BIRRA ANTONIANA AI TADI È IL MIGLIOR PRODOTTO DEL 2017

La terza edizione del “Best Italian Beer” ha assegnato la Spiga d’Oro come specialità dell’anno alla blanche Birra Antoniana ai Tadi. Al concorso, ideato da Federbirra e patrocinato dal ministero delle Politiche Agricole, la protagonista indiscussa è stata la birra bianca di frumento dell’azienda di Villafranca Padovana (Padova) dai sentori speziati con note di buccia d’arancia e coriandolo, che ha conquistato la giuria ottenendo la somma più alta delle votazioni. Accanto alla vincitrice assoluta, anche altre referenze del birrificio si sono distinte nelle proprie categorie di stile.
Luppoli d’oro, e cioè prime classificate, sono Birra Antoniana Altinate, Pasubio ed Eremitani, nelle categorie German Pilsner, Bohemian Pilsner e Old Strong Ale. Portello, Marechiaro e Ponte Molino invece sono state premiate con il Luppolo d’Argento negli stili Golden Ale, Munich Helles e Saison. Il Luppolo di Bronzo va a Stile Vienna, terza classificata nella categoria Vienna.
Tuttavia anche l’occhio vuole la sua parte. È così che Marechiaro conquista l’Etichetta d’Argento nella categoria “Packaging Beer Awards 2017” ideata per premiare l’impegno di quelle aziende che investono nell’immagine del proprio prodotto.

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RAFFAELE ROS E GENNARO ESPOSITO, QUANDO VINCE LA NOSTALGIA DEL PASSATO, CHE GUARDA AL FUTURO

Gennaro Esposito e Raffaele Ros

Lunedì 5 febbraio 2018, al ristorante stellato “San Martino” in Scorzè (Venezia), dalle 20 gli chef Raffaele Ros (una stella Michelin) e l’ospite, il collega Gennaro Esposito due stelle Michelin del ristorante “Torre del Saracino” a Vico Equense (Napoli) e protagonista in televisione di Junior MasterChef Italia, daranno vita a una serata all’insegna della grande cucina. I due formano una coppia messa a punto già nel gennaio del 2012, sempre al “San Martino”, con una memorabile cena a quattro mani. Un successo che ha spinto i due protagonisti a collaborare nuovamente.
In questo nuovo incontro prepareranno piatti che valorizzano l’espressione del proprio territorio, esaltando con rigore, sapienza, attenzione al dettaglio e molta esperienza sul campo la bontà della pietanza.
Questo il menu della serata: Mise en Bouche, Crostacei, crema al limone e passion fruit La seppia, inchiostro e fegato con salsa verde e limone candito, Il “Cocktail” di gamberetti della Laguna Veneta, Minestra di pasta mista con crostacei e pesci di scoglio, Tortelli alla ricotta di malga e “Canocia”, Spigola di lenza crema di pane e “Castraure”, Cake al limone, cremoso all’olio extravergine di oliva e zenzero candito con gelato al kefir, Gelato alla vaniglia Thaitiensis.
La serata sarà in collaborazione con le aziende Ferghettina, Franciacorta a Adro (Brescia), Mario Schiopetto a Capriva del Friuli (Udine), Ronchi di Manzano a Manzano (Udine).
Il menu comprensivo di vini costerà 130 euro.
Per prenotazioni, chiamare i numeri 041-5840648 oppure 320-1609940.

