COMPLESSITÀ E STILE: UN WORKSHOP ORGANIZZATO DA CANTINA TRAMIN HA ESPLORATO IL MONDO DEL GEWÜRZTRAMINER

Novanta sommelier provenienti da 13 paesi si sono dati appuntamento alla Cantina Tramin di Termeno (Bolzano) per un Workshop Internazionale sul Gewürztraminer. Ad esplorare le potenzialità del vitigno il critico enologico Stephan Reinhardt, referente di Robert Parker’s Wine Advocate in Alsazia, Valle della Loira, Germania, Austria e Svizzera, che ha condotto una masterclass di cui sono stati protagonisti Willi Stürz kellermeister di Cantina Tramin e Jacky Barthelmé titolare del Domaine Albert Mann di Wettolsheim (Alsazia).

La degustazione ha fatto emergere due interpretazioni parallele di un vitigno che in Alto Adige e Alsazia incontra climi e terreni differenti, oltre che stilistiche peculiari. Ad accomunare i due produttori la consapevolezza di essere di fronte ad una varietà estremamente complessa: difficile da gestire in fase di raccolta, data la precoce ricchezza di zuccheri rispetto ad una più tardiva maturazione fenolica. Un’uva coltivata a varie latitudini, ma in grado di esprimere l’eccellenza solo quando gli elementi del terroir trovano il giusto equilibrio. Il vino che se ne ottiene è solo apparentemente semplice, con una profondità che si rivela appieno nell’evoluzione, dove la propensione all’invecchiamento risulta sorprendente.

«Per molti versi il Gewürztraminer potrebbe essere definito il vino rosso tra i vini bianchi. Ci sono elementi della struttura e una certa tannicità di alcuni grandi Gewürztraminer che ricordano il Pinot Nero» ha dichiarato Stephan Reinhardt. Un parallelo peraltro suffragato da numerosi studi ampeleologici, secondo i quali esiste una parentela di primo grado tra il Pinot Nero e il Traminer.

Il Workshop è quindi proseguito con un laboratorio di wine&food pairing sotto la guida dei sommelier alto atesini Eros Teboni and Daniel Erlacher. Sei Gewürztraminer delle due aziende, diversi per freschezza, complessità e residuo zuccherino sono stati proposti con otto pietanze, dall’antipasto ai secondi piatti, invitando i presenti a trovare il giusto accostamento. Il Gewürztraminer ha così rivelato la propria versatilità, dimostrandosi adatto sia ad abbinamenti già in parte consolidati, come con un risotto alla zafferano e liquirizia, che con accostamenti più insoliti, come con una pancetta leggermente piccante.

WE-FOOD. ITINERARIO FRA DEGUSTAZIONI SHOWCOOKING E MOLTO ALTRO

Entrare nel cuore della produzione del gusto, toccare con mano le materie prime, scoprire quali passaggi sono necessari per lavorare i prodotti che finiscono sulle nostre tavole, dal cioccolato alla farina, dal vino alla birra, senza dimenticare il mondo delle cucine professionali. Tutto questo è We-Food, un lungo weekend dedicato alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche delle Venezie che, da venerdì 1 a domenica 3 novembre permetterà a un largo pubblico di visitare 30 Fabbriche del Gusto tra Veneto,Trentino e Friuli Venezia Giulia. La manifestazione – promossa dalla guida Venezie a Tavola diretta da Luigi Costa e da ItalyPost, curata da Goodnet Territori in Rete, realizzata grazie alla partnership con Berto’s, Lattebusche e Rigoni di Asiago e giunta ormai alla sua terza edizione – sarà un’occasione unica di turismo industriale ed enogastronomico “diffuso”, che permetterà di esplorare i centri di produzione di terre ricchissime di prodotti e materie prime d’eccellenza. We-Food, infatti, è stato pensato come un weekend di scoperta, che parte dalla visita delle 30 aziende coinvolte e che si espande al territorio: sarà così possibile scoprire interessanti realtà imprenditoriali del food&wine e poi fermarsi a visitare città, borghi e tesori d’arte del Nordest, in un raggio d’azione che non supera i 250 chilometri. Le 30 Fabbriche del Gusto saranno aperte a tutti, dai curiosi agli esperti, dagli appassionati a chi vuole imparare a riconoscere la qualità nei processi produttivi di questo settore. Così, sarà possibile provare a “sporcarsi le mani” preparando un cioccolatino o controllando la lavorazione della gubana, ma anche degustare vini e formaggi, visitare distillerie e frantoi e assistere a showcooking con i migliori chef della guida Venezie a Tavola. Tra l’1 e il 3 novembre, l’agroalimentare del Veneto, del Trentino e del Friuli Venezia Giulia proporrà itinerari diversi e tutti da gustare, capaci di offrire al visitatore, in piena autonomia, l’opportunità di un weekend di relax tra sapori inediti e segreti dell’industria del food&wine.

