LA CHEF DEL SEGNAVENTO IN SEMIFINALE A CUOCHI D’ITALIA

Patrizia Delponte

Patrizia Delponte chef veneziana presso Al Segnavento di Zelarino in comune di Venezia, protagonista delle ultime puntate della trasmissione televisiva Cuochi d’Italia condotta da Alessandro Borghese per aver eliminato tre cuochi rappresentanti le regioni Liguria, Emilia-Romagna e Marche si è classificata per la semifinale del programma. Rappresentando le eccellenze dei prodotti e della tradizione della cucina veneta, nonché della propria azienda, dopo 8 edizioni è riuscita a portare il Veneto nella fase finale del programma televisivo e giovedì 28 febbraio (ore 19.30) la vedremo all’opera ai fornelli per guadagnarsi la finale. Pattychef ha conquistato il pubblico ed i giudici con la sua simpatia e con un utilizzo sempre azzeccato delle materie prime proposte o che le sono state sottoposte, risultando l’unica concorrente dell’ottava edizione ad aver ricevuto più di un 10 come votazione, guadagnando complessivamente dei voti altissimi. Patrizia, conduce l’azienda agricola di famiglia proponendo Al Segnavento in via Gatta a Zelarino la conoscenza di prodotti regionali senza dimenticare la contemporaneità della cucina. “Cuochi d’Italia” è arrivata alla sua VIII edizione. Viene seguita da oltre 500.000 telespettatori di media e vede 20 cuochi provenienti da tutte le regioni d’Italia sfidarsi preparando piatti della propria tradizione culinaria. Alessandro Borghese è assistito nella conduzione dagli chef stellati Gennaro Esposito e Cristiano Tomei che

assaggiando le pietanze esprimono il loro gradimento ai piatti giudicando l’operato dei cuochi.
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PASSIONE VENETA TRE GIORNI A VICENZA CON LE ECCELLENZE REGIONALI

Venerdì 2 marzo fino a domenica 3 apre i battenti nel Foro Boario di VicenzaPassione Veneta“, organizzata da Guru del Gusto, ovvero quelli di Formaggio in Villa (dal 25 al 28 aprile a villa Farsetti a Santa Maria di Sala, VE), alias Alberto Marcomini, Luca Olivan e Novella Gioga più un contorno di bravissimi organizzatori. A Vicenza dunque saranno tre giorni all’insegna dei formaggi veneti uisati un cucina abbinati alle varie eccellenze venete di cui è ricca la nostra regione. Non mancheranno le le birre artigianali e l’enoteca con vini topo del Veneto, domenica ci sarà anche la mostra regionale dei bovini, ma non solo perché ci saranno pure razze equine, ovicaprine e camelidi. Per quanto riguarda l’enoteca, serviti da sommelier i migliori vini della regione: Amarone, Soave, Prosecco Superiore DOCG, Rossi dei Colli Berici e dei Colli Euganei. E sabato 2 marzo dalle 20 alle 24 Dj e animazione, ovvero Passione Veneta in musica. Non mancano i laboratori didattici per bambini, ragazzi e famiglie.

LO ZAFFERANO DEL PALÙ, NEL PADOVANO

Coltivare una delle spezie più preziose e antiche nella pianura veneta? Secondo Federico Zanon, giovane agricoltore, si tratta di una missione possibile.

Lo Zafferano del Palù deve la sua denominazione alla zona di coltivazione, anticamente paludosa, nel comune di Piombino Dese, nel Padovano. Un terreno difficile, che necessita di mille cure e attenzioni ma regala un prodotto finale di alta qualità. E, cosa non da poco, del tutto italiano.

I primi esperimenti partirono nel 2015, con la valutazione in vaso delle diverse “cultivar” disponibili, per poi spostarsi in campo aperto nella stagione successiva. É il primo passo di un progetto pluriennale, nato con obiettivi precisi. «Il nostro approccio – spiega Zanon – è quello tipico di un piccolo produttore e per questo si basa su concetti semplici. Soprattutto la qualità, in tutte le fasi della lavorazione, che è totalmente artigianale. Il prodotto finito è, poi, sempre proposto nella forma di pistillo essiccato, la più pura. Questo ci permette di evitare contraffazioni, piuttosto frequenti quando parliamo invece di polveri e preparati a basso costo».

