanti, finalmente, su un piatto che soprattutto di sera è quasi impensabile affrontare se realizzato in pieno con i crismi della tradizione. Me la sono goduta questa pietanza, fino in fondo e il bello è che i profumi della “vicentina” non avevano nulla da invidiare a quelli di una cottura classica. Insomma una pietanza che guarda al futuro e alle giovani generazioni, com’è giusto che sia. Per dimostrare, poi, che la cucina non è mai stata una lingua morta.

IL FUORI PROGRAMMA

Il musetto con il broccolo fiolaro

Il musetto con il broccolo fiolaro

Percorso che è iniziato quasi entrando. Alla fine del bancone del bar faceva bella mostra di sè una sopressa ancora fresca, ovviamente me l’hanno offerta subito mentre con l’altra mano tenevo un calice di bollicine e Matteo, così, spiegava come quella sopressa fosse un suo tradizionale benvenuto ai clienti, che l’insaccato lo fa fare lui da un norcino di eccellenza e via discorrendo, e poi, racconta come faccia, lì in cucina, anche un cotechino con il broccolo fiolaro e che lo cuoce 24 ore sotto vuoto a bassa temperatura. Un “musetto” con tanto di guancia di maiale e testina di vitello a ingentilire il pettaisso. E così dopo il baccalà è arrivata una fetta di questa delizia con una cucchiaiata di purè. Che dire? Meglio di così….

I DOLCI E I VINI

Il dolce

Il dolce

VINI

Quenelle di gelato di mango e poi dolce di frutta con bastoncini di meringa a pulir la bocca. Eccellenti. Per quanto riguarda i vini abbiamo iniziato con il Durello di Marcato 60 mesi 2008 metodo classico, abbiamo continuato con il Turbiana di Filippi e proseguito con il Bardolino delle Fraghe di Matilde Poggi. Cena stimolante non soltanto piacevole per il servizio inappuntabile e la semplice affabilità dello chef e patròn, che ha aperto a San Bonifacio da poco più di un anno. Ah, dimenticavo. Locale da poco più di 40 posti, con dehor nella bella stagione. Cucina a vista fin dalla strada. Dovete andarci e prezzi non esorbitanti. Un menu degustazione di terra a 50 euro e uno di pesce a 60, bevande escluse.

Degusto Cuisine, via Camporosolo 9/A, San Bonifacio (VR). Tel. 328.1824572 – e-mail hello@ristorantedegusto.it. Chiuso: lunedì’.

IL FORMAGGIO ASIAGO COL VENTO IN POPPA

Insieme ASIAGO new-pelure_01-bassaVento in poppa per uno dei formaggi italiani più conosciuti e apprezzati. Nel 2015, infatti, Asiago DOP vede una crescita delle produzioni totali che passano da 1.626.562 a 1.642.368 forme, con un aumento dell’1% complessivo rispetto all’anno precedente. Grazie alla strategia di sostegno ai produttori e all’azione di valorizzazione che il Consorzio di Tutela ha attuato nell’anno appena trascorso, l’aumento produttivo si conferma e consolida anche per l’Asiago DOP Prodotto della Montagna, prodotto e trasformato interamente al di sopra dei 600 metri in 52.802 forme nelle due tipologie, Fresco e Stagionato. Sul mercato interno, il formaggio Asiago prosegue il suo cammino di sviluppo sostenibile e può contare oggi su un positivo aumento delle famiglie acquirenti e un indice di penetrazione sull’universo dei consumatori del 53%, con un aumento, rispetto al 2014, del 2,5% (dati GFK-Eurisko) a fronte del perdurare di un trend di mercato che ha visto la riduzione della spesa media d’acquisto. “Il 2015 ha dimostrato che favorire condizioni di maggiore equilibrio tra offerta complessiva e domanda del mercato è la strada da percorrere, a vantaggio di tutta la filiera produttiva così come dei consumatori” – afferma il Presidente del Consorzio, Fiorenzo Rigoni.-” In quest’ottica, il piano di regolazione dell’offerta varato dal Consorzio rappresenta un imprescindibile strumento per ottenere una crescita a ritmi sostenibili e tutelare il reddito degli allevatori. Questa è la direzione che perseguiremo con energia anche nei prossimi anni.” Per quanto riguarda i mercati esteri, le esportazioni di formaggio Asiago nel 2015 si consolidano dimostrando una volta di più che i fattori di tipicità propri delle produzioni DOP sono l’elemento chiave di successo dell’offerta italiana di qualità nel mondo. I primi dieci mesi del 2015 si chiudono con un + 6% della vendita a volume mentre sono da segnalare, tra i paesi più dinamici del 2015, l’Australia e le conferme dei mercati “storici”: USA, Svizzera, Francia e Germania.

