TERRE DI SAN VENANZIO FORTUNATO VENDEMMIA SUCCESSI

Gabriele Gregolo e Monica Ganz

Terre di San Venanzio Fortunato, grazie ai nuovi riconoscimenti conseguiti a livello regionale e nazionale, si conferma al top delle case spumantistiche nella denominazione Valdobbiadene Conegliano Prosecco Superiore. A conquistare prestigiosi premi è lo Spumante Superiore di Cartizze Brut 2016, un vino moderno che si distacca dalle “tradizionali” versioni del “Gran Cru” della Docg: “molto bilanciato, morbido, frutto di fermentazioni molto lente, floralità particolarmente marcata, finezza del perlage, spuma finissima, bocca pulita e piacevole estremamente misurato rispetto al Dry, la tipologia con cui è più noto il Cartizze, risultato che denota un buon lavoro in cantina”. Lo affermano gli assaggiatori dell’Associazione Italiana Sommelier del Veneto, nel conferirgli il titolo di “Miglior spumante Metodo Charmat” della Guida ai Vini del Veneto “Vinetia 2018“. Il Cartizze Brut Terre di San Venanzio era tra i sette vini ritenuti le migliori espressioni della enologia veneta- Gli è stato assegnato il Premio Fero tipologia Charmat, ritirato da Gabriele Gregolo e Monica Ganz, titolari dell’azienda vinicola dedicata al grande poeta della latinità, figlio della terra di Valdobbiadene e protagonista della cultura europea del VI secolo. Ma il Superiore di Cartizze 2016 si attesta anche tra le migliori etichette italiane selezionate da “Vitae 2018”, che ha premiato il Cartizze Brut Terre di San Venanzio Fortunato con il simbolo delle 4 Viti, il massimo punteggio assegnato ad un vino dai sommelier di AIS Italia nella loro “Bibbia” enologica. Gabriele e Monica condividono i premi con tutta la grande squadra della casa spumantistica di Valdobbiadene, a partire dall’enologo Luca Antiga, che ha saputo ben interpretare la filosofia aziendale di produrre spumanti inediti, ottenuti da uva Glera in purezza. “Il nostro Cartizze Brut 2016 sta conquistando assaggiatori, sommelier, consumatori e ristoratori”, sottolineano “La base della nostra passione è proprio la estrema ricerca della qualità”. Nel corso dell’anno sono state molte le soddisfazioni raccolte: – Gran Fascetta d’Oro 2017 (per il secondo anno consecutivo) al Prosecco Superiore di Cartizze Brut, per il punteggio più alto in assoluto conseguito nel concorso enologico della Primavera del Prosecco Docg, organizzato da Assoenologi Veneto. A cui si aggiunge l’oro per il Valdobbiadene Docg Brut Demi Long. – La Corona d’oro della Guida “Vini Buoni d’Italia” 2018 edita dal Touring Club per il Cartizze Superiore Brut – Le 5StarWines 90 al Vinitaly 2017 (Verona), conferito al Valdobbiadene Cartizze Superiore Dry – La Medaglia d’Oro 91+, riconoscimento della Guida Gilbert & Gaillard al Cartizze Brut, e l’Oro al Valdobbiadene Docg Brut Demi Long – Il prestigioso Silver ai Decanter World Wine Awards (Londra) per il Valdobbiadene Docg Brut Demi Long.

 

 

 

Annunci

GRANDE ANTEPRIMA DEI RISTORANTI DEL RADICCHIO

Il Consorzio Ristoranti del Radicchio riapre la stagione che valorizza il Radicchio rosso di Treviso e il Variegato di Castelfranco IGP e si gemella con i sapori dell’Umbria. Dopo la partecipazione con un proprio stand alla 38esima Mostra del Tartufo Bianco di Città di Castello (PG), il gruppo, presieduto da Egidio Fior, si presenta ai buongustai trevigiani martedì 7 novembre (ore 20), nell’anteprima della rassegna “Da novembre a febbraio a tavola nei Ristoranti del Radicchio” , organizzata con la collaborazione del Best Western Premier BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso. La famiglia Basso ha messo a disposizione il proprio complesso alberghiero per allestire l’evento a ridosso della Tiramisù World Cup (3 -5 novembre) e dare così una linea di continuità tra il radicchio rosso, il Tiramisù e il Prosecco, tris di eccellenze della Marca Trevigiana. “I Ristoranti del Radicchio incontrano l’Umbria. Dieci chef per dieci vini” è il tema del percorso gastronomico di degustazione tra isole del gusto, presidiate dagli chef del Consorzio e da Riccardo Aliceto del Divino Osteria Trevigiana, ristorante del BHR. L’Umbria, regione ricca di sapori e tradizioni gastronomiche, sarà rappresentata da Giorgione Barchiesi, noto cuoco, scrittore, gastronomo, ristoratore e conduttore di Gambero Rosso Channel, presente con una troupe. Giorgione si esibirà in sala nella preparazione di due piatti con le nuove selezioni di grani pregiati e Senatore Cappelli Pasta Zara. Ecco il menu delle isole del gusto: Aperitivo di benvenuto con fritto di pesce e verdurine Le Papere,  Porchetta di storione con Radicchio di IGP e aria di balsamico; Risotto con radicchio rosso e tartufo nero; Crema di fagioli Borlotto Nano Levada e radicchio IGP all’aceto rosso di casa; Cotechino e gambero con spuma di patate e cren; Tortelli ripieni di cotechino, spuma tartufata e radicchio rosso di Treviso IGP; Carpaccio di Chianina marinato su lettino di tardivo IGP; Oca in saor di radicchio; Guancia di manzo brasata al Raboso con radicchio; Radicchio marinato con scaglie di Stravecchio del Piave; Arista di maiale; Composizione morbida del Fiore rosso di Treviso,foies gras, mele e caramello Gran finale di caldarroste. Ogni piatto sarà abbinato ai vini di aziende del Veneto, Trentino Alto Adige e Austria: Viticoltori Ponte, Ca’ Bertaldo, Cantine Lavis, Az. Agr. Giorgio Cecchetto, Sigma Wine, Az. Agr. Amadio di Simone Rech, Montelvini, Astoria, Tenuta Santomè. Completano il percorso i formaggi Latterie Venete e Confetture del Sorriso, il poker di tiramisù della pasticceria Moralberti, il gelato artigianale di Pedro Eis, i distillati, gin e rum della Distilleria Bonaventura Maschio, Figulì le Foglie di Visnadello, i Bibanesi, Acqua Minerale San Benedetto. Infine, i Ristoranti del Radicchio consegneranno uno speciale riconoscimento ai primi tre classificati della Tiramisù World Cup. Costo del percorso 60 euro a persona, in omaggio il calice per i vini; informazioni e prenotazioni BHR Hotel tel. 0422/3730 – http://www.ristorantidelradicchio.it.

