INCONTRI

SFIDA DI BIRRE

Inghilterra e Irlanda, due storiche produttrici di birra saranno messe a confronto in una serie di match all’ultimo bicchiere. Riprende l’Abc della Birra, oggi 19 aprile, al ristorante Abc Montecchia a Selvazzano Dentro (PD). La cena è stata studiata da Max Alajmo dove ad ogni piatto verranno abbinate contemporaneamente una birra inglese ed una irlandese per scoprirne differenze e similitudini. Questo il menu: aperitivo – Beer Rossini. A tavola: Bruschette con purè di fave e spinacini; Bruschette con burrata, piselli e culaccia abbinate a Marston’s Old Empire IPA e O’hara Irish Pale Ale; Pizza peperone e fumo; pasta al peperone e fumo, peperoni e zucchine alla scapece, provola, ricotta e speck; Maxcalzone mediterraneo mozzarella di bufala, pomodoro fresco, fagiolini olive taggiasche, capperi e origano abbinati a Sharp’s Doom Bar e O’hara Irish Red; Coscette e alette di pollo caramellate con misticanza all’aneto e chips di patate abbinate a Porterhouse Wrassler XXXX Stout e Marston’s Pearl Jet Stout; chiude il dessert: Gratin di fragole con crema soffiata alla vaniglia e lavanda. Costo a persona 50 euro comprensivo di degustazione e birre (45 euro per i possesori di Alajmo card). Info e prenotazioni: tel.  049 8055323 – mail abcmontecchia@alajmo.it.

IL MALANOTTE DI BONOTTO

Proseguono gli incontri dedicati al vino, promossi dalla condotta di Treviso  di Slow Food. Apppuntamento, giovedì 26 aprile al ristorante Il Cammello a Preganziol (TV). Protagonista della serata saraà la Tenuta Bonotto delle Tezze di Vazzola (TV) con la degustazione del Malanotte del Piave, in pratica una verticale, delle annate 2009 – 2010 – 2011 – 2012 – 2013. Per l’azienda a spiegare il vino ottenuto da uve raboso sarà Antonio Bonotto. Conclusa la degustazione patròn Ismaele proporrà:Flan di carote e zenzero con fonduta di Taleggio e cotechino alla plancia; Gnochi di papate fatti in casa con crema di formaggi e speck; Stinco di maialino da latte, cotto a bassa temperatura per 24 ore con verdure trifolate e patate al forno. Costo a persona 40 euro tutto comprteso (soci Slow Food 35 euro). Info e prenotazioni: cell. 380 6415374 – mail  onorio@slowfoodtreviso.it.

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SVOLTA GREEN: PER COLDIRETTI VENETO NEL 2020, TREQUARTI DEI VIGNETI SARANNO BIO

In tre anni almeno il 75% della superficie agricola veneta sarà bio. Lo ha annunciato al Vinitaly di Verona, Coldiretti che ha presentato il piano operativo per una viticoltura green. Sono 4 mila gli ettari vocati alle colture seguite con metodi alternativi alla chimica mentre 86 mila sono coltivati secondo metodi tradizionali comunque attenti all’ecosostenibilità. La viticoltura regionale produce 9 milioni di ettolitri di cui il 70% è a denominazione di origine controllata.
Coldiretti registra un indubbio salto di qualità compiuto negli ultimi dieci anni dagli imprenditori andato di pari passo alla crescita culturale tra i consumatori che manifestano forti preoccupazioni sull’impatto ambientale e della salute che un’espansione di vigneti così organizzata può comportare.
Per testimoniare questa scelta convinta Coldiretti ha chiamato alcuni rappresentanti dei consorzi di tutela, della cooperazione e privati che in ogni provincia hanno avviato percorsi virtuosi in merito. In cinque hanno portato il loro contributo per divulgare un’esperienza positiva che da reddito e consenso sui mercati internazionali.

