IL MAESTRO IGINIO MASSARI E AGRIMONTANA PRESENTANO I MARRONS GLACÉS “SELEZIONE IGINIO MASSARI”

Dalla costante collaborazione dell’azienda piemontese con i migliori professionisti del settore​, per i quali da quasi mezzo secolo Agrimontana di Borgo San Dalmazzo (Cuneo) seleziona solo le migliori materie prime disponibili, nasce un’edizione limitata dei Marrons Glacés​, prodotto simbolo dell’azienda cuneese leader nella canditura della frutta e in particolare proprio del marrone, tra i simboli della pasticceria italiana nel mondo.

Grandi e profumati, morbidi e delicati, i marroni “Selezione Iginio Massari” rappresentano un piccolo piacere gourmet e ​saranno disponibili, in edizione limitata e numerata, sul nuovissimo shop online di Agrimontana​e in pochi store altamente selezionati in tutta Italia.

Raccolti e selezionati a mano ​i Marroni “Selezione Iginio Massari” rappresentano la ​massima espressione del territorio piemontese​, che da sempre è terra di assoluta eccellenza.

«Il marron glacé – racconta il maestro Massari – fa parte del sogno del pasticcere e del confettiere. Da sempre scelgo Agrimontana perché conosco il profondo rispetto che l’azienda pone in ogni suo prodotto, dall’inizio alla fine di ogni processo produttivo. Conosco la famiglia e la trasparenza con cui lavorano ogni giorno per offrire solo il meglio a ogni pasticcere».

La Limited Edition dei Marrons Glacés “Selezione Iginio Massari“ racconta un profondo rapporto di amicizia, stima reciproca e collaborazione instaurato nel tempo tra il Maestro e l’azienda piemontese; prima con Cesare Bardini, fondatore dell’azienda nel 1972, e a seguire con Luigi Bardini e con Chiara Bardini, attuali direttore commerciale e direttore generale vicario di Agrimontana.

Questa edizione speciale del prodotto vuole celebrare il filo invisibile che ​lega il marrone glassato con l’alta pasticceria​, in questo caso rappresentata da uno dei più famosi pasticceri al mondo. «Nella nostra produzione – spiega Bardini – ​c’è un anello molto importante per Agrimontana: la collaborazione e il confronto con i grandi professionisti, che ci può portare ad ottenere risultati ancora migliori. Iginio Massari, insieme a noi, ha valutato il processo di lavorazione analizzando le curve di canditura e diversi cultivar di marrone. Insieme, abbiamo selezionato una varietà che potesse rispondere a quelli che – secondo il maestro – sono i canoni del marron glacé perfetto».

PESCE FRESCO A DOMICILIO: BASTA UN CLIC. LA CONSEGNA SICURA DI ITTY.FISH, DAL MARE ALLA TUA TAVOLA

Per limitare al massimo il rischio di contagio, viene chiesto di fare uno sforzo e di impegnarci a restare a casa il più possibile.

Evitare i luoghi affollati è infatti uno dei primi comportamenti responsabili che possiamo adottare in questo particolare periodo, difficile per tutti.

Se il buon pesce fresco può aiutare a risollevarti il morale, entra nell’e-commerce: sono attive con le consegne a domicilio sull’intero territorio nazionale.

In questo periodo di restrizioni che stiamo vivendo, sperimentare in cucina è diventato uno dei modi prediletti dagli italiani per scandire le proprie giornate.

Ma andiamoci cauti con torte e biscotti, questa volta. I nutrizionisti consigliano una dieta sana e bilanciata, accompagnata da attività fisica (una camminata di 30 minuti è sufficiente). Da sempre alleato della nostra salute è il pesce, uno degli alimenti più amati della dieta mediterranea. Le sue carni sono fonte di proteine, ricche di vitamine, di sali minerali e di acidi grassi essenziali Omega3, toccasana per la memoria.

Dal momento che evitare supermercati affollati e pescherie fuori comune è più che raccomandato, ecco che chiunque può si adopera per arrivare direttamente nelle case degli italiani attraverso il servizio di consegna a domicilio.

Ed ecco il servizio di consegna di pesce fresco sempre attivo.

Ordinare online è semplice: una volta ricevuto l’ordine del cliente attraverso lo shop online, lo si trasmette alla squadra che, sulla base del pescato del giorno, prepara il pacco. Tutto il pesce ordinato è confezionato in Atm (ossia atmosfera protettiva, un metodo che permette di aumentare il periodo di conservazione dei prodotti alimentari) e successivamente trasportato su mezzi refrigerati in grado di garantire il rispetto della catena del freddo, ovvero una temperatura compresa tra 0-4 gradi, lungo tutto il tragitto. In questo modo il pesce mantiene la sua freschezza e le proprie caratteristiche organolettiche inalterate fino alla porta del suo destinatario.

