NASCE “IL TIRAMISÙ – DOLCE DI TREVISO”: UN PROGETTO CHE PORTA NEL MONDO L’AUTENTICO DOLCE TREVIGIANO

Simbolo della cucina italiana, tanto da essere tra le cinque parole della cucina italiana più conosciute all’estero, il Tiramisù è un’autentica bandiera della sua città natale, Treviso.

Merito di una ricetta unica, codificata dall’Accademia del Tiramisù, a base di savoiardi, caffè espresso, mascarpone, uova e zucchero.

Ma cosa rende ogni Tiramisù diverso e unico? La preparazione della crema, che richiede abilità, dosaggi precisi e ingredienti freschissimi, dai quali dipende la bontà del risultato finale e che costituisce la vera differenza tra la preparazione originale e le infinite varianti e imitazioni.

Da questa intuizione nasce “Il Tiramisù – Dolce di Treviso”, un progetto non solo imprenditoriale, ma anche di valorizzazione turistica e culturale della Marca Trevigiana e del Veneto a livello internazionale.

L’idea è di tre giovani imprenditori trevigiani: Elisa Menuzzo, esperta di psicologia del lavoro, risorse umane, marketing e comunicazione, Debora Oliosi, proveniente dall’ambito informatico e specializzatasi successivamente in digital communication& marketing, turismo e valorizzazione del territorio, e Alberto Curtolo, laureato in economia e gestore di attività commerciali nel settore del food&beverage.

Dall’incontro di queste professionalità, nel 2019 nasce l’idea di creare un prodotto “100 per cento originale trevigiano” che potesse rappresentare la città di Treviso in Italia e all’estero.

I tre soci hanno quindi iniziato a studiare la possibilità di produrre su scala industriale la crema del Tiramisù, seguendo alla lettera la ricetta originale, utilizzando ingredienti freschi e senza l’utilizzo di conservanti e aromi artificiali, che risultasse identica nell’aspetto e nel gusto a quella preparata nelle cucine delle nonne e delle mamme trevigiane.

Con l’aiuto di esperti e professionisti, in primis il tecnologo alimentare Enzo Cangiulli, noto a livello internazionale come consulente specializzato nel settore creme, si è giunti alla definizione della ricetta, che a partire da gennaio 2020 sarà prodotta nellostabilimento di Quinto di Treviso. Una produzione, dunque, assolutamente trevigiana, che intende portare con orgoglio la bandiera di Treviso nel mondo oltre che creare lavoro e offrire una “nuova chiave” per il turismo.

La crema diventa così il centro di un progetto ampio e articolato: dal laboratorio trevigiano, unico centro di produzione, sarà distribuita ai punti vendita dove il Tiramisù verrà assemblato al momento secondo le preferenze del cliente, o proposto già assemblato nella versione tradizionale a base di savoiardi e caffè. E ancora, la crema sarà consegnata a ristoranti, bar, catering, gastronomie e negozi di specialità alimentari per consentire a gestori, chef e negozianti di proporre ai propri clienti l’autentico Tiramisù trevigiano.

Il primo obiettivo dell’azienda è l’apertura di punti vendita “Il Tiramisù – Dolce di Treviso” nelle principali città italiane ed europee. E come non pensare a Venezia, capoluogo del Veneto e “porta” di Treviso per milioni di turisti da tutto il mondo, come prima tappa di questo entusiasmante percorso?

Il 18 gennaio 2020, in Campo Santi Apostoli, aprirà i battenti il primo negozio, seguito poi da quelli di Verona, Firenze, Milano e Roma oltre che, naturalmente, Treviso, in uno splendido palazzo del centro storico. Contestualmente avverrà l’espansione del brand in Europa nelle principali città di Germania, Regno Unito e degli altri Stati dell’Unione, e l’apertura del canale Ho.Re.Ca. rivolto a ristoranti, bar, caffetterie e gastronomie che – grazie appunto alla crema pronta – potranno proporre ovunque il Tiramisù originale trevigiano assemblato al momento.

È chiaro, a questo punto, che “Il Tiramisù – Dolce di Treviso” diviene un importante volano di promozione turistica del territorio trevigiano, sorretto dalla convinzione che la Marca Trevigiana abbia tutte le carte in regola per essere maggiormente valorizzata. Convinzione che va incontro anche alle esigenze della stessa amministrazione lagunare, alla ricerca di motivazioni forti per indurre i troppi turisti a visitare il territorio circostante e ridurne così l’eccessiva concentrazione nel nostro capoluogo regionale. Tutta la comunicazione aziendale è tesa, perciò, a indurre il turista a incuriosirsi di Treviso.

L’apertura del negozio in Campo Santi Apostoli a Venezia costituisce il “modello” per il format dei successivi punti vendita. Il concetto di partenza è stato ricreare la “cucina della nonna”, calda e accogliente, la stessa nonna che sapeva preparare il Tiramisù “della nonna”, appunto. Unico e indimenticabile.

Studiato nei minimi dettagli, con uno stile “anni Sessanta” per ricreare l’atmosfera del periodo in cui il Tiramisù ha visto la sua diffusione, con dettagli e foto d’epoca della città di Treviso e dei capoluoghi veneti, il negozio propone “Il Tiramisù – Dolce di Treviso” in diverse ricette.

L’idea principale è quella di offrire al consumatore un’autentica esperienza: un vero “Maestro del tiramisù” sarà, infatti, a sua disposizione per assemblare il dolce al momento, secondo i suoi gusti, grazie alle diverse possibili combinazioni di bagne e guarnizioni.

