VENDEMMIA GRANDE ED EROICA: IL PROSECCO SUPERIORE 2015 DA’ IL MEGLIO DI SE’

La vendemmia del Prosecco

La vendemmia del Prosecco

Si respira ottimismo nell’area del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Quella che si è appena conclusa si è dimostrata, infatti, una delle migliori vendemmie degli ultimi anni. Le previsioni legate al clima favorevole e alla vocazione del territorio hanno trovato conferma sia tra i filari, con una qualità e sanità dei grappoli straordinaria, che in cantina, con un vino armonico e ricco già in partenza. In questo territorio dalle forti pendenze, dove la vendemmia è eroica, le uve, dall’aspetto eccellente, daranno vita a uno spumante di grande complessità, con un’intensità olfattiva importante, caratterizzato da un giusto grado zuccherino e una carica aromatica rilevante. In questa annata speciale il Consorzio di Tutela ha deciso di far conoscere, attraverso i social network e l’hashtag #‎vendemmiaeroica ‪#‎ConeglianoValdobbiadene, le raccolte più originali della denominazione Conegliano Valdobbiadene, area candidata patrimonio Unesco che per la ripidità dei suoi saliscendi costringe i suoi lavoratori a raccogliere tutto a mano. Vendemmie eroiche divenute virali grazie alle immagini scattate nelle diverse aree. In questo territorio, che richiede annualmente 600 – 800 ore di lavoro manuale per ogni ettaro la vendemmia si è svolta anche attraverso ingegnose soluzioni che permettono di aiutare chi lavora in pendenze ripidissime: ecco allora monorotaie, secchi collegati a carrucole, gerle e cassette portate di mano in mano lungo vigneti non percorribili con mezzi a motore. Per gestire al meglio le operazioni in campo, anche quest’anno il Consorzio di Tutela ha avviato un monitoraggio costante delle diverse aree della denominazione, degustando le uve in tre momenti e operando le curve di maturazione in 20 vigneti pilota che hanno consentito di avere una precisa fotografia sull’andamento, al fine di individuare l’epoca ottimale della vendemmia di ogni singola collina. Il controllo della maturazione, attraverso l’analisi delle uve nei diversi momenti che precedono la raccolta, ha permesso di definire l’equilibrio tra acidi e zuccheri e il grado di maturazione ottimale per le sostanze aromatiche e polifenoliche presenti nell’uva. La vendemmia 2015 è stata segnata anche da due scelte strategiche, una relativa ai prezzi delle uve, l’altra alla riserva vendemmiale. A fine agosto il Consorzio di Tutela, insieme a un’assemblea costituita da tutte le Associazioni di Categoria in rappresentanza di viticoltori, imbottigliatori e cooperative, ha effettuato un’analisi del mercato, decidendo di far evolvere in modo equilibrato sia l’offerta del prodotto che i prezzi, indirizzando entrambi verso moderati e graduali aumenti.  La filiera ha unanimemente valutato di accompagnare sul mercato nazionale e internazionale un prodotto che è cresciuto coerentemente sia in volumi che in valore a tassi del 3-5% annuo. Una scelta di stabilità che vuole operare in nome di un equilibrio produttivo ed economico della denominazione, evitando grandi oscillazioni di prezzi e di volumi. A questo scopo, dato il favorevole andamento climatico e l’eccellente qualità delle uve, Consorzio e filiera hanno condiviso, assieme alla Regione Veneto, la decisione di mettere a “riserva vendemmiale” 10 quintali di uva/ha, per far fronte alle eventuali necessità che si dovessero manifestare nel 2016.

 

Annunci

LE VIGNE DI ROBERTO, DAL BIANCO AL ROSSO IN ATTESA DEL ROSE’

