GUIDA MAGNAR BEN ALPE ADRIA BEST GOURMET, IL GRANDE TRAINO PER L’EUROPA. PIZZA GOURMET AVANTI TUTTA.

Maurizio Potocnik

 

Esce la ventiquattresima edizione della guida enogastronomica più storica della macroregione europea composta da Italia, Austria, Slovenia e Croazia.

 

Territorio, esclusività, trend, cucina, vini e prodotti rilanciano una macroregione unica al mondo composta da 4 nazioni, formata dall’intreccio secolare delle culture tra Venezia, la penisola italiana, i Balcani e la Mitteleuropa. La Guida Magnar Ben Best Gourmet è “il termometro” dell’energia che sprigiona questa terra tra acque, pianure, colline e monti nella sua espressione più vera: la cultura del mangiare, della tavola, dell’agricoltura in un contesto di straordinaria bellezza geografica e storica. Le influenze qui nei secoli si sono fatte sentire, si sono intrecciate dai Balcani a Venezia, dall’italica cucina mediterranea alla mitteleuropa, tra la campagna, il mare e i monti, quale altro territorio al mondo potrebbe vantare questo bagaglio storico-culturale?

 

«Nessuno – dice Maurizio Potocnik editore e fondatore della guida, talent scout, assieme al suo team di giornalisti, delle migliori cucine, dei vini, dei prodotti – e questa guida ne è la dimostrazione. Ogni anno ripercorriamo questo territorio attenti ad ogni dettaglio, alla sfumature, oppure alle rivoluzioni come quella della pizza gourmet, con Veneto in prima linea in questo cambiamento-tendenza che unisce la popolarità della pizza (piatto nazionale) e l’alta cucina, rendendo quest’ultima più accessibile a tutti, aprendo le porte alla riconoscibilità culturale dei prodotti più artigianali. Ma anche la ristorazione più tradizionale si è mossa ed è in continua evoluzione tra recuperi di piatti storici, modernità concreta, miglior approccio con i vini da abbinare ai piatti, il gusto del cambiamento è arrivato anche nella cucina moderna che ha fatto un passo indietro, anch’essa rivolta alla massima valorizzazione del prodotto e del piccolo produttore, meno voli pindarici e più concretezza; andiamo tutti verso la stessa direzione, quella del pescare nell’immenso bagaglio storico-culturale-agricolo che ci rende diversi dal resto del mondo. Dobbiamo continuare a crederci seppure gli stati con le loro regole o il mondo, remino nella direzione dell’appiattimento assoluto; dovremo crederci fino in fondo così ci riapproprieremo del gusto di stare a tavola».

 

Sono stati recensiti 400 ristoranti, 100 migliori vini, 50 prodotti d’autore, 20 Hotels Relax&Gourmet, le migliori cucine in quota, le migliori pizzerie gourmet, 21 premi internazionali.

All’interno ci sono 624 pagine a colori con fotografie dei locali visitati, dei vini e dei prodotti recensiti, un formidabile team di giornalisti ed esperti del settore che raccontano ogni anno, da 24 anni, il meglio del panorama enogastronomico rilevando e promuovendo tendenze e novità di assoluta eccellenza, dalla piccola trattoria di campagna al ristoratore blasonato, dai migliori vini tra nuove visioni e vini storici, fino ai migliori prodotti. Una guida che ormai è divenuta un cult (anche per gli stessi ristoratori) per bere e mangiare nel Nord Est Italia e nei paesi trasfrontalieri di Austria, Slovenia e Croazia, con valutazioni ed indicazioni chiare sulla qualità, la spesa, il menu, la carta vini in ristoranti realmente visitati.

E ancora, le migliori cucine in quota (sopra i 1.000 metri, rifugi compresi), le migliori pizzerie gourmet, I migliori Hotel Relax&Gourmet nei quali troverete servizi dedicati al wellness e una cucina gourmet particolarmente evoluta; 100 best wines tra produttori storici, vini naturali, piccoli produttori, vignaioli incorruttibili, le nuove tendenze del bere ed ancora una bella selezione dei 50 migliori foods testati durante l’anno.

 

Nella guida sono inoltre pubblicati i 21 riconoscimenti internazionali delle migliori cucine, vini e prodotti, che verranno consegnati nella ormai storica chermesse di giugno organizzata dall’editore. La Guida è distribuita nelle librerie al prezzo di copertina di 23 euro, oppure acquistabile nel bookshop ufficiale del sito: http://www.magnarben.it/bookshop

Tante novità per questo ambito riconoscimento internazionale giunto alla decima edizione, riconoscimento che vuole riassumere e mettere in evidenza quanto di meglio si è visto, assaggiato, testato. Ventuno premi dei quali ben12 alla ristorazione, 5 nella sezione vini e 3 nella sezione dedicata al food. Venezia in prima linea con due importanti premi alla “Miglior carta vini” che va alla Gastrosteria Ai Mercanti, curata da Simone Poli, e al miglior piatto dell’anno, lo “Spaghetto in cassopipa” del ristorante Antiche Carampane condotto da Francesco Agopyan. Molto bene anche la provincia di Udine con ben 3 premi nella ristorazione, dei quail uno al ristorante Ilija del Golf Club di Tarvisio dello chef-patron Ilija Pejic, chiamato anche lo chef delle 3 nazioni, a Baita Monschein, della famiglia Kratter di Sappada, come miglior ristorante di montagna per la coerenza , l’aderenza a 360gradi con il territorio alpino, ed allo chef Stefano Basello del ristorante Al Fogolar del Là di Moret, che si è distinto in cucina e con profonda sensibilità socio-culturale con la realizzazione del pane da cortecce e licheni di alberi abbattuti nella tempesta dell’ottobre 2018.