Diversi anche i formati disponibili: dal “vojesso” (cucchiaio monoporzione) alla crema in bicchiere, dalla porzione mono da 150 grammi alla maxi da 250 grammi, fino alle teglie da asporto.

Ingrediente fondamentale per l’autentica ricetta trevigiana, il caffè: per garantire un risultato di assoluta qualità, è stata coinvolta Hausbrandt, storica azienda fondata a Trieste oltre un secolo fa e oggi stabilitasi a Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso. L’azienda fornirà a tutti i punti vendita una miscela studiata appositamente per armonizzarsi al meglio con gli ingredienti del Tiramisù.

Nei punti vendita sarà esposto inoltre Do ciacoe, un inedito “quotidiano” dalla grafica rétro che racconta le origini del dolce, ma anche tante notizie storiche sulla città di Treviso, aneddoti, mappe e consigli per visitare la città e i suoi dintorni. Uno strumento originale che intende incentivare il turista a visitare la splendida Marca Trevigiana e ripercorrere le tappe che hanno visto i natali del Tiramisù.

Per un’atmosfera ancor più vintage, nei negozi sarà trasmessa musica anni Sessanta, ovviamente attraverso apparecchi d’epoca, grazie alla “Radio Il Tiramisù”, una web radio di proprietà del Brand.

Tutte le scelte di packaging e di servizio sono ecocompatibili e compostabili, a partire dalla sac à poche che contiene la crema, in cotone riutilizzabile, fino a bicchieri, cucchiaini, teglie. Un obiettivo impegnativo ma fondamentale che l’azienda ha portato avanti con determinazione.

GIOVANI AGRICOLTORI PUNTANO SULL’INNOVAZIONE E IL BIOLOGICO

Andrea Ghedina, Elisa Zangirolami e Luca Bertaggia

Sono due giovani laureati i protagonisti di una start up che guarda al futuro con un doppio binario: da una parte il recupero e la salvaguardia della biodiversità, dall’altra lo sviluppo della ricerca genetica. Si tratta di Luca Bertaggia 27 anni laureato in scienze agrarie e Andrea Ghedina, 32 anni fresco di dottorato di ricerca sul miglioramento genetico del radicchio, entrambi di Chioggia. Appassionati di agricoltura Luca per tradizione famigliare e Andrea per formazione, puntano su un’agricoltura smart, giovane e innovativa credendo in un progetto che salvaguardi l’enorme ricchezza delle tipicità locali ma guardando all’evoluzione del mercato e alle nuove tendenze come ad esempio l’agricoltura urbana «Il nostro lavoro consiste nel recupero di semi di varietà antiche – spiega Luca Bertaggia – ne consegue una selezione e una ricerca volti a rispondere alle caratteristiche richieste dal mercato quali resistenza del prodotto, omogeneità, colore con un occhio rivolto alla sostenibilità e fiducia nel biologico, il futuro per noi è questo».

«Guardiamo – prosegue Andrea Ghedina – alle tendenze dei nostri coetanei. L’interesse è verso l’acquisto e il consumo di un prodotto sano, molti di loro pur abitando in un centro urbano vogliono provare l’esperienza di coltivare l’orto nel terrazzo di casa quindi noi stiamo sperimentando quali siano le varietà più adatte a questo utilizzo». Stiamo parlando di rucole, cicorie rosa, basilico e piante aromatiche, orticole a foglia larga, un mondo nel settore organico di varietà autoctone locali da salvaguardare ma anche da far conoscere e distribuire. Passato, presente, ma anche futuro: l’azienda si affaccia all’agricoltura urbana mediante un laboratorio sperimentale per la costituzione di varietà specifiche per la coltivazione in Vertical Farming, una vera e propria soluzione rivoluzionaria per la produzione primaria di cibo. Grazie ad una collaborazione con Verbax e GE Current, è stata implementata una coltivazione indoor in ambiente controllato e salubre. L’azienda lavora per il recupero di quelle risorse che sono dotate di un notevole adattamento e che rappresentano interessanti fonti di geni per caratteristiche di qualità e produttività in ambienti marginali. L’obiettivo è proprio quello di non perderle e di valorizzarle attraverso il loro utilizzo nei programmi di miglioramento genetico, per conferire resistenza a malattie, gusti e sapori ormai antichi, adattabilità a stress abiotici e biotici. La dimestichezza con i classici schemi genetici le ha fatto ottenere delle popolazioni stabili e uniformi nell’ambito delle varietà locali, da utilizzare con soddisfazione sia dall’hobbista sia dall’orticoltore professionista, sempre rispettando gli alti canoni di qualità del seme in termini di germinazione e purezza.

In una fase storica in cui l’attenzione al cambiamento climatico e all’ambiente è di primaria importanza a livello mondiale, questa nuova impresa vuole crescere e insieme rimanere fedele alle proprie radici, offrendo un contributo innovativo all’agricoltura di oggi attraverso la difesa del germopalsma autoctono. «Guardiamo con ammirazione e positività a questi progetti di giovani agricoltori – afferma il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla – che colgono la sfida e integrano due mondi, il sapere della tradizione contadina e le più moderne tecniche di miglioramento genetico per far apprezzare a sempre più persone la qualità dei nostri prodotti”.