Roberto Benazzoli fra le sue borriglie di Rosè metodo classico

Roberto Benazzoli fra le sue borriglie di Rosè metodo classico

Un ritorno alle origini dopo una vita passata nell’informatica, prima con l’Olivetti e poi tutto solo fondando un’azienda di successo. Ma Roberto Benazzoli, origini familiari trentine, alla bella età di 63 anni, memore dei suoi avi, ha venduto l’azienda e acquistato una tenuta sulle colline fra Breganze e Fara Vicentino di 3 ettari e mezzo e preso in affitto un terreno di un ettaro a poca distanza.  E sui suoi terreni Roberto ha messo a dimora Chardonnay, Pinot Nero, Vespaiola e Cabernet Franc. Ma non solo perché tutta la cantina e la fattoria sono state pensate per accogliere i visitatori e vivere il vino, dove la convivialità diventa motore di aggregazione e interesse per il vino. Si presenta così la nuova cantina de Le Vigne di Roberto, inaugurata in questi giorni. 500 metri quadrati su due livelli, costruita secondo i criteri della sostenibilità ambientale: in classe A+, è dotata di un impianto fotovoltaico da 11,5 KW con pannelli integrati nella copertura in cotto (i coppi fotovoltaici) a bassissimo impatto estetico. L’area è dotata di otto drenaggi per il recupero delle acque piovane poste in un serbatoio di 60.000 litri utilizzato per l’irrigazione delle parti verdi. Se vinificazione e imbottigliamento rimangono nell’altra cantina poco lontana dove sono stati realizzati dal 2011 ad oggi, la nuova struttura viene tutta dedicata all’accoglienza. Ampi spazi pensati per organizzare degustazioni, eventi e serate a tema. “Il mio rapporto con il vino – spiega Roberto Benazzoli – è lo stesso di tanti appassionati che si accostano a questo prodotto per passare una serata in compagnia. Mettiamo al bando il linguaggio troppo forbito e torniamo all’essenziale: per questo abbiamo tolto qualsiasi barriera tra la vigna e la sala degustazioni, tra il luogo in cui cresce l’uva e quello in cui si consuma il vino. Tutto il resto sono cose tecniche, che possono stare da un’altra parte”. Le Vigne di Roberto produce attualmente quattro vini: lo spumante Prime Bollicine (un blend di Chardonnay al 50%, Vespaiola 35% e Pinot Nero 15%), Il Mio Franc, cabernet Franc 100%; Clivone, taglio bordolese e Torcolato Breganze DOC, ovviamente vespaiola al 100%. Tutti vini piacevolissimi da bere, freschi e profumati. Ancora sui lieviti invece un Metodo Classico Rosé (nel quale il Pinot Nero fa la parte del leone) la cui sboccatura è prevista per il prossimo anno e che promette di diventare il fiore all’occhiello di tutta la produzione. Orari di apertura al pubblico della cantina: mercoledì e venerdì dalle 16 alle 22; giovedì dalle 16 alle 19; sabato dalle 9 alle 12. Per informazioni: info@levignediroberto.it.

Le Vigne di Roberto a Fara Vicentino

Le Vigne di Roberto a Fara Vicentino

ALL’OSTERIA BORGOLUCE TORNA IL GRANDE BOLLITO

Jonnj Rui

Jonnj Rui

Dal 23 ottobre e fino a febbraio all’Osteria Borgoluce a Susegana (TV), ritornano i venerdì del bollito e lo chef Jonnj Rui si fa interprete di uno dei piatti tradizionali della cucina veneta. Dai prati al piatto, tutta la lavorazione delle carni avviene nell’azienda agricola Borgoluce. Le carni bovine e suine provengono da animali allevati al pascolo e alimentati con cereali coltivati nella tenuta stessa. Le carni selezionate arrivano nella cucina dell’Osteria Borgoluce, circondata proprio dai pascoli da cui provengono, e lo chef Jonnj Rui comincia la lenta preparazione del bollito per poi servirlo agli ospiti con il cren fatto in casa. La realizzazione del piatto avviene con la stessa cura con cui è ottenuta la materia prima, per esaltare il sapore delle carni e non sciupare il lavoro dell’allevatore. Nella serata di inaugurazione oltre al bollito misto verranno serviti nervetti, trippe e tortelli in brodo, un menù speciale, dall’antipasto al dolce, accompagnato dai vini Borgoluce. I venerdì seguenti sarà possibile scegliere il bollito nel menù stagionale alla carta. I tagli con cui si prepara il bollito sono il campanello, lo scapino e la lingua di manzo, a cui nella preparazione del piatto si aggiungono il cotechino e la gallina dell’azienda agricola De Panni, altro esempio locale di filiera corta e tracciabilità dei prodotti. Ed ecco il menu dell’apertura di stagione: benvenuto dalla cucina con orecchie di maiale stufate; insalatina di nervetti tiepida con sedano e cipolla; doppio consommè con tortelli di stracotto di manzo; bollito misto accompagnato con salsa verde e cren fatti in casa e verdure bollite; zuppetta all’uva fragola con gelato allo yogurt di latte di bufala e banane. I vini abbinati: Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Docg e Capifosso Rosso Marca Trevigiana Igt 2012. Costo a persona: 35 euro. Info e prenotazioni: tel. 0438.981094.

 

LA PRIMA MAELI CUP PREMIA IL TOLA RASA DI PADOVA

Da sinistra Silvia Ferri, Piergiorgio Siviero, Luca Tomasicchio, Ettore Mocchetti, Elisa Dilavanzo e Alessando De Ruvo - Foto ©Mattia Mionetto

Da sinistra Silvia Ferri, Piergiorgio Siviero, Luca Tomasicchio, Ettore Mocchetti, Elisa Dilavanzo e Alessando De Ruvo – Foto ©Mattia Mionetto

