DAVIDE TANGARI VINCE IL PREMIO “ADAMO DIGIUNO” COME MIGLIOR CUOCO EMERGENTE DEL VENETO

Davide Tangari

Il 2020 è partito col botto per Davide Tangari, giovane cuoco del Ristorante Valbruna di Limena (Padova) che ha visto aggiudicarsi il Premio Adamo Digiuno, giunto quest’anno alla terza edizione. La notizia circolava da qualche giorno e finalmente è stata ufficializzata dalla giuria di giornalisti enogastronomici chiamata ogni anno dal ristorante Perché (organizzatori del premio in collaborazione con la guida “Venezie a Tavola”) a decretare Davide Tangari come miglior cuoco emergente del Veneto.

Il giovane chef riceverà l’ambito riconoscimento martedì 18 febbraio 2020, alle 19.45, al ristorante Perché di Roncade (Treviso). La manifestazione, nata da un’idea dei giornalisti gastronomici Luigi Costa, Renato Malaman e Marco Colognese, sarà presentata da Antonio Di Lorenzo, giornalista-scrittore e membro dell’Accademia Italiana della Cucina; il premio consiste in un’opera d’arte a tema culinario realizzata da Valentina D’Andrea, poliedrica artista salentina impegnata anche nel sociale. In particolare con iniziative dedicate alle donne e alla difesa dei loro diritti.

Come mai un premio chiamato “Adamo Digiuno”? Perché si ispira alla celebre frase del grande gastronomo francese Brillat Savarin: “La cucina è l’arte più antica perché Adamo è nato digiuno”.

Dopo la cerimonia di assegnazione seguirà la cena a quattro mani, ovvero quelle di Tangari e di Luca Boldrin, cuoco del Perché. Ecco il menu: Pizza al vapore con ricotta del Cansiglio, broccolo Fiolaro e aglio nero (Luca Boldrin), Ravioli di baccalà, brodo di patate affumicate e verbena (Davide Tangari), Trancio di branzino, crema di zucchine, semi di girasole allo zafferano e cipolla agra (Davide Tangari), Tarte tatin con gelato alla vaniglia (Davide Tangari).

Quest’anno la giuria assegnerà anche il premio “La voce di Adamo” riservato a comunicatori dei valori dell’enogastronomia, capaci di esprimere un pensiero libero e autonomo rispetto ai grandi circuiti del settore, capaci di raccontare la buona cucina e la buona tavola partendo “dal basso”.

Il premio sarà consegnato ad Anna Maria Pellegrino, presidente dell’Aifb, Associazione Italiana Foodblogger, studiosa di cucina e volto noto della trasmissione “Geo” di Rai 3. Si è meritata il riconoscimento per la sua instancabile ricerca di valori (e sapori) dimenticati, per la sua competenza e per la grazia con cui sa esprimerla.

La partecipazione alla consegna dei premi è libera, per la cena è richiesta una quota di 30 euro. Prenotazioni: 0422 849015. Email. info@ristoranteperche.com.

FORBES INCORONA LA DISTILLERIA CASTAGNER DI VAZZOLA

Roberto Castagner

Il 2020 si apre con un riconoscimento d’eccezione per Roberto Castagner, appassionato mastro distillatore trevigiano che ha saputo innovare il mondo della Grappa.

La Distilleria Castagner di Visnà di Vazzola (Treviso) appare infatti nelle pagine di “100 Eccellenze Italiane 2020” di Forbes Italia, lo speciale realizzato dalla celebre rivista di economia e finanza con il supporto degli specialisti di So Wine So Food. Una giuria molto qualificata che ha identificato le 100 eccellenze del Bel Paese tra vini, distillati, hotel, ristoranti e prodotti food.

Una rigorosa selezione di realtà distribuite su tutto il territorio nazionale, dunque, realizzata da una giuria di “superspecialisti del bello e del buono” sulla base di parametri specifici e di un comune denominatore: l’eccellenza del saper fare, dell’innovare, del rispetto della tradizione, della valorizzazione del territorio.

