1° MAGGIO CON I GRANDI VINI, I RISTORANTI E I PREMI BEST OF ALPE ADRIA A CASTELBRANDO

Una veduta dell'imponente complesso di Castebrando

Una veduta dell’imponente complesso di Castebrando

Castelbrando, situato a Cison di Valmarino (TV) in uno dei “I borghi più belli d’Italia”, ospiterà il 2° grande meeting enogastronomico della macroregione dell’Alpe Adria,Best of Alpe Adria, organizzato dall’Associazione Culturale Club Magnar Ben guidata dall’enogastronomo Maurizio Potocnik, raccoglie il meglio in fatto di ristorazione, cucine, cuochi, vini e prodotti artigianali della macroregione europea composta da 4 nazioni: Italia, Austria, Slovenia e Croazia. Dalle ore 11 alle 17,30, per tutti gli appassionati basterà un semplice ticket d’ingresso di 10 euro per degustare: 12 ricette di 4 ristoranti provenienti dall’Alpe Adria (9 Castelli di Faedis UD, Ai Fiori di Trieste, Il Bastianello di Conegliano TV ed il ristorante PJ Polenteria e Vineria di Salò del Garda BS), 50 banchi d’assaggio libero di vini e prodotti alimentari di ricerca (salumi, formaggi, pane a livitazione naturale, composte, tortellini, olio, pasta etc…), 100 vini in degustazione libera provenienti esclusivamente da Franciacorta, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Slovenia, Istria, Carinzia e Stiria. Ci sarà un’area dedicata ai vini naturali che fermentano sui propri lieviti ed un corner dedicato ai produttori del Raboso Piave, trampolino di lancio per un tour che verrà realizzato nel 2015 in concomitanza del centenario della Grande Guerra. Spazio anche per i bambini che potranno realizzare assieme al maestro pasticcere Antonio Follador dei dolcetti in pasta di zucchero utilizzando la tecnica del “Cake Design”. Sarà un percorso emozionale nell’esclusivo campiello panoramico con musica jazz, antiche mura e torri di uno dei più grandi castelli d’Europa, eretto dai Brandolini e completamente ristrutturato dall’imprenditore Massimo Colomban. Alle  17,30 nel Salone Teatro Sansovino saranno consegnati da Maurizio Potocnik, Cristiana Sparvoli e Giampietro Comolli i 29 Awards Internazionali Best of Alpe Adria 2014 dedicati ai migliori chef vini, prodotti e personaggi tra i quali è atteso Franco Lunelli il patron della storica maison trentina Ferrari che riceverà il premio alla carriera. Attesi anche dall’Alta Carinzia i Trippolts del ristorante Zum Baren (miglior ristorante di terra 2014 dell’Alpe Adria). Durante la cerimonia saranno consegnati anche gli attestati ai 6 ristoratori che hanno partecipato e contribuito all’importante vittoria del libro “Il pesce Povero diventa Chic” al Gourmad Cookbook Award come miglior libro Italiano di cucina. Nel corso della manifestazione alle ore 16, (sempre nel Salone Teatro Sansovino) Cristiana Sparvoli presenterà un “talk show” con il suo ultimo libro Radicchi Stellari con la presenza di 6 dei 9 chef/ristoranti (tra premiati e stellati) che hanno partecipato al progetto editoriale. Alle 20,30 chiuderà la manifestazione la Gran Cena di Gala dedicata all’Alpe Adria. Uno speciale menù a più mani e più vini con la partecipazione del ristorante Al Bagatto (Trieste) di Roberto Marussi, ristorante che ha partecipato al successo editoriale del libro “Il pesce povero diventa chic” con 4 ricette dedicate al pesce azzurro; lo chef emergente trevigiano Davide Croce cuoco della famiglia Benetton, il famoso campione della Benetton Basket passato con successo da qualche anno ai fornelli che a breve aprirà Il ristorante “Terzo Cielo” a Treviso. Seguirà la cucina di Marco Buosi lo chef di Castelbrando- Sansovino condotto da Tonino Palazzi infaticabile regista della ristorazione trevigiana. Chiuderà la serata una speciale torta realizzata in esclusiva per la manifestazione dal pasticcere Antonio Follador di Pordenone, maestro di Cake Design, molte le sorprese per gli appassionati “wine lover” anche nella selezione dei vini. Cena di gala aperta al pubblico su prenotazione € 50. Ingresso giornaliero alle degustazioni € 10 con calice in omaggio. Info e prenotazioni: Club magnar Ben 0438 21574 – http://www.magnarben.it – Castelbrando 0438 976720 – http://www.castelbrando.it. Questi i vincitori del Best of Alpe Adria Restaurants Awards 2014. Miglior ristorante cucina creativa e di ricerca: Spinechile Resort · Tretto  (VI) · Corrado Fasolato; Il Ridotto · Venezia · Gianni Bonaccorsi. Miglior ristorante di mare: Marcandole · Salgareda (TV) · Roberta e Alessandro Rorato; Miglior ristorante di terra: Zum Baren · Bad St. Leonhard (Carinzia-Austria) · Joseph & Joseph Trippolt; Locanda San Lorenzo · Puos d’Alpago (BL) · Renzo Dal Farra. Miglior ristorante di locanda: L’Artigliere · Isola della Scala (VR) · Davide Botta; Locanda Devetak · Savogna D’Isonzo (GO) · Fam. Devetak. Miglior ristorante d’albergo: Orso Grigio · Ronzone (TN) · Renzo e Cristian Bertol. Miglior trattoria: Ai Cacciatori · Cavasso Nuovo (PN) · Danel e Angelina Corte. Miglior osteria: Da Paeto · Pianiga (VE) · Eddy Biasiolo e Tommaso Zacchello. Miglior ristorante innovativo: Officina Cucina · Brescia · Andrea Mainardi. Miglior ristorante emergente: Feva Castelfranco Veneto (TV) · Nicola Dinato. Miglior ristorante biologico: Kristof · Kranj (Slovenia) · Fam. Bolka. Miglior piatto dell’anno: Restaurant Badi · San Lorenzo · Umago (Croazia-Istria) · Nado e Mileva Badurina. Premio alla carriera 2014: Giorgio Suraci · Ristorante Al Lido · Muggia (TS); Fam. Pasquali · Ristorante Alla Borsa (VR). Best of Alpe Adria Wines Awards 2014. Premio alla carriera: Franco Lunelli, Ferrari-Lunelli (Trentino Alto Adige). Miglior Franciacorta: Franciacorta Prima Cuvée Brut di Monte Rossa (Lombardia). Miglior spumante metodo tradizionale: Rinaldi Suprême Cuvée Privée Rinaldo Rinaldi R.D. di Villa Rinaldi (Veneto). Miglior spumante metodo italiano: Vigneto Giardino Rive di Colbertaldo Dry Valdobbiadene Docg di Adami (Veneto). Miglior spumante rosè: Rosè Brut Arunda Metodo Classico di Arunda (Trentino Alto Adige). Miglior effervescenza ancestrale: Trentaseimesi Roccat (Veneto). Miglior vino autoctono 100%: Sladki Muškat di Vinakoper (Slovenia). Miglior vino bianco: Zamò Bianco di Le Vigne di Zamò (Friuli Venezia Giulia). Miglior vino rosso: Izbrani Teran di Štoka (Slovenia). Miglior vino passito: Raboso Passito di Bonotto delle Tezze (Veneto). Miglior vino emergente: Valdobbiadene Girardi Brut Grande Cuvée (Veneto). Miglior vino biologico: Zublì Garda Bianco Classico Biologico di Civielle Cantine della Valtenesi e della Lugana (Lombardia). Miglior packaging topline: Pinot Bianco di Villa Locatelli Angoris (Friuli Venezia Giulia)

