A STORIE D’AMORE 8 GRANDI AMARONI DELLA VALPOLICELLA. E CENA

Amarone-della-ValpolicellaPer chi volesse approfondire la propria conoscenza del grande vino nobile del Veneto, l‘Amarone, c’è martedì 3 marzo una grande occasione: una cena con degustazione in cui saranno protagoniste 8  grandi cantine al ristorante Storie d’Amore di San Michele delle Badesse a Borgoricco (PD). Nei bicchieri si potranno gustare gli Amarone di Romano dal Forno, Tommaso Bussola, Casa dei Bepi Viviani, Brigaldara, Bertani, Stefano Accordini e all’apertivo il Valpolicella Biologico di Trabucchi, mentre al dessert ci sarà il Recioto La Rostra Degani. Visti i vini eccezionali ecco il menu creato dallo chef Davide Filipetto: Asiago in carrozza croccante di cime di rapa e acciughe del Cantabrico, cime liquide; Battuta fine di diaframma, leggermente affumicata e marinata all’amarone, conserva di radicchietto di campo, amaranto e sorbetto alla cipolla rossa; Tortellini in farcia di fagioli, cotechino e cren, essenza vegetale; Pappardelle al gulasch di durelli; Brasato di guancia di vitello in crosta di cavolo nero, essenza di vin brulè e salsa carbonara; I formaggi stagionati del Veneto; Sbrisolona alle nocciole e caffè, cremoso alla gianduia e soffice di latte di nocciola. Costo a persona con degustazione dei vini: 120 euro. Info e prenotazioni: tel. 049.9336523 – 347.6719870 – 347.3239690 – 347.2265535.

 

 

 

 

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IL PROSECCO SUPERIORE ALLA CONQUISTA DEL MONDO

ValdobbiadeneConeglianoSarà un 2015 denso di appuntamenti internazionali quello del Conegliano Valdobbiadene Prosecco  Superiore. Con Prowein si apre la stagione delle fiere che porterà il Consorzio di Tutela a rappresentare la denominazione in un tour che toccherà i diversi continenti. Le prime tappe sono già in calendario. Dal 15 al  17 marzo a Düsseldorf, lo stand istituzionale del Conegliano Valdobbiadene sarà in prima fila a ProWein, importantissima fiera europea, con un’area di quasi 200 mq presso il padiglione 15 stand F21. Lo spazio consortile vedrà presenti quest’anno alcuni dei suoi produttori e ospiterà anche un’area di degustazione libera con eccellenze da tutta la denominazione. Saranno così esaltate le sfumature di ogni tipologia e non mancheranno neanche Rive e Cartizze. Ecco l’elenco completo dei produttori presenti: Agostinetto, Bellenda, Borgo Antico, Bortolomiol, Case Bianche, Colesel, Domus Picta, Frassinelli, Furlan, Il Colle, La Farra, La Tordera, La Vigna Di Sarah, San Giuseppe, Sommariva, Spagnol Col Del Sas, Valdo e Zardetto. Dal 22 al 25 marzo il Consorzio si troverà a Verona per Vinitaly, dove proporrà una serie di degustazioni che faranno conoscere le diverse espressioni del Conegliano Valdobbiadene Prosecco  Superiore. Al Padiglione 8,  stand i2-i3-i4 si potrà assistere ad appuntamenti che ne racconteranno ogni fase, seguendo questo vino dalla vigna al bicchiere. Sempre in Germania, Paese di riferimento per l’export del Prosecco Superiore, è in programma un ricco carnet di appuntamenti promozionali, frutto della collaborazione tra il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e il Consorzio del Chianti Classico che lavoreranno fianco a fianco per promuovere il valore e l’identità territoriale delle due denominazioni. Gli eventi creati in sinergia da queste  due eccellenze del panorama viticolo italiano si rivolgeranno a sommelier e operatori della ristorazione con un percorso di attività educative e di informazione. Per i giovani professionisti della ristorazione il giornalista Steffen Maus curerà  4 seminari educativi presso le Scuole di Sommellerie e alberghiere, toccando quattro diverse città tedesche. Per concludere la rassegna delle iniziative oltre-confine del Prosecco Valdobbiadene Superiore, occorre citare la sua presenza a Vinexpo, la prestigiosa fiera di Bordeaux che si terrà a giugno, e a ProWine Cina, che aprirà i battenti a novembre a Shangai. Come si può vedere da questa ricca agenda internazionale, per diffondere la conoscenza della denominazione e, non meno importante, per tutelare il consumatore dalle imitazioni, da anni il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore è impegnato in prima fila. Nel suo progetto di valorizzazione del suo territorio rilevanza particolare è data, infatti,  anche alla partecipazione a fiere ed eventi e all’organizzazione di seminari, anche all’estero, per la formazione, oltre che del consumatore, anche dei professionisti del settore.

