FERRAGOSTO: COLDIRETTI, PICNIC PER 6 MILIONI DI ITALIANI

Resiste la tradizione del picnic con circa 6 milioni di italiani che hanno scelto di trascorrere il giorno di Ferragosto all’aria aperta con grigliate sul posto o piatti portati da casa, nelle località risparmiate dal maltempo. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè dalla quale si evidenzia che un italiano su due (50 per cento) ha deciso di non restare comunque a casa per il “capodanno” d’estate per raggiungere parenti/amici, andare in vacanza o per fare una semplice gita in campagna, in montagna o al mare.

Ma è anche il giorno delle grigliate dalle Dolomiti al mare dove centinaia di famiglie hanno passato la Festa dell’Assunta ai fornelli rispettando l’ambiente grazie al tutor dell’agrigrill. Un abc divulgato dagli operatori agricoli che presidiano i fuochi su aree attrezzate consigliando la legna e fornendo carni verdure ovvero gli ingredienti essenziali per il pasto migliore all’aria aperta.

È il caso dell’area ristoro Candaten a Sedico in provincia di Belluno dove si radunano famiglie e vacanzieri per gustare carne e prodotto a chilometro zero come a Codevigo in provincia di Padova a ridosso dell’unico sbocco al mare della provincia. Qui gli agricoltori mettono a disposizione tavoli e panche per stare in sicurezza.

Non ci sono età per questa passione – spiega Chiara Bortolas vice presidente regionale di Donne Impresa Coldiretti – le conoscenze esperte riguardano la scelta della legna adatta alla griglia più aromatizzata e saporita. Il segreto è conoscere le essenze del territorio”.

Sono circa mezzo milione – continua la Coldiretti – i turisti che hanno scelto di trascorrere il Ferragosto 2022 in agriturismo all’insegna della buona tavola e del relax all’aria aperta, garantendosi comunque protezione all’interno delle strutture in caso di maltempo, con un aumento del 10 per cento anche grazie al ritorno degli stranieri, sulla base delle indicazioni di Terranostra e Campagna Amica.

Molti agriturismi – precisa la Coldiretti – si sono attrezzati per la giornata di Ferragosto con l’offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali a chilometri zero di Campagna Amica.

Quest’anno con il propagarsi degli incendi particolare attenzione deve essere rivolta alle grigliate. La prima regola da seguire nel bosco è – afferma la Coldiretti – quella di evitare di accendere fuochi non solo nelle zone boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento. Inoltre – conclude la Coldiretti – non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente.

ESTATE 2022, TUTTO ESAURITO NEGLI AGRITURISMI. CIA: CHIUSE LE PRENOTAZIONI PER FERRAGOSTO

In agriturismo, vicino a piccoli borghi ben serviti, vivendo esperienze in azienda agricola e mangiando prodotti freschi di campi e allevamenti locali, da riportare anche a casa. Questa l’estate 2022 per oltre 7 milioni di italiani, più del 30 per cento dei connazionali previsti in vacanza tra luglio e settembre prossimo. Sono per lo più famiglie e comitive, in viaggio dai 4 ai 7 giorni e spesso con cani e gatti al seguito. A dirlo è Cia-Agricoltori Italiani in ricognizione tra le strutture aderenti a Turismo Verde, la sua Associazione per la promozione agrituristica che, da Nord a Sud Italia, evidenzia una stagione partita in ritardo, ma vicina ai numeri pre-pandemia (più di 8 milioni di presenze nel 2019), e con le prenotazioni per il pranzo di Ferragosto già chiuse da un mese.

Lungo la penisola – spiega Cia (Confederazione italiana agricoltori) – la ripresa del turismo, con 22 milioni di italiani in viaggio, al mare (44 per cento), nei centri rurali (21 per cento) e in montagna (15 per cento), si fa sentire soprattutto nelle strutture agrituristiche con disponibilità di camere, agricampeggio e in zone già vocate alla ricettività. La domanda resta, in alcuni casi e specie nell’entroterra, ancora instabile. A incidere di più le disdette causa Covid, tra il 10 e il 20 per cento, che si spera di recuperare con le prenotazioni last minute.

