CAPODANNO, TUTTO ESAURITO NEGLI AGRITURISMI

Agriturismi per tutti i gusti: per le feste natalizie, per i ritiri sportivi, per un’escursione mordi e fuggi. Secondo Coldiretti la campagna è stata scelta da 260 mila italiani che hanno prenotato pure il cenone di Capodanno spinti dalla tendenza di ricercare la buona tavola ma soprattutto la quiete e la bellezza del paesaggio rurale, lontano dalla città e dal traffico. In Veneto, nelle oltre 600 fattorie con ristorazione e alloggio di Terranostra si registra il tutto esaurito per l’ultima notte del 2019. Coldiretti sottolinea che sempre più giovani decidono di passare del tempo distanti dal caos e a contatto con la natura e le aziende agrituristiche sembrano essere l’ideale anche per l’offerta ricreativa, soprattutto anche per la possibilità di portare l’amico a quattro zampe che in una cascina, masseria o casale trova sempre il suo posto dedicato. L’Italia – ricorda Coldiretti – può contare su una proposta capillare diffusa lungo tutta la penisola con oltre 23 mila aziende agricole autorizzate all’esercizio dell’agriturismo che sono in grado di offrire un potenziale di più di 253 mila posti letto e quasi 442 mila coperti per il ristoro, oltre a 11.700 mila piazzole per la sosta prolungata di camper e a oltre 1500 attività di fattoria didattica per i più piccoli. Con gli arrivi di fine anno le presenze stimate ammontano al valore record di oltre 13 milioni.

A livello regionale – precisa il presidente dei cuochi contadini Diego Scaramuzza – oltre ai menu a chilometri zero, sono molte le opportunità promosse dagli operatori agricoli: dall’agricampeggio all’agritata, dalle escursioni guidate sotto le stelle alle passeggiate con le ciaspole o insieme ai muli, agli alpaca. I principi dell’accoglienza sono sacri – commenta Scaramuzza – e sono praticati secondo la tradizione contadina. Per le nuove generazioni l’impatto è curioso e per le famiglie la riscoperta dei prodotti dimenticati oppure di ricette perdute è sempre un piacere.

Da segnalare l’ultima tendenza tra le strutture – conclude Scaramuzza – ovvero l’ospitalità di gruppi e associazioni sportive che possono praticare ritiri propedeutici all’attività agonistica o elaborare percorsi del relax. Recuperare le forze e la forma psicofisica tra piante officinali, verde spontaneo e territorio curato è molto più salutare.

PERLAGE WINERY CAMBIA STATUTO E DIVENTA “SOCIETA’ BENEFIT”

È appena stato siglato il nuovo statuto di Perlage Winery di Farra di Soligo (Treviso) attraverso il voto unanime di tutta l’assemblea soci che segna il passaggio a Società Benefit. Questo nuovo, importante, passo di Perlage, prima produttrice di Valdobbiadene Prosecco Docg Biologico, sancisce in maniera ancora più forte e decisa l’impegno di responsabilità sociale  nei confronti dei propri clienti, del mercato intero, della comunità locale e dei propri dipendenti.

In seguito ad un periodo di formazione durante il quale i soci dell’azienda hanno potuto comprendere adeguatamente cosa comportasse questo tipo di azione, è stato attuato quello che era un passaggio già previsto in seguito alla scelta di diventare una B Corp, risalente al 2016.

Mentre lo status di B Corp rappresenta una certificazione volontaria, essere una “Società Benefit” comporta una serie di oneri da tenere in considerazione tra cui controlli costanti da parte di autorità preposte le quali sorveglieranno l’attività di Perlage per accertarsi che gli impegni di Responsabilità sociale d’Impresa siano rispettati, come d’altronde è stato finora.

«Ora, lo statuto di Perlage oltre allo scopo di dividere gli utili – dichiara Ivo Nardi, socio fondatore di Perlage Winery – intende perseguire più finalità di beneficio comune ed operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità ed ambiente. Obiettivi che così dovranno essere perseguiti indipendentemente da chi amministra l’azienda».