LA RASSEGNA

“Da Novembre a febbraio a tavola nei Ristoranti del Radicchio”.  Il calendario della rassegna 2017/2018: Hotel Fior di Castelfranco Veneto (TV) lunedì 13 novembre Radicchio d’Oro serata evento; ristorante Fior di Salvarosa di Castelfranco (TV) da lunedì 13 a domenica 19 novembre; ristorante Albertini di Visnadello di Villorba (TV) da lunedì 20 a domenica 26 novembre; ristorante alla Pasina di Dosson di Casier (TV) da lunedì 27 novembre a domenica 3 dicembre; Locanda San Lorenzo di Puos d’Alpago (BL) da lunedì 4 a domenica 10 dicembre; ristorante San Martino di Rio San Martino – Scorzè (VE) da lunedì 8 a domenica 14 gennaio; ristorante Al Migò di Treviso da lunedì 15 a domenica 21 gennaio; Locanda “Cappello” di Mel (BL) da lunedì 22 a domenica 28 gennaio; ristorante da Gerry di Monfumo (TV) da lunedì 29 gennaio a domenica 4 febbraio; Antico Podere dei Conti di Susegana (TV) da lunedì 5 a domenica 11 febbraio. Dolci tentazioni: Dolcefreddo Moralberti di Candelù di Maserada (TV); Cremerie Pedro Eis di Castelfranco Veneto (TV). Info e prenotazioni: http://www.ristorantidelradicchio.it

RIO SAN MARTINO (VENEZIA) PRONTA AD ACCOGLIERE LA FESTA DEL RADICCHIO

Scatterà venerdì 3 novembre la Festa del Radicchio di Rio Martino, classico appuntamento di metà autunno organizzato dalla Pro Loco di Scorzè.

Una manifestazione frutto del lavoro di tante realtà impegnate a valorizzare un patrimonio composto da identità storica, culturale, ambientale, economica e sociale sviluppata in oltre un secolo di produzione delle tipiche cicorie. Un tesoro messo in evidenza dalle Pro Loco, dal  Consorzio di Tutela e dalla Strada del Radicchio di Treviso e Variegato di Castelfranco che grazie ad un’offerta turistica integrata ha saputo valorizzare tutte le qualità del territorio. Tra gli ingredienti principali che daranno vita alla 36esima Festa del Radicchio non mancherà la solidarietà, tante le iniziative a scopo benefico che saranno proposte durante i 13 giorni che animeranno Rio San Marino. Una manifestazione che nelle scorse edizioni ha contato più di 70 mila visitatori e che ogni anno è punto d’incontro tra produttori e consumatori, sempre più attenti alla qualità dei prodotti messi in tavola. Ripensato per questa edizione anche il nuovo packaging che valorizzerà il pregiato fiore d’inverno. Un rinnovamento che ha trovato pieno accordo con il Consorzio del Radicchio Rosso di Treviso Igp che guarda con ammirazione le iniziative rivolte a valorizzare il marchio di tutela. Un evento che alzerà il sipario venerdì 3 novembre con il concerto di Pupo e che sarà inaugurato ufficialmente domenica 5 novembre alle ore 10 con la presenza del conduttore di Rete 4 Luca Sardella.

