RISTORANTE PERCHÉ DI RONCADE (TREVISO): SOTTO LA VOLTA STREGATI DALLA LUNA

Anna Maria Pellegrino

Il 19 luglio al ristorante “Perché” di Roncade una  speciale cena-evento per ricordare i cinquant’anni dal primo sbarco dell’uomo sul corpo celeste

Sarà un viaggio fra storia, musica e curiosità astrologiche condotto da Claudio Campagnolo e Anna Maria Pellegrino, con menu a “stelle e strisce”.

Mezzo secolo fa Neil Armstrong fu il primo uomo a lasciare la propria impronta sul suolo lunare. Un piccolo passo per lui, un grande passo per l’umanità. Per  “celebrare” quell’evento il ristorante “Perché” di Roncade (Treviso), di via Mezza Brusca, Strada Trevisomare, propone venerdì 19 luglio, con inizio alle 20, una serata sotto la spettacolare volta bianca del locale – opera firmata dall’architetto Toti Semerano – con tanti ingredienti: video storici dedicati alla missione Apollo 11, canzoni dedicate alla Luna, aneddoti astrologici raccontati dal giornalista e conduttore televisivo Claudio Campagnolo – un esperto e grande appassionato di astrologia – e una cena con menu dalle varie “contaminazioni” americane studiato da Anna Maria Pellegrino, esperta di cucine del mondo e volto noto della trasmissione “Geo” di Rai 3.

Una serata culturale dedicata alla magia e ai misteri della Luna, il corpo celeste che danza da sempre intorno alla Terra e ne condiziona non poco la natura, influenzando più di quanto possiamo immaginare anche le nostre vite. Claudio Campagnolo aiuterà i presenti a scoprire – anche in modo curioso e divertente – il significato della presenza della Luna nel momento della nostra nascita, influenza che cambia in base alla posizione in cui si trova il corpo celeste durante il suo perenne transito fra i segni zodiacali.

La serata inizierà alle 20 con un aperitivo sotto la grande volta in acciaio bianco che ha fatto meritare al “Perché” un premio alla Triennale di Milano di Architettura. Poi i video dedicati al primo indimenticabile allunaggio, la presentazione della serata da parte di Renato Malaman, giornalista e viaggiatore. Seguirà le cena firmata e “raccontata” da Anna Maria Pellegrino. Cena realizzata a “quattro mani” con Luca Boldrin del ristorante “Perché”. Negli intermezzi fra un piatto e l’altro tanti brani musicali dedicati alla Luna e le affascinanti escursioni astrologiche tracciate da Claudio Campagnolo, con il coinvolgimento diretto del pubblico che diventerà così protagonista della serata. Insieme alla luna.

Info: 0422-849015, info@ristoranteperche.com oppure http://www.ristoranteperche.com.

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OLTRE L’ESODO, ITALIANI D’ISTRIA E DALMAZIA IERI E OGGI. AL PERCHÉ DI RONCADE (TREVISO) L’OCCASIONE PER PROVARE ANCHE LA CUCINA TRADIZIONALE

Gulasch triestino con kipfel

 

Il Giorno del Ricordo diventa anche il giorno per provare la cucina tradizionale istriana, legata alla storia dell’Italia. Al ristorante Perché di Roncade (Treviso) ha proposto un pomeriggio per non dimenticare e per guardare al futuro. L’esodo dei 350 mila giuliano-dalmati, la tragedia delle foibe, la memoria negata per oltre mezzo secolo…

Un incontro con i protagonisti di ieri e di oggi. Si intitola “Giorno del Ricordo: sulla strada dell’esodo… e oltre” allo scopo di approfondire quei fatti – che sono una ferita aperta nel cuore degli esuli ancora in vita – e di allargare l’orizzonte alla realtà dei cosiddetti “rimasti”: gli italiani che ancora vivono soprattutto in Istria e a Fiume, ma anche in Dalmazia e che oggi sono riuniti una vivace comunità culturale.

Il giornalista Renato Malaman ha introdotto l’argomento, indagato attraverso gli interventi di testimoni diretti di allora – come Italia Giacca, esule di Stridone d’Istria e membro del direttivo nazionale dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) – e di esponenti delle nuove generazioni, come Cristina Luxardo, nipote dei Luxardo (nota dinastia imprenditoriale esuli di Zara) e Orietta Marot, ex direttore del quotidiano “La voce del popolo”, organo della comunità italiana di Istria e Dalmazia che si stampa a Fiume.