DA FERROWINE DEGUSTAZIONI DI VINI E FORMAGGI

Alberto Puppin (Ferro Ritratti)

Alberto Puppin (Ferro Ritratti)

Presso lo Spazio Ferrowine di Castelfranco Veneto (TV) chiude in bellezza l’agenda del mese di febbraio con gli ultimi due incontri di approfondimento guidati dagli esperti dello staff FerroBeverage&co. e dedicati a vini e formaggi. Sabato 28 Febbraio alle 10 quarto appuntamento con Primi Calici  –  ‘E se non vediamo cosa beviamo? Degustazione in calice nero, vini in cui la nostra vista ed il nostro olfatto ci giocano pregiudizi errati’.  In programma la degustazione alla cieca di tre vini diversi, divisi per genere e stile, passando dalla tradizione e arrivando all’innovazione, per riscoprire ciò che, pur lontano dal nostro presente fa parte della nostra storia. Una vera avventura per i sensi per cogliere in maggiore profondità la quintessenza di un calice di vino. L’incontro della durata di 40 minuti sarà condotto da Alberto Puppin responsabile dei corsi base per Ferro Beverage&co.  Costo a persona 15 euro.

Pierangelo Simeoni (Ferro Ritratti)

Pierangelo Simeoni (Ferro Ritratti)

Sempre sabato 28 Febbraio ma alle 16 quarto appuntamento con Prime Scaglie –  ‘Dal latte al formaggio. Le fasi e le tecniche produttive, il processo di caseificazione, le tecniche d’assaggio del formaggio.’  L’incontro della durata di 40 minuti include una degustazione condotta da Pierangelo Simeoni responsabile selezione formaggi per Ferro Beverage&co. Costo a persona: 15 euro. Tutti gli incontri hanno posti limitati. Consigliabile prenotare: tel. 0423.494314 o  info@ferrowine.it.

VINITALY: IL PROSECCO SUPERIORE FA DEGUSTARE LA BIODIVERSITÀ

di Alessandro Ragazzo

Le colline del Prosecco

Le colline del Prosecco

Al prossimo Vinitaly, in programma a Verona dal 22 al 25 marzo 2015, il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore proporrà una serie di degustazioni che faranno conoscere le diverse espressioni di questo vino. Al Padiglione 8, stand i2-i3-i4, si potrà assistere ad appuntamenti che ne racconteranno ogni fase, dalla vigna al bicchiere. All’interno dello spazio istituzionale, che si presenterà come una vera e propria finestra sul territorio e sulla tutela della biodiversità, si terranno lezioni sull’assemblaggio delle cuvée, che evidenzieranno l’importanza del lavoro dell’enologo nel mettere assieme le basi in modo da bilanciare le diverse espressioni territoriali. Al centro della lezione ci saranno le piattaforme create nei laboratori della scuola enologica di Conegliano, la più antica d’Italia. Tra i momenti di formazione anche piccoli corsi sui modi di servizio e sulla scelta del bicchiere più adatto per esaltarne i profumi.  A tutto questo si aggiungeranno i diversi momenti di degustazione delle Rive, del Cartizze e della tipologia “sui lieviti”. Durante la fiera, appassionati, professionisti e giornalisti potranno compiere un viaggio sensoriale tra le colline del Prosecco Superiore che rappresentano la vera ricchezza di un’area, candidata a patrimonio Unesco, in cui si contano molteplici specie di flora selvatica.  Grazie all’innovativo studio Biodivigna, infatti, il Consorzio ha potuto tutelare la biodiversità della varietà Glera, attraverso la salvaguardia del materiale genetico di vecchi ceppi di viti.  Il progetto ha portato alla creazione di alcuni vigneti sperimentali e alla costituzione di un erbario di specie vegetali spontanee presenti nei vigneti e che oggi è conservato nella sede di Biologia a Padova, per un totale di circa 850 schede botaniche.