 Veneto terra di sapori, tra cantine, formaggi, olio e farine 

Partendo dal Veneto, i visitatori avranno a disposizione tantissime tappe per scoprire i prodotti di eccellenza del territorio. In particolare, gli amanti del vino avranno l’occasione di entrare in cantine e aziende vitivinicole che fanno della valorizzazione dei vitigni autoctoni la loro missione. È il caso di Maeli, cantina nel cuore del Parco Regionale dei Colli Euganei con sede a Baone (Padova), che proporrà visite guidate alla cantina e degustazioni di etichette e vini della casa. Spostandosi nel vicentino, ci si potrà fermare a Breganze per scoprire io Mazzuccato, azienda vitivinicola situata ai piedi dell’altopiano di Asiago che dispone di 25 ettari di vigneti in collina, tra Cabernet e Merlot, l’autoctono Vespaiolo, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay e Carmenere. Nel pomeriggio di sabato 2 novembre, la cantina ospiterà uno showcooking con degustazione a cura di Antonio Chemello, della Trattoria “Palmerino” di Sandrigo (Vicenza). Sempre nel vicentino, a Costabissara, aprirà le sue porte anche la Cantina Ongaresca, che per We-Food propone, in caso di bel tempo, una passeggiata tra i vigneti e una degustazione di tre vini, e in caso di mal tempo, una spiegazione sulla spumantizzazione a cui seguirà la degustazione. Anche in provincia di Verona apriranno le loro porte delle pregevoli realtà: è il caso della Cantina Pasqua (Verona), che propone un turno di visita completo di degustazione, e della Cantina Alessandro Benini di Lavagno, che permetterà ai visitatori di esplorare la cantina, la barricaia e la zona di vinificazione, per chiudere la visita con una degustazione. Chi vuole invece “salire un po’ di grado”, potrà visitare l’Antico Laboratorio San Giuseppe, un piccolo liquorificio artigianale situato presso Villa Angaran San Giuseppe dei Padri Gesuiti a Bassano del Grappa (Vicenza), dove potrà scoprire i segreti degli amari, dei liquori e degli infusi d’erbe prodotti “come una volta”. Sempre in provincia di Vicenza, a Costabissara, aprirà le sue porte l’antica Distilleria Schiavo, fondata nel 1887 e condotta di padre in figlio per cinque generazioni. Qui il visitatore potrà scoprire la distilleria e il museo aziendale e degustare una grappa di nicchia di altissima qualità. La domenica mattina, la distilleria propone un appuntamento speciale: visita guidata, aperitivo e showcooking con degustazione a cura di Enzo Gianello del ristorante “L’Altro Penacio” di Altavilla Vicentina. Ma le Fabbriche del Gusto che apriranno le loro porte in Veneto non proporranno solo vini e distillati. Lo scopriranno gli amanti del formaggio, che potranno visitare ben due sedi della realtà di eccellenza Lattebusche: quella di Busche, in provincia di Belluno, che proporrà una degustazione dei diversi prodotti, e quella di Molinetto, a San Pietro in Gu (Padova), specializzata nella produzione di Grana Padano DOP. Rimanendo in provincia di Padova, poi, si potranno scoprire le farine di Agugiaro & Figna Molini, che nella sede di Curtarolo ospiterà, tra sabato 2 e domenica 3 novembre, quattro showcooking con alcuni dei migliori chef selezionati dalla guida Venezie a Tavola di quest’anno: Silvia Moro, chef del ristorante “Aldo Moro – La Cuisine” di Montagnana (Padova), Davide Tangari, chef del ristorante “Valbruna” di Limena (Padova), Federico Zordan, pizzaiolo della “Pizzeria San Martin” di Cornedo Vicentino (Vicenza) e Andrea Valentinetti, chef del ristorante “Radici Terra e Gusto” di Padova. Per rimanere nel mondo delle farine, si potrà poi scoprire la realtà del giovane pastificio di qualità VisVita di San Martino di Lupari (Padova), che racconterà l’arte di fare la pasta e permetterà ai visitatori di “sporcarsi le mani” in due turni di laboratori per imparare a fare le tagliatelle. Anche gli amanti dei dolci potranno soddisfare il loro palato, andando a Castelfranco Veneto (Treviso) a scoprire i segreti (e i prodotti) dell’antico forno Fraccaro Spumadoro, una delle realtà dolciarie più affermate del territorio. Spostandosi a Costabissara (Vicenza), si potranno poi assaggiare le specialità Loison, tra cui l’ottimo panettone dalle più prelibate varianti, e scoprire l’originale Museo Loison, che contiene antichi macchinari da pasticceria, una collezione di libri antichi, poster, cartoline, bottiglie di aromi ed essenze dei primi del Novecento. Cambiando sapori, ma rimanendo in provincia di Vicenza, i visitatori potranno esplorare l’azienda Funghi Valbrenta, moderna e dinamica realtà imprenditoriale nel settore della funghicoltura di Cismon del Grappa, con visite guidate complete di piccola degustazione. Spostandosi poi in provincia di Verona, sarà possibile entrare nella tenuta di Illasi dove viene prodotto l’Olio La Contarina, visitare lo splendido oliveto e il frantoio recuperato nell’antico casale del Settecento, per poi assaporare le diverse qualità del prodotto.  Anche il mondo della ristorazione aprirà le sue porte in occasione di We-Food: Fiorital, una delle aziende leader del mercato ittico nazionale ed europeo, ospiterà presso il proprio locale di Padova uno showcooking a cura degli chef del ristorante, mentre nel cuore del centro storico di Vicenza la Gastronomia Il Ceppo presenterà la propria realtà e offrirà una degustazione dedicata al baccalà. E per gli appassionati del mondo delle cucine professionali, sarà possibile visitare due delle aziende leader nella produzione di forni professionali, entrambe con sede a Padova: Berto’s, con sede a Tribano, e Tecnoeka, con sede a Borgoricco, che il 2 novembre ospiterà anche uno showcooking a cura di Andrea Bozzato, chef del ristorante “La Posa degli Agri” di Polverara (Padova).

 In Trentino alla scoperta del distretto biologico della Val di Gresta

Spostandosi in Trentino, gli amanti del bio avranno l’opportunità di scoprire alcune realtà di eccellenza del biodistretto della Val di Gresta, un’area vocata al biologico dove produttori e pubbliche amministrazioni hanno stretto un accordo per la gestione sostenibile delle risorse. Tra queste realtà c’è l’Azienda Agricola Ivo Gelmini di Valle San Felice-Mori (Trento), che opera su una superficie di circa 8 ettari con la coltivazione prevalente di ortaggi e che per We-Food propone delle visite al proprio laboratorio aziendale corredate da un racconto dedicato alla trasformazione dei prodotti biologici agroalimentari. Sempre a Valle San Felice-Mori, in località Rinzom, i visitatori potranno scoprire i segreti del laboratorio di prodotti officinali Naturgresta, che utilizza piante appena raccolte e le lavora per produrre integratori alimentari, tinture madri e liquori, ma anche cosmetici, prodotti apistici e oli essenziali. Questa attenzione alla sostenibilità e alle materie prime di qualità si ritrova anche nelle altre Fabbriche del Gusto che apriranno le loro porte in Trentino. È il caso del Birrificio Bionoc’ di Mezzano (Trento), nato nel 2012 per diffondere la cultura della birra artigianale attraverso lo sviluppo di prodotti di alta qualità. Il pubblico potrà visitare il birrificio, partecipare a un laboratorio in bottaia, assistere a uno showcooking per imparare a cucinare con la birra e prendere parte alla conferenza “Seminiamo il futuro” su cereali autoctoni, agricoltura itinerante e varietà resistenti. Spostandosi nel bellissimo centro di Rovereto (Trento), si potrà poi scoprire come nasce un cioccolatino durante i laboratori organizzati dalla Pasticceria Zaffiro, che lavora con materie prime genuine selezionate dal territorio. In collaborazione con Naturgresta e con la Pasticceria Zaffiro, inoltre, parteciperà a We-Food anche il ristorante Bosco dei Pini Neri di Trabileno (Trento), che approfondirà nozioni e conoscenze dei prodotti del territorio.

Tappa in Friuli Venezia Giulia, tra grappa artigianale e dolci tradizioni

 Spostandosi poi in Friuli Venezia Giulia, sarà possibile addentrarsi nei segreti della tradizione dolciaria delle Valli del Natisone, andando a visitare i laboratori artigianali della Gubana della Nonna e della Gubana Dorbolò, entrambe a San Pietro Al Natisone (Udine). La prima proporrà delle sessioni esclusive di laboratorio dedicate alla storica ricetta della gubana, dolce friulano per eccellenza, e alla biscotteria artigianale natalizia, la seconda organizzerà visite guidate all’interno del laboratorio complete di degustazione. Per rimanere nel mondo dei dolci, a San Daniele del Friuli (Udine), sarà possibile scoprire i segreti della cioccolateria artigianale Adelia Di Fant, vedere dal vivo la lavorazione del cioccolato e la sua trasformazione in tavolette, praline e crema spalmabile e partecipare a una degustazione guidata che parte dal cioccolato grezzo e arriva al prodotto finito. Spostandosi a Nimis (Udine), si potrà conoscere da vicino l’antica Distilleria Ceschia, che, pur essendo entrata a far parte del grande Gruppo Molinari, continua a preparare la grappa utilizzando il metodo di distillazione artigianale. A Palmanova (Udine), invece, aprirà le sue porte Jolanda de Colò, azienda specializzata nella lavorazione di carne e pesce che dal 1976 offre un’ampia gamma di produzioni alimentari e specialità enogastronomiche di assoluta qualità, come il foie gras o il pesce affumicato. Per gli appassionati del mondo delle farine, a Trivignano Udinese (Udine) sarà possibile entrare nell’antico Molino Moras. Per ciascun turno, è prevista la visita alla Farinoteca, un luogo dal sapore di una volta, dove sarà possibile acquistare farine, biscotti, grissini e focacce. Spingendosi fino al cuore del Carso Triestino, a Duino Aurisina, a ridosso del Golfo di Trieste, sarà poi possibile visitare la splendida cantina Zidarich, percorrere i cinque piani della struttura scavata interamente nella roccia per osservare e conoscere l’intero processo produttivo vitivinicolo. A conclusione della visita sarà infine possibile degustare il vino di produzione.

