NUOVA VITA E NUOVI CHEF AL CORDER DI TREVISO

Paolo Lai fra Beatrice Simonetti e Manuel Gobbo

Paolo Lai fra Beatrice Simonetti e Manuel Gobbo

Grandi novità nel panorama gastronomico trevigiano. La cucina del bistrot Al Corder infatti ha aperto le proprie porte a una giovane coppia di chef, Manuel Gobbo e Beatrice Simonetti, che dopo anni di esperienza nei templi dell’alta ristorazione italiana hanno deciso di tornare nella loro terra d’origine, dove sono stati subito intercettati da Paolo Lai. Sin dalla riapertura del bistrot nel 2015 infatti l’imprenditore trevigiano ambiva a farne un locale di alta cucina, con un’offerta di livello al pari della ricca carta dei vini che lo caratterizza. L’incontro con Manuel e Beatrice è stato decisivo: “Lui voleva scommettere sul Corder e farne un locale di alta cucina – spiega Manuel – noi eravamo in cerca di un’occasione per cambiare e metterci finalmente alla prova”. Inseparabili sul lavoro, grandi amici nella vita, Manuel e Beatrice sono nati nella Marca, dove entrambi hanno studiato prima di spiccare il volo verso importanti esperienze in ristoranti stellati in tutto lo Stivale. Insegne prestigiose in Veneto, Lombardia e Trentino, tra cui quella del luxury hotel in Alta Badia Ciasa Salares, dove i due si sono conosciuti. Estremo e creativo lui, razionale e coscienziosa lei, in cucina i due si completano e si bilanciano. Dalla sinergia di intenti e di visioni tra Paolo Lai e i due chef ha preso forma la nuova carta del bistrot, che privilegia le eccellenze locali riproponendole in portate che, pur restando legate alla tradizione, guardano anche alla cucina internazionale. Tra i piatti forti, la pasta fresca, preparata ogni giorno da Beatrice e rielaborata da Manuel in tante curiose ricette, come il raviolo Castelpepe, una rivisitazione della cacio e pepe romana utilizzando il Castel, formaggio tipico locale. “Sono contento di aver trovato Manuel e Beatrice, due talenti tutti trevigiani che hanno accolto a braccia aperte la sfida di rilanciare Al Corder e la sua offerta gastronomica – racconta Paolo Lai –  Il mio obiettivo resta sempre quello di dare nuova vita al centro storico della mia città e di valorizzarne il patrimonio artistico e culturale. Oggi più che mai la ristorazione può svolgere un ruolo importante in questo ambito”.

 

