50 TOP ITALY: SALE L’ATTESA PER SCOPRIRE I MIGLIORI RISTORANTI D’ITALIA

Marco Ambrosino

Manca davvero poco per scoprire i nomi al vertice di 50 Top Italy la guida on-line, consultabile gratuitamente, dedicata al meglio della ristorazione italiana. Un progetto firmato LSDM (storico congresso di cucina d’autore in scena dal 2008 a Paestum) e curato dai suoi ideatori, Barbara Guerra e Albert Sapere, insieme al giornalista Luciano Pignataro.

Lunedì 2 dicembre, alle ore 17.00, presso il Teatro Eliseo di Roma, uno dei templi della cultura italiana, andrà in scena la cerimonia finale di premiazione de I Migliori Ristoranti d’Italia 2020, suddivisi per quattro fasce di prezzo: LowCost, Trattoria/Osteria, ristorazione fino a 120 euro e oltre 120 euro.L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulle pagine Facebook di 50 Top Italy e Luciano Pignataro Wine&Food Blog.

Diversi inoltre i premi speciali che saranno conferiti nel corso della serata. Tra questi, due importanti riconoscimenti svelati in anteprima: il Premio S.Pellegrino& Acqua Panna Valorizzazione del Territorio 2020 assegnato allo chef Ciccio Sultano del ristorante Duomo di Ragusa, mentre al giovane Marco Ambrosino, alla guida del locale 28 Posti di Milano, va il Premio D’Amico Cucina Mediterranea 2020.

Questi ultimi, dunque, saliranno sul palco dell’Eliseoinsieme ovviamente alle top 10 delle quattro categorie previste dalla guida, dopo che i classificati dalla 50esima alla 11esima posizione sono stati svelati sul sito 50topitaly.it. Gli indirizzi recensiti, in totale, sono i migliori duecento da Nord a Sud della Penisola. A dare i voti, nel pieno rispetto dell’anonimato, dell’autonomia e, ovviamente, pagando il conto, una giuria composta da130 ispettori.Rivoluzionario il metodo di giudizio, con grande rilievo dato al servizio e all’accoglienza, elementi fondamentali di una ristorazione attenta alla propria clientela.

A ritirare il premio, saranno infine, anche i primi tre classificati (già annunciati nelle precedenti settimane) de I Migliori Ristoranti Italiani nel Mondo 2019, sezione internazionale della guida curata da Guido Barendson, che ha visto trionfare il ristorante Passerini a Parigi, dello chef Giovanni Passerini. Seconda e terza posizione per Don Alfonso 1890 Toronto in Canada, e Heinz Beck Restaurant Tokyo in Giappone.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulle pagine Facebook di 50 Top Italy e Luciano Pignataro Wine&Food Blog.

AL VIA IL BASSANO WINE FESTIVAL: DEGUSTAZIONI E ACQUISTI TRA LE CANTINE D’ITALIA

Una mostra mercato del vino dove degustare, acquistare e conoscere oltre 50 cantine d’Italia. Il Bassano Wine Festival torna per la terza edizione sabato 7 (dalle 14 alle 22) e domenica 8 dicembre 2019 (dalle 11 alle 20). La Fiera dedicata all’eccellenza della viticoltura regionale si svolgerà quest’anno in Villa Morosini Cappello a Cartigliano (Vicenza). Per i visitatori la possibilità di scoprire il mondo delle piccole cantine, di scegliere tra oltre 100 etichette diverse comprando direttamente dal produttore e anche di assaggiare diverse specialità culinarie. Oltre alle degustazioni nel biglietto d’ingresso è compreso infatti un piatto da gustare tra un bicchiere e l’altro.

Nel corso del Festival si terranno quattro degustazioni guidate, per la prima volta in collaborazione con i sommelier di Ais Veneto (Associazione Italiana Sommelier). Il primo appuntamento si terrà sabato 7 alle 15 con la masterclass Alla scoperta dei Vini Friuliani, condotta da Claudio Serraiotto. Alle 17.30 sarà la volta di Bianchi di Borgogna, una degustazione guidata con Francesco Salano. I vini del Piemonte è la prima masterclass in programma domenica 8, sempre alle 15, e sarà condotta da Maddalena De Zambiasi. Infine, alle 17.30 l’approfondimento sarà su Gli Champagne di Herbert Beaufort con Gianni degli Innocenti.