Se tuttavia dovesse capitare che il prodotto ordinato non sia disponibile (e le ragioni sono diverse: errore di giacenza, rientro anticipato dei nostri pescherecci causa maltempo, quantità richiesta non più disponibile al momento di conclusione dell’ordine), il Servizio Clienti provvederà subito a contattare l’utente per concordare insieme un prodotto di eguale o maggiore valore, in sostituzione a quello richiesto.

Il sito itty.fish è sempre aggiornato con le proposte di pesce crudo e cotto del giorno, a seconda del pescato e della stagione.

DOMENICA 29 NOVEMBRE, “TIRAMISÙ GLOBAL MARATHON”: 16 NAZIONI AL VIA

La lunga diretta con gli appassionati del Tiramisù si avvicina. Domenica 29 novembre, dal quartiere generale della Tiramisù World Cup a Treviso, avrà inizio la “Tiramisù Global Marathon”, la sfida a cui prenderanno parte chef non-professionisti da tutto il mondo che si cimenteranno nella preparazione del dolce. E nel corso dell’evento, la sorpresa di alcuni ospiti d’eccezione con le loro ricette ed esperienze in cucina.

Dalle 10 di domenica 29 novembre, si collegheranno da ogni angolo del pianeta –  ciascuno secondo il proprio fuso orario e nella lingua locale – i partecipanti alla “Tiramisù Global Marathon” che proporranno la loro personale versione del Tiramisù. 

«L’iniziativa, nata in collaborazione con la Tiramisù Academy (www.tiramisuacademy.org) – racconta Francesco Redi, organizzatore e fondatore della Tiramisù World Cup – si tiene in un periodo che ci porta a stare in casa e proprio per questo è possibile re-inventarsi abitudini e attività in cui cimentarsi  . Abbiamo raccolto in un contest online tantissimi appassionati del dolce e la risposta è stata davvero grandiosa: sarà una diretta di 8 ore con ospiti del settore (e non) e…qualche sorpresa».

Fra gli interventi in programma, ecco quindi quello di Roberto Lestani, presidente della Fipgc (Federazione internazionale pasticceria gelateria cioccolateria), Federico Zani della Benetton Rugby e della Nazionale, Fabio Carbone e Nicola Sorrentino (entrambi docenti presso l’università Jean Monnet); poi ancora la Associazione Italiana Sommelier, il Venezia Football Club.

Alle 16 i giovanissimi “chef” che si collegheranno riceveranno un fantastico regalo da Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo, grazie alla collaborazione di Edizioni Piemme e della Geronimo Stilton Fondazione, presieduta dalla scrittrice Elisabetta Dami, già madrina d’eccezione nell’edizione 2018 della Twc Junior.

Ecco i Paesi rappresentati dagli iscritti alla Tgm fino a questo momento (ancora pochi posti disponibili, ndr.): Canada (Toronto), Brasile (fra cui Curitiba, San Paolo e Carangola), Venezuela (Caracas), Egitto (Il Cairo), Kenya (Nairobi), Iran (Tehran), Cina (Shangai); dall’Europa: Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna e ovviamente Italia.

L’iniziativa intende raccogliere fondi per il rilancio delle micro-imprese del settore turistico e della ristorazione di Venezia, simbolo mondiale e polo attrattivo per il comparto dell’intera regione: molti partecipanti e istituzioni hanno già dato il loro contributo. Per seguire l’evento e sostenere la raccolta è sufficiente collegarsi al sito www.tiramisuworldcup.com e seguire le istruzioni. 

La diretta si svolgerà il 29 novembre, dalle 10, sulla pagina Facebook della Tiramisù World Cup.

L’iscrizione all’evento è libera e gratuita e per avere tutte le informazioni è possibile visitare il sito www.tiramisuworldcup.com oppure seguire i canali social su Facebook, Instagram, Twitter e Linkedin.

