IL SOCIALE DIVENTA SOCIAL: DONNE A DIALOGO NEL SEGNO DELLA SOSTENIBILITÀ

Donne, sostenibilità e responsabilità sociale: così si potrebbe riassumere il significato dell’incontro che riunirà donne del mondo del vino, dell’hospitality e della ricerca. Fil “rosè” dell’incontro saranno il Pinot Grigio Rosé 2019 e lo Spumante Rosé Brut di Bosco del Merlo, espressioni “in rosa” dell’azienda di Annone Veneto (Venezia) e grandi protagoniste dell’estate. L’appuntamento, previsto per martedì 7 luglio alle 18.00 su Facebook, tratterà temi molto cari a Bosco del Merlo, riassunti nelle quattro V di Vino, Vite, Verde e Vita.  Le ospiti collegate da tutta Italia parleranno di sostenibilità ambientale, di responsabilità sociale d’impresa e di salute, grazie all’intervento di Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i tumori) di Treviso.

Il gruppo di esperti, moderato da Francesca Paladin, terza generazione di Casa Paladin, riunirà: Olivia Paladino, general manager Grand Hotel Plaza (Roma), Vanessa Melis, patron del ristorante Pascucci al Porticciolo di Fiumicino, Tessa Gelisio, conduttrice, Chiara Giannotti, wine blogger marchigiana e collaboratrice di Doctor Wine, Excellence Magazine e Rizzoli, Monica Baldessin, chirurgo senologo e presidente consulta femminile Treviso e Nelly Raisi Mantovani, vicepresidente Lilt Treviso.

L’incontro darà voce a testimonianze diverse del mondo dell’ospitalità, della ristorazione, dell’imprenditoria e della ricerca scientifica. Quest’ultima rappresenta un importante impegno per Bosco del Merlo che, grazie al progetto Life in Rosè, destina alla campagna di prevenzione/diagnosi precoce del tumore al seno. #lifeinrosé è solo una delle importanti sinergie di carattere sociale promosse da Bosco del Merlo attraverso raccolte fondi, sponsorizzazioni, serate e degustazioni. Tra le più recenti iniziative vi è #iobevoacasapaladin che, durante l’emergenza sanitaria dei mesi scorsi, ha permesso di raccogliere e devolvere fondi a favore dell’Ospedale Sacco di Milano. https://www.facebook.com/boscodelmerlo/videos/595853721341540/

AL RISTORANTE PERCHÉ DI RONCADE TANTE ISOLE PICNIC NEL PARCO CON BONTÀ DA ASPORTO “A METRI ZERO”

Perché, il ristorante con l’area picnic intorno. Dove sicurezza fa rima con piacevolezza e il mangiar fuori – doppiamente inteso – diventa puro divertimento.

Hakuna Matata… senza pensieri, come nel film Il Re Leone, così si chiama l’originale spazio pic nic del Perché. La nuova area realizzata dal ristorante-pizzeria di Roncade (Treviso) è suddivisa in piccole “isole”, ciascuna delle quali dotata di tavoli, panche e ombrelloni bianchi. Isole dove ogni gruppo familiare o di amici può disporre di ampio spazio per poter gustare le prelibatezze della cucina e della pizzeria del Perché. L’area è stata allestita nel parco del locale, all’ombra della grande volta ‘che griglia i tramonti’ (espressione coniata dal poeta Gigi Cerantola), originale opera in metallo bianco pensata dall’architetto Toti Semerano e premiata – insieme al progetto del Perché – alla Triennale di Architettura di Milano.

La nuova area pic-nic, che sorge nel parco del Perché ed è contigua allo spazio giochi del ristorante, permetterà di poter consumare in piena libertà e in mezzo al verde i piatti da asporto appena acquistati nel locale, per vivere in modo nuovo l’esperienza di un pranzo all’aria aperta e a “metri zero”. Ovvero appena fuori dal locale.

Hakuna Matata è un’opportunità che durerà tutta l’estate, una risposta creata sulle ali della fantasia alla nuova domanda di spazi all’aperto, opportunamente distanziati e accompagnati da un servizio innovativo. Esigenza  che si è imposta nella fase di riapertura dei locali all’indomani del post emergenza Covid-19.

