MARCO SIMONIT: «ITALIANI, VOLETE LAVORARE IN VIGNA? PREPARATEVI, C’È LAVORO PER TUTTI».

Marco Simonit

«Italiani, volete lavorare in vigna? Preparatevi, imparate, c’è lavoro per tutti!” L’appello viene da Marco Simonit, amministratore delegato di Simonit&Sirch Vine Master Pruners, che interviene nel dibattito suscitato dalla notizia che Martin Foradori Hofstätter, famoso vignaiolo di Termeno, ha addirittura dovuto noleggiare un aereo per far arrivare dalla Romania un gruppo di lavoratrici specializzate nel lavoro in vigna, non trovando personale altrettanto competente in Italia.

«Il problema sta emergendo in modo drammatico in questo momento di pandemia – dice Simonit – che ha bloccato le frontiere. La natura non si ferma, le aziende hanno bisogno di manodopera preparata e specializzata nelle vigne e non la trovano in Italia, perché gli italiani snobbano questi lavori, nonostante si parli tanto di ritorno all’agricoltura, di lavoro green eccetera. Dal 2009 abbiamo aperto la Scuola Italiana di Potatura della Vite ed ora i corsi sono anche on line – specifica – Per chi vuole imparare un lavoro qualificato, e quindi anche ben retribuito, ci sono tutti gli strumenti per poterlo fare. Da anni stiamo formando squadre di manodopera specializzata per le principali aziende vinicole del mondo, che ricorrono alla nostra consulenza perché sono ben consapevoli che il lavoro nei vigneti (che sono il loro grande patrimonio) non può essere affidato a personale impreparato». Simonit è concorde che dopo la pandemia si dovrà ripartire dala terra e dall’agricoltura. «Torneranno a essere centrali» continua «ma gli italiani sono assenti. Bisogna ricreare un “saper fare in vigna” che stanno perdendo e che viene quindi necessariamente affidato a stranieri. Cosa che ad esempio non succede in Francia, dove le capacità in vigna sono altrettanto importanti di quelle in cantina, e il personale addetto ai lavori agricoli è locale, ha una grande esperienza e preparazione ed è un valore aggiunto di un’azienda. Voglio essere chiaro – conclude deciso –  Non è solo una questione di emergenza post Covid 19, ma un discorso più generale e molto serio, che va affrontato una volta per tutte.  Per creare un vero Made in Italy del vino, bisogna ripartire da qui, riprendendo a lavorare fra i filari. Un lavoro sostenibile, local, senza impatto ambientale, sano perché fatto all’aria aperta e, in questi tempi, anche sicuro perché è facile mantenere il distanziamento. Non posso che ribadire: preparatevi, imparate. Nelle aziende vinicole c’è lavoro fin che ne volete».

CORONAVIRUS. COLDIRETTI VENETO: “SUL VINO INTERVENTI IMMEDIATI”

«Siamo alle prese con uno scenario molto difficile – ha dichiarato Giorgio Polegato presidente della consulta vino di Coldiretti Veneto a margine del Tavolo Verde convocato dall’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan – sia per le conseguenza dell’emergenza sanitaria in Italia che i per Paesi esteri dove tradizionalmente si apprezzano e si bevono i vini della nostra regione». A tutti i protagonisti della filiera vitivinicola riuniti in video conferenza, il presidente Giorgio Polegato ha ribadito che «C’è la consapevolezza e la volontà del settore di intervenire per contenere le produzioni e togliere dal mercato parte del prodotto utilizzando tutti gli strumenti possibili (dalla distillazione, alla riduzione delle rese, all’intervento sugli esuberi alla vendemmia verde, fino agli ammassi), ma le risorse per sostenere queste operazioni e per compensare i produttori non sono sufficienti». Per Polegato servono misure e risorse straordinarie per far in modo che la vitivinicoltura veneta, che rappresenta un quarto di quella nazionale, possa traghettare questo periodo contenendo i danni e una nuova ripartenza.