GUSTO IN SCENA A VENEZIA, OVVERO LA GRANDE CUCINA “DEL SENZA”

Gusto in Scena 2014

Gusto in Scena 2014

Parte il conto alla rovescia per l’apertura di “Gusto in scena”, in programma a Venezia. Domenica 1 e lunedì 2 marzo la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista a Venezia è pronta per  accogliere alcuni dei nomi più importanti del panorama italiano, invitati come relatori al congresso ideato e curato da Marcello Coronini. Diciotto tra i migliori esponenti dell’alta cucina, dell’alta pasticceria e della miglior pizza si cimenteranno nello studio di piatti secondo le regole de La Cucina del Senza, nuovo e rivoluzionario modo di pensare la cucina: “senza… grassi o senza… sale e dessert senza… zucchero aggiunti”. Per gli chef arriveranno Andrea Aprea, Enrico Bartolini, Cristian e Manuel Costardi, Enrico Crippa, Herbert Hinter, Giuseppe Iannotti, Davide Oldani, Maurizio Serva, Massimo Spigaroli, Paolo Beverini, Ilario Vinciguerra, come pizzaioli ci saranno Renato Bosco, Stefano Callegari, Franco Pepe, Ciro Salvo, Gino Sorbillo e i pasticceri Luigi Biasetto, Iginio Massari. Per il 2015 il tema del congresso sarà “I piatti Firma e I piatti della grande tradizione italiana rivisti attraverso La cucina del Senza; a ognuno degli chef relatori sarà chiesto di preparare due piatti, uno senza sale e uno senza grassi aggiunti e l’altro tradizionale della sua regione, entrambi con le varianti indicate. E’ proprio questo che fa del congresso, non una normale rassegna tipo cooking show, ma un vero e proprio seminario professionale; i relatori dovranno proporre lo studio della ricetta, spiegarlo ed eseguirlo seguendo regole ben precise. Un’occasione unica per gli operatori del settore e per tutti quegli appassionati gourmet che vogliono conoscere La Cucina del Senza e vedere all’opera le stelle del firmamento italiano. Novità di quest’anno sarà La Pizza del Senza. I migliori pizzaioli d’Italia, guidati da Marcello Coronini, spiegheranno come realizzare pizze senza sale o grassi aggiunti. Passo dopo passo, mostreranno com’è possibile preparare pizze gustose e saporite semplicemente valorizzando le materie prime che vengono utilizzate, senza la necessità di aggiungere altro. Gusto in Scena è composto da quattro eventi contemporanei; intanto il congresso di alta cucina, dove importanti chef, pasticceri e maestri pizzaioli si confronteranno e realizzeranno piatti, pizze e dessert basati su le regole de La Cucina del Senza; poi I Magnifici Vini e Seduzioni di Gola proporranno una scelta di cantine ed eccellenze gastronomiche italiane ed europee. Alla sera si svolgerà, come gli anni precedenti, il Fuori di Gusto, che coinvolgerà diciotto ristoranti e bacari della città, e alcuni grandi alberghi veneziani, con menu degustazione Gusto in Scena dedicati a La Cucina del Senza. Per I Magnifici Vini più Seduzioni di Gola si pagheranno 25 euro un giorno, per la domenica e il lunedì 40 euro. Questi gli orari; le degustazioni de I Magnifici Vini più Seduzioni di Gola si potrà entrare dalle 11 alle 19, mentre per Gusto in Scena e il Congresso di Alta Cucina, domenica alle 10.30 ci sarà l’inaugurazione e poi sarà aperto dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19. Lunedì 2 marzo apertura dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.

