MEETING DELL’ALPE ADRIA A JESOLO. TUTTI I PREMIATI – CENA A 14 MANI

La suggestiva location del Terrazza Mare Marcandole

Saranno la città di Jesolo e la laguna di Venezia, teatro del 5° meeting enogastronomico dell’Alpa Adria, la macroregione europea a cavallo tra Lombardia, Nord Est Italia, Slovenia, Austria e Croazia. Giovedì 15 giugno alle ore 18 presso Terrazza Mare Marcandole (fronte faro) con il patrocinio della Città di Jesolo e la collaborazione dell’Associazione Jesolana Albergatori, saranno di scena i vincitori degli Awards Best of Alpe Adria della 21° edizione della Guida Magnar Ben Best Gourmet tra i quali 11 Awards nel mondo della ristorazione, 9 nel mondo del vino e 2 special Awards, il primo alla rivista nazionale “Vitae” dell’Associazione Italiana Sommelier (interverrà il presidente Italiano Antonello Maietta), il secondo, sarà consegnato da Eat’s le food hall di Milano – Conegliano (partner ufficiale della guida 2017) al Miglior prodotto della macroregione. A condurre la cerimonia lo staff al completo di giornalisti della Guida Best Gourmet edizione 2017 diretta del suo fondatore Maurizio Potocnik con la collaborazione di Morello Pecchioli, Giuseppe Casagrande, Francesco Lazzarini, Furio Baldassi, Cristiana Sparvoli, Marina Tagliaferri, Chiara Giglio, Tiziana Rinaldi, Wladimiro Gobbo, Carla Soligo e Dario Penco. Alle 20,30 sarà di scena, sempre nella splendida e rappresentativa location di Terrazza Mare Marcandole, Seven una innovativa cena a 14 mani con 7 giovani chef e 7 grandi vini provenienti dalla macroregione europea. Seven percorrerà dall’Istria al Garda il tema del pesce dell’Alto Adriatico e di fiume tra orti ed erbe aromatiche stagionali, con una particolare selezione di giovani chef dai 26 ai 34 anni che stanno dimostrando una grande tecnica e una profonda conoscenza della materia. Gli chef selezionati da Club Magnar Ben sono: Luca Cesaro -Terrazza Mare Marcandole (VE) – Andrea Nardin – Antico Veturo (PD) – Marko Gorela – Istrian Tapas  dell’Hotel LifeClass di Portorose (SLO) – Marco Pirillo – Marcandole (TV) – Carlo Nappo – Podere dell’Angelo (PN) –  Marco Parenzan – Makallè (TV) – Dimitri Matiello – Dimitri Restaurant vincitore del premio “miglior ristorante emergente 2017” di Altavilla Vicentina (VI). Sette anche gli abbinamenti alle  sette portate gourmet tra cui 6 vini abbinati ed un Gin in finale: Zero Infinito di Pojer e Sandri (TN), Superiore di Cartizze “Zero” di Duca di Dolle (TV), Ferrari Perlè 2010 Trentodoc (TN), Amandum Friulano 2013 dell’azienda agricola Dai Moras (GO), Filo di Arianna di Tenuta Roveglia (BS) e l’ OrangeOne 2012 di Paraschos (GO). Chiude la sfilata degli abbinamenti un GIN prodotto in Alpe Adria e precisamente in Friuli Venezia Giulia, il Fred Jerbis distillato con 43 botaniche da una ricetta di maestri aromatieri e liquoristi del 1946. Il 16 giugno, venerdì, si proseguirà con un “Lagoon press educational” organizzato dal Club Magnar Ben Editore, sempre con la collaborazione ed il patrocinio della Città di Jesolo, dedicato alla Laguna tra Jesolo e Venezia ed al suo meraviglioso ma fragile ecosistema tra barene, valli e canali. Si parlerà e si scopriranno le erbe spontanee delle barene e del suo utilizzo in cucina. Saranno infatti Gabriele Bisetto (esperto di botanica lagunare) ad accompagnare l’imbarcazione prima a nord di Jesolo, poi per una sosta gourmet con Maurizio Potocnik e la famiglia Bisol a Venissa nell’Isola di Mazzorbo per scoprire la cucina di Francesco Brutto chef di Venissa che regalerà in collaborazione con gli chef di Terrazza Mare Marcandole della famiglia Bardella e Rorato, un panorama enogastronomico gourmet dedicato alla cucina di mare ed alle erbe spontanee abbinato ai vini Maeli, azienda vinicola del gruppo della Famiglia Bisol. Ancora sorprese in bocca  e nei bicchieri nella sosta finale a Lio Piccolo, nel centro della laguna dove nella vecchia sede comunale saranno allestiti alcuni cooking show per scoprire alcune ricette “perdute” dell’antica repubblica di Venezia. Un finale al calar del sole nella magica atmosfera naturale della Laguna tra Jesolo e Venezia tra sapori antichi e gusti moderni. Al press educational arriveranno da tutta italia e dalla macroregione 40 tra i più rappresentativi giornalisti del mondo dell’enogastronomia e dei viaggi, comprese alcune televisioni nazionali che gireranno tra Jesolo e la laguna alcune trasmissione dedicate all’enogastronomia della macroregione e al mondo degli orti e delle erbe spontanee delle barene. Questi i premiati. RESTAURANTS AWARDS BEST OF ALPE ADRIA 2017 – MIGLIOR RISTORANTE ALPE ADRIA: Locanda Margon – Trento (TN); MIGLIOR RISTORANTE DELLA TRADIZIONE ALPE ADRIA 2017: Da Nando – Mortegliano (UD); MIGLIOR RISTORANTE EMERGENTE ALPE ADRIA 2017: Dimitri – Altavilla Vicentina (VI); MIGLIOR RISTORANTE D’HOTEL ALPE ADRIA 2017: Il Fogolar/Là di Moret – Udine (UD); MIGLIOR TRATTORIA ALPE ADRIA 2017: Cavour – Dossobuono (VR); MIGLIOR OSTERIA ALPE ADRIA 2017: La Madonnetta – Marostica (VI); MIGLIOR AGRITURISMO ALPE ADRIA 2017: EL Brite de Larieto – Cortina d’Ampezzo (BL); MIGLIOR PIATTO ALPE ADRIA 2017: Da Omar – Jesolo – (VE); MIGLIOR CARTA VINI DELL’ALPE ADRIA 2017: La Corte – Follina (TV): MIGLIOR CARRELLO DI FORMAGGI 2017: Miramonti l’altro Costorio di Concesio (BS): PREMIO ALLA CARRIERA ALPE ADRIA 2017: Lucia Gius – Maso Cantanghel – Civezzano (TN). SPECIAL AWARD 2017: 1°edizione Miglior rivista enogastronomica BEST OF ALPE ADRIA 2017 a Vitae trimestrale dell’ Associazione Italiana – Sommelier – Milano. WINES AWARDS BEST OF ALPE ADRIA 2017:  Vino – identità/ wine identity a Puro Rosè 2006 Movia (SLO); Bollicina da metodo classico/sparkling wine from classic method: Revolution Pas Operè 2012 Cà del Vent (BS – ITA); Bollicina da metodo Italiano/sparkling wine from italian method: Zero Valdobbiadene Superiore di Cartizze 2015  Duca di Dolle (TV- ITA); Vino bianco/white wine: Orto di Venezia Magnum 2011 Orto di Venezia  (VE – ITA); Vino rosso/red wine: Denxo 2010 Bixio Poderi (VR – ITA); Vino autoctono/ autocton wine: Filo di Arianna 2014 Tenuta Roveglia (BS –ITA); Vino passito/raisin wine: Francisca XI 2011 Marco Sambin – (PD- ITA); Vino biologico/biologichal wine: Zero Infinito Pojer e Sandri (TN -ITA); Macerato/orange wine: OrangeOne 2012 Parascos (GO-ITA).