L’oro rosso (questo è il colore del pistillo, che regala la nota tonalità dorata al risotto alla milanese) prodotto nel Palù necessita di una lavorazione molto più accurata rispetto ai paesi di origine. «I crochi, o bulbi, soffrono molto il ristagno d’acqua e terreni poco traspiranti – continua Zanon – questa è la maggiore difficoltà per coltivare nel nostro territorio. L’esperienza e molta manualità ci permettono di mitigare i lati negativi ottenendo un prodotto certificato di Prima Categoria».

L’approccio meticoloso dell’azienda agricola Zanon emerge quando si vanno a toccare con mano i prodotti della lavorazione. Il classico pistillo essiccato è solo il primo: ci sono confetture, un miele profumatissimo e un liquore di colore, manco a dirlo, giallo dorato. Tutto ideato e sviluppato dall’uomo. «L’uso dello zafferano che tutti conoscono – spiega ancora Zanon – è una minima parte del potenziale di questa spezia. Le proprietà aromatiche del pistillo si sposano bene con le confetture che produciamo in casa, ottimo abbinamento ai formaggi, o con il miele che abbiamo creato. L’ultimo arrivato è un liquore allo zafferano, decisamente interessante, tanto che alcuni locali della zona sono già al lavoro su cocktail specifici. L’obiettivo per il 2019, con una produzione che seppur limitata è stabile, è aggiungere altri articoli alla gamma. Non è semplice, vista la particolarità della spezia, ma lavoriamo in modo costante assieme ai colleghi del territorio per trovare nuovi abbinamenti».

Una filiera corta, anzi cortissima, per valorizzare al meglio un prodotto antico ma che vale oro.

 

CONCORDIA SAGITTARIA: HOSTARIA FANIO VINCE CONCORSO RENGA D’ORO 2019

Hostaria Fanio ha vinto l’edizione numero 24 del concorso Renga d’oro 2019, tenutasi al ristorante Al Confin di Concordia Sagittaria e voluto dalla Pro Loco locale. Sei i locali del comune in gara e la giuria d’esperti ha premiato il piatto preparato da Massimiliano Moro, Cannolo d’arringa. Alle sue spalle si sono piazzati Mario Missese di Sacco&Vanzetti e Michela Di Donè de Al Confin. Nelle prossime settimane questo terzetto parteciperà al concorso Renga e baccalà in programma a Pordenone. Durante la serata sono stati assegnati altri due riconoscimenti. Il milgior abbinamento con il vino è andato a La mia renga del The Banacher, preparato da Loris Segatto, mentre il miglior impiattamento è andato a I vecchi valori di un tempo sempre della Di Donè. Gli altri ristoranti in gara erano El Calieron e Altamarea. I ristoranti in lizza sono stati giudicati dal presidente, sommelier ed enogastronomo Luciano Favro, lo chef e sommelier Vincenzo Morutto, giornalista enogastronomo e blogger Francesco Lazzarini; sommelier professionista e analista sensoriale Enrico Conchione, il sommelier Carlo de Bortoli e il Gran Maestro della Confraternita Dea Renga Enrico Santinelli.

CONCORDIA SAGITTARIA: CONCORSO RENGA D’ORO

Aringhe marinate

Prima del 6 marzo 2019, mercoledì delle Ceneri, che a Concordia Sagittaria significa grande Festa dea Renga, ecco che per la ventiquattresima tornata, giovedì 21 febbraio, avviene il Concorso Renga d’Oro, al quale partecipano i cuochi  di sei ristoranti di Concordia: The Banacher, Sacco & Vanzetti, Hostaria da Fanio, Al Confin, Alta Marea, Al Calieron. I ristoranti in lizza saranno giudicati dalla seguente giuria: Luciano Favro, sommelier ed enogastronomo, presidente;  Vincenzo Morutto, chef e sommelier; Francesco Lazzarini, giornalista enogastronomo e blogger; Enrico Conchione, sommelier professionista e analista sensoriale; Carlo De Bortoli, sommelier; Enrico Santinelli Gran Maestro della Confraternita Dea Renga.

