ALPE ADRIA COOKING SHOW: LA GUIDA VA IN TV (12 PUNTATE)

14441132_10209607299971851_1296071412943877191_nDal 22 settembre a dicembre, in onda la prima edizione della trasmissione televisiva ALPE ADRIA COOKING SHOW, ideata e condotta da Maurizio Potocnik e prodotta da Club Magnar Ben Editore con la collaborazione dei brands Saecularis e Eat’s. La trasmissione ripercorrerà in 12 puntate il meglio in fatto di cucina, vini e prodotti dell’Alpe Adria, la macroregione che comprende 4 nazioni (Italia, Austria, Slovenia e Croazia). Alpe Adria Cooking Show, un programma suddiviso in 3 rubriche: “show cooking” itineranti con i grandi chef, “wine tasting” con degustazione sensoriale dei migliori vini e la rubrica “la spesa giusta” per affondare consigli su prodotti di qualità della macroregione; non mancheranno interviste a produttori, vignaioli e giornalisti collaboratori di Club Magnar Ben. A condurre la trasmissione Maurizio Potocnik enogastronomo e editore esperto della macroregione che dice “amo questo territorio unico al mondo dove si fondono curiosi e sorprendenti le culture della Serenissima Repubblica di Venezia con la Mitteleuropa ed i Balcani in una ikebana di gusti, profumi e sapori che non ha eguali-volevo ancora una volta dare voce a questo territorio, non solo con le guide enogastronomiche, i libri, gli eventi, ma anche con la televisione per comunicare a 360° il valore dell’Alpe Adria”.
Compagni di viaggio di Maurizio Potocnik che accompagnerà i telespettatori nelle le migliori cucine per carpire segreti e tecniche, saranno Wladimiro Gobbo, esperto Sommelier e selezionatore da 3 anni dei migliori vini per la guida Magnar Ben Best of Alpe Adria e Tino Vettorello official chef della Mostra del Cinema di Venezia e delle Olimpiadi di Sochi, al quale è affidata la rubrica “la spesa giusta” tra selezioni di prodotti e consigli pratici sul loro migliore utilizzo. Alpe Adria Cooking Show andrà in onda da settembre a dicembre ogni giovedì sera alle ore 21.20 in prima serata tv e in replica tutte le domeniche alle ore 13 sulla rete televisiva TV7-canale 12 per il Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia orientale, Trentino Alto Adige (per l’Emilia-Romagna e Lazio canale 98) e divulgata in seguito nei social network ufficiali di Club Magnar Ben (facebook/club Magnar Ben Alpe Adria- youtube -Maurizio Potocnik BEST GOURMET). Il format televisivo Alpe Adria Cooking Show, girato nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2016 è sostenuto da 2 partner ufficiali: Collezione Saecularis (tavoli in legno antico del Gruppo BMS di Vicenza) e Eat’s Conegliano Store & Bistrò ed è tratto dalla guida Magnar Ben Best of Alpe Adria che, per l’anno 2017, cambierà denominazione in BEST GOURMET – i migliori ristoranti, vini e prodotti dell’Alpe Adria By Club Magnar Ben Editore.

Giusta cantina per Vladimiro Longo e Maurizio Potocnik

Giusta cantina per Wladimiro Longo e Maurizio Potocnik

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UN BRUNELLO MIGLIOR VINO D’ITALIA. UN SOLO VENETO FRA I 50: COLLI EUGANEI PASSITO

Il Comitatto Internazionale del BWA (Photo Canio Romanello / Ollycom)

Il Comitato Internazionale del TWS BIWA (Photo Canio Romanello / Olycom)