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FESTA A CONEGLIANO PER EAT’S ITALIA E LA GUIDA BEST GOURMET 2017

Collaboratori, editore, cuochi, vignasoli, sommelier, politici alla presentazione della guida Best of Alpe Adria

Collaboratori, editore, cuochi, vignaioli, sommelier, politici alla presentazione della guida Best Gourmet 2017

E’ stata una vera, grande, partecipata festa come doveva essere per il debutto di due “eccellenze” del gusto: l’anteprima del nuovo progetto e claim di Eat’s, gruppo specializzato nella distribuzione di prodotti alimentari di nicchia in rampa di lancio per uno sviluppo nazionale ed estero; la presentazione ufficiale della Guida Magnar Ben Best Gourmet 2017 ristoranti e vini dell’Alpe Adria, edita e curata da Maurizio Potocnik e di cui Eat’s è partner. L’happening che ha unito queste realtà, entrambe dedite – in vari ambiti – alla valorizzazione del cibo di qualità, si è svolto giovedì 2 febbraio nella food hall Eat’s a Conegliano (Treviso), con un’ampia partecipazione di giornalisti, ristoratori, produttori di vini e appassionati gourmet che hanno fatto ala all’evento tra le “isole del gusto” dello store. Presenti i vertici di Eat’s (gruppo formato da un pool di imprenditori veneti, tra cui le famiglie Coin e Vettorello), il sindaco di Conegliano Floriano Zambon e il governatore del Veneto, Luca Zaia. A fare gli onori di casa è stato Piero Coin, presidente del gruppo, che ha ricordato il complesso percorso di undici mesi occorso per creare la nuova società da un’azienda preesistente, riconoscendo il merito, alla precedente proprietà, di avere dato vita ad un concept originale e valido. “Siamo felici di avere riportato nell’ambito societario di Eat’s anche lo store di Milano, riunendolo a quello di Conegliano”, ha sottolineato il presidente Coin, “Il nostro obiettivo ora è il potenziamento del marchio, puntando nello sviluppo di nuovi punti vendita di pregio, sia in Italia che all’estero. Soprattutto vogliamo privilegiare le produzioni alimentari biologiche e salutistiche, a favore dei consumatori, perché queste saranno il futuro. Infatti, in controtendenza con l’andamento dei consumi alimentari, il settore del biologico in Italia è in forte crescita”. Quindi il governatore Luca Zaia non ha perso l’occasione per tornare sulla contesa tra Veneto e Friuli (“con cui siamo fratelli” ha però aggiunto) per la primigenia del dolce tiramisù ed ha ringraziato Tino Vettorello, ad di Eat’s, per avere subito risposto con la promozione della “contro” settimana del Tiramisù, negli store di Conegliano e Milano, alla iniziativa del Tiramisù Day che Eataly di Oscar Farinetti proporrà il 21 marzo nei 34 market in tutto il mondo, partendo dalla ricetta che porrebbe in Friuli l’origine del celeberrimo dolce al cucchiaio.  Zaia ha poi sottolineato il valore della ristorazione che fa da volano all’agroalimentare e al turismo veneti. Primario valore della ristorazione dell’Alpe Adria esaltato anche dalla Guida Magnar Ben Best Gourmet 21esima edizione, con la recensione di 350 locali e l’assegnazione degli Awards 2017 a ristoranti, cuochi e vini, annunciati dall’editore Maurizio Potocnik e da Wladimiro Gobbo, sommelier dell’AIS Veneto che ha curato la selezione dei vini in guida. La consegna dei premi ai vincitori si terrà a giugno. A coronare la festa nella food hall di Eats’ poi ci sono stati due momenti dedicati alla celebrazione dei sapori della macroregione: l’aperitivo con la selezione di formaggi Agricansiglio e prosciutto di San Daniele Dop, nei calici i vini delle aziende Le Colture, Bellenda e Boschera Winkler; la cena di gala dell’Alpe Adria nel bistrò di Eat’s preparata a ben otto mani dagli chef selezionati da Potocnik tra quelli inseriti in guida. Un felicissimo incontro di territori grazie al Cappucin Furlan con orzo nudo della trattoria da Nando a Mortegliano (Udine) della famiglia Uanetto, un piatto perfetto nell’esecuzione; “Patate, patate, Patate” con degli gnocchi di patate, soffice di patate e salmerino, polvere di patate viola e pancetta, patate e salmerino di Alfio Ghezzi della Locanda Margon di Trento, piatto di raro equilibrio e contrasti; i sassi del Piave, il radicchio di Castelfranco e il branzino dell’Alto Adriatico creati dal Tre Panoce di Conegliano (Treviso) dello chef Tino Vettorello e lo straordinario dessert “L’inverno”, paesaggio di zucchero e cioccolato disegnato direttamente sulla tovaglia dallo chef Stefano Basello del Fogolar-Là di Moret di Udine. In ideale abbinamento con i vini di Villa Parens, Ferrari Trentodoc, Vignaioli Specogna e Distillati Nonino.