SELVAGGINA E IL GRANDE RABOSO AL DONNA LUCIA

Cristian Mometti

Cristian Mometti

Un appuntamento di grande gusto, per il vino e il cibo, giovedì 26 febbraio al Donna Lucia Restaurant & Resort a Ponzano (TV). Serata da non perdere visto il titolo: Sauvage, ovvero degustazione a base di selvaggina e di vini d’eccellenza quali sono quelli di Giorgio Cecchetto. Caprioli, cervi, pernici, quaglie e lepri interpretati dalle abili mani dello chef Cristian Mometti, mentre nei bicchieri stillerà il Raboso Piave nelle sue varie declinazioni, premiato come miglior rosso della provincia di Treviso dalla guida Vini d’Italia de L’Espresso e tra i migliori 400 vini d’Italia secondo la guida dell’Ais. E giovedì, eccellenza nell’eccellenza, sdarà possibile degustare il Raboso annata 1997, 18 anni di ineguagliabile freschezza. Ed eccoci al menu. Con il Rosa Bruna Rosato spumante brut metodo classico 2011 si gusteranno: bon bon di foie gras, frutti di bosco e gruè di cioccolato; tartare di cervo e foglia d’ostrica; capriolo con caviale di salmone Balik; uovo di quaglia alla fiorentina. Il Raboso Piave Doc 2011 accompagnerà Rosa Bruna Rosato Spumante Brut Metodo Classico tradizionale 2011 il cervo di affumicatura fatta in casa, frutti esotici e gelatina di rosa canina. Il Gelsaia Piave Malanotte Docg 2011 sarà gustato con i tortelli al carbone con colombaccio, burro tartufato e porro e con la pernice rossa caramellata all’aceto di lamponi, cavoletti e purè di patate del Montello. Sarà invece l’esclusivo Raboso Piave Doc 1997 ad accompagnare la lepre in salmi con la sua terrina, polenta abbrustolita, pera al Raboso e sorbetto Williams. Chiuderà il Raboso Passito RP con la mousse di gianduia fondente Valrhona e liquirizia con gelato al tabacco e vaniglia. Orchestrerà la sala il maitre Fabrizio Trevisan. Costo a persona bevande incluse: 65 euro. Info e prenotazioni: tel. 0422.1650127 – info@donnalucia.com.

