GUSTO: BIENNALE DEI SAPORI E DEI TERRITORI. QUATTRO GIORNI A VENEZIA

NEL NOME DI UGO TOGNAZZI

Gianmarco Tognazzi vignaiolo

Gianmarco Tognazzi vignaiolo

Saranno 4 giornate intense, piene di eventi, di degustazioni, di cooking show, di laboratori, di convegni e presentazioni quelle fra il 26 e il 29 ottobre in occasione della prima Biennale del Gusto, che si intitola più appropriatamente Gusto – biennale dei sapori e dei territori. In fin dei conti Venezia ci ha abituato alla parola Biennale ed è finalmente, diciamo noi, arrivata in Laguna anche quella dedicata a Food & Wine, per dirla molto in breve, ché la manifestazione (vedere il programma) è di grande sostanza e poca sola appariscenza pur con premi e riconoscimenti. Insomma era tempo che Venezia prendesse per mano il carro dell’enogastronomia e dell’agroalimentare, confortando così dopo secoli una storia di grande cultura quanto a cibo e vino e un primato nell’editoria enogastronomica che risale alla bellezza di sei secoli fa (si veda sull’argomento il preciso saggio di Flavio Birri Cucina sotto torchio edito da Helvetia e sul quale ritornerò quanto prima) e che durò almeno per duecento anni. E non solo quello. Perchè quanto a pratica, la cucina veneziana tramandata nei secoli è fusion, internazionale per forza, basti pensare ai commerci e all’uso delle spezie, e poi, alle eccellenze che non sono soltanto i go e i pesci di laguna, ma anche frutta, verdure (i doni dell’Estuario), la cacciagione di valle,  e il vino. Sissignori proprio quel vino che s’è andato perso per molti decenni e che ora pochi coraggiosi ben avveduti stanno coltivando con ottimo successo. Vignaioli di laguna che avranno il loro spazio nel corso della rassegna. La manifestazione, realizzata dall’Associazione Venezia Cultura Natura (partner organizzativo Tvexpress Eeventi) con il fondamentale contributo operativo di Slow Food, ha come testimonial d’eccezione l’attore Gianmarco Tognazzi, che, in onore del grande padre Ugo, raffinato gourmand e cuoco, presenterà in prima nazionale Conte Mascetti (il personaggio di Amici Miei intrerpretato dal padre) il nuovo vino della Tognazza Amata, l’azienda di famiglia. Ma non solo, perché Tognazzi con lo chef Fabio Campoli terrà uno show cooking eseguendo piatti con alcune delle ricette di Ugo Tognazzi. Altro momento clou della manifestazione sarà la presentazione in anteprima della guida ai vini di d’Italia: Slow Wine 2014 con la presenza dei curatori. Momento arricchitto, per tutta la manifestazione, dalla possibilità di degustare per la prima volta le oltre 1.000 etichette selezionate dalla guida di Slow Food e tutti i vini segnalati con i riconoscimenti attribuiti dalla guida. Ci sarà anche uno spazio dedicato ai progetti di Slow Food, un’Enoteca per le degustazioni e un locale dove poter assaggiare piatti della tradizione e i prodotti dei Presidi.  E per quanto riguarda i vini, non è finita. Ci saranno alcuni eventi molto particolari e per certi versi eccezionali come: il laboratorio con Angiolino Maule, grande vignaiolo, che accompagnerà i partecipanti lungo i sei vini da lui preferiti e tutti di produttori, come lui, naturali; il laboratorio delle grandi annate, ovvero 6 Amarone della Valpolicella 1997 condotto da Fabio Giavedoni e Maria Grazia Melegari di Slow Wine; che condurranno anche il laboratorio 50 sfumature di Garganega; il laboratorio Grande tra i grandi: 1999 Barolo d’annata condotto da Giancarlo Gariglio di Slow Wine;  e il laboratorio Mauro Lorenzon, l’oste del vin bon che farà assaggiare ai partecipanti i suoi vini del cuore. Accennavo più sopra ai premi. Eccolo: Premio Città di Venezia per la Gastronomia che sarà attribuito da due giurie altamente qualificate di giornalisti e grandi cuochi a Junior Chef/Junior Lady Chef (massimo 35 anni) che, attento alla sana alimentazione, con continuità ed innovazione valorizzi i prodotti del territorio con ricette semplici e legate alla tradizione, e a Senior Chef/Senior Lady Chef che, nei diversi anni di professione, abbia promosso o rivisitato le ricette tradizionali del territorio o di un’area geografica italiana, sia in patria che all’estero.  

