A CASTELBRANDO GLI AWARDS MAGNA BEN E CENA DI GALA

Castelbrando a Cison di Valmarino

Castelbrando a Cison di Valmarino

Tutto pronto a Castelbrando di Cison di Valmarino (Treviso) per la terza rassegna enogastronomica internazionale d’Italia, Austria, Slovenia e Croazia, in occasione della consegna dei premi Best Awards Alpe Adria 2015, in programma venerdì 1 maggio e organizzata dal Club Magnar Ben con il patrocinio di Expo. 2015 Padiglione Italia. La corte del castello ospiterà degustazioni e iniziative tra i fornelli dalle 10.30 alle 19.30, con la possibilità di assaggiare 100 di provenienza esclusiva dell’Alpe Adria, oltre alla presenza di 50 aziende ricercate e selezionate di prodotti di ogni genere, dai salumi ai formaggi, e piatti preparati da quattro ristoranti. Infatti ci saranno, tra gli altri, gli chef de “La Stella” di Meduno (Pordenone), locale vincitore dell’awards “Miglior Ristorante di terra” a Best of Alpe Adria 2015, poi “Ai Nove Castelli” di Faedis (Udine), “Eat’s Bistrò” di Conegliano (Treviso) e reduce da ben due ricette viste a TG 5 Gusto. Dalle 11.30 alle 15.30 ci saranno otto laboratori e degustazioni guidate con produttori e personaggi del mondo dell’enogastronomia e della viticoltura di Alpe Adria. Alle 11.30 interverrà Elena Parovel con il Olio del Carso, mentre un’ora dopo spazio ai formaggi nell’incontro con Sante Rugo, il casaro anarchico della Carnia, con Claudio Bucelli ed Eros Scipioni produttori del San Toscano. Alle 13 salirà in cattedra il prosciutto crudo di Sant’Ilario (Parma Dop) di Lesinano de Bagni (Parma), ritenuto uno dei migliori dieci in Italia. Alle 13.30, “Orizzonte Circolare”, con una degustazione guidata per intravedere nuovi orizzonti nel mondo del Prosecco con l’azienda Bellenda di Capersica (Treviso). Dalle 14 in poi, spazio alle marmellate e ai prodotti di agricoltura biologica con Michele Luccisano e Rocco Pignataro produttori della nuova linea gourmet Kalogea, poi toccherà a “Rive”, il talk show e la degustazione del Prosecco Superiore Docg Rive di Ogliano Tre Venti Brut di Zardetto Spumanti di Conegliano (Treviso), “Salviamo la grappa” con l’incontro con il microproduttore artigiano di Quero (Belluno) Federico Arduini della Distilleria Le Crode. Si proseguirà con “La vigna è rock” assieme a Marco Simonit, dei preparatori d’uva Simonit & Sirch, la cerimonia di consegna degli Awards internazionali Best of Alpe, l’aperitivo e brindisi con Maurizio Potocnik (Club Magnar Ben) e Wladimiro Gobbo. Infine si sciabola con il metodo classico “Rosa Bruna” Rosè da uve di Raboso Piave di Giorgio Cecchetto (Miglior vino autoctono 2015). Alle 20.30, nella sala del Teatro Sansovino, la “Gran cena di Gala dell’Alpe Adria” con una speciale cena a cinque mani e altrettanti grandi vini tra Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Biglietto d’ingresso 12 euro, con calice con cauzione, mentre la cena, su prenotazione, costerà 50 euro (info 0438-21574).

