GAFFE? E LA MCDONALD’S RACCOMANDA CIBI PIU’ SANI

Michelle Obama durante la campagna anti obesità

Michelle Obama durante la campagna anti obesità

Giustamente l’amico Gino Bortoletto, bandiera  attivissima di Slow Food in Veneto e non solo, mi segnala una divertente curiosità che riguarda il più noto distributore di fast food al mondo, ovvero  quella McDonald’s che ha gettato solide radici anche nel nostro Stivale. Il fatto è questo. Qualche giorno fa, precisamente la vigilia  di Natale, sul sito web McResource Linea, dedicato agli impiegati della catena, McDonald’s stessa aveva avvertito i suoi dipendenti: “Non mangiate fast food, fa male”. In diversi articoli, infatti, si definivano non salutari i consumi di cheesburger e cibi fritti perché “…l’eccesso di calorie, i grassi saturi, lo zucchero e il sale contenuti in questi prodotti possono portare all’obesità”. La notizia fece subito il giro  del mondo perché fu ripresa dalla Cnbc, una delle maggiori reti televisive via satellite degli Usa. Altrettanto in velocità la casa madre McDonald’s (Illinois) ha oscurato il sito, nel quale, gestito da una società esterna, si mettevano a confronto  con tanto di foto un bicchierone di bibita gassata, patate fritte e un cheesburger con a fianco la scritta “Unhealthy choice: scelta insalubre” e a fianco un bel bicchiere di acqua, un piatto di verdure e una baguette con verdure e carne con a fianco la scritta “Healthier choice: scelta più salubre”. E sotto si raccomandava di non esagerare con troppo formaggio, pancetta, maionese e bibite gassate. La McDonald’s ha reagito alla diffusione della notizia da parte della Cnbc osservando che “Le informazioni e il contenuto del sito sono state travisate e portate fuori contesto. Hanno generato giudizi e commenti inappropriati”. Da qui l’oscuramento temporaneo del sito. Però bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Perché l’intento della McDonald’s era quello di sottolineare il fatto che i menu proposti nei suoi fast food comprendono da tempo anche insalate, pollo alla griglia, succhi di frutta e via discorrendo. Evidentemente, un infortunio sulla via della comunicazione. Resta il fatto, comunque, che formaggi, salumi, bibite gassate, fritti e salse a iosa fanno davvero male ed è risaputo che negli Stati Uniti una delle piaghe sociali più devastanti sia proprio l’obesità in adulti e ragazzini, contro la quale si è schierato il presidente Obama con la moglie Michelle. E contro la quale il re televisivo del food britannico, James Oliver, ha svolto una lunga campagna dimostrativa nelle scuole Usa per educare giovani e non più giovani a mangiare meglio.

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CARTA DA FORMAGGIO IN DIFESA DELLA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA

formaggioE’ appena uscito il nuovo numero di Carta da Formaggio la fanzine diretta da Alberto Marcomini e che fa capo a Guru del Gusto da punto di vista redazionale. Da segnalare subito la nuova veste tipografica più piccola di formato, più elegante, in carta lucida, insomma una piccola “rivista” del settore. All’interno ci sono diversi interventi di produttori che spiegano come il 2014 sarà l’anno del formaggio, vista che l’affermazione del caseus italiano anche all’estero sta procedendo quasi a numeri geometrici e la qualità dei nostri formaggi migliora di anno in anno. L’appuntamento di verifica sarà al solito con Formaggio in Villa, la rassegna nazionale che si tiene a villa Braida di Mogliano Veneto (Tv) e che nel 2014 si terrà dal 22 al 24 marzo, evento che ad ogni edizione fa registrare un notevole aumento di visitatori ed espositori. Carta da Formaggio di dicembre, però, è anche un numero dedicato alla mozzarella di bufala campana (con tanto di testimonianze dirette di produttori e del consorzio), perché il soffice e profumato latticino sta subendo una campagna (e una conseguente crisi) a causa dello scandalo della cosiddetta Terra dei Fuochi ed è un numero in difesa. Scrive Marcomini nel suo editoriale: “Purtroppo, come spesso accade, un giornalismo d’assalto, cacciatore di scoop è riuscito a mettere in ginocchio un’intera provincia, Caserta, e tutta la Campania. Ricordo a tutti che gli organi di controllo dei consorzi che rappresentano le DOP, in questo casa parliamo di mozzarella di bufala campana DOP, sono molto scrupolosi e sino ad ora dopo centinaia e centinaia di prelievi non è stata trovata traccia di metalli pesanti. E’ logico che i giornali si devono vendere, e la tv deve fare audience, ma attenti così non si fa altro che far soccombere una realtà di 115 caseifici, 1500 allevamenti di bufala che danno lavoro a 1500 persone, prima di parlare davanti a una telecamera, o scrivere su un giornale pensateci non una volta ma molto di più!!” A riprova delle proprie argomentazioni Marcomini pubblica anche un intervento di Antonio Lucisano, direttore del consorzio di tutela della mozzarella campana: “Per questo prodotto non esiste a tutt’oggi un solo dato analitico che confermi un qualsiasi rischio di presenza di diossina plb e metalli pesanti, nè nel prodotto finito, nè nel latte nè negli animali allevati nei 1500 allevamenti facenti parte del sistema DOP. Questa è la situazione relativa al prodotto a denominazione d’origine protetta, l’unico a subire annualmente qualcosa come 10.000 controlli qualitativi”. Il consorzio, però, vita l’aria che tira, ha voluto fare di più: ha invitato le principali associazioni di tutela dei consumatori ad acquistare mozzarelle ed altri prodotti on line e ad inviare i prodotti acquistati a un laboratorio di analisi tedesco riconosciuto a livello internazionale che effettuerà i test specifici più qualificati. La scelta straniera è stata fatta unicamente per un motivo: la mozzarella di bufala campana, come il Prosecco, ha fatto e sta facendo il giro del mondo.mozzarella-bufala

LA LEGGE SUGLI AGRITURISMI E’ UNA MAZZATA ALL’ENOGASTRONOMIA

*da Maurizio Francescon coordinatore regionale di Assoturismo Veneto riceviamo e pubblichiamo

Maurizio Francescon

Maurizio Francescon

Inutile nascondere la nostra amarezza rispetto ad un provvedimento della Regione che produrrà effetti negativi sull’intero sistema della ristorazione regionale, dichiara Maurizio Francescon coordinatore Regionale di Assoturismo Confesercenti, dopo l’approvazione della nuova legge regionale sugli agriturismi. In pratica ci troviamo di fronte ad un provvedimento che taglia ogni regola ed ogni controllo (solo igienico sanitario) alle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Saranno molti i proprietari di piccoli appezzamenti di terreno che anziché affrontare le regole della ristorazione apriranno un agriturismo. “Le attività commerciali di ristorazione, di alloggio e del tempo libero colte dagli imprenditori agricoli sono attività complementari rispetto all’attività principale di agricoltori. Se, come sta accadendo nel commercio, queste attività diventano in realtà le principali, non avremo più un agricoltore che fa l’agricoltore ma avremo un falso agricoltore che fa il falso ristoratore. In altri termini se l’agricoltore può fare il ristoratore come prevede la nuove legge, dovrà dedicare tutto il tempo alla ristorazione e quindi sparirà la sua attività agricola; cosa per altro già vista in tantissimi mercati su area pubblica da parte di falsi commercianti che si spacciano per agricoltori. Tutto questo  porterà non solo a concorrenza sleale all’interno del settore della ristorazione e alloggi, ma anche avrà ripercussioni negative nell’importante settore turistico che è la nostra enogastronoma infatti c’è il rischio di una effettiva caduta della qualità della ristorazione nella nostra regione e di perdita complessiva della competitività del sistema enogastronomico regionale. In conclusione si tratta di una vera e propria mazzata al nostro sistema enogastronomico ed indirettamente a quello turistico con l’obiettivo , assurdo, di accontentare qualche elettore.

