ASPARAGI BIANCHI E VERDI, ERBE IN CAMPO E RADICCHIO “VERDON”. COLDIRETTI: IL CAMBIAMENTO CLIMATICO SCONVOLGE LE TAVOLE DEI VENETI

Asparagi bianchi e verdi, erbe di campo e radicchio “verdon” nei mercati di Campagna Amica del Veneto ci sono già le primizie. Lo annuncia Coldiretti in base ai cambiamenti climatici che sconvolgono i cicli stagionali della natura e la spesa dei cittadini che già da domani possono trovare, tra i banchi dei produttori, le verdure primaverili in anticipo. Rosoline, tarassaco, biete, insalatina da taglio ma soprattutto i primi turioni sono già stati raccolti e pronti per l’appuntamento di domani con gli acquisti a chilometro zero in tutte le province. Da Nord a Sud dell’Italia l’andamento bizzarro del meteo colpisce le imprese agricole con lo stravolgimento dei normali cicli colturali che impattano sul calendario e sulle disponibilità con effetti concreti anche per i consumatori.

PASTICCERIA FILIPPI PROPONE LA COLOMBA SUPER AVORIÈ CLASSICA: DOLCEZZA NATURALE PER UNA PASQUA IN FAMIGLIA

Una colomba completamente naturale, gustosa e genuina: è questa la nuova proposta della Pasticceria Filippi, azienda con sede a Zanè (Vicenza), per festeggiare la Pasqua 2021. La nuova colomba Super Avoriè Classica è frutto di una minuziosa ricerca di pregiate materie prime che, sapientemente lavorate, creano nell’impasto un equilibrio tale da consentire al dolce di mantenere inalterate fragranza e morbidezza a lungo ed in modo completamente naturale.

Il prodotto, infatti, si contraddistingue per la lavorazione rigorosamente artigianale dell’impasto, reso unico grazie all’utilizzo di pregiatissimo burro fresco e morbida frutta candita, arrotondati dalla bacca di vaniglia naturale del Madagascar. Come per tutti i prodotti Filippi, la pasta madre della colomba è realizzata con il lievito naturale tenuto in vita e rinfrescato di giorno in giorno dal 1972, quando nacque la Pasticceria. Con questo nuovo dolce, naturale al cento per cento, l’azienda prosegue il percorso della genuinità artigianale intrapreso con la creazione del Panettone Super Avoriè Classico.

«Da tre anni – dichiara Andrea Filippi, titolare e creatore di tutte le ricette di Pasticceria Filippi – ci dedichiamo alla lavorazione di questo impasto speciale che permette di conservare a lungo un prodotto fresco e artigianale. Il nostro obiettivo è quello di portare nelle case dei consumatori un dolce di alta qualità realizzato con una minuziosa ricerca delle materie prime e naturalmente genuino. Considerato il perdurare dell’emergenza sanitaria, anche la Pasqua di quest’anno sarà sicuramente vissuta più in casa rispetto al passato, per questo abbiamo pensato di proporre la Colomba Super Avoriè non solo nella versione classica, ma anche in quella più golosa e ideale per trascorrere momenti di festa in famiglia con lamponi e cioccolato fondente Maranta 61 per cento». Il prezzo al pubblico consigliato per la Colomba Super Avoriè Classica è di 27,50 euro nel formato da un chilo e di 33,50 euro per quella con lamponi e cioccolato fondente sempre da un chilo. I prodotti Filippi sono acquistabili nel sito http://www.pasticceriafilippi.it/it/e_prod con consegna in tutta Italia.

CA’ DEL MAGRO DI MONTE DEL FRÀ: IL BIANCO D’ITALIA CHE PIACE NEL MONDO

Wine Spectator attribuisce 91 punti alCà del Magro Custoza Superiore Doc 2018 dell’azienda Monte del Frà di Sommacampagna (Verona), il più alto punteggio mai assegnato a un Custoza dalla rivista statunitense. Tale risultato va ad aggiungersi ai numerosi altri riconoscimenti internazionali ottenuti dal Cà del Magro, che si afferma così come uno tra i bianchi italiani più votati e apprezzati dalla stampa estera degli ultimi anni. James Suckling quest’anno gli ha riconosciuto 92 punti, Tom Hyland, autorevole corrispondente enoico di Forbes, gli ha assegnato addirittura 97 punti, definendolo come uno tra i migliori bianchi dell’anno.