Annunci

UNA VITICOLTURA PER IL FUTURO. CONVEGNO A SACILE

I vigneti Vistorta

I vigneti Vistorta

Una Viticoltura per il Futuro è il titolo del convegno che si tiene giovedì 14 marzo a partire dalle 9,30 nei locali dell’azienda agricola Vistorta a Sacile (PN). L’incontro è organizzato da AIAB-FVG, Associazione Italiana Agricoltura Biologica del Friuli Venezia Giulia e Azienda Agricola Vistorta con l’intento di formare ed informare gli agricoltori sulle tecniche di coltivazione biologica e favorire lo scambio di conoscenze ed esperienze per crescere nell’impegno verso un’agricoltura sostenibile e responsabile. Questo il programma: ore 9.30 Benvenuto ed introduzione; 9.40 La viticoltura biologica: le motivazioni, i fattori di successo ed i problemi ancora da affrontare in un settore in piena espansione. Relatore: Enzo Mescalchin, fondazione E. Mach. San Michele all’Adige; 10.05 La biodiversità del terreno e gli effetti sulla gestione del vigneto e la qualità dell’uva. Relatore: Anna Benedetti, CRA-RPS Centro di Ricerca per lo Studio delle Relazioni tra Pianta e Suolo, Roma; 10.25 Un utile strumento per conoscere il proprio terreno: l’analisi della vanga. Relatore: Luca Conte, agronomo; 10.40 Difendere il proprio vigneto senza la chimica: 15 anni di esperienza in Friuli Venezia Giulia. Relatore: Giovanni Bigot, Perleuve, Cormons; 11.20 Dall’azienda biologica al territorio biologico, i biodistretti della Toscana. Relatore: Ruggero Mazzilli, Stazione sperimentale per la Viticoltura Sostenibile, Panzano in Chianti; 11.40 Misurare la biodiversità dell’azienda agricola. Un ulteriore strumento di gestione nato dall’esperienza biologica in Franciacorta. Relatore: Pierluigi Donna, Agronomi SATA, Rovato; 12.00 Scambio di esperienze e definizione di obiettivi per il futuro tra aziende biologiche, con la partecipazione di Elisabetta Foradori, Az. Agr. Foradori, Daniele Piccinin, Az- Le Carline, Lorenzo Mocchiutti, Az. Vignai de Duline e Brandino Brandolini d’Adda, Az. Vistorta; 12.40 Discussione; 13.30 buffet e brindisi con i prodotti biologici della Vistorta e del territorio.

FRA CHIARETTO E BARDOLINO SULLA RIVA VENETA DEL GARDA

FOTO Di Cantina in CantinaDomenica 3 maggio la riva veneta del lago di Garda e il suo entroterra ospitano “Di Cantina in Cantina”, una nuova manifestazione enogastronomica dedicata ai vini della zona, ossia il Chiaretto, anche nella sua rara versione spumante, e il Bardolino. Ad organizzare è la Strada del Vino Bardolino, che ha raccolto per questa prima edizione della rassegna l’adesione di quindici aziende agricole, che apriranno appositamente le porte agli enoturisti dalle ore 11 alle 18. Le cantine sono suddivise in tre “golosi” percorsi, che comprendono la visita a cinque diverse aziende vinicole (più una sesta a scelta del visitatore). Ogni cantina proporrà in degustazione il Chiaretto, il rosato italiano per eccellenza, leader di mercato fra i vini rosé a denominazione di origine, protagonista quest’anno di quella “Rosé Revolution” che è caratterizzata da tonalità molto tenui di rosa e da profumi agrumati, e il Bardolino, il vino rosso delle colline del lago di Garda. In abbinamento saranno offerti i piatti cucinati per l’occasione da alcuni ristoratori locali o alcune specialità gastronomiche del territorio. Quella di domenica 3 maggio sarà dunque l’occasione di conoscere e scoprire da vicino il territorio gardesano, fra calici di vino (una quarantina i vini disponibili in tutto) e assaggi di piatti e prodotti tipici. Il primo itinerario, denominato come “percorso A”, porterà a incontrare i vini delle aziende Benazzoli a Pastrengo, Zeni 1870 e Tenuta La Cà a Bardolino, Bergamini a Colà di Lazise e Tenuta La Presa a Caprino Veronese, più una sesta azienda da scegliere liberamente negli altri due itinerari. Il “percorso B” è quello che conduce alle aziende agricole Costadoro, Casetto e Cà Bottura sulle colline di Bardolino e poi Le Ginestre a Lazise e Garda Natura a Marciaga di Costermano, oltre alla visita “jolly”. Il “percorso C” è quello che prevede le soste alle aziende agricole Casaretti e Valetti a Bardolino, Roccolo del Lago a Lazise, Il Pignetto a Bussolengo e Le Fraghe a Cavaion Veronese, più la cantina “jolly” scelta negli altri due itinerari. Le cantine di ciascun percorso possono essere visitate nell’ordine desiderato, a discrezione del partecipante, durante l’intera giornata. Il carnet di degustazione, che dà diritto a cinque degustazioni nelle cantine del percorso prescelto, più, come detto, una degustazione “jolly” in una qualsiasi cantina di un altro percorso, ha il costo di 25 euro e può essere acquistato presso ogni azienda vinicola partecipante in prevendita o direttamente il giorno della manifestazione. È inoltre possibile acquistare il carnet in prevendita inviando una mail a prevendita@dicantinaincantina.eu, nonché presso  Sportland ad Affi e presso l’agenzia World Guide Viaggi a Bussolengo. Informazioni al numero “dedicato” 346 8721189 o sul sito http://www.bardolino-stradadelvino.it