Lo spettacolare ed eccellente Inverno di Stefano Basello del Là di Moret. In primo piano il giusto Picolit di Specogna

Lo spettacolare ed eccellente Inverno di Stefano Basello del Fogolar – Là di Moret. In primo piano il giusto Picolit di Specogna

Maestranze, responsabili e titolari di Eat's di Conegliano

Maestranze, responsabili e titolari di Eat’s di Conegliano

 

 

 

 

 

 

 

ALLA SCOPERTA DELLE VERDURE DIMENTICATE: LA NUOVA FATICA LETTERARIA DI MORELLO PECCHIOLI INTERPRETATA DALLO CHEF DIMITRI MATTIELLO

Foto Morello Pecchioli e Dimitri Mattiello

Foto Morello Pecchioli e Dimitri Mattiello

 

Scorzonera, carciofo spinoso, radice amara, pastinaca, tarassaco. Sono alcune delle verdure scomparse dalle tavole contemporanee che hanno ripreso vita grazie a un menu pensato da Dimitri Mattiello, giovane patron del “Dimitri Restaurant” di Altavilla Vicentina, per celebrare il nuovo libro del giornalista veronese Morello Pecchioli, “Le verdure dimenticate” (Gribaudo editore, 200 pagine, euro 14,90), firma enogastronomica del quotidiano L’Arena e Premio Ischia nel 2016 per la narrazione enogastronomica. Sono 37 le verdure riscoperte, per ognuna delle quali si ripercorrono storia, aneddoti, leggende e alcune facili ricette per darne nuova vita. Ricette che sono state del tutto reinterpretate da Dimitri Mattiello, imprimendo la propria cifra stilistica, frutto di una profonda conoscenza delle tecniche sviluppata fin da giovanissimo nella cucina del ristorante di casa e perfezionata con numerose esperienze in Italia e all’estero. In totale sono 37 le verdure riscoperte, per ognuna delle quali si ripercorrono storia, aneddoti, leggende e alcune facili ricette per darne nuova vita. «Oggi – ha spiegato Pecchioli – stiamo diventando analfabeti del cibo. Queste verdure non sono né difficili da cucinare, né cattive nel gusto, semplicemente sono state sacrificate nel nome dell’omologazione dalla grande distribuzione». Così questi ortaggi antichi, quelli di stagionalità invernale, sono così tornati in vita in preparazioni spesso complesse e articolate. Lo scorzonera (pianta medioevale di cui si mangia la radice scura) è diventato una mousse su cui adagiare, dentro ad un guscio d’uovo, la quinoa al profumo di colatura di alici di Cetara. Il carciofo spinoso (parente selvatico e ben più gustoso del carciofo comune) è proposto in un carpaccio croccante abbinato a una tartare di manzo e maionese al miele. Si scioglie in bocca il maialino sulla vellutata di sedano rapa; mentre la pastinaca (conosciuta anche come carota bianca, diffusissima in tutta Europa prima dell’arrivo della patata) è abbinata a un tortello dal cuore di cappone biondo. Profuma di mare il risotto con i canestrelli e topinambur, probabilmente la meno dimenticata tra le verdure dimenticate. La radice amara e il tarassaco creano contrasto e danno spessore a un filetto di vitella proposto dopo una lunga cottura. Infine, chiude il percorso il cardo gobbo abbinato al cioccolato. Alcune di queste ricette – e altre scoperte grazie al libro di Pecchioli – entreranno nel prossimo menu del “Dimitri Restaurant”. «La difficoltà maggiore è stata quella di reperire le materie prime – spiega Dimitri Mattiello – che abbiamo dovuto cercare al di fuori dei circuiti consueti. La riscoperta di sapori che stiamo dimenticando, la ricchezza di profumi e la fragranza di queste verdure sono state assolutamente stimolanti. Devo ammettere di essermi divertito molto e spero che questo spirito si percepisca nei miei piatti».

E’ IN EDICOLA ENOS VENETO: UN VIAGGIO NEL VINO E NON SOLO

 Da sx Dario Pennica, Silvia Locatelli, Antonino Padovese.

Da sx Dario Pennica, Silvia Locatelli, Antonino Padovese.

