CANTINA VALPANTENA: UN PREMIO PER UNIRE POESIA E VITICOLTURA

Il complersso della Cantina Valpantena

Giunge alla quinta edizione il Premio Poesia Cantina Valpantena, un appuntamento biennale ideato e organizzato dalla cooperativa di Quinto di Valpantena (Verona) che si ripete dal 2010. Il concorso, aperto a tutti, è nato per sottolineare il legame tra opera letteraria e attività vitivinicola. Radici è il tema scelto e proposto dalla giuria di questa edizione per sottolineare il rapporto tra operosità contadina e creazione poetica, entrambe espressioni della cultura popolare. Ogni partecipante potrà inviare un solo componimento inedito e mai premiato in altri concorsi di lunghezza non superiore ai 15 versi. Nell’ultima edizione sono state raccolte in totale 600 poesie arrivate da tutta Italia, testimoni di molteplici territori. La giuria di quest’anno sarà presieduta dal professore e poeta Antonio Seracini e composta da Bruno Avesani, docente e storico, Annamaria Fraccaroli, docente e socio della Cantina, dalle poetesse Nerina Poggese e Fabiola Ballini e da Alessandro Arnesano, segretario del concorso. La poesia vincitrice diventerà la nuova etichetta di una bottiglia celebrativa, realizzata in edizione limitata. I primi tre classificati riceveranno rispettivamente premi del valore di 1200 euro, 600 euro e 300 euro in vino e olio tra cui l’Amarone della Valpolicella Docg Torre del Falasco, il Recioto della Valpolicella Docg Tesauro e l’olio Extra Vergine di oliva Dop Villa Torre del Falasco. Sono previste anche menzioni speciali per venti poesie meritevoli. La cerimonia di premiazione si terrà nella sede della Cantina, a Quinto di Valpantena, nel mese di ottobre 2018. I componimenti vanno inviati entro il 31 marzo 2018 a concorsopoesiavalpantena@virgilio.it. La partecipazione è gratuita e rivolta a tutti. Maggiori informazioni al sito www.cantinavalpantena.it e regolamento completo su www.concorsiletterari.it.

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CUCINARE: DA SABATO A PORDENONE LA GRANDE FIERA DEL GUSTO

Cucinare 2018 nei locali della Fiera di Pordenone da sabato 10 febbraio a martedì 13 con la bellezza di 130 tra degustazioni, show cooking e minicorsi di cucina: un appuntamento imperdibile e che quest’anno allarga anche i suoi orizzonti ad appuntamenti specifici dedicati al vino, alla birra artigianale, panificazione e cucina green per non dire di esposizione di prodotti fra cantine, birrifici, distillerie, salumifici, caseifici, oleifici, pastai, pasticcerie e prodotti ittici di mare e di acqua dolce. Insomma una galleria imponente nella quale primeggiano gli chef stellati e alcune star televisive dei fornelli, scelti voluti e “scritturati” da Fabrizio Nonis, anima della manifestazione.  E vediamole queste star. Si inizia sabato 10 (13-14,30: Arena Stars Cooking) con Diego Crosara, pasticcere di fama mondiale dell’Accademia Alma; sempre sabato (15-16,30) Federico Belluco chef (1 stella Michelin) del Dopolavoro Dining Room di Venezia. Domenica 11 (13,30-15) è la volta di Norbert Niederkofler (3 stelle) dell’hotel Rosa Alpina di San Cassiano; segue (15,30-17) Roberto Bobo Cerea (3 stelle) del ristorante Da Vittorio a Brusaporto. Lunedì 12 (13,30-15) : Matteo Metullio (2 stelle) del ristoramnte La Sirola di San Cassiano; lo seguirà (15,30-17) Simone Rugiati, che e volto televisivo di LA7. Martedì 13 febbraio (13,15-14): Terry Giacomello, chef (1 stella) del ristorante Inkiostro di Parma; dalle 14,30-15,30 show cooking di Piergiorgio Siviero (1 stella) del ristorante Lazzaro 1915 di Pontelongo; dalle 16 alle 17,30 sarà la volta di Giorgione (Giorgio Barchiesi), chef  del ristorante Alla Via di Mezzo e notissimo volto di Gambero Rosso Channel. Per maggiori informazioni consulta il sito: http://www.cucinare.pn

