SE IL RISO AFFRATELLA I POPOLI: SLOW FOOD ALLA SCUOLA UGO FOSCOLO

di Galdino Zarar_40160d2158

Da 22 anni Slow Food Riviera del Brenta collabora con direzione didattica, insegnanti e genitori, della Scuola primaria Ugo Foscolo di Mira, all’educazione e alla cultura del cibo. Qui ha preso forma nel 2005 il primo “Orto in condotta” del Veneto, un progetto ideato da Slow Food Internazionale sin dal 1995, che oggi conta in Italia 450 orti. L’idea dell’orto in condotta parte dal fatto che i bambini devono essere considerati nel ruolo di piccoli consumatori. Avvicinarli alla terra facendo loro coltivare dei frutti e delle verdure è un modo per educarli alla varietà, alla stagionalità, ai metodi di coltivazione biologica e biodinamica, al rispetto della natura e di tutte le creature viventi, ad incuriosirsi per ciò che è diverso e ad assaggiare ciò che loro stessi coltivano. Uno strumento per far diventare il piccolo consumatore un coproduttore, cioè un cittadino consapevole che le sue scelte d’acquisto hanno ripercussioni sul mondo che lo circonda, in primo luogo tra gli agricoltori e gli allevatori. L’orto scolastico alla Ugo Foscolo è stato il motore propulsore per avviare con gli alunni un percorso di conoscenza della terra, delle sementi, della coltivazione e raccolta di frutta e verdura anche attraverso un processo di incontri didattici, degustazioni e laboratori. Ma l’humus di questa scuola sono gli insegnanti: uno zoccolo duro che ha sempre creduto nell’iniziativa e che nel tempo ha seminato inszegnamento anche ai più giovani. Importante, comunque, e strategico è l’apporto di genitori e nonni che si dedicano alla preparazione del terreno e a quanto necessario per mantenere l’orto efficiente. L’ultimo progetto realizzato nella prima settimana di maggio ha riguardato l’integrazione tra i Popoli attraverso un cereale: il riso. L’idea è stata quella di sostenere che la scuola deve incoraggiare la nascita di attività di integrazione culturale attraverso la valorizzazione alimentare delle varie cucine etniche. Dopo il mais, il riso è il cereale più coltivato al mondo, la sua coltivazione inizia ca. 15.000 anni fa nelle pendici dell’Himalaya e dall’Asia si diffonde in tutto il mondo fino a diventare l’alimento consumato da metà della popolazione mondiale. Si contano circa 140.000 specie diverse di riso, le antiche scritture Veda indiane ne citano più di mezzo milione. La storia del riso si intreccia con racconti e ricettari che provengono da diversi Paesi del mondo. Il riso rappresenta un’incredibile fonte di biodiversità e ricchezza naturale per il pianeta ed è oggi a rischio per l’imporsi di monoculture e varietà transgeniche selezionate, brevettate e immesse sul mercato dalle grandi multinazionali. E’ proprio attraverso il riso che abbiamo individuato un percorso per l’integrazione culturale tra i popoli. Un lavoro di gruppo tra Slow Food Condotta Riviera del Brenta, gli insegnanti e i genitori delle classi 2 – 3^ – 4^ (ca. 200 alunni) che attraverso alcune riunioni hanno organizzato laboratori in 9 classi. Alcuni insegnanti avevano precedentemente preparato questi laboratori con approfondite ricerche ed elaborati. In ogni incontro in classe si è parlato della storia del riso, della sua coltivazione e delle fasi necessarie per essere destinato al consumo. Si sono confrontate alcune specie di riso di alcuni paesi e si è discusso sull’utilizzo al consumo sulle nostre tavole. In ogni classe si è scelto un genitore, di un Paese diverso, che ha presentato una ricetta a base di riso legata alla tradizione del proprio paese. Tali ricette sono state eseguite a scuola dai genitori stessi, commentate e degustate dagli alunni. I genitori hanno altresì raccontato l’uso del riso, altre ricette, storia ed aneddoti riferiti alla loro provenienza. I paesi interessati sono stati: Italia, Romania, Albania, Kosovo, Moldavia, Messico, Equador, Cina e Senegal. Notevole l’interesse riscontrato tra i bambini, grande la curiosità suscitata per assistere all’esecuzione di un piatto, ma ancor più poterlo degustare e capire che attraverso il cibo si creano condizioni di fratellanza. I genitori si sono messi d’impegno nella presentazione delle ricette e nella realizzazione delle stesse con grande soddisfazione per aver avuto questa opportunità e e la legittimazione nel mondo scolastico.

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