Per Perlage Winery questo significa una misurazione costante del valore ambientale e sociale generato nell’ambito delle proprie attività legate alla viticoltura biologica.

Nello statuto sono stati specificati i seguenti ambiti di interesse: preservare l’ambiente e rendere possibile la sua rigenerazione attraverso agricoltura biologica e biodinamica; collaborazione con realtà profit e non profit per la promozione di buone pratiche; fruizione in salute da parte dei cittadini; integrazione di fonti di energia rinnovabili, pratiche sostenibili, economia circolare e risparmio energetico. Ma anche valutazione dell’impatto ambientale; l’incremento del benessere dei dipendenti e delle comunità locali e lo sviluppo di eventi formativi e culturali volti a incoraggiare comportamenti equi e sostenibili.

In questi ultimi giorni del 2019 Perlage Winery ha deciso quindi di formalizzare e ufficializzare – attraverso un passaggio naturale – quest’ impegno che è parte della sensibilità aziendale oramai da un lungo periodo.

CANTINA TRAMIN: LEO TIEFENTHALER CONFERMATO PRESIDENTE

Willi Stürz

 

L’Assemblea ordinaria dei soci ha confermato a larga maggioranza Leo Tiefenthaler nel ruolo di presidente di Cantina Tramin. Il presidente si è dichiarato estremamente soddisfatto del consenso raccolto, sottolineando il senso di appartenenza che contraddistingue i membri dell’Assemblea: «Una sola persona non fa nulla in una cooperativa, ma tutte insieme possono realizzare grandi cose».

Le elezioni si sono svolte lunedì 9 dicembre e hanno registrato una partecipazione record nella storia della Cantina. Oltre al presidente Tiefenthaler, ai vertici di Tramin dal 2004, i soci hanno rinnovato la fiducia anche al vicepresidente Franz Scarizuola. Tali risultati si prestano a essere letti come la volontà, da parte dei soci, di proseguire un percorso di crescita e successo all’insegna della continuità, riconoscendo la qualità del lavoro svolto dal 2004 a oggi anche alla luce di una chiusura di bilancio nettamente positivo presentato, per l’occasione, dall’amministratore delegato Stephan Dezini.

Tra le numerose attività svolte, il responsabile delle vendite Wolfgang Klotz ha illustrato il workshop internazionale che ha coinvolto i maggiori esperti di Gewürztraminer. Lo scorso ottobre, circa 100 sommelier provenienti da 13 Paesi si sono riuniti a Cantina Tramin per confrontarsi sulle caratteristiche e potenzialità del Gewürztraminer. La passione di Tramin per questo vitigno è già stata premiata a settembre con il riconoscimento ottenuto dal Gewürztraminer Terminum come terzo miglior vino in Italia ai “Best Italian Wine Awards”. «Il 2019 è stato un anno molto intenso per Cantina Tramin – afferma Willi Stürz, enologo – Ringraziamo i soci per il lavoro svolto e invitiamo tutti a proseguire la strada della viticoltura di qualità. Un alto valore aggiunto riguarda l’occhio di riguardo per i temi ambientali, relativi al consumo dell’acqua, alla protezione delle colture, alla vita del suolo e alla tutela della biodiversità».

Gli altri membri del Consiglio direttivo confermati dal precedente mandato sono Anton Kieser, Alois Tengler, Manfred Huber, Hermann Franzelin e Helmut Kofler, mentre i nuovi entrati sono Josef Amort, Erich Mayr, Patrick Pernstich e Greta Oberhofer.

TORNA LA CENA-EVENTO DELLA CONFRATERNITA, APERTE LE ISCRIZIONI AL PREMIO “MUSETO D’ORO 2020”

Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio Abate, patrono dei norcini e protettore dei macellai, molto venerato nelle zone rurali italiane. E non a caso, esattamente due anni fa, in questa data, è nata a Riese Pio X, nel Trevigiano, presso l’azienda vinicola La Caneva dei Biasio, l’“Ingorda Confraternita del Museto”, un ente finalizzato a tutelare la storia e la tradizione dell’insaccato fatto col muso di maiale. La Confraternita organizza eventi, incontri e rassegne enogastronomiche, come il recente festival “Porcomondo” che ha riportato all’attenzione collettiva anche la Martondea, con il suo rito dimenticato e i suoi gusti antichi.