 

 

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ALBANA DEI: UN WEEK END PER DARE L'”OSCAR” AL BIANCO DELL’EMILIA ROMAGNA

L'Enoteca regionale dell'Emilia Romagna nella Rocca Sforzesca a Dozza

L’Enoteca regionale dell’Emilia Romagna nella Rocca Sforzesca a Dozza

L’Albana, vitigno bianco simbolo della Romagna, sarà il protagonista indiscusso di Albana Dei, un weekend nel quale vecchi e nuovi stili si confronteranno. Saranno giudicati da un comitato di esperti e da una giuria popolare. Venerdì 2 maggio, tra le 15 e le 19, una giuria di esperti di livello internazionale si riunirà alla Rocca Sforzesca di Dozza, sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, per esaminare circa 60 Albana secchi, prodotti dalle aziende rappresentative dell’intera produzione della DOCG. Tre le categorie per cui saranno premiati, per ognuna delle quali la giuria selezionerà tre vini: Albana all’antica, per i vini prodotti con tecniche enologiche più rustiche e frutto di macerazioni spinte; Albana moderna, per i vini prodotti con tecniche e metodologie moderne, destinati ai mercati internazionali e Albana del cuore, premio speciale per i vini che hanno particolarmente colpito i giudici, pur non rientrando nelle altre due categorie. I nove vini indicati dalla giuria tecnica passeranno quindi al vaglio della giuria popolare domenica 4 maggio. Contemporaneamente sia alla Rocca di Dozza che in Piazza Carducci a Brisighella (Ravenna) dove verrà allestito un banco d’assaggio. Sarà quindi il verdetto popolare a stabilire il vino vincitore assoluto per ciascuna tipologia. L’evento è organizzato nell’ambito di “Wines from the south of Europe – Mediterranean Wines”, programma europeo per la promozione dello “Stile Mediterraneo” nel consumo di vino. Il progetto, promosso dall’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna insieme a partner greci e bulgari, punta a diffondere un consumo più consapevole del vino anche attraverso l’accrescimento culturale del consumatore e l’avvicinamento a varietà autoctone e tipiche del territorio come appunto l’Albana di Romagna. La riscoperta della vera anima del vino, come si può seguire sui profili Wine soul attivati su Facebook, Twitter e Google+.

