SANTA MARGHERITA HA ACQUISITO CA’ MAIOL BANDIERA DEL LUGANA DOC

Da sx Fabio Contato, presidente del nuovo Consiglio d’Amministrazione ed Ettore Nicoletto, AD Santa Margherita Gruppo Vinicolo

Santa Margherita Gruppo Vinicolo ha acquisito la maggioranza di Cà Maiol, vera e propria bandiera della denominazione Lugana DOC, di cui è stata assoluta protagonista negli ultimi trent’anni. Fabio Contato, l’imprenditore che ha guidato la Cantina di Desenzano del Garda nella fase di espansione degli ultimi anni, rimarrà nella società come presidente del nuovo consiglio d’Amministrazione. Con questa acquisizione, Santa Margherita Gruppo Vinicolo rafforza la propria leadership nel segmento dei vini bianchi, entrando in una denominazione in forte espansione, dall’altissimo profilo qualitativo. Cà Maiol porta in dote un vigneto di 140 ettari di superficie, su quattro distinte “cascine” la più antica delle quali, fondata all’inizio del Settecento, dà il nome all’intera azienda. Avviata nel 1967 con un impianto iniziale di 12 ettari, la Cantina lombarda ha acquisito per dimensioni, bottiglie vendute e mercati raggiunti nel mondo, un ruolo trainante per l’intera denominazione rendendo il Lugana uno dei vini bianchi italiani più famosi e ricercati. Molti i riconoscimenti internazionali raggiunti in questi anni da Cà Maiol, la cui produzione attuale si attesta su oltre 1,5 milioni di bottiglie per un fatturato atteso nel 2017 di circa 10 milioni di Euro. «Il Lugana – sottolinea Gaetano Marzotto, presidente di Santa Margherita Gruppo Vinicolo – è una denominazione che ha saputo conquistarsi uno spazio importante fra i vini bianchi italiani. Cà Maiol e Fabio Contato sono stati protagonisti indiscussi di questo successo che deve proseguire, ampliando ancora di più il numero dei mercati raggiunti e consolidando i risultati conseguiti. E’ un vino, un territorio, che sentiamo vicino, che abbiamo seguito negli anni con attenzione, nel quale vediamo un grande potenziale. Vogliamo apportare a questa nostra denominazione tutto il nostro know how per consolidare ulteriormente la sua posizione di protagonista a livello globale». «La responsabilità di un imprenditore deve andare oltre al momento contingente e mirare alla visione di lungo periodo per la propria azienda: questo vale ancor più per chi, come noi, ha portato al successo internazionale una cantina ed una intera denominazione – sottolinea Fabio Contato –. Oggi Cà Maiol e il Lugana DOC sono realtà conosciute, apprezzate e richieste ovunque nel mondo, grazie ad un forte impegno per una qualità senza compromessi. Dobbiamo però guardare al futuro, allo scenario competitivo del mondo del vino, dove un numero sempre maggiore di player internazionali rende complesso il cammino di ogni realtà, tutto sommato, piccola. Ho trovato nella famiglia Marzotto, e in Santa Margherita Gruppo Vinicolo, i partner ideali per proseguire nel nostro processo di sviluppo». «Santa Margherita Gruppo Vinicolo con questa acquisizione – evidenzia Ettore Nicoletto, AD del gruppo – rafforza il proprio ruolo di scout di territori italiani dal grande potenziale, la propria presenza in Lombardia, regione sempre più importante nel panorama vitivinicolo nazionale e la propria vocazione ed attenzione ai vini bianchi di cui è storicamente una protagonista di primissimo piano. Santa Margherita Gruppo Vinicolo aggiunge un’altra tessera al suo mosaico enologico che già la vede presente nelle più vocate regioni italiane: dall’Alto Adige al Veneto Orientale; dalle colline di Conegliano-Valdobbiadene alla Franciacorta; dal Chianti Classico alla Maremma ed alla Sicilia. Per la denominazione Lugana si apre oggi una nuova fase di crescita che andrà a beneficio dell’intero sistema locale».

