HELIX, IL TAPPO DI SUGHERO A VITE “TIRA”. AMORIM PREMIA LE AZIENDE

o-AMORIN-HELIX-TAPPO-VITE-SUGHERO-facebookSono già 30 le cantine in Italia che hanno creduto nel tappo in sughero che si svita e riavvita “Helix” e per questo Amorim e O-I (Owen-Illinois), i due leader internazionale nel packaging del vino ideatori del rivoluzionario sistema di tappatura, hanno deciso di premiare la loro fiducia con un riconoscimento che è stato consegnato venerdi 21 novembre presso Palazzo Parigi Hotel & Grand Spa a Milano in occasione di un evento stampa presentato da Moreno Morello di Striscia la Notizia con la presenza di Sara Nervo, Miss Wella 2014, Miss Veneto 2014 nonché seconda classificata a Miss Italia. <Desideriamo premiare queste cantine – ha spiegato Carlos Santos, amministratore delegato di Amorim Cork Italia – per aver sposato con entusiasmo la nostra  proposta e aderito alla sperimentazione. Siamo di fronte alla più grande innovazione nel packaging del vino del XXI° secolo ed è un grande onore per noi poterla condividere con questi clienti>. <Essendo l’Italia uno dei nostri mercati più importanti al mondo e un obiettivo chiave per Helix – spiega Carlos De Jesus – Marketing and Communication Manager Amorim Group – è determinante per Amorim avere delle cantine italiane già in prima linea al momento del lancio globale di Helix. Il fatto che così tante aziende vitivinicole italiane abbiano velocemente intuito come questo nuovo sistema di chiusura garantisca in un’unica soluzione di wine packaging qualità, sostenibilità e un livello premium, la dice lunga sul perché l’Italia sia davvero una grande centrale elettrica internazionale nella produzione del vino e nella sua qualità>. <Helix è la testimonianza concreta dell’incontro virtuoso tra due aziende leader nel mondo nel campo del sughero e del vetro – ha dichiarato Angelo Breviari –  O-I Country Group Executive Italia e Ungheria – O-I ed Amorim hanno apportato una vera innovazione al packaging dedicato al settore vitivinicolo. In un’unica soluzione  sono presenti tutti i benefici del sughero e del vetro – qualità, sostenibilità e immagine premium – uniti alla praticità e comodità nell’apertura e richiusura. Un sistema che può essere velocemente e facilmente implementato dalle aziende vinicole con aggiustamenti minimi sulle linee di imbottigliamento esistenti>. Presente all’evento anche Pier Giorgio Castellani, Direttore Commerciale di Castellani Spa, la prima azienda italiana in assoluto ad aver commercializzato il suo vino con Helix. Tra le altre cantine pioniere di Helix nel mondo ci sono  la francese “Val d’Orbieu”, la belga “Grafè Lecocq”, le Portoghesi “Ervideira” e “Monte do Alamo”, e la spagnola “La Estacada”. L’innovazione Helix, unica al mondo è stata presentata a Bordeaux in occasione di Vinexpo 2013 e per la prima volta in Italia in occasione del salone Simei-Enovitis a Milano. Nel 2014 ha vinto l’Oscar per l’Imballaggio, un prestigioso riconoscimento che ha premiato Amorim e O-I per aver saputo trovare un connubio felice tra materiale ed elementi capace di mantenere integre le tradizionali caratteristiche organolettiche e sonore della tappatura in sughero. Il premio è stato assegnato da parte dell’Istituto Italiano Imballaggio in collaborazione con la Scuola di Design del Politecnico di Milano e la partnership di Conai, Ipack-Ima 2015 e Altroconsumo. Helix è una soluzione pensata per il segmento dei vini di fascia medio-alta che permette di rendere più facile l’apertura di una bottiglia senza perdere l’emozione della tradizione incarnata dall’utilizzo del sughero, chiusura ideale per la conservazione delle caratteristiche organolettiche di un vino. Il nuovo concetto “twist to open” combina un tappo in sughero dal design ergonomico e una bottiglia in vetro con una filettatura all’interno del foro, creando così una soluzione di packaging sofisticata e dalle elevate performance che unisce tutti i benefici del sughero e del vetro: qualità, sostenibilità e immagine premium, con la comodità nell’apertura e richiusura. I numerosi test condotti da Amorim e O-I hanno dimostrato la totale assenza di alterazione nel gusto aroma e colore del vino conservato nelle bottiglie in vetro con tappo Helix. Come parte del processo di sviluppo, uno studio di mercato condotto in Francia, Regno Unito, America e Cina ha rivelato un elevato grado di consenso per questa proposta da parte dei consumatori del segmento popolare premium dei vini di rapido consumo. Inoltre, i consumatori hanno dimostrato di apprezzare molto il fatto che sia stato mantenuto il classico ‘pop’, tipico festoso suono associato alla stappatura della bottiglia di vino.REN_1370-1