Un solo vino Veneto fra i migliori 50 vini d’Italia, secondo la giuria internazionale del TWS BIWA – The Winesider Best Italian Wine Awards (sito: http://www.biwawards.it): il Colli Euganei Passito Cuore di Donna Daria dell’Azienda Agricola Conte Emo Capodilista, classificato al 39° posto. Nemmeno un Amarone, un Soave. A differenza della Toscana che ne piazza ben due fra i primi tre. Il vincitore è infatti il Brunello di Montalcino Cerretalto 2010 dell’azienda Casanova di Neri, al secondo posto il Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2014 delle Cantine Marisa Cuomo in provincia di Salerno, quindi Campania, mentre al terzo posto ecco il Bolgheri Sassicaia 2013 della Tenuta San Guido. Il primo del Triveneto è il Venezia Julia Bianco Kaplja 2012 dell’azienda Damijan Podversic ben posizionato al  7° posto. Per il resto fra i primi 50 ci sono 9 vini fra Friuli e Alto Adige. La classifica è stata presentata ieri a Milano al Centro Congressi Fondazione Cariplo.  Nata da un’idea di Luca Gardini che quest’anno, grazie alla main partnership con l’innovativa piattaforma per la gestione della cantina dei ristoranti di qualità The Winesider, start up creata da Gianni Miscioscia e dal figlio Giacomo, è diventata TWS BIWA. L’accordo è stato suggellato dalla creazione di un nuovo logo che fonde insieme i calici tricolore del BIWA e il cavatappi di The Winesider, ideato da Independent Ideas di Lapo Elkann. Modernità e tecnologia in supporto alla qualità, garantita da un’attenta selezione delle referenze che raccontano le migliori realtà italiane nel mondo del vino, sono questi i valori che accomunano Best Italian Wine Awards e The Winesider – servizio innovativo per la gestione della cantina e l’approvvigionamento del vino dei migliori ristoranti italiani – che da oggi si fondono insieme per dare voce a livello nazionale e internazionale a chi il vino lo fa, con passione e dedizione. Nelle scorse settimane si sono svolte al Four Seasons di Milano le degustazioni alla cieca del comitato internazionale per la creazione della nuova classifica dei 50 migliori vini d’Italia. Per l’edizione 2016 la giuria del TWS BIWA si è ampliata e arricchita grazie all’ingresso di quattro nuovi giudici: Luciano Ferraro, Kenichi Ohashi, Amaya Cervera e Marco Tonelli affiancano infatti il team composto da Tim Atkin, Christy Canterbury, Daniele Cernilli, Antonio Paolini e Pier Bergonzi, oltre ovviamente a Luca Gardini e Andrea Grignaffini, ideatori della classifica. Luciano Ferraro, capo redattore del Corriere della Sera e firma della rubrica Corriere DiVini, è autore insieme a Luca Gardini della Guida “Vignaioli e Vini d’Italia” giunta alla sua terza edizione. Kenichi Ohashi è l’unico Master of Wine giapponese, esperto del mondo del vino ma anche maestro della degustazione del sake, nominato Sake Expert Assessor e Master Of Sake. Amaya Cervera, fondatrice del sito internet spanishwinelover.com è una wine journalist con un’esperienza di oltre 15 anni, fa base a Madrid e scrive per diverse riviste di settore come The World Of Fine Wine e Spain Gourmetour.  Marco Tonelli, giornalista bolognese, da molti anni collabora con prestigiose riviste di enogastronomia e con le guide di settore, è membro del comitato di degustazione della Gazzetta dello Sport e ha collaborato con il Corriere della Sera per la stesura del libro “Vignaioli e Vini d’Italia” nel 2013 e nel 2014. “Sono tante le novità dell’edizione 2016 di TWS BIWA – dichiara Luca Gardini – Non parlo solo della partnership e dell’arrivo nel comitato tecnico internazionale di nuovi giudici ma anche, e soprattutto, dell’entrata in classifica per la prima volta di tante etichette provenienti da diverse regioni d’Italia. Ci sono molte realtà che confermano la loro presenza, a dimostrazione dell’importanza e del valore che hanno la costanza produttiva e la garanzia di un livello qualitativo alto del prodotto. Ma ci sono anche tanti nuovi ingressi e questo mette in luce ancora una volta le grandi potenzialità del nostro Paese, dimostra che le aziende stanno crescendo su tutto il territorio. La competizione si fa sempre più dura ed è un piacere per noi premiare gli sforzi dei produttori.”

La premiazione di Conte Emo Capodilista (Photo Canio Romanello / Olycom)

La premiazione di Conte Emo Capodilista (Photo Canio Romanello / Olycom)

