CANTINA PIZZOLATO, CENA TRA I FILARI BIO

Cantina Pizzolato

Un’atmosfera unica incorniciata dai vigneti bio, a lume di candela che contribuirà a rendere davvero magica quella che ha tutte le premesse per essereuna serata indimenticabile. Queste le caratteristiche della prima edizione dellacena tra i filari che si terrà alla Cantina Pizzolato di Villorba (Treviso) giovedì 18 luglio a partire dalle 18.30. Gli ospiti saranno accolti nella nuova struttura sostenibile: a partire dalle 19 verranno accompagnati in visita all’azienda per poi continuare l’aperitivo di benvenutoed essere infine accompagnati tra i vigneti per l’inizio della cena alle 20.

Anche per questo appuntamento le parole d’ordine che ormai caratterizzano gli eventi dalla Cantina trevigiana sono: sostenibilità, naturalità, bellezza e condivisione. Durante la serata a fare da protagonisti saranno ovviamente i vini dell’azienda: tutte referenze rigorosamente bio e vegan. Importante citare gli abbinamenti estivi e ricercati della cena: dallo Spumante Metodo Classico abbinato agli antipasti di caprino e al pinzimonio al risotto al melone abbinato al Manzoni Bianco della nuova annata. La Cantina Pizzolato ha alle spalle l’esperienza di cinque generazioni di famiglie che hanno scelto di vivere in armonia con l’ambiente: un lungo percorso dedicato alla produzione biologica, certificata dal 1991, che inserisce oggi la cantina di Settimo Pizzolato tra le aziende leader nella produzione ed esportazione di vino bio.Grazie al menù ideato da G&G Gastronomia Catering di Ponzano Veneto, verranno proposti piatti realizzati con il solo utilizzo di prodotti stagionali e a chilometro zero. A fare da cornice alla serata la bellissima sede aziendale, che per uso dei materiali, rispetto del paesaggio e filosofia che ha animato il progetto è stata inserita all’interno dell’Arcipelago Italia durante la Biennale di Architettura di Venezia 2018.

In questa meravigliosa atmosfera, gli ospiti potranno viveremomenti di condivisione e convivialità ed immergersi nello spirito 100 per cento green di cui la Cantina Pizzolato è ambasciatrice autorevole e riconosciuta.

Per informazioni e il menu completo, consultare http://www.lacantinapizzolato.com. Prenotarsi allo 0422-928166 entro il 12 luglio.

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BULICHELLA E GLI ABBINAMENTI INCONSUETI: TRE SERATE IN CUI TOSCANA E GIAPPONE S’INCONTRANO IN AGRITURISMO

Azienda agricola Bulichella

L’azienda agricola Bulichella di Suvereto (Livorno) organizza tre serate tematiche per degustare i propri vini in abbinamento a pietanze della cucina giapponese nel suo agriturismo. Le serate inizieranno con una visita in cantina, seguite dalla cena in un’atmosfera resa ancora più suggestiva dall’accompagnamento musicale dal vivo. Un’idea originale e apparentemente bizzarra che in realtà fa una sintesi dell’anima di Bulichella. Una realtà che racconta i legami con la natura verdeggiante e agricola delle sue colline e con le origini giapponesi di uno dei fondatori dell’azienda nonché attuale proprietario, Hideyuki Miyakawa. Ogni evento offrirà diversi scorci della produzione vinicola Bulichella, accompagnati da specialità della cucina toscana e giapponese. Nell’appuntamento del 26 luglio dal titolo Calici in Terrazza saranno proposti il rosé Sol Sera e il vermentino Tuscanio bianco alla luce del tramonto. Il 9 agosto, per la serata Bulichella in Jazz, gli ospiti degusteranno Tuscanio bianco e Rubino ascoltando musica jazz con vista sulle vigne della tenuta. Infine, per il 24 agosto è prevista Alla scoperta dei Grandi rossi Bulichella, una serata dedicata alle selezioni della tenuta. Gli incontri saranno anche l’occasione per condividere con i presenti gli importanti risultati ottenuti da Bulichella nelle guide enologiche nazionali e internazionali 2019. Coldipietrerosse – Suvereto Docg 2015 ha conquistato i 93 punti di James Suckling, la stessa che ha premiato con 95 il Montecristo – Suvereto Docg 2015. Il Costa Toscana Igt 2015 Hide si è aggiudicato 94 punti da Vitae, la guida ufficiale dell’Associazione Italiana Sommelier. Rubino – Costa Toscana Rosso Igt 2016 ha totalizzato il punteggio di 92 nella guida Vinous del critico americano Antonio Galloni. Infine, Maria Shizuko – Suvereto Docg si è visto assegnare 91 punti dal prestigioso Wine Advocate.