Adesso, però, è tempo di pensare al maiale e i norcini di mezzo veneto stanno preparando i loro museti migliori. In questi giorni stanno arrivando decine di candidature per iscriversi al concorso della Confraternita, il “Museto d’Oro” è un riconoscimento davvero autorevole per le piccole produzioni locali.

A gennaio 2019 fu lungo l’elenco dei partecipanti. Da Riese Pio X c’erano Gildo Cremasco, Luciano Ceccato (vincitore della prima edizione, quella del 2018), Silvio Daminato, Michele Favretto, Galdino Massaro, Roberto Daminato, la Macelleria Cirotto e l’Affinatura formaggi e salumi di Roberto Martini e da Vallà la Società geografica dei Viaggiatori; da Castelfranco Veneto presenti l’Agriturismo Moro di Barban e la Macelleria Targhetta, mentre da Maser arrivavano Claudio Reginato, Lino Ganeo, Nobili Ricercatori del Gusto e l’azienda agricola Costa del Sol. C’erano anche l’agriturismo Ai Bagolari di Castello di Godego, la società agricola Genesi da Fanzolo di Vedelago, l’agriturismo La Baita di Crespano del Grappa e l’azienda agricola Rossi di Musano di Trevignano. Da Montebelluna giunsero i The Kings of the Macha (che vinsero il premio), da Spresiano Pierluigi De Meneghi e da Asolo l’azienda agricola di Berton Gilberto; c’erano poi la Macelleria Breda di Sarmede, l’azienda agricola Fratelli Miatello da Morgano, l’azienda San Martino di Pederobba e l’azienda Guizzo Giancarlo da Guia di Valdobbiadene, infine Girolamo Ceron da Trevignano, Silvano Zacchello da Resana e Sandro Stefanuto da Villotta di Chions, in provincia di Pordenone.

E se questo era il passato, adesso c’è molta attesa per l’edizione 2020. Chi vuole partecipare può far riferimento alla mail confraternitamusetto@gmail.com o chiamare il numero 346-3090181. Ricordiamo che sono anche iniziate ad arrivare le prime adesioni per la cena-evento con show e degustazioni, l’appuntamento è molto atteso e non sarà possibile ospitare più di trecento persone. La festa del museto, raduno ufficiale annuale dei soci della Confraternita, inizia alle 19.30 di venerdì 17 gennaio alla Caneva dei Biasio (via Cendrole 7, Riese Pio X, Treviso) e prevede una cena di museto, pasta e fagioli e vino abbinato (il costo è di 25 euro su prenotazione al numero 0423 483153).

GOURMANDIA 2020: A TREVISO LA MANIFESTAZIONE DEDICATA AGLI ARTIGIANI DEL GUSTO

Torna l’appuntamento più goloso della primavera trevigiana: il 25, 26 e 27 aprile 2020 negli spazi dell’Opendream – Ex Area Pagnossin di Treviso va in scena Gourmandia, l’evento dedicato agli artigiani del cibo ideato dal giornalista enogastronomico e fondatore del Gatronauta Davide Paolini.

Il filo conduttore della manifestazione, giunta quest’anno alla sua quinta edizione, è il cibo vissuto come esperienza: cibo non solo da guardare e da mangiare, ma da toccare con mano e modellare. Il cibo pensato come momento da vivere. Per questo motivo il titolo che accompagnerà Gourmandia 2020 sarà Dire, fare…bere e mangiare, che vuole sottolineare il fatto che il gusto è prima di tutto una questione di esperienza. Largo spazio dunque a laboratori di cucina e a momenti creativi e di sperimentazione.

Protagonisti dell’evento saranno, come sempre, gli artigiani del gusto con una grande selezione di prodotti di qualità, nuove scoperte gastronomiche del Gastronauta da assaggiare e acquistare.