AL VIA IL MASTER DELLA CUCINA ITALIANA: OLTRE L’IMMAGINE

Allievi, sponsor e alcuni docenti all’inaugurazione del Master della Cucina Italiana 2018

Il Master della Cucina Italiana giunge alla sua sesta edizione e indica, ai futuri cuochi che aspirano a lavorare ad altissimi livelli, una provocatoria, nuova, direzione: andare “Oltre l’immagine”. È proprio questo il tema con cui si sono inaugurati,  i 5 mesi di lezione nelle aule, nelle cucine e nei laboratori del Centro Formazione Esac di Creazzo (VI), dove una nuova “brigata di allievi” si appresta ad incontrare un corpo docente d’eccezione: grandi esperti di enogastronomia e management della ristorazione, pasticceri di fama internazionale e una squadra di 24 chef che con i loro ristoranti totalizzano 35 Stelle Michelin.  Anche quest’anno, dunque, il Master sarà un lungo percorso di 800 ore nel meglio della cucina italiana per prepararsi al “grande salto”: il tirocinio di almeno 4 mesi nei ristoranti stellati, che per molti degli allievi delle passate edizioni è stato il trampolino di lancio della loro carriera. Un percorso impegnativo, quello del Master della Cucina Italiana, per entrare in un settore che facile non è, nonostante le “sirene mediatiche”. Da qui il tema che caratterizza il corso quest’anno, “Oltre l’Immagine”: un invito ad affrontare la cucina con lo sguardo libero da preconcetti, costruzioni mentali, sovrastrutture televisive e social, tipiche della nostra società digitale. Si giustifica così la scelta di chiamare un noto professionista dell’immagine per guidare questi giovani allievi a cambiare il proprio sguardo sul mondo: è stato, infatti, il fotografo, illustratore e pittore Gianni Renna a tenere la lezione inaugurale, aperta dal saluto del Comitato Scientifico composto da Sergio Rebecca, presidente Esac Spa, società di Confcommercio Vicenza che organizza il Master; Massimiliano Alajmo, chef tre Stelle Michelin; Raffaele Alajmo, Ceo di Alajmo Spa e Mauro Defendente Febbrari, medico endocrinologo. Un’occasione per “dare subito il la”, agli allievi del Master 2018, del leitmotiv che caratterizzerà il corso di quest’anno, ma anche per salutare con un ultimo prezioso contributo formativo i “diplomati” del 2017 a cui oggi sono stati ufficialmente consegnati gli attestati di partecipazione alla scuola, dopo aver superato i tirocini in importanti ristoranti italiani.  In apertura il presidente Rebecca ha voluto sottolineare i due ingredienti essenziali del Master. Prima di tutto la grande squadra di docenti, quest’anno rafforzata ulteriormente da alcune novità come il ritorno dello chef tristellato Norbert Niederkofler; l’esordio del sous chef dell’Osteria Francescana Davide Di Fabio, del sommelier dell’Enoteca Pinchiorri Alessandro Tomberli e della giornalista Rai Anna Scafuri. Anche nello chef tutor di cucina, c’è la grande novità della presenza di Alfredo Chiocchetti (apprezzato e stimato mentore di un giovane Massimiliano Alajmo), cuoco che fino a qualche anno fa reggeva le sorti del ristorante Scrigno del Duomo a Trento. E poi, altro apporto essenziale del Master,  l’esperienza degli incontri con i produttori delle materie prime, durante i 5 mesi di lezione e quella nelle migliori “brigate” di cucina italiane nei 4 mesi di tirocinio.