È stato presentato, a Padova, Enos. La nuova rivista trimestrale, dedicata alla cultura del vino veneto, è già in vendita (5 euro) in tutte le edicole della regione e in quelle dei principali aeroporti nazionali. La rivista sarà disponibile anche in versione digitale, arricchita da contenuti multimediali, sia sfogliabile per ogni dispositivo e per i principali sistemi operativi (IOS e Android), e attraverso un App per Ipad. Dal prossimo numero sarà interamente tradotta in lingua inglese e cinese (con abstract inglese quella cartacea). Il magazine costituisce il secondo tassello di un progetto molto più ampio e articolato che metterà in rete quattro regioni (Sicilia, Veneto, Piemonte e Toscana), individuate come quelle più interessanti, non solo per quantità e qualità della produzione vinicola, un settore in costante e rapida crescita, ma soprattutto per l’attrazione che suscitano nei confronti degli enoturisti. Enos Veneto arriva dopo l’esperienza maturata in Sicilia (dove la rivista è stata edita nel 2010), e precede le edizioni di Toscana e Piemonte che, in quest’ordine, arriveranno sul mercato nel corso del 2017.  Unico il portale (www.rivistaenos.it) che riunisce le quattro regioni (attive adesso solo Sicilia e Veneto). «Il magazine ha un formato luxury – spiega il direttore responsabile, Dario Pennica – perché si propone proprio come un pezzo unico da leggere, collezionare e conservare. La nostra società editrice insiste sulle riviste cartacee, pur dando l’ovvia attenzione al web che anzi è centrale nella nostra strategia di  diffusione internazionale, perché vi sono temi ed argomenti che per essere opportunamente trattati e valorizzati non possono fare a meno della carta; meglio se pregiata, piacevole anche al tatto oltre che alla vista, come quella scelta per Enos. Non prescindendo dalla buona scrittura. La cultura e la bellezza devono essere raccontate da chi è capace di accompagnare il lettore per mano alla scoperta delle attrazioni e dai segreti di questa e delle altre regioni. Che rappresentano al meglio il Paese». Per valorizzare le immagini è stato scelto il grande formato, capace di emozionare al pari e a volte in maniera maggiore dei video che scorrono su uno schermo. E la carta consente di sfogliare, leggere e rileggere. «Enos è uno strumento per raccontare storie che regalano emozioni – ha sottolineato Silvia Locatelli, responsabile relazioni esterne dell’edizione veneta – e nelle sue diverse edizioni regionali e attraverso internet, non è solo una rivista di vini, ma è un vero e proprio strumento multimediale articolato che punta alla promozione delle eccellenze naturali dell’Italia. Con i magazine regionali intendiamo rendere Enos un brand autorevole, meritevole della fiducia dei lettori, e con questa  reputazione dedicarci all’ e-commerce di prodotti e pacchetti turistici per gli enocultori italiani e stranieri». Il giornalista Antonino Padovese, che ha coordinato il numeroso gruppo di collaboratori, ha illustrato la linea editoriale: «Vogliamo compiere un percorso, quasi didattico, insieme ai nostri lettori che non saranno solo addetti ai lavori, ma soprattutto wine lovers ed appassionati di enogastronomia. Anche per questa ragione, ed essere comprensibili ai più, abbiamo scelto argomenti di più ampio respiro, scritti con linguaggio semplice e privo di termini tecnici che, ove indispensabili, vengono spiegati». Nel primo numero (68 pagine, interamente a colori), si ripercorre la storia della nascita della vite in Veneto: dai Paleoveneti all’Acinatico, racconta la storia dell’enologia in questa regione e lo sviluppo della bevanda magica nettare dell’anima le cui prime presenze della Vitis vinifera risalgono a fossili di 50 milioni di anni fa in lessinia, nel veronese. La vite cominciò ad essere coltivata 4000 anni fa tra Garda e Colli Euganei. In “Il legame con il territorio” di Mauro Pigozzo si analizzano le regole della qualità e il ruolo dei consorzi. «La vendemmia 2016 sfiora i dieci milioni di ettari prodotti, un primato nazionale in crescita per il Veneto. La qualità si sposa anche nell’attenzione della qualità con i disciplinari delle Doc e delle Docg, che vedono la nostra regione leader in Italia». Prosecco, Valpolicella, Amarone, ed altre varietà sono protagonisti delle pagine centrali. Elencato in una comoda mappa le 14  Docg del Veneto. La carrellata sui produttori si apre con Sandro Boscaini, l’imprenditore che ha rivoluzionato il vino emblema di Verona, divenuto un simbolo dell’Italia nel mondo. Completano gli argomenti, i servizi sulle tipicità ed  eccellenze venete nel settore food: salumi, formaggi, olio d’oliva, ortaggi, radicchio rosso di Treviso, il broccoletto di Custoza e gli asparagi bianchi tanto per citarne alcuni. Oltre ad uno “speciale” dedicato ai piatti – visti anche con l’occhio dello storico e attraverso la loro presenza nelle arti –  tipici delle festività natalizie, complete di ricette proposte da celebri chef: dal pesce servito alla vigilia di Natale al brodo di carne del 25 dicembre, dalle ricette portafortuna di capodanno ai dolci dell’Epifania per bambini. E tanto altro ancora. Enos è stato presentato alla stampa e ad un ristretto numero di “addetti ai lavori” presso il ristorante Fiorital a Padova, centro all’avanguardia dove poter vivere un’esclusiva experience di gusto dedicata al pesce proveniente da tutto il mondo che, grazie alle migliori tecnologie del freddo estremo del Deepfrozen applicate con tempestività al pescato migliore, mantiene inalterate tutte le caratteristiche nutrizionali del prodotto appena pescato. Le specialità di Fiorital tra cui mignon di mare, couscous di gamberi, pesce spada con melanzane, polpette di tonno e ricotta sono state degustate accompagnate dai vini Kebrilla Grillo Igt terre siciliane 2015, Taif zibibbo secco Igt terre siciliane 2015, Perricone Igt terre siciliane 2015, El aziz vendemmia tardiva di Grillo della cantina Fina di Marsala. «Si tratta di un primo esempio di contaminazione di colture e culture – hanno spiegato gli organizzatori – una delle prossime attività che svilupperemo per fare rete fra i diversi territori, abbattendo steccati e divisioni anche eno-gastronomiche ormai anacronistiche. Nella società globale dobbiamo sottolineare le nostre eccellenze, la storia, le tradizioni, ma aperti a tutti i mercati». Enos Veneto uscirà ogni tre mesi, nel 2017 a marzo, giugno, settembre, e dicembre. Info: www.rivistaenos.it

ALPE ADRIA COOKING SHOW: LA GUIDA VA IN TV (12 PUNTATE)

