UN RISTORANTE SOLIDALE: LE MUSE DI SAN BONIFACIO

Emanuele Cederle dona prodotti Altromercato alla scuola

Emanuele Cederle dona prodotti Altromercato alla scuola

Una cucina che esplora i sapori del mondo, nel pieno rispetto delle culture locali e senza mai dimenticare le proprie origini. È quanto propone la Locanda Le Muse di San Bonifacio (Vr) che ormai da tempo utilizza ingredienti provenienti dal circuito equo-solidale e che da un anno ha inserito in carta un menu degustazione tutto Fair Trade. “Abbiamo riscontrato – dichiarano oggi Emanuele Cederle e Carla Perlotto – un crescente interesse verso questi piatti. All’inizio qualcuno era diffidente ma è stato conquistato dalla grande qualità della nostra proposta. Siamo fieri di essere andati controcorrente, crediamo di aver fatto qualcosa di importante”. Il circuito equo-solidale infatti garantisce una giusta remunerazione ai lavoratori nei paesi di produzione. Predilige solitamente il coinvolgimento di piccole aziende artigiane o cooperative, evitando le multinazionali del cibo. Per ogni menu ordinato la Locanda Le Muse ha deciso di donare un prodotto Altromercato alla vicina Scuola dell’infanzia Sacro Cuore di Maria di Locara di San Bonifacio. “Si tratta – spiegano – di un piccolo contributo per far crescere una cultura di equità e propensione al buono, favorendo l’integrazione fra le culture, anche a tavola”. Nei giorni scorsi Emanuele Cederle ha consegnato il primo carico di prodotti equo-solidali. Biscotti e salsa di pomodoro, che saranno utilizzati nella mensa scolastica. La proposta gastronomica dello chef Davide Piva coniuga in una mirabile sintesi tradizione veneta, grande attenzione alle materie prime e influssi da tutto il mondo. Si spazia dalle Noci di cappesante scottate con guanciale croccante e caffè UCIRI, alla Crocchetta di riso thay e baccalà alla vicentina, salsa all’acciuga del cantabrico, Zuppa di cicerchie e gamberi dorati con crackers di quinoa e alga nori o un piatto di grande semplicità come le Sarde del Circolo del Cibo. Tra i dolci la proposta equo-solidale è una Mousse al cioccolato Mascao 85% con confettura di papaja e Maracujà. “La mia attenzione verso il mercato equo-solidale – spiega Davide Piva – deriva dal lavoro di volontario, per nove anni, al Consorzio Altromercato. Un’esperienza che ha allargato i miei orizzonti, anche in cucina”. L’esperienza gastronomica alla Locanda Le Muse diventa così viaggio, esplorazione, avventura. Ma è sempre un viaggio che rispetta i territori che – metaforicamente – attraversa. E che, come tutti i viaggi, assapora alla fine il piacere del ritorno a casa.

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DI RIGORE L’ABITO ROSSO: BREVE VIAGGIO FRA I VINI DELL’ESTREMO NORDEST