Due degustazioni a tema si svolgeranno anche nelle serate precedenti, in preparazione alla manifestazione, di Aspettando il Bassano Wine Festival. Si partirà giovedì 5 dicembre alle ore 20.30 con la Serata Champagne, con piatti in accompagnamento, condotta da Gianpaolo Giacobbo. Sei gli champagne in degustazione: Jean Laurent Blanc de Blancs Pas Dosé s.a., Bonnet Ponson Non Dosé 1 Cru s.a., Bonnet Ponson 2009 Blanc de blancs, Christophe Mignon Brut Nature Pas Dosé s.a., Olivier Horiot Métisse s.a. Nella masterclass Vespaiolo & Baccalà, venerdì 6 dicembre alle 20.30, si degusterà una selezione di vini della Cantina IoMazzucato in abbinamento a finger food realizzati da Antonio Chemello della Trattoria da Palmerino.

Per tutte le info sul Bassano Wine Festival e su Aspettando il BWF: www.bassanowinefestival.it.

Per prenotare le masterclass di Ais Veneto del Bassano Wine Festival: http://www.aisveneto.it/eventi.html

GRANDE SUCCESSO DI DURELLO & FRIENDS A VERONA

Bollicine da capogiro: il Durello and Friends conquista Verona: 800 persone in due serate, masterclass esaurite e innumerevoli brindisi. Il Lessini Durello si conferma la bollicina della città scaligera. “Un successo oltre ogni rosea aspettativa”. Questo è il commento a caldo del presidente del Consorzio Paolo Fiorini al termine della manifestazione, organizzata in collaborazione con la Strada del Vino Lessini Durello, e che ha avuto il patrocinio del Comune di Verona e della Regione Veneto ed è stata supportata da Banco BPM, Veronafiere, e la Camera di Commercio di Verona. Giornalisti nazionali e internazionali, sommelier, ristoratori e tantissimi winelover hanno affollato la Gran Guardia sin dall’inaugurazione ore della domenica. Il tutto esaurito hanno registrato anche le qualificate masterclass condotte da Marco Sabellico, Alessandro Scorsone, Francesca Negri e Claudio di Maria che hanno fatto degustare il Lessini Durello e il Monti Lessini con abbinamenti con spumanti dal nord e il sud Italia. Percorsi studiati per esaltare il forte carattere identitario di questo vino e questo territorio vulcanico, un’impronta unica e distintiva che lo rende un unicuum nel panorama della  spumantistica italiana. Il Lessini Durello quindi si conferma la bollicina di Verona e questo anche per il gran numero di ragazzi giovani che sono venuti a degustare ai banchi delle 30 case spumantistiche presenti. Grande entusiasmo anche per i partner del gusto, i Consorzi tutela formaggio Monte Veronese DOP e Asiago DOP e l’olio Valpolicella DOP, perfetti abbinamenti gastronomici. “Il pubblico di questi due giorni è stato giovane e molto preparato” dice Matteo Fongaro, vicepresidente del Consorzio “hanno degustato attentamente e con curiosità, facendo molte domande e questo denota anche una maturità e conoscenza del prodotto, soprattutto il metodo classico.”
La vicepresidente Diletta Tonello completa il quadro della manifestazione “La presenza dei tanti giornalisti non solo italiani ma anche stranieri che grazie al Wine2wine erano a Verona in questi giorni ci conferma il grande interesse che il Lessini Durello e il Monti Lessini stanno suscitando, varcando quindi la dimensione nazionale.” E per due giorni i giornalisti hanno vissuto un intenso press tour alla scoperta del territorio e dei sapori della Lessinia, assieme ai vari protagonisti dei progetti innovativi che il Lessini Durello sta seguendo come Soilution System e Patrimonio. Premiati infine quest’anno coloro che si sono distinti per la promozione del Lessini Durello e del suo territorio. Il premio Giornalista dell’anno è andato a Clementina Palese penna di Winenews e del Corriere Vinicolo, gli ambasciatori sono la giornalista Francesca Negri e Roberto Zorzin, paleontologo, mentre i ristoranti La Marescialla, Al Pestello, Al Callianino e Trattoria Fattori hanno ricevuto il premio come ristoratori del Durello.