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CORSI AIS VENETO: DIVENTARE SOMMELIER È SEMPRE PIÙ FACILE

sommelier-toscanoPartecipare a un corso AIS Veneto oggi è ancora più facile! Grazie alla collaborazione con la finanziaria Consel/Banca Sella, per i corsi di formazione del 1° semestre 2017, in partenza da fine gennaio, per la prima volta sarà infatti possibile dilazionare il pagamento del costo d’iscrizione in più rate. In particolare, per tutti coloro che si iscriveranno al primo livello sarà possibile beneficiare della promozione ad Interessi Zero. Un’opportunità in più, che l’associazione veneta, tra le prime in Italia, ha voluto avviare per rispondere alle tante richieste arrivate nell’ultimo anno. “Questo servizio aggiuntivo è un obiettivo che stavamo inseguendo da tempo – spiega il presidente AIS Veneto Marco Aldegheri – perché ci consente finalmente di aprire il mondo della sommellerie a quante più persone possibile, con un occhio di riguardo per i più giovani. Un servizio fondamentale per un pubblico come il nostro, che rappresenta un target piuttosto giovane ed evoluto, che non ha alcuna difficoltà ad utilizzare un tablet o uno smartphone, anche per realizzare i propri sogni. Questa opzione è solo la logica conseguenza di un percorso evolutivo con tante novità che abbiamo realizzato negli ultimi anni, come i sistemi di registrazione e di pagamento on-line in tutte le iniziative targate AIS Veneto, attraverso l’accesso del nostro portale”. Accedere al finanziamento è davvero semplice: non appena raggiunto il numero minimo di allievi previsto, gli utenti registrati riceveranno la comunicazione di avvio del corso unitamente a tutte le modalità di pagamento, compreso il link attraverso cui richiedere l’attivazione del finanziamento. Un modo nuovo e veloce per avvicinarsi al mondo del vino da protagonisti. Il percorso didattico per diventare sommelier è infatti alla portata di tutti, grazie ad un programma di studio sviluppato su tre livelli che permette di accedere al settore enologico cogliendone il profilo tecnico, culturale e professionale. Questi tutti i corsi che verranno attivati da AIS Veneto, città per città.  BELLUNO. Due i corsi organizzati dalla delegazione di Belluno, uno di 1° ed uno di 3° livello. Il 1° livello si svolgerà da giovedì 2 febbraio presso il ristorante De Gusto Dolomiti di Belluno. il 3° livello si terrà ogni mercoledì, dal 1 febbraio, al ristorante La Nogherazza di Castion di Belluno. PADOVA. Nella provincia di Padova si terranno corsi di tutti i livelli, con alcune novità. Tre quelli di 1° livello dal 4 febbraio, tutti i sabato mattina dalle 9.30 alle 12.00, presso l’Hotel Galileo di Padova;  dal 6 febbraio, tutti i lunedì, dalle 20.30 alle 23.00, all’SB Hotel di Padova; dal 13 febbraio, ogni lunedì dalle 20.30 alle 23.00, presso il ristorante La Bulesca di Selvazzano Dentro. Il 2° livello si svolgerà tutti i lunedì, a partire dal 6 febbraio, dalle 20.30 alle 23.00, all’Hotel Galileo. Infine i corsi di 3° livello cominceranno il 6 febbraio, dalle 20.30 alle 23.00, al ristorante Al Tezzon di Camposampiero, ed il 7 febbraio, dalle 20.30 alle 23.00, all’Hotel Galileo di Padova. ROVIGO. La delegazione di Rovigo organizza un corso di 1° ed uno di 2° livello. Il 1° livello inizierà il 21 febbraio presso Hotel Villa Regina Margherita di Rovigo e si terrà tutti i martedì. Il 20 febbraio, invece, prenderà il via il corso di 2° livello che avrà luogo tutti i lunedì all’Hotel Cristallo di Rovigo. TREVISO. La delegazione trevigiana, la prima a partire, ha organizzato sei corsi di diversi livelli. Saranno ben quattro, infatti, i corsi di 1° livello: tutti i lunedì, dalle 20.30 alle 23.00, a partire dal 23 gennaio, si terrà il corso a Oderzo, presso il PrimHotel. Il 28 gennaio comincerà il corso a Treviso, all’Hotel Le terrazze, che proseguirà tutti i sabato mattina, dalle 09.00 alle 12.00. Lunedì 30 gennaio prenderà il via aValdobbiadene il ciclo di lezioni che si terranno tutti i lunedì all’Hotel Diana. Da martedì 31 gennaio cominceranno invece le lezioni all‘Hotel Maggior Consiglio di Treviso. Il 2° livello è iniziato il 23 gennaio dalle 20.30 alle 23.00, all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso. Infine, tutti i giovedì dalle 20.30 alle 23.00, si svolgerà il corso di 3° livello, che inizierà il 26 gennaio a Treviso all’Hotel Maggior Consiglio. VENEZIA. Nella provincia di Venezia prenderanno il via quattro corsi di vari livelli. Saranno due i corsi di 1° livello: inizieranno entrambi mercoledì 8 febbraio e si svolgeranno nelle due sedi di Mestre, al Novotel, dalle 20.30 alle 23.00, e di Venezia, e presso l’Hotel Amadeus, dalle 15.30 alle 18.00. Il corso di 2° livello si svolgerà tutti  i lunedì a partire dal 30 gennaio, al Novotel di Mestre. Infine il corso di 3° livello inizierà il 31 gennaio e proseguirà tutti i martedì pomeriggio, con orario 15.30 – 18.00, presso l’Hotel Amadeus di Venezia. VERONA. La delegazione veronese attiverà sei diversi corsi su più livelli. 1° livello: dal 6 febbraio, tutti i lunedì dalle 20.30 alle 23.00, presso CTC Hotel di San Giovanni Lupatoto. Dall’8 febbraio, tutti i mercoledì dalle 20.30 alle 23.00, alla Tenuta San Martino di Legnano. Tre i corsi di 2° livello: il 6 febbraio iniziano le lezioni che si svolgeranno tutti i lunedì dalle 20.30 alle 23.00 presso la Novatek di Bosco Chiesanuova. Il 7 febbraio prenderà il via il corso che si svolgerà tutti i martedì, dalle 20.30 alle 23.00, CTC Hotel di San Giovanni Lupatoto. L’Hotel Borghetti di Verona ospiterà invece, tutti i mercoledì dalle 20.30 alle 23.00, il corso che inizierà l’8 febbraio. Infine il corso di 3° livello comincerà il 6 febbraio e si terrà ogni lunedì, dalle 20.30 alle 23.00, a Villafranca di Verona presso l’Hotel Expo. VICENZA. Per concludere, la delegazione AIS Vicenza attiverà cinque corsi sui tre livelli. Due corsi saranno dedicati al 1° livello: il 20 febbraio sarà avviato il corso che si svolgerà tutti i lunedì all’hotel Cà Sette di Bassano del Grappa; il 21 febbraio inizierà quello di Vicenza, che avrà luogo ogni martedì, dalle 20.30 alle 23.00, all’Istituto San Gaetano. Due i corsi di 2° livello: il primo si terrà a partire dal 21 febbraio, dalle 20.30 alle 23.00 presso l’hotel Corte Quadri di Lonigo. Dal 22 febbraio inizierà a Vicenza quello che avrà luogo tutti i mercoledì all’Istituto San Gaetano. Uno il corso di 3° livello che si svolgerà tutti i lunedì, a partire dal 20 febbraio, dalle 20.30 alle 23.00 presso l’Istituto San Gaetano di Vicenza. Per informazioni, dettagli sul calendario, costi ed iscrizioni: www.aisveneto.it