 

In provincia di Belluno, nell’agordino, va un premio speciale alla ricostruzione dopo la disastrosa tempesta Vaia, al ristorante Hotel Alle Codole, ricostruito in breve tempo nonostatnte i gravi danni subiti, continuando un percorso di qualità a tavola a 360 gradi.

Due riconoscimenti importanti assegnati anche nel Veronese: ad Enrico Fiorini gestore del ristorante San Martino di Legnago e della pizzeria Al Borgo di Palesella, per la professionalità, lo stile manageriale e la profonda conoscenza del mondo del vino e, nel centro storico della città di Romeo e Giulietta, un premio a Simone Lugoboni del ristorante Oste Scuro in qualità di miglior ristorante di Mare.

 

Nel Padovano, un premio al ristorante emergente La Posa degli Agri per il concept attualissimo del “ristorante di campagna” ed il suo chef Andrea Alan Bozzato. Anche in provincia di Treviso 3 i premi importanti, uno all’Osteria dei Mazzeri di Follina, gestita dai fratelli Mazzero, l’altro dedicato alla “fine pasticceria al ristorante” che è stato assegnato al ristorante Tre Panoce dove il pastry chef Fabio la Commare, nel team di Tino Vettorello, sta facendo grandi cose nella sezione dessert, ed ancora un premio che sorprende dedicato alle migliori pizze gourmet realizzate nella macroregione (Veneto la regione n.1) che quest’anno va al trevigiano Davide Croce ed al suo ristorante/pizzeria Equilibri di Treviso.

 

Chiude la sezione ristoranti il riconoscimento che va a Peter Brunel di Arco in provincia di Trento come migliore apertura dell’anno. Tra i migliori vini vincono il veronese Tamellini con il Millesimato 2010 tra le bollicine a matodo classico, il vicentino Firmino Miotti con il suo Strada Riela sui lieviti (ancestrale con il fondo), il trevigiano Adami (per il metodo italiano) con il Credas Rive di Farra di Soligo Prosecco Superiore Docg, il Sauvignon Ronco delle Mele 2018 di Venica & Venica in provincia di Gorizia, come

Miglior vino bianco e tra i vini rossi il Teroldego Rotaliano di Donati Marco di Mezzocorona in provincia di Trento.

 

A Treviso anche il premio del miglior formaggio in Alpe Adria conferito alla Latteria Perenzin per il formaggio di Bufala al Glera, a Gorizia premiata la piccola attività artigianale L’Antica Ricetta di Cormons con il premio miglior prodotto dolciario per la Gubana e l’Elisir San Zuan. A Ferrara un premio importante dedicato alle panificazioni va al Panificio artigiano di Farinelli di Lagosanto con il suo speciale e fragrante pane “Coppia ferrarese”, un pane d’antica tradizione nella golosa provincia di Ferrara.

AIS VENETO: A VENEZIA 4 CORSI PER FORMARE I NUOVI ESPERTI DEL VINO

Dopo il successo del Congresso Nazionale dello scorso novembre, Ais Veneto punta sempre di più sulla formazione dei suoi associati e presenta 28 nuovi corsi dedicati ai futuri Sommelier in tutta la regione. Nella provincia di Venezia le lezioni prenderanno il via lunedì 27 gennaio 2020 e l’appuntamento sarà con un percorso formativo dedicato al primo livello, due al secondo e uno al terzo.

«Quella del Sommelier – spiega Marco Aldegheri, presidente di Ais Veneto – è sempre più una figura fondamentale non solo per il mondo della ristorazione e della produzione del vino, ma per l’intera filiera dell’accoglienza. Un ruolo chiave, come emerso dai tavoli di lavoro del recente Congresso Nazionale Ais che ha messo a fuoco il tema dell’enoturismo».

“Il turismo del vino – continua Aldegheri – è una grande opportunità per i nostri ragazzi e per i tanti appassionati, ci spinge oggi a investire in una proposta formativa coinvolgente in grado di fornire anche tutti gli strumenti professionali indispensabili per un operatore enoturistico”.

In questa direzione si spinge lo sforzo di Ais Veneto di proporre corsi in orari pomeridiani o mattutini, più adatti alle esigenze di coloro che cercano uno sbocco lavorativo grazie a questo tipo di formazione o che intendono qualificare le loro competenze se già inseriti nel settore.

Tra gli appuntamenti proposti per il nuovo semestre è stato infatti confermato il secondo livello pomeridiano a Venezia, in programma da lunedì 27 gennaio alle 15.30 all’Hotel Amadeus. Accanto a questo il Novotel Venezia Mestre Castellana ospiterà, con orario serale, un corso di primo livello in partenza il 29 gennaio e uno di secondo e terzo livello, entrambi previsti a partire dal 27 gennaio a partire dalle 20.30.

I nuovi corsisti, oltre alla selezione di strumenti didattici Ais, riceveranno un kit di essenze per allenare la memoria olfattiva. Avranno inoltre la possibilità di usufruire del finanziamento a interessi zero, dilazionando il pagamento del corso in sei rate mensili grazie al supporto di Consel/Banca Sella.

Si rinnova infine la collaborazione di Ais Veneto con Wset – Wine and Spirits Education Trust, ente inglese leader nella formazione internazionale su vino e distillati. Il corso di secondo livello, a cui hanno accesso con una tariffa vantaggiosa i Sommelier che hanno già concluso il percorso Ais, è in programma per il fine settimana dal 31 gennaio al 2 febbraio a Verona.