“Noi vi garantiamo questi ingredienti – ha sottolineato Rebecca –, ma poi il futuro è anche nelle vostre mani, nella capacità di cogliere ed interiorizzare questo potenziale, aiutati certamente in ciò, da una scuola che rimane per pochi, centrata sull’individuo, guidata dalla passione di chi ci insegna e dall’amore per questo lavoro”. E dopo un omaggio al grande chef Gualtiero Marchesi con una citazione dal suo famoso “decalogo” per i futuri cuochi (accolta da un lungo applauso in omaggio al grande maestro), un breve giro di tavolo con gli altri componenti del Comitato scientifico: Mauro Defendente Febbrari, che ha anch’esso citato l’esempio di Gualtiero Marchesi per invitare gli allievi ad “avere la voglia, la forza, la curiosità di spingersi fino al limite e  anche oltre nella loro ricerca”; Massimiliano Alajmo, secondo il quale la forza del Master è quella “di instillare il dubbio perché emerga la personalità del cuoco, guadagnando quell’autenticità che permette in futuro di dire qualcosa di significativo nel mondo della cucina”; infine Raffaele Alajmo, che ha sottolineato l’apporto culturale di questa scuola. “più l’anima è ricca – ha detto – più le conoscenze sono ampie, più c’è la possibilità di esprimersi, in un piatto come nella vita”. La parola è passata quindi a Gianni Renna, in un appassionato intervento corredato da alcune delle sue straordinarie foto di piatti, scattate recentemente. “Oltre l’immagine – ha affermato, entrando nel vivo del tema – c’è la meta da raggiungere. Per quanto riguarda il cibo, un’immagine raffinata di un piatto mette in moto l’incognita, la curiosità, il desiderio, la percezione del gusto. Pertanto l’estetica del piatto – ha aggiunto – è l’anticamera del gusto. Come in arte, quando l’emozione diventa immagine e l’immagine riversa emozione”. E a proposito di emozioni, coinvolgente, come ogni anno, la consegna degli attestati di partecipazione agli allievi che hanno frequentato il Master 2017, per i quali ci si augura lo stesso successo ottenuto dalla precedenti edizioni, con ragazzi che ora lavorano in ristoranti come l’Osteria Francescana a Modena, Le Calandre di Rubano (PD), Casa Perbellini a Verona, La Peca di Lonigo (VI), ecc. Per non parlare di chi ha aperto il proprio ristorante conquistando già i favori dei gourmet, come l’allievo che dal pluripremiato El Celler de Can Roca di Girona (Spagna) ha avviato un suo locale a Savelletri di Fasano, in Puglia; o chi ne ha aperto uno nella sua città, Bergamo, già con ottimi riscontri di critica. Tornando all’edizione 2018, per il sesto Master della Cucina Italiana  arrivano anche quest’anno a Creazzo, un po’ da tutta Italia: da Veneto, Puglia, Toscana, Sicilia… compreso un ragazzo di nazionalità Ucraina. Hanno già un’esperienza più o meno consolidata di cucina alle spalle e alcuni frequentano la scuola grazie alle Borse di Studio finanziate da Rader Spa di Altavilla Vicentina (VI), realtà leader nella distribuzione di materie prime alimentari; Banca Mediolanum, primario istituto di credito; Le Soste di Ulisse, associazione siciliana presieduta dallo chef Ciccio Sultano che unisce ristoranti gourmet, charming hotel e maestri pasticceri. Ad attenderli, come si diceva, una squadra consolidata di docenti (ben 43) che accompagnerà gli allievi fino al 15 giugno 2018, ultimo giorno del Master della Cucina Italiana, la cui conclusione, come da tradizione, sarà caratterizzata dalla lectio magistralis di un grande nome dell’enogastronomia Italiana.