Inoltre -aggiunge Cia- anche negli agriturismi c’è il ritorno degli stranieri (l’Italia ne stima per l’intera estate circa 33 milioni, il triplo rispetto al 2021). Già da maggio gli americani e ora, soprattutto, inglesi (più 36 per cento) e tedeschi (più 32 per cento). In buona parte, si tratta di riconferme e passaparola, con prenotazioni di clienti storici e amici. Stessa cosa per il turismo interno. In aumento i viaggi alla riscoperta dell’origini, come dall’Olanda al Molise.

In generale – secondo Cia – la tenuta del settore agrituristico, e delle sue 25 mila imprese, è ancora assicurata dalla natura stessa del comparto, sensibile alle esigenze dei cittadini, come ampiamente dimostrato in pandemia, e pronto a soddisfare, in modo innovativo, sempre nuovi bisogni. Tra le tendenze che si consolidano, Cia evidenzia la vacanza sostenibile e sicura, a contatto con la natura e gli animali, imparando a fare la pasta e a curare gli alveari, condividendo il lavoro agricolo come la lavorazione del formaggio. Infine, andando alla ricerca dei mercati contadini per fare provviste utili al rientro, come raccontano da la Spesa in Campagna, Associazione Cia per la vendita diretta.

“L’aumento dei costi produttivi, di luce e gas in particolare -dichiara il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini- è ancora troppo sulle spalle delle aziende agrituristiche ed è anche per loro che stiamo sollecitando un’azione di governo realmente incisiva e prima delle elezioni a settembre. Sulla stagione turistica in corso, ci sono previsioni più che positive e ci auguriamo -conclude Fini- che portino alla fine buoni risultati anche alle nostre strutture”.

PREZZI, IN SPIAGGIA TORNANO FRITTATA E PARMIGIANA

Il caro prezzi e le difficoltà economiche legate agli effetti dell’inflazione e della guerra in Ucraina spingono il ritorno del pranzo al sacco in spiaggia che consente alle famiglie di risparmiare qualcosa senza rinunciare alla tintarella. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ che ha tracciato la classifica dei menu più gettonati sotto l’ombrellone da chi sceglie il fai da te per far fronte agli aumenti. La crescita dell’inflazione non risparmia, infatti, i servizi di ristorazione con i menu al ristorante rincarati in media di quasi il 5 per cento a luglio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre per le pizzerie si sale al più 5,4 per cento, i self service al più 5 per cento e i bar al 4,6 per cento, per una media generale del 4,8 per cento, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

In testa alle preferenze per l’ora di pranzo in spiaggia c’è così – sottolinea la Coldiretti – l’insalata di riso o pollo o mare portata da casa e scelta dal 33 per cento dei vacanzieri, seguita dalla semplice macedonia con il 20 per cento e dalla caprese a base di mozzarella e pomodoro che è un must per il 13 per cento. Ma tra i piatti preferiti – continua la Coldiretti – resistono anche le ricette più radicate della tradizione popolare dalla frittata di verdure o pasta (6 per cento) alla parmigiana (5 per cento) fino alle polpette (4 per cento).

Oltre che dal caro prezzi, la scelta degli alimenti da consumare in spiaggia è legata anche dalla svolta salutista di una considerevole percentuale di italiani – precisa la Coldiretti – alla ricerca della forma fisica oltre che la praticità. Il cibo resta comunque un ingrediente importante della vacanza in Italia dove circa 1/3 della spesa turistica – stima la Coldiretti – viene proprio destinata alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche.

Non a caso il cibo rappresenta addirittura per il 17 per cento degli italiani la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 56 per cento costituisce uno dei criteri su cui basare la propria preferenza e solo un 4 per cento dichiara di non prenderlo per niente in esame secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

Una tendenza sostenuta dal fatto che l’Italia – ricorda Coldiretti – può contare sul maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (316), 526 vini Dop/Igp e 5.450 prodotti alimentari tradizionali e con Campagna Amica la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori.

“L’Italia è il solo Paese al mondo che può vantare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare che peraltro ha contribuito a mantenere nel tempo un territorio con paesaggi di una bellezza unica”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “la difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico, ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole nazionali e un motore trainante della vacanza Made in Italy”.