DOMENICA A VILLESSE (GO) IL TIRAMISU’ GUINNESS WORLD RECORD

Il tiramisù più grande del mondo, Gemona 2015

Dopo il record nel 2015 del tiramisù “più grande del mondo”,  stabilito da Gemona (UD) con 3015Kg, e la Tiramisù World Cup di Treviso, un nuovo imperdibile evento di rilievo internazionale rilancerà l’attenzione sul goloso dolce al cucchiaio a base di mascarpone, savoiardi, caffè e cacao. Per la prima volta nella storia della Guinness World Record sarà tentato il primato per il “longest tiramisu” del mondo. L’Official Attempt si svolgerà presso il Tiare Shopping di Villesse (GO) domenica 11 febbraio 2018. L’organizzazione di questo spettacolare Guiness World Record è stata affidata a Mirko Ricci, già detentore di due Guinness World Record: ha realizzato il tiramisù da 3015 kg di Gemona e il profiterole da 150 kg, record ancora imbattuti e da tre anni inseriti nel famoso libro mondiale dei primati. «In questa nuova sfida – dice Ricci –  la storia del dolce che ha unificato l’Italia viene valorizzata dalla coesione e dal senso di appartenenza della comunità friulana che l’ha ritrovato. Infatti sono molte le aziende che sosterranno l’iniziativa, con l’aiuto di tanti volontari e professionisti pronti a scendere in campo per conquistare un nuovo primato mondiale. Inviteremo anche i rappresentanti delle Città di Treviso, Tolmezzo e San Canzian d’Isonzo, per Pieris, in modo da festeggiare tutti insieme questo patrimonio della cucina italiana». E’ previsto un tavolo lungo almeno centro metri, attorno al quale, dal mattino fino al verdetto del giudice ufficiale del Guinnes Word Record di Londra, Lorenzo Veltri, lavoreranno tanti volontari insieme ai pasticceri professionisti dell’associazione friulana “Etica del gusto”. Sarà presente Natascha Noia de “la chef Mobile” concorrente dell’edizione 2017 di Hell’s Kitchen e i critici e food writer Clara e Gigi Padovani che racconteranno curiosità, storia, e ricette del tiramisù. Saranno presenti le delegazioni friulane dell’Accademia Italiana della Cucina, che hanno contribuito al riconoscimento del tiramisù come Pat, Prodotto agroalimentare tradizionale, della Regione Fvg. E’ già confermata, per gli ingredienti, la partecipazione di aziende sostenitrici come: Latterie Friulane; Forno Bonomi, Oro Caffè, Uova Pascolo, Lidt. Si brinderà al record con “Tiramisù” Spumante Italiano di Astoria, prodotto in Veneto, suggellando cosi almeno sulla tavolo l’unione culinaria tra le due regioni. «Abbiamo scelto di ospitare questo evento – commenta Giuliana Boiano, direttore di Tiare Shopping – per valorizzare le tradizioni di questo territorio e per sviluppare il tema dell’enogastronomia e dell’alta cucina. Il tiramisù unisce entrambe questi obiettivi: è nato proprio nella nostra regione per diventare poi patrimonio di tutto il Paese».

AL VIA IL MASTER DELLA CUCINA ITALIANA: OLTRE L’IMMAGINE

Allievi, sponsor e alcuni docenti all’inaugurazione del Master della Cucina Italiana 2018