LO SPLENDIDO MAGNIFICAT DELLE CANTINE GORI A NIMIS

Lo spumante Metodo Classico Magnificat, la grande novità 2019 delle Cantine Gori di Nimis (UD) che hanno scelto il nome per raccontarne l’eccellenza, è pronto a festeggiare il periodo più magico dell’anno da protagonista. Prodotto solo in versione magnum, in bottiglie modello champagnotta da 1,5 litri che ne rendono l’evoluzione più stabile e protetta e ne esaltano le caratteristiche sensoriali, è infatti pensato per accompagnare grandi occasioni, rendere speciali momenti conviviali o diventare un dono sempre gradito. L’eccellenza di Magnificat nasce sul campo e cresce con il metodo di spumantizzazione totalmente artigianale. Si inizia con la raccolta, che avviene tra gli ultimi giorni di agosto e i primi di settembre e, come per i vini fermi, è eseguita manualmente in cassette da soli 20kg, si procede con la selezione effettuata con soffice diraspatura sul tavolo di cernita, si continua con la fermentazione in vasche d’acciaio e con l’imbottigliamento fino alla sboccatura manuale, dopo una permanenza su lieviti di almeno 24 mesi. Infine, niente zucchero o “liqueur d’expédition”: solo spumante della stessa cuvée per ottenere un Dosaggio Zero dal residuo zuccherino minimo, un gusto secco, elegante e naturale, oggi sempre più apprezzato. Le bollicine sono sinonimo di festa e Magnificat, cuvée di Pinot Nero – 60% – e Chardonnay – 40% – che esprime al meglio un terroir da sempre votato alla produzione di vino è lo spumante perfetto da regalare e per brindare insieme alle persone a cui vogliamo bene! Le Cantine Gori nascono dall’amore per una terra, l’estremo lembo dei Colli Orientali del Friuli, e dalla volontà di valorizzarla preservandone le caratteristiche che la rendono unica e speciale. Una realtà in grado di unire innovazione e tradizione, che mette al primo posto la qualità e il rispetto per l’ambiente che la circonda. Oggi le Cantina Gori producono tra le 50 e le 60mila bottiglie, con una resa di 50 quintali per ettaro, una scelta che privilegia la qualità e rende il prodotto iconico. Quest’anno la filosofia che da sempre contraddistingue Cantine Gori ha portato alla prima vendemmia certificata biologica, un attestato che parla di rispetto e amore per un territorio, per l’ambiente, per il vino e per chi lo consuma.

OLIO TURRI: DALLE OLIVE L’ENERGIA GREEN

 

 

 

 

 

 

 

 

Sempre più attento all’ambiente, sempre più green: il Frantoio Fratelli Turri di Cavaion Veronese (Verona) ha acquistato un nuovo impianto termico che utilizza come combustibile il nocciolino di sansa, sottoprodotto ottenuto dalla lavorazione delle olive. Non solo: la polpa inutilizzata viene inviata ad un impianto a biogas destinato alla produzione di energia pulita. Grazie alla combustione del nocciolino è possibile riscaldare l’intero edificio, 21 mila metri cubi che comprendono la produzione, gli uffici e il punto vendita.

Ogni anno vengono raccolte tra le 1.500 e le 2 mila tonnellate di olive, che sono lavorate seguendo due processi: il primo consiste nella separazione tra olio e sansa umida, mentre la seconda fase divide la sansa dal nocciolino. Il quantitativo di nocciolino derivante dal processo di separazione si aggira attorno al 9-10 per cento del peso delle olive trasformate, tra le 135 e le 200 tonnellate, che diventano combustibile da riutilizzare. L’impianto termico permette inoltre di tagliare le emissioni di anidride carbonica: una politica energetica, quella del frantoio, che mira a ridurre al minimo gli sprechi e a rispettare l’ambiente, migliorando la qualità dell’aria.