I TRE VERMUT GORI: BIANCO – CANNABIS – ROSSO

Continua il percorso delle Cantine Gori che, attraverso i vini e le ricette che interpretano al meglio le materie prime locali, porta alla scoperta di un territorio, l’estremo lembo dei Colli orientali del Friuli, fra storia, cultura, tradizioni, eccellenze. Un progetto che si identifica con “un’esperienza di cuore” e cresce all’insegna della sostenibilità e dell’amore per le proprie radici a cui viene dato risalto attraverso la selezione delle migliori qualità di vino accompagnate da creatività, ingegno, innovazione senza dimenticare un pizzico di originalità. Nasce così Il Vermut in tre differenti varietà grazie alla ricchezza e alla qualità dei vitigni autoctoni di cui sono stati esaltati sapori e armonia: Bianco, Cannabis e RossoLa tradizione: Il Vermut Bianco: E’ il risultato dell’incontro tra Ribolla Gialla e Friulano, impreziosito da spezie e erbe aromatiche. Dal colore giallo carico e il gusto pieno e moderatamente amaro. E’ caratterizzato da note speziate e agrumate grazie alla miscela di 25 erbe aromatizzate (tra cui artemisia, genziana, cannella, angelica seme, cardamomo, angelica radice, arancio amaro, camomilla , rabarbaro). Gradazione alcolica 18% vol. Per la miglior degustazione va servito a 7°C, puro, con ghiaccio e scorzetta di lime, abbinato a pata negra. Ottimo in miscelazione. La sfida: Il Vermut Cannabis: La rivoluzione di una ricetta unica e al contempo semplice, un mix di sapori molto diversi ma che si armonizzano in modo complementare. Dal colore giallo carico con sfumature verdastre e il sapore piacevolmente amaro conferito dalla selezione di 25 erbe (tra cui artemisia, estratto di semi di cannabis sativa, zenzero, limone, imperatoria, curcuma, china, cannella, angelica radice, arancio dolce). Gradazione alcolica 18% vol. Per la miglior degustazione va servito a 7°C, puro, con ghiaccio e scorzetta di limone abbinato a formaggi. Ottimo in miscelazione. Il DOCG: Il Vermut Rosso: Un incontro particolare quello tra il vino Ramandolo DOCG di uva bianca appassita delle terre di Ramandolo, con il suo gusto pregevole e amabile tipico delle antiche vigne della collina friulana, e spezie e aromi particolari. Caratterizzato da un colore ambrato carico e da un sentore mielato con parvenze di frutta secca e legno e un sapore moderatamente amaro dato dalla miscela di 25 erbe aromatiche (tra cui assenzio gentile, china, cannella, genziana, rabarbaro, arancio amaro, arancio dolce, santoreggia, salvia sclarea e origano). Gradazione alcolica 18% vol. Per la miglior degustazione va servito a 7°C, puro, con ghiaccio e scorzetta di limone e fetta di arancia, abbinato alla Gubana (torta tipica del territorio). Ottimo in miscelazione.

 