 

 

E’ USCITA MAGNAR BEN 2014: LA GUIDA ENOGASTRONOMICA DELL’ALPE ADRIA

2014E’ stata una bella esperienza che mi ha fatto girare qua e là in quelle regioni che vengono conosciute anche come Alpe Adria e, visti i risultati, le persone conosciute, i ristoranti, i prodotti, i vini, i paesaggi e le culture è un’esperienza che ripeterò con entusiasmo. Un’esperienza che anche con il mio contributo ha permesso anche quest’anno l’uscita in libreria della Guida Magnar Ben 2014, Best Restaurants, Wines & Food of Alpe Adria, giunta alla 18^ edizione con 410 ristoranti censiti e descritti, 208 vini selezionati, 30 Awards internazionali alle migliori cucine e vini. Una guida per chi ama viaggiare, scoprire, vivere l’enogastronomia di qualità di un territorio unico al mondo tra Italia, Austria, Slovenia e Croazia. L’Alpe Adria è terra di rara bellezza che non ha paragoni al mondo, la macroregione si estende dall’Alto Adriatico all’Austria a nord, a ovest fino alla Lombardia, a est fino alla Croazia Istriana ed alla Slovenia. Le alpi sono quindi il punto di contatto dove si uniscono i territori prealpini, padani, carsici, istriani, le valli del Vipava e l’area continentale di Lubiana e i laghi carinziani fino alle colline della Stiria. Uno scrigno ricco d’unicità enogastronomiche che emergono da secolari intrecci culturali, storici, commerciali e biologici d’Italia, Austria, Slovenia e Croazia. In questo territorio Club Magnar Ben da anni è affidabile riferimento per chi ama scoprire la grande e la piccola ristorazione di qualità, le curiosità vitivinicole e agroalimentari. La nuova edizione, diretta dall’enogastronomo Maurizio Potocnik (Presidente Fondatore) in collaborazione con i giornalisti Cristiana Sparvoli e il sottoscritto Francesco Lazzarini, propone infatti 742 pagine a colori con più di 400 ristoranti selezionati e pubblicati in una ricca scheda con fotografie a colori, le valutazioni per quanto riguarda la cucina e la carta vini, la recensione con la segnalazione dei piatti più significativi, tra ristorazione classica, contemporanea, trattorie, osterie ed enoteche con cucina, konobe, gostilne, taverne, gasthaus, wirtshaus. Più di 200 vini recensiti dal team di degustatori guidato da Giampietro Comolli, con novità, controtendenze, recupero di vecchi vini, ricerca della diversità di gusto e passione. L’edizione 2014 assegna anche 16 Awards Internazionali nella sezione Best Restaurants e 14 nella sezione Best Wines. I premi saranno consegnati nel mese di marzo 2014 nell’ambito di una delle manifestazioni itineranti Best of Alpe Adria, Restaurant, Wines & Food.Tra le novità 2014: completata anche la provincia di Brescia sia per quanto riguarda la ristorazione che la produzione vitivinicola. Segnalati anche alcuni locali nella sezione “pizza gourmet” una realtà ristorativa che si sta consolidando e che unisce capacità di ricerca nelle farine e nelle lievitazioni naturali a prodotti territoriali di elevata qualità. Molta attenzione è stata dedicata alla valorizzazione di nuovi format ristorativi e alle piccole realtà di territori dove è più difficile fare ristorazione, come ad esempio tutta la fascia pedemontana che dalle Alpi Giulie arriva fino al lago di Garda. L’edizione 2014 è distribuita in Italia nei paesi dell’Alpe Adria al prezzo di copertina di 23 euro, la presentazione ufficiale è programmata per il 26 gennaio 2014 nella città di Conegliano. Questi i riconoscimenti Best of Alpe Adria Restaurants Awards 2014 assegnati dalla commissione diretta da Maurizio Potocnik, Cristiana Sparvoli e da me, Francesco Lazzarini: Miglior ristorante di cucina creativa e di ricerca: Spinechile Resort – Corrado Fasolato (Veneto VI). Il Ridotto – Gianni Bonaccorsi (Veneto VE). Miglior ristorante di mare: Marcandole – Roberta e Alessandro Rorato (Veneto TV). Miglior Ristorante di Terra: Zum Baren – Joseph & Joseph Trippolt (Austria-Carinzia); Locanda San Lorenzo – Renzo Dal Farra (Veneto BL). Miglior ristorante di Locanda: L’Artigliere – Davide Botta (Veneto VR); Locanda Devetak – Famiglia Devetak (Friuli Venezia Giulia GO). Miglior ristorante d’Albergo: Orso Grigio – Renzo e Cristian Bertol (Trentino TN). Miglior Trattoria: Ai Cacciatori – Danel e Angelina Corte (Friuli Venezia Giulia PN).Miglior Osteria: Da Paeto – Eddy Biasiolo e Tommaso Zacchello (Veneto VE). Miglior ristorante Innovativo: Officina Cucina – Andrea Mainardi (Lombardia BS). Miglior ristorante Emergente: Feva – Nicola Dinato (Veneto TV). Miglior ristorante Biologico: Kristof – Kristof e Tomaz Bolka (Slovenia). Piatto dell’anno: Restaurant Badi – Nado “Badi” e Mileva Badurina (Croazia-Istria) con il Branzino in crosta di pane aromatizzato alle erbe.Premi alla carriera: Giorgio Suraci – Ristorante Al Lido (Friuli Venezia Giulia TS); Fam. Pasquali – Ristorante Alla Borsa (Veneto VR). Questi invece i premi Awards Best of Alpe Adria Wines 2014 assegnati dalla commissione diretta da Giampietro Comolli: Alla  Carriera Best of Alpe Adria: Franco Lunelli, Ferrari-Lunelli (Trentino Alto Adige TN). Miglior Franciacorta:  Franciacorta prima Cuvèe Brut di Monte Rossa (Lombardia BS). Miglior Spumante Metodo Tradizionale: Rinaldi Suprême Cuvèe Privée Rinaldo Rinaldi R.D. di Villa Rinaldi (Veneto VR). Miglior Spumante Metodo Italiano: Vigneto Giardino Rive di Colbertaldo Dry Valdobbiadene Docg di Adami (Veneto TV). Miglior Spumante Rosè: Rosè Brut Arunda Metodo Classico di Arunda (Alto Adige BZ). Miglior Effervescenza Ancestrale: Trentaseimesi Roccat (Veneto TV). Miglior Vino Autoctono 100%: Sladki Muskat di Vinakoper (Slovenia). Miglior Vino Bianco: Zamò Bianco di Le Vigne di Zamò (Friuli Venezia Giulia UD). Miglior Vino Rosso: Izbrani Teran di Stoka (Slovenia). Miglior Vino Passito: Raboso Passito di Bonotto delle Tezze (Veneto TV). Miglior Vino Emergente: Valdobbiadene Girardi Brut Grande Cuvée (Veneto TV). Miglior Vino Biologico: Zublì Garda Bianco Classico biologico di Civielle Cantine della Valtenesi e della Lugana (Lombardia BS). Miglior Vino Biodinamico: Rhein Riesling di Gartner (Austria-Carinzia). Miglior Etichetta Premio Packaging Topline: Pinot Bianco di Villa Locatelli Angoris (Friuli Venezia Giulia GO)