Per i bambini, Hakuna Matata sarà un modo coinvolgente di coniugare il picnic con il gioco, in tutta sicurezza e in mezzo al verde. Venerdì 3 luglio apre anche il grande terrazzo sotto la volta, dove sarà possibile cenare, mangiare la pizza o più semplicemente prendere un drink nel dopocena. Il menù estivo del Perché, elaborato dallo chef Luca Boldrin, presenta un’ampia proposta di piatti d’autore, leggeri e gustosi. C’è anche qualche pizza novità.

Se la situazione lo consentirà, a fine estate gli ampi spazi all’aperto del ristorante Perché ospiteranno un raduno motociclistico, dedicato all’impresa di un biker padovano – Luciano Fasolo di Rovolon – che a 71 anni e da solo ha raggiunto Vladivostok in Siberia, in sella sua Moto Guzzi Sp 1000 del 1983.

CHIARETTO IN CANTINA: WEEKEND IN VIGNA SUL LAGO DI GARDA

Tornano gli appuntamenti in cantina con il vino rosa del lago di Garda. Sabato 4 e domenica 5 luglio 2020 venti aziende produttrici del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino apriranno le porte agli appassionati per visite guidate e degustazioni.

L’iniziativa, denominata Chiaretto in Cantina, è stata organizzata unitariamente alla Fondazione Bardolino Top e al Comune di Bardolino (Verona), e inserita nel progetto L’Estate del Chiaretto di Bardolino.

Le aziende aderenti, dislocate in tutto il territorio consortile, dal Garda al monte Baldo, dalla Valdadige con una puntata fino a Soave, proporranno ai visitatori calici di Chiaretto e degli altri vini del territorio, accompagnati da taglieri di formaggi, salumi o altri prodotti tipici. «L’iniziativa Chiaretto in Cantina è un’occasione per tornare a vivere in serenità il territorio vinicolo del lago di Garda e del suo entroterra. – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino – Le cantine consorziate proporranno un programma in cui sarà possibile scoprire i vini, gli oli e gli altri prodotti locali in una giornata in vigneto di svago e convivialità».

Sul sito del Consorzio è disponibile l’elenco delle cantine aderenti e tutte le indicazioni per la prenotazione. Le visite, organizzate dalle singole cantine, saranno gestite nel pieno rispetto delle normative riguardanti il distanziamento sociale.

Tutte le info sono disponibili alla pagina bit.ly/chiarettoincantina

NERVESA DELLA BATTAGLIA (TREVISO): APRE AL PUBBLICO LA NUOVA CANTINA GIUSTI WINE

Apre finalmente al pubblico lunedì 6 luglio l’avveniristica cantina ipogea di Giusti Wine a Nervesa della Battaglia: cinque piani che si spingono fino a otto metri sotto terra, ai piedi dell’Abbazia di Sant’Eustachio, nel cuore della Tenuta Sienna – una delle dieci tenute di vigneti di proprietà, dove si coltivano uve destinate a diventare Asolo Prosecco Superiore. Si tratta di una vera e propria opera d’arte, progettata dall’architetto Armando Guizzo, che ha richiesto cinue anni di lavoro di cui due per le autorizzazioni, uno per il progetto esecutivo sviluppato con ben 300 tavole e due per la realizzazione. La cantina, che ha richiesto un investimento di 15 milioni di euro, è stata realizzata nel pieno rispetto della filosofia della Giusti Wine, in totale armonia con il paesaggio che la ospita, sottoposto a vincolo ambientale. Progettata per riprodurre il movimento naturale delle colline, è sovrastata da un vigneto per essere ancor meglio integrata nel paesaggio. Sarà aperta alle visite con un percorso dedicato, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza: attraverso una promenade tra i luoghi di produzione, i visitatori potranno scoprire come nasce il vino, quali sono le caratteristiche dei diversi vitigni e conoscere la storia del fondatore Ermenegildo Giusti. Il percorso proseguirà fino ad arrivare alla piazzetta interrata, valorizzata da alberature e un velo d’acqua a cascata, dove concedersi una fresca pausa.  La visita si concluderà sul belvedere dove godere della vista sui vigneti di proprietà, sul Montello e sull’Abbazia di Sant’Eustachio. Proprio il belvedere ospiterà cene ed eventi esclusivi.