GRANDE SUCCESSO DI DURELLO & FRIENDS A VERONA

Bollicine da capogiro: il Durello and Friends conquista Verona: 800 persone in due serate, masterclass esaurite e innumerevoli brindisi. Il Lessini Durello si conferma la bollicina della città scaligera. “Un successo oltre ogni rosea aspettativa”. Questo è il commento a caldo del presidente del Consorzio Paolo Fiorini al termine della manifestazione, organizzata in collaborazione con la Strada del Vino Lessini Durello, e che ha avuto il patrocinio del Comune di Verona e della Regione Veneto ed è stata supportata da Banco BPM, Veronafiere, e la Camera di Commercio di Verona. Giornalisti nazionali e internazionali, sommelier, ristoratori e tantissimi winelover hanno affollato la Gran Guardia sin dall’inaugurazione ore della domenica. Il tutto esaurito hanno registrato anche le qualificate masterclass condotte da Marco Sabellico, Alessandro Scorsone, Francesca Negri e Claudio di Maria che hanno fatto degustare il Lessini Durello e il Monti Lessini con abbinamenti con spumanti dal nord e il sud Italia. Percorsi studiati per esaltare il forte carattere identitario di questo vino e questo territorio vulcanico, un’impronta unica e distintiva che lo rende un unicuum nel panorama della  spumantistica italiana. Il Lessini Durello quindi si conferma la bollicina di Verona e questo anche per il gran numero di ragazzi giovani che sono venuti a degustare ai banchi delle 30 case spumantistiche presenti. Grande entusiasmo anche per i partner del gusto, i Consorzi tutela formaggio Monte Veronese DOP e Asiago DOP e l’olio Valpolicella DOP, perfetti abbinamenti gastronomici. “Il pubblico di questi due giorni è stato giovane e molto preparato” dice Matteo Fongaro, vicepresidente del Consorzio “hanno degustato attentamente e con curiosità, facendo molte domande e questo denota anche una maturità e conoscenza del prodotto, soprattutto il metodo classico.”
La vicepresidente Diletta Tonello completa il quadro della manifestazione “La presenza dei tanti giornalisti non solo italiani ma anche stranieri che grazie al Wine2wine erano a Verona in questi giorni ci conferma il grande interesse che il Lessini Durello e il Monti Lessini stanno suscitando, varcando quindi la dimensione nazionale.” E per due giorni i giornalisti hanno vissuto un intenso press tour alla scoperta del territorio e dei sapori della Lessinia, assieme ai vari protagonisti dei progetti innovativi che il Lessini Durello sta seguendo come Soilution System e Patrimonio. Premiati infine quest’anno coloro che si sono distinti per la promozione del Lessini Durello e del suo territorio. Il premio Giornalista dell’anno è andato a Clementina Palese penna di Winenews e del Corriere Vinicolo, gli ambasciatori sono la giornalista Francesca Negri e Roberto Zorzin, paleontologo, mentre i ristoranti La Marescialla, Al Pestello, Al Callianino e Trattoria Fattori hanno ricevuto il premio come ristoratori del Durello.

LO SPLENDIDO MAGNIFICAT DELLE CANTINE GORI A NIMIS

Lo spumante Metodo Classico Magnificat, la grande novità 2019 delle Cantine Gori di Nimis (UD) che hanno scelto il nome per raccontarne l’eccellenza, è pronto a festeggiare il periodo più magico dell’anno da protagonista. Prodotto solo in versione magnum, in bottiglie modello champagnotta da 1,5 litri che ne rendono l’evoluzione più stabile e protetta e ne esaltano le caratteristiche sensoriali, è infatti pensato per accompagnare grandi occasioni, rendere speciali momenti conviviali o diventare un dono sempre gradito. L’eccellenza di Magnificat nasce sul campo e cresce con il metodo di spumantizzazione totalmente artigianale. Si inizia con la raccolta, che avviene tra gli ultimi giorni di agosto e i primi di settembre e, come per i vini fermi, è eseguita manualmente in cassette da soli 20kg, si procede con la selezione effettuata con soffice diraspatura sul tavolo di cernita, si continua con la fermentazione in vasche d’acciaio e con l’imbottigliamento fino alla sboccatura manuale, dopo una permanenza su lieviti di almeno 24 mesi. Infine, niente zucchero o “liqueur d’expédition”: solo spumante della stessa cuvée per ottenere un Dosaggio Zero dal residuo zuccherino minimo, un gusto secco, elegante e naturale, oggi sempre più apprezzato. Le bollicine sono sinonimo di festa e Magnificat, cuvée di Pinot Nero – 60% – e Chardonnay – 40% – che esprime al meglio un terroir da sempre votato alla produzione di vino è lo spumante perfetto da regalare e per brindare insieme alle persone a cui vogliamo bene! Le Cantine Gori nascono dall’amore per una terra, l’estremo lembo dei Colli Orientali del Friuli, e dalla volontà di valorizzarla preservandone le caratteristiche che la rendono unica e speciale. Una realtà in grado di unire innovazione e tradizione, che mette al primo posto la qualità e il rispetto per l’ambiente che la circonda. Oggi le Cantina Gori producono tra le 50 e le 60mila bottiglie, con una resa di 50 quintali per ettaro, una scelta che privilegia la qualità e rende il prodotto iconico. Quest’anno la filosofia che da sempre contraddistingue Cantine Gori ha portato alla prima vendemmia certificata biologica, un attestato che parla di rispetto e amore per un territorio, per l’ambiente, per il vino e per chi lo consuma.

