A GIOVANNI EDERLE LA COMMENDED MEDAL AL DWWA PER L’AMARONE 2009

Giovanni Ederle premiato al Vinitaly

Giovanni Ederle premiato al Vinitaly

Il 24 Giugno 2014 si è tenuta al Blue Fin Building di Londra la proclamazione delle aziende vincitrici nella competizione mondiale 2014 Decanter World Wine Awards (DWWA). E’ in questa occasione che il viticoltore veronese Giovanni Ederle ha ricevuto la Commended Medal per il suo Amarone della Valpolicella DOP 2009. Ottenuto da uve Corvina, Corvinone, Rondinella e Croatina coltivate in collina e allevate a Guyot, l’Amarone della Valpolicella 2009 DOP è considerato la punta di diamante della produzione della Cantina Giovanni Ederle. La competizione Decanter World Wine Awards (DWWA) è la più estesa ed influente a livello mondiale, con vini provenienti da 46 Paesi diversi che in questo 2014 ha visto la partecipazione di oltre 15.000 etichette. Una giuria composta da 200 esperti, tra i quali produttori vinicoli, sommeliers, scrittori del settore ed importatori, dopo aver eseguito una degustazione bendata dei vini in gara, ha decretato i vincitori delle medaglie Decanter. Si aggiunge al bagaglio di riconoscimenti ricevuti per “Amarone 2009 Giovanni Ederle” il premio “Verona Wine Top” conferito al giovane ed emergente viticoltore durante la cerimonia di premiazione tenutasi il 25 giugno 2014 a Villa Arvedi di Grezzana (Verona). Il Concorso, riservato ai vini eccellenza della provincia di Verona a denominazione di origine controllata e a denominazione di origine controllata e garantita, ha lo scopo di valorizzare tali vini favorendo la conoscenza delle singole denominazioni, nonché di sensibilizzare ed orientare il consumatore nella scelta dei migliori vini Doc e Docg veronesi. E’ in questo contesto che l’Amarone della Valpolicella 2009 della Cantina Giovanni Ederle Viticoltore in San Mattia ha ricevuto il premio. Una giuria suddivisa in quattro commissioni, ognuna delle quali formata da un giornalista e sei enologi, ha valutato in due giorni di lavoro 288 campioni presentati da 96 imprese veronesi, dei quali solo 114 vini possono fregiarsi della menzione “Verona Wine Top 2014”. Due importanti riconoscimenti per la prima annata di Amarone prodotta dalla giovane Azienda Veronese, che già in occasione di Vinitaly 2014 ha ricevuto il Diploma di Gran Menzione assegnato dal 21° Concorso Enologico Internazionale.

 

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AL MARCUS 2010 LA MEDAGLIA D’ARGENTO AL DECANTER WORLD WINE AWARDS

vino_marcus_2010E’ un grande risultato per l’azienda del professor Marco Sambin che ha iniziato dal 2002 a fare una viticoltura curata nei minimi particolari a Valnogaredo nel cuore dei Colli Euganei con la collaborazione dell’agronomo Guido Busatto. Un’azienda dove si producono vini rossi ai quali nè in suolo nè in cantina vengono appplicati interventi chimici, insomma una vera azienda biodinamica. Il Marcus 2010, un blend di Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon e piccola percentuale di Sirah, già premiato dalle guide come per Slowine “Grande Vino” e Veronelli, “Vino Eccellente” ha superato una competizione “molto selettiva quest’anno”, dalle parole degli stessi organizzatori, è si è aggiudicato la Medaglia d’Argento al Decanter World Wine Awards che si svolge in Gran Bretagna. Nel Dwwa non vengono assegnati punteggi ma medaglie: la medaglia d’Argento equivale a 90-94/100. Quest’anno Decanter ha ricevuto un totale di 2609 vini italiani, su un totale di oltre 15000 vini ricevuti da tutto il mondo, con un risultato finale per l’Italia di: 24 medaglie d’Oro , 288 medaglie d’Argento e 746 medaglie di Bronzo. “E’ una grande soddisfazione – afferma Marco Sambin – per tutta la “squadra” che cura il Marcus essere giunti a risultati così significativi a livello non solo nazionale ma anche internazionale …. questi del Marcus teniamoli d’occhio, chissà quali piacevoli sorprese ci riservano”.