VINITALY 2018: A CACCIA DEI MERCATI ASIATICI

A caccia dei mercati asiatici, soprattutto della Cina, dove la Francia opera già con un sicuro incremento di vendite, mentre l’Italia consolida e rafforza sì i mercati tradizionali, come Usa, Germania, Nord Europa e Inghiterra, ma latita, quasi, nel lontano Oriente. E’ questo il tema centrale di Vinitaly 2018, che apre i battenti nella Fiera di Verona da domenica 15 a mercoledì 18 aprile. Tema cruciale, perché lo Stivale è restio a farsi sistema, mentre la concorrenza transalpina si muove unita da sempre. La locomotiva Prosecco, diciamolo, non basta più, cresce il Durello sì ma si attesta sempre sui mercati tradizionali. Le bollicine italiane sfondano sempre di più sul mercato interno, ma anche questo non basta. Così Veronafiere si sta muovendo per creare sistema: “Il coinvolgimento della rassegna nel piano di promozione straordinaria del made in Italy è stato un passaggio importante per promuovere in modo unitatio l’export vitivinicolo italiano. – ha detto Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, alla presentazione di Vinitaly 2018 – In tal senso la collaborazione che stiamo portando avanti con ICE Agenzia (l’agenzia per il commercio con l’estero, ndr), in particolare sui mercati di Cina e Usa, è una modalità operativa che auspichiamo possa coinvolere sempre più attori in un progetto di logica aggregativa.” Ma vediamo un po’ di programma. Anteprima sabato 14 nel palazzo della Gran Guardia a Verona con OperaWine, con la bellezza di 107 aziende (3 in più rispetto al 2017) di tutte le regioni italiane selezionate dalla più autorevole rivista del settore vinicolo, Wine Spectator. L’edizione 2018 si presenta ancora più ricca delle precedenti. E’ in crescita esponenziale, ad esempio, il settore dei vini “green” (biologici e biodinamici) con le aree ViVit, VinitalyBio e Fivi, è in forte aumento del 25% la International Wine Hall, ovvero il padiglione che ospita i produttori esteri, in aumento anche i buyer accreditati da più di 140 paesi, 15.397 vini presenti, 4.390 aziende. Cresce anche Vinitaly and the City (dal 13 al 16 aprile), esposizione con degustazioni dedicata al pubblico e agli appassionati del vino, che oltre alle tradizionali location come l’Arco dei Gavi, le Regaste San Zeno, piazza San Zeno, Fontana dell’Arsenale, Lungadige San Giorgio, Piazza delle Erbe (Torre dei Lamberti), Cortile Mercato Vecchio, Piazza dei Signori, ha aggiunto i borghi di Soave e Valeggio sul Mincio, oltre a Bardolino, presente anche nel 2017. Ma Vinitaly non sè solo vino: Sol&Agrifood, sempre ospitato nei padiglioni della Fiera, è il salone internazionale dell’agroalimentare di qualità (cooking show, educational, degustazioni) valorizza l’agroalimentare e l’olio extravergine di oliva in particolare (va ricordato che il Veronese è grande produttore di olio Evo di altissima qualità); Enolitech, ovvero il salone della tecnologia innovativa per il vino e l’olio. Per maggiori informazioni e conoscere dove sono gli espositori, consulta: www. vinitaly.com.

Francesco Lazzarini

 

LE COORDINATE

DOVE
Verona – Veronafiere, viale del Lavoro 8

QUANDO
Domenica 15, lunedì 16, martedì 17, mercoledì 18 aprile 2018

ORARIO
Continuato dalle 9.30 alle 18.00
Da domenica a martedì l’ingresso è consentito fino alle 17.00
Mercoledì l’ingresso è consentito fino alle 16.00

BIGLIETTI
Biglietto giornaliero € 80 – acquistato online € 85
Abbonamento 4 giornate € 145 – acquistato online € 150

HELP PHONE
045 8298854 (orario: dalle 9.00 alle 12.30)

Vinitaly è aperto esclusivamente agli operatori specializzati, maggiorenni: non è permesso l’ingresso ai minori di 18 anni, anche se accompagnati.