VINETIA 2020: LA GUIDA VINI DEL VENETO DI AIS RADDOPPIA

 

 

 

 

 

Vinetia, la guida ai vini veneti di Ais Veneto, diventa per la prima volta cartacea dopo sette anni di vita digitale. È questa la novità della nuova edizione presentata durante la Conferenza stampa ufficiale di venerdì 22 novembre al Circolo Ufficiali Castelvecchio, in occasione del 53esimo Congresso Nazionale Ais di Verona, in programma da venerdì 22 a domenica 24 novembre. Un carnet di viaggio, un pezzo da collezione acquistabile da tutti al prezzo di copertina di 60 euro, che vuole essere molto di più della solita guida ai vini: un vero strumento nelle mani dell’enoturista per viaggiare all’interno della regione alla scoperta di territori, vini, prodotti tipici e personaggi.

L’obiettivo di Vinetia 2020 è coniugare la potenzialità dello strumento digitale e il piacere dello sfogliare un libro, creando una perfetta sinergia tra online e offline. Un volume impreziosito dal contributo di autori di spicco del panorama editoriale, che diventa un perfetto biglietto da visita per chi vorrà raccontare la propria terra. I lettori sono accompagnati per mano a scoprire il Veneto dal racconto delle vigne di Maria Grazia Melegari, all’itinerario fra luoghi da visitare e cantine di Emanuela Pregnolato; dai prodotti tipici e le ricette di Morello Pecchioli ai ritratti di personaggi importanti per l’enogastronomia veneta di Antonio di Lorenzo. Il tutto con il supporto del racconto fotografico di Giò Martorana.

Continua la sua vita anche la guida online (www.vinetia.it), curata da Giovanni Geremia e forte di più di duemila vini degustati dalle commissioni nel corso del 2019, che hanno permesso di inserire nella versione digitale più di 400 cantine di tutto il territorio veneto. Ogni anno, infatti, un gruppo di degustatori esperti esamina i vini di oltre 400 aziende, elaborando per ciascuno una scheda analitica, abbinandovi una pietanza e mettendo a disposizione le valutazione delle ultime 3 annate. Un lavoro capillare che sfrutta tutte le potenzialità dello strumento digitale, dai filtri di ricerca alla geolocalizzazione, dalla traduzione in 6 lingue straniere ai suggerimenti dei ristoranti.

Vinetia prevede anche una serie di riconoscimenti per i vini che più hanno impressionato i degustatori. Quello più ambito resta il Premio Fero, dal nome del ferro di prua della gondola, che viene assegnato ogni anno alle eccellenze enologiche scelte dai Sommelier di Ais Veneto. Sette le categorie individuate nel corso degli anni e altrettante le cantine premiate. Per questa edizione il miglior spumante Metodo Charmat è il Vecchie Viti 2018 di Ruggeri, il miglior spumante Metodo Classico il Merum 2012 di Sacramundi, il miglior vino rosato l’Ico di De Bacco, il miglior vino bianco il Lugana Superiore 2001 di Ca’ Lojera, il miglior vino rosso La Bandina 2016 di Tenuta Sant’Antonio, il miglior vino rosso da invecchiamento il Capo di Stato 2015 di Loredan Gasparini e per finire il miglior vino da dessert è il Torcolato 2014 dell’azienda Firmino Miotti.

IL MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI MAI COSI’ GRANDE. A PIACENZA