Giorgio Cecchetto

Giorgio Cecchetto

A PROPOSITO DI EXPO. PERCHE’ NON SIA SOLO UN EVENTO COMMERCIALE

di Galdino Zara

Il padiglione Italia a Expo 2015

Il padiglione Italia a Expo 2015

Siamo prossimi: il 1° maggio parte l’Expo che ha per tema il Cibo, “come nutrire il pianeta energia per la vita”. Una grande kermesse internazionale dove dovrebbero essere trattate tutte le tematiche inerenti al cibo, ma soprattutto dare risposte a chi il cibo non ce l’ha. La decisione che assegnò l’Expo a Milano è del 31 marzo 2008, l’assegnatario il Bie Comitato internazionale per le esposizioni. Da questa data cominciano subito i litigi tutti interni alla politica (destra), spartizione delle poltrone, incarichi per gli appalti da cui sono derivate abbondanti corruzioni, consulenze a peso d’oro. Soldi dei contribuenti buttati e lavori rallentati. Nel 2009 Carlo Petrini, presidente internazione di Slow Food, si fece ispiratore del progetto Orto Botanico Planetario; l’idea era quella di un Expo verde e sostenibile e non di mega strutture d’acciaio e cemento. Il progetto, ideato da cinque famosi architetti tra cui l’ex-assessore Stefano Boeri, doveva essere un viale trasformato in una “tavola planetaria” che i Paesi del mondo avrebbero imbandito con i prodotti e le colture del pianeta. Un parco agroalimentare, un grande orto che doveva restare a disposizione dei milanesi anche dopo la chiusura dell’esposizione. Il progetto venne definitivamente abbandonato nel 2011, a tale proposito il segretario del Bie Vicente Loscertales disse “non possiamo pensare che 150 mila visitatori vengano ogni giorno a Milano per vedere come si coltivano le melanzane del Togo” e aggiunse “per vivere serve più di un orto, non vuol dire che dobbiamo essere tutti vegetariani”: grand’uomo questo Loscertales. Chi avrebbe pagato il biglietto? Come si poteva non cementificare, visto che è l’esercizio più in voga in questo Paese, e la corruzione? Nel novembre 2013 si comincia a discutere del Protocollo di Milano nel 5° forum internazionale promosso dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (il 6° forum si è tenuto nel dicembre 2014) con l’obiettivo di sensibilizzare il Governo e le istituzioni sull’urgenza di agire nei confronti delle sfide per rendere il sistema agroalimentare globale realmente sostenibile: abbattimento del 50% entro il 2020 dell’impressionante cifra di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato nel mondo, attuazione di riforme agrarie e lotta alla speculazione finanziaria, lotta alla fame e all’obesità attraverso la promozione di stili di vita sani. A tale proposito nell’ottobre 2014 al Salone del Gusto e Terra Madre di Torino Jamie Oliver, lo chef e attivista alimentare è intervenuto con Carlo Petrini a sostegno del protocollo. “Il protocollo di Milano unisce le persone, le imprese e i governi in un fronte unico, cosicché insieme possiamo sfidare lo status quo, richiedere pratiche più etiche e sostenibili nell’industria alimentare e assicurare un futuro migliore per i nostri bambini. Unendoci in una voce globale con un obiettivo comune, possiamo garantire un cambiamento positivo e duraturo”. Altresì Petrini afferma “il Protocollo di Milano è una straordinaria opportunità di sintonizzare su un sentire comune tante attenzioni, tante opportunità di cambiamento e soprattutto accompagnare fin dall’inizio il processo di costruzione del Protocollo: chi lo firma e lo sostiene si impegna formalmente; elementi chiari che consentano politiche produttive e di governo altrettanto chiare, traducibili in azioni e che siano, a distanza di tempo, verificabili” Il 7 febbraio 2015 a Milano Expo delle Idee, una giornata di confronto per riempire di contenuti la “Carta di Milano” un documento programmatico e impegno collettivo a favore di un’alimentazione equa e sostenibile. Esperti divisi in 42 tavoli tematici con l’obiettivo di dare un’anima all’Esposizione Internazionale. Ad oggi i lavori proseguono con la supervisione del presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, sono stati venduti 8 milioni di biglietti, si avvicina il giorno dell’apertura. Rimangono alcune perplessità: esiste il pericolo che Expo sia solamente un’occasione per promuovere il cibo come merce, la sensazione che a Milano ci saranno tanti visitatori dove metteremo in mostra il nostro made in Italy, ma ci sarà anche tanto cemento messo in bellavista dalle grandi multinazionali del cibo e tante, tante abbuffate (sono previsti 120 punti di ristorazione) insomma un grande luna park con un evanescente futuro dopo la chiusura della Kermesse. Ma sono soprattutto le tematiche da affrontare e condividere quelle che destano preoccupazione. Ai governi presenti all’Expo bisognerà chiedere di rendere conto dello stato dei terreni agricoli del Mondo, bisognerà chiedere come in presenza di una sovrabbondanza di produzione di cibo ci siano ancora 868 milioni di persone che soffrono la fame. Bisognerà dare risposte economiche e finanziarie a quei Paesi che in molte situazioni sono già stati derubati delle loro materie prime e oggi non hanno i mezzi per comprare sementi e cibo. Bisognerà chiedere conto ai governanti del Mondo sull’escalation continua della produzione e vendita di armi in un mondo sempre più in guerra e nello stesso tempo non trovare i soldi per mettere fine alla fame. Agli organizzatori di Expo chiedere perché non ci sono a Milano i pescatori, i contadini, i formaggiari e trasformatori, perché non è rappresentata l’agricoltura famigliare che rimane la più grande economia di soddisfacimento dei bisogni primari degli esseri viventi. Comunque a Milano ci andremo, ci dobbiamo andare, sarà un’occasione unica per il nostro Paese attorno ad una tematica che ci coinvolge quotidianamente. Sarà sicuramente un’esperienza straordinaria, un luna park dove ognuno di noi troverà la sua o le sue giostre: potrete scegliere di visitare il padiglione della Monsanto per capire come e a quali condizioni intende sfamare il pianeta, oppure il padiglione di Slow Food con il tema della biodiversità nell’ambito della filiera lattiero-casearia nella logica del buono, pulito e giusto. Presenza, partecipazione e soprattutto coerenza con uno scenario del mondo dove si inseriscono nuove regole nella suddivisione della torta: che ognuno abbia la sua fetta e sia in grado di poterla comperare. Arrivederci a Milano!

