COSMOFOOD 2014, A VICENZA 4 GIORNI NEL MONDO DEL CIBO

th_X794fotoslideshow1-1X_slideshow4 Dopo il grande successo della prima edizione, torna in Fiera di Vicenza dal 1° al 4 novembre l’appuntamento con Cosmofood, il Salone dell’enogastronomia italiana e delle attrezzature professionali. Protagoniste assolute di Cosmofood saranno anche in questa occasione le eccellenze dell’enogastronomia rappresentate da ben 300 espositori (con un incremento del 100% rispetto allo scorso anno). Cosmofood è dunque un’opportunità unica per pubblico e addetti ai lavori di scoprire le migliori produzioni di salumi, vino, formaggi, olio, dolci e molti altri prodotti provenienti dal territorio italiano e dal centro Europa. Quattro giorni per un calendario fitto di eventi: 75 sono gli appuntamenti in programma, tra corsi di cucina, degustazioni, seminari e dimostrazioni. Il Padiglione della fiera sarà suddiviso in sette aree tematiche con tre grandi novità rispetto alla passata edizione di Cosmofood: Cosmowine, con il meglio del settore enologico;  Cosmobeer, che vede protagonista la birra artigianale, una realtà in fortissima crescita; Cosmotech, l’area dedicata alla presentazione di impianti, attrezzature e accessori per la cucina professionale. Spazio anche quest’anno ad altre “nicchie” come quella dei prodotti enogastronomici ricercati e di difficile reperibilità e quelle dei prodotti gluten free, Bio&Vegan. Cosmofood, inoltre, punta anche sull’area eventi: oltre 70 spunti tra showcooking, corsi di cucina, corsi di degustazione, dimostrazioni in diretta e seminari dedicati al pubblico generico ed agli operatori del settore in collaborazione con associazioni e scuole del territorio oltre che con aziende presenti in fiera. Inoltre, a rendere unica ed attrattiva questa importante manifestazione contribuisce la partecipazione di special guest del calibro di Carlo Cracco, che sarà ospite nella giornata di martedì. L’appuntamento con il Cosmofood è in Fiera di Vicenza da sabato 1 a martedì 4 novembre con il seguente orario: sabato e domenica 9.00 – 22.0; lunedì e martedì 9.00 – 19.00. Il biglietto d’ingresso sarà acquistabile direttamente in fiera al costo di € 5 (con possibilità del “Salta Coda” con una maggiorazione di solo un euro). Per maggiori info: info@cosmofood.it.

 

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MERANO WINE FESTIVAL, IL MEGLIO DEL VINO DI PRESENTA

foto merano wine festival2Ritorna il Merano Wine Festival, classico appuntamento di metà autunno. La cornice sarà sempre la Kurhaus della città bolzanina (corso Libertà 33), che da giovedì 7 a domenica 10 novembre ospiterà migliaia di visitatori. Lo scorso anno furono 6500, quest’anno gli organizzatori, Helmuth Köcher e il suo staff, contano di migliorarsi, anche grazie ad alcune novità introdotte. La manifestazione aprirà ogni giorno alle 10 per chiudersi in serata, a seconda delle iniziative in programma. Tra quelle inserite ci sarà il Cult 2014, con protagoniste quaranta aziende che da almeno ventitré anni hanno lasciato un’impronta importante e sono diventate riferimenti e garanti del loro territorio vitivinicolo. L’appuntamento sarà per giovedì 7 al Pavillon des Fleurs, all’interno del Kurhaus, dalle 14 alle 18. Solo 250 i posti disponibili e ogni produttore presenterà tre tipi di vini che rappresenteranno il presente, il passato e il futuro. Dalle 19, spazio alla cena di gala. La contraffazione dei prodotti dell’eccellenza alimentare italiana ci costa 60 miliardi di euro l’anno e 300.000 posti di lavoro. Venerdì 7 ripartirà il Manifesto 2014 e alle 16.30 si terrà un confronto tra grandi protagonisti del settore moderato dal giornalista Bruno Vespa. Introdurrà Helmuth Köcher. Il forum servirà a stabilire a che punto siamo dai marchi di tutela al turismo agli eventi enogastronomici ai territori e le loro potenzialità. Prima, dalle 10 alle 12, ci sarà la presentazione dei Vini Buoni d’Italia 2014. Sabato 8, dalle 10 alle 18, si terrà un Focus sulla Romania, patria di Dioniso e quest’anno saranno scelti proprio i vini di questo Paese dell’Est Europa. I prodotti rappresenteranno le quindici aziende più importanti di un’area vitivinicola che porta con sé almeno 6000 anni di storia. Selezioni prestigiose che ci fanno ribattezzare la Romania, alla stessa latitudine di Borgogna, Toscana e Priorato, come Dacia Felix Vinum. Ultimo giorno domenica 10, dove troveranno spazio i vini delle vecchie annate, quelli di aziende che hanno saputo distinguersi per la qualità del loro prodotto. Tra i primi, si potranno assaggiare, tra gli altri, bottiglie con Altemasi Graal Riserva Trento Doc del 1997 di Cavit di Ravina (Trento), oppure lo Schioppettino Colli Orientali del Friuli Doc del 1991 de Le Vigne di Zamò di Manzano (Udine), oppure il Malteser Ritterorden Grüner Veltliner Kabinett Doc del 1983 della Weinkellerei Lenz Moser di Rohrendorf/Krems (Austria) o il Vigneto di Campolungo Chianti Classico riserva Docg di Lamole di Lamole di Greve in Chianti (Siena). E per finire le due etichette del 1968: il Poggio Chianti Classico Riserva Docg di Castello di Monsanto di Barberino Val D’Elsa (Firenze) e il Brunello di Montalcino Riserva Doc di Col d’Orcia di Montalcino (Siena). In totale saranno 180.