ASSAPORITO E GUGLIELMO VUOLO APRONO INSIEME A VERONA

Apre ufficialmente a Verona la nuova struttura che vede la collaborazione fra Assaporito di Marco Dolci e il maestro pizzaiolo napoletano Guglielmo Vuolo. Una “Bottega del Gusto” e una pizzeria che si sviluppano in un’unica struttura di 350 metri quadrati su due livelli rinnovata dall’architetto Luisa Masciantonio. In viale del Lavoro, a due passi dalla Fiera, Dolci e Vuolo portano tutto il gusto del sud, l’uno con una selezione di ingredienti gourmet e l’altro con la sua pizza che lo vede, da formatore e consulente, in giro in tutto il mondo.
Assaporito, la Bottega del Gusto è aperto dal mattino con le colazioni e proseguirà la sua attività come punto vendita di eccellenze del territorio campano: dal Pomodoro alla Mozzarella di bufala – con arrivi freschi due volte la settimana. Non mancano i fritti (crocchè, arancini e frittatine), il pane, la pasta di Gragnano e il caffè. A mezzogiorno e alla sera è attiva la pizzeria di Guglielmo Vuolo. «In questi anni abbiamo sempre cercato di soddisfare le richieste della nostra clientela, con una attenzione ai tanti meridionali in cerca dei sapori autentici di casa – dichiara Dolci, forte della sua esperienza più che decennale con Assaporito a Brescia – da oggi completiamo la nostra offerta grazie alla partnership con un artigiano di indiscusso valore: il Maestro Guglielmo Vuolo». Con la sua pizzeria di Verona, che si affianca al locale storico di Casalnuovo (Napoli) dove lavorano i suoi tre figli pizzaioli, Vuolo inizia le celebrazioni dei suoi cinquant’anni di attività. Pizzaiolo verace strettamente legato alla più squisita tradizione ma anche curioso ricercatore, a Verona porta le novità che ha maturato in questi anni. Ci sono, dunque, la Carta dei pomodori, una selezione di varietà rare e note da cui scegliere il proprio pomodoro preferito per condire la pizza, l’impasto all’acqua di mare, oltre alle pizze per la salute studiate con bioterapisti nutrizionali. La pizzeria è improntata all’interattività con il cliente, con alcuni posti a sedere direttamente a ridosso del bancone, per non perdersi nessun passaggio della preparazione delle pizze. Ma anche dal piano superiore, che ospita la sala, si può seguire il Maestro al lavoro, grazie a uno schermo che proietterà in tempo reale le immagini. Un modo nuovo di raccontare la pizza.

LO STORICO “12 APOSTOLI” DI VERONA CAMBIA MARCIA

È una delle istituzioni gastronomiche della città di Romeo e Giulietta ma nella vita serve anche cambiare, rinnovarsi, guardare avanti. La famiglia Gioco da cent’anni apre con gioia e impegno le porte del ristorante di Verona, il “12 Apostoli”. Locale oggi rinnovato nello spirito e negli ambienti di sala, condotta dal giovane Filippo Gioco, e di cucina, guidata dallo chef veronese Mauro Buffo. L’importante eredità ha spinto tutti a sviluppare insieme un progetto di rinascimento, che considera l’attività storica non un museo, quanto il fulcro privilegiato di un percorso di ricerca e di scoperta gastronomica, che dalle proprie solide radici e dal proprio fertile territorio vuole aprirsi al mondo per esplorare le nuove tendenze, cercando di proporne una propria, italiana e scaligera, con variazioni (mai gratuite o condizionate dalle mode). In sala dominano dodici isole tonde tovagliate in bianco, che si stagliano con eleganza tra gli affreschi tenuti in penombra, grazie alla luce soffusa al centro di ogni tavolo, quasi come ingrediente nel piatto. Una quarantina di posti a disposizione e il locale è aperto tutti i giorni, eccetto domenica sera e l’intera giornata di lunedì. In cucina Mauro Buffo, tornato a casa dopo molto aver visto e molto intrapreso, si propone di modellare un progetto gastronomico a tutto tondo, legato all’armonia tra gli ingredienti e le persone. Nato all’ombra del castello di Soave, giovanissimo inizia l’esperienza in cucina nella brigata di Fabio Tacchella, salvo a vent’anni suonati trovarsi nel cuore della “Nuova grande cucina italiana”, sotto la guida del Maestro Gualtiero Marchesi. Si sposta poi a Padova, accolto amorevolmente da Massimiliano Alajmo al ristorante Le Calandre, che pone indispensabili basi per finire in Spagna alla corte del rivoluzionario, Ferran Adriá, dove rimane ben quattro, intensissimi anni. Approdato a New York, dopo una fruttuosa esperienza da David Bouley, stimolato da un ambiente che sente congeniale, inizia la carriera di chef al ristorante Falai. Tornato in Italia come executive chef al Vigilius di Lana, completa il ritorno alle origini approdando ai “12 Apostoli”. Tre i percorsi di degustazione proposti dallo chef. Il menù Sostrati, che vuole raccontare la gloriosa storia della città attraverso i suoi piatti di riferimento; il menù Bagliori, una passeggiata, mano nella mano allo chef, nel territorio e nella stagionalità; il menù Divagazioni che, come in un gioco, vuol far riscoprire i paradigmi della cucina italiana. In cantina, tra preziosi reperti archeologici, dove riposano le etichette selezionate con cura ed entrate in Carta vini a multipli di 12, si trova il rifugio dedicato al momento del dolce, da gustare attorno a un grande tavolo sociale.