 

 

I VINI DEI COLLI BERICI HANNO UNA CASA: A LONIGO. IL 23 MARZO APRE L’ENOTECA

L’Enoteca dei Vini dei Colli Berici

I vini dei Colli Berici hanno una nuova dimora. Venerdì 23 marzo il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza apre al pubblico L’Enoteca dei Colli Berici, un nuovo spazio dedicato alla promozione dei vini della denominazione allestito all’interno del cinquecentesco Palazzo Pisani di Lonigo (VI). L’inaugurazione è prevista alle ore 12 e padrino dell’evento sarà Alessandro Scorsone, sommelier e Maestro Cerimoniere della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La sala di Palazzo Pisani, sede del Consorzio, ospiterà anche l’ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica del Comune di Lonigo, che gestirà tutta l’area berica. “L’enoteca – spiega Silvio Dani, presidente del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza – è un progetto fortemente voluto da tutto il Consorzio, una dimora per i vini prodotti all’interno della DOC Colli Berici. Nasce come luogo di incontro e scambio per i nostri produttori e per rafforzare ancora di più il senso di identità e di appartenenza al territorio, perfettamente espresso al suo interno con l’esposizione dei vini delle aziende del Consorzio. Siamo felici che la sede di Palazzo Pisani ospiti anche la sede dello I.A.T., dato che condividiamo con loro molti valori. Uno su tutti, la volontà di valorizzare al meglio il nostro territorio, ancora poco conosciuto, ma che ha moltissimo da dare sia dal punto di vista turistico che enogastronomico”. Lo spazio dell’enoteca potrà accogliere fino ad un massimo di 50 persone e ospiterà degustazioni, incontri e corsi di formazione che avranno come punto cardine i vini dei Colli Berici, chiamati #bericirock dal legame con la pietra che caratterizza questo territorio e il loro carattere. La sala sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.00, mentre sarà disponibile su prenotazione per le serate e nei giorni festivi. La nuova enoteca sarà presentata poche ore prima dell’apertura della 532^ Fiera di Lonigo e, in occasione del ricco weekend, la sala ospiterà quattro degustazioni guidate da Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio, dedicate ai vini della DOC. Alle 16 di sabato 24 marzo Tutti i colori dei Colli Berici, con due bianchi e due rossi del Consorzio, e alle 18 Le vigne del Palladio, con i prodotti di quattro vigneti coltivati attorno ad altrettante ville palladiane. La giornata di domenica 25 marzo sarà invece tutta dedicata ai rossi del Consorzio, con le degustazioni Cabernet vs Merlot alle 16 e Tai Rosso e Carménère alle 18. Il costo di ciascuna degustazione è di 5 euro. Il biglietto sarà acquistabile solamente in loco poco prima dell’inizio del tasting, è però possibile riservare un posto contattando il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza all’email info@bevidoc.it o al numero 0444896598. Per maggiori informazioni visitare il sito consorzio.bevidoc.it.

CANTINA VALPANTENA: UN PREMIO PER UNIRE POESIA E VITICOLTURA

Il complersso della Cantina Valpantena

Giunge alla quinta edizione il Premio Poesia Cantina Valpantena, un appuntamento biennale ideato e organizzato dalla cooperativa di Quinto di Valpantena (Verona) che si ripete dal 2010. Il concorso, aperto a tutti, è nato per sottolineare il legame tra opera letteraria e attività vitivinicola. Radici è il tema scelto e proposto dalla giuria di questa edizione per sottolineare il rapporto tra operosità contadina e creazione poetica, entrambe espressioni della cultura popolare. Ogni partecipante potrà inviare un solo componimento inedito e mai premiato in altri concorsi di lunghezza non superiore ai 15 versi. Nell’ultima edizione sono state raccolte in totale 600 poesie arrivate da tutta Italia, testimoni di molteplici territori. La giuria di quest’anno sarà presieduta dal professore e poeta Antonio Seracini e composta da Bruno Avesani, docente e storico, Annamaria Fraccaroli, docente e socio della Cantina, dalle poetesse Nerina Poggese e Fabiola Ballini e da Alessandro Arnesano, segretario del concorso. La poesia vincitrice diventerà la nuova etichetta di una bottiglia celebrativa, realizzata in edizione limitata. I primi tre classificati riceveranno rispettivamente premi del valore di 1200 euro, 600 euro e 300 euro in vino e olio tra cui l’Amarone della Valpolicella Docg Torre del Falasco, il Recioto della Valpolicella Docg Tesauro e l’olio Extra Vergine di oliva Dop Villa Torre del Falasco. Sono previste anche menzioni speciali per venti poesie meritevoli. La cerimonia di premiazione si terrà nella sede della Cantina, a Quinto di Valpantena, nel mese di ottobre 2018. I componimenti vanno inviati entro il 31 marzo 2018 a concorsopoesiavalpantena@virgilio.it. La partecipazione è gratuita e rivolta a tutti. Maggiori informazioni al sito www.cantinavalpantena.it e regolamento completo su www.concorsiletterari.it.

