VENEZIANO, INIZIA LA VENDEMMIA DEL PROSECCO: QUANTITÀ INFERIORE

Anche nel veneziano è partita in questi giorni la vendemmia delle uve glera. Un migliaio gli ettari nella provincia dedicati alla coltivazione di questa varietà, 300 aziende agricole concentrate per lo più nel Veneto Orientale senza trascurare un numero crescente di aziende nel miranese che hanno i diritti per l’impianto di queste uve. «Possiamo già esporci nel dire che la quantità di produzione è sicuramente inferiore di almeno un 15% rispetto le precedenti annate, dove la scorsa non fa sicuramente testo per i numeri da record. Purtroppo per alcuni nostri produttori colpiti dagli episodi di grandine di fine luglio e agosto la percentuale si abbassa fino a un 50 per cento in meno con gravi conseguenze economiche. Tuttavia la qualità delle uve quest’anno si attesta tra le migliori garantendo una produzione di grande eccellenza» dichiara il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla.

Con un aumento del 17 per cento delle esportazioni il Prosecco conquista nel 2019 il primato di vino italiano più consumato all’estero grazie all’alta qualità e capacità produttiva con le pregiate bollicine che, sottolinea la Coldiretti, sono protagoniste di un vero a proprio boom negli Usa ma anche in Francia. Si parla di un aumento del 50 per cento delle vendite in Francia spingendo l’export del Prosecco al record storico di sempre sui mercati mondiali, per un valore complessivo di ben 458 milioni nel primo semestre del 2019. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat presentata in occasione del distacco del primo grappolo di uva Glera dell’anno per il Prosecco nella Tenuta Astoria a Refrontolo (Treviso), dopo l’avvenuta iscrizione del sito veneto “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco.

Il gradimento dei cugini d’Oltralpe è significativo del successo conquistato anche nei confronti della concorrenza dello champagne. A pesare sul successo mondiale del Prosecco – spiega la Coldiretti – è però il proliferare nei diversi continenti di falsi di ogni tipo con le imitazioni diffuse in tutti i Paesi, dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata la vendita anche del Whitesecco e del Crisecco.

«Occorre tutelare le esportazioni di vino Made in Italy di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali – afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – che, oltre alla perdita economica, è soprattutto grave il danno di immagine che mette a rischioulteriori e nuove opportunità di penetrazione dei mercati».

Un riconoscimento che certifica l’importanza di un territorio dallo straordinario valore storico, culturale e paesaggistico in grado di esprimere una produzione che ha saputo conquistare apprezzamenti su scala mondiale.  La produzione del Prosecco scenderà dunque quest’anno attorno alle 400 milioni di bottiglie con l’uva raccolta sugli oltre 24 mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

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VENDEMMIA SOLIDALE, LA PIOGGIA NON FERMA LA FESTA

Vendemmia bagnata, vendemmia fortunata. La pioggia non ha fermato la solidarietà e i sorrisi alla cantina Le Manzane di San Pietro di Feletto (Treviso), nel cuore delle terre del Prosecco Superiore, dove ieri 500 persone hanno sfidato il maltempo per partecipare della grande festa dell’uva giunta ormai all’ottava edizione. Tra gli ospiti d’onore Sammy Basso, l’ex cestista italiano Riccardo Pittis, il campione 2017 della Tiramisù World Cup Andrea Ciccolella, il governatore del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale Federico Caner.

«Abbiamo raccolto 4-5 quintali di glera – spiega il proprietario Ernesto Balbinot – in settimana provvederemo comunque, con i nostri ragazzi, a raccogliere l’uva necessaria e a destinarla alle dovute finalità della vendemmia solidale. Il ricavato di quest’anno sarà devoluto alla onlus Revert per la ricerca sulla Sla, grazie ad un progetto sviluppato in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re». Dopo la vendemmia, la festa è continuata sotto la tensostruttura noleggiata per l’occasione con l’aperitivo a base di Prosecco Superiore Docg accompagnato da uno sfizioso cicchetto, il “Bocconcino di baccalà dorato con zucchine” offerto da Alberto e Marco Stocco di Ca’ del Poggio che hanno ospitato sabato sera, nell’elegante sala panoramica del ristorante, una cena conviviale di buon auspicio per la vendemmia. Ad animare la festa il gruppo Segnali Caotici con Alberto Ceschin e il giocoliere/equilibrista Manuele Pascal. La giornata si è conclusa con il pranzo in “caneva” e la gara di tiramisù. Andrea Ciccolella, campione 2017 della Tiramisù World Cup, ha decretato la vittoria della versione classica su quella innovativa (ganache di cioccolato, pan di Spagna al posto dei savoiardi e amaretti), preparate dalla Pasticceria Alpago di Conegliano, dopo un ex aequo della giuria sorteggiata tra i partecipanti alla vendemmia solidale.