Le cene sono su prenotazione, dati i posti limitati, al costo di 55 euro per le serate del 26 luglio e del 6 agosto e di 65 euro per l’appuntamento del 24 agosto. Per l’occasione, Bulichella ha previsto due pacchetti weekend, per due o tre notti, comprensivi di cene e pernottamento. Per maggiori informazioni scrivere a agriturismo@bulichella.it

FISH & CHEESE DAL 7 GIUGNO A JESOLO

FISH & CHEESE® da venerdì 7 a lunedì 10 giugno (spostata grazie all’inclemenza del mese di maggio). Dove: Piazza Casa Bianca  Lido di Jesolo dalle ore 11:00 alle 22:00. I migliori formaggi italiani e la cucina del mare protagonisti, vale a dire Formaggio & Pesce, una sfida per molti incompatibile, per altri possibile. Giudicheranno i visitatori. Ecco gli igredienti dell’evento: Mostra mercato dei formaggi italiani e dei prodotti ittici; Prodotti gastronomici; Laboratori guidati e masterclass; Eventi a terma nei ristoranti e wine bar di Jesolo. In contemporanea SummerWine, 100 vini per l’estate e la cuina del mare. Ingresso libero.   FISH & CHEESE® è un evento dove il vero protagonista è il formaggio: ci saranno produzioni casearie da tutta Italia, tutte artigianali e di qualità. La finalità è promuovere le specialità casearie italiane nelle tavole della ristorazione del litorale ai tanti turisti che saranno presenti nel week end della Pentecoste. Sono attesi, come ogni anno, numerosi turisti dall’Austria e dalla Germania. La manifestazione si svolgerà in Piazza Casa Bianca dove oltre alla mostra mercato, sarà possibile iscriversi ai laboratori di approfondimento con degustazioni. Nei giorni dell’evento molti ristoranti di Jesolo segnalati nella comunicazione, proporranno nel menù piatti con abbinamento formaggio & pesce. Fish & Cheese non sarà solo una provocazione. Abbinare il formaggio con la cucina del mare farà vivere ai partecipanti una nuova esperienza gustativa ed emozionale. Apparentemente aggiungere formaggi o prodotti lattiero-caseari ai piatti di pesce potrà sembrare “insolito”. Negli usi e costumi delle cucine regionali del passato il connubio è stato poco raccomandato, se non addirittura vietato. Il contrasto tra formaggi da una parte e prodotti ittici dall’altra, presente nelle cucine italiane del passato, si collegava al diverso modo di vivere e di procurarsi il cibo delle società dei pastori e di quelle dei pescatori. Le barriere culturali tra pastori e pescatori sono attualmente cadute e da quando gli italiani di ogni ceto hanno iniziato a viaggiare e a conoscere altre cucine ha preso piede e si sono diffuse sperimentazioni culinarie alla ricerca di nuovi gusti e, soprattutto, di nuove combinazioni. Il formaggio sta diventando sempre più un elemento dinamico e viene considerato cibo quando si consuma da solo (nature) e come ingrediente da cucina quando viene mixato ad altri cibi. È, oltretutto, flessibile perché può essere mangiato, assaggiato e gustato a tutte del giorno: dalla colazione, all’aperitivo, dalla cena al dopocena. Pesce & formaggio è diventato, dunque, sperimentazione, nuovo gusto, contaminazione. Orari di apertura di SummerWine: venerdì 7 giugno dalle 16 alle 20; sabato 8 giugno  dalle ore 11 alle 22; domenica 9 giugno dalle ore 11 alle 20; lunedì 10 giugno dalle ore 11 alle 20. Le degustazioni di SummerWine sono regolate dall’acquisto in un ticket. Per maggiori info: segreteria@gurucomunicazione.it

