VINITALY: IL VINO SCOMMETTE ANCORA SU SE STESSO. A RAGIONE

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DA DOMENICA PROSSIMA 7 APRILE FINO A MERCOLEDI’ 10 ALLA FIERA DI VERONA APRE LA 47. EDIZIONE  DELLA PIU’ GRANDE RASSEGNA DEL SETTORE.  95.000 METRI QUADRATI DI ESPOSIZIONE; 4255 ESPOSITORI DI CUI 128 ESTERI; CONTATTI PER ESPOSITORE: 33 CONTRO GLI 11-15 DELLE ALTRE FIERE; 140.000VISITATORI (48.600 ESTERI DA 116 PAESI); 2.496 GIORNALISTI ACCREDITATI. ORARIO D’APERTURA: DALLE 9.30 ALLE 18.30 CONTINUATO. BIGLIETTI: GIORNALIERO € 50 (ACQUISTO ONLINE € 45); ABBONAMENTO 4 GIORNATE € 90 (ACQUISTO ONLINE  € 80), INGRESSO RISERVATO A OPERATORI DEL SETTORE MAGGIORENNI. PER RAGGIUNGERE VINITALY CI SONO BUS NAVETTA DALLA STAZIONE FERROVIARIA E PARCHEGGI DISLOCATI STRATEGICAMENTE VICINI AL CASELLO DI VERONA SUD, AL MERCATO ORTOFRUTTICOLO-P3, AGLI EX MAGAZZINI GENERALI-P1, ALLO STADIO-AREE A B C, ALLO SCALO FERROVIARIO, AL CENTRO AGROALIMENTARE. NEL PROGRAMMA DI VINITALY DEGUSTAZIONI GUIDATE (OPERA WINE; TASTINGEX…PRESS; GAMBERO ROSSO; DONNE DEL VINO; AIS; FISAR), CONVEGNI, AREE ESPOSITIVE SPECIALI (TASTE  ITALY BY DOCTOR WINE; TRENDY OGGI, BIG DOMANI; VIVIT – VIGNE VIGNAIOLI TERROIR; LA GRANDE CUCINA (RISTORANTE D’AUTORE; SELF SERVICE D’AUTORE; CITTADELLE DELLA GASTRONOMIA). PADIGLIONE C – INGRESSO SAN ZENO: SOL&AGRIFOOD, RASSEGNA INTERNAZIONALE DELL’AGROALIMENTARE DI QUALITA’; PADIGLIONE F – INGRESSO GIULIETTA E ROMEO: ENOLITECH – SALONE INTERNAZIONALE DELLE TECNICHE PER LA VITICOLTURA, L’ENOLOGIA E DELLE TECNOLOGIE OLIVICOLE E OLEARIE. PER MAGGIORI DETTAGLI: WWW.VINITALY.COM