Altro obiettivo di Smarties.bio è creare una filiera dedicata all’agricoltura biologica, dalla ricerca genetica alla produzione. Il biologico è un settore in crescita e legato alla filosofia aziendale green, al vivere e lavorare sostenibile, con uno sguardo alla prevenzione, alla tutela del benessere delle generazioni presenti, future e dell’ambiente.

SERRE DI PEDERIVA: L’AMORE PER IL TERRITORIO CREA VINI DA MEDAGLIA D’ORO

È un legame indissolubile quello tra il fascino delle colline del Conegliano Valdobbiadene, già patrimonio Unesco, e la grande fatica necessaria per coltivarle. Uno scenario di ripidi pendii su cui arrampicano i vigneti dell’azienda vinicola Serre, posizionati a un’altitudine media tra i 300 e i 500 sopra il livello del mare dove il lavoro in vigna, a causa delle fortissime pendenze, è solo manuale. Qui si origina l’escursione termica perfetta che crea le caratteristiche distintive del vero Valdobbiadene Docg vino dal carattere straordinario che conquista al primo assaggio. Lo confermano anche i recenti risultati del Mondial del Vins Extrêmes 2019 organizzato dal Cervim in cui il Valgres Valdobbiadene Docg Rive di Combai 2018 dell’azienda Serre di Pederiva ha conquistato la Medaglia d’Oro, superando gli oltre 700 vini ammessi al concorso e provenienti, oltre che da tutta Europa, anche da Armenia, Cile, Georgia, Kazakistan, Israele, Libano e Turchia.

Un risultato che ripaga il lavoro di tanti anni, poiché ottenuto nell’unica manifestazione enologica mondiale specificamente dedicata ai vini prodotti in zone caratterizzate da viticolture eroiche.

Il Mondial del Vins Extrêmes, infatti, promuove e salvaguarda le produzioni di piccole aree vitivinicole che si caratterizzano per storia, unicità, valore ambientale e paesaggistico. Autentiche “isole della biodiversità viticola“ che corrono il rischio di scomparire a causa degli alti costi di produzione e realizzazione dei vigneti, che arrivano a essere anche dieci volte più costose di un vigneto di pianura.

Una realtà con cui, da sempre, l’azienda Serre si trova a interagire, nell’assoluto rispetto di questo ambiente unico al mondo. Proprio la ripidezza dei terreni e l’alternarsi dei boschi ha tutelato queste terre dallo sviluppo di un’agricoltura intensiva, consentendo lo sviluppo di una viticoltura incontaminata che rispetta la biodiversità. Non a caso tra i filari della cantina Serre di Pederiva è un’esperienza quasi quotidiana l’incontro con animali di tutti i generi: tassi che scavano la terra alla ricerca di insetti o vecchie castagne, cervi e caprioli che alcune volte intralciano le attività dell’uomo, uccelli che si nutrono beccando grappoli d’uva.

Rispetto che si riflette anche nella conduzione dei vigneti secondo i dettami dell’Agricoltura Sostenibile, ovvero attuando particolari tecniche colturali, in grado di rispettare la biodiversità, la salute per l’operatore e la salubrità del prodotto.

Una sensibilità che nasce dallo speciale legame che la famiglia Pederiva ha con queste terre, un sentimento indissolubile che solo chi è stato costretto a lasciare i luoghi natii può comprendere appieno.

Perché l’avventura di questa azienda parte da una storia di emigranti che, appena raccolte le risorse necessarie, tornarono al paese natale e acquistarono la “terra”. Così fecero le famiglie Pederiva e Mattiola che, nel 1956, acquistarono ciascuna diversi appezzamenti intorno a Combai dai conti Brandolini d’Adda. Fu necessario un intenso lavoro di reimpianto per far ripartire la produzione nei terreni pressoché abbandonati, a cui seguì l’accorpamento dei vigneti grazie al matrimonio tra Camillo Pederiva e Rosa Mattiola, che nel 1958 unì le due famiglie e le relative proprietà.

Un’azienda familiare che oggi prosegue grazie all’impegno dei figli Luca e Marco, testimoni di un felice passaggio generazionale che ha consentito il proseguimento di una bella storia fatta di amore, natura e abilità dell’uomo, di cui il Valdobbiadene Docg di Serre è la perfetta sintesi.

ANTEPRIMA PROSECCO SOLIDALE, LE MANZANE PER LA SLA

Famiglia Balbinot

Novemila bottiglie di spumante per aiutare la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica. Venerdì 13 dicembre, nella Sala Degustazione della cantina Le Manzane di San Pietro di Feletto (Treviso), si stappa la prima bottiglia del Prosecco Solidale 2019. Parte dei proventi saranno devoluti all’Associazione Revert Onlus, grazie ad un progetto sviluppato in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re. Presente il campione della Tiramisù World Cup, Andrea Ciccolella.

Appuntamento alle 18.30 per l’anteprima del nuovo Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore Extra Dry Limited Edition, frutto dell’ottava “Vendemmia solidale – Festa e beneficenza nella Terra del Prosecco Superiore” che si è tenuta domenica 8 settembre 2019 tra i filari di Glera della cantina trevigiana.

