MARZOTTO & SANNA: SANTA MARGHERITA ACQUISISCE CANTINA MESA IN SARDEGNA

Cantina Mesa nel Sulcis Iglesiente

Due famiglie accomunate dalla identica passione per il vino e da una costante tensione all’innovazione: da oggi, la famiglia Marzotto e la famiglia Sanna lavorano insieme per portare con maggior forza nel mondo i prodotti della Sardegna, in particolare i suoi nobili vitigni: Vermentino, Carignano del Sulcis e Cannonau. Oggi infatti Santa Margherita Gruppo Vinicolo acquisisce la quota di maggioranza di Cantina Mesa, a Porto Pino, nel Sulcis Iglesiente, Sardegna occidentale. Cantina Mesa è stata fondata da Gavino Sanna, uno dei maestri della comunicazione moderna, che manterrà una quota importante ed un ruolo di rilievo nella NewCo. Cantina Mesa è una realtà vitivinicola che si regge su circa 70 ettari di vigneto circondati dalla macchia mediterranea ed affacciati su uno dei mari più belli del mondo. Grazie ad una moderna cantina, ed alla grande cura dei suoi vigneti, Cantina Mesa è una delle protagoniste della rinascita e della riscoperta dei grandi vini della Sardegna, con una produzione annua di quasi 750 mila bottiglie ed un fatturato atteso nel 2017 di circa 4 milioni di euro. «Con l’ingresso della famiglia Marzotto, cui ci lega una profonda amicizia, per Cantina Mesa si apre una nuova stagione di crescita – sottolinea Gavino Sanna –. Abbiamo posto le basi per una grande proiezione internazionale dei nostri vini, confermandone l’assoluto valore e portando ulteriori investimenti in questa regione nel cuore del Mediterraneo, assecondandone la vocazione agricola e sostenibile». «Cantina Mesa è un gioiello del nostro Mediterraneo: cercavamo da tempo un’opportunità in Sardegna, terra di grande vocazione, che merita investimenti per uno sviluppo internazionale, per la qualità e autenticità delle sue genti, terre e vini – aggiunge Gaetano Marzotto, Presidente di Santa Margherita Gruppo Vinicolo –. Questa collaborazione va letta come il segno della volontà del nostro Gruppo di completare la sua presenza nelle regioni italiane più vocate alla viticoltura, cercando le realtà più interessanti, dal forte potenziale narrativo, proiettandole in una più vasta dimensione internazionale grazie al nostro radicamento in ben novanta mercati». «Il nostro Gruppo allarga ulteriormente il suo perimetro con la Sardegna e con una presenza in tre vitigni dall’enorme potenziale: il Vermentino, il vino bianco per eccellenza del Mediterraneo, e due autoctoni di indiscusso valore come il Carignano del Sulcis ed il Cannonau. – evidenzia Ettore Nicoletto, Ad di Santa Margherita Gruppo Vinicolo –. Vini che sono perfetti per i winelover di tutto il mondo, specie le nuove generazioni come i millennial, grazie alla loro storia, alla loro autenticità, al legame col loro territorio che rappresenta un unicum che va valorizzato e protetto. Santa Margherita Gruppo Vinicolo metterà a disposizione di Cantina Mesa tutto il suo know how e la sua rete nel mondo, per far conoscere queste eccellenze e svilupparne al meglio le potenzialità».

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ELMO: SCOPERTO UN NUOVO VITIGNO AUTOCTONO IN VALPOLICELLA

Vigneto di bacca rossa

Una nuova varietà a bacca rossa è stata scoperta da Cantina Valpantena Verona in un piccolo vigneto della Valdonega, area collinare che sovrasta il centro cittadino della città scaligera. Un’uva dai grappoli spargoli ed acini scuri, ricchi di polifenoli ed antociani: l’analisi molecolare ha dimostrato che non ha nessuna associazione con varietà finora conosciute. Le è stato quindi dato il nome di Elmo. Il ritrovamento risale ancora al 2009, ma solo in questi giorni si è conclusa l’attività di identificazione. Contemporaneamente il vitigno è stato individuato anche a Valgatara, nel comune di Marano di Valpolicella, nella proprietà del viticoltore Guglielmo Ferrari. L’attività di identificazione è stata affidata da entrambi al CREA (Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia) di Conegliano (TV), che, in collaborazione con l’ex Centro per la Sperimentazione in Vitivinicoltura della Provincia di Verona, ha avviato uno studio di approfondimento sulle caratteristiche viticole ed enologiche. L’analisi molecolare dei due vigneti ha dimostrato che si tratta della stessa cultivar e che questa era diversa da qualsiasi altra varietà conosciuta finora. L’attività di identificazione ha comportato ben sette anni di ricerca e di rilievi sul campo per individuare i principali caratteri fenotipici e produttivi di quest’uva, una sorta di stesura della sua carta di identità, in cui vengono descritti la forma e la dimensione di tronco, tralci, grappolo, acini e foglie. Sono state inoltre realizzate diverse microvinificazioni, sottoposte a panel di degustazione, per comprovare le caratteristiche qualitative dell’uva, da cui sono emersi sentori di frutta rossa e spezia, che la rendono adatta anche all’appassimento. L’analisi genetica ha dimostrato che non esiste nessun rapporto di parentela con altre varietà coltivate in loco e solo una lontana somiglianza con il vitigno Wilbacher, originario della regione austriaca della Stiria e coltivato in minima parte anche nel trevigiano. Lo studio è avvenuto all’interno di un progetto finanziato dal MiPAAF (denominato RGV-FAO) finalizzato alla raccolta, conservazione, documentazione ed utilizzazione di specie vegetali di grande rilevanza, tra cui la vite. Si è formalmente concluso la scorsa settimana con la scelta concordata da Cantina Valpantena e Guglielmo Ferrari del nome “Elmo” con cui procedere all’iscrizione del vitigno al Registro Nazionale delle Varietà di Vite. “Le viti di Elmo – spiega Stefano Casali, agronomo di Cantina Valpantena Verona – hanno dimostrato un’ottima resistenza ai parassiti. La pianta è molto produttiva, genera grappoli spargoli ed acini scuri, ricchi di polifenoli ed antociani, capaci di donare un colore intenso e vivo al vino. Si sposa benissimo con le più note varietà veronesi utilizzate normalmente nell’uvaggio del Valpolicella”. “La biodiversità – commenta Luigi Turco, presidente di Cantina Valpantena Verona – è da sempre un valore irrinunciabile per la nostra cantina cooperativa, che ogni anno investe molte risorse per la preservazione e il miglioramento del territorio che viene coltivato. Tra le varie attività di tutela che la Cantina intraprende c’è l’identificazione di vitigni rari e autoctoni che vengono riscoperti negli oltre 750 ettari coltivati dai soci conferitori”. L’iscrizione di Elmo al RNVV e la successiva classificazione in ambito Regionale ne permetterà la possibilità di coltivazione e diffusione. Appena l’iter di iscrizione sarà concluso, l’intenzione di Cantina Valpantena è di riprodurre il vitigno per ricavarne un vigneto sperimentale. La valorizzazione di questo vitigno permetterà di dare un importante contributo alla diversificazione della piattaforma ampelografica e tipicizzare alcune produzioni enologiche dell’areale viticolo veronese.