CASA PALADIN: UNIVERSITA’ DEL VINO E SOLIDARIETA’

La famiglia Paladin

Università del vino è un evento esclusivo di Casa Paladin, rivolto sia ad appassionati che a professionisti del settore enogastronomico. Nasce come occasione di crescita professionale e individuale per arricchire il proprio bagaglio di conoscenza approfondendo, insieme a docenti ed esperti del settore, curiosità e nozioni inerenti ai diversi aspetti dell’enogastronomia.  All’interno delle varie serate verranno presentate le novità di Casa Paladin, sia in termini di prodotto sia riguardo le innovative tecniche di produzione. Il primo incontro di quest’anno di terrà martedì 19 febbraio 2019 presso la Villa di Casa Paladin ad Annone Veneto dal tema; Baccalà a Venezia una grande storia d’amore.  Cucinerà per noi lo chef Franco Favaretto del ristorante Baccalàdivino di Mestre, indiscusso Maestro nonché Savio di Bocca della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato. Al nobile pesce saranno abbinati tre prestigiosi vini di Casa Paladin; Ribolla Gialla – Bosco del Merlo (new entry all’interno della gamma di vini Bosco del Merlo la quale presenta una già forte e importante personalità. Punta a distinguersi all’interno delle diverse interpretazioni del ribolla grazie al suo gusto morbido, avvolgente ed equilibrato con una decisa componente minerale accompagnata da buona sapidità e ottima persistenza); Pinot Grigio Rosè – Bosco del Merlo (anche in questo caso parliamo di una novità che viene presentata con un particolare orgoglio da parte dell’azienda. Un vino raffinato ed elegante, in bocca risulta asciutto un’ottima sapidità per un equilibrio davvero invidiabile); Franciacorta Extra Brut Lucrezia Etichetta Nera 2004– Castello Bonomi – Tenute in Franciacorta (Il fiore all’occhiello dei Franciacorta Castello Bonomi, pluripremiato dalle più importanti guide italiane e internazionali, Oscar del Vino 2014 come Miglior Spumante Italiano, 3 Bicchieri Gambero Rosso, 5 Grappoli Bibenda, 4 Viti guida AIS Vitae. Una riserva con 160 mesi di affinamento sui lieviti, una grande eleganza gustativa con decisa personalità e precisa espressione del terroir). Il menu della serata: ore 20.15 apertivo di benvenuto con Carpaccio di Baccalà dissalato su letto di Misticanza e Mirepoix di Verdure con olive taggiasche abbinato alla Ribolla Gialla; Tris di Mantecati – composto da Stoccafisso Mantecato all’Olio di Oliva, Baccalà fresco Norvegese mantecato con verdurine, Stoccafisso alle Erbe Mantecato alla vecchia maniera veneziana con sedano prezzemolo e profumo di aglio abbinato al Pinot Grigio Rosè; Risotto di Baccalà e verdure invernali abbinato al Franciacorta Lucrezia Etichetta Nera 2004; delizie di carnevale accompagnate dal raffinato verduzzo Soandre Bosco del Merlo. Costo a persona 39 euro. Info e prenotazioni: tel. 0422 768167 – Email tour@casapaladin.it.

SOLIDARIETA’

All’interno di questo evento sarà presentato un importante progetto che Casa Paladin ha deciso di iniziare, con impegno e molta dedizione alla causa. Con i propri prodotti Bosco del Merlo Pinot Grigio RosèRosè Brut spumante, la cantina sosterrà il progetto Nastro Rosa di LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i tumori); parte del ricavato ottenuto dalla vendita di questi due prodotti verrà devoluto a sostegno dei progetti di riabilitazione e prevenzione gestiti dall’associazione no profit per contribuire alla raccolta fondi necessaria per la sopravvivenza di queste indispensabili realtà presenti nel territorio. Bosco del Merlo sarà inoltre main sponsor alla 3° edizione del Trofeo Nazionale del Dragon Boat. Si tratta di una manifestazione a carattere nazionale, che si disputerà lungo le acque del Sile, rivolta alle squadre di donne operate di tumore al seno della LILT che attuano la disciplina del Dragon Boat. L’obiettivo di questa collaborazione deriva da forte un desiderio aziendale che punta ad accrescere il più largo progetto di viticoltura sostenibile il quale incorpora anche l’importanza della vita all’interno dell’ampio ecosistema di produzione.