COCORADICCHIO 2017 PARTE DALLE MARCANDOLE

cocoradicchioÈ l’ora del Cocoradicchio 2017. Così mercoledì 25 gennaio la rassegna apre al ristorante Marcandole di Salgareda (TV) , dove seguendo la tradizione si valorizzeranno due preziose gemme del territorio come il Radicchio rosso di Treviso e il Variegato di Castelfranco IGP. Cocoradicchio giunge quest’anno alla 29^ edizione. La rassegna enogastronomica trevigiana organizzata dal Gruppo Ristoratori di Cocofungo si svolge nei vari ristoranti della provincia coinvolti nell’iniziativa. Il ristorante Marcandole ha quest’anno l’onore di aprire la rassegna. Questo il menu della serata: buffet di aperitivo con Prosecco Astoria Extra Dry Millesimato e Prosecco Collalbrigo Docg Extra Dry;  Piedino di maiale con crostacei e radicchio, salsa alla senape; Mazzancolle, crumble di pistacchi, pompelmo e insalata di radicchio; Triglia alla “Livornese”, fumetto al radicchio abbinati al Vermentino Monte Pepe bianco ‘14; Risotto con gamberi, radicchio, acciughe e spuma di ricotta; Ravioli al radicchio con montasio, rape rosse e merluzzo abbinato al Viaggio di Angelo Scaroni Breganze (VI); Branzino in crosta di pane al radicchio, tartufo nero e radicchio in agrodolce abbbinato al Pinot Nero Pojer e Sandri (TN); Tortino tiepido con gelato al  Radicchio e profumo di grappa Castagner abbinato al Bianco di Ornella Az. Ornella Molon Campo di Pietra (TV); Caffè e distillati Castagner. Costo a persona bevande comprese: 60 euro. Info e prenotazioni ristorante Marcandole: tel.0422.807881 – info@marcandole.it. La rassegna Cocoradicchio prosegue venerdì 3 febbraio al ristorante Sansovino Castelbrando a Cison di Valmarino (tel. 0438.976720); giovedì 9 e sabato 11 febbraio al ristorante Miron di Nervesa della Battaglia (tel. 0422.885185); giovedì 16 febbraio all’Osteria Der Katzlmacher a Monaco di Baviera (tel. +49 (0) 89333360); venerdì 17 febbraio Da Gigetto a Miane (tel. 0438.960020); venerdì 24 febbraio al ristorante Barbesin a Castelfranco Veneto (tel. 0423.490446); mercoledì 1 e giovedì 2 marzo al ristorante Da Celeste a Volpago del Montello (tel. 0423.620445).