AIS VENETO, AL VIA I CORSI DA SETTEMBRE PER DIVENTARE SOMMELIER

Per l’autunno 2022 Ais Veneto amplia l’offerta formativa in tutte le province della regione con un nuovo calendario dei corsi per diventare Sommelier, dedicato a chi vuole approfondire la conoscenza del mondo del vino. A partire dal 5 settembre si potrà scegliere se seguire le lezioni in aula oppure in streaming, con la formula #SmartAISVeneto già consolidata negli scorsi anni. Nati durante la pandemia come soluzione in risposta al distanziamento sociale, i corsi online continuano ad avere successo soprattutto tra chi ha poco tempo. I dati raccolti da Ais Veneto mostrano come la maggior parte degli iscritti scelga questa modalità grazie alla possibilità di rivedere la registrazione delle lezioni. In questo modo si ottimizzano i tempi senza rinunciare alla qualità della formazione che da sempre contraddistingue Ais: i risultati di chi ha affrontato il percorso a distanza, infatti, sono gli stessi di chi ha scelto di frequentare le lezioni in presenza. Alla flessibilità e all’interattività tipiche della formazione online è unita l’indispensabile attività di training che si sviluppa nelle sessioni di degustazione dal vivo.

Alle lezioni sulla cultura e sulla conoscenza del vino, da ottobre si aggiungeranno anche due corsi per diventare Sommelier della birra, rispettivamente nelle città di Treviso e Verona. Sono oltre mille i posti disponibili per i corsisti che seguiranno le lezioni in presenza, cento per i corsi online, settanta quelli riservati a chi vuole diventare Sommelier della birra.

Per quel che riguarda i corsi rivolti agli appassionati del vino, nel primo livello è possibile studiare elementi di viticoltura, enologia e del servizio che rappresentano le basi della professione del Sommelier, a partire dalla corretta temperatura di servizio dei vini fino all’organizzazione e alla gestione della cantina. Il tutto costantemente accompagnato da prove teoriche e pratiche sulla tecnica di degustazione.

Il secondo livello prende in esame le più importanti zone vitivinicole italiane ed estere e consente di cogliere il legame indissolubile tra vino e territorio. Il perfezionamento continuo della tecnica di degustazione diventa così elemento distintivo per apprezzare ogni singola sfumatura ed esprimere un giudizio professionale e oggettivo.

Nel terzo livello viene affrontata la tecnica della degustazione del cibo e del suo abbinamento al vino attraverso prove di assaggio con le diverse tipologie di alimenti e di preparazioni, concludendo il percorso con una cena didattica in cui mettere alla prova ciò che si è appreso. Scopo dei due percorsi dedicati alla birra, invece, è imparare a degustare la bevanda individuandone le caratteristiche peculiari, conoscere le tecniche di abbinamento ai cibi, formare esperti e figure professionali in un mondo, quello brassicolo, sempre più in espansione.

ASIAGO DOP STELLATO AL GREAT TASTE AWARDS 2022

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago raccoglie due prestigiosi riconoscimenti al Great Taste Awards, l’evento mondiale dedicato alle migliori produzioni food & drink, con l’Asiago Dop Stagionato Stravecchio di 24 mesi e l’Asiago Dop Fresco Riserva.

Nell’ambito dell’azione di valorizzazione delle lunghe stagionature, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha promosso la partecipazione al Great Taste Awards, organizzato dalla Guild of Fine Food, con due campioni di qualità: Asiago Dop Fresco Riserva, maturato per oltre 40 giorni e Asiago Dop Stravecchio di 24 mesi. L’edizione 2022 di una tra le più riconosciute ed ambite competizioni internazionali ha messo in gara 14.205 prodotti – di cui 117 formaggi a latte vaccino – da 110 paesi che sono stati giudicati con una rigorosa selezione alla cieca da un panel di oltre 500 esperti: critici gastronomici, chef, ristoratori, buyer, giornalisti e influencer.