TUTTI I SEGRETI DEL CIOCCOLATO SECONDO ROSSANA BETTINI

Rossana Bettini

Giovedì 14 dicembre, oggi, alle ore 17, al ristorante Il Palco di Mestre (Piazzetta Cesare Battisti, 13), Rossana Bettini, giornalista di vino e cibo e docente di Educazione del Gusto presenta il suo nuovo libro “È autentico cioccolato” (Linea Edizioni, 124 pagine, €20,00, con la prefazione di Oscar Farinetti e le ricche immagini di Fabio de Visintini). Insieme all’autrice presenteranno il libro il professore Massimo Donà e il professore Gianni Moriani, direttore e coordinatore del Master in Filosofia del Cibo e del Vino all’Università San Raffaele di Milano. A seguire, una degustazione di cioccolato. “È autentico cioccolato” porta il lettore alla scoperta del cioccolato, delle sue origini, della sua lavorazione e degli abbinamenti enologici, e fornisce le modalità per distinguere e scegliere quello buono e autentico, per l’appunto. L’ultimo libro di Rossana Bettini offre gli strumenti per distinguere un prodotto di qualità così da poter decidere con consapevolezza cosa acquistare e mangiare. «Si sa talmente poco del cioccolato, che ho deciso di scrivere un libro per parlare di questo prezioso prodotto e fornire una sorta di “cassetta degli attrezzi”, quell’insieme di strumenti necessari a riconoscere il cioccolato realmente buono e sano, per decodificarne le caratteristiche, per sapere quanto ne possiamo mangiare con buona pace della linea e godimento delle papille», sottolinea l’autrice Rossana Bettini. Nessuna mitologia, niente ricette, la ricerca della giornalista analizza soprattutto la lavorazione del prodotto, dal cacao all’amata tavoletta, smascherando molte false verità.

L’ARGINE A VENCO’: UN’ESPERIENZA FANTASTICA DI SAPORI

Ti siedi a tavola e hai la sensazione di essere all’aperto, seduto sull’argine tra l’orto e i vigneti, solo un attimo e ti accorgi di essere in cucina, tra Lei e la sua brigata. Lei è Antonia Klugmann, la chef stellata, che ti sta accompagnando in un’esperienza nuova, prodotti freschissimi ( i vegetali, per gran parte arrivano dal suo orto lì accanto) usati con sapienza, con delicatezza, come nel suo carattere, delicata ma precisa e sicura negli accostamenti. L’ambiente, L’Argine a Vencò a Dolegna del Collio (GO), è piccolo, 15 posti, atmosfera rilassante, nei piatti sapori di mare e di terra con giochi di note dolci e acide, gusti puliti con un sapiente uso delle erbe aromatiche. Nella sua cucina Antonia trasmette tutta la sua passione con accostamenti unici ma affascinanti legati alla stagionalità. Due gli elementi fondamentali, materia e spirito, gli elementi e Lei, in un gioco di ricordi del territorio e della famiglia che Antonia trasferisce nei piatti. Vini in abbinamento prevalentemente del territorio. Due menù con la possibilità dell’accostamento dei vini ai piatti e un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ho avuto il privilegio di poter assaggiare un menù che rappresenta la sua filosofia di cucina e posso affermare che è stata un’esperienza fantastica.