14441132_10209607299971851_1296071412943877191_nDal 22 settembre a dicembre, in onda la prima edizione della trasmissione televisiva ALPE ADRIA COOKING SHOW, ideata e condotta da Maurizio Potocnik e prodotta da Club Magnar Ben Editore con la collaborazione dei brands Saecularis e Eat’s. La trasmissione ripercorrerà in 12 puntate il meglio in fatto di cucina, vini e prodotti dell’Alpe Adria, la macroregione che comprende 4 nazioni (Italia, Austria, Slovenia e Croazia). Alpe Adria Cooking Show, un programma suddiviso in 3 rubriche: “show cooking” itineranti con i grandi chef, “wine tasting” con degustazione sensoriale dei migliori vini e la rubrica “la spesa giusta” per affondare consigli su prodotti di qualità della macroregione; non mancheranno interviste a produttori, vignaioli e giornalisti collaboratori di Club Magnar Ben. A condurre la trasmissione Maurizio Potocnik enogastronomo e editore esperto della macroregione che dice “amo questo territorio unico al mondo dove si fondono curiosi e sorprendenti le culture della Serenissima Repubblica di Venezia con la Mitteleuropa ed i Balcani in una ikebana di gusti, profumi e sapori che non ha eguali-volevo ancora una volta dare voce a questo territorio, non solo con le guide enogastronomiche, i libri, gli eventi, ma anche con la televisione per comunicare a 360° il valore dell’Alpe Adria”.
Compagni di viaggio di Maurizio Potocnik che accompagnerà i telespettatori nelle le migliori cucine per carpire segreti e tecniche, saranno Wladimiro Gobbo, esperto Sommelier e selezionatore da 3 anni dei migliori vini per la guida Magnar Ben Best of Alpe Adria e Tino Vettorello official chef della Mostra del Cinema di Venezia e delle Olimpiadi di Sochi, al quale è affidata la rubrica “la spesa giusta” tra selezioni di prodotti e consigli pratici sul loro migliore utilizzo. Alpe Adria Cooking Show andrà in onda da settembre a dicembre ogni giovedì sera alle ore 21.20 in prima serata tv e in replica tutte le domeniche alle ore 13 sulla rete televisiva TV7-canale 12 per il Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia orientale, Trentino Alto Adige (per l’Emilia-Romagna e Lazio canale 98) e divulgata in seguito nei social network ufficiali di Club Magnar Ben (facebook/club Magnar Ben Alpe Adria- youtube -Maurizio Potocnik BEST GOURMET). Il format televisivo Alpe Adria Cooking Show, girato nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2016 è sostenuto da 2 partner ufficiali: Collezione Saecularis (tavoli in legno antico del Gruppo BMS di Vicenza) e Eat’s Conegliano Store & Bistrò ed è tratto dalla guida Magnar Ben Best of Alpe Adria che, per l’anno 2017, cambierà denominazione in BEST GOURMET – i migliori ristoranti, vini e prodotti dell’Alpe Adria By Club Magnar Ben Editore.

Giusta cantina per Vladimiro Longo e Maurizio Potocnik

Giusta cantina per Wladimiro Longo e Maurizio Potocnik

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PIATTI E MEMORIA DEL VENETO IN UN NUOVO RICETTARIO

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Cucina e memoria, storia e gastronomia. Le ricette della tradizione del Veneto diventano un volume, Le ricette dei Nonni, per la prima volta realizzato “dal basso” attraverso la collaborazione della rete delle Pro loco che di questi piatti si sono fatti non solo custodi, ma anche divulgatori. “Cucina la Crisi”, il progetto realizzato dall’Unione nazionale Pro loco d’Italia (Unpli) Veneto, con Regione del Veneto e associazioni dei consumatori (Adoc, Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum e Federconsumatori), dopo aver attraversato il territorio ora diventa uno stampato, al momento, in 2 mila copie che raccoglie: 3 antipasti, 26 primi piatti, 18 secondi e 6 dolci. Ricette “a rischio estinzione”, un viaggio nel cibo, nella cultura, persino nel linguaggio della tradizione veneta, dove si incontrano piatti di cui si sta perdendo la memoria: dalla “Pinza Onta”, alla “Polenta infasolà co le ciciole”, dalle “Paparele coi bisi” ai “Mondoi”, dal “Risoto de rane” al “Bisat coi àmoi”, dal “Pedolòn” ai “Rofioi”. Le proposte sono state recuperate all’interno delle iniziative gastronomiche organizzate dalle singole Pro Loco. I volontari hanno predisposto showcooking nelle feste, lezioni di cucina seguite da degustazioni. Il progetto è stato realizzato con la supervisione di Giampiero Rorato, uno tra i maggiori conoscitori della tradizione enogastronomica regionale. Tutte le ricette sono anche consultabili on line: http://www.cucinalacrisi.it/le-ricette/. Con una sezione del bando di “Tutela, Valorizzazione e Promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto” promosso dall’assessorato regionale all’Identità veneta, dall’Unpli – Comitato del Veneto e l’Ufficio scolastico rivolto a tutte le scuole statali e paritarie e alle scuole italiane dell’Istria, il progetto “Cucina la crisi” è entrato anche in classe.  Ecco Pro Loco e Scuole vincitrici: scuola media “Galileo Galilei” e Pro loco Breda di Piave (Treviso); asilo “Brunelli” e Pro loco Combai (Treviso); asilo “Abate A. Dal  Pozzo” e Pro loco Rotzo (Vicenza); elementare “Cesare Battisti” e   Pro loco Erbezzo (Verona).