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IL “PRODOTTO” VINO: SE NE PARLA AL 1° WINE2WINE A VERONAFIERE

Visitatori al Vinitaly

Visitatori al Vinitaly

Un format innovativo dedicato al prodotto “vino” e a tutto ciò che ruota attorno al suo business quello che presenta Veronafiere all’interno del Palaexpo il 3 e il 4 dicembre con la prima edizione di Wine2Wine (www.wine2wine.net): la nuova piattaforma di aggiornamento, formazione, networking, condivisione, tendenze e strumenti a supporto dell’attività imprenditoriale del settore vitivinicolo, ideata in collaborazione con Federvini ed Unione Italiana Vini. Le tematiche affrontate spaziano dall’ambito normativo a quello amministrativo-finanziario, fino al marketing e alla comunicazione con focus sul mondo web e social oggi in continua e veloce evoluzione, ma tra tutti l’export e le dinamiche del mercato oltre confine fanno da padrone. Sono previsti 26 seminari su 6 aree tematiche: internazionalizzazione, normativa, scenari di mercato, amministrazione e finanza, marketing e comunicazione, special workshop. Una ricca agenda di workshop che si apre mercoledì 3 dicembre alle ore 9.00 con “Il settore vitivinicolo di oggi e domani”, durante il quale interverranno Giovanni Mantovani direttore generale di Veronafiere, Sandro Boscaini di Federvini, Domenico Zonin di UIV, Ian D’Agata direttore scientifico di Vinitaly International Academy. Chiude la prima giornata (dalle ore 17.00 alle ore 18.30) il “Forum di presentazione del Padiglione Vino a Expo 2015” con gli interventi del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, e del presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e del direttore generale, Giovanni Mantovani insieme all’architetto Italo Rota, il progettista del Padiglione Italia di Veronafiere-Vinitaly all’Esposizione Universale. Giovedì 4 dicembre alle ore 11, invece, al 5° piano del Palazzo Uffici di Veronafiere, sarà presentato il primo accordo in Italia tra SIMEST (Società Italiana per le Imprese all’Estero) e un organizzatore fieristico, in questo caso Veronafiere, per il finanziamento all’internazionalizzazione alle imprese. Ricerca, comunicazione, innovazione e attenzione ai mercati di riferimento del comparto sono i focus che delineano il carattere dell’intera iniziativa. Attraverso il dialogo con i produttori, Wine2Wine, ha realizzato inoltre degli osservatori ad integrazione dell’offerta formativa e seminariale. Un’analisi puntuale del mercato iniziata a Vinitaly 2014 con la pubblicazione del primo Outlook di wine2wine – L’Osservatorio b2b di Vinitaly concentrato sulle esigenze delle cantine in ambito export. Presentato in questi giorni invece il nuovo studio sviluppato in filo diretto con il settore ho.re.ca, intervistando circa 7000 contatti attivi su base nazionale tra ristornati (54.8%), enoteche (21.8%) e wine bar (13.3%), per raccogliere la loro percezione sulle dinamiche generali e sull’andamento delle vendite di vino. I risultati delle ricerche saranno argomento di discussione durante le due giornate di forum. “Wine2Wine, ideato da Veronafiere-Vinitaly, è l’unico evento in Italia dedicato specificamente al business del settore vitivinicolo – spiega Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere. L’occasione per la Fiera di Verona di integrare la propria offerta alle imprese e di promuovere, oltre all’attività commerciale durante Vinitaly, nuove opportunità di confronto e dialogo tra i player coinvolti nella produzione e distribuzione di vino, al fine di intensificare contemporaneamente sinergia tra le varie realtà, efficienza nei processi e una corretta gestione finanziario-patrimoniale del comparto.” Con testimonianze dirette di produttori, buyer e distributori, consulenze di professionisti dei settori vino, finanza, GDO e ho.re.ca, e case history il filo conduttore che lega i temi protagonisti a Wine2Wine è l’analisi degli scenari e dei trend del comparto vitivinicolo, una fotografia del mercato odierno e futuro in ottica b2b per la prima volta in Italia e a Veronafiere.