ANTEPRIMA DI CALICI DI STELLE A VENEZIA

Terza edizione dell‘anteprima di Calici di Stelle nello storico giardino di Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò di Venezia, mercoledì 26 luglio, organizzata dal Movimento del Turismo del Vino, Città del Vino e Veneziaeventi.com. Una notte d’estate, la magia di Venezia, il fascino del giardino di un palazzo storico affacciato sul Canal Grande, oltre cento etichette di vino selezionate da tutta Italia da Veneziaeventi in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino Veneto e Nazionale. Dinner buffet curato con la supervisione degli organizzatori per gli abbinamenti più ideali con le degustazioni. Va ricordato che la serata è in totale “whiteStyle” come prevede il dress code che renderà ancor più scenografico lo splendido giardino del Casinò, reso già incantato dallo sfavillio delle luci e dei riflessi del Canal Grande e dalla cornice di Ca’ Vendramin Calergi. Colonna sonora della serata DJ set.  La serata comincia alle 20 e per non perdersi nella città delle mille calli e le centinaia di ponti, da piazzale Roma, una navetta gratuita messa a disposizione dal Casinò consentirà agli ospiti di raggiungere comodamente Ca’ Vendramin Calergi. . Dalla stazione, per chi vuole usare il treno, scesa la scalinata, basta tenere a sinistra e passo dopo passo arrivare fin all’ingresso di Ca’ Vendramin Calergi. Ingresso gratuito alle sale da gioco del Casino’ di Venezia (previa esibizione di un valido documento di identità all’ufficio tessere). Degustazione di oltre cento etichette, dinner buffet e sacca di degustazione. Ticket all inclusive 25 euro. Info: 347 4447717 www.veneziaeventi.com    www.movimentoturismovino.it/it/home/  mariabotter@veneziaeventi.com.

 

 

ROBINOT, VIGNAIOLO E FOTOGRAFO

“Energie!!!” è il motto di Jean Pierre Robinot, noto per i suoi vini della Loira e per saper diluire nelle bottiglie anche un pizzico dell’energia che sprigiona la terra. Meno noto (per ora) per saper catturare quest’energia con la macchina fotografica. Jean Pierre dice “L’astrazione è per me una grande vibrazione del vivente. La luce della notte è il mio universo, la maniera di proiettarmi nel cosmo”. Benedetta e Luca Fullin sono lieti di presentarlo nelle vesti di artista fotografo astratto al suo primo vernissage italiano che si terrà presso il Local a Venezia, venerdì 21 Luglio alle 12  dove è stata allestita una mostra temporanea di alcune delle sue opere. E poi tutti in festa con i vini, offerti da Robinot, e con stuzzichini preparati dallo chef Matteo Tagliapietra