Temi che da oltre vent’anni la Distilleria Castagner affronta con autentica passione, facendo della distillazione “un affare di famiglia”. Fondata da Roberto Castagner, diplomatosi alla storica scuola enologica Cerletti di Conegliano, oggi il mastro distillatore è affiancato dalle figlie Giulia e Silvia e dal nipote Carlo, a cui ha trasmesso il proprio entusiasmo per un mestiere difficile quanto affascinante.

«Aprire l’anno con la notizia di essere tra le 100 eccellenze italiane scelte da Forbes non può che riempirmi di orgoglio – commenta Roberto Castagner – è una grandissima soddisfazione e una bellissima sorpresa, del tutto inaspettata. Un premio al lavoro quotidiano che porto avanti con tutti i miei collaboratori, con i quali ho festeggiato questo bellissimo risultato. Il nostro primo impegno è infatti la promozione e la valorizzazione della Grappa, un grande distillato tutto italiano che sta finalmente riscuotendo un meritato successo, anche oltre i confini nazionali».

Un lavoro, quello della distillazione, che richiede grande competenza, in cui progresso e innovazione devono andare di pari passo al rispetto della tradizione e dell’ambiente. «Per me la Grappa non è un prodotto ma una vocazione – conclude Castagner – una passione vera, fatta di sacrifici e di amore per questo mestiere, con l’ambizione di fare sempre meglio, dando vita a distillati che racchiudono cultura, storia e valori di un intero territorio. Il Veneto è la mia regione di appartenenza, Conegliano è la città dove mi sono diplomato e dove ha sede la mia distilleria; sapere di essere una delle due aziende trevigiane selezionate da Forbes (l’altra è Bisol, in totale 10 in tutto il Veneto) mi rende ancora più soddisfatto di aver contribuito a tenere alto il valore della mia terra».

I protagonisti delle eccellenze italiane, il 27 gennaio 2020, saranno convocati all’evento “Forbes Live”, serata di premiazione delle 100 eccellenze italiane al Ristorante Mediterraneo di Roma.

AIS VENETO: A VENEZIA 4 CORSI PER FORMARE I NUOVI ESPERTI DEL VINO

Dopo il successo del Congresso Nazionale dello scorso novembre, Ais Veneto punta sempre di più sulla formazione dei suoi associati e presenta 28 nuovi corsi dedicati ai futuri Sommelier in tutta la regione. Nella provincia di Venezia le lezioni prenderanno il via lunedì 27 gennaio 2020 e l’appuntamento sarà con un percorso formativo dedicato al primo livello, due al secondo e uno al terzo.

«Quella del Sommelier – spiega Marco Aldegheri, presidente di Ais Veneto – è sempre più una figura fondamentale non solo per il mondo della ristorazione e della produzione del vino, ma per l’intera filiera dell’accoglienza. Un ruolo chiave, come emerso dai tavoli di lavoro del recente Congresso Nazionale Ais che ha messo a fuoco il tema dell’enoturismo».

“Il turismo del vino – continua Aldegheri – è una grande opportunità per i nostri ragazzi e per i tanti appassionati, ci spinge oggi a investire in una proposta formativa coinvolgente in grado di fornire anche tutti gli strumenti professionali indispensabili per un operatore enoturistico”.

In questa direzione si spinge lo sforzo di Ais Veneto di proporre corsi in orari pomeridiani o mattutini, più adatti alle esigenze di coloro che cercano uno sbocco lavorativo grazie a questo tipo di formazione o che intendono qualificare le loro competenze se già inseriti nel settore.

Tra gli appuntamenti proposti per il nuovo semestre è stato infatti confermato il secondo livello pomeridiano a Venezia, in programma da lunedì 27 gennaio alle 15.30 all’Hotel Amadeus. Accanto a questo il Novotel Venezia Mestre Castellana ospiterà, con orario serale, un corso di primo livello in partenza il 29 gennaio e uno di secondo e terzo livello, entrambi previsti a partire dal 27 gennaio a partire dalle 20.30.