 

I GRANDI MARCHI DEL VINO ALLA CONQUISTA DI MALESIA E INDONESIA

Debra Meiburg

Debra Meiburg

Il vino Italiano vola in Oriente con l’Istituto Grandi Marchi che  porterà, per la prima volta, le 19 famiglie rappresentative dell’enologia tricolore nelle capitali di Malesia e Indonesia (Kuala Lumpur, 24 novembre; Jakarta, 25 novembre). Si tratta della penultima tappa del programma 2014 per la promozione e l’internazionalizzazione del vino di qualità rappresentato dall’Istituto che, nei suoi 10 anni di attività, ha realizzato oltre 260 missioni all’estero in 21 Paesi. Con una popolazione complessiva di 280 milioni di abitanti e un turismo in continuo aumento, Malesia e Indonesia sono, per l’Italia, due mercati emergenti ancora tutti da esplorare nello scacchiere globale del vino. Nel 2013, infatti, l’export del vino italiano in Malesia si è fermato a 2,6 milioni di euro. Un dato che, seppure in crescita in doppia cifra rispetto al 2012 (+39,2%), ferma la nostra quota di mercato al 4,5%. Rimane invece stabile il valore delle esportazioni del nostro vino in Indonesia con 1 milione di euro registrato sempre nel 2013. Per Piero Antinori, presidente dell’Istituto del vino Grandi Marchi: “Malesia e Indonesia sono molto più che mercati emergenti; sono, infatti, due mercati obiettivo in cui c’è ancora tutto da fare sul fronte del posizionamento del vino italiano che sconta la supremazia, in termini di quantità e valore, di Australia e Francia. Si tratta di un deficit che dovrà essere colmato al più presto con programmi di promozione mirata per aumentare le nostre quote di mercato ora irrisorie. Le due tappe dell’Istituto in questi due Paesi del Far East hanno l’obiettivo, quindi, di tracciare nuove possibilità di sviluppo per tutto il sistema del vino italiano”. In Malesia e Indonesia, il vino rappresenta un drink di socializzazione sempre più presente nella ristorazione, nelle enoteche e nelle wine-boutiques che spesso offrono degustazioni ed organizzano eventi dedicati. Riservato alla popolazione non musulmana (circa il 47%), in maggioranza cinese, il vino è considerato un prodotto sofisticato e di classe, simbolo di cultura e di tendenza, capace di catturare un pubblico giovane e aperto alla cultura occidentale. Il programma dei Grandi Marchi nelle due città prevede una degustazione guidata da Debra Meiburg di Master of Wine seguita da un walk around tasting dedicata a operatori, stampa e opinion leader asiatici.