MACULAN: 40 ANNI DI VENDEMMIE CON LO SGUARDO AL FUTURO

Da sx Angela, Fausto e Maria Vittoria Maculan

Quaranta anni di vendemmie. Fausto Maculan le ha festeggiate con una cena in cantina, ospiti giornalisti e affezionati clienti (a proposito i complimenti al ristorante La Rosina di Marostica per l’imponente buffet e una cena all’altezza della fama del locale), con visita in cantina (dove abbiamo ammirato le “riserve” di casa Maculan) e verticali di quattro annate (1985, 1998, 2005, 2015) del Fratta, blend di Cabernet e Merlot dai migliori terreni dell’azienda, e il simbolo di casa Maculan, ovvero il Torcolato assaggiato con mille sorprese di profumi e sapori nelle annate 1978 (!), 1983, 1995 e 2000. E poi la regina della serata, ovvero il XL, magnum di Cabernet Sauvignon datato vendemmia 2013, giusti i 40 anni di vendemmie. Fin qui tutto normale, o quasi. Perché Fausto ha aperto il libro dei ricordi, fatti di incontri voluti e cercati per impossessarsi dell’arte enologica. Erano gli anni Settanta, la famiglia Maculan il vino allora lo vendeva, ma Fausto, che aveva già da un po’ finito la scuola enologica di Conegliano, decide di farlo lui il vino. Cambia tutto, gira il mondo del vino dalla Champagne, all’Alsazia, a Bordeaux fino alla Napa Valley a visitare le cantine californiane. E impara, assorbe più che può. Poi l’incontro decisivo: Luigi Veronelli. Un’altra volta cambia tutto: nasce il Torcolato, il passito da uva Vespaiola, che si faceva in tutte le famiglie della zona di Breganze, ma Fausto ha un’intuizione: lo corregge togliendogli l’eccessiva vena liquorosa. E’ un successo, tanto che Gualtiero Marchesi lo adotta nel suo antico ristorante di via Bonvesin della Riva a Milano e le visite vicendevoli fra i due non si contano. Da lì il Torcolato fa il giro del mondo: un successo che dura anche oggi e che fa della zona di Breganze una delle più conosciute a livello internazionale. Angela e Maria Vittoria sono la nuova generazione Maculan. Determinate a percorrere le orme del padre Fausto, dopo il liceo scientifico hanno entrambe scelto la facoltà di Scienze e Tecnologie Agrarie all’Università di Padova. Angela, che ha visitato le zone vitivinicole più importanti del mondo, si occupa del settore export ed è anche presiedente del Seminario Permanente Luigi Veronelli. Maria Vittoria, invece, dal 2007 segue la gestione dei vigneti, il controllo di maturazione delle uve, le fermentazioni e l’affinamento dei vini. Ormai da un decennio Angela e Maria Vittoria affiancano il padre nella conduzione dell’azienda e acquisendo negli anni, sotto la sua guida, tutta l’esperienza e le competenze necessarie per gestire ogni aspetto decisionale che riguarda la vita dell’azienda. Anche quello che riguarda il futuro: la cinquantesima vendemmia sarà resistente. Ovvero la famiglia Maculan ha deciso di intraprendere la strada delle varietà resistenti alle malattie. Saranno messi a dimora il prossimo autunno i primi vigneti di Merlot Khorus e Sauvignon Rytos, due varietà resistenti selezionate dall’Università di Udine. Una conversione che nel corso di un decennio coinvolgerà progressivamente tutte le varietà coltivate. “Il primo impianto sarà complessivamente di sole 4000 viti – spiega Maria Vittoria, responsabile della produzione – ma la nostra intenzione è di rinnovare via via i vigneti più vecchi con varietà resistenti alla malattie. È necessario specificare che queste varietà non sono individui geneticamente modificati, ma tipi ottenuti da incroci intraspecifici con il cambiamento solo del 5% dei cromosomi, ovvero di quelli responsabili degli effetti delle malattie sull’uva. Con queste varietà possiamo applicare solo uno o due trattamenti all’anno rispetto ai 10-11 che si praticano generalmente nel nostro territorio”. Una svolta storica per l’azienda fondata nei primi anni Cinquanta da Giovanni Maculan e saldamente nelle mani di Fausto dal 1973. La prima vinificazione dai nuovi vigneti è attesa per il 2020. “Puntiamo ad avere un vino eccellente entro il 2023 – aggiunge Angela, responsabile commerciale – anno della cinquantesima vendemmia di nostro padre. Certamente il vino per celebrare quella ricorrenza sarà da vitigni resistenti”. Una scelta fortemente voluta dalla nuova generazione, avallata da Fausto Maculan, che guarda anche al presente: “Nell’attesa di convertire tutta la produzione alle nuove varietà stiamo sperimentando nuove macchine irroratrici: diffondono il prodotto unicamente sulle foglie, aspirando le eccedenze. Niente più deriva aerea e dispersione per terra”. E infine si pone un obiettivo: “La nostra sfida per il futuro è fare il vino rosso più buono d’Italia da varietà resistenti. Questo è il nostro impegno”.

XL: un Cabernet Sauvignon speciale per la quarantesima vendemmia

I granndi rossi Maculan in degustazione

La cena in cantina

I “tesori” della cantina

 

 

CA’ ROVERE: DAL METODO CLASSICO ALL’ITTIOCOLTURA

I grandi vini prodotti dalla Ca’ Rovere

La famiglia Biasin

La Cà Rovere di Alonte (VI) sta in un angolo appartato dei Colli Berici, dove i versanti scendono sulla pianura che guarda il confine del Vicentino con il Veronese. Pochissimo traffico sulla strada che s’inoltra verso le dorsali. Silenzio. Aria buona che il lieve scarto altimetrico – prezioso per le buone viti – fa ben girare tra la notte e il giorno insolato da sudovest. In una cantina ricavata nella pietra calcarea – quella ricca di fossili del fondo marino emerso 6 milioni di anni fa – la famiglia Biasin affina da quasi trent’anni la sua tecnica di produzione méthode champenoise,  pionieristica nel territorio. Le quattro etichette  Metodo Classico che Cà Rovere propone sono, appunto, una rarità preziosa per i Berici e chiudono l’intero quadrilatero storico della produzione di bollicine: il demi-sec colpevolmente inconsueto nei bicchieri degli appassionati, il rosè con cui tentare i curiosi, il blanc de blanc di Chardonnay e l’etichetta blu del brut di Chardonnay e Garganega top di produzione. Cà Rovere comprende oggi 30 ettari (dai 7 dell’iniziale investimento vitivinicolo del fratelli Biasin) e batte la via difficile e gloriosa del Metodo Classico dal 1991, cioè dalla stagione della scommessa – oggi vincente – dei fratelli Ugo (che da tutt’altre parti si occupa anche di itticoltura) e Sisto (che dà il nome alla linea dei vini fermi:) e della sorella Alessia (titolare dell’azienda agricola). Dalla base calcarea dei terreni della tenuta Cà Rovere crescono uve ricche di mineralità: le migliori sono scelte per diventare spumanti. La linea-bollicine conta 40 mila bottiglie all’anno tra enoteche e ristorazione di qualità. L’obiettivo aziendale è arrivare a 100 mila grazie all’affermazione della qualità cercata senza scorciatoie.Il metodo classico richiede anni di lavoro su ciascuna serie di bottiglie e i Biasin sono impegnati sulla linea del “mai meno di 36 mesi sui lieviti”. La sequenza è rigorosa: scelta delle uve migliori di ciascuna annata “millesimata”, assemblaggio delle cuvée di vari vigneti, fermentazione iniziale e primo imbottigliamento con liqueur de tirage di zuccheri e lieviti per una seconda fermentazione, tre anni di bottiglie in cantina sotterranea, sboccatura per eliminare le impurità e tappatura finale con l’aggiunta della liqueur de expedition che darà il tocco di individualità di lì a qualche ultimo mese di attesa. Curiosità sull’eccellente demi-sec: la liqueur è a base del passito di casa, il “Profumo di Sole” di uva Garganega. Per conoscere l’azienda Cà Rovere e i fratelli Biasin sono possibili visite a campi e cantina, anche in occasione di degustazioni, cene ed eventi culturali di promozione del territorio.