TRE BORGHI DELL’EMILIA ROMAGNA PER L’ALBANA DEI

Albana Dei 2014

Albana Dei 2014

Dopo il crescente successo raccolto da parte dei produttori e del pubblico nel corso delle precedenti edizioni, ritorna anche in questo 2015 il concorso enologico Albana Dèi, dedicato ai vini ottenuti da uve Albana di tipologia secco. Il concorso, nato tre anni fa da un’idea dei curatori Carlo Catani e Andrea Spada e organizzato da Enoteca Regionale Emilia Romagna col patrocinio del Consorzio Vini di Romagna, si svolge in due momenti. Il primo, tenutosi nei giorni scorsi, era riservato alla giuria tecnica – composta, tra gli altri, dai critici delle principali guide del settore (Gambero Rosso, Slowine, L’Espresso, Enogea, I Vini di Veronelli, Bibenda) – che ha degustato alla cieca tutti i vini in concorso e che ha selezionato i 9 Albana che parteciperanno, domenica 3 maggio, al momento clou dell’ Albana Dèi 2015. Infatti, in tre dei Borghi più belli della Romagna, Bertinoro in Piazza Libertà, Brisighella Parco Ugonia e centro storico e Dozza all’interno della Rocca sede dell’Enoteca Regionale Emilia Romagna, ci saranno altrettanti banchi d’assaggio gratuiti per dare modo al pubblico di degustare e apprezzare i vini finalisti ed esprimere il proprio giudizio come “giuria popolare” per contribuire a eleggere l’Albana del cuore 2015. In contemporanea all’ Albana Dèi, domenica 3 maggio in ogni borgo sono in programma eventi e appuntamenti che renderanno questa giornata una grande festa della Romagna: a Dozza ci sarà la tradizionale “Festa del Vino” (quest’anno per la prima volta per l’intero weekend con eventi anche sabato 2), con un seminario sull’Albana, mercatino delle eccellenze enogastronomiche, animazioni, ecc.; a Brisighella stand gastronomico e mercato dei prodotti tipici con le delizie e primizie di primavera; a Bertinoro aperitivi e cene a tema serviti con Albana locale. La proclamazione delle albana premiate in questa edizione 2015 dell’ Albana Dèi avverrà martedì 19 maggio alle ore 18 alla Rocca di Dozza, per consentire l’elaborazione dei dati raccolti dalla giuria popolare dei tre Borghi, che assieme determineranno al 50% la valutazione finale dell’albana del cuore, mentre l’altro 50% di valutazione sarà della giuria tecnica. In tale occasione verranno premiati anche i vini individuati dalla giuria tecnica per quanto riguarda le categorie: Migliore Romagna Albana DOP di tipologia secco moderna; Miglior vino da uve Albana di tipologia secco lunghe macerazioni, ribattezzato premio Valter Dal PaneL’ Albana Dèi rappresenta un modo moderno e popolare per fare il punto annuale sull’Albana e sostenerne la ripresa. Un modo per rilanciare il valore della DOP Romagna Albana quale veicolo per l’affermazione dell’unicità e straordinarietà di questo vitigno dal potenziale grandioso, nella ricchezza d’interpretazioni dei produttori del territorio. «Le potenzialità di questo vitigno sono enormi e in buona parte ancora inespresse – sottolineano gli organizzatori dell’evento -. Riteniamo che per quanto riguarda il Romagna Albana DOP secco lo spazio innovativo da scandagliare sia ampio e meriti, per esempio, di prendere in considerazione l’apertura a tipologie con lunghe macerazioni e colori carichi. Ci piacerebbe portare una forte attenzione sul nostro vitigno, che merita di guadagnare consensi e notorietà a livello nazionale ma anche internazionale». L’Albana Dèi è organizzato nell’ambito di “Wines from the south of Europe – Mediterranean Wines”, il progetto comunitario per la promozione in Europa di una cultura mediterranea del vino, improntata a un consumo consapevole e conviviale di vini di qualità. Il progetto, promosso dall’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna insieme a partner greci e bulgari, punta a diffondere un approccio più consapevole al consumo del vino – elemento fondamentale dell’enogastronomia, momento di socialità, paradigma della cultura del buon vivere – anche attraverso l’avvicinamento del consumatore a varietà autoctone e tipiche del territorio come appunto l’Albana di Romagna. A questo scopo, il progetto mira a migliorare la conoscenza dei vini DOP / IGP provenienti da Italia, Grecia e Bulgaria, comunicando ai consumatori la qualità e la varietà della produzione dei vini comunitari e promuovendone una modalità di consumo tipicamente mediterranea.