 

 

VINITALY WINE CLUB: L’APP ARRIVA PRIMA

foto applicazione vinoVinitaly Wine Club, l’app che ha debuttato in occasione di Expo Milano 2015 come strumento in sinergia al padiglione denominato “Vino – A taste of Italy”, ha ricevuto il primo premio Mediastars per essere la migliore italiana. La consegna del premio sarà fatta a giugno. Si tratta di un riconoscimento indipendente, giunto alla ventesima edizione, voluto da alcune tra le più importanti agenzie pubblicitarie e di case di produzione e post-produzione audiovisiva e internet che si propone di evidenziare la professionalità di chi tecnicamente contribuisce con il proprio apporto alla riuscita di una comunicazione pubblicitaria. Quattro le aree in cui è suddiviso il premio e Vino-Vinitaly Wine Club si è aggiudicata il primo posto in quella dedicata alla “Comunicazione multimediale, internet e advertising on line”. Sviluppata da DesignWine e Graffiti, l’applicazione Vino è stata lanciata come guida “tascabile” per oltre 1,5 milioni di visitatori che hanno varcato la soglia del padiglione del vino all’Expo del 2015, degustando oltre 1000 etichette italiane presenti nella Biblioteca del Vino. Da allora, sono decine di migliaia gli utenti attivi ogni giorno e a oggi Vino è riconosciuta come la prima piattaforma digitale per l’acquisto del prodotto, così come la più rappresentativa e prestigiosa vetrina per le cantine italiane di qualità, che possono far conoscere il proprio marchio e l’eccellenza della produzione a una folta comunità di amanti del vino italiani e stranieri. L’applicazione è l’ingrandimento mobile di Vinitaly Wine Club e offre una esperienza di vino unica nel suo genere non solo per l’acquisto in modo facile e veloce ma anche ad aumentare e diffondere una maggior conoscenza del prodotto italiano, patrimonio enologico riconosciuto in tutto il mondo. La navigazione è semplice e sviluppata sui tre punti chiave: Enoteca, Gusta ed Esplora. Enoteca è dedicata alla vendita di vini e selezioni a tema guidate, con spedizione in Italia e in tutto il mondo. Ci sono offerte speciali settimanali e un ampio catalogo dei migliori vini provenienti dalle 20 regioni della penisola, con più di 600 etichette sempre disponibili. Gusta è l’area dedicata alle degustazioni, dove l’utente può esprimere il proprio voto sul vino appena assaggiato e condividere le sue recensioni con tutta la comunità di Vinitaly Wine Club. Esplora è la zona formativa e informativa, che supporta l’utente nella scelta del prodotto preferito, proponendo approfondimenti a tema come storie di vitigni e territori, interviste ai produttori, schede dettagliate delle cantine, così come ricette, degustazioni e curiosità sul mondo del vino.