GALDINO DICE. PER FORTUNA CHE C’E’ IL CINQUANTINO DELLA CASTELLANA

di Galdino Zara

Una pannocchia di cinquantino della Castellana

Una pannocchia di cinquantino della Castellana

Il mais, sin da quando è arrivato, ha profondamente caratterizzato la storia dei nostri territori, i nostri sistemi agrari e i nostri stili alimentari per non dire il soddisfacimento della fame.
Nel Veneto le aziende con terreni fertili e con adeguata presenza di prati e di bestiame bovino coltivavano varietà a ciclo lungo, soprattutto bianche (bianco perla) ottenendo polente ritenute più nobili dai signori, in collina e in montagna si coltivavano soprattutto varietà gialle (marano, sponcio). In pianura, in situazioni più povere, erano diffuse varietà gialle a ciclo breve che potevano essere coltivate anche dopo il frumento. Queste varietà denominate “cinquantini” o “quarantini” sono presenti in molte regioni italiane. Il ciclo produttivo è di 80/100 giorni, le cariossidi sono piccole, vetrose, rotondeggianti. La farina migliore è quella fresca, ottenuta macinando la granella in mulini a pietra. Sono queste varietà che si intende recuperare e rilanciare. Particolarmente apprezzato il cinquantino di Castelfranco e della Castellana che presenta eccellenti qualità gustative. Ed è grazie a quel “vulcano” di idee di Renato Ballan, straordinario produttore di mais bianco perla (Presidio Slow Food), che ha preso il via questo progetto.
Tramite l’Unità di Ricerca per la Maiscoltura di Bergamo si sono recuperate le sementi. Tale Unità costituita nel 1920 svolge attività di ricerca indirizzata al miglioramento genetico del mais. Tra le tante attività di ricerca è attivo un Laboratorio di conservazione del germoplasma dove sono conservate circa 4500 varietà locali italiane, europee e di altri Paesi. Da questo Laboratorio sono stati acquisiti i semi delle seguente popolazioni: VA 97 Cinquantino della Castellana e VA 131 Cinquantino locale. Queste popolazioni sono state raccolte nel 1954. Oggi in un panorama di cosciente rispetto della biodiversità può essere abbastanza normale conservare delle sementi, ma è straordinario pensare che un individuo 60 anni fa ha avuto la lungimiranza di conservare questi semi. Il progetto coinvolge oltre al “capofila” Renato Ballan e Mara Zorzi dell’Azienda agricola Haussmann-Rizzetti di Castelfranco, l’Azienda Ca’ de Memi di Ottorino Squizzato e Michela Tasca di Piombino Dese, l’Azienda agricola Spada Cristian di Guia, l’Azienda agricola Borgoluce di Collalto di Susegana e l’Azienda agricola Volta la Carta di Mariarosa Mason di Piombino Dese. Sono state altresì coinvolte le scuole che seguono il progetto degli Orti in condotta a Mogliano e Musile seguite da Michele Romano. Non poteva mancare la congiunzione con la ristorazione che sta provando e sperimentando nuove proposte di utilizzo del”cinquantino”, coinvolti i ristoranti i Mazzeri di Follina, Pironetomosca a Treville di Castelfranco, i ristoranti dell’associazione della “Buona accoglienza” di Venezia. Hanno dato il loro contributo al progetto anche la condotta Slow Food della Castellana, l’agronomo Nicola Ballan, il professor di genetica agraria dell’Università di Padova Gianni Barcaccia e non ultimo l’agriturismo che ha salvato un antico mulino “Al corno-de Mezzan Zugni Tauro” di Giorgio Moretto di Feltre. Questi sono i giusti messaggi costruttivi per il consolidamento della biodiversità nei nostri territori contro lo strapotere di quelle multinazionali che con gli OGM vorrebbero proporci un solo tipo di mais transgenico ed avere il monopolio sulle sementi. Ed è ancor più importante che i soggetti che oggi investono in questo progetto del “cinquantino” siano giovani.