DOCG WINE EXPERIENCE: 300 VINI IN DEGUSTAZIONE. NON SOLO

sommelier1 - Copia_1Un’occasione unica per incontrare, in una sola location, tutte le DOCG d’Italia, accompagnate dai prodotti DOP provenienti da tutto il Bel Paese. È la “DOCG wine experience”, manifestazione organizzata dalla delegazione padovana di AIS Veneto che si svolgerà il 10 maggio 2015 presso Villa Widmann a Bagnoli di Sopra (PD), grazie alla collaborazione con il Comune di Bagnoli di Sopra, con il Consorzio di Tutela Vini DOC di Bagnoli e alla disponibilità del Dominio di Bagnoli. Saranno trecento le etichette in degustazione, provenienti dalle 74 denominazioni di origine controllata e garantita, fiore all’occhiello del nostro Paese. Ad illustrare i vini e le caratteristiche dei territori di provenienza, ben 150 sommelier veneti a disposizione dei visitatori e dei wine lovers. A fare da cornice alla manifestazione, la seicentesca Villa Widmann di Bagnoli di Sopra (Pd), storica sede del Dominio di Bagnoli e vero simbolo della DOCG Friularo. Nell’antico granaio, per tutta la giornata del 10 maggio, si svolgeranno degustazioni guidate, dibattiti, workshop ed assaggi dei prodotti DOP più golosi d’Italia. L’appuntamento clou della manifestazione sarà certamente il concorso “Miglior Sommelier del Veneto”, vera e propria competizione di categoria che vede in gara una trentina di Sommelier, suddivisi nelle due categorie Sommelier e Sommelier Professionista. Una sfida che si svolgerà “a colpi di calice” e metterà in luce la preparazione dei 33 sommelier finalisti, arrivati alla finale dopo aver partecipato alla Scuola Concorsi AIS Veneto. A decretare il vincitore 2015 sarà la giuria composta dal Responsabile Nazionale Scuola Concorsi e membro della Giunta Esecutiva Nazionale AIS Cristiano Cini, dal presidente AIS Veneto Marco Aldegheri, dal Responsabile Regionale Scuola Concorsi Graziano Simonella, da Arturo Stocchetti presidente di UViVe , da Ottavio Venditto Miglior Sommelier d’Italia 2014 ed Enrico Fiorini, Miglior Sommelier del Veneto 2014. Infine, il pubblico presente a Villa Widmann potrà ammirare, per la prima volta, Il tastevin commemorativo realizzato in occasione del 50° compleanno dell’AIS, che si celebrerà il prossimo 7 luglio. Un’opera di alta oreficeria realizzata dal Maestro crotonese Gerardo Sacco, che il 10 maggio sarà in Veneto, proprio in occasione della DOCG wine experience. Questa opera d’arte sta infatti compiendo un vero tour fra le sedi AIS di tutto il Paese. Una simbolica staffetta che lo porterà, il 7 luglio, a Milano, dove sarà consegnato al presidente nazionale Antonello Maietta.

 

 

A JESOLO 8.000 VINI PER IL CONCOURS MONDIAL DEL BRUXELLES

Concours-Mondial-de-Bruxelles1Jesolo capitale mondiale del vino dal 1 al 3 maggio. Tre giorni al Pala Arrex che serviranno per decretare e premiare le migliori bottiglie, suddivise per vitigno, blend, bollicine e via elencando scegliendo fra un panel enorme di 8.000 vini provenienti da ben 51 paesi fra i quali la parte del leone la fanno Francia e Italia. E a vederle tutte nel seminterrato del palazzetto fa davvero un certo effetto (due grandi frigoriferi esterni servono a refrigerare le bollicine, giusto perché a berle calde non ha senso). Un evento, visto che si tratta del 22° Concours Mondial de Bruxelles, da 10 anni divenuto itinerante nel mondo. “Jesolo è stata scelta – ha detto Thomas Costenoble, direttore del Concours, – per la sua capacità di accoglienza, perché è una delle più famose spiagge d’Europa e perché è vicina a Venezia. E – ha aggiunto – la prima edizione del Concours ha visto solo 800 concorrenti, adesso siamo a 8.000. Un successo enorme che era significativo portare qui a Jesolo”. Non solo. Perché il Veneto è una regione dove forti sono le tradizioni enologiche: dalle colline del Prosecco, a quelle del Soave fino alla Valpolicella, culla di uno dei grandi rossi del mondo: l’Amarone. Saranno ben 320 i degustatori specializzati ad esaminare i vini in concorso, a partecipare ai laboratori condotti da alcuni produttori, mentre saranno gli studenti dell’istituto alberghiero Cornaro a provvedere al servizio: un’occasione unica per dei giovani che vogliono imparare il mestiere. Da aggiungere che i degustatori saranno impegnati di mattina, mentre venerdì pomeriggio visiteranno la zona e le cantine del Prosecco e sabato quelle del Soave. Non un caso perché il Concours si avvale anche della collaborazione dell’UViVe (l’unione dei consorzi di tutela del Veneto) e segnatamente di quello Docg Conegliano Valdobbiadene e Soave e Recioto di Soave. Zone per altro dove è forte la provenienza di turisti verso Jesolo. Insomma un evento che ha lo scopo di premiare non solo la maggiore spiaggia del Veneto, ma anche quello di far conoscere al mondo, ai buyers internazionali, agli importatori e agli altri produttori la qualità dei vini del Soave, caratteristici della Regione, che stanno finalmente entrando a pieno merito nel giro dei grandi bianchi e le colline del Prosecco dove da tempo non contano soltanto i numeri da record ma anche i tanti piccoli e medi produttori che hanno fatto della qualità e della biodiversità la loro linea guida.