Tra i soli otto prodotti italiani a latte vaccino premiati, Asiago Dop Stravecchio di 24 mesi ha conquistato il Great Taste due stelle, una valutazione che viene raggiunta da meno del 10 per cento dei partecipanti agli Awards, con un giudizio molto lusinghiero: “Questo glorioso formaggio ha un sapore robusto, persistente e complesso che inizia bene e si trasforma per finire sensazionalmente! (..) Dal sapore intenso, decisamente sapido, con note di fieno di prato, noci (..) è un esempio meraviglioso di formaggio estremamente invitante”. Prodotto 100 per cento naturale, senza lisozima, naturalmente privo di lattosio, Asiago Dop Stravecchio nasce secondo un rigido disciplinare di produzione che prevede un’attenta selezione del latte lavorato, dopo la parziale scrematura, seguendo tecniche tradizionali. Un formaggio di alta qualità, che, nella tipologia Stagionato, rappresenta circa il 17 per cento della produzione totale di Asiago Dop e si propone in tre diverse stagionature: Mezzano, Vecchio e Stravecchio.

Risultato positivo anche per Asiago Dop Fresco Riserva, introdotto nell’ultima modifica del disciplinare, nel 2020, premiato con il Great Taste una stella ed apprezzato per il suo sapore di latte delicato e fresco, con una “dolcezza cremosa di grande effetto”. Un prodotto che, per le sue caratteristiche,  si distingue per la sua stagionatura prolungata rispetto all’Asiago Dop Fresco e una produzione limitata, dal gusto unico, che, con la sua maturazione oltre i 40 giorni, arricchisce il sapore di latte con note rotonde e distintive.

«Le competizioni internazionali – afferma Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, – rappresentano l’occasione per testimoniare quale sia, oggi, l’alta qualità raggiunta dalla nostra produzione casearia. La partecipazione al Great Taste Awards conferma la nostra attenzione per i mercati internazionali dove da tempo siamo presenti e, allo stesso, offre un importante stimolo alla crescita del turismo gastronomico nei nostri territori, visto che, molti appassionati del nostro formaggio realizzano veri e propri tour per conoscere da vicino i luoghi di produzione». Proprio la promozione del territorio attraverso  la valorizzazione della denominazione sarà al centro anche della decima edizione di Made in Malga, la rassegna nazionale dei formaggi e delle produzioni di montagna promossa dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago nell’Altopiano di Asiago e dei Sette Comuni dal 2 al 4 e dal 9 all’11 settembre. Un’occasione per conoscere da vicino i produttori del formaggio Asiago Dop Prodotto della Montagna e l’attività di malghesi e caseifici di montagna nel territorio a maggiore presenza di malghe attive d’Europa.

50 TOP PIZZA: 48H E GNOCCHI BAR DI MELBOURNE LA MIGLIORE PIZZA DELL’ASIA-PACIFIC

48h Pizza e Gnocchi Bar a Melbourne in Australia è la Migliore Pizzeria in Asia – Pacific per il 2022. Nella cerimonia che si è svolta per la prima volta dal vivo in Asia, presso l’hotel The Peninsula Bangkok, 50 Top Pizza, la più influente guida di settore, ha svelato la classifica 50 Top Pizza Asia – Pacific 2022.

Al secondo posto Bottega a Pechino, che è anche Migliore Pizzeria in Cina e,a completare il podio, al terzo posto, The Pizza Bar on 38th a Tokyo in Giappone, che ha ricevuto il titolo di Migliore Pizzeria in Giappone.

Segue, in quarta posizione, Pizzeria Peppe – Napoli sta’ ca” a Tokyo, al quinto posto Peppina a Bangkok, che è anche Migliore Pizzeria in Thailandia. Sesto posto per Pizza Massilia, sempre a Bangkok, seguita in settima posizione da Pizza Strada a Tokyo. In ottava posizione, Fiata by Salvatore Fiata ad Hong Kong, che si aggiudica anche il titolo di Migliore Pizzeria in Hong Kong. Nona posizione per Dante’s Pizzeria Napoletana ad Auckland, decima posizione per Pizzeria Mazzie a Bangkok.

Le prime 15 pizzerie della classifica hanno ricevuto il tanto atteso biglietto d’oro, invito che comunica la loro presenza in 50 Top Pizza World 2022, la classifica mondiale che sarà svelata il 7 settembre a Palazzo Reale di Napoli.

