GALDINO DICE: SIA INDIMENTICABILE ANCHE LA TAZZINA DI CAFFE’!

di Galdino Zaracaffè

In questo nostro “bel Paese” abbiamo una ristorazione che ci fa sentire orgogliosi: prodotti del territorio, ricette della tradizione, dell’innovazione, ci portano in tavola piatti meravigliosi. E fin qui va tutto bene, poi alla fine di un pranzo o di una cena in trattoria e/o ristorante ordiniamo il caffè e spesso la nota diventa dolente. Da una recente indagine di ApertaMente per conto dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano e dell’Istituto Internazionale assaggiatori caffè risulta che il 60% dei consumatori pensa che l’espresso al ristorante sia di qualità peggiore di quello che si consuma al bar. Il momento del caffè riveste una grande importanza e va curato come si ha cura di far gustare un pasto di straordinaria qualità. Un rito, soprattutto per noi italiani, al quale va dedicata la giusta attenzione. E’ l’ultimo sapore, l’ultimo ricordo del nostro palato che ci si porta a casa e non deve assolutamente essere sottovalutato da chef e ristoratori. Ancora prima dell’assaggio è importante che il caffè arrivi al tavolo “caldo”!!!  Se il caffè è cattivo non c’è bisogno di assaggiarlo, si sente subito al naso, poi sta al vostro buon cuore: potete berlo lo stesso, magari allungandolo oltre misura con l’acqua o correggendolo con qualche liquore, oppure lasciarlo lì intatto fino a quando verranno a portarvi il conto. Se il cameriere avrà la sensibilità di chiedervi se il caffè aveva qualcosa che non andava, spiegategli con calma che faceva ribrezzo e quindi non l’avete bevuto. Non esiste nessuna logica per servire un caffè di scarsa qualità se non uno squallido tentativo di risparmio e non serve camuffare una scarsa qualità con tazzine di design o accattivanti. Non starò qui a fare “i conti in tasca” sul ricarico di una tazzina di caffè, ma tengo a ribadire che non esiste alcuna consumazione di trattoria, bar o ristorante che abbia un ricarico maggiore. Se mai l’aspetto nuovo, oltre a comperare un prodotto di alta qualità (e in commercio se ne trovano tantissimi) è quello di promuoverne la cultura attrezzando il personale di sala alla conoscenza della filiera per rendere più partecipe e consapevole il consumatore su cosa sia realmente un buon caffè. L’alta ristorazione in questi ultimi anni sta inserendo il caffè in cialda con la possibilità di diverse miscele, la scelta si dice sia determinata dallo scarso utilizzo della macchina da caffè considerato, di norma, il basso numero di coperti. Si potrebbe obiettare che nella nostra “importante” ristorazione si fanno menù degustazione anche per una sola persona, perché non personalizzare anche un caffè? Gli accorgimenti per il mantenimento di una buona macchina per caffè sono semplici: pulizia costante e conservazione del caffè.  Dobbiamo rendere indimenticabile l’esperienza del caffè!!!

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