Tutte le informazioni relative ai corsi e all’iscrizione si trovano sul sito http://www.aisveneto.it/corsi

NASCE “IL TIRAMISÙ – DOLCE DI TREVISO”: UN PROGETTO CHE PORTA NEL MONDO L’AUTENTICO DOLCE TREVIGIANO

Simbolo della cucina italiana, tanto da essere tra le cinque parole della cucina italiana più conosciute all’estero, il Tiramisù è un’autentica bandiera della sua città natale, Treviso.

Merito di una ricetta unica, codificata dall’Accademia del Tiramisù, a base di savoiardi, caffè espresso, mascarpone, uova e zucchero.

Ma cosa rende ogni Tiramisù diverso e unico? La preparazione della crema, che richiede abilità, dosaggi precisi e ingredienti freschissimi, dai quali dipende la bontà del risultato finale e che costituisce la vera differenza tra la preparazione originale e le infinite varianti e imitazioni.

Da questa intuizione nasce “Il Tiramisù – Dolce di Treviso”, un progetto non solo imprenditoriale, ma anche di valorizzazione turistica e culturale della Marca Trevigiana e del Veneto a livello internazionale.

L’idea è di tre giovani imprenditori trevigiani: Elisa Menuzzo, esperta di psicologia del lavoro, risorse umane, marketing e comunicazione, Debora Oliosi, proveniente dall’ambito informatico e specializzatasi successivamente in digital communication& marketing, turismo e valorizzazione del territorio, e Alberto Curtolo, laureato in economia e gestore di attività commerciali nel settore del food&beverage.

Dall’incontro di queste professionalità, nel 2019 nasce l’idea di creare un prodotto “100 per cento originale trevigiano” che potesse rappresentare la città di Treviso in Italia e all’estero.

I tre soci hanno quindi iniziato a studiare la possibilità di produrre su scala industriale la crema del Tiramisù, seguendo alla lettera la ricetta originale, utilizzando ingredienti freschi e senza l’utilizzo di conservanti e aromi artificiali, che risultasse identica nell’aspetto e nel gusto a quella preparata nelle cucine delle nonne e delle mamme trevigiane.

Con l’aiuto di esperti e professionisti, in primis il tecnologo alimentare Enzo Cangiulli, noto a livello internazionale come consulente specializzato nel settore creme, si è giunti alla definizione della ricetta, che a partire da gennaio 2020 sarà prodotta nellostabilimento di Quinto di Treviso. Una produzione, dunque, assolutamente trevigiana, che intende portare con orgoglio la bandiera di Treviso nel mondo oltre che creare lavoro e offrire una “nuova chiave” per il turismo.

La crema diventa così il centro di un progetto ampio e articolato: dal laboratorio trevigiano, unico centro di produzione, sarà distribuita ai punti vendita dove il Tiramisù verrà assemblato al momento secondo le preferenze del cliente, o proposto già assemblato nella versione tradizionale a base di savoiardi e caffè. E ancora, la crema sarà consegnata a ristoranti, bar, catering, gastronomie e negozi di specialità alimentari per consentire a gestori, chef e negozianti di proporre ai propri clienti l’autentico Tiramisù trevigiano.

Il primo obiettivo dell’azienda è l’apertura di punti vendita “Il Tiramisù – Dolce di Treviso” nelle principali città italiane ed europee. E come non pensare a Venezia, capoluogo del Veneto e “porta” di Treviso per milioni di turisti da tutto il mondo, come prima tappa di questo entusiasmante percorso?

Il 18 gennaio 2020, in Campo Santi Apostoli, aprirà i battenti il primo negozio, seguito poi da quelli di Verona, Firenze, Milano e Roma oltre che, naturalmente, Treviso, in uno splendido palazzo del centro storico. Contestualmente avverrà l’espansione del brand in Europa nelle principali città di Germania, Regno Unito e degli altri Stati dell’Unione, e l’apertura del canale Ho.Re.Ca. rivolto a ristoranti, bar, caffetterie e gastronomie che – grazie appunto alla crema pronta – potranno proporre ovunque il Tiramisù originale trevigiano assemblato al momento.

È chiaro, a questo punto, che “Il Tiramisù – Dolce di Treviso” diviene un importante volano di promozione turistica del territorio trevigiano, sorretto dalla convinzione che la Marca Trevigiana abbia tutte le carte in regola per essere maggiormente valorizzata. Convinzione che va incontro anche alle esigenze della stessa amministrazione lagunare, alla ricerca di motivazioni forti per indurre i troppi turisti a visitare il territorio circostante e ridurne così l’eccessiva concentrazione nel nostro capoluogo regionale. Tutta la comunicazione aziendale è tesa, perciò, a indurre il turista a incuriosirsi di Treviso.

L’apertura del negozio in Campo Santi Apostoli a Venezia costituisce il “modello” per il format dei successivi punti vendita. Il concetto di partenza è stato ricreare la “cucina della nonna”, calda e accogliente, la stessa nonna che sapeva preparare il Tiramisù “della nonna”, appunto. Unico e indimenticabile.

Studiato nei minimi dettagli, con uno stile “anni Sessanta” per ricreare l’atmosfera del periodo in cui il Tiramisù ha visto la sua diffusione, con dettagli e foto d’epoca della città di Treviso e dei capoluoghi veneti, il negozio propone “Il Tiramisù – Dolce di Treviso” in diverse ricette.