di Alessandro Ragazzo

Il Merlot Brjac

Il Merlot Brjac

Gironzolare, curiosare, assaporare i vini del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia. Ti aspetti i bianchi, invece si deve indossare “l’abito rosso”, come recita il nome dell’iniziativa organizzata dalla Fisar all’Hotel Westin Europa&Regina di Venezia. Il rosso, dunque, tra i tavoli di una bella domenica più primaverile che non di metà febbraio, con ottanta azienda in bella mostra e decine di persone con in mano i calici. «Una provocazione mettere il rosso» dice Paolo Ianna uno degli organizzatori «quando si pensa soprattutto ai bianchi». E allora tuffiamoci in questa esperienza, dove troviamo piccole aziende da poche migliaia di bottiglie e alle grosse distribuzioni. Tra i vini autoctoni troviamo l’azienda di Emilio Bulfon a Pinzano del Tagliamento (Pordenone), una decina di minuti da Spilimbergo. L’attività è familiare, conta su undici ettari ed era stato papà Emilio ad iniziarla una sessantina d’anni fa; aveva scoperto degli antichi vitigni che sembravano addirittura scomparsi, come l’Ucelut, il Sciaglin e il Forgiarin e che ha voluto rilanciare. Oggi oltre a Emilio ci sono la moglie Noemi e i figli Lorenzo e Alberta. Qui si producono sulle 60-70 mila bottiglie, per un’esportazione per il 30 per cento all’estero, come Stati Uniti, Canada, Giappone, Danimarca e Svezia. A Venezia, tra gli altri, ha portato il Piculit Neri, con denominazione Igt delle Venezie, un prodotto corposo dove si potevano sentire i profumi dei frutti di bosco ma anche della vaniglia. Da servire sui 16-18 gradi ed è adatto per i piatti a base di carne e la selvaggina. Proseguendo il “viaggio”, si arriva alla cantina slovena Zanut, di Goriška Brda. A conduzione familiare, partita nel 1976 con Franc Kocijančič e ora ci sono il figlio Boreut e la nuora Mateja. Otto ettari di vino, per una produzione di quattro rossi e cinque bianchi per un totale di 50 mila bottiglie annue, qui è nato il miglior Merlot della Slovenia del 2011, il Brjač, dall’aroma molto ricco e intenso, dove si possono sentire gli odori della marmellata di frutti rossi misti ma anche del cioccolato, della vaniglia e del tabacco. Rientrando in Italia, troviamo Matej Skerlj dell’azienda Zidarich, nel Carso triestino, che all’Hotel Westin Europa&Regina ha ottenuto un buon successo di degustazione. Nata nel 1988, si trova in un territorio fatto soprattutto di roccia e poca terra rossa, dove servono molto impegno e dedizione. Ora gli ettari a disposizione sono otto, per 25 mila bottiglie annue. Si privilegiano le varietà autoctone, il naturale: a Venezia sono stati presentati il Terrano 2011 e il Ruje 2009. Il primo viene messo in commercio a due anni dalla vendemmia ed ha un profumo fruttato denso, con il mirtillo, la mora, la fragolina di bosco ed è l’ideale per abbinarlo al prosciutto crudo, agli insaccati, ai formaggi stagionati e alle verdure cotte. Il Ruje, invece, si presenta con un sapore strutturato, buono da servire con la selvaggina, le carni alla griglia e ancora il formaggio stagionato.

DANIELE ZENNARO AL PREMIO ITALIA A TAVOLA A FIRENZE

Daniele Zennaro

Daniele Zennaro

Daniele Zennaro, il giovane cuoco del Vecio Fritoin di Irina Freguia a Venezia, sarà uno dei protagonisti della cena di gala che si tiene sabato 1 marzo all’hotel Baglioni di Firenze in occasione del Premio Italia a Tavola. Perché Zennaro nell’area congressuale dell’hotel parteciperà a uno show cooking in compagnia di altri chef come Andrea Berton, Filippo La Mantia, Rosanna Marziale, Giancarlo Morelli e Marco Stabile, i quali cucineranno dei finger food. A fianco di ogni cuoco studenti dello IED di Firenze realizzeranno in tempo reale degli abiti ispirati al piatto in preparazione. La cena di gala sarà preceduta alle 15,30  da un talk show dal tema “La ristorazione fra guide e recensioni online” . Il dibattito sarà moderato da Marcello Masi, direttore Tg2. Partecipano Luigi Cremona (Touring), Aldo Cursano (vicepresidente vicario Fipe), Alberto Lupini (Italia a Tavola), Valentina Quattro (portavoce Italia TripAdvisor), Claudio Sadler (presidente Le Soste), la scrittrice Roberta Schira, Gianfranco Vissani, Alfredo Zini (presidente Ebnt). Alle 17:30  seguità la premiazione dei vincitori del sondaggio Personaggio dell’anno. Alle 21.15, poi, nel Ristorante Terrazza Brunelleschi (5° piano Hotel Baglioni) cena a cura dello chef Richard Leimer e dei pasticceri Franco Aliberti e Luca Mannori. Alle 22,30 annuncio e consegna degli Awards Enogastronomia e Ristorazione 2013.