ARRIVA L’APP FIVI: TROVARE I VIGNAIOLI INDIPENDENTI NON È MAI STATO COSÌ FACILE

Si chiama App Fivi l’applicazione ufficiale della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, la prima tra le associazioni di vignaioli in Europa a utilizzare questo strumento di comunicazione e condivisione. L’app apre un canale diretto sul mondo Fivi, dando la possibilità di accedere facilmente al sito e di restare aggiornati sulle news dell’associazione. L’applicazione facilita inoltre l’incontro sul territorio con i vignaioli: è possibile fare una ricerca dei soci, per ordine alfabetico, per regione o parola chiave, geolocalizzare le cantine Fivi presenti in tutta Italia, avviare il navigatore per raggiungerle e mettersi in contatto per organizzare visite e degustazioni.

“Su 1300 soci Fivi sono stati quasi 800 quelli che hanno aderito all’iniziativa, fornendo informazioni e dati per inserire le loro cantine nell’app – spiega Rita Babini, consigliere Fivi – Uno sforzo collettivo volto a offrire maggiori possibilità di contatto con appassionati e sostenitori, dopo il rinvio dell’appuntamento di fine novembre con il Mercato dei Vini a causa della pandemia di Covid-19. L’app Fivi è uno strumento per rafforzare la rete dei vignaioli, favorire l’incontro sul territorio e sostenere sempre di più l’enoturismo”.

Tra le funzioni dell’applicazione ci sono la localizzazione delle cantine più vicine alla propria posizione e la selezione di una lista di quelle preferite. È possibile anche mettersi facilmente in contatto con i vignaioli e acquistare i loro vini attraverso dei tasti rapidi. Nella sezione Eventi sarà inoltre inserito il programma delle fiere a cui parteciperà la Federazione con le relative informazioni sugli stand e gli espositori.

L’app Fivi è disponibile, in lingua italiana o inglese, per il download gratuito negli store Apple e Android.

GELLIUS KNOKKE È IL MIGLIOR RISTORANTE ITALIANO IN BELGIO PER LA GUIDA GAULT&MILLAU

La cucina del Gellius brilla anche in Belgio. Nella sua diciottesima edizione la nota guida francese Gault&Millau ha assegnato a Gellius Knokke il premio come Miglior Ristorante Italiano in Belgio. Dopo aver visitato anonimamente oltre milleduecento ristoratori, la guida ha premiato la cucina del giovane chef Davide Asta, per quattro anni allievo di Alessandro Breda al Gellius di Oderzo (TV).

“Questo premio è una grande soddisfazione e una ventata di energia, soprattutto in un periodo complicato come questo – commenta Alessandro Breda, chef e patron del ristorante opitergino che vanta una stella Michelin – A soli tre anni dall’apertura siamo riusciti a raggiungere un risultato ottimo e il merito è di Davide Asta e di tutta la brigata di Gellius Knokke. I belgi sono attenti e profondi conoscitori della cucina italiana ed essere riusciti a conquistarne il palato significa aver trovato la giusta armonia tra i sapori autentici e la creatività delle proposte”.

Gellius Knokke, situato sul lungomare dell’omonima cittadina fiamminga a pochi chilometri da Bruges, è nato nel 2017 dalla collaborazione tra Breda e il socio Gianni Piretti, gallerista e appassionato di gastronomia. La direzione dei fornelli è stata affidata da subito a Davide Asta, 31 anni di Scicli (Ravenna), formatosi prima all’Alma e poi nel locale opitergino di Breda. Al Gellius Knokke combina i migliori ingredienti della tradizione italiana con materie prime provenienti dal Belgio, in particolare pesci e crostacei, ma il fulcro del menù è la pasta fresca, preparata quotidianamente e a cui sono dedicati tre percorsi di degustazione.

Grazie alla carriera da gallerista di Piretti, il locale riunisce inoltre gastronomia e mondo dell’arte: dalle sale interne è possibile accedere direttamente alla sua collezione di opere d’arte contemporanea e il ristorante stesso ospita spesso mostre temporanee.

PRESENTATA LA GUIDA MICHELIN 2021

Il 25 Novembre 2020 è stata presentata la 66esima edizione della Guida Michelin Italia, in occasione della quale sono state annunciate le nuove stelle Michelin. Ha fatto inoltre il suo debutto il nuovo pittogramma dedicato alla sostenibilità – la stella verde – assegnato agli chef che promuovono una cucina più sostenibile.

Tra le 29 le novità stellate che hanno delineato un nuovo firmamento in tredici regioni della penisola, figurano 3 new entry e 26 novità , per un totale di 371 ristoranti stellati. Confermati tutti gli 11.

L’evento, trasmesso in Live streaming, è stato condotto da Petra Loreggian con la partecipazione di Federica Pellegrini che, in qualità di Ambassador Michelin, ha annunciato i nomi dei 13 chef ai quali è stato assegnato il simbolo della sostenibilità, la “stella” verde .