CORSO DI CUCINA CON ANTONIA KLUGMANN AL VENISSA

Antonia Klugmann chef del Venissa

Antonia Klugmann chef del Venissa

Regalare un corso di cucina in un’isola di Venezia. La “tendenza” 2014 è lanciata dal 14 febbraio dal ristorante stellato Venissa (isola di Mazzorbo) e dal suo chef Antonia Klugmann. Nel giorno di San Valentino, infatti, riaprirà i battenti e nei fine settimana dello stesso mese e di marzo si terrà uno speciale corso di cucina con la stessa Antonia Klugmann. Vi potranno aderire otto partecipanti al massimo, che potranno cucinare e degustare un menu raffinato e completo, imparando i segreti su come reperire gli ingredienti in tenuta, nelle isole e nei più importanti mercati. L’esperienza sarà coronata dalla cena con menu degustazione allo stesso ristorante Venissa e dall’assaggio della seconda annata del Simbolo d’Oro della Venezia Nativa. Il programma per il venerdì prevederà la spesa al mercato del pesce di Rialto e poi l’abbinamento tra cibo e vino, oltre al pranzo alla Danieli Wine Suite. Si proseguirà con la visita alla tenuta Venissa e poi spazio ai dolci tipici veneziani del Carnevale e della Pasqua. Si concluderà con la cena libera. Il giorno seguente, colazione gourmet a Venissa, poi una raccolta di erbe spontanee e della verdura e apprendere come nasce un menu stellato. Pranzo con i cuochi Venissa e proseguimento nella conoscenza delle tecniche di cucina e della creazione del menu di degustazione. Chiusura del sabato con la cena. La domenica, invece, dopo la colazione gourmet, si potrà visitare le esperienze gastronomiche alla scoperta della Venezia Nativa. Il prezzo dell’intero corso è di 430 euro, per il solo sabato 285 euro.