RICETTE GRIFFATE SENZA GLUTINE, PAROLA DI 12 CHEF

coprt. Gluten free 1Mercoledì 26 novembre, alle 18, il Casinò di Venezia ospiterà la presentazione del libro “Gluten Free d’autore”, il nuovo volume edito da Gribaudo, dedicato all’alimentazione senza glutine. All’iniziativa, moderata da Carla Latini, parteciperanno Monica Ranzi, ideatrice del libro, e Daniele Zennaro, chef dello storico ristorante veneziano Vecio Fritolin, in zona Rialto. Il testo raccoglie 48 ricette griffate dove, per la prima volta, dodici chef famosi o pluristellati interpretano i piatti che li hanno resi celebri, dimostrando la possibilità di fare cucina d’autore senza glutine. Si tratta di Franco Aliberti (Evviva a Riccione), Stefano Baiocco (Villa Feltrinelli a Gargnano), Enrico Bartolini (Devero Horel a Cavenago Brianza), Cristian Bertol (Orsogrigio a Ronzone), Pino Cuttaia (La Madia a Licata), Annie Féolde (Enoteca Pinchiorri a Firenze), Filippo La Mantia (nuovo Gold a Milano), Philippe Léveillé (Miramonti l’Altro a Concesio), Rosanna Marziale (Le Colonne Marziale a Caserta), Davide Oldani (D’O a Cornaredo), Tano Simonato (Tano Passami L’olio a Milano), Daniele Zennaro. Dodici menu completi, dall’antipasto al dolce, pensati per soddisfare tutti, dai celiaci agli intolleranti ai golosi. Spazio, allora, alla frisella di ceci, alla verdura e frutta estiva, agli spaghetti con una zuppa fredda di pomodoro e caviale, al filetto di maialino in manto di pancetta con asparagi di Zambana e al pino mugo al tortino di cioccolato, alla crema di carote e polvere di nocciole. E si potrebbe continuare. Le ricette sono tradotte in inglese. Alla stesura del libro, accanto a Monica Ranzi madre di un ragazzo celiaco, hanno contribuito Mistral Comunicazione e Relazioni Pubbliche, che ha sviluppato l’intero progetto, oltre a Paola Ricas, storico direttore de La Cucina Italiana, mentre nella prefazione il nutrizionista Giorgio Doneganiche spiega sintomi, cause, diagnosi e stili alimentari da adottare per far fronte alla celiachia. Si tratta di una patologia sempre più diffusa: in Italia le persone che non possono mangiare cibi con glutine sono oltre 600 mila (ovvero uno su 100). Il 6 per cento della popolazione soffre della cosiddetta glutensensitivity, un’intolleranza più o meno grave che porta le persone colpite a limitare o eliminare del tutto il glutine dalla propria dieta. Al termine della presentazione del libro, ci si sposterà al Vecio Fritolin per una cena con l’autrice Monica Ranzi.