Il Master della Cucina Italiana giunge alla sua sesta edizione e indica, ai futuri cuochi che aspirano a lavorare ad altissimi livelli, una provocatoria, nuova, direzione: andare “Oltre l’immagine”. È proprio questo il tema con cui si sono inaugurati,  i 5 mesi di lezione nelle aule, nelle cucine e nei laboratori del Centro Formazione Esac di Creazzo (VI), dove una nuova “brigata di allievi” si appresta ad incontrare un corpo docente d’eccezione: grandi esperti di enogastronomia e management della ristorazione, pasticceri di fama internazionale e una squadra di 24 chef che con i loro ristoranti totalizzano 35 Stelle Michelin.  Anche quest’anno, dunque, il Master sarà un lungo percorso di 800 ore nel meglio della cucina italiana per prepararsi al “grande salto”: il tirocinio di almeno 4 mesi nei ristoranti stellati, che per molti degli allievi delle passate edizioni è stato il trampolino di lancio della loro carriera. Un percorso impegnativo, quello del Master della Cucina Italiana, per entrare in un settore che facile non è, nonostante le “sirene mediatiche”. Da qui il tema che caratterizza il corso quest’anno, “Oltre l’Immagine”: un invito ad affrontare la cucina con lo sguardo libero da preconcetti, costruzioni mentali, sovrastrutture televisive e social, tipiche della nostra società digitale. Si giustifica così la scelta di chiamare un noto professionista dell’immagine per guidare questi giovani allievi a cambiare il proprio sguardo sul mondo: è stato, infatti, il fotografo, illustratore e pittore Gianni Renna a tenere la lezione inaugurale, aperta dal saluto del Comitato Scientifico composto da Sergio Rebecca, presidente Esac Spa, società di Confcommercio Vicenza che organizza il Master; Massimiliano Alajmo, chef tre Stelle Michelin; Raffaele Alajmo, Ceo di Alajmo Spa e Mauro Defendente Febbrari, medico endocrinologo. Un’occasione per “dare subito il la”, agli allievi del Master 2018, del leitmotiv che caratterizzerà il corso di quest’anno, ma anche per salutare con un ultimo prezioso contributo formativo i “diplomati” del 2017 a cui oggi sono stati ufficialmente consegnati gli attestati di partecipazione alla scuola, dopo aver superato i tirocini in importanti ristoranti italiani.  In apertura il presidente Rebecca ha voluto sottolineare i due ingredienti essenziali del Master. Prima di tutto la grande squadra di docenti, quest’anno rafforzata ulteriormente da alcune novità come il ritorno dello chef tristellato Norbert Niederkofler; l’esordio del sous chef dell’Osteria Francescana Davide Di Fabio, del sommelier dell’Enoteca Pinchiorri Alessandro Tomberli e della giornalista Rai Anna Scafuri. Anche nello chef tutor di cucina, c’è la grande novità della presenza di Alfredo Chiocchetti (apprezzato e stimato mentore di un giovane Massimiliano Alajmo), cuoco che fino a qualche anno fa reggeva le sorti del ristorante Scrigno del Duomo a Trento. E poi, altro apporto essenziale del Master,  l’esperienza degli incontri con i produttori delle materie prime, durante i 5 mesi di lezione e quella nelle migliori “brigate” di cucina italiane nei 4 mesi di tirocinio.
“Noi vi garantiamo questi ingredienti – ha sottolineato Rebecca –, ma poi il futuro è anche nelle vostre mani, nella capacità di cogliere ed interiorizzare questo potenziale, aiutati certamente in ciò, da una scuola che rimane per pochi, centrata sull’individuo, guidata dalla passione di chi ci insegna e dall’amore per questo lavoro”. E dopo un omaggio al grande chef Gualtiero Marchesi con una citazione dal suo famoso “decalogo” per i futuri cuochi (accolta da un lungo applauso in omaggio al grande maestro), un breve giro di tavolo con gli altri componenti del Comitato scientifico: Mauro Defendente Febbrari, che ha anch’esso citato l’esempio di Gualtiero Marchesi per invitare gli allievi ad “avere la voglia, la forza, la curiosità di spingersi fino al limite e  anche oltre nella loro ricerca”; Massimiliano Alajmo, secondo il quale la forza del Master è quella “di instillare il dubbio perché emerga la personalità del cuoco, guadagnando quell’autenticità che permette in futuro di dire qualcosa di significativo nel mondo della cucina”; infine Raffaele Alajmo, che ha sottolineato l’apporto culturale di questa scuola. “più l’anima è ricca – ha detto – più le conoscenze sono ampie, più c’è la possibilità di esprimersi, in un piatto come nella vita”. La parola è passata quindi a Gianni Renna, in un appassionato intervento corredato da alcune delle sue straordinarie foto di piatti, scattate recentemente. “Oltre l’immagine – ha affermato, entrando nel vivo del tema – c’è la meta da raggiungere. Per quanto riguarda il cibo, un’immagine raffinata di un piatto mette in moto l’incognita, la curiosità, il desiderio, la percezione del gusto. Pertanto l’estetica del piatto – ha aggiunto – è l’anticamera del gusto. Come in arte, quando l’emozione diventa immagine e l’immagine riversa emozione”. E a proposito di emozioni, coinvolgente, come ogni anno, la consegna degli attestati di partecipazione agli allievi che hanno frequentato il Master 2017, per i quali ci si augura lo stesso successo ottenuto dalla precedenti edizioni, con ragazzi che ora lavorano in ristoranti come l’Osteria Francescana a Modena, Le Calandre di Rubano (PD), Casa Perbellini a Verona, La Peca di Lonigo (VI), ecc. Per non parlare di chi ha aperto il proprio ristorante conquistando già i favori dei gourmet, come l’allievo che dal pluripremiato El Celler de Can Roca di Girona (Spagna) ha avviato un suo locale a Savelletri di Fasano, in Puglia; o chi ne ha aperto uno nella sua città, Bergamo, già con ottimi riscontri di critica. Tornando all’edizione 2018, per il sesto Master della Cucina Italiana  arrivano anche quest’anno a Creazzo, un po’ da tutta Italia: da Veneto, Puglia, Toscana, Sicilia… compreso un ragazzo di nazionalità Ucraina. Hanno già un’esperienza più o meno consolidata di cucina alle spalle e alcuni frequentano la scuola grazie alle Borse di Studio finanziate da Rader Spa di Altavilla Vicentina (VI), realtà leader nella distribuzione di materie prime alimentari; Banca Mediolanum, primario istituto di credito; Le Soste di Ulisse, associazione siciliana presieduta dallo chef Ciccio Sultano che unisce ristoranti gourmet, charming hotel e maestri pasticceri. Ad attenderli, come si diceva, una squadra consolidata di docenti (ben 43) che accompagnerà gli allievi fino al 15 giugno 2018, ultimo giorno del Master della Cucina Italiana, la cui conclusione, come da tradizione, sarà caratterizzata dalla lectio magistralis di un grande nome dell’enogastronomia Italiana.