BUCCHERI CAPITALE MONDIALE DELL’OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA AL SOL D’ORO

dettaglionovelloUn evento più unico che raro, Buccheri, un paese di poco più di 2.000 abitanti nell’entroterra della provincia di Siracusa in Sicilia, è diventato la capitale mondiale dell’olio extravergine di oliva di qualità. Tre aziende olivicole del siracusano, Azienda Agricola La Tonda, Terraliva e Agrestis, si sono affermate infatti alla 13ª edizione di Sol d’Oro Emisfero Nord, rispettivamente nelle categorie Fruttato medio, Fruttato intenso e Monovarietale, conquistando inoltre due Gran Menzioni. Nell’ambito del concorso di riferimento internazionale degli oli extravergine di oliva di qualità organizzato dalla Fiera di Verona dal 15 al 19 febbraio, vince il Sol d’Oro categoria Fruttati leggeri l’Azienda Agricola Pietrabianca di Casal Velino in provincia di Salerno, mentre la spagnola Finca La Reja di Bobadilla – Malaga si aggiudica il Sol d’Oro nella categoria Biologico. Tutte le medaglie d’argento e di bronzo sono state conquistate da oli italiani, con l’Abruzzo in evidenza e l’Umbria che sale per la prima volta sul podio. Diverse le conferme tra le aziende vincitrici, a dimostrazione che non c’è improvvisazione nel produrre un buon olio extravergine di oliva, ma anche alcune new entry. «Temevamo un’annata con una qualità generale sotto tono vista la difficile campagna produttiva italiana, caratterizzata da un clima particolarmente sfavorevole – afferma Marino Giorgetti, capo panel di Sol d’Oro –, invece abbiamo dovuto ricrederci. Il gran numero di campioni arrivati dimostra anche una notevole capacità di giudizio dei produttori sul valore del proprio lavoro. Sorprendente in particolare il livello degli oli della categoria Biologico, teoricamente più a rischio quando si devono affrontare situazioni climatiche difficili come nel 2014». «L’olio extravergine di oliva è un prodotto dell’eccellenza agroalimentare italiana, frutto di una tradizione produttiva e culturale non ancora eguagliata. Con Sol d’Oro Veronafiere intende da sempre offrire un tavolo di confronto tra produttori dei vari Paesi dove condividere il valore della qualità – dice Damiano Berzacola, vicepresidente di Veronafiere –. I risultati si vedono e hanno permesso, grazie al crescente numero di partecipanti, di sdoppiare la manifestazione con la creazione di Sol d’Oro Emisfero Sud». I campioni sottoposti al giudizio sono stati 238, in linea con il 2014 quando però c’erano anche un’ottantina di campioni cileni. Gli oli vincitori di medaglia, con la scheda di degustazione redatta dai 13 giudici del panel saranno inseriti nella guidaLe stelle del Sol d’Oro” di Sol&Agrifood, in programma dal 22-25 marzo 2015 (www.solagrifood.com), disponibile sul sito di manifestazione. Sempre durante Sol&Agrifood sarà possibile degustare gli oli vincitori di Sol d’Oro Emisfero Nord 2015 e quelli dell’edizione Emisfero Sud dell’autunno 2014 presso l’Oil Bar realizzato in collaborazione con Onaoo, l’Organizzazione nazionale assaggiatori olio di oliva. Questo l’elenco dei vincitori. Categoria oli fruttato leggero: Sol d’Oro all’Azienda Agricola Pietrabianca di Casalvelino (Salerno); Sol d’Argento al Frantoio della Valle di Prezza (L’Aquila); Sol di Bronzo all’Azienda Agricola La Selvotta di Vasto (Chieti). Categoria oli fruttato medio: Sol d’Oro all’Azienda Agricola La Tonda di Buccheri (Siracusa); Sol d’Argento all’Azienda Agricola Paolo Bonomelli di Torri del Benaco (Verona); Sol di Bronzo alla Soc. Agricola Fonte di Foiano di Castagneto Carducci (Livorno). Categoria oli fruttato intenso: Sol d’Oro all’Azienda Agricola Terraliva di Siracusa; Sol d’Argento al Frantoio Franci di Montenero d’Orcia (Grosseto); Sol di Bronzo al Frantoio Gaudenzi di Trevi (Perugia). Categoria oli biologici: Sol d’Oro alla Finca La Reja s.l. di Bobadilla (Malaga) – Spagna; Sol d’Argento all’Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento); Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio di Casoli (Chieti). Categoria oli monovarietali: Sol d’Oro alla Società Agrestis di Buccheri (Siracusa); Sol d’Argento alla Società Agricola OlioCRU di Arco (Trento); Sol di Bronzo al Frantoio Hermes di Di Mercurio Claudio di Penne (Pescara).