TERRE DI SAN VENANZIO FORTUNATO VENDEMMIA SUCCESSI

Gabriele Gregolo e Monica Ganz

Terre di San Venanzio Fortunato, grazie ai nuovi riconoscimenti conseguiti a livello regionale e nazionale, si conferma al top delle case spumantistiche nella denominazione Valdobbiadene Conegliano Prosecco Superiore. A conquistare prestigiosi premi è lo Spumante Superiore di Cartizze Brut 2016, un vino moderno che si distacca dalle “tradizionali” versioni del “Gran Cru” della Docg: “molto bilanciato, morbido, frutto di fermentazioni molto lente, floralità particolarmente marcata, finezza del perlage, spuma finissima, bocca pulita e piacevole estremamente misurato rispetto al Dry, la tipologia con cui è più noto il Cartizze, risultato che denota un buon lavoro in cantina”. Lo affermano gli assaggiatori dell’Associazione Italiana Sommelier del Veneto, nel conferirgli il titolo di “Miglior spumante Metodo Charmat” della Guida ai Vini del Veneto “Vinetia 2018“. Il Cartizze Brut Terre di San Venanzio era tra i sette vini ritenuti le migliori espressioni della enologia veneta- Gli è stato assegnato il Premio Fero tipologia Charmat, ritirato da Gabriele Gregolo e Monica Ganz, titolari dell’azienda vinicola dedicata al grande poeta della latinità, figlio della terra di Valdobbiadene e protagonista della cultura europea del VI secolo. Ma il Superiore di Cartizze 2016 si attesta anche tra le migliori etichette italiane selezionate da “Vitae 2018”, che ha premiato il Cartizze Brut Terre di San Venanzio Fortunato con il simbolo delle 4 Viti, il massimo punteggio assegnato ad un vino dai sommelier di AIS Italia nella loro “Bibbia” enologica. Gabriele e Monica condividono i premi con tutta la grande squadra della casa spumantistica di Valdobbiadene, a partire dall’enologo Luca Antiga, che ha saputo ben interpretare la filosofia aziendale di produrre spumanti inediti, ottenuti da uva Glera in purezza. “Il nostro Cartizze Brut 2016 sta conquistando assaggiatori, sommelier, consumatori e ristoratori”, sottolineano “La base della nostra passione è proprio la estrema ricerca della qualità”. Nel corso dell’anno sono state molte le soddisfazioni raccolte: – Gran Fascetta d’Oro 2017 (per il secondo anno consecutivo) al Prosecco Superiore di Cartizze Brut, per il punteggio più alto in assoluto conseguito nel concorso enologico della Primavera del Prosecco Docg, organizzato da Assoenologi Veneto. A cui si aggiunge l’oro per il Valdobbiadene Docg Brut Demi Long. – La Corona d’oro della Guida “Vini Buoni d’Italia” 2018 edita dal Touring Club per il Cartizze Superiore Brut – Le 5StarWines 90 al Vinitaly 2017 (Verona), conferito al Valdobbiadene Cartizze Superiore Dry – La Medaglia d’Oro 91+, riconoscimento della Guida Gilbert & Gaillard al Cartizze Brut, e l’Oro al Valdobbiadene Docg Brut Demi Long – Il prestigioso Silver ai Decanter World Wine Awards (Londra) per il Valdobbiadene Docg Brut Demi Long.