AZIENDA MARCATO, DURELLO MON AMOUR

DURELLOUn pomeriggio tra il Golf Club Colli Berici di Brendola (Vicenza) all’insegna del “Durello mon amour” perché questo era il titolo della degustazione organizzata con il patrocinio del Consorzio tutela vino Lessini Durello, dove l’autoctono veronese è stato inserito in un percorso che partendo dal Franciacorta arrivava a etichette blasonate di Champagne. E infatti se la via italiana al Metodo Classico passa per i vini di territorio, il Lessini Durello è pronto a giocare un ruolo da protagonista. Ne è convinto Gianni Tessari, dal 2013 alla guida della società agricola Marcato, azienda fondata nel 1904 a Roncà (Verona) e da sempre impegnata nel valorizzare in chiave spumantistica del vitigno autoctono della Lessinia. Nella moderna cantina di circa 7 mila metri quadrati si svolgono tutte le fasi produttive, dalla trasformazione delle uve fino all’imbottigliamento. In circa 55 ettari di vigneti, si producono circa 5 mila quintali di uva, distribuiti in tre denominazioni di origine controllata “Lessini Durello”, “Soave” e “Colli Berici”. Il Soave Pigno 2013 è il vincitore del premio tre bicchieri assegnato dal Gambero Rosso edizione 2016. Una quarantina di persone ha partecipato all’assaggio di dieci prodotti a Brendola, dove si sono potuti annusare i profumi, esaltare il gusto e capire le caratteristiche: Franciacorta Enrico Gatti Brut, Lessini Durello Marcato 36 mesi, Champagne Billecart Salmon Brut Réserve, Champagne Gatinois Au Grand Cru Brut Tradition, Franciacorta Cabochon Brut Monte Rossa, Lessini Durello Marcato AR 2006 (premiato dalla guida Vinetia di Ais Veneto come miglior Metodo Classico della regione), Champagne Tarlant Zero Brut Nature, Champagne Egly-Ouriet Brut Tradition Gran Cru e Champagne Philipponnat 2008 Blanc de Noirs Brut. «Una serata interessante di divertimento e di gioco – spiega Tessari – senza mettere in competizione i vini ma sottolinearne il diverso stile e il territorio. Come azienda abbiamo una nostra identità, anche noi siamo nel campo del Franciacorta, dello Champagne e del Durello. Quest’ultimo, a detta dei numerosi degustatori e giornalisti presenti, è risultato un vino di carattere, severo, a tratti nervoso, in grado di esprimersi nella verticalità. Negli anni ha dimostrato di raggiungere equilibrio ed eleganza che nulla hanno da invidiare ai francesi, pur mantenendo un’impronta territoriale riconoscibile e franca». Marcato è un’azienda dove vi lavora una decina di persone, produce 400 mila bottiglie annue, di cui 80 mila di spumante e ormai si deve confrontare con il mondo, perché oltre in Italia esporta pure negli Stati Uniti, in Russia, in Germania, in Giappone e Nord Europa tanto per citare alcune aree. «La vera sfida – continua Tessari – per un vino ancora poco noto come il Durello è portare il consumatore ad assaggiarlo per la prima volta. Siamo sicuri che poi continuerà a chiederlo, spesso sostituendo altre bollicine più blasonate».

Gianni Tessari

Gianni Tessari

FORMAGGIO IN VILLA DAL 16 AL 18 APRILE. TANTE LE NOVITA’

Ital  1(0)Buongustai, appassionati, intenditori e specialisti ai posti di partenza! Pronti per una nuova missione? Lo stuff di “Guru del Gusto” è in fase di organizzazione della VI golosa edizione di “Formaggio in Villa”. È fissata infatti da sabato 16 a lunedì 18 aprile, dalle 10.00 alle 19.00, la nuova edizione della manifestazione enogastronomica ospitata da Villa Braida in quel di Mogliano (TV).  E, visto c he4 i “Guru del Gusto” collaborano con la “Fondazione Italiana Sommelier Veneto”, il tradizionale incontro si arricchirà ulteriormente, trasformandosi in un percorso completo che accosterà ai formaggi i vini e le birre maggiormente adatte, dando vita ad un’esperienza itinerante gustativa di grande sapore.  Durante la tre giorni di “Formaggio in Villa” per il pubblico il gusto sarà solleticato e conquistato poichè ci sarà modo di partecipare agli appuntamenti presso:

– ai banchi d’assaggio con i produttori di formaggio;
– ai banchi d’assaggio con i produttori di vino;
– ai banchi altre specialità gastronomiche di qualità: olio, aceto, confetture, cioccolato, pasta, ecc.
– all’area Salumi, dedicata al top della produzione nazionale;
– ai laboratori con degustazioni vino a cura della Fondazione Italiana Sommelier Veneto;
– ai laboratori con degustazioni guidate di formaggio dai produttori con abbinamento a birre artigianali;
– al premio Italian Cheese Awards 2016
Non solo formaggi…
Ai formaggi si potranno avvicinare poi anche sfiziosi prodotti quali i Salumi, che saranno in esposizione sempre negli stessi in un’area ad essi dedicata, così da poter assaggiare e scoprire produzioni di nicchia artigianali quali i seguenti prodotti: salami di Oca, Pezzente della montagna Materana, Sopressata, Capocollo di Martina Franca, Salumi di Maiale nero Casertano, di Mora Romagnola, Mortandela, Culatello affumicato, Coppa di testa e molto altro (scoprendo che i salumi artigianali italiani, grazie alle nuove tecniche di allevamento dei suini e lavorazione delle carni, non sono più un peccato di gola, essendo in linea con le moderne indicazioni della dieta mediterranea). Alla sua seconda edizione, poi l’Italian Cheese Awards 2016, ossia il Premio dei formaggi nazionali, prodotti con latte 100% italiano che si terrà nella serata finale sabato 16 aprile presso la Sala congressi – DoubleTree by Hilton Venice North – Mogliano Veneto TV. Che sarà una serata specialissima perché quest’anno gli organizzatori consegneranno Premi Speciali  anche al Cheese Bar dell’anno, alla Miglior Vetrina di formaggi, alla Miglior Selezione. Sarà, in quest’ultimo caso, la partecipazione del pubblico che potrà segnalare anche con fotografie alla redazione dei Guru dei Gusto il suo locale preferito: redazione@cartadaformaggio.

 

MATILDE POGGI: VINO SENZA FRONTIERE NELLA UE

Matilde Poggi

Matilde Poggi

Matilde Poggi, presidente della FIVI, Federazione Italiana Vignaioli indipendenti, ha scritto ai ministri delle politiche agricole Maurizio Martina e dello sviluppo economico Federica Guidi, per sollecitare l’adozione di accordi bilaterali per la libera circolazione dei vini all’interno degli stati membri della UE. Attualmente per inviare vino da un paese all’altro, in Europa, è necessario avviare una pratica doganale e dotarsi di un domicilio fiscale nel paese di destinazione con il quale assolvere al pagamento delle accise. Una procedura che non solo rende economicamente sconveniente, se non proprio impossibile, un e-commerce su scala europea, ma complica la vita a tutti i vignaioli che, dopo una visita in cantina da parte di turisti stranieri, devono spesso rinunciare alle vendite che ne potrebbero derivare. Evitare le tempistiche troppo lunghe.   Da tempo la FIVI, con la Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti di cui fa parte, sta chiedendo a Bruxelles una revisione della materia con l’introduzione di un meccanismo che permetta di assolvere le accise nel paese d’origine. La Commissione Europea ha analizzato il problema attraverso il gruppo di progetto Fiscalis, i cui lavori si sono conclusi lo scorso dicembre, e la successiva riunione del Gruppo di contatto delle accise. Ha riconosciuto la necessità di trovare una soluzione alternativa, ma al tempo stesso ha stabilito che ci vorranno diversi anni affinché si arrivi alla creazione di uno sportello unico intracomunitario (one stop shop) per il pagamento delle accise e dell’IVA. “Accogliamo evidentemente con favore – scrive ai ministri Matilde Poggi ( al centro nella foto ) – il fatto che la Commissione preveda la creazione di uno sportello unico. Tuttavia, se le tempistiche sono troppo lunghe, l’unica soluzione possibile nel breve termine rimane la conclusione di accordi bilaterali tra gli Stati membri. Abbiamo bisogno di soluzioni concrete e immediate per far si che le nostre aziende rimangano competitive; in attesa di una soluzione comune europea, chiediamo al governo di mettere in atto al più presto gli accordi bilaterali per la vendita diretta dei nostri vini a destinazione degli altri paesi europei”.