A TAVOLA CON LE VENEZIE 2015, PRESENTAZIONE-EVENTO IN LAGUNA

Renzo Dal Farra

Renzo Dal Farra

Dove sta andando la cucina delle Venezie? Non è difficile rispondere: vola in alto, se si seguono le classifiche delle più blasonate guide nazionali. Da Bolzano a Udine passando per Verona, Vicenza e Padova troviamo ben sei ristoranti che sono nell’Olimpo della ristorazione e altri 66 grandi ristoratori che hanno conquistato la fascia alta delle graduatorie sono pronti a spiccare il volo. Ma come sta andando la ristorazione delle Venezie? Sono queste le domande alla base di “A tavola con le Venezie” la guida di Luigi Costa, anche responsabile per il Veneto della guida Ristoranti d’Italia dell’Espresso, edita da Venezie Post che racconta il territorio attraverso la lente di ingrandimento della cultura del cibo: “A tavola con le Venezie” non è solo una classifica dei migliori ristoranti, ma è una narrazione delle abitudini culinarie, delle dinamiche economiche  e sociali che attraversano le Venezie. Dalla riscoperta di prodotti dimenticati all’utilizzo di tecniche più moderne di produzione, alla necessità di fare sistema e saldare la filiera dei prodotti Made in Italy, cucina e turismo. E saranno anche questi i temi della cerimonia di consegna dei Premi “A tavola con le Venezie 2015”, in programma domenica 23 novembre, alle 11, nell’ambito dell’edizione 2014 di CulT Venezie-Salone Europeo della Cultura. Un’edizione – quella di quest’anno – che celebra la cultura del cibo: il Premio “A tavola con le Venezie 2015” si affianca infatti alla sezione degli “Artigiani del Gusto”, che propone una selezione dei migliori produttori del territorio e un calendario di degustazioni e percorsi guidati alla scoperta di pasticceria d’autore (Loison), caffè (Torrefazione Marchi), birra (Benaco70) e cioccolato (Exquisita). L’evento si terrà nell’Area Talk del Terminal San Basilio a Venezia, con la presentazione del libro “Food Economy. L’Italia del cibo tra società e consumi” di Antonio Belloni (Marsilio), che dialogherà con Antonio Bortoli direttore generale Lattebusche, Dario Loison presidente Loison, Andrea Rigoni presidente Rigoni di Asiago e Nadia Zenato titolare Zenato. Modererà la discussione Marisa Fumagalli, giornalista Corriere della Sera. La presentazione sarà poi seguita dalla cerimonia di consegna del Premio “A tavola con le Venezie”: sono 10 quest’anno i riconoscimenti assegnati dalla guida “A tavola con le Venezie” : il premio “La Cucina che onora il Territorio delle Venezie” è assegnato a Renzo Dal Farra, Locanda S. Lorenzo di Puos D’Alpago (Belluno); il premio “La Donna di Spirito delle Venezie” verrà invece conferito a Gisela Scheiner dell’Auener Hof di Sarentino (Bolzano); è Alessio Longhini dello Stube Gourmet-Hotel Europa di Asiago (Vicenza) il vincitore del Premio “Ristorante Emergente delle Venezie”; “Il Ristorante dell’anno delle Venezie”  è la Locanda Margon di Alfio Ghezzi; nell’ambito dell’enologia, invece, il titolo di “Sommelier delle Venezie” viene assegnato a Giancarlo Perbellini di Casa Perbellini (Verona); verrà invece conferito il Premio “La cantina delle Venezie”  al ristorante Gellius di Oderzo (Treviso); al ristorante La Peca di Lonigo (Vicenza), andrà il  premio “Gusto dolce delle Venezie”; tre, infine, le nuove menzioni assegnate quest’anno: a partire dal Premio “La Selezione dei Distillati”, assegnato al ristorante La Tana di Asiago (Vicenza); al premio  “La Ricerca e l’Innovazione in cucina” attribuito  al ristorante Agli Amici di Emanuele Scarello (Udine) e al   premio “Gusti di Frontiera”, che Ettore Romoli, sindaco di Gorizia, assegnerà al ristorante Pri Lojzetu di Zemono (Slovenia).

 

I GRANDI MARCHI DEL VINO A CACCIA DELL’EXPORT DEL FUTURO

Piero Antinori presidente Grandi Marchi

Piero Antinori presidente dell’istituto Grandi Marchi

“Per capire quali siano i margini del nostro made in Italy e quanto c’è ancora da lavorare basta guardare alla nostra quota export in Europa e negli Stati Uniti. I due storici mercati di sbocco valgono oggi ancora i 2/3 del totale delle esportazioni, con il Canada al 13% e soprattutto Asia e Russia che non arrivano alla doppia cifra. I Grandi Marchi da dieci anni sono impegnati ad invertire questa tendenza per garantire competitività al vino made in Italy su mercati fondamentali del futuro”. Lo ha detto, in apertura dell’evento per il decennale dell’Istituto del vino italiano di qualità Grandi Marchi, il suo presidente, Piero Antinori. L’istituto – che raggruppa 19 tra le aziende-icona dell’enologia italiana per un valore complessivo pari al 6,7% delle esportazioni di vino imbottigliato nel mondo – ha presentato per la prima volta a Milano, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, nel corso di una degustazione storica dedicata ai suoi 10 anni di attività, i principali numeri del percorso comune di internazionalizzazione iniziato nel 2004. Complessivamente le 19 cantine simbolo del vino italiano nel mondo che fanno parte dei ‘Grandi Marchi’ (Alois Lageder, Argiolas, Biondi Santi Tenuta Greppo, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Rivera, Tasca D’Almerita, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Tenuta San Guido, Umani Ronchi) hanno investito in dieci anni circa 60 milioni di euro in attività di promozione, di cui 18 finanziati attraverso i fondi Ocm (negli ultimi 5 anni).  A questi vanno poi aggiunti 5,15 milioni  investiti congiuntamente nelle azioni comuni dell’Istituto Grandi Marchi. “Abbiamo lavorato e lavoreremo per fare da apripista sui nuovi mercati, che rappresentano il vero sviluppo della nostra economia e non solo sul vino – ha aggiunto Antinori -. In 10 anni abbiamo fatto 49 eventi in Russia, 31 in Giappone, 22 in Canada e in Cina, 14 in Corea e 13 in India. Siamo stati anche in Brasile, Thailandia, Messico, Taiwan, Hong Kong e la prossima settimana saremo in Malesia ed Indonesia. Questo significa che abbiamo frequentato i mercati emergenti molto più che Usa, Italia ed Europa. Cerchiamo – ha concluso Antinori – di fare sistema con i nostri mezzi e in parte con quelli concessi dai fondi di promozione per contrapporre un’alternativa di qualità alla presenza francese e di altri Paesi produttori che per motivi geopolitici partono avvantaggiati”. Una missione, quella decritta dallo Statuto, ‘di promuovere lo sviluppo e la diffusione della cultura del vino italiano a livello internazionale anche attraverso la costruzione dell’immagine del vino italiano sui mercati emergenti’, che l’Istituto ha assolto più volte attraverso decine di tour attorno al globo: 248 missioni internazionali, 18 Paesi obiettivo, quasi 50mila incontri mirati con altrettanti operatori (buyer, giornalisti), oltre a centinaia di iniziative (75 walk around tasting, 74 seminari, 39 gala dinner, conferenze stampa e iniziative di promozione). L’evento organizzato in collaborazione con la storica rivista Civiltà del bere e Iem – International Exhibition Management – ha visto i leader del vino italiano presentare in degustazione 57 etichette-capolavoro compresi alcuni esemplari del millesimo 2004.