I nuovi corsisti, oltre alla selezione di strumenti didattici Ais, riceveranno un kit di essenze per allenare la memoria olfattiva. Avranno inoltre la possibilità di usufruire del finanziamento a interessi zero, dilazionando il pagamento del corso in sei rate mensili grazie al supporto di Consel/Banca Sella.

Si rinnova infine la collaborazione di Ais Veneto con Wset – Wine and Spirits Education Trust, ente inglese leader nella formazione internazionale su vino e distillati. Il corso di secondo livello, a cui hanno accesso con una tariffa vantaggiosa i Sommelier che hanno già concluso il percorso Ais, è in programma per il fine settimana dal 31 gennaio al 2 febbraio a Verona.

Tutte le informazioni relative ai corsi e all’iscrizione si trovano sul sito http://www.aisveneto.it/corsi

NUOVO PUNTO VENDITA IN ARRIVO PER CANTINA VALPANTENA

Cresce la rete di punti vendita diretta di Cantina Valpantena. La cooperativa sociale di Quinto di Verona lancia l’apertura a febbraio 2020 di un nuovo esercizio commerciale a Cassano Magnano, in provincia di Varese. Si rafforza così la presenza di Cantina Valpantena in Lombardia, dove si registra anche un punto vendita ad Almè (Bergamo), e si punta in modo deciso sulla diversificazione dei canali di distribuzione. Tra questi, risulta di fondamentale importanza la rete di punti vendita, i cui corrispettivi hanno raggiunto nell’esercizio 2018-2019 oltre 4,1 milioni di euro. Con il nuovo negozio, che disporrà di una zona market e una magazzino e impiegherà due dipendenti, saranno otto i punti vendita collocati tra Veneto e Lombardia. La nuova strategia di distribuzione diretta al pubblico di Cantina Valpantena punta al raggiungimento di 5 milioni di corrispettivi entro i prossimi 12 mesi e al rafforzamento della presenza sul territorio con un programma di nuove aperture.

«Crediamo molto nell’approccio con il consumatore e nella vendita diretta delle nostre bottiglie – spiega Luigi Turco, di recente riconfermato presidente di Cantina Valpantena con il vice presidente Roberto Albrigi – Per questo lavoriamo ad una rete di punti vendita diretta sempre più strutturata. Con il nuovo negozio situato a sud di Varese poniamo le basi per la presenza anche in altre zone del capoluogo lombardo e della Regione».

La diversificazione dei canali di distribuzione è risultata centrale nella strategia commerciale della cooperativa per l’esercizio economico 2018-2019, chiuso con l’approvazione unanime il 31 agosto e con un fatturato di 47.660.240 euro sostanzialmente in linea con gli anni precedenti. La liquidazione delle uve conferite è inoltre superiore di 2 milioni rispetto a quella dell’anno precedente, attestandosi oltre i 12 milioni di euro.

A caratterizzare il bilancio consolidato 2018-2019 anche la crescita della dimensione aziendale di Cantina Valpantena. Si è conclusa infatti a novembre 2019 la fusione per incorporazione della mantovana Cantina Colli Morenici. Un’operazione che consente alla cooperativa di Verona di rafforzare la competitività aziendale e di ampliare la gamma di prodotti. Una selezione di vini morenici arriverà infatti nei punti vendita del circuito, incrementando l’offerta di vini veronesi con il Lambrusco mantovano, gli spumanti Garda Doc e gli altri vini prodotti in strada Monzambano. Il negozio a Ponti sul Mincio, derivante dalla fusione con Colli Morenici, con la sua collocazione prossima al Lago di Garda sarà inoltre strategico per raggiungere i flussi turistici.

VINIFERA 2020: I VINI ARTIGIANALI DELL’ARCO ALPINO TORNANO PROTAGONISTI A TRENTO

I vini artigianali dell’arco alpino tornano protagonisti alla Fiera di Trento per la terza edizione di Vinifera, il 28 e 29 marzo 2020. Una mostra mercato dove incontrarsi e confrontarsi con 70 produttori provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli ma anche da Austria, Svizzera, Francia e Slovenia, rappresentanti di una viticoltura che spesso si può definire eroica per le dure condizioni in cui viene svolta e che riveste un ruolo fondamentale nella cura dei territori montani. Un luogo dove sarà possibile ascoltare i racconti di fatica, passione e tenacia di chi il vino lo fa in prima persona e scoprire realtà vinicole lontane dai riflettori ma vicine alla terra. Accanto a questi, una selezione di piccoli produttori di gastronomia che racconteranno attraverso i loro prodotti e i loro piatti un territorio duro e difficile da lavorare, ma che sa dare grandi frutti. In programma durante i due giorni quattro masterclass di approfondimento su vino e cibo.