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Se avete dato un’occhiata ai numeri del dettaglio più sopra vi sarete resi conto come Vinitaly, la più grande rassegna di vino d’Europa, sta per battere per l’ennesima volta tutti i suoi record. E chi l’avrebbe mai detto con la crisi che prosciuga le tasche, alla quale possono ben aggiungersi i timori del ritiro patente, i rischi alla salute (solo per i bevitori smodati), fattori questi ultimi che hanno però ridotto di tanto il consumo di vino nelle tavole dei ristoranti che assieme ai produttori sono stati costretti a inventarsi le mezze bottiglie. Il fatto è che i vini italiani stanno crescendo sempre di più nell’apprezzamento dei paesi esteri (così ne beneficia la bilancia commerciale) perché se Germania, Inghilterra e Stati Uniti nostri abituali buyers continuano imperterriti ad acquistare sempre di più vini italiani, ecco che si sono affacciati nuovi paesi come Russia, Cina e Giappone. Nazioni ricche che apprezzano il made in Italy sotto ogni profilo (in Russia, ad esempio il mercato italiano sta sfondando con insaccati e formaggi) e che stanno dando grandi soddisfazioni ai nostri vignaioli. Ma non c’è soltanto questo. Perché finalmente dopo molti troppi anni di scelte insipienti sia da una parte che dall’altra, ovvero consumatori e produttori, ci sono forti segnali che se da un lato esigono sempre di più la qualità nel bicchiere, dall’altra più responsabilmente si difende il terroir, si fanno scelte a scapito della quantità privilegiando la bontà del prodotto. Per dirla in breve il consumatore vuole bere sempre meglio e il produttore lo ha capito. Non solo. Molti vignaioli stanno ormai riscoprendo vitigni autoctoni, producendo vini che non speravamo più di bere. Insomma molto si sta muovendo fra tralci e botti. Ma ora bisogna dire qualcosa della nostra Regione che ha dei numeri incredibili per quanto riguarda il Vinitaly, perché a Verona ci saranno ben 499 aziende (178 trevigiane, 34 padovane, 29 veneziane, 33 vicentine e 225 veronesi). Trevigiani e veronesi quasi da soli fanno del Veneto la regione più produttiva d’Italia dal punto di vista vinicolo, basti pensare che solo il Prosecco vale la bellezza di 350 milioni di bottiglie che hanno invaso il mondo (e troppi all’estero ne storpiano il nome sull’etichetta facendo passare per italiane pessime bollicine foreste) battendo lo champagne, mentre i veronesi di bottiglie ne producono 15 milioni ma il vino da quelle parti costa assai di più di quello trevigiano ed è per questo un altro bere basti pensare solo per far due nomi a Quintarelli (forse il primo a esportare in Usa) e a Dal Forno. Padova, Vicenza Venezia? Stanno facendo dei bei passi in avanti anche se la terza è ancora due passi indietro rispetto alle altre due. A Padova nei Colli Euganei ci sono ormai forze consolidate da Emo Capodilista a Vignalta a Ca’ Lustra, mentre si affacciano nuove realtà fra cui la Quota 101, giovanissima ed entusiasta azienda alla ribalta da appena due anni con una produzione di bianchi di buon livello, o come il Gruppo Vignaioli Euganei che conta una decina scarsa di aziende dirette da giovani appassionati che stanno producendo vini di alta qualità e in alcuni casi salvando e vinificando da vitigni antichi che sembravano in via di estinzione. E poi il Vicentino, la zona forse che sta crescendo proporzionalmente di più quanto a qualità, basti pensare a ai terroir del Garganega, alla zona vulcanica di Gambellara  a quella di Breganze e ai Colli Berici. Festa del Tai Rosso, dello speciale Vin Santo e del Recioto di Gambellara, del Vespaiolo. Zone in cui eccellono aziende, citando senza ordine, Piovene Porto Godi, Contrà Soarda, Biancara, Inama, Vignato, Menti (solo per dirne alcune).  Nel Veneto Orientale fra Piave e Tagliamento dominano i cosiddetti vitigni internazionali e si punta soprattutto sulla quantità. Pure una cantina come la Tessere di Noventa di Piave sta nobilitando il Raboso Piave senza stravolgerlo, mentre la San Osvaldo si sta proiettando verso un futuro di scelte di qualità, come la Mazzolada, la Stajnbech, la Geretto,  la Carline, la Bosco del Merlo e la De Stefani (speciale il suo Marzemino, battezzato Stefen 1624 del 2006). Insomma per la quarantesettesima volta non bisogna mancare l’appuntamento, perché se è vero che ci troveremo di fronte all’eccellenza italiana del vino a cominciare dal Piemonte per proseguire con Toscana, Friuli, Trentino, Lombardia e le aziende emergenti del Sud Italia dalla Sicilia alla Campania alla Basilicata, non è un caso che quest’anno al Vinitaly sarà ospite per la prima volta una delegazione ufficiale del ministero dell’Economia della Repubblica Popolare Cinese, come dire che il Vinitaly è il top.

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