 Gli showcooking

 Anche per questa edizione di We-Food sono stati invitati alcuni dei più importanti chef della guida Venezie a Tavola, che sarà presentata in anteprima il 28 ottobre a Vicenza per festeggiare il traguardo della decima edizione. Nel weekend dedicato al gusto delle Venezie, saranno sette gli chef selezionati dalla guida di quest’anno ad alternarsi in showcooking d’eccellenza, durante i quali esalteranno con il loro tocco sapiente i prodotti eccellenti delle Fabbriche del Gusto. La sede di Curtarolo di Agugiaro & Figna ospiterà ben quattro showcooking, con Silvia Moro, chef Ristorante “Aldo Moro – La Cuisine” di Montagnana (sabato 2, ore 11), Davide Tangari, chef Ristorante “Valbruna” di Limena (sabato 2, ore 17), Federico Zordan, pizzaiolo Pizzeria”San Martin” di Cornedo Vicentino (domenica 3, ore 11), e Andrea Valentinetti, chef Ristorante “Radici Terra e Gusto” di Padova (domenica 3, ore 17). Tecnoeka di Borgoricco (Padova) ospiterà invece lo showcooking di Andrea Bozzato, chef del Ristorante “La Posa degli Agri” di Polverara (sabato 2, ore 11.30), mentre da ioMazzuccato, a Breganze, sarà protagonista Antonio Chemello, chef Trattoria “Palmerino” di Sandrigo (sabato 2, ore 16.30). Da non perdere da Distilleria Schiavo, a Costabissara, lo showcooking di Enzo Gianello, chef Ristorante “L’Altro Penacio” di Altavilla Vicentina (domenica 3, ore 10.30). Altri showcooking si terranno nel locale Ytheca di Fiorital, con sede a Padova (sabato 2, ore 11), per scoprire ricette a base di pesce, ma anche presso il locale “La Doga” a Fiera di Primiero (Trento) per imparare da Luca Simoni, chef del ristorante, come cucinare con la birra (domenica 3, ore 10.45, appuntamento organizzato dal Birrificio Bionoc’ di Mezzano). Infine, da non perdere la presentazione con degustazione incentrata sul baccalà alla Gastronomia Il Ceppo a Vicenza (sabato 2, ore 17 e 18.30).

Come partecipare 

Tutti possono partecipare a We-Food e tutti gli eventi di We-Food sono a ingresso libero: è solamente richiesta, per ragioni organizzative, la prenotazione alle visite e agli eventi di proprio interesse sul sito internet www.wefood-festival.it, in corrispondenza di ciascuna azienda visitabile.

 

We-Food sulla rete

 
Punto di riferimento per aggiornamento in progress su We-Food è il sito internet www.wefood-festival.it, dove è possibile consultare le schede di tutte le aziende aderenti e gli eventi che vi si svolgeranno. È attiva anche la comunità di Facebook (https://www.facebook.com/venezieatavola/) di Twitter, disponibile al profilo @VenezieaTavola (hashtag ufficiale per seguire la manifestazione è #wefood), e di Instagram (https://www.instagram.com/venezieatavola/).

SCIOCOLÀ 2019, SODALIZIO TRA CIOCCOLATO E SPORT

 

 

 

Dopo il grande successo della prima edizione torna a Modena Sciocolà, il Festival del cioccolato, dal 31 ottobre al 3 novembre. Quattro giorni tutti dedicati al cibo degli dei, un appuntamento che inonderà di colori, sapori e profumi le vie della città estense. Maestri cioccolatieri e pasticceri da tutta Italia, e non solo, faranno apprezzare e conoscere il cioccolato in tutte le sue dolcissime declinazioni. La manifestazione a ingresso libero, che si svolgerà nel centro storico di Modena, è promossa da Cna Modena, organizzata da Sgp Events assieme ad Acai, patrocinata dal Comune di Modena e dalla Regione Emilia Romagna, con il Contributo della Camera di Commercio di Modena, main sponsor Bper Banca, QualiCasa e Sinergas e sponsor tecnico Callebaut.

Oltre cinquanta maestri artigiani cioccolatieri, provenienti da tutta Italia e non solo, con più di cento stand espositivi, sono i numeri che fanno di Sciocolà una delle manifestazioni più importanti d’Italia in questo settore. Grande novità di quest’anno sarà l’apertura serale fino alle 23, dal giovedì al sabato e domenica fino alle 20.

 

CIOCCOLATO E SPORT: Il tema dell’edizione 2019 vedrà l’accostamento tra il cioccolato e lo sport, un connubio stimolante che si concretizzerà in una serie di eventi e appuntamenti di forte carattere attrattivo, raccogliendo l’importante eredità e realtà territoriale della Motor Valley, di altre espressioni sportive nazionali e locali e approfondendo i vantaggi dati dall’inserimento del cioccolato nella dieta dello sportivo.

 

TUTTI I GUSTI DEL CIOCCOLATO. Su questo fronte ci sarà veramente l’imbarazzo della scelta. Gli artigiani cioccolatieri e pasticceri, proporranno una ricca varietà di prodotti, dai più tradizionali a quelli più ricercati e innovativi. Dai classici cremini ai tartufi alla nocciola tonda gentile delle Langhe, ai macarons al croccante. E non mancheranno anche proposte curiose, come le praline al parmigiano reggiano o i marrons ricoperti. Ci saranno delizie inaspettate come i dolci in vaso cottura a base di cioccolato ma anche largo spazio ai classici con i dragèes al liquore, i cuneesi al rhum, i liquori al cioccolato e la torta al sangiovese. Per gli amanti dell’healty non mancherà il cioccolato bio e senza zuccheri, senza dimenticarsi il cioccolato artigianale senza glutine.

 

DISFIDE AL CIOCCOLATO: A Sciocolà non mancheranno le occasioni per assistere a golose competizioni. La Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni selezionerà otto talenti del corso di specializzazione di pasticceria che si sfideranno in accostamenti insoliti con colori e forme inedite, davanti ad una giuria di esperti per aggiudicarsi la vittoria. Cioccolato non solo da mangiare, grazie alla collaborazione con i maestri dello shaker di Liquid Art si potrà anche assistere alla finale del SciocoLiquid Contest” in cui si sfideranno noti bartenders alla conquista del titolo di “Re dei cocktail al cioccolato” e sarà presentato il cocktail ufficiale della manifestazione, tutto da scoprire: “SciocoMuffin”.