La App Michelin ristoranti con i contenuti della Guida Michelin 2021 sarà disponibile gratuitamente dalle 14 di oggi per iOS e Android, mentre l’edizione cartacea della Guida sarà disponibile in tutte le librerie a partire dal 26 novembre.

Sono tre le novità che portano i ristoranti che “meritano una deviazione”, e quindi le Michelin, a 37:

Ristorante D’O – San Pietro All’Olmo (Milano)

Non ha bisogno di presentazioni: è uno chef che ha anticipato tendenze aprendo porte prima di altri, percorrendo strade nuove che hanno – è il caso di dirlo – spopolato, come la sua “cucina pop”. Ma cenare nel suo ristorante significa conoscere Davide Oldani in una dimensione nuova, densa di ricordi gastronomici ed emozionanti esplorazioni. Tanta attenzione ai giovani e alla formazione sui valori del territorio gli valgono anche la Stella Verde.

Ristorante Harry’s Piccolo – Trieste

Trieste, ponte fra culture e crocevia di scambi, ha trovato la sua traduzione gastronomica nella straordinaria cucina di Matteo Metullio. Da vero triestino aperto al mondo, per arrivare nelle cucine del suo Harry’s Piccolo i migliori prodotti affrontano talvolta lunghi viaggi – è il suo credo, il “km vero” – per venire combinati in una sintesi armonica ed originale, riuscitissimo incontro fra classicità ed innovazione.

Santa Elisabetta – Firenze

Si dice che i cuochi campani abbiano la cucina nel sangue e che, dentro o fuori la propria regione, sappiano esprimersi ai più alti livelli. Rocco De Santis non fa eccezione e porta la sua scuola culinaria ai più alti livelli: un’esplosione di colori e fantasia che accende il cuore di Firenze.

In totale 26 le novità per un totale di323 ristoranti. Tra questi sedici sono under 35, quattro dei quali under 30.

CANTINA ZORZETTIG: NATALE SOSTENIBILE CON L’EDIZIONE LIMITATA 2020

Una confezione speciale che racchiude in un’elegante cassetta di legno tre prodotti naturali che valorizzano il sistema di economia circolare, promuovendo una filiera vitivinicola sostenibile e il riutilizzo di sottoprodotti: l’edizione limitata di Zorzettig pensata per il Natale 2020 è un omaggio alla natura, un inno alla terra e a ciò che questa ci regala.

La confezione natalizia racchiude una bottiglia di Refosco dal Peduncolo Rosso annata 2015, un vino elegante, complesso, che esprime i sentori dei frutti rossi e accarezza il palato grazie alle delicate note date dall’affinamento in botte di legno. Insieme al vino, due prodotti da forno, uno dolce e uno salato, la cui base di preparazione è la farina di vinacciolo, ricca di proteine e antiossidanti, ricavata utilizzando i sottoprodotti del processo di vinificazione.

«Mai come in questo Natale, in un anno così particolare – spiega Annalisa Zorzettig, proprietaria della cantina di Spessa di Cividale del Friuli (Udine) – sentiamo l’esigenza di tornare alla semplicità e all’essenzialità delle piccole cose, anche in ciò che scegliamo di portare a tavola. Allo stesso modo sono fondamentali il rispetto del ciclo della natura, della storia della nostra tradizione culinaria e della sana alimentazione grazie anche ad una filiera vitivinicola capace di produrre meno scarti possibile e di riutilizzare al meglio i sottoprodotti».

L’idea di questa confezione speciale è nata in casa Zorzettig in collaborazione con la start-up G.S. Natural al fine di promuovere una filiera vitivinicola sostenibile.

Il prezzo di vendita è di 29,50 euro.

Per richieste e informazioni: info@zorzettigvini.it.

IL PESTO ON THE ROAD, COME SOLO I GENOVESI SANNO FARE. IL SANTAMONICA DI GENOVA APPRODA NELLE CASE DI TUTTA ITALIA PER PORTARE IL PROFUMO E IL SAPORE DELLA SUA GENOVA IN MASSIMO 24 ORE

Pesto On The Road è il progetto di pesto delivery di Monica Capurro e Andrea Giachino. Basato sulla freschezza delle materie prime autoctone e di conseguenza l’impegno di esportare, con il proprio pesto, una fotografia culinaria autentica del territorio genovese. Il progetto del Ristorante Santamonica di Genova si sviluppa sulla base di una cucina espressa che, grazie all’efficienza logistica, può essere consumata entro massimo 24 ore dalla prenotazione.