La sala esaurita alle Marcandole durante Cocoradicchio 2016

La sala esaurita alle Marcandole durante Cocoradicchio 2016

 

 

 

 

 

 

“SOLD OUT” PER ALBA VITAE 2016

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Alba Vitae, l’iniziativa benefica di Ais Veneto, tocca quota 440. Tante sono le magnum di Capo di Stato 2009 di Loredan Gasparini poste in vendita a novembre e terminate in pochissimi giorni. Ogni anno, infatti, Ais Veneto seleziona un’eccellenza enologica della regione imbottigliata in formato magnum, mentre la somma ottenuta è destinata a opere solidali a sostegno della vita. Un vino importante, Alba Vitae, che, posto in vendita in occasione delle festività natalizie, diventa un regalo dal doppio valore: un prodotto di qualità dedicato agli appassionati ed un simbolo tangibile di impegno sociale. Ma le vendite in questo 2016-2017 stanno andando bene. Ora non resta che aspettare l’atto conclusivo di Alba Vitae 2016, che si terrà durante la cena di venerdì 31 marzo al ristorante De Gusto, in via Sagrogna 35 a Levego (Belluno). In questa occasione il ricavato delle vendite sarà donato a FormArte Centro Studi e Ricerche, l’associazione culturale di promozione sociale, senza fini di lucro, per lo sviluppo del progetto Supporto Scolastico Armonico, dedicato agli studenti che presentano problemi e disagi.