LA KORNAT ITTICA

L’allevamento della Kornat Ittica

Il gruppo veronese Vrm, specializzato in commercializzazione di prodotti ittici, cresce e guarda oltre confine, acquisendo un nuovo allevamento di pesce in Croazia, grazie al supporto di Finest, società finanziaria per l’internazionalizzazione delle imprese del Nordest.Unica azienda nel suo genere in Italia, Vrm srl è nata nel 2006 su iniziativa dell’imprenditore Ugo Biasin che, esperto nel settore, ha rilevato una società presente da oltre 30 anni al Centro Agroalimentare di Verona Mercato, specializzata nella commercializzazione di pesce fresco proveniente da tutta Europa destinato alla grande distribuzione italiana. L’impresa, che allora aveva un fatturato di 17 milioni di euro, è poi cresciuta rapidamente, tanto che nel 2009, con l’acquisizione del mangimificio Naturalleva di Cologna Veneta, ha ampliato la propria attività con la produzione di mangime per pesci, realizzando così un progetto di filiera. «L’idea si è rivelata vincente», commenta il presidente Biasin. «Partendo dalla considerazione che in futuro il pesce verrà sempre meno pescato e sempre più allevato, abbiamo capito l’importanza di garantire un prodotto di qualità e abbiamo deciso di entrare quindi nel mondo dei mangimi». Il gruppo ha quindi realizzato numerosi interventi per adeguare alle normative vigenti l’azienda di Cologna Veneta, in modo da garantire al pesce standard qualitativi elevati. «Venuti a contatto con varie realtà di allevamento, abbiamo deciso di rilevarne due, in modo da garantire oltre alla qualità anche la provenienza», spiega il presidente del gruppo. «Così siamo diventati l’unica azienda italiana ad avere una filiera integrata nel settore ittico». Gli allevamenti acquisiti sono la Civitaittica srl, a Civitavecchia, e l’altro in Croazia, la Kornat Ittica doo, specializzata nella gestione di allevamento a mare di orate e branzini, in prossimità delle isole Kornati (Incoronate), di fronte al litorale di Zara. Nel 2014 il gruppo, che conta 135 dipendenti, ha raggiunto un fatturato di 70 milioni di euro, rispetto ai 56 milioni del 2013: nell’azienda di Cologna Veneta, dove vengono prodotte annualmente 40mila tonnellate di mangime per pesci, sono impiegate una trentina di persone, così come nella sede di Vrm srl, all’interno del Centro Agroalimentare. Il progetto di acquisizione dell’allevamento Kornat Ittica doo ha visto la partecipazione diretta di Finest, spa partecipata da Friulia SpA, società finanziaria della Regione Friuli Venezia Giulia, dalla Regione Veneto, dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Simest e da alcune banche del territorio. In un quadro generale in cui l’agroalimentare si sta rivelando un settore strategico nel processo di internazionalizzazione delle imprese del Nordest, Mauro Del Savio, presidente di Finest Spa, sostiene che «abbiamo investito con un partner che conosce bene il suo lavoro e che guarda alla qualità. Siamo in presenza di una completa filiera alimentare che va dalla produzione di mangime, al corretto allevamento, fino alla capacità di essere presenti nella catena di distribuzione, senza trascurare l’organizzazione logistica nella gestione di un prodotto che va consumato freschissimo».

