FORBES INCORONA LA DISTILLERIA CASTAGNER DI VAZZOLA

Roberto Castagner

Il 2020 si apre con un riconoscimento d’eccezione per Roberto Castagner, appassionato mastro distillatore trevigiano che ha saputo innovare il mondo della Grappa.

La Distilleria Castagner di Visnà di Vazzola (Treviso) appare infatti nelle pagine di “100 Eccellenze Italiane 2020” di Forbes Italia, lo speciale realizzato dalla celebre rivista di economia e finanza con il supporto degli specialisti di So Wine So Food. Una giuria molto qualificata che ha identificato le 100 eccellenze del Bel Paese tra vini, distillati, hotel, ristoranti e prodotti food.

Una rigorosa selezione di realtà distribuite su tutto il territorio nazionale, dunque, realizzata da una giuria di “superspecialisti del bello e del buono” sulla base di parametri specifici e di un comune denominatore: l’eccellenza del saper fare, dell’innovare, del rispetto della tradizione, della valorizzazione del territorio.

Temi che da oltre vent’anni la Distilleria Castagner affronta con autentica passione, facendo della distillazione “un affare di famiglia”. Fondata da Roberto Castagner, diplomatosi alla storica scuola enologica Cerletti di Conegliano, oggi il mastro distillatore è affiancato dalle figlie Giulia e Silvia e dal nipote Carlo, a cui ha trasmesso il proprio entusiasmo per un mestiere difficile quanto affascinante.

«Aprire l’anno con la notizia di essere tra le 100 eccellenze italiane scelte da Forbes non può che riempirmi di orgoglio – commenta Roberto Castagner – è una grandissima soddisfazione e una bellissima sorpresa, del tutto inaspettata. Un premio al lavoro quotidiano che porto avanti con tutti i miei collaboratori, con i quali ho festeggiato questo bellissimo risultato. Il nostro primo impegno è infatti la promozione e la valorizzazione della Grappa, un grande distillato tutto italiano che sta finalmente riscuotendo un meritato successo, anche oltre i confini nazionali».

Un lavoro, quello della distillazione, che richiede grande competenza, in cui progresso e innovazione devono andare di pari passo al rispetto della tradizione e dell’ambiente. «Per me la Grappa non è un prodotto ma una vocazione – conclude Castagner – una passione vera, fatta di sacrifici e di amore per questo mestiere, con l’ambizione di fare sempre meglio, dando vita a distillati che racchiudono cultura, storia e valori di un intero territorio. Il Veneto è la mia regione di appartenenza, Conegliano è la città dove mi sono diplomato e dove ha sede la mia distilleria; sapere di essere una delle due aziende trevigiane selezionate da Forbes (l’altra è Bisol, in totale 10 in tutto il Veneto) mi rende ancora più soddisfatto di aver contribuito a tenere alto il valore della mia terra».

I protagonisti delle eccellenze italiane, il 27 gennaio 2020, saranno convocati all’evento “Forbes Live”, serata di premiazione delle 100 eccellenze italiane al Ristorante Mediterraneo di Roma.

LO SPLENDIDO MAGNIFICAT DELLE CANTINE GORI A NIMIS

Lo spumante Metodo Classico Magnificat, la grande novità 2019 delle Cantine Gori di Nimis (UD) che hanno scelto il nome per raccontarne l’eccellenza, è pronto a festeggiare il periodo più magico dell’anno da protagonista. Prodotto solo in versione magnum, in bottiglie modello champagnotta da 1,5 litri che ne rendono l’evoluzione più stabile e protetta e ne esaltano le caratteristiche sensoriali, è infatti pensato per accompagnare grandi occasioni, rendere speciali momenti conviviali o diventare un dono sempre gradito. L’eccellenza di Magnificat nasce sul campo e cresce con il metodo di spumantizzazione totalmente artigianale. Si inizia con la raccolta, che avviene tra gli ultimi giorni di agosto e i primi di settembre e, come per i vini fermi, è eseguita manualmente in cassette da soli 20kg, si procede con la selezione effettuata con soffice diraspatura sul tavolo di cernita, si continua con la fermentazione in vasche d’acciaio e con l’imbottigliamento fino alla sboccatura manuale, dopo una permanenza su lieviti di almeno 24 mesi. Infine, niente zucchero o “liqueur d’expédition”: solo spumante della stessa cuvée per ottenere un Dosaggio Zero dal residuo zuccherino minimo, un gusto secco, elegante e naturale, oggi sempre più apprezzato. Le bollicine sono sinonimo di festa e Magnificat, cuvée di Pinot Nero – 60% – e Chardonnay – 40% – che esprime al meglio un terroir da sempre votato alla produzione di vino è lo spumante perfetto da regalare e per brindare insieme alle persone a cui vogliamo bene! Le Cantine Gori nascono dall’amore per una terra, l’estremo lembo dei Colli Orientali del Friuli, e dalla volontà di valorizzarla preservandone le caratteristiche che la rendono unica e speciale. Una realtà in grado di unire innovazione e tradizione, che mette al primo posto la qualità e il rispetto per l’ambiente che la circonda. Oggi le Cantina Gori producono tra le 50 e le 60mila bottiglie, con una resa di 50 quintali per ettaro, una scelta che privilegia la qualità e rende il prodotto iconico. Quest’anno la filosofia che da sempre contraddistingue Cantine Gori ha portato alla prima vendemmia certificata biologica, un attestato che parla di rispetto e amore per un territorio, per l’ambiente, per il vino e per chi lo consuma.