A MOGLIANO VENETO DUE GIORNI DI GRANDI VINI ITALIANI

italwinesDue giorni, domenica 29 e lunedì 30 giugno, all’insegna di grandi vini con Italwines Expo Festival nell’Aranciera di villa Zoppolato-Trevisanato a Mogliano Veneto (TV).  Degustazione  dei migliori vini di prestigiose cantine selezionate e di Alto Branding, il tutto accompagnato da una vista regale di alberi secolari e piante aromatiche. Ad accompagnare il tasting wines sci sarà anche il concorso culinario Junior Italwines Talent con la partecipazione di stagisti, che si confronteranno nella creazione del miglior piatto. Ampio spazio giochi (sorvegliato) con gonfiabili dedicato ai bambini. Degustazione con AIS (associazione Italiana Sommelier) che inviterà a far parte del mondo della degustazione spiegando tutti i segreti del tasting wine professionale. Ospite d’Onore patron dell’evento Tinto (Nicola Prudente) noto conduttore del programma cult di Rai Radio2 dedicato al mondo dell’agricoltura e dell’enogastronomia “Decanter”. In occasione dell’evento presenterà il libro: “Sommelier ma non troppo” è l’ultima opera di Fede e Tinto, una guida con percorso interattivo per conoscere o riconoscere il vino anche in 7 giorni, e che ci invita a bere senza dogmi e senza complessi. Questo il programma in dettaglio. Domenica 29: ore 10,30 Apertura Evento; ore 11 Inaugurazione evento con le autorità. Buffet;  ore 11,30 Presentazione dei Buyer internazionali che annuncerrano il via al lungo percorso della degustazione nell’ampio parco dell’Aranciera. ore 11,45 Presentazione a “sorpresa” di un personaggio famoso, legato al mondo del vino. ore 13 Introduzione alla programmazione pomeridiana. ore 15  Degustazione con AIS;  ore 16 Introduzione al concorso Junior Italwines Talent con la partecipazione di due stagisti che abbineranno i menù creati dai loro ai migliori vini. Assaggio dei piatti con la Giuria nell’Aranciera. Con le loro valutazioni lanceranno nel mondo della ristorazione un’aspirante chef. ore 19 Premiazione del miglior Junior Italwines Talent. ore 19,30 Conclusione dell’evento. Lunedì 30: dalle 10,30 alle 17  spazio riservato ai professionisti di settore, incontri con i buyesr internazionali. Info:  http://www.e20lestradedelgusto.it.

 

MARCO ALDEGHERI NUOVO PRESIDENTE DELL’AIS VENETO

Marco Aldegheri fra Roberta Moresco (a sinistra), delegato Ais di Vicenza e Maria Vittoria Maculan

Marco Aldegheri fra Roberta Moresco (a sinistra), delegato Ais di Vicenza e Maria Vittoria Maculan

È Marco Aldegheri il nuovo presidente di AIS Veneto per il quadriennio 2014 – 2018. Un risultato decretato dopo lo spoglio elettorale del 23 giugno, data dell’election day in cui tutti i soci AIS d’Italia sono stati chiamati alle urne per il rinnovo degli organi sociali nazionali e regionali. Con quasi il 60% dei voti, Aldegheri ha conquistato la presidenza dell’associazione veneta, nel segno della continuità. “Ricevo il testimone da Eddy Furlan” commenta Aldegheri “che ha guidato l’associazione fino a lunedì scorso. La mia presidenza segue però il solco già tracciato, per questo Eddy Furlan resterà ai vertici dell’associazione come mio vicepresidente”. “L’elezione di Marco ha un significato preciso per tutti i soci” prosegue il past-president Eddy Furlan “perché il suo programma è basato anzitutto sulla trasparenza e sulla collaborazione, due aspetti fondamentali della nostra attività. Ci aspetta un quadriennio di cambiamenti profondi, di cui abbiamo già intravisto alcuni segnali importanti, come l’elevatissima partecipazione in questa tornata elettorale, segno che negli ultimi tempi abbiamo seminato bene e che i soci hanno compreso il vero valore di AIS Veneto, fatto di collaborazione attiva. Marco è stato molto bravo a scegliere, prima del voto, alcune figure chiave nelle diverse delegazioni, persone giovani che sapranno proseguire il lavoro che abbiamo intrapreso in quest’ultimo anno”. Moltissimi infatti sono stati gli elettori della regione Veneto che ha segnato il record nazionale di presenze alle urne con 777 votanti. Quasi il doppio della Lombardia, un numero altissimo che ha costretto la commissione a proseguire lo scrutinio fino alle 4.45 del mattino del 24 giugno. “È questo un segnale chiaro e forte che viene dalla nostra base” continua Aldegheri “il primo vero risultato di questa tornata elettorale che traccia la linea guida che dovremo seguire nei prossimi anni. A questo si aggiunge l’idea che il rinnovo delle cariche segni il passo nel modo di fare associazione, perché ha messo in crisi vecchie logiche di rappresentanza, mettendo alla prova la nostra maturità di soci. Ha infine vinto il confronto, a volte acceso, a volte un po’ sguaiato, ma pur sempre un confronto, che in AIS non conoscevamo. Una boccata di ossigeno da cui ripartire, con l’aiuto di tutti quelli che vogliono guardare avanti”. Ora il primo passo della nuova dirigenza sarà nominare i delegati provinciali, vero braccio operativo dell’associazione sul territorio, cui seguirà l’attuazione del programma di lavoro, a cominciare dalla stabilizzazione di bilancio e dal piano di comunicazione, punti cardine del nuovo progetto AIS Veneto. Marco Aldegheri: Classe 1966, nato a Verona, città dove tutt’ora vive, dal 1987 è funzionario tecnico presso il Dipartimento di Patologia dell’Università di Verona. Sposato con Chiara, ha un figlio, Mattia. Sommelier dal 1994 e Relatore dal 2002, ha coordinato dal 2003 al 2011 l’attività redazionale della Delegazione di AIS Verona. A gennaio 2012 è diventato Delegato per Verona. Tra le esperienze più significative annovera la presenza in Consiglio Nazionale ed in Giunta Esecutiva Nazionale dal 2006 al 2010 e la Vice Presidenza di AIS Veneto dal 2013 ad oggi.