GIANNITESSARI METTE LA FIRMA SUL DURELLO

Si completa con sei referenze di bollicine la gamma dei vini firmati da Gianni Tessari. L’imprenditore e wine maker veronese lo scorso anno aveva lanciato il brand con il suo nome e cognome per i vini prodotti nelle zone di Soave e Colli Berici: oggi vi affianca due spumanti metodo charmat a base di uva Durella (extra dry e brut) e quattro metodo classico. Ben tre sono Lessini Durello Doc, proposto nelle versioni 36 mesi, 60 mesi e 120 mesi sui lieviti. Infine completa il panorama lo spumante Rosé 36 mesi. Una scelta territoriale molto netta per la Giannitessari, con sede tra i Monti Lessini a Roncà, che abbraccia con decisione il vitigno d’elezione del proprio territorio, il Durello. “Con questi sei nuovi prodotti – commenta Gianni Tessari – si conclude un percorso che ci ha portato ad esprimere i tre terroir a cui mi sono dedicato negli ultimi anni. Oggi tutti i nostri vini riportano lo stesso marchio, nel segno di una continuità rispetto al mio personale percorso formativo ma anche di innovazione imprenditoriale”. La Giannitessari opera infatti su tre ambiti territoriali vicini, ma tra loro molto diversi. Oltre all’area dei Lessini in cui vengono prodotti gli spumanti e due vini fermi  (Chardonnay e Pinot Nero), l’azienda produce tre diversi Soave (Soave Doc, Soave Classico Monte Tenda, Soave Classico Pigno) e ha vigneti sui Colli Berici dove coltiva uve a bacca rossa con cui produce Tai Rosso, Due (Merlot e Cabernet) e Pianalto (Cabernet). In totale 55 ettari di vigneto per la produzione di 350.000 bottiglie.

GRANDE FESTA, PREMI E UN GIRO IN LAGUNA DA SOGNO

 

La premiazione del ristorante Omar di Jesolo come miglior piatto dell’anno

Tutti presenti “i campioni del 2017” arrivati da gran parte delle regioni e degli stati che compongono l’Alpe Adria tra l’Italia, la Slovenia, l’Austria e la Croazia, 10 premi alla ristorazione, 9 ai vini e 2 premi speciali per consegna dei riconoscimenti della guida enogastronomia Best Gourmet Alpe Adria – Magnar Ben 2017. “Una grande emozione” – dice Maurizio Potocnik, editore della guida, coaudiovato da un importante team giornalistico – “aver potuto assaggiare i piatti, – i vini e poi incontrare chi li ha realizzati e prodotti, poter ascoltarli, ognuno con la sua storia, un pensiero uno stile non solo in cucina, in vigna o in cantina, ma anche uno stile di vita è una grande emozione, un vero arricchimento personale mio e di tutta la platea presente. Tra i premi alla ristorazione, tra cucina moderna, tradizionale, cucina d’hotel, trattorie, osterie, miglior piatto, anche un premio speciale alla carriera alla spumeggiante Lucia Gius, la cuoca trentina che dopo una vita ai fornelli di Maso Cantanghel, lo scorso anno si è ritirata dal mondo della ristorazione. Alle ore 21 nell’unica terrazza panoramica con vista sull’Adriatico, quella del Terrazza Mare Marcandole, sul faro e fiume Sile è andata in scena Seven, una delle cene più interessanti dell’anno e di tutto il panorama territoriale. 70 gli ospiti, sette i giovani chef che hanno dato vita ad un percorso tra Istria e Garda, tra Adriatico, fiumi e orti ad un menù di 7 portate e 7 abbinamenti: Luca Cesaro di Terrazza Mare Marcandole (VE) con il tonno marinato alle erbe, rapa rossa e maionese alla soia abbinato allo “Zero infinito” di Pojer e Sandri, Andrea Nardin chef dell’ Antico Veturo (PD) che ha presentato un carpaccio d’orata, piselli, mandorla fresca, albicocca, erbe spontanee e acqua di pomodoro ai lamponi abbinato al Superiore di cartizze “Zero” di Duca di Dolle, lo chef Marko Gorela dell’ Istrian Tapas – LifeClass Hotel di Porto Rose (SLO) con il piatto “L’inspirazione del pescatore Stane” realizzato con branzino Fonda con tartara di cetriolo bruciato, olio d’oliva al limone di Lisjak, cocomero con grappa al ginepro e agrumi, gel di tuorlo d’uovo con aceto Mate, gazpacho di limoni canditi abbinato al Ferrari Perlè 2010 TrentoDoc. E ancora il giovane chef Marco Pirillo di Marcandole (TV) con il risotto con zucchine gialle, carpaccio di cappesante, caviale Giaveri (caviale prodotto a Treviso) e riduzione di crostacei abbinato al vino Amandum Friulano 2013 di dai Moras, lo chef Carlo Nappo del Podere dell’Angelo (PN) con il riso servito al tavolo, la stracciatella di Visinale, agrumi, mare, orto e le sue acidità abbinato al vino Filò di Arianna di Tenuta Roveglia, lo chef trevisano Marco Parenzan del ristorantino enoteca Makallè (TV) con il piatto dell’anguilla del Sile croccante, crema di burrata, lamponi ed erbe aromatiche del suo orto abbinato al vino macerato OrangeOne di Paraschos. Chiude in bellezza lo chef Dimitri Mattiello del Dimitri Restaurant (VI), vincitore dell’Award “Ristorante emergente” con il dessert freschezza al pompelmo rosa con collezione dell’orto 2017 abbinato al Gi Gin Mule di Fred Jerbis 43 (PN) un Gin realizzato in Friuli con ben 42 botaniche ed preparato per l’occasione con la Scortese Organic ginger beer di Bevande Futuriste. Tra i vari interventi tra giornalisti, ospiti e produttori anche lo chef sloveno Tomaz Kavcic ormai riconosciuto tra i più famosi chef d’Europa ed alcuni direttori dei programmi televisivi italiani dedicati al mondo della ristorazione e del vino.