L’uso esclusivo di cinque componenti d’eccellenza, Basilico Genovese Dop, Parmigiano Reggiano, olio Evo ligure, pinoli italiani e aglio di Vessalico.

In dettaglio, per entrare in una ricerca estrema mirata alla valorizzazione delle materie prime del territorio: basilico di Prà, Azienda Agricola Serre sul Mare di Genova, dal 1827 l’esposizione al sole delle terrazze, la vicinanza al mare e l’aria di tramontana proveniente dall’Appennino Ligure rendono il basilico coltivato a Pra’ unico per la delicatezza del suo profumo e l’intensità del suo sapore; olio extravergine d’oliva taggiasca del frantoio Gocce D’Olio d’Imperia; aglio di Vessalico (Presidio Slow Food), coltivato dell’omonimo comune in provincia di Imperia, e viene annoverato tra le eccellenze agroalimentari della Liguria.

L’insieme degli ingredienti conferisce a questo pesto un carattere distintivo e diventa emblema dei valori del Santamonica: una cucina fondata sull’esaltazione del gusto come sinonimo del pieno rispetto verso la materia prima.

A coronare l’armonia è il degno esecutore e chef del ristorante, Domenico Volta, genovese di nascita.

Certamente l’antica ricetta del pesto è debitrice di più antiche salse pestate come l’agliata, a base d’aglio e noci, diffusa in Liguria durante la repubblica marinara genovese e il pistou francese. Ma la prima ricetta del pesto alla genovese viene fatta risalire al 1852 su Vera Cuciniera Genovese di Emanuele Rossi, denominata come “Pesto d’Aglio e Basilico.

A proposito dei più restii sull’aglio, Monica Capurro sceglie di utilizzare l’aglio di Vessalico, che oltre ad essere in attesa della Dop, si caratterizza per un aroma intenso ma un gusto delicato ed una digeribilità insolita per l’aglio. Queste caratteristiche singolari vengono conferite all’aglio di Vessalico dal clima mite che viene a crearsi tramite i terrazzamenti ed una vocazione particolare dovuta alla posizione geografica della valle Arroscia, che si trova ai piedi delle Alpi, e al tempo stesso all’influenza del clima della costa.

In ogni caso c’è la possibilità di ordinare il pesto del Ristorante Santamonica anche senza aglio, per eventuali intolleranze.

Per soddisfare ogni esigenza, la personalizzazione dell’ordine consente di scegliere quanto riceverne: confezionato espresso in sacchetti sottovuoto in è sicuro per il trasporto e pratico per la conservazione. 
In qualsiasi parte d’Italia tu sia il numero a cui ordinarlo è 010-553 3155.

COVID: COLDIRETTI, RECORD PREZZI MATERIE PRIME, DA SOIA A MAIS

Con la seconda ondata della pandemia si impenna il prezzo delle principali materie prime agricole con la soia che fa registrare la quotazione piu’ alta dal giugno 2016 con un aumento del 12 per cento nell’ultimo mese mentre il mais fa segnare il valore piu’ elevato dal luglio dello scorso anno per i contratti future alla chiusura settimanale del Chicago Bord of Trade (Cbot), il punto di riferimento internazionale delle materie prime agricole. . E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata a Verona all’incontro “Il progetto consorzi agrari: la piattaforma per la protezione, lo sviluppo e il futuro delle aziende agricole”

In controtendenza alle difficoltà dell’economia globale, la corsa a beni essenziali – sottolinea la Coldiretti – sta facendo aumentare le quotazioni delle materie prime agricole necessarie per garantire l’alimentazione delle popolazione in uno scenario di riduzione degli scambi commerciali e di cali produttivi dovuti all’andamento climatico. Gli effetti della pandemia – continua la Coldiretti – si trasferiscono dunque dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi fino alle produzioni agricole la cui disponibilità è diventata strategica con l’incertezza sugli effetti della nuova ondata di contagi e dell’arrivo del vaccino. 