OLIO TURRI: DALLE OLIVE L’ENERGIA GREEN

 

 

 

 

 

 

 

 

Sempre più attento all’ambiente, sempre più green: il Frantoio Fratelli Turri di Cavaion Veronese (Verona) ha acquistato un nuovo impianto termico che utilizza come combustibile il nocciolino di sansa, sottoprodotto ottenuto dalla lavorazione delle olive. Non solo: la polpa inutilizzata viene inviata ad un impianto a biogas destinato alla produzione di energia pulita. Grazie alla combustione del nocciolino è possibile riscaldare l’intero edificio, 21 mila metri cubi che comprendono la produzione, gli uffici e il punto vendita.

Ogni anno vengono raccolte tra le 1.500 e le 2 mila tonnellate di olive, che sono lavorate seguendo due processi: il primo consiste nella separazione tra olio e sansa umida, mentre la seconda fase divide la sansa dal nocciolino. Il quantitativo di nocciolino derivante dal processo di separazione si aggira attorno al 9-10 per cento del peso delle olive trasformate, tra le 135 e le 200 tonnellate, che diventano combustibile da riutilizzare. L’impianto termico permette inoltre di tagliare le emissioni di anidride carbonica: una politica energetica, quella del frantoio, che mira a ridurre al minimo gli sprechi e a rispettare l’ambiente, migliorando la qualità dell’aria.

«Il nuovo impianto – spiega Laura Turri, titolare del Frantoio assieme ai fratelli Mario, Giovanni e Luisa – ci permette di riutilizzare i sottoprodotti e di trasformarli in combustibile, scaldando l’intera superficie dell’edificio senza inquinare l’aria che respiriamo ogni giorno. Un bel risparmio, soprattutto se si pensa alle emissioni di anidride carbonica, che in questo modo vengono più che dimezzate. Da sempre ci prendiamo cura dell’ambiente e del paesaggio gardesani, contraddistinti dalla presenza di olivi secolari: è per questa ragione che cerchiamo, anche attraverso processi aziendali virtuosi di economia circolare, di proteggerli. Amiamo il nostro territorio, rispettarlo e preservarlo è un atto doveroso».

IL MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI MAI COSI’ GRANDE. A PIACENZA