Elenco Formaggi presenti a Fish& Cheese

Stael (robiola) di capra, Cadolet (stracchino) di capra, Fatuli’ (affumicato di capra bionda dell’Adamello), Mascharpì  (ricotta affumicata), Nostranì ( semistagionato grasso di vacca),  Val Fredda (stagionato di malga 1 e 2 anni), Formaggella di vacca, Piacentinu ennese Dop, Pecorino siciliano, Nero sicilia, Ricotta salata, Vastedda del Belice Dop, Bergamella, Verde pascolo (formaggio di mucca dolce), Cavernicolo (formaggio di mucca stagionato 3/4 anni),  Primo sale capra, Rustica di capra (formagelle piccole di pura capra), Crema di Gorgonzola (crema 100% di gorgonzola cremoso spalmabile), Canestrato di Moliterno IGP, Caciocavallo Podolico,  Caciocavallo ubriaco, Asiago Dop  Fresco e  Stagionato, Formaggio tris (mucca-pecora e capra), Caprino vegetale, Parmigiano Reggiano 18  –  24  –  36  mesi, Stella Alpina  (latte vaccino),  Viola (latte vaccino), Signor Blu  erborinato  (latte vaccino), Mozzarella di Bufala Campana Dop, Ricotta di Bufala Dop, Fabula, Bucaneve  pura capra, Primordiale pura capra, Burrata Pugliese, Burrata Pugliese affumicata, Stracciatella, Crema di Rugiada, Fiore Sardo, Canestrato del Gargano, Salva Cremasco,  Salva Cremasco affinato con Fiori e miele, con l’olio di oliva, con vinaccia di Passito, con Rosmarino Timo e Salvia, affinato con Fieno e affinato con Gelsomino e Fiordaliso,  Pecorino Sardo, Pecorino Toscano Riserva, Pecorino al pistacchio, allo zafferano, erborinato (cacio d’oro), Pecorino stagionato nel rosmarino, nella cenere, alla cipolla e alle pere.

 

 

 

 

 

 

 

ANNO DOMINI: SE BOTTIGLIA ED ETICHETTA GUARDANO AL DESIGN

Raimondo Sandri

Giovedì 30 maggio (ore 18.30) presso la cantina 47 Anno Domini (Via Treviso Mare, 2 – Roncade), Raimondo Sandri art director e designer descriverà attraverso due case-history il processo creativo dell’etichetta e della bottiglia di successo. Saranno illustrate le fasi di sviluppo, dalla creazione alla realizzazione finale di questi due elementi fondamentali nella comunicazione del Brand, progettate per 47 Anno Domini. Oltre all’esplorazione del lavoro di ricerca che ha dato origine alle nuove etichette della linea Sottovoce, per la prima volta verrà anche illustrato nel dettaglio il percorso creativo seguito da Raimondo Sandri per giungere allo shaping finale nel design della bottiglia Diamante. Un processo caratterizzato da una fase di ricerca davvero unica che prevede la realizzazione a mano di modelli e prototipi in creta; la bottiglia diventa scultura e attraverso la modellazione artistica trova nuovi volumi e forme. Essenziale è la competenza tecnica tipica del design industriale maturata da Sandri, che permette di trasformare, nella parte finale del progetto, le bottiglie-sculture in prodotti di successo sul mercato. Tra le sue ultime creazioni una bottiglia commissionata per il mercato svedese che sta spopolando nei paesi scandinavi, ma totalmente Made in Italy. ‟In un mercato come quello vinicolo contraddistinto da una forte concorrenza e un frequente appiattimento delle differenze di prodotto, il packaging riveste un’importanza cruciale, sia esso riferito al label design che al design della bottiglia. Il packaging efficace imprime nella mente del consumatore il marchio, e contribuisce a stabilirne e rafforzarne l’identità e la credibilità, ha il compito inoltre di trasmettere l’immagine del Brand e dei suoi valori che attraverso una creatività competente si devono individuare e saper rendere seducenti. La coerenza di marca e di Brand Expression sono principi che devono ispirare ogni atto creativo che riguardi la comunicazione” dichiara Raimondo Sandri. La sua ricerca spazia dal definire le qualità espressive dei diversi materiali e il loro potenziale come veicoli comunicativi, all’individuare nuovi equilibri tra bottiglia ed etichetta; un rapporto fatto non solo di contrasti, ma sempre più dell’interazione fra tradizione e innovazione, artigianalità e tecnologia, cultura visiva e marketing.Al termine della presentazione seguiranno la visita di cantina e barricaia di 47 Anno Domini e la degustazione dei prodotti della Linea Sottovoce (Chardonnay DOC Piave, Sauvignon IGT TreVenezie, Pinot Nero IGT Veneto, Merlot DOC Venezia) e dell’esclusivo Prosecco DOC Spumante Biologico in bottiglia Diamante. Per prenotazioni: info@47annodomini.it