L’emergenza Covid sta innescando un nuovo cortocircuito sul fronte delle materie prime nel settore agricolo che ha già sperimentato i guasti della volatilità dei listini in un Paese come l’Italia che è fortemente deficitaria ed ha bisogno di un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dal grano al mais fino all’atteso piano proteine nazionale per l’alimentazione degli animali in allevamento per recuperare competitività rispetto ai concorrenti stranieri. Proprio per i ritardi infrastrutturali in Italia – spiega la Coldiretti – si trasferiscono solo marginalmente gli effetti positivi delle quotazioni sui mercati internazionali che invece impattano molto piu’ pesantemente sul lato dei costi per le imprese. In questo il quadro in cui si inserisce il progetto Cai (Consorzi agrari d’Italia) finalizzato a rafforzare la struttura agricola nazionale per competere con i grandi player globali in grado di operare massicci investimenti e per affrontare con instabilità e  fluttuazioni dei mercati che la pandemia potrebbe aggravare.

Il nuovo progetto dei Consorzi Agrari rappresenta un’opportunità per tutte le imprese agricole venete per recitare un ruolo da protagoniste su un mercato globale che oggi è pericolosamente sbilanciato verso realtà sovranazionali che continuano a prosperare sfruttando la frammentazione e i deficit strutturali del nostro sistema produttivo.  L’idea è quella di creare un grande polo economico e infrastrutturale, capace di rendere più forti e solide le realtà sul territorio facilitando l’accesso ai mezzi tecnici e produttivi, dalle ementi agli agrofarmaci fino al commercio, che sono oggi saldamente nelle mani di un cartello di multinazionale che impongono prezzi in condizioni quasi di monopolio. Un impegno per creare economie di scala e cogliere tutte le opportunità che vengono dall’innovazione con l’agricoltura 4.0 e l’utilizzo dei big data per tagliare i costi di produzione delle imprese ed aumentarne la competitività. Per questo è stato scelto un alleato in Bonifiche Ferraresi la piu’ grande azienda agricola d’Italia e soprattutto un grande hub per l’innovazione, dal seme al cibo di qualità, ai servizi per l’agricoltura di precisione, dalle agroenergie alla sostenibilità ambientale. L’obiettivo del progetto è mantenere radici solide sul territorio con la forza e la dimensione necessaria per difendere gli interessi delle imprese agricole sul mercato globale. 

«L’emergenza globale provocata dal coronavirus ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’Italia può contare su una risorsa da primato ma deve investire nel futuro per superare le fragilità presenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento, in un momento di grandi tensioni internazionali».​

COVID: COLDIRETTI, SHOPPING PER REGALI DI NATALE SALVA 460 MILIONI

La “borsa del contadino”, “il cofanetto di Giovanni “la scatola dei sapori dei Colli” ed ancora il “tris di fuoco” sono solo alcune proposte di pacchi natalizi realizzati dai produttori nei mercati di Campagna Amica del Veneto. I preparativi sono già scattati in questi giorni e secondo gli appuntamenti settimanali in programma già da domani in ogni provincia i consumatori potranno rivolgersi direttamente al banco preferito per lo shopping delle festività. Gli acquisti a chilometro zero – spiega Coldiretti – daranno ossigeno al Made in Italy che, l’anno scorso nello stesso periodo contava in una spesa regionale  di 460 milioni di euro per i regali da mettere sotto l’albero”. Si tratta di un importo complessivo di 220 euro a famiglia secondo l’analisi di Coldiretti Veneto sulla base della Xmas Survey della Deloitte con abbigliamento e accessori, prodotti alimentari e giocattoli che salgono nell’ordine sul podio dei regali più gettonati insieme a libri e musica. Tra i doni preferiti c’è l’enogastronomia anche per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali in casa. «Tra le opportunità del tutto pronto – spiega Diego Scaramuzza presidente regionale di Terranostra – ci sono i “buoni esperienza” o per pranzo negli agriturismi da omaggiare ad amici e famigliari per uscire e cercare evasione in luoghi sicuri e isolati dove spesso si trovano le aziende che danno accoglienza e ristorazione.  Anche questa è una formula che incontra il favore di genitori che omaggiano figli oppure nonni che vogliono ricordare i nipoti. L’idea vale anche con menù a domicilio». Le proposte degli agricoltori di Coldiretti Veneto portano il loro nome, insieme al rapporto fidelizzato con il cliente che nonostante l’emergenza sanitaria ha potuto sempre contare sulla presenza in piazza degli operatori agricoli ma anche nelle consegne a domicilio di tipicità enogastronomiche. I doni agroalimentari esprimono anche per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali in casa. Contenuti in sacchetti di juta, cesti intrecciati a mano, sporte naturali il meglio delle specialità regionali è accessibile per tutte le tasche e, in molti casi, permette anche di sostenere i bisognosi ai quali, gli agricoltori, hanno sempre rivolto la loro attenzione.