L’associazione Revert Onlus nasce nel 2003 per finanziare, promuovere e incentivare la ricerca per arginare i danni provocati dalle malattie neurodegenerative. «Al momento – hanno spiegato Angelo Righetti, membro del consiglio direttivo di Revert e Maurizio Gelati, responsabile della Banca delle Cellule Staminali di Terni – la sperimentazione clinica sui pazienti affetti da Sla, condotta dal prof. Angelo Vescovi, è una delle più avanzate nel panorama scientifico internazionale. Revert è la prima associazione non profit al mondo ad aver effettuato trapianti di cellule staminali cerebrali prive di problematiche etiche perché sono derivate da feti abortiti spontaneamente».

La vendemmia solidale è stata presentata, nei giorni scorsi, alla Mostra del Cinema di Venezia, a bordo e attorno all’Edipo Re, la storica imbarcazione che Pier Paolo Pasolini ha condiviso con il pittore Giuseppe Zigaina.

SINA CENTURION PALACE A VENEZIA: CINQUE STELLE LUSSO PER LE FESTE E LE CENE PIÙ ESCLUSIVE DURANTE LA MOSTRA DEL CINEMA.

Antinoo’s Lounge Restaurant Sina Centurion Palace di Venezia

Il Sina Centurion Palace è tra gli hotel più esclusivi dove fare Vip watching delle star presenti alla 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il salotto cinque stelle lusso della Sina Hotels sarà esclusivo buen retiro scelto dai talent per soggiornare, per farsi coccolare sul Canal Grande con preziosi cadeau, per deliziarsi con la cucina dell’Antinoo’s Lounge & Restaurant, concedendosi qualche attimo di relax tra un red carpet e una proiezione cinematografica.

L’hotel si riconferma tra i posti preferiti dalle star che vengono al Festival del cinema e amano anche godere della bellezza di una location unica, dal ricercato design, ricca di arte e cultura con le installazioni degli artisti di fama internazionale Bruno Catalano e Philippe Shangti, in una posizione strategica sul Canal Grande, a pochi minuti di barca dal Lido di Venezia.

Dal 28 agosto al 7 settembre, il lussuoso salone della Presidential Suite dell’hotel ospiterà la Gift Room dove celebrities, esponenti del jet set nazionale e internazionale, attori e vip potranno concedersi una pausa e ricevere gli omaggi da parte dei prestigiosi marchi ospitati. Le star potranno rilassarsi con un drink e scegliere abiti, gioielli e accessori per serate di gala, red carpet ed eventi. A completare le coccole a cinque stelle lusso, ci sarà un servizio make-up e hair styling a loro dedicato. A Venezia, solo il Sina Centurion Palace offre questo esclusivo servizio, divenendo così uno dei luoghi più amati dalle star. Scelto per i suoi spazi esclusivi, il Sina Centurion Palace ha ospitato vernissage, mostre, eventi e private party, ospitando attori italiani e internazionali come Al Pacino, Spike Lee e David Cronemberg James Franco, Luca Zingaretti, Luisa Ranieri, Paola Cortellesi, Matt Dillon, Vareria Golino, Riccardo Scamarcio, Claudia Gerini, Filippo Timi, Raoul Bova, Carolina Crescentini, Maria Grazia Cucinotta, Cristina Capotondi, Luca Argentero, Matthew Avery Modine, Naomi Watts, Liev Schreiber, Daniel Jacob Radcliffe, l’attore britannico, noto per aver interpretato Harry Potter nell’omonima serie di film, Colin Firth e la moglie Livia Giuggioli.

L’hotel è stato scelto per ospitare i talent ospiti che parteciperanno agli eventi più esclusivi in laguna, ma il Sina Centurion Palace sarà anche la location di party e cene private all’insegna del glamour, del fashion e dell’alta cucina firmata dall’Executive Chef Giancarlo Bellino. Sono tantissime, infatti, le star del cinema internazionale che sono state folgorate dalla cucina dell’Antinoo’s Lounge & Restaurant: da Al Pacino a Spike Lee che ha apprezzato i piatti con le verdure di Sant’Erasmo; da Jhonny Depp a Carlo Verdone, a tanti altri tra cui Therry Gilliam, Shakira, Matt Dillon, Brad Pitt.