Con loro anche Giovanni Nardin, nipote di quel Geppino Micheletti, il medico-eroe che dopo la strage di Vergarolla (avvenuta il 18 agosto 1946 e durante la quale perse i due figli di 6 e 8 anni) continuò a operare per tutta la notte all’ospedale di Pola. Nardin ha presentato un’inedita video-intervista alla zia Jolanda, vedova del medico, che ha rotto il silenzio su quel terribile lutto solo pochi anni fa in età molto avanzata.

Invece il musicista toscano Sergio Balestracci ha accompagnato le immagini con una sonata dedicata alle vittime della strage. Il pomeriggio è stato anche l’occasione per presentare il documentario “Il Veneto in Istria – Grisignana e dintorni” realizzato da Venice Film. Ospite a sorpresa l’attrice padovana Monica Garavello, protagonista del film “Red Land – Rosso Istria”, andato in onda venerdì 8 febbraio in prima serata su RaiTre e incentrato sulla vicenda tragica di Norma Cossetto. Una cena tradizionale istriana, curata dall’esperta di cucine del mondo Annamaria Pellegrino, volto noto della trasmissione di RaiTre “Geo”, e realizzata a quattro mani con Luca Boldrin cuoco del “Perché”. Così sono stati serviti, come antipasto, il Prosciutto crudo istriano, ombolo, pecorino e olive di Pago, cetriolini, oltre a delle Uova strapazzate con il tartufo e del Fritto misto istriano. Si è proseguito con la Jota, la classica minestra di crauti, fagioli e patate, e il Gulash triestino con kipfel (delle patate). Chiusura con l’immancabile dolce: la Putizza, tipico delle zone del Carso, tra Gorizia e Trieste ma anche Slovenia.

I vini istriani, invece, erano dell’azienda Ravalico di Villanova – Nova Vas (Croazia), presentati dallo stesso produttore.

RISTORANTE VILLA SELVATICO, UN’ESPERIENZA TRA STORIA E CUCINA RAFFINATA

Staff Villa Selvatico

Nella fertile e operosa pianura veneta, la bella cittadina di Roncade sorge a pochi chilometri da Treviso e dista una trentina di chilometri da Venezia, in un’area importante dal punto di vista storico artistico. È in queste terre che si possono ammirare splendide ville storiche che si sono sviluppate tra i secoli XV e XIX e che hanno conosciuto il massimo fulgore nel cinquecento grazie all’architetto Palladio che ha ideato un modello di villa ispirata ai canoni della classicità latina, e che oggi sono patrimonio dell’Unesco. Anche Roncade vanta una notevole presenza di storici edifici, tra cui primeggia la celebre Villa Giustinian, meglio nota come Castello di Roncade, di epoca rinascimentale pre palladiana, cinta da mura che richiamano i fortilizi medievali, e che oggi è dedita alla produzione di vino. È in questo contesto ricco di bellezze naturalistiche e storiche che s’inscrive anche Villa Selvatico, sull’asse viario strategico che collega Treviso al mare e a Venezia, una bella villa di inizio novecento circondata da un grande parco. Due edifici nascosti tra alberi secolari, uno ad accogliere sei camere per un piacevole pernottamento immersi in un’atmosfera di quiete e charme, e l’altra struttura completamente dedicata al ristorante su due piani. Le tre salette – una al piano terra, protetta dai Beni Culturali, e due al primo piano – sono piccoli scrigni di liberty veneto, con tavoli tondi ben distanziati, incorniciati tra gli stucchi veneti dai toni pastello alle pareti e affreschi originali sul soffitto, lampadari di vetro di Murano, con qualche pennellata di contemporaneità data dalle comode poltroncine di design della Calligaris e, specie al piano terra, da tele dell’artista trevigiano Rijo, con i suoi divertenti e colorati animali. L’ampio parco esterno in estate è il naturale prolungamento del ristorante, con vari spazi che possono essere adibiti a eventi privati, e dispone anche di un grande giardino d’inverno con riscaldamento a pavimento, luminoso e ideale per feste in tutte le stagioni. Una vera oasi nell’arte e nella natura a donare un momento di benessere, deliziati dall’originalissima cucina di chef Alessandro Rossi.

