HA RIAPERTO LIO: IL GUSTO DELL’ADRIATICO AL LIDO DI VENEZIA

La terrazza del ristorante Lio

Ha riaperto. E’ iniziata la nuova “season” del gusto al Lido di Venezia, con la riapertura del “Lio”, l’elegante ristorante stagionale sul Lungomare Marconi, la cui linea di cucina è firmata dallo chef patron Tino Vettorello, titolare dello storico “Tre Panoce” di Conegliano Veneto (Treviso) e fondatore della Tino Eventi, società specializzata nella ristorazione di grandi manifestazioni internazionali, dalla Mostra del Cinema di Venezia alle Olimpiadi Invernali di Sochi. Fino ad ottobre al “Lio” si pranza e si cena affacciati sulla grande spiaggia del Lido veneziano, uno scenario straordinario e unico. Qui la cucina di pesce di riferimento è quella dell’Alto Adriatico nella scelta della materia prima: fritto della laguna veneta, seppie, branzini, vongole veraci, scampi, capesante. Per allargare i confini con il salmone al Prosecco e il tonno mediterraneo al fiore di cappero. Specialità di mare arricchite dalle verdure degli orti veneti, largamente utilizzate da Tino Vettorello che nelle sue preparazioni predilige sapori freschi e naturali. Il menu “Love is Food” è completato dai piatti di spaghetti trafilati al bronzo, dalla grigliata mista di carne, dai carpacci di sorana veneta, dalla ricca selezioni di formaggi e latticini (burrata pugliese e bufala) e dalle saporite insalatone estive. Ma la specialità del “Lio” sono anche le pizze gourmet, una ventina di proposte con ingredienti di prima qualità.  La riapertura del “Lio” è un’anteprima veneziana per lo chef trevigiano, in attesa di curare nuovamente la ristorazione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia dal 30 agosto al 9 settembre, accogliendo ospiti Vip e cinefili del restaurant della Terrazza Mediterranea davanti al red carpet delle première al Lido. Per maggiori info: tel. 041 5261872 – mail: info@lio-ristorante.it.

Annunci

LE RICHIESTE DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI

La protesta degli associati Fivi domenica al Vinitaly (al centro a sx con il bicchiere la presidente Matilde Poggi)

115 Vignaioli FIVI con la stessa maglietta, riuniti sotto l’hashtag #fiVINOburocrazia. È successo a Vinitaly, allo stand della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Pad. 8 Stand B8/E9). L’occasione è stata quella del lancio del rinnovato dossier burocrazia, ideato per alleggerire il peso degli adempimenti e riportare la vigna al centro del lavoro dei vignaioli.
Ecco le sette richieste in breve:
1. Sicurezza sul lavoro: è necessario che a condurre i corsi relativi all’uso in sicurezza di dotazioni meccaniche (trattrici in primis) sia personale con esperienza pratica.
2. Vinacce e fecce utilizzate agronomicamente: FIVI chiede con urgenza che venga posto rimedio al vuoto normativo che di fatto ne impedisce l’utilizzo come fertilizzante.
3. Registri telematici: FIVI rinnova la richiesta di rendere obbligatorio il SIAN solo quando dimostrerà un funzionamento stabile e affidabile e che sia facoltativo per i piccoli produttori.
4. Controlli e condivisione delle informazioni fra gli enti preposti: FIVI richiede che le informazioni derivanti da visite ispettive di qualsivoglia ente o autorità sia condivisa per via telematica.
5. Spedizioni e documenti di accompagnamento: la richiesta di FIVI è di aumentare fino a 240 bottiglie il limite per le spedizioni a privati e di prevedere nello sviluppo del registro telematico sul SIAN una funzione che provveda il produttore viticolo di documento INTRASTAT.
6. Commissioni di degustazione: FIVI rinnova la richiesta di ammettere produttori ammessi a far parte nelle commissioni delle DOC e DOCG.
7. Protezione e monitoraggio dei vigneti: FIVI propone la creazione e l’implementazione del monitoraggio della vulnerabilità al rame e agli altri elementi utilizzati nella difesa attiva che si accumulano nel suolo.