IL PROSECCO SUPERIORE FA IL GIRO D’ITALIA CON VINARIUS

 

Andrea Terraneo e la moglie Alessia Moscatelli nella loro enotca di Cantù

Andrea Terraneo e la moglie Alessia Moscatelli nella loro enotca di Cantù (foto da Italia a Tavola)

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore conquista l’Ho.Re.Ca e fa un tour dell’Italia con Vinarius, grazie a iniziative speciali nelle enoteche dal 3 al 9 novembre. Dai dati del nuovo rapporto del Centro Studi del Consorzio di Tutela risulta infatti che questo spumante Docg ha registrato nel 2013, rispetto al 2012, un +7.3% a volume nel canale Ho.Re.Ca, con un valore pari a 61,5 milioni di euro. L’iniziativa di Vinarius, che aveva assegnato all’area del Conegliano Valdobbiadene il suo prestigioso Premio al Territorio, assume dunque una rilevanza particolare, perché diffonderà la conoscenza del Prosecco Superiore e delle sue peculiarità attraverso gli enotecari, punto di riferimento nelle vendite di questo vino e interlocutori diretti per gli appassionati dell’enologia. Dal 3 al 9 novembre nelle enoteche Vinarius di alcune regioni italiane, tra cui Lombardia, Toscana, Puglia, Sicilia, Lazio, Veneto, Friuli, Alto Adige, Umbria, si terranno degustazioni del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, in una sorta di viaggio virtuale nel territorio. «L’iniziativa rappresenta un’occasione importante per spiegare al consumatore le caratteristiche del Conegliano Valdobbiadene attraverso i professionisti del vino e qualificare l’immagine della nostra denominazione», afferma il presidente del Consorzio di Tutela Innocente Nardi. Gli enotecari illustreranno la zona di produzione e le diverse tipologie, sottolineando le peculiarità della Docg, delle Rive e del Cartizze, per aumentare le conoscenze del consumatore su quello che è lo spumante docg più venduto in Italia. I locali associati a Vinarius diverranno dunque veri e propri ambasciatori dell’area collinare in cui nasce questo vino, della sua storia, della sua cultura e della sua lunga tradizione enologica.  «Dopo l’attribuzione del Premio al Territorio – spiega il presidente Vinarius Andrea Terraneo –  i soci di Vinarius hanno potuto trascorrere un weekend nel territorio, lo scorso maggio, per approfondirne meglio le caratteristiche dello stesso ed in quest’occasione sono emerse caratteristiche molto interessanti, che hanno colpito il nostro gruppo, composto da una cinquantina di enotecari: lo sviluppo molto promettente della tipologia delle “Rive”, che rappresentano un aspetto decisamente importante perché permettono di assaporare meglio le varie angolazioni che la denominazione sa esprimere, e un maggior apprezzamento della versione Brut rispetto all’Extra-dry. Caratteristiche che si potranno valorizzare anche nelle degustazioni di novembre». Ecco l’ elenco delle cantine che aderiscono all’ iniziativa. Calabria: Enoteca Tripodi e Wine Shop a Reggio Calabria; Campania: Enoteca Partenopea a Napoli e La Capannina Più a Capri; Friuli Venezia Giulia: Enoteca Toso a Rivignano; Lazio: Osteria delle Commari, La Fiaschetta a Roma; Lombardia: Cantine Isola, Enoclub,   Enoteca Cotti, El Vinatt Renè, La Bottega dell’Arte del Vino e Vino Vino a Milano,  Enopassione a Desio, Enopolio Italico Festa e Incontri Divini a Seregno, Enoteca Colombo a Cesano Maderno, Enoteca e Dolcerie F:lli De Toma a Lodi, Enoteca F.lli Foppoli a Darfo Boario Terme, Enoteca Maggiolini a Bareggio, Un Mondo Divino a Orzinuovi, La Barrique a Cascina Amata di Cantù; Piemonte: Cavallito Sas a Torino; Puglia: Bottiglieria Terruli a Martina Franca, Delizie Anelli, Bistrot Anelli, Cascipò a Brindisi, Drink Shop Enoteca Lippolis a Putignano, Enoteca De Candia a Bari, Il Tralcio a Monopoli, Cibus a Ceglie Messapica, Tenuta Moreno a Mesagne, Angolo di Vino a Ruvo di Puglia, Bottega dei Sapori a Veglie; Sardegna: enoteca Nasacca a Carloforte; Sicilia: C.I.L.D.A. a Catania, Enoteca Collovà a Capo d’Orlando; Toscana: Aigrum di Murgia a Firenze, Il Cantuccio a Prato, Piccolomini@Nannini a Siena; Trentino Alto Adige: L’Orologiaio a San Candido; Umbria: Vino Vino a Terni, L’Etichetta a Bastia Umbra; Veneto: Enoteca Cortina a Cortina D’Ampezzo, Elisir De Martini a Santa Giustina, La Mia Cantina a Padova, Enoteca Dal Zovo a Verona.