Mara Zanetti e il marito Maurizio Martin

Mara Zanetti e il marito Maurizio Martin

E, visto che “siamo in cucina”, ecco che fra i molti eventi in programma spiccano le esibizioni, per dir così, dal vivo di alcuni grandi nomi della ristorazione di casa nostra. Insomma show cooking con Gian Luca Tomasi, Alessandro Cozzolino, Mara Zanetti Martin, Fabio Campoli, Corrado Corti, Carlo Crobeddu, Marino Panfilio, Roberto Toro, Alberto Tonizzo, Salvatore Gambuzza, Renato Piccolotto, Attilio Di Fabrizio, Giuliano Baldessari, Luigi Lovisa, Piergiorgio Siviero, Paolo Capuccio, Danilo Bei, Lorenzo Cogo, Alessandro Dal Degan.  E per quanto riguarda i cuochi segnaliamo due eventi a cena: quella di gran gala, sabato 26, nel ristorante dell’Hotel Gritti e quella, domenica 27,  nel ristorante Fortuny dell’ Hotel Cipriani intitolata ai sette peccati capitali e realizzata dai sette chef della catena dei grandi alberghi italiani Orient Express. E non è finita perché, elecando velocemente da un programma nutritissimo: Trofeo Divinando, sfida da sommelier della Fisar, workshop del turismo a cura di Tourism28, Business  to Business buyer e produttori a diretto contatto a cura di Trinit International, Cultura del formaggio a cura dell’Onaf, convegno su olio, cioccolato e Mandorla: gli Iblei e la Val di Noto incontrano la cultura azteca; presentazioni di libri di settore; mostra di ritratti di cuochi di Renato Missaglia; convegno su cibo, sostenibilità e salute umana a cura di Ca’ Foscari; conferenza nazionale a cura di Slow Food su Bere giovane: tra sobrietà e consapevolezza; lezione sulla carne dei fratelli Damini, celebri macellai e ristoratori vicentini. E molto altro ancora, tenendo conto che ci sono anche gli stand di oltre 150 espositori. Insomma un evento con la E maiuscola. Viene da pensare, anche se il progetto potrebbe far tremare vene e polsi a più di qualcuno, al futuro: ovvero che questa Biennale dei Sapori e dei Territori potrebbe diventare per la gastronomia quel che Vinitaly è per il vino. Non solo. Visto che si chiama Biennale, perché non allargare il tiro all’internazionalità gastronomica? In fin dei conti Venezia c’è abituata. Da sempre. Un’ultima annotazione, di servizio: orari: sabato e lunedì: 10-18; domenica: 10.30-17,30; martedì 10,30-18. Dove? Al Terminal Passeggeri dietro Piazzale Roma. Per info, costi, prenotazioni dei laboratori consultare il sito www.biennaledelgusto.it. Troverete il dettaglio del programma dell’intera manifestazione e un dettagliato percorso (anche con menu) Fuori Salone fra pranzi, cene e aperitivi ” A spasso per Venezia e dintorni”.