I BENEMERITI DELLA VITIVINICOLTURA ITALIANA 2017

La consegna del premio dedicato ad Angelo Betti da parte del Presidente Mattarella nel 2016

Intitolato nell’anno del cinquantesimo ad Angelo Betti, ideatore di Vinitaly, il Premio “Benemeriti della Vitivinicoltura Italiana” viene assegnato fin dal 1973 ai grandi interpreti del mondo enologico italiano e tradizionalmente consegnato il giorno dell’inaugurazione del Salone Internazionale del Vino e dei distillati. Il prestigioso riconoscimento segue le indicazioni degli Assessorati regionali all’agricoltura, che hanno il compito di indicare coloro che, con la propria attività professionale o imprenditoriale, hanno contribuito e sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese. Per il 51° Vinitaly, le insegne del Premio Angelo Betti vengono attribuite a: Domenico Pasetti (Abruzzo); Ruggiero Potito (Basilicata); Tommaso Caporale (Calabria); Azienda Agricola Torre dei Chiusi (Campania); Angela Sini (Emilia-Romagna); Stanko Radikon (Friuli Venezia Giulia); Antonio Santarelli (Lazio); Azienda Agricola Zangani (Liguria); Azienda Fondo Bozzole (Lombardia); Azienda Agricola Simone Capecci (Marche); Azienda VI.NI.CA. (Molise); Azienda Agricola Beccaria Davide (Piemonte); Barbara Raifer (Provincia Autonoma di Bolzano); Mauro Varner (Provincia Autonoma di Trento); Vittoria Cisonno (Puglia); Daniela Pinna (Sardegna); Azienda Baglio del Cristo di Campobello (Sicilia); Stefano Barzagli (Toscana); Sara Goretti (Umbria); Andrea Barmaz (Valle d’Aosta); Albino Armani (Veneto). I nomi di questi professionisti ed imprenditori vanno ad arricchire un Albo d’Oro composto da personalità che hanno fortemente contribuito alla crescita del sistema viticolo ed enologico italiano, tanto da farne un modello di riferimento internazionale. Cerimonia di consegna il 9 aprile alle 16,30 (Ristorante d’Autore – 1° piano Palaexpo), con presentazione del libro Vinitaly “dalla storia al futuro”, edito da Veronafiere per celebrare 50 anni del salone e 50 anni del vino italiano nel mondo. Il volume ripercorre in sei capitoli la storia del salone veronese, partendo da Angelo Betti fino all’edizione
del 2016 inaugurata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel libro, corredato da oltre 500 fotografie dall’archivio di Veronafiere, anche i contributi dei giornalisti Anna Di Martino, Marisa Fumagalli, Paolo Massobrio, Cesare Pillon, Burton Anderson e Marvin R. Shanken. Chiude il libro un racconto inedito, “Nomen Omen”, di Gesuino Némus, vincitore del Premio letterario Campiello 2016 Opera Prima, con il  romanzo “La teologia del Cinghiale” edito da Elliot.

ASSEGNATI I PREMI INTERNAZIONALI VINITALY. PREMIO SPECIALE A TENUTA SAN GUIDO

La Tenuta San Leonardo ad Avio (TN)