Il Ca’ del Magro ha ricevuto negli anni premi e riconoscimenti anche in Italia, dove non solo gli sono stati assegnati i Tre Bicchieri del Gambero Rosso per ben undici anni consecutivi, ma ha ottenuto alti punteggi su molte delle guide italiane tra cui Vini Buoni d’Italia, I Vini di Veronelli, Vitae – Ais e 95 punti sulla Guida Essenziale 2021 di DoctorWine e su Wines Critic.

Con una produzione annua di 80 mila bottiglie, il Cà del Magro emerge come il vino più rappresentativo dell’azienda Monte del Frà, emblema della storia e del territorio da cui nasce: un vigneto di oltre trent’anni coltivato su una collina nel cuore del Custoza, a sud-est del Lago di Garda. I vitigni che lo costituiscono sono Garganega, Trebbianello, Bianca Fernanda e lncrocio Manzoni. Dal colore giallo paglierino intenso, con leggeri riflessi dorati, al naso rivela profumi di frutta tropicale, fiori bianchi e note di zafferano. Al palato si presenta armonicamente complesso con un finale asciutto e sapido.

Un vino che rivela al meglio le proprie potenzialità con l’affinamento in bottiglia e che si pone controcorrente tra i Custoza di pronta beva. È proprio per questa sua diversità che il Ca’ del Magro è molto apprezzato anche dai mercati esteri: nel 2020, nonostante l’emergenza sanitaria in atto, la cantina ha intrecciato nuove relazioni commerciali in Albania, Azerbajgian, Filippine e Kosovo e complessivamente esporta in oltre sessanta Paesi al mondo.

«Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti dal nostro Ca’ del Magro, che si riconferma tra i vini bianchi più celebrati – commenta Marica Bonomo, responsabile commerciale estero di Monte del Frà – Cà del Magro, un vino che si caratterizza per mineralità e longevità, racchiude ed esprime al meglio questa denominazione, un concentrato del nostro amato territorio, il Custoza, che sta facendo innamorare il mondo».

8 MARZO: MONTE ZOVO E PROGETTO QUID A SOSTEGNO DELLE DONNE

In occasione della Festa della donna Monte Zovo, l’azienda vinicola della famiglia Cottini a Caprino Veronese (Verona), realizza con l’associazione Progetto Quid una speciale wine bag per il Phasianus Corvina Verona Rosato Igt.

L’iniziativa è espressione concreta della filosofia di sostenibilità a tutto tondo di Monte Zovo, che si traduce in impegno a favore dell’ambiente in vigna e in cantina, ma anche in attività di responsabilità sociale con ricadute positive sul territorio, sull’economia e sulle persone. Risponde a quest’orientamento la scelta di collaborare con Progetto Quid, impresa sociale con sede a Verona, che offre opportunità di crescita lavorativa a persone in condizioni di difficoltà, con una particolare attenzione alle donne in situazioni di svantaggio. Attraverso questo progetto l’associazione crea capi di abbigliamento e accessori moda di ottima qualità. Monte Zovo ha acquistato da Progetto Quid 300 wine bag personalizzate, realizzate con eccedenze di produzione delle grandi aziende tessili italiane, promuovendo così un’economia circolare che limita lo spreco di pregiate materie prime. La wine bag in twill di cotone madras, nel suo disegno a scacchi color vinaccia, richiama l’etichetta di Phasianus. L’inserto collocato al centro della shopper, in omaggio con l’acquisto del vino, porta la firma di Diego Cottini, titolare dell’azienda agricola Monte Zovo.