Luciano Favro

Piatto entrèe dello chef: insalata arrostita con 2 salse, una di alici e acciughe, l’altra di uva e lamponi, sopra uvetta e prugne

Cetriolo croccante fermentato in salamoia, ostrica cruda con la propria acqua, cozze e vongole spadellate con salsa di senape, cumino, acetosella e finocchietto selvatico

Zucca Hokkaïdö cotta al forno, intera, con olio di semi di zucca, gelato di latte crudo e miele e sale di Pirano; (caldo e freddo)

 

Lingua salmistrata bollita, caco fermentato e salsa di caco, purè di nocciola, fagiolini nelle due consistenze (liquida e croccante) erba pimpinella e polvere di alloro

Riso carnaroli con centrifuga di spinaci , finta besciamella al parmigiano, foglie di spinaccino a crudo, olio al ginepro e spruzzatina finale di grappa

 

Ravioli ripieni di patè di fegato, ragù di cuore di manzo battuto a coltello, cime di rapa, crema di cime di rapa e emulsione di olio e cime di rapa

Faraona petto e coscia arrostiti, uva alla brace, bietola sbollentata, salsa al pepe, fondo fatto con le ossa e brodo, finocchio al limone

Pera cotta croccante, meringa all’italiana, fiore di menta, polvere di rosmarino

Sorbetto di abete, more, salsa di more e biscotto alle more, ganache di cioccolato bianco con burro al tartufo nero e tartufo grattugiato con spolverata di foglie essiccate di abete

TORNA “allORA BIO” IN CANTINA PIZZOLATO: LE FARINE DEL MOLINO BERTOLO

La Cantina Pizzolato con parte dei suoi vigneti

Per il prossimo appuntamento di “allORA BIO”, che si terrà in Cantina Pizzolato di Villorba (TV) giovedì 30 novembre dalle ore 20, protagoniste della serata saranno le farine biologiche e alternative e la testimonianza del forno Molino Bertolo di Pederobba (TV). Questo progetto nasce dalla volontà da parte della Cantina Pizzolato, produttrice di vino biologico, di formare e informare riguardo le diverse sfaccettature del mondo biologico. “Biologico è il nostro stile di vita” – racconta Settimo Pizzolato, titolare della Cantina – “Biologico è una parola che porta in sé concetti molto profondi di rispetto, conoscenza e collaborazione. Vorremo per questo diventare un punto di riferimento a disposizione di tutti per conoscere più dettagliatamente le opportunità, i pregi e i difetti non solo dell’agricoltura biologica ma anche dell’alimentazione, attraverso incontri semplici e trasparenti, ricchi di confronto.” Nello specifico, l’incontro gratuito e aperto al pubblico, tratterà il tema delle farine biologiche e dell’utilizzo delle farine “alternative”.  Mangiare una pizza sana, saporita e biologica significa mangiare una pizza realizzata con materie prime di qualità e di origine naturale. Grazie all’intervento di Gabriele Fortunati, responsabile della qualità di Molino Bertolo SRL, sarà possibile fare chiarezza sui significati di farina biologica e farina alternativa elencando proprietà, caratteristiche e differenze tra le farine 00 e le farine “integrali”. Molino Bertolo ha fatto della qualità dei suoi prodotti non solo un marchio di fabbrica ma, anche, un obiettivo a cui mirare costantemente. Ne ha fatto una scelta solida ed il punto di partenza nello sviluppo di tutto il rapporto con il cliente finale. La produzione delle farine Molino Bertolo nasce da un’attenta selezione delle migliori varietà di grani importati dall’Italia e dall’estero (Austria, Germania e Stati Uniti). Lo stesso impegno e dedizione vengono riservati anche al grano a chilometro zero prodotto in Veneto, da cui è nata la Farina Veneta KM0, un prodotto con grani provenienti al 100% dalla regione Veneto. La serata terminerà con un brindisi finale, occasione di un confronto diretto con gli esperti e operatori del settore che parteciperanno all’appuntamento. A breve usciranno altre date degli incontri di “allORA BIO” che tratteranno temi importanti con riferimento al mondo del biologico trattando l’importanza dell’alimentazione, anche vegana, nello sport, le opportunità offerte da un’agricoltura 100% sostenibile, arrivando a toccare gli aspetti di una cosmesi bio e naturale; ponendo sempre attenzione alla sostenibilità ambientale e alla tutela in termini di salute e benessere di se stessi e degli altri.  In compagnia e in collaborazione con aziende, fornitori, esperti e ricercatori, la cantina Pizzolato affronterà queste tematiche con l’unico scopo di raggiungere la consapevolezza del consumatore attraverso trasparenza, confronto e opportunità.