Sarà festeggiata proprio in questa occasione anche il decimo anniversario de “La strada incontra”, circuito di iniziative volte allo sviluppo di sinergie tra le varie realtà situate nel territorio. Un’iniziativa sviluppata dalla Strada del Radicchio di Treviso e Variegato di Castelfranco attorno alla zona di produzione delle pregiate varietà tutelate a Indicazione Geografica Protetta dall’Unione Europea a partire dal 1996. Un’associazione che negli anni ha coinvolto oltre 30 aziende produttrici, 8 operatori turistici e una quindicina di ristoranti e alberghi dove poter gustare le pregiate varietà. Proprio a Rio San Martino, venerdì 17 novembre, la Strada del Radicchio festeggerà con un poker di prodotti Igp, tra questi oltre al radicchio anche l’insalata Lusia, il Fagiolo di Lamon e i Marroni del Monfenera. Un tripudio di gusti che testimonieranno la ricchezza del territorio e che saranno abbinati nelle proposte enogastronomiche preparate dalla Pro Loco e dai protagonisti dell’alta cucina. Visitabile durante i giorni della mostra anche Cenacoli d’arte, esposizione d’arte contemporanea, organizzata da La Strada del Radicchio in collaborazione con Tantarte che ha selezionato per l’occasione importanti artisti internazionali. La 36° Festa del Radicchio di Treviso inoltre darà il via alla rassegna Fiori D’inverno, cartellone promosso da Unpli Treviso che racchiude tutti gli eventi che le Pro Loco dedicano al territorio e alle tradizioni. Un programma che conta in totale dieci eventi e che terrà banco tra le province di Treviso e Venezia fino a marzo 2018.

La manifestazione che punta i riflettori sulla varietà precoce del Radicchio Rosso di Treviso Igp ma che dedica tanta attenzione anche ai prodotti biologici ed ecocompatibili, oltre che a particolari varietà come la Patata dolce americana, dedicata a quest’ultima una sezione inaugurata sempre nella giornata di domenica 5 novembre. Protagonista indiscussa del secondo fine settimana, temperature permettendo, sarà invece la varietà tardiva del Radicchio Rosso di Treviso Igp che sarà finalmente raccolto dopo le prime gelate autunnali. Spazio inoltre ai kiwi con la 29esima mostra dedicata.

A dare il via agli appuntamenti dedicati all’alta cucina ci penserà il Galà di San Martino, una serata gastronomica a tema realizzata in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Alberini di Treviso prevista mercoledì 8 novembre. Giovedì 16 novembre invece l’Unione Cuochi del Veneto darà vita a una cena dal titolo “A tavola con il gusto della solidarietà” dove sarà servito un tripudio di specialità che renderanno omaggio alle pregiate varietà Igp. Grazie alla preziosa collaborazione con le pasticcerie del territorio la Pro Loco ha riconfermato anche per questa edizione la fortunata iniziativa Rio Dolce, mostra mercato di capolavori dolciari, che si terrà giovedì 16 novembre e il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza.

Nella giornata inaugurale di domenica 5 novembre, da non perdere l’esibizione del corpo bandieristico di Sona (Verona), lo spettacolo equestre e l’esibizione di ginnastica artistica. Nella serata di sabato 11 novembre spazio invece alle pratiche di Ren Bu Kan Karate di Peseggia. Confermato nuovamente dopo il successo delle scorse edizioni Rio’s Got Talent, competizione tra talenti che vedrà l’esibirsi di decine di partecipanti pronti a rendere note le loro abilità. Una serata, quella di sabato 19 novembre, che oltre a garantire tante risate devolverà tutto il ricavato in beneficenza. Celebrato sempre in questa edizione anche il decimo anniversario anche per il Concorso Gastronomico per Istituti Alberghieri che verrà presentato dalla conduttrice Veronica Maya domenica 19 novembre alle 11.

“TENUTA LA SPIGA” DI ERACLEA (VENEZIA), DOVE L’ECCELLENZA DELLE NOCI DA FRUTTO È DI CASA

In un ambiente paesaggistico ancora incontaminato, nato da un angolo di campagna del Veneto Orientale bonificato nel secolo scorso, ad un passo dalla laguna di Caorle (Venezia) immortalata da Ernst Hemingway, con i suoi caratteristici casoni e la sua attività peschereccia e turistica, nasce a Eraclea nei primi anni del Novecento “Tenuta La Spiga”, culla del progetto “Cuor di Noce”. Quest’angolo di paradiso è condotto da un secolo dalla famiglia veneziana Gaggia (ieri il bisnonno Achille, oggi Alessandro), che l’ha trasformata in un modello per il settore agricolo. Oggi “Tenuta La Spiga” è un’azienda poliedrica: non solo si coltivano nocciole, cereali, mais, grano e soia e si produce il Prosecco, vino simbolo del Veneto enoico nel mondo, ma la specializzazione è arrivata soprattutto nella coltivazione delle noci da frutto: Lara e Chandler.

Ecco perché “Cuor di Noce”: una vocazione precisa e specifica, e una passione viscerale, che ha radici lontane nel tempo ma occhi attenti e curiosi rivolti al futuro.

L’idea di acquistare la tenuta fu del bisnonno Achille. La bonifica restituì 3.650 ettari da coltivare: chi si fosse recato in quei tempi alla “Tenuta La Spiga”, avrebbe trovato più di 800 mezzadri a lavorare con passione e fatica nei campi, e svariate case coloniche nelle quali vivevano in serenità con le loro numerose famiglie. Si allevavano faraone, tacchini, mucche da latte, si coltivava il vigneto, e poi mele, pere, tabacco, mais, barbabietola da zucchero, soia, frumento, colza, tritticale. Il fattore con il cavallo bianco era il guardiano dei campi e coordinava scrupolosamente i laboriosi contadini. Era un “piccolo mondo antico”, dove la vita scorreva lenta, secondo i ritmi delle stagioni e della natura, lavorando e faticando dalle albe assonnate ai tramonti infuocati.