«Quel giorno – spiega Ernesto Balbinot, titolare dell’azienda Le Manzane – 500 persone hanno sfidato il maltempo per partecipare alla grande festa dell’uva. Nonostante la pioggia, siamo riusciti a raccogliere 5 quintali di Glera. Nei giorni successivi, con i nostri ragazzi, abbiamo raccolto gli altri 92 quintali che sono stati destinati alle finalità benefiche della vendemmia solidale. Dopo la vendita delle bottiglie di “Prosecco Solidale” a Natale, il passo successivo sarà la consegna all’Associazione Revert Onlus del ricavato della manifestazione: i fondi serviranno a finanziare la ricerca sulle cellule staminali cerebrali per arginare i danni provocati dalle malattie neurodegenerative. E’ doveroso da parte mia fare un ringraziamento speciale a tutti gli sponsor, ai partner, ai volontari e alle centinaia di persone che ogni anno, a fine estate, partecipano con noi alla vendemmia benefica».

Le bottiglie di Prosecco Solidale, impreziosite da un bindello dedicato alla onlus Revert e da un’etichetta in Braille, vengono commercializzate per il Natale 2019 nel formato da 0,75 litri e sono acquistabili nelle enoteche e nei negozi specializzati, al Wine Shop “PaperCigno” della cantina Le Manzane e su ordinazione telefonando allo 0438 486606 o scrivendo a info@lemanzane.it. E’ prevista la spedizione per un minimo di 6 bottiglie. Consigliata la prenotazione.

«Abbiamo tutti contribuito attivamente alla raccolta fondi staccando grappoli d’uva. La vendemmia solidale è un modo per stare insieme facendo del bene e questo è alla base del sentimento che coinvolge in maniera così forte le persone attorno a questa iniziativa; ecco perché la vendemmia solidale è un progetto che continueremo a sostenere», osserva Sibylle Righetti, presidente di Edipo Re. «Il nostro scopo – dichiara Angelo Righetti, membro del consiglio direttivo di Revert – è di riuscire a trovare le modalità e il sistema per curare le malattie neurodegenerative che attualmente non sono malattie curabili. Al momento stiamo portando avanti due importanti progetti: uno per la lotta alla sclerosi laterale amiotrofica e un altro per la lotta alla sclerosi multipla».

Il Wine Shop “Papercigno” si trova a San Pietro di Feletto (Treviso) in via Maset, 47/b lungo la strada provinciale 635 tra Conegliano e Tarzo. Durante le festività, fino al 6 gennaio, il punto vendita della cantina è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12 e dalle 13.30 alle 18.30, il sabato dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 12. Chiuso il 25 e 26 dicembre. Degustazioni guidate per gruppi su prenotazione.

BRUT ROSE’ MIRABELLA FRA I 100 VINI DI WINE SPECTATOR

Il Brut Rosé di Mirabella è il primo Franciacorta della storia ad entrare nella classifica Top 100 stilata dalla rivista americana Wine Spectator. Mai nessun Metodo Classico lombardo era riuscito a salire così in alto in quella che è ritenuta la selezione più influente del mondo del vino, posizionandosi al 68simo posto con 92 punti. Inoltre il Brut Rosé, tra i 21 vini della Penisola presenti, è l’unica bollicina. Per stilare la classifica i redattori di Wine Spectator hanno esaminato i vini recensiti negli ultimi 12 mesi, selezionando i 100 che si sono distinti per qualità, valore, distribuzione nel mercato statunitense ed emozioni suscitate. Dalla classifica 2020 emerge che i due terzi dei vini scelti arrivano dalla Francia, dalla California e dall’Italia. Il Rosé premiato è una cuvée composta da 45% chardonnay, 45% pinot nero e 10% pinot bianco, che l’azienda di Rodengo Saiano produce fin dagli anni 80. Le tre varietà sono raccolte a mano in epoche differenti a seconda della maturazione, per ultimo il pinot nero al fine di conferire profumi più complessi ed eleganza nel colore. I tre vitigni vengono poi lavorati separatamente, con 18-24 ore di contatto con le bucce per la varietà rossa che fermenta a 25-28 °C. Il vino premiato da Wine Spectator è un senza annata con periodo di affinamento in bottiglia di 48 mesi. Il colore è un rosa cipria, il profumo è ricco e ampio con sensazioni tipiche di lievito a cui si sommano frutti di bosco e sfumature vanigliate. Il sapore è armonico e di grande morbidezza. “Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio – sottolinea Alessandro Schiavi, enologo e cotitolare dell’azienda – Con il nostro Rosé la Franciacorta arriva finalmente ad essere rappresentata nella selezione di Wine Spectator, a riprova del grande potenziale che la denominazione riveste in ambito internazionale e in cui noi crediamo fermamente”. L’azienda Mirabella destina all’estero circa il 30% della produzione, principalmente Germania, Svizzera, Belgio, Olanda, Danimarca, Lettonia, Repubblica Ceca per quel che riguarda l’Europa, Ucraina, Cina, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, USA, Messico e
Brasile fuori Continente. Di questo 30% il Rosé rappresenta all’incirca un terzo dell’esportato, con picchi di vendita in Germania e Stati Uniti.

15 NOVEMBRE CINEGUSTO-LOGIA: BORTOLOMIOL PROPONE UNA SERATA TRA CINEMA, CUCINA E BOLLICINE

Chi l’ha detto che siano le bollicine a doversi “adeguare” ai piatti? Nella cena di Cinegusto­logia succederà il contrario. Venerdì 15 novembre (ore 20) al Parco della Filandetta di Valdobbiadene, il giornalista Marco Lombardi assocerà i piatti e le bollicine dell’azienda Bortolomiol ad alcune grandi attrici di cui saranno proiettate diverse sequenze cinematografiche. Il particolare evento si inserisce nel fitto programma di manifestazioni di quest’annata così speciale, in cui la cantina festeggia il 70esimo anniversario di fondazione.