Un progetto, quello della nuova cantina, fortemente voluto da Ermenegildo Giusti, imprenditore italo-canadese che per amore del proprio territorio ha dato il via ad una vera e propria opera di valorizzazione del Montello.  Un atto d’amore per la sua terra d’origine che, negli ultimi tre anni, ha visto aumentare le presenze turistiche del 400 per cento.  L’apertura al pubblico è l’occasione, per l’azienda di Nervesa, per inaugurare un nuovo, fondamentale capitolo della sua storia, che la vedrà sempre più ambasciatrice delle bellezze di una zona ricchissima di fascino e di attrattive ma ancora poco conosciuta. L’obiettivo è creare un nuovo polo che unisca il turismo enogastronomico a quello culturale, collegando al percorso di visita dalla cantina quello all’Abbazia di Sant’Eustachio, dove fu scritto il Galateo da Monsignor Della Casa, monumento recuperato da Giusti grazie ad uno splendido restauro che ne ha permesso la riapertura.

Giusti Wine Via Arditi 14/A  a Nervesa della Battaglia.

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì  dalle 9 alle 19, il sabato dalle 10 alle 18, domenica dalle 14 alle 18.

LABRENTA NON SI FERMA E INAUGURA LA NUOVA SEDE IN MESSICO

Gianni Tagliapietra e amerigo Tagliapietra

 

Labrenta, specializzata in soluzioni di chiusura per il settore spirits & wine, inaugura ufficialmente la nuova sede in Messico. L’impresa è situata nella città di Zapopan nello stato di Jalisco. L’azienda di Breganze (Vicenza), guidata dai fratelli Amerigo e Gianni Tagliapietra, esordisce in un nuovo mercato, quello del Centro America, coerentemente con una più ampia strategia di Gruppo avviata nel 2005 con la fondazione di Labrenta South America in Brasile. La nuova filiale produttiva nasce con l’obiettivo di servire il Messico e i Paesi limitrofi dove il mondo della Tequila, del Mescal e del Rum, come per altri distillati, si sta evolvendo, con una domanda crescente di packaging sempre più personali e di qualità in grado di elevare al massimo le proprietà del prodotto contenuto nelle bottiglie.

Nella sede messicana, dove nei 1.500 metri quadrati di superficie sono ad oggi attivi dieci collaboratori, la produzione di tappi in vari materiali quali legno e plastica è già entrata nel vivo grazie a una serie di attività coordinate dell’amministratore delegato Jesus Nuñez. L’operazione, che ha incluso l’acquisizione della ditta Tapones Cabrera, attiva da anni nella produzione di chiusure di diversi materiali – legno, plastica, vetro e alluminio – si è concretizzata tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 con un investimento di mezzo milione di euro.

L’apporto della tecnologia e del know-how di Labrenta si unisce alle competenze già acquisite da Cabrera con l’obiettivo assoluto di far conoscere al mercato una nuova e innovativa linea di prodotti e per dare vita a originali e complessi progetti con standard qualitativi più elevati, atti a soddisfare i clienti più esigenti. Inoltre la distribuzione del prodotto è già autonoma, grazie a un’organizzazione e a un ufficio vendite collaudati.

«Si tratta di un segnale forte – dichiara Amerigo Tagliapietra – da parte di un’azienda che in tempi di emergenza sanitaria Covid-19 decide comunque di attuare un investimento importante L’imprenditorialità italiana non si ferma, si fa strada nel mondo con coraggio, determinazione e la solidità di un progetto a lungo termine». Nel 2019 Labrenta ha registrato un fatturato di 10,5 milioni di euro e una rispettiva crescita del 15 per cento, grazie principalmente all’export. L’ampia gamma di prodotti di fattura vicentina, realizzata da ottanta collaboratori attivi nelle tre sedi del Gruppo, è commercializzata ovunque si producano distillati e vino nel mondo, raggiungendo anche destinazioni di nicchia come le Barbados. Conclude Gianni Tagliapietra. «Pur in un periodo in cui incertezza, insicurezza e l’impedimento a effettuare viaggi e spostamenti hanno determinato un inevitabile cambio di rotta a livello mondiale, Labrenta è riuscita con risolutezza e forte spirito imprenditoriale a portare a compimento il progetto in Messico e si pone così in un’ottica di espansione su nuovi mercati, dove i prodotti spirits & wine di fascia premium sono sempre più apprezzati e determinano la crescita dell’import, ma anche della produzione in loco».