L’idea principale è quella di offrire al consumatore un’autentica esperienza: un vero “Maestro del tiramisù” sarà, infatti, a sua disposizione per assemblare il dolce al momento, secondo i suoi gusti, grazie alle diverse possibili combinazioni di bagne e guarnizioni.

Diversi anche i formati disponibili: dal “vojesso” (cucchiaio monoporzione) alla crema in bicchiere, dalla porzione mono da 150 grammi alla maxi da 250 grammi, fino alle teglie da asporto.

Ingrediente fondamentale per l’autentica ricetta trevigiana, il caffè: per garantire un risultato di assoluta qualità, è stata coinvolta Hausbrandt, storica azienda fondata a Trieste oltre un secolo fa e oggi stabilitasi a Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso. L’azienda fornirà a tutti i punti vendita una miscela studiata appositamente per armonizzarsi al meglio con gli ingredienti del Tiramisù.

Nei punti vendita sarà esposto inoltre Do ciacoe, un inedito “quotidiano” dalla grafica rétro che racconta le origini del dolce, ma anche tante notizie storiche sulla città di Treviso, aneddoti, mappe e consigli per visitare la città e i suoi dintorni. Uno strumento originale che intende incentivare il turista a visitare la splendida Marca Trevigiana e ripercorrere le tappe che hanno visto i natali del Tiramisù.

Per un’atmosfera ancor più vintage, nei negozi sarà trasmessa musica anni Sessanta, ovviamente attraverso apparecchi d’epoca, grazie alla “Radio Il Tiramisù”, una web radio di proprietà del Brand.

Tutte le scelte di packaging e di servizio sono ecocompatibili e compostabili, a partire dalla sac à poche che contiene la crema, in cotone riutilizzabile, fino a bicchieri, cucchiaini, teglie. Un obiettivo impegnativo ma fondamentale che l’azienda ha portato avanti con determinazione.

PIZZERIA PLIP A MESTRE SI CONFERMA BABY FRIENDLY: PIZZA GRATIS PER I BAMBINI SOTTO I 10 ANNI FINO AL 29 FEBBRAIO

Pizzeria Plip Mestre

Alla Pizzeria Plip i bambini sono i benvenuti. In merito alla polemica riguardante la presenza o meni dei bambini al ristorante Pizzeria Plip, inserita all’interno di Osteria Plip e di Me&Me Agrimercato a Mestre lancia un messaggio: «Qui bambini, assieme alle vostre famiglie, siete i benvenuti».

In seguito alla notizia della pizzeria in provincia di Sondrio che ha affisso un cartello all’ingresso vietando l’ingresso ai bambini maleducati è intervenuto in merito David Marchiori, chef patron dell’Osteria e della Pizzeria Plip di Mestre, Venezia: «Il problema va esteso a tutte le persone maleducate, non solo ai bambini. Non è educativo far passare il messaggio che i bambini siano una ”categoria molesta” per i ristoratori. Sono loro i clienti del futuro. Nel nostro locale i casi di disturbo da parte di bambini (così come anche i casi di adulti oppure di cani) molesti sono sempre più rari. Anzi, al contrario, proprio per incentivare le famiglie a vivere questo momento di condivisione assieme, abbiamo pensato di offrire la pizza a tutti i bambini che ci verranno a trovare fino a fine febbraio, per testimoniare che le persone educate di qualsiasi età sono le benvenute, anche perché non dimentichiamo che grazie a loro possiamo accendere il forno tutti i giorni. Da oggi fino al 29 febbraio, quindi, tutti i giorni i bambini sotto i dieci anni avranno la pizza offerta».

21 NOVEMBRE, IL CONCORSO PANETTHON TORNA AL PERCHÈ

Daniele Gaudioso

È già tempo di “re panettone”. Il ristorante Perché di Roncade (Treviso) torna a ospitare Panetthòn, la sfida regionale fra panettoni artigianali che in realtà è una gara di solidarietà. Lo farà giovedì 21 novembre alle ore 20, organizzando la cena di presentazione dei panettoni prodotti da pasticcerie delle province di Belluno, Treviso e Venezia.

Sono una quarantina i maestri pasticceri che hanno deciso di mettersi in gioco iscrivendosi alla quarta edizione di Panetthòn, singolare concorso  ideato da Daniele Gaudioso, medico oculista padovano e accademico della cucina che nel corso degli anni si è affermato come una vetrina di qualità e di rigore nel rispetto dei valori tradizionali e salutistici del prodotto “panettone”. Al concorso sono ammessi solo panettoni rigorosamente privi di emulsionanti, conservanti, mono e digliceridi degli acidi grassi (quelli classificati come E471) e di tutti quegli additivi che vengono usati per una conservazione più lunga nel tempo dei prodotti alimentari. ​Panettoni classici, con uvetta e canditi, prodotti con materie prime di altissima qualità, che hanno una durata limitata ma che in cambio presentano una bontà senza paragoni.

L’etichetta “solidale” definisce le finalità benefiche del concorso, il cui ricavato è stato destinato ai progetti della Onlus padovana “Amici di Adamitullo” che da dieci anni in Etiopia garantisce il sostegno alle attività scolastiche ed educative di circa mille bambini e adolescenti frequentanti la Missione salesiana di Adamitullo, piccolo paese a tre ore di auto dalla capitale Addis Abeba.

La giuria – composta da esperti del settore e giornalisti enogastronomici – selezionerà poi nel corso di una degustazione rigorosamente alla cieca prevista il 24 novembre – i 12 pasticceri veneti che accederanno alla serata finale del 4 dicembre, che sarà ospitata nelle storiche sale del Caffè Pedrocchi di Padova.