50 Top Pizza,per l’area Asia Pacifico, – che include l’Asia, il Giappone e l’Oceania, considerati come un’unica regione – ha affidato la direzione a Vittoria Dell’Anna che, insieme a 4 coordinatori locali, ha dato vita a una squadra strutturata di 150 ispettori, permettendo di supervisionare l’intera area in modo più profondo.

La cerimonia di premiazione e tutte le attività in loco sono state organizzate da Virgilio – Creating Value, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Thailandia.

A LE MANZANE, DOMENICA 11 SETTEMBRE LA VENDEMMIA SOLIDALE A FAVORE DI ENPA  

Aperta per vendemmia. La cantina Le Manzane invita tutti gli amanti degli animali a partecipare numerosi alla tradizionale giornata di raccolta dell’uva a scopo benefico che si svolgerà domenica 11 settembre, dalle 9 alle 16, nella tenuta di San Pietro di Feletto, in provincia di Treviso.

L’undicesima edizione della Vendemmia Solidale, Festa e Beneficenza nella Terra del Prosecco Superiore, è stata ideata in collaborazione con la locale sezione dell’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali.

Il ricavato della manifestazione servirà per acquistare la strumentazione diagnostica del nuovo ambulatorio sociale di Ponzano Veneto che sarà allestito all’interno di un piccolo prefabbricato fornito all’Enpa dalla locale sezione Ana, Associazione Nazionale Alpini. Il servizio è rivolto alle persone meno abbienti (individuate su base Isee del proprietario o su segnalazione del Comune): ai loro piccoli amici, cani e gatti, saranno donati cibo e cure ambulatoriali.

Partita nel 2012, la Vendemmia Solidale vede ogni anno centinaia di partecipanti darsi appuntamento alla cantina Le Manzane per vivere in festa questo antico e affascinante rito contadino immersi nello splendido scenario delle Colline del Prosecco Superiore, dal 2019 Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. 

La manifestazione inizierà con la vendemmia e proseguirà con le visite in cantina, alcuni momenti di intrattenimento per i più piccoli, la musica italiana dal vivo della Magirus Band e di Alberto Ceschin, l’aperitivo con Prosecco Superiore Docg, i prodotti della Distilleria Fratelli Brunello e gli sfiziosi “cicchetti” di pesce di Ca’ del Poggio. A seguire ci sarà una lotteria con estrazione di premi: in palio anche un’opera della maestra orafa e jewelry designer Marinella Inzirillo. La mattinata terminerà con una ghiotta merenda in “caneva”. Durante la giornata saranno presenti gli educatori sociali Enpa a disposizione per dare consigli e suggerimenti su come comportarsi con i nostri amici a quattro zampe.

CALDO: COLDIRETTI, AL VIA LA RACCOLTA DELLE MELE IN ITALIA

Con il caldo al via la raccolta delle mele in Italia con una produzione che in controtendenza all’andamento generale è stimata in aumento del 5 per cento rispetto allo scorso anno, per un totale che supera i 2,1 milioni di tonnellate nel 2022 per quello che è il frutto nazionale più consumato nel nostro Paese. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Prognosfruit in occasione dell’inizio della raccolta per le varietà più precoci come la Gala, la prima ad essere staccata. Con le continue ondate di caldo di questa estate rovente e temperature sempre alte anche di notte – evidenzia Coldiretti – i frutti rischiano scottature e in più faticano a prendere il classico colore rosso brillante di alcune varietà, soprattutto sugli alberi molto esposti al sole, facendo perdere una delle caratteristiche di scelta per l’acquisto da parte dei consumatori. La siccità e il caldo hanno poi in parte ridotto le dimensioni delle mele rispetto agli anni passati, ma – sottolinea Coldiretti – la qualità è invece cresciuta, con frutti più dolci e succosi.

L’andamento del raccolto – continua la Coldiretti – varia lungo la Penisola, visti anche i problemi causati da siccità e maltempo in alcune regioni del Nord. In Alto Adige, dove si raccoglie quasi metà delle mele Italiane, la produzione è in calo (meno 3 per cento) a circa 912 mila tonnellate, trend in discesa (meno 1 per cento) anche per il Trentino con 507 mila tonnellate, mentre si registrano incrementi importanti in altre regioni: più 47 per cento in Veneto con 215 mila tonnellate, più 21 per cento in Lombardia con 23 mila tonnellate, più 20 per cento in Piemonte con 225 mila tonnellate e più 12 per cento in Emilia Romagna con 175 mila tonnellate.