In preparazione inoltre un ricco calendario di incontri, dibattiti e show cooking con i grandi nomi della cucina italiana.

L’evento sarà aperto al pubblico. Ingresso a pagamento.

Info: gourmandia.gastronauta.it e info@gastronauta.it

NUOVO PUNTO VENDITA IN ARRIVO PER CANTINA VALPANTENA

Cresce la rete di punti vendita diretta di Cantina Valpantena. La cooperativa sociale di Quinto di Verona lancia l’apertura a febbraio 2020 di un nuovo esercizio commerciale a Cassano Magnano, in provincia di Varese. Si rafforza così la presenza di Cantina Valpantena in Lombardia, dove si registra anche un punto vendita ad Almè (Bergamo), e si punta in modo deciso sulla diversificazione dei canali di distribuzione. Tra questi, risulta di fondamentale importanza la rete di punti vendita, i cui corrispettivi hanno raggiunto nell’esercizio 2018-2019 oltre 4,1 milioni di euro. Con il nuovo negozio, che disporrà di una zona market e una magazzino e impiegherà due dipendenti, saranno otto i punti vendita collocati tra Veneto e Lombardia. La nuova strategia di distribuzione diretta al pubblico di Cantina Valpantena punta al raggiungimento di 5 milioni di corrispettivi entro i prossimi 12 mesi e al rafforzamento della presenza sul territorio con un programma di nuove aperture.

«Crediamo molto nell’approccio con il consumatore e nella vendita diretta delle nostre bottiglie – spiega Luigi Turco, di recente riconfermato presidente di Cantina Valpantena con il vice presidente Roberto Albrigi – Per questo lavoriamo ad una rete di punti vendita diretta sempre più strutturata. Con il nuovo negozio situato a sud di Varese poniamo le basi per la presenza anche in altre zone del capoluogo lombardo e della Regione».

La diversificazione dei canali di distribuzione è risultata centrale nella strategia commerciale della cooperativa per l’esercizio economico 2018-2019, chiuso con l’approvazione unanime il 31 agosto e con un fatturato di 47.660.240 euro sostanzialmente in linea con gli anni precedenti. La liquidazione delle uve conferite è inoltre superiore di 2 milioni rispetto a quella dell’anno precedente, attestandosi oltre i 12 milioni di euro.

A caratterizzare il bilancio consolidato 2018-2019 anche la crescita della dimensione aziendale di Cantina Valpantena. Si è conclusa infatti a novembre 2019 la fusione per incorporazione della mantovana Cantina Colli Morenici. Un’operazione che consente alla cooperativa di Verona di rafforzare la competitività aziendale e di ampliare la gamma di prodotti. Una selezione di vini morenici arriverà infatti nei punti vendita del circuito, incrementando l’offerta di vini veronesi con il Lambrusco mantovano, gli spumanti Garda Doc e gli altri vini prodotti in strada Monzambano. Il negozio a Ponti sul Mincio, derivante dalla fusione con Colli Morenici, con la sua collocazione prossima al Lago di Garda sarà inoltre strategico per raggiungere i flussi turistici.

SOMMELIER PER LE FESTE: NICOLA BONERA CONSIGLIA I MIGLIORI PIATTI DELLA TRADIZIONE DA ABBINARE A FRANCIACORTA PER NATALE

Arrosto di tacchinella o faraona farcito small

Quale miglior modo di un buon piatto e un abbinamento perfetto per stupire i vostri ospiti durante il Natale e festeggiare in grande stile? Nicola Bonera, esperto conoscitore di Franciacorta e talentuoso sommelier, ci guida tra alcuni gustosi piatti della tradizione, qui esaltati con l’accompagnamento di un buon Franciacorta. Scopriamoli insieme.

Tortellini in brodo di cappone, generosamente spolverati di Parmigiano Reggiano, piatto della tradizione del centro nord per antonomasia, consumato sia per il cenone della vigilia che per “scaldare” lo stomaco in vista del banchetto natalizio. Un franciacorta brut, magari con affinamento di 24-30 mesi sui lieviti, con una piccola percentuale di Pinot nero, sarebbe compagno ideale, fresco e facile, immediato e con importante bevibilità, ottimo per esaltare le imponenti dolci dell’impatto e della farcitura.