Ma anche al Perché è previsto un piccolo concorso interno: tutti i presenti potranno votare il proprio panettone preferito. La degustazione dei panettoni bellunesi, trevigiani e veneziani avverrà al termine di una cena, la cui quota di partecipazione è di 25 euro, parte dei quali saranno devoluti al progetto Adamitullo.

Queste la pasticcerie partecipanti alla serata. Per la provincia di Belluno, Centelghe a Farra d’Alpago, Officine la fabbria del buon gusto a La briciola, entrabe di Belluno.

Per il Trevigiano, Pasticceria Pollesel di Orsago – Conegliano – Treviso), Pasticceria Villa dei cedri di Valdobbiadene, Panificio Bosco, Pasticceria Max e Battistuzzi di Treviso, Infine per Venezia, in corsa ci sono Milady di Marghera e Pasticceria Zizzola di Noale.

Info e prenotazioni allo 0422-849015.

RISTORANTE SAN MARTINO DI SCORZÈ, ECCO IL MENU DELL’AUTUNNO-INVERNO 2019

Michela Berto e Raffaele Ros

Creare un menu all’altezza di ogni situazione è un lavoro di eccellenza a cui il Ristorante San Martino di Scorzè (Venezia) di Raffaele Ros e Michela Berto si dedica da sempre, la ricerca creativa ha affinato uno stile che si fa distinguere.

Dal martedì al venerdì a pranzo il San Martino agevola chi ha poco tempo, con proposte contraddistinte dalla qualità di sempre. Così, per chi ha poco tempo, ma non rinuncia alla qualità Il San Martino propone un menu dinamico con “la semplicità del territorio”. E così come antipasti si può scegliere tra l’Insalata di radicchio rosso Igp di Treviso, cicorie e semi, Code di gamberoni a vapore, spuma di topinanbur e succo del frutto della passione, Bresaola di tonno, misticanza di verdure e pompelmo, Terrina di bollito di carne e radicchio marinato in agrodolce e Acquatelle in tempura su fondente di san Pietro e limone candito. Come primi, Ros propone Praline di zucca e ricotta infornata, Zuppa di pancotto con gallina, e brodo, Tagliatelle ai funghi, Risotto al radicchio rosso Igp di Treviso e Pasta di grano duro ai crostacei. Si può proseguire con il pesce e la carne con il Filetto di cefalo di Caorle arrosto con insalatina, Polletto in umido alla cacciatora con polenta, Merluzzo fresco in guazzetto di pomodoro confit, Tagliata di bavetta di manzo cotta rosa, con verdure al timo, Selezione di cinque formaggi stagionati e erborinati. Per finire il dolce con i Sorbetti alla frutta e gelati.

Si può passare al Menu Gourmet, che viene spesso rivisto e integrato durante tutto l’anno affiancando proposte culinarie sia del territorio che internazionali. Non mancano le selezioni degustative, veri percorsi per gli appassionati, ogni piatto pensato e realizzato con dedizione è una sfida anche estetica alla ricerca di una cucina di alta qualità. Così come antipasto si può partire con i Funghi, castagne e zabaione, Sgombro marinato, ceci, melanzana e gelato di ostrica, Scampo Reale del Conero, alla “Busara”, Lingua di vitello croccante, zucca allo zenzero e salsa verde, “Granseola”. Come paste e minestre si possono degustare le Morbidelle di zucca e Tartufo Bianco, Risotto con le cipolle di “Cavasso e Val di Cosa” astice e limone salato (2014), Eliconi alla crema d’ostriche e caviale di storione del Sile, Bottoni di zucca, cremoso di crostacei e bottarga di San Pietro (2018), Sfoglia ripiena al mascarpone al burro ai funghi, Pasta da gnocchi farcita di stufato di manzo. Come pesce e carne, Calamaretti e seppetti su crema di pane bruciata e pinoli (1997),  Piccione e cicoria, San Pietro dorato e carciofi, Fegato di vitello con cipolla e porcini, Anatra e fico fermentato(petto cotto rosa, sandwich di fegato grasso e petto affumicato), Scampi e calamari fritti, salsa tartara e misticanza, Selezione di otto formaggi stagionati e erborinati, marmellate e composte.

Per i Percorsi degustativi (bevande escluse) troviamo il “Vintage”con “I benvenuti dai Ragazzi di cucina” come la Terrina di bollito radicchio e mostarda, “Sopa Coada”,  Risotto al radicchio, Anatra e fico fermentato, Granatina di wasabi e bergamotto, Come un caffè corretto all’amaretto e la Piccola pasticceria, tutto a 70 euro.

Oppure c’è “Tra crudo e cotto in zona Fao 37.2.1 e oltre…”. Dopo l’entrée, Spigola , daikon, finocchio e pomelo, Crudo di mazzancolle, melograno, zampette croccanti su maionese di capperi, Capasanta, purea di albicocca essiccata e gelato di corallo, Seppia e lemongrass, Sgombro marinato, ceci, melanzana e gelato di ostrica, Scampo temperato nel lardo liquido, cremoso di Cannellini e banana fermentata, Ostica in tempura, zabaione al vermouth, Passata di vongole e granatina di succo di prezzemolo, Ricci di mare, castagna e tartufo bianco, Sampietro dorato e carciofi Calamaretti e seppetti su crema di pane bruciata e pinoli. E poi Granatina di wasabi e bergamotto, La mela e la Piccola pasticceria. Prezzo finale 120 euro.