È partito il conto alla rovescia per la nona edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. Le porte dei padiglioni di Piacenza Expo saranno aperte sabato 23 e domenica 24 novembre dalle 11.00 alle 19.00 e, novità di quest’anno, anche lunedì 25 dalle 10.00 alle 16.00. Per agevolare l’ingresso, le casse apriranno un’ora prima. Piacenza Expo, partner della manifestazione, si conferma il luogo ideale per la strategica posizione geografica e per la tipologia di struttura e di organizzazione fieristica, capace di accogliere Vignaioli da tutta Italia e al contempo di mantenere lo spirito del Mercato fatto di incontri e confronti.
Protagonisti del Mercato saranno i Vignaioli Indipendenti, che raggiungono con questa edizione la presenza record di 626 espositori provenienti da ogni regione d’Italia. I Vignaioli Indipendenti sono i rappresentanti di una viticoltura artigianale che vuole farsi custode del territorio e delle tradizioni, che segue l’intera filiera produttiva dalla coltivazione delle vigne fino alla produzione e all’imbottigliamento del vino. 13.000 metri quadri di esposizione per un evento che l’anno scorso ha visto 18.000 ingressi in due giorni. 800 carrelli (erano 500 nel 2018) e 300 trolley a disposizione per gli acquisti. Sarà possibile farsi spedire le bottiglie acquistate direttamente a casa grazie al servizio offerto da I-DIKA. “Questi numeri – commenta la presidente FIVI Matilde Poggi – confermano la rilevanza e la crescita continua negli anni dell’appuntamento più importante per la nostra Federazione, una vera e propria mostra mercato che porta a Piacenza vignaioli da tutta Italia e un numero sempre crescente di visitatori”. Nel padiglione 1 il pubblico potrà confrontarsi direttamente con i Vignaioli che già conosce, scoprirne di nuovi, ascoltare racconti di uomini, territori e sfide, degustare e acquistare i vini. Tra questi anche tre vignaioli indipendenti francesi provenienti dalla Champagne, dal Rodano e dalla regione della Charente. Nel padiglione 2 troveranno invece spazio 17 Artigiani del Cibo che, in una sorta di tour gastronomico, proporranno specialità della tradizione italiana da consumare in loco o da portare a casa. Un ricco programma caratterizzerà il Mercato. Nel corso dei tre giorni sarà possibile partecipare a cinque degustazioni dedicate al rapporto tra uomo e territorio condotte rigorosamente da Vignaioli. Quest’anno esploreranno Sicilia, Toscana, Piemonte, Puglia e Emilia Romagna. Domenica sarà invece il momento della cerimonia di premiazione del Vignaiolo dell’anno. Il riconoscimento, intitolato a Leonildo Pieropan (tra i fondatori della FIVI), andrà a Lorenzo Accomasso, vignaiolo in Piemonte che si è distinto per la sua produzione di Barolo e per l’impegno profuso per il suo territorio. Lunedì mattina verranno consegnate le targhe ai nuovi Punti di Affezione, enoteche e ristoranti promotori del messaggio dei vignaioli indipendenti e che possono quindi esporre il logo FIVI nel loro locale. Per tutte le informazioni e il programma completo : www.mercatodeivini.it

PIOGGIA DI PREMI PER L’ASIAGO DOP

Pioggia di premi per Asiago Dop che, da Caseus Veneti, la rassegna delle eccellenze venete dei formaggi, al World Cheese Awards, la più grande competizione casearia al mondo passando per l’Italian Cheese Awards, il premio assegnato annualmente alle eccellenze casearie prodotte con latte 100 per cento italiano, raccoglie ampi consensi per le sue caratteristiche uniche e inimitabili.

Il legame tra territorio d’origine e formaggio Asiago Dop è l’elemento distintivo della denominazione di origine protetta. Grazie al rigoroso processo produttivo e all’altissima ricerca qualitativa, Asiago Dop esprime una varietà di sapori e profumi che esaltano i fattori naturali e le tecniche di produzione millenarie rendendo ogni forma unica, espressione della personalità del produttore, delle caratteristiche del latte, della stagione di produzione. Una ricchezza che va dall’Asiago Fresco, formaggio giovane dalla breve stagionatura e grande versatilità, all’Asiago Stagionato, con stagionature sempre più lunghe che ogni socio del Consorzio è impegnato ad esaltare attraverso il sapiente lavoro dei propri maestri casari.

In questo scorcio di 2019, la qualità di Asiago Dop ha ottenuto importanti riconoscimenti vincendo l’oscar con l’Asiago Dop Fresco del Caseificio San Rocco per il “miglior formaggio fresco italiano” all’Italian Cheese Awards, premio assegnato annualmente alle eccellenze casearie prodotte con latte 100 per cento italiano e raccolto, nella medesima competizione, la nomination nella categoria semi-stagionati anche per l’Asiago Dop Fresco di oltre i 60 giorni del Caseificio Pennar. Prima di allora, a Caseus Veneti, la rassegna delle eccellenze venete dei formaggi, Asiago Dop si è aggiudicato quattro medaglie d’oro di cui ben due al Caseificio Pennar, una al Caseificio San Rocco e una alla Latteria Sociale Villa. Riconoscimenti anche agli Asiago Dop di Lattebusche, Latteria Sociale di Bolzano Vicentino, Latterie Vicentine, Toniolo Casearia, Società Agricola Marini-Malga Dosso di Sotto, Azienda Agricola Roberto Frigo e Latteria Sociale di Trissino.