SORSI D’AUTORE: FRA GRANDI VINI E BELLE VILLE

Sorsi d'Autore

Sorsi d’Autore

Quindicesima edizione di «Sorsi d’autore» con sei appuntamenti in altrettante Ville Venete a partire da domenica 29 giugno a venerdì 25 luglio. La rassegna si rinnova come un appuntamento di promozione dell’eccellenza vitivinicola e agroalimentare, oltre che turistica, storica e paesaggistica del territorio. Tra gli ospiti ci saranno il fotografo Oliviero Toscani, l’attore Neri Marcorè, il giornalista Vittorio Feltri, il critico d’arte Philippe Daverio, il conduttore televisivo Red Ronnie e il comico Dario Vergassola. Quest’anno ci saranno delle degustazioni pomeridiane, (con inizio alle 18.30) con i sommelier dell’Ais Veneto (solo su prenotazione). Resteranno confermate le visite guidate alle ville (ancora su prenotazione) e gli incontri serali gratuiti, dalle 21, con gli ospiti. Si partirà domenica 29 giugno a Villa dei Cedri a Valdobbiadene (Treviso), dove alle 18.30 si terrà una degustazione guidata. Così in tavola ci saranno le due selezioni dell’azienda vitivinicola Il Colle di San Pietro di Feletto (Treviso): Millesimato 2013 Il Colle – Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e lo Spumante Brut Colle Baio, Prosecco Superiore Spumante Brut – vino biologico. Alle 21, ci sarà un incontro e una degustazione, dove interverrà Oliviero Toscani. Si potranno assaggiare l’Amarone classico Docg 2010 Brigaldara, Amarone Case Vecie Begali, Valpolicella Classico Superiore Ripasso 2012. Per informazioni, chiamare lo 045-8001471 oppure inviare una e-mail all’indirizzo info@sorsidautore.it. Venerdì 4 luglio ci si sposterà a Villa Venier di Mira (Venezia). Alle 18.30, si comincerà con due prodotti dell’azienda agricola Scriani di Fumane (Verona): il Valpolicella Classico e il Superiore 2011. Alle 19.30, visita guidata alla villa (telefono 0415-240119). Si proseguirà alle 21 e arriverà Neri Marcorè. Si potrà assaggiare il Costasera, Amore della Valpolicella, e il Classico Docg 2010 Masi, Amarone della Valpolicella riserva 2008 Musella. Otto giorni dopo, il 12 luglio, si andrà a Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Padova) con ospite Vittorio Feltri. La degustazione iniziale porterà in tavola due selezioni proposte dal Consorzio tutela dei vini Lessini Durello Doc: Cantina di Soave Lessini Durello Doc Spumante Cchia e Sandro de Bruno, Lessini Durello Doc Spumante Brut Terre di Terrossa. Alle 21, la seconda parte in collaborazione con Amarone Families Allegrini; dapprima il Sant’Urbano Valpolicella Doc Classico Superiore 2011 di Speri e Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella Doc Classico 2008. Info 045-8001471 o info@sorsidautore.it. Gli altri appuntamenti in calendario saranno venerdì 18 luglio a Villa Cordellina di Montecchio Maggiore (Vicenza) con Philippe Daverio, domenica 20 luglio a Villa Badoer a Fratta Polesine (Rovigo) con Red Ronnie e, infine, venerdì 25 luglio in Villa Allegrini a Verona con Dario Vergassola.