VINITALY 2014: NUMERI IN CRESCITA E SI ALLARGA LA SFERA DEGLI OPERATORI

TORCHIATO

 

Vinitaly fa il pieno di visitatori. Dal 6 al 9 aprile 2014, alla Fiera di Verona, sono entrate 155 mila persone, ovvero il 6 per cento in più rispetto all’anno precedente, mentre l’incidenza degli stranieri è arrivata al 36 per cento, passando dai 53 mila del 2013 ai 56 mila dell’ultima edizione. Nella classifica troviamo prima la Germania, con gli Stati Uniti a ridosso. Bene anche Gran Bretagna, Canada, Russia, Svizzera, Asia (con Singapore, Hong Kong e Cina). Poi la Francia, al settimo posto, Austria, Giappone. All’undicesimo posto la Scandinavia con Danimarca, Svezia e Norvegia.

Si sono parlate tante lingue nella città dei Romeo e Giulietta; è stata aumentata la presenza di operatori da Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Paesi Balcanici, Romania, Bulgaria, Polonia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Ucraina, Russia, Paesi Baltici, Kurdistan, Paesi Scandinavi, Ungheria, Portogallo, Repubblica Ceca, India, Stati Uniti, Canada, Paesi del Sudest asiatico, Corea, Giappone, Cina, Sud Africa, Israele, Camerun, Paesi area Mediterranea, Centro e Sud America e  Australia.

Sempre a Verona, il governo ha lanciato l’obiettivo del 50 per cento dell’esportazioni enologiche per il 2020, cercando di puntare sulla semplificazione dell’agricoltura e il sostegno delle imprese agricole e dei giovani. Oggi sì è al 33 per cento ma negli ultimi dieci anni c’è stata una grande crescita; questo significa che da qui a fine decennio, si dovrà aumentare di tre punti percentuali all’anno. e le prime indicazioni si potranno avere già nel 2015, anno dell’Expo, quando Vinitaly tornerà dal 22 al 25 marzo.

E Vinitaly significa anche riconoscimenti per Sol&Agrifood, con la consegna del Premio Golosario alle aziende vincitrici. Per la categoria “Sfiziosità” si sono imposte le aziende agricole I Dossi di Gambolò (Pavia) con la Confettura di petali di rosa, Calaciura di Belpasso (Catania) con il Pesto di pistacchi, Galfrè Antipasti d’Italia di Barge (Cuneo) con i Funghi porcini sott’olio e Pariani di Givoletto (Torino) con l’Olio di nocciola.

Per “Salumi e carni”, troviamo Crocedelizia di Soragna (Parma) con la Spalla cotta, l’Antica Larderia Mafalda di Colonnata Carrara (Massa Carrara) con il Lardo di Colonnata, il Salumificio Mezzaluna di Fermo con il Ciauscolo e il Salumificio Sapori Antichi di Aspromonte di Canolo (Reggio Calabria) con il Nduja.

Per i “Formaggi”, i premi sono andati a Botalla Formaggi di Biella con il Formaggio Lunatico e al Caseificio Romano Anna di Ciminà (Reggio Calabria) con il Caciocavallo di Ciminà.

Per “Paste e risi”, Riso Zaccaria di Salussola (Biella) con il suo riso.

Tra i “Dolci e i prodotti da forno”, l’azienda agricola Angelo Ballasina di Granozzo con Monticello (Novara) con i Biscotti di riso Nero Venere, il Tarallificio Nonna Maria di San Severo (Foggia) con i Taralli agrodolci al Primitivo, l’azienda agricola Ra Nissòra di Roddino (Cuneo) con i Baci di dama e B. Langhe di Alba (Cuneo) con il Dolce Tarocco.

Per le “Birre”, i riconoscimenti sono andati a Birra Amarcord di Rimini con la Birra Midòna bionda doppio malto, il Birrificio Gjulia di Cividale del Friuli (Udine) con la Birra Grecale bionda speciale, la Birranova di Triggianello (Bari) con la Birra Negramara Extra e il Birrificio I Peuceti di Bitonto (Bari) con la Birra Murgiana.

Infine un premio speciale è stato consegnato all’azienda agricola Pratticò Arturo di Africo Nuovo (Reggio Calabria) con la Spremuta di bergamotto e a Figulì di Villorba (Treviso) con i Bastoncini di pane Ramì.