 

 

 

 

 

 

 

 

I SAPORI DELL’ALPE ADRIA AL PALMANOVA OUTLET VILLAGE

Lo chef Fabricio Veznaver

Lo chef Fabricio Veznaver

Due giorni di puro gusto per unire tendenze moda, l’alta cucina e prodotti enogastronomici dell’Alpe Adria. Il Palmanova Outlet Village in collaborazione con l’Associazione Culturale Club Magnar Ben e l’Agenzia Selling Group di Milano, promuoveranno presso il Palmanova Outlet Village 2 giornate dedicate ai gusti dell’Alpe Adria, sabato 1 e domenica 2 novembre: show cooking, laboratori/interviste con produttori e percorsi di degustazione di vini e prodotti di nicchia della macroregione e non solo. Un carnet ricco di attrazioni dedicate ai visitatori-gourmet del Palmanova Outlet Village con ben 8 appuntamenti in diretta presentati dall’editore enogastronomo Maurizio Potocnik. Il programma vedrà alternarsi grandi chef e ristoratori come, Andrea Mainardi chef del Ristorante Officina Cucina di Brescia, Roberto Marussi e Alessio Cazzador del ristorante Al Bagatto di Trieste, Ivan Uanetto dello storico ristorante Da Nando di Mortegliano con la ricetta rural-chic “la Patate sglonfade”, Fabricio Veznaver di Taverna Pergola e il ristorante Badi di Nado Badurina con lo chef Morris Damiani con una selezione di crudità istriane con l’azienda Natura Tartufi a promuovere la cucina e i prodotti stagionali dell’Istria Croata. Tra i laboratori/interviste con i produttori saranno presenti Sante Rugo il casaro ricercatore della Carnia che affina i suoi formaggi a latte crudo nelle miniere del Predil come il Raibl, Elena Parovel con una degustazione guidata di oli Parovel del Carso, Josko Sirk della Subida, l’ormai leggendario “patron” del ristorante La Subida di Cormons nel Collio, con i suoi preziosi aceti agri d’uva e di vino. Gli appuntamenti saranno proposti alle 11 del mattino e alle 16 del pomeriggio in tutte e due le giornate. Saranno presenti inoltre per tutti i 2 giorni dalle 10 alle ore 19 produttori artigianali per un percorso dedicato ai gourmet e wine lovers con degustazione e vendita di vini, birre artigianali, oli, salumi, formaggi, marmellate, composte e salse, prodotti provenienti dal mondo dolciario di alta qualità. Tra i produttori presenti: Petrucco vini (Buttrio UD), Bajta Fattoria Carsica salumi e vini del Carso (Sgonico TS), Cecconi specialità tipiche montane (Sappada BL), Ivan Borsato Birraio Casa Vecia (Povegliano TV), Sante Rugo ed i suoi formaggi a marchio di qualità AQuA (Agricoltura QualitàAmbiente, marchio collettivo della Regione FVG) con metodologie a basso impatto ambientale , Kalogea Calabria con la raffinata produzione di marmellate naturali e bio (Cittanova RC), Vid8 Catering con un raffinato allestimento (Conegliano TV), Dorbolò Gubane (San Pietro al Natisone UD), Foffani Vini Colli Orientali Doc (Rivignano Udinese UD), Associazione dei Birrai FVG (Corno di Rosazzo UD), Parovel oli (San Dorligo della Valle TS), Terreantica Oli (Geraci PA). Tra gli editori oltre al Club Magnar Ben con i libri Guida Magnar Ben Best of Alpe Adria ed il libro “Il pesce povero diventa chic”, sarà presente la rivista QB Friuli Venezia Giulia dell’editrice Fabiana Romanutti e tanti altri. Di seguito il programma.

Sabato 01 Novembre
· Ore 11.00 Laboratorio con Elena Parovel: Scopriamo l’olio del Carso, degustazione guidata di olii extravergini Parovel
· Ore 11.45 Show Cooking con Roberto Marussi e Alessio Cazzador – Ristorante Al Bagatto (Trieste – TS) Award Best of Alpe Adria “Miglior ristorante di mare 2013”
· Ore 16.00 Laboratorio e talk show con Natura Tartufi (Buzet – HR), produttore di tartufi istriani
· Ore 16.45 Show Cooking con Nado Badurrina e lo chef Morris Damiani – Ristorante Badi (Umago – HR) Vincitore dell’award “Miglior Piatto dell’Alpe Adria 2014” e partecipante alle rubrica Gusto del TG5