GUIDA MICHELIN 2016: RECORD VENETO DI NOVITA’ STELLATE

Alessandra Del Favero e Oliver Piras dell'Aga di San Vito di Cadore

Alessandra Del Favero e Oliver Piras dell’Aga di San Vito di Cadore

Il record delle cosiddette novità stellate spetta al Veneto: 6. E’ il “verdetto” della Guida Michelin 2016 a proposito dei nostri ristoranti. Ma non solo, perché la regione è solidamente al terzo posto quanto a ristoranti stellati (36) a pari merito con il Piemonte e alle spalle della Campania (37) e della Lombardia (56), sola in vetta con ben due ristoranti tristellati: Da Vittorio dei fratelli Cerea a Brusaporto e Dal Pescatore di Nadia Santini e famiglia a Canneto sull’Oglio. E, sempre per quanto riguarda le 3 stelle, la nostra regione ne ha una (Le Calandre di Rubano della famiglia Alajmo) come il Piemonte (Piazza Duomo ad Alba), l’Emilia Romagna (Osteria Francescana a Modena), la Toscana (Enoteca Pinchiorri a Firenze), il Lazio (La Pergola a Roma) e l’Abruzzo (Reale a Castel Di Sangro). Campania a zero con il massimo ma presenta 5 bistellati e 3 novità. Ma c’è un dato che conforta la nostra ristorazione: 32 ristoranti con una stella, al pari della Campania e uno in più del Piemonte (la Lombardia fa classifica a parte: 58). Sono dati che fanno riflettere e che dimostrano come la ristorazione veneta sia in bella ascesa. E che alla prima stella siano giunti anche cuochi giovani come Oliver Piras & Alessandra Del Favero dell’Aga di San Vito di Cadore, che l’abbiano conservata dopo Antonia Klugmann i quattro di Venissa (Sabina Joksimovic, Andrea Asoli, Michelangelo D’Oria e Serena Baiano), che l’abbia conquistata Giuliano Baldessari con l’Aqua Crua, mentre l’altro giovane vicentino, Lorenzo Cogo de El Coq l’ha conservata, così come Nicola Dinato del Feva. Esordiscono con la prima stella anche Davide Bisetto (che in Corsica ne aveva due) dell’Oro Restaurant dell’Hotel Belmond Cipriani di Venezia, Alessandro Dal Degan de La Tana Gourmet di Asiago e il Dopolavoro del Marriott Resort di Venezia, brigata guidata da Federico Belluco, sotto la supervisione di Giancarlo Perbellini. Il quale, però, torna istantaneamente alle 2 stelle con la sua nuova Casa Perbellini in pieno centro a Verona (mentre il Perbellini di Isola Rizza si ferma a una stella, continuando una solida tradizione). Due stelle anche ai fratelli Portinari de La Peca di Lonigo e il bravissimo Lionello Cera che con la sua Antica Osteria a tutto pesce conquista ancora alla grande gli ispettori della “rossa”. In sordina il Padovano, dove a parte gli Alajmo, che hanno anche una stella con la Montecchia, solo Piegiorgio Siviero del Lazzaro 1915 mantiene il suo giusto “macaron”. Per il resto tutte solide conferme dal Ridotto di Bonaccorsi-Mestriner a Venezia, al San Martino di Ros-Berto, all’Osteria da Fiore dei coniugi Martin a Venezia, allo Spinechile di Schio di Corrado e Paola Fasolato, al Gellius di Oderzo, al Laite di Sappada, al Dolada di Pieve d’Alpago, alla Locanda San Lorenzo (uno dei più vecchi stellati del Veneto) di Renzo Dal Farra, al Tivoli di Cortina, al classicissimo Desco di Verona, fino al Capriolo di Vodo di Cadore, al Quadri e al Met di Venezia, al Casin del Gamba di Altissimo, alla Locanda di Piero di Montecchio Precalcino, all’Oseleta di Cavaion Veronese e via discorrendo. Ma mi preme sottolineare, e credo sia giusto farlo lasciando questa volta un po’ da parte le stelle, che la Michelin segnala con il suo omino che si lecca i baffi quei locali dove si mangia bene al giusto prezzo e così, fra gli altri che sono anni che ricevono l’omino ecco che si affacciano per la prima volta nella “rossa”: l’Osteria Alla Pasina di Dosson di Casier (TV), la trattoria Da Paeto a Pianiga (VE), la Storica Hostaria Baracca a Trebaseleghe (PD). E comunque non è finita con le new entry: Ai Do Campanili di Cavallino Treporti, Osteria Dei Mazzeri di Follina, Vecchia Osteria Toni Cuco a Grancona, Trattoria Al Passo a Campalto, Al Bosco a Montegrotto Terme, Donna Lucia a Ponzano, Da Marco a Stanghella, Basilisco a Treviso, Riviera e Wildner a Venezia, Confusion Lounge a Verona, Sporting By Liù a Caorle, tutte classificate fra una o due forchette, che per la guida Michelin sono simboli che significano lo star bene a tavola. Un’altra prova della crescita generale della ristorazione veneta.

Da sx Eddy Biasiolo e Tommaso Zacchello della trattoria Da Paeto a Pianiga

Da sx Eddy Biasiolo e Tommaso Zacchello della trattoria Da Paeto a Pianiga

 

 

CONEGLIANO: UN VIAGGIO NEL GUSTO E CON GLI OCCHI SULLA CITTA’