NOCCIOLE E OLIO EVO ALLE STELLE, COLPA DEL CLIMA IMPAZZITO

Torta cioccolato e nocciole

Torta cioccolato e nocciole

Tartufi e funghi di qualità a prezzi dimezzati. Castagne e olio che mancano e i cui prezzi stanno schizzando alle stelle. Il prezzo dei tartufi d’Alba è dimezzato, da 4 a 2 euro al grammo rispetto all’anno scorso, mentre il prezzo dell’extra vergine è raddoppiato, da 3 a 6 euro al chilo rispetto alla passata stagione. Ma con quali altri rincari dovremo fare i conti nei prossimi mesi per colpa di un clima impazzito? Secondo la Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, è lecito attendersi un aumento del prezzo del caffè visto il drammatico calo produttivo in Brasile, principale produttore mondiale. Non va meglio neanche per le nocciole, che costituiscono la base di molti dolci natalizi e le cui quotazioni in Turchia, dove ha sede il mercato principale, sono aumentate del 60% da inizio anno. Possibili aumenti in vista anche per la pasta, con le quotazioni del grano duro aumentate dell’11% rispetto allo scorso anno. Secondo le proiezioni della Borsa merci telematica italiana è lecito attendersi un ulteriore aumento dei prezzi per via dei problemi di qualità del frumento duro sia in Francia che in Canada. Allargando ulteriormente l’orizzonte dovremo rassegnarci a spendere sempre di più per gli alimenti a base di cereali. Secondo Oxfam, il network internazionale di 17 organizzazioni di Paesi diversi attivo nella lotta globale contro la povertà e l’ingiustizia, entro il 2030 prodotti a base di cereali come ad esempio i corn flakes aumenteranno fino al 44%. In prospettiva, l’incremento del costi dei cereali si rifletterà anche sui prezzi della carne.

(ufficio stampa Verona Fiere)

SFIDA APERTA FRA PIZZA HUT E LA VERA PIZZA NAPOLETANA

 