DEGUSTAZIONI E GRANDI CIBI DI STREET FOOD DA ANTONELLA CORDA

Christian Puecher e Antonella Corda

Visite in cantina, degustazioni e street food d’eccellenza. Antonella Corda apre le porte della sua azienda domenica 26 maggiodalle 11.00 alle 19.00, in occasione della ventisettesima edizione di Cantine Aperte. Accanto ai vini della cantina di Serdiana (CA) ci saranno per tutto il giorno le proposte gastronomiche di Cucina.eat,Josto e Framento. Alle 11.00 partirà la prima delle visite guidate, ripetute ogni ora fino alle 18.00 e tenute dai Sommelier AIS con l’introduzione di Luca Mercenaro, ricercatore del dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, e di Marco Pisano, geologo esperto del territorio di Serdiana. I visitatori partiranno da una passeggiata in vigneto, dove si parlerà delle caratteristiche dei terreni e delle uve, per arrivare poi in cantina e scoprire i processi che portano alla nascita dei vini. I sommelier proporranno quindi degustazioni di VermentinoNuragus Cannonau prodotti da Antonella Corda, che lo scorso anno si è aggiudicata il premio di Cantina Emergente del Gambero Rosso. Per tutta la mattina, inoltre, una carrozza trainata da cavalli sarà a disposizione per condurre adulti e bambini in un viaggio attorno ai vigneti, con partenze dalla cantina ogni 20 minuti. Ad accompagnare i calici la musica dei DeeJay Foxi & Herny, i panini di Panino.eat, l’Ape Gourmet del locale cagliaritano Cucina.eat a metà tra ristorante e gastronomia, e le pizze di Framento, tra le 50 migliori pizzerie d’Italia e del mondo secondo 50 Top Pizza 2018 e insegna premiata con i Tre Spicchi dal Gambero Rosso. A completare la proposta ci sarà un piatto gourmet preparato da Francesco Vitale di Cucina.eat e Pierluigi Fais, chef e titolare, insieme alla famiglia, di Framento e del ristoranteJosto. Accanto alle preparazioni salate, la gelateria I Fenu porterà le sue specialità artigianali preparate con le migliori materie prime della Sardegna. “Questa giornata – spiega Antonella Corda – è stata pensata come un grande picnic all’aperto tra amici. Siamo felici di poter ospitare in cantina tutti gli appassionati che vorranno scoprire come nascono i nostri vini e vorranno godersi una giornata all’insegna del buon bere e del buon cibo”.

CANTINA COLLALTO, UN VINO DEDICATO ALLA SUA PRINCIPESSA.