“Credo che un tessuto sociale sano debba saper accogliere e integrare anche le persone che vivono momenti o situazioni di fragilità” sostiene Annalberta Cottini, “e noi come Monte Zovo cerchiamo di dare il nostro massimo supporto a realtà come Progetto Quid, che operano in questo senso e danno valore al ruolo chiave della donna, a cui viene dedicata la festa dell’8 marzo”.

La limited edition di Phasianus per la festa della donna sarà in vendita nello shop online di Monte Zovo al costo di 15,50 euro dall’1 al 31 marzo. Il ricavato delle vendite sarà devoluto a P.e.t.r.a., centro antiviolenza del Comune di Verona, che offre gratuitamente i propri servizi – sostegno psicologico e sociale, consulenza legale, accoglienza presso strutture convenzionate e gruppi di auto mutuo aiuto – a donne, ma anche uomini, vittime di violenza.

LO CHEF VEGETARIANO PAUL IVIC – DEL RISTORANTE TIAN DI VIENNA, UNA STELLA MICHELIN – CREA UNA PIZZA SPECIALE CON DENIS LOVATEL

La famosa pizza tonda crunch di Denis Lovatel della pizzeria Ezio di Alano di Piave (Belluno) torna a viaggiare nel mondo delle stelle con In-Fusioni, il progetto ideato per unire due identità nello stesso piatto: le sua pizza e la cucina gourmet.

Per l’occasione sarà lo chef Paul Ivic del ristorante Tian di Vienna e Monaco, premiato una stella Michelin e unico ristorante vegetariano austriaco stellato, a raccontare una propria ricetta adattandola all’impasto sottile e croccante che caratterizza la Tonda Crunch di Denis Lovatel.

Una pizza con fiordilatte di Agerola, cuore di burrata, patate al rosmarino e bietole al profumo d’aglio con il loro gambo in agrodolce. Lovatel e Ivic promuovono ormai da tempo l’uso di proteine vegetali al posto di quelle animali. Ivic è chef di uno dei pochi ristoranti vegetariani stellati al mondo e da anni propone una cucina a base prettamente vegetale. L’incontro è stato quindi “naturale”. «Appena ci siamo sentiti – dice Denis Lovatel – Paul ha mostrato subito un grande interessamento, sono molto orgoglioso di questa collaborazione perché stimo molto la sua cucina e la ricerca che sta portando avanti sul mondo vegetale. Ci siamo confrontati e abbiamo deciso di creare una pizza apparentemente semplice, perché volevamo esaltare al massimo i sapori delle verdure e che la pizza stessa fosse di facile approccio per ogni cliente. Ciò ci aiuta anche a far capire al cliente che alla base c’è una filosofia ben precisa, sia nell’abbinamento sia nel uso di tutte le parti vegetali, portando avanti la lotta allo spreco, altro caposaldo della filosofia della mia pizzeria e della cucina di Paul Ivic».

IL RAGÙ DI CACCIA DI IGLES CORELLI

Dall’incontro tra Bonverre e Igles Corelli – grande maestro della cucina e insegnante di intere generazioni di giovani cuochi – nasce il Ragù di Selvaggina, ricetta della memoria, amata dallo chef nella versione di sua nonna e oggi reinterpretata grazie alla cultura della materie prime, alla tecnica e alla capacità di 40 anni di carriera e ben cinque stelle Michelin. Perché Corelli lascia perdere la tradizione, rifiuta il chilometro zero e crede in una cucina garibaldina e circolare, che mira a migliorare i piatti del passato per portarli nel futuro.

Un ragù di cinghiale, cervo, anatra e fegatini di pollo, da utilizzare per condire pasta secca o fresca, polenta fumante o come usa fare lo chef, per un risotto dal sapore ricco e avvolgente. Si preserva a lungo nel barattolo di vetro Bonverre, senza alcun additivo o conservante, ed è pronto da gustare e condividere. 

Il Ragù di Selvaggina è acquistabile sul sito di Bonverre nelle esclusive Box Regalo http://www.bonverre.com, nei rivenditori selezionati e su Atmosfera Italiana http://www.atmosferaitaliana.it.