 

ALBA VITAE 2014: DAL VINO 4 MILA EURO DI SOLIDARIETA’

Da sx Antonella Casa, Marco Aldegheri, Massimo Galtarossa e Gianpaolo Breda

Da sx Antonella Casa, Marco Aldegheri, Massimo Galtarossa e Gianpaolo Breda

Una serata dedicata ai diritti dell’infanzia e a chi si occupa dei bambini meno fortunati. Così al ristorante La Crosarona di Scorzè (VE), l’Ais Veneto ha voluto celebrare la fine di Alba Vitæ 2014, progetto che da quattro edizioni vede coinvolti i sommelier di tutta la regione. Un’iniziativa di forte impegno etico, nata nella convinzione che coltivare la sensibilità dell’uomo possa far crescere la sensibilità per la vita. Per questo ogni anno, Ais Veneto seleziona un’eccellenza enologica della regione che viene imbottigliata in un esclusivo formato magnum, il cui intero ricavato viene devoluto in opere solidali a sostegno dei bambini. A Scorzè, tutti i sommelier del Veneto si sono ritrovati per la consegna ufficiale dell’assegno alla Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia, che da anni è impegnata nella tutela dei diritti dell’infanzia con un occhio di riguardo ad Haiti, dove sono stati realizzati diversi progetti di sviluppo in campo sanitario ed educativo. Sono state oltre 200 le magnum Alba Vitae vendute nel periodo natalizio che hanno permesso di raccogliere 4.000 euro. La serata è stata anche l’occasione per presentare la prossima edizione dell’iniziativa: dopo Villa Rinaldi, che ha messo a disposizione per Alba Vitæ 2014 il suo Imperiale Brut Riserva 2005, sarà l’azienda Vignalta di Arquà Petrarca (Padova) a raccogliere il testimone; nelle magnum in vendita a partire da novembre 2015 sarà infatti imbottigliato il Rosso Gemola, produzione d’eccellenza della cantina dei Colli E