L'enorme panel di vini al Pala Arrex

L’enorme panel di vini al Pala Arrex

AL DOLADA MENU GIRO DEL MONDO SECONDO IL VENETO

Riccardo De Prà

Riccardo De Prà

Anche Riccardo De Prà, chef dello storico ristorante Dolada di Pieve d’Alpago (Belluno), uno dei protagonisti della cucina d’autore italiana, si prepara ad affacciarsi ad Expo 2015 la più grande vetrina internazionale mai organizzata sul tema dell’alimentazione e della nutrizione. L’idea sulla quale ha scelto di sperimentarsi per questa occasione unica parte proprio dalle eccellenze gastronomiche del territorio. Il  suo menù-degustazione sarà un autentico viaggio goloso attorno al globo, i cui protagonisti sono piatti provenienti da tutto il mondo ripensati attraverso le eccellenze tipiche del Veneto. Un progetto grazie al quale De Prà percorre le strade delle differenze e con sorpresa porta chi lo sperimenta verso la più bella delle scoperte: ossia che i punti di arrivo sono i punti di incontro, il sodalizio e l’armonia della convivialità. “L’ispirazione – spiega De Prà – mi è arrivata dai numerosi viaggi intrapresi in giro per il mondo e dai paesi che più ho amato”. L’esperienza è tridimensionale , va oltre la semplice carta: al tavolo viene presentato un mappamondo cui si accompagna pietanza per pietanza la descrizione di questo viaggio attraverso un intero emisfero tutto da assaporare. L’esperienza è anche interattiva come si trattasse di una vera partenza, e i viaggiatori-gourmet potranno divertirsi andando a caccia della collocazione del piatto giusto nel posto giusto. Eccolo il menu del mondo. Dalla Svezia: Salmerino Gravolax: la rivisitazione di un piatto scandinavo dove il Salmerino dell’Alpago diventa indiscusso protagonista, vezzeggiato ed esaltato da erbe di montagna, sale e limone; dalla Cina: Spring Rolls di primavera: funghi carletti, asparagi selvatici e ingredienti della montagna indomabile farciscono di novità uno dei più noti piatti della cucina cinese; dagli Stati Uniti:  Cinghiale alla brace spaziale: con un salto supersonico verso Ovest approdiamo al cospetto del selvaggio cinghiale del Colorado, fumante di fave e cicoria; dalla Corea: Zuppa Tojangguk: arriva a scaldare gli animi  una goduriosa zuppa piccante di brodo caldo  con funghi, pesce e uovo sbattuto; dal Giappone: Tagliatelle wakame, wasabi e gamberetti: tagliatelle fresche di pasta di alghe con salsa wasabi e friabili cracker di schie soffiate; dalla Francia: Montecarlo drink: servito in un GluGlu (bicchiere/calice composito/ampolla magica ideata da Riccardo De Pra), è questo un drink fresco e inebriante a base di Champagne, acqua tonica e limone; dalla Turchia: Kebab: un grande piatto è fatto da grandi ingredienti, esattamente come in questo caso, dove il fascino della Turchia, la semplicità di un piatto tipico di larghissimo consumo, e l’eccellenza delle carni di agnello dell’Alpago, si incontrano dando vita a un’eccellenza imperdibile; dal Brasile: Frutta tropicale: un carro mascherato di esperienze sensoriali arriva direttamente da Rio in una coppa di cristallo; un gioco di consistenze e temperature, dove i frutti freschi si mescolano languidamente con gocce di cioccolato calde, ripiene di altri succhi lussuriosi e ghiacciati; e dall’Italia: Ciliegio in fiore: Il dolce … di questa pianta presente da Oriente ad Occidente adagiato su di un tronco di ciliegio delle Dolomiti e Caramelli veneziani: il giro del mondo finisce laddove la vita è un viaggio costante. Ma non è finita qui … : per i più inguaribili tra gli assetati di esperienza è possibile tingere di voluttà ancor più accesa il Menù del Mondo accompagnandolo con il vorticoso Giro del Mondo dei Vini… Info e prenotazioni: tel. 0437. 479141 – info@dolada.it.