Domenica 2 novembre
· Ore 11.00 Laboratorio con Josko Sirk della Subida: Scopriamo gli straordinari aceti naturali agri d’uva e di vino prodotti nel Collio nell’acetaia Sirk della Subida
· Ore 11.45 Show Cooking con Frabricio Veznaver – Ristorante Gourmet Taverna Pergola (Salvore – HR) presenterà: La Sogliola Istriana di Salvore
· Ore 16.00 Laboratorio con Sante Rugo e i suoi formaggi a latte crudo affinati in miniera e show cooking con il Ristorante da Nando (Mortegliano – UD). Il “casaro ricercatore” della Carnia accompagnato da Ivan Uanetto presentano “la Patate Sglonfade”
· Ore 17.00 Show Cooking con Andrea Mainardi – Ristorante Officina Cucina (Brescia BS) Chef RAI 1 la Prova del Cuoco- Award Best of Alpe Adria 2014 “Miglior ristorante innovativo”

VIN SANTO DAL MASO, NETTARE DOC DI GAMBELLARA

Nicola Dal Maso e Nicola Frasson

Nicola Dal Maso e Nicola Frasson con i vini degustati

Capite, il Vin Santo vero non è quello che troviamo nei supermercati, negli store delle nostre autostrade. Quello è un’altra cosa, un vino dolce, nient’altro. Perché il Vin Santo ha addirittura bisogno di una “madre” per essere tale, meglio dell’aceto balsamico, anche se aceto non è, piuttosto un’ambrosia. Ora se vi capita di gustare l’Occhio di Pernice 2000 dell’azienda Avignonesi di Montepulciano, sentirete al palato una storia che ha almeno cento anni e forse più. Perché quel Vin Santo viene maturato, anche, con una antica “madre” di proprietà dell’azienda toscana che la tramanda di generazione in generazione, sostanzialmente si tratta di lieviti autoctoni che vengono distribuiti dei caratelli di legno dove il vino sosta almeno 10 anni.  Mi è capitato di gustare questo autentico nettare dai mille aromi nella cantina Dal Maso a Montebello Vicentino, zona Gambellara DOC, perché Nicola Dal Maso (terza generazione) enologo dell’azienda, mentre le sorelle Silvia e Anna si occupano di amministrazione e vendite, ha organizzato una serata di confronto in cantina fra il Vin Santo Dal Maso 2003, il classico Recioto 2003 sempre della Dal Maso, e altri quattro fra i migliori Vin Santo d’Italia. L’occasione era troppo ghiotta per mancarla, anche perchè il Vin Santo Dal Maso era al suo battesimo e a Gambellara dopo mille studi e ricerche avvenute con la collaborazione fondamentale dell’università di Verona è stato isolato un lievito indigeno, lo Zygosaccharomyces gambellarensis, che fanno del Vin Santo di Gambellara non soltanto una DOC (con tanto di disciplinare: età dei vigneti  oltre 25 anni, 100% uve Garganega, ad esempio) ma un vino unico nel suo genere. Così il confronto con “cugini” più anziani e rodati è andato alla grande. Insomma il Vin Santo Dal Maso viene maturato nella cosiddetta vinsantaia, su in alto sotto il soffittto dove batte più il sole e dove fa più freddo, insomma con grandi escursioni termiche. E’ lì che questo nettare cresce in profumi, sapori, si affina mentre nel giro di un decennio riduce almeno di un terzo la sua massa (non viene mai colmato), talchè se ne son fatte 400 bottiglie da un terzo di litro (140 euro l’una). E non dite che è caro, perché c’è una sosta lunga del capitale, una riduzione fortissima, ma soprattutto avrete nel bicchiere un nettare unico da gustare, come si dice, meditando.  Dal bel colore ambrato si sentono profumi di frutta matura e candita, mentre nel palato scorre un liquido vellutato, morbido con lieve sentore di spezie e di fumo. Dicono che un Vin Santo si deve gustare con biscotti secchi e formaggi stravecchi, forse, per quanto mi riguarda lo gusterei da solo, senza nulla, tanto il Vin Santo Dal Maso è ricco. Al massimo potrei accendermi un sigaro, ma non fumo.  Gli altri vini confrontati? Eccoli: il Vin Santo 2007 (uve Trebbiano e San Colombano) dell’azienda Capezzana di Prato, il trentino Nosioli 2002 (dall’autoctona uva Nosiola) della Francesco Poli, il Vin Santo 2002 (100% Malvasia di Candia) della Barattieri di Piacenza e il Recioto Dal Maso 2003 Riva dei Perari, un vino fresco alla beva, profumato, anche questo Garganega 100%, una delizia. Resta da dire che la serata è stata condotta da Nicola Frasson del Gambero Rosso con la sua solita verve e sapienza enologica. Piacevole anche la cena a buffet curata dallo chef del ristorante La Marescialla di Selva di Montebello.