«Il nuovo impianto – spiega Laura Turri, titolare del Frantoio assieme ai fratelli Mario, Giovanni e Luisa – ci permette di riutilizzare i sottoprodotti e di trasformarli in combustibile, scaldando l’intera superficie dell’edificio senza inquinare l’aria che respiriamo ogni giorno. Un bel risparmio, soprattutto se si pensa alle emissioni di anidride carbonica, che in questo modo vengono più che dimezzate. Da sempre ci prendiamo cura dell’ambiente e del paesaggio gardesani, contraddistinti dalla presenza di olivi secolari: è per questa ragione che cerchiamo, anche attraverso processi aziendali virtuosi di economia circolare, di proteggerli. Amiamo il nostro territorio, rispettarlo e preservarlo è un atto doveroso».

VINETIA 2020: LA GUIDA VINI DEL VENETO DI AIS RADDOPPIA

 

 

 

 

 

Vinetia, la guida ai vini veneti di Ais Veneto, diventa per la prima volta cartacea dopo sette anni di vita digitale. È questa la novità della nuova edizione presentata durante la Conferenza stampa ufficiale di venerdì 22 novembre al Circolo Ufficiali Castelvecchio, in occasione del 53esimo Congresso Nazionale Ais di Verona, in programma da venerdì 22 a domenica 24 novembre. Un carnet di viaggio, un pezzo da collezione acquistabile da tutti al prezzo di copertina di 60 euro, che vuole essere molto di più della solita guida ai vini: un vero strumento nelle mani dell’enoturista per viaggiare all’interno della regione alla scoperta di territori, vini, prodotti tipici e personaggi.

L’obiettivo di Vinetia 2020 è coniugare la potenzialità dello strumento digitale e il piacere dello sfogliare un libro, creando una perfetta sinergia tra online e offline. Un volume impreziosito dal contributo di autori di spicco del panorama editoriale, che diventa un perfetto biglietto da visita per chi vorrà raccontare la propria terra. I lettori sono accompagnati per mano a scoprire il Veneto dal racconto delle vigne di Maria Grazia Melegari, all’itinerario fra luoghi da visitare e cantine di Emanuela Pregnolato; dai prodotti tipici e le ricette di Morello Pecchioli ai ritratti di personaggi importanti per l’enogastronomia veneta di Antonio di Lorenzo. Il tutto con il supporto del racconto fotografico di Giò Martorana.

Continua la sua vita anche la guida online (www.vinetia.it), curata da Giovanni Geremia e forte di più di duemila vini degustati dalle commissioni nel corso del 2019, che hanno permesso di inserire nella versione digitale più di 400 cantine di tutto il territorio veneto. Ogni anno, infatti, un gruppo di degustatori esperti esamina i vini di oltre 400 aziende, elaborando per ciascuno una scheda analitica, abbinandovi una pietanza e mettendo a disposizione le valutazione delle ultime 3 annate. Un lavoro capillare che sfrutta tutte le potenzialità dello strumento digitale, dai filtri di ricerca alla geolocalizzazione, dalla traduzione in 6 lingue straniere ai suggerimenti dei ristoranti.

Vinetia prevede anche una serie di riconoscimenti per i vini che più hanno impressionato i degustatori. Quello più ambito resta il Premio Fero, dal nome del ferro di prua della gondola, che viene assegnato ogni anno alle eccellenze enologiche scelte dai Sommelier di Ais Veneto. Sette le categorie individuate nel corso degli anni e altrettante le cantine premiate. Per questa edizione il miglior spumante Metodo Charmat è il Vecchie Viti 2018 di Ruggeri, il miglior spumante Metodo Classico il Merum 2012 di Sacramundi, il miglior vino rosato l’Ico di De Bacco, il miglior vino bianco il Lugana Superiore 2001 di Ca’ Lojera, il miglior vino rosso La Bandina 2016 di Tenuta Sant’Antonio, il miglior vino rosso da invecchiamento il Capo di Stato 2015 di Loredan Gasparini e per finire il miglior vino da dessert è il Torcolato 2014 dell’azienda Firmino Miotti.