Il passare del tempo ha lasciato pian piano il posto a un’azienda moderna e tecnologica, che negli anni si è dedicata a nuove colture, ma sempre tenendo ben saldo l’obiettivo di valorizzare il territorio e curare l’impatto ambientale.

L’azienda agricola si inserisce in perfetta armonia con il territorio circostante: rispetto e tutela della natura, salvaguardia della flora e della fauna autoctona sono criteri fondamentali su cui si basa l’etica di Alessandro Gaggia.

Il Veneto investe da molti anni nella nocicoltura. In regione sono coltivati 757 ettari che rendono ogni anno 3.150 tonnellate, in decisa crescita rispetto a qualche anno fa. La varietà più diffusa è Lara, seguita da Chandler e Tulare. In particolare, la provincia di Venezia è la capitale regionale della noce, con 295 ettari coltivati (39 per cento del totale regionale) e un raccolto di 1.165 tonnellate l’anno.

Il 40 per cento di questi 295 ettari appartengono a “Tenuta La Spiga”: un totale di 120 ettari, che ne fa la prima azienda privata produttrice di noci in Italia. Nel 1993 si decise di intraprendere solo la coltivazione delle noci, specializzandosi in questo settore. All’inizio si partì con la noce feltrina, dal calibro piccolo, gusto dolce e rotondo. Poi si è passati alla varietà Lara, con calibri superiori alla media, che si raccoglie in Italia tra la fine di settembre e metà ottobre. Ha colore marrone chiaro, guscio ruvido e tondeggiante e un gheriglio di eccellente qualità. A questa varietà, si è aggiunta pochi anni dopo la Chandler, molto conosciuta e diffusa in tutto il mondo. Oggi si coltivano 90 ettari di noce Lara e 30 ettari di noce Chandler.

Oggi l’azienda si è concentrata su due filoni produttivi: il prodotto fresco, essiccato sui graticci all’aria aperta, che viene venduto appena finita la raccolta, dalla fine di settembre a novembre, e il prodotto essiccato.

La noce è un prodotto genuino, salutare e versatile. Contiene un alto valore di acido linolenico, l’Omega 3 indispensabile per il benessere del corpo, ed è particolarmente indicata per la salute del cuore e la cura del diabete, ha importanti proprietà antitumorali e mantiene basso il colesterolo nel sangue. E’ adatta per chi ha una dieta vegetariana o vegana, povera di proteine, per chi fa sport (vitamine B1 e B2, vitamina E), e per le donne in gravidanza (acido folico); contiene calcio, proteine, fibre, magnesio e fosforo, e inoltre importanti sali minerali come potassio, ferro e magnesio. Inoltre è un prodotto che si presta a svariate possibilità di creazioni in cucina, dall’antipasto al primo piatto al dolce, facendo la gioia degli chef più creativi e degli appassionati di cucina. Basti citare il pesto di noci, le sfiziose insalate, gli abbinamenti con carni e pesci pregiati, i pasticcini e le torte. Una selezione di ricette su http://www.cuordinoce.it.

Per il futuro, l’azienda, uscita nel 2016 dalla cooperativa Il Noceto, punterà molto sugli investimenti. Il primo, e più importante, in realtà è già terminato: la costruzione di un nuovo centro di lavorazione, essiccazione, stoccaggio e vendita.

All’interno della “Tenuta La Spiga” si trova il punto vendita, aperto tutti i giorni esclusa la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18., compreso il sabato mattina fino a Natale dalle 9 alle 12. Qui sono in vendita le noci secche e una linea di prodotti legati alle noci: il classico Nocino (da 200 e 500 millilitri), i biscotti per una colazione completa e nutriente, il Prosecco prodotto nei vigneti di proprietà, nocciole e varie ghiottonerie (cioccolata e miele).

L’azienda si sta strutturando per organizzare visite guidate, anche in inglese, per offrire al turista balneare e ai numerosi visitatori attratti dalle città d’arte vicine la possibilità di scoprire un prezioso angolo di campagna veneta e un’azienda agricola all’avanguardia.