 

 

 

 

LUSIA, QUANDO IL RADICCHIO E’ STORIA E GUSTO

di Cristiana Sparvoli

L'ortodidattico con il radicchio di Lusia

L’ortodidattico con il radicchio di Lusia

Dalle sabbie dell’Adige nascono quattro pregiati radicchi di “busa” nella campagna di Lusia (Rovigo), in cui opera – per tramandare l’originalità delle cicorie rodigine e promuoverne il valore tra i consumatori – l’ortodidattico Il profumo della freschezza, due ettari circondati da 80 alberi e 700 arbusti di 40 diverse varietà ed un sentiero da percorrere con l’olfatto , composto da 60 essenze aromatiche. Non c’è impiego di sostanze chimiche e tutta la genuinità del ciclo produttivo si fonda sulla biodiversità ambientale, coltivando solo le varietà di ortaggi tipiche del territorio. E tra queste un posto speciale lo hanno le quattro tipologie di cicorie di Lusia, che si coltivano in busa (la buca scavata nella sabbia) come si usava tra gli anni ’50 e ’70, ma anche tutti i radicchi caratteristici del Veneto e dalla scorsa annata anche l’ultima primizia dell’orto: il Radicchio rosa di Lusia. Questo bellissimo fiore dell’inverno si va ad aggiungere al Bianco di Lusia classico ( la cui produzione si è sviluppata negli anni ’30, derivata dal variegato di Castelfranco), che l’ortodidattico sta cercando di riportare al colore e alla forma originari per salvarlo dall’estinzione; il Variegato aperto dall’aspetto simile al Castelfranco ma dal colore più tenue, senza sfumature verdi e più sapido; il Rosso lungo invernale derivato dal Treviso classico, la cui maturazione avviene in busa per oltre 30 giorni (e non in 15 in acqua coma la prassi trevigiana) sviluppando una costa più lunga, un gusto maggiormente sapido e succulento. Il rosa di Lusia è derivato dal bianco classico con successivi incroci con il Treviso . Il massimo della croccantezza e della sapidità la ricava dalla forzatura in “ busa”. L’ortodidattico è aperto alle visite nonché alla libera raccolta di verdure ed erbe aromatiche, chi lo desidera può aiutare nei lavori ed è richiesto un piccolo contributo proporzionato alla quantità degli ortaggi raccolti. I contributi lasciati verranno utilizzati nel produzione delle verdure. Un’altra istituzione opera accanto all’ortodidattico, presieduta da Renato Maggiolo, ed è l’Accademia delle verdure dell’Adige. A questa istituzione – insieme al Gruppo ristoratori Polesani e all’Aset associazione. stampa enogastronomica Triveneta – si deve l’organizzazione della rassegna Appuntamenti con il gusto, da gennaio a giugno, in cui si incontrano nei menu i prodotti tipici del territorio polesano e di Rovigo. La prima serata alla Trattoria al Ponte di Bornio di Lusia (del patron Luciano Rizzato) ha esaltato appunto il valore dei quattro radicchi dell’Adige, abbinati ai vini della cantina Ponte (Ponte di Piave- Treviso) e dell’azienda Marcato dei Colli Berici. La rassegna prosegue con il seguente calendario (inizio sempre alle 20): venerdi 7 marzo trattoria da Nadae a Canale di Villadose (tel. 0425.476082); sabato 15 marzo Ristorante Amolara di Adria loc. Capitello (tel. 0426.943035); venerdì 6 aprile Ristorante al Viandante di Ceregnano (tel. 0425.405396); venerdì 9 maggio Ristorante Aurora di Porto Tolle loc. Ca’ Dolfin (tel. 0426,384240); venerdì 23 maggio tavernetta Dante di Rovigo (tel. 0426.26386); venerdì 6 giugno ore 18.30 Antico caffè Franchin di Rovigo (tel. 0425.423807). L’ortodidattico “Il profumo della freschezza” è a Lusia in via Provvidenza 684 (la strada verso Ca’ Zen – Grompo) , punto vendita aperto dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18.30. Informazioni; mymag@tin.it.