Per informazioni e prenotazioni, chiamare lo 041-5272281.

RADICCHI STELLARI: UN VIAGGIO DI CRISTIANA SPARVOLI CON NOVE CUOCHI

RADICCHIE’ un libro fatto con passione e per passione quello che Editoriale Programma ha appena pubblicato con il titolo Radicchi Stellari . Il fatto è che Cristiana Sparvoli è donna e giornalista  che da anni si occupa con rara efficacia del mondo enogastronomico. Non c’è infatti nella Marca Trevigiana oste o cuoco che non la conosca, perché Sparvoli si spende,  per così dire, a 360 gradi a sostenere l’attività della ristorazione quando essa sia meritoria per qualità e non solo, vedasi,  a memoria, i suoi numerosi articoli dedicati anche all’agroalimentare in genere. Detto questo, per inquadrare “il colpevole”, tocca ora dire del libro, che ha una bella veste tipografica agile e accattivante, con numerose fotografie e altrettanti preziosi disegni opera di Mario Sparvoli, padre dell’autrice, per altro autore anche del manifesto dell’ottava edizi0ne (1983) del Festival del Radicchio Rosso di Treviso e pittore di vaglia. Questo volumetto, se la fortuna arriderà, è il primo di un viaggio “altolocato” lungo le eccellenze agroalimentari del Triveneto che Sparvoli ha iniziato partendo proprio dalla patria del radicchio (così come dimostrò 40 anni fa Aldo Van Den Borre in un pregevole articolo su l’allora Vin Veneto, rivista fondata dal padre della gastronomia della Marca e oltre, Beppe Maffioli, articolo che viene riprodotto per intero libro), almeno di quel radicchio rosso che come il Prosecco ha ormai valicato gloriosamente i confini del Belpaese e conquistato i cuochi di ogni continente. E il viaggio alla ricerca del radicchio ha toccato nove auguste tappe, perché Sparvoli non si è accontentata dei radicchi di casa, ma è andata a scoprire, capire, gustare anche il Veronese e la Rosa di Gorizia. Occorre dire che se i radicchi sono i protagonisti, i cuochi lo sono altrettanto? Certamente no. Così se il radicchio di Verona è intepretato da Davide Botta (L’Artigliere di Isola della Scala) e da Corrado Fasolato (Spinechile Resort di Tretto di Schio), ecco che per quanto riguarda le “rose” della Marca Nicola Dinato (Feva di Castelfranco) propone il variegato, Marco Bortolini (Da Gigetto a Miane), Raffaele Ros (San Martino di Scorzè) e Renzo Dal Farra (Locanda San Lorenzo di Puos d’Alpago) il Rosso di Treviso, si trascorre fino nella Venezia Giulia per raccontare i piatti con la Rosa di Gorizia assieme a Gabriella Cottali Devetak (Locanda Devetak di San Michele in Carso), ad Alessandro Gavagna (La Subida di Cormons) e di Antonino Venica (Tavernetta al Castello di Capriva del Friuli). Nove grandi protagonisti della cucina per la maggior parte “stellati” dei quali Sparvoli fa un breve e accurato ritratto, mentre nel contempo dedica al radicchio un nutrito excursus storico e infine, ma non certo da ultime, nove fresche ricette una per ogni cuoco in questione, ricette con tanto di dosi e spiegazione del procedimento. Piatti comunque golosi solo a leggerli o a vederli fotografati o ritratti e sicuramente non impossibili da fare anche fra le mura domestiche come, tanto per citare, “le sarde in saor su tempura di radicchio di Castelfranco” di Nicola Dinato o “la Rosa di Gorizia e il coniglio marinato con lo speck croccante” di Gabriella Devetak, dove sarebbe il caso di andare per assaggiare un radicchio meraviglioso e raro visto che lo producono soltanto sette piccoli agricoltori. Così questo libro di Sparvoli ha anche il merito di porre l’attenzione su una coltura rara, quasi in via di estinzione, che sarebbe il caso di proteggere e incentivare. Visto che la ricchezza del Belpaese passa spesso e sovente per l’agroalimentare.