PRESS EDUCATIONAL: I SEGRETI DELLA LAGUNA

MIchel Toulouze nella “sua” Sant’Erasmo: grande verticale del suo bianco Orto di Venezia

E venerdì 16 giugno tutto il giorno fra barene, gabbiani e belle sorprese. Una giornata in una tipica imbarcazione lagunare “il bragosso” condotta magistralmente al timone da Francesco Burlando organizzata da Club Magnar Ben e l’amministrazione del comune Città di Jesolo. Tante curiosità e dettagli su questa estensione unica al mondo con 550 km quadrati dei quali solo l’ 8% sono occupati da isole, l’11% permanentemente coperta da acqua e l’80% composta da piane di marea e paludi di acqua salata. Una vera e propria attrazione per turisti che affollano Venezia e Jesolo, divenuta patrimonio dell’Unesco dal 1987. Isole ai più sconosciute, silenzi ancestrali, barene, canali, erbe spontanee, percorsi naturalistici in bicicletta, una ricca e affascinante storia secolare da scoprire parte in barca, parte a piedi, come abbiamo fatto noi partiti per acque tra Treporti e Lio Piccolo all’agriturismo Le Saline in direzione nord della laguna sopra l’isola di Torcello, poi una breve sosta all’isola di Mazzorbo con visita al vigneto di Dorona a Venissa, ed ancora vigneti e cantina nella più grande isola veneziana quella di S. Erasmo, famosa per le “castraure” ovvero i carciofi violetti di S. Erasmo. Qui un unico vino prodotto in poco meno di 18.000 esemplari chiamato Orto di Venezia (Award miglior vino bianco Alpe Adria 2017). Ad aspettarci, oltre ad animali da cortile immersi nella spontanea ruralità, Michel Thoulouze, l’imprenitore della televisione francese che dopo aver girovagato il mondo, nell’isola di S. Erasmo ha trovato la sua dimensione e il gusto di fare vino, questo davvero speciale e prodotto con uve dei suoi vigneti isolani di Malvasia Istriana, Fiano d’Avellino e Vermentino, tre vitigni “di mare” per un vino che racchiude sapidità unito ad un ricco “suk” di profumi di fiori di mandorla, di liquirizia, buccia d’arancia, miele di barena e masala lagunare.