Mauro Lorenzon

Mauro Lorenzon

SUBITO UN GRANDE SUCCESSO

Mara Zanetti Martin durante il show cooking

Mara Zanetti Martin durante il show cooking

Sono stati ben 10.000 i visitatori che hanno affollato la Biennale del Gusto a Venezia solo il primo giorno di apertura. Alla presenza del presidente della manifestazione Gianni Gobbato e con i comunicati inviati da Luca Zaia Presidente della Regione del Veneto e Giuseppe Castiglione sottosegretario di Stato alle Politiche Agricole, nell’ordine sono intervenuti, Roberto Perocchio Amministratore delegato di VTP, il Vicepresidente della Provincia di Venezia, il senatore Mario Dalla Tor del Ministero alle Politiche Agricole, l’Assessore al Commercio e Attività Produttive del Comune di Venezia Carla Rey, Roberto Ciambetti Assessore al Bilancio e agli Enti Locali della Regione Veneto, l’Assessore alle Attività Produttive e Agricoltura della Provincia di Venezia Lucio Gianni, l’On. Laura Fincato, presidente delegato del Comitato Expo Venezia 2015, il Presidente regionale di Slow Food Italia Mauro Pasquali e il testimonial della manifestazione GianMarco Tognazzi che con grande ironia si è definito “un agricoltore prestato all’arte” “simbolo” di un evento che rappresenta appieno quegli stassi valori portati avanti dal padre Ugo.Tutti concordi nel dichiarare questo debutto è già una conferma del valore culturale, ma soprattutto economico, di un evento che mette in luce il territorio, i suoi valori e tutte le professionalità ad esso legate, confermando di essere fin da ora una solida realtà nel panorama fieristico nazionale. Oltre alle diecimila presenze di pubblico bisogna segnalare anche la grande affluenza di giornalisti accreditati da ogni parte d’Italia: fra telecamere, macchine fotografiche, Ipad e via discorrendo si sono contati in almeno ducento.  Tutti i presenti hanno potuto degustare, a seguito del taglio del nastro ufficiale, il rinfresco che è stato un vero e proprio evento nell’evento in grado di unire idealmente nord e sud in un intrigante miscuglio di sapori e di profumi. La collaborazione della Camera di Commercio di Cosenza, degli Chef Veneti e Dolomitici ha saputo regalare un’esperienza sensoriale e degustativa dei migliori prodotti delle loro realtà. E la ciliegina sulla torta l’ha letteralmente messa l’azienda “La Donatella” con il loro tiramisù su ricetta di Giuseppe Maffioli, padre e custode della buona tavola e della tradizione. Fin qui la cerimonia ufficiale che ha goduto di un altro evento ufficiale, ovvero la presentazione della guida dei vini d’Italia di Slow Food: Slow Wine 2014. Sala affollata per sentire i curatori illustrare lo spirito della guida e spiegare le motivazioni delle segnalazioni dei migliori vignaioli e vini secondo il censimento molto accurato e profondo della guida. Poi ressa, autentica, coda quasi insuperabile per degustare proprio i migliori 700 vini secondo la guida nel padiglione di Slow Food. E a fianco anche lì successo dello show cooking di Mara Zanetti Martin la chef e titolare della stellata Osteria da Fiore di Venezia. Come è sempre stato affollato il ristorante allestito nel grande imbarcadero del Terminal, una sorta di cucina en plein air con una nutrita scelta di piatti dagli antipasti al dolce. Tutti in fila anche lungo il grande “tunnel” degli espositori distribuito su due piani: eccellenze da tutte la parti d’Italia, ottimi vini sì, ma soprattutto leccornie gastronomiche di altissima qualità dai formaggi, ai salumi, alle salse, ai biscotti, alle trote salmonate allevate in acquacoltura di risorgiva, i bianchi e piatti fagioli del Canavese, le marmellate di arance rosse della Sicilia, ai baccalà pronti o da preparare velocemente (ma ottimi) a casa, ai prodotti dei presidi Slow Food, ai banchi dove si parla di turismo, di cooperazione dell’ospitalità, inviti a buyers stranieri a comprare  pacchetti di viaggi in Italia a gustare le nostre eccellenze. Insomma  un evento che a Venezia mancava e che proprio nella giornata inaugurale ha dimostrato la sua “necessità”.