INAUGURATO IL QUINTO MASTER DELLA CUCINA ITALIANA

IL GRUPPO ALLIEVI E ALCUNI DOCENTI DEL MASTER DI CUCINA 2017

IL GRUPPO ALLIEVI E ALCUNI DOCENTI DEL MASTER DI CUCINA 2017

Si è aperto il 16 gennaio, con la tradizionale cerimonia di inaugurazione, cui ha assistito una sala gremita di addetti ai lavori, il Master della Cucina Italiana 2017, che ha tagliato il traguardo della quinta edizione. Al Centro Formazione Esac – Confcommercio di Creazzo (VI) si è dato dunque avvio ad un nuovo anno di formazione di altissimo livello per giovani cuochi che vogliono entrare, con tutte le carte in regola, nella ristorazione di qualità. È un programma impegnativo quello che attende i nuovi allievi, chiamati a frequentare 5 mesi di corso nelle cucine, nei laboratori e nelle aule del Centro: seguiranno 312 ore di cucina e 96 di pasticceria con grandi professionisti italiani, ma anche 392 ore di teoria con esperti di primissimo piano, al fine costruire le basi culturali e tecniche essenziali per lavorare nelle migliori realtà della ristorazione. Con il Master della Cucina Italiana, infatti, approdare in un locale stellato, sogno di tanti giovani aspiranti cuochi, non è una chimera, ma una realtà: i 4 mesi di tirocinio che integrano il corso si svolgono in ristoranti stellati Michelin. Per molti, poi, questo passaggio è anche la prima fondamentale occasione per inserirsi fin da subito nelle “brigate di cucina” che contano, come dimostrano le storie di successo degli allievi che oggi lavorano per chef come Massimiliano Alajmo, Massimo Bottura, Giuliano Baldessari, Nicola Portinari, Philippe Léveillé, solo per citarne alcuni. Con gli allievi dell’edizione 2017 seduti in prima fila, assieme ai colleghi dello scorso anno che hanno ricevuto l’attestato di partecipazione al termine dei loro stage, il presidente di Esac Spa e del Comitato Scientifico del Master, Sergio Rebecca, ha voluto ricordare come in questa scuola “non ci si nutre solo di tecnica, ma anche di altre materie, dalle quali estrarre linfa per un arricchimento culturale, che alla fine del percorso concorrerà, mixato con le abilità manuali, a formare un proprio stile professionale”. Un aspetto, questo, ribadito anche da un altro componente del Comitato, Raffaele Alajmo, ceo di Alajmo Spa: “seguite tutti gli stimoli e anche le provocazioni che vi arriveranno durante questo percorso – ha detto agli allievi – perché questa non è solo una scuola di cucina, è una scuola di pensiero”. Sul tema di quest’anno del Master, si sono poi concentrati gli interventi degli altri due componenti del Comitato. Il leitmotiv del corso sarà nel 2017 “Pane e Olio”, un connubio per niente banale, come ha sottolineato lo chef Massimiliano Alajmo, “perché sottende uno stile che va riscoperto anche in cucina, dove diventa centrale la ricerca della semplicità e del cibo come condivisione. In questo senso auspico un ritorno ai grandi formati, piuttosto che alla “egoistica” piccola pagnotta”. Pane e olio, per Mauro Defendente Febbrari, “sono buoni, garantiscono salute, ma ci ricordano – ha evidenziato il medico, citando una corrispondenza dall’Afghanistan di una giornalista polacca – come la tavola abbia anche un senso liturgico, fatto di silenzio, beatitudine, condivisione, sacro”. Molto atteso, sul tema, l’intervento dell’ospite speciale Faith Heller Willinger, giornalista e scrittrice statunitense, testimonial della cucina italiana negli Stati Uniti grazie ad un suo percorso di ricerca di ingredienti e sapori che riporta puntualmente in libri e articoli. Mentre in sala venivano serviti a tutti i presenti pane realizzato con un antica varietà di grano e un particolare olio toscano, Faith Willinger ha evidenziato il valore delle lievitazioni naturali con pasta madre (citando il maestro Eugenio Pol) e il ruolo del pane come biglietto da visita di un ristorante. Poi l’invito agli allievi: “Siate sempre fedeli al territorio, ma con occhi che vedono nel mondo” . Per i nuovi aspiranti cuochi del Master, l’inaugurazione ufficiale è stata dunque già ricca di spunti, di riflessioni, di consigli. Tra loro, anche i due neodiplomanti degli istituti alberghieri che si sono aggiudicati le borse di studio messe a disposizione da Banca Mediolanum (primario istituto di credito) e da Rader Spa di Altavilla Vicentina (realtà leader nella distribuzione di materie prime alimentari), attraverso il contest Chef Talent, svoltosi nell’ottobre scorso. Ad attendere la nuova “brigata” di allievi saranno 48 docenti – tra questi, gli chef sono 24 (per un totale di 33 stelle Michelin) e 8 i pasticceri -, ciascuno con un formidabile bagaglio di conoscenze ed esperienze. Accompagneranno gli allievi fino al 16 giugno, ultimo giorno del Master della Cucina Italiana 2017, che si concluderà, come da tradizione, con la lectio magistralis di un grande personaggio dell’enogastronomia italiana. Per maggiori info: http://www.ma