AL RISTORANTE MARCO POLO IL PREMIO GUARDIANO DEL GUSTO 2014

Roberto Leonardi, a sinistra, premiato a Verona

Roberto Leonardi, a sinistra, premiato a Verona

Il ristorante Marco Polo di Mestre (VE) si è aggiudicato il premio Guardiano del Gusto 2014, riconoscimento assegnato dalla Confesercenti Verona all’azienda che più ha saputo mantenere vive le tradizioni culturali-gastronomiche del territorio attraverso i propri prodotti. Il concorso, giunto alla sua undicesima edizione e inserito nelle manifestazioni de Le Piazze dei Sapori in programma dal 17 al 21 aprile nella città scaligera, si è svolto martedì 15 aprile a Verona e ha visto in gara tre ristoranti: Al Bersagliere di Verona, La Villa di Valdagno (VI) e Marco Polo di Mestre. Il tema di quest’anno era il baccalà: non solo un prodotto, ma anche la tradizione di tre province del territorio veneto con le rispettive declinazioni. La formula scelta per individuare il vincitore è stata quella della cena con votazione a cui hanno partecipato un centinaio di persone selezionate fra esperti del settore, giornalisti ed autorità. Ogni giurato, al termine della degustazione, ha segnalato il piatto più gradito e ad imporsi è stato il baccalà mantecato di Roberto Leonardi, titolare del ristorante Marco Polo e membro del Team Venezia Chef, che ha partecipato alla manifestazione in rappresentanza della provincia di Venezia e della Confesercenti Venezia. Il Marco Polo è stato premiato ufficialmente con  una targa premio e per un anno intero potrà inserire sui suoi prodotti il marchio «Guardiano del Gusto», sinonimo di qualità e di tradizione riconosciuto da tutti i grandi distributori italiani.  «Sono orgoglioso di questo riconoscimento che magnifica una volta di più un prodotto del territorio come il baccalà – commenta Roberto Leonardi, proprietario del ristorante Marco Polo e membro del Team Venezia Chef –. Il 2014 sarà tra l’altro un anno caratterizzato dal baccalà, visto che col Team Venezia Chef ne esalteremo sapore, qualità e storia in una crociera dedicata che si svolgerà dall’1 all’8 novembre a bordo della MSC Preziosa».

ALLE MARCANDOLE UNA FESTA DI SAPORI FRA ISTRIA E VENETO. PER NON TACER DI VINO E OLIO

Quasi tutti i protagonisti della serata alle Marcandole

Quasi tutti i protagonisti della serata alle Marcandole

E’ stata una serata piena e interessante quella alle Marcandole di Salgareda (TV) auspice il Club Magnar Ben. Erano di scena (beh, la cucina è a vista) due cuochi istriani e quelli di casa, tutti ristoranti e chef premiati da The Best of Alpe Adria. Insomma si andava sul sicuro. Se poi ti ritrovi a tavola con lieta e scelta compagnia (ristoratori, produttori di vini e di olio evo) ecco che la serata passa piacevolmente a parlare di usi e costumi culinari e nasce qua e là una bella sintonia di opinioni. Ristorante pieno per l’evento (110 commensali, dice la cronaca) che vedeva a confronto asparagi delle due sponde dell’Adriatico (verdi e selvaggi quelli istriani, bianchi i veneti) e i pesci (di Caorle quelli di casa). Piccola digressione sugli asparagi: lungo il Piave dalla Marca fino alla foce l’asparago bianco è stato in stagione il prediletto dei Dogi. Ne fanno ancora nel Basso Piave sulla riva sinistra, ma sta quasi scomparendo ché i produttori sono pochi. Non sarebbe il caso di provare a salvarlo? Quella zona fra San Donà ed Eraclea era chiamata la “sparesera della Serenissima”, dobbiamo proprio perderla? Basta così. Benvenuto goloso nel bel locale dei fratelli Rorato, tornando a noi, con sarde impanate e fritte e vassoi di patatine fritte che non hanno eguali al mondo, Prosecco alè. Poi a tavola dove prima di tutto abbiamo degustato tre tipi di olio extravergine di oliva della zona di Umago prodotti dalla Olive Charm. Tre oli diversi una di monocultivar Leccino, verde e dal sapore più erbaceo, gli altri due dei blend di vari ulivi, gialli di colore, ma pieni nel sapore pur se il sentore di oliva era molto flebile (e non è un difetto, anzi). Tre grandi oli, tutti con un interessante retrogusto piccante, come è giusto per una zona vocata da più di mille anni alla produzione di olive. Li abbiamo poi distribuiti, quello che era avanzato nei bicchierini, nei vari piatti della serata. L’esordio è stato l’antipasto crudo (a cura dello chef Fabricio Veznaver della Taverna Pergola di Zambrattia) che comprendeva scampi crudi, carpaccio di sogliola e carpaccio di sarago su lettino di asparagi selvatici scottati, un piatto gustoso, raffinato al quale giovava la croccantezza degli asparagi. Sempre protagonista la Pergola nel secondo piatto con il cestino croccante farcito con capesante e crema di asparagi selvatici, dove l’amaro della verdura contrastava piacevolmente con il dolce del mollusco. Piatto da Novanta quello delle Marcandole ovvero il risotto con lupini e asparagi bianchi con schiuma di asparagi verdi. Cottura perfetta, fragranza, profumi. Insomma una festa. A chiudere, prima del dolce, filetto di branzino, mousse d’asparagi e ricotta riempiti con gnocchi alla romana, a cura dello chef Morris Damiani del ristorante Badi di Umago. Piccolo incidente, nel senso che quando si cucina a sei mani certi incovenienti possono anche capitare, ovvero chi comanda e chi esegue magari si capiscono male, così mi è capitato un branzino crudo. Ohibò! Scuse, contro scuse, ma va là, e quindi poco dopo me ne hanno portato uno cotto al punto giusto. Appunto. Giusto, buono ma servirebbe un tocco in più per esaltare la carne della spigola. E poi il dolce con tre dolci uno per cuoco o ristorante fate voi: vale a dire il gelato al tartufo nero con crumble di cioccolato e meringa (Badi-Damiani), davvero prezioso e sfizioso, cubetti di cioccolato ripieni di asparagi selvatici (Pergola-Veznaver) buoni ma non esaltanti, e infine dei padroni di casa il biscotto al cacao con ganache al cioccolato bianco e fave di tonca con gelatina di lamponi: perfetto. Resta da dire dei vini che ci hanno fatto compagnia per tutta la serata. Nei bicchieri si sono alternati Terre Bianche, Contarini Viognier e il Moscato Bianco di Moreno Degrassi, terreni vicini a Salvore, e la Malvazija e la Gran Malvazija di Moreno Coronica, vigne vicine ad Umago. Grandi vini tutti, senza eccezione, ricchi di profumi, dotati anche i più giovani di una lunga persistenza. Un piacere al naso e al palato. A chiudere tutti in gruppo ristoratori, cuochi, vignaioli e commensali con un goccio della Queen, l’ultima nata della distilleria Bonaventura Maschio, grappa di Moscato. Profumata, secca e direttamente dal Vinitaly. E per quanto riguarda il Clur Magnar Ben, appuntamento il 1 maggio a Castelbrando con Best of Alpe Adria, ovvero consegna dei 29 Awards internazionali a produttori e ristoratori, una giornata piena dentro il castello con banchi di assaggio, alla sera Cena di Gala. Ma avremo modo di parlarne….