La serata sarà l’occasione per degustare, in abbinamento ai piatti creati con ingredienti di stagione, la linea Prosecco Superiore Docg e il nuovo Rive 70th Anniversary Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: uno spumante in edizione limitata, prodotto in sole 8 mila bottiglie. Il vino che celebra l’anniversario è un Rive, nato dalle uve provenienti da un unico vigneto a Santo Stefano di Valdobbiadene, che gode di una perfetta ed unica esposizione al sole; nella versione Brut Nature, che esalta le caratteristiche estreme  di un territorio difficile da coltivare, dove tutto viene “fatto amano”.

L’evento è aperto al pubblico al costo di 48 euro a persona, comprensivi di cena, degustazione e proiezioni.

CONSORZIO GARDA DOC: AL MERANO WINE FESTIVAL LA PRESENTAZIONE UFFICIALE DI #GARDAMI

L’edizione 2019 del Merano Wine Festival, in programma dall’8 al 12 novembre 2019, sancisce ufficialmente l’inizio della collaborazione tra il Consorzio di tutela Garda Doc e Ramazzotti. Se il 2018 segnò il debutto del Consorzio al Festival altoatesino, la presenza di quest’anno diventa un’occasione chiave per raccontare un nuovo capitolo strategico di Garda Doc, il cui obiettivo è promuovere e valorizzare lo Spumante e le eccellenze del territorio gardesano attraverso la partecipazione e la creazione di esperienze ed eventi esclusivi. Durante i quattro giorni il pubblico potrà degustare il nuovo cocktail #Gardami, simbolo del neonato sodalizio che unisce le bollicine del Garda e l’iconico Amaro.

Alle 15 di venerdì 8 novembre, nell’esclusivo stand Garda Doc di fronte al red carpet, si terrà la presentazione ufficiale di #Gardami, con vista sul Kurhaus, storica struttura in stile Liberty sede principale del Merano Wine Festival.

Il cocktail è a base di Garda Doc Spumante, Amaro Ramazzotti e Aperitivo Rosato Ramazzotti, il cui carattere mediterraneo è esaltato dallo zest di limone e dal cappero. Una miscela di equilibri e contrasti che evoca il clima e la vegetazione del Lago di Garda, meta turistica rinomata e bacino di eccellenze enogastronomiche. A preparare il cocktail ci sarà Alejandro Daniel Mazza, Sommelier e Mixologist di origini argentine, Brand Ambassador Ramazzotti nel mondo.

La giornata di venerdì 8 prevede anche altre occasioni all’insegna dei sapori : alle 10 si inizia con Panettone Time, una degustazione di rosé Garda Doc in abbinamento a una selezione di panettoni Loison. Si prosegue alle 12.30 con Tartufo and Friends, durante il quale proposte gourmet elaborate da Elite Tartufi saranno proposte con il cocktail #Gardami e altre bollicine consortili.

Dalle 19 alle 20 l’evento di chiusura della giornata: Aperitivo Time con dj set a base di #Gardami e diverse etichette di Spumante Garda Doc in abbinamento a una selezione di Piave Dop.

Durante i quattro giorni di Merano Wine Festival, lo stand del Consorzio sarà allestito in modo da poter accogliere gli ospiti e offrire loro un angolo salotto dove degustare, essere accolti e incontrare il Consorzio e le aziende produttrici. Oltre a #Gardami, in mescita ci saranno le bottiglie di Spumante Garda Doc di alcuni soci e la bottiglia istituzionale.

WE-FOOD. ITINERARIO FRA DEGUSTAZIONI SHOWCOOKING E MOLTO ALTRO

Entrare nel cuore della produzione del gusto, toccare con mano le materie prime, scoprire quali passaggi sono necessari per lavorare i prodotti che finiscono sulle nostre tavole, dal cioccolato alla farina, dal vino alla birra, senza dimenticare il mondo delle cucine professionali. Tutto questo è We-Food, un lungo weekend dedicato alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche delle Venezie che, da venerdì 1 a domenica 3 novembre permetterà a un largo pubblico di visitare 30 Fabbriche del Gusto tra Veneto,Trentino e Friuli Venezia Giulia. La manifestazione – promossa dalla guida Venezie a Tavola diretta da Luigi Costa e da ItalyPost, curata da Goodnet Territori in Rete, realizzata grazie alla partnership con Berto’s, Lattebusche e Rigoni di Asiago e giunta ormai alla sua terza edizione – sarà un’occasione unica di turismo industriale ed enogastronomico “diffuso”, che permetterà di esplorare i centri di produzione di terre ricchissime di prodotti e materie prime d’eccellenza. We-Food, infatti, è stato pensato come un weekend di scoperta, che parte dalla visita delle 30 aziende coinvolte e che si espande al territorio: sarà così possibile scoprire interessanti realtà imprenditoriali del food&wine e poi fermarsi a visitare città, borghi e tesori d’arte del Nordest, in un raggio d’azione che non supera i 250 chilometri. Le 30 Fabbriche del Gusto saranno aperte a tutti, dai curiosi agli esperti, dagli appassionati a chi vuole imparare a riconoscere la qualità nei processi produttivi di questo settore. Così, sarà possibile provare a “sporcarsi le mani” preparando un cioccolatino o controllando la lavorazione della gubana, ma anche degustare vini e formaggi, visitare distillerie e frantoi e assistere a showcooking con i migliori chef della guida Venezie a Tavola. Tra l’1 e il 3 novembre, l’agroalimentare del Veneto, del Trentino e del Friuli Venezia Giulia proporrà itinerari diversi e tutti da gustare, capaci di offrire al visitatore, in piena autonomia, l’opportunità di un weekend di relax tra sapori inediti e segreti dell’industria del food&wine.