A confermare l’ottima qualità raggiunta dalla specialità veneto-trentina, è arrivato anche il successo al World Cheese Awards, la più grande competizione casearia al mondo, con tremila ottocento specialità in gara provenienti da quarantadue paesi che, per la prima volta, si è svolta quest’anno in Italia, a Bergamo. Qui è giunta una tripletta che ha premiato un Asiago Dop Stravecchio del Caseificio San Rocco e due Asiago Dop Fresco di 30 giorni e di 60 giorni rispettivamente del Caseificio Pennar e del Caseificio San Rocco.

INTEGRITA’ PER IL SOAVE

Si chiama Integrità il progetto che il Consorzio del Soave, assieme all’università IUAV di Venezia, e alla World Biodiversity Association, sta portando avanti per la valorizzazione delle vigne tradizionali del Soave come patrimonio agricolo globale GIAHS-FAO. Per parlare del progetto il 25 ottobre alle ore 17, presso il Giardino Musicale Dino Formaggio a Illasi è stato organizzato un convegno volto a sottolineare le implicazioni positive che scelte consapevoli e condivise possono portare a beneficio della viticoltura. A parlarne Paolo Tertulli, sindaco di Illasi, Sandro Gini, presidente del Consorzio Tutela Vini Soave, Stefano Valdegamberi, consigliere Regione Veneto e Floriano Zambon, presidente nazionale Città del Vino. Accanto a loro, per portare le testimonianze delle opportunità in un territorio in forte crescita come quello del Soave, Roberto Soriolo, presidente di Cantina di Soave e Giovanni Verzini, vicepresidente di Cantina di Colognola ai Colli. Non solo opportunità ma anche sfide in un contesto climatico in continuo cambiamento, che ci saranno raccontate da Alberto Andriolo, tecnico agronomo della Collis Veneto Wine Group e Sergio Spada di Coldiretti Verona Questo territorio storicizzato di collina ha avuto negli anni diversi riconoscimenti per la capacità di conservazione della viticoltura tradizionale e della biodiversità in tutta l’area. La sfida adesso è nel portare a valore questi riconoscimenti, creando anche una responsabilizzazione del viticoltore nell’essere parte attiva nella crescita e nello sviluppo territoriale. Per questo nasce Integrità, con lo scopo di testare nuovi strumenti atti a salvaguardare e valorizzare questo patrimonio storico, paesaggistico, culturale e ambientale. Gli obiettivi del progetto sono molteplici, sebbene correlati tra di loro; da un lato lo studio ambientale, con la realizzazione di mappature di alberature e siepi, un approfondimento di analisi statistiche relative all’impiego di varie tipologie di tutori per viti e dei relativi sistemi di allevamento e le relative influenze in chiave paesaggistica. Il tutto per valorizzare la biodiversità non solo specifica (ovvero il numero delle specie che vive in un ambiente) ma anche quella funzionale, che si traduce nel favorire insetti pronubi che sono fondamentali per l’ambiente. Dall’altro lo studio dei manufatti in relazione sia alla conoscenza dei caratteri storici del paesaggio locale ma anche di approfondimento in chiave statistica relativo ai materiali impiegati nei manufatti in chiave agricola.  Il tutto per realizzare una carta della qualità paesaggistica del vigneto da utilizzare nella classificazione e nelle valutazioni qualitative ed economiche dei vini prodotti nel territorio della DOC. In pratica lo scopo è di creare una griglia di valori per la valutazione in fase di liquidazione delle uve, non solo basata su caratteri fisiologici dell’uva, ma anche sulle caratteristiche del vigneto stesso, per incentivare i viticoltori a una maggiore consapevolezza delle proprie azioni. «Quello del Soave si può considerare uno dei Consorzi più dinamici in Italia – spiega Sandro Gini, presidente del Consorzio – I progetti che sta portando avanti guardano al futuro con fiducia e pianificazione di un territorio che riesce a superare piccole e grandi sfide trasformandole in opportunità, segno di forte responsabilità e coscienza del proprio potenziale»

ASOLO PROSECCO, VENDITE IN AUMENTO DEL 23 PER CENTO RISPETTO AL 2018

Ugo Zamperoni

La marcia dell’Asolo Prosecco non si ferma: nei primi nove mesi del 2019 le vendite sono aumentate del 23 per cento rispetto a quelle dell’anno precedente. Nello stesso arco di tempo sono state collocate sul mercato circa 12 milioni di bottiglie, di fatto quasi quanto in tutto il 2018, che aveva chiuso l’anno a quota 12,6 milioni.