IL PREMIO COLLIO FESTEGGIA I 50 ANNI

Anita Kravos, madrina del Premio Collio 2014

Anita Kravos, madrina del Premio Collio 2014

Tornerà sabato 28 giugno  a Villa Attems Cernozza de Postcastro a Lucinico (GO) il Premio Collio, l’appuntamento più importante per la promozione dell’intero territorio del Collio. Sarà in quella data, infatti che, a partire dalle 17.30, si terrà la cerimonia di consegna del Premio Collio 2014. Un evento che per l’edizione 2014 presenterà alcune importanti novità, come l’istituzione di un premio in denaro che verrà assegnato ad un giornalista emergente ed un vero e proprio talk show, condotto dal “Gastronauta” Davide Paolini e presentato dall’attrice Anita Kravos, che analizzerà il presente del Collio, le sue potenzialità sul mercato nazionale ed estero e quali passi si dovranno compiere per affrontare il futuro della denominazione. Il talk show ripercorrerà le tappe fondamentali di questi cinquant’anni, con interventi dalla platea sul passato, il presente ed il futuro del Collio. Accanto a questi contributi ci saranno inoltre gli interventi sul palco di alcuni testimonial del futuro come Marco Simonit, fondatore della scuola di Preparatori d’Uva, nuova disciplina che recupera un antico rapporto con il vigneto, all’insegna della sostenibilità. Parlerà poi l’enologo Gianni Menotti ed alcuni rappresentanti della stampa come la giornalista francese Delphine Veissere, già vincitrice del Premio. Un premio ed un territorio che richiamano sempre più l’interesse internazionale. Un elemento confermato dalla presenza di 11 giornalisti stranieri provenienti da Paesi come il Giappone, gli Stati Uniti, la Cina, l’Inghilterra, la Russia, la Svizzera, la Danimarca, la Lettonia e la Polonia, che, per tre giorni, conosceranno il Collio con degustazioni, visite al territorio ed esperienze gastronomiche. “Quando si parla di Collio si parla dell’eccellenza della produzione enologica italiana – afferma il presidente del Collio Robert Princic – ma dobbiamo comunque fermarci. Oggi il mercato è globalizzato, competitivo, difficile. Dobbiamo essere forti in casa, ma guardare anche al mondo. Il premio Collio è solo la prima iniziativa di un nuovo programma di promozione internazionale, che richiederà l’impegno di tutti i soci e una sinergia sempre più forte con tutte le aziende per sostenere il marchio Collio.” Il premio è nato nel 2003 con l’obiettivo di onorare la memoria del conte Attems-Petzenstein, fondatore e primo presidente del Consorzio di tutela dei vini del Collio. Un riconoscimento internazionale, organizzato dal Consorzio Tutela Vini Collio in collaborazione con la facoltà di agraria dell’Università degli studi di Udine, il Mib School of management di Trieste e l’Arga Friuli Venezia Giulia. Il Premio si propone di rendere il Collio un modello nazionale ed internazionale, oltre a promuovere la cultura del vino incoraggiando il lavoro dei giovani giornalisti. Valori ispirati proprio dal conte Attems che, esattamente 50 anni fa, grazie al suo carisma e alla spiccata lungimiranza, è stato un elemento unificatore e di forte identificazione territoriale. Il suo grande merito è infatti quello di essere riuscito a motivare ed aggregare i proprietari di piccole e grandi aziende della zona, sia di lingua slovena che italiana, sia imbottigliatori che venditori. Cinquanta candeline che segnano dunque per il Consorzio Tutela Vini DOC Collio un importante traguardo, essendo uno dei consorzi più antichi d’Europa (la prima costituzione di un’associazione enologica del Collio risale al 1872), il terzo in Italia ed il primo in Friuli Venezia Giulia. Un percorso unico nel suo genere, quello del Consorzio Collio, ispirato ai valori di tradizione ma nello stesso tempo di studio, ricerca ed innovazione, come dimostrato dalle diverse vicende storiche che negli anni hanno visto l’area all’avanguardia in campo enologico. Mezzo secolo di attività che verrà festeggiato in occasione del Premio, puntando i riflettori su ciò che rende unico il Collio: identità territoriale, cultura del vino e promozione enologica a livello internazionale. La giornata di sabato 28 a Lucinico si concluderà con la premiazione dei vincitori dell’evento regionale “Friulano & Friends”.

 

 

CENA DI GALA NELLA BASILICA PALLADIANA: INCASSO PRO AIRC

La terrazza bar della Basilica Palladiana

La terrazza bar della Basilica Palladiana

Evento da non perdere quello di giovedì 26 giugno a Vicenza, non fosse altro perché unisce grande cucina a solidarietà. Infatti la Cena di gala che si terrà nella splendida fabbrica della Basilica Palladiana ha lo scopo di dev0lvere il ricavato all’Airc, ovvero all’Associazione Italiana per la ricerca sul Cancro  e non solo perché, dal punto di vista gastronomico, è la prima tappa del percorso “Teatro dell’opera: Atti di un’unica opera” organizzato dai Ristoratopri de Le Buone Tavolòe dei Berici. Questo il menu della serata:  Buffet di benvenuto assaporando il Berlucchi Franciacorta 61 Brut; Antipasto (il tatto): Barrette di saraceno con mousse ai formaggi; Mezzo grissino aperto con piccola tartare di scottona, pepe garofanato e vinaigrette di olio dei Berici e lime; Zaeto salato con tartare di trota affumicata profumata all’aneto; Cialdine di mais con purea di cannellini al basilico e quenelle di mantecato, abbinati al 36 mesi – Vino spumante Brut Rosé – Azienda Agricola Marcato; Primo (la vista): Risotto con i piselli “in verde” con ragù di capasanta accompagnato al 36 mesi – Vino spumante Brut Rosé – Azienda Agricola Marcato; Piatto di mezzo (l’olfatto):
Piccolo guanciale di pasta phillo all’Asiago d’alpeggio ed erba cipollina con salsa di mele leggermente insaporita alla cannella abbinato al Ferrata Chardonnay – Azienda Agricola Maculan; Secondo (il gusto): La teoria del maialino:
Tre bracioline di maialino (da carrè di maialino), la prima con salsa acida di mirtilli freschi, la seconda con una salsa di mele al Calvados e la terza su una vinaigrette di senape con miele di castagno da assaporare con  il Merlot “Fra I Broli” 2012 – Azienda Agricola Piovene Porto Godi; Dessert (l’udito): Sfoglia croccante con gelato allo zola naturale e composta di ciliegie al Porto. A chiudere: Recioto Spumante di Gambellara – Azienda Agricola Zonin; Shottini al caffè;
Degustazione Grappa “Vera di Clinto” De.Co. e Anno Decimo Liquore Distilleria Schiavo: Costo a persona: 90 euro. Info e prenotazioni: Segreteria Organizzativa Studio ADC N. – numero verde 800 905 127 – e-mail: info@studioadc.net – info@buonetavoledeiberici.it.