L’AZIENDA AGRICOLA CONTE COLLALTO PRESENTA LE NOVITÀ PER IL PROSSIMO NATALE

A novembre 2017 saranno presentati in casa Collalto di Susegana (Treviso) due nuovi prodotti pensati per il Natale. La prima novità, Prince, è una grappa di prosecco riserva invecchiata diciotto mesi. È ottenuta dalla distillazione delle vinacce del vitigno Glera fermentate con il metodo “Grappasystem”e distillate sottovuoto a bassa temperatura, per estrarre quei profumi fruttati e floreali che raccontano il vitigno d’origine. L’invecchiamento per diciotto mesi in barrique di ciliegio e rovere dona a questa grappa il colore dorato e il gusto pieno e distintivo che la caratterizzano. Al palato risulta morbida ed elegante, al naso risaltano profumi fruttati, di vaniglia e dolci note speziate che si fondono con richiami di legni pregiati. È perfetta con cioccolato fondente ed è ottima come fine pasto. L’altra novità sul mercato è il Prosecco Superiore Docg Brut nel formato Jeroboam da tre litri con l’elegante confezione in legno. La bottiglia perfetta per brindare in tutte le occasioni speciali e la giusta scorta di bollicine per festeggiare in compagnia le prossime feste. Nelle ultime settimane, infatti, i pluripremiati vini della storica cantina trevigiana sono stati protagonisti delle principali manifestazioni estere dedicate al mondo del vino. Si è iniziato il 28 e 29 ottobre a Varsavia in Polonia con il tasting dei vini selezionati da Gambero Rosso, quindi l’8-11 novembre le etichette Collalto sono volate a Hong Kong per l’edizione 2017 dell’International Wine &Spirits Fair. A novembre, inoltre, l’azienda ha preso parte alla missione di promozione a Tokio insieme al Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e alla 26esima edizione del Merano Wine Festival.

NATALE 2017: IL PANETTONE TRASPARENTE DI GIULIANO BALDESSARI

Per il prossimo Natale, Giuliano Baldessari, chef del ristorante Aqua Crua a Barbarano Vicentino (Vicenza) e giudice di Top Chef Italia, propone il suo panettone, semplice e trasparente come la sua idea di cucina. Una nuova ricetta che nasce dall’evoluzione di quella del 2016, ma con una sostanziale novità: quest’anno le uova utilizzate saranno solo quelle delle galline di Aqua Crua, una trentina di esemplari che vivono in un’azienda agricola di Villaga (Vicenza). Anche quest’anno, il lievito madre è stato rinfrescato con la rugiada raccolta personalmente da Baldessari sulle montagne trentine la notte di San Giuseppe. Un rito antico, erede della tradizione celtica che attribuiva alla rugiada di quella notte proprietà miracolose. Lo stesso lievito viene utilizzato da Baldessari per la sua colomba pasquale e per il nuovo lievitato in fase di test, che sarà in vendita tutto l’anno. Il panettone sarà acquistabile solo nel formato da mezzo chilo in ristorante e sugli acquisti online del ristorante (http://aquacrua.jimdo.com). Il panettone arriva a casa sempre fresco. Viene prodotto il venerdì e le spedizioni partono tutte le settimane, il lunedì. Spese di spedizione 6,50 euro, gratuite a partire da dieci panettoni.