LE MERAVIGLIE DI LIO PICCOLO

Da sx: Daniele Zennaro, Walter Nardin, Maurizio Potocnik e Gabriele Bisetto

Ancora un viaggio nel tipico bragosso veneziano e l’ultima interessante sosta nel cuore della laguna a Lio Piccolo, dove un lembo di terra corre tra canali e valli da pesca (ora non più possibile). Un’atmofera quasi surreale al calar del sol tra l’acqua salmastra, varietà d’uccelli insoliti, orti, e giuggiole, si le famose giuggiole (dette in veneziano “zizole”) quelle del “brodo” tanto per capirci, la piccola chiesa dedicata a Santa Maria della Neve e la decadenza del palazzetto seicentesco Boldù quasi a vigilare la natura intorno ed il suo lento fluire. Ad attenderci, Gabriele Bisetto, esperto di piante spontanee delle barene, il maestro vignaiolo Walter Nardin con il suo vino naturale “Nata Bianca” (incrocio Manzoni sui lieviti prodotto sul Piave) e lo chef veneziano Daniele Zennaro, uno dei pochi cuochi che conoscono profondamente e hanno studiato le erbe spontanee delle barene lagunari ed il loro utilizzo in cucina abbinato al pesce povero dell’alto Adriatico, Ballarin Gian Pietro dell’Associazione Borgo Lio Piccolo che ha portato un bel vassoio di frutti del posto (eccellenti). Dall’aperitivo al santonico, si eleva in bocca la sapidità della minutina fritta in pastella (erba stella) assieme alla salsa dei go (uno dei pesci poveri della laguna), si morde un rinfrescante “tacos Veneziano” fatto con radicchio di Chioggia il pesce lotregano con il finocchio di mare e la portulaca (strepitoso), oppure le sarde arrostite con la misticanza di tarassaco, bieta selvatica, carletti, spinaci di mare con olio e semi di canapa. La tagliatella con margarote (conchiglia con 2 valve, a forma di cuore), salicornia e fiori di malva stupisce per cromie e gusti e il dolce finale con i petali di magnolia in tempura con aceto balsamico di ciliegie. Bravissimo al solito Daniele Zennaro. Insomma una laguna sorprendente, ricca, curiosa e gustosa come nessun altro luogo al mondo, in Alpe Adria naturalmente!

Le tagliatelle con le margarote

I frutti colorati e fragranti di Lio Piccolo (attendendo le zizole)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MEETING DELL’ALPE ADRIA A JESOLO. TUTTI I PREMIATI – CENA A 14 MANI