«Investire sulla propria identità territoriale – dichiara Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio di Tutela dell’Asolo Prosecco – è la scelta migliore che si possa fare nel mondo del vino. Noi abbiamo investito sull’identità di un Prosecco Superiore che esprima il carattere delle colline di uno dei borghi più belli d’Italia, Asolo, e ora raccogliamo i risultati».

A vendemmia appena conclusa, Zamperoni traccia anche le prime considerazioni sull’annata. «Il risultato dell’investimento fatto dai nostri viticoltori sulla capacità di leggere e interpretare il territorio e gli andamenti stagionali lo si è toccato con mano soprattutto quest’anno. L’avvio della stagione viticola era stato infatti estremamente complicato. Arrivando da un inverno molto secco, il clima è evoluto in una primavera tra le più difficili degli ultimi anni: di fatto, l’estate è esplosa praticamente senza una vera traccia di primavera. Ma è proprio qui che si è rivelata vincente l’esperienza della nostra filiera e dunque, pur nella complessità dell’annata, abbiamo saputo portare in cantina delle uve dotate di caratteristiche addirittura al di sopra dei canoni qualitativi consueti, il che ci fa pensare che possa proseguire la marcia spedita imboccata dall’Asolo Prosecco nel 2019».

Le aspettative sono di una crescita costante. «Abbiamo visto un’accelerazione nei tre mesi estivi –continua Zamperoni – durante i quali abbiamo certificato 4,7 milioni di bottiglie contro la media di 3,5 milioni dei due trimestri precedenti. Pensare che ci era sembrato già un successo senza precedenti aver superato per la prima volta i 3 milioni di bottiglie nel trimestre estivo del 2018. Ovviamente nei numeri siamo lontani dalle altre denominazioni del Prosecco, ma non essendoci motivi per ipotizzare dei rallentamenti da qui alla fine dell’anno, prevediamo comunque di sfondare per la prima volta entro fine 2019 la quota di 15 milioni di bottiglie, che per la nostra viticoltura collinare rappresenta un volume importante e che costituisce anche un chiaro segnale di emancipazione del nostro Asolo Prosecco nell’offerta degli spumanti italiani di pregio. Dai mercati, del resto, ci stanno arrivando segnali di attenzione molto incoraggianti nei confronti della nostra denominazione e della nostra identità collinare e noi a questa ci teniamo tantissimo, perché la consideriamo il nostro vero patrimonio».