Altri tre grandi nomi dell’enologia mondiale si aggiungono all’albo d’oro del Premio Internazionale Vinitaly, istituito da Veronafiere nel 1996. Si tratta per l’Italia della Tenuta San Leonardo e per l’estero dell’austriaca Weingut Bründlmayer e dell’inglese Steve Spurrier. La Tenuta San Leonardo di Borghetto all’Adige-Avio (in provincia di Trento), residenza dei Marchesi Guerrieri Gonzaga da tre secoli e oggi condotta da Carlo Guerrieri Gonzaga con il figlio Anselmo – si legge nelle motivazioni del premio – «custodisce una tradizione che si tramanda nelle particolari varietà di uve che caratterizzano i suoi vini. Con un blend sapiente di Cabernet Sauvignon, Carmenère e Merlot, il San Leonardo ha fatto la storia del vino italiano e ha posto all’attenzione di tutti una terra, il Trentino, come luogo di produzione di grandi vini rossi». Queste, invece, le motivazioni per l’assegnazione del Premio Internazionale Vinitaly 2017 per l’estero alla Weingut Bründlmayer di Langenlois (Austria): «Grazie alle colline boscose del Waldviertel che proteggono i vigneti dai venti freddi provenienti da nord-ovest, e alle forti escursioni termiche della zona, nasce un insieme di grandi vini caratterizzati dal profilo aromatico intenso ed elegante. Le viti inoltrano le loro radici in suoli di origine antica, poveri e pietrosi, che donano ai vini finezza e note minerali. Si tratta di alcuni dei più famosi vigneti d’Europa, come il Zobinger Heiligenstein, il Lamm, il Kaferberg. I vini della Weingut Bründlmayer rappresentano perfettamente il territorio e le tradizioni del grande vino austriaco, e oggi sono ambiti e ricercati dai collezionisti e i buongustai di tutto il mondo». Ex aequo, il Premio Internazionale Vinitaly 2017 per l’estero viene attribuito a Steve Spurrier: «Comunicatore, critico, giornalista, buyer, imprenditore, vinaio, visionario, mentore, ristoratore, autore, educatore, giudice e consulente, che ha trascorso la vita al servizio del vino, sempre con passione e distinzione, attraverso mille ruoli e professioni che ne hanno cadenzato la carriera». Quest’anno un Premio Speciale Vinitaly viene assegnato alla Tenuta San Guido a Bolgheri in Toscana, «una delle aziende italiane più conosciute al mondo, grazie soprattutto ma non solo, al suo vino più famoso, il Sassicaia, vera e propria icona dell’enologia. Il Sassicaia ha permesso la divulgazione nel mondo della grande qualità dei vini di Bolgheri, e quindi per riflesso di tutta la Costa Toscana, e così facendo ha creato dal nulla una categoria di vini oggi famosissima, quella dei Supertuscan. Non solo, ma con annate mitiche quali ad esempio la 1968 e la 1985, il Sassicaia ha contribuito a conseguire le più alte valutazioni alle aste di tutto il mondo». Veronafiere e Vinitaly sono felici di potere dare il giusto riconoscimento a questa importante azienda vinicola italiana e al suo magnifico vino bandiera, il Sassicaia, che nel 2017 celebra il cinquantenario dalla prima annata immessa in commercio con il debutto della collaborazione con Giacomo Tachis, con un grand Tasting proprio a Vinitaly (martedì 11 aprile, riservato). Nel corso della serata di Gala in Arena che precede l’inaugurazione di Vinitaly, oltre alla consegna del Premio Internazionale Vinitaly, proclamazione anche del vincitore del Premio Communicator of the year, istituito in collaborazione con l’IWSC – International Wine and Spirit Competition. Il premio dà un riconoscimento a una persona o a un’organizzazione le cui abilità comunicative abbiano fortemente contribuito a promuovere ed incrementare la consapevolezza e l’interesse del pubblico rispetto al vino e agli spirits negli ultimi 12 mesi. Il vincitore riceverà, come di consueto, il premio a Londra nel novembre prossimo. Communicator of the year 2017 è Joe Fattorini, noto giornalista/broadcaster/wine educator britannico, protagonista, durante Vinitaly, della degustazione “A Story Book of Wine – l’affascinante storia del vino” (domenica 9 aprile, ore 15). Queste le motivazioni del riconoscimento: «Con il suo programma The Wine Show, trasmesso su ITV 1, nel 2016 ha portato gli spettatori e gli appassionati a conoscere il mondo del vino. Il suo programma viene seguito in 109 Paesi e con questa audience è entrato nel prestigioso club di 100 Most Influential People in Wine».