Nicola Dal Maso nella sua Vinsantaia

Nicola Dal Maso nella sua Vinsantaia

SOL&AGRIFOOD ONLINE, UN SETTIMANALE AL PASSO COI TEMPI

solCome si riconosce dal gusto la qualità salutistica di un olio extravergine di oliva, ma anche la possibilità di aumentare il contenuto di vitamine ed antiossidanti nel latte o di migliorare la qualità della carne bovina attraverso l’utilizzo dei sottoprodotti della lavorazione delle olive, sono alcuni dei temi affrontati sul sito rinnovato di Sol&Agrifood online (www.solagrifood.com). Ogni settimana, grazie ad un accordo di collaborazione tra la Rassegna dell’agroalimentare di qualità organizzata da Veronafiere e Teatro Naturale, il settimanale telematico di agricoltura, alimentazione e ambiente, verranno pubblicate news e brevi approfondimenti divulgativi per far conoscere meglio l’olio extravergine di oliva e gli altri prodotti agroalimentari italiani ai consumatori e agli operatori nazionali e stranieri, con l’intento di creare un flusso informativo utile a tutti i protagonisti delle varie filiere produttive. «Questa iniziativa – afferma Damiano Berzacola, vicepresidente vicario di Veronafiere – rappresenta un altro tassello del nostro impegno per la promozione e la valorizzazione delle eccellenze del Paese. Un impegno che così si espande in senso temporale, perché non più limitato ai giorni di apertura della fiera, ma anche in termini di contatti, coinvolgendo oltre agli espositori e agli operatori specializzati presenti alla manifestazione anche nuovi potenziali consumatori e trader».  L’utilizzo della doppia lingua, italiano e inglese, darà respiro internazionale alle informazioni, mettendo in moto un meccanismo virtuoso che migliorerà la conoscenza all’estero della variegata offerta  agroalimentare italiana. «Il sito di Sol&Agrifood – spiega Berzacola – era già considerato uno strumento efficace e funzionale all’organizzazione della fiera dal 61% degli espositori, come ha rilevato l’indagine sulla customer satisfaction realizzata in chiusura di manifestazione. Per questo abbiamo puntato sul suo potenziamento, ma è solo la prima delle novità previste per dare sempre maggiori servizi ai nostri espositori». L’edizione 2015 di Sol&Agrifood, in programma dal 22 al 25 marzo in contemporanea con Vinitaly ed Enolitech, prevede infatti un ulteriore sviluppo dell’attività di incoming di buyer dai mercati più interessanti per l’export, che già ha dato ottimi risultati nell’ultima edizione con il 70% degli espositori soddisfatto del risultato commerciale della propria presenza in fiera. Sono poi previste, oltre alle tradizionali attività – Buyers’ Club, walk around tasting, workshop, cooking show, convegni, degustazioni guidate – focus quotidiani dedicati ai giornalisti stranieri per migliorare la loro conoscenza e la corretta comunicazione dell’agroalimentare italiano di qualità nel loro Paese.

(ufficio stampa Veronafiere)

CRESCE IN BOTTE E AL PALATO IL RABOSO 15-18 CENTENARIUS DI BONOTTO

Antonio Bonotto e signora

Antonio Bonotto e signora

È arrivato il momento della verifica per il Raboso 15-18 Centenarius che andrà a colmare 600 magnum nel novembre 2015, a maturazione completata, destinate agli appassionati e agli ambasciatori dei Paesi coinvolti nella Grande Guerra, come tra gli altri Gran Bretagna, Francia, USA, Austria, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Slovenia, Croazia, Bosnia, i generici “Slavi del sud” o ancora i Ruteni, ovvero i “cattolici di Kiev”. Con il suggestivo titolo “Il momento che entra nella storia”, l’incontro di venerdì 24 ottobre ha sancito il legame della Cantina Bonotto delle Tezze con il suo territorio e la storia che lì vi ha trovato scenario.   Afferma a tal proposito il titolare Antonio Bonotto: <A quasi due anni dalla prima idea di un  nostro personale tributo alle vicine celebrazioni del centenario, le sensazioni sono molto positive. Sembra che il tempo, di cui necessita il nostro Raboso del Piave per affinarsi e dare il meglio di sé, sia anche foriero di nuovi spunti e collaborazioni. Il nostro obiettivo fin da subito è stato che il legame storico del vino, della famiglia e del Piave con le vicende belliche diventasse un contributo  al nostro territorio per far emergere quel  patrimonio di sensibilità, passioni e competenze che sa esprimere. La collaborazione con il dottor Pittalis per ricavare da questo lavoro un oggetto di divulgazione e con la Fondazione Jonathan Collection per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico legato alla Grande Guerra, vanno in questa direzione>. Aggiunge poi Antonio Bonotto in merito al vino: <Il vino in oggetto è un Raboso del Piave DOC, vendemmia 2012. Le uve provengono da una vecchia Bellussera e volutamente porta con sé quei caratteri di forza e rusticità che nei secoli avevano determinato il grande successo commerciale e lo stretto legame con i mercati della Serenissima. Un Raboso con il gusto di un tempo perfettamente idoneo a rappresentare le epiche battaglie sul Piave>. Un percorso iniziato lo scorso anno e che lentamente, con i tempi di maturazione del Raboso del Piave 2012, vuole essere occasione di avvicinamento alle commemorazioni del Centenario attraverso approfondimenti culturali, di impegno personale, ma anche di informale convivialità. Il rito si è rinnovato nella bottaia della Tenuta di Antonio Bonotto, dove, dopo il prelievo di un campione del vino in affinamento per la valutazione da parte dei presenti e la degustazione tecnico-emozionale dei 18 mesi di affinamento in rovere, ha preso la parola il giornalista Edoardo Pittalis in un suggestivo racconto accompagnato dal cantautore Gualtiero Bertelli sul tema portante della Grande Guerra. La bottiglia di magnum Raboso 15-18 Centenarius – Raboso del Piave DOC 2012 a edizione limitata verrà messa in commercio presso la Cantina a novembre 2015 e porterà con sé gusti e profumi della memoria per un’etichetta ad hoc, che rimarca la storicità della zona e dell’azienda, per non dimenticare.