Principessa Isabella

Si chiama Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Collalto Docg “Isabella” Brut Millesimato e il nome non è un caso. È dedicato alla principessa Isabella Collalto de Croÿ e alla sua famiglia che, da oltre mille anni, 1060 per la precisione, ha saputo preservare le terre attorno al castello di San Salvatore a Susegana, nel Trevigiano. Su questa collina, ben oltre 1.000 anni fa, si sono insediati gli antenati della principessa Isabella, dal cui nome hanno preso poi il titolo di Conti di Collalto.
Si chiama “Rive” perché ricorda le colline; le uve, Glera, sono selezionate e arrivano da un’amena collina, di origine morenica, che si trova proprio a nord del borgo, la collina di Collato. Il vigneto è di oltre un ettaro e si trova proprio sul cucuzzolo ed è circondato da un boschetto che funge da protezione.
Il prodotto sarà messo in commercio in questi giorni (vendemmia 2017), ha un grado alcolico di 12 gradi e il vino è lavorato seguendo il metodo Martinotti-Charmat. Dopo un lungo periodo di sosta sui lieviti seguente la presa della spuma e la successiva stabilizzazione tartarica, il vino è filtrato e imbottigliato.
Di colore giallo paglierino tenue, porta con sé profumi floreali, fruttati, freschi ed è l’ideale per un piatto di pesce, fritture, piatti della tradizione veneta come i nervetti, le cervella fritte o i bigoli in sala.
Venerdì 30 novembre, alle 19.30, l’azienda agricola Conte Collalto presenterà al pubblico proprio il suo nuovo gioiello. Per l’occasione, sarà organizzata una cena in cantina con degustazione guidata da Fabio Guerra, noto giornalista, sommelier, docente Slow Food. Questo il menu della serata:
come aperitivo saranno serviti delleFoglie di borraggine, Fiori di zucchina e salvia,
Polpettine di melanzane e crocchette con cuore di formaggio, Panciotte con patate pancetta e rosmarino, Frittelline con ricotta forte di pecora e pomodoro, Frittelline prezzemolo e formaggio, Frittelline con cacio e peperoni, Olive in pastella e porro. L’antipato, invece, sarà il Tortino ai chiodini su crema di zucca. Come primi, saranno proposti il Risotto al Brut Rive di Collalto “Isabella”, pepe rosa e crudità di Radicchio di Treviso e Scrigni con burrata e porcini. Si proseguirà con il secondo Suprema di faraona lardellata con patate al forno e spadone gratinato, il dessert Torta di mandorle con crema inglese.
La cena ha un costo di 40 euro a persona.
Posti limitati. Per informazioni e prenotazioni chiamare lo 0438-435811 oppure scrivere a info@cantine-collalto.it