UN PRANZO TRA STORIA E SAPORI. IL RISTORANTE GIUSTI COUNTRY HOUSE PRESENTA IL NUOVO MENÙ PER UN PRANZO DOMENICALE ALLA SCOPERTA DEL TERRITORIO

Le giornate si allungano, il desiderio di libertà e di respiro cresce e le gite domenicali si fanno più frequenti. In questo periodo di speranza, Giusti Country House di Nervesa della Battaglia (Treviso) offre un’occasione per riscoprire il nostro meraviglioso territorio e le sue ricchezze enogastronomiche e storico-culturali: domenica il ristorante tiene aperte le porte con un nuovo menù per un pranzo nella tenuta Country House Abbazia, tra i più bei vigneti della denominazione Asolo Prosecco Superiore e Montello e la splendida antica Abbazia di Sant’Eustachio, il cui parco è riaperto alle visite.

Lo chef Stefano Sordi accompagnerà gli ospiti nella ricchezza dei sapori del territorio, locali e stagionali, affiancandoli ai vini più rappresentativi della cantina Giusti Wine: dalla Tartare di scottona con Radicchio rosso di Treviso marinato e pan brioche alle noci, in abbinamento con Massimo, Rosso Veneto Igt, a ottimi primi della tradizione come i Bigoli alla vicentina – da degustare con un calice di Asolo Prosecco Superiore Docg Brut – o gli Gnocchetti al tastasal, chiodini del Montello e ricotta affumicata, affiancati dal raro Augusto Recantina Doc Montello e Colli Asolani, frutto della vinificazione dell’uva autoctona Recantina, presente in questa zona fin dall’antichità e recuperata anche grazie all’azione di Ermenegildo Giusti.

Con una breve passeggiata nell’aria pura e fresca tra vigneti e castagni secolari, gli ospiti potranno raggiungere l’affascinante parco dell’Abbazia di Sant’Eustachio, antico monastero benedettino con strutture murarie risalenti al XII secolo dove nel 1549 Monsignor Della Casa scrisse la grande opera de Il Galateo; dopo essere stata ridotta a rudere dai bombardamenti e abbandonata, l’Abbazia è oggi un presidio storico-naturalistico della Marca Trevisana, restituito alla collettività grazie al progetto di restauro finanziato dall’azienda agricola Giusti Dal Col.

DE VIVO INSAPORISCE LA PASQUA 2021 CON DUE NOVITÀ GOURMET

La colomba De Vivo ha tutto il sapore di due bellissime storie che si incontrano nel dolce, volendo anche salato, della longeva pasticceria di Pompei (Napoli): la leggenda della colomba pasquale e la storia della famiglia De Vivo.

La prima è una storia di pace: la leggenda della colomba nasce a Pavia, nel 572, ai tempi dell’assedio della città. Quando i bizantini entrarono e gli abitanti, per evitare il saccheggio, regalarono loro dei dolci soffici e gustosi, salvandosi.

La seconda è una storia che ha origine prima della seconda guerra mondiale. Una storia raccontata da ogni singola prelibatezza della pasticceria De Vivo. Nella nascente Pompei degli anni ‘30, in via Roma tra gli scavi archeologici e il santuario di Pompei, i nonni De Vivo avevano un importante e rinomato panificio gourmet in cui vigeva una regola fondamentale: l’utilizzo del lievito madre.

Sessant’anni e due generazioni dopo, la stessa regola vive ancora nei lievitati della pasticceria De Vivo, e quindi nelle loro colombe gourmet.

Con la storia arriva l’originale innovazione, che non dimentica la prima, anzi la rende contemporanea e vivida al palato.