GUIDA VENEZIE A TAVOLA: AL CJASAL RISTORANTE EMERGENTE

Elena Falliero con Stefano e Mattia Manias. Fra i due fratelli Gianni Tessari

È la trattoria Al Cjasal di San Michele al Tagliamento (VE) il ristorante emergente dell’anno selezionato dal critico gastronomico Luigi Costa e premiato dall’azienda agricola Giannitessari di Roncà (VR). Il premio è stato consegnato dallo stesso Tessari a Stefano e Mattia Manias ed Elena Falliero, gestori del locale, in occasione della presentazione dell’ottava edizione della guida Venezie a Tavola. Con oltre 150 ristoranti e 50 tra vini e prodotti artigianali, la guida pubblicata da Venezie Post anche quest’anno conduce alla scoperta delle eccellenze gastronomiche di una vasta regione che si estende dall’Alto Adige all’Istria. “Giovani talenti ricchi di promesse che hanno struttura, sguardo all’orizzonte e profondità di ricerca” ha spiegato Costa, nella cui carriera ha scovato decine di talenti in cucina. E tale sembra essere il destino dei fratelli Manias e della pasticcera Elena Falliero che da quattro anni gestiscono il locale di famiglia dopo aver fatto esperienza nei ristoranti degli Alajmo e da Bartolini. Oggi propongono un ambiente caldo e accogliente con una formula del tutto originale: dello stesso piatto si può prendere la porzione, la mezza porzione, oppure il cicchetto. “La cena può diventare un lungo aperitivo, in cui provare decine di assaggi, abbinando ogni boccone ad un calice di vino” spiega Stefano Manias. Una cucina certamente informale che non trascura però la qualità delle materie prime. Come quelle dell’orto, coltivato personalmente da Mattia. “Informalità e pragmatismo – spiega Gianni Tessari, titolare dell’omonima azienda agricola – sono questi gli elementi che mi fanno sentire particolarmente in sintonia con questi giovani chef che sono onorato di premiare. Anche a me piace andare alla sostanza delle cose, abbandonando inutili formalismi che il mondo del vino e quello della ristorazione devono oggi più che mai superare”. Una strada che Gianni Tessari persegue attraverso vini in grado di coniugare piacevolezza e carattere. Tre i territori e le denominazioni nelle quali l’azienda opera: Lessini Durello di cui rappresenta uno dei principali produttori della versione Metodo Classico, Soave per i vini bianchi e Colli Berici per i vini da vitigni a bacca rossa. Circa 55 gli ettari di vigneto distribuiti nelle tre DOC tra le province di Verona e Vicenza, una moderna cantina con circa 7.000 metri e 350.000 bottiglie prodotte, per un totale di quindici etichette.
.

DA FANIO A CONCORDIA SAGITTARIA. NON SOLO HOSTARIA

Luigi Bergamo

Marco Bergamo

Francesco Bergamo

Lucia Scottà e Massimiliano Moro

 

 

 

 

 

 

 

 

La cucina

 

 

Il bancone

 

La sala ristorante

Che tu sia solo o in compagnia, se arrivi intorno a mezzogiorno da Fanio, trovi sicuramente qualcuno che ti mette un bicchiere di vino in mano, in questo ha la sua funzione di social-wine. L’ Hosteria Ristorante da Fanio nasce come bar al centro di Concordia Sagittaria (VE), fronte Cattedrale. E’ Anna Falcon moglie di Giuseppe (nonni dell’attuale proprietario Gigi) che nel lontano 1948 inizia la storica attività. Giuseppe possedeva dei vigneti e produceva vino che vendeva poi nella vicina Portogruaro, quindi servire il vino prodotto dal marito ai viandanti, per Anna era la scelta più naturale. Da subito però (era il 1952), fu il figlio Epifanio (rientrato dall’Africa) a prendere le redini dell’osteria allora Bar Sport, ma da tutti conosciuta con il diminutivo del gestore Fanio, il quale affiancato dalla sorella Alba, consolida l’attività favorito anche dalla posizione, aggiungendo una sala per i pranzi e delle camere. Nel 1967 è il figlio Luigi che affianca Fanio nella gestione dell’attività. Nel 2004, quando entrano a far parte dello staff i figli Marco e Francesco, L’Hostaria da Fanio prende nuovo slancio curando con maggiore attenzione la ristorazione dove ai fornelli nel frattempo è arrivata mamma Lucia Scottà. Il ristorante offre una cucina tradizionale, rivolgendo la massima attenzione verso la qualità delle materie prime, viene data maggiore attenzione alla cantina, con un’ampia selezione di vini locali, nazionali ed internazionali. Quando nel 2005 arriva in cucina lo chef Massimiliano Moro, Fanio inizia ad ottenere riscontri sempre con maggior frequenza, ottenendo ottimi risultati anche in concorsi gastronomici. I piatti che  il ristorante Fanio oggi propone, sono piatti della cucina tradizionale locale e del Veneto Orientale, dove viene data la massima importanza alla scelta dei prodotti del territorio, selezionati per la loro qualità, Max li elabora con cura amorevole, sempre alla continua ricerca di nuovi accostamenti. In ogni momento dell’anno si trovano sempre i suoi piatti di pesce, quello arrivato il mattino, appena pescato. Non si può non assaggiare gli antipasti di pesce, crudi o cotti che siano, ed i primi piatti tra i quali gli spaghetti con gli zotoli. E non si può finire il pasto senza aver assaggiato  i suoi dolci, sempre ricercati e mai banali. Il banco dell’hostaria oltre ad offrire le migliori selezioni di vini, propone di continuo stuzzichini caldi che arrivano di continuo dalla cucina. Insomma è un buon punto d’incontro e di socializzazione per la gente del posto.

Luciano Favro

Tartare di gamberi, avocado e burrata, pomodorino confit, caviale, patè di olive taggiasche e salsa agrodolce

Uovo fritto su salsa di mirtilli neri con lamelle di porcino crudo, calamari spillo fritti e grattugiata di tonno

Quenelle di baccalà mantecato su specchio di borlotti scritti DOP Loncon con salsa di cipolla rossa e amarene, patè di olive taggiasche, pomodorini secchi e briciole di pane tostato

Spaghetti di grano duro con zotoli nostrani spadellati

Anguilla arrostita con crema di melanzane viola e lavanda, salsa di rape rosse e mirtilli con linguine di patate rosse fritte e cialda di polenta al nero di seppia

Sfogliatina con crema pasticcera alla vaniglia e ganache di cioccolato

 

 

VINETIA 2018: LA GUIDA CHE PREMIA L’IMPEGNO PER LA QUALITÀ

Non una semplice guida enologica del Veneto ma un vero strumento dedicato al turismo enogastronomico della regione. È questo quanto emerso durante la presentazione ufficiale di Vinetia, l’unica guida ai vini del Veneto, arrivata alla quarta edizione.