Un bel piatto con il radicchio di Lusia

Un bel piatto con il radicchio di Lusia

ALAJMO, ROCCA E POTOCNIK: TRE LIBRI BEST IN THE WORLD

Ed eccoli qua i nostri cuochi, autori, fotografi che fanno il giro del mondo. Perché vincere il primo premio di settore nella tenzone Gourmand Cookbooks Award, ideata da Edouard Cointreau, è come conquistare l’oscar nell’editoria enogastronomica.Copertina pesce bianca.indd

Il Best Mediterranean Cuisine Book è andato a Il pesce povero diventa chic (Club Magnar Ben Editore, 24 euro) di Maurizio Potocnik. Ovvero è il miglior libro 2013 per quanto riguarda la cucina mediterranea. E non poteva essere che così visto che Potocnik ha passione sfrenata per il territorio che va da Trieste fino al Delta del Po, così ha messo insieme un bel po’ di cuochi (6) facendo loro creare 4 ricette ciascuno utilizzando soltanto il pesce azzurro, ovvero quello cosiddetto “povero” ma pieno di sostanza, salute, sapori. Volume anche molto accattivante graficamente, grazie alle splendide foto di Renato Vettorato. Premio quindi strameritato giusto in tempo di crisi, quando il pesce più consumato non è alla portata di tutte le tasche soprattutto in trattorie e ristoranti.COPERTINA

L’altro premio per la sezione World Cuisine Local Cuisine è stato assegnato a Venezia nel Piatto – Ma che piatto (Editore Marsilio, 35 euro) di Enrica Rocca con le fotografie di Jean-Pierre Gabriel. Vittoria ineccepibile non fosse altro perché questa cuoca veneziana doc fa “sue” le ricette della tradizione, alleggerendo, creando ma rimanendo sempre nel solco del territorio e della tradizione. Non è un caso che la sua scuola di cucina sia ormai ritenuta come una delle migliori del mondo. E il volume, grazie alle belle foto di Jean-Pierre Gabriel, è un grande omaggio all’arte vetraria di Murano ché i cibi poggiano su capolavori autentici creati dalle grandi firme storiche e attuali del vetro.timthumb.php

Ben 4 “oscar”, invece, in quattro diverse sezioni a Fluidità (Alajmo edizioni, 150 euro) di Massimiliano e Raffaele Alajmo del ristorante Le Calandre di Sarmeola di Rubano e del Quadri di Venezia: Best authors and chefs, Chef innovation, Publishers cookbook of the year e Charity and fund raisin. Un volume che sfiora il capolavoro artistico con le foto delle ricette del brasiliano Sergio Coimbra, mentre le foto dei personaggi in bianco e nero sono del tedesco Wolfgang Wesener. Un libro di 570 pagine in tre edizioni (italiano, francese e inglese) con 70 nuove ricette di Massimiliano. La summa, per il momento, dei due fratelli padovani che stanno per aprire a Parigi Stern, insieme con Gianni Frasi e all’imprenditore parigino David Lahner. I volumi vincitori, per ogni nazione, partecipano alla competizione mondiale che assegna il premio The Best in the World, riconoscimento che verrà conferito il 20 maggio durante la cerimonia degli Annual Awards si svolgerà a Pechino.