L’Italia si classifica così – sottolinea la Coldiretti – al secondo posto tra i paesi produttori dell’Unione Europea dove la produzione è stimata in 12,2 milioni di tonnellate in calo dell’1 per cento rispetto allo scorso anno, con in testa la Polonia con poco meno di 4,5 milioni di tonnellate in crescita del 5 per cento, mentre al terzo posto dietro all’Italia si piazza la Francia con circa 1,5 milioni tonnellate (più 6 per cento).

Il 2022 è un anno molto pesante – spiega Coldiretti – segnato da drammatico aumento dei costi, con punte del più 250 per cento legato alle tensioni internazionali con la guerra in Ucraina. Uno tsunami che si è abbattuto sulle aziende agricole con aumenti delle spese che vanno dal più 110 per cento per il gasolio fino al più 250 per cento dei concimi, ai quali aggiungere imballaggi, etichette e logistica.

L’Italia – precisa la Coldiretti – può vantare un’ampia gamma varietale nell’offerta di mele grazie al rilevante patrimonio di biodiversità lungo tutta la Penisola con ben 6 mele italiane a denominazione di origine riconosciute dall’Unione europea: Mela Val di Non Dop, Mela Alto Adige Igp, Mela del Trentino Igp, Melannurca Campana Igp, Mela Valtellina Igp, Mela Rossa Cuneo Igp. Dal punto di vista delle varietà – sottolinea la Coldiretti – in Italia calano i raccolti della Golden Delicious (meno 5 per cento), delle Fuji (meno 3 per cento), delle Jonagold (meno 18 per cento) e delle Braeburn (meno 15 per cento, crescono invece le Red Delicious (più 7 per cento), le Granny Smith (più 18 per cento) e le Gala (più 2 per cento). In crescita anche le mele bio che rappresentano ormai il 9 per cento del raccolto totale nazionale. Per chi non ha la possibilità di acquistare le mele direttamente dal produttore in azienda o nei mercati di Campagna Amica, attenzione alle etichette che – rileva la Coldiretti – devono obbligatoriamente riportare per legge l’origine (luogo di coltivazione) e la varietà delle mele.

Il successo delle mele in Italia è anche legato alle riconosciute proprietà salutistiche – ricorda Coldiretti – che ne fanno un sinonimo di salute e benessere. Il famoso detto popolare “una mela al giorno leva il medico di torno” ha un fondamento di verità: diversi studi dimostrano che può essere considerata a pieno titolo un farmaco naturale. Ma, oltre che dai detti tradizionali, la popolarità della mela è dimostrata anche dalla sua presenza nella cultura, dal “frutto del peccato” di biblica memoria alla mela che, cadendo, ispirò allo scienziato inglese Isaac Newton la legge della gravità.

Un patrimonio nazionale che va tutelato anche – sottolinea Coldiretti – dalla minaccia dalla cimice asiatica, l’insetto importato dalla Cina ed è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali nel nostro Paese – spiega la Coldiretti – è favorita dalle alte temperature e dalla loro polifagia, potendosi spostare su numerosi vegetali, coltivati e spontanei.

CANTINE DI VERONA 4.0: PRONTO IL NUOVO IMPIANTO DI IMBOTTIGLIAMENTO DI CANTINA DI CUSTOZA

Cantine di Verona continua la sua crescita e presenta il nuovo impianto di imbottigliamento di Cantina di Custoza, inaugurato venerdì 29 luglio nella sede di Sommacampagna (Verona). La realizzazione della linea, tra le più grandi della provincia scaligera e prevista nel piano di sviluppo economico e commerciale della società post fusione, rientra nel progetto di finanziamento 4.0 ed è dotata di tutte le più moderne tecnologie di controllo.

L’impianto consentirà l’incremento della capacità di imbottigliamento, che si attesta in 10 mila bottiglie all’ora, e la possibilità di completare la filiera con mezzi propri, producendo internamente anche vini spumanti e frizzanti, la cui gestione fino a questo momento veniva affidata a terzi con impianto mobile.