DAZI USA TREMA IL MADE IN ITALY. COLDIRETTI VENETO, GRANA PADANO E ASIAGO NEL MIRINO DELLA MANOVRA DI TRUMP

Ettore Prandini

Formaggi, insaccati, succhi e liquori nel mirino della manovra di Donald Trump. La minaccia del presidente degli Stati Uniti di imporre nuovi dazi preoccupa anche l’Italia dopo il crollo del 43 per cento delle esportazioni Made in Italy negli Stati Uniti durante il lockdown a causa dell’emergenza coronavirus. È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Istat ad aprile con gli Stati Uniti che si classificano come il terzo partner commerciale dell’Italia dopo Germania e Francia.

La Rappresentanza americana per il commercio (Ustr), nell’ambito della disputa nel settore aereonautico tra l’americana Boeing e l’europea Airbus, ha infatti avviato – sottolinea la Coldiretti – la procedura di consultazione per modificare l’attuale black list di prodotti europei sottoposti a dazi con aumenti fino al 100 per cento delle tariffe aggiuntive applicate.

La possibilità di una nuova guerra commerciale con l’imposizione di ulteriori dazi da 3,1 miliardi di dollari – dice l’associazione di categoria – rischia di avere effetti devastanti sul settore agroalimentare Made in Italy già colpito lo scorso 18 ottobre da tariffe aggiuntive del 25 per cento su circa mezzo miliardo di euro di esportazioni di prodotti agroalimentari nazionali come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Provolone, Asiago, Fontina, ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello.

«Occorre impiegare tutte le energie diplomatiche per superare per superare inutili conflitti che rischiano di compromettere la ripresa dell’economia mondiale duramente colpita dall’emergenza coronavirus» ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

A ESTE LA COLLABORAZIONE TRA PIZZERIA GIGI PIPA E GELATERIA VANIGLIACIOCCOLATO DÀ ORIGINE A UN NUOVO PRODOTTO DEDICATO ALL’ESTATE E AL TERRITORIO

Alberto Morello e Giuseppe Schizzerotto

I cittadini di Este (Padova) – e tutti i turisti in visita alla cittadina atestina – possono assaggiare in anteprima il nuovo prodotto nato dalla rinnovata sinergia tra ​il pizza-chef Alberto Morello di pizzeria ​Gigi Pipa​, già miglior pizzaiolo emergente d’Italia per L’Espresso e al top nazionale per il Gambero Rosso, e ​il Maestro Gelatiere Giuseppe Schizzerotto della gelateria VanigliaCioccolato, ​Bottega Artigiana Storica situata di fronte al Castello e luogo di origine della celebre Pannaghiaccio.

Dopo il grande successo ottenuto dalla focaccia dolce al cioccolato bianco e fava tonka e gelato, realizzata e distribuita insieme nel periodo di lockdown, ​il mondo dei lievitati e quello del gelato si uniscono nuovamente​ per realizzare una specialità locale. «I risultati positivi del primo progetto – ​spiega ​Alberto Morello ​- ​ci hanno spronati a proseguire verso questa direzione, per ​avvicinare la comunità di Este ai nostri prodotti​. La nascita della nuova focaccina con gelato è proprio dedicata a loro, ai nostri concittadini, per offrire un dolce artigianale di qualità e genuino​, adatto come dessert o come dolce da passeggio».

Si tratta di una ​Focaccia Veneta Dolce ​in monoporzione, realizzata artigianalmente da Alberto Morello con il suo ​speciale lievito madre e la farina di Petra Maiorca 0202 di grano intero biologico al 100 per cento, italiano e di tipo integrale del ​Molino Quaglia​. La farcitura della focaccia è il gelato al gusto Fiordilatte di Giuseppe Schizzerotto, prodotto artigianalmente con  ingredienti naturali e rigorosamente italiani​. «Chi è abituato a lavorare con qualità ​– aggiunge Giuseppe Schizzerotto – non può che storcere il naso di fronte a ciò che offre oggi il mercato delle brioche e dei piccoli lievitati industriali. Aromi artificiali, ingredienti aggiunti e alto impatto calorico. Ci siamo sempre rifiutati di lavorare con questi prodotti, ma sentivamo la mancanza di un lievitato artigianale da abbinare al nostro gelato. Oggi questo prodotto finalmente c’è ed ​è il momento di far capire alle persone che questo binomio può avere anche una versione eccellente e sana​».