A febbraio e marzo il salone sarà anticipato dal Forum, una ricca proposta itinerante nella provincia di Trento dove troveranno posto degustazioni, conferenze, incontri con produttori ed esperti del settore.

Vinifera è un evento promosso dall’Associazione Centrifuga, un gruppo di giovani che hanno unito diverse competenze, forze ed esperienze per realizzare iniziative incentrate sulla produzione sostenibile in campo agricolo e vitivinicolo.

Per maggiori informazioni: http://www.viniferaforum.it e http://www.facebook.com/viniferaforum

COLDIRETTI, PIENONE NEGLI AGRITURISMI VENETI BOOM DI PRESENZE ANCHE NELLE MALGHE PER AMMIRARE IL FOLIAGE. TURISMO EMOZIONALE LA NUOVA FRONTIERA

Menu a chilometri zero ed escursioni tra la natura a caccia di ‘foliage’ sono i motivi per cui 350 mila italiani hanno scelto l’agriturismo in occasione della festività di Ognissanti. Secondo Coldiretti, il Veneto è terzo in Italia con 932 mila presenze l’anno – secondo i dati Ismea – dopo la Toscana e la provincia autonoma di Bolzano. Le preferenze per la campagna veneta si confermano  numerose anche dopo il lungo ponte che ha registrato il tutto esaurito pure nelle malghe.

Ad essere apprezzata è soprattutto l’attività di ristorazione ma sono in molti quelli che scelgono di fare un break  alla ricerca dei frutti dell’autunno, dai funghi alle castagne ma anche per assistere alla raccolta delle olive. Se la buona tavola è una delle ragioni principali per scegliere tra 23 mila agriturismi italiani (di cui oltre 1.200 a livello regionale)  ad attrarre i vacanzieri è anche la ricca offerta di attività che va dalle fattorie didattiche per i più piccoli all’equitazione, dal tiro con l’arco al trekking ma in quasi la metà non mancano attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici.

Molto interesse si rivela per una nuova tendenza che spinge molte famiglie in montagna o tra i boschi a caccia di uno spettacolo gratuito da fotografare e immortalare sui social. Si tratta del fenomeno ‘foliage’, ovvero la scoperta della varietà dei colori autunnali prodotti dalle foglie  che stanno per staccarsi dagli alberi. Ecco quindi che le Dolomiti, l’Altopiano dei Sette Comuni, la Lessinia, il Montello e il Cansiglio, ad esempio,  diventano le mete privilegiate per ritrarre scorci e paesaggi insoliti durante apposite escursioni. Il turismo emozionale, esperenziale è la nuova frontiera  a cui proprio gli operatori  agrituristici guardano con interesse mettendo a disposizione della società oltre la presenza di aziende proprio  in luoghi marginali soprattutto l’accoglienza in strutture panoramiche atte a creare con l’ambiente un rapporto diretto.

VENEZIANO, INIZIA LA VENDEMMIA DEL PROSECCO: QUANTITÀ INFERIORE

Anche nel veneziano è partita in questi giorni la vendemmia delle uve glera. Un migliaio gli ettari nella provincia dedicati alla coltivazione di questa varietà, 300 aziende agricole concentrate per lo più nel Veneto Orientale senza trascurare un numero crescente di aziende nel miranese che hanno i diritti per l’impianto di queste uve. «Possiamo già esporci nel dire che la quantità di produzione è sicuramente inferiore di almeno un 15% rispetto le precedenti annate, dove la scorsa non fa sicuramente testo per i numeri da record. Purtroppo per alcuni nostri produttori colpiti dagli episodi di grandine di fine luglio e agosto la percentuale si abbassa fino a un 50 per cento in meno con gravi conseguenze economiche. Tuttavia la qualità delle uve quest’anno si attesta tra le migliori garantendo una produzione di grande eccellenza» dichiara il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla.