 

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OLTRE L’ESODO, ITALIANI D’ISTRIA E DALMAZIA IERI E OGGI. AL PERCHÉ DI RONCADE (TREVISO) L’OCCASIONE PER PROVARE ANCHE LA CUCINA TRADIZIONALE

Gulasch triestino con kipfel

 

Il Giorno del Ricordo diventa anche il giorno per provare la cucina tradizionale istriana, legata alla storia dell’Italia. Al ristorante Perché di Roncade (Treviso) ha proposto un pomeriggio per non dimenticare e per guardare al futuro. L’esodo dei 350 mila giuliano-dalmati, la tragedia delle foibe, la memoria negata per oltre mezzo secolo…

Un incontro con i protagonisti di ieri e di oggi. Si intitola “Giorno del Ricordo: sulla strada dell’esodo… e oltre” allo scopo di approfondire quei fatti – che sono una ferita aperta nel cuore degli esuli ancora in vita – e di allargare l’orizzonte alla realtà dei cosiddetti “rimasti”: gli italiani che ancora vivono soprattutto in Istria e a Fiume, ma anche in Dalmazia e che oggi sono riuniti una vivace comunità culturale.

Il giornalista Renato Malaman ha introdotto l’argomento, indagato attraverso gli interventi di testimoni diretti di allora – come Italia Giacca, esule di Stridone d’Istria e membro del direttivo nazionale dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) – e di esponenti delle nuove generazioni, come Cristina Luxardo, nipote dei Luxardo (nota dinastia imprenditoriale esuli di Zara) e Orietta Marot, ex direttore del quotidiano “La voce del popolo”, organo della comunità italiana di Istria e Dalmazia che si stampa a Fiume.

Con loro anche Giovanni Nardin, nipote di quel Geppino Micheletti, il medico-eroe che dopo la strage di Vergarolla (avvenuta il 18 agosto 1946 e durante la quale perse i due figli di 6 e 8 anni) continuò a operare per tutta la notte all’ospedale di Pola. Nardin ha presentato un’inedita video-intervista alla zia Jolanda, vedova del medico, che ha rotto il silenzio su quel terribile lutto solo pochi anni fa in età molto avanzata.

Invece il musicista toscano Sergio Balestracci ha accompagnato le immagini con una sonata dedicata alle vittime della strage. Il pomeriggio è stato anche l’occasione per presentare il documentario “Il Veneto in Istria – Grisignana e dintorni” realizzato da Venice Film. Ospite a sorpresa l’attrice padovana Monica Garavello, protagonista del film “Red Land – Rosso Istria”, andato in onda venerdì 8 febbraio in prima serata su RaiTre e incentrato sulla vicenda tragica di Norma Cossetto. Una cena tradizionale istriana, curata dall’esperta di cucine del mondo Annamaria Pellegrino, volto noto della trasmissione di RaiTre “Geo”, e realizzata a quattro mani con Luca Boldrin cuoco del “Perché”. Così sono stati serviti, come antipasto, il Prosciutto crudo istriano, ombolo, pecorino e olive di Pago, cetriolini, oltre a delle Uova strapazzate con il tartufo e del Fritto misto istriano. Si è proseguito con la Jota, la classica minestra di crauti, fagioli e patate, e il Gulash triestino con kipfel (delle patate). Chiusura con l’immancabile dolce: la Putizza, tipico delle zone del Carso, tra Gorizia e Trieste ma anche Slovenia.

I vini istriani, invece, erano dell’azienda Ravalico di Villanova – Nova Vas (Croazia), presentati dallo stesso produttore.

RISTORANTE VALBRUNA DI LIMENA (PADOVA): UNA CUCINA DUE ANIME

A due passi da Padova Ovest, da prima di Natale 2018, è aperta una nuova realtà della ristorazione. Un ambiente giovane, adatto agli amanti dei cocktail ma pure della buona cucina, con il giovane chef Davide Tangari. Si chiama Valbruna, ci troviamo a Limena, in via Del Santo 2/A, e coniuga due situazioni: il ristorante e il bistrot, per un totale di 350 metri quadrati. Nel primo caso, il cliente può sbizzarrirsi à la carte, con una cucina in chiave contemporanea, nel secondo, proposte di piatti unici dal mondo. Ideale per incontri tra amici ma anche serate in coppia, con un menu sempre vario e proposte diverse tra il pranzo e la cena.