GRANDE E RIUSCITA ANTEPRIMA DEI FIORI D’INVERNO

Tutti i cuochi che hanno partecipato all’evento di apertura della rassegna del radicchio

La rassegna enogastronomica “Ristoranti del Radicchio a tavola con i Fiori d’Inverno” ha avuto una straordinaria anteprima martedì 7 novembre al Best Western Premier BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso nella serata “Dieci chef per dieci vini“, animata dal gemellaggio del gusto con l’Umbria, rappresentata da Giorgione, cuoco, ristoratore e conduttore di Gambero Rosso Channel, dall’olio d’oliva extravergine Gaudenzi di Trevi (PG) e dai tartufi che hanno arricchito alcuni piatti proposti dagli chef del Radicchio. Un percorso di isole del gusto ha accolto gli ospiti nell’ampio salone del BHR. Ogni isola proponeva un piatto con il radicchio Rosso di Treviso IGP e il Variegato di Castelfranco IGP ed un vino abbinato, presentati dagli stessi chef e dai produttori. Questi i piatti proposti. Ristorante Albertini aperitivo di benvenuto con fritto di pesce e verdurine Le Papere e Prosecco Superiore Docg Viticoltori Ponte; Al Migò Porchetta di storione con Radicchio di IGP e aria di balsamico con Clinga Gewurztraminer Cantine Lavis; Alla Pasina Risotto con radicchio rosso e tartufo nero, Carpaccio di Chianina marinato su lettino di tardivo IGP con il Raboso Piave Doc Tenuta Santomè; Da Gerry Crema di fagioli Borlotto Nano Levada e radicchio IGP all’aceto rosso di casa, Oca in saor di radicchio e spumante Rosè Extra Dry Tenuta Amadio; Locanda San Lorenzo Cotechino e gambero con spuma di patate e cren e Merlot IGT delle Venezie Giorgio Cecchetto; Ristorante San Martino Tortelli ripieni di cotechino, spuma tartufata e radicchio rosso di Treviso IGP e Incrocio Manzoni Walter Nardin; DiVino Osteria Trevigiana Guancia di manzo brasata al Raboso con radicchio e Radicchio marinato con scaglie di Stravecchio del Piave con Montello Rosso Zuiter Docg Montelvini; Giorgione Arista di maiale, Pasta Zara Senatore Cappelli all’amatriciana e zuppa di lenticchie con Mina Bianco Colli di Conegliano DOCG Astoria; Antico Podere dei Conti: Composizione morbida del Fiore rosso di Treviso, foies gras, mele e caramello con Blaufrankisch Murmelstier e Gruner Veltliner Sigma Wine. Dolcefreddo Moralberti: Poker di Tiramisù e Ca’ Bertaldo Prosecco Superiore Docg Valdobbiadene Extra Dry. Il percorso era completato dall’isola dei formaggi di Latterie Venete con le Confetture del Sorriso, dal carosello di gusti, dal melograno alle noci, proposto dal maestro dalla gelateria artigianale Pedro Eis e dai distillati, gin e rum della linea Bonaventura Maschio. I Ristoranti del Radicchio, presieduti da Egidio Fior, hanno consegnato dei riconoscimenti speciali (sfere di cristallo incise dal maestro Marco Varisco) a Giorgione Barchiesi, ambasciatore della grande tradizione culinaria umbra e laziale, ed a Maurizio Pescari giornalista, enogastronomo e blogger che ha contribuito al gemellaggio tra radicchi veneti e sapori dell’Umbria. Riflettori accessi anche sulla Tiramisù World Cup, di cui si è appena conclusa la prima edizione. Presenti gli organizzatori del contest Francesco Redi e Debora Oliosi, il vincitore Andrea Ciccolella e le tre finaliste Valentina Sambo, Michela Masiero e Monica Michielin. Infine, sul palco anche Alex Palma, il giovane cuoco dell’Hotel Fior, che venerdì 19 novembre difenderà i colori castellani contro la Toscana nella sfida del campanile alla “Prova del Cuoco”, su Rai1. Per Egidio Fior, che aprirà il calendario ufficiale di “A tavola con i Fiori d’Inverno”, è stata l’occasione per annunciare i personaggi eccellenti a cui sarà assegnato il Premio Radicchio d’Oro 2017 che l’Hotel Fior patrocina da 19 anni. A fare da cornice alla cerimonia quest’anno (ed è una novità) sarà il Teatro Accademico, grazie alla collaborazione con il Comune di Castelfranco, che ha messo a disposizione il suo “gioiello” per questo importante evento, lunedì 13 novembre dalle ore 18. Dopo la cerimonia, condotta da Savina Confaloni e animata dal sassofonista Andrea Poltronieri, la festa si sposterà all’Hotel Fior in cui sarà allestita la cena di gala, illuminata dalla bellezza di Alice Rachele Arlanch Miss Italia 2017, madrina del premio. Ed eccoli i “Radicchio d’oro 2017”: Segnalazioni dalla Terra Veneta: Giovanni Andrea Zanon (musica); Sammy Basso e A.I.PRO.SA.B. Onlus (impegno civile); Internazionalizzazione Radicchio di Treviso IGP: Renzo Piraccini; Enogastronomia: Antonello Colonna e Davide Paolini; Sport/Giornalismo: Carlo Sassi; Sport: Basket Reyer Venezia; Cultura/Informazione: Vincenzo Mollica; Cultura/Spettacolo: Christian De Sica; Cultura: Francesco Tullio Altan; Premio Casatella DOP alla trevigianità: Giuseppe Da Re.