BRUT ROSE’ MIRABELLA FRA I 100 VINI DI WINE SPECTATOR

Il Brut Rosé di Mirabella è il primo Franciacorta della storia ad entrare nella classifica Top 100 stilata dalla rivista americana Wine Spectator. Mai nessun Metodo Classico lombardo era riuscito a salire così in alto in quella che è ritenuta la selezione più influente del mondo del vino, posizionandosi al 68simo posto con 92 punti. Inoltre il Brut Rosé, tra i 21 vini della Penisola presenti, è l’unica bollicina. Per stilare la classifica i redattori di Wine Spectator hanno esaminato i vini recensiti negli ultimi 12 mesi, selezionando i 100 che si sono distinti per qualità, valore, distribuzione nel mercato statunitense ed emozioni suscitate. Dalla classifica 2020 emerge che i due terzi dei vini scelti arrivano dalla Francia, dalla California e dall’Italia. Il Rosé premiato è una cuvée composta da 45% chardonnay, 45% pinot nero e 10% pinot bianco, che l’azienda di Rodengo Saiano produce fin dagli anni 80. Le tre varietà sono raccolte a mano in epoche differenti a seconda della maturazione, per ultimo il pinot nero al fine di conferire profumi più complessi ed eleganza nel colore. I tre vitigni vengono poi lavorati separatamente, con 18-24 ore di contatto con le bucce per la varietà rossa che fermenta a 25-28 °C. Il vino premiato da Wine Spectator è un senza annata con periodo di affinamento in bottiglia di 48 mesi. Il colore è un rosa cipria, il profumo è ricco e ampio con sensazioni tipiche di lievito a cui si sommano frutti di bosco e sfumature vanigliate. Il sapore è armonico e di grande morbidezza. “Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio – sottolinea Alessandro Schiavi, enologo e cotitolare dell’azienda – Con il nostro Rosé la Franciacorta arriva finalmente ad essere rappresentata nella selezione di Wine Spectator, a riprova del grande potenziale che la denominazione riveste in ambito internazionale e in cui noi crediamo fermamente”. L’azienda Mirabella destina all’estero circa il 30% della produzione, principalmente Germania, Svizzera, Belgio, Olanda, Danimarca, Lettonia, Repubblica Ceca per quel che riguarda l’Europa, Ucraina, Cina, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, USA, Messico e
Brasile fuori Continente. Di questo 30% il Rosé rappresenta all’incirca un terzo dell’esportato, con picchi di vendita in Germania e Stati Uniti.