I tre cuochi da sx: Morris Damiani, Luciano Puppin e Fabricio Veznaver

I tre cuochi da sx: Morris Damiani, Luciano Puppin e Fabricio Veznaver

 E DI FILA ALCUNI PIATTI

Il cestino della Taverna Pergola

Il cestino della Taverna Pergola

Il risotto delle Marcandole

Il risotto delle Marcandole

Il branzino del ristorante Badi

Il branzino del ristorante Badi

PREMIATO CON IL MILLEUNO MALANOTTE IL GELSAIA 2009 DI CECCHETTO

La premiazione di Giorgio Cecchetto a Camalò

La premiazione di Giorgio Cecchetto a Camalò

Il “Gelsaia” Malanotte del Piave Docg 2009 firmato Giorgio Cecchetto si è aggiudicato la seconda edizione del premio Milleuno Malanotte, istituito dal Consorzio Vini Venezia. La premiazione si è tenuta la sera dell’11 aprile a Camalò di Povegliano (TV) nell’ambito della 38^ Mostra dei vini triveneti organizzata dalla Pro Loco di Camalò. A ritirare il prestigioso premio, una doga in legno incisa dal Mastro incisore dell’azienda Garbellotto di Conegliano, lo stesso Giorgio Cecchetto. L’azienda agricola Cecchetto Giorgio ha fortemente contribuito, e continua a farlo, a far conoscere il Raboso del Piave, autoctono trevigiano, in Italia e nel mondo. Il premio, che rientra in un ampio progetto di promozione del vino sul territorio, è stato consegnato da Giorgio Piazza, presidente del Consorzio Vini Venezia, Giannino Zanatta, presidente della Pro Loco di Camalò e da Sergio Zappalorto, sindaco di Povegliano (Tv). «La valorizzazione del Raboso del Piave che ha portato all’ottenimento della Docg per la versione superiore con il Malanotte del Piave – ha detto Giorgio Piazza, presidente del Consorzio Vini Venezia – è stata un’operazione rischiosa ma anche la più performante. Abbiamo anche voluto promuovere questo meraviglioso vino con un film “Il Leone di Vetro”. Uno strumento di comunicazione innovativo di cui è stato possibile avvalersi perché dentro il Raboso c’è storia, identità, territorio. Il premio Milleuno Malanotte ed il film – conclude Piazza – così come le altre azioni di promozione delle denominazioni tutelate, sono attuabili avendo alle spalle un Consorzio strutturato e determinato». Una serata piacevole e conviviale deliziata dalla cena preparata dal team di cucina del ristorante ‘da Celeste’ di Venegazzù. Il Raboso del Piave nelle diverse declinazioni è stato abbinato a piatti della tradizione che ne hanno fatto risaltare versatilità e gradevolezza. Gli ospiti hanno degustato il Brut rosè Metodo Classico da uve Raboso ‘Nesio’ 2009 di Casa Roma (San Polo di Piave), il Piave Raboso 2006 de La Caneva dei Biasio, il Malanotte del Piave Docg “Gelsaia” 2009 di Cecchetto Giorgio e il passito di Raboso “Soffio” 2008 di Bellussi Agostino e Lamberto. La decorazione dei tavoli è stata affidata ai Piccoli Ceramisti di Scomigo e alle loro opere dedicate al mondo del vino.