Folla per degustare i 700 vini di Slow Wine

Folla per degustare i 700 vini di Slow Wine

UNA PIOGGIA DI PREMI. GIUSTI

E lunedì sono stati consegnati anche i premi, ovvero Il Premio città di Venezia per la gastronomia, alla sua prima edizione, che ha un ruolo centrale nella programmazione della manifestazione GUSTO-biennale dei sapori e dei territori, dedicata, come il Premio stesso al valore culturale della gastronomia italiana. La Giuria è composta da un pool di giornalisti ed esperti del settore.  Presieduta dalla Lady Chef Luisa Vallazza e dallo Chef e presidente del Club dei Buongustai Fabio Campoli, la Giuria è composta da Gabriella Bugari Presidente Delle Lady Chef Italia, Rosanna Codino giornalista, Domenica Grande giornalista, Chiara Mojana giornalista, Anna Prandoni giornalista, Romina Savi giornalista, Martina Semenzato Presidente  Scuola del Vetro Abate Zanetti, Faith Willinger giornalista, Roberto Carcangiu Chef, Claudio De Min giornalista, Bruno Gambacorta giornalista, Giuseppe Gioia giornalista, Sergio Grasso enogastronomo, Renato Malaman giornalista, Giorgio Nardelli Chef, Fabrizio Nonis giornalista, Antonino Padovese giornalista, Nicola Portinari Chef, Carlo Romito Presidente Solidus, Ferruccio Ruzzante Editore e il testimonial di gusto GianMarco Tognazzi nella veste di Presidente Onorario. Il Premio nasce per valorizzare, con un importante riconoscimento, l’antica storia gastronomica di una delle città più esclusive al mondo e portare gli chef a confrontarsi con ricette semplici e legate alla tradizione, ma che valorizzino i prodotti del territorio in maniera innovativa e con quel guizzo tipico dell’alta gastronomia. Come cita il nome stesso, il Premio vuole omaggiare la città di Venezia, ma a dispetto di localismi, il riconoscimento verrà attribuito ai migliori Chef e le migliori Lady Chef, sia Senior che Junior, a livello nazionale. L’iniziativa, organizzata da GUSTO e coordinata dallo chef Graziano Manzatto, è fortemente sostenuta dal Comune di Venezia con l’Ass. al commercio e alle attività produttive, in quanto considerata un’ottima opportunità per la promozione dell’eno-gastronomia locale. Un riconoscimento è assegnato a tutti gli Chef e Lady Chef, sia Senior che Junior, segnalati liberamente dai membri della Giuria. Ventisei chef, ognuno dei quali rappresenta uno stile unico e inimitabile, ma comunque di altissimo livello nel panorama italiano.  Le Junior Lady Chef Alessia Niero, Francesca Narcisi, Barbara Troncia e le Lady Chef Mara Martin, Isa Mazzocchi, Iginia Carducci, Nadia Pasquali e Fabrizia Meroi. Gli Chef Thomas Bellotto, Andrea Stella, Raffaele Ros, Luca Faraon, Stefano Rano, Alfio Ghezzi, Enrico Crippa, Michele Cocchi, Antonio Terzani e gli Junior Chef Eddi Riotto, Luca Magri, Fabio Mancuso, Giuseppe Losciale, Diego Rigotti, Marco Di Lorenzi, Nicola Dinato, Dario Tornatore. Ad aggiudicarsi i premi come vincitori assoluti di categoria per l’attenzione alla sana alimentazione, con la continuità e l’innovazione a valorizzare i prodotti del territorio, con ricette semplici e legate alla tradizione sono la Junior Lady Chef Antonia Klugmann del Ristorante Venissa e del Ristorante L’Argine e lo Junior Chef Alessandro Dal Degan del Ristorante La Tana. Mentre per le categorie Lady Chef e Chef hanno vinto rispettivamente Valeria Piccini del Ristorante Da Caino e Corrado Fasolato del Ristorante Spinechile per la promozione o rivisitazione (nel proprio ristorante o dove opera) lungo gli anni della carriera, nelle ricette tradizionali del territorio o di un’area geografica italiana, sia in patria che all’estero. Il presidente onorario in accordo con i presidenti di Giuria hanno scelto di attribuire un  Premio alla carriera  che per questa edizione va a Benito Morelli rinomato chef del Ristorante Benito di Velletri pigmalione culinario e fraterno amico di Ugo Tognazzi. Benito Morelli nella sua umiltà si autodefinisce un semplice cuoco, quando nella realtà dei fatti è un vero e proprio “imperatore della cucina laziale” – come sottolinea calorosamente Fabio Campoli nel presentarlo – un “oste” nel senso tradizionale della parola che si è fatto da solo con fatica e duro lavoro, ma sempre col sorriso stampato sul viso, carattere e autorità di una persona semplice. A sorpresa e con gran commozione dei presenti, il Maestro Vetraio Giancarlo Signoretto della Scuola del Vetro Abate Zanetti  ha consegnato a GianMarco Tognazzi, una splendida scultura in vetro, pezzo unico e irripetibile, modellata a immagine e in memoria del padre Ugo Tognazzi, un personaggio che è rimasto nel cuore di tutti gli italiani per la sua grande spontaneità e il suo essere, come tutti i più grandi, una persona di grande modestia.
 
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