DAL CALCIO ALLA VIGNA, LA NUOVA VITA DI NEVIO SCALA

Da sinistra, Claudio Scala, Nevio Scala e Stefano Edel

Il campo lo ha sempre avuto nel sangue. Il campo da calcio, intanto, dove si è fatto conoscere e apprezzare con diverse casacche come Milan, Roma, Fiorentina, Inter, tanto per citarne alcune. Siamo tra gli anni Sessanta e Settanta, anche se è molto più conosciuto per quanto ha fatto in panchina, a Parma soprattutto, dove in sette anni ha vinto coppe nazionali, internazionali, prima delle esperienze all’estero tra Ucraina, Turchia e Germania, dove con il Borussia Dortmund si è tolto la soddisfazione di vincere la Coppa Intercontinentale.
Ma campo si può anche intendere terra, perché le sue origine contadine non le hai mai negate, anzi ne va orgoglisamente fiero, e ora ha un’azienda vitivinicola, che porta il suo nome, a Lozzo Atestino, paese padovano dov’è nato nel 1947. Con il figlio Claudio, punta tutto sul biologico e una cena al Perché di Roncade (Treviso), è stata l’occasione non solo per conoscere i suoi vitigni ma anche la sua passione per il vino. Lavora in stretta collaborazione con Stefano Menti, dell’azienda agricola Giovanni Menti, ed esperto di agricoltura biodinamica.
«Già dal 1929 – spiega Scala – la mia famiglia aveva la terra ma eravamo in affitto. Poi, grazie al calcio, siamo riusciti ad acquistarla ed eccoci qui». E, infatti, l’attività è parte di un progetto più ampio nato dalla volontà di rilanciare l’azienda di famiglia situata ai piedi dei colli Euganei, nella pianura bonificata da stagni e paludi a partire dal lontano basso medioevo. Si lavora in fase di conversione biologica; qui si adottano pratiche agronomiche che non prevedono l’uso di prodotti di sintesi chimica e sono inserite in un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Si punta, invece, tali risorse all’interno di un modello di sviluppo sostenibile nel tempo, economicamente, biologicamente, ma anche socialmente come parte della responsabilità d’impresa. I seminativi, a rotazione per una gestione equilibrata delle risorse, includono frumento, orzo e farro, colza, medicaio, soia, canapa, pisello proteico, favino; sono previste colture intermedie per il reintegro delle sostanze nutritive come i sovesci – di brassicacee, leguminose, graminacee e essenze mellifere – che vengono interrati per la produzione di humus.
Il vigneto è composto attualmente da circa 3,4 ettari di garganega impiantati nel maggio 2015, poco più di mezzo ettaro di merlot, mezzo di cabernet franc, messi a dimora nel maggio 2016, 1,1 ettari di malvasia istriana e altro mezzo di merlot impiantati nel marzo 2017. Nel 2018 sono state piantate 4200 barbatelle di moscato bianco e giallo e 2000 innesti di marze di vecchie varietà autoctone – Turchetta, Recantina, Pataresca, Corbinona – recuperate da vigneti dei colli Euganei. «Ci siamo convertiti al biologico – spiega Claudio Scala – che consideriamo un punto di partenza, dove la base è rispetto per la terra».
E al Perché sono stati portati il Gargànte, Dilètto e Còntame.
Come ha spiegato lo stesso Claudio Scala parlando dei tre prodotti, la prima vendemmia della Garganega è stata fatta nell’agosto 2016 e ha portato alla vinificazione di tre differenti partite d’uva a progressivo stato di maturazione. Le prime sono state mostate per una base spumante che è andata a comporre il rifermentato in bottiglia sui soli lieviti indigeni, pertanto è stata scelta una vendemmia anticipata per ottenere la freschezza che caratterizza il nostro “sur lie”. Fatti salvi travasi in luna calante per la pulizia del vino e per limitare fenomeni di riduzione, nessun ulteriore intervento è stato fatto in cantina fino all’imbottigliamento avvenuto nel marzo 2017. La rifermentazione – e quindi la presa di spuma – è avvenuta in bottiglia dopo aver aggiunto alla base del mosto delle uve appassite. Con la prima annata sono state prodotte 4150 bottiglie. Il nome scelto è Gargànte, dalla radice della Garganega e per allusione ai piaceri della gola: intende essere un vino gioioso e giocoso, ma anche sincero e terreno, sole uve Garganega e niente più.
Il secondo vino in ordine cronologico di produzione è il bianco fermo pensato come quotidiano, un bicchiere di accompagnamento del pasto che più ci aggrada, con attenzione al bere in maniera genuina e moderata. Arrivate in cantina le uve Garganega di seconda vendemmia vengono pigiate a 0,8 bar, il mosto fermenta spontaneamente e rimane in vasca di cemento vetrificato fino al suo imbottigliamento nel maggio 2017. Rimane a riposo in bottiglia per almeno sei mesi prima della commercializzazione. Con la prima annata sono uscite 4230 bottiglie.
E nella cena al Perché, presentata dai giornalisti de Il Mattino di Padova Renato Malaman e Stefano Edel, il Gargànte è stato accompagnato all’aperitivo di benvenuto, con la pizza Gourmet, con Mortadella e Casatella.
Il Dilètto (questo il nome del nostro secondo vino) nasce da una prova effettuata in cantina da sola uva Garganega, con quantità minime di solforosa per proteggerlo e preservare la sua nota salina, così atipica per la nostra zona. Al Perché è stato abbinato al primo piatto, un Risotto Carnaroli di Grumolo della Abbadesse con salsiccia e dadolata di zucca.
Il Cóntame (in dialetto veneto significa ‘raccontami’), è il vino più meditativo, riflessivo, ma allo stesso tempo ciarliero. Vuole raccontarsi ma soprattutto invitare alle chiacchiere, sincere come il vino che le accompagna. È un vino macerato sulle bucce – con la tipica colorazione ambrata dei cosiddetti vini Orange – ora ancora in vasca, ove rimarrà almeno fino a febbraio 2017 e poi in bottiglia per ulteriori sei mesi. Nella serata trevigiana si è potuto degustare a fianco dei Bocconcini di coniglio in oliocottura ai chiodini servito con purè di patate.
Il futuro dell’azienda Nevio Scala sarà una nuova cantina, progettata dall’altro figlio, Sasha, di professione architetto, dove sarà un luogo sempre più a fianco dell’agricoltura sostenibile.