ENJOY EUROPEAN QUALITY FOOD, DOPO LONDRA TAPPE A BERLINO E VARSAVIA

Avviato ad ottobre con l’obiettivo di promuovere prodotti enogastronomici con una certificazione che garantisca la loro indicazione geografica, il progetto europeo EEQF (Enjoy European Quality Food), dopo il debutto estero di Madrid, ha fatto tappa nel Regno Unito. Enjoy European Quality Food è stato infatti presentato a Londra ieri, 20 novembre, a giornalisti del settore alimentare e delle bevande, professionisti del settore e istituzioni. Il progetto, che dura tre anni ed è finanziato dall’Unione Europea, è una campagna informativa e promozionale per promuovere prodotti alimentari la cui qualità è certificata dalla DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta), TSG ( Denominazioni di specialità tradizionali garantite) e DOCG (denominazione di origine controllata e garantita). Oggi i prodotti alimentari e i vini certificati sono infatti sempre più di tendenza e l’Italia è il paese leader con il più alto numero di prodotti DOP. Inoltre le esportazioni italiane sono in forte espansione in Europa e cresce l’interesse all’acquisto dei consumatori italiani ed europei di prodotti la cui qualità e origine siano comprovate da certificazioni. Il 2019 ha segnato un record per l’esportazione del formaggio Made in Italy, in particolare per i
prodotti DOP e IGP, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Inoltre, nonostante i problemi climatici che hanno portato a un calo del 16% nella produzione vinicola, si prevede che la produzione complessiva di vino italiano nel 2019 sarà pari a 46 milioni di ettolitri, confermando l’Italia come primo produttore di vino al mondo. Per quanto riguarda il consumo complessivo, gli italiani acquistano principalmente vini DOC, DOCG e IGT. Tra gli oli d’oliva protetti dell’Unione Europea, quasi il 40% è rappresentato da marchi italiani, con 46 prodotti certificati. Sei i prodotti italiani, vino, olio, e formaggi, che costituiscono il cuore del progetto: l’Asti DOCG, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, il Provolone Valpadana DOP, l’Olio Extravergine d’Oliva Toscano IGP, la Mozzarella STG. Un progetto che coinvolge cinque paesi, Italia, Germania, Regno Unito, Spagna e Polonia, presso i quali, durante i prossimi tre anni, verranno organizzati eventi rivolti ad avvicinare enti e consumatori al mondo dell’enogastronomia italiana ed europea. Obiettivo generale di EEQF è aumentare la conoscenza dei prodotti enogastronomici di qualità, con forte connotazione di tipicità culturale e territoriale, in modo tale che la maggiore consapevolezza del consumatore europeo riguardo alla sicurezza alimentare, alle tematiche ambientali e alle tipicità organolettiche degli alimenti considerati, rappresenti una leva motivazionale all’acquisto, superiore al basso prezzo del prodotto, favorendone la diffusione su tutti i mercati dei paesi target. Destinatari delle attività saranno proprio i consumatori, che verranno coinvolti attraverso azioni a diretto contatto e attività di promozione sul mercato. I consumi agroalimentari nei paesi target sono, infatti, particolarmente influenzati dal fattore prezzo, che costituisce una forte motivazione all’acquisto. Ne consegue che i prodotti agroalimentari vengono venduti con forte prevalenza attraverso il canale della GDO e solo in minima parte attraverso l’industria alberghiera (HO.RE.CA) e i negozi specializzati. Contemporaneamente i consumatori ricercano con crescente interesse prodotti con livelli qualitativi e standard di sicurezza più elevati, con un conseguente aumento della richiesta di prodotti alimentari certificati DOP, IGP o STG. Il progetto prevede, inoltre, una diversificazione delle attività proposte sulla base di obiettivi specifici per i singoli mercati target. Italia e Spagna, essendo tra i paesi con il maggior numero di denominazioni registrate a livello europeo, partono da un grado di conoscenza del settore da parte dei consumatori ben più alto rispetto agli altri paesi, elemento su cui, invece, si concentreranno i lavori in Germania, Regno Unito e Polonia. I partner del progetto: Consorzio Tutela Provolone Valpadana, Consorzio per la Tutela Dell’Asti DOCG, Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, Consorzio Vino Nobile Montepulciano DOCG, APOT Associazione Produttori Olivicoli Toscani e Latteria Soligo. Dopo Madrid e Londra, il progetto EEQF farà tappa il 28 novembre a Berlino e il 12 dicembre a Varsavia.

BRUT ROSÉ MIRABELLA: PER LA PRIMA VOLTA UN FRANCIACORTA NELL’OLIMPO DI WINE SPECTATOR

Il Brut Rosé di Mirabella è il primo Franciacorta della storia a entrare nella classifica Top 100 stilata dalla rivista americana Wine Spectator. Mai nessun Metodo Classico lombardo era riuscito a salire così in alto in quella che è ritenuta la selezione più influente del mondo del vino, posizionandosi al 68simo posto con 92 punti. Inoltre il Brut Rosé, tra i 21 vini della Penisola presenti, è l’unica bollicina. Per stilare la classifica i redattori di Wine Spectator hanno esaminato i vini recensiti negli ultimi 12 mesi, selezionando i 100 che si sono distinti per qualità, valore, distribuzione nel mercato statunitense ed emozioni suscitate. Dalla classifica 2020 emerge che i due terzi dei vini scelti arrivano dalla Francia, dalla California e dall’Italia.

Il Rosé premiato è una cuvée composta da 45 per cento Chardonnay, 45 per cento pinot nero e 10 per cento pinot bianco, che l’azienda di Rodengo Saiano produce fin dagli anni Ottanta. Le tre varietà sono raccolte a mano in epoche differenti a seconda della maturazione, per ultimo il pinot nero al fine di conferire profumi più complessi ed eleganza nel colore. I tre vitigni vengono poi lavorati separatamente, con 18-24 ore di contatto con le bucce per la varietà rossa che fermenta a 25-28 gradi.