Infine “I Classici”. Dopo l’ingresso, Cocktail di gamberetti di Laguna, gelato alle erbe, spuma calda di patata, mela friulana e zenzero, Focaccina di patate, capesante e porcini, Passata di lenticchie nere, mazzancolle cotte e crude, ricci di mare, Risotto con le cipolle di “Cavasso e Val di Cosa” astice e limone salato, Calamaretti e seppetti su crema di pane bruciata, pinoli, Merluzzo erbe e olive, Granatina di wasabi e bergamotto, Gelato alla vaniglia Thaitiennee Piccola pasticceria per chiudere. Il tutto a 85 euro.

Come dolci troviamo Tutto Nocciola (Gelato, mousse, biscotto e nocciole sabbiate), Terra terra (Foglie di radicchio candite, sorbetto di rapa rossa, guscio di cioccolato bianco, il Cioccolato (Ganache al cioccolato, ananas candito, basilico, e mandorle), La mela (Semifreddo alla mela, mela allo zafferano), Caffè corretto all’amaretto (Spumone freddo al caffè e amaretto, croccante al cacao, gelato allo yogurt) e il Gelato alla vaniglia Thaitienne.

A pranzo può essere richiesto sia il Menu Gourmet che quello Dinamico.

TRIVENETO, AL VIA LA DECIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL BACCALÀ

Daniele Tagliapietra, Luca Padovani e Franco Favaretto

E sono dieci. Il Festival del Baccalà si prepara a presentare la sua decima edizione: un vero e proprio tributo allo stoccafisso, al merluzzo nordico conservato per essicazione, che nel nord Italia, ed in particolare nelle aree a dominazione veneziana, viene chiamato bacalà o baccalà.

Il Festival triveneto del Baccalà è una competizione itinerante, organizzata dalla Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina e dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati, che coinvolge i più importanti ristoranti del Triveneto: gli chef delle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige possono partecipare proponendo le ricette più creative e innovative a base di stoccafisso. L’azienda Tagliapietra di Mestre (Venezia), tra le leader in Italia nell’importazione, lavorazione e commercio di prodotti ittici e in particolare del merluzzo, assegna così alla migliore ricetta il Trofeo Tagliapietra: un premio che sarà consegnato in occasione del galà finale, in programma per sabato 16 maggio 2020, e che rimarrà nelle mani dello chef autore del miglior piatto per un anno intero. Al vincitore sarà inoltre offerta la possibilità di viaggiare, accompagnato, in Norvegia per scoprire le Isole Lofoten, patria dello stoccafisso.

La selezione delle ricette presentate dagli chef al Festival si articola su diversi step che rendono ancor più entusiasmante la competizione: i ristoratori (massimo cinque per ogni provincia) che hanno regolarmente presentato la propria candidatura devono dare vita a una serata, nel proprio ristorante, scegliendo una data dal 14 ottobre 2019 al 30 marzo 2020 (vedi calendario), nella quale propongono ai clienti e a una rappresentanza del comitato tre piatti (un antipasto, un primo e un secondo) a base di stoccafisso. I clienti votano il piatto preferito della serata, mentre i delegati del comitato, dopo aver raccolto tutte le schede, provvedono a inviarle alla segreteria del Festival che, sulla base delle votazioni dei clienti, indicherà al comitato stesso la ricetta scelta durante la serata.

Tutte le ricette più votate vengono così valutate, il 6 aprile 2020 e unicamente sulla carta, da una giuria tecnica, composta da soli chef, che ne seleziona dodici. Queste dodici sono realizzate dagli stessi autori lunedì 20 aprile al Baccalàdivino di Mestre dove una giuria, questa volta composta da chef e membri del comitato esecutivo, porta a cinque il numero dei finalisti. Questi partecipano al pranzo del galà finale in programma all’Isola di San Servolo a Venezia: qui i piatti vengono nuovamente presentati e valutati, sulla base di cinque parametri (presentazione del piatto, valorizzazione del prodotto, tecnica, degustazione, innovazione e creatività), da una giuria tecnica composta da sette membri coordinati dallo chef Franco Favaretto che ne decreta il vincitore assoluto.

Il Festival del baccalà è online su http://www.festivaldelbaccala.it.

VENEZIANO, INIZIA LA VENDEMMIA DEL PROSECCO: QUANTITÀ INFERIORE

Anche nel veneziano è partita in questi giorni la vendemmia delle uve glera. Un migliaio gli ettari nella provincia dedicati alla coltivazione di questa varietà, 300 aziende agricole concentrate per lo più nel Veneto Orientale senza trascurare un numero crescente di aziende nel miranese che hanno i diritti per l’impianto di queste uve. «Possiamo già esporci nel dire che la quantità di produzione è sicuramente inferiore di almeno un 15% rispetto le precedenti annate, dove la scorsa non fa sicuramente testo per i numeri da record. Purtroppo per alcuni nostri produttori colpiti dagli episodi di grandine di fine luglio e agosto la percentuale si abbassa fino a un 50 per cento in meno con gravi conseguenze economiche. Tuttavia la qualità delle uve quest’anno si attesta tra le migliori garantendo una produzione di grande eccellenza» dichiara il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla.

Con un aumento del 17 per cento delle esportazioni il Prosecco conquista nel 2019 il primato di vino italiano più consumato all’estero grazie all’alta qualità e capacità produttiva con le pregiate bollicine che, sottolinea la Coldiretti, sono protagoniste di un vero a proprio boom negli Usa ma anche in Francia. Si parla di un aumento del 50 per cento delle vendite in Francia spingendo l’export del Prosecco al record storico di sempre sui mercati mondiali, per un valore complessivo di ben 458 milioni nel primo semestre del 2019. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat presentata in occasione del distacco del primo grappolo di uva Glera dell’anno per il Prosecco nella Tenuta Astoria a Refrontolo (Treviso), dopo l’avvenuta iscrizione del sito veneto “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco.