 

IL CIOCCOLATO INCONTRA MODENA: I prodotti del territorio saranno i colori della tavolozza con i quali Il Maestro Cioccolatiere Marisa Tognarelli realizzerà e presenterà l’esclusivo cioccolatino creato per Sciocolà 2019 e delizierà il palato dei presenti con degustazioni basate su esclusivi connubi eno–gastronomici tra prodotti modenesi e cioccolato.

A cura di Cna Modena, in collaborazione con il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena Dop, il concorso della Miglior Pralina, a base di una delle eccellenze indiscusse del nostro territorio: l’aceto balsamico di Modena Dop.

 

ESPERIENZE DI CIOCCOLATO: Stimolante e sorprendente sarà anche il viaggio nel gusto che potrete fare con il “CioccoYoga”, dove grazie al maestro cioccolatiere Franco Pasquale, testerete la capacità delle vostre papille con pregiati tipi di cioccolato… a occhi chiusi.

I più curiosi potranno entrare in una vera e propria “Fabbrica del cioccolato BeanToCiok” in cui maestri cioccolatieri torinesi, con l’ausilio degli specifici macchinari, vi accompagneranno nel processo artigianale di creazione del nettare degli dei, dalla selezione delle fave di cacao, alla realizzazione a mano delle tavolette di cioccolato.

Infine Gigi e Clara Padovani ci condurranno in un viaggio nel mondo del cioccolato con una presentazione del loro libro “La ricetta della felicità”, tra aneddoti, personaggi, curiosità, regole di degustazione e citazioni letterarie.

 

PER I PIÙ PICCOLI: Diversi saranno gli appuntamenti educativi e ludici anche per i più piccoli in diversi momenti della manifestazione. La scuola di inglese per bambini Pingu’s English Modena, organizzerà divertenti momenti di animazione sul tema del cioccolato. Il maestro cioccolatiere Marcantognini unirà arte e cioccolato in esclusivi momenti di gioco e disegno e infine, per tutte le giornate di venerdì, sabato e domenica, saranno presenti gli esclusivi WoodGames, particolari giochi artigianali in legno per addestrare astuzia e ingegno. Il tutto sotto lo sguardo goloso di Sciocolino, simpatica mascotte dell’evento.

 

EVENTI DI ANIMAZIONE: Per le vie del centro storico ci si potrà poi emozionare con il romantico Carillon Vivente, ballare con i coinvolgenti Tamarros, stupire con il Pianista Teotronico: questi alcuni degli spettacolari appuntamenti itineranti che animeranno il Festival. Non mancheranno serate danzanti con alcune delle più rinomate scuole di ballo modenesi che coinvolgeranno i partecipanti e li stupiranno con spettacolari esibizioni: dal boogie ai latini, dall’hip-hop ai caraibici.

Per tutte le altre sorprese non resta che andare a Modena, alla festa dal nome che richiama il francese e ha il sapore dolce del nettare degli dei.

EIN PROSIT A TARVISIO: E’ INIZIATA OGGI

MOSTRA ASSAGGIO, DEGUSTAZIONI GUIDATE, LABORATORI DEI SAPORI, CENE STELLATE E CENE NELLE CASE IN UN PROGRAMMA CHE CONTA 55 CHEF; 42 STELLE MICHELIN E LA PRESENZA DI MOLTI DEGLI CHEF PIU’ INTERESSANTI DELLA 50 BEST.