Ideale come ​dessert a fine pasto o come ​dolce da passeggio​, la Focaccina Dolce si rende disponibile in ​due diversi tipi di personalizzazione (e a breve sarà lanciata la terza, legata alla filosofia dell’orto di Alberto Morello): Focaccia Veneta Dolce ​con granella di pistacchio e la Focaccia Veneta Dolce ​con panna montata.

Disponibile per tutta la stagione estiva alla pizzeria Gigi Pipa e alla gelateria VanigliaCioccolato di Este, la nuova Focaccina Dolce è inoltre acquistabile in un ​multipack per l’asporto da 4 focacce da abbinare a una vaschetta di gelato​. Il binomio vincente tra queste due eccellenze del territorio trova conferma nella realizzazione di questo nuovo prodotto dedicato alla ripartenza e alla comunità di Este, come vuole rappresentare ​il nuovo logo dalla cromia che richiama esplicitamente uno dei simboli della città​, il Castello Carrarese.

FASE 3: VACANZE SICURE IN AGRITURISMO. SOLO 0,07 PER CENTO DI CONTAGI IN CAMPAGNA

Vacanze sicure in agriturismo con un’offerta turistica che abbraccia tutte le passioni. Dallo sport all’aria aperta all’avventura fino ai piaceri della tavola, nelle aziende agrituristiche si concentrano le mille e più opportunità di trascorrere le ferie in piena sicurezza. Lo confermano anche i dati – spiega Coldiretti – appena lo 0,07 per cento delle 49021 denunce di infortunio da Covid-19 (coronavirus) al lavoro registrate dall’Inail tra fine febbraio e 15 giugno in Italia riguarda l’agricoltura dove nelle 730 mila aziende non si è peraltro mai smesso di lavorare per garantire le forniture alimentari alla popolazione. Le realtà veneziane – continua Coldiretti – offrono alloggio, ristorazione e ampi spazi per attività ricreative. Gli ospiti sono al sicuro secondo protocolli sanitari e vademecum ad hoc per meglio godere di un periodo di relax da trascorrere facendo magari meditazione, escursioni in laguna, passeggiate in bicicletta verso il mare o immersi nella natura caratterizzata da un mosaico di habitat diversi che ne fanno un prezioso serbatoio di biodiversità animale e vegetale. Non mancano le iniziative enogastronomiche come picnic sui prati con il kit dell’agriturismo, l’aperitivo in corte o la cena in vigna. “Conversare con gli operatori agrituristici – commenta Diego Scaramuzza presidente di Terranostra – significa conoscere riti e tradizioni della civiltà contadina. Ad esempio nella notte dedicata a San Giovanni, in molte delle fattorie della rete di Campagna Amica si rispetterà il rito della preparazione del nocino, liquore ricavato dal mallo di noce: i frutti devono essere raccolti bagnati dalla rugiada e solo in questo momento particolare dove gli olii essenziali sono vigorosi. Tra il 23 e 24 giugno si prepara l’acqua depurativa con una misticanza di fiori ed erbe spontanee, un elisir dal potere benefico e curativo con cui lavarsi mani e viso la mattina seguente. Suggestivi i falò propiziatori per invocare la buona stagione e proteggere le colture”. Uno scrigno di saperi che abbinati alla bellezza del paesaggio esaltano il ruolo strategico degli imprenditori agricoli nei confronti della conservazione e tutela del territorio. In particolare la nuova forma di turismo definita dagli addetti ai lavori “esperenziale” cattura l’interesse di un target di vacanzieri giovani che amano il contatto diretto con natura.