Per la Pasqua 2021 la pasticceria De Vivo arricchisce la selezione con una nuova prelibatezza partenopea. La prima novità per il palato è la Colomba Nocciolata, che vuole essere un omaggio alla Nocciola tonda di Giffoni, nota per il suo sapore particolarmente aromatico e la polpa bianca molto consistente. L’impasto della colomba, aromatizzato alla nocciola, pezzi di cioccolato al latte e fondente e farcito con irresistibile ganache alla nocciola, con infuso agli agrumi, copertura al cioccolato bianco e granelle di nocciole di Giffoni.

Non possono mancare nella Pasqua 2021 gli intramontabili gusti che hanno reso la firma De Vivo riconoscibile e acclamata in tutta Italia, e non solo: la Colomba Albicocca e Mandorle, arricchita con pasta di mandorla e albicocche, qualità “pellecchiella del Vesuvio”; la Colomba Carciofo (impasto salato con pezzi di carciofo campano, prezzemolo, sale, aglio, pepe e peperoncino), ispirata al “carciofo arrostito”, che in Campania per tradizione viene consumato il lunedì di “Pasquetta”; la Colomba ‘Nzogna e Pepe (impasto lievitato, salato e arricchito con sugna, pepe, pancetta, pecorino, capocollo, salame, aglio e peperoncino) che si ispira al “Casatiello sugna e pepe” immancabile sulla tavola pasquale napoletana e consumato il Sabato Santo e il lunedì di “Pasquetta” e infine la Colomba Pesto e pomodoro (impasto lievitato, salato e arricchito con basilico, pomodori campani secchi, aglio e peperoncino), che si ispira al condimento tradizionale italiano che esclama: “That’s Ammore!”.

È all’insegna del devoto amore partenopeo che De Vivo annuncia la seconda novità della Pasqua 2021: le Scatole Regalo, un vero e proprio “Viaggio dei Sensi”, che ha inizio aprendo lo scrigno contenente i tradizionali sapori della Pasqua Campana. Composta da soffici prodotti lievitati di circa 400 grammi, ispirati ai dolci tipici che per tradizione non possono mancare sulle tavole napoletane durante le festività di Pasqua: colomba, pastiera napoletana, casatiello rustico ‘Nzogna e Pepe, carciofo arrostito, attraverso i quali è possibile fare una degustazione delle materie prime del territorio.

Per informazioni: Pasticceria De Vivo – via Roma 36, 80045 Pompei (Napoli) – +39 081 863 1163 info@lapasticceriadevivo.it

IL NUOVO CORSO DI MONTE DELLE VIGNE: LO SGUARDO RIVOLTO LONTANO, I PIEDI BEN PIANTATI NELLA TERRA

Novità all’orizzonte per Monte delle Vigne, azienda agricola nel cuore della Doc Colli di Parma, che inizia il 2021 con un nuovo consiglio di amministrazioneproiettata verso nuovi mercati internazionali, senza però dimenticare il territorio da cui nascono i suoi vini. Un legame profondo quello tra la famiglia Pizzarotti e Monte delle Vigne: Pietro Pizzarotti, padre di Paolo, acquistò nel lontano 1963 un podere di 100 ettari sulle splendide colline di Ozzano Taro, con il sogno di riportare alla viticoltura queste terre che nei secoli passati tanti successi avevano ottenuto. Oggi fanno parte del rinnovato consiglio di amministrazione,oltre al presidente Paolo Pizzarotti e al figlio Michele, l’amministratore delegato Lorenzo Numanti e Andrea Bonini, sovraintendente alla produzione in campagna e in cantina.

Nel 2020 l’azienda è riuscita a tenere bene nonostante l’emergenza in corso: per il 2021 ha in programma un piano di rilancio dell’export, con la volontà di aumentarne sensibilmente la quota attualmente attestata al 15 per cento. Per l’ingresso in nuovi mercati si avvale ora della consulenza di A.C. Marketing&Trade, società specializzata nell’intermediazione commerciale internazionale e nello sviluppo dei marchi del settore vitivinicolo. L’obiettivo è quello di potenziare l’attuale distribuzione in alcuni mercati strategici quali Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Nord Europa. Inoltre, per accrescere ulteriormente la qualità dei vini, dal 2018 Monte delle Vigne si avvale della collaborazione dell’enologo e consulente per la produzione vinicola Luca D’Attoma, uno tra i primi in Italia a praticare la viticoltura biologica, riconosciuto tra i massimi esperti in materia e particolarmente apprezzato per il suo approccio rigoroso e innovatore.