Il Salmerino Gravolax

Il Salmerino Gravolax

Tagliatelle di pasta di alghe e cracker di schie

Tagliatelle di pasta di alghe e cracker di schie

Il Ciliegio in Fiore

Il Ciliegio in Fiore

 

ITALIANI A TAVOLA. UN SECOLO DI FOTOGRAFIE A VILLA PISANI A STRA

Sophia Loren e Vittorio De Sica scelgono una pizza napoletana (foto Ezio Vitale)

Sophia Loren e Vittorio De Sica scelgono una pizza napoletana (foto Ezio Vitale)

Fino al 31 ottobre 2015, il Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra (Venezia) e Munus, società concessionaria dei servizi museali che da anni porta avanti un progetto di valorizzazione della celebre Villa e una programmazione annuale di grandi mostre, presentano una mostra, nell’anno dell’Expo Milano 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, dedicata al tema dell’alimentazione: Italiani a Tavola (1860-1960). L’iniziativa racconta, attraverso preziosi originali fotografici, cento anni  di tradizioni, abitudini, gesti pubblici e privati, luoghi e occasioni degli italiani a tavola. Un documento sull’enogastronomia e cucina d’Italia, sulla produzione alimentare e il suo commercio relativi a ogni regione, provincia, città grande o piccola che sia. La mostra è curata dal professor Alberto Manodori Sagredo, è organizzata da Munus in collaborazione con la Link Campus University ed è patrocinata dalla Regione del Veneto, dalla Provincia di Venezia e dal Comune di Stra. Le fotografie sono quindi una testimonianza indiscutibile dell’identità alimentare e tra i corridoi di Villa Pisani ritroviamo i segni riconoscibili della sua storia, le differenze e le condivisioni di modi e comportamenti, di ricette e di gusti, di gesti conviviali, che hanno segnato il cammino dell’alimentazione sia regionale che nazionale: scene d’osteria dell’Ottocento, banchetti nei ristoranti dei grandi alberghi, tavole imbandite per riunioni politiche o per festeggiare matrimoni e anniversari, scampagnate o colazioni all’aperto in montagna o al mare, il cibo scarso nelle città italiane segnate dalla seconda guerra mondiale, i brindisi degli artisti in trattorie storiche e quelli degli innamorati, le balie e le mamme che danno da mangiare ai bimbi e le tavole modeste dei collegi, quanto quelle disciplinate delle caserme militari, i tavoli all’aperto delle gelaterie e delle pizzerie. E ancora, i forni e i fornai, i pescatori con il pesce nelle barche e le pescherie, i contadini che trasportano frutta e verdura in città, prima su carri e poi su furgoni, i negozi che espongono i prodotti a buon mercato e quelli più esclusivi, dalle antiche “pizzicherie” e “norcinerie” alle pregiate pasticcerie, ai ristoranti alla moda come alle “fraschette” dei Castelli Romani o i “bacari” a Venezia. La mostra osserva il seguente orario: fino al 30 settembre dalle 8.30 alle 20, dall’1 al 31 ottobre dalle 9 alle 17. Chiusa il lunedì. L’ingresso costa 10 euro e ridotto 7,50 per visitare la villa, parco e mostra, per i soli mostra e parco intero 7,50 e ridotto 5 euro. Gratuito per i cittadini dell’Unione europea fino a 18 anni. Biglietto unico (5 euro) per i residenti della Riviera del Brenta (comuni di Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò, Mira, Stra, Vigonovo).