“IL PESCE POVERO DIVENTA CHIC” ALLA FINALE MONDIALE DEI MIGLIORI LIBRI DI CUCINA

Copertina pesce bianca.indd Il libro “Il pesce povero diventa chic” di Maurizio Potocnik vince per l’Italia il Best Mediterranean Cuisine Book e vola alla finale dei migliori libri al mondo “The Best in the World” che si terrà in Cina a Beijing nel mese di maggio 2014. Per la seconda volta Club Magnar Ben ai vertici della editoria mondiale, il libro “Il pesce Povero diventa chic” è miglior libro per l’Italia nella categoria “miglior cucina mediterranea”, lo ha comunicato nei giorni scorsi Edouard Cointreau, presidente del Gourmand World Cookbook Awards di Madrid (Spagna), l’organizzazione internazionale che ogni anno seleziona più di 35.000 libri di cucina e vini provenienti da tutto il mondo. Nel 2011 Club Magnar Ben, la piccola casa editrice che opera nell’Alpe Adria, con il libro “Vasocottura” scritto da Cristian Mometti riceveva due premi come miglior libro di cucina italiana nella categoria “First Book” e 4° assoluto al mondo nelle categoria “The Best in the World”. Fare un grande piatto da un prodotto “povero”, era questa la sfida di Maurizio Potocnik per rivalutare e mettere sotto i riflettori dell’opinione pubblica una tipologia di pesce da sempre considerata povera. Il libro “Il pesce povero diventa chic”, pubblicato nel mese di maggio 2013, è un percorso ricco d’energia affrontato con una grafica innovativa e diretta, con racconti di pesca e ricette realizzate in collaborazione con 6 grandi chef/ristoratori che dedicano 24 modi innovativi per cucinare il pesce azzurro dell’Alto Adriatico. Dal Golfo di Trieste con il Ristorante “Al Bagatto” di Roberto Marussi alla laguna di Venezia con il ristorante “Da Domenico” di Domenico Minoia e Cecilia, dalle colline trevigiane con Cristian Mometti alla campagna veneta lungo il fiume Dese al ristorante-osteria “Perbacco” di Monica Frezza e Stefano Tosato ed ancora nella storica Riviera del Brenta con la famiglia Minchio che gestisce l’elegante ristorante “Villa Goetzen” di Dolo. Il percorso si conclude nel delta del fiume Po a Santa Giulia all’Osteria Arcadia gestita da Arcadia e dalla figlia Pamela Veronese. Il libro distribuito nelle librerie italiane si avvia alla seconda ristampa, un bel successo per una piccola casa editrice.

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STORIE E RICETTE DI RADICCHI STELLATI A CASTELFRANCO

radicchioStorie di chef e ricette d’autore (Editoriale Programma) è l’ultima fatica (in ordine di tempo) della giornalista trevigiana Cristiana Sparvoli. Il libro sarà presentato mercoledì 18 dicembre ore 18 al Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto. Naturalmente sarà anche un’occasione conviviale con i vini di Daniela Caldart (Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg) e di Ida Agnoletti (Colli Asolani Montello Docg), abbinati ai finger food al radicchio Variegato di Igp e Rosso di Treviso Igp dello chef Nicola Dinato del Feva, uno dei nove protagonisti del libro della Sparvoli. Perché la collega prima della stesura del volume è andata a “caccia” di storie, tradizioni, culture e colture del Radicchio Rosso di Treviso precoce e tardivo, del Variegato di Castelfranco, del Rosso di Verona e Chioggia e del rodigino di Lusia nel Veneto. Mentre in Friuli Venezia Giulia in un paniere ricco di radicchi triestini e spontanei, regnano i “sofisticati” Canarino e Rosa di Gorizia. “Le prelibate cicorie venete e friulane sono la materia prima di questo viaggio letterario tra le perle dell’orticoltura a Nordest… interpretate da chef di gran talento. Nove “artisti” della ristorazione che raccontano anche un po’ di sè: storia privata e professionale per coglierne la personalità in cucina, espressa poi materialemente in una preparazione a base di radicchio. Prodotto di una filiera tracciabile, dal seme alla tavola, ottenuto con rispetto delle buone pratiche certificate dai consorzi di tutela e promozione, che cuochi e cuoche interpretano secondo estro e tradizione del proprio territorio. Ecco perchè “Radicchi stellari”: non solo per l’abilità di chi li “trasforma” in piatti speciali, ma anche per l’alto valore di questi ortaggi unici. Il tour in nove chef parte dalla campagna veronese (Davide Botta), prosegue in direzione di Schio nel vicentino (Corrado Fasolato), passa lungo la strada del radicchio che tocca Scorzè nell’entroterra veneziano (Raffale Ros), entra nella Marca Trevigiana (Nicola Dinato e Marco Bortolini), risale verso il Cansiglio e Puos d’Alpago (Renzo Dal Farra). Quindi varca i confini veneti e punta alla provincia di Gorizia per conoscere Alessandro Gavagna, Gabriella Cottali Devetak ed Antonino Venica. Ad arricchire la pubblicazione gli scritti risalenti al 1924 di Aldo Van den Borre, discendente del vivaista belga Francesco che, alla fine del XIX, nella Marca Trevigiana aprì la strada alla “moderna” coltivazione del radicchio rosso (da cui poi sono derivate altre varietà), oggi un “must” veneto nel mercato italiano ed internazionale.”*