Centinaia di persone hanno partecipato alla prima, attesa edizione di Maeli Chef Cup, in collaborazione con Villa dei Vescovi -€“ Bene del FAI a Luvigliano di Torreglia (PD) -; si è tenuta una degustazione d’eccezione: 15 chef veneti – fra cui anche cuochi stellati – si sono sfidati nella stimolante creazione di un appetizer in abbinamento al Moscato Giallo Fior D’Arancio DOCG Maeli spumante dolce. Maeli – i cui vigneti sorgono sulla collina che fa da cornice a Villa dei Vescovi – è la splendida realtà incastonata nei Colli Euganei guidata da Elisa Dilavanzo, che ha trovato nuova energia dal sostegno di Gianluca e Desiderio Bisol, i quali stanno supportando la ricerca di Elisa di nuove espressioni di un vitigno che ha molto da rivelare. Elisa Dilavanzo infatti ha voluto superare la diffusa visione del Fior d’ Arancio  quale mero €œvino da dessert, proponendolo invece come versatile e fine spumante, autentica voce del territorio€ capace di raccontare la storia unica di questa lunga tradizione.
A giudicare i migliori abbinamenti è stata, così, una giuria – presieduta da Ettore Mocchetti (direttore La Cucina Italiana) -, composta da giornalisti e opinion leader di settore che, a fine evento, hanno decretato gli chef vincitori dell’evento ospitato nella scenografica Villa dei Vescovi, uno dei 30 beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano regolarmente aperti al pubblico. Elisa Dilavanzo, Ettore Mocchetti e Silvia Ferri – property manager di Villa dei Vescovi (FAI) – hanno consegnato il Premio Miglior Appetizer allo lo chef Luca Tomasicchio del ristorante Tola Rasa di Padova, che ha vinto l’ esperienza emozionale di un soggiorno di due notti a Venissa, la storica tenuta nel cuore di Venezia Nativa, con cena nel ristorante Stellato Venissa, nonché l’ esclusiva visita della Tenuta e degustazione del prezioso vino Venissa . Inoltre, ha ricevuto un Assegno di Euro 1000,00 ed una selezione di 60 bottiglie da collezione firmate Maeli. Il ristorante Lazzaro 1915 di Pontelongo (PD) – chef Piergiorgio Siviero – ha ricevuto il secondo premio – “Premio Creatività” -, che consiste nella cena emozionale presso l’esclusivo Ristorante Stellato Venissa, nell’ Isola di Mazzorbo, nel cuore di Venezia Nativa, con esclusiva degustazione emozionale di Venissa ed una Selezione di 24 bottiglie da collezione firmate Maeli. Infine, il ristorante Antica Trattoria Ballotta – chef Alessandro De Ruvo – ha ricevuto il terzo premio, “Miglior Rappresentazione del territorio”: un esclusivo pernottamento per due persone presso la scenografica Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia. Il ristorante Bacco d’Oro di Mezzane di Sotto (Vr) – chef Nicola Rossetti – ha vinto la menzione speciale della giuria ed una selezione esclusiva di Magnum Fior d’Arancio Maeli. La seconda edizione di Maeli Chef Cup si terrà ad ottobre 2016.

LA ERSTE+NEUE DI CALDARO RECUPERA PIANTE SECOLARI DI VERNATSCH (SCHIAVA)

Le antiche vigne di Vernatsch della Erste+Neue

Le antiche vigne di Vernatsch della Erste+Neue

Un progetto sperimentale per recuperare e riprodurre vecchie piante di uva Vernatsch (Schiava) presenti sul territorio. Lo sta portando avanti la cantina Erste+Neue di Caldaro (Bolzano), che ha avviato l’iniziativa condotta dal suo enologo Gerhard Sanin in collaborazione con l’agronomo Federico Curtaz. In pratica, si sta osservando la presenza di vecchi vigneti caratterizzati da una modesta produzione e grappoli non troppo grandi. Si tratta di piante di 80 e in qualche caso anche di 100 anni, che portano a vini con un colore più intenso, una maggiore presenza di tannini. Si tratta del Kalterersee delle origini”; dalla selezione di 70 ceppi con queste caratteristiche, Sanin ha realizzato un vigneto con 4000 viti innestate su un tipo di portainnesto oggi non più utilizzata, in grado di garantire una maggiore longevità. A partire dal 2016 saranno realizzate le microvinificazioni per comparare la resa di queste vecchie piante con quelle degli impianti moderni e valutare una selezione per la loro riproduzione. Un progetto che prende il via dopo la notizia di un nuovo riconoscimento per il suo al Kalterersee (Lago di Caldaro Doc) Leuchtenburg 2014, che ha conquistato i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Erste+Neue è stato il primo produttore a raggiungerli con un Kalterersee nel 2012 e di nuovo li ha conquistati nel 2014. Premi che si aggiungono a molti altri, tra cui quello di Schiava dell’anno ottenuto per quattro volte negli ultimi sei anni. Erste+Neue dimostra così ancora una volta la sua dedizione al Kalterersee, prodotto da uve Vernatsch nell’area adiacente al lago di Caldaro. Vino che sta conoscendo un nuovo interesse. Se per anni è stato trascurato a vantaggio delle varietà internazionali coltivate in Alto Adige, oggi le sue caratteristiche ne fanno un vino assolutamente attuale: leggero, profumato, piacevolmente fresco e con tannini morbidi. Il vino ideale per accompagnare la cucina dei nostri giorni.