L’hotel è stato scelto per ospitare i talent ospiti dei party e degli eventi più esclusivi, tra i quali il “Franca Sozzani Award”, organizzato  a Venezia da Livia Firth, solitamente sempre accompagnata da suo marito Colin Firth. Il prestigioso magazine Vanity Fair ha scelto il Sina Centurion Palace per il soggiorno degli ospiti dei ricercatissimi party e anche del loro famoso torneo di golf. L’hotel ospiterà, inoltre, i premiati del Filming Italy Best Movie Award e il Charity party di Diva e Donna giunto alla 15a edizione;  inoltre il cinque stelle lusso della Sina Hotels ospiterà anche gli ospiti del Premio Mimmo Rotella e gli ospiti Vip del Festival Campari. Insomma sembrerà di essere nel backstage di una set cinematografico più che in una sala colazioni, oppure nella corte giardino di un hotel. In ogni caso la privacy e l’accoglienza del Sina Centurion Palace sono proprio le caratteristiche peculiari che lo rendono la lussuosa maison cinque stelle lusso a Venezia per tutti gli attori presenti alla Mostra del Cinema.

Ecco alcuni eventi in programma a partire dal 31 agosto con la cena dei premiati del Filming Italy Best Movie Award, riconoscimento collaterale ufficiale della Mostra che sarà assegnato ai titoli e alle serie tv italiane ed internazionali e ai migliori talent italiani e internazionali oltre che all’industry e professional, dell’ultima stagione cinematografica in collaborazione con Duesse Communication. Le tante eccellenze del cinema che saranno presenti andranno ad arricchire il premio che conta su un ampio voto del pubblico.

In attesa di conoscere il ricco parterre di ospiti di questa edizione Tiziana Rocca ospiterà l’attrice francese Isabelle Huppert e Sylvia Gertrudis Martyna Hoeksattrice e modella olandese, assieme ad altri attori italiani, top secret al momento.

Lunedì 2 settembre, il Sina Centurion Palace ospita i festeggiamenti per i quindici anni del Diva e Donna Chiarity dinner. Tra i premiati del mondo del cinema, della tv e dello sport anche Michela Andreozzi, madrina dell’associazione Never give up.

Dal 2 al 5 settembre, l’hotel sul Canal Grande è stato scelto per i dinner privati di numerose case cinematografiche.

Mercoledì 4 settembre è prevista la cena privata dell’ottava edizione del Soundtrack Stars Award, il Premio collaterale della Mostra del Cinema di Venezia che valuta la migliore colonna sonora tra i film in selezione ufficiale, assegnando inoltre il premio della critica ad artisti di fama internazionale come Ennio Morricone, Ryuichi Sakamoto, Alexandre Desplat, Nicola Piovani, Gabriele Muccino, Andrea Guerra e Guillermo del Toro. In giuria quest’anno oltre a giornalisti più accreditati a livello nazionale e internazionale ci sono Laura Delli Colli (Sgnci), presidente di giuria, la cantante Nilla Zilli e Marco Maccarini di Radio Italia. Il Soundtrack Stars Award è ideato e prodotto da Free Event in collaborazione con Sngci.

Infine venerdì 6 settembre. C’è grande attesa per il Secret closing party: sarà annunciato l’evento più internazionale per la chiusura della mostra, novità assoluta di quest’anno che riprende il mood del dopo Oscar dove ospiti e organizzatore del party viene tenuto segreto a tutti fino al girono stesso del party.  Quindi la lista degli ospiti del jet set è ancora top secret e lo rimarrà fino all’ultimo momento.

SABATO 3 AGOSTO, CALICI DI STELLE A MARTELLAGO (VENEZIA)

Ca’ della Nave

Appuntamento sabato 3 agosto a Ca’ della Nave a Martellago (Venezia) con “Calici di stelle. Notte di vino, notte di stelle”, organizzato dal Movimento turistico del Vino Veneto, Ca’ della Nave, Comune e Pro Loco locali.

Dalle 18, spazio alla degustazione enogastronomica di prodotti del territorio con musica dal vivo. Ci saranno aziende della zona ma anche proposte di prodotti naturali.

Ingresso gratuito o con un contributo di 10 euro che comprende calice più sacca porta calice, quattro degustazioni vino, una di cibo.  Possibilità di gustare il “menu stellare” presso il Ristorante Le Serre.

Si potrà esplorare anche l’universo con gli Astrofili, visitare la mostra di pittura “Notte di Stelle” e avere l’animazione per i più piccoli.

OTTANTA FOOD TRUCK DA TUTTO IL MONDO, A CAORLE GLI CHEF SUPERSTAR DI ITALIA UNO

Si vola per Cuba, un pied-à-terre in Texas, tappa caliente in Mexico, e poi via di nuovo in viaggio verso Thailandia, Serbia o Francia. Qualsiasi sia il vostro programma estivo, la località che unisce la maggior parte di queste destinazioni in un unico luogo senza prenotare voli aerei o treni è Caorle (Venezia), perché dal 13 al 18 agosto nell’enorme area di piazzale Olimpia si svolge lo Street Food Festival. Sei giorni all’insegna della musica ma soprattutto del gusto, un autentico viaggio tra i sapori del mondo grazie agli ottanta food truck presenti in area.