 

 

 

GRANDE ANTEPRIMA DEI RISTORANTI DEL RADICCHIO

Il Consorzio Ristoranti del Radicchio riapre la stagione che valorizza il Radicchio rosso di Treviso e il Variegato di Castelfranco IGP e si gemella con i sapori dell’Umbria. Dopo la partecipazione con un proprio stand alla 38esima Mostra del Tartufo Bianco di Città di Castello (PG), il gruppo, presieduto da Egidio Fior, si presenta ai buongustai trevigiani martedì 7 novembre (ore 20), nell’anteprima della rassegna “Da novembre a febbraio a tavola nei Ristoranti del Radicchio” , organizzata con la collaborazione del Best Western Premier BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso. La famiglia Basso ha messo a disposizione il proprio complesso alberghiero per allestire l’evento a ridosso della Tiramisù World Cup (3 -5 novembre) e dare così una linea di continuità tra il radicchio rosso, il Tiramisù e il Prosecco, tris di eccellenze della Marca Trevigiana. “I Ristoranti del Radicchio incontrano l’Umbria. Dieci chef per dieci vini” è il tema del percorso gastronomico di degustazione tra isole del gusto, presidiate dagli chef del Consorzio e da Riccardo Aliceto del Divino Osteria Trevigiana, ristorante del BHR. L’Umbria, regione ricca di sapori e tradizioni gastronomiche, sarà rappresentata da Giorgione Barchiesi, noto cuoco, scrittore, gastronomo, ristoratore e conduttore di Gambero Rosso Channel, presente con una troupe. Giorgione si esibirà in sala nella preparazione di due piatti con le nuove selezioni di grani pregiati e Senatore Cappelli Pasta Zara. Ecco il menu delle isole del gusto: Aperitivo di benvenuto con fritto di pesce e verdurine Le Papere,  Porchetta di storione con Radicchio di IGP e aria di balsamico; Risotto con radicchio rosso e tartufo nero; Crema di fagioli Borlotto Nano Levada e radicchio IGP all’aceto rosso di casa; Cotechino e gambero con spuma di patate e cren; Tortelli ripieni di cotechino, spuma tartufata e radicchio rosso di Treviso IGP; Carpaccio di Chianina marinato su lettino di tardivo IGP; Oca in saor di radicchio; Guancia di manzo brasata al Raboso con radicchio; Radicchio marinato con scaglie di Stravecchio del Piave; Arista di maiale; Composizione morbida del Fiore rosso di Treviso,foies gras, mele e caramello Gran finale di caldarroste. Ogni piatto sarà abbinato ai vini di aziende del Veneto, Trentino Alto Adige e Austria: Viticoltori Ponte, Ca’ Bertaldo, Cantine Lavis, Az. Agr. Giorgio Cecchetto, Sigma Wine, Az. Agr. Amadio di Simone Rech, Montelvini, Astoria, Tenuta Santomè. Completano il percorso i formaggi Latterie Venete e Confetture del Sorriso, il poker di tiramisù della pasticceria Moralberti, il gelato artigianale di Pedro Eis, i distillati, gin e rum della Distilleria Bonaventura Maschio, Figulì le Foglie di Visnadello, i Bibanesi, Acqua Minerale San Benedetto. Infine, i Ristoranti del Radicchio consegneranno uno speciale riconoscimento ai primi tre classificati della Tiramisù World Cup. Costo del percorso 60 euro a persona, in omaggio il calice per i vini; informazioni e prenotazioni BHR Hotel tel. 0422/3730 – http://www.ristorantidelradicchio.it.

LA RASSEGNA

“Da Novembre a febbraio a tavola nei Ristoranti del Radicchio”.  Il calendario della rassegna 2017/2018: Hotel Fior di Castelfranco Veneto (TV) lunedì 13 novembre Radicchio d’Oro serata evento; ristorante Fior di Salvarosa di Castelfranco (TV) da lunedì 13 a domenica 19 novembre; ristorante Albertini di Visnadello di Villorba (TV) da lunedì 20 a domenica 26 novembre; ristorante alla Pasina di Dosson di Casier (TV) da lunedì 27 novembre a domenica 3 dicembre; Locanda San Lorenzo di Puos d’Alpago (BL) da lunedì 4 a domenica 10 dicembre; ristorante San Martino di Rio San Martino – Scorzè (VE) da lunedì 8 a domenica 14 gennaio; ristorante Al Migò di Treviso da lunedì 15 a domenica 21 gennaio; Locanda “Cappello” di Mel (BL) da lunedì 22 a domenica 28 gennaio; ristorante da Gerry di Monfumo (TV) da lunedì 29 gennaio a domenica 4 febbraio; Antico Podere dei Conti di Susegana (TV) da lunedì 5 a domenica 11 febbraio. Dolci tentazioni: Dolcefreddo Moralberti di Candelù di Maserada (TV); Cremerie Pedro Eis di Castelfranco Veneto (TV). Info e prenotazioni: http://www.ristorantidelradicchio.it