Dall’estero: Maksut Askar, Joris Bijdendijk, Manoella Buffara, Tim Butler, Luca Fantin, Christophe Hardiquest, Zaiyu Hasegawa, Anatoly Kazakov, Alberto Landgraf, Virgilio Martinez, Vladimir Mukhin, Alain Passard, Ana Roš. Dall’Italia: Massimiliano Alajmo, Corrado Assenza, Stefano Baiocco, Eugenio Boer, Gabriele Bonci, Renato Bosco, Bros’ (Floriano Pellegrino e Isabella Potì), Francesco Brutto, Riccardo Camanini, Martina Caruso, Enrico Crippa, Alessandro Dal Degan, Gianluca Gorini, Giuseppe Iannotti, Antonia Klugmann, Fabrizia Meroi, Matteo Metullio, Norbert Niederkofler, Simone Padon, Piergiorgio Parini, Franco Pepe, Matias Perdomo, Oliver Piras, Errico Recanati, Niko Romito, Eugenio Roncoroni, Diego Rossi, Ciro Scamardella, Emanuele Scarello, Federico Sisti, Luigi Taglienti, Yoji Tokuyoshi, Cristian Torsiello, Cristoforo Trapani, Mauro Uliassi. Organizzata dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano in collaborazione  con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, il sostegno del Comune di Udine e della Fondazione Friuli,  la ventunesima edizione di Ein Prosit si terrà dal 24 al 28 ottobre a Udine, con un’anteprima a Tarvisio il 23 Ottobre 2019 – facendo da vera e propria vetrina soprattutto dell’eccellenza della produzione enogastronomica regionale, nazionale ed internazionale – proponendo un programma fitto di appuntamenti speciali che sarà in grado di richiamare in Friuli Venezia Giulia migliaia di appassionati e gourmand da tutta Italia e da diverse località oltre confine, in primis dalle vicine Austria e Slovenia, occupando per l’intero fine settimana le strutture ricettive dell’Udinese. Tarvisio e Udine” spiega l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini “diventano per una settimana le capitali dell’alta gastronomia, con un programma da record, attirando nel capoluogo friulano i più grandi chef del panorama mondiale e nazionale. Ma non solo: Ein Prosit è anche una vetrina delle eccellenze del Friuli-Venezia Giulia, dai vini ai prodotti fino alle tipicità regionali. è una perla di rara bellezza che può aiutare Udine a crescere dal punto di vista turistico. Abbiamo deciso tutto assieme di mettere questo brand a servizio dell’intero sistema del Friuli-Venezia Giulia. Metteremo a tavola il mondo, a Udine, con un evento dalle potenzialità incredibili. La Regione” sottolinea l’assessore Bini” anche con PromoturimoFvg, crede fortemente e ha deciso di puntare ancor di più su Ein Prosit, ormai un brand consolidato e un format conosciuto in tutto il mondo – è stato infatti candidato come “Evento dell’anno” ai “The World Restaurants Awards” – convinta che il Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e del Passo Pramollo sa costruire eventi che diventano prodotti turistici per tutto il Friuli-Venezia Giulia”. In sei giorni oltre 100 eventi fra cui le cui cene che vedranno protagonisti i grandi chef, le degustazioni, gli incontri, i laboratori e le masterclass, presieduti da note personalità del panorama giornalistico enogastronomico, operatori di settore ed alcuni tra i migliori cuochi di fama internazionale. Un ampio spazio espositivo dedicato ai produttori per il momento principale dell’evento: la mostra assaggio. A Udine ancora una volta andranno in scena le contaminazioni in un intreccio tra sapori, riti e costumi senza confini. Per sei giorni Udine e Tarvisio catalizzeranno l’attenzione di tutto il mondo legato all’enogastronomia, diventando un vero e proprio expo di culture, suggestioni e gusti. Ein Prosit porta il Friuli-Venezia Giulia a ballare sulle melodie di regioni e terre lontane perché impari nuove danze e insegni quelle che già conosce, in uno scambio dove può vincere solo l’ospitalità di chi si muove con la musica e le persone. Magari nessuno sarà profeta in patria, però è perfino più bello se lo diventa in mezzo a noi. La decisione del Consorzio del Tarvisiano di trasferire a Udine la prestigiosa kermesse di Ein Prosit è per questa Amministrazione un motivo di orgoglio, il riconoscimento del ruolo di traino della nostra città per l’intero territorio e una storica occasione per il Friuli per fare sistema grazie al coinvolgimento, da parte degli organizzatori, del Comune, della Regione e dell’Università.” commenta il  Pietro Fontanini, Sindaco di Udine In questo modo si andrà inoltre a definire un vero e proprio metodo di lavoro fatto di collaborazione, gioco di squadra e obiettivi comuni. Un grazie quindi al Consorzio e a tutti i soggetti coinvolti, con l’auspicio che questa edizione sia la prima di una lunga serie e rappresenti l’inizio di una proficua collaborazione”. Con l’arrivo di Ein Prosit a Udine, la nostra città torna ad essere ancora una volta la capitale delle eccellenze dell’enogastronomia.” Esordisce così Maurizio Franz, Assessore Attività produttive, Turismo e Grandi eventi I visitatori avranno modo, durante i quattro giorni della kermesse, di intraprendere dei veri e propri viaggi nel mondo del sapore attraverso selezioni mirate dei migliori vini e prodotti del territorio, che saranno abbinati per l’occasione alle ricette dei più importanti chef a livello internazionale, e saranno accompagnati nella degustazione dalla spiegazione di esperti e produttori. Ma non basta: ci saranno laboratori, approfondimenti tematici, mostre-assaggio, conferenze e seminari, il tutto nelle più prestigiosi sedi istituzionali e museali del Comune e grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione con il Consorzio del Tarvisiano, la Regione e l’Università”. Ad inaugurare la XXI edizione della manifestazione alcune cene che ospiteranno grandi chef riconosciuti a livello nazionale ed internazionale che si terranno in ristoranti e case private del territorio. Ad occuparsi del servizio gli allievi di “Intrecci”, una delle più prestigiose scuole di alta formazione di sala. Il successo di Ein Prosit si ritrova in molteplici fattori: dal fitto calendario di appuntamenti alla scoperta dei prodotti della tradizione enogastronomica con una particolare attenzione alla valorizzazione delle eccellenze regionali, in percorsi guidati alla ricerca di sapori elaborati e inusuali, all’atmosfera conviviale, passando per la privilegiata posizione geografica di una regione facilmente raggiungibile sia dall’Italia che dall’Austria e dalla Slovenia per un pubblico di appassionati e gourmand sempre più in crescita e che per quattro giorni riempirà e colorerà l’intera Valcanale, grazie anche all’importante collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e al supporto operativo di Promoturismo FVG. Il palinsesto della ventunesima edizione presenta un’altra novità assoluta, una grande première: “Cogliendo l’occasione di avere buona parte dei trend setter gastronomici mondiali a Udine durante i 4 giorni, sabato 26 ottobre avrà luogo una cena senza precedenti che unirà in un’unica brigata i 7 cuochi italiani presenti tra i 120 selezionati dalla World’s 50 Best Restaurants 2019.” racconta Paolo Vizzari, ideatore e curatore della cena-evento “Enrico Crippa, Massimiliano Alajmo, Niko Romito, Mauro Uliassi, Riccardo Camanini, Norbert Niederkofler e Luca Fantin (che lavora a Tokyo ma è trevigiano doc) cucineranno insieme per una platea di giornalisti internazionali con l’obiettivo di regalare un’immagine fedele e orgogliosa dell’Italia contemporanea, aiutati dallo scorrere nei calici dei migliori vini prodotti nelle loro regioni di provenienza.”

DEGUSTAZIONI GUIDATE – sabato 26 e domenica 27 ottobre. Un’occasione per conoscere e confrontarsi con prodotti di grande spessore qualitativo. L’obiettivo è quello di proporre un approccio corretto al vino, conducendo gli appassionati passo dopo passo nell’assaggio per meglio apprezzare la storia, le caratteristiche e le peculiarità dei vini presentati e dei loro produttori. Tutte le degustazioni sono condotte da esperti del settore come Luca Gardini, Armando Castagno, Francesco Annibali, Eros Teboni, Gianluca Castellano o Gae Saccoccio.

MOSTRA ASSAGGIO – da sabato 26 a lunedì 28 ottobre. Una selezionata schiera di produttori enogastronomici darà la possibilità di assaggiare e degustare il meglio della loro produzione. Oltre 200 le aziende enogastronomiche presenti, suddivise tra “Vigneto” e “Culinaria”. Novità di questa edizione, presso il Castello di Udine, la possibilità di assaggiare, con Luca Gardini, i migliori 25 vini dell’edizione 2019 del BIWA – Best Italian Wine Award e la sezione dedicata alle più di 60 aziende della Borgogna (in collaborazione con Club Excellence).

LABORATORI DEI SAPORI – sabato 26 e domenica 27 ottobre. Un viaggio fra i profumi ed i sapori del nostro Paese, in cui verranno proposti abbinamenti cibo-vino durante i laboratori e le masterclass, con vere e proprie escursioni tra i prodotti del patrimonio enogastronomico regionale e nazionale, organizzati in collaborazione con Illy, Grana Padano, Prosciutto di San Daniele e Despar. Tra gli ospiti di questa edizione: Corrado Assenza, Renato Grando, Alfonso Isinelli, Bernardo Pasquali, Bepi Pucciarelli e Giancarlo Timballo.

ITINERARI DEL GUSTO – WELCOME HOME – da giovedì 24 a domenica 27 ottobre. Gli “Itinerari del Gusto” sono l’incontro della grande cucina con regionali del Friuli-Venezia Giulia. Grandi Chef italiani ed internazionali animeranno gli eventi con le loro proposte, nelle quali la ricerca del dettaglio si fonde con la tecnica delle preparazioni di straordinario livello, permettendo ai molti appassionati di familiarizzare con la cucina ai suoi massimi livelli.

SPECIAL EVENTS – da venerdì 25 a domenica 27 ottobre. Un susseguirsi di “eventi nell’evento” in occasione della XXI edizione di Ein Prosit. Durante il week-end ci saranno appuntamenti ed incontri con il mondo gourmet, con la partecipazione di giornalisti, produttori, operatori di settore, musicisti ed alcuni tra i migliori Chef che proporranno le loro specialità. Nell’ambito degli special events il premio Credit Agricole Friuladria che verrà consegnato alla chef friulana Fabrizia Meroi.