CON I CUOCHI STELLATI DEL NORDEST AL VIA LA TRILOGIA DEL GUSTO

Gli chef protagonisti il 25 giugno da Ballotta

Gli chef protagonisti il 25 giugno da Ballotta

Tutto esaurito per la cena di beneficenza del 25 giugno, che fa da apripista alla “La Trilogia del Gusto” in corte dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia. Tradizionale appuntamento con la buona tavola del Nordest organizzata dallo storico locale sui Colli Euganei che come ogni anno, da ormai sette edizioni, ospita “ A Tavola con le Stelle del Nordest” , il Gran Premio della Cucina Vergani Ballotta con il patrocino dell’Accademia Italiana della Cucina delegazione Euganea e una serata a tema che per questo 2014 vede come protagonista il pesce di Chioggia., grazie alla collaborazione della CAM, società di commercializzazione fra le più importanti nel mondo dell’ittica italiana. Tornando alla cena destinata alla raccolta fondi per uno sfortunato collega giornalista, che a seguito di un grave incidente stradale non può più esercitare come un tempo la sua opera professionale di critico ed esperto di enogastronomia, e in parte per il FAI, gli organizzatori hanno deciso che arrivati a 360 prenotazioni, pur con rammarico e vista la grande attenzione solidaristica, si bloccassero le ulteriori richieste di partecipazione.  Non che gli oltre venti cuochi, dei quali 12 stellati, non potessero far fronte a ulteriori convenuti ma proprio per garantire la loro massima espressione culinaria agli ospiti, pur in un convivio di così ampio respiro, il numero dei partecipanti è stato bloccato. Anche per non dover superare ulteriormente il previsto e programmato numero dei 350 ospiti. Che in corte dell’Antica Trattoria Ballotta troveranno un caleidoscopico carosello di cucine da campo perfettamente attrezzate per ogni chef dalle quali usciranno i piatti stellari ideati da ogni cuoco per questa grande festa della tavola d’autore e della solidarietà. Il tutto accompagnato da decine di etichette delle migliori aziende vitivinicole e di mastri birrai, squisitezze gastronomiche e selezioni di formaggi nonché finissime e dolcerie di mastri pasticceri e cioccolatieri. Non mancando, all’insegna della più tipica tradizione veneta del dopo cena, i bicchierini di grappa e di selezionati liquori digestivi per chiudere in bellezza. Per quanto riguarda la serata successiva del 26 giugno invece, come pure per quella del 27 giugno, c’è ancora qualche posticino ma anche in questi casi, così fa sapere lo staff organizzativo, ormai siamo alle ultime telefonate. Non solo perché il Gran Premio Vergani Ballotta è una serata dove è il pubblico stesso a far da giudice per premiare il piatto migliore preparato a tema, il riso, da ogni singola brigata di ogni provincia veneta, ed è noto che le giurie non devono essere troppo affollate per potersi esprimere in serenità, ma anche perché ,ancora una volta, si è voluto rispettare la proverbiale e caratteristica accoglienza che solitamente offre questo antico e storico locale in tema di confort e piacere per il convivio. Prerogativa che farà da filo conduttore anche per il terzo appuntamento del 27 giugno con la cena A Tutto Pesce dove, oltre a fantastici piatti di pesce, pescato e cucinato dalla brigata di casa Ballotta, guidata dai titolari e chef della famiglia Legnaro, Fabio e Cristina, sarà aggiunta una nota di colorata cultura teatrale con la rappresentazione di alcune fra le parti più pittoresche della celebre commedia di Carlo Goldoni, “ Le Baruffe Chiozzotte” . Un ulteriore omaggio alla città di pescatori e degli ortolani del radicchio di Chioggia IGP che, in trasferta sui Colli Euganei, nell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia, sarà degnamente rappresentata e…gustata a dovere dai commensali nella terza e ultima serata della “Trilogia del Gusto”. Sono state bloccate nella mattinata di ieri 23 giugno le prenotazioni per la cena di beneficenza che fa da apripista alla “La Trilogia del Gusto” in corte dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia.