VINITALY DA RECORD VERSO L’EXPO

di Alessandro Ragazzofoto vinitaly 2015

Vinitaly da record per presenze e pure per i concorsi. La rassegna veronese ha raggruppato operatori professionali da 140 Paesi, ben 20 in più rispetto al 2014. In totale i visitatori sono stati circa 150 mila ma rispetto al passato c’è più Oriente con Thailandia, Vietnam, Singapore, Malesia. Crescono il Messico e anche l’Africa, con le novità chiamate Camerun e Mozambico. Da registrare la ripresa di Egitto, Tunisia e Marocco sia per il vino che per l’olio extravergine di oliva di Sol&Agrifood. Nei primi dieci, forte la crescita della Francia, che precede il Giappone, mentre Cina, Hong Kong e Taiwan si collocano all’ottavo posto. La Russia, nona, è l’unica in controtendenza come conseguenza della difficile situazione geopolitica in atto. Chiude il Brasile. Sono in aumento le presenze da altri Paesi dell’Unione Europea, specie Polonia e Romania. Questo Vinitaly assiste anche al ritorno di un certo ottimismo per il mercato interno, con operatori interessati provenienti da tutta Italia. E’ stato un Vinitaly votato anche all’Expo, pronto ad aprire a Milano venerdì 1 maggio. Così anche il concorso enologico internazionale, giunto alla ventiduesima edizione. I vini iscritti alla competizione più rigorosa e selettiva sono stati quasi 3 mila, con record di 32 Paesi partecipanti, tra i quali, per la prima volta, Svezia, Giappone e Taiwan. Va all’italiana Azienda Agricola Milazzo – Terre della Baronia di Campobello di Licata (Agrigento) il premio speciale “Gran Vinitaly 2015”, assegnato alla cantina che ha ottenuto il maggior punteggio in base a due medaglie conseguite in gruppi diversi. Tre le aziende vincitrici del Premio speciale “Vinitaly Nazione 2015”, attribuito al produttore di ogni Paese che ha ottenuto il maggior punteggio calcolato dalla somma dei valori riferiti ai migliori vini insigniti del diploma di “Gran Menzione”. Dunque troviamo Winzer Sommerach – Der Winzerkeller – Sommerach (Germania), del Casale del Giglio Azienda Agricola – Le Ferriere (Latina) e della Vincon Vrancea – Focsani (Romania). Il Premio speciale “Denominazione di Origine 2015”, assegnato al vino di ogni denominazione di origine italiana, è stato attribuito all’Amarone della Valpolicella Docg 2010 Lavarini Società Agricola di Lavarini Massimo & C. S.S. – Negrar (Verona); al Valdobbiadene Prosecco Docg Superiore Spumante Extra Dry “2” 2014 Progettidivini – Soligo di Farra di Soligo (Treviso); al Gutturnio Doc Frizzante “Tradizione Piacentina” 2014 Azienda Agricola Il Poggiarello – Scrivello di Travo (Piacenza); al Montepulciano d’Abruzzo Doc “Val di Fara – Selezione di Famiglia” 2013 Spinelli – Atessa (Chieta); al Prosecco Doc Treviso Spumante Brut 2014 Sanfeletto – San Pietro di Feletto (Treviso) e al Trentino Doc Moscato Giallo Vino Biologico 2014 Cantina Toblino – Sarche (Trento). In palio, per i vini italiani, anche il premio Banco Popolare, assegnato al Vin Santo del Chianti Doc “Il Conio” 2005 della Eredi Benito Mantellini Azienda Agricola – Terranova Bracciolini (Arezzo), per aver conseguito il miglior punteggio in assoluto fra tutti i vini italiani di tutte le categorie. La premiazione dei vini vincitori di medaglia sarà una delle iniziative organizzate nel padiglione “Vino – A taste of Italy”, durante l’Expo.

A ROMA E’ NATO IL G ROUGH LUXURY HOTEL E WINE GALLERY

 