 

 

 

UN MESE DI CASTAGNE, BARDOLINO E MONTE VERONESE

Da giovedì 12 ottobre a domenica 12 novembre torna a San Zeno di Montagna (VR), per la ventesima edizione, San Zeno Castagne, Bardolino & Monte Veronese. Un mese interamente dedicato ai prodotti tipici del territorio baldense, tra cui spiccano tre grandi protagonisti: le castagne, il vino Bardolino e il formaggio Monte Veronese che vengono proposti all’interno di cinque menù degustazione, realizzati da altrettanti ristoranti della zona, Al Cacciatore, Bellavista, Costabella, Sole e Taverna Kus. Ognuno di loro proporrà un menù composto da sei o sette portate con pietanze tradizionali che lasceranno però spazio anche alla modernità. Ad accompagnare tutti i piatti sarà il Bardolino, vino che è piena espressione del territorio che circonda il Lago di Garda. Di colore rosso rubino, il Bardolino ha un sapore delicato e fruttato, con note di ciliegia, marasca, fragola e spezie, che gli permette di essere facilmente abbinato ai piatti tipici della cucina all’italiana, in particolare quelli legati alla tradizione del monte Baldo. Tra i piatti proposti dai ristoratori spicca il minestrone di marroni dop, il cui periodo di raccolta cade proprio nel mese della manifestazione. Nei secondi piatti viene dato particolare spazio alle castagne, proposte prevalentemente in abbinamento alla carne. Non manca un secondo per vegetariani: zucchina tonda con ripieno di castagne, formaggio e farro su crema di rapa rossa. Anche il Monte Veronese, formaggio dop tipico del Monte Baldo dei territori della Lessinia e della fascia collinare prealpina veronese, è presentato in diverse varianti: a scaglie, in salsa abbinato all’orzotto o in accostamento alla polenta di castagne. Da citare anche i dessert, che mostrano la versatilità delle castagne nella preparazione dei dolci: le cinque diverse interpretazioni degli chef spaziano da un semifreddo di castagne e cioccolato, alla bavarese di castagne, fino ad una cheesecake al marron glacé e pistacchi. I prezzi dei vari menù vanno dai 35 ai 48 euro e comprendono una bottiglia di Bardolino ogni due persone. In tutti i locali aderenti, tranne la Taverna Kus, è possibile anche il pernottamento. L’iniziativa, organizzata dall’associazione ristoratori di San Zeno di Montagna, si avvale della collaborazione del Consorzio di tutela del Bardolino, del Consorzio di tutela del formaggio Monte Veronese, del Consorzio di promozione turistica Lago di Garda Veneto e del sostegno del Banco BPM, con il patrocinio del Comune di San Zeno di Montagna. I menù completi sono disponibili sul sito http://www.ristosanzeno.it.

VITTORIA FIVI: L’AGEA ELIMINA LA DICHIARAZIONE CARTACEA

Matilde Poggi a un convegno di Slow Food

L’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura ha accolto l’istanza di FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, di rinunciare alla richiesta di compilare la dichiarazione di giacenza in cartaceo. AGEA otterrà il dato direttamente dal database del SIAN, evitando così un inutile doppione. Lo ha comunicato l’Agenzia stessa con un addendum alla circolare 62281 del 31 luglio 2017. FIVI aveva scritto ad AGEA in agosto che era pronta alla disobbedienza civile nel caso in cui non fossero state accolte le proprie richieste. “Siamo molto soddisfatti di questo risultato – dichiara Matilde Poggi, presidente FIVI – e siamo grati al direttore di AGEA per aver voluto accogliere le nostre richieste. Ci tengo a sottolineare che questa è una vera semplificazione che va a vantaggio di tutti i produttori di vino italiani, piccoli, medi e grandi. Stupisce vedere come FIVI, che rappresenta i piccoli vignaioli indipendenti, sia stata l’unica ad avere il coraggio di muoversi in questo senso. Nessun’altra associazione di categoria ha ritenuto opportuno alzare la voce per chiedere di cancellare questo adempimento ormai inutile visto il passaggio al sistema telematico di tenuta dei registri”. Una vittoria di Fivi, dico io. In attesa del solito boom al mercato dei vini Fivi a Piacenza il 25 e 26 novembre prossimi.