Durante la conferenza stampa, il presidente Ais regionale Marco Aldegheri ha annunciato la collaborazione con Regione Veneto, che metterà a disposizione dei propri internauti la guida Vinetia tramite un link permanente sia sul suo portale che sulla piattaforma del turismo.

Una guida che ha fatto della trasparenza la prima regola, con sessioni di degustazioni aperte a chiunque voglia assistere e dati finali a disposizione dei produttori. Vinetia non è un volume cartaceo ma un documento consultabile sulla rete e che, grazie alla sua semplicità e immediatezza, riesce a raggiungere chiunque e dovunque.

L’edizione 2018 riserva però molte altre novità, come gli abbinamenti veri e propri, grazie alla collaborazione col network Ristoranti che Passione. In guida sono già disponibili più di 2.000 proposte di abbinamento, di cui 767 firmate da ristorante aderenti al network, dove è possibile collegarsi direttamente dalla guida grazie a un link attivo. Da quest’anno, inoltre, per tutti i vini premiati con la massima valutazione dei 4 Rosoni sarà disponibile un sigillo adesivo da apporre sulla bottiglia. Infine, è stata ulteriormente migliorata l’interfaccia grafica con una nuova rappresentazione del profilo degustativo di ogni singolo vino che aiuterà l’utente a leggere in modo più immediato i punti di forza di ogni etichetta.

Tanti anche i prossimi obiettivi, come la possibilità di realizzare e pubblicare, per le aziende che lo desiderano, dei brevi video di presentazione dell’azienda, un servizio che sarà attivato prossimamente. Inoltre, dal 2018 sarà disponibile una nuova interfaccia per le aziende registrate che, oltre a mettere a disposizione i dati raccolti nelle valutazioni Ais Veneto, offrirà alcuni servizi utili per azioni di marketing.

La giornata si è conclusa con l’assegnazione del Premio Speciale, riconoscimento alle migliori espressioni dell’enologia veneta, cui è seguita la degustazione delle sette etichette premiate. Miglior Vino Spumante Metodo Charmat; Valdobbiadene Prosecco Spumante Superiore di Cartizze Brut 2016 (Terre di San Venanzio Fortunato); Miglior Vino Spumante Metodo Classico: Brut Tre Vsq (Buvoli – Opificio Pinot Nero); Miglior Vino Rosato: Bardolino Chiaretto Classico 2016 (Righetti Enzo); Miglior Vino Bianco; Ca’ Del Magro 2015 Bianco di Custoza Doc (Monte del Fra’); Miglior Vino Rosso: Casara Roveri 2015 Veneto Cabernet Igt (Dal Maso);  Miglior Vino Rosso da Invecchiamento: Vigneto Di Monte Lodoleta 2012 Amarone della Valpolicella Docg (Romano Dal Forno); Miglior Vino da Dessert: Piera Dolza 2013 Colli di Conegliano Torchiato di Fregona Docg (Cantina Produttori Fregona).

MARTEDÌ 10 OTTOBRE 2017, CHEFS’ CUP CONTEST ALL’ANTINOO’S LOUNGE & RESTAURANT DI VENEZIA

Martedì 10 ottobre alle 20, il Sina Chef’s Cup Contest fa tappa all’Antinoo’s Lounge & Restaurant di Venezia, il ristorante del Sina Centurion Palace cinque stelle lusso della Sina Hotels. Saranno protagonisti gli chef Massimo Viglietti (Enoteca Achilli al Parlamento di Roma) e Riccardo Bassetti (Il Porticciolo a Laveno Mombello, Varese). Chef Resident sarà Massimo Livan. Ecco le ricette che proporranno in gara: Bassetti preparerà il “Gambero rosso ispirato a Valentino”, Livan il “Risotto con patate aromatizzate alla maggiorana con polvere di pancetta affumicata e tartufo”; seguirà il secondo piatto preparato sempre da Livan: “Trancio di rombo con panure al mandarino su crema di topinambur e gocce di riduzione di lampone”. Chiuderà il dessert di Viglietti, ossia la “Crema di banana con cioccolato bianco e caviale”, ispirato a Jean Paul Gaultier”. I vini sono di Cantine San Marzano.

Il costo della cena, con quattro portate, è di 90 euro vini inclusi (per informazioni chiamare lo 041-34281, sinacenturionpalace@sinahotels.com).

Dopo Venezia il Sina Chefs’ Cup Contest, giunto alla quinta edizione, farà tappa, martedì 7 novembre 2017, al Sina De La Ville di  Milano. Infatti, palcoscenico d’eccellenza del Contest, sono gli alberghi del gruppo Sina Hotels, interpreti della tradizione squisitamente italiana fatta di storia, cultura, arte, lusso ed eccellenza.  Sina Villa Medici a Firenze, Sina Bernini Bristol a Roma, Sina Centurion Palace e Sina Palazzo Sant’Angelo a Venezia, Sina Brufani a Perugia, Sina Villa Matilde a Romano Canavese (Torino), Sina The Gray e Sina De la Ville a Milano, Sina Maria Luigia a Parma, Sina Astor a Viareggio, Bellevue Suites & Spa a Cortina d’Ampezzo di Sorgente Group rappresentano l’universo dell’ospitalità italiana.