La facciata del G Rough

La facciata del G Rough

A metà strada tra galleria d’arte e luxury suite, G-rough inaugura nel cuore di Roma in una palazzina del XVII secolo che affaccia sulla cupola di Sant’Agnese di Piazza Navona. Un’idea di ospitalità, di stile e di decor unica in Italia, dal gusto contemporaneo e internazionale nata dalla mente creativa e visionaria di Gabriele Salini e di Emanuele Garosci che allo stesso tempo si fonde con un progetto culturale di più ampio respiro. Cinque piani, dieci suite e una contemporary wine gallery (project space) in cui la preziosità si manifesta in un lusso sommesso e ricco di storia, frutto di una miscela inedita tra restauro conservativo e rispettoso dell’edificio originario che ne esalta spazi e armonie, arredi raffinati ed essenziali – omaggio al più bel design italiano dagli anni ’30 ai ’70 – e un profondo legame con la scena artistica romana. Le pareti scialbate del palazzo fanno riemergere intonaci grezzi e storie sottostanti; le antiche cementine originali dei pavimenti sono recuperate e valorizzate; gli elementi di arredo senza tempo – di maestri come Giò Ponti, Ico Parisi, Guglielmo Ulrich e Silvio Cavatorta, per citarne alcuni – sono inseriti negli ambienti e fatti dialogare con le opere d’arte contemporanea, realizzate da giovani artisti romani tra cui Rä Di Martino, Pietro Ruffo, Caterina Nelli, Alessandro Piangiamore, Davide D’Elia che punteggiano ogni spazio della struttura dando vita a una sorta di galleria diffusa che si dipana di stanza in stanza. La contemporary wine gallery del piano terra crea uno spazio vivo e vibrante che vede protagonista la scena artistica contemporanea della capitale, già celebrata dalla performance artistica, lunga 24 ore (Art is Real) che diede il via al cantiere e vide giovani artisti del territorio chiamati, in spirito mecenatistico-rinascimentale, a interpretare il luogo, producendo opere integrate con l’architettura del luogo, alcune delle quali preservate e divenute opere site specific. L’imprinting artistico si riscontra inoltre nella numerazione dei piani. Secondo l’idea dell’artista Gianni Piacentini l’edificio è idealmente “radicato in cielo”, ne consegue una particolare numerazione “sottosopra”: si parte dal basso con il piano “cinque” fino ad arrivare al piano ”uno”. La denominazione dei piani è segnalata su ogni pianerottolo da iscrizioni al neon. “Gino”, “Ico”, “Guglielmo”, “Afra” sono alcuni tra i nomi dati alle stanze in omaggio a Sarfatti, Parisi, Ulrich, Scarpa e a tutti i celebri designer italiani presenti, con i loro pezzi, all’interno della struttura di Piazza Pasquino ed i loro ritratti stilizzati campeggiano in corrispondenza delle porte delle rispettive suite dedicate, ad indicarli, così come sui portachiavi in feltro. G-rough nasce come sister hotel di Palazzina G a Venezia (di cui ne mutua la gestione), il 5 stelle disegnato da Philippe Starck, aperto nel novembre 2009 e diventato, in breve tempo, punto di riferimento celebrities e jet set internazionale. La preziosità di G-rough – unica struttura nel panorama dell’hotellerie romana a far parte dell’ esclusivo circuito di Design Hotel – si declina all’insegna di un rough luxury ricco di storia che intreccia passato e futuro senza soluzione di continuità. G-rough, con le sue atmosfere ricercate, propone una forte identità di abitazione privata dove poter seguire i propri ritmi al di là degli orari e degli spazi di un tradizionale hotel ma godendone di tutti i servizi: ogni suite, infatti, si compone di camera da letto e living room in cui viene servito il breakfast“a domicilio”. Inoltre un lifestyle butler si occupa di indicare agli ospiti i ristoranti e le “chicche” più interessanti da scoprire nei dintorni oltre a un bouquet di ricercate esperienze che permette di scoprire gli scorci meno scontati della città per vivere Roma in una dimensione intima e “autenticamente romana”. G-rough è il risultato dell’impegno e della ricerca di Gabriele Salini ed Emanuele Garosci che, con la supervisione e il coordinamento dell’architetto Giorgia Cerulli, l’interior decoration di Benedetta Salini e Vittorio Mango e la curatela artistica di Guendalina Salini hanno dato vita, e forma, a venti ambienti: ciascuno diverso dall’altro e ognuno impreziosito da pezzi di collezione unici, in cui far convergere la passione per l’arte e il gusto per il recupero della memoria e della bellezza del passato nella ricerca di una moderna “estetica a godimento”. Il tutto guidato da un unico comune denominatore: il perseguimento di un lusso rarefatto, e mai ostentato, che celebrasse il design italiano più iconico, in dialogo con l’arte contemporanea, all’interno di una cornice architettonica profondamente romana, nei colori e nelle pre-esistenze. G-rough prende il nome dalla G di PalazzinaG e da rough luxury; il nome stesso dell’hotel, pronunciato ad alta voce, suona come “giraff”, animale che l’edificio – alto e stretto – ricorda e, al tempo stesso, “abbastanza ampia da infondere sicurezza”, come segnala l’iscrizione latina sulla porta d’ingresso (“satis ampla quae securitate rideat”).

Il bar del G Rough

Il bar del G Rough