UN MESE DI CASTAGNE, BARDOLINO E MONTE VERONESE

Da giovedì 12 ottobre a domenica 12 novembre torna a San Zeno di Montagna (VR), per la ventesima edizione, San Zeno Castagne, Bardolino & Monte Veronese. Un mese interamente dedicato ai prodotti tipici del territorio baldense, tra cui spiccano tre grandi protagonisti: le castagne, il vino Bardolino e il formaggio Monte Veronese che vengono proposti all’interno di cinque menù degustazione, realizzati da altrettanti ristoranti della zona, Al Cacciatore, Bellavista, Costabella, Sole e Taverna Kus. Ognuno di loro proporrà un menù composto da sei o sette portate con pietanze tradizionali che lasceranno però spazio anche alla modernità. Ad accompagnare tutti i piatti sarà il Bardolino, vino che è piena espressione del territorio che circonda il Lago di Garda. Di colore rosso rubino, il Bardolino ha un sapore delicato e fruttato, con note di ciliegia, marasca, fragola e spezie, che gli permette di essere facilmente abbinato ai piatti tipici della cucina all’italiana, in particolare quelli legati alla tradizione del monte Baldo. Tra i piatti proposti dai ristoratori spicca il minestrone di marroni dop, il cui periodo di raccolta cade proprio nel mese della manifestazione. Nei secondi piatti viene dato particolare spazio alle castagne, proposte prevalentemente in abbinamento alla carne. Non manca un secondo per vegetariani: zucchina tonda con ripieno di castagne, formaggio e farro su crema di rapa rossa. Anche il Monte Veronese, formaggio dop tipico del Monte Baldo dei territori della Lessinia e della fascia collinare prealpina veronese, è presentato in diverse varianti: a scaglie, in salsa abbinato all’orzotto o in accostamento alla polenta di castagne. Da citare anche i dessert, che mostrano la versatilità delle castagne nella preparazione dei dolci: le cinque diverse interpretazioni degli chef spaziano da un semifreddo di castagne e cioccolato, alla bavarese di castagne, fino ad una cheesecake al marron glacé e pistacchi. I prezzi dei vari menù vanno dai 35 ai 48 euro e comprendono una bottiglia di Bardolino ogni due persone. In tutti i locali aderenti, tranne la Taverna Kus, è possibile anche il pernottamento. L’iniziativa, organizzata dall’associazione ristoratori di San Zeno di Montagna, si avvale della collaborazione del Consorzio di tutela del Bardolino, del Consorzio di tutela del formaggio Monte Veronese, del Consorzio di promozione turistica Lago di Garda Veneto e del sostegno del Banco BPM, con il patrocinio del Comune di San Zeno di Montagna. I menù completi sono disponibili sul sito http://www.ristosanzeno.it.