Finora hanno ottenuto il massimo del punteggio le coppie Daniele Repetti con Roberto Proto e Kotaro Noda con Alessandro Breda, arrivati a pari merito.

Nel corso delle serate della Sina Chefs’ Cup Contest, gli chef hanno il compito di creare le loro ricette originali, ispirate appunto quest’anno alla moda: stili, tendenze, capi, colori e consistenze di tessuti che hanno fatto la storia del costume. Celebri stilisti e abiti amati in tutto il mondo, vengono trasformati in profumo e gusto, grazie alla maestria e creatività degli Chef nonché all’uso di materie prime di qualità e attenzione al bio.

Al termine di ogni serata, la giuria si esprime secondo i parametri di aderenza al tema scelto, complicità di coppia, bontà del piatto, rapporto qualità/prezzo, valore estetico/artistico. La coppia di finalisti poi volerà a Londra dove si affronterà, affiancata da Chef internazionali.

UN MESE DI CASTAGNE, BARDOLINO E MONTE VERONESE

Da giovedì 12 ottobre a domenica 12 novembre torna a San Zeno di Montagna (VR), per la ventesima edizione, San Zeno Castagne, Bardolino & Monte Veronese. Un mese interamente dedicato ai prodotti tipici del territorio baldense, tra cui spiccano tre grandi protagonisti: le castagne, il vino Bardolino e il formaggio Monte Veronese che vengono proposti all’interno di cinque menù degustazione, realizzati da altrettanti ristoranti della zona, Al Cacciatore, Bellavista, Costabella, Sole e Taverna Kus. Ognuno di loro proporrà un menù composto da sei o sette portate con pietanze tradizionali che lasceranno però spazio anche alla modernità. Ad accompagnare tutti i piatti sarà il Bardolino, vino che è piena espressione del territorio che circonda il Lago di Garda. Di colore rosso rubino, il Bardolino ha un sapore delicato e fruttato, con note di ciliegia, marasca, fragola e spezie, che gli permette di essere facilmente abbinato ai piatti tipici della cucina all’italiana, in particolare quelli legati alla tradizione del monte Baldo. Tra i piatti proposti dai ristoratori spicca il minestrone di marroni dop, il cui periodo di raccolta cade proprio nel mese della manifestazione. Nei secondi piatti viene dato particolare spazio alle castagne, proposte prevalentemente in abbinamento alla carne. Non manca un secondo per vegetariani: zucchina tonda con ripieno di castagne, formaggio e farro su crema di rapa rossa. Anche il Monte Veronese, formaggio dop tipico del Monte Baldo dei territori della Lessinia e della fascia collinare prealpina veronese, è presentato in diverse varianti: a scaglie, in salsa abbinato all’orzotto o in accostamento alla polenta di castagne. Da citare anche i dessert, che mostrano la versatilità delle castagne nella preparazione dei dolci: le cinque diverse interpretazioni degli chef spaziano da un semifreddo di castagne e cioccolato, alla bavarese di castagne, fino ad una cheesecake al marron glacé e pistacchi. I prezzi dei vari menù vanno dai 35 ai 48 euro e comprendono una bottiglia di Bardolino ogni due persone. In tutti i locali aderenti, tranne la Taverna Kus, è possibile anche il pernottamento. L’iniziativa, organizzata dall’associazione ristoratori di San Zeno di Montagna, si avvale della collaborazione del Consorzio di tutela del Bardolino, del Consorzio di tutela del formaggio Monte Veronese, del Consorzio di promozione turistica Lago di Garda Veneto e del sostegno del Banco BPM, con il patrocinio del Comune di San Zeno di Montagna. I menù completi sono disponibili sul sito http://www.ristosanzeno.it.

14-16 OTTOBRE MILANO GOLOSA 2017: TUTTO IL MEGLIO DEL PANINO ITALIANO

Panini creativi, vegetariani e vegani. E ancora approfondimenti sulla storia del panino, la scelta dei migliori ingredienti e un corso di food design. Ma soprattutto la possibilità per i visitatori di acquistare e degustare i panini delle migliori paninoteche italiane. Milano Golosa 2017, dal 14 al 16 ottobre 2017 a Palazzo del Ghiaccio di Milano, ospita PaniniAmo, una nuova area dedicata al panino nata con la collaborazione della Fondazione Accademia del Panino Italiano e in partnership con Petra – Molino Quaglia, Fondazione Birra Moretti e Berkel come partner tecnico. Durante la manifestazione ideata da Davide Paolini che ospita oltre 200 produttori artigiani, quest’anno alla sesta edizione, in programma cinque laboratori dedicati al panino, una lezione con le farine Molino Quaglia e la presentazione delle specialità delle migliori paninoteche d’Italia.