Il gradimento dei cugini d’Oltralpe è significativo del successo conquistato anche nei confronti della concorrenza dello champagne. A pesare sul successo mondiale del Prosecco – spiega la Coldiretti – è però il proliferare nei diversi continenti di falsi di ogni tipo con le imitazioni diffuse in tutti i Paesi, dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata la vendita anche del Whitesecco e del Crisecco.

«Occorre tutelare le esportazioni di vino Made in Italy di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali – afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – che, oltre alla perdita economica, è soprattutto grave il danno di immagine che mette a rischioulteriori e nuove opportunità di penetrazione dei mercati».

Un riconoscimento che certifica l’importanza di un territorio dallo straordinario valore storico, culturale e paesaggistico in grado di esprimere una produzione che ha saputo conquistare apprezzamenti su scala mondiale.  La produzione del Prosecco scenderà dunque quest’anno attorno alle 400 milioni di bottiglie con l’uva raccolta sugli oltre 24 mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

VENDEMMIA SOLIDALE, LA PIOGGIA NON FERMA LA FESTA

Vendemmia bagnata, vendemmia fortunata. La pioggia non ha fermato la solidarietà e i sorrisi alla cantina Le Manzane di San Pietro di Feletto (Treviso), nel cuore delle terre del Prosecco Superiore, dove ieri 500 persone hanno sfidato il maltempo per partecipare della grande festa dell’uva giunta ormai all’ottava edizione. Tra gli ospiti d’onore Sammy Basso, l’ex cestista italiano Riccardo Pittis, il campione 2017 della Tiramisù World Cup Andrea Ciccolella, il governatore del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale Federico Caner.

«Abbiamo raccolto 4-5 quintali di glera – spiega il proprietario Ernesto Balbinot – in settimana provvederemo comunque, con i nostri ragazzi, a raccogliere l’uva necessaria e a destinarla alle dovute finalità della vendemmia solidale. Il ricavato di quest’anno sarà devoluto alla onlus Revert per la ricerca sulla Sla, grazie ad un progetto sviluppato in collaborazione con l’impresa sociale Edipo Re». Dopo la vendemmia, la festa è continuata sotto la tensostruttura noleggiata per l’occasione con l’aperitivo a base di Prosecco Superiore Docg accompagnato da uno sfizioso cicchetto, il “Bocconcino di baccalà dorato con zucchine” offerto da Alberto e Marco Stocco di Ca’ del Poggio che hanno ospitato sabato sera, nell’elegante sala panoramica del ristorante, una cena conviviale di buon auspicio per la vendemmia. Ad animare la festa il gruppo Segnali Caotici con Alberto Ceschin e il giocoliere/equilibrista Manuele Pascal. La giornata si è conclusa con il pranzo in “caneva” e la gara di tiramisù. Andrea Ciccolella, campione 2017 della Tiramisù World Cup, ha decretato la vittoria della versione classica su quella innovativa (ganache di cioccolato, pan di Spagna al posto dei savoiardi e amaretti), preparate dalla Pasticceria Alpago di Conegliano, dopo un ex aequo della giuria sorteggiata tra i partecipanti alla vendemmia solidale.

L’associazione Revert Onlus nasce nel 2003 per finanziare, promuovere e incentivare la ricerca per arginare i danni provocati dalle malattie neurodegenerative. «Al momento – hanno spiegato Angelo Righetti, membro del consiglio direttivo di Revert e Maurizio Gelati, responsabile della Banca delle Cellule Staminali di Terni – la sperimentazione clinica sui pazienti affetti da Sla, condotta dal prof. Angelo Vescovi, è una delle più avanzate nel panorama scientifico internazionale. Revert è la prima associazione non profit al mondo ad aver effettuato trapianti di cellule staminali cerebrali prive di problematiche etiche perché sono derivate da feti abortiti spontaneamente».

La vendemmia solidale è stata presentata, nei giorni scorsi, alla Mostra del Cinema di Venezia, a bordo e attorno all’Edipo Re, la storica imbarcazione che Pier Paolo Pasolini ha condiviso con il pittore Giuseppe Zigaina.

SINA CENTURION PALACE A VENEZIA: CINQUE STELLE LUSSO PER LE FESTE E LE CENE PIÙ ESCLUSIVE DURANTE LA MOSTRA DEL CINEMA.

Antinoo’s Lounge Restaurant Sina Centurion Palace di Venezia

Il Sina Centurion Palace è tra gli hotel più esclusivi dove fare Vip watching delle star presenti alla 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il salotto cinque stelle lusso della Sina Hotels sarà esclusivo buen retiro scelto dai talent per soggiornare, per farsi coccolare sul Canal Grande con preziosi cadeau, per deliziarsi con la cucina dell’Antinoo’s Lounge & Restaurant, concedendosi qualche attimo di relax tra un red carpet e una proiezione cinematografica.

L’hotel si riconferma tra i posti preferiti dalle star che vengono al Festival del cinema e amano anche godere della bellezza di una location unica, dal ricercato design, ricca di arte e cultura con le installazioni degli artisti di fama internazionale Bruno Catalano e Philippe Shangti, in una posizione strategica sul Canal Grande, a pochi minuti di barca dal Lido di Venezia.