CARRARESIWINE UNO SGUARDO SUL VENETO DEL VINO

Mancano pochi giorni all’appuntamento che dal 7 al 9 ottobre radunerà a Treviso tutte le denominazioni del panorama enologico della regione. Dalla Valpolicella ai Colli Euganei, dalle Venezie ai Colli Asolani, dalla Marca Trevigiana fino alle colline di Conegliano e ValdobbiadeneCarraresiwine 2017 sarà una vera e propria vetrina enogastronomica, dove un pubblico di esperti e appassionati potrà degustare le migliori etichette delle cantine del territorio e conoscerne la storia, raccontata direttamente da chi quei vini li produce. La seconda edizione della manifestazione ideata dall’imprenditore trevigiano Paolo Lai in collaborazione con Fondazione Cassamarca, presenta un denso programma che esordirà sabato 7 ottobre alle 18 con l’apertura del Salotto Enologico, all’interno del Centro Convegni di Ca’ dei Carraresi. Un momento di dibattito e cultura che si soffermerà su tre denominazioni, Ribolla Gialla, Raboso e Recantina, al centro di un Wine Talk in diretta social e televisiva (sul sito della manifestazione il programma dettagliato). La discussione sarà accompagnata da degustazioni delle etichette protagoniste del dibattito in abbinamento ad alcune eccellenze venete. A seguire, Claudio Borin, titolare dell’Enoteca Ombre Rosse di Preganziol (TV) e selezionatore delle cantine coinvolte nella manifestazione, guiderà una verticale di Phigaia, il rosso dedicato a Fibonacci della cantina Serafini & Vidotto; mentre Alvaro De Anna coinvolgerà al pubblico nell’affascinante racconto dei Vini da Terre Estreme, frutto dell’esperienza di vignaioli che con passione e sacrificio lavorano in una continua sfida, eroica appunto, verso una natura difficile, inospitale ed esigente. Finale in dolcezza con il Tiramisù de Le Beccherie, che verrà presentato nella sua versione tradizionale e, per restare in tema, in quella rivisitata al Prosecco. Domenica 8 e lunedì 9 ottobre, dalle 11 alle 20, nelle belle sale di Ca’ dei Carraresi saranno allestiti 55  banchi d’assaggio per un totale di quasi 200 etichette in degustazione, a cui i visitatori potranno abbinare alcuni prodotti tipici del territorio tra cui i latticini degli Affinatori di Carpenedo e di Borgoluce e i formaggi della Pedemontana di Veneto Formaggi, una selezione di prodotti di Ca’ Foresto, i salumi di Lovison, i sughi e le confetture di Solotreviso, ma anche i grissini Bibanesi e i prodotti da forno di Figulì e del panificio artigianale Casellato.Non mancheranno le golosità della Biscotteria Bettina, da accompagnare ad un buon caffè scegliendo tra le diverse miscele selezionate da Federico Fregnan, AD della storica azienda di macchine da caffè Elektra. Nel corso delle tre giornate, i visitatori potranno anche degustare la battuta di carne grass fed preparata al momento dal macellaio Ivo Colomberotto, mentre domenica e lunedì Assocuochi Treviso coordinerà un gruppo di studenti degli istituti alberghieri del territorio che proporranno alcuni assaggi di ricette locali. Domenica mattina, alle 11, la mostra si aprirà con la presentazione del nuovo volume del professor Ulderico Bernardi, Quando Raboso e Friulano si chiamavano vin moro, cui seguirà una degustazione a cura del Delegato AIS di Treviso Wladimiro Gobbo. Lunedì alle 17 l’enologo Umberto Marchiori guiderà invece la degustazione sul tema Rosso di Rosso, una verticale di Merlot & Cabernet della cantina Diesel Farm di Renzo Rosso. Ampio spazio verrà dato anche all’arte e alla cultura, a rimarcare la vocazione stessa di Ca’ dei Carraresi quale sede espositiva e il forte legame che unisce vino e opere d’arte come espressioni di un’identità condivisa e di un territorio. I visitatori di Carraresiwine avranno quindi modo di ammirare le fotografie vincitrici del concorso dal tema Arte, vigna, uomo lanciato lo scorso giugno da Fondazione Cassamarca e, la sera di sabato, gli illustratori del TCBF – Treviso Comic Book Festival, decoreranno con disegni e vignette  alcune delle etichette dei vini delle cantine partecipanti. Le creazioni saranno poi disponibili per la vendita al pubblico e il ricavato verrà interamente devoluto all’ADVAR (Associazione Domiciliare Gratuita Alberto Rizzotti). Ultima, golosa novità dell’edizione 2017 di Carraresiwine sarà l’allestimento dell’area Street Food & Fast Gourmet nell’Isola della Pescheria, un evento nell’evento che porterà la manifestazione fuori dalle mura di Ca’ dei Carraresi, sullo stile del Fuorisalone di Milano. Sabato 7 ottobre dalle 17:30 a mezzanotte e domenica 8 ottobre dalle 11 alle 23, alcuni noti ristoranti del territorio – quali Ombre Rosse, Le Beccherie, Med, Trattoria alla Sicilia e Acquasalsa – proporranno piatti tipici della tradizione trevigiana rivisitati in versione street food, permettendo a tutti i partecipanti di poter assaporare a pieno i profumi e i sapori della cucina nostrana. L’Isola della Pescheria ospiterà anche due punti degustazione in cui sarà possibile assaggiare il pesce crudo dell’Azienda Delfino, e insaccati, formaggi e prosciutti del territorio firmati da Zucchello. Luogo: Casa dei Carraresi, Centro Convegni ed Esposizioni della Fondazione Cassamarca – Via Palestro, 33/35 – 31100 Treviso – Contatti: info@carraresiwine.com; 0422 513150 – Orari: sabato h. 18 – 22, domenica e lunedì h. 11 – 20. Biglietti: € 20, ai professionisti del settore sarà riservato un biglietto ridotto.