A PaniniAmo saranno presenti le dieci migliori paninoteche d’Italia, selezionate dalla Fondazione Accademia del Panino Italiano, con le loro specialità in assaggio per i visitatori che le potranno acquistare e mangiare durante i tre giorni di fiera. Le paninoteche presenti sono: Amuse Bouche di Milano con Décolleté (speck, primo sale, crema di pere caramellate) e Passepartout (melanzane grigliate, mozzarella di bufala dop, pomodorino semi dry); la Paninoteca Alvolo di Pavia porta il Panino con Baccalà Mantecato (senza lattosio), Friarielli Saltati e Maionese al Peperone Crusco e il Panino con Prosciutto crudo di San Daniele Dop e Gorgonzola al Franciacorta; Giusto Gusto di Piacenza presente il panino Giovannona Coscialunga disonorata con onore (Giovanna di Angelo Capitelli – Pancetta cotta ed affumicata, Mousse del Ducato, Olive Taggiasche) e Straziami ma di baci saziami (Nino di Angelo Capitelli – Fiocco cotto al miele, Dressing allo yoghurt e zafferano, Cipolle rosse caramellate all’aceto balsamico, Julienne di cavolo viola; la Paninoteca Venditti Porchetta di Aquila con il Panino ai 5 cereali con porchetta, e mouse di castagne e porcini e il Panino ai 5 cereali con vellutata di carota, zucca e zenzero; Peschef di Bari presente con il Panino al Tonno (Tartare di tonno, Stracciatella, Pomodorino condito, Salsa al basilico) e Panino al Gamberone (Gamberone al ghiaccio, Mozzarella, Prosciutto crudo, Crema allo scalogno, Arachide salata); Panini Durini di Milano con Undici (Crudo di Parma 24 mesi, Brie, Marmellata di fichi) e Speciale (Coppa Igp Pecorino, Mostarda di zucca, Spinacino). Con i loro migliori panini presenti anche le paninoteche: Da Gigione di Napoli, Panino Giusto, Il Cernacchino di Firenze, L’Antica Credenza di Matera. Tutti i panini presentati saranno abbinati alle birre della Fondazione Birra Moretti, mentre i salumi saranno tagliati con le affettatrici Berkel.

Il programma dei laboratori dedicati al panino si apre sabato 14 ottobre alle 17 con “Hai detto Panino?”. Giovanni Rota, chef che collabora con l’Accademia del Panino Italiano e La cucina italiana, parte dalle basi della costruzione di un panino, per esplorare il mondo del pane da utilizzare per valorizzare gli ingredienti che ne sono racchiusi tra due fette. Con un approfondiremo sui panini della tradizione e quello dei nuovi accostamenti nati dalle tecniche del foodpairing. Domenica 15 ottobre alle 12 il secondo appuntamento con “Panini Creativi, Vegetariani e Vegani: il Panino si apre a nuovi mondi”. Conduce Alessandro Frassica del locale Ino di Firenze e membro dell’Advisory Board dell’Accademia del Panino Italiano. Un corso per capire dove nasce l’idea di un panino, come si possono creare nuove tipologie, quali sono le frontiere che si aprono per il mondo vegetariano e vegano. Sempre domenica, alle 17, si tiene “Come far sorridere un Panino” con Beatrice Prada, food stylist e collaboratrice de l’Accademia del Panino Italiano e de la Cucina italiana. Lunedì 16 ottobre alle 11 in programma l’incontro “Ogni Panino ha una storia da raccontare” con Alberto Capatti, massimo intenditore della gastronomia italiana. Ha diretto la rivista La Gola e il mensile Slow di Slow Food. Ha scritto libri e saggi di storia della cucina francese e italiana ed è stato il primo Rettore dell’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo. È ora presidente dell’Advisory Board dell’Accademia del Panino Italiano. Il suo incontro sarà dedicato alla storia del Panino: si partirà dalle basi storiche per arrivare ai panini, ai tramezzini e ai burger contemporanei. Infine lunedì alle 14.30 ultimo incontro con “Pane + ingredienti + pane: il design essenziale del Panino”. Ogni cibo, per essere valorizzato, ha bisogno di un giusto studio del proprio design alle spalle. E il Panino non fa eccezione. Con Paolo Barichella, fondatore del Food Design e opinion leader di riferimento in questo settore, si farà un’esplorazione del mondo del food design, per capire i segreti che si nascondono dietro ogni singolo morso. Sempre nell’area PaniniAmo, domenica 15 ottobre alle 14 in programma Maremma Cheese Steak, una lezione di Molino Quaglia con Giuseppe Vesi di Pizza Gourmet (Napoli, Milano). Durante l’incontro sarà presentato un panino morbido da impasto diretto e farina Petra 1 biologica con Cheesesteack di carne di bovino Maremmano e Grana Padano Dop 24 mesi di stagionatura, servito con crema di Papaccella Riccia Napoletana con sale dolce di Cervia e olio Evo Terre dei Monaci Dop del Cilento.

L’iniziativa sarà aperta al pubblico sabato 14 ottobre (dalle 12 alle 20.30), domenica 15 ottobre (dalle 10 alle 20.30) e lunedì 16 ottobre (dalle 9 alle 17). Tanti gli eventi che coinvolgeranno anche altri luoghi – ristoranti ed enoteche del centro – con il programma di Fuori Milano Golosa. Il biglietto d’ingresso, come nelle passate edizioni sarà di 10 euro a persona, 5 euro per i bambini dai 6 ai 12, bambini minori di 6 anni gratuito. Il programma è disponibile sul sito della manifestazione (www.milanogolosa.it).