Food Trucks –  Sabato 26 e domenica 27 ottobre. Specialità gastronomiche e chicche enologiche sui Food Truck di Tannico, Despar e quello targato Ein Prosit, che vedrà la partecipazione di Renato Bosco, Paolo Parisi, Errico Recanati, Eugenio Roncoron e Federico Sisti.

Sound, Food & Wine – Da venerdi 25 a domenica 27 ottobre. Live dj set di Andy Smith durante la cena che vede protagonisti Diego Rossi e Federico Sisti presso l’Enoteca da Fred. Novità della XXI edizione la sezione dedicata a Mixology & Bartender, “Twist on classic” che vedrà protagonisti, sabato 26 e domenica 27, alcuni dei più importanti Mixologist italiani riconosciuti a livello internazionale. L’attività è promossa da Asahi Super Dry nell’ambito della campagna #discoverkarakuchi. Grande entusiasmo in città per le lezioni di Patrick Pistolesi (Drink Kong – Roma), Alessandro Procoli (Jerry Thomas – Roma), Oscar Quagliarini e Mattia Pastori.

Teatro San Giorgio – Sabato 26 ore 15:00. Talk “Nemo Propheta in Patria” con la partecipazione di: Trilok Gurtu, Corrado Assenza, Josko Gravner, Frank Cornelissen, Jean Pierre Robinot, Enzo e Paolo Vizzari, Mauro Uliassi, e Lorenza Fumelli, Antonia Klugmann, Ana Roš, Martina Caruso, Fernanda Roggero e Manoella Buffara e dj set di Daddy G (Massive Atacck).

Galleria Tina Modotti –  Sabato 26 e domenica 27 ottobre. Laboratori a tema gastronomico per i più piccoli in collaborazione con Slow Food del Friuli. I docenti, i cuochi dell’alleanza e i produttori dei presidi Slow Food guideranno dei laboratori di educazione alimentare per i bambini di un’età compresa tra i 6 e i 12 anni.

L’intero programma e i dettagli degli special events sono consultabili sul sito www.einprosit.org

INTEGRITA’ PER IL SOAVE

Si chiama Integrità il progetto che il Consorzio del Soave, assieme all’università IUAV di Venezia, e alla World Biodiversity Association, sta portando avanti per la valorizzazione delle vigne tradizionali del Soave come patrimonio agricolo globale GIAHS-FAO. Per parlare del progetto il 25 ottobre alle ore 17, presso il Giardino Musicale Dino Formaggio a Illasi è stato organizzato un convegno volto a sottolineare le implicazioni positive che scelte consapevoli e condivise possono portare a beneficio della viticoltura. A parlarne Paolo Tertulli, sindaco di Illasi, Sandro Gini, presidente del Consorzio Tutela Vini Soave, Stefano Valdegamberi, consigliere Regione Veneto e Floriano Zambon, presidente nazionale Città del Vino. Accanto a loro, per portare le testimonianze delle opportunità in un territorio in forte crescita come quello del Soave, Roberto Soriolo, presidente di Cantina di Soave e Giovanni Verzini, vicepresidente di Cantina di Colognola ai Colli. Non solo opportunità ma anche sfide in un contesto climatico in continuo cambiamento, che ci saranno raccontate da Alberto Andriolo, tecnico agronomo della Collis Veneto Wine Group e Sergio Spada di Coldiretti Verona Questo territorio storicizzato di collina ha avuto negli anni diversi riconoscimenti per la capacità di conservazione della viticoltura tradizionale e della biodiversità in tutta l’area. La sfida adesso è nel portare a valore questi riconoscimenti, creando anche una responsabilizzazione del viticoltore nell’essere parte attiva nella crescita e nello sviluppo territoriale. Per questo nasce Integrità, con lo scopo di testare nuovi strumenti atti a salvaguardare e valorizzare questo patrimonio storico, paesaggistico, culturale e ambientale. Gli obiettivi del progetto sono molteplici, sebbene correlati tra di loro; da un lato lo studio ambientale, con la realizzazione di mappature di alberature e siepi, un approfondimento di analisi statistiche relative all’impiego di varie tipologie di tutori per viti e dei relativi sistemi di allevamento e le relative influenze in chiave paesaggistica. Il tutto per valorizzare la biodiversità non solo specifica (ovvero il numero delle specie che vive in un ambiente) ma anche quella funzionale, che si traduce nel favorire insetti pronubi che sono fondamentali per l’ambiente. Dall’altro lo studio dei manufatti in relazione sia alla conoscenza dei caratteri storici del paesaggio locale ma anche di approfondimento in chiave statistica relativo ai materiali impiegati nei manufatti in chiave agricola.  Il tutto per realizzare una carta della qualità paesaggistica del vigneto da utilizzare nella classificazione e nelle valutazioni qualitative ed economiche dei vini prodotti nel territorio della DOC. In pratica lo scopo è di creare una griglia di valori per la valutazione in fase di liquidazione delle uve, non solo basata su caratteri fisiologici dell’uva, ma anche sulle caratteristiche del vigneto stesso, per incentivare i viticoltori a una maggiore consapevolezza delle proprie azioni. «Quello del Soave si può considerare uno dei Consorzi più dinamici in Italia – spiega Sandro Gini, presidente del Consorzio – I progetti che sta portando avanti guardano al futuro con fiducia e pianificazione di un territorio che riesce a superare piccole e grandi sfide trasformandole in opportunità, segno di forte responsabilità e coscienza del proprio potenziale»

ASOLO PROSECCO, VENDITE IN AUMENTO DEL 23 PER CENTO RISPETTO AL 2018

Ugo Zamperoni

La marcia dell’Asolo Prosecco non si ferma: nei primi nove mesi del 2019 le vendite sono aumentate del 23 per cento rispetto a quelle dell’anno precedente. Nello stesso arco di tempo sono state collocate sul mercato circa 12 milioni di bottiglie, di fatto quasi quanto in tutto il 2018, che aveva chiuso l’anno a quota 12,6 milioni.

«Investire sulla propria identità territoriale – dichiara Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio di Tutela dell’Asolo Prosecco – è la scelta migliore che si possa fare nel mondo del vino. Noi abbiamo investito sull’identità di un Prosecco Superiore che esprima il carattere delle colline di uno dei borghi più belli d’Italia, Asolo, e ora raccogliamo i risultati».

A vendemmia appena conclusa, Zamperoni traccia anche le prime considerazioni sull’annata. «Il risultato dell’investimento fatto dai nostri viticoltori sulla capacità di leggere e interpretare il territorio e gli andamenti stagionali lo si è toccato con mano soprattutto quest’anno. L’avvio della stagione viticola era stato infatti estremamente complicato. Arrivando da un inverno molto secco, il clima è evoluto in una primavera tra le più difficili degli ultimi anni: di fatto, l’estate è esplosa praticamente senza una vera traccia di primavera. Ma è proprio qui che si è rivelata vincente l’esperienza della nostra filiera e dunque, pur nella complessità dell’annata, abbiamo saputo portare in cantina delle uve dotate di caratteristiche addirittura al di sopra dei canoni qualitativi consueti, il che ci fa pensare che possa proseguire la marcia spedita imboccata dall’Asolo Prosecco nel 2019».