 Veneto terra di sapori, tra cantine, formaggi, olio e farine 

Partendo dal Veneto, i visitatori avranno a disposizione tantissime tappe per scoprire i prodotti di eccellenza del territorio. In particolare, gli amanti del vino avranno l’occasione di entrare in cantine e aziende vitivinicole che fanno della valorizzazione dei vitigni autoctoni la loro missione. È il caso di Maeli, cantina nel cuore del Parco Regionale dei Colli Euganei con sede a Baone (Padova), che proporrà visite guidate alla cantina e degustazioni di etichette e vini della casa. Spostandosi nel vicentino, ci si potrà fermare a Breganze per scoprire io Mazzuccato, azienda vitivinicola situata ai piedi dell’altopiano di Asiago che dispone di 25 ettari di vigneti in collina, tra Cabernet e Merlot, l’autoctono Vespaiolo, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay e Carmenere. Nel pomeriggio di sabato 2 novembre, la cantina ospiterà uno showcooking con degustazione a cura di Antonio Chemello, della Trattoria “Palmerino” di Sandrigo (Vicenza). Sempre nel vicentino, a Costabissara, aprirà le sue porte anche la Cantina Ongaresca, che per We-Food propone, in caso di bel tempo, una passeggiata tra i vigneti e una degustazione di tre vini, e in caso di mal tempo, una spiegazione sulla spumantizzazione a cui seguirà la degustazione. Anche in provincia di Verona apriranno le loro porte delle pregevoli realtà: è il caso della Cantina Pasqua (Verona), che propone un turno di visita completo di degustazione, e della Cantina Alessandro Benini di Lavagno, che permetterà ai visitatori di esplorare la cantina, la barricaia e la zona di vinificazione, per chiudere la visita con una degustazione. Chi vuole invece “salire un po’ di grado”, potrà visitare l’Antico Laboratorio San Giuseppe, un piccolo liquorificio artigianale situato presso Villa Angaran San Giuseppe dei Padri Gesuiti a Bassano del Grappa (Vicenza), dove potrà scoprire i segreti degli amari, dei liquori e degli infusi d’erbe prodotti “come una volta”. Sempre in provincia di Vicenza, a Costabissara, aprirà le sue porte l’antica Distilleria Schiavo, fondata nel 1887 e condotta di padre in figlio per cinque generazioni. Qui il visitatore potrà scoprire la distilleria e il museo aziendale e degustare una grappa di nicchia di altissima qualità. La domenica mattina, la distilleria propone un appuntamento speciale: visita guidata, aperitivo e showcooking con degustazione a cura di Enzo Gianello del ristorante “L’Altro Penacio” di Altavilla Vicentina. Ma le Fabbriche del Gusto che apriranno le loro porte in Veneto non proporranno solo vini e distillati. Lo scopriranno gli amanti del formaggio, che potranno visitare ben due sedi della realtà di eccellenza Lattebusche: quella di Busche, in provincia di Belluno, che proporrà una degustazione dei diversi prodotti, e quella di Molinetto, a San Pietro in Gu (Padova), specializzata nella produzione di Grana Padano DOP. Rimanendo in provincia di Padova, poi, si potranno scoprire le farine di Agugiaro & Figna Molini, che nella sede di Curtarolo ospiterà, tra sabato 2 e domenica 3 novembre, quattro showcooking con alcuni dei migliori chef selezionati dalla guida Venezie a Tavola di quest’anno: Silvia Moro, chef del ristorante “Aldo Moro – La Cuisine” di Montagnana (Padova), Davide Tangari, chef del ristorante “Valbruna” di Limena (Padova), Federico Zordan, pizzaiolo della “Pizzeria San Martin” di Cornedo Vicentino (Vicenza) e Andrea Valentinetti, chef del ristorante “Radici Terra e Gusto” di Padova. Per rimanere nel mondo delle farine, si potrà poi scoprire la realtà del giovane pastificio di qualità VisVita di San Martino di Lupari (Padova), che racconterà l’arte di fare la pasta e permetterà ai visitatori di “sporcarsi le mani” in due turni di laboratori per imparare a fare le tagliatelle. Anche gli amanti dei dolci potranno soddisfare il loro palato, andando a Castelfranco Veneto (Treviso) a scoprire i segreti (e i prodotti) dell’antico forno Fraccaro Spumadoro, una delle realtà dolciarie più affermate del territorio. Spostandosi a Costabissara (Vicenza), si potranno poi assaggiare le specialità Loison, tra cui l’ottimo panettone dalle più prelibate varianti, e scoprire l’originale Museo Loison, che contiene antichi macchinari da pasticceria, una collezione di libri antichi, poster, cartoline, bottiglie di aromi ed essenze dei primi del Novecento. Cambiando sapori, ma rimanendo in provincia di Vicenza, i visitatori potranno esplorare l’azienda Funghi Valbrenta, moderna e dinamica realtà imprenditoriale nel settore della funghicoltura di Cismon del Grappa, con visite guidate complete di piccola degustazione. Spostandosi poi in provincia di Verona, sarà possibile entrare nella tenuta di Illasi dove viene prodotto l’Olio La Contarina, visitare lo splendido oliveto e il frantoio recuperato nell’antico casale del Settecento, per poi assaporare le diverse qualità del prodotto.  Anche il mondo della ristorazione aprirà le sue porte in occasione di We-Food: Fiorital, una delle aziende leader del mercato ittico nazionale ed europeo, ospiterà presso il proprio locale di Padova uno showcooking a cura degli chef del ristorante, mentre nel cuore del centro storico di Vicenza la Gastronomia Il Ceppo presenterà la propria realtà e offrirà una degustazione dedicata al baccalà. E per gli appassionati del mondo delle cucine professionali, sarà possibile visitare due delle aziende leader nella produzione di forni professionali, entrambe con sede a Padova: Berto’s, con sede a Tribano, e Tecnoeka, con sede a Borgoricco, che il 2 novembre ospiterà anche uno showcooking a cura di Andrea Bozzato, chef del ristorante “La Posa degli Agri” di Polverara (Padova).