Con un aumento del 17 per cento delle esportazioni il Prosecco conquista nel 2019 il primato di vino italiano più consumato all’estero grazie all’alta qualità e capacità produttiva con le pregiate bollicine che, sottolinea la Coldiretti, sono protagoniste di un vero a proprio boom negli Usa ma anche in Francia. Si parla di un aumento del 50 per cento delle vendite in Francia spingendo l’export del Prosecco al record storico di sempre sui mercati mondiali, per un valore complessivo di ben 458 milioni nel primo semestre del 2019. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat presentata in occasione del distacco del primo grappolo di uva Glera dell’anno per il Prosecco nella Tenuta Astoria a Refrontolo (Treviso), dopo l’avvenuta iscrizione del sito veneto “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco.

Il gradimento dei cugini d’Oltralpe è significativo del successo conquistato anche nei confronti della concorrenza dello champagne. A pesare sul successo mondiale del Prosecco – spiega la Coldiretti – è però il proliferare nei diversi continenti di falsi di ogni tipo con le imitazioni diffuse in tutti i Paesi, dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata la vendita anche del Whitesecco e del Crisecco.

«Occorre tutelare le esportazioni di vino Made in Italy di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali – afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – che, oltre alla perdita economica, è soprattutto grave il danno di immagine che mette a rischioulteriori e nuove opportunità di penetrazione dei mercati».

Un riconoscimento che certifica l’importanza di un territorio dallo straordinario valore storico, culturale e paesaggistico in grado di esprimere una produzione che ha saputo conquistare apprezzamenti su scala mondiale.  La produzione del Prosecco scenderà dunque quest’anno attorno alle 400 milioni di bottiglie con l’uva raccolta sugli oltre 24 mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

VENERDÌ 13 SETTEMBRE A ISTRANA (TREVISO), INCONTRO TRA I FORMAGGI VENETI E QUELLI UMBRO-MARCHIGIANI.

Si avvicina la data di inizio della 42esima Festa dell’Agricoltura di Istrana (Treviso). Dal 12 al 22 settembre a Sala di Istrana si susseguono degustazioni e seminari relativi al Veneto e non.

Nello specifico, venerdì 13 settembre alle 20, i prodotti caseari dell’Appennino umbro-marchigiano incontreranno quelli della tradizione veneta, in occasione del seminario enogastronomico “I formaggi per una vicinanza di intenti”. La degustazione, guidata dal coordinatore de Le Fattorie dei Sapori Veneti Giancarlo Coghetto e dal sommelier Silvano Favarin, si svolge in tre parti.

Alcune delle aziende partecipanti al Progetto de Le Fattorie dei Sapori Veneti (Tre Comuni di Istrana e Vaka Mora di Sala di Istrana) e alcuni produttori umbro-marchigiani presenteranno i prodotti più significativi del loro territorio, tutti formaggi di fattoria al naturale. Tra questi, si possono, infatti, assaggiare Agros, il formaggio fresco a latte crudo de Le Fattorie dei Sapori Veneti, il Pecorino dei Monti Sibillini, la ricotta salata della Valnerina e ancora il Formaggio del Conte di latte vaccino crudo a pasta gessata e il Casec, formaggio a latte crudo affinato in foglie di castagno e con stagionatura tre mesi. Ad accompagnare il tutto, i vini Asolo e Montello.

Per info e prenotazioni sulla degustazione, visita la pagina Facebook de Le Fattorie dei Sapori Veneti.