La suggestiva location del Terrazza Mare Marcandole

Saranno la città di Jesolo e la laguna di Venezia, teatro del 5° meeting enogastronomico dell’Alpa Adria, la macroregione europea a cavallo tra Lombardia, Nord Est Italia, Slovenia, Austria e Croazia. Giovedì 15 giugno alle ore 18 presso Terrazza Mare Marcandole (fronte faro) con il patrocinio della Città di Jesolo e la collaborazione dell’Associazione Jesolana Albergatori, saranno di scena i vincitori degli Awards Best of Alpe Adria della 21° edizione della Guida Magnar Ben Best Gourmet tra i quali 11 Awards nel mondo della ristorazione, 9 nel mondo del vino e 2 special Awards, il primo alla rivista nazionale “Vitae” dell’Associazione Italiana Sommelier (interverrà il presidente Italiano Antonello Maietta), il secondo, sarà consegnato da Eat’s le food hall di Milano – Conegliano (partner ufficiale della guida 2017) al Miglior prodotto della macroregione. A condurre la cerimonia lo staff al completo di giornalisti della Guida Best Gourmet edizione 2017 diretta del suo fondatore Maurizio Potocnik con la collaborazione di Morello Pecchioli, Giuseppe Casagrande, Francesco Lazzarini, Furio Baldassi, Cristiana Sparvoli, Marina Tagliaferri, Chiara Giglio, Tiziana Rinaldi, Wladimiro Gobbo, Carla Soligo e Dario Penco. Alle 20,30 sarà di scena, sempre nella splendida e rappresentativa location di Terrazza Mare Marcandole, Seven una innovativa cena a 14 mani con 7 giovani chef e 7 grandi vini provenienti dalla macroregione europea. Seven percorrerà dall’Istria al Garda il tema del pesce dell’Alto Adriatico e di fiume tra orti ed erbe aromatiche stagionali, con una particolare selezione di giovani chef dai 26 ai 34 anni che stanno dimostrando una grande tecnica e una profonda conoscenza della materia. Gli chef selezionati da Club Magnar Ben sono: Luca Cesaro -Terrazza Mare Marcandole (VE) – Andrea Nardin – Antico Veturo (PD) – Marko Gorela – Istrian Tapas  dell’Hotel LifeClass di Portorose (SLO) – Marco Pirillo – Marcandole (TV) – Carlo Nappo – Podere dell’Angelo (PN) –  Marco Parenzan – Makallè (TV) – Dimitri Matiello – Dimitri Restaurant vincitore del premio “miglior ristorante emergente 2017” di Altavilla Vicentina (VI). Sette anche gli abbinamenti alle  sette portate gourmet tra cui 6 vini abbinati ed un Gin in finale: Zero Infinito di Pojer e Sandri (TN), Superiore di Cartizze “Zero” di Duca di Dolle (TV), Ferrari Perlè 2010 Trentodoc (TN), Amandum Friulano 2013 dell’azienda agricola Dai Moras (GO), Filo di Arianna di Tenuta Roveglia (BS) e l’ OrangeOne 2012 di Paraschos (GO). Chiude la sfilata degli abbinamenti un GIN prodotto in Alpe Adria e precisamente in Friuli Venezia Giulia, il Fred Jerbis distillato con 43 botaniche da una ricetta di maestri aromatieri e liquoristi del 1946. Il 16 giugno, venerdì, si proseguirà con un “Lagoon press educational” organizzato dal Club Magnar Ben Editore, sempre con la collaborazione ed il patrocinio della Città di Jesolo, dedicato alla Laguna tra Jesolo e Venezia ed al suo meraviglioso ma fragile ecosistema tra barene, valli e canali. Si parlerà e si scopriranno le erbe spontanee delle barene e del suo utilizzo in cucina. Saranno infatti Gabriele Bisetto (esperto di botanica lagunare) ad accompagnare l’imbarcazione prima a nord di Jesolo, poi per una sosta gourmet con Maurizio Potocnik e la famiglia Bisol a Venissa nell’Isola di Mazzorbo per scoprire la cucina di Francesco Brutto chef di Venissa che regalerà in collaborazione con gli chef di Terrazza Mare Marcandole della famiglia Bardella e Rorato, un panorama enogastronomico gourmet dedicato alla cucina di mare ed alle erbe spontanee abbinato ai vini Maeli, azienda vinicola del gruppo della Famiglia Bisol. Ancora sorprese in bocca  e nei bicchieri nella sosta finale a Lio Piccolo, nel centro della laguna dove nella vecchia sede comunale saranno allestiti alcuni cooking show per scoprire alcune ricette “perdute” dell’antica repubblica di Venezia. Un finale al calar del sole nella magica atmosfera naturale della Laguna tra Jesolo e Venezia tra sapori antichi e gusti moderni. Al press educational arriveranno da tutta italia e dalla macroregione 40 tra i più rappresentativi giornalisti del mondo dell’enogastronomia e dei viaggi, comprese alcune televisioni nazionali che gireranno tra Jesolo e la laguna alcune trasmissione dedicate all’enogastronomia della macroregione e al mondo degli orti e delle erbe spontanee delle barene. Questi i premiati. RESTAURANTS AWARDS BEST OF ALPE ADRIA 2017 – MIGLIOR RISTORANTE ALPE ADRIA: Locanda Margon – Trento (TN); MIGLIOR RISTORANTE DELLA TRADIZIONE ALPE ADRIA 2017: Da Nando – Mortegliano (UD); MIGLIOR RISTORANTE EMERGENTE ALPE ADRIA 2017: Dimitri – Altavilla Vicentina (VI); MIGLIOR RISTORANTE D’HOTEL ALPE ADRIA 2017: Il Fogolar/Là di Moret – Udine (UD); MIGLIOR TRATTORIA ALPE ADRIA 2017: Cavour – Dossobuono (VR); MIGLIOR OSTERIA ALPE ADRIA 2017: La Madonnetta – Marostica (VI); MIGLIOR AGRITURISMO ALPE ADRIA 2017: EL Brite de Larieto – Cortina d’Ampezzo (BL); MIGLIOR PIATTO ALPE ADRIA 2017: Da Omar – Jesolo – (VE); MIGLIOR CARTA VINI DELL’ALPE ADRIA 2017: La Corte – Follina (TV): MIGLIOR CARRELLO DI FORMAGGI 2017: Miramonti l’altro Costorio di Concesio (BS): PREMIO ALLA CARRIERA ALPE ADRIA 2017: Lucia Gius – Maso Cantanghel – Civezzano (TN). SPECIAL AWARD 2017: 1°edizione Miglior rivista enogastronomica BEST OF ALPE ADRIA 2017 a Vitae trimestrale dell’ Associazione Italiana – Sommelier – Milano. WINES AWARDS BEST OF ALPE ADRIA 2017:  Vino – identità/ wine identity a Puro Rosè 2006 Movia (SLO); Bollicina da metodo classico/sparkling wine from classic method: Revolution Pas Operè 2012 Cà del Vent (BS – ITA); Bollicina da metodo Italiano/sparkling wine from italian method: Zero Valdobbiadene Superiore di Cartizze 2015  Duca di Dolle (TV- ITA); Vino bianco/white wine: Orto di Venezia Magnum 2011 Orto di Venezia  (VE – ITA); Vino rosso/red wine: Denxo 2010 Bixio Poderi (VR – ITA); Vino autoctono/ autocton wine: Filo di Arianna 2014 Tenuta Roveglia (BS –ITA); Vino passito/raisin wine: Francisca XI 2011 Marco Sambin – (PD- ITA); Vino biologico/biologichal wine: Zero Infinito Pojer e Sandri (TN -ITA); Macerato/orange wine: OrangeOne 2012 Parascos (GO-ITA).