LA SUBIDA E GAVAGNA AL FOOD AND FUN FESTIVAL

Alessandro Gavagna

Alessandro Gavagna

Lo chef Alessandro Gavagna de La Subida di Cormons (Friuli Venezia Giulia) parteciperà all’acclamatissimo Food and Fun Festival che quest’anno si terrà a Reykjavik in Islanda dal 26 febbraio al 2 marzo. La manifestazione coinvolge i migliori chef provenienti da tutto il mondo chiamati a collaborare con il meglio dei ristoranti di Reykjavik. Ogni chef è assegnato ad uno dei ristoranti aderenti al Festival dove prepareranno un menu d’eccezione che verrà servito per una settimana intera. Alessandro Gavagna collaborerà con uno dei più brillanti giovani chef islandesi, Þrainn Freyr Vigfusson del ristorante Kolabrautin dalla cucina d’ispirazione tradizionale con un tocco modernista proveniente dal Mediterraneo.

ARTE CASEARIA, I NUOVI CORSI ALLA PERENZIN

A lezione con Carlo Piccoli (a sinistra)

A lezione con Carlo Piccoli (a sinistra)

Come per tutti i mestieri, anche quello del casaro si impara mettendo le mani in pasta, per questo l’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia riapre le iscrizioni per il corso base di caseificazione. L’insegnamento, giunto ormai alla sesta edizione, si terrà dal 24 febbraio al 1° marzo presso la sede della Latteria Perenzin di Bagnolo di San Pietro di Feletto nel Trevigiano, tra le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.Il corso della durata di una settimana, unico nel suo genere e tra le pochissime opportunità formative esistenti sul mestiere di casaro in Italia, si rivolge non solo a casari in erba, ma anche a chi è già inserito nella realtà della produzione di formaggi e a chi è dell’idea che non si finisce mai di imparare. Durante le lezioni, tenute da esperti del settore, docenti universitari e tecnici, i neofiti del settore caseario potranno anche confrontarsi con i compagni di classe con più esperienza e questi ultimi potranno rivedere e affinare le proprie tecniche casearie.La finalità del corso è quella di insegnare a creare formaggi di qualità, con particolare attenzione alle tradizioni e all’innovazione, al fine di mantenere alti gli standard del marchio Made in Italy nell’ambito del lattiero-caseario, ma anche formare persone preparate a livello imprenditoriale, capaci di gestire un’azienda, promuovendo il proprio brand sul mercato nazionale e internazionale. Nello specifico, presso la sede della storica Latteria Perenzin di Bagnolo (Tv) si terranno sia lezioni teoriche di tecnologia casearia e di marketing, per dare vita a nuove latterie ed imprenditorialità nel settore caseario d’eccellenza, ma soprattutto lezioni pratiche curate da Carlo Piccoli, mastro casaro e premiato Miglior Professionista del Formaggio nel 2012, che assieme agli allievi affronterà tutti i processi di lavorazione del latte, affinamento e stagionatura.Da sempre attenta alla promozione della cultura casearia, Latteria Perenzin, sostiene l’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia e i suoi corsi finalizzati da una parte al recupero dei mestieri di una volta e dall’altra alla creazione di forme di occupazione giovanile alternative, basate su lavori manuali e artigianali,quelli che la crisi e il consumismo stanno lentamente riportando in auge.Per info e costi sul 6° corso dell’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia: 0438-21355 – accademia.artecasearia@gmail.comhttp://www.perenzin.com.