E’ CAMPANO IL MIGLIOR PANETTONE ARTIGIANALE DEL MONDO

Il vincitore Alessandro Slama

Arriva dalla Campania il miglior panettone artigianale tradizionale al mondo, ed è quello di Alessandro Slama, – Ischia Pane, Ischia (NA). La giuria di tecnici composta dai maggiori pasticcieri, chef nazionali e internazionali ha decretato il miglior panettone tradizionale artigianale tra 32 finalisti in gara. Mentre una giuria composta da esperti giornalisti, gourmet e accademici della cucina italiana ha scelto quale panettone incoronare con il premio della critica, conferito a un altro campano: Salvatore Gabbiano – Pasticceria Gabbiano, Pompei (NA). E’ una gioia indescrivibile per me aver vinto – dichiara emozionato Alessandro Slama, il vincitore – Questa vittoria è il premio all’impegno, alla passione e ai sacrifici miei e della mia famiglia”. Alessandro Slama, maestro panificatore, nasce ad Ischia, e fin da piccolo apprende l’arte dei lievitati e del lievito madre. La passione per questo mestiere lo spinge a viaggiare, acquistando molte abilità e capacità e diventando tecnico e maestro per alcune scuole e aziende. Allievo del grande maestro Rolando Morandin, partecipa inoltre a molti corsi affiancando importanti maestri, dai quali apprende nuove tecniche e metodologie. Nel 2011 vince il primo premio per il Dolce da forno alla manifestazione Sigep Bread Cup a Rimini. Nel 2004 nasce Ischia Pane, punto storico dell’isola. Nel 2015 apre, sempre a Ischia, un nuovo punto vendita, dove vince sempre la regola del lievito madre ma con un tocco d’innovazione. Il vincitore sbaraglia non solo i compagni di gara di Milano, città che diede i natali a “El pan de Toni”, ma anche i colleghi italiani e internazionali. Alla competizione infatti hanno preso parte professionisti da tutta Italia e anche dall’estero: Tokyo, Sydney e New York. Altrettanto emozionato Salvatore Gabbiano che dichiara: “Vincere il premio della giuria critica, composta da giornalisti e critici enogastronomici esperti e preparati, è un vero onore”. Nel pieno centro di Pompei, la pasticceria Gabbiano offre tutti i dolci della tradizione napoletana. Ma non solo. Salvatore Gabbiano, membro della prestigiosa Accademia dei Maestri Pasticcieri, produce anche ottimi panettoni fatti con burro, lievito naturale e tanto lavoro. E dal suo quartier generale all’ombra del Vesuvio i suoi panettoni hanno conquistato tutta Italia. La tradizione dolciaria partenopea fatta di meraviglie golose e imperdibili incontra, con Salvatore, la grande tecnica dei lievitati. Ne nascono panettoni creativi e unici. La giuria tecnica era composta dai Maestri del Lievito Madre Rolando MorandinAchille Zoia e Claudio Gatti, lo spagnolo Paco Torreblanca, tra i pasticceri più famosi al mondo, Leonardo di Carlo, pasticcere e formatore Internazionale, Matteo Cunsolo, presidente dell’Associazione Panificatori di Confcommercio Milano e Province e segretario Richemont club Italia, chef Davide Oldani del ristorante D’O (Milano), Eduardo Ore, docente, consulente e coordinatore di attività legate ai lievitati all’estero, Giambattista Montanari, pasticcere tecnico e dimostratore per Corman, chef Giancarlo Perbellini due stelle Michelin di Casa Perbellini (Verona), chef Roberto Carcangiu, presidente APCI (Associazione Professionale Cuochi Italiani) e Direttore didattico di Congusto Gourmet Institute. La giuria della critica presieduta dal giornalista Luigi Cremona, uno dei più importanti giornalisti e critici gastronomici, Eleonora Cozzella, giornalista e critico gastronomico, scrive per La Repubblica e Repubblica Sapori collabora con riviste internazionali, Margo Schachter, giornalista de La Cucina Italiana, Vanity Fair e Fine Dining Lovers, insegna alla Food Genius Academy Marisa Fumagalli, giornalista al “Corriere della Sera” dal 1985, Annalisa Cavaleri, giornalista e antopologa del cibo, senior editor di Fine Dining Lovers e responsabile degli Chef a Giallozafferano, Monica Guzzi, vice caposervizio e vice responsabile della redazione di Monza de Il Giorno, Nadia Afragola, giornalista freelance di varie testate di food e copywriter, Rocco Moliterni, giornalista de La Stampa e delle Guida ai Ristoranti dell’Espresso, Francesco Briglia, giornalista e direttore di Italian Gourmet, Federico Lorefice, CEO Congusto Gourmet Institute e Contributor per Italian Gourmet, Daniele Gaudioso, medico oculista, Accademico italiano della Cucina, collaboratore di importanti guide gastronomiche, Ideatore di Panetthon. Soddisfatti dell’andamento del Panettone World Championship ad Host Milano anche i Maestri del Lievito Madre: “Abbiamo organizzato questo contest, non come momento di competizione, ma per avviare un dialogo continuo e costruttivo tra i Maestri del Lievito Madre e i produttori di materie prime, chef, imprenditori, giornalisti, professori universitari ed esperti di marketing e internalizzazione delle imprese sul tema della tutela del panettone nel mondo. Per noi questo è soltanto l‘inizio per avviare un concreto progetto attraverso il quale tutelare il tipico dolce natalizio conosciuto e amato in tutto il mondo”.