È partito il conto alla rovescia per la nona edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. Le porte dei padiglioni di Piacenza Expo saranno aperte sabato 23 e domenica 24 novembre dalle 11.00 alle 19.00 e, novità di quest’anno, anche lunedì 25 dalle 10.00 alle 16.00. Per agevolare l’ingresso, le casse apriranno un’ora prima. Piacenza Expo, partner della manifestazione, si conferma il luogo ideale per la strategica posizione geografica e per la tipologia di struttura e di organizzazione fieristica, capace di accogliere Vignaioli da tutta Italia e al contempo di mantenere lo spirito del Mercato fatto di incontri e confronti.
Protagonisti del Mercato saranno i Vignaioli Indipendenti, che raggiungono con questa edizione la presenza record di 626 espositori provenienti da ogni regione d’Italia. I Vignaioli Indipendenti sono i rappresentanti di una viticoltura artigianale che vuole farsi custode del territorio e delle tradizioni, che segue l’intera filiera produttiva dalla coltivazione delle vigne fino alla produzione e all’imbottigliamento del vino. 13.000 metri quadri di esposizione per un evento che l’anno scorso ha visto 18.000 ingressi in due giorni. 800 carrelli (erano 500 nel 2018) e 300 trolley a disposizione per gli acquisti. Sarà possibile farsi spedire le bottiglie acquistate direttamente a casa grazie al servizio offerto da I-DIKA. “Questi numeri – commenta la presidente FIVI Matilde Poggi – confermano la rilevanza e la crescita continua negli anni dell’appuntamento più importante per la nostra Federazione, una vera e propria mostra mercato che porta a Piacenza vignaioli da tutta Italia e un numero sempre crescente di visitatori”. Nel padiglione 1 il pubblico potrà confrontarsi direttamente con i Vignaioli che già conosce, scoprirne di nuovi, ascoltare racconti di uomini, territori e sfide, degustare e acquistare i vini. Tra questi anche tre vignaioli indipendenti francesi provenienti dalla Champagne, dal Rodano e dalla regione della Charente. Nel padiglione 2 troveranno invece spazio 17 Artigiani del Cibo che, in una sorta di tour gastronomico, proporranno specialità della tradizione italiana da consumare in loco o da portare a casa. Un ricco programma caratterizzerà il Mercato. Nel corso dei tre giorni sarà possibile partecipare a cinque degustazioni dedicate al rapporto tra uomo e territorio condotte rigorosamente da Vignaioli. Quest’anno esploreranno Sicilia, Toscana, Piemonte, Puglia e Emilia Romagna. Domenica sarà invece il momento della cerimonia di premiazione del Vignaiolo dell’anno. Il riconoscimento, intitolato a Leonildo Pieropan (tra i fondatori della FIVI), andrà a Lorenzo Accomasso, vignaiolo in Piemonte che si è distinto per la sua produzione di Barolo e per l’impegno profuso per il suo territorio. Lunedì mattina verranno consegnate le targhe ai nuovi Punti di Affezione, enoteche e ristoranti promotori del messaggio dei vignaioli indipendenti e che possono quindi esporre il logo FIVI nel loro locale. Per tutte le informazioni e il programma completo : www.mercatodeivini.it

DURELLO & FRIENDS 2019. APPUNTAMENTO A VERONA

Calici e bottiglie pronte a essere stappate al Palazzo della Gran Guardia a Verona. Parte domenica 24 e continua fino a lunedì 25 la kermesse dedicata al Lessini Durello, lo spumante autoctono che sta conquistando i palati di tutta Italia. La manifestazione, organizzata in collaborazione con la Strada del Vino Lessini Durello, ha il patrocinio del Comune di Verona e della Regione Veneto ed è supportata da Banco BPM, Veronafiere, e la Camera di Commercio di Verona. Saranno 30 le aziende che parteciperanno alla manifestazione e che presenteranno le nuove annate degli spumanti sia in metodo italiano che in metodo classico. Le aziende che parteciperanno sono: Bellaguardia, Bennati, Cantina Danese, Cantina di Soave 733, Cantina di Monteforte, Cantina di Verona, Casa Cecchin, Casarotto, Cavazza, Collis Veneto Wine Group, Corte Moschina, Dal Cero, Dal Maso, Fattori, Fongaro, Franchetto, Giannitessari, Marcazzan Fabio, Montecrocetta, Sacramundi, Sandro De Bruno, Tamaduoli, Tenuta Natalina Grandi, Tirapelle Nicola, Tonello, Vitevis, Zambon e la partecipazione di Ca’ D’or, Marti, Masari e Riondo. Durello and Friends, alla sua diciannovesima edizione, apre al pubblico abbinando grandi degustazioni di Lessini Durello a partner del gusto come i ristoranti (protagonisti saranno per Vicenza La Marescialla di Selva di Montebello e Al Pestello di Vicenza, mentre per Verona la Trattoria Fattori di Roncà e Al Callianino di Montecchia di Crosara) e i Consorzi tutela formaggio Monte Veronese DOP e Asiago DOP. Spazio anche per l’olio d’oliva Valpolicella DOP. Insieme ad essi anche interessanti degustazioni guidate da grandi nomi del giornalismo e della sommellerie italiana come Marco Sabellico, Claudio di Maria di AIS Ionico-Etnea, Alessandro Scorsone e Francesca Negri. Il Lessini Durello si presenta quest’anno forte di imbottigliamenti in crescita (circa del 15% l’anno) e di una nuova impronta data dal nuovo disciplinare di produzione che vedrà i due metodi, quello classico e quello italiano, prendere due identità precise. Una conferma quindi importante per una denominazione in grande crescita e che sta ricevendo importanti premi, come il miglior spumante a metodo classico del Veneto per Vinetia dato all’azienda Sacramundi, i punteggi della rivista Falstaff che premiano Fongaro, Cantina di Soave, Giannitessari, Dal Maso, Fattori e le 5 sfere di Sparkle 2020 alla riserva 120 mesi di Giannitessari.