Tangari si porta a Limena l’esperienza accumulata alla corte di ristoranti stellati e chef importanti Antonino Cannavacciuolo, Enrico “Chicco” Cerea e Giuseppe D’Aquino. «Nei miei piatti – spiega Tangari – mi piace accostare l’opulenza del gusto delle mie radici accanto alla precisione e al rigore che ho imparato in pasticceria». I drink Valbruna fondono tecniche di cucina e mixology, e sono serviti da soli o insieme a proposte culinarie dello chef. Per renderli più fruibili, ecco l’abilità e l’importanza di moderare il tenore alcolico nei cocktail, introducendo quindi l’utilizzo di “spezie liquide”, estratti e infusi plasmati sulla composizione del piatto, per la perfetta riuscita dell’esperienza gustativa.

Prezzi accessibili a tutte le tasche, trale proposte, Lumache che passione, con una crema di Mais Marano, aglio orsino, pane croccante oppure il Foie gras d’anatra con noci brasiliane, ananas, cocco e Cachaça. Si può continuare con la Crema di cipolla con chips di baccalà, gelatina di verjus al Calvados o il Risotto rosso alla barbabietola, il nostro kefir, funghi Trombette nere ma anche i Ravioli farciti con gallina padovana, pinoli, crema di mais e Mexcal. Tra i secondi, la Girella di pesca spatola con nocciole e anice, crema di mandorle, kumquat, peperoni friggitelli può essere una buona soluzione ma anche il Capocollo di maiale brado con salsa di ostriche, riduzione di Birra Guinness e Bourbon, polvere di lamponi e cuori di carciofo.

La cantina è in continuo divenire; ci sono circa 170 le referenze dalla carta vini di cui un centinaio italiane e il resto proveniente da Francia, Austria, Germania, Spagna e Nuova Zelanda.

LA ROSA DELL’ISONZO PROTAGONISTA ALLA TAVERNETTA DI CAPRIVA DEL FRIULI

Un risotto con la Rosa dell’Isonzo

La Rosa dell’Isonzo sarà protagonista il 12 febbraio della serata di presentazione e degustazione con cui la Tavernetta al Castello di Capriva del Friuli inaugurerà la sua stagione di eventi 2019. Ospite del ristorante gourmet annesso al Castello di Spessa Resort sarà il noto chef Roberto Franzin, che – con lo chef del ristorante Antonino Venica e la sua brigata – elaborerà un raffinato menu a quattro mani a base di questo speciale e prelibato radicchio in abbinamento ai vini del Castello di Spessa. Dall’antipasto con la Rosa al fumo, battuta di manzo, focaccina di mele Rosa, Canarino e mimosa, acciughe di Grado, al dessert con il Tortino di Ricotta e Radicchio, cremoso all’Amaretto e glassa di Melograno e Grappa del Conte del Castello di Spessa, passando per golosi primi (Agnolotti ripieni di pere cotti nel Vino, Rosa dell’Isonzo e Formadi Frant e Riso al Casanova Pinot Nero Castello di Spessa e Rosa dell’Isonzo) e l’inconsueta Paletta di vitello leggermente affumicata su fondente di Topinambur e Rosa dell’Isonzo al burro di Bottarga e Aglio nero, questo prezioso radicchio verrà esaltato dai due chef, in tutti i suoi sapori, con un sorprendente menu che permetterà ai commensali di apprezzarne l’inconfondibile gusto e la grande versatilità in cucina. La Rosa dell’Isonzo è un radicchio che viene prodotto nell’area che bagna l’Isonzo da Gorizia a Fiumicello e viene coltivato da 23 produttori. La sua nascita ha visto la partecipazione, oltre che dei produttori, dell’Istituto Brignoli di Gradisca d’Isonzo che ha coordinato l’organizzazione e si sta occupando della selezione delle sementi e delle tecniche di coltivazione e di forzatura. Anche l’Ersa è coinvolta con attività di ricerca e sviluppo sulle sementi di radicchio che meglio possono rappresentare un prodotto di qualità. La lavorazione è piuttosto lunga ed è tutta manuale: viene seminato in campo ad agosto e lasciato crescere fino a novembre. Dopo le prime brine il prodotto viene raccolto e portato in “forzatura” ovvero in luogo caldo e buio, in modo da stimolare la crescita della “rosa”. Quando è pronto viene poi pulito e lavato per essere messo in commercio. La Rosa dell’Isonzo ha molte qualità benefiche, contiene poco azoto e rappresenta un ottimo alimento invernale. Lo chef Roberto Franzin è un convinto sostenitore di questo prodotto e ha già realizzato diverse ricette che presto saranno rese pubbliche nel libro “La Rosa dell’Isonzo. Colori e sapori di una squisita storia del Friuli Venezia Giulia”. Info e prenotazioni:  tel. 0481 808228.