 In Trentino alla scoperta del distretto biologico della Val di Gresta

Spostandosi in Trentino, gli amanti del bio avranno l’opportunità di scoprire alcune realtà di eccellenza del biodistretto della Val di Gresta, un’area vocata al biologico dove produttori e pubbliche amministrazioni hanno stretto un accordo per la gestione sostenibile delle risorse. Tra queste realtà c’è l’Azienda Agricola Ivo Gelmini di Valle San Felice-Mori (Trento), che opera su una superficie di circa 8 ettari con la coltivazione prevalente di ortaggi e che per We-Food propone delle visite al proprio laboratorio aziendale corredate da un racconto dedicato alla trasformazione dei prodotti biologici agroalimentari. Sempre a Valle San Felice-Mori, in località Rinzom, i visitatori potranno scoprire i segreti del laboratorio di prodotti officinali Naturgresta, che utilizza piante appena raccolte e le lavora per produrre integratori alimentari, tinture madri e liquori, ma anche cosmetici, prodotti apistici e oli essenziali. Questa attenzione alla sostenibilità e alle materie prime di qualità si ritrova anche nelle altre Fabbriche del Gusto che apriranno le loro porte in Trentino. È il caso del Birrificio Bionoc’ di Mezzano (Trento), nato nel 2012 per diffondere la cultura della birra artigianale attraverso lo sviluppo di prodotti di alta qualità. Il pubblico potrà visitare il birrificio, partecipare a un laboratorio in bottaia, assistere a uno showcooking per imparare a cucinare con la birra e prendere parte alla conferenza “Seminiamo il futuro” su cereali autoctoni, agricoltura itinerante e varietà resistenti. Spostandosi nel bellissimo centro di Rovereto (Trento), si potrà poi scoprire come nasce un cioccolatino durante i laboratori organizzati dalla Pasticceria Zaffiro, che lavora con materie prime genuine selezionate dal territorio. In collaborazione con Naturgresta e con la Pasticceria Zaffiro, inoltre, parteciperà a We-Food anche il ristorante Bosco dei Pini Neri di Trabileno (Trento), che approfondirà nozioni e conoscenze dei prodotti del territorio.

Tappa in Friuli Venezia Giulia, tra grappa artigianale e dolci tradizioni

 Spostandosi poi in Friuli Venezia Giulia, sarà possibile addentrarsi nei segreti della tradizione dolciaria delle Valli del Natisone, andando a visitare i laboratori artigianali della Gubana della Nonna e della Gubana Dorbolò, entrambe a San Pietro Al Natisone (Udine). La prima proporrà delle sessioni esclusive di laboratorio dedicate alla storica ricetta della gubana, dolce friulano per eccellenza, e alla biscotteria artigianale natalizia, la seconda organizzerà visite guidate all’interno del laboratorio complete di degustazione. Per rimanere nel mondo dei dolci, a San Daniele del Friuli (Udine), sarà possibile scoprire i segreti della cioccolateria artigianale Adelia Di Fant, vedere dal vivo la lavorazione del cioccolato e la sua trasformazione in tavolette, praline e crema spalmabile e partecipare a una degustazione guidata che parte dal cioccolato grezzo e arriva al prodotto finito. Spostandosi a Nimis (Udine), si potrà conoscere da vicino l’antica Distilleria Ceschia, che, pur essendo entrata a far parte del grande Gruppo Molinari, continua a preparare la grappa utilizzando il metodo di distillazione artigianale. A Palmanova (Udine), invece, aprirà le sue porte Jolanda de Colò, azienda specializzata nella lavorazione di carne e pesce che dal 1976 offre un’ampia gamma di produzioni alimentari e specialità enogastronomiche di assoluta qualità, come il foie gras o il pesce affumicato. Per gli appassionati del mondo delle farine, a Trivignano Udinese (Udine) sarà possibile entrare nell’antico Molino Moras. Per ciascun turno, è prevista la visita alla Farinoteca, un luogo dal sapore di una volta, dove sarà possibile acquistare farine, biscotti, grissini e focacce. Spingendosi fino al cuore del Carso Triestino, a Duino Aurisina, a ridosso del Golfo di Trieste, sarà poi possibile visitare la splendida cantina Zidarich, percorrere i cinque piani della struttura scavata interamente nella roccia per osservare e conoscere l’intero processo produttivo vitivinicolo. A conclusione della visita sarà infine possibile degustare il vino di produzione.