Conegliano con il gusto in occa e gli occhi all'iLa Conegliano di oggi con le sue forti peculiarità storiche, culturali, sociali ed enogastronomiche raccontato in 12 capitoli che percorrono la straordinaria “Urbs Picta” la città dipinta, con gli occhi all’insù, scoprendone dettagli, tematismi, curiosità e cromaticità disseminate nelle facciate di palazzi, case, porticati, vicoli e chiostri. Con il gusto in bocca, per scoprire l’arte in cucina di chef-ristoratori di questo territorio e, con la produzione eroica, che contraddistingue la città quale culla di uno dei distretti vinicoli più famosi al mondo: il Prosecco Superiore Docg. Di questo tratta l’ultima fatica di Maurizio Potocnik, presidente e fondatore del Club Magnar Ben. Un libro suddiviso in 12 capitoli che raccontano storia, bellezze, cucina di altrettanti ristoranti e nel contempo ecco 12 ricette create apposta dai dodici cuochi del ristoranti interessati da questo bel viaggio e legate i dipinti storici che man mano si dipanano lungo la narrazione e le immagini del volume. E’ così che l’azzurro del cielo dipinto, le nuvole e gli angeli si ritrovano in un piatto dedicato ai crudi di pesce, oppure il leone di Venezia (affresco del Pordenone) guardando a sud scopre la cucina di cacciagione lagunare con le pappardelle al sugo di masorin o il vino che proviene dalla viticoltura eroica, quasi epica che tanto assomiglia ai marinai che riportano l’antica caravella in porto, l’affresco che scoprirete a Casa Sbarra. Sono solo alcuni esempi che troverete in questo libro, da leggere tutto d’un fiato, dove lo scrittore, editore e talent-scout enogastronomico dell’Alpe Adria, anche grazie ai suoi due compagni di viaggio, vi permetterà di accentuare, scoprire e addentrarvi in dettagli storici e curiosità enogastronomiche. Il primo è il fratello Michele Potocnik, architetto e storico affermato nel Veneto che descrive 12 affreschi riuscendo ad appassionarsi e avvicinarsi al linguaggio della tavola e del cibo. Il secondo compagno di viaggio è Wladimiro Gobbo, sommelier che ama profondamente il mondo del vino e che, dei 12 vini selezionati e ben abbinati ai piatti ed agli affreschi, ne sa cogliere tutte le sfumature, tra sensazioni, nuances e profumi. Ecco così apparire, oltre alle grandi facciate dipinte tra le quali quella della Scuola dei Battuti, la più grande nel Veneto, stemmi, scudi, cesti d’uova, pastori, cappelli da Vescovo, draghi, angeli, animali del creato, immagini sacre, votive e tanto altro. Il volume di Potocnik parteciperà alla selezione dei migliori libri al mondo, il Gourmand CookBook Award, che ha già visto l’editore premiato per i due precedenti libri, “Vasocottura” e “Il pesce Povero diventa Chic”. Il libro “Conegliano con il gusto in bocca e gli occhi all’insù (12 piatti x 12 affreschi x 12 vini). Scoprire la città con occhi diversi. Viaggio nella storia e nel gusto dell’Urbs Picta” di Maurizio Potocnick è in vendita nelle librerie al costo di 19,8o euro o acquistabile nel bookshop del sito ufficiale
http://www.magnarben.it.

FORMAGGI ITALIANI: UNA GUIDA CON TANTO DI VOTI

copertina-Guida-MarcominiChe Alberto Marcomini sia innamorato del formaggio da una vita è noto a tutti, e da molti anni. Ma non basta. Perché questo ex affinatore e gran maestro di ogni latticino dell’orbe terraqueo ha uno scopo fondamentale, del quale per altro condivido ogni virgola: far sì che il formaggio diventi pietanza, “portata” in ogni ristorante e casa che si rispetti. Perché, diciamocelo, il formaggio è buono, e ce ne sono di quelli addirittura di meravigliosi, e in fin dei conti, se gustato con avvedutezza, non fa poi così male, talché da più di una parte paludata, ad esempio, si è cominciato a rivalutare le proprietà del burro… E basterebbe ricordare che nemmeno i nutrizionisti vietano in maniera assoluta i latticini, dando la loro preferenza ai formaggi freschi. Che si stia avvicinando una nuova era? E ad ogni modo basta un bel po’ di moto per scaricare grassi e tossine varie. Ma non è questo il tema di oggi. Perché Marcomini ha finalmente realizzato il suo sogno: quello di scrivere e pubblicare una guida sui formaggi italiani che si intitola appunto “Formaggi Italiani. Guida essenziale all’acquisto” (Giunti, pagg. 264, 20 euro). Direte che non è la prima. Vero. Però quella di Marcomini ha un pregio in più: i voti. Che sono rappresentati da piccole forme di formaggio. Così 4 forme significano l’eccellenza, 3 ottimo, 2 buono, 1 gradevole. Nelle schede ci sono anche i simboli del latte da cui derivano i singoli formaggi, ovvero testine di mucca, pecora, capra, bufala e, soprattutto, la stagionalità di ogni singolo formaggio, ovvero qual è il periodo migliore per acquistarlo. Il volume è corredato anche da un’ampia introduzione che spiega i segreti dell’arte casearia, i tipi di formaggio, la loro maturazione e via discorrendo, mentre alla fine un glossario completo e utile e gli indici chiudono il libro. La valutazione finale è scaturita da ripetuti esami su 300 formaggi provenienti da tutte le regioni d’Italia da una commissione di degustatori esperti che si sono riuniti periodicamente nelle Osterie Moderne di Campodarsego (PD) e i nomi dei quali sono scritti nei ringraziamenti ad apertura di volume, che è diviso per regioni da Nord a Sud, e delle quali l’autore indica anche con foto i formaggi tipici, e se si possono acquistare direttamente nelle aziende produttrici. Insomma, un regalo davvero utile per gli appassionati di formaggi. Fermiamoci al Triveneto: l’eccellenza, ovvero le 4 forme, riguarda l’Asiago stravecchio 30 mesi del caseificio Pennar, il Morlacco del Grappa Riserva e il Per Bacco della Toniolo di Borso del Grappa, il Piave Dop Riserva Oro di Lattebusche, il Pressato di Malga dei Fratelli Nicolin a Lusiana, il Bastardo del Grappa del caseficio Basso di Mason Vicentino, il Verde di Montegalda della Capreria di Montegalda, il Monte Veronese Dop d’allevo di malga 20 mesi della Casara di Roncà, lo Stracchino di Urbano Castellan a Rosà; in Friuli Venezia Giulia: lo Jamar di Zidarich a Duino Aurisina, il Carnia stravecchio e il Formadi salat 23 mesi di Carniagricola di Enemonzo, lo Zoncolan 2013 di Gortani Renato a Santa Maria La Longa; in Trentino Alto Adige: il Rims della Englhorn di Malles e il Caprizino della Capriz di Vandoies. E molti di questi li ho gustati di persona senza far parte della commissione, ovvero a titolo personale di gola: e sottoscrivo in pieno.