Dal “dio dei carciofi alla romana” allo specialista della carne di cinghiale, passando per il re degli hamburger fino allo chef del thai e lo specialista della Picanha’s, senza dimenticare le griglie argentine con il loro asado, per citarne solo alcuni: ce n’è davvero per tutti i gusti. “Abbiamo selezionato le migliori proposte gastronomiche basandoci sulla qualità, il gusto e il servizio”, spiegano gli organizzatori. “Quest’anno farete il giro del mondo culinario in ottanta food truck”.

Lo Street Food Festival, oltre ad essere un’oasi del divertimento e del benessere pensata sia per i giovani che per le famiglie, è così anche un’occasione culturale per conoscere i cibi e le usanze di regioni e paesi stranieri, o per approfondire le nostre eccellenze made in Italy. Grazie alla crescita vorticosa dalla sua nascita nel 2017, il “boutique festival” veneziano è ora considerato a livello qualitativo la più importante manifestazione nel panorama italiano del “cibo da strada” anche in forza del fatto che questa terza edizione ha fatto il salto di qualità con una line up artistica di respiro internazionale grazie alla presenza, tra gli altri, della star mondiale Steve Aoki.

L’attenzione degli amanti del buon cibo sarà rivolta in particolare alle eccellenze internazionali come “Picanhas Cube”, trionfatori della Street Food Battle 2018 di Italia 1 grazie ad un mix perfetto di tipicità italiane e materie prime brasiliane e al loro cavallo di battaglia, la Picanha. Milioni di telespettatori avevano seguito le loro performance nella trasmissione condotta da Simone Rugiati e Ludovica Frasca, la loro fama è pari alla bontà dei loro piatti.

Ma ci saranno anche superstar italiane, come Ciccio Smoke & BBQ, i re dell’America barbecue, i cui tagli di carne di prima qualità italiani arricchiti in versione Made in Usa sono stati segnalati dal Gambero Rosso e erano giunti alle fasi finali della Street Food Battle 2018 di Italia 1; Pizza&Mortazza, che stanno portando la merenda romana per eccellenza (pizza bianca farcita con la mortadella) in tutta Italia con il Jova Beach Party; e poi le divinità dei panini, il truck dei Rock Burger con la loro specialità: hamburger di pregiata carne di vitella di pura razza piemontese con latticini prodotti in alpeggi locali e pane artigianale realizzato con farina viva, macinata a pietra lavica; mentre per gli appassionati dei carciofi c’è “Domus Carciò”, lo chef del fiore verde in versione romana.

Peraltro, ci sono dei truck super specializzati, sia per prodotto che per specialità regionali (cucina veneta, cucina marchigiana, pugliese, arrosticini abruzzesi, il cacio impiccato, frittura di pesce e piadina romagnola). Tra tutti, da segnalare il “Wokmonkeys”, due italiani che hanno frequentato la scuola di specializzazione di cucina tailandese per poi avviare la loro attività itinerante. Ma tra le specializzazioni vanno citati anche la Cannolomania (Ape), stand siciliano con cannoli croccanti e ricotta fresca e Fritz&Spritz di Massimo Barnabei, l’ape con i cocktails: il gestore è stato barman dell’Hotel Danieli di Venezia.

Grande varietà anche sul fronte beverage, per gli amanti delle bollicine chic ci sarà lo Champagne, immancabile poi la selezione di vini bianchi e rossi regionali, tra tutti il Prosecco, mentre per i cultori della birra è stata pensata un’area interamente dedicata all’arte del luppolo, si chiama “Birra Art” e propone particolari miscele da luppoli ricercati. Per coloro invece che adorano la frutta, a disposizione un ampio ventaglio di opzioni tra frullati, succhi bio tra cui di mela e uva e una chicca, ma anche il succo di canna di bambù, preparato al momento.

SINA CHEFS’ CUP CONTEST: IL 16 LUGLIO 2019, ALL’ANTINOO’S LOUNGE & RESTAURANT DI VENEZIA, PROTAGONISTI LO CHEF OLIMPICO TINO VETTORELLO E LO STELLATO MAURO BUFFO

Corte Sina Centurion Palace Venezia

Martedì 16 luglio l’Antinoo’s Lounge & Restaurant, il ristorante del Sina Centurion Palace, farà da palcoscenico alla Sina Chefs’ Cup Contest, la competizione tra coppie di chef stellati giunta alla settima edizione. Protagonisti della tappa veneziana saranno lo chef olimpico Tino Vettorello e lo chef stellato Mauro Buffo, chef resident sarà l’executive Chef Giancarlo Bellino.