INIZIA IL TOUR DEI FLYING CEFF A TUTTO PESCE AL TAVERN

Da sx Fausto Arrighi e Davide Di Corato

Da sx Fausto Arrighi e Davide Di Corato

Che siano degli ex ragazzi un po’ sfrontati e impertinenti e, come succede con questi tipi, anche simpatici: nulla da dire. Ma solo loro, che hanno passato più di mezza vita a scrivere, poteva venire in mente, adesso che sono diventati cuochi (o ceff, come amano chiamarsi con ironia) affidare al vulcanico Mario Stramazzo i “titoli” dei piatti del menu della prima tappa del Tour 2016 dei Flying Ceff, che parte il 19 febbraio al ristorante Tavern di Monselice (PD). Leggete e stupitevi: Mille mani su di voi, ovvero polpo di roccia su vellutata di patate, capperi, olive nere e pomodorino secco; Velluto Verde Mare: passatine di ceci con gambero rosso di Porto Santo Spirito; Canocie coi Risi e Ficato: risotto con carpaccio di canocchia, fois gras e bollicine; Neanche Kubrik Se Lo Sogna: cubo di rana pescatrice in porchetta; In Fondo:  dessert a cura di Monica e Renzo. Uno giornalista e critico gastronomico, Davide Di Corato, l’altro, direttore emerito della Guida Michelin Italia, Fausto Arrighi. Due veri esperti di cucina che passando dall’altra parte della barricata si sono trasformati in chef , anzi in Ceff ,come si legge nelle loro pagine web e come amano farsi chiamare quando invadono le cucine di ristoranti stellati e blasonati per serate all’insegna del divertimento spassoso ma anche di una estrema professionalità nel preparare fantasiosi e deliziosi piatti per gli ospiti che si alternano di locale in locale. Un giro d’italia ai fornelli per Fausto Arrighi e Davide Di Corato. Sarà così per la suggestiva villa Palladiana che ospita la prima tappa del giro d’Italia dei Flying Ceff 2016, sede del Tavern Ristorante di Pesce di patron Roberto Veronese. Ristoratore già noto alle cronache di queste pagine per le originali serate già organizzate nel suo locale, che cederà le cucine del suo Tavern ai due mattatori. Che dopo l’appuntamento del 19 febbraio nella padovana Monselice “voleranno” il 5 aprile a Sabbioneta: ospiti de La Loggia del Grano. A maggio, al Ristorante San Martino di Scorzè e alla Locanda Vecchia Pavia al Mulino in quel della Certosa di Pavia. Con i caldi di giugno invece, i due Ceff saranno nuovamente in Veneto nella bella Asolo, presso la Locanda Baggio, mentre saranno a Mercato San Severino, presso la Casa del Nonno 13, prima di concludere il mese con l’appuntamento all’Oasi in quel di Follonica.  Appuntamento che farà da prologo agli appuntamenti di luglio presso il Centurion Palace di Venezia, di nuovo all’Oasi di Follonica e al Rifugio Col Alt di Corvara. A ferie finite, la ripresa del tour partirà Da Emilio a Fermo e al Borgo San Jacopo Lungarno di Firenze. E ancora, a settembre, appuntamento alla Locanda del Notaio di Pellio d’Intelvi e al Grand Hotel Royal Le Petit Restaurant di Courmayeur. Tappa piemontese a Torino in ottobre, alla Casa Vicina Eataly e infine , a novembre, a Vespasia Palazzo Seneca di Norcia. Info e prenotazioni al Tavern: cell. 335 7154503 – pesce@tavern.it.