BOX CAFFÈ A PADOVA: LA CUCINA GIOVANE CHE AMA I CLASSICI

Un’idea di cucina semplice con alla base grande materia che ripropone i classici della tradizione italiana. È questa l’idea di cucina di Marco Benetezzo, una solida formazione alle spalle con esperienze in diversi ristoranti stellati della penisola, mente e artefice del terzetto di locali simbolo della giovane ristorazione padovana: Box Caffè in Prato, Box Pizza e Box Caffè in Galleria. Tre realtà diverse, ma che hanno come unico obiettivo quello di proporsi come locali dove trovare cibo di qualità, sano e goloso, e dove bere bene, in un ambiente elegante e con uno stile ricercato, ma informale.

Box Caffè, sorto dove negli anni venti c’era un’autorimessa per auto, si trova a Prato della Valle nel cuore di Padova, in una delle piazze più belle d’Italia. È il primo dei tre locali a essere stato aperto, un bistrot dall’arredo semplice ma al contempo originale, con pareti in mattoni, bancone di legno e luci soffuse. In poco tempo si è affermato come luogo di riferimento per chi ama la buona cucina e apprezza la spontaneità di questa formula. “Quando abbiamo aperto questo primo locale – dichiara Marco Benetazzo – volevamo proporre qualcosa di diverso dal solito locale per giovani. Volevamo che al centro della nostra cucina ci fossero i grandi classici della gastronomia italiana, anzi dell’alta cucina. Il mio modello e riferimento in questo è stato sicuramente Da Vittorio a Brusaporto: una cucina semplice ma perfetta, realizzata con grandi materie”.

Nel menu di Box Caffè si trovano i piatti della cucina tradizionale della Penisola reinventati mantenendo l’equilibrio tra semplicità e ricerca dal giovane chef Riccardo Maffini, un passato alle Calandre oltre che al Gabbani di Lugano, con materie prime d’eccellenza e un’esecuzione ai massimi livelli. La Carbonara-Box, la Tartare di manzo, l’Hamburger gourmet con carne piemontese, il Tiramisù preparato con caffè espresso. E poi lo gnocco fritto servito con crudo e burrata, l’Orecchio di elefante o i freschissimi crudi di pesce. Questi alcuni esempi dei piatti realizzati dalla cucina.

La cantina conta oltre 500 etichette selezionate da Marco, spesso introvabili, con predilezione per la Francia, Champagne e Borgogna soprattutto, ma anche un’ampia scelta di vini naturali. Sempre varia la proposta al calice, con etichette che sorprendono ma che garantiscono sempre il miglior rapporto qualità-prezzo.

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TARTUFATA JAZZ ALLA MONTECCHIA – MUFFIN ALL’OLIO TARGATI ALAJMO

Heloisa Lourenco in concerto

Heloisa Lourenco in concerto

Siccome la famiglia Alajmo non stai mai ferma, soprattutto lo chef Massimiliano, conviene qui dire cosa succede in questi giorni alla Montecchia e al Calandrino. Nel ristorante del Golf Club di Selvazzano, infatti, venerdì 15 novembre cena e musica in collaborazione con Padova Jazz Festival per un evento che è stato battezzato Tartufata con jazz. Perché, mentre i presenti ascolteranno la bella voce di Heloisa Lourenco (Luma) e i ritmi brasiliani di Jacopo Jacopetti, dalla cucina usciranno i piatti creati per l’occasione da Massimiliano Alajmo accompagnati dai vini scelti da Mauro Meneghetti. Questo il menu della serata. In salotto: Radicchio di Treviso fritto con salsa di semi e miele piccante; Pizza vegetariana al vapore; Saor di gallina padovana; Tagliatelle di lingua salmistrata; Battuta di manzo tartufata, servita sulla corteccia. A tavola: Brodo “oro”, abbinato a Vitoska 2001 Zidarich come l’Uovo affogato con crema di spinaci, fonduta di parmigiano e tartufo bianco; Ravioli di Castelmagno, zucca e tartufo bianco abbinati al Pinot Nero “sel. Alajmo” 2007 in magnum Sutor come il Carrè d’agnello in crosta morbida d’erbe tartufata con cipolline borretane all’aceto balsamico e cavolfiori al curry; Sorbetto di melograno, mela e Alchermes; Panettone con cioccolato e marasche abbinato al Nero Musquè 2009 Zanovello. Il costo della cena è di 85 euro a persona, mentre il costo per i possessori Alajmo Card è di 75 euro a persona. Info e prenotazioni: 049.8055323 – montecchia@alajmo.it.