*dall’introduzione del libro

L’ENO-PREMIO SANTA MARGHERITA: TRE RACCONTI IN ETICHETTA

Da sinistra: Gaetano Marzotto, presidente Gruppo Vinicolo Santa Margherita;  Ettore Nicoletto, AD  Gruppo Vinicolo Santa Margherita; Frediano Tavano, Lorenzo Franchini e Simonetta Pignotti

Da sinistra: Gaetano Marzotto, presidente Gruppo Vinicolo Santa Margherita; Ettore Nicoletto, AD Gruppo Vinicolo Santa Margherita; Frediano Tavano, Lorenzo Franchini e Simonetta Pignotti

Conclusa l’ottava edizione del Premio Eno-Letterario Esploratori del Gusto.Tre racconti inediti sono i nuovi best sellers 2013, sulle retro etichette delle bottiglie Santa Margherita. La crescita di Santa Margherita, una delle realtà vitivinicole italiane più brillanti e attive, passa anche attraverso il mondo della cultura, con la convinzione che vada incentivato grazie ad iniziative al di fuori degli schemi tradizionali, con un linguaggio sempre più coinvolgente ed attuale, alla portata di tutti. A questo proposito, da otto anni viene organizzato il Premio Eno-Letterario Esploratori del Gusto, un concorso di narrativa per racconti inediti, che abbiano come tema il vino, pubblicati sulle retro etichette di una selezione di bottiglie Santa Margherita.La manifestazione è cresciuta ogni anno, posizionandosi tra le più prestigiose nel panorama dei premi letterari: oltre 14.000 autori esordienti hanno inviato i loro racconti fino ad oggi, affiancati da firme note della letteratura contemporanea che, come autori DOC, presentano brevi racconti fuori gara. Questo grazie anche alla collaborazione con Librerie Feltrinelli, che affianca l’Azienda come partner sin dalla prima edizione del Premio.Nella selezione dei racconti, quest’anno Inge Feltrinelli, in qualità di presidente della giuria, è stata affiancata da personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, come Monica GuerritoreFrancesca Topi, direttrice del canale Alice TV, Neri Marcorè e da Ettore Nicoletto amministratore delegato del Gruppo Vinicolo Santa Margherita. Tre i racconti vincitori che, con una tiratura complessiva di oltre 700.000 copie, stampati e allegati come retro etichette a libro alle bottiglie di Pinot Grigio Valdadige DOC, faranno bella mostra di sé nelle enoteche, nei migliori ristoranti e presso i clienti più rappresentativi di Santa Margherita. E’ stato possibile inviare il proprio racconto, di 4.000 battute, spazi compresi, collegandosi all’apposita sezione “Premio Eno-Letterario” del sito Santa Margherita, dal 30 luglio al 30 settembre 2013. La notizia è stata data anche attraverso un simpatico segnalibro da ritirare presso le Librerie Feltrinelli, sui blog, sulle più importanti testate nazionali e su numerosi siti internet. In palio buoni acquisto di libri, del valore di 1.500, 1.000 e 500 euro, per i primi tre classificati, assieme ad una selezione di Magnum Santa Margherita. Questi i vincitori 2013: 1° classificato “4 scodelle di porcellana bianca” di Lorenzo Franchini; 2° classificato “Giulia” di Simonetta Pignotti; 3° classificato “Solo per me” di Frediano Tavano. Franchini vive e lavora a  Induno Olona (VA). Nel suo laboratorio artigianale realizza decorazioni pubblicitarie. La sua passione – oltre alla scrittura – è viaggiare in sella alla sua Vespa, sempre la stessa dal 1981, con la quale nel 2005 ha attraversato l’Argentina da Buenos Aires fino alla Terra del Fuoco. Da questo viaggio è nato un libro pubblicato nel 2009: “Hasta la Fin del Mundo… in Vespa!”. Collabora con il mensile Mototurismo. Simonetta Pignotti vive a Roma, è laureata in Giurisprudenz e si occupa di normativa e contenzioso presso la Direzione del Personale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Frediano Tavano biellese di nascita vive a Milano da 15 anni. Ha frequentato il liceo classico e ha sempre amato scrivere. Dopo aver lavorato come copywriter in una grande agenzia di pubblicità, è ora freelance a tutto campo. Ha pubblicato qualche racconto breve in occasioni sparse.