 Gli showcooking

 Anche per questa edizione di We-Food sono stati invitati alcuni dei più importanti chef della guida Venezie a Tavola, che sarà presentata in anteprima il 28 ottobre a Vicenza per festeggiare il traguardo della decima edizione. Nel weekend dedicato al gusto delle Venezie, saranno sette gli chef selezionati dalla guida di quest’anno ad alternarsi in showcooking d’eccellenza, durante i quali esalteranno con il loro tocco sapiente i prodotti eccellenti delle Fabbriche del Gusto. La sede di Curtarolo di Agugiaro & Figna ospiterà ben quattro showcooking, con Silvia Moro, chef Ristorante “Aldo Moro – La Cuisine” di Montagnana (sabato 2, ore 11), Davide Tangari, chef Ristorante “Valbruna” di Limena (sabato 2, ore 17), Federico Zordan, pizzaiolo Pizzeria”San Martin” di Cornedo Vicentino (domenica 3, ore 11), e Andrea Valentinetti, chef Ristorante “Radici Terra e Gusto” di Padova (domenica 3, ore 17). Tecnoeka di Borgoricco (Padova) ospiterà invece lo showcooking di Andrea Bozzato, chef del Ristorante “La Posa degli Agri” di Polverara (sabato 2, ore 11.30), mentre da ioMazzuccato, a Breganze, sarà protagonista Antonio Chemello, chef Trattoria “Palmerino” di Sandrigo (sabato 2, ore 16.30). Da non perdere da Distilleria Schiavo, a Costabissara, lo showcooking di Enzo Gianello, chef Ristorante “L’Altro Penacio” di Altavilla Vicentina (domenica 3, ore 10.30). Altri showcooking si terranno nel locale Ytheca di Fiorital, con sede a Padova (sabato 2, ore 11), per scoprire ricette a base di pesce, ma anche presso il locale “La Doga” a Fiera di Primiero (Trento) per imparare da Luca Simoni, chef del ristorante, come cucinare con la birra (domenica 3, ore 10.45, appuntamento organizzato dal Birrificio Bionoc’ di Mezzano). Infine, da non perdere la presentazione con degustazione incentrata sul baccalà alla Gastronomia Il Ceppo a Vicenza (sabato 2, ore 17 e 18.30).

Come partecipare 

Tutti possono partecipare a We-Food e tutti gli eventi di We-Food sono a ingresso libero: è solamente richiesta, per ragioni organizzative, la prenotazione alle visite e agli eventi di proprio interesse sul sito internet www.wefood-festival.it, in corrispondenza di ciascuna azienda visitabile.

 

We-Food sulla rete

 
Punto di riferimento per aggiornamento in progress su We-Food è il sito internet www.wefood-festival.it, dove è possibile consultare le schede di tutte le aziende aderenti e gli eventi che vi si svolgeranno. È attiva anche la comunità di Facebook (https://www.facebook.com/venezieatavola/) di Twitter, disponibile al profilo @VenezieaTavola (hashtag ufficiale per seguire la manifestazione è #wefood), e di Instagram (https://www.instagram.com/venezieatavola/).

CHIESTO LO STATO DI CALAMITA’ NATURALE PER L’OLIO DEL GARDA

Il Consorzio di Tutela Olio Garda DOP ha chiesto lo stato di calamità naturale ai presidenti delle Regioni Veneto e Lombardia e al presidente della Provincia Autonoma di Trento. La stagione olivicola del 2019 si prospetta infatti difficile: è stato stimato un calo di produzione che oscilla tra il 90 e il 95%. Il dato definitivo si avrà solo a fine novembre, quando terminerà la raccolta delle olive, ma la perdita produttiva ed economica è evidente già oggi. Data la situazione, il Consorzio si è attivato per richiedere alle autorità competenti di attivare adeguati strumenti di rimborso o di indennizzo per le imprese della filiera coinvolte.
“Gli olivicoltori – spiega Laura Turri, presidente del Consorzio Olio Garda DOP – che con la loro attività contribuiscono al mantenimento del paesaggio gardesano, così importante per il turismo dell’area e così famoso all’estero, si troveranno nella situazione di aver sostenuto tutte le spese per la coltivazione senza alcuna remunerazione per la vendita del raccolto. È compito del Consorzio dunque far sentire nelle sedi competenti la voce dei 474 soci che ne fanno parte”. Le cause dell’annata negativa sono da ricercare nei cambiamenti climatici in atto: il freddo di maggio e il caldo intenso di giugno, seguiti da venti forti e grandine, non hanno lasciato scampo agli oliveti, che quest’anno hanno prodotto pochi frutti. “In questa difficile situazione – continua Laura Turri – abbiamo richiesto alle autorità di controllo delle ulteriori verifiche per garantire la tutela del marchio Garda DOP. Per affrontare il cambiamento climatico e il futuro della olivicoltura del Garda, inoltre, è necessario mettere in atto un’attività di studio che coinvolga tutti i centri di ricerca, identificando le cause di quanto accaduto e individuando i rimedi atti a risolvere o mitigare i fenomeni avversi, nel caso in cui situazioni simili a quelle verificate quest’anno dovessero ripetersi. Ora è necessario unire le forze con altri enti per far sì che si prendano in considerazione misure adeguate per far fronte a questa annata difficile”.