PUNTO ZERO: I VINI ROSSI DEI COLLI BERICI SI FANNO GRANDI

Da sx Marcella, Andrea, Anna Paola e Carolina de’ Besi con la prima pietra della futura cantina autografata dai partecipanti alla presentazione

Biodiversità: un modo di essere, di rapportarsi con l’ambiente, con il proprio territorio, con i propri campi. E’ quel che mi ha colpito l’altro giorno quando di buon mattino la famiglia de’ Besi ha ospitato me e altri giornalisti del settore enogastronomico nella sua tenuta, Punto Zero, di 45 ettari fra Sarego e Lonigo nei Colli Berici. Boschi, piante officinali, alberi da frutto, api, capre e pecore: un piccolo eden. L’evento (per altro orchestrato quanto a cibi con la solita bravura dalla trattoria Isetta di Grancona, prima merenda con sopressa, asiago dolce e pan biscotto, poi pranzo di 4 portate) è stato organizzato per presentare la nuova cantina che sarà pronta per la prossima vendemmia. Così nel 2018 uve e vini saranno ospitati in un ambiente che ben si inserisce nel paesaggio circostante: 385 mq. divisi in tre locali, un’area per la vinificazione con cisterne in acciaio, una barricaia per l’affinamento in legno e una zona dedicata all’appassimento delle uve. Vi sarà quindi spazio per una sala degustazioni e una foresteria per accogliere ospiti. Un progetto che segue la costruzione delle barchesse per il ricovero degli attrezzi agricoli e completa il piano di sviluppo dell’azienda inziato nel 1994 con l’acquisto dei terreni. “Vogliamo essere pronti per la prossima vendemmia – spiega Marcella de’ Besi, titolare insieme al marito Andrea e alle figlie Carolina e Anna Paola – il 2018 sarà un anno importante perché segnerà un decennio dall’incontro con l’enologo Celestino Gaspari (scuola Quintarelli Giuseppe, e ora alla Zymè di San Pietro in Cariano) e dall’inizio del progetto che ora viene portato a compimento. Vogliamo farci interpreti di questo territorio ancora troppo poco conosciuto e che merita di essere valorizzato con un nuovo slancio. Vogliamo che per i Colli Berici sia finalmente un ritorno al futuro. La forza e l’eleganza dell’architettura, che ancora vive in queste colline, sono un perfetto racconto dell’identità dei vini che qui si producono: vigorosi e importanti. Abbiamo scelto di puntare alla massima qualità, attraverso impianti fitti, basse rese di produzione per ettaro e utilizzando in parte la tecnica dell’appassimento: una novità per questo territorio”. Novità che, a gustare i vini di Punto Zero, appare già in stato avanzato di compimento. Le varietà coltivate sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Syraz, Carmenere, Tai Rosso, Pinot Bianco, incrocio Manzoni e altre varietà a bacca rossa. Vendemmia rigorosamente a mano. E così prima di sederci a tavola abbiamo degustato i vini di Punto Zero. Si è partiti con Trasparenza Pinot Bianco IGP 2016: fresco, floreale con sentori di acacia, frutta bianca, sapido con una sensibile mineralità di buona persistenza. Insomma un gran “bel bicchiere”. Ma è stato sui rossi che Punto Zero ha dimostrato l’autentica rivoluzione che sta attuando nella vinificazione rispetto alle consuetudini della zona. Idea Cabernet Sauvignon 2015: un classico semplice e diretto come i cabernet dei Colli Berici, fragola, frutti rossi al naso, leggermente speziato, fresco e floerale, di buona persistenza. Ed ecco gli appassimenti. Dimezzo 2013: blend di Cabernet Sauvignon 50%, Merlot 30% e Cabernet Franc 20 %. Per il Sauvignon vendemmia tardiva, mentre il Merlot resta in appassimento per circa un mese. L’affinamento di svolge in barrique di rovere francese nuove per 24 mesi. Vinificazione delle uve separata con assemblaggio prima dell’ingresso in barrique. Un grande vino: pieno, denso di profumi di frutti a bacca rossa, di spezie, minerale, sapido, in bocca esplode complesso e ricco, persistente mentre nel contempo conferma le suggestioni olfattive. Punto Merlot 2012: Merlot in purezza con leggero appassimento in plateaux di circa un mese, 36 mesi di affinamento in barrique di rovere francese nuove. Sarà perché il merlot è il mio vino preferito, ma non vi ho trovato nemmeno un difetto come nel successivo Punto 2011. E’ che la tecnica dell’appassimento non solo arricchisce ma esalta i profumi, il timbro di questo nobile rosso. Di grande beva. E infine Virgola ovvero Syrah 2013 e 2012: il “re” della cantina. Anche il Syrah, in purezza, subisce l’appassimento in barrique di rovere francese nuove per circa un mese. Un rosso importante, quello che segna il discrimine di chi sa fare vino, un capolavoro. Esplosione di frutta rossa, di sottobosco, di spezie, di grande sapidità. Un vino da bere ora come fra 20 anni. Insomma, una visita questa cantina la merita davvero se siete degli appassionati enoici. E se la gentilezza dei proprietari  vi fa visitare la tenuta (chiedete comunque di fare un giro, ne vale la pena: senza rompere nulla veh!) state attenti ai sassi per terra che facilmente potrete imbattervi in un fossile. Buona scampagnata.