CENA DI NOTE FA TAPPA ALLA SUBIDA DI CORMONS

Diceva Italo Calvino che “ciò che è umano non ha confini se non quelli che gli diamo”. Ed è proprio un viaggio nel confine inteso finalmente come luogo d’incontro e non più di divisione tra i popoli e le loro culture, il terzo appuntamento di questa nona edizione dell’ormai storica rassegna Cena di Note. La manifestazione, che abbina la grande musica colta all’arte gastronomica, organizzata dal Corriere del Veneto – Corriere della Sera, Schoellerbank, Istituto Bancario Austriaco, con il supporto della Tenuta Sant’Antonio, prestigiosa azienda vinicola della Valpolicella, in collaborazione con VerdeaNordEst, Cucina alla ModaHotel Ala, con la direzione artistica del direttore d’orchestra veneziano Alessandro Tortato, ritorna infatti a grande richiesta nel magnifico – ancor più in questa stagione autunnale – Collio, ai confini tra Italia e Slovenia e precisamente a Cormons, in provincia di Gorizia, grazioso centro vinicolo adagiato sulle colline. Si trova qui, appena fuori il borgo, La Subida, il fantastico mondo di Joško Sirk e della sua famiglia che ospiterà l’evento. E’ persino difficile darne una definizione: La Subida è infatti un cosmo per chi ama l’armonia della natura e delle tradizioni, un mondo composito dove l’ospite può immergersi tra le fronde del bosco soggiornando in meravigliose strutture ecocompatibili dotate di ogni confort, degustare la migliore cucina di confine, perdersi e ritrovarsi in un ambiente di eccezionale fascino. Uno dei cuori di questo vero e proprio organismo è l’acetaia. L’aceto di Joško, celebre in tutto il mondo, acidificato in modo assolutamente naturale, nasce in questa struttura edificata in terra battuta e legno che, dopo aver accolto l’anno scorso il concerto pianistico di Anna D’Errico, ritornerà alle ore 20.00 a trasformarsi in un vero e proprio auditorium, per ospitare la straordinaria voce di Alessia Franco. Il mezzosoprano, dai natali friulani, con alle spalle importanti esperienze internazionali e recenti successi al Teatro La Fenice di Venezia, accompagnato al pianoforte dal direttore artistico della rassegna, il maestro Alessandro Tortato, si cimenterà in un fantastico recital comprendente alcune delle arie più famose di Bizet, Donizetti, Rossini e Saint-Saëns. Dopo La Voce del  Confine sarà poi il turno dei suoi sapori, grazie ai piatti di Alessandro Gavagna, lo chef della trattoria Al Cacciatore de La Subida, premiato da anni con la Stella Michelin, che offrirà agli ospiti un menù di estrema suggestione. Già in attesa del concerto ci si potrà iniziare a divertire con il prosciutto d’Osvaldo leggermente affumicato, pane di Sorturc, foglia di frico. La vera e propria cena si aprirà invece con la Sirova Zupa, un sorso di Kefir, le Cjompe e la Ricotta salata delle malghe della Val d’Isonzo, il Toc in Braide di cosettiana memoria, il Frant, il fossa e lo Jamar. A seguire un vero e proprio classico de La Subida, i Mlinci, pasta fatta in casa leggermente abbrustolita, l’oca e l’orto di fine estate, proseguendo con i tortelli in bianca crema di Montasio, il sorbetto e l’Aceto Sirk, il capriolo in autunno e, per finire in dolcezza, le susine, l’uva fragola e la grappa. In abbinamento, come sempre quest’anno, gli indimenticabili vini della Tenuta Sant’AntonioFamiglia Castagnedi, una delle più rinomate realtà enologiche italiane, che dalla Valpolicella esporta le sue etichette in ogni angolo del mondo. Costo a persona: 80 euro, tutto compreso. Info e prenotazioni: tel.  0481. 60531 – info@lasubida.it.

TARTUFO & JAZZ ALLA MONTECCHIA

Ritorna, giovedì 5 ottobre alle ore 20 e 30 al ristorante La Montecchia di Selvazzano Dentro (PD), l’appuntamento con Tartufo & Jazz, che si inserisce all’interno della manifestazione Padova Jazz Festival, quest’anno al suo ventesimo anniversario. L’ingrediente protagonista della stagione autunnale, il tartufo, in un menù pensato da Max Alajmo per l’occasione, sarà accompagnato dalle note jazz della voce potente, calda e sensuale di Shanna Waterstown, definita “Real Blues Woman” per la sua fama internazionale. Ecco il menu. Come aperitivo: funghi fritti con finta maionese di semi di lino; tartelletta al fumo; pizza Autunno al tartufo; battuta cremosa di manzo piemontese al tartufo nero; polenta fritta con baccalà mantecato e tartufo bianco piatti abbinati al Metodo Classico Rosè Brut – Monsupello e a H – Castello di Lispida. A tavola: uovo in camicia con spinaci, fonduta di zucca e tartufo; ravioli gocciolati con ricotta, spinaci e tartufo; brodo doppio di carne con tartufo e caffè; filetto alla Bismark con patate, porcini e tartufo; sorbetto di lambrusco e marasche con frutti di bosco caldi; sfogliotta con crema al tartufo e mele al cognac; piatti abbinati a  Verdicchio di Jesi “Le Oche” 2015 – San Lorenzo; Ireneo 2012 – Co. Emo-Capodilista; Marsala Superiore “Vigna La Miccia” – Marco de Bartoli.  Costo a persona: 105 euro. Info e prenotazioni: montecchia@alajmo.it – tel. 049.8055323