Classe 1991, Alessandro Rossi è uno chef che, nonostante la giovane età, può già vantare una carriera di successo. Dopo gli studi all’alberghiero di Chianciano Terme (Siena), compie importanti esperienze professionali a Firenze con Filippo Germasi, con Dal Degan, e con Stefano Ciavatti di Da Fino. All’inizio del 2015 torna a Firenze, alla Leggenda dei Frati, come socio di Filippo Saporito prima a San Giovanni d’Asso e poi nella prestigiosa location di Villa Bardini, nel centro di Firenze. Un anno e mezzo fondamentale per la crescita di Alessandro che assimila e si affranca dalla lezione dei suoi maestri costruendo un percorso proprio improntato sulla tradizione, con influenze classiche e forti venature creative, concentrato sulla ricerca di forme e consistenze e materie prime eccelse. Con l’arrivo della prima stella Michelin, a novembre 2016, lo chef si sposta a Pienza per aiutare l’amico ristoratore Maurizio Abbate a dare nuova verve al suo ristorante la Terrazza del Chiostro, con un indirizzo più gourmet, in una cittadina forse ancora poco ricettiva nei confronti di una cucina più alta visti i flussi turistici che ogni anno convogliano milioni di visitatori da tutto il mondo, attratti più dall’arte che da una ristorazione di qualità. Il nuovo progetto di Villa Selvatico inizia a svilupparsi già dalla tarda primavera del 2017, e dopo mesi d’intenso studio e ricerca, il 5 dicembre finalmente il ristorante apre le porte a tutti con una proposta culinaria davvero originale, sia a pranzo che a cena. Punto fermo di Alessandro è la sua brigata, sei ragazzi con cui lavora da tempo e che negli anni si è venuta saldando sempre più affiatata e coesa, anche grazie alla preziosa collaborazione con il sous chef Luca Grimaldi, a fianco dello chef dai tempi della Leggenda ei Frati, che vanta un fittissimo curriculum di esperienze anche all’estero, nord Europa e Stati Uniti in primis. Il menu approntato, che coniuga territorio e debordante fantasia, scevra dalle mode, parte da una base toscana che è insita nel dna dello chef, ma che si muove in terra veneta con disinvoltura e curiosità nell’esplorarne tradizioni e materie prime del ricco territorio veneto. Oltre alla Carta, chef Rossi ha approntato tre menu degustazione, uno da cinque portate a 60 euro, uno da sette portate a 75 euro, e il nove portate a 100 euro, tutti con la possibilità di un abbinamento vini ad hoc. L’inizio pasto è un biglietto di presentazione dello chef, che saluta la Toscana con una serie di appetizer tra cui il finto pomodorino ripieno di pappa al pomodoro, un wafer di arachidi con crema di rapa bianca, rapa rossa, kiwi fermentato e polvere di levistico, una spuma di pecorino di Pienza, arancia, lamponi ed erbe spontanee, una cialda di rapa rossa con ravanello marinato e pecorino di Pienza in crema. E c’è ancora tanta Toscana nel cestino del pane, con la lievitazione naturale nei panini al latte, nei grissini, panini all’olio, pane integrale e una focaccia ai sette cereali che arrivano accompagnati all’olio Ceccatelli biologico di Greve in Chianti e lardo di Colonnata lavorato a salsiccia da spalmare.

AD ALESSIO LONGHINI IL PREMIO “ADAMO DIGIUNO”

 

Il giovane cuoco asiaghese, neo stellato, ha ricevuto la prima edizione del riconoscimento istituito dal ristorante “Perché” il 7 febbraio a Roncade (Treviso).
“Il futuro è dei cuochi” e il locale ha deciso di premiare il più promettente fra le nuove leve: Alessio Longhini. Infatti da quest’anno è stellato Michelin con il ristorante Stube Gourmet dell’Hotel Europa di Asiago (premiato dalla stessa “guida rossa” come cuoco emergente dell’anno) e ha ricevuto nel locale trevigiano il premio “Adamo Digiuno”, prima edizione. La manifestazione è organizzata dal “Perché” in collaborazione con la guida “Venezie a tavola” edita da Venezie Post. Il nome “Adamo Digiuno” si ispira alla celebre frase di Brillat Savarin: “La cucina è l’arte più antica perché Adamo è nato digiuno”.
Dopo il grande successo dell’evento dedicato all’Armenia con la scrittrice Antonia Arslan (svoltosi il 27 gennaio con protagonista anche il giornalista -viaggiatore Renato Malaman) e la cena tipica armena presentata da Anna Maria Pellegrino, il “Perché” ha proposto un altro evento culturale, focalizzato in questo caso soprattutto sulla cucina.
Alessio Longhini, rivelazione dell’anno per le guide nazionali, è stato in realtà “scoperto” quattro anni fa dalla guida “Venezie a tavola”, da cui ottenne il riconoscimento di miglior cuoco emergente del Triveneto.
Al “Perché” Longhini riceverà il premio, realizzato con la consueta leggerezza e un pizzico di ironia dall’artista leccese Valentina D’Andrea, per il suo talento: esempio di cuoco che ha struttura, sguardo aperto sull’orizzonte e profondità di ricerca. Dopo la consegna preparerà con Luca Boldrin, cuoco del “Perché”, una cena a “quattro mani” per i presenti.