Il muffin all'olio di Alajmo

Il muffin all’olio di Alajmo

E per i patiti della colazione del mattino (ma per i golosi ogni momento è quello buono) ecco che la brigata di pasticceri delle Calandre guidata da Massimiliano ha sfornato una vera leccornia: il muffin all’olio e crema cotta al latte di riso. Che già da giovedì 14 novembre è disponibile sulle vetrine e sui tavoli del Calandrino. Il muffin in questione è preparato con la pasta brioche all’olio extra vergine di oliva, crema pasticcera al latte di riso, albicocca e zenzero canditi. Questa ultima delizia si aggiunge alla linea all’olio di cui al momento fanno parte le brioches con farina di riso nero con crema al latte di riso, alla vaniglia, al mandarino, alla nocciola e al pistacchio; il ferro di cavallo di farina integrale e marmellata di albicocche o allo zafferano con marmellata di albicocche e polvere di liquirizia; le sfoglie crema al latte di riso, mele e cannella o crema al latte di riso e cioccolato o marmellata di albicocche; il muffin al cioccolato. Info e prenotazioni: 049.630303 o calandrino@alajmo.it.

TEO MUSSO E LE BIRRE BALADIN PROTAGONISTI ALLA MONTECCHIA

Teo Musso con una delle sue birre

Teo Musso con una delle sue birre

Non si ferma mai l’attività degli Alajmo che sia Calandre, Quadri o Montecchia le novità ci sono sempre. Ed ecco che al ristorante, precisamente all’abc Montecchia di Selvazzano Dentro ci sarà una cena speciale con degustazione delle birre Baladin. E a guidare la degustazione ci sarà proprio Teo Musso, paròn e inventore delle Baladin, uno dei grandi pionieri della birra artigianale in Italia. Birrra artigianale, aggiungiamo noi, che sta facendosi largo sempre di più nelle cantine e nelle tavole di ristoranti, con tanto di abbinamenti fra “bionde” e cibo, anche perché i nostri mastri birrai se la stanno cavando egregiamente e alcuni di essi non sfigurano al confronto con i più paludati maestri belgi, o inglesi, o tedeschi e via discorrendo. Comunque sia la sera di giovedì 3 ottobre alla Montecchia si inizia in piedi (ore 20.30) con le bibite Baladin ovvero Cola, Cedrata e Ginger, la Isaac (birra bianca 5%) e Nazionale (birra bionda luppolata 6,5%) gustando alette di pollo caramellate, pizza romana, olive ripiene e fritte. Seguiranno a tavola: zuppa padovana (passata di fagioli con ristretto di carne e orzo) abbinata alla birra Wayan (leggermente torbida 5,8%); risotto con le secoe al curry (Nora, ambrata 6,8)%; costine di maiale in concia di pomodoro con insalatina di rucola (Super Bitter, ambrata e luppolata 8%); torta Leon con gelato alla vaniglia (Leon, scura 9%). Caffè. Il costo a persona è stato fissato in 50 euro. Per prenotare: 049.8055323. Ricordiamo che alle Calandre si sta ripetendo l’iniziativa 40 is the new 30, dedicata a chi non ha ancora compiuto 41 anni. Fino alla fine del 2013, infatti, le Calandre offrono un menu degustazione (Grandi Classici o In.gredienti) a uno dei due ospiti under 40 che prenotano un  tavolo alle Calandre tramite il sito internet del locale. I tavoli a disposizione sono due a pranzo e due a cena ogni giorno dal martedì al venerdì.

BLOODY MAX E VERDINI. DUE COCKTAIL AL GRAN CAFFE’ QUADRI PER LA BIENNALE

Il Bloody Max e il Verdini

Il Bloody Max e il Verdini

Da lunedì 27 maggio il Gran Caffè Quadri di piazza San Marco ha qualcosa in più. Da bere. Perché Massimiliano Alajmo, co-patròn del locale storico di Venezia e mente culinaria che inventa incessantemente piatti standosene alle Calandre di Rubano, questa volta in onore della Biennale d’Arte che apre i battenti ai primi di giugno ha creato due nuovi cocktail Bloody Max (tanto per non smentire da sè la vena autoironica e la voglia di giocare) e il Verdini. E infatti, questa volta, i nomi si divertono ad ammiccare,  a far carambola con la memoria (i sapori e i colori) perché mentre il Bloody Max riecheggia il Bloody Mary, ma senza pomodoro, il Verdini (centenario di Verdi in corso) fa il verso al Bellini, ma senza la pesca. La quale, invece, si trova nel Bloody Max con mango e vodka: un cocktail fresco, complesso, quasi masticabile con alcune note dolci date dalla frutta fresca. Il Verdini, se ha il Prosecco, ecco che, reinterpretando il Bellini, si arricchisce di mela e sedano: un cocktail estremamente rinfrescante e leggero.  Due cocktail che si affiancano al Bloody Raf, inventato da Raffaele Alajmo, l’anima del Quadri, a base di solo pomodoro fresco, olio extravergine di oliva e vodka Grey Goose.