AI MURAZZI: PESCE DI LAGUNA E PASSIONE

Ai Murazzi, al Lido di Venezia, il pesce è d’obbligo, non fosse altro perché questo caratteristico ristorante è in riva al mare. E, quel che più conta, è che è tutto veneziano doc a cominciare dal proprietario, oste convinto e appassionato, del quale appena sai quello che ha fatto fino all’altro giorno sgrani gli occhi e quasi non ci credi. Perché Angelo Bianchini, che rilevato il locale nel 2012, è stato pilota delle formula Uno del mare, e non da poco, visto che ha conquistato anche titoli mondiali di categoria in coppia con Saul Bubacco. E ai fornelli c’è un altro veneziano Doc, Massimo Cavalieri cuoco di professione nato e cresciuto nel sestiere di Castello.  La faccenda è che Angelo oltre alla motonautica (guardate qualche bella foto alle pareti del locale) ha sempre avuto anche la passione per la cucina, così quando ha smesso con i bolidi ha ben pensato di rilevare e aprire questo locale da sempre al centro della ristorazione lidense. E allora ci siamo andati in bella compagnia con altri colleghi, con sommelier professionisti e bisogna dire che è stata una serata piacevole sotto tutti i profili a cominciare dai vini suggeriti e serviti da quel simpatico e bravo Jean Albert Balbinot, che regge una nota enoteca a Vittorio Veneto e che propugna vini di ottima qualità. E il pesce servito ha fatto la sua grandissima figura per freschezza e per cottura perfetta anche se non sofisticata. Com’è giusto per un locale che trova la sua materia prima direttamente in Laguna o al massimo lo cerca frra Chioggia, Caorle e Marano, così come le verdure stagionali che provengono dall’Estuario veneziano. La cantina? Una sessantina di etichette in prevalenza bianchi de si fa anche servizio al bicchiere. In media si spendono 40-45 euro, bevande escluse. E con la bella stagione si può cenare con la vista del mare. dentro+40fuori. Dolci tutti fatti in casa; gelati artigianali; in stagione anche selvaggina. Ecco alcuni dei piatti che abbiamo felicemente gustato:MURAZZI CRUDO

Crudo di scampi e tonno, crostacei freschissini da prendere in mano e tonno altrettanto fragrante;MURAZZI POLENTINA canoce e peoci fritti con polentina, croccanti e da leccarsi le dita;MURAZZI RISOTTO

ecco il risotto alla marinara, profumato e cotto al dente alla perfezione; era stato preceduto dagli spaghetti alla malamocchina, “spaghi” davvero imperdibili e seguito da un branzino selvaggio al forno con patate che averebbe richiesto il bis;MURAZZI BOTTIGLIE

Vuoti… ecco alcuni dei vini bollicine e no proposti dal “coppiere” Jean Albert.MURAZZI PARONIDa sinistra Massimo Cavalieri e Angelo Bianchini, gli anfitrioni di una serata che ha confermato come questo ristorante sia ancora un punto fermo per i gourmand che arrivano in laguna.

AI MURAZZI via Kirchmayer 16, Lido di Venezia. Tel 041.5267278; chiusura lunedì.