MEI, MASSARI E FREGUJA TRE GRANDI CUOCHI AI FORNELLI DEL CARRO A CAORLE

Sergio Mei

Sergio Mei

Serata d’eccezione al ristorante il Carro di Duna Verde, venerdì 21 febbraio, per la tradizionale (undicesima edizione) cena di solidarietà “Pesce & Cioccolato”, perché oltre al titolare e chef Luca Faraon saranno ai fornelli Sergio Mei, chef executive dei due ristoranti dell’hotel Four Seasons di Milano, Iginio Massari, da tutti ritenuto il più grande pasticcere (in tal senso anche maestro) d’Italia e Danilo Freguja, friulano, uno dei grandi cioccolatai del Belpaese. Ricco il menu orchestrato dai quattro cuochi. Si inizia con un ricco buffet di pesce come benvenuto, a seguire carpaccio di ombrina al dolcefumo con gruè di cacao servito assieme a un gelato (con bastocino) di radicchio di Treviso e mazzancolla ricoperto al cioccolato. Sergio Mei presenterà un risotto agli agrumi, gambero rosso e cioccolato salato, mentre, come secondo primo, Faraon ha creato un canellone (impasto al cacao) ripieno di scorfano e granceola. Come secondo medaglione di moli, calamaro ripieno e trancio di branzino bruschettato alla verdure il tutto completato da cioccolato Tanzania all’80% Seguiranno i dolci di Massari e Freguja sui quali però rimane ancora la sorpresa, l’unica certezza è che ci sarà obbligatoriamente il cioccolato. A chiudere, targate Freguja, praline napolitaine in degustazione. Per tutta la cena il Franciacorta Castello Bonomi dell’azienda Paladin. Costo a persona: 55 euro. Il ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza. Info e prenotazioni: 0421.299478 o info@ristoranteilcarro.com.

Iginio Massari

Iginio Massari

EDIE MUKIIBI NEO VICEPRESIDENTE INTERNAZIONALE DI SLOW FOOD

Edie Mukiibi

Edie Mukiibi

Edie Mukiibi, giovane agronomo ugandese, è il nuovo vicepresidente internazionale di Slow Food. In occasione della riunione del Comitato Esecutivo in corso in questi giorni a Bra (Cn), Edie Mukiibi è stato nominato vicepresidente di Slow Food internazionale (insieme alla cuoca e attivista Alice Waters, che era stata già riconfermata nel ruolo durante l’ultimo Congresso Internazionale di ottobre 2012). Nel darne l’annuncio, il presidente Carlo Petrini ha voluto sottolineare che questa nomina esprime l’impegno dell’organizzazione in Africa: «Qualche anno fa abbiamo lanciato i primi semi dell¹ambizioso progetto di realizzare 1.000 orti nel continente africano. Un obiettivo ampiamente raggiunto oggi, grazie alla mobilitazione della rete di Slow Food che coinvolge oltre 50.000 persone, tra contadini, agronomi, studenti e insegnanti in 30 Paesi africani. Questo scenario ci permette di rilanciare, con una nuova sfida, 10.000 orti in Africa. Dietro questo zero in più c’è una visione, che mira a formare una rete di giovani leader africani in grado di prendere in mano la politica agricola e di affermare la sovranità alimentare in tutto il continente». Edie Mukiibi ha 28 anni e dal 2012 è membro del Comitato Esecutivo di Slow Food. Vive e lavora in Uganda, dove ha creato un gruppo di giovani appassionati e opera a fianco delle comunità contadine, riuscendo a raggiungere anche i villaggi più sperduti grazie a un uso innovativo di radio e telefonini. In particolare, ha avviato nel suo paese 75 orti e due Presìdi, ed è altresì impegnato sul progetto dell’Arca del Gusto. Dal 2006 lavora a un progetto che aiuta i bambini di zone rurali a produrre il proprio cibo in modo sostenibile. Edie propone un nuovo modello di cooperazione che spesso, come dice lui, si basa non tanto sulle donazioni e sul denaro, ma su collaborazioni e scambi di servizi. «Sono felice di svolgere un ruolo attivo di leadership, per poter continuare a sviluppare le attività della rete in Africa. Questo obiettivo potrà essere conseguito grazie al supporto e alla collaborazione dei leader africani di Slow Food, in tutti 30 i Paesi in cui siamo presenti. In Africa è giunto per noi il momento di promuovere il nostro cibo e la nostra gastronomia, di rafforzare i nostri sistemi alimentari tradizionali e le comunità locali e di difendere la biodiversità dei nostri prodotti».