UN BIANCO INSOLITO, TARGATO MORESCO

incontro-3-768x514La realtà va oltre l’immaginazione quando a forgiarla è l’incontro di fantasia, volontà ed esperienza. È questo il caso di IncontroInsolito, frutto di una duplice congiunzione. Quella di Roberta Moresco, sommelier ed enotecaria di Marostica (Vicenza) con Roberto Cipresso, enologo di fama mondiale, originaio di Bassano del Grappa e attivo tra Montalcino e l’Argentina. E quella tra l’uva Vespaiola, varietà autoctona coltivata da Innocente Dalla Valle in Veneto, a Breganze e la Malvasia Bianca, prodotta in Toscana nell’azienda Le Torri.
“Da anni – spiega Roberta Moresco – mi chiedevo come avrebbe potuto essere la mia Vespaiola se avesse avuto i profumi di un’uva aromatica come la Malvasia. Immaginavo un vino che unisse l’acidità e la rusticità dell’una con la suadenza e il calore mediterraneo dell’altra. L’unione di due territori lontani, ma anche di due sensibilità, di due modi di intendere il vino che sentivo entrambi miei. Immaginavo, ma non lo trovavo: così ho deciso di farmelo”. Roberta ha già all’attivo altri due vini: Cuvée spumante dry, frutto dell’unione di Chardonnay e Glera; e AzzardoRosso, incontro di Pinot Nero prodotto da Maculan a Breganze e Corvina coltivata e vinificata da Speri in Valpolicella. Per coronare questo nuovo sogno ha coinvolto l’amico Roberto Cipresso, non nuovo a vini frutto di incontri tra varietà prodotti in territori diversi, come Pigreco e La Quadratura. Insieme hanno selezionato i vini della vendemmia 2015 e curato il taglio, a cui è seguita una sosta prima in vasche di acciaio e poi in bottiglia.  IncontroInsolito ha trovato il suo punto di equilibrio con il 55% Malvasia bianca lunga e il 45% Vespaiola. Ne è risultato un vino complesso, ma di grande bevibilità. Dal colore brillante di un intenso giallo paglierino con riflessi dorati, spiccano le note di frutta tropicale croccante come l’ananas e l’avocado e quelle agrumate di pompelmo e bergamotto. Sentori di fiori bianchi, di acacia e biancospino. Colpisce l’avvolgente mineralità che ricorda la pietra focaia. Al primo assaggio risulta caldo, fresco e sapido, con una buona persistenza. Sul finale un ritorno ammandorlato.  “Nell’IncontroInsolito – spiega Roberta Moresco – c’è molto della mia visione del vino e probabilmente della vita- Ritrovo le ali per volare e le radici per tornare a casa. La voltontà di sperimentare e scoprire nuove sensazioni insieme alla sicurezza di avere una terra d’origine, un riferimento permanente su cui fare affidamento”. IncontroInsolito si accompagna ad antipasti di pesce, bacalà alla vicentina, formaggi freschi e primi piatti con verdure. Il prezzo di vendita in enoteca è di 9,20 euro. Info: www.robertamoresco.com

AIS VENETO CORONA GLI AMBASCIATORI DEL SOAVE

foto palazzo della gran guardia verona

È di nuovo tempo di Soave Master, concorso a tema organizzato da Ais Veneto in cui i giovani sommelier si contenderanno il titolo di ambasciatori della denominazione in giro per l’Italia. Anche l’edizione 2016 si svolgerà in occasione di Soave Versus, manifestazione organizzata dal Consorzio di Tutela del Soave. Si terrà al Palazzo della Gran Guardi di Verona i giorni 3, 4 e 5 settembre 2016. Una cornice perfetta, tutta dedicata al vino bianco simbolo del territorio. Per tre giorni il pubblico e gli addetti ai lavori potranno degustare, scoprire e conoscere oltre 200 interpretazioni di questo “vulcanic wine” grazie anche alla presenza dei sommelier del Veneto, che avranno il compito di condurre i presenti alla scoperta delle tante declinazioni di questo vino conosciuto oramai in tutto il mondo. Sarà in questo esclusivo contesto che il Master coronerà il nuovo Ambasciatore del Soave.

Gli 11 contendenti provenienti da tutta Italia parteciperanno, nella giornata di domenica 4 settembre, ad una full immersion formativa; nella mattina di lunedì 5 settembre dovranno invece confrontarsi con le prove scritte mentre, nel pomeriggio, si svolgerà l’emozionante finale aperta al pubblico.

“Ognuno dei partecipanti – racconta Marco Aldegheri, presidente Ais Veneto – dovrà dimostrare alla commissione esaminatrice la propria preparazione su questo autoctono che nasce in terra vulcanica, analizzandone l’importanza in termini produttivi, di qualità e di storicità. Per valutarli li sottoporremo a una serie di prove molto impegnative: degustazione e accoglienza, servizio e abbinamento, analisi di una carta dei vini e una prova di comunicazione. Fondamentale, per conquistare il titolo di Soave Master, sarà infatti la capacità di raccontare tutta la tipicità di questo vino e del suo territorio”.

Il concorso si svolgerà con la regia della Scuola Nazionale Concorsi Ais, come spiega il responsabile concorsi, Cristiano Cini: “Il Master è un’occasione importante, sia per i partecipanti sia per dare visibilità ad un territorio con caratteristiche uniche. Il concorso è il momento in cui, attraverso i sommelier che giungeranno da tutta Italia, sarà raccontato non solo il Soave ma tutto il Veneto enologico, valorizzandone la tipicità, la qualità e la cultura”.

Lunedì 5 settembre sarà così proclamato ufficialmente il Soave Master 2016 che, per un intero anno, avrà il privilegio di rappresentare questo grande vino.