Le aspettative sono di una crescita costante. «Abbiamo visto un’accelerazione nei tre mesi estivi –continua Zamperoni – durante i quali abbiamo certificato 4,7 milioni di bottiglie contro la media di 3,5 milioni dei due trimestri precedenti. Pensare che ci era sembrato già un successo senza precedenti aver superato per la prima volta i 3 milioni di bottiglie nel trimestre estivo del 2018. Ovviamente nei numeri siamo lontani dalle altre denominazioni del Prosecco, ma non essendoci motivi per ipotizzare dei rallentamenti da qui alla fine dell’anno, prevediamo comunque di sfondare per la prima volta entro fine 2019 la quota di 15 milioni di bottiglie, che per la nostra viticoltura collinare rappresenta un volume importante e che costituisce anche un chiaro segnale di emancipazione del nostro Asolo Prosecco nell’offerta degli spumanti italiani di pregio. Dai mercati, del resto, ci stanno arrivando segnali di attenzione molto incoraggianti nei confronti della nostra denominazione e della nostra identità collinare e noi a questa ci teniamo tantissimo, perché la consideriamo il nostro vero patrimonio».

CHIESTO LO STATO DI CALAMITA’ NATURALE PER L’OLIO DEL GARDA

Il Consorzio di Tutela Olio Garda DOP ha chiesto lo stato di calamità naturale ai presidenti delle Regioni Veneto e Lombardia e al presidente della Provincia Autonoma di Trento. La stagione olivicola del 2019 si prospetta infatti difficile: è stato stimato un calo di produzione che oscilla tra il 90 e il 95%. Il dato definitivo si avrà solo a fine novembre, quando terminerà la raccolta delle olive, ma la perdita produttiva ed economica è evidente già oggi. Data la situazione, il Consorzio si è attivato per richiedere alle autorità competenti di attivare adeguati strumenti di rimborso o di indennizzo per le imprese della filiera coinvolte.
“Gli olivicoltori – spiega Laura Turri, presidente del Consorzio Olio Garda DOP – che con la loro attività contribuiscono al mantenimento del paesaggio gardesano, così importante per il turismo dell’area e così famoso all’estero, si troveranno nella situazione di aver sostenuto tutte le spese per la coltivazione senza alcuna remunerazione per la vendita del raccolto. È compito del Consorzio dunque far sentire nelle sedi competenti la voce dei 474 soci che ne fanno parte”. Le cause dell’annata negativa sono da ricercare nei cambiamenti climatici in atto: il freddo di maggio e il caldo intenso di giugno, seguiti da venti forti e grandine, non hanno lasciato scampo agli oliveti, che quest’anno hanno prodotto pochi frutti. “In questa difficile situazione – continua Laura Turri – abbiamo richiesto alle autorità di controllo delle ulteriori verifiche per garantire la tutela del marchio Garda DOP. Per affrontare il cambiamento climatico e il futuro della olivicoltura del Garda, inoltre, è necessario mettere in atto un’attività di studio che coinvolga tutti i centri di ricerca, identificando le cause di quanto accaduto e individuando i rimedi atti a risolvere o mitigare i fenomeni avversi, nel caso in cui situazioni simili a quelle verificate quest’anno dovessero ripetersi. Ora è necessario unire le forze con altri enti per far sì che si prendano in considerazione misure adeguate per far fronte a questa annata difficile”.

UNIONE RISTORANTI DEL BUON RICORDO: A NOVEMBRE, SUA MAESTÀ LA CIPOLLA

La Cipolla rossa di Tropea e quella bionda di Cureggio e Fontaneto, quella bianca di Barletta e quella dorata di Parma, quella ramata di Milano e quella rossa di Bassano…non c’è regione in Italia che non abbia la sua cipolla tipica, diversa per sapore, colore, forma da tutte le altre. Le varietà più conosciute sono una ventina, ma ad esse ne vanno aggiunte molte altre assolutamente locali, ineguagliabili anche se a volte con piccolissime produzioni. E proprio la cipolla sarà la regina e la protagonista assoluta di golosi e inusuali Menù che i ristoranti dell’Unione Ristoranti Buon Ricordo proporranno per l’intero mese di novembre. Gli chef dell’associazione daranno vita ad un’amichevole sfida per creare piatti che, dall’antipasto al dessert, possano declinare le molte virtù di questa verdura povera e diffusissima dal Nord al Sud dell’Italia, recuperando piatti della tradizione regionale o interpretandola in modo contemporaneo. Presentissima nella cucina del Belpaese, spesso però relegata a insaporire soffritti o a fare da comprimaria, la cipolla diventerà per una volta protagonista assoluta della tavola.

Prosegue così il percorso iniziato l’anno scorso, quando la zucca era stata al centro di “Un prodotto, 100 chef, un Buon Ricordo”, la grande kermesse autunnale che l’Unione Ristoranti Buon Ricordo dedica ogni anno ad uno dei prodotti dell’agricoltura italiana in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel mondo, tradizionale e attesissimo appuntamento che propone in novembre a livello internazionale sapori, valori e cultura dell’enogastronomia della penisola.

Ai commensali che degusteranno il “Menù della cipolla” sarà regalato, come tradizione del Buon Ricordo, un piatto dipinto a mano dagli artigiani delle Ceramiche Solimene di Vietri sul mare, su cui campeggerà una bella cipolla tratteggiata con lo stile giocoso e naif che caratterizza, fin dal loro nascere nel 1964, i piatti del Buon Ricordo.

I ristoranti aderenti saranno viavia pubblicati sul sito del Buon Ricordo www.buonricordo.com.