30 ANNI DI VINO ITALIANO NEGLI USA: GALA ITALIA CON VINITALY A NEW YORK

Il Gala Italia a New York

Il Gala Italia a New York

Trent’anni in un giorno. Il Gala Italia, creato ed organizzato da Lucio Caputo presidente dell’Italian Wine & Food Institute, venerdì 20 febbraio, nella Grand Ballroom del Pierre Hotel di New York, ha raccontato insieme al gotha dei produttori italiani lo straordinario successo del vino tricolore che ha visto le proprie esportazioni passare in più di tre decenni da 44 milioni di dollari a oltre un miliardo e trecento milioni nel 2014. A questo avvenimento, patrocinato dalla Fiera di Verona, era presente Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, organizzatore del Vinitaly, la più importante rassegna al mondo per la promozione commerciale e culturale del vino che dal 1967 si svolge a Verona (e durante l’anno in molti continenti) e che rappresenterà il vino italiano all’Expo 2015. Con lui, il sindaco di Verona Flavio Tosi. Per sottolineare l’unità nazionale nel campo del vino, Vinitaly ha portato al Gala Italia alcune bottiglie dello speciale ed ormai raro vino realizzato appositamente, con uve provenienti da ogni regione, per celebrare il 150º anniversario dell’Unità d’Italia. Vino che era stato presentato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano proprio a New York nel marzo del 2011, in occasione della sua visita di Stato. Durante il Gala Italia, l’Italian Wine & Food Institute ha assegnato a Veronafiere il Grand Awards of Merit, per il contributo dato con Vinitaly al successo del vino italiano a livello internazionale. «La promozione del vino italiano nel mondo fa parte della mission di Vinitaly – afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –, quindi il riconoscimento ricevuto è il risultato del lavoro fatto in quasi 50 anni di impegno e iniziative realizzate durante il salone di Verona e in giro per il mondo da Vinitaly International. Con quest’ultimo siamo negli Stati Uniti dal 2002, con più appuntamenti durante l’anno e in varie città. I risultati sono tangibili, con oltre 28.000 operatori provenienti dal Nord America in visita a Vinitaly 2014, pari al 18,4% del totale dei visitatori». «Il vino – dichiara il presidente di Veronafiere Ettore Riello – rappresenta un vero e proprio patrimonio per l’Italia, riconosciuto universalmente per tipicità e qualità, espressione della più grande biodiversità grazie a 540 vitigni, un terzo di tutti quelli presenti sulla terra. Non meraviglia quindi che il settore enologico costituisca il 22% dell’export agroalimentare del Belpaese. È questa ricchezza che la Fiera di Verona sostiene concretamente da oltre 100 anni, supportando con Vinitaly e la sua rete di eventi globali l’internazionalizzazione dell’eccellenza enologica Made in Italy, a fianco delle tante storiche aziende presenti a New York». L’importanza economica del vino per l’export italiano è evidenziata anche da Flavio Tosi: «Verona – commenta il sindaco di Verona – non è solo la città conosciuta in tutto il mondo per Romeo e Giulietta, l’opera lirica o le bellezze architettoniche e paesaggistiche dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanità.  La sua storia, da oltre due millenni, è legata indissolubilmente al vino, alla sua coltivazione e produzione, tanto che le doc veronesi sono tra le più esportate e apprezzate all’estero. Veronafiere, dal 1898, costituisce un asset economico strategico per la città, contribuendo attivamente a far conoscere con le sue manifestazioni internazionali quel territorio di cui è espressione». Stelle dell’evento alcuni oramai rari vini del 1985, anno del primo Gala Italia. «Le bottiglie dell’annata 1985 esposte con un particolare allestimento in una apposita area della Grand Ballroom per essere fotografate e filmate, successivamente sono state offerte in un’asta di beneficenza – evidenzia Lucio Caputo, Presidente dell’IWFI –. Si tratta di bottiglie di grandissimi vini, ormai difficilmente reperibili, in speciali confezioni in legno, che tutte insieme hanno creato un evento nell’evento, eccezionale e difficilmente ripetibile che solo il trentesimo anniversario del Gala Italia poteva creare». Fra queste: il Brunello di Montalcino DOCG Riserva, 1985, di Biondi Santi; il Brunello di Montalcino DOCG, Riserva del Fiore, 1985, di Barbi; l’Amarone della Valpollicella DOC, 1985, della Bolla; il Baglio Florio, Marsala Superiore Soleras, 1985, delle Cantine Florio; il Marsala Superiore Riserva, 1985, delle Cantine Pellegrino; il Brunello di Montalcino DOCG 1985, di Castelgiocondo; il Brunello di Montalcino DOCG, 1985, di Castello Banfi; il Chianti Classico DOCG Riserva, 1985, del Castello d’Albola di Zonin; il La Corte IGT Toscana, 1985, del Castello di Querceto; l’Arele,Vino Santo Trentino DOC 1985, della Cavit; lo Spargolo, 1985, di Cecchi, il Brunello di Montalcino, DOCG Riserva,1985, di Col d’Orcia; il Rosso del Conte, 1985, dei Conti Tasca d’Almerita; un rarissimo Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1985 prelevato dalla riserva privata della famiglia, di Ferrari; il Barolo DOCG Riserva, 1985, di Fontanafredda; il Marmoreto, Predicato di Biturica 1985, di Frescobaldi; il Rubesco Vigna Monticchio, Torgiano DOCG Riserva, 1985, di Lungarotti; il Tignanello, 1985, dei Marchesi Antinori; il Rotari Brut Gran Spumante Trento DOC, 1985, di Mezzacorona; il Barolo DOCG Riserva, 1985, di Pio Cesare; il Barolo DOCG, 1985 ed il Barbaresco DOCG, 1985, di Prunotto; il Chianti Classico DOCG Riserva, 1985, di Rocca delle Macie; ed il Chianti Classico DOCG, Riserva Ducale 1985, della Ruffino. Con loro tanti altri produttori di vini di grandissima qualità, quali Bertani, Ca’ Bolani, Castello del Poggio, Castello di Fonterutoli, Castello di Gabbiano, Cavit, Col d’Orcia, Corte di Valle, Fantini, Farnese, Feudi di San Gregorio, Feudo Principi di Butera, Fontanafredda, Mazzei, Moschioni-Stella, Planeta, Rocca delle Macie, Rocca di Montemassi, Sella & Mosca, Terra di Seta, Terre di Bruca, Vigne Sannite, Vigneti del Vulture, Vigneti di Zabù e, guardando al futuro, anche alcune giovani produttrici, quali Giovanna Prandini della casa Perla del Garda e Giulia Alleva della Tenuta Santa Caterina. In tutto 100 grandi vini di ogni parte d’Italia, tra i più prestigiosi del panorama enologico. Alla celebrazione hanno partecipato, da parte americana, oltre 700 selezionati operatori del settore (importatori, grossisti, dettaglianti), moltissimi ristoratori, i più influenti Wine & Food Editors, i media e personalità di spicco degli Stati della Costa Atlantica degli USA, che da anni intervengono a quello che costituisce il più importante appuntamento vinicolo italiano negli USA.GalaItaliaIwfi1985Vini