48° VINITALY: GLI STRANIERI FANNO IL TUTTO ESAURITO

Vinitaly, un successo crescente

Vinitaly, un successo crescente

A più di un mese dalla sua inaugurazione, il 48° Vinitaly fa già registrare un record, con il superamento, per la prima volta nella storia della manifestazione, dell’asticella dei 100.000 metri quadrati netti venduti. È il risultato dell’allestimento del padiglione I per ospitare Vininternational, il nuovo salone riservato agli espositori esteri e dell’ampliamento del padiglione A. No

nostante ciò, il più grande salone internazionale dedicato al vino (www.vinitaly.com), in programma dal 6 al 9 aprile 2014, ha avuto richieste di partecipazione che superano anche quest’anno le aree disponibili, per un sold out che premia l’impegno dell’organizzazione a migliorare e aumentare di anno in anno i servizi e le opportunità commerciali per gli espositori e gli operatori in visita. Notevole l’investimento – un milione di euro – per promuovere Vinitaly all’estero e per l’incoming di buyer a Verona durante la manifestazione, in particolare dai paesi indicati dagli espositori nell’indagine realizzata dopo Vinitaly 2013: Giappone, Germania, Nord Europa, Nord America, Russia e Cina sono stati i mercati più richiesti, ma delegazioni arriveranno anche da Svizzera, Austria, Gran Bretagna, Slovenia, Croazia, Romania, Bulgaria, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Svezia, Danimarca, Ungheria, Portogallo, Repubblica Ceca, India, Estremo Oriente, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud, Australia, Sud Africa, Israele, Camerun, Messico, Ucraina, Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia. Espressamente dedicato agli incontri d’affari il nuovo spazio denominata International Buyers’ Lounge, collocato nel Centro servizi Castelvecchio tra i padiglioni 2 e 3. Coinvolti i consorzi di tutela e le singole aziende espositrici da una parte (per un totale di un centinaio di partecipanti) e i buyer esteri dall’altra. Due le iniziative: Taste and Buy, per il b2b wine&spirit dove, sulla base di appuntamenti organizzati da Vinitaly con operatori esteri selezionati, avviare scambi commerciali, e l’enoteca dell’International Buyers’ Club, a disposizione di tutti gli operatori esteri presenti in fiera con degustazione libera di vini appositamente selezionati dalle aziende per i mercati internazionali. Di sicuro interesse per i visitatori esteri anche il nuovo salone Vinitalybio (padiglione 11), organizzato in collaborazione con Federbio e pensato per dare visibilità ai vini biologici certificati, capaci di alimentare un interesse crescente in particolare tra i consumatori del Nord America, del Nord Europa e dell’Estremo Oriente. Brand autorevole e riconosciuto a livello internazionale, Vinitaly ha in Vinitaly International il suo braccio operativo all’estero, per entrare in contatto in loco e invitare a Verona importatori e buyer dei mercati più interessanti. Così, dopo New York a inizio febbraio, Vinitaly International sarà in Cina pochi giorni prima dell’inaugurazione dell’esposizione veronese, partecipando dal 25 al 28 marzo all’International Wine & Spirits Show di Chengdu, evento fuorisalone del China Food and Drinks Fair for Wine & Spirits. Si tratta di una delle storiche (30 anni) e più importanti fiere b2b del comparto vitivinicolo cinese, dove saranno presenti 700 espositori italiani e 8.000 visitatori professionali al giorno. Organizzato da Vinitaly International anche Opera Wine, il grand tasting ‘Finest Italian Wines, 100 Great Producers’, che si svolge nel palazzo della Gran Guardia a Verona alla vigilia dell’inaugurazione di Vinitaly, realizzato in collaborazione con Wine Spectator. In contemporanea con Vinitaly si svolgono altre due esposizioni: Sol&Agrifood, la rassegna dell’agroalimentare di qualità, ed Enolitech, che oltre ai mezzi tecnici per la produzione di vino e olio extravergine di oliva propone bicchieri, accessori e attrezzature per la cantina e l’enoteca presentati dalle più prestigiose aziende del mondo.