Il tema di questa nuova edizione del contest è il design. Lo chef olimpico Tino Vettorello, del ristorante “Tre Panoce” di Conegliano Veneto (Treviso), cucinerà lo “Spago al prosecco… prosecco al spago” un primo piatto ispirato dalla “Sedia Acapulco”, la sedia messicana per eccellenza che deve il suo nome all’omonima città.  Lo chef stellato Mauro Buffo del ristorante 12 Apostoli di Verona proporrà “Cremoso al burro di arachidi, croccante di aglio nero e gel al ribes e mezcal”, un piatto ispirato all’arte e al design di Botero.  L’Executive chef Giancalo Bellino proporrà due ricette; antipasto “Vento d’Estate” (triglia, pecorino, fichi e mandorle) e come secondo piatto “Anguilla croccante con sorbetto all’aceto balsamico”. Il menu prevede quattro portate (vini e acqua inclusi) con show-cooking euro 110 per i possessori dell’Antinoo’s Card 85 euro).

Dopo la tappa di Romano Canavese, in provincia di Torino, la competizione arriva a Venezia. Prossime tappe Firenze il 24 settembre, Parma l’8 ottobre e Milano il 22 ottobre, con la finale a seguire. La nuova edizione della Chefs’ Cup trae ispirazione dal design, per poter creare inedite e originali: forme, colori, progettazione, stili, per una gara di show cooking a coppie in 9 tappe italiane, tutte aperte al pubblico, con l’idea che, oggi, l’enogastronomia è una vera e propria forma d’arte, con la possibilità da parte del pubblico, in questo caso, di fruire e digerire letteralmente le “opere d’arte” degli “artisti” chef.

Palcoscenico d’eccellenza della manifestazione, gli alberghi del gruppo Sina Hotels, che sin dagli esordi hanno abbracciato l’evento, quali interpreti della tradizione squisitamente italiana fatta di storia, cultura, arte, lusso ed eccellenza per delle cene esperienziali, durante le quali il pubblico potrà conoscere i cuochi e assistere dal vivo agli show cooking preparatori delle ricette in gara, grazie alla tecnologia messa a disposizione da Les Chefs Blancs, la scuola professionale di cucina e pasticceria.

Il brindisi delle serate è affidato alle bollicine italiane del prosecco spumante Frattina, marchio di qualità ed eccellenza della tradizione vitivinicola italiana che nasce dalla selezione di uve da alcuni tra i territori più vocati nelle zone di produzione della Docg al confine tra Veneto e Friuli, la cui particolare fermentazione consente di ottenere un vino spumante gradevolmente fruttato e dal gusto vivace.

La cena sarà accompagnata dall’acqua Ferrarelle Maxima, l’unica acqua effervescente naturale rinforzata con il gas della sua sorgente, creata proprio per l’alta ristorazione, nelle storiche sorgenti di Ferrarelle a Riardo.  Per concludere, il mirto Zedda Piras, il tipico liquore ottenuto solo con bacche fresche di mirto che da oltre un secolo e mezzo è simbolo della Sardegna. A terminare la cena il Caffè Goppion, brand conosciuto per la selezione dei caffè più pregiati del mondo per creare miscele di qualità eccellente.

Per gli appassionati, quest’anno la possibilità di “assaporare” le ricette direttamente dalla voce degli chef, in collegamento radio con il programma di Radio Godot “Foodie in Town”.

Partner d’eccezione di Sina Chefs’ Cup Contest si conferma Diners Club, la prima carta di credito al mondo e in Italia con oltre 60 anni di storia, nata proprio nell’alta ristorazione per offrire privilegi unici ed esclusivi ai propri Soci, come in questa occasione per cui i soci in cui ci saranno agevolazioni e incontri dedicati con gli chef.

BOX IN RIVIERA: ANGELO SABBADIN È IL NUOVO SOMMELIER

Angelo Sabbadin

Cresce la squadra del progetto Box. Alla guida della sommellerie di Box in Riviera, il ristorante aperto lo scorso dicembre a Stra (Venezia) da Marco Benetazzo, arriva Angelo Sabbadin, già giudice al Decanter World Wine Awards (Dwwa) e con numerose esperienze in ristoranti di alta cucina alle spalle.