Dal 28 agosto al 7 settembre, il lussuoso salone della Presidential Suite dell’hotel ospiterà la Gift Room dove celebrities, esponenti del jet set nazionale e internazionale, attori e vip potranno concedersi una pausa e ricevere gli omaggi da parte dei prestigiosi marchi ospitati. Le star potranno rilassarsi con un drink e scegliere abiti, gioielli e accessori per serate di gala, red carpet ed eventi. A completare le coccole a cinque stelle lusso, ci sarà un servizio make-up e hair styling a loro dedicato. A Venezia, solo il Sina Centurion Palace offre questo esclusivo servizio, divenendo così uno dei luoghi più amati dalle star. Scelto per i suoi spazi esclusivi, il Sina Centurion Palace ha ospitato vernissage, mostre, eventi e private party, ospitando attori italiani e internazionali come Al Pacino, Spike Lee e David Cronemberg James Franco, Luca Zingaretti, Luisa Ranieri, Paola Cortellesi, Matt Dillon, Vareria Golino, Riccardo Scamarcio, Claudia Gerini, Filippo Timi, Raoul Bova, Carolina Crescentini, Maria Grazia Cucinotta, Cristina Capotondi, Luca Argentero, Matthew Avery Modine, Naomi Watts, Liev Schreiber, Daniel Jacob Radcliffe, l’attore britannico, noto per aver interpretato Harry Potter nell’omonima serie di film, Colin Firth e la moglie Livia Giuggioli.

L’hotel è stato scelto per ospitare i talent ospiti che parteciperanno agli eventi più esclusivi in laguna, ma il Sina Centurion Palace sarà anche la location di party e cene private all’insegna del glamour, del fashion e dell’alta cucina firmata dall’Executive Chef Giancarlo Bellino. Sono tantissime, infatti, le star del cinema internazionale che sono state folgorate dalla cucina dell’Antinoo’s Lounge & Restaurant: da Al Pacino a Spike Lee che ha apprezzato i piatti con le verdure di Sant’Erasmo; da Jhonny Depp a Carlo Verdone, a tanti altri tra cui Therry Gilliam, Shakira, Matt Dillon, Brad Pitt.

L’hotel è stato scelto per ospitare i talent ospiti dei party e degli eventi più esclusivi, tra i quali il “Franca Sozzani Award”, organizzato  a Venezia da Livia Firth, solitamente sempre accompagnata da suo marito Colin Firth. Il prestigioso magazine Vanity Fair ha scelto il Sina Centurion Palace per il soggiorno degli ospiti dei ricercatissimi party e anche del loro famoso torneo di golf. L’hotel ospiterà, inoltre, i premiati del Filming Italy Best Movie Award e il Charity party di Diva e Donna giunto alla 15a edizione;  inoltre il cinque stelle lusso della Sina Hotels ospiterà anche gli ospiti del Premio Mimmo Rotella e gli ospiti Vip del Festival Campari. Insomma sembrerà di essere nel backstage di una set cinematografico più che in una sala colazioni, oppure nella corte giardino di un hotel. In ogni caso la privacy e l’accoglienza del Sina Centurion Palace sono proprio le caratteristiche peculiari che lo rendono la lussuosa maison cinque stelle lusso a Venezia per tutti gli attori presenti alla Mostra del Cinema.

Ecco alcuni eventi in programma a partire dal 31 agosto con la cena dei premiati del Filming Italy Best Movie Award, riconoscimento collaterale ufficiale della Mostra che sarà assegnato ai titoli e alle serie tv italiane ed internazionali e ai migliori talent italiani e internazionali oltre che all’industry e professional, dell’ultima stagione cinematografica in collaborazione con Duesse Communication. Le tante eccellenze del cinema che saranno presenti andranno ad arricchire il premio che conta su un ampio voto del pubblico.

In attesa di conoscere il ricco parterre di ospiti di questa edizione Tiziana Rocca ospiterà l’attrice francese Isabelle Huppert e Sylvia Gertrudis Martyna Hoeksattrice e modella olandese, assieme ad altri attori italiani, top secret al momento.

Lunedì 2 settembre, il Sina Centurion Palace ospita i festeggiamenti per i quindici anni del Diva e Donna Chiarity dinner. Tra i premiati del mondo del cinema, della tv e dello sport anche Michela Andreozzi, madrina dell’associazione Never give up.

Dal 2 al 5 settembre, l’hotel sul Canal Grande è stato scelto per i dinner privati di numerose case cinematografiche.

Mercoledì 4 settembre è prevista la cena privata dell’ottava edizione del Soundtrack Stars Award, il Premio collaterale della Mostra del Cinema di Venezia che valuta la migliore colonna sonora tra i film in selezione ufficiale, assegnando inoltre il premio della critica ad artisti di fama internazionale come Ennio Morricone, Ryuichi Sakamoto, Alexandre Desplat, Nicola Piovani, Gabriele Muccino, Andrea Guerra e Guillermo del Toro. In giuria quest’anno oltre a giornalisti più accreditati a livello nazionale e internazionale ci sono Laura Delli Colli (Sgnci), presidente di giuria, la cantante Nilla Zilli e Marco Maccarini di Radio Italia. Il Soundtrack Stars Award è ideato e prodotto da Free Event in collaborazione con Sngci.

Infine venerdì 6 settembre. C’è grande attesa per il Secret closing party: sarà annunciato l’evento più internazionale per la chiusura della mostra, novità assoluta di quest’anno che riprende il mood del dopo Oscar dove ospiti e organizzatore del party viene tenuto segreto a tutti fino al girono stesso del party.  Quindi la lista degli ospiti del jet set è ancora top secret e lo rimarrà fino all’ultimo momento.