STRADA DEL PROSECCO: PRESTO UNA NUOVA CARTA E GUIDA TURISTICA

 

Vigneti lungo la strada del Prosecco

Vigneti lungo la strada del Prosecco

Si è svolta  presso Villa Brandolini in Solighetto (TV), l’annuale assemblea ordinaria dei soci della Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene. Un appuntamento importante per sintetizzare le attività svolte nel 2013 e per presentare le iniziative del 2014. All’assemblea ha partecipato anche il presidente del Consorzio Tutela Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Innocente Nardi il quale ha annunciato la volontà di sostenere in maniera significativa iniziative organizzate dalla Strada del Vino, rivolte ad innalzare la qualità dell’accoglienza e dei servizi in ambito enoturistico. La sinergia tra Strada e Consorzio a dire il vero era già iniziata lo scorso anno, con la realizzazione della nuova rivista “Visit Conegliano Valdobbiadene – Sulla Strada del Prosecco Superione”, un raffinato magazine semestrale, che ha già riscontrato un grande successo, ideato per emozionare ed informare il turista. Significativo poi l’intervento del sindaco di Conegliano Floriano Zambon, il quale rivolgendo un plauso alla sinergia enunciata tra Strada del Vino e Consorzio di Tutela, ha evidenziato come negli ultimi 10 anni le presenze turistiche in provincia di Treviso siano raddoppiate, indicando come l’area stia divenendo destinazione turistica. Ha poi dichiarato come la Strada del Vino sia un elemento di orgoglio per il  territorio, sottolineando il fondamentale ruolo turistico che questa ha in rappresentanza dell’area Conegliano Valdobbiadene: uno strumento che vive ormai da 50 anni, che ha visto la crescita qualitativa della proposta enoturistica locale con la trasformazione delle cantine da semplici opifici chiusi al pubblico a realtà dinamiche capaci di coinvolgere migliaia di persone con mostre d’arte, concerti, convegni e altri appuntamenti. Il presidente della Strada del Prosecco Isidoro Rebuli, da parte sua, ha ribadito la volontà di proseguire il cammino verso la realizzazione di iniziative di qualità, elencandone alcune già in programma per il 2014: l’evento per auto d’epoca ‘Centomiglia sulla Strada del Prosecco Superiore’, il calendario per le degustazioni ‘Weekend in Cantina’, il nuovo sito web http://www.coneglianovaldobbbiadene.it, le iniziative per la promozione di percorsi di conoscenza in occasione delle commemorazioni per i 100 anni della Grande Guerra, e, in collaborazione con il Consorzio Tutela Vino Prosecco Superiore, i nuovi numeri della rivista turistica ‘Visit Conegliano Valdobbiadene’ e una nuova carta e guida turistica dedicata all’Alta Marca Trevigiana.