Diplomato sommelier nel 1997 e nominato Sommelier dell’anno 2011 secondo la Guida de l’Espresso, Sabbadin si unisce alla squadra di cui fa parte anche lo chef Riccardo Maffini, con il quale ha condiviso la formazione a Le Calandre. Il sommelier padovano dirigerà la sala e la cantina del locale, che conta oltre 500 etichette selezionate negli anni dal patron di Box Marco Benetazzo. Vini spesso introvabili, con una predilezione per i territori dello Champagne e della Borgogna, che si affiancano a un’ampia scelta di etichette naturali.

Nel locale di Stra le proposte di Maffini si concentrano sulla versatilità della cottura alla griglia nell’alta cucina, presentando piatti che si fondano sul giusto equilibrio tra gusto, semplicità delle materie prime e sperimentazione negli abbinamenti. Tra le proposte del ristorante si possono trovare i migliori tagli di carne da tutto il mondo, pesce e piatti vegetariani.

Box in Riviera è l’ultimo atto del progetto iniziato nel 2006 da Marco Benetazzo con l’apertura di Box Caffè, in Prato della Valle a Padova, e che comprende anche Box Pizza e Box in Galleria, sempre in centro a Padova.

Il locale di Stra, nato dalla ristrutturazione di una villa Liberty di inizio Novecento, si caratterizza per uno stile ispirato alla Metafisica e all’arte di Giorgio De Chirico e ospita al suo interno un’esposizione di opere di artisti contemporanei che è possibile anche acquistare.

GIANCARLO BELLINO È IL NUOVO EXECUTIVE CHEF DELL’ANTINOO’S LOUNGE & RESTAURANT DI VENEZIA

Giancarlo Bellino

L’Antinoo’s Lounge & Restaurant presenta la sua nuova cucina confermando come Executive Chef, Giancarlo Bellino, già sous chef del ristorante del Sina Centurion Palace, cinque stelle lusso della Sina Hotels. Una nuova sfida, un interessante passaggio di testimone per continuare a dare ampio spazio e risalto all’offerta culinaria per gli ospiti internazionali dell’hotel, ma riservata anche ai clienti esterni che scelgono il ristorante affacciato sul Canal Grande. «Sarà un ritorno al passato: semplicità e schiettezza senza forzature», anticipa l’Executive Chef che assicura: «la contemporaneità dei piatti, rispettosi dello stile del Sina Centurion Palace, sarà dato dalla lavorazione e dalla scelta della materia prima».

Giancarlo Bellino, classe 1983, pugliese di San Paolo di Civitate (Foggia) ma profondamente legato all’Abruzzo, ha ricoperto il ruolo di Sous-chef all’Antinoo’s Lounge & Restaurant dal 2013. «Ho accolto questa proposta con grande entusiasmo – spiega – lavorare all’Antinoo’s Lounge & Restaurant è un grande onore. Si tratta di una realtà di lusso che offre la possibilità di vivere Venezia tra eleganza, charme e alta cucina».

Prima di approdare al ristorante del Sina Centurion Palace è stato Sous-chef al “The Westin Europa & Regina” a Venezia e vanta esperienze professionali all’Hotel “Villa San Michele” a Firenze, al “Grand Hotel Park” a Gstaad (Svizzera).

«Entusiasmo, voglia di fare, umiltà e creatività: sono queste le caratteristiche che ci hanno spinto a confermare come Executive Chef, Giancarlo Bellino – spiega il general manager, Paolo Morra -. Io e la proprietà della Sina Hotels abbiamo piena fiducia in lui e nella nuova brigata, un team affiatato, motivato e volenteroso. Ringraziamo chef Massimo Livan per il lavoro svolto con impegno e dedizione in questi anni e siamo pronti a guardare al futuro».

La cucina sarà animata da uno spirito nuovo che, se da una parte rispetterà la continuità con il passato, dall’altra punterà ad affermarsi come esperienza polisensoriale e non soltanto come un momento edonistico di soddisfazione gastronomica. Una cucina che considera il cibo attraverso una griglia sensoriale in cui l’alimento viene consumato su diversi livelli e la cucina si declina in differenti sfaccettature. «Il mio ruolo è di percepire la potenza emozionale racchiusa nel cibo, dando a esso la giusta interpretazione – spiega Chef Bellino – Per me la cucina ha un valore conviviale e comunicativo: è possibile trasmettere emozioni anche attraverso la preparazione di piatti semplici che sono legati alla tradizione, alla memoria di un territorio, oppure di un momento storico». Chef Bellino non abbandonerà la cucina gourmet, così come continuerà a curare il lato estetico e l’impiattamento nel rispetto della contemporaneità dello stile del Sina Centurion Palace: ma punterà ad una cucina apparentemente semplice nella scelta degli ingredienti, al massimo tre per ogni ricetta oltre alle guarnizioni, capace di far vivere al commensale, al momento del gusto, una vera esperienza tale da poter riconoscere il processo che lega le diverse fasi di composizione di un piatto. «La mia cucina sarà semplice, intesa come profondamente rispettosa nella lavorazione, nella scelta ed esaltazione delle singole materie prime. I piatti saranno contemporanei: nel rispetto dell’identità del Sina Centurion Palace e sarà una cucina attenta alla tradizione e alla cultura italiana».