CON SCHATZITALY TOUR VENETO ENOGASTRONOMICO

Visitare vigneti e cantine per scoprire chi, nel Vicentino e nel Veronese, punta sulla viticoltura biologica e biodinamica, cura con grande fatica filari abbarbicati su muretti a secco e chi propone originali vini vegani. E’ quanto si potrà vivere partecipando agli appuntamenti intitolati “Dalla Vigna al Bicchiere”, che hanno preso il via sabato 25 marzo, a Gambellara, nella Tenuta Natalina Grandi. Per inaugurare l’iniziativa Marta De Anna – ideatrice della rassegna e fondatrice di Schatzitaly, realtà vicentina specializzata in turismo esperienziale – non si è fatta sfuggire l’occasione di approfittare dell’entusiasmo che scaturisce da una cantina dove si sta sperimentando una “nuova agricoltura”: “Da due anni la storica realtà gambellarese Tenuta Natalina Grandi lavora in biologico. Chi meglio del giovane titolare Luca Framarin – continua Marta De Anna – avrebbe potuto descrivere le sfide di una simile decisione e le sue più evidenti conseguenze in termini di benessere della pianta e salubrità del vino prodotto?”.  Quelli proposti da Marta De Anna saranno, come recita il sottotitolo della rassegna, “Percorsi di terra e di vino alla scoperta di una nuova viticoltura”: ampio spazio, dunque, alla visita dei vigneti, cuore pulsante di ogni azienda vitivinicola che si rispetti e occhi puntati alla valorizzazione dell’operato di chi, con coscienza ed ingegno, si dedica ad una viticoltura non tradizionale, sia essa biologica, biodinamica, vegana o eroica. “E’ stata quasi una sorpresa scoprire quanti viticoltori del nostro territorio abbiano progetti vitivinicoli alternativi. Dopo il primo appuntamento ci recheremo infatti, il 29 aprile, a Trissino nell’Azienda Agricola di Gianfranco Masiero che, da più di dieci anni, ha “sposato” la viticoltura biodinamica e oggi produce vini frutto del prezioso equilibrio olistico che, insieme alla figlia Giulia, ha creato nei suoi terreni” spiega Marta De Anna. A maggio la rassegna farà tappa nella DOC Breganze, per un appuntamento eccezionale: la neo nata Azienda Vitivinicola Biologica Boscodivino a San Giorgio in Perlena aprirà per la prima volta le porte al pubblico e farà assaggiare ai partecipanti, in anteprima esclusiva, la prima produzione di vino vegano della provincia di Vicenza.  A giugno un’incursione a Brognoligo di Monteforte d’Alpone, nel cuore del Soave, condurrà i partecipanti alla scoperta della “viticoltura eroica”: quella de “Le Battistelle” è certificata Cervim (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana). “Il logo “Viticoltura eroica” che appare sulle etichette dei nostri cru Battistelle e Roccolo del Durlo – racconta Cristina Dal Bosco – sta ad indicare il duro lavoro che la produzione di questi vini richiede. Si tratta di vigneti situati su pendii ripidi, dove la meccanizzazione è impossibile da praticare e di conseguenza i costi di manodopera sono più alti che altrove”. E quando si chiede cosa significhi coltivare un vigneto eroico, Gelmino Dal Bosco non ha dubbi: “vuol dire partecipare alla conservazione dell’ambiente, tutelandone il paesaggio e mantenendo tecniche di lavorazione che sono frutto di una lunga tradizione”. Gli eventi sono tutti prenotabili sul sito http://www.turismo-enogastronomico.com, dove gli appassionati potranno anche restare informati su altre originali iniziative proposte come, solo per dare un’anticipazione per il programma previsto dopo la pausa estiva, la possibilità di vivere in prima persona l’esperienza della vendemmia.