SETTE GIOVANI CUOCHI ALLO CHEF TALENT PER IL MASTER DI CUCINA

A lezione con Massimiliano Alajmo

A lezione con Massimiliano Alajmo

Adriano Drago di Venezia, e Alvise Ballarin di S. Erasmo sono i due neodiplomati dell’Istituto alberghiero Barbarigo, che venerdì 31 ottobre parteciperanno a “Chef Talent”, l’iniziativa mirata ad assegnare due borse di studio per frequentare il Master della Cucina Italiana 2015. Assieme ad altri 5 aspiranti chef provenienti dagli istituti alberghieri del Veneto Giovanni Alliney (dal Berti di Verona); il vicentino Diego Longo (dall’Artusi di Recoaro Terme) e i bellunesi Davide Scarpa (dal Beltrame di Vittorio Veneto), Denis Dal Castel (dal Dolomieu di Longarone) e Federico Kratter (dal Polo Valboite di Cortina d’Ampezzo), si contenderanno l’accesso gratuito ad una delle più prestigiose scuole nazionali di formazione per giovani cuochi, che ha sede a Creazzo (VI). Ad organizzare l’evento “Chef Talent” è Esac Formazione – Ente specializzato nell’aggiornamento professionale per il settore Terziario di Confcommercio Vicenza – che nelle cucine del Centro Formazione Esac di Creazzo (VI) metterà alla prova gli aspiranti chef, chiamati a dimostrare le loro doti e potenzialità. Al termine della “sfida”, una speciale giuria individuerà i due allievi ai quali saranno assegnate le borse di studio finanziate da Banca Popolare di Vicenza e Fipe-Confcommercio nazionale (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). Per loro si apriranno le porte di una scuola, il Master della Cucina Italiana edizione 2015 (inizio 2 febbraio) che in 5 mesi per 800 ore totali di lezione porta gli allievi ad incontrare alcuni dei massimi esperti del mondo dell’enogastronomia e a seguire le lezioni dei più famosi chef e pasticceri. Tra i docenti del Master, infatti, ci sono i grandi nomi della cucina italiana quali Massimiliano Alajmo, Heinz Beck, Andrea Berton, Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Chicco Cerea, Gennaro Esposito, Norbert Niederkofler, Giancarlo Perbellini, Giovanni Santini, Ciccio Sultano, Mauro Uliassi. Pasticceri del calibro di Corrado Assenza, Luigi Biasetto, Gianluca Fusto ed Ezio Marinato. Ed altri affermati professionisti, che terranno oltre 370 ore di lezioni di teoria e cultura, per dare all’allievo l’opportunità di liberare e dispiegare tutte le sue potenzialità. Proprio la qualità del percorso formativo garantita dal Master della Cucina Italiana ha portato Banca Popolare di Vicenza e Fipe Nazionale a concedere queste borse di studio, il cui obiettivo è quello di contribuire alla crescita del settore dell’enogastronomia, che rappresenta una grande opportunità di sviluppo per il nostro Paese, offrendo interessanti sbocchi professionali a tanti giovani. In questo senso, i sette neodiplomati che parteciperanno a “Chef Talent” hanno le qualità per iniziare con il piede giusto la loro carriera in cucina. Ora tocca a loro conquistarsi questa nuova opportunità: frequentare gratuitamente il Master della Cucina Italiana, che dà anche diritto a 4 mesi di stage in alcuni dei più prestigiosi ristoranti stellati nazionali ed esteri.