MACCHINE E SOSTENITIBILITA’. CONVEGNO ENOVITIS A CA’ TRON

La tenuta Cattolica Agricola a Ca' Tron

La tenuta Cattolica Agricola a Ca’ Tron

«La meccanizzazione nel vigneto si sta diffondendo sempre di più, soprattutto nel segmento delle macchine irroratrici, che migliorano l’efficienza delle operazioni legate ai trattamenti fitosanitari. E manifestazioni come Enovitis in Campo sono estremamente utili per mostrare le macchine operatrici in campo e diffondere ulteriormente un approccio sostenibile nella gestione del vigneto». A dirlo è il professor Domenico Pessina, docente di Meccanica agraria e Meccanizzazione all’Università di Milano, proprio alla vigilia di Enovitis in Campo, manifestazione organizzata da Veronafiere e dall’Unione Italiana Vini, in programma il 19 e 20 giugno a Cà Tron di Roncade (Treviso), una delle più grandi aziende agricole del Triveneto, la Cattolica Agricola. Il segnale di una progressiva attenzione del mondo agricolo verso una maggiore razionalità in campo trova conferma nelle novità presentate dalle aziende premiate in occasione dell’Innovation Challenge 2014, concorso sulle innovazioni tecnologiche. «Dei sei premi assegnati – spiega Pessina – la metà sono macchine irroratrici di seconda generazione, per una più completa sostenibilità nell’utilizzo dei fitosanitari o di prodotti sostitutivi per l’area biologica, come la schiuma bollente, già peraltro utilizzata negli ambiti urbani e ora applicata per una coltura delicata come il vigneto». La diffusione della meccanizzazione agricola nel vigneto è in forte ascesa, tanto che la Confederazione degli Agromeccanici e Agricoltori Italiani (Confai) individua in circa 11mila ettari in Italia, circa il 20 per cento delle superfici vitate, quelle sulle quali le operazioni di raccolta avvengono con mezzi meccanici. Di queste, circa il 30 per cento degli interventi avviene in conto terzi da un «esercito» di circa 150 imprese con un’elevata specializzazione. «Molto superiore – calcola il coordinatore nazionale di Confai, Sandro Cappellini – è il caso dell’impianto meccanico dei vigneti, gestito dagli imprenditori agromeccanici nel 98 per cento dei casi, in qualsiasi tipologia di azienda vitivinicola». Le macchine per la gestione fitosanitaria meccanizzata all’avanguardia, auspica il professor Pessina, trovano mercato «sia fra le aziende agricole con una superficie vitata superiore ai 20 ettari, da considerare già una dimensione rilevante, visto che la media delle aziende con indirizzo vitivinicolo non arriva ai 2 ettari, sia fra gli agromeccanici, per i quali ritengo ormai inevitabile un accesso agli incentivi dei Programmi di sviluppo rurale». Calcolatrice alla mano, si parla di un settore che in termini di valore si aggira sui 120 milioni di euro. Di questo passo, si avvicina il momento in cui si vedranno in campo anche i droni. «Sono uno strumento utile per il controllo del vigneto – afferma Pessina – soprattutto in zone impervie. Credo che nel giro di 3-4 anni potrebbero avere una diffusione significativa, ma tutto dipenderà dal costo di una simile innovazione. Quanto più sarà accessibile, tanto più potranno diffondersi». La qualità, d’altronde, passa anche dalla meccanizzazione. Lo sanno bene UIV e Fieragricola, che hanno organizzato, accanto alle prove in campo, un convegno su «Prosecco Doc e Prosecco Superiore Docg: il territorio che diventa stile», in cui interverrà anche il presidente di Veronafiere, Ettore Riello. «Parleremo di un settore fondamentale e forse emblematico all’interno di questo mondo, quello del Prosecco – dichiara Riello -. Un fenomeno da 110 milioni di bottiglie esportate nel mondo, per un valore che sfiora i 300 milioni di euro, ovvero il 40 per cento dell’export di spumanti italiani». Numeri che, per il numero uno di Veronafiere, certificano non solo «l’ottima qualità del prodotto, ma anche le capacità di produttori e consorzi di mantenere un forte legame col territorio». Un territorio che guarda sempre di più alla possibilità di meccanizzare. “Abbiamo voluto dedicare al “fenomeno Prosecco” il Convegno della manifestazione poiché rappresenta una case history italiana di successo che può esporre, però, il prodotto alle contraddizioni della globalizzazione, sottolinea Domenico Zonin, Presidente di Unione Italiana Vini – Riflettere con i produttori e le istituzioni come la Regione Veneto sui punti di forza – ma anche analizzare i possibili rischi – di questa bella storia italiana rappresenta un contributo di riflessione, che riteniamo prezioso per tutto il mondo produttivo italiano.” “L’innovazione crea competitività, e questo accade come negli altri anche nel settore primario», ha affermato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato. «Voglio comunque ricordare ciò che diceva un grande produttore: il vigneto è una tavolozza di colori, ma alla fine il quadro viene dipinto dall’artista, dall’uomo. Il vino parte dalla qualità del vigneto e dell’uva, ma il successo si conquista con la fatica e il sudore delle mani”.

Enovitis alla Fiera di Verona

Enovitis alla Fiera di Verona

 

 