Una delle tante Pizza Hut

Una delle tante Pizza Hut

La pizza napoletana ci riprova. Dopo essere stata bocciata dall’Unesco nel 2012, l’Italia sembra intenzionata a riproporre la candidatura per diventare patrimonio dell’umanità, anche grazie allo straordinario appoggio popolare, con decine di migliaia di firme raccolte in poche settimane. La pizza napoletana è già, dal 4 febbraio 2010, una Specialità Tradizionale garantita dall’Unione Europea, ma questo riconoscimento non basta a proteggerla dai numerosi tentativi di imitazione in tutto il mondo.
Oltre all’origine, la differenza la fanno anche le materie prime usate, tutte italiane, contro il pomodoro cinese, grano e cagliate dell’est Europa, olio di semi al posto dell’extravergine di oliva. Per non parlare proprio dell’identità stessa della pizza, una “proprietà intellettuale” di cui molti, tra cui gli americani, vorrebbero appropriarsi.
Pizza Hut, la popolare catena di ristoranti-pizzerie americana (12.000 ristoranti in più di 100 Paesi), ha deciso di proporre, dal 19 novembre 2014, un menu totalmente rinnovato con 11 nuovi tipi di pizza, 10 nuovi tipi di impasto, sei nuove salse e quattro nuovi condimenti. Alcune delle nuove proposte faranno sicuramente accapponare la pelle ai puristi della pizza napoletana. Nel nuovo menu un nuovo impasto al miele, la salsa al parmigiano con l’aglio, sei ricette speciali tra cui quella ai sette peperoncini e le skinny slice, versione dietetica con tranci da 250 calorie ognuno.  La sfida planetaria tra la vera pizza napoletana e la pizza americana è aperta.

(ufficio stampa Verona Fiere)

RISTORANTI CHE PASSIONE, UNA GUIDA CON SCONTI E TANTI PREMI

La premiazione di Alessandro Dal Degan (a sinistra) e Leandro Luppi, rispettivamente chef de La Tana di Asiago e del ristorante Vecchia Malcesine

La premiazione di Alessandro Dal Degan (a sinistra) e Leandro Luppi, rispettivamente chef de La Tana di Asiago e del ristorante Vecchia Malcesine

Presentata a Villa Michelangelo di Arcugnano (Vicenza) l’edizione 2015 di Ristoranti Che Passione, la guida che “premia la buona tavola e taglia il conto”. Sono 152 i locali recensiti, di cui nove stellati, con 44 nuove entrate. Alla guida è abbinata la Card Che Passione che permette di accedere alle promozioni dei ristoranti con sconti fino al 50% sul conto per due persone, nei giorni indicati da ciascun gestore. In occasione del Gran Galà degli Chef Che Passione Riccardo Penzo, ideatore ed editore della guida, ha consegnato i premi Che Passione 2014 assegnati dagli utenti attraverso i giudizi espressi sul sito chepassione.eu.  Miglior Cibo Che Passione (qualità delle materie prime, cura e presentazione dei piatti): Ristorante Bosco Mardigliana, Mestrino (PD); Miglior Servizio Che Passione (cura del servizio in sala e cordialità nell’accoglienza): Le Vescovane, Longare (VI); Miglior Ambiente Che Passione (attenzione ed originalità nei dettagli dell’arredo): Antica Trattoria Da Romano, S.Gottardo di Zovencedo (VI); Miglior Qualità/Prezzo Che Passione (rapporto tra la qualità della cucina e il conto pagato) San Marco, Gazzolo D’Arcole (VR); Miglior Locale Che Passione (il migliore nelle media delle quattro categorie di votazione del sito): Ristorante Alla Pergola, Sarcedo (VI); Locale Più Votato Che Passione (maggior numero di votazioni assolute): Antica Trattoria Titon, Valdagno (VI); Menzione Speciale Che Passione (votato dalla stampa e dai collaboratori RCP): ex equo tra La Tana Ristorante, Asiago (VI) e Vecchia Malcesine, Malcesine (VR); Samara’s Prize Che Passione, premio assegnato alla memoria di Samara Harley per promuovere la cucina attenta alle intolleranze alimentari: Ristorante Ca’ Masieri, Trissino (VI); Miglior Sommelier Che Passione, assegnato al professionista che si è maggiormente distinto nella presentazione e nel servizio dei vini, in collaborazione con AIS Veneto: Stefania Battistella del Fuel Restaurant, Rubano (PD); Migliore Comunicazione Enogastronomica, assegnato al giornalista o professionista che si è maggiormente distinto in ambito nazionale nella comunicazione di settore: Stefano Cantiero di Tele Arena. Ristoranti Che Passione 2015 – Platinum Edition annuale è in vendita al prezzo di 70 euro, disponibile in libreria, nei ristoranti e sul sito http://www.chepassione.eu (dove è disponibile anche l’edizione biennale a 100 €, il formato digitale Ebook, a 50 € annuale e 30 € semestrale). Ristoranti Che Passione è un network composto da: – una guida cartacea (e della sua versione digitale da fruire su tablet e smartphone) nella quale sono recensiti 152 ristoranti di tutto il Veneto selezionati e provati direttamente dall’editore e ideatore di Ristoranti Che Passione, Riccardo Penzo; – una tessera, la Card Che Passione, che consente di ottenere sconti dal 20 al 50% su tutti i ristoranti presenti in guida, nei giorni e nelle modalità indicate da ciascuno; – un portale (www.chepassione.eu) attraverso il quale si possono ricercare i ristoranti per tipologia e prezzo, conoscere in tempo reale la disponibilità dei ristoranti dei posti e prenotare con un click, grazie alla tecnologia MiSiedo Booking System; – un’App per iOs, con la quale fruire tutti i contenuti attraverso iPhone e iPad; – una community, che commenta e vota i ristoranti sul sito, interagisce sui social media, rende vivo un ambiente nel quale l’apassionato di cucina può confrantarsi e crescere culturalmente; – una newsletter periodica che informa delle iniziative di ciascun locale e propone eventi e promozioni in esclusiva per i soci Che Passione.