Dalla tradizione alle ultime interpretazioni gourmet: l’Executive Chef ha studiato una nuova carta che sarà inaugurata proprio con la primavera: consistenze di verdure primaverili con uova di montagna e parmigiano liquido; tartare di pomodoro appassito con stracciatella di Andria e frisella soffiata; bianco di capasanta con mayonnaise di spinaci e caviale pregiato Italiano; linguine tiepide con mazzancolle, lime e salicornia; risotto di baccalà, piselli e basilico.

Anche la sala si arricchisce di una nuova figura professionale: il maître Nicola Nardo è affiancato da Matteo Molinari, che vanta esperienze professionali in ristoranti stellati, italiano e internazionali.

All’Antinoo’s Lounge & Restaurant, cinquanta posti, si può assaporare il gusto contemporaneo di Venezia scegliendo tra la white e la red room. Nella sala bianca, pareti forme geometriche in rilievo, sulle tonalità candide del bianco, creano un quadro naturale all’ambiente raffinato, dove nulla è lasciato al caso e il commensale è avvolto dallo spettacolo della luce naturale di una portafinestra affacciata sul Canal Grande. In estate si può godere del panorama dalla terrazza esterna. Oppure, si può scegliere di essere avvolti dalle calde tonalità del rosso, seduti sul divano ondulato della sala rossa, dalla quale è possibile ammirare lo spettacolo di Venezia. Il bar Antinoo è il lounge bar dal design contemporaneo enfatizzato dal color porpora; una vera e propria cornice rende il bar come un quadro da ammirare seduti sull’originale divano ondulato.

RISTORANTE VILLA SELVATICO, UN’ESPERIENZA TRA STORIA E CUCINA RAFFINATA

Staff Villa Selvatico

Nella fertile e operosa pianura veneta, la bella cittadina di Roncade sorge a pochi chilometri da Treviso e dista una trentina di chilometri da Venezia, in un’area importante dal punto di vista storico artistico. È in queste terre che si possono ammirare splendide ville storiche che si sono sviluppate tra i secoli XV e XIX e che hanno conosciuto il massimo fulgore nel cinquecento grazie all’architetto Palladio che ha ideato un modello di villa ispirata ai canoni della classicità latina, e che oggi sono patrimonio dell’Unesco. Anche Roncade vanta una notevole presenza di storici edifici, tra cui primeggia la celebre Villa Giustinian, meglio nota come Castello di Roncade, di epoca rinascimentale pre palladiana, cinta da mura che richiamano i fortilizi medievali, e che oggi è dedita alla produzione di vino. È in questo contesto ricco di bellezze naturalistiche e storiche che s’inscrive anche Villa Selvatico, sull’asse viario strategico che collega Treviso al mare e a Venezia, una bella villa di inizio novecento circondata da un grande parco. Due edifici nascosti tra alberi secolari, uno ad accogliere sei camere per un piacevole pernottamento immersi in un’atmosfera di quiete e charme, e l’altra struttura completamente dedicata al ristorante su due piani. Le tre salette – una al piano terra, protetta dai Beni Culturali, e due al primo piano – sono piccoli scrigni di liberty veneto, con tavoli tondi ben distanziati, incorniciati tra gli stucchi veneti dai toni pastello alle pareti e affreschi originali sul soffitto, lampadari di vetro di Murano, con qualche pennellata di contemporaneità data dalle comode poltroncine di design della Calligaris e, specie al piano terra, da tele dell’artista trevigiano Rijo, con i suoi divertenti e colorati animali. L’ampio parco esterno in estate è il naturale prolungamento del ristorante, con vari spazi che possono essere adibiti a eventi privati, e dispone anche di un grande giardino d’inverno con riscaldamento a pavimento, luminoso e ideale per feste in tutte le stagioni. Una vera oasi nell’arte e nella natura a donare un momento di benessere, deliziati dall’originalissima cucina di chef Alessandro Rossi.