AL CONVITO DI CURINA UNO CHEF CHE CREA DAL TERRITORIO

Giorgio Trovato all'opera

Giorgio Trovato all’opera

Il Convito di Curina, a nove chilometri da Siena rivive nelle contaminazioni culinarie ideate dall’executive chef Giorgio Trovato, che è anche Consulting Chef e Food stylist, nonchè Presidente della Federazione Italiana Professional Personal Chef (FIPPC).  Il Convito di Curina conserva l’anima della Toscana; la cucina racchiude i sapori e la storia della tradizione culinaria di questa regione, reinterpretati attraverso le contaminazioni culturali e l’esperienza acquisita all’estero da Giorgio Trovato. Il ristorante Il Convito di Curina dell’Hotel Villa Curina Resort, splendida dimora cinquecentesca insignita nel 2014 con le due casette nella Guida Michelin, conserva, negli arredi, lo stile elegante, colorato ed easy dei tipici casali toscani. Tutto intorno l’armonia di un curato giardino all’italiana, gioiello del ‘700. Il ristorante si trova all’interno di un piccolo borgo cinquecentesco ricco di storia e di fascino, nella pace della campagna, circondato dalle dolci colline del Chianti, a nove chilometri da Siena. Con la bella stagione si può scegliere di cenare in terrazza da dove si ammira un bellissimo panorama sui colli senesi. Qui tutto parla della storia e delle tradizioni toscane; cominciando proprio dal menu concepito dall’executive chef Trovato come “un viaggio sensoriale per il commensale”. “La cucina – spiega – rappresenta l’esternalizzazione dei cinque sensi: deve essere un’esperienza che perdura nel tempo, non un attimo fugace. Cucinare piatti capaci di emozionare costituisce un atto di ringraziamento verso chi ci ha scelto dedicandoci il suo tempo”. Il Convito di Curina è stato insignito nel 2014 anche con le due forchette dalla guida Michelin che ne esalta “l’ampia scelta enologica con vini regionali e champagne di piccoli produttori”. Lo stesso chef spiega: “La nostra cantina offre un’ampia scelta di vini, con circa duecento referenze dei migliori produttori senesi e nazionali. La grande passione per lo champagne permette agli ospiti di avventurarsi in un percorso enologico di altissimo livello”. Circa 550 le etichette di vini, 200 quelle di champagne: la carta dei vini come il menu rispecchia la volontà di Trovato di esaltare le eccellenze, offrendo una selezione di prodotti italiani e del territorio toscano al fine di esaltare il made in Italy. La parola d’ordine per chef Trovato è “esaltazione”, iniziando dai prodotti di nicchia, per poi passare alla materia prima prodotta da quelli che lui stesso definisce “artigiani del gusto”, ovvero i “piccoli” produttori locali. Il menu principale è differenziato con tre proposte: “Dall’Orto della Villa” con i prodotti raccolti direttamente dall’orto coltivato dallo chef nel terreno esterno al ristorante; “Dalla terra” con piatti tipici della cucina tradizionale toscana contaminati dalle culture culinarie internazionali, “Dal mare” esaltazione dei prodotti ittici dei mari nostrani. Alcune proposte del menu (disponibile in pdf): “La ricotta tipica con crema di asparagi ed uova di quaglia”, “La gelatina di pappa al pomodoro e crema di burrata”, “Il tonno del Chianti, i cannellini e la salsa di lamponi”, “La Terrina di fegatini al calvados, la mela caramellata ed il pan brioches”, “La crema di patata ed il cous cous con julienne di calamaretti marinati e sentore di sigaro toscano”; “Pici alle briciole con acchiughe, uvetta, pomodori secchi e pinoli tostati su emulsione di Burrata”, “Bauletti all’orata con pomodorini confit, timo e polvere di capperi di Pantelleria”, “La Chianina di Curina”, “La tartarre, la tagliata su zoccolo di cipolla di Certaldo glassata al Vin Cotto e hamburger”. C’è anche un menu degustazione di 8 portate ed infine per i più golosi il ricco menu dei dessert denominato “Le coccole del Convito”. Ed ecco qui di seguito due ricette di Giorgio Trovato. La prima è la Millefoglie di croccante agli agrumi e pistacchi, mousse di ricotta al lime e lampone con perline di balsamico. Questi gli ingredienti previsti per 4 persone: 200 gr zucchero a velo, 75 gr succo arance della Piana di Sibari, 75 gr burro, 50 gr farina 00 (in alternativa per celiaci farina di riso), 100 gr pistacchio di Bronte, ricotta 100 gr, 7,5 cl di panna, 5 gr di scorza di lime, 50 gr di zucchero a velo 18 lamponi.
Procedimento:
Mescolate in una bowl lo zucchero a velo, il succo di arancio e la farina.
Lasciate a temperatura ambiente il burro e, una volta ridotto a pomata, lo aggiungete al composto con i pistacchi precedentemente tritati con il coltello.
Ponete il composto coperto in frigorifero per almeno 45 minuti. Create delle quenelle che andrete ad appoggiare su di un tappetino in silpat.
Cucinate poi in forno a 165 gradi per 8 minuti. Aspettate una ventina di secondi e poi regolate il tutto nella forma con l’aiuto di un coppa pasta.
Per la mousse di ricotta innanzitutto montate la panna e nel frattempo passate al setaccio la ricotta dopo averla lasciata a perdere liquidi per almeno 7-8 ore. Dopo aver setacciato tutto il composto, aggiungete lo zucchero a velo e la scorza di lime che andrete ad incorporare delicatamente grazie all’aiuto di una spatola.
A questo punto incorporate la panna montata ed inserite il tutto in una sac à poche (ovvero la tasca da pasticciere). Prendete il piatto da portata ed inserite uno strato di mousse di ricotta sul quale porrete poi il primo disco di croccante sul quale aggiungerete, aiutandovi sempre con la sac à poche, dei fiocchi di mousse di ricotta. A questo punto inserite almeno sei lamponi sui quali porrete un altro disco di croccante, la mousse ed i lamponi. Ripetete l’operazione in modo da aver tre strati, un ciuffo di menta, una spolverata di zucchero a velo e qualche goccia di aceto balsamico tradizionale, 12 oppure meglio ancora 25 anni, direttamente sui lamponi.
Vino in abbinamento: Malvasia delle Lipari Passito 2008 – Azienda agricola Carlo Hauner. Ed eccovele in foto queste Millefoglie74-DSC_1674edited