IL GIORNO DEL RICORDO AL PERCHE’ CON PIATTI ISTRIANI

Giuliano-Dalmati in partenza da Pola

Per non dimenticare e per guardare al futuro. L’esodo dei 350.000 giuliano dalmati, la tragedia delle foibe, la memoria negata per oltre mezzo secolo… In occasione del “Giorno del Ricordo” il ristorante “Perché” di Roncade (TV) torna sulla grande storia proponendo – dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno dall’incontro sul genocidio armeno con Antonia Arslan – un focus sulle drammatiche vicende del confine orientale d’Italia all’indomani della seconda guerra mondiale. Un incontro con i protagonisti di ieri e di oggi. Si intitola “Giorno del Ricordo: sulla strada dell’esodo… e oltre” ed è in programma sabato 9 febbraio con inizio alle ore 16,30. La volontà è quella di approfondire quei fatti – che sono una ferita aperta nel cuore degli esuli ancora in vita – e di allargare l’orizzonte alla realtà dei cosiddetti “rimasti”: gli italiani che ancora vivono soprattutto in Istria e a Fiume, ma anche in Dalmazia e che oggi sono riuniti una vivace comunità culturale. Il giornalista Renato Malaman introdurrà l’argomento, che sarà indagato attraverso gli interventi di testimoni diretti di allora – come Italia Giacca, esule di Stridone d’Istria e membro del direttivo nazionale dell’ANGDV – e di esponenti delle nuove generazioni, come Cristina Luxardo, nipote dei Luxardo (nota dinastia imprenditoriale esuli di Zara) e Orietta Marot, ex direttore del quotidiano “La voce del popolo”, organo della comunità italiana di Istria e Dalmazia che si stampa a Fiume. Con loro ci sarà Giovanni Nardin, nipote di quel Geppino Micheletti, il medico-eroe che dopo la strage di Vergarolla (avvenuta il 18 agosto 1946 e durante la quale perse i due figli di 6 e 8 anni) continuò ad operare per tutta la notte all’ospedale di Pola. Nardin presenterà un’inedita video-intervista alla zia Jolanda, vedova del medico, che ha rotto il silenzio su quel terribile lutto solo pochi anni fa in età molto avanzata. Il musicista toscano Sergio Balestracci accompagnerà le immagini con una sonata dedicata alle vittime della strage. Sarà anche presentato il documentario “Il Veneto in Istria – Grisignana e dintorni” realizzato da Venice Film. Seguirà una cena tradizionale istriana curata dall’esperta di cucine del mondo Annamaria Pellegrino – volto noto della trasmissione di Rai 3 “Geo” – e realizzata a quattro mani con Luca Boldrin, cuoco del “Perché”. I vini istriani saranno dell’azienda Ravalico di Villanova del Quieto – Nova Vas, presentati dallo stesso produttore. A disposizione dei presenti numerosi libri dedicati all’argomento. Al Perché ci sarà anche l’attrice Monica Garavello, protagonista del film “Red Land – Rosso Istria” in onda venerdì 8 febbraio in prima serata su Rai 3 e incentrato sulla vicenda tragica di Norma Cossetto. Sarà lei l’ospite a sorpresa della serata. La partecipazione all’incontro del pomeriggio è libera. Quella alla cena costa 30 euro. Ecco il menu. Antipasti: prosciutto crudo istriano, “ombolo” (cotoletta di maiale), pecorino e olive di Pago, cetriolini; uova strapazzate con il tartufo; fritto misto istriano; primo piatto: jota; secondo: gulasch triestino con kipfel (crocchette di patate); dessert: putizza. E’ richiesta la prenotazione al tel. 0422 849015 e-mail. info@ristoranteperche.com.

Monica Garavello