A PARMA CIBUS TEC, OVVERO LE MERAVIGLIE TECNOLOGICHE DELL’AGROALIMENTARE

tec-1Scenario incoraggiante per il comparto della meccanica strumentale italiana che si riconosce nella business community che fa capo a Cibus Tec – Food Pack, tra le più importanti manifestazioni del panorama internazionale dedicate al food processing and packaging che  si terrà a Parma dal 28 al 31 ottobre. Nel complesso una forza attrattiva di oltre 1000 espositori provenienti da oltre 30 paesi, un parterre di 500 Chief Tecnology Officer provenienti dai mercati a più alto potenziale (tra cui Nord America, Russia, Est Europa, Sud America, Cina, India e i Paesi Next 11) tutte le migliori tecnologie (selezione, trasformazione, confezionamento, fine linea, logistica) cui si aggiunge Cibus Tec Industry. Il progetto, giunto alla sua terza edizione, è stato realizzato grazie alla collaborazione di un pool di aziende espositrici (C.E.I.A., Dansensor, Frigomeccanica, Frigor-Box, Nilma, Sealed Air – Cryovac, Siad, Treif, Veripack) e presenterà ai visitatori del Salone due linee di produzione e confezionamento funzionanti dedicate a prodotti con elevata componente di servizio come le zuppe in versione ready meal e affettati ready to serve. Un’iniziativa che attribuisce a Parma un nuovo ruolo: non più fiera statica ma un vero e proprio ambiente di lavoro dove professionalità e soluzioni tecnologiche trovano perfetta sintesi mettendosi al servizio di tutte le filiere agroalimentari. Ad andare in scena a Parma anche le tecnologie più raffinate del Made in Italy come ad esempio macchine altamente automatizzate per l’industria dei formaggi a pasta filata (mozzarella, scamorza, provolone) ad elevato recupero energetico, cubettatrici a ciclo continuo, omogeneizzatori ad alta pressione ma anche filtri a membrane ceramiche per una maggiore igiene e produttività degli impianti. Tecnologie che nel complesso soddisferanno le esigenze di ben 9 filiere dell’agro-alimentare. “Il settore del food processing e packaging mostrerà a Cibus Tec – Food Pack tutta la sua vitalità. – ha dichiarato Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma – E’ un comparto che, nonostante la crisi, ha continuato a crescere grazie alle competenze tecnologiche di filiera che solo il nostro Paese ha saputo sviluppare; ormai la quota export del settore supera l’83% e – insieme alla Germania – dominiamo il mercato mondiale con una quota del 25,4% (solo Italia; Italia + Germania 53,5%). Le Fiere di Parma – continua Cellie – dagli anni ’30 sono il teatro fieristico di riferimento per questo settore e oggi si confermano nella élite internazionale grazie ad un quartiere rinnovato e baricentrico, un rapporto privilegiato – attraverso CIBUS – con l’industria alimentare e le recenti alleanze strategiche con UCIMA e Koln Messe.” A  testimoniare il dinamismo e la capacità generativa di business di questo settore, sono i dati del distretto italiano dei costruttori  di macchine per il confezionamento e imballaggio che ha chiuso il 2013 con un fatturato complessivo di 6 mld di Euro, (+9,2% sul 2012 superando le già rosee previsioni dello scorso dicembre con un +7,6%), e una crescita dell’export pari al 9,5% nel 2013 (+ 4,4% nei primi 3 mesi del 2014), crescita cui non si è sottratto neppure il fatturato interno ( + 7,8% ) ( Fonte: Centro Studi UCIMA, luglio 2014). I valori di Cibus Tec – Food Pack sono ulteriormente arricchiti da un calendario di workshop completo e focalizzato sui temi di maggiore interesse per l’industria alimentare italiana ed internazionale. Dall’evento “Left over, Bio products e Food waste: nuove opportunità di business e di sviluppo per le produzioni agroalimentari”, al World Food Forum che con il tema “Strategie global per la sicurezza alimentare” metterà a confronto EFSA, FDA, Health Canada e l’Agenzia Cinese di riferimento. Innovazione, rendimenti, costi di produzione, tecnologie e sale sono gli spunti per il settore lattiero-caseario proposti da Assolatte (Milk Day), dall’Università di Parma (Aggiornamenti tecnologici per il settore lattiero caseario) e da Campus, azienda ingredientistica di Collecchio. “Tendenze internazionali per i prodotti di quarta gamma: un mercato in evoluzione” è il tema del workshop Fresh Tec Lab mentre il tradizionale evento dedicato al settore del pomodoro da industria (Tomato Day) offrirà un’analisi sulle prospettive globali ed europee. Virano invece sulla sostenibilità, sulla conservazione delle caratteristiche organolettiche, diminuzione dei tempi di stagionatura, riduzione di sale e grassi gli appuntamenti organizzati da Assocarni (Meat Day) e Campus. Il packaging sarà al centro dell’attività scientifica con appuntamenti di elevato profilo quali i seminari “Food Packaging Focus” organizzati da UCIMA, il workshop “La filiera intelligente: i nuovi materiali per il packaging agroalimentare” e l’evento “Carbon Footprint e materiali d’imballaggio” organizzato da Coopbox. Confermato inoltre l’evento “Caffè e bevande monodose – The Italian Way” che attraverso il confronto tre aziende tecnologiche leader e imprese agroalimentari di eccellenza del settore, permetterà di avere una visione sullo sviluppo del “Single Serve”. A confermare Parma, come “set” internazionale per le tecnologie del settore agroalimentare, la quarta edizione dell’EHEDG World Congress dedicato alla progettazione igienica e design delle apparecchiature e degli stabilimenti, l’appuntamento “Fil Rouge Food&Beverage” organizzato da Messe Frankfurt Italia e dedicato all’automazione dei cicli produttivi nell’industria alimentare e “Logisticamente on food” che affronterà il tema della “tecnologie e soluzioni per la supply chain delle aziende agroalimentari”. Infine, tornerà a Parma “Tech Agrifood: Euromediterranean Business Meetings” l’iniziativa di business matching rivolta alle imprese delle filiere frutta e verdura, vitivinicola, cerealicola ed olearia. Il programma completo dei workshop e degli eventi è consultabile al sito http://www.cibustec.it