Classe 1991, Alessandro Rossi è uno chef che, nonostante la giovane età, può già vantare una carriera di successo. Dopo gli studi all’alberghiero di Chianciano Terme (Siena), compie importanti esperienze professionali a Firenze con Filippo Germasi, con Dal Degan, e con Stefano Ciavatti di Da Fino. All’inizio del 2015 torna a Firenze, alla Leggenda dei Frati, come socio di Filippo Saporito prima a San Giovanni d’Asso e poi nella prestigiosa location di Villa Bardini, nel centro di Firenze. Un anno e mezzo fondamentale per la crescita di Alessandro che assimila e si affranca dalla lezione dei suoi maestri costruendo un percorso proprio improntato sulla tradizione, con influenze classiche e forti venature creative, concentrato sulla ricerca di forme e consistenze e materie prime eccelse. Con l’arrivo della prima stella Michelin, a novembre 2016, lo chef si sposta a Pienza per aiutare l’amico ristoratore Maurizio Abbate a dare nuova verve al suo ristorante la Terrazza del Chiostro, con un indirizzo più gourmet, in una cittadina forse ancora poco ricettiva nei confronti di una cucina più alta visti i flussi turistici che ogni anno convogliano milioni di visitatori da tutto il mondo, attratti più dall’arte che da una ristorazione di qualità. Il nuovo progetto di Villa Selvatico inizia a svilupparsi già dalla tarda primavera del 2017, e dopo mesi d’intenso studio e ricerca, il 5 dicembre finalmente il ristorante apre le porte a tutti con una proposta culinaria davvero originale, sia a pranzo che a cena. Punto fermo di Alessandro è la sua brigata, sei ragazzi con cui lavora da tempo e che negli anni si è venuta saldando sempre più affiatata e coesa, anche grazie alla preziosa collaborazione con il sous chef Luca Grimaldi, a fianco dello chef dai tempi della Leggenda ei Frati, che vanta un fittissimo curriculum di esperienze anche all’estero, nord Europa e Stati Uniti in primis. Il menu approntato, che coniuga territorio e debordante fantasia, scevra dalle mode, parte da una base toscana che è insita nel dna dello chef, ma che si muove in terra veneta con disinvoltura e curiosità nell’esplorarne tradizioni e materie prime del ricco territorio veneto. Oltre alla Carta, chef Rossi ha approntato tre menu degustazione, uno da cinque portate a 60 euro, uno da sette portate a 75 euro, e il nove portate a 100 euro, tutti con la possibilità di un abbinamento vini ad hoc. L’inizio pasto è un biglietto di presentazione dello chef, che saluta la Toscana con una serie di appetizer tra cui il finto pomodorino ripieno di pappa al pomodoro, un wafer di arachidi con crema di rapa bianca, rapa rossa, kiwi fermentato e polvere di levistico, una spuma di pecorino di Pienza, arancia, lamponi ed erbe spontanee, una cialda di rapa rossa con ravanello marinato e pecorino di Pienza in crema. E c’è ancora tanta Toscana nel cestino del pane, con la lievitazione naturale nei panini al latte, nei grissini, panini all’olio, pane integrale e una focaccia ai sette cereali che arrivano accompagnati all’olio Ceccatelli biologico di Greve in Chianti e lardo di Colonnata lavorato a salsiccia da spalmare.

IL VINO DEI CARMELITANI SCALZI DI VENEZIA SFIDA I COLOSSI DEL VINITALY

C’è anche un vino carico di storia e di spiritualità tra le “star” della 52^ edizione del Vinitaly, in corso a Veronafiere: è il primo vino prodotto dai Frati Carmelitani Scalzi di Venezia, presentato oggi in anteprima al Padiglione del Consorzio Vini Venezia, alla presenza del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, del presidente del Consorzio Giorgio Piazza e di due Frati Carmelitani.

Loro, star per un giorno in una vita di riservatezza e preghiera, hanno realizzato vino con uve delle viti recuperate nella città di Venezia, e raccolte nel vigneto-collezione della biodiversità nel brolo del convento veneziano, che raccontano le origini mercantili della città: dal Raboso delle Malvasie, dalle varietà armene della Marzemina, dal Verduzzo al Lison, ad altre varietà come la Terra Promessa. Ne sono usciti due vini pregiati, un bianco e un rosso, prodotti in 1.400 bottiglie che, con la loro storia e unicità, sfidano i “colossi” del Vinitaly.

L’idea è nata per ridare vita alle attività tradizionali del Convento. Era usanza dei frati di auto prodursi il vino domenicale e da pasto, usando le varietà di vitigni presenti da decenni nei broli dei propri conventi. Le due bottiglie, dalla forma il più possibile vicina a quella utilizzata nel lontano passato, recano nell’etichetta due immagini dei dettagli della Chiesa dei Carmelitani Scalzi di Venezia: una statua del timpano e una parte del mosaico pavimentale.