Salvatore Gabbiano

MAGNIFICAT METODO CLASSICO DELLE CANTINE GORI

Le Cantine Gori di Nimis (UD) sono orgogliose di presentare la grande novità 2019: lo spumante. Il nome scelto dell’azienda vitivinicola per l’ultimo nato ne racconta l’eccellenza ed esprime al contempo la gioia per il risultato raggiunto dopo anni di studio e lavoro. Magnificat entra a far parte dell’offerta di Cantine Gori da protagonista e solo in versione magnum, con bottiglie modello champagnotta da 1,5 litri che ne rendono l’evoluzione più stabile e protetta e ne esaltano le caratteristiche sensoriali. Un formato perfetto per uno spumante pensato per accompagnare grandi occasioni, rendere speciali momenti conviviali o diventare un dono sempre gradito. La cuvée di Pinot Nero – 60% – e Chardonnay – 40% – uvaggi tipici dei Colli Orientali friulani, esprime al meglio un terroir da sempre votato alla produzione di vino e al quale le Cantine Gori sono profondamente legate. L’eccellenza di Magnificat nasce sul campo e cresce con il metodo di spumantizzazione totalmente artigianale.  Si inizia con la raccolta, che avviene tra gli ultimi giorni di agosto e i primi di settembre e, come per i vini fermi, è eseguita manualmente in cassette da soli 20kg, si procede con la selezione effettuata con soffice diraspatura sul tavolo di cernita, si continua con la fermentazione in vasche d’acciaio e con l’imbottigliamento fino alla sboccatura manuale, dopo una permanenza su lieviti di almeno 24 mesi. Infine, niente zucchero o “liqueur d’expédition”: solo spumante della stessa cuvée per ottenere un Dosaggio Zero dal residuo zuccherino minimo, un gusto secco, elegante e naturale, oggi sempre più apprezzato. Naturale è una delle parole d’ordine di Cantine Gori, che quest’anno, proprio nel 10° anniversario della messa a dimora dei vigneti, ha festeggiato la prima vendemmia certificata biologica e ha potuto celebrarla con le sue prime bollicine! Accanto a Magnificat sfila la collezione di bianchi fermi firmati Cantine Gori: il Friulano, pura espressione del territorio, lo Chardonnay, frutto di un vitigno internazionale che trova qui un habitat adatto, diventando così uno dei più caratteristici vini bianchi della regione; il Sauvignon, anche in questo caso un vitigno internazionale che grazie alle frequenti escursioni termiche giornaliere e al terreno fresco e asciutto esalta le proprie caratteristiche; e infine la Ribolla Gialla, che nasce da un’uva autoctona conosciuta nel 1300 e da allora presente sulla tavola del Doge di Venezia e che in collina trova la sua collocazione ottimale.

POMODORO DOLCE ALLA VANIGLIA BOURBON: NASCE L’ULTIMA ECCELLENZA DI MORGAN

Nasce sotto il sole pugliese e diventa ricetta golosa a Malo, nel vicentino, grazie a Morgan Pasqual: nel Pomodoro Dolce alla vaniglia Bourbon, l’ultimo nato della linea Le Eccellenze di Morgan, c’è tutto il sapore e il colore dell’Italia del Sud, con l’aggiunta di un tocco esotico. Nella nuova ricetta de La Giardiniera di Morgan il pomodoro dolce del Gargano incontra il sale di Cervia, l’olio extravergine d’oliva, lo zucchero e la vaniglia Bourbon, che esalta la semplicità del pomodoro. «Quello del sud – spiega Morgan Pasqual, creatore de La Giardiniera di Morgan assieme alla moglie Luciana – è un pomodoro dalla polpa carnosa e dalla predominanza zuccherina. La vaniglia Bourbon del Madagascar regala alla ricetta un sapore morbido, intenso e vellutato. Il Pomodoro è un vero e proprio elogio alla dolcezza, un gioco di equilibrio tra i sapori».

La nuova ricetta sarà presentata durante Milano Golosa, la manifestazione in programma dal 12 al 14 ottobre al Palazzo del Ghiaccio di Milano, e si aggiunge alle altre creazioni de Le Eccellenze di Morgan: il Pinzimonio, il Pinkimonio, la Melanzana di Rotonda Dop e il suo pesto. Ne Le Eccellenze, la ricerca attenta degli ingredienti esplora le specificità più preziose del territorio italiano per reinterpretarle in chiave agrodolce. A Milano Golosa saranno presentati anche i Croccanti Piaceri di Mais, tre ricette appositamente create per il progetto Gli Amici di Morgan: i Tondi, chips di mais da sgranocchiare da sole o farcite; i Dritti, grissini di mais perfetti per accompagnare un calice di vino all’ora dell’aperitivo o per dare un tocco di croccantezza; i Piani, “sfoglie” rettangolari che possono essere la base per un crostone goloso, perfetti anche per creare una lasagna espressa da cuocere in forno. Il Pomodoro Dolce si può assaporare in purezza, con un crostone di grano duro o assieme ai Croccanti Piaceri di Mais. Si può accompagnare anche a latticini freschi, crudi di pesce o per condire spaghetti al dente.