La presentazione della Guida alle Osterie Moderne, da sx: Luca Olivan e Alberto Marcomini

La presentazione della Guida alle Osterie Moderne, da sx: Luca Olivan e Alberto Marcomini

 

 

VINETIA 2016: UNA GUIDA E UN VIAGGIO NEL VENETO DEL VINO SECONDO L’AIS

Le degustazioni dei soci Ais per Vinetia 2016

Le degustazioni dei soci Ais per Vinetia 2016

Il vino quest’anno viaggia solo sul web. D’accordo, tutte le aziende vitivinicole hanno il loro sito, il loro facebook e via discorrendo, ma le guide che scrivono di loro vanno ancora su due livelli: cartaceo e digitale. Ma adesso ce n’è una che in quattro lingue (inglese, tedesco, spagnolo e russo) è consultabile soltanto via telematica: Vinetia 2016, la bella novità dell’AIS Veneto, presentata nei giorni scorsi all’hotel Principe di Venezia in Lista di Spagna. A tutto questo, Vinetia aggiunge infine la possibilità di visionare non solo le valutazioni 2016 ma anche i risultati dell’anno precedente, creando così un vero archivio storico dei vini veneti. Un progetto ambizioso, su cui AIS Veneto ha investito molto: Vinetia è infatti fondata su un sistema dati unico, un software innovativo elaborato su specifica AIS Veneto, nel quale ogni vino degustato ottiene un giudizio finale. La tecnologia ha così consentito di trasformare la guida in uno strumento trasparente utile anche ai produttori che, grazie ad un accesso dedicato, possono verificare direttamente come vengono valutati i propri vini e trarne utili indicazioni. Non va infine dimenticato che Vinetia è strettamente collegata a Vitae, la guida AIS nazionale, di cui è a tutti gli effetti parte integrante e con la quale condivide il metodo di lavoro e le modalità di valutazione. Ciò detto ecco che incuriosisce il nome, ammiccante per forza di cose, fra Vino e Venetia, che sarebbe poi l’antico nome del Veneto, terra che, come la sua capitale, con il vino ha sempre avuto a che fare. Schede precise per ogni azienda presa in considerazione e, soprattutto complete. Grazie anche a un lavoro capillare sul territorio: AIS Veneto ha suddiviso, infatti, il lavoro di analisi in base alle principali
aree produttive del Veneto, grazie anche alla stretta collaborazione con i Consorzi di Tutela del Veneto. Grazie ai panel svolti in ogni singola area sono stati individuati i vini che, secondo AIS Veneto, rappresentano la qualità enologica del territorio di provenienza. Tutti i vini presenti sulla guida Vinetia sono stati degustati da almeno 5 degustatori ufficiali AIS in modalità anonima e i vini che hanno ottenuto i migliori punteggi sono stati oggetto di una ulteriore degustazione finale. Che ha poi comportato l’ottenimento di un punteggio medio che ha permesso la catalogazione di ciascun vino secondo fasce di punteggio caratterrizzate dal numero di rosoni attribuiti ai vini in esame. Così 4 rosoni significano un punteggio da 91 a 100, tre da 86 a 90,99, due da  81 a 85,99 punti e infine 1 rosone vale un punteggio inferiore agli 81 punti. Non manca il premio al rapporto qualità/prezzo, e l’AIS Veneto ha scelto il Ducato d’oro, moneta pesante della Serenissima, riconoscimento che viene assegnato solo ai vini che offrono
una qualità eccellente ad un prezzo vantaggioso mediante una elaborazione matematica su specifiche AIS Veneto. Infine alcuni numeri secchi secchi:  377 aziende prese in esame; 1800 vini degustati; 136 vini premiati con 4 rosoni (il 7,6%); 71 vini premiati con il Ducato (il 4%); 41 panel di degustazione; 113 commissioni di degustazione; 84 degustatori ufficiali impegnati nell’arco di 5 mesi; 25 redattori; 7 coordinamenti provinciali; 11.302 schede di valutazione elaborate. Insomma un lavoro imponente e per altro meritorio, perché consegna finalmente al pubblico il primo baedeker sui vini veneti, una guida che può invogliare e incentivare non solo il consumo, ma soprattutto la conoscenza approfondita di una delle maggiori risorse economiche del Veneto. E poi, come si addice per ogni guida ecco i premi, sette per la precisione per ogni tipologia di vino, ovviamente tutti con 4 rosoni, e in qualche caso se ci fosse stato anche il quinto di rosone, magari era meglio. Non è un critica, ovvio, ma un bel po’ di entusiamo personale per averli degustati dopo la presentazione ufficiale, tenuta con sagace facondia dal presidente regionale Marco Aldegheri. Ed eccoli i magnifici 7:

 

MIGLIOR SPUMANTE METODO CLASSICO

Lessini Durello Spumante Riserva AR 2004

Marcato – Roncà – VR

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MIGLIOR VINO ROSSO

Valpolicella Superiore Vigneto Monte Lodoleta 2010

Romano Dal Forno – Illasi – VR

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MIGLIOR VINO BIANCO

Bianco Veronese IGT Le Rive 2011

Suavia – Fittà – VR

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MIGLIOR VINO ROSSO GIOVANE

Bardolino SP Selezione Personale Silvio Piona 2012

Albino Piona – Villafranca – VR

PIONA

 

 

 

 

 

 

 

 

MIGLIOR SPUMANTE METODO CHARMAT

Conegliano Valdobbiadene SuperioreDocg

Cuvèe del Fondatore Graziano Merotto 2014

Merotto – Farra di Soligo – TV

fondatore

 

 

 

 

 

 

 

MIGLIOR VINO ROSATO

Bardolino Chiaretto 2014

Corte Fornello – Valeggio sul Mincio – VR

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MIGLIOR VINO DA DESSERT

Recioto di Soave La Perlara 2012

Ca’ Rugate – Montecchia di Crosara – VR

CA' RUGATE - RECIOTO DI SOAVE