Capitone, tipico della Campania: la sua forma, somigliante a un serpente, rappresenta la vittoria dell’uomo su Satana, per l’appunto simboleggiato da un serpente che tenta Eva.

Ricetta che prevede alloro, limone e aglio; qui un franciacorta Satèn millesimato sarebbe la soluzione ideale, cremoso ed avvolgente, magari con una parte della vinificazione in legno, esalterebbe l’aromaticità degli ingredienti e, al contempo, accompagnerebbe il ricordo del capitone.

Vitello tonnato, squisitamente piemontese: saporito d’impatto ma rivelatore di una carne tenera e dolcissima a seguire. Ottimo abbinato ad un Franciacorta extra brut millesimato, da Chardonnay in purezza o con una piccola percentuale di Pinot nero, da una parte maturo grazie all’evoluzione sui lieviti, quindi capace di stemperare il sapore abbastanza deciso della salsa, dall’altra teso e fresco, per controbilanciare la tendenza dolce della carne e la parte grassa della salsa.

Zampone e cotechino, tradizionalissimi e gustosi, serviti con purea di patate, spinaci e talvolta mostarda senapata, dove un Franciacorta ha un ruolo centrale nel mitigare i caratteri rustici del piatto, stimolandone costantemente il riassaggio. Giocando con il colore tradizionale del maiale e con quello delle carni, un franciacorta rosè millesimato, da 100 per cento Pinot nero esalterebbe la dolcezza e la parte collagenosa dei salumi da pentola, la forza e la struttura grazie alla macerazione con le bucce apporteranno quella capacità di resistere alla ricchezza di questi cibi delle feste.

Arrosto di tacchinella o faraona farcite di castagne con frutta glassata; altro grande piatto della tradizione, succulento, saporito, a tratti dolciastro, dove un Franciacorta Riserva pasdosé potrebbe esaltarsi, grazie alla combinazione di Chardonnay e pinot nero in percentuali più o meno paritarie; l’asciuttezza del vino controbilancerebbe alla perfezione le parti dolci, come il gusto del pollame, delle castagne e dei grassi utilizzati per la cottura.

VINIFERA 2020: I VINI ARTIGIANALI DELL’ARCO ALPINO TORNANO PROTAGONISTI A TRENTO

I vini artigianali dell’arco alpino tornano protagonisti alla Fiera di Trento per la terza edizione di Vinifera, il 28 e 29 marzo 2020. Una mostra mercato dove incontrarsi e confrontarsi con 70 produttori provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli ma anche da Austria, Svizzera, Francia e Slovenia, rappresentanti di una viticoltura che spesso si può definire eroica per le dure condizioni in cui viene svolta e che riveste un ruolo fondamentale nella cura dei territori montani. Un luogo dove sarà possibile ascoltare i racconti di fatica, passione e tenacia di chi il vino lo fa in prima persona e scoprire realtà vinicole lontane dai riflettori ma vicine alla terra. Accanto a questi, una selezione di piccoli produttori di gastronomia che racconteranno attraverso i loro prodotti e i loro piatti un territorio duro e difficile da lavorare, ma che sa dare grandi frutti. In programma durante i due giorni quattro masterclass di approfondimento su vino e cibo.

A febbraio e marzo il salone sarà anticipato dal Forum, una ricca proposta itinerante nella provincia di Trento dove troveranno posto degustazioni, conferenze, incontri con produttori ed esperti del settore.

Vinifera è un evento promosso dall’Associazione Centrifuga, un gruppo di giovani che hanno unito diverse competenze, forze ed esperienze per realizzare iniziative incentrate sulla produzione sostenibile in campo agricolo e vitivinicolo.