Giorgio Trovato spiega che ha ideato questo piatto perché “è il dessert ideale. Si tratta di un piatto delicato, ispirato alla bontà e alla delicatezza. La mediterraneità della materia prima, della ricotta, dei pistacchi e degli agrumi, si sposa con estrema naturalezza con il balsamico ed i lamponi”.
Mentre la sec0da ricetta è il: Fagottino di farina integrale e farro al ragout ristretto di anatra, crema di cannellini ai fiori di rosmarino e polvere di caffè. Questi gli ingredienti per 4 persone: 50 gr. farina di farro integrale, 150 gr. farina integrale, 50 gr. farina di riso, 2 uova, 2 tuorli, 1 coscia di anatra,50 gr. carota, 15 gr. sedano, 25 gr. scalogno, 15 gr. rigatino senese, 3 gr. pepe rosa, 2 gr. bacche di ginepro, 15 gr. erbe miste (rosmarino, salvia, timo limonato, maggiorana), 50 ml. vino bianco, 100 gr. cannellini, 4 teste di aglio,  25 gr. salvia, 2 gr. di polvere di caffè.
Procedimento:
Iniziate a pulire la coscia dell’anatra asportando la polpa che dovrà poi essere battuta con il coltello. Nel frattempo, preparate un impasto battuto a base di carote e sedano. Tagliate lo scalogno alla julienne. Sistemate tutto il composto in un tegame con olio extravergine, fate rosolare il tutto e aggiungete il rigatino tagliato alla julienne e, successivamente, la polpa d’anatra e l’osso della coscia stessa.
Dopo circa 7/8 minuti, sfumate con il vino bianco e poi lasciate cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti.
Alla fine aggiungete le bacche di ginepro e il pepe rosa schiacciato e le erbette battute direttamente al momento, aggiustando di sale quanto basta. Mettete a bollire a parte i legumi che avete tenuto precedentemente a bagno per almeno un paio di ore, ai quali aggiungeremo le foglie di salvia e l’aglio schiacciato. Miscelate la farina su di una spianatoia, preparate la fontana e incorporate le uova e i tuorli. Preparatevi alla cottura.
Tirate la sfoglia e preparate un quadrato di pasta di circa 20 centimetri per lato. Prendete un pirottino in alluminio e imburratelo. Precucinate la sfoglia per 2 minuti, poi freddatela in acqua ghiacciata, tamponate e, a questo punto, stendete la sfoglia precotta all’interno del pirottino imburrato. All’interno inserite il ragout freddato, prendete le quattro punte, le unite e arrotolate la sfoglia su se stessa. Imburrate e mettete in forno statico a 185 gradi per 13/15 minuti. Nel frattempo, controllate la cottura dei cannellini, tenetene da parte 30 pezzi e frullate i cannellini che restano e la salvia e aggiustate di sale e pepe.
Impiattamento:
Ponete al centro del piatto due cucchiai di crema di cannellini sulla quale poi andrete a collocare centralmente il fagottino all’anatra. Attorno adagiate sei cannelli su ogni cannellino un fiore di rosmarino, un filo d’olio DOP chiantigiano e della polvere di caffè facendo attenzione che vada a finire sia sul fagottino che sulla crema di cannellini.
Vino consigliato in abbinamento:  Chianti classico “Isole&Olena” 2008. Eccolo il fagottino:

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“L’idea che sta alla base di questa ricetta – spiega Giorgio Trovato – come del resto il principio sul quale fondo il mio concetto di gusto e che m’ispira in cucina è di studiare la tradizione culinaria del territorio, effettuare una ricerca sui prodotti e la materia prima di piatti della tradizione popolare reinterpretandoli in chiave contemporanea, contestualizzandoli al momento attuale ed alle nostre esperienze”. E visto che siamo in toscana non poteva mancare la chianina, ovvero la chianina secondo Trovato e, come i piatti qui sopra, non è una semplice chianina tradizionale, ovvero: la tartar, la tagliata su zoccolo di cipolle di Certaldo al Vin cotto, l’hambuger, le chips di patate ed il ketchup di barbabietola, eccola la chianina rivisitata da Trovato, anche questa chic, come il vino della casa che è champagneTre declinazioni Chianina_tartare_tagliata su zocco di cipolla glassata vin cotto e hamburger

Il ristorante de Il Convito di Curina è aperto tutti i giorni dalle 20.30 alle 23. Resta chiuso solo mercoledì sera. Non è un ambiente troppo grande perché all’interno ci sono 45 posti a sedere ai quali durante la bella stagione se ne aggiungono altri 30 all’esterno. Il ristorante di trova sulla Strada Provinciale 62 n.24 Località Curina 53019 Castelnuovo Berardenga (Siena) Tel. +39 0577 355647 / 355630 Fax +39 0577 355610 info@ilconvitodicurina.it. Ed eccovi una foto panoramica del Convito tratta dal sito.15