ZORZETTIG PRESENTA I FIORI DI LEONIE: UN NUOVO VINO PER LA LINEA MYÒ-VIGNETI DI SPESSA

I fiori di Leonie

 

L’idea di evolvere l’approccio enologico ai vini bianchi della linea Myò-Vigneti di Spessa aleggiava da anni in Zorzettig Vini, in particolare il proposito di presentare i bianchi dopo un affinamento prolungato, non più di uno bensì di due anni. Nel novembre 2018, inizio dell’annata agraria per i vini 2019, Annalisa Zorzettig e i suoi collaboratori, immersi nell’attività di campagna, osservano le viti e decidono che il momento è propizio per il cambiamento. Nel 2020 l’azienda di Cividale del Friuli (Udine) non presenterà al mercato, e di conseguenza alle guide, l’annata 2019 dei vini bianchi della selezione Myò-Vigneti di Spessa, lasciando loro il giusto tempo per esprimersi, posticipandone quindi l’uscita al 2021.

Se l’annata 2019 aspetterà, sarà un uvaggio del millesimo 2018 a rappresentare il volto bianchista di Zorzettig alle guide 2020. Il nuovo vino della selezione Myò-Vigneti di Spessa si chiama I fiori di Leonie. Dedicato alla nipotina, viene descritto da Annalisa con queste parole: “Un vino schietto, sapido, pulito, fresco e sincero come la forza della natura, la purezza e la vitalità di Leonie che è il futuro, il futuro sostenibile”. A caratterizzare l’etichetta, un fiore di ciliegio protetto all’interno del calice che rappresenta il continuo impegno dell’Azienda nel tutelare il territorio con un occhio di riguardo alla biodiversità, indispensabile per l’ecosistema e per la bontà del vino. “I fiori di Leonie è in linea con le iniziative e l’attenzione crescente che la Cantina riserva all’ambiente – continua Annalisa Zorzettig – Non produciamo semplicemente vino ma creiamo un patrimonio culturale e di valori da tramandare alle generazioni che verranno, con grande senso di responsabilità, a partire dalle scelte in vigna”.

Il Doc Friuli Colli Orientali è un blend di uve Pinot bianco, friulano e Sauvignon del cru Vigneti di Spessa. I tre vigneti dedicati sono allevati a doppio capovolto, sistema che offre rese contenute e particolarmente espressive delle varietà e del territorio. La raccolta è eseguita rigorosamente a mano con un’attenta selezione dei migliori grappoli. Successivamente alla pigiatura soffice, viene avviata una macerazione a freddo di 12 ore per estrarre il miglior corredo aromatico e ottenere freschezza. Le fermentazioni in tank di acciaio, separate per ogni varietà, sono seguite dall’affinamento con battonage settimanale per sei mesi in acciaio. Dopo l’assemblaggio dei tre vini e l’affinamento in legno piccolo per altri sei mesi, si procede all’imbottigliamento.

PIERA 1899: NUOVO NOME PER LA CANTINA FRIULANA

Piera Martellozzo

 

Un nuovo logo e una nuova immagine per catturare la storia e la personalità di un’azienda e di chi la guida. Sono questi gli obiettivi della nuova strategia di comunicazione di Piera 1899, realtà situata a San Quirino (Pordenone), nel cuore del Friuli Grave. Il riposizionamento strategico parte proprio dal logo, che da Piera Martellozzo diventa Piera 1899, per sottolineare la storia secolare della cantina evidenziando l’anno di fondazione. Il nuovo naming infatti, eliminando il cognome della famiglia, riporta soltanto il nome dell’attuale proprietaria, delineando un logo aziendale con una grafica dai caratteri minimal, eleganti e contemporanei. “Piera 1899 – spiega Piera Martellozzo – non è soltanto il nome di chi, oggi, guida la cantina. Si tratta di molto di più, rappresenta infatti un’identità capace di continuare nel tempo, crescendo di generazione in generazione. Ci definiamo scopritori di territori e autori di vini proprio perché selezioniamo solo i terreni più vocati e le uve migliori per dare vita a vini dal forte carattere identitario e capaci di rappresentare pienamente la personalità di chi li produce come fossero delle opere d’arte”. La nuova brand identity di Piera 1899, assieme al restyling di tutte le linee dedicate al canale turistico-alberghiero, è coincisa con l’occasione di una data importante per l’azienda, i 120 anni dalla sua fondazione ed è stata ideata dall’agenzia di comunicazione Hangar Design Group.