«Guardiamo all’estero ma abbiamo a cuore il luogo dove nasce la nostra storia. Una storia di amore per la natura e per l’ambiente che circonda Monte delle Vigne. In futuro vorremmo sempre di più far conoscere caratteristiche e bellezze di questi luoghi attraverso la qualità dei nostri vini – dichiara Paolo Pizzarotti – Il sogno di mio padre era di riportare queste terre alla viticoltura, questo sogno è diventato realtà».

In cantiere anche il restyling della comunicazione aziendale, che comprende etichette e sito, per elevare ulteriormente l’immagine dell’azienda, da sempre riconosciuta come elegante e raffinata ma anche vicina ai wine lovers.

LABRENTA SBARCA NEGLI STATI UNITI

Dopo il Messico, gli Stati Uniti: Labrenta, azienda di Breganze (Vicenza) specializzata in chiusure per spirits, prosegue il disegno di internazionalizzazione e inaugura una nuova sede a Jersey City, nello Stato del New Jersey. A nemmeno un anno di distanza dall’apertura della sede messicana di Guadalajara, dove la produzione prevista di tappi per il 2021 è già raddoppiata rispetto al 2020, sventola quindi una terza bandiera Labrenta sul continente americano, dove dal 2005 è attivo anche lo stabilimento aperto a Monte Belo do Sul, in Brasile.

La cittadina di Jersey City è stata scelta da Labrenta grazie alla sua posizione strategica per lo sviluppo del business, vista la vicinanza con New York, capitale internazionale del design, e ai piùimportanti Stati produttori di whiskey come Tennessee, Wisconsin, Kentucky e North Carolina. Gli Stati Uniti, inoltre, sono diventati uno dei maggiori mercati al mondo per gli spirits: secondo i dati della rivista The Spirits Business, nel 2019 è cresciuto il consumo in volume con un aumento del 2,5 per cento, trainato da mezcal e whiskey giapponese, irlandese e statunitense.

La scelta su Jersey City, però, non è stata dettata solo da ragioni economiche: dal New Jersey era rimasto stregato anche Francesco Tagliapietra, nonno dei titolari di Labrenta Gianni, Amerigo e Franca Tagliapietra, che qui era sbarcato nel 1915 assieme ad altri emigranti italiani e qui aveva iniziato a costruire la sua fortuna. Dopo aver combattuto sul fronte francese durante la Prima Guerra Mondiale, Tagliapietra torna negli Stati Uniti, in Wisconsin, e fonda una piccola attività di distillazione dell’acquavite: nasce così il mito di “Frank l’Americano“, soprannome con cui viene chiamato da quel momento in avanti. I suoi liquori costituiscono un altro intreccio importante con Labrenta, attività avviata dal figlio Enzo Giordano la cui produzione di tappi e chiusure ha saputo evolversi negli anni e divenire punto di riferimento per le chiusure di tipo Premium e Super Premium.

«Per noi questo è un cerchio che si chiude, una sorta di ritorno alle radici della nostra famiglia – spiega Amerigo Tagliapietra, direttore vendite dell’azienda vicentina – e grazie alla presenza de Labrenta negli Stati Uniti, inoltre, avremo la possibilità di sviluppare altri mercati e tessere nuove, stimolanti relazioni. Eravamo già presenti negli Stati Uniti, ma aprire una sede in loco rappresenta sicuramente un passo in più verso un’espansione ulteriore del nostro business». Ora la filiale statunitense di Labrenta, inaugurata alla fine del 2020, occupa due dipendenti, ma presto a questi si aggiungeranno altre figure professionali. Le sedi produttive, invece, rimarranno in Italia, in Messico e in Brasile.