Per maggiori informazioni: http://www.viniferaforum.it e http://www.facebook.com/viniferaforum

TIRAMISÙ WORLD CUP JUNIOR: VINCONO DANIELE FABRIS, 10 ANNI, E DEVA MARTON, 9 ANNI

Deva Marcon

Sono davvero giovanissimi i due nuovi Campioni della Tiramisù World Cup Junior 2019, seconda edizione della “sfida più golosa dell’anno”, aperta ai piccoli chef.

Ecco i loro nomi: Deva Marton (classe 2010) di Fossò di Venezia, in gara per la ricetta originale, e Daniele Fabris (classe 2009) di Sant’Angelo di Piove di Sacco (Padova) con un Tiramisù realizzato con panna, torrone e fave di Tonka, per la ricetta creativa del dolce.

Dopo le selezioni che si erano tenute nella giornata di sabato, presso la Scuola di Formazione Professionale Fondazione “Lepido Rocco” di Lancenigo di Villorba (Treviso), la splendida cornice di Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier è stata il teatro delle semifinali e delle finalissime di domenica per entrambe le ricette del dolce, originale e creativa.

I ragazzi hanno dato prova di possedere già la manualità degli adulti, muovendosi con dimestichezza fra savoiardi, uova e mascarpone, e impugnando fruste e cucchiai “da adulti”.

Nella due-giorni di gare l’entusiasmo e la passione dei giovanissimi pasticceri, accompagnati al tavolo da un adulto, hanno fatto divertire gli stessi partecipanti e il pubblico che ha assistito alla competizione e fatto il tifo per loro.

«Con dei Campioni così – scherza Francesco Redi di Twissen, ideatore e organizzatore della rassegna – il futuro del Tiramisù è assicurato. Le iscrizioni per la TWC 2020 sono già aperte e siamo al lavoro per un’edizione che nasce per stupire e crescere ancora di più».

A decretare i due Campioni di quest’anno, è stata una giuria composta dai nomi “celebri” della Tiramisù World Cup: Sara Arrigoni (Campione Twc 2019, ricetta creativa), Fabio Peyla (Campione Twc 2019, ricetta originale), Diletta Scandiuzzi (Campione Twc 2018, ricetta originale), Marco Bertolo (Campione Twc 2018, ricetta originale), Riccardo Landonio (Campione Twc Junior 2018, ricetta creativa).

Per la ricetta creativa, erano giunti in finale anche Cristina Pulos, classe 2010, di Zoppola (Pordenone) con un Tiramisù con la Mastica di Chio e Ambra Arvedi, classe 2010, di Casier (Treviso) con un Tiramisù con pistacchi salati, mandorlato e sciroppo d’acero.

Per la ricetta originale, erano giunti in finale Mattia Carraro, classe 2009, di Lasi (Verona) e Miguel Fantuz, classe 2009, di Codognè (Treviso).

 

14 E 15 DICEMBRE, LA TIRAMISÙ WORLD CUP DIVENTA JUNIOR

Al via nel pomeriggio di 14 dicembre, le selezioni della Tiramisù World Cup Junior riservata ai “piccoli chef” di età compresa fra gli otto e i tredici anni di età. Anche per loro, due categorie: la ricetta originale (uova, mascarpone, zucchero, savoiardi, caffè e cacao) e la ricetta creativa (con la possibilità di aggiungere fino a tre ingredienti e di sostituire il biscotto). Semifinali e finali nella mattinata di domenica 15 dicembre a Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier.

Sono già “armati” di savoiardi e mascarpone i giovanissimi concorrenti che si sfideranno per realizzare il “tiramisù più buono del mondo” nella gara riservata ai ragazzi. La competizione comincerà all’Istituto “Lepido Rocco” a Lancenigo di Villorba alle 14, quando scenderanno in campo i partecipanti iscritti alla categoria “originale” del dolce al cucchiaio più famoso del mondo; a seguire, dalle 16, sarà la volta degli iscritti per la ricetta creativa.

Coloro che riusciranno a superare questa fase approderanno alle semifinali di domenica mattina (inizio ore 9) e i più bravi raggiungeranno le finali che si terranno a partire dalle 11, sempre a Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier (Treviso).