La progettazione della linea di imbottigliamento è stata affidata allo staff tecnico di Cantine di Verona composto dal direttore generale Luca Degani e dagli enologi Luca Oliosi e Michele Peroni. «La linea di imbottigliamento che abbiamo inaugurato è un altro importante passo per affrontare al meglio le sfide commerciali che ci attendono come gruppo – dichiara Luigi Turco, presidente di Cantine di Verona – Potremo così presentarci sui mercati con maggiore forza, per essere ancora di più ambasciatori delle denominazioni vinicole veronesi». Cantine di Verona è presente in circa 40 Paesi, per un export che complessivamente vale 32,5 milioni di euro.

«Dal punto di vista tecnologico questa linea soddisfa appieno tutte le nostre necessità commerciali, consentendoci di produrre sia vini fermi che spumanti e frizzanti nei più diversi formati – continua il direttore generale Luca Degani – Inoltre, con le nuove tecnologie applicate, riusciamo a garantire uno standard elevatissimo sia dal punto di vista della sicurezza alimentare sia da quello dell’integrità del prodotto. Abbiamo ottimizzato anche la fase dei lavaggi dell’impianto, riducendo al minimo i consumi di acqua, bene sempre più prezioso, allo scopo di adottare pratiche ancora più sostenibili».

VICENZA, A OTTOBRE TORNA GUSTUS

Sabato 8 e domenica 9 ottobre 2022 torna Gustus – Vini e Sapori di Vicenza: un fine settimana alla scoperta dei vini delle Doc Colli Berici, Vicenza e Gambellara, per approfondire la storia e l’identità vitivinicola del territorio. Ad accogliere la dodicesima edizione della rassegna sarà, per il secondo anno consecutivo, il Conservatorio di Musica “Arrigo Pedrollo” di Vicenza: protagoniste, tra il suggestivo chiostro e le sale affrescate dell’istituto, 25 aziende locali con una selezione di oltre 100 etichette.

Durante le due giornate i produttori racconteranno i loro vini e la loro storia attraverso degustazioni guidate da esperti e banchi d’assaggio aperti al pubblico. Gustus offrirà così agli appassionati la possibilità di conoscere vitigni e vini autoctoni come Tai Rosso e Garganega, i bianchi Pinot Grigio e Sauvignon e i grandi rossi a base di Cabernet, Merlot e Carménère.

«Gustus è un appuntamento che combina vino e arti in un’esperienza unica – dichiara Giovanni Ponchia, girettore dei Consorzi Tutela Vini Colli Berici e Vicenza e Gambellara – Rappresenta un’opportunità per scoprire i prodotti enologici e le particolarità del territorio berico in un’ambientazione incantevole e con l’intrattenimento musicale dei giovani talenti del Conservatorio ‘Arrigo Pedrollo’. Siamo quindi felici di annunciare che anche la dodicesima edizione si terrà in questo prestigioso istituto, che saprà impreziosire l’evento con un’atmosfera coinvolgente».

Durante le due giornate, infatti, gli studenti del Conservatorio accompagneranno con una proposta musicale il banco d’assaggio, aperto al pubblico dalle 17 alle 22 di sabato e dalle 17 alle 21 di domenica.

Si conferma inoltre l’intento benefico della manifestazione, come già era avvenuto nel 2021: parte del ricavato finanzierà il restauro de La Crocifissione, affresco del pittore vicentino Giovanni Vajenti Speranza terminato nel 1526 e custodito nella Sala Concerti del Conservatorio Marcella Pobbe. L’opera raffigura Cristo con i due ladroni ai lati e sotto la Vergine, l’apostolo Giovanni e la Maddalena.

Il biglietto della rassegna sarà acquistabile all’ingresso al prezzo di 20 euro oppure in prevendita sul sito di Gustus a 15 euro a partire dal 15 settembre: comprenderà un calice, un coupon per degustazioni libere e un piatto di tipicità gastronomiche. La riduzione è riservata anche a tutti i soci Ais, Onav, Fisar, Fis e Slow Food che decidano di acquistare il biglietto all’ingresso dell’evento.