Il vino premiato da Wine Spectator è un senza annata con periodo di affinamento in bottiglia di 48 mesi. Il colore è un rosa cipria, il profumo è ricco e ampio con sensazioni tipiche di lievito a cui si sommano frutti di bosco e sfumature vanigliate. Il sapore è armonico e di grande morbidezza.

L’azienda Mirabella destina all’estero circa il 30 per cento della produzione, principalmente Germania, Svizzera, Belgio, Olanda, Danimarca, Lettonia, Repubblica Ceca per quel che riguarda l’Europa, Ucraina, Cina, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Messico e Brasile fuori Continente. Di questo 30 per cento, il Rosé rappresenta all’incirca un terzo dell’esportato, con picchi di vendita in Germania e Stati Uniti.

IL MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI MAI COSI’ GRANDE. A PIACENZA

È partito il conto alla rovescia per la nona edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. Le porte dei padiglioni di Piacenza Expo saranno aperte sabato 23 e domenica 24 novembre dalle 11.00 alle 19.00 e, novità di quest’anno, anche lunedì 25 dalle 10.00 alle 16.00. Per agevolare l’ingresso, le casse apriranno un’ora prima. Piacenza Expo, partner della manifestazione, si conferma il luogo ideale per la strategica posizione geografica e per la tipologia di struttura e di organizzazione fieristica, capace di accogliere Vignaioli da tutta Italia e al contempo di mantenere lo spirito del Mercato fatto di incontri e confronti.
Protagonisti del Mercato saranno i Vignaioli Indipendenti, che raggiungono con questa edizione la presenza record di 626 espositori provenienti da ogni regione d’Italia. I Vignaioli Indipendenti sono i rappresentanti di una viticoltura artigianale che vuole farsi custode del territorio e delle tradizioni, che segue l’intera filiera produttiva dalla coltivazione delle vigne fino alla produzione e all’imbottigliamento del vino. 13.000 metri quadri di esposizione per un evento che l’anno scorso ha visto 18.000 ingressi in due giorni. 800 carrelli (erano 500 nel 2018) e 300 trolley a disposizione per gli acquisti. Sarà possibile farsi spedire le bottiglie acquistate direttamente a casa grazie al servizio offerto da I-DIKA. “Questi numeri – commenta la presidente FIVI Matilde Poggi – confermano la rilevanza e la crescita continua negli anni dell’appuntamento più importante per la nostra Federazione, una vera e propria mostra mercato che porta a Piacenza vignaioli da tutta Italia e un numero sempre crescente di visitatori”. Nel padiglione 1 il pubblico potrà confrontarsi direttamente con i Vignaioli che già conosce, scoprirne di nuovi, ascoltare racconti di uomini, territori e sfide, degustare e acquistare i vini. Tra questi anche tre vignaioli indipendenti francesi provenienti dalla Champagne, dal Rodano e dalla regione della Charente. Nel padiglione 2 troveranno invece spazio 17 Artigiani del Cibo che, in una sorta di tour gastronomico, proporranno specialità della tradizione italiana da consumare in loco o da portare a casa. Un ricco programma caratterizzerà il Mercato. Nel corso dei tre giorni sarà possibile partecipare a cinque degustazioni dedicate al rapporto tra uomo e territorio condotte rigorosamente da Vignaioli. Quest’anno esploreranno Sicilia, Toscana, Piemonte, Puglia e Emilia Romagna. Domenica sarà invece il momento della cerimonia di premiazione del Vignaiolo dell’anno. Il riconoscimento, intitolato a Leonildo Pieropan (tra i fondatori della FIVI), andrà a Lorenzo Accomasso, vignaiolo in Piemonte che si è distinto per la sua produzione di Barolo e per l’impegno profuso per il suo territorio. Lunedì mattina verranno consegnate le targhe ai nuovi Punti di Affezione, enoteche e ristoranti promotori del messaggio dei vignaioli indipendenti e che possono quindi esporre il logo FIVI nel loro locale. Per tutte le informazioni e il programma completo : www.mercatodeivini.it