Virgola, ovvero il Syrah

 

 

DEDNO: JOSKO GRAVNER E IL SOGNO DI UN GIARDINO VITATO

Si trova a Dedno, in Slovenia, il vigneto di 8 ettari che Josko Gravner sta preparando con passione e tenacia da 17 anni. Un progetto che prevede anche tre stagni e un importante lavoro di architettura del paesaggio a completamento dei vigneti, per realizzare un vero e proprio giardino vitato che non comprenda solo viti, coerentemente alla filosofia del produttore goriziano. Un lavoro lungo e difficile, reso ancor più impegnativo dalla forte pendenza dei terreni, che ha spesso costretto Gravner a realizzare diversi lavori solo a mano. Ma che sta quasi giungendo al termine. Il 2017 ha infatti visto l’impianto delle viti portainnesto, che saranno innestate a gemma direttamente in campo tra due anni, quando si saranno adattate alle nuove condizioni e l’apparato radicale si sarà sufficientemente sviluppato. Una storia lunga e travagliata, iniziata nel 2000 con la sistemazione in una prima parte dei drenaggi e i terrazzamenti, la maggior parte dei quali sono crollati dopo un’imponente pioggia nel 2001. È stato necessario quindi sistemare i drenaggi e rifare interamente i terrazzamenti, prima di piantare i primi due ettari a ribolla nel 2010. La seconda parte dei lavori è iniziata nel 2006 e questa volta i drenaggi sono stati fatti con estrema cura sin dall’inizio: scavi profondi anche 4-6 metri, fino ad arrivare alla roccia, 230 camion di ghiaia necessari per avvolgere i chilometri di tubi interrati per far sì che l’acqua defluisca senza fare danni. Le viti piantate quest’anno, dopo tre anni di sovescio, entreranno in piena produzione durante la stagione 2024/25, e il vino che da esse verrà ricavato finirà in bottiglia nel 2032. Dati tecnici:  superificie totale: circa 8 ettari; portainnesto: 110R, BerlandierixRupestris; sesto d’impianto: 145×80 cm; densità: 7500 piante/ha.