Come commenta Giancarlo Coghetto, coordinatore tecnico del gruppo Le Fattorie dei Sapori Veneti, «l’Appennino umbro-marchigiano e la Regione Veneto sono due meravigliosi territori che hanno molto in comune, a partire dal rispetto della tradizione e della volontà di valorizzare i prodotti al naturale, sinceri e genuini. In particolar modo, Le Fattorie dei Sapori Veneti hanno deciso di fare squadra e crescere insieme, con l’ambizioso obiettivo di far conoscere i formaggi e i salumi di fattoria e di diffonderne l’attenzione e l’interesse anche oltre i confini regionali».

Non è, infatti, il primo gemellaggio che Le Fattorie dei Sapori Veneti hanno con delle aziende da fuori regione: lo scorso maggio, Roma ha fatto da sfondo alla degustazione guidata che ha visto come partecipanti i formaggi delle Aziende trevigiane Ca’ Donadel e Cà Bastian, entrambe nel network de Le Fattorie dei Sapori Veneti e di alcuni produttori della Campagna Romana, portando così allo scambio di sapere e di opinioni tra la delegazione dell’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggio (Onaf) di Treviso e quella di Roma.

Le Fattorie dei Sapori Veneti portano avanti la sfida, iniziata un paio di anni fa, della produzione di formaggi di fattoria al naturale, riprendendo l’idea del pastore-casaro e ritornando alle origini della tecnica casearia, basato sulla lavorazione del latte crudo con i suoi fermenti naturali selvaggi, ottenuto esclusivamente in allevamenti di proprietà e trasformato grazie a caglio e sale all’interno della stessa azienda.  Il progetto Le Fattorie dei Sapori Veneti raggruppa 26 imprese agroalimentari venete e due operatori della ristorazione e ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti al naturale, sinceri e genuini; di associarli al produttore, entità umana oltre che produttiva ed economica; di proporre prodotti di pregio complementari o alternativi alle produzioni standardizzate industriali. https://www.fattoriedeisaporiveneti.it/

Il progetto si è sviluppato anche grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale di Istrana e alla Festa dell’Agricoltura che negli ultimi anni ospita il Concorso dei Formaggi di Fattoria.

VINO: COLDIRETTI, VENDEMMIA DOC SPINGE RECORD STORICO EXPORT. ITALIA PRIMO PRODUTTORE MONDIALE DAVANTI A FRANCIA E SPAGNA

A sostenere la vendemmia in piano svolgimento è il record storico delle esportazioni di vino Made in Italy che fanno registrare un aumento del 5,4% rispetto allo scorso anno quando avevano raggiunto su base annuale 6,2 miliardi di euro, la prima voce dell’export agroalimentare nazionale. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat relativi ai primi cinque mesi del 2019 in occasione della presentazione delle previsioni vendemmiali 2019 di Ismea, Assoenologi e Unione italiana vini che hanno rivisto le stime di inizio agosto all’avvio della raccolta delle uve.

Si stima – sottolinea la Coldiretti – una produzione di 46 milioni di ettolitri di vino, il 16% in meno dell`anno scorso con l’Italia che è il primo produttore mondiale davanti alla Francia che si ferma a 43,9 milioni di ettolitri e la Spagna a 40 milioni secondo i Ministeri agricoli dei due Paesi. A livello territoriale la produzione aumenta solo in Toscana (più 10%), è stabile in Valle d’Aosta e Molise mentre cala in Lombardia (meno 30%), Umbria (meno 24%), Emilia Romagna e Sicilia (meno 20%), Friuli Venezia Giulia (meno 18%), Veneto (meno 16%), Puglia (meno 16%), Trentino Alto Adige, Lazio, Piemonte e Marche (meno 15%) Sardegna (meno 13%), Abruzzo (meno 11%), Liguria e Basilicata (meno 10%), Campania (meno 6%) e Calabria (meno 3%).

In Italia le condizioni attuali – sottolinea Coldiretti – fanno ben sperare per una annata di buona/ottima qualità anche se l’andamento della raccolta dipenderà molto dal resto dal mese di settembre e ottobre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo, anche perché al momento appena il 15% delle uve è già in cantina contro il 40% dello scorso anno. A condizionare sono le anomalie climatiche del 2019, al caldo e siccità nei primi mesi primaverili sono seguite copiose precipitazioni, unite ad un significativo calo termico per buona parte del mese di maggio mentre nell’estate bollente si sono verificate a macchia di leopardo violente ondate di maltempo.