E’ CAMPANO IL MIGLIOR PANETTONE ARTIGIANALE DEL MONDO

Il vincitore Alessandro Slama

Arriva dalla Campania il miglior panettone artigianale tradizionale al mondo, ed è quello di Alessandro Slama, – Ischia Pane, Ischia (NA). La giuria di tecnici composta dai maggiori pasticcieri, chef nazionali e internazionali ha decretato il miglior panettone tradizionale artigianale tra 32 finalisti in gara. Mentre una giuria composta da esperti giornalisti, gourmet e accademici della cucina italiana ha scelto quale panettone incoronare con il premio della critica, conferito a un altro campano: Salvatore Gabbiano – Pasticceria Gabbiano, Pompei (NA). E’ una gioia indescrivibile per me aver vinto – dichiara emozionato Alessandro Slama, il vincitore – Questa vittoria è il premio all’impegno, alla passione e ai sacrifici miei e della mia famiglia”. Alessandro Slama, maestro panificatore, nasce ad Ischia, e fin da piccolo apprende l’arte dei lievitati e del lievito madre. La passione per questo mestiere lo spinge a viaggiare, acquistando molte abilità e capacità e diventando tecnico e maestro per alcune scuole e aziende. Allievo del grande maestro Rolando Morandin, partecipa inoltre a molti corsi affiancando importanti maestri, dai quali apprende nuove tecniche e metodologie. Nel 2011 vince il primo premio per il Dolce da forno alla manifestazione Sigep Bread Cup a Rimini. Nel 2004 nasce Ischia Pane, punto storico dell’isola. Nel 2015 apre, sempre a Ischia, un nuovo punto vendita, dove vince sempre la regola del lievito madre ma con un tocco d’innovazione. Il vincitore sbaraglia non solo i compagni di gara di Milano, città che diede i natali a “El pan de Toni”, ma anche i colleghi italiani e internazionali. Alla competizione infatti hanno preso parte professionisti da tutta Italia e anche dall’estero: Tokyo, Sydney e New York. Altrettanto emozionato Salvatore Gabbiano che dichiara: “Vincere il premio della giuria critica, composta da giornalisti e critici enogastronomici esperti e preparati, è un vero onore”. Nel pieno centro di Pompei, la pasticceria Gabbiano offre tutti i dolci della tradizione napoletana. Ma non solo. Salvatore Gabbiano, membro della prestigiosa Accademia dei Maestri Pasticcieri, produce anche ottimi panettoni fatti con burro, lievito naturale e tanto lavoro. E dal suo quartier generale all’ombra del Vesuvio i suoi panettoni hanno conquistato tutta Italia. La tradizione dolciaria partenopea fatta di meraviglie golose e imperdibili incontra, con Salvatore, la grande tecnica dei lievitati. Ne nascono panettoni creativi e unici. La giuria tecnica era composta dai Maestri del Lievito Madre Rolando MorandinAchille Zoia e Claudio Gatti, lo spagnolo Paco Torreblanca, tra i pasticceri più famosi al mondo, Leonardo di Carlo, pasticcere e formatore Internazionale, Matteo Cunsolo, presidente dell’Associazione Panificatori di Confcommercio Milano e Province e segretario Richemont club Italia, chef Davide Oldani del ristorante D’O (Milano), Eduardo Ore, docente, consulente e coordinatore di attività legate ai lievitati all’estero, Giambattista Montanari, pasticcere tecnico e dimostratore per Corman, chef Giancarlo Perbellini due stelle Michelin di Casa Perbellini (Verona), chef Roberto Carcangiu, presidente APCI (Associazione Professionale Cuochi Italiani) e Direttore didattico di Congusto Gourmet Institute. La giuria della critica presieduta dal giornalista Luigi Cremona, uno dei più importanti giornalisti e critici gastronomici, Eleonora Cozzella, giornalista e critico gastronomico, scrive per La Repubblica e Repubblica Sapori collabora con riviste internazionali, Margo Schachter, giornalista de La Cucina Italiana, Vanity Fair e Fine Dining Lovers, insegna alla Food Genius Academy Marisa Fumagalli, giornalista al “Corriere della Sera” dal 1985, Annalisa Cavaleri, giornalista e antopologa del cibo, senior editor di Fine Dining Lovers e responsabile degli Chef a Giallozafferano, Monica Guzzi, vice caposervizio e vice responsabile della redazione di Monza de Il Giorno, Nadia Afragola, giornalista freelance di varie testate di food e copywriter, Rocco Moliterni, giornalista de La Stampa e delle Guida ai Ristoranti dell’Espresso, Francesco Briglia, giornalista e direttore di Italian Gourmet, Federico Lorefice, CEO Congusto Gourmet Institute e Contributor per Italian Gourmet, Daniele Gaudioso, medico oculista, Accademico italiano della Cucina, collaboratore di importanti guide gastronomiche, Ideatore di Panetthon. Soddisfatti dell’andamento del Panettone World Championship ad Host Milano anche i Maestri del Lievito Madre: “Abbiamo organizzato questo contest, non come momento di competizione, ma per avviare un dialogo continuo e costruttivo tra i Maestri del Lievito Madre e i produttori di materie prime, chef, imprenditori, giornalisti, professori universitari ed esperti di marketing e internalizzazione delle imprese sul tema della tutela del panettone nel mondo. Per noi questo è soltanto l‘inizio per avviare un concreto progetto attraverso il quale tutelare il tipico dolce natalizio conosciuto e amato in tutto il mondo”.

Salvatore Gabbiano

ALBA VITAE, NEL MALANOTTE 2010 LA SOLIDARIETÀ DI AIS VENETO

Antonio Bonotto delle Tezze e Wladimiro Gobbo (Delegato Ais Treviso)

 

Ais Veneto rinnova il suo impegno nel sociale con la bottiglia di Alba Vitæ 2019, l’iniziativa benefica che ogni anno nel periodo natalizio si occupa di mettere in vendita una tiratura limitata di alcuni dei migliori vini della Regione, per sostenere una realtà sociale del territorio. L’azienza coinvolta per questa nona edizione è Bonotto delle Tezze con il suo Malanotte Docg 2010, imbottigliato in formato magnum e di cui saranno disponibili solo 700 bottiglie.

Il ricavato delle vendite verrà devoluto alla Fondazione Oltre il Labirinto, che si dedica a bambini, ragazzi e adulti affetti da autismo. Il Malanotte è legato all’omonimo borgo medievale situato a Tezze di Piave, non lontano da Conegliano (Treviso). Si tratta di un vino monovitigno prodotto a partire dai grappoli dell’autoctono raboso Piave, fulcro del lavoro di Bonotto delle Tezze che da anni si impegna nella sua valorizzazione. Le uve del Malanotte 2010 sono state raccolte manualmente durante una vendemmia tardiva e parte di queste – tra il 15 per cento e il 30 per cento – sono state fatte appassire in fruttaio. Particolarità di questa edizione limitata è l’affinamento del vino per otto anni tra botti grandi, piccole e acciaio, il doppio rispetto ai tempi minimi previsti dal disciplinare. «Per Ais Veneto questo appuntamento è diventato un’importante occasione di dialogo con il territorio regionale – commenta Marco Aldegheri, presidente di Ais Veneto – che non passa solo attraverso la valorizzazione della migliore tradizione enologica veneta, ma anche attraverso il sostegno a iniziative meritevoli come quella della Fondazione Oltre il Labirinto. Il progetto di Alba Vitæ è cresciuto molto in questi nove anni e ogni edizione è stata in grado di innescare una grande gara di solidarietà, che siamo fiduciosi si ripeterà anche in questa occasione».

Con i fondi raccolti dalla vendita delle magnum di Malanotte 2010 l’associazione Sommelier potrà finanziare la costruzione di un laboratorio polifunzionale, adibito a punto di appoggio e di lavoro per le attività organizzate da Oltre il Labirinto negli spazi di Alternativa Ambiente di Vascon di Carbonera.

«Alla maggiore età i ragazzi con autismo sono meno tutelati e supportati dai servizi socio-sanitari – afferma il Direttore della Fondazione Mario Paganessi – ma con questi laboratori li aiutiamo ad acquisire delle competenze professionali per poter iniziare una vita di autonomia. Oggi facciamo un altro passo in avanti, grazie a questa iniziativa di Ais Veneto».

L’edizione limitata del Malanotte 2010 sarà acquistabile da venerdì 18 ottobre fino a fine gennaio al costo simbolico di 50 euro, tramite la pagina web di Ais Veneto (www.aisveneto.it) e ritirandolo presso la sede di una delle sette delegazioni provinciali.