IL GRUPPO ALLIEVI E ALCUNI DOCENTI DEL MASTER DI CUCINA 2017

IL GRUPPO ALLIEVI E ALCUNI DOCENTI DEL MASTER DI CUCINA 2017

stercucinaitaliana.it – facebook.com/mastercucinaitaliana

BOOM DEL DURELLO: VOLA IL GRANDE SPUMANTE DEI LESSINI

calice_durelloIl Lessini Durello, lo spumante di Verona e Vicenza, chiude il 2016 nel segno della positività e si prefigge nuovi, importanti obbiettivi per l’anno che sta per cominciare. Segno più sul fronte della produzione che nel 2016 ha registrato una crescita del 30% dell’imbottigliato rispetto al 2015, raggiungendo la quota di 970.000 bottiglie. Di pari passo è cresciuto anche il numero delle aziende associate, con l’ingresso dei soci Dal Maso, Cantine Riondo, Tirapelle, Menmade Group, Cantina di Verona, Cavazza, un segno importante questo perché testimonia la fiducia della base sociale nei confronti dell’ente consortile. La doc del Lessini Durello, che negli ultimi anni ha vissuto notevoli cambiamenti a cominciare dalla modifica del disciplinare, si conferma oggi in forte crescita. Della qualità delle bollicine autoctone dei Monti Lessini si stanno accorgendo non solo i consumatori locali ma anche le guide di settore italiane e alcune prestigiose testate di riferimento straniere. Tra queste vale la pena menzionare Vinous.com al cui interno, in un articolo firmato da Ian D’Agata, viene ampiamente citato il Lessini Durello tra gli spumanti a vitigno autoctono che l’autore definisce “spumanti di territorio”. Del resto, quelli che statisticamente vengono chiamati “spumanti alternativi” e che si possono a buon diritto definire spumanti territoriali del futuro, si stanno guadagnando quote di mercato sempre più significative. Gli spumanti di territorio infatti, ottenuti da vitigni autoctoni, non sono più oggi il semplice completamento di gamma da parte delle cantine ma, al contrario, sono il risultato consapevole di scelte produttive mirate a soddisfare consumatori sempre più alla ricerca di bolle di qualità. In un equilibrio perfetto tra domanda e offerta, il “fenomeno degli spumanti di territorio” si appresta a generare la dinamica del “poco per molti” vale a dire un micro mercato in cui molte aziende producono poche ma pregiate bottiglie. I numeri sembrano dare ragione. In base agli ultimi dati IRI gli spumanti “alternativi”, classificati come “altri”, tra i quali rientra anche il Durello, registrano una crescita nei consumi del +5% a fronte di un +3% degli spumanti classificati come “tradizionali”.  «Il Lessini Durello – evidenzia Alberto Marchisio, presidente del Consorzio di Tutela – sta vivendo oggi un momento di particolare successo ma nello stesso tempo ci pone di fronte ad una sfida: soddisfare una domanda crescente e conservare intatta la propria identità. Per questo, anche con le iniziative che abbiamo già messo in calendario per il prossimo anno, puntiamo a divulgare i valori che ci caratterizzano e ci contraddistinguono come doc. Il Lessini Durello non è un semplice spumante: è certamente un vino moderno, vista soprattutto la crescente richiesta dell’ultimo periodo, ma è anche il simbolo di una viticoltura eroica, perché svolta spesso in maniera difficile. Quando raccontiamo il nostro Lessini Durello, assieme alla convivialità vorremmo raccontare la storia che lo contraddistingue, fatta di uomini e di donne che da generazioni operano sui Monti Lessini». La zona di produzione del Lessini Durello si trova sulle colline tra Verona e Vicenza. Sono coltivati a Durella 366 ettari sulle colline veronesi e 107 ettari su quelle vicentine. Sono 428 i viticoltori che coltivano quest’uva autoctona e 23 le aziende che producono Durello. Ad oggi le aziende socie del Consorzio del Lessini Durello, sono 24: Az. Agr. Bellaguardia, Cantina di Monteforte d’Alpone, Ca’ Rugate, Cantina di Soave, Casa Cecchin, Az. Agricola Casarotto, Cavaggioni Lino, Cavazza, Collis Veneto Wine Group, Az. Agr. Corte Moschina, Dal Maso, Cantina Fattori, Franchetto, Az. Agr. Fongaro, Az. Agr. Marcato, Soc. Agr. Menmade, Az. Agr. Montecrocetta, Az. Agr. Sacramundi, Az. Agr. Sandro DeBruno, Az. Agr. Tamaduoli, Az. Vitivinicola Tirapelle, Cantina Tonello, Cantine Vitevis, Cantine Riondo, Az. Agr. Maltraversi, Cantina di Verona.