I GRANDI BIANCHI DELLO JURA ALLE OSTERIE MODERNE

Vigneti nello Jura

Vigneti nello Jura

Riprendono, dopo la sosta (e il successo) di Formaggio in Villa, i lunedì di degustazione di vini alle Osterie Moderne di Sant’Andrea di Campodarsego (PD). Lunedì 14 aprile ecco una degustazione di grande interesse con i vini francesi coltivati nei terroir attorno al massiccio dello Jura. E’ con tutta probabilità la regione vitivinicola meno conosciuta e meno frequentata della Francia, collocata com’è nell’estremo nordest transalpino a ridosso della Svizzera. Pure, nonostante il clima che è molto freddo d’inverno e le grandi montagne che la sovrastano, come il massiccio dello Jura che dà il nome a tutta la regione, è una delle zone più rinomate per i suoi bianchi che nascono da vigne coltivate fra i 250 e i 500 metri di altitudine. Il clima è semicontinentale, con molti microclimi, inverni lunghi e asciutti e una buona esposizione a sud-ovest, che garantisce circa 1800 ore annue di sole. Il terreno è calcareo permeabile e solubile, con marne blu, rosse, grigie e nere, argille e scisti dell’era giurassica e triassica, ricco di fossili che infondono mineralità ai vini della zona. Oltre ai classici vitigni della Borgogna, Pinot Noir e Chardonnay, le uve principali della regione sono il Savagnin, grasso, complesso, speziato, principalmente usato per la produzione di vin jaune; il Poulsard, dal colore pallido, delicato, ma molto aromatico; il Trousseau, scuro, corposo, tannico, usato per i rossi e nei Crémant. Sono sei le zone dello Jura riconosciute a denominazione controllata. Regione di montagna sì, ma stando ad antiche testimonianze sembra proprio che esistesse un disciplinare del vino già nell’epoca medievale e comunque sia Filippo V, siamo nel 1500, promosse i vini dello Jura a vini di corte. Vini, tutti, di lunga persistenza e dotati di un significativo e originale bouquet floreale. Queste le “perle” in degustazione: Cremant de Jura Blanc  – Domaine Labet; Cremant de Jura Blanc –  Domaine Bourdy; Cremant de Jura rose’  –  Domaine Labet; Arbois rouge Poulsard 2011  – Domaine de la Pinte; Arbois rouge Trousseau 2012  – Domaine Puffeney; L ’Etoile Cuvée de Ceps d’Or  2010 (Chardonnay )  –  Chateau de L’Etoile; Arbois  Chardonnay 2010   –  Domaine de la Pinte; Côte de Jura Tradition  2007 (Chardonnay-Savagnin)  – Chateau d’Arlay;  Côte de Jura Les Varrons 2012 (Chardonnay)  – Domaine Labet; Arbois Blanc Nature 2011 (Savagnin)  – Domaine Puffeney; Côte de Jura Cuvée de Garde 2010   (Chardonnay-Savagnin) – Domaine Labet; Côte di Jura Blanc 2008 (Savagnin)  – Domaine Bourdy; Côte de Jura Vin Jaune 2006 (Savagnin)  – Chateau D’Arlay;  Château Chalon 2006  (Savagnin)  – Domaine Berthet-Bondet; Arbois Vin de Paille 2005 – Domaine Rolet Père & fils. Al banco di degustazione Nicola Frasson del Gambero Rosso, come sempre prodigo di consigli e informazioni. Costo della degustazione a persona: 15 euro. E’ consigliabile la prenotazione: info@osteriemoderne.it – tel 049-5565236.05_Jura-map2

I GIOIELLI DI CASA GERETTO: DEGUSTAZIONI IN CANTINA E NON SOLO

I vini di Casa Geretto

I vini di Casa Geretto

Un’occasione da non farsi sfuggire sabato 12 aprile per gli amanti del vino e non solo. Perché dalle 11 alle 13.30 Casa Geretto apre le proprie porte per una degustazione gratuita di vini friulani e veneti, tutti prodotti dall’azienda di San Stino di Livenza (VE). Sarà una degustazione sotto la guida di Antonio Geretto notissimo maestro di vino ma non solo, perchè coloro che parteciperanno potranno gustare anche i salumi del salumificio Il Grifone di Rive d’Arcano (UD), i formaggi di montagna dell’agriturismo Borgo Titoli di Tramonti di Sopra, il pane e i dolci pasquali del panificio Mariutti di Portogruaro. In particolare, per quanto riguarda i vini di Casa Geretto, saranno in degustazione  il Tai Spirs Friulano Merk 2012 Ipermacerato e Non Filtrato e il Refosco dal Peduncolo Rosso Merk 2010 Non filtrato. Due  vini della Casa in edizione limitata imbottigliati senza mai essere stati nè filtrati né chiarificati. Vini che possono essere acquistati solo nella cantina del produttore. A disposizione per gli acquisti anche gli altri vini della Geretto: come Jerett Spumante Cima del Colle Brut abbinato alla Caciotta fresca “Borgo Titol”; il Tai Spirs Friulano Merk 2012 Ipermacerato e Non Filtrato con carpaccio di manzo “Il Grifone”; il Merlot Confidenza Igt Delle Venezie – Casa Geretto con il Latteria d’Alpeggio Mezzano “Borgo Titol”; il Refosco dal Peduncolo Rosso “Non filtrato” Merk 2010 con il  Salame d’oca “Il Grifone”. In due uscite alle ore 12 e alle ore 13 circa da non mancare il Refosco Vigne Vecchie Merk 2010 con due tipiche e preziose specialità il Prosciutto di Agnello delicato “Il Grifone” e il Formai del cìt “Borgo Titol”, nonchè il Verduzzo Merk Vendemmia Tardiva
con la Treccia pasquale del “Panificio Mariutti”. Casa Geretto è in via Vanoni 3 a San Stino. Info e prenotazioni: 0421.460253 – info@geretto.it.