 

VINETIA, I VINI VENETI SECONDO L’AIS. UNA GUIDA IN RETE

sommelier-toscanoÈ  online Vinetia, la prima guida dedicata ai vini del Veneto  a cura della delegazione regionale dell‘AIS  (Associazione Italiana Sommelier). Non una semplice guida cartacea ma uno strumento liberamente consultabile sul web e per questo accessibile, sempre a portata di mano, in grado di sfruttare il meglio che la tecnologia digitale mette a disposizione. Non uno strumento autoreferenziale, quindi, ma una guida che, grazie alla sua semplicità ed immediatezza, riesce a raggiungere chiunque e dovunque. Vinetia è infatti fondata su un sistema di elaborazione dati unico, un software innovativo elaborato su specifica AIS Veneto, nel quale ogni vino degustato ottiene un giudizio finale. La tecnologia ha così consentito di trasformare la guida in uno strumento trasparente utile anche ai produttori che, grazie ad un accesso dedicato, possono verificare direttamente come vengono valutati i propri vini e trarne utili indicazioni. Vinetia è la prima tappa di un progetto che già 6 anni fa si era posto come obiettivo di mettere a frutto il lavoro del gruppo dei degustatori ufficiali AIS Veneto che, grazie ad un lungo training, hanno perfezionato modalità di degustazione e di valutazione. Vinetia si presenta quindi come nuovo prodotto editoriale, con l’ambizione di raccontare il vino in modo diverso, di essere uno strumento di supporto per i soci AIS, per i produttori vinicoli e per il grande pubblico che si avvicina al territorio veneto. Ma Vinetia guarda già lontano: presto diverrà una guida internazionale per dialogare con l’estero, con la capacità di interfacciarsi anche con il mondo della ristorazione dove i vini vengono serviti e consumati. Vinetia fornisce, attraverso una sintetica scheda, una serie di informazioni fondamentali per identificare ogni azienda: i contatti, gli ettari coltivati, la data di fondazione, il numero di bottiglie prodotte, l’enologo e altro ancora, il tutto accompagnato da una breve descrizione. In più utili informazioni sull’accoglienza e la possibilità di poter accedere a visite e degustazioni guidate, compresa la geo-localizzazione delle aziende. AIS Veneto ha suddiviso il lavoro di analisi in base alle principali aree produttive del Veneto, grazie anche alla stretta collaborazione con i Consorzi di Tutela del Veneto. Grazie ai panel svolti in ogni singola area sono stati individuati i vini che, secondo AIS Veneto, rappresentano la qualità enologica del territorio di provenienza. Tutti i vini presenti sulla guida Vinetia sono stati degustati da almeno 5 degustatori ufficiali AIS in modalità anonima e i vini che hanno ottenuto i migliori punteggi sono stati oggetto di una ulteriore degustazione finale. Da tutte queste valutazioni è stato ottenuto un punteggio medio con il quale ogni vino è stato catalogato all’interno di fasce di punteggio identificate con il simbolo del “rosone”. Oltre al rosone viene assegnato un premio speciale ai vini che si sono distinti per un elevato livello di qualità rispetto al costo con cui sono acquistabili in azienda. Completano la descrizione le caratteristiche organolettiche ed i suggerimenti per l’abbinamento al cibo. Per ogni vino è inoltre indicata sede e data di degustazione in modo da poter collocare nel tempo la valutazione. Come tutte le guide anche Vinetia attribuisce punteggi attraverso simboli: 4 rosoni: da 91 a 100 punti; 3 rosoni: da 86 a 90,99 punti; 2 rosoni: da 81 a 85,99 punti; 1 rosone: < 81 punti. E poi c’è il Ducato, che viene assegnatosolo ai vini che offrono una qualità eccellente ad un prezzo vantaggioso mediante una elaborazione matematica su specifiche AIS Veneto e non basandosi semplicemente sul rapporto qualità/prezzo. Vinetia, Rosoni, Ducato: vale a dire le radici del Venet0 che per gran parte affondano nella storia della Serenissima e fino ai Romani. Vinetia infatti è la crasi fra Vino e Venetia, ovvero l’antico none latino del Veneto; il Rosone è ripreso dai balconi quadrilobati di molte casa lagunari; il Ducato, invece, quello d’oro era la moneta più preziosa all’epoca dei Dogi. E i numeri della guida? Eccoli: 328 aziende con 1210 vini degustati, 99 vini su 1210 premiati con 4 rosoni (il 8,18%), 58 vini su 1210 premiati con il Ducato (il 4,8%), 24 panel con 88 commissioni di degustazione, 88 degustatori ufficiali impegnati nell’arco di 8 mesi, 40 Sommelier in redazione, più di 8000 schede di valutazione elaborate. Se volete consultarla, ecco dove la trovate: http://vinetia.aisveneto.it