53° CONGRESSO AIS VENETO A VERONA

Tutto pronto a Verona per il fine settimana dedicato alla sommellerie. Da venerdì 22 a domenica 24 novembre 2019 la città scaligera ospiterà il 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier organizzato da AIS Veneto e dedicato all’enoturismo. Tre giorni di appuntamenti che coinvolgeranno non solo i professionisti e gli operatori di settore, ma anche il pubblico, che potrà partecipare a tour guidati, incontri, banchi d’assaggio e laboratori. Gli eventi inizieranno nel pomeriggio di venerdì 22 novembre con PerCorsi: tre tour guidati, in partenza dal Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra, che accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle meraviglie enologiche del territorio veneto. Dalle 14.30 alle 18.30 sono in programma le visite Vulcanici Euganei sui Colli Euganei e Tra Castelli e filari attraverso le vigne del Soave, mentre dalle 13.00 alle 18.30 l’appuntamento è con Le Stanze del vino, per scoprire il profondo legame che lega la città scaligera all’enologia. Tra Castelli e Filari e Le Stanze del vino saranno riproposte anche il sabato dalle 9.30. Sabato mattina alle 10.00 il Teatro Filarmonico ospiterà il convegno di apertura dedicato a presente e futuro dell’enoturismo, dove si parlerà di terroir come destinazione turistica, di comunicazione nel mondo del vino, del marketing digitale e della formazione degli operatori. Allo stesso orario si apriranno i Saloni del Gusto PerLage che porterà al Centro Congressi CCIAA i migliori spumanti veneti e PerGola al Palazzo della Gran Guardia con i piatti della tradizione gastronomica del territorio. I banchi d’assaggio ospiteranno alle 11.00 e alle 17.00 alcuni laboratori aperti al pubblico dedicati ai bordolesi veneti e al Prosecco, fino all’arte casearia e alla produzione della carne e dei salumi. Nella serata di sabato il Congresso Nazionale coinvolgerà anche i ristoranti del centro storico di Verona: ciascuno ospiterà un sommelier AIS Veneto che proporrà e spiegherà ai commensali i migliori abbinamenti con gli spumanti veneti. La domenica mattina saranno in partenza altri tour guidati: alle 8.00 Le Ville Palladiane e i vini dei Colli Berici, alle 9.30 Paesaggio Valpolicella, mentre alle 10.00 l’appuntamento sarà al Centro Congressi CCIAA dove si terrà la sfida finale del Concorso Miglior Sommelier d’Italia Premio Trentodoc 2019. I saloni in programma per la giornata sono Vinetia – Guida ai vini del Veneto, che raggrupperà al Palaexpo di Verona Fiere le eccellenze enologiche della Regione premiate dalla guida, e Trentodoc – Bollicine di montagna, il banco d’assaggio dedicato al Metodo Classico Trentino ospitato dal Centro Congressi CCIAA. Domenica sarà inoltre una giornata dedicata alle degustazioni, con appuntamenti dedicati dall’Amarone al Raboso, fino ai grandi passiti veneti e al Soave. Tutti gli eventi sono accessibili esclusivamente previa registrazione online dalla pagina congressonazionale.aisitalia.it, dove è inoltre possibile scaricare il programma completo del Congresso Nazionale 2019. Per tutto il fine settimana sarà disponibile un servizio navetta gratuito e i partecipanti con un ticket del congresso potranno accedere gratuitamente a Durello & Friends a partire dalle ore 17.00 di domenica 24 novembre al Palazzo della Gran Guardia.