La produzione tricolore sarà destinata per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt – sottolinea la Coldiretti – con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento per i vini da tavola. Sul territorio nazionale – spiega la Coldiretti – ci sono 567 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria. Le prime quattro regioni per quantità prodotte – rileva la Coldiretti – sono il Veneto con una stima di 11,27 milioni di ettolitri, la Puglia con 8 milioni, l’Emilia Romagna con 7,4 milioni e la Sicilia con 3,76 milioni di ettolitri.

Un andamento spinto dall’ottimismo delle vendite all’estero che – sottolinea la Coldiretti – hanno raggiunto il record storico grazie all’incremento in valore del 3,7% negli Usa che sono di gran lunga il principale cliente, ma l’aumento è stato del 5,9% in Germania che si posiziona al secondo posto e del 5% nel Regno Unito al terzo posto. Un vero balzo del 12,2% – la Coldiretti – si registra in Francia storico concorrente del Made in Italy mentre la crescita è del 6,6% in Cina.

Il settore più dinamico – precisa la Coldiretti – è quello delle bollicine che fanno segnare un aumento del 7,5 % trainate dal prosecco, in vino italiano piu’ stappato all’estero, con oltre 1/4 delle vendite realizzato in Gran Bretagna (28%).

Per questo a preoccupare per il futuro – precisa la Coldiretti – sono gli effetti della Brexit con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ma anche la guerra commerciale che Trump ha minacciato di scatenare nei confronti dell’Europa con un aumento dei dazi fino al 100% del valore che colpirebbero anche il vino italiano le cui spedizioni in Usa valgono 1,5 miliardi nel 2018.

A livello nazionale vanno segnalati i dati positivi sui consumi degli italiani, sempre più consapevoli e attenti alla qualità e all’origine, con una spesa delle famiglie cresciuta del più 6,5% in valore nel primo trimestre del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea Nielsen.

Il vigneto Italia – sottolinea la Coldiretti – con i suoi 658 mila ettari coltivati offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio. L’esercito del vino – conclude Coldiretti – spazia dai viticoltori agli addetti nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (fecce, vinacce e raspi).

NUOVI CORSI AIS VENETO: CRESCE LA PASSIONE PER IL VINO

I sommelier Ais Veneto sono sempre più numerosi e l’associazione si prepara a festeggiare un altro traguardo importante: il primo semestre del 2019 ha registrato un più 5 per cento del numero dei partecipanti ai corsi e con l’inizio delle lezioni del periodo autunnale sono previsti oltre 1200 iscritti.

Saranno complessivamente 26 i corsi di primo, secondo e terzo livello attivati in tutto il Veneto a partire dal 9 settembre. Gli appuntamenti toccheranno tutte le province della regione e si concluderanno tra dicembre e febbraio, con gli esami finali.

«Con gli ultimi dati relativi ai nostri corsi – spiega Marco Aldegheri, presidente Ais Veneto – non solo è stato confermato questo trend positivo nell’aumento degli iscritti, ma è emerso inoltre che 1 corsista su 4 partecipa per cercare nuove opportunità lavorative. In un momento in cui l’enoturismo è in forte crescita, in particolare in Veneto, siamo orgogliosi di preparare e affiancare i nostri corsisti in modo che possano trasformare la loro passione in un lavoro vero e proprio».

Nella provincia di Venezia saranno quattro gli appuntamenti attivati. L’Hotel Novotel di Mestre ospiterà, con orario serale dalle 20.30 alle 23, un corso di primo livello che inizierà lunedì 23 settembre e uno di secondo livello in partenza lunedì 30 settembre. L’Hotel Amadeus di Venezia sarà invece la sede degli appuntamenti pomeridiani, dalle 15.30 alle 18: lunedì 30 settembre è previsto l’inizio del corso di primo livello e mercoledì 25 settembre quello di terzo livello.

Tutte le informazioni relative ai corsi e all’iscrizione sono disponibili sul sito http://www.aisveneto.it.