TRE DEGUSTAZIONI IN CANTINA COLLALTO CON IL SOGNO ROSSOROSA

Mercoledì 18 luglio alle 19 la storica Cantina Collalto di Susegana ospita Fabio Guerra, noto giornalista, sommelier e docente europeo Slow Food, che guiderà una degustazione di tre etichette abbinandole a pregiati formaggi locali. Il Ponte Rosso Brut Nature, presentato all’ultimo Vinitaly, sarà abbinato al Morlacco del Grappa; il Wildbacher, vino rosso da vitigno autoctono, si accompagnerà ad un formaggio Latteria “imbriago”, ovvero affinato nelle vinacce. Infine, insieme ad un formaggio a latte crudo, verrà proposto in anteprima assoluta il nuovo Sogno Rossorosa, una versione “in rosa” dell’Incrocio Manzoni Rosso 2.15. Un nuovo vino che testimonia la volontà della Cantina Collalto di restare fedele alle proprie radici e all’identità del territorio. Unica azienda della Marca a continuare la produzione di ben 4 Incrocio Manzoni, con il Sogno Rossorosa aggiunge una nuova versione, più giovane, fresca, profumata rispetto al Manzoni Rosso. Per informazioni: tel. 0438 435811 – info@cantine-collalto.it

GARGANICA: ALLA SCOPERTA DEL GAMBELLARA DOC A VICENZA

Sarà un viaggio di tre giorni tra degustazioni, abbinamenti enogastronomici ed incontri con gli addetti del settore, per conoscere l’anima profonda dei vini e dei sapori delle terre del Gambellara Doc. Garganica, manifestazione che nasce a Gambellara e si svolge ogni anno in giugno, quest’anno sarà a Vicenza: da sabato 9 a lunedì 11 giugno 2018. L’evento avrà luogo all’interno del Palazzo delle Opere Sociali in Piazza Duomo e vedrà la presenza dei produttori del Consorzio Tutela Vini Gambellara. Garganica 2018 propone le seguenti quattro degustazioni tematiche per scoprire e approfondire la conoscenza dei vini del Gambellara e Recioto di Gambellara, a cura del Consorzio Tutela Vini Gambellara e Recioto di Gambellara e della Fondazione  Italiana Sommelier Veneto. Sabato 9 giugno – Ore 18 – I migliori anni del Gambellara Classico – Verticale di Gambellara Classico DOC dal 1996 al 2016 – degustazione condotta da Riga Pasquale di FIS Vicenza. Domenica 10 giugno – Ore 18 – Una Dolcezza lunga lunga – Verticale di Recioto di Gambellara Classico DOC dal 1996 al 2016 degustazione condotta da Pelosato Mariucia di FIS Vicenza. Ore 19 – In Solito Panettone  e le Veneziane Speziate: nuove interpretazioni di pasticceria –  Dario Loison e la collaborazione con gli chef,   degustazione condotta da Dario Loison. Lunedì 11 giugno – Ore 17 – Il Gambellara giusto al momento giusto –  tutte le sfumature del Gambellara per ogni momento della giornata – degustazione condotta da Busatto Filippo di FIS Vicenza