INTEGRITA’ PER IL SOAVE

Si chiama Integrità il progetto che il Consorzio del Soave, assieme all’università IUAV di Venezia, e alla World Biodiversity Association, sta portando avanti per la valorizzazione delle vigne tradizionali del Soave come patrimonio agricolo globale GIAHS-FAO. Per parlare del progetto il 25 ottobre alle ore 17, presso il Giardino Musicale Dino Formaggio a Illasi è stato organizzato un convegno volto a sottolineare le implicazioni positive che scelte consapevoli e condivise possono portare a beneficio della viticoltura. A parlarne Paolo Tertulli, sindaco di Illasi, Sandro Gini, presidente del Consorzio Tutela Vini Soave, Stefano Valdegamberi, consigliere Regione Veneto e Floriano Zambon, presidente nazionale Città del Vino. Accanto a loro, per portare le testimonianze delle opportunità in un territorio in forte crescita come quello del Soave, Roberto Soriolo, presidente di Cantina di Soave e Giovanni Verzini, vicepresidente di Cantina di Colognola ai Colli. Non solo opportunità ma anche sfide in un contesto climatico in continuo cambiamento, che ci saranno raccontate da Alberto Andriolo, tecnico agronomo della Collis Veneto Wine Group e Sergio Spada di Coldiretti Verona Questo territorio storicizzato di collina ha avuto negli anni diversi riconoscimenti per la capacità di conservazione della viticoltura tradizionale e della biodiversità in tutta l’area. La sfida adesso è nel portare a valore questi riconoscimenti, creando anche una responsabilizzazione del viticoltore nell’essere parte attiva nella crescita e nello sviluppo territoriale. Per questo nasce Integrità, con lo scopo di testare nuovi strumenti atti a salvaguardare e valorizzare questo patrimonio storico, paesaggistico, culturale e ambientale. Gli obiettivi del progetto sono molteplici, sebbene correlati tra di loro; da un lato lo studio ambientale, con la realizzazione di mappature di alberature e siepi, un approfondimento di analisi statistiche relative all’impiego di varie tipologie di tutori per viti e dei relativi sistemi di allevamento e le relative influenze in chiave paesaggistica. Il tutto per valorizzare la biodiversità non solo specifica (ovvero il numero delle specie che vive in un ambiente) ma anche quella funzionale, che si traduce nel favorire insetti pronubi che sono fondamentali per l’ambiente. Dall’altro lo studio dei manufatti in relazione sia alla conoscenza dei caratteri storici del paesaggio locale ma anche di approfondimento in chiave statistica relativo ai materiali impiegati nei manufatti in chiave agricola.  Il tutto per realizzare una carta della qualità paesaggistica del vigneto da utilizzare nella classificazione e nelle valutazioni qualitative ed economiche dei vini prodotti nel territorio della DOC. In pratica lo scopo è di creare una griglia di valori per la valutazione in fase di liquidazione delle uve, non solo basata su caratteri fisiologici dell’uva, ma anche sulle caratteristiche del vigneto stesso, per incentivare i viticoltori a una maggiore consapevolezza delle proprie azioni. «Quello del Soave si può considerare uno dei Consorzi più dinamici in Italia – spiega Sandro Gini, presidente del Consorzio – I progetti che sta portando avanti guardano al futuro con fiducia e pianificazione di un territorio che riesce a superare piccole e grandi sfide trasformandole in opportunità, segno di forte responsabilità e coscienza del proprio potenziale»