APRE A CASTELFRANCO VENETO FERROWINE, IL NUOVO STORE DEL VINO

L'interno di Ferrowine

L’interno di Ferrowine

Il 27 novembre inaugura a Castelfranco Veneto Ferrowine, il nuovo concept store di Ferro Beverage&co., in attività fin dal 1920 e realtà di punta dell’Ho.Re.Ca. italiana, che aprirà al pubblico dalle ore 18 alle 20.  Situato a pochi chilometri dal centro storico della città, si presenta come un innovativo spazio di vendita al dettaglio costruito secondo criteri di design di alto standard che combina insieme forma e funzione per esaltare al massimo l’offerta di prodotto. L’illuminazione, la temperatura interna e l’umidità sono appositamente regolate per garantire la migliore conservazione sia della merce a scaffale, che nei magazzini, che nel caveau, tutto questo per fornire sempre la massima garanzia anche sui vini riserva o da invecchiamento. “Giunti al termine di tre anni di imponenti lavori di ristrutturazione della nostra sede – spiega il titolare Giovanni Ferro – abbiamo pensato che uno spazio come questo fosse il giusto coronamento di tanto impegno, per offrire un servizio di prim’ordine, adeguato alle diverse tipologie ed esigenze del cliente con l’obiettivo di portare sulle tavole italiane il meglio delle nostre selezioni nel panorama del beverage”. Il negozio, che si avvale di uno staff composto interamente da sommelier professionisti, annovera un ricco assortimento di bevande da tutto il mondo nonché specialità alimentari italiane ed europee. Sono oltre 4000 le referenze tra birre artigianali, alla spina e in bottiglia, vini e spumanti, champagne, acque minerali, liquori, sapientemente selezionate da due esperti del settore: per i vini il sommelier Angelo Sabbadin, già miglior sommelier d’Italia del 2011 per la Guida Espresso oltre che una significativa esperienza con i fratelli Alajmo del tristellato ristorante Le Calandre, mentre per le birre Mauro Gobbo, da sempre appassionato di questo mondo e instancabile viaggiatore nei paesi esteri celebri per la tradizione birraia, dove ha approfondito la sua specializzazione seguendo numerose tasting sessions corsi e laboratori. Due importanti figure professionali di riferimento a disposizione dei clienti nelle loro scelte strategiche, pronte a suggerire orientamenti, tendenze di mercato e a interpretando evoluzioni e cambiamenti, insomma, tutto ciò che è importante sapere per la perfetta gestione di un locale. Il punto vendita infine propone nell’arco dell’anno un calendario di interessanti attività come corsi sul vino e per barman, degustazioni guidate, eventi a tema, momenti di approfondimento produttore-consumatore oltre a una vera e propria Biblioteca del Vino, area ideale per organizzare presentazioni di libri, incontri con la stampa ed altro.   Ferrowine si trova in via Borgo Padova 101/a. Info: tel 0423.494314 – info@ferrodistribuzione.ithttp://www.ferrodistribuzione.it.REN_0534